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ADRONAT

Principio attivo: ACIDO ALENDRONICO · ATC M05BA04 · NEOPHARMED GENTILI S.P.A.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Principio attivo: ACIDO ALENDRONICO
Forma farmaceutica: Compressa
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 70 mg COMPRESSA
  • 10 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: NEOPHARMED GENTILI S.P.A.
Codice ATC: M05BA04
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· ACIDO ALENDRONICO TECNIGEN - TECNIGEN S.R.L.
· ACIDO ALENDRONICO ALTER - LABORATORI ALTER S.R.L.
· ACIDO ALENDRONICO AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· ALENDRONATO MYLAN GENERICS - MYLAN S.P.A.
· ALENDRONATO DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· ALENDRONATO ALMUS - ALMUS S.R.L.
· ALENDRONATO EG - EG S.P.A.
· FOSAMAX - GMM FARMA S.R.L.
· FOSAMAX - BB FARMA S.R.L.
· ACIDO ALENDRONICO FG - FG S.R.L.
· ACIDO ALENDRONICO ZENTIVA - ZENTIVA ITALIA S.R.L.
· GENALEN - NEOPHARMED GENTILI S.P.A.
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Rimborsabilita: A totale carico del cittadino - fascia C - A TOTALE CARICO DELL'ASSISTITO

A cosa serve questo medicinale?

Che cos’è Adronat Adronat contiene il principio attivo acido alendronico ed appartiene ad un gruppo di medicinali denominati bifosfonati, che agiscono sulla struttura e sulla densità

(mineralizzazione) delle ossa.

A cosa serve Adronat Adronat si utilizza per curare una malattia che rende le ossa fragili e più inclini a rompersi (osteoporosi) negli uomini e nelle donne dopo la menopausa. Adronat si utilizza anche in uomini e donne per il trattamento e la prevenzione

dell’osteoporosi causata da una particolare classe di medicinali usati per trattare le infiammazioni, denominati glucocorticoidi.

Che cos’è l’osteoporosi?

L’osteoporosi è una malattia che rende le ossa più fragili fino a provocarne la frattura. In menopausa, le ovaie non producono gli ormoni femminili, gli estrogeni, che contribuiscono a mantenere sano lo scheletro della donna. Di conseguenza, si verifica perdita di tessuto osseo e l’osso diviene più fragile. Il rischio di osteoporosi è tanto più grande quanto più precocemente

la donna raggiunge la menopausa. L’osteoporosi può verificarsi anche negli uomini. I glucocorticoidi possono anche causare perdita di tessuto osseo e osteoporosi sia negli uomini sia nelle donne. Nelle fasi iniziali, l’osteoporosi normalmente non dà sintomi. Se tuttavia non si interviene con un trattamento, possono verificarsi delle fratture. Anche se usualmente le fratture sono dolorose, le fratture delle ossa della colonna vertebrale possono non essere evidenziate fino a

quando non si constata una diminuzione della statura. Le fratture possono verificarsi durante una normale attività quotidiana, come alzare pesi e anche piccoli traumi che normalmente non provocano fratture nell’osso. Le fratture si verificano più frequentemente nell’anca, nella colonna vertebrale o nel polso e possono essere non solo dolorose ma possono portare a notevoli deformità e disabilità, come per esempio un’aumentata curvatura della schiena

(cifosi) e limitazioni nei movimenti.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Adronat

- se è allergico al principio attivo o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo
medicinale (elencati al paragrafo 6)
- se presenta problemi all’esofago (il canale che connette la bocca con lo stomaco) che
ne ritardano lo svuotamento come restringimenti (stenosi) e alterazioni della
funzionalità (acalasia) .

- se ha bassi livelli di calcio nel sangue (ipocalcemia)
- se soffre di gravi problemi ai reni (insufficienza renale grave)
- se è in corso una gravidanza o se sta allattando
- se non riesce a rimanere in piedi o seduto con il busto eretto per almeno 30 minuti

Se pensa di rientrare in uno di questi casi, non prenda le compresse. Consulti il medico e si attenga alle sue istruzioni.

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Adronat

Informi il medico prima di iniziare a prendere Adronat: - se ha difficoltà a deglutire (disfagia), oppure se ha problemi a carico dell’apparato

digerente come malattie esofagee, infiammazioni allo stomaco (gastrite) o alla prima porzione dell’intestino (duodenite). Se ha sofferto precedentemente di gravi malattie gastriche o duodenali come ulcere, sanguinamento gastrico o intestinale, verificatisi nell’ultimo anno, oppure si è sottoposto ad interventi chirurgici allo stomaco o all’esofago, poiché Adronat può avere effetti irritativi e peggiorare potenzialmente la malattia gastrointestinale di base.

- se le è stato detto di avere una malattia associata a cambiamenti nelle cellule che
rivestono il tratto inferiore dell’esofago (esofago di Barrett)
- se ha il cancro
- se si sta sottoponendo a chemioterapia, radioterapia o terapia con medicinali che

inibiscono l’angiogenesi (sviluppo di nuovi vasi sanguigni a partire da altri già
esistenti)
- se sta assumendo medicinali per la cura delle infiammazioni (glucocorticoidi)
- se fuma, perché il fumo può aumentare il rischio di problemi dentali
Le può essere richiesto di sottoporsi ad un controllo dal dentista (odontoiatrico) prima di

iniziare il trattamento con Adronat. È importante mantenere una buona igiene orale durante il trattamento con Adronat. Deve sottoporsi a controlli odontoiatrici periodici durante tutto il trattamento e deve contattare il medico o il dentista se avverte qualsiasi tipo di problema alla bocca o ai denti quale perdita di denti, dolore o gonfiore.

Se è in cura da un dentista o deve sottoporsi ad un intervento odontoiatrico o ad un’estrazione dentaria, informi il dentista che sta prendendo Adronat.

Interrompa il trattamento con Adronat ed informi immediatamente il medico nel caso abbia difficoltà a deglutire (disfagia), se avverte dolore nella deglutizione (odinofagia), dolore al

petto (dolore retrosternale) o se avverte l’insorgenza o il peggioramento di sensazioni di bruciore al petto (pirosi). Se non si assume Adronat in maniera appropriata o se si continua ad assumerlo dopo aver accusato questi sintomi, il rischio di effetti indesiderati gravi a livello dell’esofago può peggiorare.

E’ molto importante che lei sappia bene come prendere questo medicinale (vedere il paragrafo 3).

La terapia con Adronat dovrà essere iniziata solo dopo che il medico avrà stabilito che la causa della sua osteoporosi è la mancanza degli ormoni femminili (estrogeni) e/o l’età, escludendo altre cause.

Adronat può irritare la mucosa del tratto gastrointestinale superiore.

Il rischio di effetti indesiderati gravi a livello dell’esofago sembra essere maggiore nei pazienti che non assumono Adronat in maniera appropriata o che continuano ad assumerlo dopo i sintomi di un’irritazione all’esofago.

In pazienti in trattamento con Adronat sono stati riportati effetti indesiderati a carico dell’esofago come irritazione (esofagite), lesioni (ulcere ed erosioni) raramente seguite da restringimento o perforazione. Alcuni di questi effetti indesiderati si sono manifestati in maniera grave ed è stato necessario il ricovero ospedaliero.

In pazienti affetti da cancro che assumevano i bisfosfonati, principalmente per via

endovenosa, è stata riportata la morte del tessuto osseo della mandibola/mascella (osteonecrosi), generalmente associata ad estrazione dentale o ad infezione locale (osteomielite inclusa). Molti di questi pazienti erano trattati anche con chemioterapia e corticosteroidi. L'osteonecrosi della mandibola/mascella è stata riportata anche in pazienti con

osteoporosi che prendevano bisfosfonati orali.

Nei pazienti trattati con bisfosfonati sono stati riportati dolori alle ossa, alle articolazioni e ai muscoli. Sin da quando il medicinale è stato commercializzato questi sintomi raramente sono

stati gravi o hanno causato disabilità (vedere il paragrafo 4). I tempi di comparsa dei sintomi sono risultati variabili da un giorno a diversi mesi dall’inizio del trattamento. Nella maggior parte dei pazienti l’interruzione del trattamento ha dato luogo ad un miglioramento dei sintomi. A seguito di una nuova somministrazione dello stesso medicinale o di un altro della stessa classe, alcuni pazienti hanno avuto una ricomparsa dei sintomi. Sono state riportate fratture insolite del femore, principalmente in pazienti in terapia da lungo tempo con questa classe di farmaci per l’osteoporosi. Queste fratture si verificano spontaneamente o dopo un piccolo trauma e alcuni pazienti manifestano dolore alla coscia o all’inguine. Spesso le lastre evidenziano questo tipo di fratture (fratture da stress meccanico) settimane o

mesi prima del verificarsi di una frattura femorale completa. Le fratture spesso avvengono in entrambi i femori (fratture bilaterali), pertanto nei pazienti trattati con bisfosfonati che hanno subito la frattura di un femore, occorre esaminare anche l’altro. E’ stata riportata anche una limitata guarigione di queste fratture. Nei pazienti con sospetta

frattura del femore il medico valuterà l’interruzione della terapia con bisfosfonati in attesa di valutare il beneficio sul paziente, in rapporto al rischio.

Durante il trattamento con questo tipo di medicinali, è opportuno segnalare al medico qualsiasi tipo di dolore alla coscia, all’anca o all’inguine e, nel caso in cui manifestasse tali

femore. del sintomi, dovrà essere sottoposto ad un controllo per escludere la presenza di una frattura del

Sin da quando il medicinale è disponibile in commercio ci sono state rare segnalazioni di reazioni gravi a carico della pelle incluse forme di sfaldamento (sindrome di StevensJohnson) e decomposizione della pelle (necrolisi epidermica tossica). Prima di iniziare la terapia con Adronat ed in seguito periodicamente, è probabile che il medico richieda il controllo dei livelli di calcio nel sangue (calcemia). Il ridotto livello di

calcio nel sangue (ipocalcemia) deve essere corretto prima di iniziare la terapia con Adronat (vedere il paragrafo 2). Il medico dovrà monitorare i livelli di calcio nel sangue ed i sintomi di ipocalcemia durante la terapia con Adronat e curare anche altri disordini, come la carenza di vitamina D.

