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COFACT

Principio attivo: COMPLESSO PROTROMBINICO UMANO · ATC B02BD01 · PROTHYA BIOSOLUTIONS NETHERLANDS B.V.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Principio attivo: COMPLESSO PROTROMBINICO UMANO
Forma farmaceutica: Polvere e solvente per soluzione iniettabile
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 500 IU POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE
  • 250 IU POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE
Via di somministrazione: ENDOVENOSA
Titolare AIC: PROTHYA BIOSOLUTIONS NETHERLANDS B.V.
Codice ATC: B02BD01
Regime di fornitura: Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· PROPLEX - BAXALTA INNOVATIONS GMBH
· KEDCOM - KEDRION S.P.A.
· CONFIDEX - CSL BEHRING GMBH
· PRONATIV - OCTAPHARMA ITALY S.P.A.
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Rimborsabilita: Uso ospedaliero - fascia H - A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

A cosa serve questo medicinale?

Cofact contiene, come principi attivi, i fattori II, VII, IX e X, che sono fattori della coagulazione del sangue umano. Questi fattori sono costituenti normali del sangue umano, comunemente chiamati Complesso Protrombinico. Essi dipendono dalla vitamina K. Se c'è una carenza di uno o più di questi fattori, si

possono verificare disturbi della coagulazione del sangue. Come risultato di ciò, vi è una maggiore tendenza al sanguinamento. La somministrazione di Cofact serve a integrare questa carenza, combattendo o prevenendo i sanguinamenti.

Cofact può essere usato per:

Il trattamento o la prevenzione del sanguinamento come risultato di

- carenza acquisita dei fattori di coagulazione del complesso protrombinico. Per esempio, nei

casi di carenza causata dal trattamento con medicinali che riducono l’effetto della vitamina K antagonisti della vitamina K) o da un sovradosaggio di tali antagonisti, quando è necessaria una correzione acuta della carenza.

- carenze congenite di uno dei fattori di coagulazione dipendenti dalla vitamina K, quando non sono disponibili fattori della coagulazione purificati e specifici.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non usi Cofact - Se è allergico (ipersensibile) a uno dei principi attivi o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6).

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Avvertenze e precauzioni Parli al suo medico specialista in problemi della coagulazione prima di usare Cofact.

- Se ha una deficienza acquisita dei fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K (ad
esempio causata da un trattamento con antagonisti della vitamina K), Cofact deve essere usato
solo quando è necessaria una rapida correzione dei livelli del complesso protrombinico, come
in caso di un grave sanguinamento o di chirurgia d’urgenza. In altri casi, è di solito sufficiente
diminuire la dose dell’antagonista della vitamina K e/o somministrare la vitamina K.
- Se riceve antagonisti della vitamina K può incorrere in un maggiore rischio di coaguli

sanguigni. In questo caso, il trattamento con Cofact può aumentare questo rischio.
- Se è nato con una deficienza di uno dei fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K
(deficienza congenita), devono essere usati fattori della coagulazione specifici quando
disponibili.
- Se si manifesta una reazione allergica o anafilattica, la somministrazione di Cofact deve

essereinterrotta immediatamente. Vi è un rischio di trombosi o coagulazione disseminata intravascolare (es: formazione di coaguli sanguigni nei vasi sanguigni) quando riceve Cofact, particolarmente quando lo riceve ripetutamente. - Il suo medico controllerà se la somministrazione di Cofact comporta un rischio di trombosi

(vedere paragrafo 4., Possibili effetti indesiderati) . I seguenti individui hanno una maggiore possibilità di sviluppare una trombosi: o individui che hanno avuto un attacco di cuore o che hanno avuto (o hanno ancora) altre malattie delle arterie coronarie o individui con malattie del fegato o neonati o individui in procinto di subire o che hanno recentemente subito un intervento chirurgico o individui con una maggiore probabilità di avere complicazioni della coagulazione (ad esempio con una storia di eventi trombo-embolici o coagulazione intravascolare disseminata)

Il suo medico valuterà attentamente i benefici del trattamento con Cofact in relazione ai rischi di tali complicazioni.

Sicurezza virale Quando i medicinali sono prodotti a partire da sangue o plasma umano, vengono adottate determinate misure per evitare la trasmissione di infezioni ai pazienti. Queste includono:

- l'attenta selezione dei donatori di sangue e plasma per essere sicuri di escludere quelli a
rischio di trasmettere infezioni,
- la verifica di ogni donazione e pool di plasma per rilevare segni di virus/infezioni.,
- l’inclusione di processi di inattivazione/rimozione dei virus durante la lavorazione del sangue
o del plasma.

Malgrado ciò, quando si somministrano prodotti medicinali preparati a partire da sangue o plasma umano, non si può escludere totalmente la possibilità di trasmissione di agenti infettivi. Ciò è valido anche per virus non conosciuti o emergenti o per altri tipi di infezioni.

Le misure intraprese sono considerate efficaci contro i virus capsulati quali il virus da immunodeficienza umana (HIV), il virus dell’epatite B (HBV), il virus dell’epatite C (HCV) e il virus non capsulato dell’epatite A (HAV). Le misure adottate possono avere efficacia limitata contro altri virus non capsulati come il Parvovirus B19. L'infezione da Parvovirus B19 può essere grave nelle donne in gravidanza (infezione fetale) e

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per quei pazienti con il sistema immunitario depresso o che soffrono di alcuni tipi di anemia (ad esempio l’anemia falciforme o l'anemia emolitica).

Si raccomanda vivamente che venga registrato nome e numero di lotto del prodotto ogni volta che Lei riceve una dose di Cofact, in modo da mantenere una tracciabilità dei lotti usati. Bambini e adolescenti Non ci sono dati disponibili sull’uso di Cofact nei bambini e negli adolescenti.

Altri medicinali e Cofact Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale, inclusi medicinali ottenuti senza prescrizione medica. Non sono disponibili informazioni sulle possibili interazioni tra Cofact e altri medicinali, ad eccezione

degli anticoagulanti.

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico prima di prendere questo medicinale.

Se è in corso una gravidanza o se sta allattando, il medico le prescriverà Cofact solo se necessario.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Non sono stati eseguiti studi sugli effetti sulla capacità di guidare e utilizzare macchinari. Cofact contiene sodio Cofact contiene fino a 448 mg di sodio (il componente principale del sale da cucina) per 100 ml. Questo equivale a fino il 22% della dose giornaliera massima di sodio raccomandata per l’adulto.

Questo deve essere tenuto in considerazione se lei è a dieta iposodica.

Come usarlo

La sua terapia dovrà essere iniziata, somministrata e monitorata da un medico con esperienza nel

trattamento dei disturbi della coagulazione. Il suo medico determinerà la quantità di Cofact di cui ha bisogno per il trattamento o la prevenzione di sanguinamenti in seguito all'uso di anticoagulanti o in caso di carenza congenita di uno dei fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K.

La dose esatta dipende
- dalla gravità della sua condizione
- dal suo peso
- dai fattori della coagulazione di cui ha bisogno
- dalla quantità di questi fattori nel suo sangue (dal suo livello sanguigno).

In caso di deficienza congenita dei fattori della coagulazione, è importante monitorarne regolarmente i livelli nel sangue.

Informazioni per il Personale Sanitario sono fornite al termine del foglio illustrativo. Se prende più Cofact di quanto deve Il suo medico deve controllare regolarmente lo stato della sua coagulazione del sangue durante il trattamento. Alte dosi del concentrato del complesso protrombinico sono state associate a episodi di

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infarto, coagulazione intravascolare disseminata ed aumento della formazione dei coaguli di sangue nei vasi sanguigni in pazienti a rischio di tali complicanze.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. Sono stati osservati i seguenti effetti indesiderati:

Comuni (possono interessare fino a una persona su 10): - Vi è il rischio di formazione di coaguli di sangue (vedere paragrafo 2). Non comuni (possono interessare fino a una persona su 100):

- Vi è il rischio di un calo della pressione sanguigna
La frequenza dei seguenti effetti indesiderati è Non nota (la frequenza non può essere stimata sulla
base dei dati disponibili):
- Ipersensibilità o reazioni allergiche (vedere paragrafo 2)
Attacco cardiaco
-
-
-

-
Nausea, vomito
Arrossamento al sito di infusione, irritazione al sito di infusione, gonfiore al sito di infusione,
malessere
Aumento transitorio dei risultati delle analisi del fegato
- Ictus, vertigini
- Embolia polmonare, difficoltà respiratorie
- Sudorazione eccessiva, prurito, orticaria, eruzione cutanea

I pazienti con una carenza di uno dei fattori della coagulazione II, VII, IX o X possono sviluppare

anticorpi contro questi fattori come conseguenza all’uso di Cofact. In tal caso, l'attività del prodotto non sarà ottimale.

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite Agenzia Italiana del Farmaco Sito web: http://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola e sull’etichetta del

flaconcino dopo SCAD. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese. Conservare in frigorifero (2C - 8C). Non congelare. Conservare il flaconcino nella confezione

esterna per proteggere il medicinale dalla luce. Cofact può essere conservato a 25℃ o a temperature inferiori per un massimo di sei mesi. La data in cui è stato portato a temperatura ambiente deve essere segnata sulla confezione. Se il prodotto non viene utilizzato durante questi sei mesi di conservazione a temperatura ambiente, deve essere gettato via.

