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AMIODARONE

Principio attivo: AMIODARONE CLORIDRATO, AMIODARONE · ATC C01BD01 · SANDOZ S.P.A.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Principio attivo: AMIODARONE CLORIDRATO, AMIODARONE
Forma farmaceutica: Compressa
Dosaggio: 200 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: SANDOZ S.P.A.
Codice ATC: C01BD01
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· AMIODARONE MYLAN - MYLAN S.P.A.
· AMIODARONE DOC - DOC GENERICI SRL
· AMIODARONE EG - EG S.P.A.
· AMIODARONE AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· AMIODARONE HAMELN - HAMELN PHARMA GMBH
· AMIODARONE CLORIDRATO BIOINDUSTRIA LIM - BIOINDUSTRIA LABORATORIO ITALIANO MEDICINALI S.P.A.
· AMIODARONE HIKMA - HIKMA FARMACEUTICA (PORTUGAL) S.A.
· AMIODARONE ZENTIVA - ZENTIVA ITALIA S.R.L.
· CORDARONE - SANOFI S.R.L.
· AMIODAR - ALFASIGMA S.P.A.
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

L'amiodarone è un medicinale antiaritmico, capace di correggere alcune specifiche alterazioni

del suo ritmo cardiaco, ossia irregolarità nel battito cardiaco come la perdita di un battito, un battito cardiaco irregolare o un battito alla velocità sbagliata.

Amiodarone Sandoz può essere usato nel trattamento di:

- condizioni cardiache caratterizzate da un ritmo cardiaco rapido o accelerato, quando altri
medicinali non hanno funzionato
- altri tipi di battito cardiaco irregolare, noti come "flutter atriale" o "fibrillazione atriale,
quando altri medicinali non hanno funzionato
- una malattia chiamata sindrome di Wolff-Parkinson-White, in cui si ha un battito cardiaco
molto veloce

- condizioni cardiache caratterizzate da un ritmo cardiaco rapido od accelerato, che possono
verificarsi improvvisamente ed essere irregolari
- la prevenzione del dolore al petto causato da problemi al cuore (angina pectoris)

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Amiodarone Sandoz - se è allergico allo iodio, all'amiodarone o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo

medicinale (elencati al paragrafo 6). I segni di una reazione allergica includono: eruzione
cutanea, difficoltà a deglutire o a respirare, gonfiore delle labbra, del volto, della gola o
della lingua.
- se ha un battito cardiaco più lento del normale (bradicardia sinusale)
- se ha un blocco senoatriale (caratterizzato da un ritardo della formazione dei battiti del
cuore)
- se soffre di qualunque altro problema di ritmo cardiaco e non ha impiantato un pacemaker

(elettrostimolatore)
- se sta assumendo alcuni medicinali che possono causare una grave aritmia cardiaca
(torsione di punta) (vedere "Altri medicinali e Amiodarone Sandoz ")
- se ha o ha avuto problemi alla tiroide. Il medico potrebbe sottoporla ad un esame alla
tiroide, prima di prescriverle questo medicinale

- se è incinta (eccetto che il beneficio a giudizio del medico superi il rischio)
- se sta allattando con latte materno

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Amiodarone Sandoz:

- se ha gravi disturbi al cuore (cardiomiopatie, gravi malattie coronariche, grave
bradicardia)
- se ha problemi al fegato. Il medico la sottoporrà ad attenti controlli della funzionalità del
fegato, sia all’inizio della terapia che durante il trattamento. In caso di gravi alterazioni
della funzionalità del fegato, il medico le sospenderà la somministrazione del medicinale e
la sottoporrà ad adeguata terapia
- se ha problemi ai polmoni o soffre di asma e durante il trattamento manifesta tosse grassa
(con catarro), difficoltà a respirare, febbre, perdita di peso
- se ha problemi di vista (inclusa neurite ottica, infiammazione del nervo ottico). In questo
caso il medico le sospenderà la somministrazione del medicinale se è una persona anziana
- se porta un elettrostimolatore (pacemaker) o un defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD).
Il medico verificherà che il dispositivo funzioni correttamente poco tempo dopo che avrà
iniziato ad assumere Amiodarone Sandoz o se è stata modificata la dose
- se deve essere sottoposto a intervento chirurgico o ad anestesia generale

- se ha o ha avuto problemi alla tiroide
- se ha problemi ai muscoli
- se attualmente sta prendendo un medicinale contenente sofosbuvir per il trattamento
dell'epatite C poiché può provocare un rallentamento del battito del cuore potenzialmente

pericoloso per la vita. Il medico potrebbe considerare trattamenti alternativi. Se un trattamento con amiodarone e sofosbuvir non può essere evitato, qusto può richiedere un monitoraggio cardiaco aggiuntivo

Amiodarone Sandoz le verrà somministrato solo dopo che il medico avrà valutato con attenzione le sue condizioni di salute. Il medico la sottoporrà ad attenti controlli durante il

trattamento.

Informi immediatamente il medico se sta assumendo un medicinale contenente sofosbuvir per il trattamento dell'epatite C e durante il trattamento si verificano:

• battito cardiaco lento o irregolare o problemi del ritmo cardiaco;
• respiro corto o peggioramento della mancanza di respiro esistente;
•dolore al petto;
• sensazione di testa vuota (stordimento);

• palpitazioni;
• quasi svenimento o svenimento
Prima di iniziare il trattamento con Amiodarone Sandoz il medico la sottoporrà ad
elettrocardiogramma (ECG), un esame con il quale è possibile analizzare l’attività del cuore, e
le controllerà la quantità di potassio nel sangue.

Durante il trattamento con questo medicinale verrà sottoposto ad alcune analisi del sangue per il fegato (transaminasi) e a ECG. Poiché la possibilità che si verifichino effetti indesiderati (vedere “Possibili effetti indesiderati”) è maggiore con l’aumentare della dose del medicinale (dose-dipendenti), il medico le somministrerà la dose più bassa efficace per il controllo del battito del cuore. In

caso di peggioramento delle alterazioni del battito del cuore o di comparsa di nuove alterazioni, il medico stabilirà se questo è dovuto ad una perdita di efficacia del medicinale o ad un peggioramento della malattia in corso.

Se è in lista di attesa per un trapianto di cuore, il medico può modificare il trattamento. Il

motivo è perché l'assunzione di amiodarone prima di un trapianto di cuore ha mostrato un aumentato rischio di complicanze potenzialmente mortali (disfunzione del trapianto primario), in cui il cuore trapiantato smette di funzionare correttamente entro le prime 24 ore dopo l'intervento chirurgico.

Durante la terapia con Amiodarone Sandoz o anche dopo molto tempo dalla interruzione della terapia, può manifestare un aumento della funzionalità della tiroide con disturbi come perdita di peso, alterazioni del battito del cuore e dolore al petto. Il medico la sottoporrà ad attenti controlli e se necessario interromperà la somministrazione del medicinale.

Amiodarone Sandoz può causare gravi problemi ai muscoli (neuropatia periferica sensomotoria e miopatia). In tal caso il medico le sospenderà la somministrazione del medicinale.

Possono comparire disturbi della pelle (reazioni cutanee) anche molto gravi e mortali dovuti a malattie denominate sindrome di Steven Johnson e Necrolisi epidermica tossica (vedi: Possibili effetti indesiderati) che si manifestano con arrossamenti della pelle (rash cutaneo) progressivi, spesso accompagnati da vesciche, bolle e che possono interessare anche le

mucose. In questi casi interrompa il trattamento con amiodarone e si rivolga immediatamente al medico.

