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CLOX

Principio attivo: TICLOPIDINA, TICLOPIDINA CLORIDRATO · ATC B01AC05 · I.B.N. SAVIO S.R.L

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Principio attivo: TICLOPIDINA, TICLOPIDINA CLORIDRATO
Forma farmaceutica: Compressa
Dosaggio: 250 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: I.B.N. SAVIO S.R.L
Codice ATC: B01AC05
Regime di fornitura: Medicinali soggetti a prescrizione medica da rinnovare
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· TICLOPIDINA ALTER - LABORATORI ALTER S.R.L.
· TICLOPIDINA AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· TICLOPIDINA MYLAN GENERICS - MYLAN S.P.A.
· TICLOPIDINA DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· TICLOPIDINA EG - EG S.P.A.
· TICLOPIDINA DOROM - TEVA ITALIA S.R.L.
· TICLOPIDINA PENSA - TOWA PHARMACEUTICAL S.P.A.
· CHIARO - NEOPHARMED GENTILI S.P.A.
· FLUPID - FARMACEUTICI DAMOR S.P.A.
· KLODIN - I.B.N. SAVIO S.R.L
· TIKLID - CHEPLAPHARM ARZNEIMITTEL GMBH
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Cos’è CLOX e a cosa serve CLOX contiene ticlopidina, un principio attivo appartenente ad un gruppo di farmaci chiamati antiaggreganti piastrinici. Le piastrine sono elementi del sangue che si aggregano assieme durante la coagulazione del sangue, impedendo tale aggregazione, i farmaci antiaggreganti prevengono la formazione di coaguli di sangue (trombi).

CLOX è utilizzato:  nella prevenzione secondaria del blocco del flusso di sangue al cervello ed al cuore (ischemie) nei pazienti che hanno un alto rischio di formazione di coaguli nei vasi del sangue (trombi), ad esempio se:

- ha avuto un ictus cerebrale;
- ha già avuto un mini ictus (TIA) o un infarto del cuore e la terapia con acido acetilsalicilico
(ASA), farmaco noto come aspirinetta, non è stata efficace o non è possibile perché lei è
intollerante all’acido acetilsalicilico;
- ha un’ostruzione delle arterie delle gambe (arteriopatia obliterante periferica);
- soffre di angina instabile, condizione che si manifesta con dolore al petto che compare anche

quando è a riposo;  nella prevenzione della chiusura dei vasi sanguigni che sono stati sottoposti a by-pass (un intervento effettuato per ripristinare il flusso di sangue in un vaso ostruito);  durante le operazioni chirurgiche effettuate sul cuore e che richiedono un cuore fermo ed una circolazione artificiale (circolazione extracorporea);

 in caso di formazione di coaguli (trombi) nell’occhio (vena centrale della retina);  nei pazienti che si sottopongono a purificazione del sangue attraverso un rene artificiale (emodialisi).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda CLOX se:  è allergico (ipersensibile) al principio attivo o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6);  ha un sanguinamento ad un vaso del cervello (accidenti vascolari emorragici in fase acuta);  è predisposto ad avere perdite di sangue (diatesi emorragica), ad esempio ha malattie del sangue che causano problemi di coagulazione;  ha una qualsiasi condizione medica che la mette a rischio di sanguinamento interno, come ad esempio un’ulcera dello stomaco o dell’intestino, o varici all’esofago;

 ha o ha avuto una diminuzione delle cellule del sangue: globuli bianchi (leucopenia), granulociti (agranulocitosi) o piastrine (piastrinopenia);  sta assumendo farmaci che hanno effetti sul midollo osseo (mielotossici) e che potrebbero causare una diminuzione delle cellule del sangue (vedere “Altri medicinali e CLOX”);  ha gravi problemi al fegato;  è in gravidanza o sta allattando con latte materno, salvo diversa indicazione del medico (vedere

“Gravidanza e allattamento”).

Non utilizzi questo medicinale per la prevenzione primaria di trombi, cioè se non è affetto da nessuna condizione elencata al paragrafo 1.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere CLOX. Utilizzi questo medicinale con cautela se:  è a rischio di sanguinamento (emorragia);  soffre di problemi ai reni (insufficienza renale), in tal caso il medico potrebbe ridurle il dosaggio;  se ha problemi al fegato, poiché è più probabile che si verifichino effetti indesiderati a carico del fegato, inclusi casi di epatite (infiammazione del fegato) soprattutto nei primi mesi di trattamento. Faccia attenzione: se durante la terapia con CLOX nota segni di epatite, quali ad esempio ingiallimento della pelle o degli occhi (ittero), urine scure, feci di colore chiaro, SMETTA DI PRENDERE CLOX E CONSULTI IMMEDIATAMENTE IL MEDICO (vedere paragrafo 4 – “Possibili effetti indesiderati”).

