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ARACYTIN

Principio attivo: CITARABINA · ATC L01BC01 · PFIZER ITALIA S.R.L.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Principio attivo: CITARABINA
Forma farmaceutica: Polvere e solvente per soluzione iniettabile
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 100 mg / 5 ml POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE
  • 500 mg / 10 ml POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE
Via di somministrazione: ENDOVENOSA, SOTTOCUTANEA
Titolare AIC: PFIZER ITALIA S.R.L.
Codice ATC: L01BC01
Regime di fornitura: Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· CITARABINA ACCORD - ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
· CITARABINA HIKMA - HIKMA FARMACEUTICA (PORTUGAL) S.A.
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: Uso ospedaliero - fascia H - A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

A cosa serve questo medicinale?

Aracytin contiene il principio attivo citarabina che appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati analoghi della pirimidina, utilizzati nel trattamento dei tumori. La pirimidina è una delle molecole che formano il DNA delle cellule.

Aracytin è utilizzato per il trattamento della leucemia mieloide acuta (un tipo di tumore dei globuli bianchi del

sangue) negli adulti e nei bambini. I globuli bianchi sono le cellule responsabili della difesa dell’organismo. Aracytin è utilizzato anche nel trattamento di altri tipi di tumori dei globuli bianchi (leucemie) quando i precedenti trattamenti non hanno funzionato o non si sono dimostrati adeguati.

La citarabina agisce interferendo con la crescita delle cellule tumorali che vengono alla fine distrutte.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Aracytin non deve essere somministrato a lei o al suo bambino se:

– siete allergici alla citarabina, o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6); – state assumendo o avete assunto medicinali che provocano una grave riduzione delle cellule prodotte dal

midollo osseo, come globuli rossi, globuli bianchi, piastrine (depressione del midollo osseo), a meno che il medico stabilisca che il trattamento con questo medicinale sia la cosa migliore per lei o per il suo bambino (vedere paragrafo Altri medicinali e Aracytin); – avete una grave riduzione delle cellule prodotte dal midollo osseo (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine) per cause diverse dalla sua malattia (leucemia) e non dovuta all’assunzione di medicinali; – soffrite di una malattia del cervello che provoca principalmente progressiva perdita della memoria, della

coscienza di sé stessi e di conoscenza, incapacità a concentrarsi, sonnolenza continua. Questa malattia può comparire spontaneamente oppure in seguito alla somministrazione di medicinali come metotrexato oppure dopo essere stato sottoposto a un trattamento con radiazioni ionizzanti (radioterapia) (vedere paragrafo Altri medicinali e Aracytin).

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico o all’infermiere, prima che sia somministrato Aracytin, se pensa che una delle seguenti condizioni riguardino lei o il suo bambino:

– è incinta o pensa di essere incinta, perché Aracytin non dovrebbe essere assunto in caso di gravidanza (vedere paragrafo Gravidanza, allattamento e fertilità);

– state assumendo o avete assunto medicinali che determinano una grave riduzione delle cellule prodotte dal midollo osseo, come globuli rossi, globuli bianchi, piastrine (depressione del midollo osseo). In questo caso lei o il suo bambino potreste essere sottoposti a uno stretto controllo medico e il medico potrebbe

decidere che il trattamento con Aracytin non è adatto a lei o al suo bambino;

– il fegato o i reni non funzionano correttamente, perché in questi casi la somministrazione di questo medicinale potrebbe provocare con più facilità degli effetti indesiderati a carico del sistema nervoso centrale. Quindi, il medico potrebbe decidere di usare un dosaggio più basso di Aracytin;

– vi siete sottoposti o dovete sottoporvi ad una vaccinazione con vaccini chiamati “vivi” o “attenuati”. Aracytin provoca un abbassamento delle difese immunitarie e la somministrazione contemporanea di questo tipo di vaccini deve essere evitata, perché possono verificarsi infezioni gravi o fatali. Potete, invece, essere sottoposti a vaccinazione con vaccini chiamati “uccisi” o “inattivati”, anche se l’effetto di

questo tipo di vaccinazione potrebbe essere ridotto dalla somministrazione di Aracytin.

Il medico controllerà lo stato di salute dopo la somministrazione di Aracytin, poiché potrebbero verificarsi effetti indesiderati anche gravi (vedere paragrafo 4 Possibili effetti indesiderati).

Controlli medici regolari durante il trattamento con Aracytin Durante il trattamento il medico sottoporrà lei o il suo bambino a controlli regolari: − del sangue, per verificare soprattutto il numero di globuli bianchi e di piastrine; − del midollo osseo, per verificare la presenza o la scomparsa di cellule tumorali; − del fegato e dei reni (anche in questo caso con analisi del sangue) per escludere che Aracytin stia pregiudicando in qualche modo la funzionalità di questi organi;

− del sangue e/o altri esami specifici per verificare l’eventuale presenza di infezioni, poiché Aracytin aumenta la sensibilità alle infezioni; − dei livelli di acido urico nel sangue, perché Aracytin potrebbe aumentarne i livelli.

Il medico valuterà il suo stato di salute, o quello del suo bambino, e le illustrerà dettagliatamente rischi e benefici del trattamento con Aracytin.

Bambini Non è nota la sicurezza di Aracytin nei bambini. Il medico deciderà se questo medicinale può essere somministrato ai bambini in base alle loro condizioni.

Altri medicinali e Aracytin Informi il medico se lei o il suo bambino state assumendo, avete recentemente assunto o potreste assumere

qualsiasi altro medicinale.

È particolarmente importante che informi il medico se lei o il suo bambino state assumendo i seguenti medicinali, perché le dosi di questi medicinali o quelle di Aracytin potrebbero essere modificate o potrebbe essere necessario controllarle nel tempo: – digossina (un medicinale usato per il trattamento di problemi cardiaci);

– gentamicina (un antibiotico usato per il trattamento delle infezioni batteriche); – fluorocitosina (un medicinale usato per il trattamento delle infezioni causate dai funghi), perché l’assunzione contemporanea di fluorocitosina e Aracytin può determinare una diminuzione degli effetti della fluorocitosina; – metotressato (un medicinale usato per il trattamento di alcune malattie infiammatorie croniche e di alcuni tipi di tumori), perché l’assunzione contemporanea di metotressato e Aracytin può provocare mal di testa, paralisi, coma e sintomi simili ad ictus (vedere paragrafo 4 Possibili effetti indesiderati).

È necessario usare cautela se lei o il suo bambino: – state assumendo o avete assunto medicinali che determinano una grave riduzione delle cellule prodotte

dal midollo osseo (vedere paragrafo Avvertenze e precauzioni); – siete stati sottoposti o dovete sottoporvi ad una vaccinazione (vedere paragrafo Avvertenze e precauzioni).

