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CABERGOLINA RATIOPHARM

Principio attivo: CABERGOLINA · ATC N04BC06 · RATIOPHARM GMBH

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Principio attivo: CABERGOLINA
Forma farmaceutica: Compressa
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 2 mg COMPRESSA
  • 1 mg COMPRESSA
  • 0.5 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: RATIOPHARM GMBH
Codice ATC: N04BC06
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica Limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
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Rimborsabilita: N - NON CLASSIFICATA

A cosa serve questo medicinale?

Cabergolina ratiopharm appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati inibitori della prolattina. Cabergolina ratiopharm previene la lattazione (produzione di latte) diminuendo i livelli di un ormone chiamato prolattina.

Cabergolina ratiopharm può essere utilizzata anche per ridurre quantità anomale dell’ormone prolattina nel sangue.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Cabergolina ratiopharm:  se è allergico alla cabergolina o ad altri alcaloidi dell’ergot (per es. bromocriptina), o ad uno qualsiasi degli eccipienti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6)  se soffre (o ha sofferto in passato) di psicosi o è a rischio di sviluppare psicosi dopo il

parto

se le sono stati diagnosticati in passato problemi definiti come reazioni fibrotiche a carico dei polmoni, della parte posteriore dell’addome, dei reni o del cuore  se deve essere trattato per un lungo periodo con Cabergolina ratiopharm e soffre o ha sofferto di reazioni fibrotiche (tessuto cicatrizzato) a livello cardiaco.

Avvertenze e precauzioni

Se soffre di uno dei seguenti problemi di salute, deve informare il medico prima di prendere Cabergolina ratiopharm, poichè questo farmaco può non essere adatto a lei.  Malattie cardiovascolari medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC).  Ulcera gastrica o sanguinamento del tratto gastrointestinale (questa condizione

può causare la produzione di feci nere o vomito con sangue)  Storia di grave malattia mentale, in particolare disturbi psicotici  Compromissione della funzione epatica o renale  Malattia di Raynaud (quando fa freddo, le dita delle mani e dei piedi diventano bluastre, deboli prive di circolazione sanguigna, fredde, insensibili e intorpidite)

 Bassa pressione sanguigna  Gonfiore alle mani e ai piedi ed ha la pressione alta (preeclampsia, eclampsia)  Alta pressione dopo il parto  Gravi disturbi al torace (per es. dolore toracico alla respirazione, presenza di

liquido nei polmoni, infiammazione o infezione polmonare)  Reazioni fibrotiche (tessuto cicatrizzato) a livello cardiaco, polmonare o addominale. Nel caso debba essere trattato con Cabergolina ratiopharm per un lungo periodo di tempo, prima di iniziare il trattamento il medico controllerà che il suo cuore, i polmoni ed i reni siano in buone condizioni. Eseguirà inoltre un

ecocardiogramma (un test ad ultrasuoni per il cuore) prima dell’inizio della terapia e ad intervalli regolari nel corso del trattamento. Se si verificano reazioni fibrotiche, il trattamento dovrà essere interrotto.  Se è in trattamento con Cabergolina ratiopharm per curare un certo tipo di tumore cerebrale, (adenoma secernente prolattina). E’ possibile che si verifichi una fuoriuscita di liquido dal naso. Se ciò avviene, consulti immediatamente il medico, che deciderà se farle proseguire o interrompere il trattamento. Informi il medico se voi o qualcuno della vostra famiglia / o chi si prende cura del paziente si accorge che si stanno sviluppando pulsioni o desideri a comportarsi in modi che sono insoliti per voi e non potete resistere all’ impulso o alla tentazione di svolgere determinate attività che potrebbero danneggiare voi stessi o gli altri. Questi sono chiamati disturbi del controllo degli impulsi e possono includere comportamenti come dipendenza

dal gioco d’azzardo, eccessiva alimentazione o spendere eccessivamente, un anormale, esagerato desiderio sessuale o un aumento di pensieri sessuali o sentimenti. Il medico può ritenere necessario modificare o interrompere la dose.

L’effetto dell’alcol sulla tollerabilità della cabergolina non è noto.

L’infertilità è reversibile nelle donne che assumono Cabergolina ratiopharm, quindi è possibile che si verifichi una gravidanza prima che il ciclo mestruale si sia regolarizzato.

Quindi si consiglia un test di gravidanza almeno ogni 4 settimane fino a quando le

mestruazioni sono riprese, e da allora ogni volta che un ciclo mestruale è in ritardo da più di 3 giorni. Durante il trattamento con Cabergolina ratiopharm si devono utilizzare adeguati mezzi di contraccezione anche dopo l'interruzione del trattamento fino al ripristino di cicli anovulatori. (Vedi sezione "Gravidanza e allattamento")

Bambini e adolescenti La sicurezza e l’efficacia di Cabergolina ratiopharm nei bambini e negli adolescenti non di età inferiore ai 16 anni sono state stabilite. medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC). Altri medicinali e Cabergolina ratiopharm

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Alcuni medicinali usati per ridurre la pressione sanguigna ed alcuni farmaci (per es. fenotiazine, butirrofenoni, tioxanteni) usati per il trattamento delle malattie di tipo

psichiatrico (schizofrenia o psicosi), se assunti contemporaneamente con Cabergolina ratiopharm possono interferire con gli effetti della cabergolina. Il medico curante deve quindi essere al corrente dell’uso concomitante di tali farmaci.

Esistono altri medicinali, come altri alcalodi dell’ergot (ad es. pergolide, bromocriptina,

lisuride, ergotamina, diidroergotamina, ergometrina o metisergide), farmaci contro il vomito (metoclopramide), ed antibiotici macrolidi (come l’eritromicina) che possono influenzare l’attività e la tollerabilità di Cabergolina ratiopharm.

Cabergolina ratiopharm con cibi e bevande Cabergolina ratiopharm deve essere assunta per via orale, preferibilmente ai pasti per ridurre gli effetti indesiderati. ad Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico prima di prendere questo medicinale

Se durante il trattamento con Cabergolina ratiopharm si accorge di essere in gravidanza deve rivolgersi al medico il più presto possibile. Prima di iniziare a prendere la cabergolina deve accertarsi di non essere in gravidanza. Inoltre, deve evitare una

gravidanza per almeno un mese dopo aver interrotto il trattamento con la cabergolina.

Poichè Cabergolina ratiopharm interromperà la sua produzione di latte, non deve assumere Cabergolina ratiopharm se desidera allattare il suo bambino al seno. Se ha

necessità di prendere Cabergolina ratiopharm deve usare un altro metodo per nutrire il suo bambino.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Cabergolina ratiopharm può influire negativamente sulla capacità di reazione di alcuni

individui, e ciò deve essere preso in considerazione nelle attività che richiedono un alto

grado di vigilanza, come ad es. guida di veicoli e lavori di precisione. Faccia attenzione quando si eseguono operazioni che richiedono una reazione rapida e accurata durante il trattamento. Cabergolina ratiopharm può causare sonnolenza (estremo torpore) e attacchi di sonno improvviso. Le persone che manifestano questi sintomi non devono pertanto guidare o

intraprendere attività che, a causa della ridotta vigilanza, possano arrecare serio danno (per es. l’uso di macchinari), fino a quando tali episodi e la sonnolenza non si siano risolti. medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC). Cabergolina ratiopharm contiene lattosio

Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Come usarlo

Prenda sempre questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

La dose viene determinata dal medico, che la adatterà individualmente a seconda delle necessità.

Le compresse devono essere assunte ai pasti, per ridurre alcuni effetti indesiderati come nausea, vomito e dolore allo stomaco.  Per interrompere la produzione di latte: La dose raccomandata è di 1 mg (come singola dose) entro 24 ore dal parto.  Per ridurre la concentrazione di prolattina nell’organismo:

Di solito il trattamento inizia con 0,5 mg alla settimana, ma possono essere necessarie dosi maggiori. Il medico le dirà per quanto tempo deve prendere le compresse. ad La compressa può essere divisa in parti uguali.

Se prende più Cabergolina ratiopharm di quanto deve E’ importante non assumere troppe compresse. Se ha preso troppe compresse o se crede che un bambino ne abbia ingerita qualcuna, si rivolga al pronto soccorso del più vicino ospedale o a un medico. I sintomi da sovradosaggio comprendono nausea, vomito, riduzione della pressione sanguigna, dolore allo stomaco, alterazioni del comportamento, confusione o allucinazioni (vedere cose inesistenti). Porti con sè questo foglio e le

compresse avanzate per mostrarle al medico.

Se dimentica di prendere Cabergolina ratiopharm Se dimentica di prendere una dose all’orario consueto, la prenda non appena se ne

ricorda. Se è quasi ora di assumere la dose successiva, salti la dose dimenticata e prenda la successiva all’orario consueto.

Se interrompe il trattamento con Cabergolina ratiopharm Se interrompe l’uso di cabergolina, i sintomi della sua malattia possono peggiorare; deve

quindi discutere col suo medico prima di interrompere la terapia. Sono necessari molti giorni prima che la cabergolina venga rimossa dal circolo sanguigno, e gli effetti possono peggiorare nell’arco di 2 settimane, aumentando la lattazione.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC). Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non

tutte le persone li manifestino.

Si possono verificare i seguenti effetti indesiderati: Incapacità di resistere all’impulso di compiere azioni che potrebbero essere dannose, che possono comprendere:  Forte impulso a giocare esageratamente, nonostante gravi conseguenze personali o

familiari.  Alterato o aumentato interesse sessuale e comportamento che suscita notevole preoccupazione a voi o ad altri, per esempio, un maggiore desiderio sessuale.  Shopping incontrollabile o spendere eccessivamente

 Mangiare compulsivo (mangiare grandi quantità di cibo in un breve periodo di tempo) o bulimia (mangiare più cibo del normale e più di quello che è necessario per soddisfare la vostra fame)

Informi il suo medico se si verifica uno di questi comportamenti, così lui potrà

decidere come intervenire per gestire o ridurre i sintomi
Effetti indesiderati molto comuni (possono colpire più di 1 paziente su 10):
- Malattia delle valvole cardiache e disturbi correlati, per es. infiammazione
(pericardite) o fuoriuscita di liquido nel pericardio (versamento pericardico). Possono
manifestarsi uno o più dei seguenti sintomi preliminari: difficoltà respiratoria,
mancanza di fiato, dolore toracico o lombare e gonfiore alle gambe. Questi possono
essere i primi segni di una malattia chiamata fibrosi, che può interessare i polmoni, il
cuore/le valvole cardiache o la schiena. Se presenta uno di questi sintomi contatti il
medico immediatamente.
- Capogiri/vertigini, mal di testa
- Stanchezza, mancanza di forza fisica

- Nausea, dolore addominale, indigestione, infiammazione della parete interna dello stomaco (gastrite)

Effetti indesiderati comuni (possono colpire fino a 1 persona su 10)

- Bassa pressione sanguigna (che può causare capogiri in particolare stando in piedi)
- Depressione
- Sonnolenza (eccessivo torpore)

- Vomito, stipsi

- Vampate di calore, arrossamento del viso
- Dolore al petto

Effetti indesiderati non comuni (possono colpire fino a 1 persona su 100):
- Reazioni allergiche (ipersensibilità)
- Aumento della libido

- Temporanea perdita parziale della vista, svenimento, sensazione di prurito/formicolio
nel corpo
- Palpitazioni (aumento del battito cardiaco)
- Vasospasmo (contrazione dei vasi sanguigni) nelle dita delle mani e dei piedi
medicinali e,
pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in
commercio (o titolare AIC).
- Crampi alle gambe

- Diminuzione dell’emoglobina nelle donne durante il periodo di amenorrea,
- Respiro corto
- Sanguinamento dal naso
- Reazioni fibrotiche (inclusa fibrosi che interessano i polmoni)
- Liquido negli strati della membrana di rivestimento dei polmoni e della cavità

toracica
- Eruzione cutanea, perdita di capelli
- Gonfiore dovuto ad accumulo di liquidi (specialmente nelle gambe e nelle braccia)

Effetti indesiderati rari (possono colpire fino a 1 persona su 1.000)

- Dolore nella parte alta dello stomaco

Effetto indesiderato molto raro (può colpire fino a 1 persona su 10.000) - Reazioni fibrotiche (include fibrosi che interessano la pleura)

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili):
- Aggressività, delirio, ipersessualità, gioco patologico, disturbi psicotici, allucinazioni
- Attacchi di sonno improvviso, tremori, ad
- Riduzione della vista
- Dolore toracico (angina pectoris)
- Disturbi respiratori e insufficienza respiratoria, pleuriti, dolore toracico
- Funzione epatica anomala
- Test di funzionalità epatica anomali
- Aumento nei valori ematici di uno specifico enzima chiamato creatin-fosfochinasi.