Amiodarone Sandoz può essere causa di disturbi polmonari. Ad esempio, può causare un tipo di infiammazione dei polmoni chiamata polmonite interstiziale. Se dovesse manifestare difficoltà di respirazione, da sola o associata ad un peggioramento dello stato generale ( tosse

non produttiva, difficoltà a respirare, diminuzione di peso, febbre), il medico la sottoporrà ad una radiografia del torace e se necessario ridurrà la dose o sospenderà l’assunzione del medicinale. Protegga la pelle dalla luce solare. Durante il trattamento con Amiodarone Sandoz e per

alcuni mesi dopo il termine del trattamento non si esponga a luce solare diretta o a lampade abbronzanti. La sua pelle sarà più sensibile ai raggi solari e potrebbe subire gravi ustioni, se non dovesse adottare le seguenti precauzioni: - indossi sempre un cappello e abiti che coprano braccia e gambe.

- usi sempre una crema solare ad alto fattore di protezione. Amiodarone Sandoz può aumentare l’effetto dei seguenti medicinali: Ciclosporina, tacrolimus e sirolimus – utilizzati per aiutare a prevenire il rigetto dei trapianti

Bambini e adolescenti L’uso di Amiodarone Sandoz non è raccomandato nei bambini.

Altri medicinali e Amiodarone Sandoz

Informi il medico se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

I seguenti medicinali possono provocare un ritmo cardiaco irregolare, evidenziato da un elettrocardiogramma anormale e non devono essere usati contemporaneamente ad

Amiodarone Sandoz a causa di un aumento del rischio di irregolarità del ritmo cardiaco o di
battiti cardiaci mancanti (torsione di punta):
- qualsiasi altro medicinale antiaritmico per il controllo del ritmo cardiaco, compreso
chinidina, disopiramide, procainamide, sotalolo o bepridil;
- vincamina (medicinale per il decadimento cerebrale);

- neurolettici (antipsicotici) come sultopride;
- cisapride (medicinale utilizzato per il trattamento del reflusso gastrico);
- pentamidina (per il trattamento di determinati tipi di polmonite) per somministrazione
parenterale;
- eritromicina (per il trattamento delle infezioni) per somministrazione endovenosa;
- antibiotici chiamati fluorochinoloni (per il trattamento delle infezioni);

-
- inibitori delle monoaminossidasi (IMAO), per il trattamento della depressione.
sofosbuvir, medicinale usato in associazione ad altri medicinali per il trattamento
dell’epatite C cronica.

Informi il medico prima di assumere uno dei seguenti medicinali in associazione con Amiodarone Sandoz: - betabloccanti e calcio-antagonisti che riducono la frequenza cardiaca (verapamil, diltiazem)

- lassativi (che aumentano la motilità intestinale), diuretici (per l'aumento della produzione
di urina)
- amfotericina B (quando somministrata direttamente in vena) usata per trattare le infezioni
fungine
- fenitoina per il trattamento dell’epilessia

- medicinali per trattare l’infiammazione (corticosteroidi) come idrocortisone, betametasone
o prednisolone
- tetracosactide, usato per investigare alcuni problemi ormonali
- dabigatran e warfarin, utilizzati per fluidificare il sangue
- flecainide, un altro medicinale usato per il battito cardiaco irregolare

- digossina, utilizzata per il trattamento dei disturbi al cuore
- medicinali per abbassare il colesterolo, per es. simvastatina, atorvastatina e lovastatina la
cui associazione aumenta il rischio di disturbi ai muscoli (per esempio rabdomiolisi)
ciclosporina, sirolimus e tacrolimus, usati per prevenire il rigetto dopo un trapianto.

fentanil, ergotamina ed diidroergotamina, usato come anti-dolorifico
- lidocaina, usata come anestetico
- medicinali usati per l’impotenza, come sildenafil
- midazolam, usato per trattare l’ansia o per aiutare a rilassarsi

- colchicina, utilizzato per il trattamento della gotta
- triazolam, utilizzato per i disturbi del sonno
- anestesia generale e dosi elevate di ossigeno durante gli interventi chirurgici
- sofosbuvir, medicinale usato in associazione ad altri medicinali per il trattamento
dell’epatite C cronica.
Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista prima di prendere Amiodarone Sandoz.

Amiodarone Sandoz con cibi e bevande Non mangi pompelmo o beva succo di pompelmo durante il trattamento con Amiodarone Sandoz, perché potrebbe aumentare il rischio di effetti indesiderati.

Gravidanza e allattamento

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza

Non prenda Amiodarone Sandoz se è in gravidanza, a meno che il medico non lo ritenga necessario, perché può causare danni al feto.

Allattamento Non prenda Amiodarone Sandoz se sta allattando con latte materno. Amiodarone Sandoz

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari del passa nel latte materno in quantità significative e può arrecare danni al suo bambino.

Amiodarone Sandoz non compromette la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

Amiodarone Sandoz contiene lattosio Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del

farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Il medico determinerà la via di somministrazione, la dose iniziale e la dose di mantenimento più adatti per lei.

Se pensa che l'effetto del medicinale sia troppo debole o troppo forte, non modifichi

autonomamente la dose, ma consulti il medico.

La dose raccomandata è:

Trattamento dei disturbi del ritmo: La dose iniziale è di 1 compressa 3 volte al giorno (600 mg) fino a ottenere una buona risposta terapeutica, in media entro due settimane. Successivamente il medico ridurrà la dose gradualmente fino a stabilire la dose di

mantenimento abitualmente compresa tra 100-400 mg al giorno. In alcuni casi il medico può stabilire una terapia non continua (ad esempio assunzione di Amiodarone Sandoz per 2 o 3 settimane al mese o per 5 giorni a settimana). Questo dipenderà da come lei risponde al medicinale. Trattamento preventivo delle crisi di angina pectoris (dolore toracico): Dose di attacco: 1 compressa 3 volte al giorno (600 mg) per circa 7 giorni. Dose di mantenimento: 100-400 mg al giorno o terapia non continua, secondo prescrizione

del medico (5 giorni a settimana o 2/3 settimane al mese).

Uso nei bambini e adolescenti La sicurezza e l’efficacia di Amiodarone Sandoz nei bambini e negli adolescenti non è stata stabilita.

Pertanto l’uso di Amiodarone Sandoz in bambini e adolescenti non è raccomandato.

Anziani Il medico potrebbe prescriverle una dose più bassa di Amiodarone Sandoz. Inoltre, verificherà frequentemente la sua pressione sanguigna e la funzione della sua tiroide.

Se prende più Amiodarone Sandoz di quanto deve Avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale. Porti con se la confezione per far vedere al medico che cosa ha assunto.

Non sono disponibili dati relativi alla assunzione di una dose eccessiva di Amiodarone Sandoz. In caso di assunzione di una dose eccessiva del medicinale potrebbero verificarsi bradicardia sinusale (battito del cuore lento), arresto cardiaco, tachicardia ventricolare (battito del cuore più veloce del normale), torsione di punta (grave aritmia del cuore), insufficienza circolatoria e danno del fegato. Se dimentica di prendere Amiodarone Sandoz Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della compressa.

Se interrompe il trattamento con Amiodarone Sandoz

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico. Prenda Amiodarone Sandoz per tutto il tempo prescritto dal medico. Non smetta di prendere il medicinale se si sente meglio.

Esami Il medico la sottoporrà regolarmente a esami per controllare come funziona il suo fegato. Amiodarone Sandoz può influire sulla funzione del fegato e se ciò dovesse accadere il medico deciderà se dovrà interrompere il trattamento.

Durante il trattamento, il medico le farà eseguire regolarmente test della tiroide, perché

Amiodarone Sandoz contiene iodio che può causare problemi alla tiroide. Inoltre, prima e durante il trattamento con Amiodarone Sandoz, il medico potrebbe farle eseguire anche regolarmente altri esami, come esami del sangue, radiografia del torace, ECG (elettrocardiogramma) e controllo della vista.