Durante il trattamento con Adronat, si sono verificati rari casi di bassi livelli di calcio (ipocalcemia), occasionalmente gravi, particolarmente in presenza di condizioni che possono favorire l’ipocalcemia, come ad es. scarsa produzione degli ormoni della tiroide (ipoparatiroidismo), carenza di vitamina D e malassorbimento del calcio, in particolare nei pazienti che assumono glucocorticoidi, medicinali che riducono l’assorbimento di calcio. Si

raccomanda di assicurare un adeguato apporto di calcio e vitamina D in pazienti in terapia con glucocorticoidi.

Bambini e adolescenti

Adronat non è raccomandato in bambini di età inferiore a 18 anni.

Altri medicinali e Adronat Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe

assumere qualsiasi altro medicinale, anche quelli senza prescrizione medica. E' probabile che gli integratori di calcio, i medicinali che neutralizzano l’acidità e alcuni

medicinali per via orale, interferiscano con l’assorbimento di Adronat se presi contemporaneamente. Devono trascorrere almeno 30 minuti dall'assunzione di Adronat prima che possa prendere qualsiasi altro medicinale (vedere le istruzioni fornite nel paragrafo 3 “Come prendere Adronat”).

Alcuni medicinali chiamati FANS (ad esempio aspirina o ibuprofene) per la cura delle infiammazioni alle articolazioni e alle ossa (reumatismo) o per il dolore a lungo termine potrebbero causare disturbi al sistema digerente. Pertanto, si deve usare cautela quando questi medicinali vengono assunti contemporaneamente a Adronat.

Adronat con cibi e bevande È probabile che cibi e bevande (inclusa l’acqua minerale), diminuiscano l’efficacia di Adronat se presi contemporaneamente. È dunque importante seguire le istruzioni fornite nel paragrafo 3 “Come prendere Adronat”.

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale. Adronat è indicato solo per le donne dopo la menopausa. Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Durante l’assunzione di Adronat sono stati riportati effetti indesiderati (compresi visione offuscata, capogiro e gravi dolori ossei, muscolari o articolari) che possono modificare la sua

capacità di guidare veicoli o di utilizzare macchinari. La risposta a Adronat può variare per ciascun individuo (vedere il paragrafo 4).

Adronat contiene lattosio

Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

La dose raccomandata è 1 compressa da 10 mg una volta al giorno.

La durata ottimale del trattamento dell’osteoporosi con questo medicinale non è stata stabilita. Il medico valuterà periodicamente la durata ottimale del trattamento in funzione dei benefici ottenuti verso i rischi potenziali di Adronat, in particolare dopo 5 o più anni d’uso.

Adronat deve essere assunto almeno 30 minuti prima di qualsiasi alimento, bevanda o medicinale della giornata insieme solo ad acqua di rubinetto. E’ probabile che altre bevande (inclusa l'acqua minerale), alimenti e alcuni medicinali riducano l'assorbimento di Adronat (vedere paragrafo 2). Adronat è efficace solo quando viene preso a stomaco vuoto. Per facilitare il rilascio a livello dello stomaco e ridurre così la possibilità di irritazioni/effetti indesiderati locali e all’esofago:  prenda la compressa di Adronat al mattino, solo dopo essersi alzato dal letto per iniziare la giornata, con un bicchiere di acqua di rubinetto (non acqua minerale, non meno di 200 ml);  deglutisca la compressa di Adronat per intero. Non mastichi, non frantumi e non lasci

sciogliere in bocca la compressa, a causa del rischio potenziale di lesioni alla bocca e alla faringe;  non si distenda finché non abbia mangiato qualcosa e, prima di distendersi, si accerti che siano trascorsi almeno 30 minuti dall’assunzione della compressa di Adronat;  non assuma la compressa di Adronat al momento di coricarsi o prima di alzarsi dal letto

all’inizio della giornata;  non prenda Adronat con caffè o tè  non prenda Adronat con succhi o latte  nel caso avverta difficoltà o dolore ad inghiottire, dolore al torace o insorga o peggiori un

bruciore allo stomaco, interrompa l’assunzione di Adronat e contatti il medico.

Il medico le consiglierà di assumere integratori di calcio e vitamina D, nel caso in cui la loro assunzione con la normale alimentazione non sia adeguata (vedere il paragrafo 2).

Uso nei bambini e negli adolescenti Adronat non è raccomandato in bambini di età inferiore a 18 anni.

Uso negli anziani

Non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti anziani.

Uso in caso di alterazione della funzionalità del rene Non è necessario aggiustare la dose nei pazienti con un grado di insufficienza renale da lieve

a moderato (clearance della creatinina maggiore di 35 ml/min). Adronat non deve essere somministrato in pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina <35 ml/min), in quanto non ci sono informazioni in proposito.

Se prende più Adronat di quanto deve

Se per errore ha preso troppe compresse, beva un bicchiere di latte o assuma farmaci antiacidi e contatti immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale. Non provochi il vomito e non si distenda per evitare irritazioni dell’esofago.

Se dimentica di prendere Adronat

Se dimentica di prendere una compressa di Adronat, prenda una compressa il mattino successivo al giorno in cui si è accorto della dimenticanza. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della compressa. Ricominci a prendere la compressa giornalmente, come stabilito in precedenza. In caso di dubbio contatti

il medico.

Se interrompe il trattamento con Adronat È importante continuare a prendere Adronat fino a quando prescritto dal medico. Adronat è efficace per il trattamento dell’osteoporosi solo se si continua a prendere le compresse. Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Per descrivere quanto spesso sono stati segnalati gli effetti indesiderati vengono utilizzati i seguenti termini:

Molto comune (si verifica in almeno 1 su 10 pazienti trattati) Comune (si verifica in almeno 1 su 100 e in meno di 1 su 10 pazienti trattati) Non comune (si verifica in almeno 1 su 1.000 ed in meno di 1 su 100 pazienti trattati) Raro (si verifica in almeno 1 su 10.000 ed in meno di 1 su 1.000 pazienti trattati) Molto raro (si verifica in meno di 1 su 10.000 pazienti trattati).

Molto comune:  dolore osseo, muscolare o articolare, spesso di forte intensità  lievi e passeggere diminuzioni dei valori del calcio e dei fosfati nel sangue, generalmente comprese nei limiti della norma. Comune:  mal di testa, capogiri  vertigini

 dolore addominale, sensazione spiacevole allo stomaco o eruttazione dopo i pasti, costipazione, sensazione di pienezza o gonfiore allo stomaco, diarrea, flatulenza (gas intestinali), bruciore allo stomaco, difficoltà a deglutire, dolore nel deglutire, ulcere all’esofago che causano dolore al torace, bruciore o difficoltà o dolore ad inghiottire

 perdita dei capelli (alopecia), prurito  gonfiore delle articolazioni  stanchezza, gonfiore delle mani o delle gambe (edema periferico)

Non comune:

 alterazione del gusto (disgeusia)  visione offuscata, dolore o arrossamento degli occhi. Infiammazione dell'occhio (uveite, sclerite, o episclerite)  nausea, vomito, irritazione o infiammazione dell’esofago o dello stomaco, feci nere o scure

 eruzione cutanea, arrossamento della pelle  sintomi simil-influenzali passeggeri come dolori muscolari, sensazione di malessere generale e talvolta con febbre di solito all’inizio del trattamento

Raro:  reazioni allergiche come orticaria, gonfiore del volto, delle labbra, della lingua e/o della gola, possibile causa di difficoltà a respirare e a deglutire  sintomi dovuti a bassi livelli di calcio nel sangue inclusi crampi muscolari o spasmi e/o

formicolio alle dita o intorno alla bocca  restringimento dell’esofago; ulcere della bocca quando le compresse vengono masticate o succhiate; ulcere dello stomaco o peptiche (talvolta gravi o con sanguinamento)  eruzione cutanea peggiorata dall’esposizione alla luce solare, reazioni cutanee gravi come sfaldamento (sindrome di Stevens-Johnson) e decomposizione della pelle

(necrolisi epidermica tossica)  dolore alla bocca, e/o alla mascella/mandibola, gonfiore o ferite all’interno della bocca, intorpidimento o sensazione di pesantezza alla mascella/mandibola o perdita di denti. Questi possono essere segni di danneggiamento dell’osso della mascella/mandibola

(osteonecrosi) generalmente associati a ritardo di guarigione e infezione, spesso a seguito di estrazione dentaria. Contatti il medico o dentista se si verificano questi sintomi  raramente può verificarsi una frattura insolita del femore in particolare in pazienti in trattamento da lungo tempo per l'osteoporosi. Contatti il medico se manifesta dolore, debolezza o malessere alla coscia, all’anca o all’inguine in quanto potrebbe essere un’indicazione precoce di una possibile frattura del femore

Molto raro:  si rivolga al medico in caso di dolore all’orecchio, secrezione dall’orecchio e/o infezione dell’orecchio. Questi episodi potrebbero essere i sintomi di danno osseo all’orecchio.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si

rivolga almedico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato all’indirizzo: www.agenziafarmaco.it/it/responsabili Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla

sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sull'astuccio e sul blister dopo SCAD.

La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Adronat - Il principio attivo è acido alendronico sale sodico 13,05 mg, corrispondenti ad acido

alendronico 10 mg. - Gli altri componenti sono: cellulosa microcristallina, lattosio anidro, croscarmellosa sodica, magnesio stearato, cera carnauba.

Descrizione dell’aspetto di Adronat e contenuto della confezione

Adronat si presenta in forma di compresse. Le compresse sono confezionate in blister di PVC opaco e alluminio. Ogni blister contiene 14 compresse.

Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio e Produttore

Titolare della Autorizzazione all’Immissione in Commercio NEOPHARMED GENTILI S.r.l. Via S. Giuseppe Cottolengo 15, 20143 Milano

Produttore responsabile del rilascio dei lotti Doppel Farmaceutici S.r.l. Via Volturno, 48 – Quinto De’ Stampi 20089 Rozzano (Milano) Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il en zia

Domande frequenti su ADRONAT

Come si usa ADRONAT?

ADRONAT si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

ADRONAT e disponibile senza ricetta?

No, ADRONAT e soggetto a prescrizione medica.

Qual e il principio attivo di ADRONAT?

Il principio attivo di ADRONAT e ACIDO ALENDRONICO.

Quali sono gli equivalenti di ADRONAT?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: ACIDO ALENDRONICO TECNIGEN, ACIDO ALENDRONICO ALTER, ACIDO ALENDRONICO AUROBINDO, ALENDRONATO MYLAN GENERICS. Il farmacista puo proporle un equivalente.

