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ALENDRONATO TEVA

Principio attivo: ACIDO ALENDRONICO, ALENDRONATO SODICO · ATC M05BA04 · TEVA B.V.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Principio attivo: ACIDO ALENDRONICO, ALENDRONATO SODICO
Forma farmaceutica: Compressa
Dosaggio: 70 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: TEVA B.V.
Codice ATC: M05BA04
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· ACIDO ALENDRONICO TECNIGEN - TECNIGEN S.R.L.
· ACIDO ALENDRONICO ALTER - LABORATORI ALTER S.R.L.
· ACIDO ALENDRONICO AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· ALENDRONATO MYLAN GENERICS - MYLAN S.P.A.
· ALENDRONATO DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· ALENDRONATO ALMUS - ALMUS S.R.L.
· ALENDRONATO EG - EG S.P.A.
· FOSAMAX - GMM FARMA S.R.L.
· FOSAMAX - BB FARMA S.R.L.
· ACIDO ALENDRONICO FG - FG S.R.L.
· ACIDO ALENDRONICO ZENTIVA - ZENTIVA ITALIA S.R.L.
· GENALEN - NEOPHARMED GENTILI S.P.A.
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Cos’è Alendronato Teva 70 mg compresse? Alendronato Teva 70 mg compresse contiene un principio attivo chiamato acido alendronico (comunemente chiamato alendronato) e appartiene a un gruppo di medicinali non ormonali chiamati bifosfonati. Alendronato Teva 70 mg compresse previene la perdita dell’osso che avviene nelle

donne durante e dopo la menopausa e aiuta a ricostruire l'osso. Riduce il rischio di fratture della colonna vertebrale e dell'anca.

Per che cosa viene usato Alendronato Teva 70 mg compresse?

Il medico le ha prescritto Alendronato Teva 70 mg compresse per trattare la sua osteoporosi. Riduce il rischio di fratture della colonna vertebrale e dell'anca.

Alendronato Teva 70 mg compresse è un trattamento settimanale.

Che cos’è l’osteoporosi? L’osteoporosi è un assottigliamento e indebolimento delle ossa. È comune nelle donne dopo la menopausa. Alla menopausa, le ovaie smettono di produrre l’ormone femminile, l’estrogeno, che aiuta la donna a mantenere lo scheletro sano. Il risultato è che si verifica perdita dell’osso e le ossa

diventano più deboli. Prima una donna raggiunge la menopausa, maggiore è il rischio di osteoporosi.

All’inizio, di solito l’osteoporosi non ha sintomi. Tuttavia, se non trattata può causare la rottura delle ossa. Anche se di solito è dolorosa, la rottura delle ossa della colonna vertebrale può passare inosservata fino a che non causa una riduzione dell’altezza. La rottura della ossa può avvenire

durante la normale attività quotidiana, come i sollevamenti, o da una piccola lesione che generalmente non romperebbe un osso normale. La rottura delle ossa si verifica all’anca, alla colonna vertebrale o al polso, e può portare non solo a dolore ma anche a problemi importanti come una postura ricurva (“dorso curvo”) e perdita di mobilità.

Come si può trattare l’osteoporosi?

Oltre al trattamento con Alendronato Teva 70 mg compresse, il medico può suggerirle di fare modifiche al suo stile di vita per aiutare la sua condizione, ad esempio: Smettere di fumare: Sembra che il fumo aumenti la velocità della perdita di osso e pertanto può

aumentare il suo rischio di rottura delle ossa. Esercizio: Come i muscoli, anche le ossa hanno bisogno di restare forti e in salute. Consulti il medico prima di iniziare qualsiasi programma di esercizi. Dieta bilanciata: Il medico può darle consigli sulla dieta e se sia il caso di assumere integratori alimentari (soprattutto calcio e vitamina D).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Alendronato Teva 70 mg compresse
- se è allergico all’acido alendronico o ad uno qualsiasi dei componenti di questo medicinale
(elencati al paragrafo 6).
- se soffre di alcuni problemi con l’esofago (esofago - il segmento che unisce la bocca allo
stomaco) quali restringimento o difficoltà ad inghiottire.

- se non può stare in piedi o seduto in posizione eretta per almeno 30 minuti.
- se il suo medico le ha detto di avere un basso livello di calcio nel sangue.

Se pensa che uno qualsiasi di questi casi la riguardi, non prenda le compresse. Parli prima con il

medico e segua i consigli che le vengono dati.

Avvertenze e precauzioni
Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Alendronato Teva 70 mg compresse se
- ha problemi ai reni,
- ha o ha recentemente avuto, qualsiasi problema digestivo o di deglutizione,

- il medico le ha detto che ha l’esofago di Barrett (una condizione associata a cambiamenti
delle cellule che rivestono la parte inferiore dell’esofago)
- le è stato detto che ha difficoltà ad assorbire minerali nello stomaco o nell'intestino
(sindrome da malassorbimento),

- le è stato detto che ha bassi livelli di calcio nel sangue,
- ha una scarsa igiene dentale, ha una malattia delle gengive, ha programmato un’estrazione
dentaria o non si sottopone regolarmente a cure odontoiatriche,
- ha il cancro,

- si sta sottoponendo a chemioterapia o radioterapia,sta assumendo inibitori dell'angiogenesi
(come bevacizumab o talidomide) che vengono utilizzati nel trattamento del cancro,
- prende corticosteroidi (come prednisone o desametasone) che sono utilizzati nel trattamento
di condizioni come l'asma, l'artrite reumatoide e le allergie gravi,
- è o è stato un fumatore (questo può aumentare il rischio di problemi dentari).

Potrebbe essere consigliato di avere un controllo odontoiatrico prima di iniziare il trattamento con Alendronato Teva 70 mg compresse.

