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CAMPTO

Principio attivo: IRINOTECAN, IRINOTECAN CLORIDRATO TRIIDRATO · ATC L01CE02 · PFIZER ITALIA S.R.L.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Principio attivo: IRINOTECAN, IRINOTECAN CLORIDRATO TRIIDRATO
Forma farmaceutica: Concentrato per soluzione per infusione
Dosaggio: 20 mg/ml CONCENTRATO PER SOLUZIONE PER INFUSIONE ENDOVENOSA
Via di somministrazione: ENDOVENOSA
Titolare AIC: PFIZER ITALIA S.R.L.
Codice ATC: L01CE02
Regime di fornitura: Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· IRINOTECAN ACCORD - ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
· IRINOTECAN AUROBINDO - EUGIA PHARMA (MALTA) LIMITED
· IRINOTECAN MYLAN GENERICS - MYLAN S.P.A.
· IRINOTECAN SUN ** - SUN PHARMACEUTICAL INDUSTRIES (EUROPE) B.V.
· IRINTO - HIKMA FARMACEUTICA (PORTUGAL) S.A.
· IRINOTECAN KABI - FRESENIUS KABI ITALIA S.R.L.
· ONIVYDE PEGYLATED LIPOSOMAL - LES LABORATOIRES SERVIER
· IRINOTECAN GLENMARK - GLENMARK ARZNEIMITTEL GMBH
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Rimborsabilita: Uso ospedaliero - fascia H - A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

A cosa serve questo medicinale?

CAMPTO è un medicinale antineoplastico contenente il principio attivo irinotecan cloridrato triidrato. L’irinotecan cloridrato triidrato interferisce con la crescita e la diffusione delle cellule tumorali nel corpo.

CAMPTO è indicato in combinazione con altri medicinali per il trattamento di pazienti con carcinoma avanzato o metastatico del colon o del retto. CAMPTO può essere usato da solo in pazienti con carcinoma metastatico del colon o del retto la cui malattia è recidiva o ha progredito dopo terapia iniziale a base di fluorouracile.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non usi CAMPTO:
- se ha una malattia infiammatoria cronica dell’intestino e/o un’occlusione intestinale
- se è allergico a irinotecan cloridrato triidrato o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo

medicinale (elencati al paragrafo 6 “Contenuto della confezione e altre informazioni”)
- se sta allattando al seno (vedere il paragrafo 2)
- se il livello di bilirubina è 3 volte più alto del limite superiore dell’intervallo di normalità
- se ha una grave insufficienza midollare
- se ha condizioni generali scarse (“performance status WHO” superiore a 2)

- se sta prendendo o ha recentemente preso Erba di San Giovanni (un estratto di erbe contenente

iperico) - se le devono essere somministrati o le sono stati recentemente somministrati vaccini vivi attenuati (vaccini contro la febbre gialla, varicella, herpes zoster, parotite, morbillo, rosolia, tubercolosi, rotavirus, influenza) e durante i 6 mesi successivi all’interruzione della chemioterapia.

Se riceve CAMPTO in combinazione con altri medicinali, si assicuri di leggere anche il foglio illustrativo degli altri medicinali in merito a ulteriori controindicazioni.

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere prima di usare CAMPTO − Se ha la sindrome di Gilbert, una condizione ereditaria che può causare livelli elevati di

bilirubina e ittero (pelle e occhi gialli)

Faccia particolare attenzione con CAMPTO. L’uso di CAMPTO deve essere riservato a unità specializzate nella somministrazione di chemioterapia citotossica e deve essere somministrato solo sotto

la supervisione di un medico qualificato nell’uso di chemioterapia antineoplastica.

Diarrea CAMPTO può causare diarrea, che in alcuni casi può essere grave. Può manifestarsi qualche ora o un paio di giorni dopo l’infusione del medicinale. Se non trattata, potrebbe causare disidratazione e squilibri chimici gravi, che possono essere pericolosi per la vita. Il medico le prescriverà dei medicinali per

aiutarla a prevenire o controllare questo effetto indesiderato. Si assicuri di prendere subito il medicinale,
in modo da averlo a casa quando ne avrà bisogno.
• Prenda il medicinale come prescritto al primo segno di movimenti intestinali frequenti o alla
prima evacuazione di feci liquide.
• Beva grandi quantità d’acqua e/o bevande salate (acqua frizzante, soda o zuppa).
• Si rivolga al medico o all’infermiere se ha ancora diarrea, specialmente se dura più di 24 ore, o

se si sente stordito, avverte capogiri o sensazione di svenimento.

Neutropenia (diminuzione di alcuni globuli bianchi del sangue) Questo medicinale può ridurre il numero di globuli bianchi, soprattutto nelle settimane dopo la somministrazione del medicinale. Ciò può aumentare il rischio di contrarre un’infezione. Si assicuri di informare immediatamente il medico o l’infermiere se presenta segni di infezione, come febbre (38 °C o più), brividi, dolore ad urinare, nuova tosse o aumento dell’espettorato. Eviti di stare vicino a persone che sono malate o che presentano infezioni. Informi immediatamente il medico se sviluppa segni di

infezione.

Monitoraggio del sangue Il medico probabilmente eseguirà un’analisi del sangue prima e durante il trattamento, per controllare gli effetti del medicinale sull’emocromo o sulla chimica del sangue. Sulla base dei risultati del test,

potrebbero essere necessari dei medicinali per curare gli effetti. Il medico potrebbe anche avere bisogno di ridurre o ritardare la dose successiva di questo medicinale, o addirittura interromperlo del tutto. Rispetti tutti gli appuntamenti per le visite mediche e le analisi di laboratorio.

Questo medicinale può ridurre la conta piastrinica nelle settimane dopo la somministrazione, ciò può aumentare il rischio di sanguinamento. Si rivolga al medico prima di prendere qualsiasi medicinale o integratore che potrebbe influenzare la capacità del suo corpo di fermare un sanguinamento, come aspirina o medicinali contenenti aspirina, warfarin o vitamina E. Informi immediatamente il medico se presenta lividi insoliti o sanguinamenti come sanguinamento dal naso, dalle gengive quando si lava i

denti oppure feci nere e catramose.

Nausea e vomito Può avere nausea e vomito il giorno in cui le viene somministrato questo medicinale o nei primi giorni successivi. Il medico può darle un medicinale prima del trattamento per aiutarla a prevenire la nausea e il vomito. Probabilmente il medico le prescriverà medicinali anti-nausea che può assumere a casa. Tenga questi medicinali a portata di mano per quando ne avrà bisogno. Si rivolga al medico se non riesce ad

assumere liquidi per bocca a causa della nausea e del vomito.

Sindrome colinergica acuta Questo medicinale può influire su una parte del sistema nervoso che controlla le secrezioni del corpo, portando a ciò che è nota come sindrome colinergica. I sintomi possono includere naso che cola,

aumento della salivazione, lacrimazione eccessiva, sudorazione, vampate di calore, crampi addominali e diarrea. Informi immediatamente il medico o l’infermiere se nota uno di questi sintomi, in quanto

esistono medicinali che possono aiutare a controllarli.

Patologie respiratorie Raramente, coloro che assumono questo medicinale hanno gravi problemi polmonari. Informi

immediatamente il medico se manifesta tosse o se la tosse esistente peggiora, e se ha problemi di respirazione e febbre. Il medico potrebbe dover interrompere il trattamento per gestire questo problema.

Questo medicinale può aumentare il rischio di gravi coaguli di sangue nelle vene delle gambe o dei polmoni, che possono spostarsi in altre parti del corpo come i polmoni o il cervello. Informi immediatamente il medico se avverte dolore al torace, mancanza di fiato, o gonfiore, dolore, arrossamento o sensazione di calore a un braccio o a una gamba.

Infiammazione intestinale cronica e/o ostruzione intestinale Informi il medico se avverte dolore alla pancia e non riesce a defecare, specialmente se ha anche gonfiore e perdita di appetito.

Terapia di irradiazione Se ha recentemente ricevuto un trattamento con radioterapia pelvica o addominale, potrebbe avere un rischio maggiore di sviluppare soppressione del midollo osseo. Prima di iniziare ad assumere CAMPTO, informi il medico.

Funzionalità renale Sono stati segnalati casi di disfunzione renali.

Patologie cardiache

Informi il medico se soffre/ha sofferto di malattie cardiache o se ha precedentemente ricevuto medicinali antineoplastici. Il medico la monitorerà attentamente e analizzerà con lei come ridurre i fattori di rischio (ad esempio fumo, alta pressione sanguigna e contenuto elevato di grassi).

Patologie vascolari

CAMPTO è raramente associato a disturbi del flusso sanguigno (coaguli di sangue nei vasi sanguigni delle gambe e dei polmoni) che possono verificarsi raramente in pazienti con fattori di rischio multipli.

Altri

Questo medicinale può causare piaghe in bocca o sulle labbra, spesso nelle prime settimane dopo l’inizio del trattamento. Ciò può causare dolore in bocca, sanguinamento o addirittura difficoltà nell’assumere cibi. Il medico o l’infermiere possono suggerirle modi per ridurre tale conseguenza, come modificare il modo di mangiare o di lavarsi i denti. Se necessario, il medico può prescriverle farmaci per alleviare il dolore.

Per informazioni su contraccezione e allattamento, fare riferimento alle indicazioni fornite di seguito nel paragrafo Contraccezione, gravidanza, allattamento e fertilità.

Informi il medico o il dentista che sta assumendo questo medicinale, se sta pensando di sottoporsi a un intervento chirurgico o a qualsiasi procedura.

Se usato in combinazione con altri medicinali antineoplastici per la sua condizione, si assicuri di leggere anche i fogli illustrativi di tali medicinali.

Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Altri medicinali e CAMPTO

CAMPTO può interagire con diversi medicinali e integratori, che possono aumentare o abbassare il livello del medicinale nel sangue. Informi il medico o il farmacista se sta usando, ha recentemente usato o potrebbe usare uno dei seguenti medicinali:

• Medicinali usati per trattare le convulsioni (carbamazepina, fenobarbital, fenitoina e fosfenitoina)

• Medicinali usati per trattare le infezioni fungine (ketoconazolo, itraconazolo, voriconazolo e
posaconazolo)
• Medicinali usati per trattare le infezioni batteriche (claritromicina, eritromicina e
telitromicina)
• Medicinali usati per trattare la tubercolosi (rifampicina e rifabutina)

• Erba di San Giovanni (un integratore alimentare a base di erbe)
• Vaccini vivi attenuati
• Medicinali usati per trattare l’HIV (indinavir, ritonavir, amprenavir, fosamprenavir, nelfinavir,
atazanavir e altri)
• Medicinali usati per sopprimere il sistema immunitario del corpo per prevenire il rigetto di

trapianti (ciclosporina e tacrolimus)
• Medicinali usati per trattare il cancro (regorafenib, crizotinib, idelalisib e apalutamide)
• Antagonisti della vitamina K (comuni anticoagulanti come warfarin)
• Medicinali usati per rilassare i muscoli impiegati durante l’anestesia generale e gli interventi
chirurgici (suxametonio)
• 5-fluorouracile/acido folinico
• Bevacizumab (un inibitore della crescita dei vasi sanguigni)
• Cetuximab (un inibitore del recettore EGF)

Informi il medico, il farmacista o l’infermiere prima di usare CAMPTO se sta ricevendo o ha recentemente ricevuto un trattamento chemioterapico (e radioterapico).

Non inizi né interrompa l’assunzione di alcun medicinale mentre sta assumendo CAMPTO senza prima parlare con il medico.

Questo medicinale può causare diarrea grave. Cerchi di evitare i lassativi e ammorbidenti delle feci durante l’assunzione di questo medicinale.

Ci possono essere altri medicinali che interagiscono con CAMPTO. Verifichi con il medico, il farmacista o l’infermiere l’esistenza di altri medicinali, erbe e integratori e se l’alcol può causare problemi con questo medicinale.

Contraccezione, gravidanza, allattamento e fertilità

Contraccezione Se lei è una donna in età fertile, deve usare misure contraccettive efficaci durante e fino a 6 mesi dopo l’interruzione del trattamento.

Se lei è un uomo, deve usare misure contraccettive efficaci durante e fino a 3 mesi dopo l’interruzione del trattamento. È importante verificare con il medico quali tipi di metodi contraccettivi possono essere

utilizzati con questo medicinale.

Gravidanza

Questo medicinale può causare problemi al feto se assunto al momento del concepimento o durante la gravidanza. Prima di iniziare il trattamento, il medico si accerterà che non sia in corso una gravidanza.