Se ha qualsiasi dubbio si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Smetta immediatamente di prendere Amiodarone Sandoz e contatti un medico o si rechi in ospedale se:  dovesse avere una reazione allergica. I segni possono includere: eruzione cutanea,

difficoltà a deglutire o a respirare, gonfiore delle labbra, del volto, della gola o della lingua

Molto comune (può interessare più di 1 persona su 10)  microdepositi nella cornea, generalmente limitati all’area sotto la pupilla, con possibile

visione di aloni colorati in presenza di luce abbagliante o visione offuscata.  fotosensibilizzazione (disturbi della pelle dopo esposizione al sole o lampade abbronzanti)  nausea, vomito, alterazione del gusto (disgeusia) che generalmente si manifestano con la dose iniziale prevista e si risolvono con la riduzione della dose

 aumento isolato delle transaminasi sieriche (esami del sangue specifici per il controllo del fegato). Gli esami rientrano nella norma con la riduzione della dose oppure spontaneamente, ossia senza alcun intervento specifico

Comune (può interessare fino a 1 persona su 10)

colorazione della pelle di colore grigio o bluastro, soprattutto in caso di trattamento prolungato con dosaggi giornalieri elevati; tali colorazioni scompaiono lentamente dopo l'interruzione del trattamento battito del cuore lento (bradicardia), generalmente moderato e dipendente dalla dose  disturbi della tiroide (ipotiroidismo e ipertiroidismo talvolta fatale)  malattia del fegato (epatopatia) acuta con elevati livelli sierici di transaminasi e/o ittero, comprendente insufficienza epatica talvolta fatale  problemi ai polmoni (polmonite alveolare/interstiziale o fibrosi)  infiammazione della pleura (pleurite), infiammazione dei bronchioli (bronchiolite

obliterante con polmonite organizzata), talvolta fatale  tremore ritmico e lento (tremore extrapiramidale)  incubi  disturbi del sonno

stitichezza (stipsi)  prurito, eruzione cutanea di colore rosso (eczema) • diminuzione del desiderio sessuale

Non comune (può interessare fino a 1 persona su 100)  gravi disturbi dell’attività elettrica del cuore (blocchi lungo le vie di conduzione

dell'impulso elettrico)  insorgenza o peggioramento di disturbi del battito del cuore (aritmia), seguita a volte da arresto cardiaco  diminuzione del movimento o della sensibilità (neuropatia periferica sensomotoria) e/o malattia del tessuto muscolare (miopatia), generalmente reversibile con l’interruzione

del medicinale  secchezza della bocca

Molto raro (può interessare fino a 1 persona su 10.000)  distruzione dei globuli rossi (anemia emolitica)  produzione insufficiente di cellule del sangue da parte del midollo osseo (anemia aplastica)  riduzione del numero di piastrine (trombocitopenia)  battito del cuore molto lento (bradicardia marcata)  malattia degenerativa del nervo ottico (neuropatia)  neurite ottica che può progredire a cecità

 arrossamento della pelle (eritema) durante radioterapia  eruzioni cutanee generalmente non specifiche  infiammazione della pelle con desquamazione (dermatite esfoliativa)  perdita di capelli (alopecia)  secrezione eccessiva di ormone antidiuretico (sindrome della secrezione inappropriata

di ormone antidiuretico (SIADH))  malattie del fegato (epatopatie) croniche (epatiti pseudo-alcooliche, cirrosi) talvolta fatali  aumento della creatinina nel sangue  contrazione dei muscoli delle vie aeree (broncospasmo) nei pazienti con insufficienza

respiratoria grave e specialmente nei pazienti asmatici  alterazione della meccanica respiratoria (sindrome da distress respiratorio acuto) dell’adulto, talvolta fatale, in genere immediatamente dopo un intervento chirurgico (possibile interazione con un’alta concentrazione di ossigeno)  lesione del cervelletto (atassia cerebellare) mal di testa (cefalea) infiammazione dei testicoli (epididimite), impotenza infiammazioni dei vasi sanguigni (vasculiti) aumento della pressione all’interno della testa (ipertensione intracranica benigna)

Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).  formazione di noduli a causa di un'infiammazione (granuloma) del midollo osseo  grave aritmia cardiaca (torsione di punta)  reazione allergica grave (reazione anafilattica/shock anafilattico)

 macchie rosse e pruriginose della pelle (orticaria)  formazione di noduli nel fegato a causa di un'infiammazione (granuloma epatico)  emorragia polmonare

edema angioneurotico (edema di Quincke) (edema localizzato presente a livello dei tessuti sottocutanei e della sottomucosa)  reazione allergica grave (reazione anafilattica, shock anafilattico)  improvvisa infiammazione del pancreas (pancreatite acuta)  diminuzione dell'appetito

movimenti muscolari insoliti, rigidità, agitazione e irrequietezza (Parkinsonismo)  alterato senso dell'olfatto (parosmia)  confusione (delirio), allucinazioni  reazioni cutanee pericolose per la vita caratterizzate da eruzioni cutanee, vesciche, desquamazione della pelle e dolore (necrolisi epidermica tossica (TEN), sindrome di

Stevens-Johnson (SJS), dermatite bollosa, reazione da medicinali con eosinofilia e sintomi sistematici (DRESS))  sindrome simil-lupoide, una malattia in cui il sistema immunitario attacca varie parti del corpo e porta a dolore, rigidità e gonfiore delle articolazioni e arrossamento della

pelle, talvolta a forma di ali di farfalla sul viso.  vedere, sentire o percepire cose che non ci sono (allucinazioni).  potrebbe contrarre più infezioni del solito. Ciò potrebbe essere causato da una diminuzione del numero dei globuli bianchi (neutropenia). grave riduzione del numero di globuli bianchi che rende più probabili le infezioni (agranulocitosi).  complicazione potenzialmente letale dopo trapianto di cuore (disfunzione del trapianto

primario) in cui il cuore trapiantato smette di funzionare correttamente (vedere paragrafo “Avvertenze e precauzioni”). Sono stati riportati alcuni casi di emorragia polmonare in pazienti che assumevano Amiodarone Sandoz. Se dovesse tossire sangue, contatti immediatamente il medico.

Segnalazioni degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione ww.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla

sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Amiodarone Sandoz

- Il principio attivo è: amiodarone (come cloridrato). Ogni compressa contiene 200 mg

di amiodarone. - Gli altri componenti sono: o amido di mais o cellulosa microcristallina o lattosio o magnesio stearato

Descrizione dell’aspetto di Amiodarone Sandoz e contenuto della confezione Astuccio di cartone contenente blister di 20 compresse da 200 mg

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Sandoz S.p.A. Largo U. Boccioni, 1 21040 Origgio (VA)

Italia

Produttori Ebewe Pharma Ges.M.B.H Nfg KG Mondseestrasse, 11 A-4866 Unterach Austria

Salutas Pharma GmbH Otto-von-Guericke-Allee, 1 39179 Barleben Germania

Lek Pharmaceuticals d.d. Verovškova, 57 1526 Ljubljana Slovenia

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

en zia

Domande frequenti su AMIODARONE

Come si usa AMIODARONE?

AMIODARONE si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

AMIODARONE e disponibile senza ricetta?

No, AMIODARONE e soggetto a prescrizione medica.

Qual e il principio attivo di AMIODARONE?

Il principio attivo di AMIODARONE e AMIODARONE CLORIDRATO, AMIODARONE.

Quali sono gli equivalenti di AMIODARONE?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: AMIODARONE MYLAN, AMIODARONE DOC, AMIODARONE EG, AMIODARONE AUROBINDO. Il farmacista puo proporle un equivalente.