È importante che mantenga una buona igiene orale quando inizia il trattamento con Alendronato Teva 70 mg compresse. Deve effettuare controlli odontoiatrici routinari e deve contattare il suo medico o dentista in caso di qualsiasi problema alla bocca o ai denti come per esempio perdita dei denti, dolore o gonfiore.

Si manifesta irritazione, infiammazione o ulcerazione dell’esofago (esofago – il tubo che collega la sua bocca al suo stomaco) spesso con sintomi di dolore al torace, bruciori di stomaco, o difficoltà o dolore fino a che non si sviluppa gonfiore, specialmente se i pazienti non bevono un bicchiere intero d’acqua e/o se si sdraiano prima che siano trascorsi 30 minuti dall’assunzione di Alendronato Teva 70 mg compresse. Questi effetti indesiderati possono peggiorare se i pazienti continuano ad

assumere Alendronato Teva 70 mg compresse dopo aver sviluppato questi sintomi.

Bambini e adolescenti Alendronato Teva 70 mg compresse non deve essere somministrato ai bambini e agli adolescenti di età inferiore a 18 anni.

Altri medicinali e Alendronato Teva 70 mg compresse del Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

È probabile che gli integratori di calcio, antiacidi e alcuni medicinali orali interferiscano con l’assorbimento di Alendronato Teva 70 mg compresse se prese allo stesso tempo. Pertanto, è importante che lei segua i consigli contenuti al paragrafo 3, come prendere Alendronato Teva 70 mg compresse.

Alcuni medicinali per i reumatismi o per il dolore a lungo termine chiamati FANS (ad es. acido acetilsalicilico o ibuprofene) possono causare problemi digestivi. Pertanto, si deve usare cautela quando si usano questi medicinali contemporaneamente a Alendronato Teva 70 mg compresse.

Alendronato Teva 70 mg compresse con cibo e bevande È probabile che cibi e bevande (inclusa l’acqua minerale) rendano Alendronato Teva 70 mg compresse meno efficace se assunti contemporaneamente. È dunque importante che lei segua i consigli contenuti al paragrafo 3.

Gravidanza e allattamento L’uso di Alendronato Teva 70 mg compresse è inteso solo per le donne in post-menopausa. Non prenda Alendronato Teva 70 mg compresse se è in corso una gravidanza, se sospetta una gravidanza o se sta allattando con latte materno.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Sono stati segnalati effetti (ad esempio visione offuscata, capogiri e dolore grave alle ossa, ai muscoli e alle articolazioni) con Alendronato Teva 70 mg compresse che possono influenzare la capacità di guidare veicoli o di utilizzare macchinari. (vedere paragrafo 4).

Alendronato Teva 70 mg compresse contiene sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente “senza sodio”.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Prenda una compressa di Alendronato Teva 70 mg compresse una volta a settimana.

Seguire attentamente queste istruzioni. Ogni settimana, prenda un compressa di Alendronato Teva 70 mg compresse il giorno prescelto.

1) Scelga il giorno della settimana che meglio si adatta al suo programma.

È importante seguire le istruzioni 2), 3),4) e 5) affinchè la compressa di Alendronato Teva arrivi rapidamente nello stomaco e si riduca la possibilità di irritare la gola (esofago - il tubo che collega

la bocca allo stomaco).

2) Dopo essersi alzato e prima di assumere qualsiasi cibo, bevanda o altro medicinale, ingerisca la compressa di Alendronato Teva 70 mg compresse intera con un bicchiere pieno di acqua (non acqua minerale) (non meno di 200 ml), in modo che Alendronato Teva 70 mg compresse sia adeguatamente assorbito.  Non lo prenda con acqua minerale (naturale o gassata).  Non lo prenda con tè o caffè.  Non lo prenda con succo o latte. Non frantumi o mastichi la compressa né la lasci sciogliere in bocca a causa della possibilità di ulcerazione della bocca.

3) Non si sdrai, resti in posizione eretta (seduto, in piedi o camminando) per almeno 30 minuti dopo aver ingerito la compressa. Non si sdrai fino a che non ha consumato il primo pasto della

giornata.

4) Non prenda Alendronato Teva 70 mg compresse prima di andare a letto o prima di alzarsi.

5) Se sviluppa difficoltà o dolore alla deglutizione, dolore al petto, nuovo o peggiorato bruciore di stomaco, smetta di prendere Alendronato Teva 70 mg compresse e contatti il medico.

6) Dopo aver ingerito la compressa di Alendronato Teva 70 mg compresse, aspetti almeno 30 minuti prima di prendere il primo pasto, bevanda o altro medicinale della giornata, inclusi

antiacidi, integratori di calcio e vitamine. Alendronato Teva 70 mg compresse è efficace solo quando assunto a stomaco vuoto.

Se prende più Alendronato Teva 70 mg compresse di quanto deve Se ha preso troppe compresse per errore, beva un bicchiere pieno di latte e contatti immediatamente

il medico. Non cerchi di vomitare e non si sdrai.

Se dimentica di prendere Alendronato Teva 70 mg compresse Se ha saltato una dose, prenda una compressa la mattina successiva al giorno in cui si è ricordato.

Non prenda due compresse lo stesso giorno. Ritorni a prendere una compressa una volta alla settimana, nel giorno prescelto come inizialmente stabilito.

Se interrompe il trattamento con Alendronato Teva 70 mg compresse

È importante che prenda Alendronato Teva 70 mg compresse per tutto il tempo che le è stato prescritto dal medico. Dal momento che non è noto per quanto tempo deve essere assunto Alendronato Teva 70 mg compresse, deve discutere periodicamente con il suo medico riguardo la

necessità di assumere questo medicinale per determinare se Alendronato Teva 70 mg compresse è ancora giusto per lei.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può avere effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.