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte

materno, chieda consiglio al medico prima che le venga somministrato questo medicinale.

Gravidanza Eviti di iniziare una gravidanza mentre è in trattamento con Aracytin poiché può arrecare danni al nascituro (anomalie congenite), soprattutto se somministrato durante i primi 3 mesi di gravidanza.

Se lei è già in gravidanza, il medico deciderà se è preferibile per lei iniziare il trattamento con Aracytin. I possibili danni al nascituro sono considerevolmente ridotti se la terapia con Aracytin è iniziata durante il secondo o il terzo trimestre di gravidanza. Se le viene somministrato Aracytin durante la gravidanza, alla nascita il suo bambino potrebbe presentare una grave riduzione delle cellule prodotte dal midollo osseo (globuli bianchi, globuli rossi, piastrine), un’alterazione dei livelli dei sali minerali nel sangue, un aumento di un tipo

particolare di globuli bianchi chiamati “eosinofili” (specializzati nella protezione dell’organismo dai germi e dalle sostanze allergiche), un aumento di alcuni tipi di anticorpi, febbre molto alta, grave infezione del sangue (sepsi) o potrebbe morire. Se le viene somministrato Aracytin durante la gravidanza, il suo bambino potrebbe nascere prima del termine.

Contraccezione nelle donne in età fertile Le donne devono sempre usare un metodo efficace di controllo delle nascite (contraccezione) per prevenire una gravidanza durante il trattamento e per i 6 mesi successivi all’ultima dose. Si rivolga al suo medico per conoscere i metodi contraccettivi più adatti per lei e il suo partner.

Contraccezione negli uomini

I pazienti di sesso maschile con partner di sesso femminile in età fertile devono sempre utilizzare metodi contraccettivi altamente efficaci per prevenire una gravidanza durante il trattamento e per i 3 mesi successivi all’ultima dose.

Allattamento Aracytin non deve essere somministrato durante l’allattamento al seno poiché non è noto se questo medicinale passa nel latte materno. Il medico deciderà se è preferibile per lei sospendere l’allattamento al seno per la durata della terapia con Aracytin e per almeno una settimana dopo l’ultima dose o se invece sospendere la terapia con Aracytin.

Fertilità Questo medicinale può provocare scomparsa del normale ciclo mestruale nella donna e cessazione della produzione di spermatozoi nell’uomo, specialmente quando Aracytin è somministrato assieme ad altri

medicinali per il trattamento della leucemia. La probabilità che si sviluppino questi effetti aumenta con l’aumentare della dose e della durata del trattamento con questo medicinale. Inoltre, questo medicinale può provocare un danno nei cromosomi degli spermatozoi, con conseguente pericolo di malformazioni o di danni al feto.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Questo medicinale non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli o di utilizzare macchinari. Tuttavia, si consiglia di non svolgere queste attività durante il trattamento con Aracytin. Se ha dubbi consulti il medico.

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

Come usarlo

Questo medicinale deve essere somministrato a lei o al suo bambino sotto la supervisione di medici esperti nella terapia dei tumori con farmaci antitumorali.

Questo medicinale può essere utilizzato solo in strutture idonee (ospedale, cliniche e case di cura), che assicurino il trattamento immediato ed efficace di eventuali complicazioni anche gravi causate dalla malattia o dalla terapia con Aracytin. Questo medicinale, se somministrato per lungo tempo, può provocare lo sviluppo di altri tumori, diversi dalla sua malattia (leucemia). Il medico deciderà se questo medicinale è adatto per lei o per il suo bambino e per quanto tempo vi deve essere somministrato.

La somministrazione può avvenire per iniezione in una vena in modo rapido (via endovenosa) o lento (infusione) oppure per iniezione sotto la pelle (via sottocutanea). Il medico stabilirà la durata del trattamento e la dose di Aracytin che dovrà essere somministrata a lei o al suo bambino ogni giorno e controllerà la risposta al trattamento e le condizioni cliniche.

La dose raccomandata per il trattamento della leucemia mieloide acuta in associazione ad altri medicinali antitumorali è di 100 mg/m2 al giorno somministrata in infusione endovenosa continua (per 1-7 giorni) o di 100 mg/m2 somministrata per via endovenosa ogni 24 ore (per 1-7 giorni).

Se lei o il suo bambino avete ricevuto più Aracytin del dovuto

Elevate dosi di Aracytin possono provocare una grave riduzione delle cellule prodotte dal midollo osseo, come globuli rossi, globuli bianchi, piastrine (depressione del midollo osseo). In tal caso potrebbe essere necessaria la somministrazione di antibiotici o una trasfusione di sangue. Possono verificarsi reazioni molto gravi a carico del sistema nervoso, dello stomaco, dell’intestino, dei polmoni, del cuore e della cute, a volte anche fatali (vedere paragrafo 4 Possibili effetti indesiderati). Potrebbe verificarsi anche perdita totale dei capelli (alopecia) e reazioni a carico dell’occhio. Se è preoccupato perché pensa che lei o il suo bambino possiate aver ricevuto una dose di Aracytin superiore al dovuto, informi immediatamente il medico o un altro operatore sanitario.

Se è stata dimenticata una dose di Aracytin Poiché questo medicinale sarà somministrato a lei o al suo bambino sotto attenta supervisione medica, è improbabile che una dose possa essere dimenticata. Tuttavia, informi il medico se pensa che sia stata dimenticata una dose.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. La gravità degli effetti indesiderati dipende dalla dose somministrata, dalla frequenza e dalla via

di somministrazione.

Si rivolga immediatamente al medico se lei o il suo bambino presentate uno dei seguenti effetti indesiderati

perché possono essere gravi:

Molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10): − infezioni causate da virus, batteri, funghi o parassiti in qualsiasi parte del corpo, infezione diffusa a tutto l'organismo (sepsi), polmonite; − reazioni a carico del cervello e del cervelletto, sonnolenza;

− accumulo di liquidi nei polmoni (edema polmonare) o diminuzione della capacità del polmone di far passare l’ossigeno nel sangue (distress respiratorio); − incapacità del midollo osseo di produrre la normale quantità di cellule del sangue (insufficienza midollare).

Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10): − infiammazione acuta della parte d’intestino chiamato colon (colite), con morte delle cellule che fanno parte della parete del colon (colite necrotizzante). Questa condizione può essere accompagnata da dolore e

fastidio soprattutto nella parte bassa dell’addome ed emissione di feci apparentemente normali, ma contenenti sangue non visibile a occhio nudo (il medico le potrà consigliare di eseguire un esame di laboratorio in grado di rivelare l’eventuale presenza di sangue non visibile a occhio nudo).

