Foglietti illustrativi e RCP, principi attivi, verificatore di interazioni, posologie ufficiali e orari delle farmacie — nello stesso posto.

CARMUSTINE MEDAC (PREVIOUSLY CARMUSTINE OBVIUS)

Principio attivo: CARMUSTINE · ATC L01AD01

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Principio attivo: CARMUSTINE
Codice ATC: L01AD01
Autorizzazione: Medicinale autorizzato a livello europeo (procedura centralizzata EMA), valido anche in Italia.
Foglietto ufficiale: Consulta su EMA

1. Cos’è Carmustine medac e a cosa serve

Carmustine medac è un medicinale che contiene carmustina. Carmustina appartiene a un gruppo di
farmaci antitumorali noti come nitrosouree, che agiscono rallentando la crescita delle cellule tumorali.

Carmustina è indicata negli adulti nei seguenti neoplasmi maligni come agente singolo o in
associazione ad altri agenti antineoplastici e/o altre misure terapeutiche (radioterapia, chirurgia):

- Tumori cerebrali (glioblastoma, gliomi del tronco cerebrale, medulloblastoma, astrocitoma ed
ependimoma), metastasi cerebrali;
- Terapia secondaria nei linfomi non Hodgkin e malattia di Hodgkin;
- Tumori del tratto gastrointestinale o del sistema digerente
- Melanoma maligno (cancro della pelle)
- come trattamento di condizionamento precedente a trapianto di cellule progenitrici
ematopoietiche autologhe (HPTC) in patologie ematologiche maligne (malattia di Hodgkin /
linfoma non Hodgkin).

2. Cosa deve sapere prima di usare Carmustine medac

Non usi Carmustine medac:
- se è allergico a carmustina o ad uno qualsiasi degli altri ingredienti di questo medicinale
(elencati al paragrafo 6);
- se soffre di un’inibizione della formazione di cellule ematiche nel midollo osseo e il numero
delle piastrine, dei globuli bianchi (leucociti) o globuli rossi (eritrociti) è quindi ridotto, a
seguito di chemioterapia o per altre cause;
- se soffre di una disfunzione renale ad alto grado;
- in bambini e adolescenti
- se sta allattando al seno.

Avvertenze e precauzioni
Si rivolga al suo medico, al farmacista o all’infermiere prima di assumere Carmustine medac.

L’effetto indesiderato principale di questo medicinale è la mielosoppressione ritardata, che può
manifestarsi con stanchezza, sanguinamenti della cute e delle mucose nonché con infezioni e febbre
dovute a cambiamenti nel sangue. Perciò dopo ogni dose il medico monitorerà l’emocromo a cadenza
settimanale per almeno 6 settimane. Ai dosaggi raccomandati, le somministrazioni di Carmustine
medac non avverrebbero con una frequenza inferiore a 6 settimane. Il dosaggio verrà confermato con
l’emocromo.

La funzionalità epatica, polmonare e renale verrà verificata prima del trattamento e tenuta sotto
regolare osservazione durante il trattamento.

Poiché l’uso di Carmustine medac può provocare danno polmonare, prima di iniziare il trattamento
verrà effettuata una radiografia al torace e verranno eseguiti esami relativi alla funzionalità polmonare
(vedere anche la sezione “Possibili effetti indesiderati”).

Un trattamento ad alto dosaggio di Carmustine medac (fino a 600 mg/m²) viene somministrato solo in
combinazione con un successivo trapianto di cellule staminali. Un così alto dosaggio può aumentare la
frequenza o la gravità di tossicità a livello polmonare, renale, epatico, cardiaco e gastrointestinale,
come anche di infezioni e squilibri elettrolitici (livelli bassi di potassio, magnesio e fosfato nel
sangue).

Può insorgere dolore di stomaco (enterocolite neutropenica) quale reazione avversa legata alla terapia
in seguito a un trattamento con agenti chemioterapici.

Il medico La informerà della possibilità di danno polmonare e di reazioni allergiche nonché sui relativi
sintomi. Qualora si verifichino tali sintomi, contatti immediatamente il medico (vedere il paragrafo 4).

Bambini e adolescenti
Carmustine medac non deve essere utilizzato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni.

Altri medicinali e Carmustine medac
Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere
qualsiasi altro medicinale, compresi quelli non soggetti a prescrizione medica, come:
- fenitoina, utilizzata nell’epilessia;
- desametasone, utilizzato come agente immunodepressivo e antinfiammatorio;
- cimetidina, utilizzata per problemi allo stomaco come l’indigestione;
- digossina, utilizzata in caso di aritmia;
- melfalan, un farmaco antitumorale.

Carmustine medac in associazione ad alcol
La quantità di alcol contenuto in questo medicinale può alterare l’effetto di altri farmaci.

Gravidanza, allattamento e fertilità
Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte
materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza, allattamento e fertilità
Carmustine medac non deve essere usato durante la gravidanza perché può provocare danni al feto.
Questo medicinale pertanto di norma non deve essere somministrato a donne in gravidanza. Se
utilizzato in gravidanza, la paziente deve essere consapevole dei potenziali rischi per il feto. Si
consiglia alle donne in età fertile di utilizzare metodi contraccettivi efficaci per non iniziare una
gravidanza durante e per almeno 6 mesi dopo il periodo di trattamento con questo medicinale.

I pazienti di sesso maschile devono utilizzare metodi contraccettivi adeguati durante il trattamento con
Carmustine medac e per almeno 6 mesi dalla fine del trattamento per evitare una gravidanza della
partner.