Chi produce AMIODARONE?

AMIODARONE e prodotto da SANDOZ S.P.A..

Da quando AMIODARONE e autorizzato in Italia?

AMIODARONE ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2000-02-20.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Amiodarone Sandoz 200 mg compresse

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene 200 mg di amiodarone (come cloridrato). Eccipiente con effetti noti: Ogni compressa contiene 40 mg di lattosio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

4. Informazioni cliniche

4.1. Indicazioni terapeutiche - Terapia e prevenzione di gravi disturbi del ritmo resistenti alle altre terapie specifiche: tachicardie sopraventricolari (parossistiche e non parossistiche), extrasistoli atriali, flutter e fibrillazione atriale. - Tachicardie parossistiche sopraventricolari reciprocanti come in corso di Sindrome di Wolff-ParkinsonWhite. - Extrasistoli e tachicardie ventricolari. - Trattamento profilattico delle crisi di angina pectoris.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

L’ amiodarone ha peculiari caratteristiche farmacologiche (assorbimento orale del 50%, estesa distribuzione tissutale, lenta eliminazione, ritardata risposta terapeutica per via orale) ampiamente variabili da individuo ad individuo; per questo la via di somministrazione, il dosaggio iniziale e quello di mantenimento debbono essere valutati caso per caso, adattandoli alla gravità dell'affezione e alla risposta clinica. Posologia I dosaggi raccomandati sono: Trattamento dei disturbi del ritmo: Il dosaggio medio iniziale consigliato è di 600 mg al giorno fino ad ottenere una buona risposta terapeutica, in media entro due settimane. Successivamente la dose può essere gradualmente ridotta fino a stabilire la dose di mantenimento abitualmente compresa tra 100-400 mg al giorno. Quando sia difficile stabilire una soddisfacente dose giornaliera di mantenimento, si può ricorrere ad una terapia discontinua (es. 2/3 settimane al mese o 5 giorni a settimana). Trattamento profilattico delle crisi di angor: Attacco: 600 mg al giorno per circa 7 giorni. Mantenimento: 100-400 mg al giorno o in maniera discontinua (5 giorni a settimana o 2/3 settimane al mese).

I 2 Terapia concomitante: Per i pazienti che assumono amiodarone in concomitanza a inibitori dell’HMG-CoA reduttasi (statine), vedere paragrafi 4.4 e 4.5. Bambini e adolescenti La sicurezza e l’efficacia di amiodarone nei bambini non è ancora stata stabilita. I dati al momento disponibili sono riportati nei paragrafi 5.1 e 5.2. Durante il trattamento di bambini (vedere paragrafo 4.4), la dose deve essere regolata in base alla superficie corporea o al peso corporeo.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità al principio attivo, allo iodio o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. - Bradicardie sinusali; blocco senoatriale; disturbi gravi di conduzione, senza elettrostimolatore (blocchi atrio-ventricolari gravi, blocchi bio trifascicolari). - Malattia sinusale senza elettrostimolatore (rischio di arresto sinusale). - Associazione con medicinali in grado di determinare torsioni di punta (vedere paragrafo 4.5). - Distiroidismi o antecedenti tiroidei. Nei casi dubbi (antecedenti incerti, anamnesi tiroidea familiare) fare un esame della funzionalità tiroidea prima del trattamento. - Gravidanza, eccetto casi eccezionali (vedere paragrafo 4.6). - Allattamento (vedere paragrafo 4.6). 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni di impiego Avvertenze speciali L'amiodarone può provocare manifestazioni collaterali di frequenza e gravità diverse. Le manifestazioni osservate con maggiore frequenza non giustificano la sospensione del trattamento (vedere paragrafo 4.8). Tuttavia sono stati segnalati effetti collaterali gravi, in particolare a carico del polmone o lesioni da epatite cronica. Tossicità polmonare La tossicità polmonare correlata all’assunzione di amiodarone è una frequente e grave reazione avversa che si può manifestare fin nel 10% dei pazienti e che può essere fatale in circa l’8% dei pazienti affetti, soprattutto a causa di una mancata diagnosi. Il tempo d’insorgenza della reazione durante la terapia varia da pochi giorni ad alcuni mesi o anni di assunzione; in alcuni casi l’insorgenza può avvenire anche dopo un certo periodo di tempo dalla sospensione del trattamento. Il rischio di tossicità polmonare non rende, tuttavia, sfavorevole il rapporto rischio/beneficio dell’amiodarone che mantiene la sua utilità. Occorre comunque prestare la massima attenzione per individuare immediatamente i primi segni di tossicità polmonare, in particolare nei pazienti affetti da cardiomiopatia e gravi malattie coronariche nei quali tale individuazione può essere più problematica. Il rischio di tossicità polmonare da amiodarone aumenta con dosaggi superiori a 400 mg/die, ma può presentarsi anche a bassi dosaggi assunti per periodi inferiori a 2 anni. La tossicità polmonare si manifesta con alveolite polmonare, polmonite, polmonite interstiziale, fibrosi polmonare, asma bronchiale. Pazienti che sviluppano tossicità polmonare spesso presentano sintomi non specifici, quali tosse non produttiva, dispnea, febbre e calo ponderale. Tutti questi sintomi possono essere mascherati dalla patologia per la quale è indicato l’amiodarone, e possono essere considerevolmente gravi in pazienti oltre i 70 anni di età, i quali di norma presentano ridotte capacità funzionali o pre-esistenti patologie a carico dell’apparato cardiorespiratorio. La diagnosi precoce mediante controllo radiografico polmonare ed eventualmente i necessari accertamenti clinici e strumentali, è di cruciale importanza in quanto la tossicità polmonare è altamente reversibile, soprattutto nelle forme di bronchiolite obliterante e polmonite. La sintomatologia e la obiettività polmonare devono essere quindi controllate periodicamente, e la terapia deve essere sospesa in caso di sospetta tossicità polmonare, prendendo in considerazione la terapia cortisonica: la sintomatologia regredisce di norma entro 2-4 settiman