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili): − reazione allergica, che può manifestarsi principalmente con difficoltà a respirare, rigonfiamento delle palpebre, del viso o delle labbra, eruzioni cutanee, prurito ed eventualmente altri sintomi; − degenerazione e morte dei tessuti dello stomaco e dell’intestino (necrosi gastrointestinale); − ulcera dell’intestino e dello stomaco;

− presenza di bolle d’aria nella parete dell’intestino. Questa condizione può a volte rappresentare l’inizio di una colite necrotizzante (vedere sopra gli effetti indesiderati Comuni); − infiammazione della membrana che riveste la parte interna dell’addome, che può causare dolori addominali, anche molto forti, che possono costringere ad assumere una posizione fetale (peritonite); − malattia del cuore (cardiomiopatia);

− raccolta di pus all’interno del fegato (ascesso epatico); − alterazione della personalità; − coma, convulsioni, funzionamento anormale dei nervi periferici che provoca alterata capacità di movimento (neuropatia motoria periferica) o alterazione della sensibilità (neuropatia sensoriale periferica); − infiammazione della membrana che avvolge il cuore (pericardite);

molto grave e intenso, particolarmente localizzato nella parte alta dell’addome.

Altri effetti indesiderati che possono verificarsi: − infiammazione del pancreas (pancreatite), che può causare dolore addominale improvviso e/o episodico,

Molto comune (possono interessare più di 1 persona su 10): − basso numero di piastrine nel sangue (trombocitopenia), basso numero di globuli rossi (anemia), presenza di globuli rossi immaturi nel sangue e nel midollo osseo (anemia megaloblastica), basso numero di globuli bianchi (leucopenia), basso numero di reticolociti (giovani globuli rossi); − bassi livelli di emoglobina (una sostanza contenuta nei globuli rossi); − infiammazione della bocca (stomatite), ulcera della bocca, ulcera anale, infiammazione anale, diarrea,

vomito, nausea, dolore all’addome; − funzionamento anomalo del fegato; − perdita di capelli a chiazze (alopecia), eruzione cutanea; − sindrome da citarabina. Dopo 6-12 ore dalla somministrazione di Aracytin, può comparire febbre, dolore

muscolare (mialgia), dolore alle ossa, dolore al torace, eruzione cutanea, congiuntivite e malessere. Questi sintomi sono generalmente trattabili o possono essere prevenuti mediante la somministrazione di altri medicinali (cortisonici); − febbre; − malattia della membrana trasparente anteriore dell’occhio (cornea).

Comune (possono interessare fino a 1 persona su 10): − ulcera della pelle; − desquamazione della pelle.

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili): − dolore e infiammazione degli strati più profondi della pelle nel punto dove è stata praticata l’iniezione; − rigonfiamento della cute per allergia (edema allergico); − diminuzione dell’appetito; − infiammazione dei nervi, capogiro, mal di testa (cefalea);

− congiuntivite, congiuntivite con perdita di sangue; − infiammazione delle vene con formazione di coaguli di sangue (tromboflebite); − sensazione di difficoltà a respirare (dispnea), dolore all’interno della bocca e della gola; − ulcera dell’esofago, infiammazione dell’esofago; − ingiallimento della pelle e degli occhi (ittero), lesioni del fegato, elevati livelli di bilirubina nel sangue (una sostanza prodotta dal fegato);

− arrossamento, rigonfiamento, tumefazione e desquamazione del palmo delle mani e della pianta dei piedi (sindrome da eritrodisestesia palmo-plantare), orticaria, prurito, lentiggini; − danno ai reni, incapacità della vescica di svuotarsi (ritenzione urinaria);

− dolore al torace; − battiti del cuore rallentati (bradicardia); − arrossamento, dolore o gonfiore delle orecchie che possono verificarsi durante o subito dopo il trattamento con citarabina (noto come “orecchie da Ara-C” o eritema auricolare); − infiammazione delle ghiandole sudoripare, che a volte provoca la formazione di chiazze rosse e doloranti sulla pelle (chiamata idrosadenite eccrina neutrofila).

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o all’infermiere. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente all’indirizzo

https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. del Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola e sul flaconcino dopo “Scadenza”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese. Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

La soluzione ricostituita deve essere usata immediatamente. Per ulteriori informazioni, vedere la sezione destinata esclusivamente ai medici e agli operatori sanitari.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Aracytin Il principio attivo è la citarabina.

Ogni flaconcino da 100 mg contiene 100 mg di citarabina. Ogni flaconcino da 500 mg contiene 500 mg di citarabina.

Gli altri componenti sono: acido cloridrico per la regolazione del pH, sodio idrossido per la regolazione del pH, acqua per preparazioni iniettabili (contenuta nella fiala solvente).

Descrizione dell’aspetto di Aracytin e contenuto della confezione Aracytin 100 mg/5 ml: 1 flaconcino di vetro con tappo di gomma e ghiera di alluminio contenente la polvere liofilizzata + 1 fiala di vetro da 5 ml contenente il solvente.

Aracytin 500 mg/10 ml: 1 flaconcino di vetro con tappo di gomma e ghiera di alluminio contenente la polvere liofilizzata + 1 fiala di vetro da 10 ml contenente il solvente.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio e produttore

Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio Pfizer Italia S.r.l. Via Isonzo, 71 04100 Latina Italia

Produttore Latina Pharma S.p.A

Via Murillo 7, 04013 Sermoneta (LT) Italia

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente ai medici e agli operatori sanitari:

Indicazioni per l’apertura della fiala: Esercitare una pressione con il pollice posto sopra il punto segnato sulla fiala.

Informazioni sulla diluizione e sulla conservazione della soluzione ricostituita
• Non somministrare il prodotto se la soluzione ricostituita non è limpida;
• Dopo ricostituzione della soluzione, la stabilità chimica e fisica è di 24 ore a non più di 30°C e di 48
ore in frigorifero (2°C-8°C).
Da un punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente.

Se non utilizzato immediatamente, i tempi e le condizioni d’uso sono sotto responsabilità dell’utilizzatore e non si dovrebbero normalmente superare le 24 ore a temperatura compresa tra 2°C e 8°C, a meno che la ricostituzione sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e validate

Compatibilità La citarabina è compatibile con i seguenti medicinali alle concentrazioni indicate: Destrosio 5% in acqua per otto ore Citarabina 0,8 mg/ml e cefalotina sodica 1,0 mg/ml Citarabina 0,4 mg/ml e prednisolone sodio fosfato 0,2 mg/ml Citarabina 16 mcg/ml e vincristina solfato 4 mcg/ml Citarabina 0,4 mg/ml e metotrexato 0,2 mg/ml

Aracytin non deve essere miscelato con medicinali diversi da quelli sopra riportati.

Incompatibilità

La soluzione ricostituita è incompatibile con i seguenti medicinali: Eparina Insulina 5-fluorouracile Penicilline (come nafcillina, oxacillina e penicillina G) Metilprednisolone sodio succinato

Vitamine del gruppo B

Domande frequenti su ARACYTIN

Come si usa ARACYTIN?