Rischio di sanguinamento

CLOX aumenta il rischio di sanguinamento (emorragia). Informi il medico se:  sta assumendo altri farmaci che agiscono sui meccanismi della coagulazione come ad esempio: farmaci che rendono più fluido il sangue (anticoagulanti orali oppure iniettabili come l’eparina), farmaci usati contro il dolore e l’infiammazione (acido acetilsalicilico o FANS) (vedere paragrafo

“Altri medicinali e CLOX”);  deve sottoporsi ad un piccolo intervento chirurgico, come un’estrazione dentaria;  deve sottoporsi ad intervento chirurgico poiché la terapia con CLOX dovrebbe essere sospesa almeno dieci giorni prima dell’intervento;  deve sottoporsi ad un intervento chirurgico in emergenza, così da prendere le opportune

precauzioni per evitare il rischio di emorragia.

Effetti indesiderati a carico del sangue CLOX aumenta il rischio di effetti indesiderati a carico del sangue, soprattutto nei primi 3 mesi di trattamento. Se durante la terapia con CLOX nota:

 febbre, mal di gola, ulcere nella bocca, malessere generale e dolori diffusi, possibili segni di infezione causati dalla diminuzione dei neutrofili o dei granulociti del sangue;  sanguinamenti prolungati o inattesi, macchie rosse sulla pelle di dimensioni varabili da un puntino fino a macchie estese (ecchimosi, porpora), feci scure, possibili segni di diminuzione delle

piastrine;  febbre, sanguinamenti o lividi, affaticamento, confusione, mal di testa, perdita di forza alle braccia o alle gambe, alterazioni della coscienza o della vista, possibili segni di porpora trombotica trombocitopenica (condizione che può anche causare la morte).

IN TUTTI QUESTI CASI, SMETTA DI PRENDERE CLOX E CONSULTI IMMEDIATAMENTE IL MEDICO (vedere paragrafo 4 – “Possibili effetti indesiderati”). Esami del sangue Il suo medico le prescriverà alcune analisi del sangue all’inizio dellaterapia con CLOX e poi ogni due settimane per i primi tre mesi di terapia, per valutare possibili alterazioni dei parametri del sangue. Se i

risultati di tali esami dovessero essere alterati, il medico valuterà la necessità di modificare la sua terapia. Il medico le indicherà di interrompere il trattamento con questo medicinale in caso di diminuzione dei globuli bianchi (neutropenia) e di diminuzione delle piastrine (trombocitopenia).

Il medico le prescriverà un esame completo del sangue anche dopo la sospensione del trattamento con CLOX. Se necessario, le chiederà di ripetere l’esame fino a quando i parametri del sangue non saranno

rientrati nei valori normali.

Bambini e adolescenti L’uso di CLOX non è raccomandato per i bambini e gli adolescenti.

Altri medicinali e CLOX Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale, poiché alcuni farmaci possono interagire tra loro o aumentare il rischio di effetti indesiderati anche gravi.

Non prenda CLOX se sta assumendo farmaci che hanno effetti sul midollo osseo (mielotossici) e che potrebbero causare una diminuzione delle cellule del sangue (vedere “Non prenda CLOX”).

Informi il medico se sta assumendo:  farmaci che aumentano la fluidità del sangue antiaggreganti piastrinici) (vedere “Rischio di sanguinamento”);  anticoagulanti orali o parenterali (come l’eparina) che migliorano la circolazione del sangue (vedere “Rischio di sanguinamento”);  farmaci usati contro il dolore e l’infiammazione, FANS come ad esempio l’acido acetilsalicilico o derivati salicilici (ad eccezione dei casi di impianto di stent in cui l’associazione è consentita)

(vedere “Rischio di sanguinamento”);  teofillina, farmaco usato nelle malattie respiratorie come l’asma;  fenobarbital e fenitoina, farmaci usati per il trattamento di alcune forme di epilessia;  digossina, un medicinale utilizzato nel trattamento dei disturbi del ritmo cardiaco;

 antiacidi o cimetidina, farmaci usati per il trattamento dei disturbi di stomaco, ad esempio ulcera;  ciclosporina, farmaco che diminuisce le difese dell’organismo e che viene utilizzato nei trapianti o nelle malattie autoimmuni.  un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (incluse, ma non solo, fluoxetina o fluvoxamina), medicinali di solito usati per curare la depressione;  pentossifillina, un medicinale utilizzato per la scarsa circolazione sanguigna nelle braccia e nelle

gambe.

Gravidanza e allattamento CLOX non dovrebbe essere usato durante la gravidanza e l’allattamento, tranne nei casi di assoluta necessità.

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico prima di prendere questo medicinale.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

CLOX può causare capogiri. Faccia attenzione prima di mettersi alla guida di veicoli o di utilizzare macchinari.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Per i trattamenti prolungati, la dose raccomandata è di 1 o 2 compresse al giorno, da assumere per

bocca (uso orale) durante i pasti.

Se prende più CLOX di quanto deve , potrebbe avere effetti indesiderati a carico dello stomaco o dell’intestino; inoltre, il rischio di avere un sanguinamento (emorragia) è aumentato. In caso di assunzione accidentale di una dose eccessiva di CLOX contatti immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale, poiché sono necessarie misure adeguate.

Se dimentica di prendere CLOX Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose. Consulti il medico per sapere come comportarsi.