Effetti indesiderati durante il trattamento di alcuni tipi di tumore cerebrale: E’ possibile una fuoriuscita di liquido dal naso (vedere paragrafo 2: “Avvertenze e precauzioni”). Se ciò si verifica, informi immediatamente il medico.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo

foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalatore gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili. La segnalazione degli effetti indesiderati contribuisce a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Tenere Cabergolina ratiopharm fuori dalla vista e dalla portata dei bambini

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola. La data

di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC). Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità. La

bustina essiccante contenente gel di silice non deve essere rimossa dal flacone.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Cabergolina ratiopharm Il principio attivo è la cabergolina.

Ogni compressa contiene 0,5 mg di cabergolina. Gli eccipienti sono lattosio anidro, L-leucina e magnesio stearato.

Descrizione dell’aspetto di Cabergolina ratiopharm e contenuto della confezione

Compresse di colore bianco, piatte di forma ovale, con angoli smussati. Ogni compressa è divisa su un lato e ha ‘CBG’ su un lato e ‘0,5’ sull’altro lato della linea di frattura. Cabergolina ratiopharm 0,5 mg è disponibile in confezioni da 2, 8, 14, 15, 16, 20, 28, 30, 32, 40, 48, 50, 60, 90, 96 e 100 compresse.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate. Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio e Produttore

ratiopharm GmbH DE-89079 Ulm

Germania

Concessionario per la vendita: Teva Italia Srl - Milano

Rilascio dei lotti: TEVA Czech Industries s.r.o., Ostravaska 29, 747 70 Opava-Komarov, Repubblica Ceca Merckle GmbH – Graf Arco Strasse 3 – 89079 Ulm – Germania.

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico

Europeo con le seguenti denominazioni:

Svezia: Cabergoline ratiopharm 0.5mg Tablet.

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il: medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio (o titolare AIC).

Domande frequenti su CABERGOLINA RATIOPHARM

Come si usa CABERGOLINA RATIOPHARM?

CABERGOLINA RATIOPHARM si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

CABERGOLINA RATIOPHARM e disponibile senza ricetta?

No, CABERGOLINA RATIOPHARM e soggetto a prescrizione medica.

Qual e il principio attivo di CABERGOLINA RATIOPHARM?

Il principio attivo di CABERGOLINA RATIOPHARM e CABERGOLINA.

Quali sono gli equivalenti di CABERGOLINA RATIOPHARM?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: CABASER. Il farmacista puo proporle un equivalente.

Chi produce CABERGOLINA RATIOPHARM?

CABERGOLINA RATIOPHARM e prodotto da RATIOPHARM GMBH.

Da quando CABERGOLINA RATIOPHARM e autorizzato in Italia?

CABERGOLINA RATIOPHARM ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2007-12-15.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Cabergolina ratiopharm 0,5 mg compresse

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene 0,5 mg di cabergolina. Eccipienti con effetti noti: lattosio 75,8 mg Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compressa Compresse di colore bianco, piatte, di forma ovale, con angoli smussati. Ogni compressa è divisa su entrambi i lati e ha ‘CBG’ su un lato e ‘0,5’ sull’altro lato della linea di frattura. La compressa può essere divisa in due dosi uguali.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Inibizione della lattazione per motivazioni mediche. Disturbi iperprolattinemici Adenoma ipofisario secernente prolattina Iperprolattinemia idiopatica Si raccomanda che la prescrizione iniziale del medicinale venga effettuata da uno specialista o dopo aver consultato uno specialista.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Adulti: Trattamento dei disturbi iperprolattinemici: La dose iniziale raccomandata è di 0,5 mg di cabergolina alla settimana somministrati in una o due dosi (per es. il lunedì e il giovedì) settimanali. La dose settimanale deve esser

2 aumentata gradualmente, preferibilmente aggiungendo 0,5 mg di cabergolina alla settimana ad intervalli mensili, fino al raggiungimento di una risposta terapeutica ottimale. La dose terapeutica abituale è di 1 mg di cabergolina alla settimana, e può variare da 0,25 mg a 2 mg di cabergolina alla settimana. In pazienti iperprolattinemiche sono state usate dosi fino a 4,5 mg di cabergolina alla settimana. La dose massima giornaliera è di 3 mg. La dose settimanale può essere somministrata in dose singola o divisa in due o più dosi settimanali, a seconda della tollerabilità del paziente. La suddivisione della dose settimanale in somministrazioni multiple è consigliata quando sono indicate dosi superiori a 1 mg di cabergolina alla settimana, poichè la tollerabilità di dosi superiori a 1 mg somministrate in un’unica soluzione settimanalmente è stata valutata solo in un numero limitato di pazienti. Le pazienti devono essere monitorate durante la fase di aggiustamento della posologia, per determinare il dosaggio minore che produce la risposta terapeutica. Inibizione della lattazione: La cabergolina deve essere somministrata entro le prime 24 dopo il parto. La dose terapeutica raccomandata è di 1 mg di cabergolina in dose singola. Nelle donne che allattano trattate per la soppressione della lattazione avviata non si deve superare la dose singola di 0,25 mg di cabergolina, onde evitare la potenziale insorgenza di ipotensione posturale. Pazienti con disfunzione epatica o renale. Per quanto riguarda l’uso nei pazienti con insufficienza epatica e renale, vedere paragrafi 4.3 e 4.4 Popolazione pediatrica: La sicurezza e l’efficacia della cabergolina nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 16 anni non sono state stabilite. Pazienti anziani: In base alle indicazioni per le quali la cabergolina è attualmente consigliata, l’esperienza nei pazienti anziani è molto limitata. I dati disponibili non indicano rischi particolari. Metodo di somministrazione La cabergolina deve essere somministrata per via orale. Al fine di ridurre il rischio di effetti indesiderati di tipo gastrointestinale si raccomanda di assumere la cabergolina, per tutte le indicazioni terapeutiche, durante i pasti.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità alla sostanza attiva, a qualsiasi alcaloide dell’ergot o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 - Anamnesi di patologie fibrotiche di tipo polmonare, pericardico e retroperitoneale. - Anamnesi di psicosi o rischio di psicosi post-partu

3 - Per il trattamento a lungo termine: evidenza di valvulopatia cardiaca, confermata da ecocardiografia eseguita prima del trattamento (vedere paragrafo 4.4).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Osservazioni generali: Come con altri derivati dell’ergot, la cabergolina deve essere somministrata con cautela nei pazienti con gravi malattie cardiovascolari, sindrome di Raynaud, ulcera peptica o emorragia gastrointestinale, o con anamnesi positiva per gravi malattie mentali, in particolare di tipo psicotico. Gli effetti dell’alcol sulla tollerabilità generale della cabergolina sono al momento sconosciuti. Insufficienza epatica In pazienti con grave insufficienza epatica deve essere considerata una riduzione della dose di cabergolina. E’ stato osservato un aumento dell'AUC nei pazienti con grave insufficienza epatica (Child-Pugh C) che hanno ricevuto una singola dose di 1 mg rispetto ai volontari normali e quelli con minor grado di insufficienza epatica. Ipotensione posturale: A seguito di somministrazione di cabergolina può verificarsi ipotensione posturale. E’ richiesta quindi cautela nel caso di somministrazione concomitante di cabergolina con altri farmaci noti per abbassare la pressione sanguigna. Fibrosi e valvulopatia cardiaca e fenomeni clinici possibilmente correlati Dopo uso prolungato di derivati dell’ergot, con attività agonista sui recettori serotoninergici 5HT2B, come la cabergolina, sono stati riportati disturbi fibrotici ed infiammatori a carico delle sierose come pleurite, versamento pleurico, fibrosi pleurica, fibrosi polmonare, pericardite, versamento pericardico, valvulopatia cardiaca con interessamento di una o più valvole (aortica, mitralica e tricuspide) o fibrosi retroperitoneale. In alcuni casi, i sintomi o le manifestazioni di valvulopatia cardiaca sono migliorati dopo l’interruzione del trattamento con cabergolina. In associazione a versamento pleurico/fibrosi è stato osservato un aumento anomalo della velocità di eritrosedimentazione (VES). Pertanto, in caso di anomalo aumento della VES si raccomanda l’esecuzione di una radiografia del torace. La valvulopatia è stata associata a dosi cumulative, pertanto i pazienti devono essere trattati con la dose minima efficace. Ad ogni controllo si deve riesaminare per ogni paziente il rapporto rischio/beneficio del trattamento con cabergolina, per valutare la necessità di proseguire la terapia. Prima di iniziare il trattamento a lungo termine: Tutti i pazienti devono essere sottoposti a valutazione cardiovascolare, comprendente ecocardiogramma, per valutare la presenza potenziale di malattia valvolare asintomatica. Prima di iniziare la terapia è appropriato eseguire inoltre indagini basali sulla velocità di eritrosedimentazione o altri marcatori di infiammazione, test di funzionalità polmonare/esame radiografico del torace e funzionalità renale.

Nei pazienti con reflusso valvolare non è noto se il trattamento con la cabergolina possa aggravare la malattia di base. Se viene accertata malattia valvolare fibrotica, il paziente non deve essere trattato con cabergolina (vedere paragrafo 4.3). Durante il trattamento a lungo termine: Le patologie fibrotiche possono avere un esordio insidioso ed il paziente deve quindi essere regolarmente monitorato per possibili manifestazioni di fibrosi progressiva. Pertanto, durante il trattamento, è necessario prestare attenzione ai segni e sintomi di: •Disturbi pleuropolmonari come dispnea, mancanza di fiato, tosse persistente o dolore toracico •Insufficienza renale o ostruzione vascolare dell’uretere/addome, che può manifestarsi con dolore alla zona lombare/fianchi ed edema agli arti inferiori, e presenza di qualsiasi tipo di massa o dolorabilità addominale che può indicare fibrosi retroperitoneale. •Insufficienza cardiaca, poichè casi di fibrosi valvolare e pericardica si sono spesso manifestati con insufficienza cardiaca. Pertanto, se si verificano tali sintomi è necessario escludere la presenza di fibrosi valvolare (e pericardite costrittiva). E’ essenziale effettuare controlli clinici e diagnostici per eventuale sviluppo di malattie fibrotiche, secondo necessità. Dopo l’inizio del trattamento, il primo ecocardiogramma deve essere eseguito entro 3-6 mesi dall’inizio della terapia, mentre successivamente la frequenza del monitoraggio ecocardiografico deve essere determinata in base ad un’appropriata valutazione clinica individuale, con particolare attenzione ai segni e sintomi sopra menzionati, ma sempre con una frequenza minima di 6-12 mesi. L’assunzione di cabergolina deve essere interrotta se l’ecocardiogramma rivela un nuovo reflusso valvolare o un aggravamento di un reflusso già esistente, restringimento valvolare o ispessimento dei lembi valvolari (vedere paragrafo 4.3). La necessità di ulteriori controlli clinici (per es. esame obiettivo compresa auscultazione cardiaca, radiografia, TAC) deve essere determinata su base individuale. Indagini appropriate aggiuntive come velocità di eritrosedimentazione e creatinina sierica devono essere eseguite, se necessario, per supportare una diagnosi di malattia fibrotica. Sonnolenza/Insorgenza improvvisa di sonno: La cabergolina è stata associata a sonnolenza. Gli agonisti della dopamina possono essere associati ad episodi di sonno con insorgenza improvvisa nei pazienti con morbo di Parkinson. I pazienti devono essere informati di questa possibilità e avvertiti di usare cautela durante la guida di veicoli o l’uso di macchinari durante il trattamento con cabergolina. I pazienti che hanno manifestato sonnolenza e/o un episodio di sonno improvviso devono astenersi dal guidare veicoli o usare macchinari durante il trattamento con cabergolina (vedere paragrafo 4.7). Può essere presa in considerazione una riduzione del dosaggio o l’interruzione della terapia (vedere paragrafo 4.7). Inibizione/Soppressione dell’allattamento fisiologico: Come con altri derivati ergotaminici, la cabergolina non deve essere utilizzata in donne con ipertensione indotta dalla gravidanza, ad esempio preeclampsia o ipertensione post-partum a meno che i potenziali benefici siano ritenuti superiori ai possibili rischi.