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Una volta che il prodotto è stato tolto dal frigorifero non deve più essere rimesso in frigorifero. La stabilità del prodotto disciolto è stata dimostrata fino a 3 ore a 15-25℃. Tuttavia il prodotto

disciolto deve essere utilizzato immediatamente, per evitare contaminazioni. Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Cofact
- I principi attivi sono i fattori della coagulazione II, VII, IX e X e altri principi attivi sono la
proteina C e la proteina S.
- Un flaconcino di Cofact 250 UI contiene 250 UI di fattore IX; 140 – 350 UI di fattore II;

70 - 200 UI di fattore VII e 140 - 350 UI di fattore X; 111 – 390 UI di proteina C; 10 – 80 UI
di proteina S.
Dopo aver disciolto la polvere nell’acqua per preparazioni iniettabili in dotazione, la soluzione per
preparazioni iniettabili pronta all’uso contiene:
- Non meno di 14 UI e non più di 35 UI di fattore II per ml;
-
-
-
-
Non meno di 7 UI e non più di 20 UI di fattore VII per ml;
25 UI di fattore IX per ml;
Non meno di 14 UI e non più di 35 UI di fattore X per ml;
Non meno di 11 UI e non più di 39 UI di proteina C per ml;
- Non meno di 1 UI e non più di 8 UI di proteina S per ml;
Gli altri ingredienti sono trisodiocitrato-diidrato, cloruro di sodio e antitrombina.

Descrizione dell’aspetto di Cofact e contenuto della confezione

Cofact è disponibile come polvere e solvente per soluzione iniettabile.

Cofact polvere per soluzione iniettabile si presenta come una polvere bluastra. Il solvente è un liquido limpido, incolore, privo di particelle visibili. La soluzione iniettabile pronta all’uso è di colore

bluastro.
Contenuto della scatola da 250 UI:
- Un flaconcino di polvere da 250 UI.
- Un flaconcino con 10 ml di acqua per preparazioni iniettabili.
- un ago di trasferimento.

E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore Prothya Biosolutions Netherlands B.V.

Plesmanlaan 125 NL-1066 CX Amsterdam Paesi Bassi Tel: + 31 (0)20 5123355

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con le seguenti denominazioni: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Spagna: Cofact. Svezia: Thyaplex

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Questo foglio illustrative è stato aggiornato il

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Le seguenti informazioni sono destinate esclusivamente agli operatori sanitari:

Composizione qualitativa e quantitativa

Cofact si presenta come polvere e solvente per soluzione iniettabile contenente il complesso protrombinico umano. Il prodotto contiene nominalmente le seguenti UI dei fattori umani della coagulazione come riportato nella tabella seguente: Cofact 250 UI Dopo la

ricostituzione* (UI/ml) Principi attivi Fattore II della coagulazione 140 – 350 14 – 35 Fattore VII della coagulazione 70 – 200 7 – 20 Fattore IX della coagulazione Fattore X della coagulazione

Altri principi attivi Proteina C del 250 140 – 350

111 – 390 14 – 35

11 – 39 Proteina S 10 – 80 1–8 *Dopo ricostituzione con 10 ml di acqua per preparazioni iniettabili Il contenuto proteico totale per flaconcino da 250 UI è di 130 - 350 mg. L'attività specifica del prodotto è ≥0,6 UI/mg, espressa come attività del fattore IX. Le attività di tutti i fattori della coagulazione, così come delle Proteine C e S (antigene) sono state

testate in accordo agli standards OMS o della Farmacopea Europea. Dopo ricostituzione, questo medicinale contiene 125 – 195 mmol di sodio/l, fino a 44.8 mg di sodio per flaconcino da 250 UI.

Posologia e modo di somministrazione

Posologia Di seguito sono fornite solo le linee guida generali per il dosaggio. Il trattamento deve essere iniziato

sotto la supervisione di un medico specialista nel trattamento dei disordini della coagulazione. Il dosaggio e la durata della terapia sostitutiva dipendono dalla gravità della patologia, dalla sede e dall'entità dell'emorragia, nonché dalle condizioni cliniche del paziente. La dose e la frequenza delle somministrazioni devono essere calcolate sulla base delle condizioni specifiche del singolo paziente. Gli intervalli di dosaggio devono essere adattati alla differente emivita

di circolazione dei vari fattori di coagulazione presenti nel complesso protrombinico. Il fabbisogno del dosaggio individuale può essere definito solo in base a regolari determinazioni dei livelli plasmatici individuali del fattore della coagulazione interessato, o ai test completi dei livelli del complesso protrombinico (tempo di protrombina, INR), e al monitoraggio continuo delle condizioni

cliniche del paziente.

In caso di interventi chirurgici maggiori, è essenziale un preciso monitoraggio della terapia sostitutiva attraverso dei test della coagulazione (test per lo specifico fattore della coagulazione e/o test globali dei livelli del complesso protrombinico).

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Sanguinamento e profilassi perioperatoria di emorragie durante il trattamento con antagonisti della vitamina K:

La dose dipenderà dall'INR prima del trattamento, dall' INR desiderato (target) e dal peso corporeo. Nelle seguenti tabelle sono riportate le dosi approssimative richieste per la normalizzazione dell'INR in base a diversi livelli iniziali di INR. Le tabelle di dosaggio rappresentano solo linee guida generali di dosaggio che non possono sostituire la valutazione individuale della dose per ogni singolo paziente e un attento monitoraggio dell'INR e di altri parametri di coagulazione durante la terapia.

Dosi raccomandate di Cofact in ml per raggiungere un INR target ≤ 2.1 iniziale 7.5 5.9 4.8 4.2 3.6 3.3 3.0 2.8 2.6 2.5 2.3 2.2

Peso corporeo 50 kg 40 40 40 30 30 30 20 20 X X X X 60 kg 50 50 40 40 30 30 30 20 X X X X 70 kg 60 50 50 50 40 40 30 30 X X X X 80 kg 60 60 60 50 50 40 40 30 X X X X 90 kg 100 kg

Dosi raccomandate di Cofact in ml per raggiungere un INR target ≤ 1.5 del 40

Iniziale 7.5 5.9 4.8 4.2 3.6 3.3 3.0 2.8 2.6 2.5 2.3 2.2 Peso corporeo 50 kg 60 60 60 50 50 50 40 40 30 30 30 30 60 kg 80 70 70 60 60 60 50 50 40 40 40 30

70 kg 90 80 80 70 70 70 60 60 50 40 40 40 80 kg 100 100 90 90 90 80 80 70 60 50 50 40 90 kg 100 100 100 90 90 90 80 80 70 60 50 40 100 kg 100 100 100 100 100 90 90 80 70 70 60 50

Le dosi sono calcolate in base alla concentrazione del fattore IX in Cofact, a causa della sua emivita relativamente breve e della bassa resa dopo l'infusione rispetto agli altri fattori di coagulazione in Cofact. Si assume che una concentrazione plasmatica media del fattore IX 30% sia sufficiente per ottenere un INR 2.1 e del 60% per ottenere un INR 1.5. Le quantità calcolate sono arrotondate su multipli di 10 ml ed è stato fissato un limite superiore di 60 o 100 ml in totale (vedi tabelle sopra). I valori INR target sono

raccomandati dalla Federazione dei Servizi per la Trombosi Olandesi e sono dello stesso ordine delle raccomandazioni inglesi e tedesche. La correzione dell’alterazione dell’emostasi indotta dall'antagonista della vitamina K persiste per circa 6-8 ore. Tuttavia, gli effetti della vitamina K, se somministrata contemporaneamente, sono solitamente raggiunti entro 4-6 ore. Pertanto di solito non è necessario ripetere il trattamento con il complesso

protrombinico umano quando è stata somministrata la vitamina K. Poiché queste raccomandazioni si basano su osservazioni empiriche e il recupero e la durata degli effetti possono variare, è indispensabile monitorare l’INR in corso di trattamento.

Emorragia e profilassi perioperatoria nella carenza congenita di uno qualsiasi dei fattori di coagulazione dipendenti dalla vitamina K, quando non siano disponibili prodotti a base di specifici fattori della coagulazione: Il calcolo della dose terapeutica necessaria si basa sull’osservazione empirica che circa 1 UI di fattore VII o fattore IX per kg di peso corporeo aumenta l'attività del fattore VII o IX nel plasma,

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rispettivamente, di 0,01 UI/ml, 1 UI di fattore II o X per kg di peso corporeo aumenta l'attività del fattore II o X nel plasma di 0,02 e 0,017 UI/ml, rispettivamente.

La dose di uno specifico fattore somministrato è espressa in Unità Internazionali (UI) che sono riferite all'attuale standard OMS definito per ciascun fattore. L'attività nel plasma di uno specifico fattore della coagulazione è espressa in percentuale (relativa al plasma normale) o in Unità Internazionali (relative allo standard internazionale per lo specifico fattore della coagulazione). Una Unità Internazionale (UI) dell’attività di un fattore della coagulazione è equivalente alla quantità in un ml di plasma umano normale.