I 3 dalla sospensione dell’amiodarone. In taluni casi la tossicità polmonare può manifestarsi tardivamente, anche dopo settimane dalla sospensione della terapia; i soggetti con funzionalità organiche non ottimali, che potrebbero eliminare il farmaco più lentamente devono essere quindi monitorati attentamente. In ogni caso la riduzione della posologia o la sospensione del trattamento dovranno essere considerate in funzione sia della potenziale gravità dell'effetto collaterale sia della gravità della forma cardiaca in atto. Il farmaco quindi deve essere utilizzato solo dopo aver valutato accuratamente le condizioni del paziente al fine di valutare se i benefici attesi compensano gli ipotetici svantaggi; inoltre il paziente dovrà essere attentamente sorvegliato dal punto di vista clinico e di laboratorio per poter cogliere le manifestazioni avverse ai loro primi segni ed adottare le misure idonee. Alterazioni cardiache (vedere paragrafo 4.8) L’azione farmacologica dell’amiodarone provoca cambiamenti elettrocardiografici: prolungamento del QT (correlato ad un allungamento della ripolarizzazione), con eventuale comparsa di onde U. Tuttavia questi non sono segni di tossicità. Nei pazienti anziani può essere più accentuato il rallentamento della frequenza cardiaca. Il trattamento deve essere interrotto in caso di insorgenza di blocco A-V di 2° o 3° grado, di blocco senoatriale o di blocco bifascicolare. Sono stati segnalati casi di insorgenza di nuove aritmie o peggioramento di aritmie trattate, talvolta fatali. È importante, ma difficile, differenziare una perdita di efficacia del farmaco da un effetto proaritmico, in ogni caso questo è associato ad un peggioramento della condizione cardiaca. Gli effetti proaritmici sono segnalati più raramente con amiodarone che con altri antiaritmici e generalmente si presentano nel contesto di fattori che prolungano l’intervallo QT come interazioni con altri medicinali e/o disturbi elettrolitici (vedere paragrafi 4.5 e 4.8). In caso di contemporanea prescrizione di altri medicinali cardiologici, assicurarsi che non esistano interazioni medicamentose note (vedere paragrafo 4.5). In relazione al ridotto effetto inotropo negativo, l'amiodarone può essere utilizzato per via orale in caso di insufficienza cardiaca. Grave bradicardia e blocco cardiaco (vedere paragrafo 4.5) Casi di grave bradicardia, potenzialmente letale, e di blocco cardiaco sono stati osservati quando amiodarone viene usato in associazione con sofosbuvir. La bradicardia si è generalmente manifestata entro poche ore o giorni, ma in seguito sono stati osservati casi tardivi fino a 2 settimane dopo l'inizio del trattamento dell’epatite C (HCV). Nei pazienti in terapia con regimi terapeutici contenenti sofosbuvir, amiodarone deve essere usato solo quando le terapie antiaritmiche alternative non sono tollerate o sono controindicate. Nel caso in cui si consideri necessario l’uso concomitante di sofosbuvir, si raccomanda il monitoraggio cardiaco dei pazienti in contesto ospedaliero per le prime 48 ore di co-somministrazione; successivamente, il monitoraggio ambulatoriale o l’automisurazione della frequenza cardiaca devono essere effettuati tutti i giorni per almeno le prime 2 settimane di trattamento. A causa della lunga emivita di amiodarone, un adeguato monitoraggio deve essere effettuato anche per i pazienti che hanno interrotto amiodarone da pochi mesi e che devono iniziare la terapia con sofosbuvir Tutti i pazienti trattati con amiodarone, in combinazione con regimi terapeutici contenenti sofosbuvir, devono essere avvertiti dei sintomi di bradicardia e di blocco cardiaco e devono essere avvisati di rivolgersi urgentemente al medico nel caso in cui compaiano. (vedere paragrafo 4.5) Disfunzione del trapianto primario (PGD - primary graft dysfunction) In studi retrospettivi, l'uso di amiodarone nel destinatario del trapianto prima del trapianto cardiaco è stato associato ad un aumentato rischio di PGD. La PGD è una complicanza potenzialmente letale del trapianto cardiaco, presente come una disfunzione sinistra, destra o biventricolare che si verifica entro le prime 24 ore dall'intervento chirurgico di trapianto per il quale non esiste una causa secondaria identificabile (vedere paragrafo 4.8). Una PGD grave può essere irreversibile.

I 4 Per i pazienti che sono nella lista d'attesa per il trapianto di cuore, si dovrebbe prendere in considerazione l'uso di un farmaco antiaritmico alternativo il prima possibile prima del trapianto. Ipertiroidismo (vedere paragrafi 4.4 e 4.8) Può presentarsi durante il trattamento con amiodarone oppure fino a numerosi mesi dopo la sua interruzione. Segni clinici, generalmente lievi, come perdita di peso, insorgenza di aritmia, angina, insufficienza cardiaca congestizia dovrebbero allertare il medico. La diagnosi è supportata da una chiara diminuzione del livello sierico di TSH ultrasensibile (usTSH). In tal caso si deve interrompere il trattamento con amiodarone. Generalmente si ottiene la guarigione entro pochi mesi dall’interruzione del trattamento; la guarigione clinica precede la normalizzazione dei test di funzionalità tiroidea. Casi gravi, con manifestazione clinica di tirotossicità, talvolta fatali, richiedono un intervento terapeutico di emergenza. Il trattamento deve essere adattato al singolo caso: farmaci antitiroidei (che possono essere non sempre efficaci) ed eventuale terapia corticosteroide. Disturbi epatici (vedere paragrafo 4.8) Si raccomanda uno stretto monitoraggio della funzionalità epatica (transaminasi) all’inizio della terapia con amiodarone, e con regolarità durante il trattamento. Si possono verificare disordini epatici acuti (inclusa grave insufficienza epatocellulare o insufficienza epatica, a volte fatale) e disordini epatici cronici con amiodarone per via orale e endovenosa e entro le prime 24 ore dalla somministrazione EV. Pertanto, la dose di amiodarone deve essere ridotta o il trattamento interrotto se l’aumento delle transaminasi è superiore a 3 volte il limite superiore della norma. I segni clinici e biologici dei disordini epatici cronici dovuti ad amiodarone per via orale possono essere minimi (epatomegalia, aumento delle transaminasi fino a 5 volte il valore corrispondente al limite superiore della norma) e reversibili con la sospensione del trattamento, tuttavia sono stati riportati casi con esito fatale. In caso di epatomegalia o sospetta colestasi il farmaco dovrebbe essere tempestivamente interrotto ed il paziente sottoposto a controllo ecografico. Per questi motivi il farmaco non può essere utilizzato nei pazienti con evidenti segni clinici e di laboratorio di epatopatia in atto; nei casi più lievi esso potrà essere impiegato solo quando indispensabile e dovrà essere sospeso in caso si manifesti un peggioramento del danno epatico. Disturbi neuromuscolari (vedere paragrafo 4.8) Amiodarone può indurre neuropatia periferica sensomotoria e/o miopatia. Generalmente si ottiene la guarigione entro numerosi mesi dopo interruzione di amiodarone, ma talvolta può essere incompleta. Disturbi oculari (vedere paragrafo 4.8) In caso di offuscamento visivo o di diminuzione dell'acuità visiva, eseguire subito un esame oftalmologico completo comprendente la fundoscopia. La comparsa di neuropatia ottica e/o neurite ottica richiede l’interruzione di amiodarone per evitare una potenziale progressione a cecità. Reazioni bollose gravi Reazioni cutanee da sindrome di Steven Johnson (SJS) pericolose per la vita o addirittura fatali, Necrolisi epidermica tossica (TEN) ( vedi paragrafo 4.8). Se i sintomi o i segni di SJS, o TEN, (per esempio rash cutaneo progressivo spesso con vesciche o lesioni della mucosa) sono presenti, il trattamento con amiodarone deve essere interrotto immediatamente. Interazioni farmacologiche (vedere paragrafo 4.5) Non è raccomandato l’uso concomitante di amiodarone con i seguenti farmaci: betabloccanti, calcioantagonisti che riducono la frequenza cardiaca (verapamil, diltiazem), lassativi stimolanti che possono causare ipopotassiemia. Precauzioni d’impiego Poiché gli effetti indesiderati (vedere paragrafo 4.8) sono generalmente dose-dipendenti, si deve somministrare la dose minima efficace di mantenimento.