ARACYTIN si presenta in forma di Polvere e solvente per soluzione iniettabile e si somministra per via endovenosa, sottocutanea. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

ARACYTIN e disponibile senza ricetta?

No, ARACYTIN e soggetto a prescrizione medica.

Qual e il principio attivo di ARACYTIN?

Il principio attivo di ARACYTIN e CITARABINA.

Quali sono gli equivalenti di ARACYTIN?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: CITARABINA ACCORD, CITARABINA HIKMA. Il farmacista puo proporle un equivalente.

Chi produce ARACYTIN?

ARACYTIN e prodotto da PFIZER ITALIA S.R.L..

Da quando ARACYTIN e autorizzato in Italia?

ARACYTIN ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1971-11-30.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

ARACYTIN 100 mg/5 ml Polvere e Solvente per Soluzione Iniettabile ARACYTIN 500 mg/10 ml Polvere e Solvente per Soluzione Iniettabile

2. Composizione qualitativa e quantitativa

ARACYTIN mg 100 mg 500 Ogni flaconcino di liofilizzato contiene: citarabina mg 100 mg 500 Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso endovenoso o sottocutaneo.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

ARACYTIN è indicato per indurre la remissione nella leucemia acuta mieloide dell’adulto e del bambino. È secondariamente indicato nel trattamento delle altre forme proliferative della serie bianca.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Nella terapia di induzione nella leucemia acuta non-linfocitica la dose usuale di citarabina in associazione ad altri farmaci antiblastici è 100 mg/m2 /die in infusione endovenosa continua (giorni 1-7) oppure 100 mg/m2 E.V. ogni 24 ore (giorni 1-7). Per l’impiego nella leucemia acuta linfocitica si deve consultare la relativa letteratura per le attuali raccomandazioni. Metodo di somministrazione ARACYTIN non è attivo per via orale. Lo schema ed il modo della somministrazione variano in funzione del programma terapeutico che verrà adottato. ARACYTIN può essere somministrato per iniezione endovenosa rapida o per infusione venosa lenta e per iniezione sottocutanea.

In alcuni pazienti si sono verificate tromboflebiti al sito dell’infusione venosa e raramente si è verificato dolore e infiammazione al sito dell’iniezione sottocutanea. I pazienti possono tollerare dosi complessivamente superiori quando il farmaco viene somministrato mediante iniezione endovenosa rapida rispetto all’infusione lenta. Infatti, in tale caso si verifica una rapida inattivazione del farmaco con riduzione del tempo di esposizione sia delle cellule normali che neoplastiche. Le cellule normali e neoplastiche sembrano rispondere in modo approssimativamente parallelo a questi diversi modi di somministrazione e non è stata dimostrata alcuna chiara differenza sul piano clinico. Compatibilità con medicinali La citarabina è compatibile con i seguenti medicinali, alle concentrazioni di seguito specificate, in Destrosio 5% in acqua per otto ore: citarabina 0,8 mg/ml e cefalotina sodica 1,0 mg/ml; citarabina 0,4 mg/ml e prednisolone sodio fosfato 0,2 mg/ml; citarabina 16 mcg/ml e vincristina solfato 4 mcg/ml, citarabina 0,4 mg/ml e metotrexato 0,2 mg/ml.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. La terapia con ARACYTIN non deve essere effettuata in pazienti con preesistente depressione midollare indotta da altri farmaci, a meno che tale terapia sia considerata la migliore alternativa terapeutica per il paziente. Encefalopatie degenerative e tossiche, soprattutto dopo l’uso di metotrexato o il trattamento con radiazioni ionizzanti e nel caso in cui la conta cellulare nel sangue è molto bassa per altre cause oltre al cancro.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Pazienti pediatrici: La sicurezza di questo medicinale non è stata stabilita nei bambini. Avvertenze ARACYTIN deve essere usato solo da clinici esperti in chemioterapia antineoplastica. Per la terapia d’induzione i pazienti devono essere ospedalizzati in reparti attrezzati di apparecchiature e laboratori tali da garantire un controllo sufficiente della tollerabilità al farmaco e proteggere o mantenere in vita un paziente compromesso dalla tossicità del farmaco. Da non usarsi in gravidanza accertata o presunta. Il principale effetto secondario di ARACYTIN è la mieloinibizione con conseguente leucopenia, trombocitopenia ed anemia. Manifestazioni secondarie di minore entità sono rappresentate da nausea, vomito, diarrea, dolori addominali ed ulcerazioni del cavo orale; sono possibili alterazioni della funzionalità epatica. Il medico deve valutare attentamente il possibile beneficio che dalla terapia potrà trarre il paziente in contrapposizione alle manifestazioni secondarie che il farmaco può indurre. Il medico dovrebbe conoscere bene il contenuto del foglio illustrativo prima di emettere un giudizio sull’opportunità di questo trattamento.

La citarabina ha mostrato di essere cancerogena negli animali. La possibilità di un effetto simile deve essere tenuta in considerazione quando si predispone il trattamento a lungo termine del paziente. Effetti ematologici ARACYTIN ha una potente attività mieloinibitrice; la gravità dipende dal dosaggio e dallo schema di somministrazione. La terapia deve essere iniziata con cautela nei pazienti con preesistente depressione midollare indotta da farmaci. I pazienti trattati con ARACYTIN devono essere tenuti sotto stretta sorveglianza medica e, durante la terapia deve essere effettuato giornalmente il conteggio dei globuli bianchi e delle piastrine. Esami del midollo osseo devono essere effettuati frequentemente dopo la scomparsa delle forme blastiche dal sangue periferico. Devono essere disponibili tutte le misure idonee alla gestione di complicazioni, anche fatali, della soppressione del midollo osseo (infezioni conseguenti a granulocitopenia ed alla compromissione di altri sistemi di difesa dell’organismo, e emorragie dovute a trombocitopenia). La terapia con ARACYTIN deve essere modificata o sospesa quando le piastrine scendono al di sotto di 50.000/mm3 o quando i granulociti scendono al di sotto di 1.000/mm3 . Il conteggio degli elementi formati nel sangue periferico può continuare a scendere dopo la sospensione del farmaco e raggiungere il nadir dopo intervalli di 12-24 giorni dal termine della somministrazione. Il trattamento può essere ripreso quando si manifestano segni precisi di recupero dell’attività midollare con aumento delle piastrine o dei granulociti. Attendere che i valori ematologici si normalizzino prima di riprendere il trattamento può comportare la perdita del controllo della malattia. Precauzioni diverse possono essere adottate in caso di gravi segni di tossicità in altri apparati o per la rapida caduta degli elementi formati nel sangue periferico. Sono state riportate reazioni anafilattiche in seguito a trattamento con citarabina. Sono stati segnalati casi di anafilassi che hanno portato ad arresto cardiopolmonare acuto, per i quali è stata necessaria la rianimazione del paziente. Questi eventi si sono verificati subito dopo l’infusione di citarabina. Schemi posologici elevati non autorizzati (2-3 g/m2 ) L’ARACYTIN somministrato secondo schemi posologici elevati (2-3 g/m2 ) ha provocato tossicità grave a volte fatale (diversa da quella riscontrata con i regimi terapeutici convenzionali) a carico del sistema nervoso centrale, dell’apparato gastrointestinale e dei polmoni. Queste reazioni comprendono tossicità corneale reversibile e congiuntivite emorragica, disfunzioni cerebrali e cerebellari, usualmente reversibili, che comprendono modificazioni della personalità, sonnolenza, convulsioni e coma; grave ulcera gastrointestinale, compresa la pneumatosi cistoide intestinale che può portare a peritonite; sepsi e ascessi epatici; danno epatico con aumento della bilirubinemia; necrosi intestinale e colite necrotizzante; edema polmonare. In seguito alla somministrazione di citarabina secondo schemi posologici a dosi elevate, sono stati riportati tossicità polmonare grave e talora fatale, sindrome da distress respiratorio dell’adulto ed edema polmonare.