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Allattamento Irinotecan e il suo metabolita sono stati rilevati nel latte materno. L’allattamento al seno deve essere

interrotto per tutta la durata del trattamento con questo medicinale.

Se sta allattando al seno, chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Fertilità

Non sono stati condotti studi, tuttavia, questo medicinale può avere effetti sulla fertilità. Prima di assumere questo medicinale, parli con il medico circa il possibile rischio rappresentato da questo medicinale e le opzioni che possono preservare la sua capacità di avere bambini.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Potrebbe avvertire capogiri e/o avere problemi di vista nelle prime 24 ore dopo aver assunto questo medicinale. Non guidi o utilizzi macchinari in caso si manifesti questo effetto indesiderato. CAMPTO contiene sorbitolo Questo medicinale contiene uno zucchero (sorbitolo). Il sorbitolo è fonte di fruttosio. Se il medico ha diagnosticato a lei (o al bambino) l’intolleranza ereditaria al fruttosio, una rara malattia genetica, lei (o il bambino) non deve prendere questo medicinale. I pazienti con intolleranza ereditaria al fruttosio non riescono a trasformare il fruttosio, il cui accumulo può causare

gravi effetti collaterali.

Prima di prendere questo medicinale, informi il medico se lei (o il bambino) soffre di intolleranza ereditaria al fruttosio o se il bambino si sente male, vomita o ha reazioni spiacevoli come gonfiore e crampi allo stomaco o diarrea quando assume cibi o bevande dolci.

Questo medicinale contiene 45 mg di sorbitolo per ogni mL, equivalente a 90 mg/2 mL, 225 mg/5 mL e 675 mg/15 mL.

Questo medicinale contiene sodio

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè è essenzialmente “senza sodio”.

Come usarlo

Usi questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi consulti il medico.

CAMPTO sarà somministrato da operatori sanitari.

Il medico può raccomandare un test del DNA prima della prima dose di CAMPTO.

Alcune persone hanno geneticamente maggiori probabilità di manifestare alcuni effetti indesiderati al medicinale.

La quantità di CAMPTO che assumerà dipenderà da molti fattori, tra cui l’altezza e il peso, lo stato di salute generale o altri problemi di salute, e il tipo di cancro o la condizione da trattare. Il medico

determinerà dose e tempistiche.

CAMPTO viene iniettato in una vena attraverso una via endovenosa (e.v.). Riceverà questa iniezione in clinica o in ospedale. CAMPTO deve essere somministrato lentamente e per il completamento

dell’infusione e.v. possono essere necessari fino a 90 minuti.

Durante l’assunzione di CAMPTO, le potrebbero essere somministrati altri medicinali per prevenire nausea, vomito, diarrea e altri effetti indesiderati. Potrebbe dover continuare a utilizzare questi medicinali per almeno un giorno dopo l’iniezione di CAMPTO.

Informi le persone che l’assistono se avverte bruciore, dolore o gonfiore intorno all’ago durante

l’infusione di CAMPTO. Se il medicinale fuoriesce dalla vena, può causare danni ai tessuti. Se avverte dolore o se nota rossore o gonfiore nella sede di infusione durante l’assunzione di CAMPTO, informi immediatamente l’operatore sanitario.

Attualmente vi sono diversi programmi di trattamento raccomandati per CAMPTO. Viene generalmente

somministrato una volta ogni 3 settimane (CAMPTO somministrato da solo), o una volta ogni 2 settimane (CAMPTO somministrato in chemioterapia in concomitanza con 5FU/AF). La dose dipenderà da diversi fattori, tra cui il programma di trattamento, la corporatura, l’età e lo stato di salute generale, l’emocromo, la funzionalità epatica, se è stato sottoposto a radiazioni ad addome/pelvi e se ha manifestato effetti indesiderati come la diarrea.

Solo il medico può valutare la durata del trattamento.

Se usa più CAMPTO di quanto deve

Si rivolga con urgenza a un medico. I sintomi del sovradosaggio possono includere alcuni degli effetti indesiderati gravi elencati in questa guida per l’uso del medicinale.

Se dimentica di usare CAMPTO Se salta un appuntamento per l’iniezione di CAMPTO, contatti il medico per ricevere istruzioni.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Alcuni effetti indesiderati potrebbero essere gravi. È necessario contattare immediatamente il medico se

si verifica uno qualsiasi dei seguenti effetti indesiderati gravi (vedere paragrafo 2).

Si rivolga con urgenza a un medico se presenta uno qualsiasi di questi segnali di reazione allergica: orticaria, difficoltà di respirazione, gonfiore a viso, labbra, lingua o gola.

• diarrea (vedere paragrafo 2)

• Diarrea precoce: Si verifica entro 24 ore dalla somministrazione del medicinale, accompagnata da sintomi quali naso che cola, aumento della salivazione, lacrimazione, sudorazione, vampate di calore, crampi addominali (Ciò può verificarsi durante la somministrazione del medicinale. In tal caso, informi immediatamente l’operatore

sanitario. Possono essere somministrati medicinali per fermare e/o diminuire questo effetto indesiderato iniziale).

• Diarrea ritardata: Si verifica dopo più di 24 ore dalla somministrazione del medicinale. A causa dei problemi di disidratazione e di squilibri elettrolitici provocati dalla diarrea, è importante essere in contatto con gli operatori sanitari per il monitoraggio e per consigli su farmaci e modifiche della dieta.

Parli con il medico o l’infermiere se manifesta uno dei seguenti sintomi:

Sintomi Frequenza* della Frequenza† della manifestazione in manifestazione nella terapia monoterapia combinata

Anormale ridotto numero di Molto comune Molto comune globuli bianchi che può metterla a rischio di infezione Basso numero di globuli Molto comune Molto comune rossi che causano stanchezza e mancanza di fiato Diminuzione dell’appetito Molto comune el Molto comune Sindrome colinergica Molto comune Molto comune (vedere faccia particolare attenzione con CAMPTO) Vomito Molto comune Molto comune Nausea Molto comune Molto comune

Dolore addominale Molto comune Comune Perdita di capelli Molto comune Molto comune (reversibile) Infiammazione delle Molto comune Molto comune mucose

Febbre Molto comune Comune Sensazione di debolezza e Molto comune Molto comune mancanza di energia Basso numero di piastrine Comune Molto comune

(cellule del sangue che aiutano la coagulazione) che può causare lividi o sanguinamento Valori anormali delle analisi Comune Molto comune

sulla funzionalità epatica

Infezione Comune Comune Basso numero di globuli Comune Comune bianchi con febbre Difficoltà nella defecazione Comune Comune Valori anormali delle analisi Comune Non riferito sulla funzionalità renale

* Molto comune possono interessare più di 1 persona su 10 †Comune possono interessare fino a 1 persona su 10

Non nota: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili

• Diarrea grave, persistente o sanguinante (che può essere associata a dolori allo stomaco o febbre)

causata da batteri chiamati Clostridium difficile
• Infezione del sangue
• Disidratazione (provocata da diarrea e vomito)
• Capogiri, battito cardiaco accelerato e pallore (una condizione chiamata ipovolemia)

• Reazione allergica
• Disturbi temporanei del linguaggio durante o subito dopo il trattamento

• Formicolio
• Alta pressione sanguigna (durante o dopo l’infusione)
• Problemi di cuore*
• Malattia polmonare che provoca respiro sibilante e affannoso (vedere paragrafo 2)

• Singhiozzo
• Blocco intestinale
• Colon ingrossato
• Sanguinamento dell’intestino
• Infiammazione dell’intestino crasso

• Risultati di laboratorio anomali
• Perforazione dell’intestino
• Malattia del fegato grasso
• Reazioni cutanee
• Reazioni nella sede in cui è stato somministrato il medicinale
• Basso livello di potassio nel sangue
• Basso livello di sale nel sangue, per lo più correlato a diarrea e vomito
• Crampi muscolari

• Problemi renali*
• Pressione sanguigna bassa*
• Infezioni fungine
• Infezioni virali

* Casi non frequenti di questi eventi sono stati osservati in pazienti con episodi di disidratazione associati a diarrea e/o vomito, o infezioni del sangue.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga

al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese. Il medico la controllerà per lei.

Condizioni di conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 25°C. Conservare nella confezione originale, per proteggere il medicinale dalla luce.

Periodo di validità

Prima della diluizione: 2 anni (presentazione da 40 mg in 2 mL) o 3 anni (presentazioni da 100 mg in

5 mL e 300 mg in 15 mL).

Dopo la diluizione: il medicinale le sarà somministrato entro 24 ore dalla diluizione. La soluzione diluita può essere conservata a 2°C-8°C in frigorifero.

Informazioni supplementari

Cosa contiene CAMPTO

Il principio attivo è

irinotecan cloridrato triidrato 20 mg/mL equivalente a irinotecan 17,33 mg/mL

Un flaconcino da 2 mL contiene 40 mg di irinotecan cloridrato triidrato (40 mg/2 mL). Un flaconcino da 5 mL contiene 100 mg di irinotecan cloridrato triidrato (100 mg/5 mL) Un flaconcino da 15 mL contiene 300 mg di irinotecan cloridrato triidrato (300 mg/15 mL)

Gli altri componenti sono: sorbitolo E420 (vedere paragrafo 2), acido lattico, sodio idrossido (vedere paragrafo 2), acido cloridrico

e acqua per preparazioni iniettabili.

Descrizione dell’aspetto di CAMPTO e contenuto della confezione Questo medicinale viene fornito come concentrato per soluzione per infusione in flaconcini Onco-Tain® di vetro color ambra da 2 mL, 5 mL o 15 mL.

I flaconcini sono rivestiti da una plastica protettiva che riduce il rischio di fuoriuscita in caso di rottura dei flaconcini – questi sono denominati flaconcini Onco-Tain®.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e Produttore

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Pfizer Italia S.r.l.

Via Isonzo, 71 04100 Latina

Produttore Pfizer Service Company BV Hoge Wei 10 1930 Zaventem (Belgio)

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con le seguenti denominazioni:

Belgio Campto 20 mg/mL, solution à diluer pour perfusion

Francia Campto 20 mg/mL, solution à diluer pour perfusion (IV)

Grecia Campto 20 mg/mL, concentrate for solution for infusion Irlanda Campto 20 mg/mL, concentrate for solution for infusion

Italia Campto 20 mg/mL, concentrato per soluzione per infusione Lussemburgo Campto, solution à diluer pour perfusion Paesi Bassi Campto 20 mg/mL, concentraat voor oplossing voor

infusie Regno Unito (Irlanda del Nord) Campto, 20 mg/mL, concentrate for solution for infusion Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia Italiana

del Farmaco (AIFA) http://www.agenziafarmaco.gov.it/.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente ai medici e agli operatori sanitari:

Istruzioni per il personale relative alla manipolazione sicura di CAMPTO

Come tutte le sostanze anti-neoplastiche, l’irinotecan deve essere preparato e manipolato con cura. È necessario utilizzare occhiali protettivi, maschere e guanti.

Se CAMPTO entra in contatto con la pelle, lavarla immediatamente ed accuratamente con acqua e sapone. Se CAMPTO entra in contatto con le mucose, lavare immediatamente ed accuratamente con

acqua.

Come tutti i farmaci iniettabili, CAMPTO deve essere preparato in condizioni asettiche.

Se nel flaconcino o dopo la diluizione del concentrato sono visibili opacità o condensa, il medicinale

non può essere utilizzato e deve essere smaltito.

Preparazione della soluzione per infusione Come qualsiasi altro farmaco iniettabile, CAMPTO soluzione per infusione deve essere preparato

asetticamente.

Se osserva un qualsiasi precipitato nel flaconcino o nella soluzione per infusione, getti il prodotto in accordo alle procedure standard per gli agenti citotossici.

Aspirare asetticamente la quantità calcolata di CAMPTO concentrato per soluzione per infusione dal flaconcino in una siringa e trasferirla in una sacca o un flacone per infusione da 250 mL contenente una

soluzione di cloruro di sodio allo 0,9% (p/v) o una soluzione di glucosio al 5% (p/v). Miscelare la soluzione per infusione nella sacca o nel flacone per infusione accuratamente mediante rotazione manuale.

Non miscelare con altri medicinali.

Periodo di validità

La soluzione di CAMPTO diluita è fisicamente e chimicamente stabile fino a 28 giorni come soluzione per infusione (soluzione di cloruro di sodio allo 0,9% (p/v) e soluzione di glucosio al 5% (p/v)) se conservata in contenitori in LDPE o PVC ad una temperatura pari a 5°C o a 30°C se protetta dalla luce.