I 5 Avvertire i pazienti di evitare di esporsi al sole e di usare misure protettive durante il trattamento (vedere paragrafo 4.8). Monitoraggio (vedere paragrafi 4.4 e 4.8) Prima di iniziare il trattamento con amiodarone si raccomanda di effettuare l’ECG e di misurare il potassio sierico. Durante il trattamento si consiglia di monitorare le transaminasi (vedere paragrafo 4.4) e l’ECG. Inoltre, poiché amiodarone può provocare ipotiroidismo o ipertiroidismo, in particolare in quei pazienti con anamnesi personale di disturbi della tiroide o nei soggetti anziani si raccomanda di effettuare monitoraggi clinici e biologici (usTSH) prima di iniziare e durante il trattamento, e per parecchi mesi dopo la sospensione. Nel caso di sospetta disfunzione tiroidea si devono misurare i livelli sierici di usTSH. In particolare nel contesto della somministrazione cronica di medicinali antiaritmici, sono stati segnalati casi di aumento della defibrillazione ventricolare e/o della soglia di stimolazione del pacemaker o del dispositivo defibrillatore cardioversore impiantabile, che possono potenzialmente modificarne l’efficacia. Pertanto, si raccomanda una ripetuta verifica del funzionamento del dispositivo prima e durante la terapia con amiodarone. Anomalie tiroidee (vedere paragrafo 4.8) La presenza di iodio nella molecola di amiodarone può interferire con la fissazione dello iodio radioattivo. Comunque i test di funzionalità tiroidea (T3 libero, T4 libero, TSH ultrasensibile) rimangono interpretabili. Amiodarone inibisce la conversione periferica di tiroxina (T4) a triiodotironina (T3) e può causare isolate alterazioni biochimiche (aumento sierico di T4 libero, mentre T3 libero diminuisce leggermente o anche rimane a livelli normali) nei pazienti clinicamente eutiroidei. In tali casi non c’è motivo di interrompere il trattamento con amiodarone. Si deve prendere in considerazione il sospetto di ipotiroidismo se si presentano i seguenti segni clinici generalmente lievi: aumento di peso, intolleranza al freddo, ridotta attività, eccessiva bradicardia. La diagnosi è supportata da un chiaro aumento di usTSH sierico. Generalmente si torna ad eutiroidismo entro 13 mesi dopo interruzione del trattamento. In situazioni di pericolo di vita, si può continuare la terapia con amiodarone in associazione a L-tiroxina. La dose di L-tiroxina è aggiustata secondo i livelli di TSH. Anestesia (vedere paragrafi 4.5 e 4.8) Prima di un intervento chirurgico l’anestesista deve essere informato che il paziente è in trattamento con amiodarone. Associazione con statine Si raccomanda di usare una statina non metabolizzata dal CYP 3A4 quando co-somministrata con amiodarone (vedere paragrafo 4.5). Popolazione pediatrica In questi pazienti la sicurezza e l’efficacia di amiodarone non sono state dimostrate. Pertanto non è raccomandato l’uso in questi pazienti. Informazioni importanti su alcuni eccipienti. Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

 Medicinali che inducono torsioni di punta o prolungamento del QT - medicinali che inducono torsioni di punta L’associazione con farmaci in grado di provocare torsioni di punta è controindicata (vedere paragrafo 4.3):  antiaritmici come quelli della Classe IA, sotalolo, bepridil.

I 6  non antiaritmici come vincamina, alcuni farmaci neurolettici tra cui sultopride, cisapride, eritromicina E.V., pentamidina (per somministrazione parenterale), poiché si può avere un aumento del rischio di torsioni di punta potenzialmente letali. - medicinali che prolungano il QT La concomitante somministrazione di amiodarone con altri medicinali noti per prolungare l’intervallo QT richiede un’attenta valutazione dei potenziali rischi e benefici per ciascun paziente dal momento che il rischio di torsioni di punta può aumentare e i pazienti devono essere monitorati per il prolungamento del QT. Fluorochinoloni I fluorochinoloni devono essere evitati in pazienti in terapia con amiodarone.  Medicinali IMAO L’associazione con medicinali IMAO è controindicata.  Medicinali che riducono la frequenza cardiaca o causano disturbi dell’automatismo e/o della conduzione. L’associazione con questi medicinali è sconsigliata:  betabloccanti e calcioantagonisti che riducono la frequenza cardiaca (verapamil, diltiazem) per la possibilità di disturbi di automatismo (bradicardia eccessiva) e di conduzione.  Fattori che possono indurre ipopotassiemia L’associazione con medicinali che possono indurre ipotassiemia è sconsigliata:  lassativi stimolanti: per la comparsa di una possibile ipopotassiemia aumentando di conseguenza il rischio di torsioni di punta; si devono quindi utilizzare altri tipi di lassativi. Occorre cautela quando i seguenti medicinali vengono associati con Amiodarone Sandoz:  diuretici in grado di dare ipopotassiemia, soli o associati  glucocorticoidi e mineralcorticoidi sistemici, tetracosactide  amfotericina B per via e.v. È necessario prevenire l’ipopotassiemia (e correggerla), si deve monitorare l’intervallo QT e, in caso di torsioni di punta, non somministrare antiaritmici (si deve iniziare una stimolazione ventricolare; si può utilizzare magnesio per via e.v.). Anestesia generale (vedere paragrafi 4.4 e 4.8) In pazienti sottoposti ad anestesia generale sono state riportate complicazioni potenzialmente gravi: bradicardia (insensibile all’atropina), ipotensione, disturbi della conduzione, diminuzione della gittata cardiaca. Sono stati osservati casi molto rari di complicazioni respiratorie gravi (sindrome da distress respiratorio acuto dell’adulto) qualche volta fatali, generalmente nel periodo immediatamente seguente un intervento chirurgico. Ciò può essere correlato ad una possibile interazione con un’alta concentrazione di ossigeno. Effetto di Amiodarone Sandoz su altri medicinali Amiodarone e/o il suo metabolita, desetilamiodarone, inibiscono il CYP1A1, CYP1A2, CYP3A4, CYP2C9, CYP2D6 e la glicoproteina-P e possono aumentare l’esposizione ai loro substrati. A causa della lunga emivita di amiodarone, le interazioni possono essere osservate per diversi mesi dopo l’interruzione di amiodarone.  Substrati delle PgP Amiodarone è un inibitore delle P-glicoproteine (P-gp). Ci si attende che la somministrazione concomitante con i substrati P-gp porti ad un aumento della loro esposizione.

I 7 - Digitale Possono presentarsi disturbi nell’automatismo (eccessiva bradicardia) e nella conduzione atrioventricolare (azione sinergica); inoltre è possibile un aumento delle concentrazioni plasmatiche di digossina dovuto ad una diminuzione della clearance della digossina. Deve quindi essere effettuato un monitoraggio elettrocardiografico e dei livelli plasmatici di digossina; e si devono monitorare i pazienti osservando i segni clinici relativi alla tossicità della digitale. Può essere necessario adattare la posologia della digitale. - Dabigatran Occorre cautela nella somministrazione di amiodarone con dabigatran a causa del rischio di sanguinamento. Potrebbe essere necessario adattare il dosaggio di dabigatran secondo quanto riportato nelle informazioni del prodotto autorizzate.  Substrati del CYP2C9 Amiodarone aumenta le concentrazioni dei substrati del CYP2C9 come warfarin o fenitoina per inibizione del citocromo P450 2C9. - Warfarin L’associazione di warfarin e amiodarone può potenziare l’effetto dell’anticoagulante orale, aumentando così il rischio di sanguinamento. È necessario monitorare i livelli di protrombina (INR) in modo più regolare ed adattare la posologia degli anticoagulanti sia durante il trattamento con amiodarone che dopo la sua interruzione. - Fenitoina L’associazione di fenitoina con amiodarone può portare a sovradosaggio di fenitoina che si manifesta con sintomi neurologici. Si deve effettuare un monitoraggio clinico e non appena appaiono sintomi da sovradosaggio si deve ridurre il dosaggio della fenitoina; si devono determinare i livelli plasmatici della fenitoina.  Substrati del CYP2D6 - Flecainide Amiodarone aumenta le concentrazioni plasmatiche di flecainide per inibizione del citocromo CYP 2D6. Quindi si deve adattare il dosaggio di flecainide.  Substrati del CYP P450 3A4: Quando tali medicinali sono co-somministrati con amiodarone, inibitore del CYP 3A4, si può verificare un innalzamento delle loro concentrazioni plasmatiche che può comportare un aumento della loro tossicità. - Statine: il rischio di tossicità muscolare (ad es. rabdomiolisi) è aumentato dalla somministrazione concomitante di amiodarone con statine metabolizzate dal CYP 3A4 quali simvastatina, atorvastatina e lovastatina. Si raccomanda di usare una statina non metabolizzata dal CYP 3A4 quando cosomministrata con amiodarone. - Ciclosporina: - Fentanil: l’associazione con amiodarone può accrescere gli effetti farmacologici di fentanil e aumentarne il rischio di tossicità. - Altri medicinali metabolizzati dal CYP 3A4: lidocaina, sirolimus, tacrolimus, fentanil, sildenafil, midazolam, triazolam, diidroergotamina, ergotamina, colchicina. Effetto di altri medicinali su Amiodarone Sandoz Inibitori del CYP3A4 e CYP2C8 sono potenzialmente in grado di inibire il metabolismo dell’amiodarone e aumentare la sua esposizione. Si raccomanda di evitare gli inibitori del CYP3A4 (per es. succo di pompelmo e alcuni medicinali) durante il trattamento con amiodarone. Altre interazioni farmacologiche con Amiodarone Sandoz (vedere paragrafo 4.4)