Nelle donne che allattano trattate per la soppressione della lattazione avviata non si deve superare la dose singola di 0,25 mg di cabergolina, onde evitare la potenziale insorgenza di ipotensione posturale. (vedere paragrafo 4.2). Trattamento dell’iperprolattinemia: Poichè l’iperprolattinemia accompagnata da amenorrea/galatorrea ed infertilità può essere associata a tumore ipofisario, prima di iniziare il trattamento con cabergolina è indicata una completa valutazione dello stato dell’ipofisi. Si consiglia il controllo dei livelli sierici di prolattina ad intervalli mensili poichè, una volta raggiunto il regime terapeutico efficace, la normalizzazione della prolattina sierica si osserva di solito entro due – quattro settimane. Dopo la sospensione della cabergolina si osserva solitamente una recidiva dell’iperprolattinemia. Tuttavia, in alcuni pazienti è stata osservata una persistente soppressione dei livelli di prolattina per parecchi mesi. La cabergolina ripristina l’ovulazione e la fertilità nelle donne affette da ipogonadismo iperprolattinemico. Prima della somministrazione di cabergolina deve essere esclusa una possibile gravidanza. A causa dell’esperienza clinica ancora limitata ed in considerazione della lunga emivita del prodotto, si raccomanda, come misura precauzionale, che una volta raggiunto un ciclo ovulatorio regolare le donne che intendono pianificare una gravidanza interrompano l’assunzione della cabergolina un mese prima del concepimento designato. Poichè può verificarsi una gravidanza prima della ripresa delle mestruazioni, si raccomanda l’esecuzione di un test di gravidanza almeno ogni 4 settimane durante il periodo di amenorrea e, una volta che le mestruazioni sono state ripristinate, ogni volta che il ciclo ritarda per più di tre giorni. Le donne che non desiderano una gravidanza devono usare un metodo di contraccezione non ormonale durante il trattamento e dopo la sospensione della cabergolina, fino alla ricomparsa di anovulazione. Come misura precauzionale, le donne in gravidanza devono essere monitorate per individuare eventuali segni di ingrossamento ipofisario, poichè durante la gestazione può verificarsi un’espansione di tumori ipofisari preesistenti. Insufficienza renale: Non sono state osservate differenze generali nella farmacocinetica della cabergolina in presenza di malattia renale da moderata a grave. La farmacocinetica di cabergolina non è stata studiata nei pazienti con insufficienza renale allo stadio terminale o nei pazienti emodializzati; questi pazienti devono essere pertanto trattati con cautela. Perdita di liquido cerebrospinale In alcuni pazienti che assumevano cabergolina per il trattamento di adenomi secernenti prolattina si è verificata rinorrea di liquido cerebrospinale. Il meccanismo alla base di questa liquorrea non è stato ancora completamente chiarito. Molto probabilmente si produce una fissurazione alla base del cranio, dovuta al restringimento del tumore sensibile agli agonisti della dopamina, attraverso la quale fuoriesce il liquido. I pazienti che presentano una fissurazione non sigillata, sono a rischio di sviluppo di meningite. Disturbo del controllo degli impulsi I pazienti devono essere regolarmente monitorati per lo sviluppo di disturbi del controllo degli impulsi. I pazienti e coloro che si occupano dei pazienti devono essere consapevoli che i sintomi comportamentali del disturbo del controllo degli impulsi incluso gioco d’azzardo patologico, aumento della libido, ipersessualità, shopping compulsivo o spesa eccessiva, bulimia e impulso incontrollato ad alimentarsi, possono verificarsi in pazienti trattati con agonisti della dopamina, incluso cabergolin

6 ratiopharm. Una riduzione della dose/ sospensione graduale fino ad interruzione dovrebbero essere considerati se tali sintomi si sviluppano. Altro Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Non sono disponibili informazioni sulle possibili interazioni tra cabergolina ed altri alcaloidi dell’ergot, pertanto l’uso concomitante di questi medicinali durante il trattamento a lungo termine con cabergolina non è consigliato. Poichè la cabergolina esercita il suo effetto terapeutico mediante stimolazione diretta dei recettori dopaminergici, non deve essere somministrata in concomitanza con farmaci che hanno un’azione antagonista sulla dopamina (come fenotiazine, butirrofenoni, tioxanteni, metoclopramide), poichè possono ridurre l’effetto terapeutico della cabergolina. Come con altri derivati dell’ergot, la cabergolina non deve essere usata in associazione con antibiotici macrolidi (ad es. eritromicina), a causa dell’aumento della biodisponibilità sistemica. Devono essere prese in considerazione interazioni con altri medicinali che riducono la pressione sanguigna. In studi su pazienti con il morbo di Parkinson non sono state osservate interazioni farmacocinetiche con L-dopa o selegilina.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Non ci sono studi adeguati e ben controllati sull’uso di cabergolina nelle donne in gravidanza. Studi condotti su animali non hanno mostrato effetti teratogeni, ma è stata osservata ridotta fertilità ed embiotossicità in associazione con l’attività farmacodinamica (vedi paragrafo 5.3) Da uno studio osservazionale della durata di dodici anni sugli esiti in gravidanza della terapia con cabergolina, sono state ricavate informazioni relative a 256 gravidanze. Diciassette di queste 256 gravidanze (6,6%) si sono concluse con malformazioni congenite importanti o con l’aborto. Sono disponibili informazioni relative a 23 bambini su 258 che presentavano un totale di 27 anomalie neonatali, sia di carattere maggiore che minore. Le anomalie neonatali più comunemente riscontrate sono state le malformazioni di tipo muscoloscheletrico (10), seguite da anomalie di tipo cardiopolmonare (5). Non sono disponibili informazioni su patologie perinatali o sullo sviluppo nel lungo termine di bambini esposti alla cabergolina durante la vita intrauterina. Sulla base dei dati più recenti della letteratura, la prevalenza di malformazioni congenite maggiori nella popolazione generale è del 6,9% o superiore. I tassi di anomalie congenite variano tra le diverse popolazioni. Non è possibile determinare con accuratezza se sussista o meno un aumento del rischio, poichè non è stato inserito nessun gruppo di controllo.

La cabergolina non deve essere usata durante la gravidanza se non chiaramente indicato e previa accurata valutazione rischio / beneficio (vedere paragrafo 4.4 - Trattamento dell’iperprolattinemia). A causa della lunga emivita del farmaco e dei dati limitati sull'esposizione in utero, le donne che stanno pianificando una gravidanza devono interrompere l’assunzione di cabergolina un mese prima del concepimento designato. Se il concepimento si verifica durante la terapia, il trattamento deve essere interrotto non appena viene confermata la gravidanza, per limitare l’esposizione fetale al farmaco. Come misura precauzionale, le donne in gravidanza devono essere monitorate per individuare eventuali segni di ingrossamento ipofisario, poichè durante la gestazione può verificarsi un’espansione di tumori ipofisari preesistenti. La cabergolina ripristina l’ovulazione e la fertilità nelle donne affette da ipogonadismo iperprolattinemico: poichè può verificarsi una gravidanza prima della ripresa delle mestruazioni, si raccomanda l’esecuzione di un test di gravidanza durante il periodo di amenorrea e, una volta che le mestruazioni sono state ripristinate, ogni volta che il ciclo ritarda per più di tre giorni. Allattamento Nel ratto la cabergolina e/o i suoi metaboliti vengono escreti nel latte. Non sono disponibili informazioni sull’escrezione nel latte materno umano; tuttavia, le madri devono essere avvertite di non allattare al seno in caso di fallimento dell’inibizione/soppressione della lattazione da parte della cabergolina. La cabergolina non deve essere somministrate alle madri con iperprolattinemia che intendono allattare i loro bambini al seno, poichè previene la lattazione.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Cabergolina riduce la pressione sanguigna, e quindi può compromettere le reazioni di alcuni pazienti. Ciò va tenuto in considerazione in situazioni che richiedono un’alta vigilanza, come la guida di veicoli o l’uso di macchinari. All’inizio del trattamento i pazienti devono prestare attenzione durante l’esecuzione di azioni che richiedono una reazione rapida ed accurata I pazienti trattati con cabergolina che manifestano sonnolenza devono essere informati di astenersi dalla guida o dall’intraprendere qualsiasi attività che possa esporre loro stessi o altri al rischio di grave danno o di morte, (per es. uso di macchinari), fino a quando tali episodi di sonnolenza siano scomparsi(vedere paragrafo 4.4).