Dopo terapia sperimentale con dosi elevate di citarabina per il trattamento delle recidive della leucemia è stata segnalata una insufficienza respiratoria improvvisa rapidamente progredita in edema polmonare e cardiomegalia radiograficamente evidente. L’esito di questa sindrome può essere fatale. Casi di cardiomiopatia con conseguenze fatali, si sono verificati dopo terapia con dosi sperimentali elevate di citarabina in associazione a ciclofosfamide per la preparazione al trapianto midollare: questa reazione può essere dipendente dallo schema terapeutico. Sono state riportate neuropatie periferiche motorie e sensoriali dopo consolidamento con dosi elevate di citarabina, daunorubicina e asparaginasi in pazienti adulti affetti da leucemia acuta non linfocitica. I pazienti trattati con ARACYTIN a dosi elevate devono essere osservati per la possibile insorgenza di neuropatie, dal momento che possono essere necessarie variazioni dello schema posologico per evitare alterazioni neurologiche irreversibili. Raramente è stato segnalato grave rash cutaneo che ha indotto desquamazione. Alopecia totale viene più comunemente osservata con la terapia a dosaggi elevati rispetto al programma terapeutico standard con citarabina. La somministrazione per infusione endovenosa rapida di elevate dosi è accompagnata frequentemente da nausea e talvolta da vomito che si può protrarre anche per alcune ore. Questo problema è generalmente minore qualora il farmaco sia somministrato per infusione lenta. Schemi posologici convenzionali Sono stati riportati dolore addominale (peritonite) e colite positiva al test al guaiaco, con associate neutropenia e trombocitopenia, in pazienti trattati con dosi convenzionali di citarabina in associazione ad altri medicinali. I pazienti hanno risposto ad un intervento medico di tipo non chirurgico. È stata segnalata una paralisi ascendente progressiva ritardata, che è risultata fatale, in bambini affetti da leucemia mieloide acuta in seguito alla somministrazione intratecale ed endovenosa di dosi convenzionali di citarabina in associazione ad altri medicinali. Compromissione epatica e/o renale Una parte consistente di citarabina dopo somministrazione è apparentemente soggetta a detossificazione epatica. In particolare, è più probabile che i pazienti con funzionalità epatica o renale compromesse sviluppino tossicità a carico del sistema nervoso centrale a seguito del trattamento con dosaggi elevati di citarabina. Si consiglia pertanto di usare il farmaco con cautela e, se possibile, di ridurre il dosaggio in pazienti con funzionalità epatica o renale compromesse. I pazienti in trattamento con ARACYTIN devono essere sottoposti a controlli periodici dell’attività del midollo osseo e della funzionalità epatica e renale. Danno neurologico Sono stati riportati gravi casi di reazioni avverse neurologiche che vanno dal mal di testa alla paralisi, al coma e ad episodi simil-ictus soprattutto in giovani e adolescenti a cui era stata somministrata citarabina in combinazione con metotressato intratecale. Sindrome da lisi tumorale Come tutti i farmaci citotossici, ARACYTIN può indurre uno stato di iperuricemia secondario alla rapida lisi delle cellule neoformate. È opportuno controllare pertanto i livelli della uricemia ed instaurare le misure terapeutiche adatte qualora ciò si renda necessario.

Pancreatite: Sono stati segnalati casi di pancreatite acuta nei pazienti che sono in trattamento con ARACYTIN in associazione a numerosi altri farmaci. Effetti immunosoppressori/Aumentata suscettibilità alle infezioni La somministrazione di vaccini vivi o vivi attenuati in pazienti immunocompromessi dagli agenti chemioterapici incluso la citarabina, possono determinare infezioni gravi o fatali. La vaccinazione con un vaccino vivo deve essere evitata nei pazienti che assumono citarabina. I vaccini uccisi o inattivati possono essere somministrati; tuttavia, la risposta a tali vaccini potrebbe essere ridotta. Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Digossina Diminuzioni reversibili delle concentrazioni plasmatiche allo steady-state della digossina e dell’escrezione del glicoside renale sono state osservate in pazienti riceventi beta-acetildigossina con regimi chemioterapeutici contenenti ciclofosfamide, vincristina e prednisone con o senza ARACYTIN o procarbazina. Le concentrazioni plasmatiche allo steady-state della digitossina non apparivano cambiate. Pertanto, può essere indicato il monitoraggio dei livelli plasmatici di digossina nei pazienti in trattamento con tale regime di chemioterapia. L'impiego della digitossina in tali pazienti può essere considerato come un’alternativa. Gentamicina La citarabina ha mostrato un antagonismo in vitro con la gentamicina nella suscettibilità dei ceppi K.pneumoniae. Pertanto nei pazienti in trattamento con citarabina che presentano una infezione da K.pneumoniae trattata con gentamicina, l’assenza di una pronta risposta terapeutica può indicare la necessità di una rivalutazione della terapia antibatterica. Fluorocitosina È possibile una inibizione dell’efficacia della fluorocitosina durante la terapia con ARACYTIN per potenziale inibizione competitiva del suo uptake. Metotressato La citarabina somministrata per via endovenosa in concomitanza con metotressato somministrato per via intratecale può aumentare il rischio di reazioni avverse neurologiche gravi come mal di testa, paralisi, coma e episodi simil-ictus (vedere paragrafo 4.4).