I 8 La somministrazione concomitante di amiodarone con sofosbuvir in associazione con un altro antivirale ad azione diretta (come daclatasvir, simeprevir, o ledipasvir) nei confronti del virus dell'epatite C (HCV) non è raccomandata in quanto può portare a grave bradicardia severa sintomatica. Il meccanismo di questo effetto bradicardico è sconosciuto. Utilizzare solo in assenza di terapie alternative. Se la co-somministrazione non può essere evitata si raccomanda un attento monitoraggio cardiaco nel caso la co-somministrazione di questo medicinale con sofosbuvir non possa essere evitata (vedere paragrafo 4.4).

4.6 Fertilità, gravidanza ed allattamento

Gravidanza Amiodarone Sandoz è controindicato durante la gravidanza, a meno che le condizioni della donna non rendano necessario il trattamento con amiodarone, a causa dei suoi effetti sulla tiroide del feto. Allattamento L’amiodarone viene escreto in quantità significative nel latte materno, pertanto è controindicato durante l’allattamento.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Sulla base dei dati di sicurezza di amiodarone, non è stata evidenziata nessuna influenza sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Le seguenti reazioni avverse sono classificate per classe sistemico organica e per frequenza usando la seguente convenzione: Molto comune (≥1/10), comune (≥1/100 a <1/10), non comune (≥1/1.000 a <1/100), raro (≥1/10.000 a <1/1.000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie del sistema emolinfopoietico - Molto raro: Anemia emolitica, anemia aplastica, trombocitopenia. - Non nota: granuloma del midollo osseo, neutropenia, agranulocitosi. Disturbi del sistema immunitario - Non nota: edema angioneurotico (edema di Quincke), reazione anafilattica, shock anafilattico. Patologie endocrine (vedere paragrafo 4.4) - Comune: ipotiroidismo, ipertiroidismo talvolta fatale. - Molto raro: sindrome della secrezione inappropriata di ormone antidiuretico (SIADH). Disturbi del metabolismo e della nutrizione - Non nota: diminuzione dell’appetito. Disturbi psichiatrici - Comune: diminuzione della libido - Non nota: delirio (incluso confusione), allucinazioni Patologie del sistema nervoso - Comune: tremore extrapiramidale, incubi, disturbi del sonno.

I 9 - Non comune: neuropatia periferica sensomotoria e/o miopatia, generalmente reversibile con l’interruzione del farmaco (vedere paragrafo 4.4). - Molto raro: atassia cerebellare, ipertensione intracranica benigna (pseudo-tumor cerebri), cefalea. - Non nota: Parkinsonismo, parosmia. Patologie dell’occhio - Molto comune: microdepositi corneali, generalmente limitati all’area sotto la pupilla. Possono accompagnarsi alla percezione di aloni colorati in luce abbagliante o a visione offuscata. I microdepositi corneali sono costituiti da depositi lipidici complessi e sono reversibili dopo sospensione del trattamento. - Molto raro: neuropatia/nevrite ottica che può progredire a cecità (vedere paragrafo 4.4). Patologie cardiache - Comune: bradicardia, generalmente moderata e dose-dipendente. - Non comune: disturbi della conduzione (blocco seno-atriale, blocco A-V di vario grado) (vedere paragrafo 4.4); insorgenza o peggioramento di aritmia, seguiti a volte da arresto cardiaco (vedere paragrafi 4.4 e 4.5). - Molto raro: Bradicardia marcata o arresto sinusale in pazienti con disfunzione del nodo sinusale e/o in pazienti anziani. - Non nota: torsioni di punta (vedere paragrafi 4.4 e 4.5). Patologie vascolari - Molto raro: vasculiti. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche (vedere paragrafo 4.4) Nel 10% circa dei pazienti si può manifestare grave tossicità polmonare talvolta fatale, soprattutto se non viene diagnosticata tempestivamente. Tale tossicità comprende alveolite polmonare, polmonite, sintomi asmatici, polmonite lipoide e fibrosi polmonare. La tossicità polmonare, la tosse e la dispnea possono essere accompagnate da segni radiografici e funzionali di polmonite interstiziale (alterazione della diffusione alveolo-capillare); l’emergere di questi segni clinici richiede la sospensione della terapia e la somministrazione di medicinali corticosteroidei. Tale sintomatologia può manifestarsi anche tardivamente dopo sospensione della terapia: è quindi richiesto un attento e prolungato monitoraggio del paziente al fine di individuare possibili alterazioni della funzionalità polmonare. Nei pazienti che manifestano dispnea da sforzo, da sola o associata a un decadimento dello stato generale (affaticamento, diminuzione di peso, febbre) deve essere effettuato un esame radiologico del torace. I disturbi polmonari sono generalmente reversibili dopo una precoce interruzione della terapia con amiodarone. Generalmente i segni clinici si risolvono entro 3-4 settimane, seguiti da un miglioramento più lento della funzionalità polmonare e del quadro radiologico (parecchi mesi). Quindi si deve sospendere la terapia con amiodarone e si deve valutare la terapia con i corticosteroidi. - Comune: tossicità polmonare (polmonite alveolare/interstiziale o fibrosi, pleurite, bronchiolite obliterante con polmonite organizzata/BOOP), talvolta fatale (vedere paragrafo 4.4). - Molto raro: broncospasmo nei pazienti con insufficienza respiratoria grave, e specialmente nei pazienti asmatici, sindrome da distress respiratorio acuto dell’adulto, talvolta fatale, in genere immediatamente dopo un intervento chirurgico (possibile interazione con un’alta concentrazione di ossigeno) (vedere paragrafi 4.4 e 4.5). - Non nota: emorragia polmonare. Patologie gastrointestinali - Molto comune: disturbi gastrointestinali benigni (nausea, vomito, disgeusia) che generalmente si presentano con la dose di carico e si risolvono con la riduzione della dose. - Comune: stipsi. - Non comune: secchezza della bocca - Non nota: pancreatite (acuta)