4.8 Effetti indesiderati

I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati e riportati durante il trattamento con cabergolina, secondo le seguenti frequenze: Molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1.000, ≤1/100); raro (≥1/10.000, ≤1/1.000); molto raro (≤1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Classificazione per sistemi e organi secondo Frequenza Eventi Avvers

MedDRA Disturbi del sistema immunitario Non comune Reazione di ipersensibilità Disturbi psichiatrici Comune Depressione Non comune Aumento della libido Non nota Aggressività, deliri, ipersessualità, gioco d’azzardo patologico, disturbi psicotici, allucinazioni Patologie del sistema nervoso Molto comune Mal di testa1 ,capogiri/vertigini1 Comune Sonnolenza Non comune Emianopsia transitoria, sincope, parestesia Non nota Attacchidi sonno improvvisi, tremori Patologie dell’occhio Non nota Disturbi visivi Patologie cardiache Molto comune Valvulopatia (compreso rigurgito) e disturbi correlati (pericardite ed effusione pericardica) Non comune Palpitazioni Non nota Angina pectoris Patologie vascolari Comune La Cabergolina generalmente esercita un effetto ipotensivo nei pazienti in trattamento prolungato; ipotensione posturale; vampate di calore/arrossamento del viso 2 Non comune Vasospasmo digitale, svenimento Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune Dispnea, versamento pleurico, fibrosi (inclusa fibrosi polmonare), epistassi Molto raro Fibrosi pleurica Non nota Disturbi respiratori, insufficienza respiratoria, pleurite, dolore toracico Patologie gastrointestinali Molto comune Nausea1 ,dispepsia, gastrite, dolore addominale1 Comune Costipazione, vomito2 Raro Dolore epigastrico Patologie epatobiliari Non nota Alterazione della funzionalità epatica Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune Rash, alopecia Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Non comune Crampi alle gambe Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Comune Dolore al petto Patologie sistemiche e condizioni relative alla Molto comune Astenia3 , affaticamento Non comune Edema, edema periferic

9 sede di somministrazione Non nota E’ possibile l’insorgenza di rinorrea di liquido cerebrospinale (vedere paragrafo 4.4). Esami diagnostici Comune Diminuzione asintomatica della pressione sanguigna (≥ 20 mmHg per la pressione sistolica e ≥ 10 mmHg per la pressione diastolica) Non comune E’ stata osservata una diminuzione dei valori dell’emoglobina nelle donne durante il periodo di amenorrea nel corso dei primi mesi successivi al ciclo mestruale Non nota Aumento della creatin fosfochinasi ematica, alterazione dei test di funzionalità epatica 1 Molto comune nei pazienti trattati per iperprolattinemia; Comune nei pazienti trattati per inibizione/soppressione della lattazione 2 Comune nei pazienti trattati per iperprolattinemia; Non comune nei pazienti trattati per inibizione/soppressione della lattazione 3 Molto comune nei pazienti trattati per iperprolattinemia; Non comune nei pazienti trattati per inibizione/soppressione della lattazione Disturbi del controllo degli impulsi Gioco d’azzardo patologico, aumento della libido, ipersessualità, shopping compulsivo o spesa eccessiva, bulimia e impulso incontrollato ad alimentarsi, possono verificarsi in pazienti trattati con agonisti della dopamina, incluso cabergolina ratiopharm (vedere paragrafo 4.4). Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili

4.9 Sovradosaggio

I sintomi di sovradosaggio sono probabilmente da attribuire all’iperstimolazione dei recettori dopaminergici, come ad esempio nausea, vomito, disturbi gastrici, ipotensione posturale, confusione/psicosi o allucinazioni. Devono essere adottate misure di supporto per eliminare il farmaco non assorbito e mantenere un’adeguata pressione sanguigna, se necessario. Inoltre, può essere consigliabile la somministrazione di antagonisti della dopamina.

5. Proprieta’ farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Inibitori della prolattina codice ATC: G02CB03 La cabergolina è un alcaloide sintetico dell’ergot ed un derivato dell’ergolina, con un prolungato effetto dopamino-agonista e proprietà inibenti la prolattina. L’effett

10 dopaminergico centrale della cabergolina si ottiene tramite stimolazione dei recettori D2 a dosi maggiori di quelle necessarie per ridurre i livelli sierici di prolattina. L’effetto di riduzione della prolattina è dose-dipendente, ed inizia entro 3 ore dalla somministrazione, persistendo per 2-3 settimane. L’effetto prolungato assicura che una singola dose è generalmente sufficiente per interrompere la secrezione di latte. Nel trattamento della iperprolattinemia, i livelli sierici di prolattina si normalizzano generalmente entro due o quattro settimane dal raggiungimento della dose terapeutica ottimale. La prolattina può risultare significativamente ridotta anche per parecchi mesi dopo la sospensione del trattamento. Per quanto riguarda gli effetti endocrini della cabergolina non correlati all’azione antiprolattinemica, i dati disponibili nell’uomo confermano le osservazioni sperimentali ottenute negli animali, indicando che il medicinale è dotato di un’azione molto selettiva, senza alcun effetto sulla secrezione basale di altri ormoni ipofisari o di cortisolo. L’unica azione farmacodinamica della cabergolina non correlata all’effetto terapeutico riguarda la diminuzione della pressione sanguigna. Il massimo effetto ipotensivo della cabergolina in dose singola si verifica generalmente entro 6 ore dall’assunzione del farmaco ed è dose-dipendente sia in termini di diminuzione massima che di frequenza.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Dopo somministrazione orale la cabergolina viene assorbita rapidamente dal tratto gastrointestinale, infatti il picco di concentrazione plasmatica si raggiunge entro 0,5 - 4 ore dalla somministrazione. Il cibo non sembra interferire con l’assorbimento e la disponibilità della cabergolina. Distribuzione Sperimentazioni in-vitro hanno mostrato che la cabergolina, a concentrazioni di 0,1 – 10 ng/ml, si lega per il 41-42% alle proteine plasmatiche. Biotrasformazione Il metabolita principale identificato nell’urina è la 6-allil-8ß-carbossi-ergolina, pari al 4-6% della dose. Altri tre metaboliti sono stati identificati nell’urina, per un totale inferiore al 3% della dose. Si è osservato che i metaboliti sono molto meno potenti della cabergolina nella inibizione della secrezione di prolattina in-vitro. Eliminazione L’emivita di eliminazione della cabergolina è lunga (63-68 ore nei volontari sani e 79-115 ore nei pazienti iperprolattinemici). Sulla base dell’emivita di eliminazione, le condizioni di stato stazionario si raggiungono dopo 4 settimane, come confermato dal picco medio dei livelli plasmatici della cabergolina ottenut

11 dopo dose singola (37 ± 8 pg/ml) e dopo 4 settimane di somministrazioni ripetute (101 ± 43 pg/ml) con una dose di cabergolina da 0,5 mg. Dieci giorni dopo la soministrazione, il 18% ed il 72% della dose viene rinvenuto rispettivamente nell’urina e nelle feci. La quota di cabergolina immodificata nell’urina è pari al 2-3% della dose. Linearità/Non linearità Il profilo farmacinetico risulta lineare fino a 7 mg al giorno.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Nel topo trattato con cabergolina a dosi fino a 8 mg/kg/die (circa 55 volte la dose massima raccomandata nell’uomo) durante il periodo dell’organogenesi, sono stati osservati effetti tossici per la madre ma non effetti teratogeni. La somministrazione di una dose di 0,012 mg/kg/die (circa 1/7 della dose massima raccomandata nell’uomo) durante il periodo dell’organogenesi nel ratto ha indotto un aumento delle perdite embriofetali post-impianto. Queste perdite potrebbero essere dovute alle proprietà inibenti la prolattina della cabergolina nel ratto. La somministrazione di dosi giornaliere di cabergolina pari a 0,5 mg/kg/die (circa 19 volte la dose massima raccomandata nell’uomo) durante il periodo dell’organogenesi nel coniglio, ha indotto tossicità materna caratterizzata da una perdita di peso corporeo ed una riduzione del consumo di cibo. A dosi di 4 mg/kg/die (circa 150 volte la dose massima raccomandata nell’uomo) durante il periodo dell’organogenesi nel coniglio, la cabergolina ha causato un incremento del numero di malformazioni di varia natura. Tuttavia, in un altro studio nel coniglio, con dosi fino a 8 mg/kg/die (circa 300 volte la dose massima raccomandata nell’uomo), non sono state osservate malformazioni correlate al trattamento o tossicità embrio-fetale. Quasi tutte le evidenze riportate in una serie di studi preclinici di sicurezza sono una conseguenza degli effetti dopaminergici centrali o di inibizione prolungata della prolattina in specie (roditori) con una specifica fisiologia ormonale, diversa da quella umana.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Lattosio anidro L-Leucina Magnesio stearato (E572)

6.2 Incompatibilità

Non pertinente

6.3 Periodo di validità

3 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità. La bustina essiccante contenente gel di silice non deve essere rimossa dal flacone.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Flaconi di vetro marrone (tipo III) contenenti una bustina essiccante con gel di silice. Il flacone di vetro marrone è dotato di membrana di alluminio ermeticamente sigillata a prova di bambino e di un coperchio in polipropilene a prova di bambino. Astuccio esterno. Dimensioni delle confezioni: 2, 8, 14, 15, 16, 20, 28, 30, 32, 40, 48, 50, 60, 90, 96, 100 compresse. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

ratiopharm GmbH DE-89079 Ulm Germania

8. Numero(i) dell'autorizzazione all'immissione in commercio

0,5 mg; compresse; 2 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576016 0,5 mg; compresse; 8 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576028 0,5 mg; compresse; 14 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576030 0,5 mg; compresse; 15 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576042 0,5 mg; compresse; 16 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576055 0,5 mg; compresse; 20 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576067 0,5 mg; compresse; 28 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576079 0,5 mg; compresse; 30 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576081 0,5 mg; compresse; 32 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576093 0,5 mg; compresse; 40 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576105 0,5 mg; compresse; 48 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576117 0,5 mg; compresse; 50 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576129 0,5 mg; compresse; 60 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576131 0,5 mg; compresse; 90 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576143 0,5 mg; compresse; 96 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576156 0,5 mg; compresse; 100 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576168

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell'autorizzazione

Determinazione AIFA AIC/N 652 del 22/11/2007 – GU n. 291 del 15/12/2007

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10. Data di revisione del testo

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO

1. Denominazione del medicinale

Cabergolina ratiopharm 1 mg compresse

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene 1 mg di cabergolina. Eccipienti con effetti noti: lattosio 75,3 mg Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compressa Compresse di colore bianco di forma ovale, biconvesse. Ogni compressa è divisa su entrambi i lati e ha ‘CBG’ su un lato e ‘1’ sull’altro lato della linea di frattura. La compressa può essere divisa in due dosi uguali.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento del morbo di Parkinson: Quando viene ritenuto opportuno il trattamento dei segni e dei sintomi del morbo di Parkinson con un farmaco agonista della dopamina, la cabergolina è indicata come terapia di seconda linea nei pazienti intolleranti o che non abbiano risposto al trattamento con farmaci non derivati dall’ergotamina, sia in monoterapia sia in associazione alla levodopa in combinazione con un inibitore della dopa-decarbossilasi. Il trattamento deve essere intrapreso sotto la supervisione di un medico specialista. Il beneficio derivante da un trattamento continuato deve essere periodicamente rivalutato, tenendo conto del rischio di reazioni fibrotiche e valvulopatia (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 4.8).

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Pazienti adulti ed anziani: Come noto per gli agonisti dopaminergici, la dose ottimale in termini sia di efficacia che di effetti indesiderati sembra essere legata alla sensibilità individuale. L’ottimizzazione dell

15 dose deve essere ottenuta con una lenta titolazione, cominciando da dosi giornaliere iniziali di 0,5 mg di cabergolina (nei pazienti di nuova diagnosi) e 1 mg di cabergolina (nei pazienti già in trattamento con L dopa). Nel caso di somministrazione concomitante, il dosaggio di levodopa deve essere gradualmente ridotto, mentre la dose di cabergolina viene aumentata, fino al raggiungimento dell’equilibrio ottimale tra i due farmaci. In considerazione della lunga emivita del farmaco, gli incrementi della dose giornaliera pari a 0,5-1 mg di cabergolina devono essere effettuati settimanalmente (nelle settimane iniziali) o ad intervalli bisettimanali, fino al raggiungimento della dose ottimale. La dose terapeutica raccomandata varia da 2 a 3 mg di cabergolina /die in terapia associata con levodopa/carbidopa. La dose massima giornaliera è di 3 mg. La cabergolina deve essere somministrata in dose singola giornaliera. Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia della cabergolina non sono state stabilite nei bambini o negli adolescenti, poichè il morbo di Parkinson non colpisce questa fascia di popolazione. Pazienti con disfunzione epatica o renale Per i pazienti con grave disfunzione epatica o insufficienza renale allo stadio terminale, vedere paragrafi 4.4. Metodo di somministrazione La cabergolina deve essere somministrata per via orale. Al fine di ridurre il rischio di effetti indesiderati di tipo gastrointestinale si raccomanda di assumere la cabergolina, per tutte le indicazioni terapeutiche, durante i pasti.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità alla sostanza attiva, a qualsiasi alcaloide dell’ergot o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 . - Anamnesi di malattia fibrotica polmonare, pericardica e retroperitoneale. - Per il trattamento a lungo termine: Evidenza di valvulopatia cardiaca, confermata da ecocardiografia eseguita prima del trattamento (vedere paragrafo 4.4).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Osservazioni generali Come con altri derivati dell’ergot, la cabergolina deve essere somministrata con cautela nei pazienti con grave malattia cardiovascolare, sindrome di Raynaud, ulcera peptica o emorragia gastrointestinale, o con anamnesi positiva per gravi disturbi mentali, in particolare di tipo psicotico. Gli effetti dell’alcol sulla tollerabilità generale della cabergolina sono al momento sconosciuti. Insufficienza epatica: Si devono prendere in considerazione dosi inferiori di cabergolina per i pazienti con grave insufficienza epatica. Rispetto ai volontari sani e ai soggetti con grado minore di insufficienza epatica, è stato osservato un aumento dell’AUC nei pazienti con grave insufficienza epatica (Classe C di Child-Pugh) che assumevano una dose singola da 1 mg. Ipotensione posturale:

A seguito di somministrazione di cabergolina, in particolare nei primi giorni di utilizzo, può verificarsi ipotensione posturale. E’ richiesta quindi cautela nel caso di somministrazione concomitante di cabergolina con altri farmaci noti per abbassare la pressione sanguigna. Fibrosi e valvulopatia cardiaca e fenomeni clinici possibilmente correlati: Dopo uso prolungato di derivati dell’ergot, con attività agonista sui recettori serotoninergici 5HT2B, come la cabergolina, sono stati riportati disturbi fibrosici ed infiammatori a carico delle sierose come pleurite, versamento pleurico, fibrosi pleurica, fibrosi polmonare, pericardite, versamento pericardico, valvulopatia cardiaca con interessamento di una o più valvole (aortica, mitralica e tricuspide) o fibrosi retroperitoneale. In alcuni casi, i sintomi o le manifestazioni di valvulopatia cardiaca sono migliorati dopo interruzione del trattamento con cabergolina. In associazione a versamento pleurico/fibrosi è stato osservato un aumento anomalo della velocità di eritrosedimentazione (VES). Pertanto, in caso di anomalo aumento della VES si raccomanda l’esecuzione di un radiografia del torace. Anche le misurazioni dei livelli di creatinina sierica possono essere di supporto alla diagnosi di malattia fibrotica. L’interruzione dell’assunzione di cabergolina successiva alla diagnosi di versamento pleurico/fibrosi polmonare o valvulopatia, ha prodotto un miglioramento dei segni e sintomi relativi (vedere paragrafo 4.3). La valvulopatia è stata associata a dosi cumulative, pertanto i pazienti devono essere trattati con la dose minima efficace. Ad ogni controllo si deve riesaminare per ogni paziente il rapporto rischio/beneficio del trattamento con cabergolina, per valutare la necessità di proseguire la terapia. Prima di iniziare il trattamento a lungo termine Tutti i pazienti devono essere sottoposti a valutazione cardiovascolare, compreso ecocardiogramma, per valutare la presenza potenziale di malattia valvolare asintomatica. Prima di iniziare la terapia è appropriato eseguire inoltre indagini basali sulla velocita di eritrosedimentazione o altri marcatori di infiammazione, test di funzionalità polmonare/esame radiografico del torace e funzionalità renale. Nei pazienti con reflusso valvolare non è noto se il trattamento con la cabergolina possa aggravare la malattia di base. Se viene accertata malattia valvolare fibrotica, il paziente non deve essere trattato con cabergolina (vedere paragrafo 4.3). Durante il trattamento a lungo termine Le malattie fibrotiche possono avere un esordio insidioso ed il paziente deve quindi essere regolarmente monitorato per possibili manifestazioni di fibrosi progressiva. Pertanto, durante il trattamento, è necessario prestare attenzione ai segni e sintomi di: • Malattia pleuropolmonare, come dispnea, mancanza di fiato, tosse persistente o dolore toracico. • Insufficienza renale o ostruzione vascolare dell’uretere/addome, che può manifestarsi con dolore alla zona lombare/fianchi ed edema agli arti inferiori, e presenza di qualsiasi tipo di massa o dolorabilità addominale che può indicare fibrosi retroperitoneale.

17 • Insufficienza cardiaca, poichè casi di fibrosi valvolare e pericardica si sono spesso manifestati con insufficienza cardiaca. Pertanto, se si verificano tali sintomi è necessario escludere la presenza di fibrosi valvolare (e pericardite costrittiva). E’ essenziale effettuare controlli clinici e diagnostici per eventuale sviluppo di malattie fibrotiche, secondo necessità. Dopo l’inizio del trattamento, il primo ecocardiogramma deve essere eseguito entro 3-6 mesi; successivamente la frequenza del monitoraggio ecocardiografico deve essere determinata in base ad un’appropriata valutazione clinica individuale, con particolare attenzione ai segni e sintomi sopra menzionati, ma sempre con una frequenza minima di almeno 6-12 mesi. L’assunzione di cabergolina deve essere interrotta se l’ecocardiogramma rivela un nuovo reflusso valvolare o l’aggravamento di un reflusso già esistente, restringimento valvolare, ispessimento dei lembi valvolari o valvulopatia fibrotica (vedere paragrafo 4.3). La necessità di ulteriori controlli clinici (per es. esame obiettivo compresa auscultazione cardiaca, radiografia, TAC) deve essere determinata su base individuale. Indagini appropriate aggiuntive come velocità di eritrosedimentazione e creatinina sierica devono essere eseguite, se necessario, per supportare una diagnosi di malattia fibrotica. Sonnolenza/Insorgenza improvvisa di sonno La cabergolina è stata associata a sonnolenza ed episodi di sonno con insorgenza improvvisa nei pazienti con morbo di Parkinson. E’ stata riportata l’insorgenza improvvisa di sonno durante le attività diurne, in alcuni casi senza consapevolezza o segni premonitori. I pazienti devono essere informati di questa possibilità e avvertiti di usare cautela durante la guida di veicoli o l’uso di macchinari nel corso del trattamento con cabergolina. I pazienti che hanno manifestato sonnolenza e/o un episodio di sonno improvviso devono astenersi dal guidare veicoli o usare macchinari. Può essere presa in considerazione una riduzione del dosaggio o l’interruzione della terapia (vedere paragrafo 4.7). Insufficienza renale Non sono state osservate differenze generali nella farmacocinetica della cabergolina in presenza di malattia renale da moderata a grave. La farmacocinetica di cabergolina non è stata studiata nei pazienti con insufficienza renale allo stadio terminale o nei pazienti emodializzati; questi pazienti devono essere pertanto trattati con cautela. Disturbo del controllo degli impulsi I pazienti devono essere regolarmente monitorati per lo sviluppo di disturbi del controllo degli impulsi. I pazienti e coloro che si occupano dei pazienti devono essere consapevoli che i sintomi comportamentali del disturbo del controllo degli impulsi incluso gioco d’azzardo patologico, aumento della libido, ipersessualità, shopping compulsivo o spesa eccessiva, bulimia e impulso incontrollato ad alimentarsi, possono verificarsi in pazienti trattati con agonisti della dopamina, incluso cabergolina ratiopharm. Una riduzione della dose/ sospensione graduale fino ad interruzione dovrebbero essere considerati se tali sintomi si sviluppano. Altro Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

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4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Negli studi clinici è stato permesso l’uso concomitante di agonisti antiparkinsoniani non dopaminergici (ad es. selegilina, amantadina, biperiden, triesifenidil) nei pazienti trattati con cabergolina. Negli studi che hanno valutato le interazioni farmacocinetiche della cabergolina con L-dopa o selegilina, non sono state osservate interazioni. Non sono disponibili informazioni relative all’interazione tra cabergolina ed altri alcaloidi dell’ergot; pertanto, l’uso concomitante di questi medicinali nel trattamento a lungo termine con cabergolina non è raccomandato. Poichè la cabergolina esercita il suo effetto terapeutico mediante stimolazione diretta dei recettori dopaminergici, non deve essere somministrata in concomitanza con farmaci che hanno un’azione antagonista sulla dopamina (come fenotiazine, butirrofenoni, tioxanteni, metoclopramide), poichè possono ridurre l’effetto terapeutico della cabergolina. Come con altri derivati dell’ergot, la cabergolina non deve essere usata in associazione con antibiotici macrolidi (ad es. eritromicina), a causa dell’aumento della biodisponibilità sistemica. Devono essere prese in considerazione interazioni con altri medicinali che riducono la pressione sanguigna.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Non ci sono studi adeguati e ben controllati sull’uso di cabergolina nelle donne in gravidanza. Studi condotti su animali non hanno mostrato effetti teratogeni, ma è stata osservata ridotta fertilità ed embriotossicità in associazione con l’attività farmacodinamica (vedi paragrafo 5.3) Da uno studio osservazionale della durata di dodici anni sugli esiti in gravidanza della terapia con cabergolina, sono state ricavate informazioni relative a 256 gravidanze. Diciassette di queste 256 gravidanze (6,6%) si sono concluse con malformazioni congenite maggiori o con l’aborto. Sono disponibili informazioni relative a 23 bambini su 258 che presentavano un totale di 27 anomalie neonatali, sia di carattere maggiore che minore. Le anomalie neonatali più comunemente riscontrate sono state le malformazioni di tipo muscoloscheletrico (10), seguite da anomalie di tipo cardiopolmonare (5). Non sono disponibili informazioni su patologie perinatali o sullo sviluppo nel lungo termine di bambini esposti alla cabergolina durante la vita intrauterina. Sulla base dei dati più recenti della letteratura, la prevalenza di malformazioni congenite maggiori nella popolazione generale è del 6,9% o superiore. I tassi di anomalie congenite variano tra le diverse popolazioni. Non è possibile determinare con accuratezza se sussista o meno un aumento del rischio, poichè non è stato inserito nessun gruppo di controllo. Si raccomanda di adottare metodi contraccettivi durante il trattamento con la cabergolina. La cabergolina non deve essere usata durante la gravidanza se non chiaramente indicato e previa accurata valutazione rischio / beneficio. A causa della lunga emivita del farmaco e dei dati limitati sull'esposizione in utero, le donne che stanno pianificando una gravidanza devono interrompere l’assunzione di cabergolina un mese prima del concepimento designato. Se il concepimento si verifica durante la terapia, il trattamento deve essere interrotto non appen

19 viene confermata la gravidanza, per limitare l’esposizione fetale al farmaco. Come misura precauzionale, le donne in gravidanza devono essere monitorate per individuare eventuali segni di ingrossamento ipofisario, poichè durante la gestazione può verificarsi un’espansione di tumori ipofisari preesistenti. La cabergolina ripristina l’ovulazione e la fertilità nelle donne affette da ipogonadismo iperprolattinemico: poichè può verificarsi una gravidanza prima della ripresa delle mestruazioni, si raccomanda l’esecuzione di un test di gravidanza durante il periodo di amenorrea e, una volta che le mestruazioni sono state ripristinate, ogni volta che il ciclo ritarda per più di tre giorni. Le donne che non desiderano una gravidanza devono usare un metodo di contraccezione non ormonale durante il trattamento e dopo la sospensione di cabergolina. La contraccezione deve essere proseguita per almeno 4 settimane dopo l’interruzione del trattamento con cabergolina. Allattamento Nel ratto, la cabergolina e/o i suoi metaboliti vengoni escreti nel latte materno. Non sono disponibili informazioni riguardo l’escrezione nel latte materno umano; tuttavia, è attesa una inibizione/soppressione della lattazione da parte della cabergolina, in considerazione delle sue proprietà dopamino-agoniste. Le madri devono essere avvisate di non allattare al seno durante il trattamento con la cabergolina.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Cabergolina riduce la pressione sanguigna, e quindi può compromettere le reazioni di alcuni pazienti. Ciò va tenuto in considerazione in situazioni che richiedono un’alta vigilanza, come la guida di veicoli o l’uso di macchinari. All’inizio del trattamento i pazienti devono prestare attenzione durante l’esecuzione di azioni che richiedono una reazione rapida ed accurata I pazienti trattati con cabergolina che manifestano sonnolenza e/o insorgenza di episodi di sonno improvviso devono essere informati di astenersi dalla guida o dall’intraprendere qualsiasi attività dove la compromissione dei riflessi possa esporre loro stessi o altri al rischio di grave danno o di morte (ad es. uso di macchinari), fino a quando tali episodi di sonnolenza non si siano risolti (vedere paragrafo 4.4).