Allattamento
Non allatti al seno durante il periodo di assunzione del medicinale e fino a 7 giorni dopo il trattamento.
Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso.
Guida di veicoli e utilizzo di macchinari
Carmustine medac non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli o di usare
macchinari. Chieda informazioni al medico prima di guidare o di usare attrezzi o macchinari perché la
quantità di alcol contenuta in questo medicinale può ridurre la capacità di guidare veicoli o di usare
macchinari.

Carmustine medac contiene etanolo (alcol etilico)
Questo medicinale contiene 2,4 g di alcol (etanolo) per flaconcino, equivalente a 25,92 g per dose
massima (10% vol.). La quantità nella dose massima (600 mg/m² in un paziente del peso di 70 kg) di
questo medicinale è equivalente a 648 ml di birra o 259 ml di vino.

La quantità di alcol contenuta in questo medicinale può alterare la capacità di guidare veicoli o di usare
macchinari, in quanto la capacità di giudizio e la rapidità di reazione possono risultare compromesse.

In caso di epilessia o problemi epatici, si rivolga al medico o al farmacista prima di assumere questo
medicinale.

La quantità di alcol contenuta nel medicinale può alterare gli effetti di altri farmaci. Consulti il medico
o il farmacista se assume altri medicinali.

Se è in gravidanza, consulti il medico o il farmacista prima di assumere il medicinale.

Se è affetto da alcolismo, si rivolga al medico o al farmacista prima di assumere il medicinale.

3. Come usare Carmustine medac

Carmustine medac sarà sempre somministrato da un operatore sanitario con esperienza nell’utilizzo di
medicinali antitumorali.

Adulti
Il dosaggio dipende dalla condizione medica, dalla corporatura e dalla risposta al trattamento. Viene
generalmente somministrato almeno ogni 6 settimane. La dose raccomandata di Carmustine medac
come agente singolo in pazienti non trattati precedentemente è compresa tra 150 e 200 mg/m² per via
endovenosa ogni 6 settimane. Può essere somministrata in un’unica dose o suddivisa in infusioni
giornaliere di 75-100 mg/m² in due giorni consecutivi. Il dosaggio varia anche in base all’eventuale
uso di Carmustine medac in associazione ad altri farmaci antitumorali.

Le dosi vengono regolate in base alla risposta al trattamento.

Il dosaggio consigliato di Carmustine medac somministrato in combinazione con altri agenti
chemioterapici prima di un trapianto di cellule progenitrici ematopoietiche è pari a 300 – 600 mg/m²
per via endovenosa.

L’emocromo è monitorato frequentemente per evitare la tossicità nel midollo osseo e la dose viene
adeguata, se necessario.

Via di somministrazione
Dopo la ricostituzione e la diluizione, Carmustine medac viene somministrato per via endovenosa
tramite flebo per un periodo di 1-2 ore al riparo dalla luce. La durata dell’infusione non deve essere
inferiore a un’ora per evitare bruciore e dolore nel sito di iniezione. Il sito di iniezione viene
controllato durante la somministrazione.

La durata del trattamento è stabilita dal medico e può variare per ogni paziente.

Se usa più Carmustine medac di quanto deve
Poiché sarà un medico o un infermiere a somministrare questo medicinale, è improbabile che le venga
somministrata una dose non corretta. Informi il medico o l’infermiere in caso di dubbi riguardo alla
quantità di medicinale somministrato.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico, al farmacista o
all’infermiere.

4. Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone
li manifestino.

Informi immediatamente il medico o l’infermiere se nota quanto segue:
sibilo respiratorio improvviso, respirazione difficoltosa, gonfiore delle palpebre, del viso o delle
labbra, eruzione cutanea o sensazione di prurito (specialmente in tutto il corpo) e sensazione di
svenimento. Questi possono esseri segni di una reazione allergica grave.

Carmustine medac può provocare i seguenti effetti indesiderati:

molto comune (può interessare più di 1 persona su 10)
- mielosoppressione ritardata (diminuzione delle cellule ematiche nel midollo osseo) che può
accrescere la probabilità di contrarre infezioni in caso di diminuzione dei leucociti;
- atassia (assenza di coordinazione volontaria dei movimenti muscolari);
- capogiro;
- cefalea;
- arrossamento temporaneo degli occhi, visione annebbiata dovuta a sanguinamento della retina;
- ipotensione (calo della pressione sanguigna);
- flebite (infiammazione delle vene) associata a dolore, gonfiore, rossore, dolorabilità;
- disturbi respiratori (disturbi ai polmoni) con problemi alla respirazione.
Questo medicinale può provocare danno polmonare grave (anche fatale) che si può manifestare
anni dopo il trattamento. Si rivolga immediatamente al medico se osserva uno dei seguenti
sintomi: respiro affannoso, tosse persistente, dolore toracico, debolezza/stanchezza permanente;
- nausea e vomito gravi;
- se utilizzato sulla cute, infiammazione cutanea (dermatite).
- Il contatto accidentale con la cute può provocare un’iperpigmentazione transitoria (scurimento di
un’area della cute o delle unghie);