Se interrompe il trattamento con CLOX È importante che prenda regolarmente questo medicinale; non interrompa il trattamento senza consultare il medico.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. SMETTA DI PRENDERE CLOX E SI RIVOLGA IMMEDIATAMENTE AL MEDICO, se verifica una delle seguenti condizioni:  reazioni allergiche gravi, come gonfiore (edema di Quincke) del viso, degli occhi, delle labbra, della gola, difficoltà respiratoria e oppressione al petto (pneumopatia allergica), alterazione dei

battiti del cuore con possibile brusco abbassamento della pressione del sangue (shock anafilattico). Tali reazioni si verificano molto raramente;  grave infezione del sangue (sepsi) che si manifesta con febbre, aumento della respirazione rapida, aumento dei battiti del cuore, confusione e brusco abbassamento della pressione (shock settico).

Tale reazione sono effetti indesiderati non comuni.

L’utilizzo di questo medicinale può causare i seguenti effetti indesiderati: Effetti indesiderati comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10)  diminuzione dei neutrofili o dei granulociti del sangue che si manifesta con febbre, mal di gola, ulcere nella bocca, malessere generale e dolori diffusi. Se ciò dovesse verificarsi, smetta di

prendere CLOX e consulti immediatamente il medico (vedere paragrafo 2 – “Effetti indesiderati a carico del sangue”);  comparsa più o meno improvvisa di lesioni della pelle, ad esempio cambiamenti di colore a macchie o diffusi (rash maculopapulosi o orticarioidi) con possibile prurito;  mal di testa, capogiri;

 diarrea, nausea;  aumento dei livelli di colesterolo (colesterolemia) o dei trigliceridi (trigliceridemia) o degli enzimi del fegato (quali fosfatasi alcalina e transaminasi) nel sangue.

Effetti indesiderati non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100)  diminuzione delle piastrine (trombocitopenia) che si manifesta con sanguinamenti prolungati o inattesi, macchie rosse sulla pelle di dimensioni varabili da un puntino fino a macchie estese (ecchimosi, porpora), feci scure. In casi eccezionali è possibile che si verifichi inoltre una distruzione dei globuli rossi con conseguente diminuzione del numero (anemia emolitica). Se ciò dovesse verificarsi, smetta di prendere CLOX e consulti immediatamente il medico (vedere paragrafo 2 – “Effetti indesiderati a carico del sangue”);  sanguinamenti, lividi e macchie rosse (ecchimosi) sulla pelle, sanguinamenti dal naso (epistassi) o della congiuntiva dell’occhio, presenza di sangue nell’urina (ematuria), sanguinamento durante o dopo un’operazione che possono essere anche gravi e a volte mortali. Se ciò dovesse verificarsi, smetta di prendere CLOX e consulti immediatamente il medico (vedere paragrafo 2 – “Effetti

indesiderati a carico del sangue”);  grave infezione dell’organismo (sepsi) e shock settico che si possono verificare come complicazioni fatali della diminuzione dei globuli bianchi (agranulocitosi);  alterazione della sensibilità (neuropatia periferica);  ulcera dello stomaco o del duodeno;  aumento della bilirubina nel sangue;

 infiammazione ed esfoliazione della pelle.

Effetti indesiderati rari (possono interessare fino a 1 persona su 1000)  porpora trombotica trombocitopenica che si manifesta con febbre, sanguinamenti o lividi, affaticamento, confusione, mal di testa, perdita di forza alle braccia o alle gambe, alterazioni della

coscienza o della vista. Se ciò dovesse verificarsi, smetta di prendere CLOX e consulti immediatamente il medico (vedere paragrafo 2 – “Effetti indesiderati a carico del sangue”);  ingiallimento della pelle o degli occhi (ittero), urine scure e feci di colore chiaro (possibili segni di epatite). Se ciò dovesse verificarsi, smetta di prendere CLOX e consulti immediatamente il medico (vedere paragrafo 2 – “Avvertenze e precauzioni”);

 diminuzione di tutte le cellule del sangue (pancitopenia) dovuta anche a problemi del midollo osseo (aplasia midollare), leucemia (un tumore del sangue), aumento delle piastrine nel sangue (trombocitosi);  percezione di suoni tipo ronzii nelle orecchie (tinnito);  sanguinamento del cervello (emorragie cerebrali). Effetti indesiderati molto rari (possono interessare fino a 1 persona su 10.000)  disturbi del sistema immunitario, come manifestazioni allergiche, anafilassi (grave reazione allergica), gonfiore del viso soprattutto intorno a occhi e bocca (edema di Quincke), aumento dei globuli bianchi (eosinofilia), dolore alle articolazioni (artralgia), infiammazione dei vasi sanguigni

(vasculite), disturbi della pelle di tipo irritativo, dolore alle articolazioni e febbre (sindrome lupoide), disordini ai polmoni (pneumopatia allergica), disturbi ai reni (nefropatia da ipersensibilità che può essere associata a insufficienza renale);

 gravi eruzioni cutanee con arrossamento, esfoliazione e/o formazione di vesciche (ad esempio

eritema multiforme, sindrome di Steven-Johnson, sindrome di Lyell);  grave diarrea con infiammazione dell’intestino (colite). Se l’effetto è grave interrompa l’assunzione di questo medicinale;  epatite molto grave (fulminante) e con esito mortale;  disturbi del sistema immunitario, come manifestazioni allergiche, anafilassi (grave reazione

allergica), gonfiore del viso soprattutto intorno a occhi e bocca (angioedema o edema di Quincke),  febbre.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga

al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo “http://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse”. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Conservi questo medicinale a temperatura ambiente, lontano dalla luce intensa e diretta. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene CLOX Il principio attivo è: ticlopidina cloridrato. Una compressa contiene: 250 mg di ticlopidina cloridrato.

