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AROMASIN

Principio attivo: EXEMESTANO · ATC L02BG06 · GMM FARMA S.R.L.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Principio attivo: EXEMESTANO
Forma farmaceutica: Compressa rivestita
Dosaggio: 25 mg COMPRESSA RIVESTITA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: GMM FARMA S.R.L.
Codice ATC: L02BG06
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· MEXABREST - ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
· EXEMESTANE AUROBINDO ITALIA - EUGIA PHARMA (MALTA) LIMITED
· EXEMESTANE MYLAN GENERICS - MYLAN S.P.A.
· EXEMESTANE DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· EXEMESTANE EG - EG S.P.A.
· AROMASIN - FARMA 1000 S.R.L.
· NIBESTAN - WAVE PHARMA S.R.L.
· STANEXAM - ELLEVA PHARMA SRL
· EXEMESTANE TEVA - TEVA ITALIA S.R.L.
· EXEMESTANE SANDOZ - SANDOZ S.P.A.
· EXEMESTANE ZENTIVA - ZENTIVA ITALIA S.R.L.
· AROMASIN - PFIZER ITALIA S.R.L.
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

Foglietto di un medicinale equivalente con lo stesso principio attivo.

A cosa serve questo medicinale?

MEXABREST fa parte di un gruppo di medicinali denominati inibitori dell’aromatasi. Questi medicinali interferiscono con una sostanza chiamata aromatasi, necessaria per la produzione degli ormoni sessuali femminili,

estrogeni, soprattutto nelle donne in post-menopausa. La riduzione del livello di estrogeni nel corpo è un modo per trattare il carcinoma mammario dipendente dagli ormoni.

MEXABREST è usato per trattare il carcinoma mammario precoce dipendente dagli ormoni nelle donne in postmenopausa dopo aver completato 2-3 anni di trattamento con il medicinale tamoxifene.

MEXABREST è usato anche per trattare il carcinoma mammario in stadio avanzato dipendente dagli ormoni nelle donne in post-menopausa, nel caso in cui un diverso trattamento farmacologico ormonale non abbia mostrato un’efficacia sufficiente.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda MEXABREST − Se manifesta o ha manifestato allergia in precedenza all’exemestane o ad uno qualsiasi degli altri

componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6).

− Se non ha ancora passato il periodo della menopausa, ossia se presenta ancora le mestruazioni. − Se si trova o è possibile che si trovi, in gravidanza o se sta allattando al seno.

Avvertenze e precauzioni

Parli con il medico o il farmacista prima di prendere MEXABREST.

− Prima del trattamento con MEXABREST il medico potrebbe sottoporla a prelievi di sangue per assicurarsi che abbia raggiunto la menopausa. − Prima del trattamento verranno effettuati anche controlli di routine dei suoi livelli di vitamina D, dal momento che nelle fasi iniziali del carcinoma mammario possono essere molto bassi. Se i livelli saranno inferiori alla norma le verrà somministrato un supplemento di vitamina D. − Se ha problemi di fegato o di reni, informi il medico prima di prendere MEXABREST.

− Informi il medico, se soffre o ha sofferto di qualsiasi malattia che influenza la robustezza delle ossa. Il medico potrebbe voler misurare la sua densità ossea prima e durante il trattamento con MEXABREST. Questo perché questa classe di medicinali abbassa il livello degli ormoni femminili e può portare ad una perdita del contenuto minerale delle ossa, che potrebbe ridurre la loro robustezza.

Per chi svolge attività sportiva: l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare

comunque positività ai test antidoping.

Altri medicinali e MEXABREST Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale, compresi quelli senza prescrizione medica.

MEXABREST non deve essere somministrato contemporaneamente alla terapia ormonale sostitutiva (TOS). I seguenti medicinali devono essere utilizzati con precauzione quando si sta prendendo MEXABREST. Informi il medico se sta prendendo medicinali come: − rifampicina (antibiotico); − carbamazepina o fenitoina (anticonvulsivanti usati per trattare l’epilessia);

− l’erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum) o preparazioni che la contengono.

Gravidanza e allattamento Se è in gravidanza o se allatta al seno, non assuma MEXABREST. Se è in gravidanza o pensa che potrebbe esserlo, informi il medico.

Se esiste la possibilità che possa iniziare una gravidanza, chieda al medico quale metodo contraccettivo può usare.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Se durante l’assunzione di MEXABREST si sente insonnolito, le gira la testa o si sente debole, non deve guidare veicoli o utilizzare macchinari.

MEXABREST contiene sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente “senza sodio”.

Come usarlo

Adulti ed anziani Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi consulti il medico.

MEXABREST deve essere assunto per bocca dopo i pasti, tutti i giorni all’incirca alla stessa ora. Il medico la informerà su come prendere MEXABREST e per quanto tempo.

La dose raccomandata è di una compressa da 25 mg al giorno.

Se ha bisogno di recarsi in ospedale durante la terapia con MEXABREST, informi il personale medico dei medicinali che sta prendendo.

Uso nei bambini

MEXABREST non è indicato per i bambini.

Se prende più MEXABREST di quanto deve Se assume accidentalmente una quantità eccessiva di compresse, contatti immediatamente il medico o si rechi direttamente al reparto di pronto soccorso dell’ospedale più vicino, mostrando la confezione di MEXABREST.

Se dimentica di prendere MEXABREST Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della compressa. Se dimentica di prendere una compressa, la assuma non appena se ne ricorda. Se è prossimo al momento di assunzione della dose successiva, la prenda all’orario abituale.

Se interrompe il trattamento con MEXABREST Non smetta di assumere le compresse anche se si sente bene, a meno che non le sia stato prescritto dal medico. Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. MEXABREST è ben tollerato e gli effetti indesiderati seguenti, osservati in pazienti trattati con MEXABREST, hanno prevalentemente un’intensità lieve o moderata. La maggior parte degli effetti indesiderati (per es. le vampate di calore)

è associata alla riduzione del livello di estrogeni.

Si possono verificare ipersensibilità, infiammazione epatica (epatite) e infiammazione dei dotti biliari del fegato che può causare ingiallimento della pelle (epatite colestatica). I sintomi comprendono sensazione di malessere generale, nausea, itterizia (ingiallimento della pelle e degli occhi), prurito, dolore sul lato destro dell’addome e perdita dell’appetito. Se pensa di avere uno di questi sintomi, contatti immediatamente il medico per ricevere assistenza

medica urgente.