comune (può interessare fino a 1 persona su 10)
- leucemia acuta e displasia midollare (sviluppo anomalo del midollo osseo). Tra i sintomi
possono esservi sanguinamento delle gengive, dolore osseo, febbre, infezioni frequenti,
sanguinamento dal naso frequente o grave, noduli causati da gonfiore dei linfonodi del collo e
nell’area circostante, delle ascelle, dell’addome o dell’inguine, pallore della pelle, respiro
affannoso, debolezza, stanchezza o diminuzione generale dell’energia;
- anemia (diminuzione della quantità di globuli rossi nel sangue);
- encefalopatie (disturbo del cervello). Tra i sintomi possono esservi debolezza muscolare; in una
determinata area, scarsa capacità di prendere decisioni o di concentrazione, contrazione
involontaria, tremore, difficoltà nel parlare o deglutire, crisi convulsive;
- anoressia
- stipsi
- diarrea
- infiammazione della bocca e delle labbra;
- tossicità epatica reversibile in terapia ad alto dosaggio, che può provocare un aumento degli
enzimi epatici e della bilirubina (evidenziato dagli esami ematici);
- alopecia (perdita dei capelli);
- rossore della pelle;
- reazioni nel sito dell’iniezione;

raro (può riguardare fino a 1 persona su 1 000)
- malattia veno-occlusiva (progressiva ostruzione delle vene) in cui vene del fegato molto piccole
(di dimensioni microscopiche) si ostruiscono. Tra i sintomi possono esservi: accumulo di liquidi
nell’addome, ingrossamento della milza, sanguinamento grave dell’esofago, colorazione gialla
della pelle e del bianco degli occhi;
- problemi respiratori causati da fibrosi interstiziale (con dosi inferiori);
- problemi renali;
- ginecomastia (sviluppo delle mammelle nell’uomo);

non noto (la frequenza non può essere prevista sulla base dei dati disponibili)
- dolore muscolare;
- crisi (attacchi) incluso lo stato epilettico;
- danni ai tessuti dovuti alla fuoriuscita nel sito di iniezione;
- qualsiasi segno di infezione;
- infertilità;
- compromissione accertata dello sviluppo del feto;
- anomalie elettrolitiche (e squilibri elettrolitici (livelli bassi di potassio, magnesio e fosfato nel
sangue)).

Segnalazione degli effetti indesiderati
Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si
rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati
direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’Allegato V. Segnalando gli
effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza del medicinale.

5. Come conservare Carmustine medac

Questo medicinale sarà conservato dal medico o dal personale sanitario preposto.

Conservare il medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usare il medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sul flacone e sulla scatola dopo
“SCAD.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare e trasportare in frigorifero (2°C - 8°C).
Conservare il flaconcino nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Dopo la ricostituzione e diluizione
Dopo la ricostituzione Carmustine medac rimane stabile per 3 ore conservato in un contenitore di vetro
al riparo dalla luce.

La soluzione deve essere somministrata entro 3 ore dalla ricostituzione e diluizione del prodotto. La
soluzione deve essere tenuta al riparo dalla luce fino a somministrazione ultimata.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come
eliminare i medicinali che non utilizza più: in tal modo contribuirà a proteggere l’ambiente.

6. Contenuto della confezione e altre informazioni

Cosa contiene Carmustine medac
- Il principio attivo è carmustina.
Ogni flaconcino di polvere per concentrato per soluzione per infusione contiene 100 mg di
carmustina.
In seguito a ricostituzione e diluizione, 1 ml di soluzione contiene 3,3 mg di carmustina.
- Eccipienti:
- polvere: nessun eccipiente;
- solvente: etanolo anidro.
Descrizione dell’aspetto di Carmustine medac e contenuto della confezione
Carmustine medac è una polvere e un solvente per concentrato per soluzione per infusione.

La polvere è una polvere di colore da quasi bianco a giallo chiaro, fornita in un flaconcino di vetro
marrone.
Il solvente è un liquido limpido incolore, fornito in una fiala di vetro trasparente.

Una confezione di Carmustine medac contiene un flaconcino di vetro da 100 mg di polvere e una fiala
di vetro con 3 ml di solvente.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore
medac
Gesellschaft für klinische Spezialpräparate mbH
Theaterstr. 6
22880 Wedel
Germania
tel.: +49 4103 8006-0
fax: +49 4103 8006-100
e-mail: [email protected]

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Altre fonti d’informazioni
Informazioni dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia europea per i
medicinali: http://www.ema.europa.eu/ema/.

Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente agli operatori sanitari.

Viene fornita una breve descrizione della preparazione e/o manipolazione, delle interazioni, della
posologia del medicinale, del sovradosaggio o delle misure di controllo e indagini di laboratorio
basate sull’attuale riassunto delle caratteristiche del prodotto.

Carmustine medac polvere per concentrato per soluzione per infusione non contiene conservanti e non
è un flaconcino multidose. La ricostituzione e ulteriori diluizioni vanno eseguite in condizioni
asettiche.

Seguendo le istruzioni sulla conservazione del prodotto è possibile evitare il deterioramento del
flaconcino integro fino alla data di scadenza indicata sulla confezione.

Il prodotto liofilizzato non contiene conservanti ed è monouso. Il prodotto liofilizzato può avere
l’aspetto di una polvere fine; tuttavia, in seguito alla manipolazione, potrebbe assumere un aspetto più
pesante e grumoso rispetto a un prodotto liofilizzato in polvere a causa dell’instabilità meccanica della
massa liofilizzata. La presenza di una pellicola oleosa può indicare lo scioglimento del prodotto. In tali
casi non è utilizzabile a causa del rischio di escursioni termiche superiori ai 30°C. Il medicinale non
deve essere più utilizzato. Se non si è sicuri dell’adeguato raffreddamento del prodotto, si deve
controllare ciascun flaconcino della confezione. Per effettuare tale verifica, esporre il flaconcino a luce
intensa.