Quando la soluzione diluita non viene conservata protetta dalla luce, è fisicamente e chimicamente

stabile fino a un massimo di 3 giorni.

Da un punto di vista microbiologico si raccomanda l’uso immediato. Se il prodotto non viene utilizzato immediatamente dopo la diluizione, i tempi e le condizioni di conservazione sono di responsabilità

dell’utilizzatore e normalmente non dovrebbero superare le 24 ore a 2°C-8°C, a meno che la diluizione non avvenga in condizioni asettiche controllate.

Avvertenze contro alcuni segni visibili di deterioramento Non usi CAMPTO se nota un precipitato nei flaconcini o nella soluzione diluita. In questo caso il

prodotto deve essere eliminato secondo le procedure ospedaliere standard applicabili ai rifiuti citotossici. Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l ’ambiente. Somministrazione Per informazioni sulla somministrazione, leggere il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di CAMPTO.

Smaltimento Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente. i aI

Domande frequenti su CAMPTO

Come si usa CAMPTO?

CAMPTO si presenta in forma di Concentrato per soluzione per infusione e si somministra per via endovenosa. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

CAMPTO e disponibile senza ricetta?

No, CAMPTO e soggetto a prescrizione medica.

Qual e il principio attivo di CAMPTO?

Il principio attivo di CAMPTO e IRINOTECAN, IRINOTECAN CLORIDRATO TRIIDRATO.

Quali sono gli equivalenti di CAMPTO?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: IRINOTECAN ACCORD, IRINOTECAN AUROBINDO, IRINOTECAN MYLAN GENERICS, IRINOTECAN SUN **. Il farmacista puo proporle un equivalente.

Chi produce CAMPTO?

CAMPTO e prodotto da PFIZER ITALIA S.R.L..

Da quando CAMPTO e autorizzato in Italia?

CAMPTO ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2009-04-17.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

CAMPTO 20 mg/mL, concentrato per soluzione per infusione

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Il concentrato contiene 20 mg/mL di irinotecan cloridrato triidrato (equivalenti a 17,33 mg/mL di irinotecan). Un flaconcino da 2 mL contiene 34,66 mg di irinotecan pari a 40 mg di irinotecan cloridrato triidrato (40 mg/2 mL) Un flaconcino da 5 mL contiene 86,65 mg di irinotecan pari a 100 mg di irinotecan cloridrato triidrato (100 mg/5 mL) Un flaconcino da 15 mL contiene 259,95 mg di irinotecan pari a 300 mg di irinotecan cloridrato triidrato (300 mg/15 mL) Eccipiente(i) con effetto noto Sorbitolo. CAMPTO 20 mg/mL concentrato per soluzione per infusione contiene 90 mg di sorbitolo (E420) per 2 mL di soluzione, equivalente a 90 mg/2 mL. CAMPTO 20 mg/mL concentrato per soluzione per infusione contiene 225 mg di sorbitolo (E420) per 5 mL di soluzione, equivalente a 225 mg/5 mL. CAMPTO 20 mg/mL concentrato per soluzione per infusione contiene 675 mg di sorbitolo (E420) per 15 mL di soluzione, equivalente a 675 mg/15 mL. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Concentrato per soluzione per infusione.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

CAMPTO è indicato per il trattamento di pazienti con carcinoma avanzato del colon-retto: • in combinazione con 5-fluorouracile e acido folinico in pazienti che non sono stati trattati precedentemente con chemioterapia per malattia avanzata; • come monoterapia in pazienti nei quali un trattamento convenzionale contenente 5-fluorouracile non ha avuto successo CAMPTO in combinazione con cetuximab è indicato per il trattamento di pazienti con carcinoma metastatico del colon-retto con espressione del recettore per l’epidermal growth factor (EGFR), RA

2 wild-type, che non sono stati trattati precedentemente per la malattia metastatica o dopo fallimento di terapia citotossica contenente irinotecan (vedere paragrafo 5.1). CAMPTO in combinazione con 5-fluorouracile, acido folinico e bevacizumab è indicato per il trattamento di prima linea dei pazienti con carcinoma metastatico del colon o del retto. CAMPTO in combinazione con capecitabina, con o senza bevacizumab, è indicato per il trattamento di prima linea dei pazienti con carcinoma metastatico del colon-retto.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Da utilizzare solo in pazienti adulti. La soluzione per infusione di CAMPTO deve essere infusa in una vena centrale o periferica. Dosaggio raccomandato: In Monoterapia (per pazienti precedentemente trattati) Il dosaggio raccomandato di CAMPTO è di 350 mg/m2 somministrato per infusione endovenosa di durata non inferiore a 30 minuti e non superiore a 90 minuti ogni 3 settimane (vedere paragrafi 4.4 e 6.6) In terapia di combinazione (per pazienti in precedenza non trattati) La sicurezza e l’efficacia di CAMPTO in combinazione con il 5-fluorouracile (5FU) e l’acido folinico (AF) sono state determinate con lo schema di trattamento seguente (vedere paragrafo 5.1): CAMPTO più 5FU/AF per trattamento ogni 2 settimane. La dose raccomandata di CAMPTO è 180 mg/m2 somministrati una volta ogni 2 settimane come infusione endovenosa della durata di 30-90 minuti, seguita da infusione di acido folinico e 5fluorouracile. Per il dosaggio e le modalità di somministrazione di cetuximab in combinazione con CAMPTO, fare riferimento al riassunto delle caratteristiche del prodotto relative a questo medicinale. Normalmente viene utilizzata la stessa dose di irinotecan somministrata negli ultimi cicli del precedente regime a base di irinotecan. Irinotecan non deve essere somministrato prima che sia trascorsa un’ora dalla fine dell’infusione di cetuximab. Per il dosaggio e le modalità di somministrazione di bevacizumab, fare riferimento al riassunto delle caratteristiche del prodotto di bevacizumab. Per il dosaggio e le modalità di somministrazione in combinazione con capecitabina, fare riferimento al paragrafo 5.1 e ai paragrafi pertinenti del riassunto delle caratteristiche del prodotto della capecitabina. Aggiustamento del dosaggio: CAMPTO deve essere somministrato dopo che tutti gli eventi avversi sono rientrati nei Gradi 0 o 1 della scala NCI-CTC (National Cancer Institute Common Toxicity Criteria) e quando la diarrea correlata al trattamento è completamente risolta.

All’inizio di un ciclo successivo di infusioni, la dose di CAMPTO, e se del caso di 5FU, deve essere diminuita in accordo con il grado degli eventi avversi più gravi osservati nell’infusione precedente. Il trattamento deve essere ritardato di 1-2 settimane per permettere il ritorno alla normalità degli eventi avversi correlati al trattamento. In presenza dei seguenti eventi avversi bisogna applicare una riduzione del 15-20% della dose di CAMPTO e/o 5FU, quando applicabile: • tossicità ematologica [Grado 4 di neutropenia, neutropenia febbrile (Grado 3-4 di neutropenia e Grado 2-4 di febbre), trombocitopenia e leucopenia (Grado 4)]. • tossicità non ematologica (Grado 3-4). Devono comunque essere seguite le raccomandazioni relative alle modifiche del dosaggio di cetuximab quando somministrato in combinazione con irinotecan riportate nel riassunto delle caratteristiche del prodotto relative a questo medicinale. In combinazione con capecitabina, per i pazienti di età uguale o superiore a 65 anni si raccomanda una riduzione della dose iniziale di capecitabina a 800 mg/m2 due volte al giorno come riportato nel riassunto delle caratteristiche del prodotto della capecitabina. Fare inoltre riferimento alle raccomandazioni riportate nel riassunto delle caratteristiche del prodotto della capecitabina per le modifiche del dosaggio in regime di combinazione. Durata del trattamento: Il trattamento con CAMPTOdeve essere continuato finché non si osservi un’oggettiva progressione della malattia o finché non compaiano sintomi di tossicità inaccettabili. Popolazioni speciali: Pazienti con funzionalità epatica ridotta In monoterapia: I livelli di bilirubina [fino a 3 volte il limite superiore dell’intervallo di normalità (LSN)] in pazienti con Performance Status ≤ 2 devono determinare la dose iniziale di CAMPTO. In questi pazienti con iperbilirubinemia e tempo di protrombina superiore al 50%, la clearance dell’irinotecan è diminuita (vedere paragrafo 5.2) e quindi il rischio di epatotossicità viene aumentato. Pertanto, in questi pazienti deve essere condotto un monitoraggio settimanale dell’esame emocromocitometrico completo. • Nei pazienti con valori di bilirubina fino a 1,5 volte il limite superiore dell’intervallo di normalità (LSN) il dosaggio raccomandato di CAMPTO è di 350 mg/m2 . • In pazienti con valori di bilirubina da 1,5 a 3 volte il limite superiore dell’intervallo di normalità (LSN) il dosaggio raccomandato di CAMPTO è di 200 mg/m2 . • I pazienti con valori di bilirubina > 3 volte il LSN non devono essere trattati con CAMPTO (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Non sono disponibili dati per pazienti con funzionalità epatica alterata trattati con CAMPTO in combinazione. Pazienti con funzionalità renale ridotta: Poiché non sono stati condotti studi specifici in pazienti con funzionalità renale alterata, l’uso di CAMPTO in questa popolazione non è raccomandato (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).

Anziani: Non sono stati condotti studi specifici di farmacocinetica negli anziani. Tuttavia, a causa della maggiore frequenza di diminuzione delle funzioni biologiche, in questi pazienti la scelta del dosaggio deve essere effettuata con cautela. Questi pazienti richiedono un maggiore controllo (vedere paragrafo 4.4). Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di CAMPTO nei bambini non è stata ancora stabilita. Non ci sono dati disponibili. Modo di somministrazione Precauzioni che devono essere prese prima della manipolazione o della somministrazione del medicinale Per le istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere il paragrafo 6.6.

4.3 Controindicazioni

• Malattia infiammatoria cronica dell’intestino e/o occlusione intestinale (vedere paragrafo 4.4). • Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. • Allattamento (vedere paragrafi 4.4 e 4.6). • Valori di bilirubina > 3 volte il limite superiore dell’intervallo di normalità (vedere paragrafo 4.4). • Grave insufficienza midollare. • “Performance status WHO”  2. • Uso concomitante di Erba di San Giovanni (vedere paragrafo 4.5). • Vaccini vivi attenuati (vedere paragrafo 4.5) Per le ulteriori controindicazioni relative a cetuximab o bevacizumab, o capecitabina fare riferimento al riassunto delle caratteristiche del prodotto di questi medicinali.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Data la natura e l’incidenza di eventi avversi, CAMPTO dovrà essere prescritto nei casi seguenti solo dopo valutazione del beneficio atteso rispetto agli eventuali rischi terapeutici: • in pazienti che presentano fattori di rischio, particolarmente quelli con un “Performance Status” WHO=2. • in quei rari casi per i quali è prevedibile una scarsa aderenza del paziente alle istruzioni per il trattamento degli eventi avversi (necessità di trattamento antidiarroico immediato e prolungato associato all’assunzione di grandi quantità di liquidi alla comparsa della diarrea ritardata). Si raccomanda per tali pazienti una stretta sorveglianza in ospedale. Quando CAMPTO è usato in monoterapia, di norma è somministrato secondo lo schema di 1 dose ogni 3 settimane. Tuttavia, lo schema settimanale (vedere paragrafo 5) può essere considerato come alternativa per pazienti che abbiano bisogno di un controllo più frequente o che siano particolarmente a rischio di neutropenia grave. L’uso di CAMPTO deve essere riservato a unità specializzate nella somministrazione di chemioterapie citotossiche e deve essere somministrato solo sotto la supervisione di un medico qualificato nell’uso di chemioterapie antineoplastiche.