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Donne in età fertile/Contraccezione in uomini e donne A causa della potenziale genotossicità, le pazienti di sesso femminile in età fertile devono essere informate della necessità di utilizzare un metodo contraccettivo altamente efficace durante il trattamento e per i 6 mesi successivi all'ultima dose di citarabina. A causa della potenziale genotossicità, i pazienti di sesso maschile con partner di sesso femminile in età fertile devono essere informati della necessità di utilizzare un metodo contraccettivo altamente efficace durante il trattamento e per i 3 mesi successivi all’ultima dose di citarabina.

Gravidanza Non sono stati condotti studi sull’uso di citarabina nelle donne in gravidanza. ARACYTIN ha azione teratogena in alcune specie animali. Questo medicinale deve essere utilizzato in gravidanza o in età fertile solo dopo aver preso in considerazione il potenziale beneficio ed il potenziale rischio sia per la madre sia per il feto. Neonati normali sono stati partoriti da pazienti trattate con citarabina durante la gravidanza (da sola o in associazione con altri farmaci); alcuni di questi neonati erano prematuri o avevano un basso peso alla nascita. Alcuni dei neonati normali a seguito dell’esposizione alla citarabina sono stati monitorati dall’età di 6 settimane all’età di 7 anni e non hanno mostrato anomalie. Un neonato apparentemente normale è morto a 90 giorni a seguito di una gastroenterite. Le donne in età fertile devono essere avvisate di evitare una gravidanza. Sono state riportate anomalie congenite, soprattutto quando il feto è stato esposto alla terapia sistemica con citarabina durante il primo trimestre di gestazione. Queste anomalie comprendono alterazioni delle estremità superiori ed inferiori e malformazioni delle estremità e delle orecchie. Durante il periodo neonatale, nei neonati esposti alla citarabina in utero, sono stati riportati: pancitopenia, leucopenia, anemia, trombocitopenia, alterazioni elettrolitiche, eosinofilia transitoria, elevati livelli di IgM e iperpiressia, sepsi e morte. Alcuni di questi neonati erano anche prematuri. Sono stati effettuati aborti terapeutici in donne in gravidanza che assumevano citarabina. Alcuni feti erano normali mentre altri hanno riportato conseguenze fetali quali splenomegalia e trisomia di un cromosoma del gruppo C nel tessuto corionico. Per il rischio di potenziali anomalie, causate dalla terapia citotossica, particolarmente durante il primo trimestre di gestazione, le pazienti già gravide o che lo diventino durante il trattamento con ARACYTIN, devono essere informate sui potenziali rischi per il feto e consigliate sull’opportunità di continuare o meno la gravidanza. Tale rischio, pur essendo presente, è considerevolmente ridotto se la terapia viene iniziata durante il secondo o il terzo trimestre di gravidanza. Benché neonati normali siano stati partoriti da pazienti trattate durante l’intero periodo della gravidanza, è consigliabile che questi bambini vengano tenuti sotto osservazione medica. Allattamento Non sono disponibili dati nell’uomo o nell’animale relativi alla escrezione di citarabina nel latte. È buona norma pertanto interrompere l’allattamento per la durata della terapia con ARACYTIN e per almeno una settimana dopo l’ultima dose o sospendere la terapia con ARACYTIN, tenendo in considerazione l’importanza del farmaco per la madre. Fertilità Non sono stati condotti studi di fertilità per valutare la tossicità riproduttiva di citarabina. L’inibizione delle gonadi, con conseguente amenorrea o azoospermia, può verificarsi nei pazienti che assumono citarabina, specialmente in associazione con gli agenti alchilanti. In generale, questi effetti sembrano essere correlati alla dose e durata della terapia e possono essere irreversibili (vedere paragrafo 4.8). Citarabina ha un potenziale mutageno che può provocare un danno cromosomico negli spermatozoi umani.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Aracytin non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Nei pazienti che ricevono la chemioterapia può risultare infatti alterata la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari; è pertanto necessario avvertire i pazienti di questa possibilità e consigliare loro di evitare di svolgere tali attività se questo si verifica.

4.8 Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza (vedere paragrafo 4.4) Patologie del sistema emolinfopoietico Essendo la citarabina un agente citotossico con attività di mielosoppressione, le reazioni avverse previste sono quelle comuni ai farmaci di questa classe, quali: anemia, leucopenia, trombocitopenia, megaloblastosi, reticolocitopenia, alterazioni qualitative della popolazione cellulare del midollo osseo. La gravità di queste reazioni è dipendente dallo schema posologico e dall’entità della dose. Possono presentarsi variazioni della morfologia delle cellule del midollo osseo e degli strisci periferici. Dopo 5 giorni di infusione continua o di iniezioni acute di dosi da 50 mg/m2 a 600 mg/m2 , la diminuzione dei globuli bianchi segue un andamento bifasico. Indipendentemente dalla conta iniziale, dalla dose o dai tempi di somministrazione, nelle prime 24 ore si presenta una diminuzione iniziale che raggiunge il nadir tra il 7° ed il 9° giorno dalla somministrazione. In seguito, si registra un breve aumento che raggiunge il picco intorno al dodicesimo giorno. Si ha poi una seconda e più profonda diminuzione che raggiunge il nadir tra il 15° ed il 24° giorno. Nei 10 giorni seguenti si presenta una rapida crescita fino a superare il livello basale. La riduzione piastrinica si registra dopo 5 giorni con un minimo tra il 12° ed il 15° giorno. Nei dieci giorni successivi si ha una rapida crescita fino a superare il livello basale. Infezioni ed infestazioni Infezioni virali, batteriche, micotiche, parassitiche o saprofitiche a qualsiasi localizzazione corporea, possono essere associate all’impiego di citarabina da sola o in combinazione ad altri agenti immunosoppressivi in seguito alla somministrazione di dosaggi che influenzano l’immunità cellulare o umorale. Queste infezioni possono essere lievi, ma anche gravi e a volte ad esito infausto. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Sindrome da citarabina È stata descritta una sindrome da citarabina, caratterizzata da febbre, mialgia, dolore osseo, occasionalmente dolore toracico, rash maculopapulare, congiuntivite e malessere. Usualmente si manifesta dopo 6-12 ore dalla somministrazione. La somministrazione di corticosteroidi è risultata efficace nel trattamento/prevenzione di questa sindrome. Se i sintomi della sindrome sono ritenuti trattabili, dovrebbe essere previsto sia l’impiego di corticosteroidi che il proseguimento della terapia con citarabina.