Molto comuni: possono interessare più di 1 persona su 10 − Depressione

− Difficoltà a dormire − Cefalea − Vampate di calore − Capogiri − Nausea

− Aumento della sudorazione − Dolore muscolare e delle articolazioni (comprese osteoartrosi, mal di schiena, artrite e rigidità delle articolazioni) Stanchezza − Riduzione del numero dei globuli bianchi − Dolore addominale − Livello elevato degli enzimi epatici − Livello elevato di un prodotto della degradazione dell’emoglobina nel sangue

− Livello elevato di un enzima nel sangue a causa del danno al fegato − Dolore

Comuni: possono interessare fino a 1 persona su 10

− Perdita di appetito − Sindrome del tunnel carpale (una combinazione di puntura di spilli, intorpidimento e dolore che colpiscono tutta la mano tranne il mignolo) o formicolio/pizzicore della pelle − Vomito (star male), stipsi, problemi di digestione, diarrea

− Perdita di capelli − Eruzioni cutanee, orticaria e prurito − Assottigliamento delle ossa che può ridurne la robustezza (osteoporosi), con possibilità che in alcuni casi si manifestino fratture ossee (rotture)

Gonfiore a mani e piedi − Riduzione del numero delle piastrine nel sangue

− Sensazione di debolezza

Non comuni: possono interessare fino a 1 persona su 100 − Ipersensibilità

Rari: possono interessare fino a 1 persona su 1.000 − Comparsa di piccole vesciche nell’area di pelle con eruzione cutanea − Sonnolenza − Infiammazione epatica − Infiammazione dei dotti biliari del fegato che può causare ingiallimento della pelle

Non nota: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili − Basso livello di un certo tipo di globuli bianchi nel sangue

Si possono osservare anche delle alterazioni del numero di alcune cellule del sangue (linfociti) e delle piastrine circolanti, soprattutto in pazienti con linfopenia preesistente (riduzione nel numero dei linfociti nel sangue).

Segnalazione degli effetti indesiderati Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite Sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

− Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

− Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola e sul blister dopo “Scad”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese. − Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. − Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene MEXABREST

Il principio attivo è l’exemestane. Ogni compressa rivestita con film contiene 25 mg di exemestane.

Gli eccipienti sono i seguenti: Nucleo: mannitolo, cellulosa microcristallina, crospovidone, amido di sodio glicolato (tipo A), ipromellosa E5,

polisorbato 80, silice colloidale anidra, magnesio stearato. Rivestimento: ipromellosa 6cp (E464), titanio diossido (E171), macrogol 400

Descrizione dell’aspetto di MEXABREST e contenuto della confezione

Le compresse di MEXABREST sono di colore da bianco a biancastro, rotonde, biconvesse, rivestite con film, con la dicitura “E25” impressa su un lato e lisce sull’altro.

MEXABREST 25 mg compresse è disponibile in blister bianchi opachi di PVC/PVdC-alluminio contenenti 15, 20,

28, 30, 90, 98, 100 e 120 compresse.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Accord Healthcare S.L.U.

World Trade Center, Moll de Barcelona, s/n, Edifici Est 6ª planta, 08039 Barcelona, Spagna

Produttore

Laboratori FUNDACIO DAU, C/ De la letra C, 12-14, Poligono Industrial de la Zona Franca, 08040 Barcellona, Spagna

Accord Healthcare Polska Sp.z o.o., ul. Lutomierska 50,95-200 Pabianice, Polonia

Accord Healthcare B.V., Winthontlaan 200, 3526 KV Utrecht,

Paesi Bassi

Accord Healthcare Single Member S.A. 64th Km National Road Athens, Lamia, Schimatari, 32009, Grecia

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il: 07/2025.

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Domande frequenti su AROMASIN

Come si usa AROMASIN?

AROMASIN si presenta in forma di Compressa rivestita e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

AROMASIN e disponibile senza ricetta?

No, AROMASIN e soggetto a prescrizione medica.

Qual e il principio attivo di AROMASIN?

Il principio attivo di AROMASIN e EXEMESTANO.

Quali sono gli equivalenti di AROMASIN?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: MEXABREST, EXEMESTANE AUROBINDO ITALIA, EXEMESTANE MYLAN GENERICS, EXEMESTANE DOC GENERICI. Il farmacista puo proporle un equivalente.

Chi produce AROMASIN?

AROMASIN e prodotto da GMM FARMA S.R.L..

Da quando AROMASIN e autorizzato in Italia?

AROMASIN ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2022-02-24.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

AROMASIN 25 mg compresse rivestite.

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Principio attivo: exemestane. Ogni compressa rivestita contiene: exemestane 25 mg. Eccipienti con effetti noti: Ogni compressa contiene 30,2 mg di saccarosio e 0,003 mg di metile paraidrossibenzoato (E 218). Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compresse rivestite. Compresse rivestite, biconvesse, di forma rotonda e colore biancastro, contrassegnate 7663 su un lato.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Aromasin è indicato nel trattamento adiuvante delle donne in post-menopausa con carcinoma mammario invasivo in fase iniziale (early breast cancer, EBC) e con recettori estrogenici positivi, dopo iniziale terapia adiuvante con tamoxifene per 2-3 anni. AROMASIN è indicato nel trattamento del carcinoma mammario in fase avanzata, in donne in stato di post-menopausa naturale o indotta, nelle quali la malattia è progredita dopo trattamento con terapia anti-estrogenica. L’efficacia non è stata dimostrata nelle pazienti con recettori estrogenici negativi.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Pazienti adulte e anziane La dose raccomandata di AROMASIN è di 1 compressa da 25 mg da assumere una volta al giorno, preferibilmente dopo un pasto. Nelle pazienti con carcinoma mammario in fase iniziale, il trattamento con Aromasin deve proseguire fino a completamento di una terapia ormonale adiuvante combinata sequenziale (tamoxifene seguito da Aromasin) di cinque anni o di durata inferiore in caso di recidiva del tumore. In pazienti con carcinoma mammario in fase avanzata, il trattamento con AROMASIN deve proseguire fino a quando è evidente la progressione del tumore. Non sono richiesti aggiustamenti della dose per pazienti con insufficienza epatica o renale (vedere paragrafo 5.2). Popolazione pediatrica L’uso nei bambini non è raccomandato.