4.8 Effetti indesiderati

I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati e riportati durante il trattamento con cabergolina, con le frequenze indicate di seguito: Molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1.000, ≤1/100); raro (≥1/10.000, ≤1/1.000); molto raro (≤1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Frequenza Eventi Avversi Disturbi del sistema immunitario Non comune Reazione di ipersensibilità Disturbi psichiatrici Comune Allucinazioni, disturbi del sonno, aumento della libido, confusion

Non comune Deliri, disturbi psicotici Non nota Aggressività, ipersessualità, gioco d’azzardo patologico Patologie del sistema nervoso Comune Mal di testa, sonnolenza, capogiri/vertigini, discinesia Non comune Ipercinesia Non nota Attacchidi sonno improvvisi, sincope,tremori Patologie dell’occhio Non nota Disturbi visivi Patologie cardiache Molto comune Valvulopatia (compreso rigurgito) e disturbi correlati (pericardite ed effusione pericardica) Comune * Angina pectoris Patologie vascolari Comune La Cabergolina generalmente esercita un effetto ipotensivo nei pazienti in trattamento prolungato; ipotensione posturale; Non comune Eritromelalgia Non nota Vasospasmo digitale Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Comune Dispnea Non comune Versamento pleurico, fibrosi polmonare Molto raro Fibrosi ( inclusa fibrosi pleurica) Non nota Disturbi respiratori, insufficienza respiratoria, pleurite, dolore toracico Patologie gastrointestinali Molto comune Nausea Comune Costipazione, dispepsia, gastrite, vomito Patologie epatobiliari Non comune Alterazione della funzionalità epatica Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune Rash Non nota Alopecia Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Non nota Crampi alle gambe Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune Edema periferico Comune Astenia Non comune Edema, affaticamento Esami diagnostici Comune Alterazione dei test di funzionalità epatica, Diminuzione dei valori di emoglobina, ematocrito, e/o globuli rossi (>15% rispetto al basale) Non nota Aumento della creatin fosfochinasi ematica * Quando è concomitante la terapia con Levodopa Disturbi del controllo degli impuls

Gioco d’azzardo patologico, aumento della libido, ipersessualità, shopping compulsivo o spesa eccessiva, bulimia e impulso incontrollato ad alimentarsi, possono verificarsi in pazienti trattati con agonisti della dopamina, incluso cabergolina ratiopharm (vedere paragrafo 4.4). Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili

4.9 Sovradosaggio

I sintomi di sovradosaggio sono probabilmente da attribuire all’iperstimolazione dei recettori dopaminergici, come ad esempio nausea, vomito, disturbi gastrici, ipotensione posturale, confusione/psicosi o allucinazioni. Devono essere adottate misure di supporto per eliminare il farmaco non assorbito e mantenere un’adeguata pressione sanguigna, se necessario Inoltre, può essere consigliabile la somministrazione di dopamino-antagonisti.

5. Proprieta’ farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Agonisti della dopamina codice ATC: N04BC06 La cabergolina è un alcaloide sintetico dell’ergot ed un derivato dell’ergolina, con un prolungato effetto dopamino-agonista e proprietà inibenti la prolattina. L’effetto dopaminergico centrale della cabergolina si ottiene tramite stimolazione dei recettori D2 a dosi maggiori di quelle necessarie per ridurre i livelli sierici di prolattina. Studi clinici controllati hanno dimostrato che la cabergolina è efficace ad una dose media di 4 mg/die dopo titolazione (fino a 5-6 mg di cabergolina/die nei diversi studi). La cabergolina riduce le fluttuazioni giornaliere della funzione motoria nei pazienti con morbo di Parkinson trattati con levodopa/carbidopa. Nei pazienti di nuova diagnosi, l’incidenza di miglioramento clinico dopo somministrazione di cabergolina in monoterapia è risultata un po’ inferiore rispetto a quella della levodopa/carbidopa. Per quanto riguarda gli effetti endocrini della cabergolina non correlati all’azione antiprolattinemica, i dati disponibili nell’uomo confermano le osservazioni sperimentali ottenute negli animali, indicando che il medicinale è dotato di un’azione molto selettiva, senza alcun effetto sulla secrezione basale di altri ormoni ipofisari o di cortisolo. L’unica azione farmacodinamica della cabergolina non correlata all’effetto terapeutico riguarda la diminuzione della pressione sanguigna. Il massimo effetto ipotensivo della cabergolina in dose singola si verifica generalmente entro 6 ore dall’assunzione del farmaco ed è dose-dipendente sia in termini di diminuzione massima che di frequenza.

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5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Dopo somministrazione orale la cabergolina viene assorbita rapidamente dal tratto gastrointestinale, infatti il picco di concentrazione plasmatica si raggiunge entro 0,5 - 4 ore dalla somministrazione. Il cibo non sembra interferire con l’assorbimento e la disponibilità della cabergolina. Distribuzione Sperimentazioni in-vitro hanno mostrato che la cabergolina, a concentrazioni di 0,1 – 10 ng/ml, si lega per il 41-42% alle proteine plasmatiche. Biotrasformazione Il metabolita principale identificato nell’urina è la 6-allil-8ß-carbossi-ergolina, pari al 4-6% della dose. Altri tre metaboliti sono stati identificati nell’urina, per un totale inferiore al 3% della dose. Si è osservato che i metaboliti sono molto meno potenti della cabergolina nella inibizione della secrezione di prolattina in-vitro. Eliminazione L’emivita di eliminazione della cabergolina è lunga (63-68 ore nei volontari sani e 79-115 ore nei pazienti iperprolattinemici). Sulla base dell’emivita di eliminazione, le condizioni di stato stazionario si raggiungono dopo 4 settimane, come confermato dal picco medio dei livelli plasmatici della cabergolina ottenuto dopo dose singola (37 ± 8 pg/ml) e dopo 4 settimane di somministrazioni ripetute (101 ± 43 pg/ml) con una dose di cabergolina da 0,5 mg. Dieci giorni dopo la soministrazione, il 18% ed il 72% della dose viene rinvenuto rispettivamente nell’urina e nelle feci. La quota di cabergolina immodificata nell’urina è pari al 2-3% della dose. Linearità/Non-linearità Il profilo farmacinetico risulta lineare fino a 7 mg al giorno.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Nel topo trattato con cabergolina a dosi fino a 8 mg/kg/die (circa 55 volte la dose massima raccomandata nell’uomo) durante il periodo dell’organogenesi, sono stati osservati effetti tossici per la madre ma non effetti teratogeni. La somministrazione di una dose di 0,012 mg/kg/die (circa 1/7 della dose massima raccomandata nell’uomo) durante il periodo dell’organogenesi nel ratto ha indotto un aumento delle perdite embriofetali post-impianto. Queste perdite potrebbero essere dovute alle proprietà inibenti la prolattina della cabergolina nel ratto. La somministrazione di dosi giornaliere di cabergolina pari a 0,5 mg/kg/die (circa 19 volte la dose massima raccomandata nell’uomo) durante il periodo dell’organogenesi nel coniglio, ha indotto tossicità matern

23 caratterizzata da una perdita di peso corporeo ed una riduzione del consumo di cibo. A dosi di 4 mg/kg/die (circa 150 volte la dose massima raccomandata nell’uomo) durante il periodo dell’organogenesi nel coniglio, la cabergolina ha causato un incremento del numero di malformazioni di varia natura. Tuttavia, in un altro studio nel coniglio, con dosi fino a 8 mg/kg/die (circa 300 volte la dose massima raccomandata nell’uomo), non sono state osservate malformazioni correlate al trattamento o tossicità embrio-fetale. Quasi tutte le evidenze riportate in una serie di studi preclinici di sicurezza sono una conseguenza degli effetti dopaminergici centrali o di inibizione prolungata della prolattina in specie (roditori) con una specifica fisiologia ormonale, diversa da quella umana.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Lattosio anidro L-Leucina Magnesio stearato (E572)

6.2 Incompatibilità

Non pertinente

6.3 Periodo di validità

3 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità. La bustina essiccante contenente gel di silice non deve essere rimossa dal flacone.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Flaconi di vetro marrone (tipo III) contenenti una bustina essiccante con gel di silice. Il flacone di vetro marrone è dotato di membrana di alluminio ermeticamente sigillata a prova di bambino e di un coperchio in polipropilene a prova di bambino. Astuccio esterno. Dimensioni delle confezioni: 2, 8, 14, 15, 16, 20, 28, 30, 32, 40, 48, 50, 60, 90, 96, 100 compresse. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

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7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

ratiopharm gmbH 89079 Ulm Germania

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

1 mg; compresse; 2 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576170/M 1 mg; compresse; 8 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576182/M 1 mg; compresse; 14 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576194/M 1 mg; compresse; 15 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576206/M 1 mg; compresse; 16 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576218/M 1 mg; compresse; 20 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576220/M 1 mg; compresse; 28 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576232/M 1 mg; compresse; 30 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576244/M 1 mg; compresse; 32 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576257/M 1 mg; compresse; 40 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576269/M 1 mg; compresse; 48 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576271/M 1 mg; compresse; 50 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576283/M 1 mg; compresse; 60 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576295/M 1 mg; compresse; 90 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576307/M 1 mg; compresse; compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576319/M 1 mg; compresse; 100 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576321/M

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Determinazione AIFA AIC/N 652 del 22/11/2007 – GU n. 291 del 15/12/2007

10. Data di revisione del testo

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO

1. Denominazione del medicinale

Cabergolina ratiopharm 2 mg compresse

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene 2 mg di cabergolina. Eccipienti con effetti noti: lattosio 150,6 mg Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compressa Compresse di colore bianco, a forma di capsula, biconvessa,con linea di frattura su entrambi i lati. Su un lato della linea di frattura vi è l’incisione ‘CBG’ e sull’altro lato l’incisione ‘2’. La compressa può essere divisa in due dosi uguali.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento del morbo di Parkinson: Quando viene ritenuto opportuno il trattamento dei segni e dei sintomi del morbo di Parkinson con un farmaco agonista della dopamina, la cabergolina è indicata come terapia di seconda linea nei pazienti intolleranti o che non abbiano risposto al trattamento con farmaci non derivati dall’ergotamina, sia in monoterapia sia in associazione alla levodopa in combinazione con un inibitore della dopa-decarbossilasi. Il trattamento deve essere intrapreso sotto la supervisione di un medico specialista. Il beneficio derivante da un trattamento continuato deve essere periodicamente rivalutato, tenendo conto del rischio di reazioni fibrotiche e valvulopatia (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 4.8).