Consulti immediatamente il medico se nota uno dei seguenti effetti indesiderati, che possono essere gravi e per i quali potrebbe aver bisogno di cure mediche urgenti:

Comune (può interessare fino a 1 persona su 10):

 bruciore di stomaco; difficoltà a deglutire; dolore alla deglutizione; ulcerazione dell’esofago (esofago - il canale che collega la bocca allo stomaco) che può causare dolore toracico, bruciore di stomaco o difficoltà o dolore durante la deglutizione.

Raro (può interessare fino a 1 persona su 1000):  reazioni allergiche come orticaria; gonfiore del viso, delle labbra, della lingua e/o della gola che può causare difficoltà a respirare o deglutire; gravi reazioni cutanee,  dolore alla bocca e/o alla mascella/mandibola, gonfiore o piaghe all'interno della bocca, intorpidimento o sensazione di pesantezza nella mascella/mandibola o allentamento di un dente. Questi potrebbero essere segni di danno osseo nella mascella/mandibola

(osteonecrosi) generalmente associato a guarigione ritardata e infezione, spesso dopo l'estrazione del dente. Contattare il medico e il dentista se si verificano tali sintomi,  raramente si possono verificare fratture insolite dell'osso della coscia, in particolare nei pazienti in trattamento a lungo termine per l'osteoporosi. Contatti il suo medico in caso di dolore, debolezza o fastidio alla coscia, all'anca o all'inguine in quanto ciò potrebbe essere

un'indicazione precoce di una possibile frattura dell'osso della coscia,  dolore osseo, muscolare e/o articolare grave.

Altri effetti indesiderati includono Molto comune (può riguardare più di 1 persona su 10):  dolore alle ossa, ai muscoli o alle articolazioni, in alcuni casi gravi.

Comune (può riguardare fino a 1 persona su 10):  gonfiore alle articolazioni,  dolore addominale, sensazione di disagio allo stomaco o eruttazione dopo mangiato,

costipazione, sensazione di pienezza o di gonfiore allo stomaco, diarrea, flatulenza,  perdita di capelli; prurito,  cefalea; capogiri,  stanchezza; gonfiore alle mani o alle gambe.

Non comune (può riguardare fino a 1 persona su 100):  nausea,  vomito,  irritazione o infiammazione dell’esofago (esofago – il tubo che collega la sua bocca al suo stomaco) o dello stomaco,  feci nere,

 visione annebbiata; dolore o rossore agli occhi,  eruzione cutanea; rossore cutaneo,  sintomi transitori di tipo influenzale come dolore muscolare, generale sensazione di

malessere e in alcuni casi comparsa di febbre solitamente all’inizio del trattamento  disturbi nel gusto.

Raro (può riguardare fino a 1 persona su 1000):  sintomi di bassi livelli di calcio nel sangue, inclusi crampi o spasmi muscolari e/o sensazione di formicolio alle dita o intorno alla bocca,

 ulcere allo stomaco o peptiche (alcune volte gravi o con sanguinamento),  restringimento dell’esofago (esofago – tubo che collega la sua bocca al suo stomaco)  eruzione cutanea che peggiora alla luce solare,  ulcere della bocca.

Molto raro (interessa fino a 1 persona su 10.000):  si rivolga al medico in caso di dolore all’orecchio, secrezioni dall’orecchio e/o infezione dell’orecchio. Questi episodi potrebbero essere segni di danno osseo all’orecchio.

Segnalazione degli effetti indesiderati

sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione e sul blister

dopo Scad. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Non getti alcun medicinale nelle acque di scarico o nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Che cosa contiene Alendronato Teva 70 mg compresse - Il principio attivo è acido alendronico. Ogni compressa contiene 70 mg di acido alendronico (come triidrato monosodico).

- Gli altri eccipienti sono cellulosa microcristallina, crospovidone e magnesio stearato.

Descrizione dell’aspetto di Alendronato Teva 70 mg compresse e contenuto della confezione Ogni compressa è bianca, ovale, piatta e con inciso “70” su un lato.

Alendronato Teva 70 mg compresse è disponibile in blister da 2, 4, 8, 12 e 40 compresse.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Teva B.V. - Swensweg 5 - 2031 GA Haarlem - Paesi Bassi

Produttore Teva Pharma S.L.U., Poligono Industrial Malpica, calle C. - 50016, Zaragoza, Spagna

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

en zia

Domande frequenti su ALENDRONATO TEVA

Come si usa ALENDRONATO TEVA?

ALENDRONATO TEVA si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

ALENDRONATO TEVA e disponibile senza ricetta?

No, ALENDRONATO TEVA e soggetto a prescrizione medica.

Qual e il principio attivo di ALENDRONATO TEVA?

Il principio attivo di ALENDRONATO TEVA e ACIDO ALENDRONICO, ALENDRONATO SODICO.

Quali sono gli equivalenti di ALENDRONATO TEVA?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: ACIDO ALENDRONICO TECNIGEN, ACIDO ALENDRONICO ALTER, ACIDO ALENDRONICO AUROBINDO, ALENDRONATO MYLAN GENERICS. Il farmacista puo proporle un equivalente.

Chi produce ALENDRONATO TEVA?

ALENDRONATO TEVA e prodotto da TEVA B.V..

Da quando ALENDRONATO TEVA e autorizzato in Italia?

ALENDRONATO TEVA ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2008-10-06.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Alendronato Teva 70 mg compresse

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene 70 mg di acido alendronico (come triidrato monosodico). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compressa. Compresse bianche, ovali, piatte, di dimensioni 14 x 8 mm e incise su un lato con “70”.