Diarrea ritardata I pazienti devono essere consapevoli del rischio di diarrea ritardata che può insorgere più di 24 ore dopo la somministrazione di CAMPTO e in qualsiasi momento precedente il ciclo successivo. In monoterapia, il tempo mediano di comparsa della prima evacuazione liquida è stato il 5° giorno dopo l’infusione di CAMPTO. I pazienti devono informare rapidamente il proprio medico in caso di insorgenza della diarrea e iniziare immediatamente la terapia appropriata. I pazienti a rischio maggiore di diarrea sono quelli precedentemente trattati con radioterapia addominale/pelvica, quelli con iperleucocitosi basale e quelli con “Performance Status” ≥ 2 e le donne. Se non viene trattata appropriatamente, la diarrea può minacciare la sopravvivenza, specialmente nei casi in cui il paziente sia contemporaneamente neutropenico. Appena compare la prima evacuazione di feci liquide, il paziente deve iniziare a bere grossi volumi di liquidi sotto forma di bevande contenenti elettroliti e deve essere immediatamente iniziata una appropriata terapia antidiarroica. Il trattamento antidiarroico verrà prescritto dal reparto nel quale è stato somministrato CAMPTO. Dopo la dimissione dall’ospedale, i pazienti dovranno avere a disposizione i medicinali prescritti, in modo che possano trattare la diarrea non appena questa insorga. Inoltre, essi devono informare il proprio medico o il reparto che ha somministrato CAMPTO della comparsa della diarrea. Il trattamento antidiarroico attualmente raccomandato è costituito da loperamide ad alte dosi (4 mg per la prima somministrazione e quindi 2 mg ogni 2 ore). Questa terapia deve continuare per 12 ore dopo l’ultima evacuazione di feci liquide e non dovrà essere modificata. In nessun caso la loperamide deve essere somministrata a queste dosi per più di 48 ore consecutive, a causa del rischio di ileo paralitico, né per meno di 12 ore. Quando la diarrea è associata a neutropenia grave (conta dei neutrofili < 500 cellule/mm3 ) occorre aggiungere al trattamento antidiarroico una profilassi con antibiotici ad ampio spettro. Oltre al trattamento antibiotico si raccomanda l’ospedalizzazione per la gestione della diarrea nei seguenti casi: • Diarrea associata a febbre; • Diarrea grave (tale da richiedere reidratazione per via endovenosa) • Diarrea persistente dopo 48 ore dall’inizio della terapia con alte dosi di loperamide Loperamide non deve essere somministrato come profilassi, anche nei pazienti che nei cicli precedenti hanno presentato diarrea ritardata. Nei pazienti che hanno avuto diarrea grave si raccomanda una riduzione di dosaggio nei cicli successivi (vedere paragrafo 4.2). Ematologia Negli studi clinici, la frequenza di neutropenia di Grado 3 e 4 della scala NCI CTC è stata significativamente più elevata nei pazienti che avevano ricevuto una precedente irradiazione della zona pelvica/addominale rispetto a quelli che non avevano ricevuto tale irradiazione. I pazienti con livelli sierici di bilirubina totale al basale pari a 1,0 mg/dl o maggiori hanno inoltre mostrato una probabilità significativamente maggiore di riportare neutropenia di Grado 3 o 4 al primo ciclo rispetto a quei pazienti con livelli di bilirubina inferiori a 1,0 mg/dl.

Dovrà essere effettuato un controllo settimanale completo dell’emocromo durante il trattamento con CAMPTO. I pazienti devono essere a conoscenza del rischio di neutropenia e del significato della febbre. La neutropenia febbrile (temperatura > 38°C e conta dei neutrofili ≤ 1000 cellule/mm3 ) deve essere trattata urgentemente in ospedale con antibiotici a largo spettro per via endovenosa. Nei pazienti che hanno presentato eventi ematologici gravi, si raccomanda una riduzione della dose per le somministrazioni successive (vedere paragrafo 4.2). Nei pazienti con diarrea grave è aumentato il rischio di infezioni e di tossicità ematologica. Nei pazienti con diarrea grave dovrà essere effettuato un controllo completo dell’emocromo. Pazienti con ridotta attività della UGT1A1 I pazienti che sono metabolizzatori lenti della UGT1A1, come coloro affetti dalla sindrome di Gilbert (ad es. omozigoti per le varianti UGT1A1*28 o *6) hanno un rischio maggiore di manifestare neutropenia e diarrea severe a seguito del trattamento con irinotecan. Questo rischio aumenta con l’incremento della dose di irinotecan. Sebbene la riduzione esatta della dose iniziale non sia stata stabilita, deve essere presa in considerazione una riduzione della dose iniziale di irinotecan per i pazienti che sono metabolizzatori lenti della UGT1A1, in particolare per coloro a cui vengono somministrate dosi > 180 mg/m2 o per i pazienti fragili. É necessario tenere conto delle linee guida cliniche applicabili per le raccomandazioni sul dosaggio in questa popolazione di pazienti. Le dosi successive possono essere aumentate in base alla tolleranza individuale del paziente al trattamento. È possibile ricorrere alla genotipizzazione della UGT1A1 per identificare i pazienti che hanno un rischio maggiore di manifestare neutropenia e diarrea severe, tuttavia l’utilità clinica della genotipizzazione pre-trattamento non è certa, poiché il polimorfismo della UGT1A1 non giustifica i livelli di tossicità osservati dalla terapia a base di irinotecan (vedere paragrafo 5.2). Compromissione epatica Gli esami di funzionalità epatica devono essere effettuati in condizioni basali e prima di ogni ciclo di trattamento. Un monitoraggio settimanale dell’esame emocromocitometrico completo deve essere condotto in pazienti con valori di bilirubina compresi tra 1,5 e 3 volte il LSN causati da una diminuzione della clearance di irinotecan (vedere paragrafo 5.2) e conseguente incremento del rischio di ematotossicità in questa popolazione. Per pazienti con valori di bilirubina > 3 volte il LSN (vedere paragrafo 4.3). Nausea e vomito Si raccomanda un trattamento profilattico con un antiemetico prima di ogni trattamento con CAMPTO. Nausea e vomito sono stati riportati frequentemente. I pazienti con vomito associato a diarrea ritardata devono essere ricoverati in ospedale al più presto possibile per il trattamento. Sindrome colinergica acuta Se compare una sindrome colinergica acuta (definita come diarrea precoce associata a diversi altri segni e sintomi quali sudorazione, crampi addominali, miosi e salivazione), deve essere somministrata atropina solfato (0,25 mg per via sottocutanea) a meno che non siano presenti controindicazioni cliniche (vedere paragrafo 4.8).

Questi sintomi possono essere osservati durante o subito dopo l’infusione di irinotecan, si ritengono correlati all’attività anticolinesterasica del precursore di irinotecan, e ci si aspetta che si verifichino più frequentemente con dosi più elevate di irinotecan. Usare cautela nei pazienti con asma. Nei pazienti che abbiano presentato una sindrome colinergica acuta e grave si raccomanda l’uso profilattico di atropina solfato con le somministrazioni successive di CAMPTO. Patologie respiratorie La malattia polmonare interstiziale che si manifesta sotto forma di infiltrati polmonari è non comune durante il trattamento con irinotecan. La malattia polmonare interstiziale può essere fatale. Fattori di rischio eventualmente associati con lo sviluppo della malattia polmonare interstiziale includono l’uso di medicinali pneumotossici, radioterapia e fattori di stimolazione delle colonie. I pazienti con fattori di rischio devono essere strettamente monitorati per i sintomi respiratori prima e durante la terapia con irinotecan. Stravaso Sebbene l’irinotecan non sia un noto agente vescicante, si deve usare cautela in modo da evitare lo stravaso e si deve monitorare il sito di infusione per quanto riguarda segni di infiammazione. In caso di stravaso, si raccomanda il lavaggio del sito e l’applicazione di ghiaccio. Anziani A causa della maggiore frequenza di diminuzione delle funzioni biologiche, in particolare della funzionalità epatica, nei pazienti anziani, la scelta del dosaggio di CAMPTO in questa popolazione deve essere effettuata con cautela (vedere paragrafo 4.2). Malattia infiammatoria cronica intestinale e/o occlusione intestinale I pazienti non devono essere trattati con CAMPTO fino a risoluzione dell’occlusione intestinale (vedere paragrafo 4.3). Funzionalità renale È stato osservato un aumento della creatinina sierica o dell’azoto ureico nel sangue. Sono stati osservati casi di insufficienza renale acuta. Questi eventi sono stati generalmente attribuiti a complicazioni di una infezione o a disidratazione correlata a nausea, vomito, o diarrea. Sono stati riportati rari casi di disfunzione renale dovuta a sindrome da lisi tumorale. Terapia radiante I pazienti che hanno ricevuto una precedente irradiazione della zona pelvica/addominale sono esposti ad un rischio maggiore di mielosoppressione in seguito alla somministrazione di irinotecan. I medici devono usare cautela nel trattare pazienti che siano stati precedentemente sottoposti ad irradiazione estensiva (per es. percentuale di midollo osseo irradiato > 25% ed entro 6 settimane prima di iniziare il trattamento con irinotecan). Per questa popolazione di pazienti potrebbe essere indicato un aggiustamento del dosaggio (vedere paragrafo 4.2). Patologie cardiach

Sono stati osservati eventi ischemici del miocardio a seguito del trattamento con irinotecan prevalentemente nei pazienti con patologie cardiache preesistenti, con altri noti fattori di rischio di malattie cardiache, o che siano stati sottoposti ad una precedente chemioterapia citotossica (vedere paragrafo 4.8). Di conseguenza, i pazienti con noti fattori di rischio devono essere attentamente monitorati e si devono intraprendere le azioni necessarie per cercare di minimizzare tutti i fattori di rischio modificabili (per es. fumo, ipertensione ed iperlipidemia). Patologie vascolari Irinotecan è stato raramente associato ad eventi tromboembolici (embolia polmonare, trombosi venosa, e tromboembolismo arterioso) in pazienti che presentavano fattori di rischio multipli in aggiunta alla neoplasia sottostante. Altri La somministrazione concomitante di irinotecan con un potente inibitore (ad es. ketoconazolo) o un induttore (ad es. rifampicina, carbamazepina, fenobarbitale, fenitoina, apalutamide) di CYP3A4 può alterare il metabolismo di irinotecan e deve essere evitata (vedere paragrafo 4.5). Sono stati osservati casi non frequenti di insufficienza renale, ipotensione o insufficienza circolatoria in pazienti che hanno presentato episodi di disidratazione associata a diarrea e/o vomito o sepsi. Contraccezione in donne in età fertile/uomini: A causa della potenziale genotossicità, occorre informare le pazienti in età fertile di utilizzare un metodo contraccettivo altamente efficace durante il trattamento e per 6 mesi dopo l’ultima dose di irinotecan. A causa della potenziale genotossicità, occorre informare i pazienti di sesso maschile con partner di sesso femminile in età fertile, di utilizzare un metodo contraccettivo efficace durante il trattamento e per 3 mesi dopo l’ultima dose di irinotecan (vedere paragrafo 4.6). Allattamento A causa delle potenziali reazioni avverse nei lattanti, l’allattamento al seno deve essere sospeso per la durata della terapia con CAMPTO (vedere paragrafo 4.3 e 4.6). Questo medicinale contiene sorbitolo (vedere paragrafo 2). Il sorbitolo è una fonte di fruttosio. Ai pazienti con intolleranza ereditaria al fruttosio non deve essere somministrato questo medicinale se non strettamente necessario. Nei bambini con meno di 2 anni di età può non essere ancora stata diagnosticata l’intolleranza ereditaria al fruttosio. I medicinali contenenti fruttosio somministrati per via endovenosa a pazienti con tale intolleranza possono mettere in pericolo la vita e devono essere controindicati in questi pazienti a meno che il bisogno clinico sia evidente e non ci siano alternative terapeutiche disponibili. Deve essere raccolta la storia clinica dei pazienti con particolare attenzione ai sintomi di intolleranza ereditaria al fruttosio prima di somministrare questo medicinale. Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente “senza sodio”.