Chi produce ADRONAT?

ADRONAT e prodotto da NEOPHARMED GENTILI S.P.A..

Da quando ADRONAT e autorizzato in Italia?

ADRONAT ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2001-12-21.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

ADRONAT 10 mg compresse

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Una compressa di ADRONAT 10 mg compresse contiene: Principio attivo: acido alendronico sale sodico 13,05 mg corrispondenti ad acido alendronico 10 mg Eccipiente con effetti noti: lattosio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

ADRONAT è indicato:  nel trattamento dell'osteoporosi nelle donne in età postmenopausale e negli uomini.  nel trattamento e nella prevenzione dell’osteoporosi indotta dai glicocorticoidi (GIOP) in uomini e donne.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia La dose raccomandata è 10 mg una volta al giorno. Non è stata stabilita la durata ottimale del trattamento con bisfosfonati per l’osteoporosi. La necessità di un trattamento continuativo deve essere rivalutata in ogni singolo paziente periodicamente in funzione dei benefici e rischi potenziali, in particolare dopo 5 o più anni d’uso. Modo di somministrazione Per ottenere un adeguato assorbimento dell’alendronato: ADRONAT deve essere deglutito almeno 30 minuti prima di qualsiasi alimento, bevanda o medicinale della giornata insieme solo ad acqua di rubinetto. E’ probabile che altre bevande (inclusa l'acqua minerale), alimenti e alcuni medicinali riducano l'assorbimento di alendronato (vedere paragrafo 4.5).

Per facilitare il rilascio a livello gastrico e ridurre così la possibilità di irritazione/eventi indesiderati locali ed esofagei (vedere paragrafo 4.4):  ADRONAT deve essere deglutito solo dopo essersi alzati dal letto per iniziare la giornata, con un bicchiere colmo d’acqua di rubinetto (non meno di 200 ml).  Il paziente deve deglutire ADRONAT solo intero. Il paziente non deve frantumare o masticare o sciogliere in bocca la compressa, a causa del rischio potenziale che si verifichino ulcerazioni orofaringee.  Il paziente non deve distendersi fintanto che non abbia mangiato qualcosa, il che deve avvenire almeno 30 minuti dopo l’assunzione della compressa.  Il paziente non deve distendersi per almeno 30 minuti dopo aver assunto ADRONAT.  ADRONAT non deve essere assunto al momento di coricarsi o prima di alzarsi dal letto all’inizio della giornata. I pazienti devono essere informati che in caso di mancata assunzione della dose giornaliera di ADRONAT 10 mg, devono assumere una compressa al mattino successivo al giorno in cui se ne sono accorti. Non si devono prendere due compresse lo stesso giorno ma si deve ricominciare ad assumere una compressa al giorno, come stabilito in precedenza. I pazienti devono assumere integratori di calcio e vitamina D se l’introito dietetico non è adeguato (vedere paragrafo 4.4). Uso negli anziani: negli studi clinici non è stata dimostrata nessuna differenza legata all’età nei profili di efficacia o di sicurezza dell’alendronato. Non è pertanto necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti anziani. Uso in caso di alterazione della funzione renale: non è necessario aggiustare la dose nei pazienti con VFG (velocità di filtrazione glomerulare) maggiore di 35 ml/min. L’alendronato non è raccomandato in pazienti con funzione renale compromessa quando la VFG è minore di 35 ml/min, in quanto non sono disponibili informazioni in proposito. Popolazione pediatrica L’uso dell’alendronato sodico non è raccomandato in bambini di età inferiore a 18 anni a causa dell’insufficienza dei dati su sicurezza ed efficacia nelle condizioni associate con l’osteoporosi pediatrica (vedere anche paragrafo 5.1).

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1  Patologie dell’esofago e altri fattori che ritardano lo svuotamento esofageo, come stenosi e acalasia.  Inabilità a stare in piedi o seduti con il busto eretto per almeno 30 minuti.  Insufficienza renale di grado severo (vedere paragrafo 4.2).  Ipocalcemia  Vedere anche paragrafo 4.4.

3

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d'impiego

L’alendronato può causare irritazione locale della mucosa del tratto gastrointestinale superiore. A causa del potenziale peggioramento della patologia di base, si deve agire con cautela nel somministrare l’alendronato a pazienti con patologie attive a livello del tratto gastro-intestinale superiore, quali disfagia, patologie esofagee, gastrite, duodenite, ulcere o con storia recente (entro l’anno precedente) di patologie gastrointestinali importanti quali ulcera peptica o sanguinamento gastrointestinale attivo o chirurgia del tratto gastrointestinale superiore esclusa la piloroplastica (vedere paragrafo 4.3). In pazienti con esofago di Barrett già noto, i medici prescrittori devono valutare i benefici ed i rischi potenziali dell'alendronato su base individuale. In pazienti in trattamento con alendronato sono state riportate reazioni indesiderate a carico dell’esofago (alcune gravi e con necessità di ospedalizzazione) quali esofagite, ulcere esofagee ed erosioni esofagee, raramente seguite da stenosi esofagee. Il medico deve, pertanto, fare attenzione alla comparsa di qualsiasi segno o sintomo che indichi una possibile reazione esofagea ed avvisare il paziente di interrompere l’alendronato e rivolgersi ad un medico nel caso si verifichino sintomi di irritazione esofagea quali disfagia, odinofagia, dolore retrosternale, insorgenza o peggioramento di pirosi. Il rischio di eventi indesiderati gravi a livello esofageo sembra essere maggiore nei pazienti che non assumono l’alendronato in maniera appropriata e/o che continuano ad assumere l’alendronato dopo lo sviluppo di sintomi riferibili ad irritazione esofagea. E’ molto importante che il paziente conosca e comprenda bene le modalità di assunzione del medicinale (vedere paragrafo 4.2). Il paziente deve essere informato che se non vengono seguite queste precauzioni, può aumentare il rischio di problemi esofagei. Mentre in ampi studi clinici non è stato osservato un aumento del rischio, sono stati segnalati (dopo l’entrata in commercio del medicinale) rari casi di ulcere gastriche e duodenali, alcuni dei quali gravi ed associati a complicanze. L'osteonecrosi della mandibola/mascella, generalmente associata ad estrazione dentale e/o ad infezione locale (osteomielite inclusa), è stata riportata in pazienti con cancro in trattamento con regimi comprendenti i bisfosfonati somministrati principalmente per via endovenosa. Molti di questi pazienti erano trattati anche con chemioterapia e corticosteroidi. L'osteonecrosi della mandibola/mascella è stata anche riportata in pazienti con osteoporosi in trattamento con i bisfosfonati orali. Quando si valuta il rischio dell'individuo di sviluppare osteonecrosi della mandibola/mascella devono essere presi in considerazione i seguenti fattori di rischio:  potenza del bisfosfonato (massima per l'acido zoledronico), via di somministrazione (vedere sopra) e dose cumulativa  cancro, chemioterapia, radioterapia, corticosteroidi, inibitori dell’angiogenesi, fumo  un'anamnesi di malattia odontoiatrica, scarsa igiene orale, malattia periodontale, procedure odontoiatriche invasive e protesi dentarie con scarsa aderenza.

Prima di iniziare il trattamento con i bisfosfonati orali in pazienti in condizione di salute dentale scadente deve essere presa in considerazione la necessità di un esame odontoiatrico con le appropriate procedure odontoiatriche preventive. Durante il trattamento, questi pazienti devono, se possibile, evitare procedure dentarie invasive. Nei pazienti che sviluppano osteonecrosi della mandibola/mascella durante la terapia con i bisfosfonati, la chirurgia dentaria può esacerbare la condizione. Per i pazienti che necessitano di chirurgia dentale, non ci sono dati disponibili per suggerire che l'interruzione del trattamento con i bisfosfonati riduca il rischio di osteonecrosi della mandibola/mascella. Il giudizio clinico del medico curante deve guidare il programma di gestione di ciascun paziente, sulla base della valutazione individuale del rapporto rischio/beneficio. Durante il trattamento con i bisfosfonati, tutti i pazienti devono essere incoraggiati a mantenere una buona igiene orale, a sottoporsi a periodici controlli odontoiatrici, e a segnalare qualsiasi tipo di sintomo orale quale mobilità dentale, dolore, o gonfiore. Osteonecrosi del canale uditivo esterno E’ stata riferita osteonecrosi del canale uditivo esterno in concomitanza con l’uso di bisfosfonati, prevalentemente in associazione a terapie di lungo termine. Tra i possibili fattori di rischio dell’osteonecrosi del canale uditivo esterno sono inclusi l’uso di steroidi e la chemioterapia e/o fattori di rischio locali quali infezione o trauma. L’eventualità di osteonecrosi del canale uditivo esterno deve essere valutata in pazienti trattati con bisfosfonati che presentano sintomi a carico dell’orecchio quali dolore e secrezione, o infezioni croniche dell’orecchio. Nei pazienti trattati con bisfosfonati sono stati riportati dolori ossei, articolari e/o muscolari. Nella esperienza post-marketing questi sintomi sono stati raramente gravi e/o hanno causato disabilità (vedere paragrafo 4.8). I tempi di esordio dei sintomi sono risultati variabili da un giorno a diversi mesi dall’inizio del trattamento. Nella maggior parte dei pazienti l’interruzione del trattamento ha dato luogo ad un sollievo dai sintomi. A seguito di una nuova somministrazione dello stesso medicinale o di un altro bisfosfonato, un sottogruppo di pazienti è andato incontro ad una ricaduta dei sintomi. Fratture atipiche del femore Sono state riportate fratture atipiche sottotrocanteriche e diafisarie del femore, principalmente in pazienti in terapia da lungo tempo con bisfosfonati per l’osteoporosi. Queste fratture trasversali o oblique corte, possono verificarsi in qualsiasi parte del femore a partire da appena sotto il piccolo trocantere fino a sopra la linea sovracondiloidea. Queste fratture si verificano spontaneamente o dopo un trauma minimo e alcuni pazienti manifestano dolore alla coscia o all’inguine, spesso associato con reperti di diagnostica per immagini a evidenze radiografiche di fratture da stress, settimane o mesi prima del verificarsi di una frattura femorale completa. Le fratture sono spesso bilaterali; pertanto nei pazienti trattati con bisfosfonati che hanno subito una frattura della diafisi femorale deve essere esaminato il femore controlaterale. E’ stata riportata anche una limitata guarigione di queste fratture. Nei pazienti con sospetta frattura atipica femorale si deve prendere in considerazione l’interruzione della terapia con bisfosfonati in attesa di una valutazione del paziente basata sul rapporto beneficio rischio individuale.