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4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Nelle donne in pre-menopausa, in gravidanza o durante l’allattamento.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

AROMASIN non deve essere somministrato alle donne in stato endocrino di pre-menopausa. Pertanto, se ritenuto appropriato da un punto di vista clinico, lo stato di post-menopausa dovrà essere verificato valutando i livelli di LH, di FSH e di estradiolo. AROMASIN deve essere usato con cautela in pazienti con funzionalità epatica o renale ridotta. Le compresse di AROMASIN contengono saccarosio e non devono essere somministrate ai pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio o da insufficienza di sucrasi-isomaltasi. Le compresse di AROMASIN contengono metil-para-idrossibenzoato e pertanto possono causare reazioni allergiche (probabilmente ritardate). Aromasin è un potente agente che riduce il livello di estrogeni, e, in seguito alla somministrazione, sono stati osservati una riduzione della densità minerale ossea (bone mineral density, BMD) ed un aumento della percentuale di fratture (vedere paragrafo 5.1). All’inizio del trattamento adiuvante con Aromasin nelle donne con osteoporosi o a rischio di osteoporosi deve essere valutata la condizione minerale delle ossa di inizio trattamento secondo la prassi e le linee guida correnti. Nelle pazienti con malattia avanzata, la densità minerale ossea deve essere valutata caso per caso. Sebbene non siano disponibili dati sufficienti a mostrare gli effetti di una terapia per il trattamento della riduzione della densità minerale ossea causata da Aromasin, le pazienti trattate con Aromasin devono essere attentamente monitorate e il trattamento o la profilassi dell’osteoporosi deve essere iniziato nelle pazienti a rischio. A causa dell’elevata prevalenza di grave deficit di 25 idrossi vitamina D nelle donne con carcinoma mammario in fase iniziale, si deve prendere in considerazione la valutazione di routine di questo parametro prima dell’inizio del trattamento con un inibitore dell’aromatasi. Alle donne con carenza di vitamina D si deve somministrare un supplemento di vitamina D. Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Studi condotti in vitro hanno mostrato che il farmaco viene metabolizzato dal citocromo P450 CYP3A4 e dalle aldochetoreduttasi (vedere paragrafo 5.2) e non inibisce alcuno dei principali isoenzimi CYP. In uno studio clinico di farmacocinetica, l’inibizione specifica del CYP3A4 da parte del ketoconazolo non ha mostrato effetti significativi sulla farmacocinetica dell’exemestane. In uno studio di interazione con rifampicina, un potente induttore del CYP450, somministrata alla dose di 600 mg/die e una dose singola di 25 mg di exemestane, l’AUC dell’exemestane fu ridotta del 54% e la Cmax del 41%. Poichè la rilevanza clinica di tale interazione non è stata valutata, la somministrazione concomitante di medicinali quali rifampicina, anticonvulsivanti (es. fenitoina e carbamazepina) e preparati a base di erbe contenenti hypericum perforatum (Erba di San Giovanni) noti per indurre il CYP3A4, può ridurre l’efficacia di AROMASIN.

AROMASIN deve essere usato con cautela con medicinali che vengono metabolizzati attraverso la via del CYP3A4 e che hanno una finestra terapeutica ristretta. Non esiste esperienza clinica relativa all’uso concomitante di AROMASIN con altri medicinali antitumorali. AROMASIN non deve essere somministrato in concomitanza con medicinali contenenti estrogeni poiché questi annullerebbero la sua azione farmacologica.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Non sono disponibili dati clinici su donne in stato di gravidanza esposte ad AROMASIN. Studi sugli animali hanno dimostrato effetti tossici sulla riproduzione (vedere paragrafo 5.3). Pertanto AROMASIN è controindicato in gravidanza. Allattamento Non è noto se l’exemestane venga escreto nel latte umano. AROMASIN non deve essere somministrato durante l’allattamento. Donne in perimenopausa o in età fertile Il medico deve valutare la necessità di una contraccezione efficace alle donne in età fertile comprese le donne in perimenopausa, o che hanno raggiunto la menopausa di recente, almeno finchè lo stato di post-menopausa non sia stato completamente stabilito (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Exemestane ha una moderata influenza sulla capacità di guidare e usare macchinari. A seguito dell’uso di exemestane, sono stati riportati casi di sonnolenza, torpore, astenia e vertigini. I pazienti devono essere informati che se insorgono tali effetti, le loro capacità fisiche e/o mentali necessarie per la guida di autoveicoli o l’impiego di macchinari possono essere ridotte .

4.8 Effetti indesiderati

Aromasin è stato generalmente ben tollerato in tutti gli studi clinici condotti con Aromasin alla dose standard di 25 mg/die, e gli effetti indesiderati generalmente sono stati di gravità da lieve a moderata. L’incidenza di interruzione del trattamento a causa di eventi avversi è stata del 7,4% nelle pazienti con carcinoma mammario in fase iniziale sottoposte a trattamento adiuvante con Aromasin dopo terapia adiuvante iniziale con tamoxifene. Le reazioni avverse più comunemente riportate sono state vampate di calore (22%), artralgia (18%) e stanchezza (16%). L’incidenza di interruzione del trattamento a causa di eventi avversi è stata del 2,8% in tutta la popolazione di pazienti con carcinoma mammario in fase avanzata. Le reazioni avverse più comuni sono state vampate di calore (14%) e nausea (12%). La maggior parte delle reazioni avverse possono essere attribuite alle normali conseguenze farmacologiche da deprivazione estrogenica (p.es. vampate di calore). Le reazioni avverse segnalate dagli studi clinici e successive alla commercializzazione sono sotto elencate secondo classificazione per sistemi e organi e frequenza. Le frequenze sono state così definite: Molto comune (≥ 1/10); Comune (≥1/100, <1/10); Non comune (≥1/1.000, <1/100); Raro (≥1/10.000, <1/1.000); Molto raro (<1/10.000); Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie del sistema emolinfopoietico:

Molto comune Leucopenia( **) Comune Trombocitopenia( **) Non nota Conta linfocitaria diminuita( **) Disturbi del sistema immunitario: Non comune Ipersensibilità Disturbi del metabolismo e della nutrizione: Comune Anoressia Disturbi psichiatrici: Molto comune Depressione, insonnia Patologie del sistema nervoso: Molto comune Cefalea, capogiri Comune Sindrome del tunnel carpale, parestesia Raro Sonnolenza Patologie vascolari: Molto comune Vampate di calore Patologie gastrointestinali: Molto comune Dolori addominali, nausea Comune Vomito, diarrea, stipsi, dispepsia Patologie epatobiliari: Molto comune Enzimi epatici aumentati, bilirubina ematica aumentata, fosfatasi alcalina ematica aumentata Raro Epatite,(†) epatite colestatica(†) Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Molto comune Aumento della sudorazione Comune Alopecia, rash, orticaria, prurito Raro Pustolosi esantematica acuta generalizzata(†) Patologie del sistema muscoloscheletrico: Molto comune Dolori muscoloscheletrici e delle articolazioni (*) Comune Fratture, osteoporosi Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: Molto comune Dolorabilità, stanchezza Comune Edema periferico, astenia (*) Include: artralgia, e con minore frequenza dolore agli arti, osteoartrite, dolore dorsale, artrite, mialgia e rigidità delle articolazioni (**)In pazienti con carcinoma mammario in fase avanzata raramente sono stati segnalati casi di trombocitopenia e leucopenia. Una diminuzione occasionale del numero dei linfociti è stata osservata in circa il 20% delle pazienti che ricevevano AROMASIN, in particolare in quelle con linfopenia preesistente; tuttavia, in tali pazienti i valori medi dei linfociti non si sono modificati in modo significativo nel tempo e non è stato osservato alcun corrispondente aumento delle infezioni virali. Questi effetti non sono stati osservati in pazienti trattate negli studi relativi al carcinoma mammario in fase iniziale. (†) Frequenza calcolata con la regola del 3/X.

La tabella sottostante mostra la frequenza degli eventi avversi e delle patologie sopra specificati nello studio Intergroup Exemestane Study (IES) sul carcinoma mammario in fase iniziale, indipendentemente dalla causalità, segnalati nelle pazienti che ricevevano il farmaco in studio e fino a 30 giorni dalla fine della terapia. Eventi avversi e patologie Exemestane (N =2249) Tamoxifene (N = 2279) Vampate di calore 491 (21,8%) 457 (20,1%) Stanchezza 367 (16,3%) 344 (15,1%) Cefalea 305 (13,6%) 255 (11.2%) Insonnia 290 (12,9%) 204 (9,0%) Aumento della sudorazione 270 (12.0%) 242 (10.6%) Ginecologici 235 (10,5%) 340 (14,9%) Capogiri 224 (10,0%) 200 (8,8%) Nausea 200 (8.9%) 208 (9.1%) Osteoporosi 116 (5,2%) 66 (2,9%) Emorragie vaginali 90 (4,0%) 121 (5,3%) Altro tumore primario 84 (3,6%) 125 (5,3%) Vomito 50 (2,2%) 54 (2,4%) Disturbi visivi 45 (2,0%) 53 (2,3%) Tromboembolismo 16 (0,7%) 42 (1,8%) Fratture osteoporotiche 14 (0,6%) 12 (0,5%) Infarto del miocardio 13 (0,6%) 4 (0,2%) Nello studio IES, la frequenza di eventi ischemici cardiaci è stata del 4,5% vs 4,2% nei pazienti trattati rispettivamente con exemestane e con tamoxifene. Non è stata osservata alcuna differenza significativa per singoli eventi cardiovascolari tra cui ipertensione (9,9% vs 8,4%), infarto del miocardio (0,6% vs 0,2%) e insufficienza cardiaca (1,1% vs 0,7%). Nello studio IES, exemestane è stato associato ad una maggiore incidenza di ipercolesterolemia rispetto a tamoxifene (3,7% vs 2,1%). Nel corso di un altro studio randomizzato, in doppio cieco condotto su donne in post-menopausa affette da carcinoma mammario in fase iniziale a basso rischio e trattate con exemestane (N=73) o placebo (N=73) per 24 mesi, exemestane è stato associato ad una riduzione media dei livelli plamatici di colesterolo HDL del 7-9%, vs un aumento dell’1% nel gruppo placebo. Nel gruppo trattato con exemestane è stata inoltre osservata una riduzione dell’apolipoproteina A1 pari al 5-6% vs 0-2% nel gruppo placebo. L’effetto sugli altri parametri lipidici esaminati (colesterolo totale, colesterolo LDL, trigliceridi, apolipoproteina B e lipoproteina a) è stato molto simile in entrambi i gruppi di trattamento. Non è chiaro il significato clinico di questi risultati. Nello studio IES, è stata riscontrata una maggiore frequenza di ulcera gastrica nel braccio exemestane rispetto al braccio tamoxifene (0,7% vs <0,1%). La maggior parte dei pazienti nel braccio exemestane con ulcera gastrica era in terapia concomitante con agenti antinfiammatori non steroidei e/o aveva una precedente storia clinica. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse. .