Ad esempio, il calcolo della dose necessaria di fattore X si basa sul dato empirico che 1 Unità Internazionale (UI) di fattore X per kg di peso corporeo aumenta l’attività del fattore X plasmatico di 0,017 UI/mL. La dose necessaria si determina usando la seguente formula:

Unità necessarie = peso corporeo (kg) x l’aumento desiderato del fattore X (UI/ml) x 60 Dove 60 (ml/kg) è il reciproco del recupero stimato. Se il recupero individuale è noto, quel valore deve essere utilizzato per il calcolo.

Popolazione pediatrica La sicurezza ed efficacia d’uso di Cofact non sono state stabilite nei pazienti pediatrici.

Metodo di somministrazione Per le istruzioni sulla ricostituzione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo “Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione”. Cofact deve essere somministrato per via endovenosa. Si raccomanda di somministrare il prodotto ricostituito ad una velocità di circa 2 ml al minuto.

Incompatibilità Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.

Cofact è compatibile con i materiali in polipropilene. Il fallimento del trattamento può verificarsi come conseguenza dell'adsorbimento dei fattori della coagulazione alla superficie interna di altre apparecchiature di iniezione/infusione.

Periodo di validità

3 anni. Dopo la ricostituzione, è stata dimostrata una stabilità chimico-fisica in uso per 3 ore a 15-25°C. Dal punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere usato immediatamente dopo la ricostituzione. Se non viene utilizzato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione del prodotto ricostituito

prima dell'uso sono responsabilità dell'utilizzatore.

Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Dissoluzione La frazione proteica liofilizzatadeve essere disciolta nel volume prescritto di acqua per preparazioni iniettabili. Se conservato a 2-8℃ è necessario portare i flaconcini di Cofact e di acqua per preparazioni iniettabili a temperatura ambiente (15-25℃) prima di sciogliere la preparazione. Procedura con ago di trasferimento

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1. Rimuovere il tappo di protezione in plastica sia dal flaconcino contenente l'acqua per preparazioni iniettabili che dal flaconcino contenente il prodotto.

2. Disinfettare i tappi di gomma di entrambe i flaconcini con un pezzo di garza imbevuto di alcol
(70%).
3. Rimuovere la copertura protettiva da un'estremità dell'ago di trasferimento e inserire l'ago nel
flaconcino contenente l'acqua per preparazioni iniettabili (A).
4. Quindi rimuovere la copertura di protezione dall'altra estremità dell'ago di trasferimento,
capovolgere il flaconcino contenente l'ago di trasferimento e inserire immediatamente l'ago ancora

libero nel flaconcino contenente il prodotto (B). Il sottovuoto nel flaconcino contenente il prodotto farà sì che l'acqua per preparazioni iniettabili venga risucchiata nel flaconcino. Raccomandazione: mentre l'acqua per preparazioni iniettabili fluisce, tenere il flaconcino contenente il prodotto inclinato e lasciar scorrere l'acqua lungo la parete del

flaconcino. Questo aiuta a sciogliere il prodotto più rapidamente. Non appena tutta l'acqua è fluita, rimuovere il flaconcino svuotato e l'ago di trasferimento in un'unica azione.

Per accelerare il processo di dissoluzione, è possibile ruotare delicatamente il flaconcino e, se necessario, riscaldarlo a 30℃. Il flaconcino non deve mai essere agitato e la temperatura non deve superare i 37℃. Se il flaconcino viene riscaldato a bagnomaria, occorre fare attenzione che l'acqua non entri in contatto con il cappuccio protettivo e/o con il tappo di gomma.

Normalmente, la sostanza liofilizzata deve disciogliersi completamente entro 10 minuti formando una soluzione di colore blu; il colore blu è causato dalla presenza della proteina plasmatica ceruloplasmina.

La soluzione deve essere chiara o leggermente opalescente. Non usare soluzioni torbide o con depositi. Prima della somministrazione, il prodotto ricostituito deve essere ispezionato visivamente per la presenza di particolato e alterazioni del colore. Il medicinale inutilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente. en zia

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Domande frequenti su COFACT

Come si usa COFACT?

COFACT si presenta in forma di Polvere e solvente per soluzione iniettabile e si somministra per via endovenosa. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

COFACT e disponibile senza ricetta?

No, COFACT e soggetto a prescrizione medica.

Qual e il principio attivo di COFACT?

Il principio attivo di COFACT e COMPLESSO PROTROMBINICO UMANO.

Quali sono gli equivalenti di COFACT?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: PROPLEX, KEDCOM, CONFIDEX, PRONATIV. Il farmacista puo proporle un equivalente.

Chi produce COFACT?

COFACT e prodotto da PROTHYA BIOSOLUTIONS NETHERLANDS B.V..

Da quando COFACT e autorizzato in Italia?

COFACT ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2024-11-08.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Cofact 250 UI polvere e solvente per soluzione iniettabile.

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Cofact si presenta come polvere e solvente per soluzione iniettabile contenente il complesso protrombinico umano. Il prodotto contiene nominalmente le seguenti UI dei fattori umani della coagulazione come riportato nella tabella seguente: Cofact 250 UI Dopo la ricostituzione* (UI/ml) Principi attivi Fattore II della coagulazione 140 – 350 14 – 35 Fattore VII della coagulazione 70 – 200 7 – 20 Fattore IX della coagulazione 250 25 Fattore X della coagulazione 140 – 350 14 – 35 Altri principi attivi Proteina C 111 – 390 11 – 39 Proteina S 10 – 80 1 – 8 *Dopo ricostituzione con 10 ml di acqua per preparazioni iniettabili Il contenuto proteico totale per flaconcino da 250 UI è di 130 - 350 mg. L'attività specifica del prodotto è ≥0,6 UI/mg, espressa come attività del fattore IX. Le attività di tutti i fattori della coagulazione, così come delle Proteine C e S (antigene) sono state testate in accordo agli standards OMS o della Farmacopea Europea. Eccipienti con effetto noto Dopo ricostituzione, questo medicinale contiene 125 - 195 mmol di sodio/l, fino a 44.8 mg di sodio per flaconcino da 250 UI. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Polvere e solvente per soluzione iniettabile. La polvere è di colore bluastro. Il solvente è un liquido limpido, incolore, privo di particelle visibili.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

- Trattamento e profilassi perioperatoria degli episodi emorragici nei casi di carenza acquisita dei fattori della coagulazione del complesso protrombinico, come la carenza causata da una terapia con antagonisti della vitamina K oppure in caso di sovradosaggio di antagonisti della vitamina K, quando è richiesta una rapida correzione della carenza stessa - Trattamento e profilassi perioperatoria degli episodi emorragici nei casi di carenza congenita di uno dei fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K quando non sia disponibile un prodotto purificato a base dello specifico fattore della coagulazione.

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4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Di seguito sono fornite solo le linee guida generali per il dosaggio. Il trattamento deve essere iniziato sotto la supervisione di un medico specialista nel trattamento dei disordini della coagulazione. Il dosaggio e la durata della terapia sostitutiva dipendono dalla gravità della patologia, dalla sede e dall'entità dell'emorragia, nonché dalle condizioni cliniche del paziente. La dose e la frequenza delle somministrazioni devono essere calcolate sulla base delle condizioni specifiche del singolo paziente. Gli intervalli di dosaggio devono essere adattati alla differente emivita di circolazione dei vari fattori di coagulazione presenti nel complesso protrombinico (vedi paragrafo 5.2). Il fabbisogno del dosaggio individuale può essere definito solo in base a regolari determinazioni dei livelli plasmatici individuali del fattore della coagulazione specifico, o ai test completi dei livelli del complesso protrombinico (tempo di protrombina, INR), e al monitoraggio continuo delle condizioni cliniche del paziente. In caso di interventi chirurgici maggiori, è essenziale un preciso monitoraggio della terapia sostitutiva attraverso dei test sulla coagulazione (test per lo specifico fattore della coagulazione e/o test completi dei livelli del complesso protrombinico). Sanguinamento e profilassi perioperatoria di emorragie durante il trattamento con antagonisti della vitamina K: La dose dipenderà dall'INR prima del trattamento, dall'INR desiderato (target) e dal peso corporeo. Nelle seguenti tabelle sono riportate le dosi approssimative richieste per la normalizzazione dell'INR in base a diversi livelli iniziali di INR. Le tabelle di dosaggio rappresentano solo linee guida generali di dosaggio che non possono sostituire la valutazione individuale della dose per ogni singolo paziente e un attento monitoraggio dell'INR e di altri parametri di coagulazione durante la terapia. Dosi raccomandate di Cofact in ml per raggiungere un INR target ≤ 2.1 INR iniziale Peso corporeo 7.5 5.9 4.8 4.2 3.6 3.3 3.0 2.8 2.6 2.5 2.3 2.2 50 kg 40 40 40 30 30 30 20 20 X X X X 60 kg 50 50 40 40 30 30 30 20 X X X X 70 kg 60 50 50 50 40 40 30 30 X X X X 80 kg 60 60 60 50 50 40 40 30 X X X X 90 kg 60 60 60 60 50 50 40 30 X X X X 100 kg 60 60 60 60 60 50 40 40 X X X X Dosi raccomandate di Cofact in ml per raggiungere un target INR ≤ 1,5 INR Iniziale Peso corporeo 7.5 5.9 4.8 4.2 3.6 3.3 3.0 2.8 2.6 2.5 2.3 2.2 50 kg 60 60 60 50 50 50 40 40 30 30 30 30 60 kg 80 70 70 60 60 60 50 50 40 40 40 30 70 kg 90 80 80 70 70 70 60 60 50 40 40 40 80 kg 100 100 90 90 90 80 80 70 60 50 50 40 90 kg 100 100 100 90 90 90 80 80 70 60 50 40 100 kg 100 100 100 100 100 90 90 80 70 70 60 50