Durante il trattamento con bisfosfonati i pazienti devono essere informati di segnalare qualsiasi dolore alla coscia, all’anca o all’inguine e qualsiasi paziente che manifesti tali sintomi deve essere valutato per la presenza di un’incompleta frattura del femore. Durante l’esperienza post-marketing ci sono state rare segnalazioni di reazioni cutanee gravi incluse sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica. Non si raccomanda l'uso di alendronato in pazienti con compromissione della funzione renale quando la VFG è minore di 35 ml/min (vedere paragrafo 4.2). Prima di iniziare il trattamento, si devono prendere in considerazione altre cause di osteoporosi oltre alla carenza di estrogeni, all'età e all’uso di glucocorticoidi. L'ipocalcemia deve essere corretta prima di iniziare la terapia con alendronato (vedere paragrafo 4.3). Anche altri disordini del metabolismo minerale (come una carenza di vitamina D e ipoparatiroidismo) devono essere trattati adeguatamente. In pazienti con queste condizioni cliniche, il calcio sierico ed i sintomi di ipocalcemia devono essere monitorati durante la terapia con ADRONAT. A causa dell’effetto positivo dell’alendronato sull’incremento della mineralizzazione dell’osso, possono verificarsi diminuzioni dei livelli sierici del calcio e del fosfato specialmente nei pazienti che assumono glucocorticoidi nei quali l'assorbimento del calcio può essere ridotto. Tali diminuzioni sono usualmente limitate ed asintomatiche. Vi sono state tuttavia rare segnalazioni di ipocalcemia sintomatica, occasionalmente gravi e spesso a carico di pazienti con condizioni predisponenti (es.: ipoparatiroidismo, deficit di vitamina D e malassorbimento del calcio). E’ particolarmente importante assicurare un adeguato apporto di calcio e vitamina D in pazienti in terapia con glucocorticoidi. Eccipienti Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

E' probabile che cibo e bevande (inclusa l’acqua minerale), integratori di calcio, antiacidi e altri medicinali per somministrazione orale, se assunti contemporaneamente all’alendronato, interferiscano con l'assorbimento di quest’ultimo. Di conseguenza, i pazienti devono lasciare trascorrere almeno 30 minuti dall'assunzione dell’alendronato prima dell’assunzione orale di qualsiasi altro medicinale (vedere paragrafi 4.2 e 5.2). Non si prevedono altre interazioni farmacologiche di rilevanza clinica. Negli studi clinici, ad alcuni pazienti sono stati somministrati estrogeni (intravaginali, transdermici o orali) durante il trattamento con l’alendronato. Non sono stati identificati eventi indesiderati attribuibili all’uso degli estrogeni durante il trattamento con l’alendronato.

Poiché l'uso di FANS è associato con irritazione gastrointestinale, si deve usare cautela durante il trattamento concomitante con alendronato. Sebbene non siano stati condotti specifici studi di interazione, l'alendronato è stato utilizzato negli studi clinici in associazione con una vasta gamma di medicinali comunemente prescritti senza dare luogo ad evidenze di reazioni cliniche avverse.

4.6 Gravidanza e allattamento

Gravidanza L’alendronato non deve essere usato in gravidanza. Non vi sono dati adeguati sull’uso di alendronato in donne in gravidanza. Gli studi su animali non indicano effetti dannosi diretti sulla gravidanza, lo sviluppo embrio-fetale o lo sviluppo postnatale. L’alendronato ha causato distocia dovuta all’ipocalcemia nei ratti in gravidanza (vedere paragrafo 5.3). Allattamento Non è noto se l’alendronato viene escreto nel latte umano. L’alendronato non deve essere utilizzato durante l’allattamento.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari

Non sono stati effettuati studi relativamente aegli effetti sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Tuttavia, alcune reazioni avverse che sono state riportate con ADRONAT (compresi visione appannata, capogiro e gravi dolori ossei, muscolari o articolari) possono avere effetti sulla capacità di alcuni pazienti di guidare veicoli o di usare macchinari. Le risposte individuali a ADRONAT possono variare (vedere paragrafo 4.8).

4.8 Effetti indesiderati

In uno studio clinico della durata di un anno, nelle donne in post-menopausa con osteoporosi, i profili globali di sicurezza di alendronato 70 mg in monosomministrazione settimanale (n=519) e alendronato 10 mg/die (n=370), sono risultati simili. In due studi della durata di tre anni di disegno sostanzialmente identico, nelle donne in postmenopausa (alendronato 10 mg: n=196, placebo: n=397) i profili globali di sicurezza di alendronato 10 mg/die e placebo sono risultati simili. Gli eventi indesiderati segnalati dagli investigatori come possibilmente, probabilmente o sicuramente correlati al medicinale sono presentati nella tabella che segue se si sono verificati in ≥1% per ciascun gruppo di trattamento nello studio ad un anno, oppure se si sono verificati in ≥1% dei pazienti trattati con alendronato 10 mg/die e ad un’incidenza superiore al placebo negli studi a tre anni: Studio ad un anno Studi a tre anni Alendronato 70 mg (n = 519) % Alendronato 10 mg/die (n = 370) % Alendronato 10 mg/die (n = 196) % Placebo (n = 397) %

Gastro-intestinali Dolore addominale 3,7 3,0 6,6 4,8 Dispepsia 2,7 2,2 3,6 3,5 Rigurgito acido 1,9 2,4 2,0 4,3 Nausea 1,9 2,4 3,6 4,0 Distensione addominale 1,0 1,4 1,0 0,8 Stipsi 0,8 1,6 3,1 1,8 Diarrea 0,6 0,5 3,1 1,8 Disfagia 0,4 0,5 1,0 0,0 Flatulenza 0,4 1,6 2,6 0,5 Gastrite 0,2 1,1 0,5 1,3 Ulcera gastrica 0,0 1,1 0,0 0,0 Ulcera esofagea 0,0 0,0 1,5 0,0 Muscoloscheletrici Dolore muscoloscheletrico (osseo, muscolare o articolare) 2,9 3,2 4,1 2,5 Crampi muscolari 0,2 1,1 0,0 1,0 Neurologici Cefalea 0,4 0,3 2,6 1,5 Negli studi clinici e/o con l’uso commerciale del medicinale sono state riportate anche le seguenti esperienze avverse: Molto comune (≥1/10), Comune (≥1/100, <1/10), Non comune (≥1/1.000, <1/100), Raro (≥1/10.000, <1/1.000), Molto raro (<1/10.000 inclusi i casi isolati) Disturbi del sistema immunitario: Raro: reazioni di ipersensibilità incluse orticaria e angioedema Disturbi del metabolismo e della nutrizione: Raro: ipocalcemia sintomatica, spesso in associazione con condizioni predisponenti§ Patologie del sistema nervoso: Comune: cefalea, capogiro† Non comune: disgeusia† Patologie dell'occhio: Non comune: infiammazione dell'occhio (uveite, sclerite, o episclerite) Patologie dell'orecchio e del labirinto: Comune: vertigine† Molto raro: osteonecrosi del canale uditivo esterno (reazione avversa per la classe dei bisfosfonati).

Patologie gastrointestinali: Comune: dolore addominale, dispepsia, stipsi, diarrea, flatulenza, ulcera esofagea*, disfagia*, distensione addominale, rigurgito acido Non comune: nausea, vomito, gastrite, esofagite*, erosioni esofagee*, melena† Raro: stenosi esofagea*, ulcerazione orofaringea*, SUP (sanguinamento, ulcere, perforazione) del tratto gastrointestinale superiore§ Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Comune: alopecia† , prurito† Non comune: eruzione cutanea, eritema Raro: eruzione cutanea con fotosensibilità, reazioni cutanee gravi inclusa la sindrome di Stevens-Johnson e la necrolisi tossica epidermica‡ Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: Molto comune: dolore muscoloscheletrico (osseo, muscolare o articolare) che talvolta è grave†§ Comune: gonfiore delle articolazioni† Raro: osteonecrosi della mandibola‡§ ; fratture atipiche sottotrocanteriche e diafisarie del femore (reazione avversa di classe dei bisfosfonati) Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: Comune: astenia† , edema periferico† Non comune: sintomi transitori come da risposta della fase acuta (mialgia, malessere e raramente febbre), tipicamente associati all’inizio del trattamento† § Vedere paragrafo 4.4 † La frequenza negli studi clinici è stata simile sia nel gruppo trattato con medicinale che in quello trattato con placebo. *Vedere paragrafi 4.2 e 4.4 ‡ Questa reazione avversa è stata identificata tramite il monitoraggio post-marketing. La frequenza “raro” è stata stimata in base a studi clinici rilevanti.  Riportate durante l’esperienza post-marketing. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

4.9 Sovradosaggio

L'ipocalcemia, l'ipofosfatemia e gli eventi indesiderati del tratto gastrointestinale superiore, quali disturbi gastrici, pirosi gastrica, esofagite, gastrite o ulcera, possono essere la conseguenza di un sovradosaggio orale. Non sono disponibili informazioni specifiche sul trattamento di un sovradosaggio con l’alendronato.