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Pazienti adulti ed anziani: Come noto per gli agonisti dopaminergici, la dose ottimale in termini sia di efficacia che di effetti indesiderati sembra essere legata alla sensibilità individuale. L’ottimizzazione della dose deve essere ottenuta con una lenta titolazione, cominciando da dosi giornaliere inizial

26 di 0,5 mg di cabergolina (nei pazienti di nuova diagnosi) e 1 mg di cabergolina (nei pazienti già in trattamento con L dopa). Nel caso di somministrazione concomitante, il dosaggio di levodopa deve essere gradualmente ridotto, mentre la dose di cabergolina viene aumentata, fino al raggiungimento dell’equilibrio ottimale tra i due farmaci. In considerazione della lunga emivita del farmaco, gli incrementi della dose giornaliera pari a 0,5-1 mg di cabergolina devono essere effettuati settimanalmente (nelle settimane iniziali) o ad intervalli bisettimanali, fino al raggiungimento della dose ottimale. La dose terapeutica raccomandata varia da 2 a 3 mg di cabergolina/die in terapia associata con levodopa/carbidopa. La dose massima giornaliera è di 3 mg. La cabergolina deve essere somministrata in dose singola giornaliera. Popolazione pediatrica: La sicurezza e l’efficacia della cabergolina non sono state stabilite nei bambini o negli adolescenti, poichè il morbo di Parkinson non colpisce questa fascia di popolazione. Pazienti con disfunzione epatica o renale Per i pazienti con grave disfunzione epatica o insufficienza renale allo stadio terminale, vedere paragrafi 4.4. Metodo di somministrazione La cabergolina deve essere somministrata per via orale. Al fine di ridurre il rischio di effetti indesiderati di tipo gastrointestinale si raccomanda di assumere la cabergolina, per tutte le indicazioni terapeutiche, durante i pasti.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità alla sostanza attiva, a qualsiasi alcaloide dell’ergot o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 . - Anamnesi di malattia fibrotica polmonare, pericardica e retroperitoneale. - Per il trattamento a lungo termine: Evidenza di valvulopatia cardiaca, confermata da ecocardiografia eseguita prima del trattamento (vedere paragrafo 4.4).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Osservazioni generali Come con altri derivati dell’ergot, la cabergolina deve essere somministrata con cautela nei pazienti con grave malattia cardiovascolare, sindrome di Raynaud, ulcera peptica o emorragia gastrointestinale, o con anamnesi positiva per gravi disturbi mentali, in particolare di tipo psicotico. Gli effetti dell’alcol sulla tollerabilità generale della cabergolina sono al momento sconosciuti. Insufficienza epatica: Si devono prendere in considerazione dosi inferiori di cabergolina per i pazienti con grave insufficienza epatica. Rispetto ai volontari sani e ai soggetti con grado minore di insufficienza epatica, è stato osservato un aumento dell’AUC nei pazienti con grave insufficienza epatica (Classe C di Child-Pugh) che assumevano una dose singola da 1 mg. Ipotensione posturale:

A seguito di somministrazione di cabergolina, in particolare nei primi giorni di utilizzo, può verificarsi ipotensione posturale. E’ richiesta quindi cautela nel caso di somministrazione concomitante di cabergolina con altri farmaci noti per abbassare la pressione sanguigna. Fibrosi e valvulopatia cardiaca e fenomeni clinici possibilmente correlati: Dopo uso prolungato di derivati dell’ergot, con attività agonista sui recettori serotoninergici 5HT2B, come la cabergolina, sono stati riportati disturbi fibrosici ed infiammatori a carico delle sierose come pleurite, versamento pleurico, fibrosi pleurica, fibrosi polmonare, pericardite, versamento pericardico, valvulopatia cardiaca con interessamento di una o più valvole (aortica, mitralica e tricuspide) o fibrosi retroperitoneale. In alcuni casi, i sintomi o le manifestazioni di valvulopatia cardiaca sono migliorati dopo interruzione del trattamento con cabergolina. In associazione a versamento pleurico/fibrosi è stato osservato un aumento anomalo della velocità di eritrosedimentazione (VES). Pertanto, in caso di anomalo aumento della VES si raccomanda l’esecuzione di una radiografia del torace. Anche le misurazioni dei livelli di creatinina sierica possono essere di supporto alla diagnosi di malattia fibrotica. L’interruzione dell’assunzione di cabergolina successiva alla diagnosi di versamento pleurico/fibrosi polmonare o valvulopatia, ha prodotto un miglioramento dei segni e sintomi relativi (vedere pargrafo 4.3). La valvulopatia è stata associata a dosi cumulative, pertanto i pazienti devono essere trattati con la dose minima efficace. Ad ogni controllo si deve riesaminare per ogni paziente il rapporto rischio/beneficio del trattamento con cabergolina, per valutare la necessità di proseguire la terapia. Prima di iniziare il trattamento a lungo termine: Tutti i pazienti devono essere sottoposti a valutazione cardiovascolare, compreso ecocardiogramma, per valutare la presenza potenziale di malattia valvolare asintomatica. Prima di iniziare la terapia è appropriato eseguire inoltre indagini basali sulla velocità di eritrosedimentazione o altri marcatori di infiammazione, test di funzionalità polmonare /esame radiografico del torace e funzionalità renale. Nei pazienti con reflusso valvolare non è noto se il trattamento con la cabergolina possa aggravare la malattia di base. Se viene accertata malattia valvolare fibrotica, il paziente non deve essere trattato con cabergolina (vedere paragrafo 4.3). Durante il trattamento a lungo termine: Le malattie fibrotiche possono avere un esordio insidioso ed il paziente deve quindi essere regolarmente monitorato per possibili manifestazioni di fibrosi progressiva. Pertanto, durante il trattamento, è necessario prestare attenzione ai segni e sintomi di: • Malattia pleuropolmonare, come dispnea, mancanza di fiato, tosse persistente o dolore toracico. • Insufficienza renale o ostruzione vascolare dell’uretere/addome, che può manifestarsi con dolore alla zona lombare/fianchi ed edema agli arti inferiori, e presenza di qualsiasi tipo di massa o dolorabilità addominale che può indicare fibrosi retroperitoneale.

28 • Insufficienza cardiaca, poichè casi di fibrosi-valvolare e pericardica si sono spesso manifestati con insufficienza cardiaca. Pertanto, se si verificano tali sintomi è necessario escludere la presenza di fibrosi valvolare (e pericardite costrittiva). E’ essenziale effettuare controlli clinici e diagnostici per eventuale sviluppo di malattie fibrotiche, secondo necessità. Dopo l’inizio del trattamento, il primo ecocardiogramma deve essere eseguito entro 3-6 mesi; successivamente la frequenza del monitoraggio ecocardiografico deve essere determinata in base ad un’appropriata valutazione clinica individuale, con particolare attenzione ai segni e sintomi sopra menzionati, ma sempre con una frequenza minima di almeno 6-12 mesi. L’assunzione di cabergolina deve essere interrotta se l’ecocardiogramma rivela un nuovo reflusso valvolare o l’aggravamento di un reflusso già esistente, restringimento valvolare, ispessimento dei lembi valvolari o valvulopatia fibrotica (vedere paragrafo 4.3). La necessità di ulteriori controlli clinici (per es. esame obiettivo compresa auscultazione cardiaca, radiografia, TAC) deve essere determinata su base individuale. Indagini appropriate aggiuntive come velocità di eritrosedimentazione e creatinina sierica devono essere eseguite, se necessario, per supportare una diagnosi di malattia fibrotica. Sonnolenza/Insorgenza improvvisa di sonno La cabergolina è stata associata a sonnolenza ed episodi di sonno con insorgenza improvvisa nei pazienti con morbo di Parkinson. E’ stata riportata l’insorgenza improvvisa di sonno durante le attività diurne, in alcuni casi senza consapevolezza o segni premonitori. I pazienti devono essere informati di questa possibilità e avvertiti di usare cautela durante la guida di veicoli o l’uso di macchinari nel corso del trattamento con cabergolina. I pazienti che hanno manifestato sonnolenza e/o un episodio di sonno improvviso devono astenersi dal guidare veicoli o usare macchinari. Può essere presa in considerazione una riduzione del dosaggio o l’interruzione della terapia (vedere paragrafo 4.7). Insufficienza renale Non sono state osservate differenze generali nella farmacocinetica della cabergolina in presenza di malattia renale da moderata a grave. La farmacocinetica di cabergolina non è stata studiata nei pazienti con insufficienza renale allo stadio terminale o nei pazienti emodializzati; questi pazienti devono essere pertanto trattati con cautela. Disturbo del controllo degli impulsi I pazienti devono essere regolarmente monitorati per lo sviluppo di disturbi del controllo degli impulsi. I pazienti e coloro che si occupano dei pazienti devono essere consapevoli che i sintomi comportamentali del disturbo del controllo degli impulsi incluso gioco d’azzardo patologico, aumento della libido, ipersessualità, shopping compulsivo o spesa eccessiva, bulimia e impulso incontrollato ad alimentarsi, possono verificarsi in pazienti trattati con agonisti della dopamina, incluso cabergolina ratiopharm. Una riduzione della dose/ sospensione graduale fino ad interruzione dovrebbero essere considerati se tali sintomi si sviluppano. Altr

Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Negli studi clinici è stato permesso l’uso concomitante di agonisti antiparkinsoniani non dopaminergici (ad es. selegilina, amantadina, biperiden, triesifenidil) nei pazienti trattati con cabergolina. Negli studi che hanno valutato le interazioni farmacocinetiche della cabergolina con L-dopa o selegilina, non sono state osservate interazioni. Non sono disponibili informazioni relative all’interazione tra cabergolina ed altri alcaloidi dell’ergot; pertanto, l’uso concomitante di questi medicinali nel trattamento a lungo termine con cabergolina non è raccomandato. Poichè la cabergolina esercita il suo effetto terapeutico mediante stimolazione diretta dei recettori dopaminergici, non deve essere somministrata in concomitanza con farmaci che hanno un’azione antagonista sulla dopamina (come fenotiazine, butirrofenoni, tioxanteni, metoclopramide), poichè possono ridurre l’effetto terapeutico della cabergolina. Come con altri derivati dell’ergot, la cabergolina non deve essere usata in associazione con antibiotici macrolidi (ad es. eritromicina), a causa dell’aumento della biodisponibilità sistemica. Devono essere prese in considerazione interazioni con altri medicinali che riducono la pressione sanguigna.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Non ci sono studi adeguati e ben controllati sull’uso di cabergolina nelle donne in gravidanza. Studi condotti su animali non hanno mostrato effetti teratogeni, ma è stata osservata ridotta fertilità ed embiotossicità in associazione con l’attività farmacodinamica (vedi paragrafo 5.3) Da uno studio osservazionale della durata di dodici anni sugli esiti in gravidanza della terapia con cabergolina, sono state ricavate informazioni relative a 256 gravidanze. Diciassette di queste 256 gravidanze (6,6%) si sono concluse con malformazioni congenite maggiori o con l’aborto. Sono disponibili informazioni relative a 23 bambini su 258 che presentavano un totale di 27 anomalie neonatali, sia di carattere maggiore che minore. Le anomalie neonatali più comunemente riscontrate sono state le malformazioni di tipo muscoloscheletrico (10), seguite da anomalie di tipo cardiopolmonare (5). Non sono disponibili informazioni su patologie perinatali o sullo sviluppo nel lungo termine di bambini esposti alla cabergolina durante la vita intrauterina. Sulla base dei dati più recenti della letteratura, la prevalenza di malformazioni congenite maggiori nella popolazione generale è del 6,9% o superiore. I tassi di anomalie congenite variano tra le diverse popolazioni. Non è possibile determinare con accuratezza se sussista o meno un aumento del rischio, poichè non è stato inserito nessun gruppo di controllo. Si raccomanda di adottare metodi contraccettivi durante il trattamento con la cabergolina.