4. Informazioni cliniche

4.1. Indicazioni terapeutiche Alendronato Teva è indicato negli adulti per il trattamento dell’osteoporosi post-menopausa. Riduce il rischio di fratture sia delle vertebre che dell’anca. 4.2. Posologia e modo di somministrazione Posologia La dose raccomandata è una compressa da 70 mg una volta alla settimana. I pazienti devono essere informati che se dimenticano di assumere una dose di Alendronato Teva 70 mg compresse, devono assumere una compressa il mattino successivo al giorno in cui se ne sono accorti. Non devono prendere due compresse lo stesso giorno, maricominciare ad assumere una compressa alla settimana nel giorno prescelto, come stabilito inizialmente. Non è stata stabilita la durata ottimale del trattamento con bifosfonati per l’osteoporosi. La necessità di un trattamento continuativo deve essere rivalutata in ogni singolo paziente periodicamente in funzione dei benefici e rischi potenziali di Alendronato Teva, in particolare dopo 5 o più anni d’uso. Anziani Negli studi clinici non sono emerse differenze dovute all’età nel profilo di efficacia o di sicurezza dell’alendronato. Pertanto, non è richiesto un aggiustamento della dose per le persone anziane. Danno renale Non è necessario aggiustare la dose nei pazienti con clearance della creatinina maggiore di 35 ml/min. L’alendronato non è raccomandato in pazienti con danno renale quando la clearance della creatinina è minore di 35 ml/min, a causa della mancanza di esperienza.

Popolazione pediatrica La sicurezza e l'efficacia di Alendronato Teva non sono state stabilite nei bambini di età inferiore ai 18 anni. Questo medicinale non deve essere usato nei bambini di età inferiore ai 18 anni. I dati attualmente disponibili per l'acido alendronico nella popolazione pediatrica sono descritti nella sezione 5.1. Modo di somministrazione Uso orale. Per consentire un adeguato assorbimento dell’alendronato: Alendronato Teva deve essere assunto almeno 30 minuti prima della prima assunzione di cibo, bevanda o medicinale della giornata, soltanto con acqua del rubinetto. Le altre bevande (inclusa l’acqua minerale), il cibo e gli altri medicinali possono ridurre l’assorbimento dell’alendronato (vedere paragrafo 4.5). Per facilitare il trasporto nello stomaco e ridurre il rischio potenziale di irritazione locale e dell’esofago/effetti avversi (vedere paragrafo 4.4): Alendronato Teva deve essere assunto al risveglio soltanto con un bicchiere pieno d’acqua di rubinetto (non meno di 200 ml) I pazienti devono ingerire la compressa di Alendronato Teva solo intera. I pazienti non devono rompere o masticare o lasciar sciogliere in bocca le compresse a causa di potenziali ulcerazioni oro-faringee I pazienti non devono stare sdraiati per almeno 30 minuti dopo aver assunto Alendronato Teva e fintanto che non abbiano consumato il primo pasto della giornata. Alendronato Teva non deve essere assunto prima di coricarsi o prima di alzarsi. I pazienti devono assumere supplementi di calcio e vitamina D se l’assunzione con la dieta risulta inadeguata (vedere paragrafo 4.4). Alendronato Teva non è stato studiato nel trattamento dell’osteoporosi indotta da glucocorticoidi.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. - Anomalie dell’esofago o altri fattori che ne ritardano lo svuotamento, come ad esempio stenosi o acalasia. - Impossibilità di stare in piedi o seduti in posizione eretta per almeno 30 minuti. - Ipocalcemia.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Reazioni avverse a carico del tratto gastrointestinale superiore L’alendronato può causare irritazione locale della mucosa della parte superiore del tratto gastrointestinale. Poiché vi è il rischio potenziale di un peggioramento della malattia concomitante, si deve usare cautela quando si somministra l’alendronato a pazienti con malattie attive del tratto gastrointestinale superiore, come disfagia, malattie esofagee, gastrite, duodenite, ulcere, o con anamnesi recente (entro l’anno precedente) di importanti malattie gastrointestinali, come ulcera peptica o sanguinamento gastro-intestinale attivo, o operazioni chirurgiche del tratto gastrointestinale superiore, ad eccezione della chirurgia piloroplastica (vedere paragrafo 4.3). Ne

pazienti con accertato esofago di Barrett il medico deve considerare i benefici e i potenziali rischi dell’alendronato nei singoli pazienti. Reazioni esofagee (a volte gravi e che richiedono l’ospedalizzazione), quali esofagite, ulcere esofagee ed erosioni esofagee, raramente seguite da stenosi esofagea, sono state riportate in pazienti trattati con alendronato. Di conseguenza il medico deve stare attento a ogni segno o sintomo indicativo di possibile effetto indesiderato esofageo e i pazienti devono essere istruiti a sospendere l’alendronato e consultare il medico se presentano sintomi di irritazione esofagea, quali disfagia, dolore alla deglutizione o dolore retrosternale, comparsa o peggioramento di pirosi (vedere paragrafo 4.8). Il rischio di gravi effetti avversi all’esofago sembra essere superiore nei pazienti che non assumono l’alendronato come prescritto e/o che continuano ad assumerlo dopo aver sviluppato sintomi di irritazione esofagea. È estremamente importante che vengano fornite completamente le informazioni sul dosaggio e che vengano capite dal paziente (vedere paragrafo 4.2). I pazienti devono essere informati che se non seguono queste istruzioni aumenta il rischio di problemi all’esofago. Sebbene in ampi studi clinici non sia stato osservato un aumento del rischio, ci sono stati rari casi (post-marketing) di ulcera gastrica e duodenale, alcuni dei quali gravi e con complicazioni (vedere paragrafo 4.8). Osteonecrosi della mandibola e/o mascella L’osteonecrosi della mandibola e/o mascella, generalmente associata ad estrazione dentaria e/o ad infezione locale (inclusa osteomielite) è stata riportata in pazienti con cancro in trattamento con regimi comprendenti i bifosfonati somministrati principalmente per via endovenosa. Molti di questi pazienti erano trattati anche con chemioterapia e corticosteroidi. L’osteonecrosi della mandibola e/o mascella è stata anche riportata in pazienti con osteoporosi in trattamento con i bifosfonati orali. Nel valutare il rischio individuale di sviluppo di osteonecrosi della mandibola e/o mascella vanno considerati i seguenti fattori di rischio:  potenza dei bifosfonati (maggiore per acido zoledronico), via di somministrazione (vedi sopra) e dose cumulativa  cancro, chemioterapia, radioterapia, corticosteroidi, inibitori dell'angiogenesi, fumo  una storia di malattie dentali, scarsa igiene orale, malattia periodontale, procedure dentistiche invasive e scarse protesi dentarie. Prima di iniziare il trattamento con i bifosfonati orali in pazienti con uno scarso stato odontoiatrico deve essere presa in considerazione la necessità di un esame odontoiatrico con le appropriate procedure dentistiche preventive. Durante il trattamento, questi pazienti devono, se possibile, evitare procedure dentarie invasive. Nei pazienti che hanno sviluppato osteonecrosi della mandibola e/o mascella durante la terapia con bifosfonati, la chirurgia dentaria può esacerbare la condizione. Per i pazienti che necessitano di procedure dentistiche, non ci sono dati disponibili per suggerire che l’interruzione del trattamento con i bifosfonati riduca il rischio di osteonecrosi della mandibola e/o mascella. Il giudizio clinico del medico deve guidare il programma di gestione di ciascun paziente, sulla base della valutazione individuale del rapporto rischio/beneficio. Durante il trattamento con bifosfonati, tutti i pazienti devono essere incoraggiati a mantenere una buona igiene orale, ricevere check-up dentali routinari, e comunicare qualsiasi sintomo orale così come mobilità, dolore o gonfiore dentale.