Ricostituzione e diluizione della polvere per concentrato per soluzione per infusione
Sciogliere 100 mg di Carmustine polvere per concentrato per soluzione per infusione con 3 ml di
solvente di etanolo sterile refrigerato fornito nella confezione principale (flaconcino in vetro marrone).
Carmustina deve sciogliersi completamente nell’etanolo prima che sia aggiunta l’acqua sterile per
preparazioni iniettabili. Successivamente aggiungere in condizioni asettiche 27 ml di acqua sterile per
iniezione alla soluzione alcolica. La soluzione madre di 30 ml deve essere miscelata accuratamente. La
ricostituzione, come da indicazioni, dà come risultato una soluzione madre trasparente, da incolore a
giallo chiaro.
La soluzione madre di 30 ml va diluita immediatamente aggiungendola o a 500 ml di glucosio
50 mg/ml (5 %) soluzione iniettabile o a 500 ml di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9 %) soluzione iniettabile
in contenitori di vetro. La soluzione diluita di 530 ml (ossia la soluzione pronta all’uso) deve essere
miscelata per almeno 10 secondi prima della somministrazione.

pH e osmolarità delle soluzioni per infusione pronte all’uso
pH da 4,0 a 5,0 e 385-397 mOsm/l [se diluite in glucosio 50 mg/ml (5 %) soluzione iniettabile] e
pH da 4,0 a 6,8 e 370-378 mOsm/l [se diluite in sodio cloruro 9 mg/ml (0,9 %) soluzione iniettabile].

Modo di somministrazione
La soluzione ricostituita e diluita (ossia soluzione pronta all’uso) deve essere somministrata per via
endovenosa tramite flebo nell’arco di 1-2 ore. La somministrazione deve concludersi entro 3 ore dalla
ricostituzione/diluizione del medicinale. Per la somministrazione dell’infusione deve essere usato un
set di infusione in PE privo di PVC.
Durante la somministrazione del farmaco, utilizzare un contenitore in vetro adeguato. Inoltre, la
soluzione pronta all’uso deve essere tenuta al riparo dalla luce (ad es. avvolgendo il contenitore della
soluzione pronta all’uso con foglio di alluminio) e mantenuta preferibilmente a temperature inferiori a
20-22°C in quanto carmustina si deteriora più velocemente a temperature più alte.
Per la somministrazione dell’infusione deve essere usato un set di infusione in PE privo di PVC.

L’infusione di Carmustine medac in intervalli di tempo più brevi può provocare dolore intenso e
bruciore nel sito dell’iniezione. Il sito di iniezione deve essere monitorato durante la somministrazione.

Devono essere rispettate le linee guida per la manipolazione e lo smaltimento sicuro degli agenti
antineoplastici.

Posologia e indagini di laboratorio
Dosi iniziali
La dose raccomandata di Carmustine medac come agente singolo in pazienti non trattati
precedentemente è compresa tra 150 e 200 mg/m² per via endovenosa ogni 6 settimane. Tale dose deve
essere assunta in un’unica somministrazione o suddivisa in infusioni giornaliere di 75-100 mg/m² in
due giorni consecutivi.

Quando Carmustine medac è utilizzato in associazione con altri medicinali mielosoppressivi o in
pazienti con deplezione della riserva midollare, le dosi devono essere adeguate al profilo ematologico
del paziente come indicato di seguito.

Monitoraggio e dosi successive
Non si deve somministrare un nuovo ciclo di Carmustine medac fino a quando gli elementi del sangue
circolante non siano tornati a livelli accettabili (piastrine al di sopra di 100.000/mm3, leucociti al di
sopra di 4.000/mm3), il che di solito avviene nell’arco di sei settimane. I valori ematici devono essere
monitorati frequentemente e non devono essere somministrati cicli ripetuti prima di sei settimane a
causa della tossicità ematologica tardiva.
Le dosi successive alla dose iniziale devono essere adeguate in base alla risposta ematologica del
paziente alla dose precedente, sia in monoterapia sia in terapia di associazione con altri medicinali
mielosoppressivi. La tabella in basso è riportata come guida per l’aggiustamento posologico.

Nadir dopo la dose precedente Percentuale della dose
Leucociti/mm3 Piastrine/mm3 precedente da
somministrare
>4.000 >100.000 100%
3.000 – 3.999 75.000 – 99.999 100%
2.000 – 2.999 25.000 – 74.999 70%
<2.000 <25.000 50%

Nei casi in cui il nadir dopo la dose iniziale non rientri nella stessa riga per leucociti e piastrine (ad es.
leucociti >4.000 e piastrine <25.000), deve essere usato il valore con la percentuale più bassa della
dose precedente (ad es. con piastrine <25.000 deve essere somministrato al massimo il 50 % della dose
precedente).

Non ci sono limiti per il periodo di applicazione della terapia con carmustina. Nel caso in cui il tumore
rimanga incurabile o compaiano reazioni avverse gravi o intollerabili, la terapia con carmustina deve
essere interrotta.

Trattamento di condizionamento precedente a HPTC
La carmustina viene somministrata per via endovenosa in combinazione con altri agenti
chemioterapici in pazienti con patologie ematologiche maligne precedentemente a HPCT a un
dosaggio di 300 – 600 mg/m².

Popolazioni speciali

Popolazione pediatrica
Per motivi di sicurezza, carmustina non deve essere utilizzata in soggetti di età inferiore ai 18 anni.

Anziani
In generale, la scelta della dose per un paziente anziano deve essere prudente, solitamente partendo
dalla parte bassa dell’intervallo, considerata la maggiore frequenza nella diminuzione della
funzionalità epatica, renale o cardiaca e prendendo in considerazione eventuali malattie concomitanti o
terapie con altri medicinali. Poiché nei pazienti anziani è maggiore la probabilità di una funzionalità
renale ridotta, occorre fare attenzione nella scelta del dosaggio e monitorare la velocità di filtrazione
glomerulare e quindi ridurre la dose di conseguenza.