Gli altri componenti sono: cellulosa microcristallina, amido, metilcellulosa, silice precipitata,

magnesio stearato, titanio biossido (E171), gomma arabica.

Descrizione dell’aspetto di CLOX e contenuto della confezione CLOX è disponibile in confezione da 30 compresse.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

Titolare AIC I.B.N. Savio S.r.l. - Via del Mare, 36 - Pomezia (RM) Produttore Special Product’s Line S.p.A.- Strada Paduni, 240 – Anagni (FR)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il MM/AAAA. en zia

Domande frequenti su CLOX

Come si usa CLOX?

CLOX si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

CLOX e disponibile senza ricetta?

No, CLOX e soggetto a prescrizione medica.

Qual e il principio attivo di CLOX?

Il principio attivo di CLOX e TICLOPIDINA, TICLOPIDINA CLORIDRATO.

Quali sono gli equivalenti di CLOX?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: TICLOPIDINA ALTER, TICLOPIDINA AUROBINDO, TICLOPIDINA MYLAN GENERICS, TICLOPIDINA DOC GENERICI. Il farmacista puo proporle un equivalente.

Chi produce CLOX?

CLOX e prodotto da I.B.N. SAVIO S.R.L.

Da quando CLOX e autorizzato in Italia?

CLOX ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1996-05-09.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

CLOX “250 mg compresse”

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene: Ticlopidina cloridrato mg 250 Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

4. Informazioni cliniche

4.1. Indicazioni terapeutiche La ticlopidina è indicata nella prevenzione secondaria di eventi ischemici occlusivi cerebro e cardiovascolari in pazienti a rischio trombotico (arteriopatia obliterante periferica, pregresso infarto del miocardio, pregressi attacchi ischemici transitori ricorrenti, ictus cerebrale ischemico, angina instabile). In pazienti con pregresso infarto miocardico e con pregressi attacchi ischemici transitori l'uso della ticlopidina dovrebbe essere riservato a quei pazienti che non tollerano l'acido acetilsalicilico (ASA) o nei quali l'ASA è risultato inefficace. La ticlopidina è inoltre indicata: nella prevenzione della riocclusione dei by-pass aortocoronarici, nella circolazione extra-corporea, nella emodialisi e nella trombosi della vena centrale della retina. Condizioni d'impiego: i Medici sono invitati ad usare il prodotto solo nei casi relativi alla patologia sopra indicata eseguendo i controlli indicati nelle "Avvertenze speciali e Precauzioni per l’uso" e rispettando attentamente le controindicazioni. 4.2. Posologia e modo di somministrazione La posologia consigliata per la terapia a lungo termine è di 1 o 2 compresse al giorno, da assumersi durante i pasti. Popolazione pediatrica L'uso nei bambini e negli adolescenti non è raccomandato a causa della mancanza di esperienza negli studi clinici. 4.3. Controindicazioni Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Il farmaco è controindicato nei soggetti che presentino od abbiano presentato leucopenia, piastrinopenia od agranulocitosi. Diatesi emorragiche (pregresse o in atto) ed emopatie che comportano un allungamento del tempo di sanguinamento. Lesioni organiche suscettibili di sanguinamento (ulcere dell'apparato gastrointestinale, varici esofagee, ecc.). Accidenti vascolari cerebrali emorragici in fase acuta. Epatopatie gravi. In qualche caso è stata segnalata durante il trattamento con ticlopidina, la comparsa di leucopenia od agranulocitosi, talvolta anche ad esito irreversibile; pertanto il farmaco deve essere impiegato solo nei casi in cui esso è insostituibile. Va categoricamente escluso l'impiego della ticlopidina nella prevenzione primaria nei soggetti clinicamente sani. Deve essere evitata l'associazione con altri farmaci potenzialmente mielotossici. Gravidanza e allattamento (vedere paragrafo 4.6) 4.4. Avvertenze Speciali e precauzioni di impieg