Osteonecrosi del canale uditivo esterno È stata riferita osteonecrosi del canale uditivo esterno in concomitanza con l'uso di bifosfonati, prevalentemente in associazione a terapie di lungo termine. Tra i possibili fattori di rischio dell'osteonecrosi del canale uditivo esterno sono inclusi l'uso di steroidi e la chemioterapia e/o fattori di rischio locali quali infezione o trauma. L'eventualità di osteonecrosi del canale uditivo esterno deve essere valutata in pazienti trattati con bifosfonati che presentano sintomi a carico dell'orecchio, come dolore o secrezione, o infezioni croniche dell'orecchio. Dolore muscoloscheletrico Dolore osseo, articolare e/o muscolare è stato riportato in pazienti trattati con bifosfonati. Nell’esperienza di post-marketing, questi sintomi raramente sono stati gravi e/o invalidanti (vedere paragrafo 4.8). Il tempo di insorgenza dei sintomi varia da un giorno a diversi mesi dopo l’inizio del trattamento. Nella maggior parte dei pazienti i sintomi regrediscono dopo la sospensione del trattamento. Una porzione di questi pazienti ha ripresentato i sintomi alla ripresa dello stesso medicinale o con altri bifosfonati. Fratture atipiche del femore Sono state riportate fratture atipiche sottotrocanteriche e diafisarie del femore, principalmente in pazienti in terapia da lungo tempo con bifosfonati per l’osteoporosi. Queste fratture trasversali o oblique corte, possono verificarsi in qualsiasi parte del femore a partire da appena sotto il piccolo trocantere fino a sopra la linea sovracondiloidea. Queste fratture si verificano spontaneamente o dopo un trauma minimo e alcuni pazienti manifestano dolore alla coscia o all’inguine, spesso associato con reperti di diagnostica per immagini a evidenze radiografiche di fratture da stress, settimane o mesi prima del verificarsi di una frattura femorale completa. Le fratture sono spesso bilaterali; pertanto nei pazienti trattati con bifosfonati che hanno subito una frattura della diafisi femorale deve essere esaminato il femore controlaterale. È stata riportata anche una limitata guarigione di queste fratture. Nei pazienti con sospetta frattura atipica femorale si deve prendere in considerazione l’interruzione della terapia con bifosfonati in attesa di una valutazione del paziente basata sul rapporto beneficio rischio individuale. Durante il trattamento con bifosfonati i pazienti devono essere informati di segnalare qualsiasi dolore alla coscia, all’anca o all’inguine e qualsiasi paziente che manifesti tali sintomi deve essere valutato per la presenza di un’incompleta frattura del femore. Danno renale L’alendronato non è raccomandato per i pazienti con funzionalità renale compromessa dove la clearance della creatinina è inferiore a 35 ml/min (vedere paragrafo 4.2). Metabolismo osseo e minerale Devono essere considerate le cause di osteoporosi diverse da quelle dovute al deficit di estrogeni e all’età. L’ipocalcemia deve essere corretta prima di iniziare la terapia con alendronato (vedere paragrafo 4.3). Anche gli altri disturbi del metabolismo (es. deficit della vitamina D e ipoparatiroidismo) devono essere trattati efficacemente prima di iniziare il trattamento con questo medicinale. In pazienti con tali disturbi, le concentrazioni plasmatiche del calcio e i sintomi di ipocalcemia devono essere monitorati durante il trattamento con Alendronato Teva. A causa dell’effetto positivo dell’alendronato sull’incremento della mineralizzazione dell’osso, possono verificarsi diminuzioni dei livelli sierici del calcio e del fosfato specialmente nei pazienti che assumono glucocorticoidi nei quali l’assorbimento del calcio può essere ridotto. Queste sono solitamente piccole e asintomatiche. Tuttavia, vi sono state rare segnalazioni di ipocalcemia sintomatica, che occasionalmente sono state gravi e spesso sono comparse in pazienti co

condizioni predisponenti (ad es. ipoparatiroidismo, deficit della vitamina D e malassorbimento del calcio). È particolarmente importante assicurare un sufficiente apporto di calcio e vitamina D ai pazienti che ricevono glucocorticoidi. Eccipiente Sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente “senza sodio”.