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4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Uso concomitante controindicato (vedere paragrafo 4.3) Erba di San Giovanni: Riduzione dei livelli plasmatici del metabolita attivo di irinotecan, SN-38. In un piccolo studio di farmacocinetica (n=5), nel quale sono stati somministrati contemporaneamente 350 mg/m2 di irinotecan e 900 mg di Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum), è stata osservata una diminuzione del 42% delle concentrazioni plasmatiche del metabolita attivo di irinotecan, SN-38. Di conseguenza, l’Erba di San Giovanni non deve essere somministrata con irinotecan. Vaccini vivi attenuati (ad es. vaccino contro la febbre gialla): Rischio di reazione generalizzata da vaccini, con possibile esito fatale. L’uso concomitante è controindicato durante il trattamento con irinotecan e per i 6 mesi successivi all’interruzione della chemioterapia. I vaccini uccisi o inattivati possono essere somministrati; tuttavia, la risposta a tali vaccini può essere ridotta. Uso concomitante non raccomandato (vedere paragrafo 4.4) La somministrazione concomitante di irinotecan con forti inibitori o induttori del citocromo P450 3A4 (CYP3A4) può alterare il metabolismo di irinotecan e deve essere evitata (vedere paragrafo 4.4): Potenti induttori del CYP3A4 e/o del UGT1A1: (per es. rifampicina, carbamazepina, fenobarbitale, fenitoina o apalutamide): Rischio di esposizione ridotta ad irinotecan, al SN-38 e al glucuronide SN-38 ed effetti farmacodinamici ridotti. Diversi studi hanno mostrato che la somministrazione concomitante di medicinali anticonvulsivanti che inducono il CYP3A4 porta ad una ridotta esposizione ad irinotecan, al SN-38 e al glucuronide SN-38 ed effetti farmacodinamici ridotti. Gli effetti di tali medicinali anticonvulsivanti hanno portato ad una riduzione dell’AUC di SN-38 e del SN-38G pari o superiore al 50%. Oltre all’induzione degli enzimi CYP3A4, un aumento della glucuronidazione e dell’escrezione biliare può contribuire a ridurre l’esposizione ad irinotecan e ai suoi metaboliti. Inoltre, con la fenitoina: Rischio di peggioramento delle convulsioni derivante dalla riduzione dell’assorbimento nell’apparato digerente della fenitoina ad opera del medicinale citotossico. Potenti inibitori del CYP3A4: (per es. ketoconazolo, itraconazolo, voriconazolo, posaconazolo, inibitori della proteasi, claritromicina, eritromicina, telitromicina): Uno studio ha mostrato che la somministrazione concomitante di ketoconazolo ha determinato una riduzione dell’AUC di APC dell’87% e un aumento dell’AUC di SN-38 del 109% rispetto alla somministrazione di irinotecan in monoterapia. Inibitori del UGT1A1: (per es. atazanavir, ketoconazolo, regorafenib) Rischio di aumento dell’esposizione sistemica al SN-38, il metabolita attivo di irinotecan. Tale aspetto deve essere tenuto in considerazione dai medici se la combinazione non è evitabile. Altri inibitori del CYP3A4: (per es. crizotinib, idelalisib) Rischio di aumento della tossicità di irinotecan, a causa della diminuzione del metabolismo di irinotecan ad opera di crizotinib o idelalisib.

Cautela per l’uso Antagonisti della vitamina K: Aumento del rischio di emorragie ed eventi trombotici nelle patologie tumorali. Se è richiesto l’uso di antagonisti della vitamina K, è necessario un aumento della frequenza nel monitoraggio dell’INR (International Normalised Ratio). Uso concomitante da tenere in considerazione Immunosoppressori: (per es. ciclosporina, tacrolimus): Immunosoppressione eccessiva con rischio di linfoproliferazione. Bloccanti neuromuscolari: L’interazione tra irinotecan e bloccanti neuromuscolari non può essere esclusa. Poiché CAMPTO ha attività anticolinesterasica, i medicinali con attività anticolinesterasica possono prolungare gli effetti di blocco neuromuscolare del suxametonio mentre il blocco neuromuscolare di medicinali non depolarizzanti può essere ostacolato. Altre combinazioni 5-fluorouracile/acido folinico: La somministrazione concomitante di 5-fluorouracile/acido folinico nel regime di combinazione non modifica la farmacocinetica di irinotecan. Bevacizumab: i risultati di uno studio dedicato alle interazioni farmacologiche non ha dimostrato alcun effetto significativo di bevacizumab sulla farmacocinetica di irinotecan e del suo metabolita attivo SN-38. Tuttavia, ciò non preclude un aumento delle tossicità a causa delle loro proprietà farmacologiche. Cetuximab: Non vi sono evidenze che il profilo di sicurezza di irinotecan sia influenzato da cetuximab o viceversa. Agenti antineoplastici (inclusa la flucitosina come profarmaco per il 5-fluorouracile): Gli eventi avversi di irinotecan, come la mielosoppressione, possono essere esacerbati da altri agenti antineoplastici con un profilo di eventi avversi simile.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Contraccezione A causa della potenziale genotossicità, occorre informare le pazienti in età fertile di utilizzare un metodo contraccettivo altamente efficace durante il trattamento e per 6 mesi dopo l’ultima dose di irinotecan (vedere paragrafo 4.4). A causa della potenziale genotossicità, occorre informare i pazienti di sesso maschile con partner di sesso femminile in età fertile, di utilizzare un metodo contraccettivo efficace durante il trattamento e per 3 mesi dopo l’ultima dose di irinotecan (vedere paragrafo 4.4).

Gravidanza I dati relativi all’uso di irinotecan in donne in gravidanza sono limitati. L’irinotecan si è mostrato embriotossico e teratogeno negli animali (vedere paragrafo 5.3). Di conseguenza, alla luce dei risultati derivanti dagli studi sugli animali e del meccanismo d’azione dell’irinotecan, CAMPTO non deve essere usato durante la gravidanza a meno che non sia chiaramente necessario. Le donne in età fertile non devono iniziare il trattamento con irinotecan fino a quando non viene esclusa una gravidanza. La gravidanza deve essere evitata se uno dei due partner sta assumendo irinotecan. Allattamento I dati disponibili sono limitati, ma suggeriscono che irinotecan e il suo metabolita sono escreti nel latte materno. Di conseguenza, a causa di potenziali reazioni avverse nel lattante, l’allattamento al seno deve essere sospeso per tutta la durata del trattamento con CAMPTO (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Fertilità Non ci sono dati sull’uomo circa l’effetto dell’irinotecan sulla fertilità. Negli animali sono stati documentati effetti avversi dell’irinotecan sulla fertilità della prole (vedere paragrafo 5.3). Prima di iniziare il trattamento con CAMPTO, considerare l’opportunità di fornire una consulenza ai pazienti sulla conservazione dei gameti.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

CAMPTO ha una moderata influenza sulla capacità di guidare e di usare macchinari. I pazienti devono essere avvertiti della possibile comparsa di capogiri o di disturbi visivi che possono verificarsi entro le 24 ore seguenti la somministrazione di CAMPTO, e di non guidare o non utilizzare macchinari nel caso in cui compaiano questi sintomi.

4.8 Effetti indesiderati

STUDI CLINICI I dati relativi alle reazioni avverse sono stati ampiamente raccolti dagli studi nel carcinoma del colonretto metastatico; la frequenza è sotto riportata. Ci si aspetta che le reazioni avverse per le altre indicazioni siano simili a quelle correlate al carcinoma del colon-retto. Le reazioni avverse più comuni (≥ 1/10) e dose-limitanti di irinotecan sono la diarrea ritardata (che compare dopo più di 24 ore dalla somministrazione) e le patologie del sangue che comprendono neutropenia, anemia e trombocitopenia. La neutropenia è un effetto tossico dose-limitante. La neutropenia era reversibile e non cumulativa; il tempo mediano al nadir era di 8 giorni sia per l’uso in monoterapia che per l’uso in terapia di combinazione. La sindrome colinergica acuta transitoria grave è stata osservata molto comunemente. I sintomi principali sono stati descritti come diarrea precoce e vari altri sintomi come dolore addominale, sudorazione, miosi e aumento della salivazione, comparsi durante o entro le prime 24 ore dopo l’infusione di CAMPTO. Questi sintomi sono scomparsi dopo somministrazione di atropina (vedere paragrafo 4.4). MONOTERAPIA Le reazioni avverse di seguito indicate considerate possibilmente o probabilmente correlate alla somministrazione di CAMPTO sono state osservate su 765 pazienti trattati con la dose raccomandata di 350 mg/m2 in monoterapia. All’interno di ciascun gruppo di frequenza, le reazioni avverse son

12 rappresentate in ordine di gravità decrescente. Le frequenze sono definite come segue: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100 a <1/10), non comune (≥1/1.000 a <1/100), raro (≥1/10.000 a <1/1.000) e molto raro (<1/10.000). Reazioni avverse riportate con CAMPTO in Monoterapia (350 mg/m2 ogni 3 settimane) Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Gruppo di frequenza Termine preferito Infezioni ed infestazioni Comune Infezioni Patologie del sistema emolinfopoietico Molto comune Neutropenia Molto comune Anemia Comune Trombocitopenia Comune Neutropenia febbrile Disturbi del metabolismo e della nutrizione Molto comune Diminuzione dell’appetito Patologie del sistema nervoso Molto comune Sindrome colinergica Patologie gastrointestinali Molto comune Diarrea Molto comune Vomito Molto comune Nausea Molto comune Dolore addominale Comune Stipsi Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Molto comune Alopecia (reversibile) Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune Infiammazione delle mucose Molto comune Piressia Molto comune Astenia Esami diagnostici Comune Aumento della creatinina ematica Comune Aumento delle transaminasi (ALT e AST) Comune Aumento della bilirubina ematica Comune Aumento della fosfatasi alcalina ematica Descrizione delle reazioni avverse selezionate (monoterapia) Diarrea grave è stata osservata nel 20% dei pazienti che avevano seguito le raccomandazioni per il trattamento della diarrea. Per quanto riguarda i cicli di trattamento valutabili, la diarrea grave è stata osservata nel 14%. Il tempo mediano di comparsa della prima evacuazione liquida è stato il quinto giorno dopo l’infusione di CAMPTO. Nausea e vomito sono stati gravi nel 10% circa dei pazienti trattati con antiemetici. Stipsi è stata osservata in meno del 10% dei pazienti. Neutropenia è stata osservata nel 78,7% dei pazienti ed è risultata grave (conta dei neutrofili < 500 cellule/mm3 ) nel 22,6% dei pazienti. Nel 18% dei cicli valutabili, si è avuta una conta dei neutrofili inferiore a 1000 cellule/mm3 compreso un 7,6% con conta di neutrofili < 500 cellule/mm3 . Il recupero totale è stato ottenuto generalmente entro il ventiduesimo giorno. Neutropenia febbrile è stata riportata nel 6,2% dei pazienti e nell’1,7% dei cicli. Episodi infettivi si sono verificati in circa il 10,3% dei pazienti (nel 2,5% dei cicli) e sono risultati associati a neutropenia grave nel 5,3% circa dei pazienti (1,1% dei cicli), con esito fatale in due casi.

Anemia è stata riportata in circa il 58,7% dei pazienti (8% con emoglobina < 8 g/dl e 0,9% con emoglobina < 6,5g/dl). Trombocitopenia (< 100.000 cellule/mm3 ) è stata osservata nel 7,4% dei pazienti e nell’1,8% dei cicli, lo 0,9% dei pazienti e 0,2% dei cicli con conta delle piastrine ≤ 50.000 cellule/mm3 . Quasi tutti i pazienti hanno mostrato recupero entro il ventiduesimo giorno. Sindrome colinergica acuta La sindrome colinergica acuta transitoria grave è stata osservata nel 9% dei pazienti trattati in monoterapia. Astenia è stata grave in meno del 10% dei pazienti trattati in monoterapia. La relazione causale con CAMPTO non è stata chiaramente stabilita. Piressia senza infezione e senza concomitanza di neutropenia grave si è verificata nel 12% dei pazienti trattati in monoterapia. Esami diagnostici Sono stati osservati aumenti transitori da lievi a moderati dei valori sierici delle transaminasi, della fosfatasi alcalina o della bilirubina rispettivamente nel 9,2%, 8,1% e 1,8% dei pazienti, in assenza di metastasi epatiche in progressione. Aumenti transitori da lievi a moderati dei valori sierici della creatinina sono stati osservati nel 7,3% dei pazienti. TERAPIA DI COMBINAZIONE Le reazioni avverse descritte in questo paragrafo si riferiscono ad irinotecan. Non ci sono evidenze che il profilo di sicurezza di irinotecan sia influenzato da cetuximab o viceversa. In combinazione con cetuximab, le ulteriori reazioni avverse riportate erano quelle attese con cetuximab (come dermatite acneiforme 88%). Per quanto riguarda le informazioni relative alle reazioni avverse di irinotecan in combinazione con cetuximab, fare riferimento ai rispettivi riassunti delle caratteristiche del prodotto. Le reazioni avverse riportate in pazienti trattati con capecitabina in combinazione con irinotecan in aggiunta a quelle osservate con capecitabina in monoterapia o appartenenti a un gruppo di frequenza più elevata rispetto alla capecitabina in monoterapia comprendono: Molto comune, reazioni avverse di tutti i gradi: trombosi/embolia; Comune, reazioni avverse di tutti i gradi: ipersensibilità, ischemia miocardica/infarto; Comune, reazioni avverse di Grado 3 e di Grado 4: neutropenia febbrile. Per informazioni complete sulle reazioni avverse di capecitabina fare riferimento al riassunto delle caratteristiche del prodotto di capecitabina. Le reazioni avverse di Grado 3 e di Grado 4 riportate in pazienti trattati con capecitabina in combinazione con irinotecan e bevacizumab in aggiunta a quelle osservate con capecitabina in monoterapia o appartenenti a un gruppo di frequenza più elevata rispetto alla capecitabina in monoterapia comprendono: Comuni, reazioni avverse di Grado 3 e di Grado 4: neutropenia, trombosi/embolia, ipertensione, e ischemia miocardica/infarto. Per informazioni complete sulle reazioni avverse di capecitabina e bevacizumab, fare riferimento ai riassunti delle caratteristiche del prodotto rispettivamente di capecitabina e bevacizumab. L’ipertensione di Grado 3 è stato il rischio significativo principale associato all’aggiunta di bevacizumab al bolo CAMPTO/5-FU/AF. Con questo regime terapeutico si è inoltre verificato un lieve incremento degli eventi avversi diarrea e leucopenia di Grado 3/4 associati alla chemioterapia rispetto ai pazienti che hanno ricevuto un bolo di CAMPTO/5-FU/AF da solo. Per quanto riguarda l