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4.9 Sovradosaggio

Gli studi clinici sono stati eseguiti con la somministrazione di AROMASIN fino alla dose di 800 mg come dose singola a volontari sani di sesso femminile e fino alla dose di 600 mg al giorno a donne in post-menopausa affette da carcinoma mammario in fase avanzata; tali dosaggi sono stati ben tollerati. Non è nota quale sia la dose singola di AROMASIN che potrebbe causare sintomi che mettono in pericolo la vita della paziente. Nei ratti e nei cani, la letalità è stata osservata dopo somministrazioni di dosi singole orali equivalenti rispettivamente a 2.000 e 4.000 volte la dose raccomandata nell’uomo, calcolata sulla base di mg/m2 . Non esiste alcun antidoto specifico al sovradosaggio e il trattamento deve essere sintomatico. Sono indicate terapie generali di supporto, compreso il monitoraggio frequente dei segni vitali e la stretta osservazione della paziente.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: inibitore steroideo dell’aromatasi; agente antineoplastico.Codice ATC: L02BG06. Meccanismo d’azione Exemestane è un inibitore steroideo irreversibile dell’aromatasi, correlato strutturalmente al substrato naturale androstenedione. Nelle donne in post-menopausa, gli estrogeni vengono prodotti principalmente dalla conversione di androgeni in estrogeni attraverso l’enzima aromatasi nei tessuti periferici. La deprivazione estrogenica attraverso l’inibizione dell’aromatasi è un trattamento efficace e selettivo per il carcinoma mammario ormono-dipendente nelle donne in post-menopausa. Nelle donne in post-menopausa, AROMASIN somministrato per via orale riduce significativamente le concentrazioni sieriche di estrogeni a partire da una dose da 5 mg, raggiungendo la soppressione massima ( 90%) con una dose di 10-25 mg. Nelle pazienti in post-menopausa affette da carcinoma mammario trattate con la dose giornaliera di 25 mg, l’attività aromatasica corporea è ridotta del 98%. Exemestane non possiede alcuna proprietà progestinica o estrogenica. E’ stata osservata una leggera attività androgenica probabilmente dovuta al 17-idro derivato, soprattutto ad alte dosi. Nel corso di studi condotti con dosi giornaliere multiple, AROMASIN non ha dimostrato effetti rilevabili sulla biosintesi surrenalica del cortisolo o dell’aldosterone, misurata prima o dopo lo stimolo con ACTH, dimostrando così la sua selettività per quanto riguarda gli altri enzimi coinvolti nella sintesi di steroidi. Pertanto, la terapia sostitutiva con glucocorticoidi o mineralcorticoidi non è necessaria. Un leggero aumento non dose-dipendente nei livelli sierici di LH e FSH è stato osservato anche a basse dosi: tuttavia, questo effetto è atteso vista la classe farmacologica d’appartenenza ed è probabilmente il risultato di un feedback a livello ipofisario dovuto alla riduzione dei livelli di estrogeni che stimolano la secrezione ipofisaria delle gonadotropine anche nelle donne in post-menopausa. Efficacia e sicurezza clinica Trattamento del carcinoma mammario in fase iniziale Nel corso di uno studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco (IES), condotto su 4724 pazienti in post-menopausa affette da carcinoma mammario primario con recettori estrogenici positivi o sconosciuti, le pazienti libere dalla malattia a seguito di una terapia adiuvante con tamoxifene per 2-3 anni sono state randomizzate ad un successivo trattamento di 3-2 anni con Aromasin (25 mg/die) o con tamoxifene (20 o 30 mg/die) per completare un ciclo di terapia ormonale complessivo di 5 anni. IES - follow-up mediano a 52 mes

Dopo una durata mediana della terapia di circa 30 mesi ed un follow-up mediano di circa 52 mesi, i risultati hanno dimostrato che il trattamento sequenziale con Aromasin dopo 2-3 anni di terapia adiuvante con tamoxifene è stato associato ad un miglioramento clinicamente e statisticamente significativo per la sopravvivenza libera da malattia (DFS) rispetto al proseguimento della terapia con tamoxifene. L’analisi effettuata ha dimostrato che nel periodo di studio Aromasin ha ridotto il rischio di recidiva di carcinoma mammario del 24% rispetto al tamoxifene (Hazard Ratio 0,76, p=0,00015). L’effetto benefico di exemestane rispetto al tamoxifene relativamente alla sopravvivenza libera da malattia (DFS) è risultato evidente a prescindere dal nodal status o da una precedente chemioterapia. Inoltre, Aromasin ha ridotto significativamente il rischio di carcinoma mammario controlaterale (Hazard Ratio 0,57, p = 0,04158). Nell’intera popolazione dello studio, è stato osservato un trend verso una migliore sopravvivenza globale per exemestane (222 decessi) rispetto a tamoxifene (262 decessi) con un hazard ratio pari a 0,85 (log-rank test: p = 0,07362), che rappresenta una riduzione del 15% del rischio di decesso in favore di exemestane. E’ stata osservata una riduzione statisticamente significativa del 23% del rischio di decesso (hazard ratio per la sopravvivenza globale pari a 0,77; Wald chi square test: p = 0,0069) per exemestane rispetto a tamoxifene quando corretto per i fattori prognostici pre-determinati (ER status, nodal status, precedente chemioterapia, uso di TOS e di bifosfonati). Risultati principali di efficacia a 52 mesi in tutte le pazienti (popolazione “intention to treat”) e nelle pazienti con recettori estrogenici positivi. Endpoint Popolazione Exemestane Eventi /N (%) Tamoxifene Eventi /N (%) Hazard Ratio (95% CI) Valore di p* Sopravvivenza libera da malattiaa Tutte le pazienti 354 /2352 (15,1%) 453 /2372 (19,1%) 0.76 (0,67-0,88) 0,00015 Pazienti ER+ 289 /2023 (14,3%) 370 /2021 (18,3%) 0,75 (0,65-0,88) 0,00030 Carcinoma mammario controlaterale Tutte le pazienti 20 /2352 (0,9%) 35 /2372 (1,5%) 0.57 (0,33-0,99) 0,04158 Pazienti ER+ 18 /2023 (0,9%) 33 /2021 (1,6%) 0.54 (0,30-0,95) 0,03048 Sopravvivenza libera da carcinoma mammario b Tutte le pazienti 289 /2352 (12,3%) 373 /2372 (15,7%) 0.76 (0,65-0,89) 0,00041 Pazienti ER+ 232 /2023 (11,5%) 305 /2021 (15,1%) 0,73 (0,62-0,87) 0,00038 Sopravvivenza libera da metastasi a distanzac Tutte le pazienti 248 /2352 (10,5%) 297 /2372 (12,5%) 0,83 (0,70-0,98) 0,02621 Pazienti ER+ 194 /2023 (9,6%) 242 /2021 (12,0%) 0,78 (0,65-0,95) 0,01123 Sopravvivenza globale d Tutte le pazienti 222 /2352 (9,4%) 262 /2372 (11,0%) 0.85 (0,71-1,02) 0,07362 Pazienti ER+ 178 /2023 (8,8%) 211 /2021 (10,4%) 0,84 (0,68-1,02) 0,07569 * Log-rank test; Pazienti ER+ = pazienti con recettori estrogenici positivi; a La sopravvivenza libera da malattia è definita come la prima comparsa di recidiva locale o di metastasi a distanza, di carcinoma mammario controlaterale, o di decesso per qualsiasi causa; b La sopravvivenza libera da carcinoma mammario è definita come la prima comparsa di recidiva locale o di metastasi a distanza, di carcinoma mammario controlaterale, o di decesso per carcinoma mammario; c La sopravvivenza libera da metastasi a distanza è definita come la prima comparsa di metastasi a distanza o di decesso per carcinoma mammario; d La sopravvivenza globale è definita come la comparsa di decesso per qualsiasi causa. Nell’ulteriore analisi del sottogruppo di pazienti con recettori estrogenici positivi o sconosciuti, l’hazard ratio non corretto per la sopravvivenza globale è stato 0,83 (log-rank test: p=0,04250), che rappresenta una riduzione clinicamente e statisticamente significativa del rischio di decesso del 17%.