Le dosi sono calcolate in base alla concentrazione del fattore IX in Cofact, a causa della sua emivita relativamente breve e della bassa resa dopo l'infusione rispetto agli altri fattori di coagulazione in Cofact. Si assume che una concentrazione plasmatica media del fattore IX del 30% sia sufficiente per ottenere un INR 2.1 e del 60% per ottenere un INR 1.5. Le quantità calcolate sono arrotondate su multipli di 10 ml ed è stato fissato un limite superiore di 60 o 100 ml in totale (vedi tabelle sopra). I valori INR target sono raccomandati dalla Federazione dei Servizi di Trombosi Olandesi e sono dello stesso ordine delle raccomandazioni inglesi e tedesche. La correzione dello squilibrio emostatico indotta dall'antagonista della vitamina K persiste per circa 6-8 ore. Tuttavia, gli effetti della vitamina K, se somministrata contemporaneamente, sono solitamente raggiunti entro 4-6 ore. Pertanto di solito non è necessario ripetere il trattamento con il complesso protrombinico umano quando è stata somministrata la vitamina K. Poiché queste raccomandazioni si basano su osservazioni empiriche e il recupero e la durata degli effetti possono variare, è indispensabile monitorare l’INR in corso di trattamento. Emorragia e profilassi perioperatoria nella carenza congenita di uno qualsiasi dei fattori di coagulazione dipendenti dalla vitamina K, quando non siano disponibili prodotti a base di specifici fattori della coagulazione: Il calcolo della dose terapeutica necessaria si basa sull’osservazione empirica che circa 1 UI di fattore VII o fattore IX per kg di peso corporeo aumenta l'attività del fattore VII o IX nel plasma, rispettivamente, di 0,01 UI/ml, 1 UI di fattore II o X per kg di peso corporeo aumenta l'attività del fattore II o X nel plasma di 0,02 e 0,017 UI/ml, rispettivamente. La dose di uno specifico fattore somministrato è espressa in Unità Internazionali (UI) che sono riferite all'attuale standard OMS definito per ciascun fattore. L'attività nel plasma di uno specifico fattore della coagulazione è espressa o in percentuale (relativa al plasma normale) o in Unità Internazionali (relative allo standard internazionale per lo specifico fattore della coagulazione). Una Unità Internazionale (UI) dell’attività di un fattore della coagulazione è equivalente alla quantità in un ml di plasma umano normale. Ad esempio, il calcolo della dose necessaria di fattore X si basa sul dato empirico che 1 Unità internazionale (UI) di fattore X per kg di peso corporeo aumenta l’attività del fattore X plasmatico di 0,017 UI/mL. La dose necessaria si determina usando la seguente formula: Unità necessarie = peso corporeo (kg) x l’aumento desiderato del fattore X (UI/ml) x 60 Dove 60 (ml/kg) è il reciproco del recupero stimato. Se il recupero individuale è noto, quel valore deve essere utilizzato per il calcolo. Popolazione pediatrica L’efficacia e la sicurezza d’uso di Cofact nei pazienti pediatrici non sono state stabilite. Metodo di somministrazione Per le istruzioni sulla ricostituzione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6. Cofact deve essere somministrato per via endovenosa. Si raccomanda di somministrare il prodotto ricostituito ad una velocità di circa 2 ml al minuto.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

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4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d'uso

Tracciabilità Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati. Consultare un medico specialista con esperienza nel trattamento dei disturbi della coagulazione. Nei pazienti con deficienza acquisita dei fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K (ad es. a causa del trattamento con antagonisti della vitamina K), Cofact deve essere usato solo quando è necessaria una rapida correzione dei livelli del complesso protrombinico, come in caso di emorragia grave o chirurgia d'urgenza. In altri casi, normalmente è sufficiente la riduzione della dose dell'antagonista della vitamina K e/o la somministrazione di vitamina K. I pazienti trattati con antagonisti della vitamina K possono presentare uno stato latente di ipercoagulazione che l’infusione del concentrato del complesso protrombinico può esacerbare. Nella deficienza congenita di uno qualsiasi dei fattori dipendenti dalla vitamina K, deve essere usato un prodotto specifico per il fattore di coagulazione quando disponibile. In caso di reazioni allergiche o di tipo anafilattico, l'iniezione/infusione deve essere immediatamente interrotta. In caso di shock, deve essere posto in atto il trattamento medico standard per lo shock. Le misure standard atte a prevenire le infezioni derivanti dall’uso di prodotti medicinali preparati a partire dal sangue o dal plasma umano comprendono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei pool di plasma per marcatori specifici di infezione e l’inclusione di fasi di produzione efficaci per l’inattivazione/rimozione dei virus. Ciononostante, quando si somministrano prodotti medicinali preparati a partire dal sangue o dal plasma umano, la possibilità di trasmettere agenti infettivi non può essere esclusa completamente. Ciò riguarda anche virus sconosciuti o emergenti e altri agenti patogeni. Le misure intraprese sono considerate efficaci contro i virus capsulati quali il virus da immunodeficienza umana (HIV), il virus dell’epatite B (HBV), il virus dell’epatite C (HCV) e per il virus non capsulato dell’epatite A (HAV). Le misure adottate possono avere efficacia limitata contro altri virus non capsulati come il Parvovirus B19. L'infezione da Parvovirus B19 può essere grave nelle donne in gravidanza (infezione fetale) e per i pazienti con immunodeficienza o eritropoiesi aumentata (ad esempio, nel caso di anemia emolitica). Deve essere presa in considerazione una vaccinazione appropriata (epatite A e B) per i pazienti che ricevono regolarmente/ripetutamente prodotti a base di complesso protrombinico derivante da plasma umano. I pazienti con deficienza congenita o acquisita trattati con complesso protrombinico umano e particolarmente in caso di dosaggi ripetuti, sono a rischio di trombosi o coagulazione intravascolare disseminata. Il rischio può essere maggiore nel trattamento di un deficit isolato di Fattore VII, dal momento che gli altri fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K, che hanno un’emivita più lunga, possono accumularsi a livelli notevolmente superiori a quelli normali. I pazienti cui è stato somministrato il complesso protrombinico umano devono essere strettamente monitorati per segni o sintomi di coagulazione intravascolare o trombosi. A causa del rischio di complicanze tromboemboliche, deve essere esercitato uno stretto monitoraggio durante la somministrazione del complesso protrombinico umano a pazienti con storia di malattie coronariche, malattie del fegato, a pazienti in condizioni perio post-operatorie, ai neonati, o a pazienti a rischio di eventi tromboembolici o di coagulazione intravascolare disseminata. In ognuna delle suddette situazioni, si deve valutare attentamente il beneficio potenziale del trattamento, rispetto al rischio di tali complicanze. Non ci sono dati disponibili sull'uso di Cofact in caso di emorragia perinatale dovuta a deficienza di vitamina K nel neonato. Eccipient

Cofact contiene fino a 448 mg di sodio per 100 ml, equivalenti a fino il 22% della dose giornaliera massima raccomandata dall’OMS, di 2 g di sodio nell’adulto. Da tenere in considerazione per i pazienti che seguono una dieta iposodica. Popolazione pediatrica Vi sono dati insufficienti per raccomandare la somministrazione di Cofact nei bambini e negli adolescenti.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

I prodotti del complesso protrombinico umano neutralizzano l'effetto del trattamento con antagonisti della vitamina K, ma non sono note interazioni con altri medicinali.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Non è stata stabilita la sicurezza del complesso protrombinico umano nell'uso in gravidanza e durante l'allattamento. Gli studi sugli animali non sono adeguati a valutare la sicurezza rispetto alla gravidanza, allo sviluppo embrionale/fetale, al parto o allo sviluppo post natale. Pertanto, il complesso protrombinico umano deve essere usato durante la gravidanza e l'allattamento solo se chiaramente indicato. Vedere il paragrafo 4.4 per informazioni sul rischio di infezione da Parvovirus B19 nelle donne in gravidanza.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Non sono stati effettuati studi sugli effetti sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Elenco tabulare delle reazioni avverse a Cofact Le reazioni avverse presentate sono state riportate durante gli studi clinici e durante l'uso postcommercializzazione di Cofact. La tabella riportata di seguito fa riferimento alla classificazione per sistemi e organi MedDRA (SOC e livello di termine preferito). La frequenza delle reazioni avverse è definita secondo la seguente convenzione: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1 000, <1/100); raro (≥1/10 000, <1/1 000); molto raro (<1/10 000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ogni gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono elencate in ordine decrescente di gravità. Frequenza delle reazioni avverse Classificazione per sistemi e organi (MedDRA) Reazione avversa Frequenza Disturbi del Sistema immunitario Reazione anafilattica, ipersensibilità Non nota Patologie del Sistema nervoso Accidente cerebrovascolare, vertigini Non nota Patologie cardiache Infarto miocardico acuto Non nota Patologie vascolari Eventi tromboembolici (embolia, trombosi venosa profonda) vedere paragrafo 4,4. Comune Ipotensione Non comune Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Embolia polmonare, insufficienza respiratoria Non not