Si possono osservare eventi avversi, qualche volta gravi, di natura ematologica ed emorragica. Agranulocitosi, pancitopenia e rari casi di leucemia sono stati segnalati nell’esperienza post-marketing. Talvolta sono state osservate conseguenze fatali in seguito ad eventi avversi di natura ematologica ed emorragica (vedere paragrafo 4.8). Tali eventi gravi possono essere associati con: - controllo inadeguato, diagnosi tardiva e misure terapeutiche non appropriate per gli eventi avversi; - somministrazione concomitante di anticoagulanti o di sostanze antiaggreganti piastriniche come l’aspirina e farmaci antiinfiammatori non steroidei. Comunque nel caso di impianto di stent la ticlopidina deve venire associata all’aspirina (100-325 mg al giorno) per circa un mese dopo l’impianto. È indispensabile attenersi scrupolosamente alle indicazioni, precauzioni e controindicazioni della ticlopidina. Controllo ematologico E’ necessario eseguire un esame emocromocitometrico completo, comprendente conta differenziale leucocitaria e conta piastrinica, all’inizio del trattamento e quindi ogni 2 settimane per i primi 3 mesi di terapia ed entro 15 giorni dalla eventuale interruzione di ticlopidina, se tale interruzione si verifica entro i primi 3 mesi di terapia. Quando il numero di neutrofili scende sotto i 1500/mm 3 il valore deve essere confermato. Se la presenza di neutropenia (neutrofili <1.500/mm 3 ) o trombocitopenia (piastrine <100.000/mm 3 ) è confermata, è necessario interrompere il trattamento. A causa della lunga emivita plasmatica della ticlopidina cloridrato, si raccomanda che i pazienti che sospendono la ticlopidina per qualsiasi motivo entro i primi 90 giorni si sottopongano ad un ulteriore esame emocromocitometrico completo, comprendente la conta differenziale leucocitaria, dopo due settimane dall’interruzione della terapia. Occorre monitorare i parametri emocromocitometrici, compresi conta differenziale leucocitaria e conta piastrinica, fino al ritorno nella norma. Controllo clinico Occorre che il paziente sia istruito su segni e sintomi possibilmente correlati alla neutropenia (febbre, mal di gola, ulcerazioni del cavo orale), alla trombocitopenia e/o a disturbi dell’emostasi (emorragia prolungata o inattesa, ecchimosi, porpora, feci scure) o alla porpora trombotica trombocitopenica (TPP). Occorre consigliare al paziente di sospendere il medicamento e di consultare immediatamente il medico in caso di comparsa di uno dei precedenti segni o sintomi. La decisione di riprendere il trattamento va presa solo tenendo conto dei reperti clinici e di laboratorio. Casi di neutropenia, anche grave e agranulocitosi si sono osservati per lo più nei primi tre mesi di trattamento con ticlopidina, e non si accompagnavano tipicamente a segni di infezione o altri sintomi clinici (necessità di controllo della crasi ematica). In questi casi il midollo osseo mostrava tipicamente una diminuzione dei precursori mieloidi (Vedere paragrafo 4.8) Casi di epatite (citolitica e/o colestatica) sono stati segnalati durante i primi mesi di trattamento, alla sospensione del quale il decorso è stato generalmente favorevole (Vedere paragrafo 4.8) Il paziente deve essere informato sui sintomi dell’ epatite (per es. ittero, urine scure, feci di colore chiaro) e incoraggiato a riferire questi sintomi al medico. La diagnosi clinica di porpora trombotica trombocitopenica (TTP), rara e potenzialmente fatale, è caratterizzata dalla presenza di trombocitopenia, anemia emolitica, sintomi neurologici simili a quelli di un attacco ischemico transitorio (TIA) o di un ictus, disturbi renali e febbre. L’insorgenza può essere improvvisa. La maggior parte dei casi è stata riportata nelle prime 8 settimane dall’inizio della terapia.