Le reazioni avverse riportate sono elencate qui sotto in base alla Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA e alla frequenza. Le frequenze sono così definite: Molto comune (1/10), Comune (1/100, <1/10), Non comune (1/1.000, <1/100), Raro (1/10.000, <1/1.000), Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Tabella delle reazioni avverse (terapia convenzionale e a dosi elevate) Infezioni ed infestazioni: Molto comune Sepsi, polmonite, infezionia Non nota Cellulite in sede di iniezione Patologie del sistema emolinfopoietico: Molto comune Insufficienza midollare, trombocitopenia, anemia, anemia megaloblastica, leucopenia, conta dei reticolociti diminuita Disturbi del sistema immunitario: Non nota Reazione anafilattica, edema allergico Disturbi del metabolismo e della nutrizione: Non nota Diminuzione dell’appetito Patologie del sistema nervoso: Non nota Neurotossicità, neurite, capogiro, cefalea Patologie dell’occhio: Non nota Congiuntiviteb , congiuntivite emorragica Patologie cardiache: Non nota Pericardite, bradicardia sinusale Patologie vascolari: Non nota Tromboflebite Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: Non nota Dispnea, dolore orofaringeo Patologie gastrointestinali: Molto comune Stomatite, ulcerazione della bocca, ulcera anale, infiammazione anale, diarrea, vomito, nausea, dolore addominale Non nota Pancreatite, ulcera esofagea, esofagite Patologie epatobiliari: Molto comune Funzione epatica anormale Non nota Ittero Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Molto comune Alopecia, rash cutaneo Comune Ulcera della cut

Non nota Sindrome da eritrodisestesia palmo-plantare, orticaria, prurito, efelidi, idrosadenite eccrina neutrofila, eritema auricolare (“orecchie da Ara-C”) Patologie del sistema muscoloscheletrico, del tessuto connettivo e dell’osso: Molto comune Sindrome da citarabina Patologie renali e urinarie: Non nota Danno renale, ritenzione urinaria Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: Molto comune Piressia Non nota Dolore toracico, reazione in sede di iniezionec Esami diagnostici: Molto comune Biopsia del midollo anormale, esame dello striscio di sangue anormale a può essere lieve, ma anche grave e a volte fatale b può verificarsi con un’eruzione e può essere emorragica con la terapia a dosi elevate c dolore e infiammazione in sede di iniezione sottocutanea Terapia con dosaggi elevati non autorizzati (vedere anche paragrafo 4.4) L’ARACYTIN somministrato secondo schemi posologici elevati (2-3 g/m2 ) ha provocato tossicità grave a volte fatale a carico del sistema nervoso centrale, dell’apparato gastro-intestinale e dei polmoni (diversa da quella riscontrata con i regimi terapeutici convenzionali). In aggiunta alle reazioni avverse sopra riportate, sono state segnalate ulteriori reazioni avverse correlate alla terapia a dosi elevate (vedere anche paragrafo 4.4) elencate nella tabella qui sotto: Tabella delle reazioni avverse (terapia a dosi elevate) Infezioni ed infestazioni: Non nota Ascesso al fegato Disturbi psichiatrici: Non nota Alterazione della personalitàa Patologie del sistema nervoso: Molto comune Patologia cerebrale, patologia cerebellare, sonnolenza Non nota Coma, convulsione, neuropatia motoria periferica, neuropatia sensoriale periferic

Patologie dell’occhio: Molto comune Patologia della cornea Patologie cardiache Non nota Cardiomiopatiab Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: Molto comune Sindrome da distress respiratorio dell’adulto, edema polmonare Patologie gastrointestinali: Comune Colite necrotizzante Non nota Necrosi gastrointestinale, ulcera gastrointestinale, pneumatosi intestinale, peritonite Patologie epatobiliari: Non nota Lesione epatica, iperbilirubinemia Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Comune Esfoliazione della cute a Alterazione della personalità è stata segnalata in associazione a disfunzione cerebrale e cerebellare. b Con esito fatale Altre reazioni avverse È stata riportata in dieci pazienti trattati con dosi sperimentali intermedie di citarabina (1 g/m2 ) da sola o in associazione ad altri agenti chemioterapici (meta-AMSA, daunorubicina, etoposide) una polmonite interstiziale diffusa senza una chiara correlazione di causalità con la citarabina. Dopo terapia sperimentale con dosi elevate di citarabina per il trattamento delle recidive della leucemia è stata segnalata una improvvisa sindrome da distress respiratorio, che è progredita rapidamente ad edema polmonare e cardiomegalia radiograficamente evidente; l’esito di questa sindrome può essere fatale. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Non esiste un antidoto per il sovradosaggio di ARACYTIN. Un dosaggio di 4,5 g/m2 somministrato in 1 ora ogni 12 ore per 12 volte per infusione endovenosa ha determinato un aumento inaccettabile degli effetti tossici irreversibili a carico del sistema nervoso centrale e decesso. Interrompere la terapia e trattare la mieloinibizione risultante includendo le trasfusioni di sangue intero o di piastrine e, se richiesto, gli antibiotici.

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5. Proprieta' farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Antimetaboliti – analoghi della pirimidina. Codice ATC: L01BC01 ARACYTIN (1-beta-D-arabinofuranosil-citosina) è un nucleotide sintetico che differisce dai normali nucleotidi citidina e deossicitidina, per sostituzione del ribosio e del deossiribosio con l’arabinosio. Colture cellulari La citarabina è citotossica per una vasta varietà di cellule proliferative di mammifero in coltura. Meccanismo d’azione La sua attività è fase specifica e primariamente diretta sulle cellule in fase S, durante la sintesi del DNA. Inoltre, in determinate condizioni blocca il passaggio delle cellule dalla fase G1 alla fase S. Sebbene il meccanismo d’azione non sia completamente chiarito, sembra che la citarabina agisca inibendo la DNA polimerasi. È stata riportata una limitata, ma significativa incorporazione della citarabina sia nel DNA che nell’RNA. La citarabina induce estesi danni cromosomiali, comprese le rotture dei cromatidi e la trasformazione neoplastica di cellule di topo in coltura. La deossicitidina previene o ritarda, ma non elimina, l’attività citotossica della citarabina. La citarabina ha mostrato attività antivirali nelle cellule in coltura, che non è stata confermata negli studi clinici controllati nell’herpes zoster e nella varicella. Effetti farmacodinamici La citarabina è metabolizzata dalla deossicitidina chinasi e da altre chinasi nucleotidiche a nucleotide trifosfato, potente inibitore della DNA polimerasi; è inattivata dalla pirimidina-nucleoside-deaminasi che la trasforma in un derivato uracilico privo di citotossicità. Il rapporto tra i livelli di chinasi e deaminasi sembra essere un importante fattore nel determinare la sensibilità o la resistenza cellulare alla citarabina. Nel topo, la citarabina è risultata maggiormente attiva nei tumori con alto indice proliferativo. L’efficacia, dipendente dallo schema terapeutico, è risultata ottimale quando la somministrazione effettuata con dosi ripetute ravvicinate o per infusione continua, assicura il contatto del farmaco con il massimo numero di cellule neoplastiche in fase S. I migliori risultati sono stati ottenuti quando i cicli terapeutici venivano intervallati con periodi di tempo sufficienti a permettere un adeguato recupero delle condizioni di base.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