I risultati del sottostudio sull’osso dello IES hanno dimostrato che nelle donne trattate con Aromasin dopo 2-3 anni di terapia con tamoxifene si osserva un moderata riduzione della densità minerale ossea. Nello studio complessivo l’incidenza di fratture in corso di trattamento valutata nei 30 mesi di trattamento è stata maggiore nelle pazienti trattate con Aromasin rispetto a quelle trattate con tamoxifene (4,5% e 3,3% rispettivamente, p = 0,038). I risultati del sottostudio sull’endometrio dello IES indicano che dopo 2 anni di trattamento si è verificata una riduzione mediana dello spessore dell’endometrio del 33% nelle pazienti trattate con Aromasin rispetto ad una variazione non rilevabile nelle pazienti trattate con tamoxifene. L’ispessimento endometriale, rilevato all’inizio del trattamento, si è normalizzato (<5mm) nel 54% delle pazienti trattate con Aromasin. IES - follow-up mediano a 87 mesi Dopo una durata mediana della terapia di circa 30 mesi ed un follow-up mediano di circa 87 mesi, i risultati hanno mostrato che il trattamento sequenziale con exemestane dopo 2 o 3 anni di terapia adiuvante con tamoxifene è stato associato ad un miglioramento clinicamente e statisticamente significativo della sopravvivenza libera da malattia (DFS) rispetto al proseguimento della terapia con tamoxifene. I risultati hanno mostrato che, nel periodo di studio osservato, Aromasin ha ridotto significativamente il rischio di recidiva di carcinoma mammario del 16% rispetto al tamoxifene (hazard ratio 0,84; p = 0,002). Nel complesso, l'effetto benefico di exemestane rispetto al tamoxifene relativamente alla DFS è risultato evidente indipendentemente dallo stato linfonodale o da una precedente chemioterapia o terapia ormonale. La significatività statistica non è stata mantenuta in alcuni sottogruppi con campioni di piccole dimensioni. Questi hanno mostrato la tendenza a favore di exemestane in pazienti con più di 9 linfonodi positivi, o con precedente chemioterapia CMF. Nei pazienti con stato linfonodale non noto, con un altro tipo di chemioterapia precedente,così come con una condizione non nota/assente relativa alla terapia ormonale precedente,è stata osservata una tendenza non statisticamente significativa a favore di tamoxifene. Inoltre, l’uso di exemestane ha anche prolungato significativamente la sopravvivenza libera da carcinoma mammario (hazard ratio 0.82, p = 0,00263) e la sopravvivenza libera da recidiva a distanza (hazard ratio 0,85, p = 0,02425). Aromasin ha anche ridotto il rischio di carcinoma mammario controlaterale, anche se l'effetto non risultava più statisticamente significativo in questo periodo di studio osservato (hazard ratio 0,74, p = 0,12983). Nell’intera popolazione dello studio è stato osservato un trend verso una migliore sopravvivenza globale per exemestane (373 decessi) rispetto a tamoxifene (420 decessi) con un hazard ratio pari a 0,89 (log rank test: p = 0,08972), che rappresenta una riduzione dell'11% del rischio di decesso in favore di exemestane. Nell’intera popolazione dello studio, è stata osservata una riduzione statisticamente significativa del 18% del rischio di decesso (hazard ratio per la sopravvivenza globale pari a 0,82; Wald chi square test: p = 0,0082) per exemestane rispetto a tamoxifene quando corretto per i fattori prognostici predeterminati (come ER status, stato linfonodale, precedente chemioterapia, uso di terapia ormonale sostitutiva e di bifosfonati). Nell’ulteriore analisi del sottogruppo di pazienti con recettoriestrogenici positivi o non noti, l’hazard ratio per la sopravvivenza globale non aggiustato era pari a 0,86 (log rank test: p = 0,04262), che rappresenta una riduzione clinicamente e statisticamente significativa del 14% del rischio di decesso. I risultati di un sottostudio sull’osso, indicano che il trattamento con exemestane per 2-3 anni dopo 3-2 anni di trattamento con tamoxifene aumentava la perdita di massa ossea durante il trattamento (variazione % media della densità minerale ossea (BMD) dal basale a 36 mesi: -3,37 [colonna], - 2,96 [anca] per exemestane e -1,29 [colonna vertebrale], -2,02 [anca], per tamoxifene). Tuttavia, entro la conclusione dei 24 mesi del periodo post-trattamento, vi erano differenze minime nel cambiamento della BMD rispetto al valore basale in entrambi i gruppi di trattamento, presentando il braccio con tamoxifene riduzioni finali della BMD leggermente maggiori in tutti i siti (variazione % media rispett