Classificazione per sistemi e organi (MedDRA) Reazione avversa Frequenza Patologie gastrintestinali Nausea, vomito Non nota Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Iperidrosi, prurito, orticaria Non nota Disturbi generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Arrossamento del sito di infusione, irritazione al sito di infusione, gonfiore al sito di infusione Malessere Non nota Esami diagnostici Funzionalità epatica anormale Non nota La terapia sostitutiva può portare alla formazione di anticorpi circolanti che inibiscono uno o più fattori del complesso protrombinico umano. In tal caso questa condizione si manifesta come una scarsa risposta clinica ad esempio, proseguimento del sanguinamento. Per informazioni sulla sicurezza nei confronti degli agenti trasmissibili, vedere paragrafo 4.4. Segnalazione di sospette reazioni avverse La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite Agenzia Italiana del Farmaco Sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse.

4.9 Sovradosaggio

L'impiego di dosi elevate di prodotti a base di complesso protrombinico umano è stato associato a casi di infarto miocardico, coagulazione intravascolare disseminata, trombosi venosa ed embolia polmonare. Di conseguenza, in caso di sovradosaggio, il rischio di sviluppare complicazioni tromboemboliche o coagulazione intravascolare disseminata è aumentato.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: antiemorragici, fattori di coagulazione del sangue IX, II, VII e X in associazione, codice ATC: B02BD01 I fattori della coagulazione II, VII, IX e X, sintetizzati nel fegato con l'aiuto della vitamina K, sono comunemente chiamati Complesso Protrombinico. Oltre ai fattori della coagulazione Cofact contiene gli inibitori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K Proteina C e Proteina S. Il fattore VII è lo zimogeno della serina proteasi attiva, fattore VIIa, mediante il quale si attiva la via estrinseca della coagulazione del sangue. Il complesso fattore tessutale fattore VIIa attiva i fattori della coagulazione X e IX, con conseguente formazione dei fattori IXa e Xa. Con la successiva attivazione della cascata della coagulazione, la protrombina (fattore II) viene attivata e trasformata in trombina. Per azione della trombina il fibrinogeno è convertito in fibrina, con conseguente formazione del coagulo. La normale formazione di trombina è di vitale importanza anche per la funzione piastrinica in quanto parte dell'emostasi primaria. Una grave carenza del solo fattore VII determina una ridotta formazione di trombina e una tendenza al sanguinamento dovuta alla ridotta formazione di fibrina e ridotta emostasi primaria. Il deficit isolato di fattore IX è una delle emofilie classiche (emofilia B). I deficit isolati di fattore II o di fattore X sono molto rari, ma in forma grave causano una tendenza emorragica analoga a quella che si osserva nell'emofilia classica.

Gli altri componenti, gli inibitori della coagulazione Proteina C e Proteina S, sono anch'essi sintetizzati nel fegato. L'attività biologica della Proteina C viene potenziata dal cofattore Proteina S. La Proteina C attivata inibisce la coagulazione mediante l'inattivazione dei fattori della coagulazione Va e VIIIa. La Proteina S, quale cofattore della Proteina C, partecipa all'inattivazione della coagulazione. Il deficit di Proteina C è associato a un aumentato rischio di trombosi. Durante il trattamento con antagonisti della vitamina K si verifica una carenza acquisita di fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K. Se il deficit diventa grave, si verifica una severa tendenza emorragica, caratterizzata da sanguinamento retroperitoneale o cerebrale piuttosto che da episodi emorragici a livello muscolare ed articolare. Anche una grave insufficienza epatica porta a una marcata riduzione dei livelli dei fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K e a una tendenza a episodi emorragici clinicamente significativi, spesso complessa a causa del contemporaneo instaurarsi di una coagulazione intravascolare di basso grado, di bassi livelli di piastrine, di carenza di inibitori della coagulazione e di fibrinolisi compromessa. La somministrazione di complesso protrombinico umano comporta un incremento dei livelli plasmatici dei fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K ed è in grado di correggere temporaneamente il difetto della coagulazione in pazienti affetti da carenza di uno o più di questi fattori.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Gli intervalli dell'emivita plasmatica dei quattro fattori della coagulazione presenti in Cofact sono descritti in letteratura: Fattore di coagulazione Emivita Fattore II 40 - 60 ore Fattore VII 4 - 6 ore Fattore IX 18 - 25 ore Fattore X 30 - 60 ore

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Non sono stati condotti studi sperimentali sugli animali per Cofact, a parte uno studio sui ratti su un possibile effetto ipotensivo (che si è rivelato inesistente). Sono stati effettuati studi tossicologici su animali da esperimento con TNBP e Tween 80. Cofact contiene non più di 0,4 µg di TNBP per UI di fattore IX e non più di 4 µg di Tween 80 per UI di fattore IX. Quando Cofact viene usato alle dosi raccomandate, le quantità di TNBP e Tween 80 che un paziente riceve rimangono ben al di sotto dei livelli che si sono dimostrati dannosi negli esperimenti sugli animali.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Polvere: trisodiocitrato-diidrato, cloruro di sodio, antitrombina ≤0,6 UI/ml. Solvente: acqua per preparazioni inettabili.

6.2 Incompatibilità

Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali. Cofact è compatibile con il materiale in polipropilene. Il fallimento del trattamento può verificarsi come conseguenza dell'adsorbimento del fattore di coagulazione sulla superficie interna di altre apparecchiature di iniezione/infusione.

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6.3 Periodo di validità

3 anni. Dopo la ricostituzione, è stata dimostrata una stabilità chimico-fisica in uso per 3 ore a 15-25°C. Dal punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere usato immediatamente dopo la ricostituzione. Se non viene utilizzato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione prima dell'uso sono responsabilità dell'utilizzatore.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare in frigorifero (2°C-8°C). Non congelare. Conservare il flaconcino nella confezione esterna per proteggere il medicinale dalla luce. Entro il periodo di validità indicato, il prodotto può essere conservato a 25°C o a temperature inferiori per un periodo di massimo 6 mesi prima dell'uso. Se non viene utilizzato durante questo periodo, deve essere gettato via. Dopo la conservazione a temperatura ambiente, il prodotto non deve essere rimesso in frigorifero. La data in cui è stato portato a temperatura ambiente deve essere segnata sulla confezione. Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione del medicinale, vedere paragrafo 6.3.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Una confezione contiene: 250 UI di polvere in flaconcino (vetro tipo I), chiuso con tappo in gomma (bromobutile con rivestimento in polimero fluorurato) e sigillo in alluminio con capsula in plastica a strappo 10 ml di solvente in flaconcino (vetro tipo I), chiuso con tappo in gomma (bromobutile con rivestimento in polimero fluorurato) e sigillo in alluminio con capsula in plastica a strappo 1 ago di trasferimento.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Dissoluzione La frazione proteica liofilizzata deve essere disciolta nel volume prescritto di acqua per preparazioni iniettabili. Se conservato a 2-8℃ è necessario portare i flaconcini di Cofact e di acqua per preparazioni iniettabili a temperatura ambiente (15-25℃) prima di sciogliere la preparazione. Procedura con ago di trasferimento 1. Rimuovere il tappo di protezione in plastica sia dal flaconcino contenente l'acqua per preparazioni iniettabili che dal flaconcino contenente il prodotto. 2. Disinfettare i tappi di gomma di entrambe i flaconcini con un pezzo di garza imbevuto di alcol (70%). 3. Rimuovere la copertura protettiva da un'estremità dell'ago di trasferimento e inserire l'ago nel flaconcino contenente l'acqua per preparazioni iniettabili (A). 4. Quindi rimuovere la copertura di protezione dall'altra estremità dell'ago di trasferimento, capovolgere il flaconcino contenente l'ago di trasferimento e inserire immediatamente l'ago ancora libero nel flaconcino contenente il prodotto (B). Il sottovuoto nel flaconcino contenente il prodotto farà sì che l'acqua per preparazioni iniettabili venga risucchiata nel flaconcino. Raccomandazione: mentre l'acqua per preparazioni iniettabili fluisce, tenere il flaconcino contenente il prodotto inclinato e lasciar scorrere l'acqua lungo la parete de

9 flaconcino. Questo aiuta a sciogliere il prodotto più rapidamente. Non appena tutta l'acqua è fluita, rimuovere il flaconcino svuotato e l'ago di trasferimento in un'unica azione. Per accelerare il processo di dissoluzione, è possibile ruotare delicatamente il flaconcino e, se necessario, riscaldarlo a 30℃. Il flaconcino non deve mai essere agitato e la temperatura non deve superare i 37℃. Se il flaconcino viene riscaldato a bagnomaria, occorre fare attenzione che l'acqua non entri in contatto con il cappuccio protettivo e/o con il tappo di gomma. Normalmente, la sostanza liofilizzata deve disciogliersi completamente entro 10 minuti formando una soluzione di colore blu; il colore blu è causato dalla presenza della proteina plasmatica ceruloplasmina. La soluzione deve essere chiara o leggermente opalescente. Non usare soluzioni torbide o con depositi. Prima della somministrazione, il prodotto ricostituito deve essere ispezionato visivamente per la presenza di particolati e alterazioni del colore. Il medicinale inutilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Prothya Biosolutions Netherlands B.V. Plesmanlaan 125 NL-1066 CX Amsterdam Paesi Bassi

8. Numeri di autorizzazione all'immissione in commercio

049861014 - "250 UI polvere e solvente per soluzione iniettabile” 1 flaconcino in vetro di polvere + 1 flaconcino in vetro di solvente da 10 ml, con ago

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell'autorizzazione

Maggio 2022

10. Data di revisione del testo

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1. Denominazione del medicinale

Cofact 500 UI polvere e solvente per soluzione iniettabile.