Somministrare latte o antiacidi che si legano all'alendronato. A causa del rischio di irritazione esofagea, non indurre il vomito e tenere il paziente rigorosamente con il busto eretto.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: medicinali che agiscono sulla struttura e mineralizzazione ossee, bifosfonati Codice ATC: M05BA04 L’alendronato è un bifosfonato che, negli studi sull’animale, agisce come un inibitore specifico del riassorbimento osseo mediato dagli osteoclasti. I bifosfonati sono degli analoghi sintetici del pirofosfato, che presentano un’elevata affinità per l'idrossiapatite presente nell'osso. Da quanto emerge da studi su animali, l’alendronato si localizza preferenzialmente nei siti dove si verifica il riassorbimento osseo, specificatamente al di sotto degli osteoclasti, ed inibisce il riassorbimento osseo osteoclastico senza alcun effetto diretto sulla formazione ossea. Poiché riassorbimento e formazione del tessuto osseo sono associati, si verifica anche una riduzione della formazione ossea ma in misura ridotta rispetto al riassorbimento, il che porta ad un aumento della massa ossea. Con l’esposizione all’alendronato, questo viene incorporato nella matrice dell’osso normale neoformato, dove è farmacologicamente inattivo. Gli effetti dell’alendronato sulla massa ossea e sull’incidenza di fratture nelle donne in postmenopausa sono stati esaminati in due studi iniziali sull’efficacia, di disegno identico (n=994), e nel Fracture Intervention Trial (FIT 1). Negli studi iniziali sull’efficacia, gli aumenti medi della densità minerale ossea (DMO) con alendronato 10 mg/die confrontati con il placebo a tre anni sono stati dell’8,8%, 5,9% e 7,8% a livello del rachide, del collo del femore e del trocantere, rispettivamente. Anche la DMO dell’organismo in toto è aumentata in maniera significativa. C’è stata una riduzione del 48% (alendronato 3,2% vs placebo 6,2%) nella proporzione di pazienti trattati con alendronato con una o più fratture vertebrali rispetto a quelli trattati con il placebo. Nell’estensione a due anni di questi studi, la DMO ha continuato ad aumentare a livello del rachide e del trocantere e si è mantenuta stabile a livello del collo del femore e dell’organismo in toto. In uno studio controllato con placebo (FIT 1) a tre anni è stato utilizzato alendronato in monosomministrazione giornaliera, (5 mg in monosomministrazione giornaliera per due anni e 10 mg in monosomministrazione giornaliera per un anno) su 2.027 pazienti con almeno una frattura vertebrale (da compressione) al basale. In questo studio, l’alendronato una volta al giorno ha ridotto l’incidenza di 1 nuova frattura vertebrale del 47% (alendronato 7,9% vs placebo 15,0%). È stata inoltre rilevata una riduzione statisticamente significativa nell’incidenza di fratture dell’anca (1,1% vs 2,2%, una riduzione del 51%). Trattamento dell’osteoporosi negli uomini L’efficacia di ADRONAT 10 mg una volta al giorno negli uomini con osteoporosi è stata dimostrata in uno studio multicentrico, di due anni, condotto con placebo, in doppio cieco, in cui sono stati arruolati in totale 241 uomini fra 31 e 87 anni di età (media, 63). A due anni, gl

10 incrementi medi della DMO rispetto al placebo negli uomini trattati con ADRONAT 10 mg al giorno, sono stati: colonna lombare, 5,3%; collo del femore, 2,6%; trocantere, 3,1%; e organismo in toto, 1,6% (p═0,001 per ciascun confronto). ADRONAT è stato efficace indipendentemente dall’età, dalla razza, dalla funzionalità delle gonadi, dalla velocità di ricambio del tessuto osseo al basale, o DMO basale. In accordo con gli studi molto più allargati condotti nelle donne in età postmenopausale, in questi uomini ADRONAT 10 mg al giorno ha ridotto l’incidenza di nuove fratture vertebrali (accertate con radiografia quantitativa) nei confronti del placebo (0,8% vs 7,1%, rispettivamente; p=0,017) e, parallelamente, ha anche diminuito la riduzione dell’altezza (-0,6 vs –2,4 mm, rispettivamente; p=0,022). Osteoporosi indotta dai glicocorticoidi L’uso prolungato dei glicocorticoidi è comunemente associato allo sviluppo dell’osteoporosi che può causare fratture (particolarmente vertebrali, dell’anca e delle costole). Si verifica sia negli uomini che nelle donne di tutte le età. Sebbene lo studio non sia stato disegnato con una potenza tale da permettere il confronto tra le diverse dosi di alendronato, la dose di 10 mg è sembrata in grado di produrre effetti numericamente superiori rispetto ai 5 mg in tutti i siti in 24 mesi. Nella popolazione globale dei pazienti, l'alendronato 10 mg in monosomministrazione giornaliera ha incrementato la DMO a livello dell’osso del rachide del 4,6% rispetto al 3,6% nei pazienti trattati con 5 mg in monosomministrazione giornaliera. I valori corrispondenti degli incrementi negli altri siti sono stati: anca totale 4,3%, collo femorale 3,5%, trocantere 5,1% e organismo in toto 1,5%, rispetto a 3,2%, 3,0%, 3,4% e 1,1% nel gruppo dei 5 mg. L'alendronato 10 mg in monosomministrazione giornaliera ha dunque mostrato in maniera consistente incrementi numerici della DMO superiori a quelli della dose da 5 mg, con differenze comprese fra 0,3% a livello di organismo in toto e di 1,7% a livello del trocantere. Dati di Laboratorio Negli studi clinici sono state riportate riduzioni asintomatiche lievi e transitorie del calcio e del fosfato sierici rispettivamente nel 18% e nel 10% circa dei pazienti trattati con alendronato 10 mg/die rispetto a 12% e 3% circa di quelli trattati con placebo. Tuttavia, le incidenze delle riduzioni del calcio sierico fino a valori <8,0 mg/dl (2,0 mmol/l) e del fosfato sierico fino a valori <2,0 mg/dl (0,65 mmol/l) rilevate nei due gruppi di trattamento sono risultate simili. Popolazione pediatrica L’alendronato sodico è stato studiato in un piccolo numero di pazienti con osteogenesi imperfetta di età inferiore a 18 anni. I risultati non sono sufficienti per supportare l’uso dell’alendronato sodico in paziente pediatrici con osteogenesi imperfetta.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Rispetto ad una dose di riferimento somministrata per via endovenosa, la biodisponibilità orale dell'alendronato nelle donne è circa lo 0,7% per dosi da 5 a 40 mg, somministrate dopo il digiuno notturno e 2 ore prima di una colazione standardizzata. La biodisponibilità orale negli uomini (0,6%) è risultata simile a quella nelle donne. Similmente la biodisponibilità si è ridotta (di circa il 40%) quando l'alendronato è stato somministrato un'ora o mezz'ora prima d

11 una colazione standardizzata. Negli studi sull’osteoporosi ADRONAT è risultato efficace quando somministrato almeno 30 minuti prima del primo alimento o bevanda della giornata. La biodisponibilità è stata trascurabile quando l'alendronato è stato somministrato entro le due ore dopo una colazione standardizzata. La somministrazione concomitante di caffè o succo di arancia con alendronato ne ha ridotto la biodisponibilità di circa il 60%. In individui sani, la somministrazione di prednisone per os (20 mg tre volte al giorno per cinque giorni) non ha dato luogo a variazioni clinicamente significative della biodisponibilità orale dell’alendronato (un intervallo di incremento medio compreso fra 20 e 40%). Distribuzione Studi sul ratto mostrano che in seguito alla somministrazione endovenosa di 1 mg/kg l'alendronato, inizialmente distribuito nei tessuti molli, viene rapidamente ridistribuito a livello osseo o escreto nelle urine. Nell'uomo il volume medio di distribuzione allo stato di equilibrio, esclusivo dell'osso, è almeno di 28 litri. Le concentrazioni plasmatiche del medicinale in seguito a dosi orali terapeutiche sono troppo basse per essere rilevate (<5 ng/ml). Nell'uomo il legame con le proteine plasmatiche è di circa il 78%. Biotrasformazione Sia nell'uomo che nell'animale non vi è evidenza che l'alendronato venga metabolizzato. Eliminazione In seguito ad una dose endovenosa di alendronato marcato con 14 C, circa il 50% della radioattività è stata escreta nelle urine entro 72 ore e non è stata riscontrata radioattività, se non minima, nelle feci. Dopo somministrazione endovenosa di 10 mg la clearance renale dell'alendronato è stata 71 ml/min. Le concentrazioni plasmatiche si sono ridotte di oltre il 95% entro le 6 ore dopo la somministrazione endovenosa. Nel ratto l'escrezione renale di alendronato non avviene mediante sistemi di trasporto degli acidi o delle basi e di conseguenza non si prevede che nell'uomo possa interferire a questo livello con l'escrezione di altri medicinali. Studi preclinici mostrano che il medicinale che non viene depositato nell'osso è rapidamente escreto con le urine. Non vi è evidenza nell'animale di saturazione dell'assorbimento a livello osseo dopo trattamento cronico con dosi endovenose cumulative fino a 35 mg/kg. Sebbene non siano disponibili informazioni cliniche, è probabile che, come nell'animale, l'eliminazione dell'alendronato per via renale sia ridotta in pazienti con funzione renale compromessa. Di conseguenza si potrebbe prevedere un maggiore accumulo di alendronato a livello osseo in pazienti con funzione renale compromessa (vedere paragrafo 4.2).

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Tossicologia animale La DL50 orale dell'alendronato in femmine di ratto e di topo è rispettivamente 552 mg/kg (3256 mg/m2 ) e 966 mg/kg (2898 mg/m²) (2760 e 4830 volte la dose raccomandata per il trattamento dell'osteoporosi in donne in età postmenopausale considerando un peso corporeo di 50 kg). Nei maschi questi valori sono leggermente più elevati: 626 e 1280 mg/kg rispettivamente. Nei cani non sono state letali dosi fino a 200 mg/kg (4000 mg/m²) (1000 volte la dose raccomandata per il trattamento dell'osteoporosi in donne in età postmenopausale considerando un peso corporeo di 50 kg).

Non è stata osservata nessuna evidenza di effetto cancerogeno in uno studio di 105 settimane su ratti che ricevevano dosi orali fino a 3,75 mg/kg/die e in uno studio di 92 settimane su topi che ricevevano dosi orali fino a 10 mg/kg/die. L'alendronato non ha mostrato genotossicità nel test di mutagenesi microbica in vitro con o senza attivazione metabolica. Similmente, non è stata osservata alcuna evidenza di mutagenicità in un test di mutagenesi in vitro su cellule di mammifero, in un test di eluizione alcalina in vitro su epatociti di ratto e in un test di aberrazione cromosomica in vivo su topi a dosi endovenose fino a 25 mg/kg/die (75 mg/m2 ). In un test di aberrazione cromosomica in vitro su cellule di ovaio di criceto cinese, tuttavia, l'alendronato ha mostrato una lieve positività a concentrazioni superiori o uguali a 5 mM in presenza di citotossicità. Questo dato non è di alcuna rilevanza in termini di sicurezza nell'uomo, dal momento che concentrazioni simili non sono raggiungibili in vivo alle dosi terapeutiche. Inoltre, la chiara negatività dei risultati di 4 dei 5 studi di genotossicità, che includono gli studi più rilevanti per la valutazione del potenziale di cancerogenicità nell'uomo (il test di aberrazione cromosomica in vivo e il test di mutagenesi microbica) e la negatività degli studi di cancerogenicità in ratti e topi porta alla conclusione che con l'alendronato nell'uomo non ci sono evidenze di rischio di cancerogenicità e genotossicità. Tossicità su Sviluppo e Riproduzione L'alendronato non ha effetti sulla fertilità e la capacità riproduttiva (maschile e femminile) nei ratti fino a dosi orali di 5 mg/kg/die. L'unico effetto attribuito al medicinale osservato in questi studi è stato il parto distocico nei ratti, che è direttamente correlato all'ipocalcemia iatrogena. Questo effetto può essere prevenuto nei ratti con integratori di calcio. Inoltre, è stato dimostrato che 1,25 mg/kg/die è il livello di dose con il quale chiaramente non si osserva alcun effetto. Negli studi tossicologici sullo sviluppo non si sono verificati effetti indesiderati in ratti e conigli fino a dosi di 25 mg/kg/die e 35 mg/kg/die rispettivamente.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Cellulosa microcristallina, lattosio anidro, croscarmellosa sodica, magnesio stearato, cera carnauba.