Compromissione renale
Per pazienti con compromissione renale la dose di Carmustine medac deve essere diminuita se vi è una
riduzione della velocità di filtrazione glomerulare.

Compatibilità/Incompatibilità con i contenitori
La soluzione endovenosa è instabile in contenitori in cloruro di polivinile. Tutti gli elementi in plastica
che entrano in contatto con la soluzione di carmustina per infusione (ad es. set di infusione ecc.)
devono essere in materiale plastico di polietilene privo di PVC; in caso contrario utilizzare vetro.

Domande frequenti su CARMUSTINE MEDAC (PREVIOUSLY CARMUSTINE OBVIUS)

CARMUSTINE MEDAC (PREVIOUSLY CARMUSTINE OBVIUS) e disponibile senza ricetta?

CARMUSTINE MEDAC (PREVIOUSLY CARMUSTINE OBVIUS) e disponibile senza obbligo di ricetta. Chieda comunque consiglio al farmacista.

Qual e il principio attivo di CARMUSTINE MEDAC (PREVIOUSLY CARMUSTINE OBVIUS)?

Il principio attivo di CARMUSTINE MEDAC (PREVIOUSLY CARMUSTINE OBVIUS) e CARMUSTINE.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

4.1 Indicazioni terapeutiche

Carmustina è indicata negli adulti nei seguenti neoplasmi maligni come agente singolo o in
associazione ad altri agenti antineoplastici e/o altre misure terapeutiche (radioterapia, chirurgia):

4.2

-

tumori cerebrali (glioblastoma, gliomi del tronco cerebrale, medulloblastoma, astrocitoma
ed ependimoma), tumori cerebrali metastatici;

-

terapia secondaria nei linfomi non Hodgkin e malattia di Hodgkin;

-

Tumori del tratto gastrointestinale,

-

Melanoma maligno in combinazione con altri medicinali antineoplastici

-

come trattamento di condizionamento precedente a trapianto di cellule progenitrici
ematopoietiche autologhe (HPTC) in patologie ematologiche maligne (malattia di Hodgkin
/ linfoma non Hodgkin).
Posologia e modo di somministrazione

Carmustine medac deve essere somministrato solo da specialisti con esperienza nel campo della
chemioterapia e sotto appropriata supervisione medica.
Posologia
Dosi iniziali
La dose consigliata di Carmustine medac come unico agente in pazienti mai trattati in precedenza è di
150-200 mg/m² per via endovenosa ogni sei settimane. Tale dose deve essere assunta in un’unica
somministrazione o suddivisa in infusioni giornaliere di 75-100 mg/m² in due giorni consecutivi.
Quando Carmustine medac è utilizzato in associazione con altri medicinali mielosoppressivi o in
pazienti con deplezione della riserva midollare, le dosi devono essere adeguate al profilo ematologico
del paziente come mostrato di seguito.
Monitoraggio e dosi successive
Non si deve somministrare un nuovo ciclo di Carmustine medac fino a quando gli elementi del sangue
circolante non siano tornati a livelli accettabili (piastrine al di sopra di 100.000/mm3, leucociti al di
sopra di 4.000/mm3), il che di solito avviene nell’arco di sei settimane. I valori ematici devono essere
monitorati frequentemente e non devono essere somministrati cicli ripetuti prima di sei settimane a
causa della tossicità ematologica tardiva.
Le dosi successive a quella iniziale devono essere adeguate in base alla risposta ematologica del
paziente alla dose precedente, sia in monoterapia sia in terapia di associazione con altri medicinali
mielosoppressivi. La tabella in basso è riportata come guida per l’aggiustamento posologico.
Tabella 1
Nadir dopo la dose precedente
Leucociti/mm3
Piastrine/mm3
>4.000
3.000 - 3.999
2.000 - 2.999
<2.000

>100.000
75.000 – 99.999
25.000 – 74.999
<25.000

Percentuale della dose
precedente da
somministrare
100%
100%
70%
50%

Nei casi in cui il nadir dopo la dose iniziale non rientri nella stessa riga per leucociti e piastrine (ad es.
leucociti >4.000 e piastrine <25.000), deve essere usato il valore con la percentuale più bassa della
dose precedente (ad es. con piastrine <25.000 deve essere somministrato al massimo il 50 % della dose
precedente).
Non ci sono limiti per il periodo di applicazione della terapia con carmustina. Nel caso in cui il tumore
rimanga incurabile o compaiano reazioni avverse gravi o intollerabili, la terapia con carmustina deve
essere interrotta.
Trattamento di condizionamento precedente a HPTC
La carmustina viene somministrata per via endovenosa in combinazione con altri agenti
chemioterapici in pazienti con patologie ematologiche maligne precedentemente a HPCT a un
dosaggio di 300 – 600 mg/m².
Popolazioni speciali
Popolazione pediatrica
Carmustina è controindicata nei bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni (vedere paragrafo
4.3).
Anziani
In generale, la scelta della dose per un paziente anziano deve essere prudente, solitamente partendo dal
basso dell’intervallo, considerata la maggiore frequenza nella diminuzione della funzionalità epatica,
renale o cardiaca e prendendo in considerazione eventuali malattie concomitanti o terapie con altri
medicinali. Poiché nei pazienti anziani è maggiore la probabilità di una funzionalità renale ridotta,
occorre fare attenzione nella scelta della dose e monitorare la velocità di filtrazione glomerulare,
abbassando la dose di conseguenza.
Compromissione renale
Per pazienti con danno renale, la dose di Carmustine medac deve essere diminuita se vi è una riduzione
della velocità di filtrazione glomerulare.
Modo di somministrazione
Carmustine medac è per uso endovenoso dopo ricostituzione e ulteriore diluizione.
Nella ricostituzione della polvere con il solvente fornito deve essere preparata una soluzione madre
aggiungendo altri 27 ml di acqua per iniezione. Con la ricostituzione e la diluizione, secondo le
istruzioni fornite, si ottiene una soluzione madre trasparente, da incolore a giallo chiaro, che deve
essere ulteriormente diluita con 500 ml di soluzione di cloruro di sodio 9 mg/ml (0,9 %) per iniezione
o di soluzione di glucosio 50 mg/ml (5 %) per iniezione.
La soluzione ottenuta pronta per l’infusione deve quindi essere somministrata immediatamente tramite
flebo per via endovenosa per un periodo di una o due ore al riparo dalla luce. L’infusione deve avere
una durata non inferiore a un’ora altrimenti provoca bruciore e dolore nell’area di iniezione. Il sito di
iniezione deve essere monitorato durante la somministrazione.
Per le istruzioni sulla ricostituzione e la diluizione del medicinale prima della somministrazione,
vedere paragrafo 6.6.