I 10 Patologie epatobiliari (vedere paragrafo 4.4) - Molto comune: aumento isolato delle transaminasi sieriche, generalmente moderato (da 1,5 a 3 volte rispetto ai valori normali) all’inizio della terapia, possono ritornare normali con la riduzione della dose o anche spontaneamente. - Comune: epatopatia acuta con elevati livelli sierici di transaminasi e/o ittero, comprendente insufficienza epatica talvolta fatale. - Molto raro: epatopatie croniche (epatiti pseudo-alcooliche, cirrosi) talvolta fatali. - Non nota: granuloma epatico. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo - Molto comune: Fotosensibilizzazione (vedere paragrafo 4.4). - Comune: pigmentazioni della pelle di colore grigio ardesia o bluastro in caso di trattamento prolungato con dosaggi giornalieri elevati; tali pigmentazioni scompaiono lentamente dopo interruzione del trattamento, eczema. - Molto raro: eritema durante radioterapia, rash cutanei generalmente non specifici, dermatite esfoliativa, alopecia. - Non nota: orticaria, reazioni cutanee gravi a volte fatali come necrolisi epidermica tossica (TEN), syndrome di Steven-Johnson (SJS), dermatite bollosa, reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS). Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo - Frequenza non nota: sindrome simil-lupoide Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella - Molto raro: epididimite, impotenza. Esami diagnostici - Molto raro: aumento della creatinina nel sangue. Lesioni, avvelenamento e complicazioni procedurali - Non nota: Disfunzione del trapianto primario dopo trapianto cardiaco (vedere paragrafo 4.4). Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo http://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Non sono disponibili molte informazioni relative al sovradosaggio acuto con amiodarone. È stato riportato qualche caso di bradicardia sinusale, arresto cardiaco, tachicardia ventricolare, torsioni di punta, insufficienza circolatoria e danno epatico. Il trattamento deve essere sintomatico. Amiodarone e i suoi metaboliti non sono dializzabili.

5. Proprieta' farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Sistema cardiovascolare, antiaritmici, classe III. Codice ATC: C01BD01. Proprietà anti-aritmiche:

I 11 - Allungamento della fase 3 del potenziale d’azione della fibra cardiaca dovuto principalmente ad una diminuzione della corrente del potassio (Classe III secondo la classificazione di Vaughan Williams); questo allungamento non è correlato con la frequenza cardiaca. - Automaticità sinusale ridotta, che porta a bradicardia, insensibile alla somministrazione di atropina. - Inibizione alfae beta-adrenergica non competitiva. - Rallentamento nella conduzione senoatriale, atriale e nodale, che è più marcato quando la frequenza cardiaca è alta. - Nessun cambiamento della conduzione intraventricolare. - A livello atriale, nodale e ventricolare: aumento del periodo refrattario e diminuzione dell’eccitabilità del miocardio. - Rallentamento della conduzione e prolungamento dei periodi refrattari in vie atrioventricolari accessorie. Proprietà anti-ischemiche: - Caduta moderata della resistenza periferica e diminuzione della frequenza cardiaca con conseguente riduzione del fabbisogno di ossigeno. - Antagonismo non competitivo per i recettori alfae beta-adrenergici. - Aumento della gittata coronarica dovuto ad un effetto diretto sulla muscolatura liscia delle arterie del miocardio. - Mantenimento della gittata cardiaca dovuto a diminuzione della pressione aortica e della resistenza periferica. Altro: - Nessun effetto inotropo negativo significativo. Popolazione pediatrica: Non sono stati condotti studi pediatrici controllati. In studi pubblicati la sicurezza dell’amiodarone è stata valutata su 1118 pazienti pediatrici con varie aritmie. Le dosi seguenti sono state impiegate in studi clinici pediatrici. Per via orale - Dose di carico: da 10 a 20 mg/kg/die da 7 a 10 giorni (o 500 mg/m2 /die, se espresso in metri quadrati). - Dose di mantenimento: si deve usare la minima dose efficace; in base alla risposta individuale essa è compresa nell’intervallo fra 5 e 10 mg/kg/die (o 250 mg/m2 /die, se espresso in metri quadrati).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Amiodarone viene metabolizzato principalmente dal CYP3A4 e anche dal CYP2C8. Amiodarone e il suo metabolita, desetilamiodarone, sono potenzialmente in grado di inibire in vitro il CYP1A1, CYP1A2, CYP2C19, CYP2D6, CYP3A4. Amiodarone e desetilamiodarone sono anche potenzialmente in grado di inibire alcuni trasportatori come la P-gp. Dati in vivo descrivono le interazioni di amiodarone su CYP3A4, CYP2C9, CYP2D6 e sui substrati della P-gp. Dopo somministrazione orale, amiodarone è assorbito lentamente e in modo variabile. Amiodarone ha un volume di distribuzione molto grande, ma variabile a causa del vasto accumulo in vari distretti (tessuto adiposo, organi altamente perfusi come il fegato, i polmoni e la milza). La biodisponibilità orale varia tra il 30 e l’80%, a seconda del singolo paziente (il valore medio è circa il 50%). Dopo somministrazione singola, la concentrazione plasmatica al picco viene raggiunta dopo 3-7 ore. Gli effetti terapeutici si ottengono generalmente dopo una settimana (da pochi giorni a due settimane) a seconda della dose di carico. Amiodarone ha un’emivita lunga e mostra una variabilità individuale considerevole (da 20 a 100 giorni). Durante i primi giorni di terapia, il farmaco si accumula in quasi tutti i tessuti, specialmente in quello adiposo.

I 12 L’eliminazione si verifica dopo qualche giorno e la concentrazione plasmatica allo steady-state viene raggiunta tra uno e parecchi mesi, a seconda del singolo paziente. Considerando le caratteristiche suddette, devono essere usate dosi di carico per ottenere rapidamente i livelli tissutali necessari ad avere un effetto terapeutico. Ogni dose di 200 mg di amiodarone contiene 75 mg di iodio, dei quali 6 mg si staccano dalla molecola come iodio libero. Amiodarone viene escreto principalmente per via biliare e fecale. L’escrezione renale è trascurabile: ciò consente la somministrazione di dosi standard in pazienti con insufficienza renale. Dopo interruzione del trattamento, l’eliminazione continua per parecchi mesi; quindi si deve tenere in considerazione la persistenza, da 10 giorni ad un mese, dell’effetto farmacodinamico. Non sono stati effettuati studi pediatrici controllati. Nei limitati dati pubblicati disponibili in pazienti pediatrici non si sono riscontrate differenze rispetto agli adulti.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Tossicità acuta: DL50 nel ratto 170 mg/kg E.V., > 3000 mg/kg os, nel topo 450 mg/kg i.p., > 3000 mg/kg os, nel cane beagle 85-150 mg/kg E.V. Tossicità cronica: non sono stati rilevati fenomeni di mortalità, cali ponderali o variazione dei parametri biologici a dosi orali fino a 37,5 mg/kg/die (4 settimane) e 16 mg/kg/die (52 settimane) nel ratto e fino a 12,5 mg/kg/die nel cane. Teratogenesi: indagini effettuate nel ratto (100 mg/kg/die) e nel coniglio (75 mg/kg/die) non hanno evidenziato segni di tossicità fetale. In uno studio di cancerogenicità della durata di due anni condotto nei ratti, amiodarone ha causato un aumento dei tumori follicolari della tiroide (adenomi e/o carcinomi) in entrambi i sessi per esposizioni clinicamente rilevanti. Poiché i risultati sulla mutagenesi erano negativi è stato proposto un meccanismo epigenetico anziché genotossico per l’induzione di questo tipo di tumore. Nel topo non sono stati osservati carcinomi, ma un’iperplasia tiroido-follicolare dose dipendente. Questi effetti sulla tiroide nei ratti e nei topi sono molto probabilmente dovuti ad effetti di amiodarone sulla sintesi e/o rilascio di ormoni dalla tiroide. La rilevanza di questi risultati per l’uomo è bassa.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Amido di mais Cellulosa microcristallina Lattosio Magnesio stearato

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

4 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

I 13

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Astuccio di cartone contenente blisters di 20 compresse.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Sandoz S.p.A. – Largo U. Boccioni, 1 – 21040 Origgio (VA) - Italia

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

9. Data di prima autorizzazione/rinnovo dell'autorizzazione

Febbraio 2000/Febbraio2005

10. Data di revisione del testo

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.