ARACYTIN è rapidamente metabolizzato e non è efficace se somministrato per OS in quanto solo il 20% della dose è assorbito dal tratto gastrointestinale. Dopo infusione EV rapida di citarabina marcata, si osserva una curva di eliminazione bifasica, caratterizzata da una fase di distribuzione iniziale con una emivita di circa 10 minuti, seguita da una seconda fase di eliminazione con una emivita di 1-3 ore. Una volta completata la distribuzione,

12 più dell’80% della radioattività plasmatica può essere attribuita all’1-beta-D-arabino-furanosiluracile (ara-U), metabolita inattivo. Entro 24 ore, circa l’80% della radioattività somministrata può essere ritrovata nelle urine, in cui viene escreta per il 50% sotto forma di ara-U. Livelli plasmatici relativamente costanti possono essere raggiunti mediante infusione continua EV. Dopo somministrazione IM o sottocutanea di citarabina marcata, i picchi plasmatici di radioattività vengono raggiunti in 20-60 minuti e sono considerevolmente inferiori a quelli raggiunti dopo somministrazione EV. Dopo una sola somministrazione EV, i livelli di citarabina nel liquido cefalorachidiano sono inferiori in confronto a quelli plasmatici. Tuttavia, in un paziente, dopo due ore di infusione EV continua, furono riscontrati livelli nel liquido cefalorachidiano pari al 40% di quelli plasmatici allo stato di equilibrio. Dopo somministrazione intratecale l’emivita media è di circa 2 ore e segue un andamento di prim’ordine. Poiché nel liquido cefalorachidiano si hanno scarsi livelli di deaminasi, si osserva una bassa conversione ad ara-U. Azione immunosoppressiva ARACYTIN può annullare le risposte immunitarie nell’uomo con scarsa o assente tossicità. È stata dimostrata la soppressione della risposta anticorpale sia primaria che secondaria alla tossina tetanica e all’antigene VI dell’E.Coli. ARACYTIN ha anche mostrato di inibire le risposte immunitarie cellulo-mediate, come l’ipersensibilità ritardata cutanea al dinitroclorobenzene. Non ha invece mostrato alcun effetto in caso di reazioni di ipersensibilità ritardata già in atto. Dopo 5 giorni di trattamento intensivo con ARACYTIN, si è osservata una soppressione della risposta immunitaria rilevata dai seguenti parametri: ingresso dei macrofagi nelle skin windows; risposta degli anticorpi circolanti alla stimolazione antigenica primaria; blastogenesi linfocitaria con fitoemoagglutinina. Alcuni giorni dopo la sospensione della terapia, si è verificato un rapido ritorno alla normalità.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

La tossicità della citarabina negli animali da laboratorio, analogamente alla sua attività, è marcatamente influenzata dallo schema di somministrazione. Dopo somministrazione intraperitoneale unica di farmaco, la DL10 risulta superiore a 6000 mg/m2 , mentre dopo somministrazioni ripetute ogni 3 ore, suddivise in 8 volte, la DL10 risulta inferiore e corrisponde ad una dose totale pari a 750 mg/m2 . Analogamente, benché una dose totale di 1920 mg/m2 somministrata in 12 iniezioni ad intervalli di 6 ore fosse letale per i cani beagle (grave ipoplasia midollare con danni epatici e renali), cani trattati con la stessa dose totale suddivisa in 8 iniezioni, sempre ad intervalli di 6 ore, sopravvissero con manifestazioni minime di tossicità. La principale alterazione riscontrata nei cani sopravvissuti fu un elevato livello delle transaminasi. In tutte le specie animali studiate, il principale effetto tossico dose limitante della citarabina è costituito dalla mielosoppressione, che si manifesta con megaloblastosi, reticulocitopenia, leucopenia, trombocitopenia. Altri organi bersaglio comprendono il fegato, i reni ed il cervello.

La citarabina è embriotossica e teratogena ed induce tossicità perie post-natale in diverse specie. Non sono stati condotti studi ufficiali sulla fertilità, tuttavia nel topo sono state osservate anomalie della testa degli spermatozoi a seguito del trattamento con la citarabina.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Acido cloridrico (per la regolazione del pH) Sodio idrossido (per la regolazione del pH) Ogni fiala di solvente contiene: acqua per preparazioni iniettabili.

6.2 Incompatibilità

Incompatibilità con medicinali La citarabina è incompatibile in soluzione con vari farmaci; le incompatibilità sono in relazione a vari fattori come ad esempio la concentrazione dei farmaci, i diluenti impiegati, il pH della soluzione e la temperatura. ARACYTIN è fisicamente incompatibile con: eparina, insulina, 5-fluorouracile, penicilline come nafcillina, oxacillina e penicillina G, metilprednisolone sodio succinato e vitamine del gruppo B. La citarabina non deve essere miscelata con altri medicinali ad eccezione di quelli riportati nel paragrafo 4.2. La compatibilità deve essere accertata prima di miscelare qualsiasi altra sostanza.

6.3 Periodo di validità

A confezionamento integro: Aracytin 100 mg/5 ml: 5 anni. Aracytin 500 mg/10 ml: 5 anni. Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione Dopo ricostituzione della soluzione, la stabilità chimica e fisica è di 24 ore a non più di 30°C e di 48 ore in frigorifero (2°C-8°C). Da un punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente. Se non utilizzato immediatamente, i tempi e le condizioni d’uso sono sotto responsabilità dell’utilizzatore e non si dovrebbero normalmente superare le 24 ore a temperatura compresa tra 2°C e 8°C, a meno che la ricostituzione sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e validate. Non impiegare il prodotto se la soluzione non è limpida.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Per le condizioni di conservazione del prodotto dopo ricostituzione, vedere paragrafo 6.3.

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6.5 Natura e contenuto del contenitore

ARACYTIN 100 mg/5 ml: 1 flaconcino di vetro con tappo di gomma butilica e ghiera di alluminio contenente 100 mg di polvere liofilizzata + 1 fiala solvente di vetro da 5 ml ARACYTIN 500 mg/10 ml: 1 flaconcino di vetro con tappo di gomma butilica e ghiera di alluminio contenente 500 mg di polvere liofilizzata + 1 fiala solvente di vetro da 10 ml

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Pfizer Italia S.r.l. - Via Isonzo, 71 - 04100 Latina

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

1 flaconcino 100 mg/5 ml di polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso endovenoso o sottocutaneo, AIC 022391015 1 flaconcino 500 mg/10 ml di polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso endovenoso o sottocutaneo, AIC 022391039

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 15 ottobre 1971 Data dell’ultimo rinnovo: 31 maggio 2010

10. Data di revisione del testo:

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.