La cabergolina non deve essere usata durante la gravidanza se non chiaramente indicato e previa accurata valutazione rischio / beneficio. A causa della lunga emivita del farmaco e dei dati limitati sull'esposizione in utero, le donne che stanno pianificando una gravidanza devono interrompere l’assunzione di cabergolina un mese prima del concepimento designato. Se il concepimento si verifica durante la terapia, il trattamento deve essere interrotto non appena viene confermata la gravidanza, per limitare l’esposizione fetale al farmaco. Come misura precauzionale, le donne in gravidanza devono essere monitorate per individuare eventuali segni di ingrossamento ipofisario, poichè durante la gestazione può verificarsi un’espansione di tumori ipofisari preesistenti. La cabergolina ripristina l’ovulazione e la fertilità nelle donne affette da ipogonadismo iperprolattinemico: poichè può verificarsi una gravidanza prima della ripresa delle mestruazioni, si raccomanda l’esecuzione di un test di gravidanza durante il periodo di amenorrea e, una volta che le mestruazioni sono state ripristinate, ogni volta che il ciclo ritarda per più di tre giorni. Le donne che non desiderano una gravidanza devono essere invitate ad usare un metodo di contraccezione non ormonale durante il trattamento e dopo la sospensione di cabergolina. La contraccezione deve essere proseguita per almeno 4 settimane dopo l’interruzione del trattamento con cabergolina. Allattamento Nel ratto, la cabergolina e/o i suoi metaboliti vengoni escreti nel latte materno. Non sono disponibili informazioni riguardo l’escrezione nel latte materno umano; tuttavia, è attesa una inibizione/soppressione della lattazione da parte della cabergolina, in considerazione delle sue proprietà dopamino-agoniste. Le madri devono essere avvisate di non allattare al seno durante il trattamento con la cabergolina.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Cabergolina riduce la pressione sanguigna, e quindi può compromettere le reazioni di alcuni pazienti. Ciò va tenuto in considerazione in situazioni che richiedono un’alta vigilanza, come la guida di veicoli o l’uso di macchinari. All’inizio del trattamento i pazienti devono prestare attenzione durante l’esecuzione di azioni che richiedono una reazione rapida ed accurata I pazienti trattati con cabergolina che manifestano sonnolenza e/o insorgenza di episodi di sonno improvviso devono essere informati di astenersi dalla guida o dall’intraprendere qualsiasi attività dove la compromissione dei riflessi possa esporre loro stessi o altri al rischio di grave danno o di morte (ad es. uso di macchinari), fino a quando tali episodi di sonnolenza non si siano risolti (vedere paragrafo 4.4).

4.8 Effetti indesiderati

I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati e riportati durante il trattamento con cabergolina, con le frequenze indicate di seguito: Molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1.000, ≤1/100); raro (≥1/10.000, ≤1/1.000); molto raro (≤1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Frequenza Eventi Avversi Disturbi del sistema immunitario Non comune Reazione di ipersensibilità Disturbi psichiatrici Comune Allucinazioni, disturbi del sonno, aumento della libido, confusione Non comune Deliri, disturbi psicotici Non nota Aggressività, ipersessualità, gioco d’azzardo patologico Patologie del sistema nervoso Comune Mal di testa, sonnolenza, capogiri/vertigini, discinesia Non comune Ipercinesia Non nota Attacchidi sonno improvvisi, sincope,tremori Patologie dell’occhio Non nota Disturbi visivi Patologie cardiache Molto comune Valvulopatia (compreso rigurgito) e disturbi correlati (pericardite ed effusione pericardica) Comune * Angina pectoris Patologie vascolari Comune La Cabergolina generalmente esercita un effetto ipotensivo nei pazienti in trattamento prolungato; ipotensione posturale; Non comune Eritromelalgia Non nota Vasospasmo digitale Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Comune Dispnea Non comune Versamento pleurico, fibrosi polmonare Molto raro Fibrosi ( inclusa fibrosis pleurica) Non nota Disturbi respiratori, insufficienza respiratoria, pleurite, dolore toracico Patologie gastrointestinali Molto comune Nausea Comune Costipazione, dispepsia, gastrite, vomito Patologie epatobiliari Non comune Alterazione della funzionalità epatica Patologie della pelle e del tessuto sottocutaneo Non comune Rash Non nota Alopecia Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Non nota Crampi alle gambe Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune Edema periferico Comune Astenia Non comune Edema, affaticamento Esami diagnostici Comune Alterazione dei test di funzionalità epatica, Diminuzione dei valori di emoglobina, ematocrito,

32 e/o globuli rossi (>15% rispetto al basale) Non nota Aumento della creatin fosfochinasi ematica * Quando è concomitante la terapia con Levodopa Disturbi del controllo degli impulsi Gioco d’azzardo patologico, aumento della libido, ipersessualità, shopping compulsivo o spesa eccessiva, bulimia e impulso incontrollato ad alimentarsi, possono verificarsi in pazienti trattati con agonisti della dopamina, incluso cabergolina ratiopharm (vedere paragrafo 4.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso). Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili

4.9 Sovradosaggio

I sintomi di sovradosaggio sono probabilmente da attribuire all’iperstimolazione dei recettori dopaminergici, come ad esempio nausea, vomito, disturbi gastrici, ipotensione posturale, confusione/psicosi o allucinazioni. Devono essere adottate misure di supporto per eliminare il farmaco non assorbito e mantenere un’adeguata pressione sanguigna, se necessario. Inoltre, può essere consigliabile la somministrazione di farmaci dopamino-antagonisti.

5. Proprieta’ farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Agonisti della dopamina codice ATC: N04BC06 La cabergolina è un alcaloide sintetico dell’ergot ed un derivato dell’ergolina, con un prolungato effetto dopamino-agonista e proprietà inibenti la prolattina. L’effetto dopaminergico centrale della cabergolina si ottiene tramite stimolazione dei recettori D2 a dosi maggiori di quelle necessarie per ridurre i livelli sierici di prolattina. Studi clinici controllati hanno dimostrato che la cabergolina è efficace ad una dose media di 4 mg/die dopo titolazione (fino a 5-6 mg di cabergolina/die nei diversi studi). La cabergolina riduce le fluttuazioni giornaliere della funzione motoria nei pazienti con morbo di Parkinson trattati con levodopa/carbidopa. Nei pazienti di nuova diagnosi, l’incidenza di miglioramento clinico dopo somministrazione di cabergolina in monoterapia è risultata un po’ inferiore rispetto a quella della levodopa/carbidopa. Per quanto riguarda gli effetti endocrini della cabergolina non correlati all’azione antiprolattinemica, i dati disponibili nell’uomo confermano le osservazioni sperimental

33 ottenute negli animali, indicando che il medicinale è dotato di un’azione molto selettiva, senza alcun effetto sulla secrezione basale di altri ormoni ipofisari o di cortisolo. L’unica azione farmacodinamica della cabergolina non correlata all’effetto terapeutico riguarda la diminuzione della pressione sanguigna. Il massimo effetto ipotensivo della cabergolina in dose singola si verifica generalmente entro 6 ore dall’assunzione del farmaco ed è dose-dipendente sia in termini di diminuzione massima che di frequenza.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Dopo somministrazione orale la cabergolina viene assorbita rapidamente dal tratto gastrointestinale, infatti il picco di concentrazione plasmatica si raggiunge entro 0,5 - 4 ore dalla somministrazione. Il cibo non sembra interferire con l’assorbimento e la disponibilità della cabergolina. Distribuzione Sperimentazioni in-vitro hanno mostrato che la cabergolina, a concentrazioni di 0,1 – 10 ng/ml, si lega per il 41-42% alle proteine plasmatiche. Biotrasformazione Il metabolita principale identificato nell’urina è la 6-allil-8ß-carbossi-ergolina, pari al 4-6% della dose. Altri tre metaboliti sono stati identificati nell’urina, per un totale inferiore al 3% della dose. Si è osservato che i metaboliti sono molto meno potenti della cabergolina nella inibizione della secrezione di prolattina in-vitro. Eliminazione L’emivita di eliminazione della cabergolina è lunga (63-68 ore nei volontari sani e 79-115 ore nei pazienti iperprolattinemici. Sulla base dell’emivita di eliminazione, le condizioni di stato stazionario si raggiungono dopo 4 settimane, come confermato dal picco medio dei livelli plasmatici della cabergolina ottenuto dopo dose singola (37 ± 8 pg/ml) e dopo 4 settimane di somministrazioni ripetute (101 ± 43 pg/ml) con una dose di cabergolina da 0,5 mg. Dieci giorni dopo la soministrazione, il 18% ed il 72% della dose viene rinvenuto rispettivamente nell’urina e nelle feci. La quota di cabergolina immodificata nell’urina è pari al 2-3% della dose. Linearità/Non-linearità Il profilo farmacinetico risulta lineare fino a 7 mg al giorno.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Nel topo trattato con cabergolina a dosi fino a 8 mg/kg/die (circa 55 volte la dose massima raccomandata nell’uomo) durante il periodo dell’organogenesi, sono stati osservati effetti tossici per la madre ma non effetti teratogeni. La somministrazione di una dose di 0,012 mg/kg/die (circa 1/7 della dose massima raccomandata nell’uomo) durante il periodo dell’organogenesi nel ratto ha indotto un aumento delle perdite embriofetali post-impianto. Queste perdite potrebbero essere dovute alle proprietà inibenti la prolattina della cabergolina nel ratto. La somministrazione di dosi giornaliere di cabergolina pari a 0,5 mg/kg/die (circa 19 volte la dose massima raccomandata nell’uomo) durante il periodo dell’organogenesi nel coniglio, ha indotto tossicità materna caratterizzata da una perdita di peso corporeo ed una riduzione del consumo di cibo. A dosi di 4 mg/kg/die (circa 150 volte la dose massima raccomandata nell’uomo) durante il periodo dell’organogenesi nel coniglio, la cabergolina ha causato un incremento del numero di malformazioni di varia natura. Tuttavia, in un altro studio nel coniglio, con dosi fino a 8 mg/kg/die (circa 300 volte la dose massima raccomandata nell’uomo), non sono state osservate malformazioni correlate al trattamento o tossicità embrio-fetale. Quasi tutte le evidenze riportate in una serie di studi preclinici di sicurezza sono una conseguenza degli effetti dopaminergici centrali o di inibizione prolungata della prolattina in specie (roditori) con una specifica fisiologia ormonale, diversa da quella umana.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Lattosio anidro L-Leucina Magnesio stearato (E572)

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

3 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità. La bustina essiccante contenente gel di silice non deve essere rimossa dal flacone.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Flaconi di vetro marrone (tipo III) contenenti una bustina essiccante con gel di silice. Il flacone di vetro marrone è dotato di membrana di alluminio ermeticamente sigillata a prova di bambino e di un coperchio in polipropilene a prova di bambino. Astuccio esterno. Dimensioni delle confezioni: 2, 8, 14, 15, 16, 20, 28, 30, 32, 40, 48, 50, 60, 90, 96, 100 compresse.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

ratiopharm gmbH 89079 Ulm Germania

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

2 mg; compresse; 2 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576333 2 mg; compresse; 8 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576345 2 mg; compresse; 14 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576358 2 mg; compresse; 15 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576360 2 mg; compresse; 16 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576372 2 mg; compresse; 20 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576384 2 mg; compresse; 28 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576396 2 mg; compresse; 30 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576408 2 mg; compresse; 32 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576410 2 mg; compresse; 40 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576422 2 mg; compresse; 48 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576434 2 mg; compresse; 50 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576446 2 mg; compresse; 60 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576459 2 mg; compresse; 90 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576461 2 mg; compresse; 96 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576473 2 mg; compresse; 100 compresse in contenitore di vetro ambrato; AIC 037576485

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Determinazione AIFA AIC/N 652 del 22/11/2007 – GU n. 291 del 15/12/2007

10. Data di revisione del testo

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.