In caso di sospetto di porpora trombotica trombocitopenica, poiché c’è un elevato rischio di esito fatale, consultare lo specialista. Per migliorare la prognosi si suggerisce il trattamento con plasmaferesi. Poichè la somministrazione di piastrine può portare ad un rischio maggiore di trombosi, se possibile deve essere evitata.  Emostasi: Impiegare con cautela la ticlopidina nel paziente che ha un aumentato rischio emorragico. Non somministrare il farmaco in associazione con eparine, anticoagulanti orali e farmaci antiaggreganti piastrinici (vedere paragrafo 4.4 e 4.5); comunque nei casi eccezionali di trattamenti concomitanti, è necessario effettuare uno stretto controllo clinico e di laboratorio (vedere paragrafo 4.5 ). In caso di piccoli interventi chirurgici (per es. estrazione dentaria), un sanguinamento prolungato deve essere previsto e quindi occorre informare il medico del trattamento in corso. Prima di un intervento chirurgico di elezione si deve, quando possibile, sospendere il trattamento almeno 10 giorni prima (tranne nei casi in cui non sia espressamente richiesta una attività antitrombotica) in considerazione del rischio emorragico indotto dal farmaco: dopo la sospensione della terapia è consigliabile valutare l'eventuale persistenza dell'effetto sull'emostasi (tempo di sanguinamento) prima di procedere all'intervento. In caso di intervento chirurgico d’emergenza si possono impiegare 3 metodiche come tali o in associazione per limitare il rischio emorragico e il prolungamento del tempo di emorragia: somministrazione di 0.5 - 1 mg/kg di metilprednisolone e.v. eventualmente ripetuta; desmopressina alla posologia di 0.2 - 0.4 g/kg; trasfusioni piastriniche.  Poiché la ticlopidina viene ampiamente metabolizzata nel fegato: - il farmaco va impiegato con cautela nei pazienti con disturbi della funzione epatica, - in caso di disfunzione epatica sospetta, i test di funzionalità epatica devono essere effettuati, soprattutto nei primi mesi di trattamento, - e in caso di insorgenza di epatite o ittero si deve interrompere il trattamento e condurre i test di funzionalità epatica. I livelli sierici di HDL-C, LDL-C, VLDL-C e trigliceridi possono aumentare dall’8 al 10% dopo 1-4 mesi di trattamento. Continuando la terapia non si osserva nessun altro aumento. I rapporti delle subfrazioni lipoproteiche (specialmente il rapporto HDL/LDL) rimangono immodificati. I dati degli studi clinici hanno dimostrato che l’effetto non dipende dall’età, sesso, consumo di alcol o diabete, e non ha nessuna influenza sul rischio cardiovascolare (vedere paragrafo 4.8). In studi clinici controllati nessun evento inatteso è stato riscontrato in pazienti con lieve insufficienza renale, e non vi è alcuna esperienza di aggiustamento del dosaggio nei pazienti con gradi maggiori di insufficienza renale. Tuttavia, per pazienti con insufficienza renale, può essere necessario ridurre il dosaggio di ticlopidina o interromperlo del tutto in caso di insorgenza di problemi emorragici o ematopoietici. Sono stati segnalati casi di diarrea generalmente lieve e transitoria e si osserva principalmente nei primi tre mesi di trattamento. Questi disturbi di solito si risolvono entro 1-2 settimane senza interrompere il trattamento (vedere paragrafo 4.8). Sono stati osservati in generale rash cutanei nei primi tre mesi di trattamento, con un tempo medio di insorgenza di 11 giorni. Se il trattamento viene interrotto i sintomi scompaiono entro pochi giorni (vedere paragrafo 4.8). Controllare accuratamente tutti i pazienti per verificare l’insorgenza di eventuali segn

clinici e sintomi collegati alle reazioni avverse al farmaco specialmente durante i primi 3 mesi di terapia. 4.5. Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione Associazioni con farmaci che aumentano il rischio emorragico FANS Aumento del rischio emorragico (aumento dell’attività antiaggregante piastrinica associato all’effetto dei FANS sulla mucosa gastroduodenale). Se tali farmaci sono necessari, procedere ad un attento monitoraggio clinico. Farmaci antiaggreganti piastrinici Aumento del rischio emorragico (aumento dell’attività antiaggregante piastrinica). Se tali farmaci sono necessari, procedere ad un attento monitoraggio clinico. Derivati salicilici (per estrapolazione dall’acido acetilsalicilico) Aumento del rischio emorragico (aumento dell’attività antiaggregante piastrinica associato all’effetto dei salicilati sulla mucosa gastroduodenale). Se tali farmaci sono necessari, procedere ad un attento monitoraggio clinico. In caso di impianto di stent vedere anche paragrafo 4.4 Anticoagulanti orali Aumento del rischio emorragico (associazione dell’attività anticoagulante e dell’attività antiaggregante piastrinica). Se tali farmaci sono necessari, procedere ad un attento monitoraggio clinico e biologico (INR). Eparine Aumento del rischio emorragico (associazione dell’attività anticoagulante e dell’attività antiaggregante piastrinica). Se tali farmaci sono necessari, procedere ad un attento monitoraggio clinico e biologico (APTT). Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRIs) Dal momento che gli SSRIs influenzano l’attivazione piastrinica e aumentano il rischio di sanguinamento, la somministrazione concomitante di SSRIs con ticlopidina deve essere effettuata con cautela. Pentossifillina A causa del maggiore rischio di sanguinamento, la somministrazione concomitante di pentossifillina con ticlopidina deve essere effettuata con cautela. Associazioni con farmaci potenzialmente mielotossici Deve essere evitata l'associazione con altri farmaci potenzialmente mielotossici. Associazioni che richiedono speciali precauzioni Teofillina Aumento dei livelli di teofillina nel plasma con rischio di sovradosaggio (diminuzione della clearance totale plasmatica della teofillina). Effettuare un monitoraggio clinico e se necessario dosare i livelli plasmatici di teofillina. Aggiustare il dosaggio della teofillina durante e dopo il trattamento con ticlopidina. Digossina La contemporanea somministrazione di ticlopidina e digossina induce una leggera riduzione (circa il 15%) dei livelli plasmatici di digossina: tale riduzione non dovrebbe influire sull’efficacia terapeutica della digossina. Fenobarbital Nei volontari sani, gli effetti inibitori della ticlopidina sull’aggregazione piastrinica non vengono influenzati dalla somministrazione cronica di fenobarbital. Fenitoin