4.4 Ipersensibilità al principio attivo, ad altre nitrosuree o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati

al paragrafo 6.1.
Grave depressione midollare.
Grave danno renale (in stadio terminale).
Bambini e adolescenti
Allattamento.
Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

È stata riferita tossicità polmonare caratterizzata da infiltrati polmonari e/o fibrosi con una frequenza
fino al 30 %, che può verificarsi nei tre anni successivi alla terapia e sembra essere dose-correlata con
dosi cumulative di 1.200-1.500 mg/m² in quanto associata ad aumentata probabilità di fibrosi
polmonare. Tra i fattori di rischio rientrano il fumo, la presenza di un’affezione respiratoria, anomalie
radiografiche preesistenti, irradiazione toracica sequenziale o concomitante e associazione con altri
agenti che causano danno polmonare. Durante il trattamento devono essere eseguiti studi di
funzionalità polmonare al basale e radiografie al torace, oltre a frequenti test di funzionalità
polmonare. I pazienti con un basale inferiore al 70 % della capacità vitale forzata (FVC) o alla capacità
di diffusione del monossido di carbonio (DLCO) previste sono particolarmente a rischio.
È stato riferito un aumento del rischio di tossicità polmonare durante il trattamento in regime di
condizionamento e HTCP per le donne. Finora tale aumento del rischio è descritto per il trattamento in
sé, comprendente regimi di condizionamento senza carmustina (ad es. TBI o Busulfan seguito da
ciclofosfamide) o con carmustina (BEAM: carmustina, etoposide, citarabina e Melfalan o CBV:
ciclofosfamide, carmustina e etoposide).
È stato dimostrato che una terapia ad alto dosaggio con carmustina (in particolare a 600 mg/m²)
precedente a trapianto di cellule staminali ematopoietiche aumenta il rischio e la gravità di incidenza
di possibili tossicità polmonari; di conseguenza l’uso di carmustina deve essere pertanto soppesato in
relazione ai rischi.
In caso di terapia ad alto dosaggio con carmustina, il rischio e la gravità di possibili infezioni, tossicità
a livello cardiaco, epatico, gastrointestinale e renale, malattie del sistema nervoso e anomalie
elettrolitiche (ipokaliemia, ipomagnesemia e ipofosfatemia) aumenta.
I pazienti con comorbidità e stato della malattia in peggioramento rischiano maggiormente di
sviluppare reazioni avverse. Ciò deve essere tenuto in considerazione specialmente nei pazienti più
anziani.
Occorre inoltre controllare la funzionalità epatica e renale prima del trattamento e monitorarla
regolarmente durante la terapia (vedere paragrafo 4.8).
Può insorgere inoltre enterocolite neutropenica quale reazione avversa legata alla terapia in seguito a
un trattamento con agenti chemioterapici.
Carmustina è cancerogena nei ratti e nei topi a dosi inferiori alla dose umana raccomandata in base alla
superficie corporea (vedere paragrafo 5.3).
La tossicità midollare è una reazione avversa tossica comune e grave di carmustina. È necessario
eseguire frequenti esami emocromocitometrici completi per almeno sei settimane dopo una dose. In
caso di diminuzione del numero di piastrine circolanti, di leucociti o di eritrociti a seguito di
precedenti chemioterapie o per altre cause, la dose deve essere adeguata (vedere a tal proposito la
tabella 1, paragrafo 4.2). La funzionalità epatica, renale e polmonare deve essere controllata e
monitorata regolarmente durante la terapia (vedere paragrafo 4.8). Dosi ripetute di Carmustine medac
non devono essere somministrate con frequenza più ravvicinata di sei settimane. La tossicità midollare
di carmustina è cumulativa; pertanto si deve considerare un adeguamento della dose sulla base delle
conte ematiche al nadir delle dosi precedenti (vedere paragrafo 4.2).
La somministrazione diretta di carmustina nell’arteria carotide è considerata sperimentale ed è stata
associata a tossicità oculare.
Un dosaggio di 600 mg/mg2 di questo medicinale somministrato a un adulto di 70 kg comporterebbe
un’esposizione a 370 mg/kg di etanolo con conseguente aumento della concentrazione di alcol nel
sangue (BAC) di circa 61,7 mg/100 ml. A confronto, un adulto che beve un bicchiere di vino o 500 ml
di birra svilupperà con tutta probabilità un tasso alcolemico (BAT) pari a 50 mg/100 ml. Pertanto la cosomministrazione con medicinali contenenti ad esempio glicole propilenico o etanolo può causare un
accumulo di etanolo e produrre effetti avversi. Poiché questo medicinale viene somministrato
lentamente nell’arco di 6 ore, gli effetti dell’alcol potrebbero ridursi.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