14 informazioni relative alle reazioni avverse in combinazione con bevacizumab, fare riferimento al riassunto delle caratteristiche del prodotto di bevacizumab. CAMPTO è stato studiato in combinazione con 5-FU e AF nel carcinoma metastatico del colon-retto. I dati di sicurezza relativi alle reazioni avverse provenienti dagli studi clinici mostrano che sono state osservate molto frequentemente reazioni avverse di Grado 3 o 4 della scala NCI possibilmente o probabilmente correlate nelle seguenti classi di sistemi e organi secondo MedDRA: patologie del sistema emolinfopoietico, patologie gastrointestinali e patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Le reazioni avverse di seguito indicate considerate possibilmente o probabilmente correlate alla somministrazione di CAMPTO sono state osservate su 145 pazienti trattati con CAMPTO in combinazione con 5FU/AF somministrato ogni 2 settimane alla dose raccomandata di 180 mg/m2 . Reazioni avverse riportate con CAMPTO in Terapia di Combinazione (180 mg/m2 ogni 2 settimane) Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Gruppo di frequenza Termine preferito Infezioni ed infestazioni Comune Infezioni Patologie del sistema emolinfopoietico Molto comune Trombocitopenia Molto comune Neutropenia Molto comune Anemia Comune Neutropenia febbrile Disturbi del metabolismo e della nutrizione Molto comune Diminuzione dell’appetito Patologie del sistema nervoso Molto comune Sindrome colinergica Patologie gastrointestinali Molto comune Diarrea Molto comune Vomito Molto comune Nausea Comune Dolore addominale Comune Stipsi Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Molto comune Alopecia (reversibile) Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune Infiammazione delle mucose Molto comune Astenia Comune Piressia Esami diagnostici Molto comune Aumento delle transaminasi (ALT e AST) Molto comune Aumento della bilirubina Molto comune Aumento della fosfatasi alcalina ematica Descrizione delle reazioni avverse selezionate (terapia di combinazione) Diarrea grave è stata osservata nel 13,1% dei pazienti che avevano seguito le raccomandazioni per il trattamento della diarrea. Per quanto riguarda i cicli di trattamento valutabili, la diarrea grave è stata osservata nel 3,9% dei casi. È stata osservata una minore incidenza di nausea e vomito gravi (rispettivamente nel 2,1% e 2,8% dei pazienti). Stipsi correlata a CAMPTO e/o loperamide è stata osservata nel 3,4% dei pazienti. Neutropenia è stata osservata nel 82,5% dei pazienti ed è risultata grave (conta dei neutrofili < 500 cellule/mm3 ) nel 9,8% dei pazienti. Nel 67,3% dei cicli valutabili, si è avuta una conta dei neutrofil

15 inferiore a 1000 cellule/mm3 compreso un 2,7% con conta dei neutrofili < 500 cellule/mm3 . Il recupero totale è stato ottenuto generalmente entro 7-8 giorni. Neutropenia febbrile è stata riportata nel 3,4% dei pazienti e nello 0,9% dei cicli. Episodi infettivi si sono verificati in circa il 2% dei pazienti (0,5% dei cicli) e sono risultati associati a neutropenia grave nel 2,1% dei pazienti circa (0,5% dei cicli), con esito fatale in 1 caso. Anemia è stata riportata nel 97,2% dei pazienti (2,1% con emoglobina < 8 g/dl). Trombocitopenia (< 100.000 cellule/mm3 ) è stata osservata nel 32,6% dei pazienti e nel 21,8% dei cicli. Non è stata osservata trombocitopenia grave (<50.000 cellule/mm3 ). Sindrome colinergica acuta la sindrome colinergica acuta transitoria grave è stata osservata nel 1,4% dei pazienti trattati con terapia di combinazione. Astenia è stata grave nel 6,2% dei pazienti trattati con terapia di combinazione. La relazione causale con CAMPTO non è stata chiaramente stabilita. Piressia senza infezione e senza concomitanza di neutropenia grave si è verificata nel 6,2% dei pazienti trattati con terapia di combinazione. Esami diagnostici sono stati osservati livelli sierici transitori (Grado 1 e 2) di SGPT, SGOT, fosfatasi alcalina o bilirubina rispettivamente nel 15%, 11%, 11% e 10% dei pazienti, in assenza di progressione di metastasi epatiche. Un livello transitorio di Grado 3 è stato osservato rispettivamente nello 0%, 0%, 0% e 1% dei pazienti. Nessun Grado 4 è stato osservato. Sono stati segnalati molto raramente aumenti delle amilasi e/o delle lipasi. Sono stati segnalati casi rari di ipopotassiemia e iposodiemia in gran parte correlati a diarrea e vomito. ALTRI EVENTI AVVERSI RIPORTATI NEGLI STUDI CLINICI CON SCHEMA POSOLOGICO SETTIMANALE PER CAMPTO Negli studi clinici con irinotecan sono stati inoltre riportati i seguenti eventi correlati al farmaco: dolore, sepsi, patologia ano-rettale, infezione gastrointestinale da candida, ipomagnesemia, rash, segni sulla pelle, disturbi dell’andatura, confusione, cefalea, sincope, vampate, bradicardia, infezione del tratto urinario, dolore mammario, aumento della Gamma-glutamiltransferasi, stravaso, e sindrome da lisi tumorale, patologie cardiovascolari (angina pectoris, arresto cardiaco, infarto del miocardio, ischemia del miocardio, patologie vascolari periferiche, patologie vascolari) ed eventi tromboembolici (trombosi arteriosa, infarto cerebrale, accidente cerebrovascolare, trombosi venosa profonda, embolia periferica, embolia polmonare, tromboflebite, trombosi e morte improvvisa) (vedere paragrafo 4.4) FARMACOVIGILANZA POST-MARKETING Non sono note le frequenze derivanti dalla farmacovigilanza post-marketing (non possono essere valutate sulla base dei dati disponibili). Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Termine preferito Infezioni ed infestazioni •Casi di colite pseudo-membranosa, uno dei quali è stato documentato batteriologicamente (Clostridium difficile) • Sepsi • Infezioni fungine*

16 • Infezioni virali† Patologie del sistema emolinfopoietico •Trombocitopenia con anticorpi antipiastrine Disturbi del sistema immunitario • Ipersensibilità • Reazioni anafilattiche Disturbi del metabolismo e della nutrizione • Disidratazione (dovuta a diarrea e vomito) • Ipovolemia; Patologie del sistema nervoso • Disturbi della parola generalmente transitori, in alcuni casi l’evento è stato attribuito alla sindrome colinergica osservata durante o subito dopo l’infusione di irinotecan • Parestesia • Contrazioni muscolari involontarie Patologie cardiache • Ipertensione (durante o dopo l’infusione) • Insufficienza cardiocircolatoria‡ Patologie vascolari • Ipotensione‡ Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche • La malattia polmonare interstiziale che si manifesta sotto forma di infiltrati polmonari non è comune durante il trattamento con irinotecan. Sono stati segnalati effetti precoci come dispnea (vedere paragrafo 4.4) • Dispnea (vedere paragrafo 4.4) • Singhiozzo Patologie gastrointestinali • Ostruzione intestinale • Occlusione intestinale: sono stati anche riportati casi di occlusione intestinale senza una colite pregressa • Megacolon • Emorragia gastrointestinale • Colite; in alcuni casi la colite è stata complicata da ulcerazione, sanguinamento, occlusione intestinale o infezione • Tiflite • Colite ischemica • Colite ulcerosa • Aumento sintomatico o asintomatico degli enzimi pancreatici • Perforazione intestinale Patologie epatobiliari • Steatoepatite • Steatosi epatica Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo • Reazioni cutanee Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo • Crampi Patologie renali e urinarie • Danno renale ed insufficienza renale acuta che si manifestano generalmente in pazienti che hanno contratto una infezione e/o ipovolemici a causa di grave tossicità gastrointestinale‡ • Insufficienza renale‡ Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione • Reazioni al sito di infusion

Esami diagnostici • Aumento dell’amilasi nel sangue • Aumento della lipasi • Ipokaliemia • Iponatriemia solitamente associata a diarrea e vomito • Molto raramente è stato riportato un aumento delle transaminasi (cioè AST e ALT) in assenza di metastasi epatiche in progressione * ad es. Polmonite da Pneumocystis jirovecii, aspergillosi broncopolmonare, candida sistemica. † ad es. herpes zoster, influenza, riattivazione di epatite B, colite da Citomegalovirus ‡ Casi non frequenti di insufficienza renale, ipotensione o insufficienza cardiocircolatoria sono stati osservati in pazienti che hanno avuto episodi di disidratazione associata a diarrea e/o vomito, o sepsi. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse.

4.9 Sovradosaggio

Sintomi Sono stati riportati casi di sovradosaggio a dosi pari a circa il doppio della dose terapeutica raccomandata, che possono essere fatali. Le principali reazioni avverse riportate sono state neutropenia grave e diarrea grave. Gestione Non ci sono antidoti noti per CAMPTO. Una terapia di supporto deve essere istituita per prevenire la disidratazione causata dalla diarrea e per trattare eventuali complicazioni causate da infezioni.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Citostatico inibitore della topoisomerasi I, codice ATC: L01CE02 Meccanismo di azione Dati sperimentali L’irinotecan è un derivato semisintetico della camptotecina. È un agente antineoplastico che agisce come inibitore specifico della DNA topoisomerasi I. È metabolizzato dalla carbossilesterasi nella maggior parte dei tessuti in SN-38, risultato più attivo dell’irinotecan sulla topoisomerasi I purificata e più citotossico dell’irinotecan nei confronti di diverse linee cellulari di tumori murini e umani. L’inibizione della DNA topoisomerasi I da parte dell’irinotecan o del SN-38 induce lesioni alla catena singola del DNA che bloccano la forcella di replicazione del DNA e sono responsabili della citotossicità. Questa attività citotossica è stata riconosciuta tempo-dipendente e specifica per la fase S. In vitro, l’irinotecan e l’SN-38 non sono risultati significativamente riconosciuti dalla glicoproteina PMDR e mostrano attività citotossica contro linee cellulari resistenti alla doxorubicina e alla vinblastina.