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Cofact si presenta come polvere e solvente per soluzione iniettabile contenente il complesso protrombinico umano. Il prodotto contiene nominalmente le seguenti UI dei fattori umani della coagulazione come riportato nella tabella seguente: Cofact 500 UI Dopo la ricostituzione* (UI/ml) Principi attivi Fattore II della coagulazione 280 – 700 14 – 35 Fattore VII della coagulazione 140 – 400 7 – 20 Fattore IX della coagulazione 500 25 Fattore X della coagulazione 280 – 700 14 – 35 Altri principi attivi Proteina C 222 – 780 11 – 39 Proteina S 20 – 160 1 – 8 *Dopo ricostituzione con 20 ml di acqua per preparazioni iniettabili Il contenuto proteico totale per flaconcino da 500 UI è di 260 - 700 mg. L'attività specifica del prodotto è ≥0,6 UI/mg, espressa come attività del fattore IX. Le attività di tutti i fattori della coagulazione, così come delle Proteine C e S (antigene) sono state testate in accordo agli standards OMS o della Farmacopea Europea. Eccipienti con effetto noto Dopo ricostituzione, questo medicinale contiene 125 - 195 mmol di sodio/l, fino a 89,6 mg di sodio per flaconcino da 500 UI. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Polvere e solvente per soluzione iniettabile. La polvere è di colore bluastro. Il solvente è un liquido limpido, incolore, privo di particelle visibili.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

- Trattamento e profilassi perioperatoria degli episodi emorragici nei casi di carenza acquisita dei fattori della coagulazione del complesso protrombinico, come la carenza causata da una terapia con antagonisti della vitamina K oppure in caso di sovradosaggio di antagonisti della vitamina K, quando è richiesta una rapida correzione della carenza stess

11 - Trattamento e profilassi perioperatoria degli episodi emorragici nei casi di carenza congenita di uno dei fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K quando non sia disponibile un prodotto purificato a base dello specifico fattore della coagulazione.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Di seguito sono fornite solo le linee guida generali per il dosaggio. Il trattamento deve essere iniziato sotto la supervisione di un medico specialista nel trattamento dei disordini della coagulazione. Il dosaggio e la durata della terapia sostitutiva dipendono dalla gravità della patologia, dalla sede e dall'entità dell'emorragia, nonché dalle condizioni cliniche del paziente. La dose e la frequenza delle somministrazioni devono essere calcolate sulla base delle condizioni specifiche del singolo paziente. Gli intervalli di dosaggio devono essere adattati alla differente emivita di circolazione dei vari fattori di coagulazione presenti nel complesso protrombinico (vedi paragrafo 5.2). Il fabbisogno del dosaggio individuale può essere definito solo in base a regolari determinazioni dei livelli plasmatici individuali del fattore della coagulazione specifico, o ai test completi dei livelli del complesso protrombinico (tempo di protrombina, INR), e al monitoraggio continuo delle condizioni cliniche del paziente. In caso di interventi chirurgici maggiori, è essenziale un preciso monitoraggio della terapia sostitutiva attraverso dei test sulla coagulazione (test per lo specifico fattore della coagulazione e/o test completi dei livelli del complesso protrombinico). Sanguinamento e profilassi perioperatoria di emorragie durante il trattamento con antagonisti della vitamina K: La dose dipenderà dall'INR prima del trattamento, dall'INR desiderato (target) e dal peso corporeo. Nelle seguenti tabelle sono riportate le dosi approssimative richieste per la normalizzazione dell'INR in base a diversi livelli iniziali di INR. Le tabelle di dosaggio rappresentano solo linee guida generali di dosaggio che non possono sostituire la valutazione individuale della dose per ogni singolo paziente e un attento monitoraggio dell'INR e di altri parametri di coagulazione durante la terapia. Dosi raccomandate di Cofact in ml per raggiungere un INR target ≤ 2.1 INR iniziale Peso corporeo 7.5 5.9 4.8 4.2 3.6 3.3 3.0 2.8 2.6 2.5 2.3 2.2 50 kg 40 40 40 30 30 30 20 20 X X X X 60 kg 50 50 40 40 30 30 30 20 X X X X 70 kg 60 50 50 50 40 40 30 30 X X X X 80 kg 60 60 60 50 50 40 40 30 X X X X 90 kg 60 60 60 60 50 50 40 30 X X X X 100 kg 60 60 60 60 60 50 40 40

Dosi raccomandate di Cofact in ml per raggiungere un target INR ≤ 1,5 INR Iniziale Peso corporeo 7.5 5.9 4.8 4.2 3.6 3.3 3.0 2.8 2.6 2.5 2.3 2.2 50 kg 60 60 60 50 50 50 40 40 30 30 30 30 60 kg 80 70 70 60 60 60 50 50 40 40 40 30 70 kg 90 80 80 70 70 70 60 60 50 40 40 40 80 kg 100 100 90 90 90 80 80 70 60 50 50 40 90 kg 100 100 100 90 90 90 80 80 70 60 50 40 100 kg 100 100 100 100 100 90 90 80 70 70 60 50 Le dosi sono calcolate in base alla concentrazione del fattore IX in Cofact, a causa della sua emivita relativamente breve e della bassa resa dopo l'infusione rispetto agli altri fattori di coagulazione in Cofact. Si assume che una concentrazione plasmatica media del fattore IX del 30% sia sufficiente per ottenere un INR 2.1 e del 60% per ottenere un INR 1.5. Le quantità calcolate sono arrotondate su multipli di 10 ml ed è stato fissato un limite superiore di 60 o 100 ml in totale (vedi tabelle sopra). I valori INR target sono raccomandati dalla Federazione dei Servizi di Trombosi Olandesi e sono dello stesso ordine delle raccomandazioni inglesi e tedesche. La correzione dello squilibrio emostatico indotta dall'antagonista della vitamina K persiste per circa 6-8 ore. Tuttavia, gli effetti della vitamina K, se somministrata contemporaneamente, sono solitamente raggiunti entro 4-6 ore. Pertanto di solito non è necessario ripetere il trattamento con il complesso protrombinico umano quando è stata somministrata la vitamina K. Poiché queste raccomandazioni si basano su osservazioni empiriche e il recupero e la durata degli effetti possono variare, è indispensabile monitorare l’INR in corso di trattamento. Emorragia e profilassi perioperatoria nella carenza congenita di uno qualsiasi dei fattori di coagulazione dipendenti dalla vitamina K, quando non siano disponibili prodotti a base di specifici fattori della coagulazione: Il calcolo della dose terapeutica necessaria si basa sull’osservazione empirica che circa 1 UI di fattore VII o fattore IX per kg di peso corporeo aumenta l'attività del fattore VII o IX nel plasma, rispettivamente, di 0,01 UI/ml, 1 UI di fattore II o X per kg di peso corporeo aumenta l'attività del fattore II o X nel plasma di 0,02 e 0,017 UI/ml, rispettivamente. La dose di uno specifico fattore somministrato è espressa in Unità Internazionali (UI) che sono riferite all'attuale standard OMS definito per ciascun fattore. L'attività nel plasma di uno specifico fattore della coagulazione è espressa o in percentuale (relativa al plasma normale) o in Unità Internazionali (relative allo standard internazionale per lo specifico fattore della coagulazione). Una Unità Internazionale (UI) dell’attività di un fattore della coagulazione è equivalente alla quantità in un ml di plasma umano normale. Ad esempio, il calcolo della dose necessaria di fattore X si basa sul dato empirico che 1 Unità internazionale (UI) di fattore X per kg di peso corporeo aumenta l’attività del fattore X plasmatico di 0,017 UI/mL. La dose necessaria si determina usando la seguente formula: Unità necessarie = peso corporeo (kg) x l’aumento desiderato del fattore X (UI/ml) x 60 Dove 60 (ml/kg) è il reciproco del recupero stimato. Se il recupero individuale è noto, quel valore deve essere utilizzato per il calcolo. Popolazione pediatrica L’efficacia e la sicurezza d’uso di Cofact nei pazienti pediatrici non sono state stabilite.