Fenitoina e desametasone
In associazione a medicinali chemioterapici deve essere prevista una ridotta attività dei medicinali
antiepilettici.
Cimetidina
L’uso concomitante di cimetidina provoca un effetto tossico aumentato, ritardato, grave e sospetto di
carmustina (dovuto all’inibizione del metabolismo di carmustina).
Digossina
L’uso concomitante con digossina porta a un effetto ridotto, ritardato, moderato, sospetto di digossina
(a causa del ridotto assorbimento della digossina).
Melfalan
L’uso concomitante con melfalan comporta un aumento del rischio di tossicità polmonare.

5

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Donne in età fertile/Contraccezione per gli uomini e le donne
Le donne devono usare un metodo contraccettivo efficace per evitare gravidanze durante il trattamento
e per almeno sei mesi dopo.
Ai pazienti di sesso maschile occorre suggerire l’uso di adeguate misure contraccettive durante il
trattamento con carmustina e per almeno sei mesi dopo.
Gravidanza
Carmustina non deve essere di norma somministrata a pazienti in stato di gravidanza. Non è stato
stabilito se l’uso durante la gravidanza sia sicuro. Pertanto i benefici devono essere attentamente
soppesati rispetto al rischio di tossicità. Carmustina è embriotossica nei ratti e nei conigli e teratogena
nei ratti quando somministrata in dosi equivalenti alla dose umana (vedere paragrafo 5.3). Se
Carmustine medac è utilizzato in gravidanza o se la paziente inizia una gravidanza mentre lo assume,
quest’ultima deve essere informata riguardo al potenziale rischio per il feto.
Allattamento
Non è noto se carmustina/i metaboliti siano escreti nel latte materno. Il rischio per i neonati/lattanti
non può essere escluso. Carmustine medac è controindicato durante l’allattamento e fino a sette giorni
dopo il trattamento (vedere paragrafo 4.3).
Fertilità
Carmustina può compromettere la fertilità maschile. Informare i pazienti di sesso maschile del
potenziale rischio di infertilità e consigliare loro di ottenere una consulenza in materia di
pianificazione familiare/della fertilità prima della terapia con carmustina.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Carmustine medac non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli o di usare
macchinari. Tuttavia, va considerata la possibilità che la quantità di alcol presente in questi prodotti
farmaceutici possa compromettere la capacità di guidare veicoli e usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza
La tabella mostra le reazioni avverse che sono state riferite durante il trattamento con questo
medicinale, ma che potrebbero non avere necessariamente una relazione causale con lo stesso. Poiché
gli studi clinici sono condotti in condizioni molto specifiche, i tassi di incidenza delle reazioni avverse
osservate potrebbero non corrispondere ai tassi registrati nella prassi clinica. Le reazioni avverse sono
generalmente incluse nella monografia del prodotto o negli studi cardine se sono state segnalate da più
dell’1 % dei pazienti e/o se sono risultate di importanza clinica. Quando sono disponibili studi
controllati con placebo, le reazioni avverse sono incluse se l’incidenza è ≥ 5 % nel gruppo di
trattamento.
Tabella delle reazioni avverse
Nella tabella 1 di seguito sono riportate le reazioni avverse secondo la classificazione per sistemi e
organi e la relativa frequenza:
Molto comune (≥ 1/10); Comune (≥ 1/100, < 1/10); Non comune (≥ 1/1 000, < 1/100); Raro
(≥ 1/10 000, < 1/1 000); Molto raro (≥ 1/100 000, < 1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere
definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascun gruppo di frequenza, le reazioni avverse
sono elencate in ordine decrescente di gravità.
Classificazione per sistemi
e organi secondo MedDRA

Frequenza

Reazioni avverse

Infezioni ed infestazioni

Non nota

Infezioni opportunistiche (anche fatali)

Tumori benigni, maligni e
non specificati (cisti e polipi
compresi)

Comune

Leucemia acuta, displasia del midollo osseo
(dopo un uso prolungato)

Molto comune

Mielosoppressione

Comune

Anemia

Molto comune

Atassia, capogiro, cefalea

Comune

Encefalopatia (terapia ad alto dosaggio e
dose-limitante)

Non nota

Dolore muscolare, stato epilettico, crisi
convulsiva, crisi convulsiva da grande male

Patologie dell’occhio

Molto comune

Tossicità oculare, arrossamento
congiuntivale transitorio e visione
annebbiata dovuta a emorragie della retina

Patologie cardiache

Molto comune
Non nota

Ipotensione, causata dall’alcol contenuto nel
solvente (terapia ad alto dosaggio)
Tachicardia

Molto comune

Flebite

Raro

Malattia veno-occlusiva (terapia ad alto
dosaggio)

Patologie del sistema
emolinfopoietico

Patologie del sistema
nervoso

Patologie vascolari
Patologie respiratorie,
toraciche e mediastiniche

Molto comune

Tossicità polmonare, fibrosi interstiziale
(con terapia prolungata e dose cumulativa)*
Polmonite

Raro
Molto comune

Fibrosi interstiziale (con dosi inferiori)
Potenziale emetogeno Nausea e vomito
(gravi)