Inoltre, l’irinotecan ha un’ampia attività antitumorale in vivo contro modelli tumorali murini (adenocarcinoma del dotto pancreatico P03, adenocarcinoma mammario MA16/C, adenocarcinomi del colon C38 e C51) e contro xenotrapianti umani (adenocarcinoma del colon Co-4, adenocarcinoma mammario Mx-1, adenocarcinoma gastrico ST-15 e SC-16). L’irinotecan è attivo anche contro tumori che esprimono la glicoproteina P-MDR (leucemie P388 resistenti a vincristina e doxorubicina). Oltre all’attività antitumorale di CAMPTO, l’effetto farmacologico più rilevante dell’irinotecan è l’inibizione dell’acetilcolinesterasi. Dati clinici Terapia di combinazione per il trattamento di prima linea dei pazienti con carcinoma metastatico del colon-retto: Terapia di combinazione con acido folinico e 5-fluorouracile È stato condotto uno studio di fase III sul trattamento di 385 pazienti non trattati precedentemente, con carcinoma metastatico del colon-retto con somministrazione dei farmaci ogni 2 settimane (vedere paragrafo 4.2) oppure una volta alla settimana. Nel trattamento con somministrazione ogni 2 settimane, al giorno 1 si somministra CAMPTO alla dose di 180 mg/m2 ogni 2 settimane seguito da infusione di acido folinico (200 mg/m2 in infusione endovenosa di 2 ore) e 5-fluorouracile (400 mg/m2 in bolo endovenoso, seguito da 600 mg/m2 in infusione endovenosa di 22 ore). Al giorno 2, l’acido folinico ed il 5-fluorouracile vengono somministrati allo stesso dosaggio e con lo stesso schema del giorno 1. Nel trattamento settimanale, la dose di CAMPTO a 80 mg/m2 è seguita da infusione di acido folinico (500 mg/m2 in infusione endovenosa di 2 ore) e poi di 5-fluorouracile (2300 mg/m2 in infusione endovenosa di 24 ore) per 6 settimane. Nello studio sulla terapia di combinazione con i 2 schemi posologici sopra descritti, l’efficacia di CAMPTO è stata valutata in 198 pazienti trattati: Regimi combinati (n=198) Schema settimanale (n=50) Schema ogni 2 settimane (n=148) CAMPTO +5FU/AF 5FU/AF CAMPTO +5FU/AF 5FU/AF CAMPTO +5FU/AF 5FU/AF Percentuale di risposta (%) 40,8 * 23,1 * 51,2 * 28,6 * 37,5 * 21,6 * Valore di p p<0,001 p=0,045 p=0,005 Tempo mediano di progressione (mesi) 6,7 4,4 7,2 6,5 6,5 3,7 Valore di p p<0,001 NS p=0,001 Durata mediana della risposta (mesi) 9,3 8,8 8,9 6,7 9,3 9,5 Valore di p NS p=0,043 NS Durata mediana della risposta e della stabilizzazione (mesi) 8,6 6,2 8,3 6,7 8,5 5,6 Valore di p p<0,001 NS p=0,003 Tempo mediano al fallimento terapeutico (mesi) 5,3 3,8 5,4 5,0 5,1 3,0

Valore di p p=0,0014 NS p<0,001 Mediana di sopravvivenza (mesi) 16,8 14,0 19,2 14,1 15,6 13,0 Valore di p p=0,028 NS p=0,041 5FU: 5-fluorouracile AF: acido folinico NS: Non Significativo *: Come da analisi della popolazione da protocollo Nello schema posologico settimanale, l’incidenza di diarrea grave è stata del 44,4% nei pazienti trattati con CAMPTO in combinazione con 5FU/AF e del 25,6% nei pazienti trattati solamente con 5FU/AF. L’incidenza di neutropenia grave (conta dei neutrofili < 500 cellule/mm3 ) è stata del 5,8% nei pazienti trattati con CAMPTO in combinazione con 5FU/AF e del 2,4% nei pazienti trattati solamente con 5FU/AF. Inoltre, il tempo mediano per definire il deterioramento del Performance Status è risultato significativamente più lungo nel gruppo trattato con CAMPTO in combinazione rispetto al gruppo 5FU/AF (p=0,046). In questo studio di fase III la qualità della vita è stata esaminata utilizzando il questionario EORTC Q LQ-C30. Il tempo di deterioramento definitivo è avvenuto costantemente più tardi nei gruppi trattati con CAMPTO. L’evoluzione dello Stato di salute Globale/Qualità della vita è stata lievemente migliore, anche se non significativamente, nel gruppo trattato con CAMPTO in combinazione, a sostegno del fatto che l’efficacia di CAMPTO in combinazione può essere raggiunta senza compromettere la qualità di vita. Terapia di combinazione con bevacizumab: Uno studio clinico, randomizzato, di fase III, in doppio cieco, con controllo attivo, ha valutato la combinazione di bevacizumab con CAMPTO/5FU/AF nel trattamento di prima linea del carcinoma metastatico del colon o del retto (studio AVF2107g). L’aggiunta di bevacizumab alla combinazione CAMPTO/5FU/AF ha determinato un incremento statisticamente significativo della sopravvivenza globale. Il beneficio clinico, misurato in termini di sopravvivenza globale, è stato osservato in tutti i sottogruppi di pazienti pre-specificati, inclusi quelli definiti in base ad età, sesso, performance status, sede del tumore primario, numero di organi coinvolti e durata della malattia metastatica. Fare anche riferimento al riassunto delle caratteristiche del prodotto relativo a bevacizumab. I risultati relativi allo studio clinico AVF2107g sono illustrati nella tabella sottostante. AVF2107g Braccio 1 CAMPTO/5FU/AF + Placebo Braccio 2 CAMPTO/5FU/AF + Avastina Numero di pazienti 411 402 Sopravvivenza globale Tempo mediano (mesi) 15,6 20,3 Intervallo di confidenza 95% 14,29 – 16,99 18,46 – 24,18 Hazard ratiob 0,660 Valore di p 0,00004 Sopravvivenza libera da progressione Tempo mediano (mesi) 6,2 10,6

Hazard ratio 0,54 Valore di p <0,0001 Tasso di risposta globale Tasso (%) 34,8 44,8 IC 95% 30,2 – 39,6 39,9 – 49,8 Valore di p 0,0036 Durata della risposta Tempo mediano (mesi) 7,1 10,4 25°/27° percentile 4,7 – 11,8 6,7 – 15,0 a 5 mg/kg ogni 2 settimane b Riferito al braccio di controllo Terapia di combinazione con cetuximab: EMR 62 202-013: Questo studio randomizzato condotto su pazienti affetti da carcinoma metastatico del colon-retto che non avevano ricevuto un precedente trattamento per la malattia metastatica ha confrontato la combinazione di cetuximab e irinotecan più 5-fluorouracile/acido folinico per infusione (5-FU/AF) (599 pazienti) con la sola chemioterapia (599 pazienti). La percentuale di pazienti con tumori KRAS wild-type costituiva il 64% della popolazione di pazienti valutabile per lo stato del gene KRAS. I dati di efficacia ottenuti da questo studio sono riassunti nella tabella sottostante: Popolazione globale Popolazione con KRAS wild-type Variable/statistic Cetuximab più FOLFIRI (N=599) FOLFIRI (N=599) Cetuximab più FOLFIRI (N=172) FOLFIRI (N=176) ORR % (95% CI) 46,9 (42,9, 51,0) 38,7 (34,8, 42,8) 59,3 (51,6, 66,7) 43,2 (35,8, 50,9) Valore di p 0,0038 0,0025 PFS Hazard Ratio (95% CI) 0,85 (0,726, 0,998) 0,68 (0,501, 0,934) Valore di p 0,0479 0,0167 CI = confidence interval, intervallo di confidenza, FOLFIRI = irinotecan più 5-FU/AF infusionale, ORR = objective response rate, tasso di risposta obiettiva (pazienti con risposta completa o risposta parziale), PFS = progression free survival, sopravvivenza libera da progressione Terapia di combinazione con capecitabina I dati emersi da uno studio randomizzato, controllato di fase III (CAIRO) supportano l’uso di capecitabina alla dose iniziale di 1000 mg/m2 per 2 settimane ogni 3 settimane in associazione con irinotecan per il trattamento di prima linea di pazienti con carcinoma colorettale metastatico. Un totale di 820 pazienti è stato randomizzato a ricevere un trattamento sequenziale (n=410) o di associazione (n=410). Il trattamento sequenziale consisteva in un trattamento di prima linea con capecitabina (1250 mg/m2 due volte al giorno per 14 giorni), una seconda linea con irinotecan (350 mg/m2 al giorno 1), e una terza linea con l’associazione di capecitabina (1000 mg/m2 due volte al giorno per 14 giorni) e oxaliplatino (130 mg/m2 al giorno 1). Il trattamento di associazione consisteva in un trattamento di prima linea con capecitabina (1000 mg/m2 due volte al giorno per 14 giorni) associato a irinotecan (250 mg/m2 al giorno 1) (XELIRI) e una seconda linea con capecitabina (1000 mg/m2 due volte al giorno per 14 giorni) più oxaliplatino (130 mg/m2 al giorno 1). Tutti i cicli di trattamento sono stati somministrati a intervalli di 3 settimane. Nel trattamento di prima linea la sopravvivenza libera d

21 progressione mediana nella popolazione intent-to-treat è stata di 5,8 mesi (95% IC, 5,1-6,2 mesi) per la capecitabina in monoterapia e 7,8 mesi (95% IC, 7,0-8,3 mesi per XELIRI (p=0,0002). I dati emersi da una interim analysis di uno studio multicentrico, randomizzato, controllato di fase II (AIO KRK 0604) supportano l’uso di capecitabina alla dose iniziale di 800 mg/m2 per 2 settimane ogni 3 settimane in associazione ad irinotecan e bevacizumab per il trattamento di prima linea di pazienti con carcinoma colorettale metastatico. Un totale di centoquindici (115) pazienti è stato randomizzato al trattamento con capecitabina associato ad irinotecan (XELIRI) e bevacizumab: capecitabina (800 mg/m2 due volte al giorno per due settimane seguito da 7 giorni di riposo), irinotecan (200 mg/m2 in infusione di 30 minuti al giorno 1 ogni 3 settimane), e bevacizumab (7,5 mg/kg in infusione da 30 a 90 minuti al giorno 1 ogni 3 settimane); un totale di 118 pazienti sono stati randomizzati al trattamento con capecitabina in associazione con oxaliplatino più bevacizumab: capecitabina (1000 mg/m2 due volte al giorno per due settimane seguito da 7 giorni di riposo), oxaliplatino (130 mg/m2 in infusione di 2 ore al giorno 1 ogni 3 settimane), e bevacizumab (7,5 mg/kg in infusione da 30 a 90 minuti al giorno 1 ogni 3 settimane). La sopravvivenza libera da progressione a 6 mesi nella popolazione intent-to-treat è stata pari all’80% (XELIRI più bevacizumab) verso il 74% (XELOX più bevacizumab). Il tasso di risposta globale (risposta completa più risposta parziale) è stato del 45% (XELOX più bevacizumab) verso il 47% (XELIRI più bevacizumab). Monoterapia per il trattamento di seconda linea del carcinoma metastatico del colon-retto: Con lo schema di una dose ogni 3 settimane, sono stati effettuati studi clinici di fase II/III su più di 980 pazienti con carcinoma del colon-retto metastatico, dopo fallimento di un precedente trattamento con 5-fluorouracile. L’efficacia di CAMPTO è stata valutata su 765 pazienti con progressione di malattia durante la terapia con 5FU documentata all’ingresso nello studio. Fase III CAMPTO verso terapia di supporto CAMPTO verso 5FU CAMPTO n=183 Trattamento di supporto n=90 valore di p CAMPTO n=127 5FU n=129 valore di p Sopravvivenza libera da progressione a 6 mesi (%) NA NA 33,5 * 26,7 p=0,03 Sopravvivenza a 12 mesi (%) 36,2 * 13,8 p=0,0001 44,8 * 32,4 p=0,0351 Mediana di sopravvivenza (mesi) 9,2* 6,5 p=0,0001 10,8* 8,5 p=0,0351 NA: Non Applicabile *: Differenza statisticamente significativa Negli studi clinici di fase II, condotti su 455 pazienti trattati con una somministrazione ogni 3 settimane, la sopravvivenza percentuale libera da progressione a 6 mesi è risultata del 30% e la sopravvivenza mediana di 9 mesi. Il tempo mediano di progressione è stato di 18 settimane.