9 al valore basale per BMD a 24 mesi dopo il trattamento -2,17 [colonna], -3,06 [anca] per exemestane e -3,44 [colonna], -4,15 [anca] per tamoxifene). Le fratture totali riportate durante il trattamento e durante il follow-up sono state significativamente più numerose nel gruppo con exemestane rispetto a quello con tamoxifene (169 [7,3%] vs 122 [5,2%]; p=0,004), ma non sono state notate differenze nel numero di fratture osteoporotiche. IES - follow-up finale a 119 mesi Dopo una durata mediana della terapia di circa 30 mesi ed un follow-up mediano di circa 119 mesi, i risultati hanno mostrato che il trattamento sequenziale con exemestane,dopo 2 o 3 anni di terapia adiuvante con tamoxifene, è stato associato ad un miglioramento clinicamente e statisticamente significativo della sopravvivenza libera da malattia (DFS) rispetto al proseguimento della terapia con tamoxifene. L’analisi ha mostrato che,nel periodo di studio osservato, exemestane ha ridotto il rischio di recidiva di carcinoma mammario del 14% rispetto al tamoxifene (hazard ratio 0,86; p = 0,00393). L'effetto benefico di exemestane rispetto al tamoxifene relativamente alla DFS è risultato evidente indipendentemente dallo stato linfonodale o da una precedente chemioterapia. Inoltre, l’uso di exemestane ha anche prolungato significativamente la sopravvivenza libera da carcinoma mammario (hazard ratio 0.83, p < 0,00152) e la sopravvivenza libera da recidiva a distanza (hazard ratio 0,86, p = 0,02213). Exemestane ha anche ridotto il rischio di carcinoma mammario controlaterale, anche se l'effetto non risultava più statisticamente significativo (hazard ratio 0,75, p = 0,10707). Nell’intera popolazione dello studio, la sopravvivenza globale non era statisticamente diversa tra i due gruppi con 467 decessi(19,9%) nel gruppo exemestane e 510 decessi (21,5%) nel gruppo tamoxifene (hazard ratio 0,91, p = 0,15737, non corretto per test multipli).Per il sottoinsieme di pazienti con stato non noto o positivo al recettore degli estrogeni, l’hazard ratio di sopravvivenza non corretto è stato pari a 0,89 (log-rank test: p = 0,07881) nel gruppo exemestane rispetto al gruppo tamoxifene. Nell’intera popolazione dello studio, è stata osservata una riduzione statisticamente significativa del 14% del rischio di decesso (hazard ratio per la sopravvivenza globale pari a 0,86; Wald chi square test: p = 0, 0257) per exemestane,rispetto a tamoxifene, quando corretto per i fattori prognostici predeterminati (cioè:ER status, stato linfonodale, precedente chemioterapia, uso di terapia ormonale sostitutiva e di bifosfonati). È stata osservata un’incidenza minore di altri carcinomi primitivi (non mammari) nei pazienti trattati con exemestane rispetto ai pazienti trattati solo con tamoxifene (9,9% rispetto a 12,4%). Nello studio principale, che aveva un follow-up mediano in tutti i partecipanti di 119 mesi (0-163,94) e una durata mediana del trattamento con exemestane di 30 mesi (0-40,41), l’incidenza di fratture ossee è stata riportata in 169 (7,3%) pazienti nel gruppo exemestane rispetto a 122 (5,2%) pazienti nel gruppo tamoxifene (p = 0,004). Risultati di efficacia da IES in donne in post-menopausa con carcinoma mammario precoce (popolazione ITT) N. di eventi Hazard Ratio Exemestane Tamoxifen e Hazard Ratio Valore p Trattamento mediano a 30 mesi e follow-up mediano a 34,5 mesi Sopravvivenza libera da malattiaa 213 306 0,69 (IC 95%: 0,58-0,82) 0,00003 Sopravvivenza libera da carcinoma mammariob 171 262 0,65 (IC 95%: 0,54-0,79) <0,00001 Carcinoma mammario controlaterale 8 25 0,32 (IC 95%: 0,15-0,72) 0,00340

Risultati di efficacia da IES in donne in post-menopausa con carcinoma mammario precoce (popolazione ITT) N. di eventi Hazard Ratio Exemestane Tamoxifen e Hazard Ratio Valore p Sopravvivenza libera da metastasia distanzac 142 204 0,70 (IC 95%: 0,56-0,86) 0,00083 Sopravvivenza globaled 116 137 0,86 (IC 95%: 0,67-1,10) 0,22962 Trattamento mediano a 30 mesi e follow-up mediano a 52 mesi Sopravvivenza libera da malattiaa 354 453 0,77 (IC 95%: 0,67-0,88) 0,00015 Sopravvivenza libera da carcinoma mammariob 289 373 0,76 (IC 95%: 0,65-0,89) 0,00041 Carcinoma mammario controlaterale 20 35 0,57 (IC 95%: 0,33-0,99) 0,04158 Sopravvivenza libera da metastasia distanzac 248 297 0,83 (IC 95%: 0,70-0,98) 0,02621 Sopravvivenza globaled 222 262 0,85 (IC 95%: 0,71-1,02) 0,07362 Trattamento mediano a 30 mesi e follow-up mediano a 87 mesi Sopravvivenza libera da malattiaa 552 641 0,84 (IC 95%: 0,75-0,94) 0,002 Sopravvivenza libera da carcinoma mammariob 434 513 0,82 (IC 95%: 0,72-0,94) 0,00263 Carcinoma mammario controlaterale 43 58 0,74 (IC 95%: 0,50-1,10) 0,12983 Sopravvivenza libera da metastasia distanzac 353 409 0,85 (IC 95%: 0,74-0,98) 0,02425 Sopravvivenza globaled 373 420 0,89 (IC 95%: 0,77-1,02) 0,08972 Trattamento mediano a 30 mesi e follow-up mediano a 119 mesi Sopravvivenza libera da malattiaa 672 761 0,86 (IC 95%: 0,77-0,95) 0,00393 Sopravvivenza libera da carcinoma mammariob 517 608 0,83 (IC 95%: 0,74-0,93) 0,00152 Carcinoma mammario controlaterale 57 75 0,75 (IC 95%: 0,53-1,06) 0,10707 Sopravvivenza libera da metastasia distanzac 411 472 0,86 (IC 95%: 0,75-0,98) 0,02213 Sopravvivenza globaled 467 510 0,91 (IC 95%: 0,81-1,04) 0,15737 IC= intervallo di confidenza; IES = Intergroup Exemestane Study; ITT = “intention-to-treat”. a. La sopravvivenza libera da malattia è definita come la prima comparsa di recidiva locale o di metastasia distanza, di carcinoma mammario controlaterale, o di decesso per qualsiasi causa. b. La sopravvivenza libera da carcinoma mammario è definita come la prima comparsa di recidiva locale o di metastasia distanza, di carcinoma mammario controlaterale, o di decesso per carcinoma mammario. c. La sopravvivenza libera da metastasia distanza è definita come la prima comparsa di metastasia distanza o di decesso per carcinoma mammario. d. La sopravvivenza globale è definita come la comparsa di decesso per qualsiasi causa. Trattamento del carcinoma mammario in fase avanzata In uno studio clinico controllato randomizzato validato da un comitato revisore, si è dimostrato come AROMASIN somministrato alla dose quotidiana di 25 mg, prolunghi, in maniera statisticamente significativa la sopravvivenza, il Tempo alla Progressione (TTP), il Tempo alla Ricaduta (TTF) se comparato al trattamento ormonale standard con megestrolo acetato in pazienti in post-menopausa affette da carcinoma mammario in fase avanzata che avevano progredito dopo o durante il trattament