Comune

Anoressia, stipsi, diarrea, stomatite

Patologie epatobiliari

Comune

Epatotossicità, reversibile, ritardata fino a
60 giorni dopo la somministrazione (in
terapia ad alto dosaggio e dose-limitante),
manifestata da:
bilirubina, aumento reversibile
fosfatasi alcalina, aumento reversibile
SGOT, aumento reversibile

Patologie della cute e del
tessuto sottocutaneo

Molto comune

La dermatite con uso topico migliora con
una concentrazione ridotta del composto;
iperpigmentazione, transitoria, con contatto
accidentale con la cute

Comune

Alopecia, rossore (a causa del contenuto di
alcol nel solvente; maggiore con intervalli
di somministrazione <1-2 h), reazione nel
sito d’iniezione.

Non nota

Pericolo di stravaso: vescicante

Patologie renali e urinarie

Raro

Tossicità renale

Patologie dell’apparato
riproduttivo e della
mammella

Raro

Ginecomastia

Non nota

Infertilità, teratogenesi

Patologie metaboliche e
della nutrizione

Non nota

Anomalie elettrolitiche (ipokaliemia,
ipomagnesemia e ipofosfatemia)

Patologie gastrointestinali

*È stato riferito un aumento del rischio di tossicità polmonare durante il trattamento in regime di
condizionamento e HTCP per le donne. Finora tale aumento del rischio è descritto per il trattamento in
sé, comprendente regimi di condizionamento senza carmustina (ad es. TBI o Busulfan seguito da
ciclofosfamide) o con carmustina (BEAM: carmustina, etoposide, citarabina e Melfalan o CBV:
ciclofosfamide, carmustina e etoposide).
Descrizione di reazioni avverse selezionate
Mielosoppressione
La mielosoppressione è molto comune e inizia 7-14 giorni dopo la somministrazione con recupero 42-56
giorni dopo la somministrazione. La mielosoppressione è correlata alla dose e alla dose cumulativa e
spesso bifasica.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Fibrosi polmonare (con esito fatale), infiltrazione polmonare
La tossicità polmonare è stata osservata in una quota di pazienti fino al 30 %. Nei casi in cui la
tossicità polmonare è iniziata precocemente (nei tre anni successivi al trattamento), sono stati
riscontrati casi di infiltrati polmonari e/o fibrosi polmonare, alcuni dei quali fatali. I pazienti erano di età
compresa tra i 22 mesi e i 72 anni. Tra i fattori di rischio rientrano il fumo, la presenza di malattie
respiratorie, anomalie radiografiche esistenti, irradiazione sequenziale o concomitante del torace e
associazione con altri principi attivi che possono causare danni ai polmoni. L’incidenza delle reazioni
avverse è probabilmente correlata alla dose; dosi cumulative di 1200- 1500 mg/m² sono state associate
a un aumento della probabilità di fibrosi polmonare. Durante il trattamento devono essere eseguiti
regolarmente esami della funzionalità polmonare (FVC, DLCO). I pazienti che in tali test mostrano un
basale <70 % della capacità vitale forzata o della capacità di diffusione del monossido di carbonio
previste sono particolarmente a rischio.
Nei pazienti ai quali è stata somministrata carmustina nell’infanzia o nell’adolescenza sono stati
descritti casi di fibrosi polmonare estremamente ritardata (fino a 17 anni dopo il trattamento).
L’osservazione di follow-up a lungo termine di 17 pazienti sopravvissuti a tumori cerebrali infantili ha
evidenziato che otto sono deceduti per fibrosi polmonare. Due di questi otto decessi si sono verificati
nei primi tre anni di trattamento e sei tra otto e 13 anni dopo il trattamento. L’età mediana dei pazienti
deceduti durante il trattamento era di 2,5 anni (1-12 anni), l’età mediana dei sopravvissuti a lungo
termine in trattamento era di 10 anni (5-16 anni). Tutti i pazienti di età inferiore ai 5 anni al momento
del trattamento sono deceduti per fibrosi polmonare; né la dose di carmustina né una dose aggiuntiva di
vincristina o radiazioni spinali hanno avuto alcuna influenza sul decesso.
A tutti i rimanenti sopravvissuti disponibili per il follow-up è stata diagnosticata fibrosi polmonare.
L’uso di carmustina in bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni è controindicato (vedere paragrafo
4.3).
La tossicità polmonare si è manifestata anche nella fase post-immissione in commercio sotto forma di
polmonite e malattia polmonare interstiziale. Si osserva polmonite per dosi > 450 mg/m² e malattia
polmonare interstiziale con terapia prolungata e dose cumulativa > 1.400 mg/m².
Potenziale emetogeno
Il potenziale emetogeno è elevato con dosi > 250 mg/m² e da alto a moderato con dosi ≤
250 mg/m². Nausea e vomito sono gravi 3 iniziano nell’arco di 2-4 ore dalla somministrazione e si
protraggono per 4-6 ore.
Tossicità renale
La tossicità renale è rara, ma si verifica per dosi cumulative < 1.000 mg/m².
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale
è importante. Essa permette un monitoraggio continuo del rapporto rischio/beneficio del medicinale.
Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema
nazionale di segnalazione riportato nell’Allegato V.

4.9 Sovradosaggio

Il principale sintomo di intossicazione è la mielosoppressione. Possono inoltre verificarsi le seguenti
reazioni avverse gravi: necrosi del fegato, polmonite interstiziale, encefalomielite. Non è disponibile
un antidoto specializzato.

9

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.