Metodo di somministrazione Per le istruzioni sulla ricostituzione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6. Cofact deve essere somministrato per via endovenosa. Si raccomanda di somministrare il prodotto ricostituito ad una velocità di circa 2 ml al minuto.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d'uso

Tracciabilità Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati. Consultare un medico specialista con esperienza nel trattamento dei disturbi della coagulazione. Nei pazienti con deficienza acquisita dei fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K (ad es. a causa del trattamento con antagonisti della vitamina K), Cofact deve essere usato solo quando è necessaria una rapida correzione dei livelli del complesso protrombinico, come in caso di emorragia grave o chirurgia d'urgenza. In altri casi, normalmente è sufficiente la riduzione della dose dell'antagonista della vitamina K e/o la somministrazione di vitamina K. I pazienti trattati con antagonisti della vitamina K possono presentare uno stato latente di ipercoagulazione che l’infusione del concentrato del complesso protrombinico può esacerbare. Nella deficienza congenita di uno qualsiasi dei fattori dipendenti dalla vitamina K, deve essere usato un prodotto specifico per il fattore di coagulazione quando disponibile. In caso di reazioni allergiche o di tipo anafilattico, l'iniezione/infusione deve essere immediatamente interrotta. In caso di shock, deve essere posto in atto il trattamento medico standard per lo shock. Le misure standard atte a prevenire le infezioni derivanti dall’uso di prodotti medicinali preparati a partire dal sangue o dal plasma umano comprendono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei pool di plasma per marcatori specifici di infezione e l’inclusione di fasi di produzione efficaci per l’inattivazione/rimozione dei virus. Ciononostante, quando si somministrano prodotti medicinali preparati a partire dal sangue o dal plasma umano, la possibilità di trasmettere agenti infettivi non può essere esclusa completamente. Ciò riguarda anche virus sconosciuti o emergenti e altri agenti patogeni. Le misure intraprese sono considerate efficaci contro i virus capsulati quali il virus da immunodeficienza umana (HIV), il virus dell’epatite B (HBV), il virus dell’epatite C (HCV) e per il virus non capsulato dell’epatite A (HAV). Le misure adottate possono avere efficacia limitata contro altri virus non capsulati come il Parvovirus B19. L'infezione da Parvovirus B19 può essere grave nelle donne in gravidanza (infezione fetale) e per i pazienti con immunodeficienza o eritropoiesi aumentata (ad esempio, nel caso di anemia emolitica). Deve essere presa in considerazione una vaccinazione appropriata (epatite A e B) per i pazienti che ricevono regolarmente/ripetutamente prodotti a base di complesso protrombinico derivante da plasma umano. I pazienti con deficienza congenita o acquisita trattati con complesso protrombinico umano e particolarmente in caso di dosaggi ripetuti, sono a rischio di trombosi o coagulazione intravascolare disseminata. Il rischio può essere maggiore nel trattamento di un deficit isolato di Fattore VII, dal momento che gli altri fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K, che hanno un’emivita più lunga, possono accumularsi a livelli notevolmente superiori a quelli normali. I pazienti cui è stato somministrato il complesso protrombinico umano devono essere strettamente monitorati per segni o sintomi di coagulazione intravascolare o trombosi. A causa del rischio d

14 complicanze tromboemboliche, deve essere esercitato uno stretto monitoraggio durante la somministrazione del complesso protrombinico umano a pazienti con storia di malattie coronariche, malattie del fegato, a pazienti in condizioni perio post-operatorie, ai neonati, o a pazienti a rischio di eventi tromboembolici o di coagulazione intravascolare disseminata. In ognuna delle suddette situazioni, si deve valutare attentamente il beneficio potenziale del trattamento, rispetto al rischio di tali complicanze. Non ci sono dati disponibili sull'uso di Cofact in caso di emorragia perinatale dovuta a deficienza di vitamina K nel neonato. Eccipienti Cofact contiene fino a 448 mg di sodio per 100 ml, equivalenti a fino il 22 % della dose giornaliera massima raccomandata dall’OMS, di 2 g di sodio nell’adulto. Da tenere in considerazione per i pazienti che seguono una dieta iposodica. Popolazione pediatrica Vi sono dati insufficienti per raccomandare la somministrazione di Cofact nei bambini e negli adolescenti.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

I prodotti del complesso protrombinico umano neutralizzano l'effetto del trattamento con antagonisti della vitamina K, ma non sono note interazioni con altri medicinali.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Non è stata stabilita la sicurezza del complesso protrombinico umano nell'uso in gravidanza e durante l'allattamento. Gli studi sugli animali non sono adeguati a valutare la sicurezza rispetto alla gravidanza, allo sviluppo embrionale/fetale, al parto o allo sviluppo post natale. Pertanto, il complesso protrombinico umano deve essere usato durante la gravidanza e l'allattamento solo se chiaramente indicato. Vedere il paragrafo 4.4 per informazioni sul rischio di infezione da Parvovirus B19 nelle donne in gravidanza.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Non sono stati effettuati studi sugli effetti sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Elenco tabulare delle reazioni avverse a Cofact Le reazioni avverse presentate sono state riportate durante gli studi clinici e durante l'uso postcommercializzazione di Cofact. La tabella riportata di seguito fa riferimento alla classificazione per sistemi e organi MedDRA (SOC e livello di termine preferito). La frequenza delle reazioni avverse è definita secondo la seguente convenzione: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1 000, <1/100); raro (≥1/10 000, <1/1 000); molto raro (<1/10 000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ogni gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono elencate in ordine decrescente di gravità.

Frequenza delle reazioni avverse Classificazione per sistemi e organi (MedDRA) Reazione avversa Frequenza Disturbi del Sistema immunitario Reazione anafilattica, ipersensibilità Non nota Patologie del Sistema nervoso Accidente cerebrovascolare, vertigini Non nota Patologie cardiache Infarto miocardico acuto Non nota Patologie vascolari Eventi tromboembolici (embolia, trombosi venosa profonda) vedere paragrafo 4,4. Comune Ipotensione Non comune Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Embolia polmonare, insufficienza respiratoria Non nota Patologie gastrintestinali Nausea, vomito Non nota Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Iperidrosi, prurito, orticaria Non nota Disturbi generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Arrossamento del sito di infusione, irritazione al sito di infusione, gonfiore al sito di infusione Malessere Non nota Esami diagnostici Funzionalità epatica anormale Non nota La terapia sostitutiva può portare alla formazione di anticorpi circolanti che inibiscono uno o più fattori del complesso protrombinico umano. In tal caso questa condizione si manifesta come una scarsa risposta clinica ad esempio, proseguimento del sanguinamento. Per informazioni sulla sicurezza nei confronti degli agenti trasmissibili, vedere paragrafo 4.4. Segnalazione di sospette reazioni avverse La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite Agenzia Italiana del Farmaco Sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse.

4.9 Sovradosaggio

L'impiego di dosi elevate di prodotti a base di complesso protrombinico umano è stato associato a casi di infarto miocardico, coagulazione intravascolare disseminata, trombosi venosa ed embolia polmonare. Di conseguenza, in caso di sovradosaggio, il rischio di sviluppare complicazioni tromboemboliche o coagulazione intravascolare disseminata è aumentato.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: antiemorragici, fattori di coagulazione del sangue IX, II, VII e X in associazione, codice ATC: B02BD01 I fattori della coagulazione II, VII, IX e X, sintetizzati nel fegato con l'aiuto della vitamina K, sono comunemente chiamati Complesso Protrombinico. Oltre ai fattori della coagulazione Cofact contiene gli inibitori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K Proteina C e Proteina S.

Il fattore VII è lo zimogeno della serina proteasi attiva, fattore VIIa, mediante il quale si attiva la via estrinseca della coagulazione del sangue. Il complesso fattore tessutale fattore VIIa attiva i fattori della coagulazione X e IX, con conseguente formazione dei fattori IXa e Xa. Con la successiva attivazione della cascata della coagulazione, la protrombina (fattore II) viene attivata e trasformata in trombina. Per azione della trombina il fibrinogeno è convertito in fibrina, con conseguente formazione del coagulo. La normale formazione di trombina è di vitale importanza anche per la funzione piastrinica in quanto parte dell'emostasi primaria. Una grave carenza del solo fattore VII determina una ridotta formazione di trombina e una tendenza al sanguinamento dovuta alla ridotta formazione di fibrina e ridotta emostasi primaria. Il deficit isolato di fattore IX è una delle emofilie classiche (emofilia B). I deficit isolati di fattore II o di fattore X sono molto rari, ma in forma grave causano una tendenza emorragica analoga a quella che si osserva nell'emofilia classica. Gli altri componenti, gli inibitori della coagulazione Proteina C e Proteina S, sono anch'essi sintetizzati nel fegato. L'attività biologica della Proteina C viene potenziata dal cofattore Proteina S. La Proteina C attivata inibisce la coagulazione mediante l'inattivazione dei fattori della coagulazione Va e VIIIa. La Proteina S, quale cofattore della Proteina C, partecipa all'inattivazione della coagulazione. Il deficit di Proteina C è associato a un aumentato rischio di trombosi. Durante il trattamento con antagonisti della vitamina K si verifica una carenza acquisita di fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K. Se il deficit diventa grave, si verifica una severa tendenza emorragica, caratterizzata da sanguinamento retroperitoneale o cerebrale piuttosto che da episodi emorragici a livello muscolare ed articolare. Anche una grave insufficienza epatica porta a una marcata riduzione dei livelli dei fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K e a una tendenza a episodi emorragici clinicamente significativi, spesso complessa a causa del contemporaneo instaurarsi di una coagulazione intravascolare di basso grado, di bassi livelli di piastrine, di carenza di inibitori della coagulazione e di fibrinolisi compromessa. La somministrazione di complesso protrombinico umano comporta un incremento dei livelli plasmatici dei fattori della coagulazione dipendenti dalla vitamina K ed è in grado di correggere temporaneamente il difetto della coagulazione in pazienti affetti da carenza di uno o più di questi fattori.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Gli intervalli dell'emivita plasmatica dei quattro fattori della coagulazione presenti in Cofact sono descritti in letteratura: Fattore di coagulazione Emivita Fattore II 40 - 60 ore Fattore VII 4 - 6 ore Fattore IX 18 - 25 ore Fattore X 30 - 60 ore