11 con tamoxifene somministrato come terapia adiuvante o come trattamento di prima linea per la malattia in fase avanzata.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento A seguito della somministrazione orale di AROMASIN compresse, l’exemestane viene assorbito rapidamente. La frazione della dose assorbita attraverso il tratto gastrointestinale, è elevata. La biodisponibilità assoluta nell’uomo è sconosciuta, sebbene si presupponga sia limitata da un ampio effetto di primo passaggio. Un effetto simile ha determinato una biodisponibilità assoluta del 5% nei ratti e nei cani. Dopo una dose singola di 25 mg, livelli plasmatici massimi di 18 ng/ml sono stati raggiunti dopo 2 ore. La concomitante assunzione di cibo aumenta la biodisponibilità del 40%. Distribuzione Il volume di distribuzione dell’exemestane, non aggiustato per la biodisponibilità orale, è di circa 20000 l. La cinetica è lineare e l’emivita terminale di eliminazione è di 24 ore. Il legame con le proteine plasmatiche è del 90% ed è indipendente dalla concentrazione. L’exemestane e i suoi metaboliti non si legano agli eritrociti. Dopo somministrazioni ripetute, non si riscontra accumulo di exemestane secondo modalità inattese. Eliminazione L’exemestane è metabolizzato mediante ossidazione del gruppo metilenico in posizione 6 ad opera dell’isoenzima CYP3A4 e/o riduzione del gruppo 17-cheto ad opera dell'aldochetoreduttasi seguita dalla coniugazione. La clearance dell'exemestane, non aggiustata per la biodisponibilità orale, è di circa 500 l/ora. I metaboliti sono inattivi o meno attivi del farmaco progenitore nell’inibire l’aromatasi. La quantità di farmaco immodificato escreto con le urine è l’1% della dose. Nelle feci e nelle urine, quantitativi uguali (40%) di exemestane C14-marcato venivano eliminati entro una settimana. Particolari popolazioni di pazienti Età Non è stata osservata alcuna correlazione significativa tra l’esposizione sistemica di AROMASIN e l’età dei soggetti. Compromissione renale In pazienti con grave compromissione renale (CLcr <30 ml/min), l’esposizione sistemica all’exemestane è stata di 2 volte superiore a quella riscontrata nei volontari sani. In considerazione del profilo di sicurezza dell’exemestane, non si ritiene necessario alcun aggiustamento della dose. Compromissione epatica In pazienti con compromissione epatica da moderata a grave, l’esposizione dell’exemestane è 2-3 volte più elevata rispetto a quella riscontrata nei volontari sani. In considerazione del profilo di sicurezza dell’exemestane, non si ritiene necessario alcun aggiustamento della dose.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Studi tossicologici I risultati degli studi di tossicità a dosi ripetute nei ratti e nei cani, quali gli effetti sugli organi della riproduzione ed annessi, erano in genere attribuibili all’attività farmacologica di exemestane. Altri effetti tossicologici (su fegato, rene o sistema nervoso centrale) sono stati osservati solo a esposizioni considerate sufficientemente in eccesso rispetto all’esposizione massima nell’uomo, indicando scarsa rilevanza per l’uso clinico. Mutagenicit

L’exemestane non è stato genotossico nei batteri (test di Ames), nelle cellule V79 di criceti cinesi, negli epatociti dei ratti e nel test nel micronucleus nel topo. Nonostante in vitro l’exemestane sia clastogenico nei linfociti, esso non è stato clastogenico in due studi in vivo. Tossicologia sulla riproduzione Exemestane è risultato embriotossico nei ratti e nei conigli a livelli di esposizione sistemica simili a quelli ottenuti nell’uomo alla dose di 25 mg/die. Non c’è stata evidenza di teratogenicità. Carcinogenicità In uno studio di carcinogenicità a due anni nei ratti femmina, non sono stati osservati tumori correlati al trattamento. Nei ratti maschi lo studio si è concluso dopo 92 settimane, a causa della morte prematura degli stessi per nefropatia cronica. In uno studio di cancerogenesi a due anni nei topi, è stato osservato un aumento dell’incidenza di tumori epatici in entrambi i sessi a dosi intermedie ed elevate (150 e 450 mg/kg/die). Tale risultato è considerato correlato alla induzione degli enzimi epatici microsomiali, effetto osservato nei topi ma non negli studi clinici. E’ stato inoltre notato un aumento dell’incidenza degli adenomi del tubulo renale nei topi maschi a dosi elevate (450 mg/kg/ die). Questo cambiamento è considerato speciee sesso-specifico e si è presentato a una dose che rappresenta una esposizione al farmaco 63 volte maggiore della dose terapeutica nell’uomo. Nessuno degli effetti osservati è considerato clinicamente correlato al trattamento con exemestane.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Nucleo della compressa: Silice colloidale idrata Crospovidone Ipromellosio Magnesio stearato Mannitolo Cellulosa microcristallina Carbossimetilamido sodico (tipo A) Polisorbato. Rivestimento: Ipromellosio Polivinile alcool Simeticone Macrogol Saccarosio Magnesio carbonato leggero Titanio diossido (E171) Metile paraidrossibenzoato (E218) Esteri cetilici della cera Talco Cera carnauba. Inchiostro per impressione: Alcool etilico Lacca Ossidi di ferro (E172) Titanio diossido (E171).

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

13

6.3 Periodo di validità

3 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Blister di Alluminio-PVDC/PVC-PVDC. Astucci da 15, 20, 30, 90, 100 e 120 compresse. E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare per lo smaltimento

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Pfizer Italia S.r.l. - via Isonzo,71-04100 Latina

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Astuccio da 15 compresse, AIC n. 034678019 Astuccio da 20 compresse, AIC n. 034678021 Astuccio da 30 compresse, AIC n. 034678033 Astuccio da 90 compresse, AIC n. 034678045 Astuccio da 100 compresse, AIC n. 034678058 Astuccio da 120 compresse, AIC n. 034678060

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

15 marzo 2000 / 16 dicembre 2008

10. Data di revisione del testo

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.