Dagli studi in vitro è emerso che la ticlopidina non modifica il legame proteico plasmatico della fenitoina. Comunque, non esistono studi in vivo sulla interazione della ticlopidina e dei suoi metaboliti sul legame proteico. Esistono invece rare segnalazioni di aumento dei livelli della fenitoina e della sua tossicità, quando la ticlopidina è prescritta in associazione. Particolare attenzione deve essere rivolta alla contemporanea somministrazione di questo farmaco con ticlopidina e può essere utile rimonitorare le concentrazioni ematiche di fenitoina. Altre terapie concomitanti In vari studi clinici la ticlopidina è stata somministrata in associazione con betabloccanti, calcio antagonisti e diuretici: non sono state riportate interazioni avverse clinicamente significative. Gli studi in vitro dimostrano che la ticlopidina si lega in modo reversibile alle proteine plasmatiche (98%) ma che non interagisce con il legame proteico del propanololo, farmaco base, anche esso altamente legato alle proteine. L'emivita biologica dell’antipirina che viene metabolizzata attraverso il sistema del citocromo P 450 è aumentata del 25% nel caso di somministrazione concomitante di ticlopidina. Questo è atteso anche per le sostanze con simile metabolismo epatico. Soprattutto per le sostanze con uno stretto indice terapeutico, è necessario un aggiustamento della dose all’inizio e dopo la sospensione della somministrazione concomitante. La somministrazione concomitante di ticlopidina e antiacidi porta ad un livello di ticlopidina plasmatica inferiore del 20-30%. La terapia cronica con cimetidina aumenta significativamente i livelli plasmatici di ticlopidina. In casi molto rari è stata riportata la riduzione dei livelli ematici di ciclosporina, per cui in caso di contemporanea somministrazione occorre controllare la concentrazione ematica di ciclosporina. 4.6. Fertilità, gravidanza e allattamento Gravidanza La sicurezza della ticlopidina nelle donne in gravidanza non è stata stabilita. La ticlopidina non deve essere usata durante la gravidanza se non assolutamente necessario. Allattamento Studi condotti nel ratto hanno dimostrato che la ticlopidina viene escreta nel latte. La sicurezza della ticlopidina nelle donne che allattano non è stabilita. La ticlopidina non deve essere usata durante l’allattamento se non assolutamente necessario. 4.7. Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari Gli effetti indesiderati della ticlopidina, come capogiri, possono compromettere la capacità di guidare o di usare macchinari. 4.8. Effetti indesiderati Gli eventi avversi sono classificati secondo la frequenza: molto comune (>1/10), comune (1/100, <1/10), non comune (1/1000, <1/100), rara (1/10000, <1/1000), molto rara (<1/10000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Classificazione per Sistemi e Organi Comune Non comune Rara Molto rara Non not

Classificazione per Sistemi e Organi Comune Non comune Rara Molto rara Non nota Patologie del sistema emolinfopoietico1 neutropenia, anche grave, agranulocitosi (vedere paragrafo 4.4) casidi isolata trombocitopenia, in casieccezionali accompagnata da anemia emolitica. Sepsi e shock settico possono essere complicazioni fatali dell’agranulocitosi Pancitopenia, aplasia midollare, porpora trombotica trombocitopenic a, leucemia e trombocitosi (vedere paragrafo 4.4). Disturbi del sistema immunitario reazioni immunologiche con diversa manifestazione, per esempio reazioni allergiche, eosinofilia, anafilassi, edema di Quincke, artralgia, vasculite, sindrome lupoide, pneumopatia allergica, nefropatia da ipersensibilità a volte con conseguente insufficienza renale. Patologie del sistema nervoso mal di testa, capogiri disturbisensoriali (neuropatia periferica) tinnito Patologie vascolari complicanze emorragiche, soprattutto lividi o ecchimosied epistassi, ematuria o emorragia congiuntivale, emorragie peri e postoperatorie che possono essere gravie a volte con conseguenze fatali (vedere paragrafo 4.4). emorragie intracerebrali Patologie gastrointestinali diarrea e nausea (vedere paragrafo 4.4). ulcera gastroduodenale grave diarrea con colite (compresa la colite linfocitica). Se l’effetto è grave e persistente la terapia va interrotta. Patologie epatobiliari aumento degli enzimi epatici, aumento (isolato o meno) della fosfatasialcalina e delle transaminasi (aumento di più di due volte oltre i limiti superioridi normalità) (vedere paragrafo 4.4) aumento della bilirubina. epatite (citolitica e/o colestatica) e ittero colestatico (vedere paragrafo 4.4). casidi epatite ad esito fatale e di epatite fulminante. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo rash cutanei, per lo più maculopapulosi o orticarioidi, spesso accompagnatida prurito. Questi rash cutaneipossono essere generalizzati. dermatite esfoliativa eritema multiforme, sindrome di StevensJohnsons e sindrome di Lyell. Patologie sistemiche e condizionirelative alla sede di somministrazione febbr

Classificazione per Sistemi e Organi Comune Non comune Rara Molto rara Non nota Esami diagnostici aumento della colesterolemia e trigliceride mia (vedere paragrafo 4.4). 1): un esame emocromocitometrico completo è stato attentamente monitorato in 2 ampi studi clinici condotti su 2.048 pazienti con TIA/ictus trattati con ticlopidina (studi clinici multicentrici controllati CATS e TASS) vedere paragrafo 4.4) Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite l’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse. 4.9. Sovradosaggio Sulla base delle proprietà farmacodinamiche il sovradosaggio può determinare un rischio di emorragia. Sulla base degli studi condotti sugli animali il sovradosaggio può determinare grave intolleranza gastrointestinale. In caso di tale evenienza, si consiglia l’induzione del vomito, la lavanda gastrica ed altre misure generali di supporto. Se è necessaria una rapida correzione del tempo di sanguinamento prolungato, una trasfusione di piastrine può invertire gli effetti della ticlopidina. (vedere paragrafo 4.4) La ticlopidina non viene rimossa per dialisi.