6.2 Incompatibilità

Nessuna particolare.

6.3 Periodo di validità

A confezionamento integro: 2 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Le compresse sono contenute in un blister in PVC opaco e alluminio. ADRONAT 10 mg compresse: confezione da 14 compresse.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

NEOPHARMED GENTILI S.r.l. Via S. Giuseppe Cottolengo 15, 20143 Milano

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

ADRONAT 10 mg compresse - 14 compresse AIC n. 029053030

9. Data di prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Luglio 2008.

10. Data di revisione del testo

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO

1. Denominazione del medicinale

ADRONAT 70 mg compresse.

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene 70 mg di acido alendronico (come sodio triidrato). Eccipienti con effetti noti Ogni compressa contiene 113,4 mg di lattosio (come lattosio anidro). Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compressa. Compresse di colore bianco, di forma ovale, con inciso il contorno dell’immagine di un osso da un lato e “31” dall’altro.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

ADRONAT è indicato negli adulti per il trattamento dell’osteoporosi postmenopausale. Riduce il rischio di fratture vertebrali e dell’anca.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Il dosaggio raccomandato è di una compressa da 70 mg in monosomministrazione settimanale. I pazienti devono essere informati che in caso abbiano dimenticato di assumere la dose di ADRONAT 70 mg, devono assumere una compressa al mattino successivo al giorno in cui se ne sono accorti. Non devono prendere due compresse lo stesso giorno ma devono ricominciare ad assumere una compressa una volta a settimana, nel giorno prescelto come stabilito in precedenza. Non è stata stabilita la durata ottimale del trattamento con bifosfonati per l’osteoporosi. La necessità di un trattamento continuativo deve essere rivalutata in ogni singolo pazient

15 periodicamente in funzione dei benefici e rischi potenziali di ADRONAT, in particolare dopo 5 o più anni d’uso. Anziani Negli studi clinici non è stata dimostrata alcuna differenza legata all'età nei profili di efficacia o di sicurezza dell’alendronato. Non è pertanto necessario alcun aggiustamento del dosaggio negli anziani. Danno renale Non è necessario alcun aggiustamento del dosaggio in pazienti con clearance della creatinina maggiore di 35 mL/min. L’alendronato non è raccomandato in pazienti con danno renale quando la clearance della creatinina è minore di 35 mL/min, in quanto non sono disponibili informazioni in proposito. Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di ADRONAT non sono state stabilite nei bambini di età inferiore a 18 anni. Questo medicinale non deve essere usato nei bambini di età inferiore a 18 anni. I dati attualmente disponibili per l’acido alendronico nella popolazione pediatrica sono descritti nel paragrafo 5.1. Modo di somministrazione Uso orale. Per consentire un adeguato assorbimento dell’alendronato: ADRONAT deve essere deglutito almeno 30 minuti prima di qualsiasi alimento, bevanda o medicinale della giornata insieme solo ad acqua di rubinetto. E’ probabile che altre bevande (inclusa l'acqua minerale), alimenti e alcuni medicinali riducano l'assorbimento di alendronato (vedere paragrafo 4.5). Per facilitare il rilascio a livello gastrico e ridurre la possibilità di irritazione/eventi indesiderati locali ed esofagei (vedere paragrafo 4.4):  ADRONAT deve essere deglutito solo dopo essersi alzati dal letto per iniziare la giornata, con un bicchiere colmo d’acqua di rubinetto (non meno di 200 mL).  Il paziente deve deglutire ADRONAT solo intero. Il paziente non deve frantumare o masticare o sciogliere in bocca la compressa, a causa del rischio potenziale che si verifichino ulcerazioni orofaringee.  Il paziente non deve distendersi per almeno 30 minuti dopo aver assunto ADRONAT e fintanto che non abbia mangiato qualcosa.  ADRONAT non deve essere assunto al momento di coricarsi o prima di alzarsi dal letto all’inizio della giornata. I pazienti devono assumere integratori di calcio e vitamina D se l’assunzione con la dieta non è adeguata (vedere paragrafo 4.4). ADRONAT 70 mg non è stato studiato nel trattamento dell’osteoporosi indotta dai glucocorticoidi.

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4.3 Controindicazioni

 Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.  Patologie dell’esofago e altri fattori che ritardano lo svuotamento esofageo, come stenosi o acalasia.  Impossibilità a stare in piedi o seduti con il busto eretto per almeno 30 minuti.  Ipocalcemia.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Reazioni avverse del tratto gastrointestinale superiore L’alendronato può causare irritazione locale della mucosa del tratto gastrointestinale superiore. A causa del potenziale peggioramento della patologia di base, si deve agire con cautela nel somministrare l’alendronato a pazienti con patologie attive a livello del tratto gastro-intestinale superiore, quali disfagia, patologie esofagee, gastrite, duodenite, ulcere o con storia recente (entro l’anno precedente) di patologie gastrointestinali importanti quali ulcera peptica o sanguinamento gastrointestinale attivo o chirurgia del tratto gastrointestinale superiore esclusa la piloroplastica (vedere paragrafo 4.3). In pazienti con esofago di Barrett già noto, i medici prescrittori devono valutare i benefici ed i rischi potenziali dell'alendronato su base individuale. In pazienti in trattamento con alendronato sono state riportate reazioni a carico dell’esofago (alcune severe e con necessità di ospedalizzazione) quali esofagite, ulcere esofagee ed erosioni esofagee, raramente seguite da stenosi esofagee. Il medico deve, pertanto, fare attenzione alla comparsa di qualsiasi segno o sintomo che indichi una possibile reazione esofagea ed avvisare il paziente di interrompere l’alendronato e rivolgersi ad un medico nel caso si verifichino sintomi di irritazione esofagea quali disfagia, odinofagia o dolore retrosternale, insorgenza o peggioramento di pirosi (vedere paragrafo 4.8). Il rischio di eventi indesiderati severi a livello esofageo sembra essere maggiore nei pazienti che non assumono l’alendronato in maniera appropriata e/o che continuano ad assumere l’alendronato dopo lo sviluppo di sintomi riferibili ad irritazione esofagea. E’ molto importante che il paziente conosca e comprenda bene le modalità di assunzione del medicinale (vedere paragrafo 4.2). Il paziente deve essere informato che se non vengono seguite queste precauzioni, può aumentare il rischio di problemi esofagei. Mentre in ampi studi clinici non è stato osservato un aumento del rischio, sono stati segnalati (dopo l’immissione in commercio del medicinale) rari casi di ulcere gastriche e duodenali, alcuni dei quali severi ed associati a complicanze (vedere paragrafo 4.8). Osteonecrosi della mandibola/mascella L’osteonecrosi della mandibola/mascella, generalmente associata ad estrazione dentaria e/o ad infezione locale (inclusa osteomielite) è stata riportata in pazienti con cancro in trattamento con regimi comprendenti i bifosfonati somministrati principalmente per via endovenosa. Molti di questi pazienti erano trattati anche con chemioterapia e corticosteroidi.

L’osteonecrosi della mandibola/mascella è stata anche riportata in pazienti con osteoporosi in trattamento con i bifosfonati orali. Quando si valuta il rischio dell'individuo di sviluppare osteonecrosi della mandibola/mascella devono essere presi in considerazione i seguenti fattori di rischio:  potenza del bifosfonato (massima per l'acido zoledronico), via di somministrazione (vedere sopra) e dose cumulativa  cancro, chemioterapia, radioterapia, corticosteroidi, inibitori dell’angiogenesi, fumo  un'anamnesi di malattia odontoiatrica, scarsa igiene orale, malattia periodontale, procedure odontoiatriche invasive e protesi dentarie con scarsa aderenza. Prima di iniziare il trattamento con i bifosfonati orali in pazienti in condizione di salute dentale scadente deve essere presa in considerazione la necessità di un esame odontoiatrico con le appropriate procedure odontoiatriche preventive. Durante il trattamento, questi pazienti devono, se possibile, evitare procedure dentarie invasive. Nei pazienti che sviluppano osteonecrosi della mandibola/mascella durante la terapia con bifosfonati, la chirurgia dentaria può esacerbare la condizione. Per i pazienti che necessitano di chirurgia dentaria, non ci sono dati disponibili per suggerire che l’interruzione del trattamento con i bifosfonati riduca il rischio di osteonecrosi della mandibola/mascella. Il giudizio clinico del medico curante deve guidare il programma di gestione di ciascun paziente, sulla base della valutazione individuale del rapporto beneficio/rischio. Durante il trattamento con i bifosfonati, tutti i pazienti devono essere incoraggiati a mantenere una buona igiene orale, a sottoporsi a periodici controlli odontoiatrici e a segnalare qualsiasi tipo di sintomo orale quale mobilità dentale, dolore o gonfiore. Osteonecrosi del canale uditivo esterno È stata riferita osteonecrosi del canale uditivo esterno in concomitanza con l'uso di bifosfonati, prevalentemente in associazione a terapie di lungo termine. Tra i possibili fattori di rischio dell'osteonecrosi del canale uditivo esterno sono inclusi l'uso di steroidi e la chemioterapia e/o fattori di rischio locali quali infezione o trauma. L'eventualità di osteonecrosi del canale uditivo esterno deve essere valutata in pazienti trattati con bifosfonati che presentano sintomi a carico dell'orecchio come dolore o secrezione, o infezioni croniche dell'orecchio. Dolore muscoloscheletrico Nei pazienti trattati con bifosfonati sono stati riportati dolori ossei, articolari e/o muscolari. Nell’esperienza post-marketing questi sintomi sono stati raramente severi e/o hanno causato disabilità (vedere paragrafo 4.8). I tempi di esordio dei sintomi sono risultati variabili da un giorno a diversi mesi dall’inizio del trattamento. Nella maggior parte dei pazienti l’interruzione del trattamento ha dato luogo ad un sollievo dai sintomi. A seguito di una nuova somministrazione dello stesso medicinale o di un altro bifosfonato, un sottogruppo di pazienti è andato incontro ad una ricaduta dei sintomi. Fratture atipiche del femore Sono state riportate fratture atipiche sottotrocanteriche e diafisarie del femore, principalmente in pazienti in terapia da lungo tempo con bifosfonati per l’osteoporosi. Queste fratture trasversali o oblique corte, possono verificarsi in qualsiasi parte del femore a partire d