4.5 Interazione con altri medicinali e altre forme d’interazione

Se somministrati nello stesso momento, è probabile che cibo e bevande (inclusa l’acqua minerale), supplementi di calcio, antiacidi e alcuni medicinali somministrati per via orale, possano interferire con l’assorbimento dell’alendronato. Pertanto, i pazienti devono attendere almeno mezz’ora dopo l’assunzione di alendronato prima di prendere altri farmaci per via orale (vedere paragrafi 4.2 e 5.2). Non sono previste altre interazioni di significato clinico con altri medicinali. Numerosi pazienti inclusi negli studi clinici avevano ricevuto gli estrogeni (per via intravaginale, transdermica o orale) mentre prendevano l’alendronato. Non sono state identificate reazioni avverse attribuibili al loro utilizzo concomitante. Poiché l’uso di FANS è associato con irritazione gastrointestinale, si deve usare cautela durante il trattamento concomitante con alendronato. Benché non siano stati condotti specifici studi di interazione, l’alendronato negli studi clinici è stato somministrato in concomitanza ai vari medicinali di uso comune senza evidenza di interazione clinicamente significativa.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Non vi sono o vi è una quantità limitata di dati adeguati sull’uso di alendronato in donne in gravidanza. Gli studi sugli animali hanno mostrato tossicità riproduttiva. L’alendronato ha causato distocia dovuta all’ipocalcemia nei ratti in gravidanza (vedere paragrafo 5.3). Alendronato Teva non deve essere usato durante la gravidanza. Allattamento Non è noto se i metaboliti dell’alendronato siano escreti nel latte materno. Non è possibile escludere un rischio per neonati/lattanti. Alendronato Teva non deve essere usato durante l’allattamento. Fertilità I bifosfonati sono incorporati nella matrice ossea, da cui vengono gradualmente rilasciati nell’arco di anni. La quantità di bifosfonato incorporata nell'osso adulto, e quindi la quantità disponibile per il rilascio nella circolazione sistemica, è direttamente correlata alla dose e alla durata dell'uso del bifosfonato (vedere paragrafo 5.2). Non ci sono dati sul rischio fetale nell'uomo. Tuttavia, esiste un rischio teorico di danno fetale, prevalentemente scheletrico, se una donna rimane incinta dopo aver completato un ciclo di terapi

con bifosfonati. Non è stato studiato l'impatto sul rischio di variabili come il tempo tra l'interruzione della terapia con bifosfonati e il concepimento, il particolare bifosfonato utilizzato e la via di somministrazione (endovenosa contro orale).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Alendronato Teva non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare e di usare macchinari. I pazienti potrebbero presentare determinate reazioni avverse (ad esempio visione offuscata, vertigini e dolori muscoloscheletrici o articolari gravi (vedere paragrafo 4.8)) che possono influenzare la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Riepilogo del profilo di sicurezza In uno studio clinico della durata di un anno, nelle donne in post-menopausa con osteoporosi, i profili globali di sicurezza di alendronato 70 mg in mono somministrazione settimanale (n=519) e alendronato 10 mg/die (n=370), sono risultati simili. In due studi della durata di tre anni di disegno sostanzialmente identico, nelle donne in postmenopausa (alendronato 10 mg: n=196, placebo: n=397) i profili globali di sicurezza di alendronato 10 mg/die e placebo sono risultati simili. Le reazioni avverse segnalate dagli investigatori come possibilmente, probabilmente o sicuramente correlati al farmaco sono presentati nella tabella che segue se si sono verificati in ≥ 1% per ciascun gruppo di trattamento nello studio ad un anno, oppure se si sono verificati in ≥ 1% dei pazienti trattati con alendronato 10 mg/die e ad un’incidenza superiore al placebo negli studi a tre anni: Studio ad un anno Studi a tre anni Alendronato 70 mg una volta a settimana (n=519) % Alendronato 10 mg/die (n=370) % Alendronato 10 mg/die (n=196) % Placebo (n=397) % Gastro-intestinali  Dolore addominale 3,7 3,0 6,6 4,8  Dispepsia 2,7 2,2 3,6 3,5  Rigurgito acido 1,9 2,4 2,0 4,3  Nausea 1,9 2,4 3,6 4,0  Distensione addominale 1,0 1,4 1,0 0,8  Stipsi 0,8 1,6 3,1 1,8  Diarrea 0,6 0,5 3,1 1,8  Disfagia 0,4 0,5 1,0 0,0  Flatulenza 0,4 1,6 2,6 0,5  Gastrite 0,2 1,1 0,5 1,3

 Ulcera gastrica 0,0 1,1 0,0 0,0  Ulcera esofagea 0,0 0,0 1,5 0,0 Muscoloscheletrici  Dolore muscoloscheletrico (osseo, muscolare o articolare) 2,9 3,2 4,1 2,5  Crampi muscolari 0,2 1,1 0,0 1,0 Neurologici  Cefalea 0,4 0,3 2,6 1,5 Elenco tabulato delle reazioni avverse Le seguenti reazioni avverse sono state riportate durante gli studi clinici e/o durante l’uso postmarketing: Le frequenze sono definite come: Molto Comune (≥1/10); Comune (≥1/100, <1/10); Non comune (≥1/1.000, <1/100), Raro (≥1/10.000, <1/1.000), Molto raro (<1/10.000 inclusi i casi isolati). Classificazione per sistemi e organi Frequenza Reazioni avverse Disturbi del sistema immunitario Raro reazioni di ipersensibilità incluso orticaria e angioedema. Disturbi del metabolismo e della nutrizione Raro ipocalcemia sintomatica spesso in associazione con condizioni predisponenti§ Patologie del sistema nervoso Comune cefalea, capogiri† Non comune disgeusia† Patologie dell’occhio Non comune infiammazione degli occhi (uveite, sclerite, o episclerite) Patologie dell’orecchio e del labirinto Comune vertigini† Molto raro osteonecrosi del canale uditivo esterno (reazione avversa per la classe dei bifosfonati). Patologie gastrointestinali Comune dolore addominale, dispepsia, stitichezza, diarrea, flatulenza, ulcera esofagea*, disfagia*, distensione addominale, rigurgito acido Non comune nausea, vomito, gastrite, esofagite*, erosioni esofagee*, melena† Raro stenosi esofagea*, ulcerazione orofaringea*, sintomi di perforazione del tratto gastrointestinale superiore* (perforazione, ulcere, emorragia) § Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune alopecia† , prurito† Non comune rash, eritem