Inoltre, sono stati condotti degli studi di fase II non-comparativi su 304 pazienti trattati secondo uno schema settimanale, alla dose di 125 mg/m2 somministrata in infusione endovenosa in 90 minuti per quattro settimane consecutive seguite da due settimane di riposo. In tali studi, il tempo mediano di progressione è stato di 17 settimane e la mediana di sopravvivenza è stata di 10 mesi. Un profilo di sicurezza simile è stato osservato su 193 pazienti trattati con lo schema di dosaggio settimanale alla dose iniziale di 125 mg/m2 rispetto allo schema di una somministrazione ogni 3 settimane. Il tempo mediano di comparsa della prima evacuazione liquida è stato l’undicesimo giorno. Terapia di combinazione con cetuximab dopo fallimento di terapia citotossica contenente irinotecan L’efficacia della combinazione di irinotecan con cetuximab è stata valutata in 2 studi clinici. Sono stati trattati con la combinazione un totale di 356 pazienti con carcinoma metastatico del colon-retto esprimente l’EGFR, che recentemente non avevano risposto ad una terapia citotossica contenente irinotecan e che presentavano un indice di performance status secondo Karnofsky minimo di 60, ma la maggior parte di essi presentava un indice di performance status secondo Karnofsky ≥80. EMR 62 202-007: Questo studio randomizzato ha confrontato la combinazione di cetuximab e irinotecan (218 pazienti) con cetuximab in monoterapia (111 pazienti). IMCL CP02-9923: In questo studio a braccio singolo in aperto, la terapia combinata è stata valutata in 138 pazienti. I dati di efficacia ottenuti da questi studi sono riassunti nella tabella sottostante: Studio N ORR DCR PFS (mesi) OS (mesi) n (%) 95%CI n (%) 95%CI Mediana 95%CI Mediana 95%CI Cetuximab + irinotecan EMR 62 202-007 218 50 (22,9) 17,5; 29,1 121(55,5) 48,6; 62,2 4,1 2,8; 4,3 8,6 7,6; 9,6 IMCL CP02-9923 138 21 (15,2) 9,7; 22,3 84 (60,9) 52,2; 69,1 2,9 2,6; 4,1 8,4 7,2; 10,3 Cetuximab EMR 62 202-007 111 12 (10,8) 5,7; 18,1 36 (32,4) 23,9; 42,0 1,5 1,4; 2,0 6,9 5,6; 9,1 CI = confidence interval, intervallo di confidenza; DCR = disease control rate, tasso di controllo della malattia (pazienti con risposta completa, risposta parziale o malattia stabile per almeno 6 settimane); ORR = objective response rate, tasso di risposta obiettiva (pazienti con risposta completa o risposta parziale); OS = overall survival, sopravvivenza globale; PFS = progression free survival, sopravvivenza libera da progressione L’efficacia della combinazione di cetuximab con irinotecan è risultata superiore a quella della monoterapia con cetuximab, in termini di tasso di risposta obiettiva (ORR), tasso di controllo della malattia (DCR) e sopravvivenza libera da progressione (PFS). Nello studio randomizzato non sono stati dimostrati effetti sulla sopravvivenza globale (hazard ratio 0,91; p = 0,48).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Al termine dell’infusione della dose raccomandata di 350 mg/m2 il picco delle concentrazioni plasmatiche medie di irinotecan e di SN-38 era rispettivamente di 7,7 g/mL e 56 ng/ml e le aree medie sotto le curve (AUC) erano pari a 34 g.h/mL e 451 ngh/mL rispettivamente. Per l’SN-38 si osserva in genere un’ampia variabilità interindividuale dei parametri farmacocinetici. Distribuzion

In uno studio di Fase I condotto su 60 pazienti trattati con dosi da 100 fino a 750 mg/m2 somministrate con un’infusione endovenosa di 30 minuti ogni tre settimane, il volume di distribuzione allo steady state (Vss) è stato 157 l/m2 . In vitro, il legame con le proteine plasmatiche di irinotecan e SN-38 è stato rispettivamente del 65% e del 95% circa. Biotrasformazione Studi condotti sulla massa e sul metabolismo del farmaco marcato con 14 C hanno dimostrato che più del 50% di una dose di irinotecan somministrata per via endovenosa è escreta immodificata, il 33% nelle feci principalmente per via biliare ed il 22% nelle urine. Due le vie metaboliche, ciascuna delle quali riguarda almeno il 12% della dose: • l’idrolisi attraverso la carbossilesterasi nel metabolita attivo SN-38, lo SN-38 è prevalentemente eliminato tramite glucuronidazione ed inoltre per escrezione biliare e renale (meno dello 0,5% della dose di irinotecan) Il glucuronide di SN-38 è in seguito probabilmente idrolizzato nell’intestino. • le ossidazioni enzimo-dipendenti del citocromo P450 3A che provocano l’apertura dell’anello piperidinico esterno con formazione di un derivato dell’acido aminopentanoico (APC) e del derivato dell’amina primaria (NPC) (vedere paragrafo 4.5). L’irinotecan immodificato è presente nel plasma in concentrazione superiore a quella dei suoi metaboliti, seguito da APC, glucuronide SN-38 e SN-38. Solo lo SN-38 ha un’attività citotossica significativa. Eliminazione In uno studio di Fase I condotto su 60 pazienti trattati con dosi da 100 fino a 750 mg/m2 somministrate per infusione endovenosa di 30 minuti ogni tre settimane, l’irinotecan ha presentato un profilo cinetico di eliminazione bifasico o trifasico. La clearance plasmatica media è risultata pari a 15 l/h/m2 . Nel modello trifasico l’emivita plasmatica media è risultata pari a 12 minuti nella prima fase, a 2,5 ore nella seconda fase e a 14,2 ore in quella terminale. SN-38 ha mostrato un profilo di eliminazione bifasico con un tempo medio di eliminazione di 13,8 ore. La clearance dell’irinotecan è diminuita del 40% circa nei pazienti con valori di bilirubinemia tra 1,5 e 3 volte il limite superiore dell’intervallo di normalità. In questi pazienti una dose di 200 mg/m2 di irinotecan determina una concentrazione plasmatica del farmaco paragonabile a quella osservata dopo una dose di 350 mg/m2 in pazienti neoplastici con parametri epatici normali. Linearità/Non-linearità Un’analisi farmacocinetica di popolazione per irinotecan è stata eseguita su 148 pazienti con carcinoma metastatico del colon-retto trattati con schemi e dosaggi differenti in studi clinici di fase II. I parametri farmacocinetici, valutati con un modello a tre compartimenti, erano simili a quelli esaminati negli studi di fase I. Tutti gli studi hanno dimostrato che irinotecan (CPT-11) e la conseguente esposizione a SN-38 aumentano proporzionalmente alla dose somministrata di CPT-11; le loro farmacocinetiche sono indipendenti dal numero di cicli precedentemente somministrati e dallo schema di somministrazione. Relazione(i) di farmacocinetica(che)/farmacodinamica(che)

L’intensità degli effetti tossici principali rilevati con CAMPTO (per es. leuconeutropenia e diarrea) è correlata all’esposizione (AUC) al farmaco e al metabolita SN-38. Sono state osservate correlazioni significative tra la tossicità ematologica (diminuzione dei globuli bianchi e dei neutrofili al nadir) o tra l’intensità della diarrea e i valori di AUC sia dell’irinotecan che del metabolita SN-38 in monoterapia. Pazienti con ridotta attività della UGT1A1 L’uridina difosfato-glucuronosiltransferasi 1A1 (UGT1A1) è coinvolto nella disattivazione metabolica del metabolita attivo dell’irinotecan, SN-38, a glucuronide SN-38 inattivo (SN-38G). Il gene per UGT1A1 è altamente polimorfico, determinando capacità metaboliche variabili tra gli individui. Le varianti genetiche della UGT1A1 meglio caratterizzate sono UGT1A1*28 e UGT1A1*6. Queste varianti ed altri difetti congeniti di espressione della UGT1A1 (come la sindrome di Gilbert e la sindrome di Crigler-Najjar) sono associati ad una ridotta attività di questo enzima. I pazienti che sono metabolizzatori lenti della UGT1A1 (ad es. omozigoti per le varianti UGT1A1*28 o *6) sono esposti ad un rischio maggiore di reazioni avverse severe quali neutropenia e diarrea a seguito della somministrazione di irinotecan, come conseguenza dell’accumulo di SN-38. Secondo i dati provenienti da varie metanalisi, il rischio è maggiore per i pazienti trattati con dosi di irinotecan > 180 mg/m2 (vedere paragrafo 4.4). Per identificare i pazienti a maggior rischio di neutropenia e diarrea severe, è possibile ricorrere alla genotipizzazione della UGT1A1. Gli omozigoti per l’allele UGT1A1*28 sono presenti con una frequenza dell’8-20% nella popolazione di Europa, Africa, Vicino Oriente e America Latina. La variante *6 è pressoché assente in queste popolazioni. Nella popolazione dell’Est asiatico, la frequenza della variante *28/*28 è di circa l’1-4%, del 3-8% per la variante *6/*28 e del 2-6% per la variante *6/*6. Nella popolazione dell’Asia centrale e meridionale, la frequenza della variante *28/*28 è di circa il 17%, del 4% per la variante *6/*28 e dello 0,2% per la variante *6/*6.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

L’irinotecan e l’SN-38 si sono dimostrati mutageni in vitro nel test di aberrazione cromosomica sulle cellule CHO così come in vivo nel test del micronucleo nel topo. Tuttavia, nel test di Ames si sono mostrati privi di qualsiasi potenziale mutageno. Nei ratti trattati una volta alla settimana per 13 settimane con la dose massima di 150 mg/m2 (che è meno della metà della dose raccomandata per l’uomo), non sono stati riportati tumori correlati al trattamento 91 settimane dopo la fine del trattamento. Sono stati condotti studi di tossicità per somministrazioni singole o ripetute con CAMPTO nel topo, nel ratto e nel cane. Gli effetti tossici principali sono stati osservati nei sistemi emopoietico e linfatico. Nei cani è stata riportata diarrea ritardata associata ad atrofia e necrosi focale della mucosa intestinale. Nel cane è stata osservata anche alopecia. La gravità di questi effetti è stata dose-correlata e reversibile. Riproduzione L’irinotecan si è mostrato teratogeno nei ratti e nei conigli a dosi al di sotto della dose terapeutica nell’uomo. Nei ratti, i piccoli nati da animali trattati con anomalie esterne visibili ad occhio nudo hanno mostrato una riduzione della fertilità. Questo non è stato osservato nei cuccioli morfologicamente normali. Nei ratti in gravidanza è stata riscontrata una riduzione del peso placentare e nella prole una riduzione della vitalità fetale e un aumento delle anomalie comportamentali.

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6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Sorbitolo E420, acido lattico, sodio idrossido (per aggiustare il pH a 3,5), acido cloridrico (per aggiustare il pH), acqua per preparazioni iniettabili.

6.2 Incompatibilità

Nessuna nota. In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.

6.3 Periodo di validità

Il periodo di validità dei flaconcini integri è di 24 mesi (per la presentazione da 40 mg/2 mL) o di 36 mesi (per le presentazioni da 100 mg/5 mL e 300 mg/15 mL). La soluzione di CAMPTO è fisicamente e chimicamente stabile con le soluzioni per infusione (soluzione di cloruro di sodio allo 0,9% (p/v) e soluzione di glucosio al 5% (p/v)) fino ad un massimo di 28 giorni se conservato in contenitori in LDPE o PVC ad una temperatura pari a 5°C o a 30°C e protetto dalla luce. Quando la soluzione è esposta alla luce, è indicata una stabilità fisico-chimica fino un massimo di 3 giorni. Tuttavia, al fine di ridurre il rischio microbiologico, le soluzioni per infusione si devono preparare immediatamente prima dell’uso e si deve iniziare l’infusione quanto prima dopo la preparazione. Se non viene utilizzato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione sono sotto la responsabilità dell’utilizzatore e normalmente non devono superare le 24 ore a 2°C-8°C, a meno che la diluizione sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e validate.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Per le condizioni di conservazione dopo diluizione del medicinale, vedere paragrafo 6.3. − Conservare a temperature inferiore a 25°C. − Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Un flaconcino Onco-Tain® in vetro ambrato chiuso con tappo in gomma bromobutilica. I flaconcini contengono 40 mg/2 mL, 100 mg/5 mL o 300 mg/15 mL di soluzione. Onco-Tain® è il sistema di protezione esterno del flaconcino. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Come per altri farmaci antineoplastici, CAMPTO deve essere preparato e maneggiato con attenzione. Si richiede l’uso di occhiali, mascherina e guanti.

Se la soluzione di CAMPTO o la soluzione preparata per l’infusione dovesse entrare in contatto con la pelle, lavare immediatamente e perfettamente con acqua e sapone. Se la soluzione di CAMPTO o la soluzione preparata per l’infusione dovesse entrare in contatto con le mucose, lavare immediatamente con acqua. Preparazione per la somministrazione dell’infusione endovenosa: Come tutti i medicinali iniettabili, la soluzione di CAMPTO deve essere preparata in asepsi (vedere paragrafo 6.3). Se si osserva la formazione di un qualsiasi precipitato nei flaconcini o dopo diluizione, il prodotto deve essere eliminato seguendo le procedure ospedaliere standard applicabili ai farmaci citotossici. In condizioni di asepsi, aspirare la quantità necessaria della soluzione di CAMPTO dal flaconcino per mezzo di una siringa graduata e iniettarla in una sacca o flacone per infusione da 250 mL contenente soluzione di cloruro di sodio allo 0,9% o soluzione di glucosio al 5%. L’infusione deve poi essere mescolata perfettamente per rotazione manuale. Smaltimento: Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Pfizer Italia S.r.l. Via Isonzo, 71 04100 Latina

8. Numeri dell’autorizzazione all’immissione in commercio

CAMPTO 20 mg/mL, concentrato per soluzione per infusione − 1 flaconcino in polipropilene da 2 mL - A.I.C. n. 032949048 − 1 flaconcino in polipropilene da 5 mL - A.I.C. n. 032949051 − 1 flaconcino in polipropilene da 15 mL - A.I.C. n. 032949063

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 24 aprile 1997 Data del rinnovo più recente: 26 agosto 2014

10. Data di revisione del testo

Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web: http://www.agenziafarmaco.gov.it/.

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.