18 appena sotto il piccolo trocantere fino a sopra la linea sovracondiloidea. Queste fratture si verificano spontaneamente o dopo un trauma minimo e alcuni pazienti manifestano dolore alla coscia o all’inguine, spesso associato a evidenze di diagnostica per immagini di fratture da stress, settimane o mesi prima del verificarsi di una frattura femorale completa. Le fratture sono spesso bilaterali; pertanto nei pazienti trattati con bifosfonati che hanno subito una frattura della diafisi femorale deve essere esaminato il femore controlaterale. E’ stata riportata anche una limitata guarigione di queste fratture. Nei pazienti con sospetta frattura atipica femorale si deve prendere in considerazione l’interruzione della terapia con bifosfonati in attesa di una valutazione del paziente basata sul rapporto beneficio rischio individuale. Durante il trattamento con bifosfonati i pazienti devono essere informati di segnalare qualsiasi dolore alla coscia, all’anca o all’inguine e qualsiasi paziente che manifesti tali sintomi deve essere valutato per la presenza di un’incompleta frattura del femore. Danno renale Non si raccomanda l'uso di alendronato in pazienti con danno renale quando la clearance della creatinina è minore di 35 mL/min (vedere paragrafo 4.2). Metabolismo osseo e minerale Si devono considerare con attenzione cause di osteoporosi diverse dalla carenza di estrogeni e dall'età. L'ipocalcemia deve essere corretta prima di iniziare la terapia con alendronato (vedere paragrafo 4.3). Anche altri disordini riguardanti il metabolismo minerale (come una carenza di vitamina D e ipoparatiroidismo) devono essere trattati adeguatamente prima di iniziare la terapia con questo medicinale. In pazienti affetti da queste condizioni cliniche deve essere effettuato il monitoraggio dei livelli del calcio sierico e dell’ipocalcemia nel corso del trattamento con ADRONAT. A causa dell’effetto positivo dell’alendronato sull’incremento della mineralizzazione dell’osso, possono verificarsi diminuzioni dei livelli sierici del calcio e del fosfato specialmente nei pazienti che assumono glucocorticoidi nei quali l’assorbimento del calcio può essere ridotto. Tali diminuzioni sono usualmente limitate ed asintomatiche. Vi sono state tuttavia rare segnalazioni di ipocalcemia sintomatica, occasionalmente severa e spesso a carico di pazienti con condizioni predisponenti (es.: ipoparatiroidismo, deficit di vitamina D e malassorbimento del calcio). È particolarmente importante assicurare un adeguato apporto di calcio e vitamina D in pazienti in terapia con glucocorticoidi. Lattosio Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale. Sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza sodio."

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4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

E' probabile che cibo e bevande (inclusa l’acqua minerale), integratori di calcio, antiacidi e altri medicinali per somministrazione orale, se assunti contemporaneamente all’alendronato, interferiscano con l'assorbimento di quest’ultimo. Di conseguenza, i pazienti devono lasciare trascorrere almeno 30 minuti dall'assunzione dell’alendronato prima dell’assunzione di qualsiasi altro medicinale per via orale (vedere paragrafi 4.2 e 5.2). Non si prevedono altre interazioni farmacologiche di rilevanza clinica. Negli studi clinici, ad alcuni pazienti sono stati somministrati estrogeni (intravaginali, transdermici o orali) durante il trattamento con l’alendronato. Non sono stati identificati eventi indesiderati attribuibili all’uso degli estrogeni durante il trattamento con l’alendronato. Poiché l'uso di FANS è associato con irritazione gastrointestinale, si deve usare cautela durante il trattamento concomitante con alendronato. Sebbene non siano stati condotti studi specifici di interazione, negli studi clinici l’alendronato è stato usato con una vasta gamma di medicinali comunemente prescritti senza dare luogo ad eventi indesiderati di rilevanza clinica.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza I dati relativi all’uso di alendronato in donne in gravidanza non esistono o sono in numero limitato. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva. L’alendronato ha causato distocia dovuta all’ipocalcemia nei ratti in gravidanza (vedere paragrafo 5.3). ADRONAT non deve essere usato durante la gravidanza. Allattamento Non è noto se l’alendronato/metaboliti siano escreti nel latte materno. Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso. ADRONAT non deve essere utilizzato durante l’allattamento. Fertilità I bifosfonati sono incorporati nella matrice dell'osso, dalla quale sono gradualmente rilasciati nell'arco di anni. Il quantitativo di bifosfonati incorporati nell'osso dell'adulto, e quindi, il quantitativo disponibile per il rilascio nella circolazione sistemica, è direttamente correlato alla dose e alla durata dell'uso di bifosfonati (vedere paragrafo 5.2). Non ci sono dati sul rischio fetale nell'uomo. Tuttavia, vi è un rischio teorico di danno fetale, principalmente scheletrico, se una donna rimane incinta dopo aver completato un ciclo di terapia con bifosfonati. Non è stato studiato l'impatto sul rischio di variabili quali il tempo che intercorre tra la cessazione della terapia con bifosfonati e il concepimento, il tipo di bifosfonato usato e la via di somministrazione (via endovenosa nei confronti della via orale).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

ADRONAT non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. I pazienti possono manifestare alcune reazioni avverse (per esempio visione annebbiata, capogiro e grave dolore osseo, muscolare o articolare (vedere paragrafo 4.8)) che possono alterare la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza In uno studio clinico della durata di un anno, nelle donne in post-menopausa con osteoporosi, i profili globali di sicurezza di ADRONAT 70 mg (n=519) e alendronato 10 mg/die (n=370), sono risultati simili. In due studi della durata di tre anni di disegno sostanzialmente identico, nelle donne in postmenopausa (alendronato 10 mg: n=196, placebo: n=397) i profili globali di sicurezza di alendronato 10 mg/die e placebo sono risultati simili. Gli eventi indesiderati segnalati dagli investigatori come possibilmente, probabilmente o sicuramente correlati al medicinale sono presentati nella tabella che segue se si sono verificati in ≥ 1% per ciascun gruppo di trattamento nello studio ad un anno, oppure se si sono verificati in ≥ 1% dei pazienti trattati con alendronato 10 mg/die e ad un’incidenza superiore al placebo negli studi a tre anni: Studio ad un anno Studi a tre anni ADRONAT 70 mg (n=519) % alendronato 10 mg/die (n=370) % alendronato 10 mg/die (n=196) % Placebo (n=397) % Gastro-intestinali Dolore addominale 3,7 3,0 6,6 4,8 Dispepsia 2,7 2,2 3,6 3,5 Rigurgito acido 1,9 2,4 2,0 4,3 Nausea 1,9 2,4 3,6 4,0 Distensione addominale 1,0 1,4 1,0 0,8 Stipsi 0,8 1,6 3,1 1,8 Diarrea 0,6 0,5 3,1 1,8 Disfagia 0,4 0,5 1,0 0,0 Flatulenza 0,4 1,6 2,6 0,5 Gastrite 0,2 1,1 0,5 1,3 Ulcera gastrica 0,0 1,1 0,0 0,0 Ulcera esofagea 0,0 0,0 1,5 0,0 Muscoloscheletrici Dolore muscoloscheletrico (osseo, muscolare o articolare) 2,9 3,2 4,1 2,5 Crampi muscolari 0,2 1,1 0,0 1,0 Neurologici Cefalea 0,4 0,3 2,6 1,5

Tabella delle reazioni avverse Negli studi clinici e/o con l’uso commerciale del medicinale sono state riportate anche le seguenti esperienze avverse: Le frequenze sono definite come: Molto comune (≥1/10), Comune (≥1/100, <1/10), Non comune (≥1/1.000, <1/100), Raro (≥1/10.000, <1/1.000), Molto raro (<1/10.000 inclusi i casi isolati). Classificazione per sistemi e organi Frequenza Reazioni avverse Disturbi del sistema immunitario Raro reazioni di ipersensibilità incluse orticaria e angioedema Disturbi del metabolismo e della nutrizione Raro ipocalcemia sintomatica, spesso in associazione con condizioni predisponenti§ Patologie del sistema nervoso Comune cefalea, capogiro† Non comune disgeusia† Patologie dell'occhio Non comune infiammazione dell'occhio (uveite, sclerite o episclerite) Patologie dell'orecchio e del labirinto Comune vertigine† Molto raro osteonecrosi del canale uditivo esterno (reazione avversa per la classe dei bifosfonati) Patologie gastrointestinali Comune dolore addominale, dispepsia, stipsi, diarrea, flatulenza, ulcera esofagea*, disfagia*, distensione addominale, rigurgito acido Non comune nausea, vomito, gastrite, esofagite*, erosioni esofagee*, melena† Raro stenosi esofagea*, ulcerazione orofaringea*, PUB (perforazione, ulcere, sanguinamento) del tratto gastrointestinale superiore§

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune alopecia† , prurito† Non comune eruzione cutanea, eritema Raro eruzione cutanea con fotosensibilità, reazioni cutanee severe inclusa la sindrome di StevensJohnson e la necrolisi tossica epidermica‡ Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Molto comune dolore muscoloscheletrico (osseo, muscolare o articolare) che talvolta è severo†§ Comune gonfiore delle articolazioni† Raro osteonecrosi della mandibola/mascella‡§ ; fratture atipiche sottotrocanteriche e diafisarie del femore (reazione avversa di classe dei bifosfonati) Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune astenia† , edema periferico† Non comune sintomi transitori come da risposta della fase acuta (mialgia, malessere e raramente febbre), tipicamente associati all’inizio del trattamento† § Vedere paragrafo 4.4 † La frequenza negli studi clinici è stata simile sia nel gruppo trattato con medicinale che in quello trattato con placebo. *Vedere paragrafi 4.2 e 4.4 ‡ Questa reazione avversa è stata identificata tramite il monitoraggio post-marketing.La frequenza “raro” è stata stimata in base a studi clinici rilevanti. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Sintomi L'ipocalcemia, l'ipofosfatemia e le reazioni avverse del tratto gastrointestinale superiore, quali disturbi gastrici, pirosi gastrica, esofagite, gastrite o ulcera, possono essere la conseguenza di un sovradosaggio orale. Gestione Non sono disponibili informazioni specifiche sul trattamento di un sovradosaggio con alendronato. Somministrare latte o antiacidi che si legano all'alendronato. A causa del rischio di irritazione esofagea, non indurre il vomito e tenere il paziente rigorosamente con il busto eretto.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: bifosfonato, per il trattamento delle malattie delle ossa.