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Non sono stati condotti studi sperimentali sugli animali per Cofact, a parte uno studio sui ratti su un possibile effetto ipotensivo (che si è rivelato inesistente). Sono stati effettuati studi tossicologici su animali da esperimento con TNBP e Tween 80. Cofact contiene non più di 0,4 µg di TNBP per UI di fattore IX e non più di 4 µg di Tween 80 per UI di fattore IX. Quando Cofact viene usato alle dosi raccomandate, le quantità di TNBP e Tween 80 che un paziente riceve rimangono ben al di sotto dei livelli che si sono dimostrati dannosi negli esperimenti sugli animali.

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6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Polvere: trisodiocitrato-diidrato, cloruro di sodio, antitrombina ≤0,6 UI/ml. Solvente: acqua per preparazioni inettabili.

6.2 Incompatibilità

Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali. Cofact è compatibile con il materiale in polipropilene. Il fallimento del trattamento può verificarsi come conseguenza dell'adsorbimento del fattore di coagulazione sulla superficie interna di altre apparecchiature di iniezione/infusione.

6.3 Periodo di validità

3 anni. Dopo la ricostituzione, è stata dimostrata una stabilità chimico-fisica in uso per 3 ore a 15-25°C. Dal punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere usato immediatamente dopo la ricostituzione. Se non viene utilizzato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione prima dell'uso sono responsabilità dell'utilizzatore.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare in frigorifero (2°C-8°C). Non congelare. Conservare il flaconcino nella confezione esterna per proteggere il medicinale dalla luce. Entro il periodo di validità indicato, il prodotto può essere conservato a 25°C o a temperature inferiori per un periodo di massimo 6 mesi prima dell'uso. Se non viene utilizzato durante questo periodo, deve essere gettato via. Dopo la conservazione a temperatura ambiente, il prodotto non deve essere rimesso in frigorifero. La data in cui è stato portato a temperatura ambiente deve essere segnata sulla confezione. Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione del medicinale, vedere paragrafo 6.3.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Una confezione contiene: 500 UI di polvere in flaconcino (vetro tipo I), chiuso con tappo in gomma (bromobutile con rivestimento in polimero fluorurato) e sigillo in alluminio con capsula in plastica a strappo 20 ml di solvente in flaconcino (vetro tipo I), chiuso con tappo in gomma (bromobutile con rivestimento in polimero fluorurato) e sigillo in alluminio con capsula in plastica a strappo 1 dispositivo di trasferimento nextaro v (filtro da 15 µm nominali)

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Istruzioni generali per l’uso del dispositivo di trasferimento nextaro v - La frazione proteica liofilizzata deve essere dissolta in 20 ml di acqua per preparazioni iniettabili. Se conservati a 2 ℃-8 ℃, è necessario portare i flaconcini chiusi di polvere e solvente (acqua per preparazioni iniettabili) a temperatura ambiente (15 ℃-25 ℃) prima di dissolvere la preparazione. Questa temperatura deve essere mantenuta durante la ricostituzione. Se il riscaldamento avviene a bagnomaria, occorre fare attenzione affinch

18 l’acqua non entri in contatto con i tappi in gomma o le capsule a strappo. La temperatura del bagnomaria non deve superare i 37 ℃. - Durante la procedura descritta di seguito, occorre adottare una tecnica asettica. Prima di aprire l’imballaggio del dispositivo di trasferimento, rimuovere le capsule a strappo dei flaconcini di polvere e di solvente, disinfettare la ghiera e i tappi in gomma con soluzione antisettica e lasciare asciugare. Non toccare i tappi in gomma del flaconcino di solvente o del flaconcino di polvere. - Il vuoto nel flaconcino di polvere farà sì che il solvente venga automaticamente risucchiato al suo interno. - Come regola generale, la polvere deve risultare completamente dissolta entro 10 minuti, formando una soluzione di colore blu. La soluzione deve apparire limpida o leggermente opalescente. Non usare soluzioni torbide o con depositi. Prima della somministrazione, la soluzione deve essere ispezionata visivamente per la presenza di particolati e alterazioni del colore. - Il medicinale inutilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente. Procedura con dispositivo di trasferimento nextaro v 1. Rimuovere la capsula a strappo (a) dal flaconcino di solvente e dal flaconcino di polvere. Disinfettare la ghiera (b), incluso il tappo in gomma (c), del flaconcino di solvente e del flaconcino di polvere con soluzione antisettica. 2. Aprire l’imballaggio del dispositivo di trasferimento staccando il coperchio e rimuovendolo completamente. Per mantenere la sterilità, non rimuovere il dispositivo di trasferimento monouso dall’imballaggio e non toccare la punta (d) del dispositivo di trasferimento. 3. Appoggiare il flaconcino di solvente su una superficie piana e pulita, tenendolo saldamente con una mano. Senza rimuovere l’imballaggio esterno del dispositivo di trasferimento, posizionare la parte blu del connettore del dispositivo di trasferimento sul flaconcino di solvente (e) e premere con decisione dritto verso il basso fino a farlo scattare in posizione. Non ruotare l’imballaggio esterno durante il collegamento. 4. Tenendo il flaconcino di solvente, rimuovere l’imballaggio esterno dal dispositivo di trasferimento. Non ruotare l’imballaggio esterno e assicurarsi che il dispositivo di trasferimento rimanga saldamente collegato al flaconcino di solvente.

19 5. Appoggiare il flaconcino di polvere (f) su una superficie piana e tenerlo saldamente. Prendere il flaconcino di solvente con il dispositivo di trasferimento collegato e capovolgerlo. Posizionare la parte bianca del connettore del dispositivo di trasferimento sul flaconcino di polvere e premere con decisione verso il basso fino a farlo scattare in posizione. Non ruotare durante il collegamento. Nota: il dispositivo di trasferimento deve essere collegato prima al flaconcino di solvente e poi al flaconcino di polvere. In caso contrario, si verificherà una perdita del vuoto e il trasferimento del solvente non avverrà. 6. Il solvente fluirà automaticamente nel flaconcino di polvere. Attendere finché il solvente non sarà completamente trasferito. Continuare a tenere l’intera unità costituita dal flaconcino di solvente, dal dispositivo di trasferimento e dal flaconcino di polvere e assicurarsi che rimanga su una superficie piana durante tutto il processo di trasferimento. Una volta trasferito il solvente, con i due flaconcini ancora collegati, roteare delicatamente il flaconcino di polvere finché il prodotto non risulti completamente dissolto. Per evitare la formazione di schiuma, non agitare il flaconcino. 7. Dopo aver completato il trasferimento e la dissoluzione della preparazione, tenere la parte bianca e ruotare la parte blu collegata in senso antiorario per svitare le due parti. Rimuovere la parte blu e smaltirla insieme al flaconcino vuoto. Non toccare l’adattatore Luer lock (g). 8. Tenendo saldamente il flaconcino ricostituito, collegare una siringa (da almeno 20 ml) all’adattatore Luer lock (g) sulla parte bianca del dispositivo di trasferimento. 9. Capovolgere il flaconcino e aspirare la soluzione nella siringa. 10. Una volta trasferita la soluzione, tenere saldamente il cilindro della siringa (con lo stantuffo della siringa rivolto verso il basso) e rimuovere la siringa dalla parte bianca del dispositivo di trasferimento. Smaltire la parte bianca insieme al flaconcino vuoto.

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7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Prothya Biosolutions Netherlands B.V. Plesmanlaan 125 NL-1066 CX Amsterdam Paesi Bassi

8. Numeri di autorizzazione all'immissione in commercio

049861038 - "500 UI polvere e solvente per soluzione iniettabile" 1 flaconcino in vetro di polvere + 1 flaconcino in vetro di solvente da 20 ml, con dispositivo di trasferimento nextaro v

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell'autorizzazione

Maggio 2022

10. Data di revisione del testo

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.