Raro rash con fotosensibilità, gravi reazioni della pelle, inclusa sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica‡ Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Molto comune dolore muscoloscheletrico (ossa, muscoli o articolazioni) che in alcuni casi è grave†§ Comune gonfiore alle articolazioni† Raro osteonecrosi della mandibola e/o mascella‡§ ; fratture da stress della diafisi prossimale del femore (reazione avversa di classe dei bifosfonati) Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune astenia† , edema periferico† Non comune sintomi transitori come in una fase di risposta acuta (mialgia, malessere e raramente febbre) tipicamente all’inizio della terapia† § Vedere paragrafo 4.4. † La frequenza negli studi clinici è simile nel gruppo trattato col medicinale e in quello trattato con placebo. * Vedere paragrafi 4.2 e 4.4. ‡ Queste reazioni avverse sono state riportate dopo la commercializzazione. La frequenza rara è stata stimata in base a rilevanti studi clinici. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Sintomi Ipocalcemia, ipofosfatemia e reazioni avverse del tratto gastrointestinale superiore, come disturbi gastrici, pirosi, esofagite, gastrite o ulcera, possono derivare da sovradosaggio orale. Gestione Non sono disponibili specifiche informazioni sul trattamento del sovradosaggio da alendronato. Latte o antiacidi devono essere ingeriti per legare l’alendronato. A causa del rischio di irritazione esofagea, non deve essere indotto il vomito e il paziente deve rimanere in posizione completamente eretta.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: bifosfonati, per il trattamento delle patologie ossee.

Codice ATC: M05B A04 Meccanismo d’azioneIl principio attivo di Alendronato Teva 70 mg, alendronato triidrato monosodico, è un bifosfonato che inibisce il riassorbimento osteoclastico dell’osso senza alcun effetto diretto sulla formazione dell’osso. Studi preclinici hanno dimostrato una localizzazione preferenziale dell’alendronato nei siti di riassorbimento attivo. L’attività degli osteoclasti viene inibita, ma il reclutamento e il legame degli osteoclasti non vengono influenzati. La qualità dell’osso formatosi durante il trattamento con alendronato è normale. Efficacia e sicurezza clinica Trattamento dell’osteoporosi in post-menopausa L’osteoporosi è definita come una densità minerale ossea (DMO) della colonna o dell’anca 2,5 DS (deviazioni standard) al di sotto del valore medio di una popolazione giovane normale o come una precedente frattura da fragilità, indipendente dalla DMO. L’equivalenza terapeutica di alendronato 70 mg una volta alla settimana (n = 519) e dell’alendronato 10 mg/die (n = 370) è stata dimostrata in uno studio multicentrico a un anno in donne in post-menopausa con osteoporosi. Gli aumenti medi rispetto al basale della DMO della colonna lombare a un anno erano: 5,1% (CI al 95%: 4,8 - 5,4%) nel gruppo trattato con 70 mg una volta alla settimana e 5,4% (CI al 95%: 5,0 - 5,8%) nel gruppo trattato con 10 mg/die. Gli aumenti medi della DMO erano del 2,3% e 2,9% per il collo del femore e del 2,9% e 3,1% per l’anca intera rispettivamente nei gruppi trattati con 70 mg una volta alla settimana e 10 mg/die. I due gruppi di trattamento sono risultati simili per quanto riguarda gli aumenti della DMO anche in altre localizzazioni scheletriche. Gli effetti dell’alendronato sulla massa ossea e sull’incidenza delle fratture in donne in postmenopausa sono stati esaminati in due studi iniziali di efficacia con identico disegno (n = 994) e anche nel Fracture Intervention Trial (FIT: n = 6.459). Negli studi iniziali di efficacia, l’aumento medio della densità minerale ossea (DMO) dopo 3 anni di terapia con alendronato 10 mg/die rispetto al placebo è stato dell’8,8%, 5,9% e 7,8% rispettivamente per la colonna lombare, il collo del femore e il trocantere. La DMO totale è aumentata in maniera statisticamente significativa. Vi è stata una riduzione del 48% (alendronato 3,2% vs. placebo 6,2%) nella percentuale di pazienti trattati con alendronato che hanno presentato una o più fratture vertebrali rispetto a quelli trattati con placebo. Nei due anni di estensione di questi studi la DMO della colonna vertebrale e del trocantere hanno continuato ad aumentare, mentre la DMO totale e quella del collo del femore sono rimaste invariate. Il FIT consisteva in 2 studi controllati verso placebo usando alendronato una volta al giorno (5 mg/die per 2 anni e 10 mg/die per altri 1 o 2 anni):  FIT 1: studio di 3 anni in 2.027 pazienti che avevano almeno una frattura vertebrale (da compressione) al basale. In questo studio l’alendronato somministrato una volta al giorno ha ridotto l’incidenza di una o più nuove fratture vertebrali del 47% (alendronato 7,9% vs. placebo 15,0%). Inoltre, è stata dimostrata una riduzione statisticamente significativa dell’incidenza delle fratture dell’anca (1,1% vs. 2,2%, riduzione del 51%).  FIT 2: studio di 4 anni in 4.432 pazienti con ridotta massa ossea ma senza fratture vertebrali al basale. In questo studio, è stata osservata una differenza significativa nell’analisi del sottogruppo di donne con osteoporosi (il 37% della popolazione globale che corrispondeva alla sopracitata definizione di osteoporosi) nell’incidenza delle fratture dell’anca (alendronat