Codice ATC: M05B A04 Meccanismo di azione Il principio attivo di ADRONAT, alendronato sodico triidrato, è un bifosfonato che agisce come inibitore del riassorbimento osseo mediato dagli osteoclasti senza effetto diretto sulla formazione dell’osso. Studi preclinici hanno mostrato che l’alendronato si localizza in maniera preferenziale nei siti di riassorbimento attivo. Viene inibita l’attività, ma il reclutamento o l’adesione degli osteoclasti non sono alterati. Il tessuto osseo formatosi durante il trattamento con l’alendronato è qualitativamente normale. Efficacia e sicurezza clinica Trattamento dell’osteoporosi post-menopausale L’osteoporosi viene definita come valore della densità minerale ossea (DMO) del rachide o dell’anca inferiore di 2,5 DS rispetto al valore medio di una popolazione giovane normale o come anamnesi di frattura patologica, indipendentemente dalla DMO. L’equivalenza terapeutica di ADRONAT 70 mg (n=519) e alendronato 10 mg/die (n=370) è stata dimostrata in uno studio multicentrico di un anno su donne in post-menopausa con osteoporosi. Gli aumenti medi di DMO dal basale a livello del tratto lombare del rachide ad un anno sono stati del 5,1% (95% IC 4,8, 5,4%) nel gruppo trattato con 70 mg in monosomministrazione settimanale e del 5,4% (95% IC 5,0, 5,8%) nel gruppo trattato con 10 mg/die. Gli aumenti medi della DMO sono stati del 2,3% e del 2,9% a livello del collo del femore e del 2,9% e 3,1% in tutta l’anca, rispettivamente per i gruppi trattati con 70 mg in monosomministrazione settimanale e 10 mg una volta al giorno. I due gruppi sono risultati simili anche riguardo agli incrementi di DMO in altri distretti ossei. Gli effetti dell’alendronato sulla massa ossea e sull’incidenza di fratture nelle donne in postmenopausa sono stati esaminati in due studi iniziali sull’efficacia, di disegno identico (n=994), e nel Fracture Intervention Trial (FIT: n=6.459). Negli studi iniziali sull’efficacia, gli aumenti medi della densità minerale ossea (DMO) con alendronato 10 mg/die confrontati con il placebo a tre anni sono stati dell’8,8%, 5,9% e 7,8% a livello del rachide, del collo del femore e del trocantere, rispettivamente. Anche la DMO dell’organismo in toto è aumentata in maniera significativa. C’è stata una riduzione del 48% (alendronato 3,2% vs placebo 6,2%) nella proporzione di pazienti trattati con alendronato con una o più fratture vertebrali rispetto a quelli trattati con il placebo. Nell’estensione a due anni di questi studi, la DMO ha continuato ad aumentare a livello del rachide e del trocantere e si è mantenuta stabile a livello del collo del femore e dell’organismo in toto. Il FIT (Fracture Intervention Trial) è stato costituito da due studi controllati con placebo su alendronato una volta al giorno (5 mg al giorno per due anni e 10 mg al giorno per uno o due ulteriori anni):  FIT 1: uno studio a tre anni su 2.027 pazienti con almeno una frattura vertebrale (da compressione) al basale. In questo studio, l’alendronato una volta al giorno ha ridotto l’incidenza di 1 nuova frattura vertebrale del 47% (alendronato 7,9% vs placebo 15,0%).

È stata inoltre rilevata una riduzione statisticamente significativa nell’incidenza di fratture dell’anca (1,1% vs 2,2%, una riduzione del 51%).  FIT 2: uno studio a quattro anni su 4.432 pazienti con ridotta massa ossea ma senza fratture vertebrali al basale. In questo studio è stata osservata una differenza significativa nell’analisi del sottogruppo di donne osteoporotiche (37% della popolazione globale dello studio, con osteoporosi secondo la definizione di cui sopra) nell’incidenza di fratture dell’anca (alendronato 1,0% vs placebo 2,2%, una riduzione del 56%) e nell’incidenza di 1 frattura vertebrale (2,9% vs 5,8%, una riduzione del 50%). Esami di laboratorio Negli studi clinici, sono state riportate riduzioni asintomatiche, lievi e transitorie del calcio e del fosfato sierici rispettivamente nel 18% e nel 10% circa dei pazienti trattati con alendronato 10 mg/die rispetto a 12% e 3% circa di quelli trattati con placebo. Tuttavia, le incidenze delle riduzioni del calcio sierico fino a valori <8,0 mg/dL (2,0 mmol/L) e del fosfato sierico fino a valori di ≤ 2,0 mg/dL (0,65 mmol/L) rilevate nei due gruppi di trattamento sono risultate simili. Popolazione pediatrica L'alendronato sodico è stato studiato in un piccolo numero di pazienti con osteogenesi imperfetta di età inferiore a 18 anni. I risultati non sono sufficienti per supportare l'uso dell'alendronato sodico in pazienti pediatrici con osteogenesi imperfetta.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Rispetto ad una dose di riferimento somministrata per via endovenosa, la biodisponibilità orale media dell'alendronato nelle donne è stata dello 0,64% per dosi da 5 a 70 mg, somministrate dopo il digiuno notturno e 2 ore prima di una colazione standardizzata. Allo stesso modo, la biodisponibilità si è ridotta a circa lo 0,46% e lo 0,39% quando l'alendronato è stato somministrato un'ora o mezz'ora prima di una colazione standardizzata. Negli studi sull’osteoporosi, l’alendronato è risultato efficace quando è stato somministrato almeno 30 minuti prima del primo alimento o bevanda della giornata. La biodisponibilità è stata trascurabile quando l'alendronato è stato somministrato con o entro le due ore da una colazione standardizzata. La somministrazione concomitante di caffè o succo di arancia con l’alendronato ne ha ridotto la biodisponibilità di circa il 60%. In soggetti sani, il prednisone somministrato per via orale (20 mg tre volte al giorno per cinque giorni) non ha prodotto cambiamenti clinicamente rilevanti nella biodisponibilità orale dell’alendronato (un incremento medio dal 20% al 44%). Distribuzione Studi sul ratto mostrano che in seguito alla somministrazione endovenosa di 1 mg/kg l'alendronato, inizialmente distribuito nei tessuti molli, viene rapidamente ridistribuito a livello osseo o escreto nelle urine. Nell'uomo il volume medio di distribuzione allo stato stazionario, esclusivo dell'osso, è almeno di 28 litri. Le concentrazioni plasmatiche d

25 medicinale in seguito a dosi orali terapeutiche sono troppo basse per essere rilevate analiticamente (<5 ng/mL). Nell'uomo il legame con le proteine plasmatiche è di circa il 78%. Biotrasformazione Sia nell'uomo che nell'animale non vi è evidenza che l'alendronato venga metabolizzato. Eliminazione In seguito a una dose endovenosa singola di alendronato marcato con 14 C, circa il 50% della radioattività è stato escreto nelle urine entro 72 ore e non è stata riscontrata radioattività, se non minima, nelle feci. Dopo somministrazione endovenosa singola di 10 mg, la clearance renale dell'alendronato è stata 71 mL/min e la clearance sistemica non ha superato i 200 mL/min. Le concentrazioni plasmatiche si sono ridotte di oltre il 95% entro 6 ore dalla somministrazione endovenosa. E’ stato stimato che l’emivita terminale nell’uomo superi i dieci anni, riflettendo il rilascio dell’alendronato dallo scheletro. Nel ratto l'escrezione renale di alendronato non avviene mediante sistemi di trasporto acidobase e di conseguenza non si prevede che nell'uomo interferisca a questo livello con l'escrezione di altri medicinali. Danno renale Gli studi preclinici mostrano che il medicinale che non si deposita nell’osso è rapidamente escreto nelle urine. Non è stata rilevata evidenza di saturazione della captazione da parte del tessuto osseo a seguito di somministrazione cronica di dosi endovenose cumulative fino a 35 mg/kg negli animali. Sebbene non siano disponibili informazioni cliniche, è probabile che, come nell'animale, l'eliminazione dell'alendronato per via renale sia ridotta in pazienti con funzione renale compromessa. Di conseguenza si potrebbe prevedere un accumulo leggermente superiore di alendronato a livello osseo in pazienti con funzione renale compromessa (vedere paragrafo 4.2).

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici non rilevano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di farmacologia di sicurezza, tossicità a dosi ripetute, genotossicità e potenziale cancerogeno. Studi nel ratto hanno mostrato che il trattamento con l’alendronato durante la gravidanza è stato associato a distocia legata all’ipocalcemia nelle madri. Negli studi, i ratti ai quali sono state somministrate le dosi più alte hanno mostrato una maggiore incidenza di ossificazione fetale incompleta. Non è nota la rilevanza di tali reperti per l’uomo.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Cellulosa microcristallina Lattosio anidro Croscarmellosa sodica Magnesio stearat

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6.2 Incompatibilità

Non applicabile.

6.3 Periodo di validità

3 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Blister in alluminio/alluminio in astucci da 2, 4, 8, 12 o 40 compresse. E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

NEOPHARMED GENTILI S.p.A. Via San Giuseppe Cottolengo, 15 – 20143 Milano.

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

2 compresse da 70 mg AIC n.029053067 4 compresse da 70 mg AIC n.029053079 8 compresse da 70 mg AIC n.029053081 12 compresse da 70 mg AIC n.029053093

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: Dicembre 2001. Data del rinnovo più recente: Maggio 2017.

10. Data di revisione del testo

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.