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COXART

Principio attivo: CELECOXIB · ATC M01AH01 · S.F. GROUP S.R.L.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Principio attivo: CELECOXIB
Forma farmaceutica: Capsula rigida
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 100 mg CAPSULA RIGIDA
  • 200 mg CAPSULA RIGIDA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: S.F. GROUP S.R.L.
Codice ATC: M01AH01
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· CELECOXIB TECNIGEN - TECNIMEDE - SOCIEDADE TECNICO-MEDICINAL, SA
· CELECOXIB ALTER - LABORATORI ALTER S.R.L.
· CELECOXIB MYLAN - MYLAN S.P.A.
· CELECOXIB DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· CELECOXIB EG - EG S.P.A.
· CELECOXIB AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· CELECOXIB TEVA ITALIA - TEVA B.V.
· CELECOXIB PENSA PHARMA - TOWA PHARMACEUTICAL S.P.A.
· CELEBREX - VIATRIS PHARMA S.R.L.
· CELECOXIB VIATRIS - VIATRIS PHARMA S.R.L.
· CELECOXIB ZENTIVA - ZENTIVA ITALIA S.R.L.
· CELECOXIB TEVA - TEVA ITALIA S.R.L.
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Rimborsabilita: Cnn - C NON NEGOZIATA

A cosa serve questo medicinale?

COXART viene usato negli adulti per il sollievo dei segni e sintomi di artrite reumatoide, osteoartrite e spondilite anchilosante.

COXART contiene il principio attivo celecoxib. Celecoxib appartiene a un gruppo di medicinali chiamati farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), e più precisamente a un sottogruppo conosciuto come “inibitori della COX-2”.

Il suo organismo produce prostaglandine che possono causare dolore e infiammazione. In alcune condizioni come l’artride reumatoide e l’osteoartrosi il suo organismo ne produce una quantità maggiore. Celecoxib agisce

riducendo la produzione di prostaglandine, riducendo così il dolore e l’infiammazione.

Ci si può aspettare che il medicinale inizi ad avere effetto entro poche ore dall’assunzione della prima dose, ma potrebbe non percepire un effetto completo per diversi giorni.

Cosa deve sapere prima di usarlo

COXART le è stato prescritto dal medico. Le informazioni che seguono l’aiuteranno ad ottenere i risultati migliori con COXART. Se ha qualsiasi altro dubbio, chieda al medico o al farmacista.

Non prenda COXART Informi il medico se nel suo caso si applica una qualsiasi delle condizioni seguenti, poiché i pazienti che si trovano in queste condizioni non devono prendere COXART  se è allergico al celecoxib o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6)  se ha avuto una reazione allergica ad una classe di medicinali chiamati “sulfamidici” (ad es. alcuni

antibiotici usati per trattare le infezioni)  se attualmente soffre di un ulcera allo stomaco o all’intestino, o di sanguinamento nello stomaco o nell’intestino  se, in seguito all’assunzione di acido acetilsalicilico o qualsiasi altro medicinale antifiammatorio o per il

sollievo del dolore (FANS), ha avuto asma, polipi nasali, grave congestione nasale oppure una reazione allergica come eruzione della pelle con prurito, gonfiore del volto, delle labbra, della lingua o della gola, difficoltà a respirare o affanno  se è in gravidanza. Se è possibile che entri in gravidanza durante il trattamento in corso deve discutere i possibili metodi contraccettivi con il suo medico  se sta allattando  se ha una grave malattia del fegato

 se ha una grave malattia del rene  se ha una malattia infiammatoria dell’intestino come colite ulcerosa o morbo di Crohn  se ha avuto una cardiopatia, cardiopatia ischemica accertata o malattia cerebrovascolare, ad es. se le hanno diagnosticato un attacco di cuore, ictus o attacco ischemico transitorio (una temporanea riduzione del flusso di sangue al cervello; noto anche come “mini-ictus”), angina o blocco dei vasi che portano il sangue al cuore o al cervello  se ha o ha avuto problemi con la circolazione sanguigna (malattia arteriosa periferica) o se ha subito

un’operazione chirurgica alle arterie delle gambe

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere COXART:  se ha avuto in precedenza un’ulcera o un sanguinamento allo stomaco o all’intestino

(Non prenda COXART se ha un’ulcera o un sanguinamento allo stomaco o all’intestino in corso)  se sta assumendo acido acetilsalicilico, anche a basse dosi per proteggere il cuore  se usa medicinali per ridurre la coagulazione del sangue (ad es. warfarin/anticoagulanti come warfarin o nuovi medicinali anticoagulanti orali, ad es. apixaban)  se usa medicinali chiamati corticosteroidi (ad es. prednisone)  se sta usando COXART contemporaneamente ad altri FANS diversi dall’acido acetilsalicilico come

ibuprofene o diclofenac. L’uso contemporaneo di questi medicinali deve essere evitato se fuma, ha il diabete, la pressione sanguigna elevata o elevati livelli di colesterolo se cuore, fegato o reni non funzionano bene il suo medico può sottoporla a controlli regolari se soffre di ritenzione di liquidi (come gonfiore delle caviglie e dei piedi) se è disidratato, ad esempio a causa di una malattia, diarrea o uso di diuretici (usati per trattare l’eccesso di liquidi nel corpo) se ha avuto una grave reazione allergica o una reazione grave della pelle a qualsiasi medicinale  se sta male a causa di un’infezione o pens a di avere un’infezione, poiché COXART può mascherare una febbre o altri segni di infezione e infiammazione  se ha più di 65 anni di età il suo medico vorrà monitorarla regolarmente.  se consuma alcool insieme a FANS poiché questo può aumentare il rischio d i problemi

gastroinitestinali.