1,0% vs. placebo 2,2%, riduzione del 56%) e dell’incidenza di una o più fratture vertebrali (2,9% vs. 5,8%, riduzione del 50%). Esami diagnostici Negli studi clinici, è stata riportata una riduzione asintomatica, lieve e transitoria del calcio e del fosfato sierici nel 18 e nel 10%, rispettivamente, dei pazienti che assumevano alendronato 10 mg/die rispetto al 12 e al 3% circa dei pazienti che prendevano placebo. Tuttavia, l’incidenza della riduzione del calcio sierico a < 8,0 mg/dl (2,0 mmol/l) e del fosfato sierico a ≤ 2,0 mg/dl (0,65 mmol/l) è risultata simile in entrambi i gruppi. Popolazione pediatrica L’alendronato sodico è stato studiato in un piccolo numero di pazienti con osteogenesi imperfetta al di sotto dei 18 anni di età. I risultati non sono sufficienti per supportare l’uso di alendronato sodico nei bambini con osteogenesi imperfetta.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Rispetto a una dose endovenosa di riferimento, la biodisponibilità orale media dell’alendronato nelle donne è stata dello 0,64% per dosi da 5 a 70 mg somministrate dopo una notte a digiuno e 2 ore prima di una colazione standard. Similmente la biodisponibilità si è ridotta a un valore stimato del 0,46% e del 0,39% quando l'alendronato è stato somministrato un'ora o mezz'ora prima di una colazione standard. Negli studi sull’osteoporosi, l’alendronato è risultato efficace quando somministrato almeno 30 minuti prima del primo alimento o bevanda della giornata. La biodisponibilità è risultata trascurabile quando l’alendronato è stato assunto assieme a una colazione standard o fino a 2 ore dopo. La somministrazione concomitante di alendronato con caffè o succo d’arancia hanno ridotto la biodisponibilità di circa il 60%. In volontari sani, il prednisone somministrato per via orale (20 mg tre volte al giorno per 5 giorni) non ha modificato significativamente la biodisponibilità orale dell’alendronato (aumento medio dal 20% al 44%). Distribuzione Studi nel ratto mostrano che l’alendronato si distribuisce temporaneamente nei tessuti molli dopo somministrazione endovenosa di 1 mg/kg, ma poi viene rapidamente ridistribuito nelle ossa o escreto nelle urine. Il volume medio di distribuzione allo steady state, escludendo le ossa, è di almeno 28 litri nell’uomo. Le concentrazioni plasmatiche del farmaco, dopo somministrazione orale di dosi terapeutiche, sono troppo basse per una valutazione analitica (<5 ng/ml). Il legame alle proteine plasmatiche è di circa il 78%. Biotrasformazione Non vi è evidenza di metabolizzazione dell’alendronato negli animali o nell’uomo. Eliminazione Dopo una singola dose per via endovenosa dell’alendronato radiomarcato con il C14, circa il 50% della radioattività viene escreta con le urine entro 72 ore e la radioattività riscontrata nelle feci è molto scarsa o nulla. La clearance renale è di 71 ml/min dopo una dose endovenosa singola di 10 mg e la clearance sistemica non supera i 200 ml/min. Entro 6 ore dopo somministrazione endovenosa la concentrazione plasmatica diminuisce fino a oltre il 95%. A causa del lento rilascio dell’alendronato dallo scheletro, si stima che l’emivita nell’uomo sia superiore ai 10 anni. Nei ratt

l’alendronato non viene escreto attraverso il sistema di trasporto acido-base dei reni e pertanto non ci si aspetta che interferisca con l’escrezione di altri medicinali attraverso questi sistemi nell’uomo. Danno renale Studi pre-clinici mostrano che il farmaco che non viene depositato nell’osso viene escreto rapidamente nelle urine. Non è stata dimostrata evidenza di saturazione dell’assorbimento da parte dell’osso dopo somministrazione cronica di dosi cumulative endovena fino a 35 mg/kg negli animali. Sebbene non vi siano dati clinici disponibili, è probabile che, come negli animali, l’eliminazione dell’alendronato per via renale sia ridotta in pazienti con insufficienza renale. Di conseguenza, un maggior accumulo di alendronato nelle ossa è prevedibile in soggetti con ridotta funzionalità renale (vedere paragrafo 4.2).

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati non-clinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di safety pharmacology, tossicità a dosi ripetute, genotossicità, potenziale cancerogeno. Studi nei ratti hanno dimostrato che il trattamento con alendronato durante la gravidanza era associato alla distocia delle femmine durante il parto, correlata all’ipocalcemia. Nelle sperimentazioni, i ratti che hanno ricevuto dosi elevate hanno mostrato un’aumentata incidenza di incompleta ossificazione fetale. Si ignora se ciò sia rilevante per l’uomo.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Cellulosa microcristallina Crospovidone Magnesio stearato

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

36 mesi.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Blister Al/Al Astucci contenenti 2, 4, 8, 12 e 40 compresse. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Teva B.V. - Swensweg 5 - 2031 GA Haarlem - Paesi Bassi

8. Numero(i) dell' autorizzazione all'immissione in commercio

“70 mg compresse” 2 compresse in blister AL/AL - AIC n. 038317018 “70 mg compresse” 4 compresse in blister AL/AL - AIC n. 038317020 “70 mg compresse” 8 compresse in blister AL/AL - AIC n. 038317032 “70 mg compresse” 12 compresse in blister AL/AL - AIC n. 038317044 “70 mg compresse” 40 compresse in blister AL/AL - AIC n. 038317057

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Settembre 2008

10. Data di revisione del testo

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.