5. Proprietà farmacologiche

5.1. Proprietà farmacodinamiche Categoria farmacoterapeutica: Antitrombotico, Antiaggregante piastrinico. Codice ATC: B01AC05 La ticlopidina è un inibitore dell’aggregazione piastrinica, inibisce l’aggregazione piastrinica in modo dose dipendente, nonché il rilascio di fattori piastrinici e induce un allungamento del tempo di emorragia. Il farmaco non è dotato di nessuna significativa attività in vitro ma solo in vivo, e non c’è alcuna evidenza dell’esistenza di un metabolita attivo circolante. La ticlopidina interferisce con l’aggregazione piastrinica inibendo il legame, ADPdipendente, del fibrinogeno sulla membrana piastrinica; inoltre, diversamente dall’aspirina, non determina l’inibizione della cicloossigenasi. L’AMP ciclico piastrinico non sembra avere un ruolo nel meccanismo d’azione. Il tempo di emorragia calcolato con una pressione del bracciale di 40 mm Hg, misurato con il metodo di Ivy, risulta allungato di più di due volte rispetto al valore basale. L’allungamento del tempo di emorragia, misurato senza bracciale, risulta meno accentuato. Alla sospensione del trattamento, nella maggior parte dei pazienti, il tempo di emorragia e gli altri test di funzionalità piastrinica ritornano nella norma entro una settimana. L’inibizione dell’aggregazione piastrinica si evidenzia nell’arco di due giorni dalla somministrazione di ticlopidina 250 mg due volte al giorno. Il massimo effetto antipiastrinico si ottiene dopo 5-8 giorni alla dose di 250 mg due volte al giorno. Alla dose terapeutica, la ticlopidina inibisce nella misura del 50-70% l’aggregazione piastrinica indotta dall’ADP (2,5 mol/l). Dosi più basse sono associate ad una minore inibizione dell’aggregazione piastrinica. L’effetto della ticlopidina sul rischio di eventi vascolari è stato studiato in alcuni studi clinici controllati, condotti in cieco. 5.2. Proprietà farmacocinetiche Dopo somministrazione per os di una singola dose standard di ticlopidina si ha un rapido assorbimento e il picco plasmatico si osserva circa 2 ore dopo la somministrazione dell

dose. L’assorbimento è di fatto completo. La somministrazione di ticlopidina dopo i pasti ne migliora la biodisponibilità. I livelli plasmatici allo Steady-state si ottengono dopo 7-10 giorni con dosi di 250 mg due volte al giorno. L’emivita media di eliminazione terminale della ticlopidina allo steady state è di circa 30-50 ore. Comunque l’inibizione dell’aggregazione piastrinica non correla con i livelli plasmatici del farmaco. La ticlopidina viene largamente metabolizzata nel fegato. Dopo una dose orale di prodotto radiomarcato, il 50-60% si ritrova nelle urine e il resto nelle feci. 5.3. Dati preclinici di sicurezza La valutazione della tossicità della ticlopidina è stata eseguita sul ratto e sul topo. Le vie di somministrazione impiegate sono state quella orale e quella endovenosa per il ratto e quella orale e intraperitoneale per il topo. La DL50 nel ratto è stata rispettivamente 1400 ± 220 mg/kg per via orale e 60,6 ± 8,6 mg/kg per via venosa. La DL50 nel topo è risultata rispettivamente 630 ± 87 mg/kg per via orale e 123 ± 37 mg/kg per via intraperitoneale.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1. Elenco degli eccipienti Cellulosa microcristallina Amido Metilcellulosa Silice precipitata Magnesio stearato Titanio diossido (E 171) Gomma arabica 6.2. Incompatibilità Non sono note incompatibilità. 6.3. Periodo di validità 3 anni 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Essendo il principio attivo fotosensibile si rende necessaria la blisteratura con materiale di tipo opaco. E' buona norma, comunque non esporre il prodotto a luce intensa e diretta. Deve essere conservato a temperatura ambiente in normali condizioni di magazzinaggio. 6.5. Natura e contenuto del contenitore Scatola di cartone litografato contenente tre blisters in PVC opaco accoppiato con alluminio PVC di 10 compresse ciascuno 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

I.B.N. Savio S.r.l. – via del Mare, 36 – Pomezia (RM)

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

CLOX 250 mg compresse.–30 compresse A.I.C. n.° 029213016

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

10.05.1996 / 10.05.2011

10. Data di revisione del testo:

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.