Come con altri FANS (ad es. ibuprofene o diclofenac) questo medicinale può portare ad un aumento della pressione sanguigna e quindi il medico può chiederle di monitorare la pressione sanguigna a intervalli regolari.

Con celecoxib sono stati riferiti alcuni casi di reazioni gravi del fegato, inclusa grave infiammazione epatica, danno epatico, insufficienza epatica (alcune con esito fatale o che hanno richiesto trapianto di fegato). Nei casi in cui è stato riferito il tempo d’insorgenza, le reazioni epatiche più gravi si sono verificate entro un mese dall’inizio del trattamento.

L’assunzione di COXART può rendere più difficile entrare in gravidanza. Deve informare il medico se sta

pianificando una gravidanza o se ha problemi ad iniziare una gravidanza (vedere paragrafo Gravidanza e allattamento).

Altri medicinali e COXART Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro

medicinale.

Parli con il suo medico se prende:  destrometorfano (usato per trattare la tosse)  ACE inibitori, antagonisti dell’angiotensina II, betabloccanti e diuretici (usati per la pressione

sanguigna elevata e l’insufficienza cardiaca)  fluconazolo e rifampicina (usati per trattare le infezioni fungine e batteriche)  warfarin e altri medicinali come il warfarin (agenti fluidificanti del sangue che riducono la coagulazione del sangue) inclusi i nuovi medicinali come apixaban  litio (usato per trattare alcuni tipi di depressione)  altri medicinali per trattare la depressione, i disturbi del sonno, la pressione sanguigna elevata o un battito cardiaco irregolare

 neurolettici (usati per trattare alcuni disturbi mentali)  metotressato (usato per trattare artrite reumatoide, psoriasi e leucemia)  carbamazepina (usata per trattare epilessia/attacchi convulsivi e alcune forme di dolore o depressione)  barbiturici (usati per trattare epilessia/attacchi convulsivi e alcuni disturbi del sonno)

 ciclosporina e tacrolimus (usati per la soppressione del sistema immunitario ad es. dopo i trapianti).

COXART può essere preso con acido acetilsalicilico a basse dosi, 75 mg o meno al giorno. Chieda consiglio al medico prima di prendere i due medicinali insieme.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno

chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza COXART non deve essere usato da donne che sono in gravidanza o che possono iniziare una gravidanza (ad es. donne in età fertile che non usano un’adequata contraccezione) durante il trattamento in corso. Se inizia una

gravidanza durante il trattamento con COXART, deve interrompere il trattamento e contattare il medico per opzioni di un trattamento alternativo.

Allattamento COXART non deve essere usato durante l’allattamento.

Fertilità

I FANS, incluso COXART, possono rendere più difficile iniziare una gravidanza. Deve informare il medico se sta pianificando una gravidanza o se ha problemi ad iniziare una gravidanza.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Prima di guidare o utilizzare macchinari deve vedere come reagisce a COXART. Se avverte capogiri o sonnolenza dopo aver preso COXART, non guidi o utilizzi macchinari fino a che questi effetti non svaniscono. COXART contiene lattosio COXART contiene lattosio (un tipo di zucchero). Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista. Se pensa che l’effetto di COXART sia troppo forte o troppo debole, si rivolga al medico o al

farmacista.

Il medico le dirà quale dose prendere. Poiché il rischio di effetti indesiderati associati a problemi cardiaci può aumentare con la dose e la durata d’uso, è importante che usi la dose più bassa necessaria a controllare il dolore. Non deve prendere COXART più a lungo del tempo necessario a controllare i sintomi.

COXART è per uso orale. Le capsule di COXART devono essere ingerite intere con una quantità sufficiente di acqua (ad es. un bicchiere [200 ml]). Le capsule possono essere prese a qualsiasi ora del giorno, con o senza cibo. Tuttavia, cerchi sempre di prendere ciascuna dose di celecoxib tutti i giorni alla stessa ora.

Se non trae nessun beneficio, contatti il medico entro due settimane dall’inizio del trattamento.

Per l’osteoartrosi la dose raccomandata è di 200 mg al giorno, che può essere aumentata dal medico ad un massimo di 400 mg, se necessario. La dose è di solito:

 una capsula da 200 mg al giorno; oppure  una capsula da 100 mg due volte al giorno.

Per l’atrite reumatoide la dose raccomandata è di 200 mg al giorno, che può essere aumentata dal medico ad un massimo di 400 mg, se necessario. La dose è di solito:  una capsula da 100 mg due volte al giorno. Per la spondilite anchilosante la dose raccomandata è di 200 mg al giorno, che può essere aumentata dal medico ad un massimo di 400 mg, se necessario. La dose è di solito:  una capsula da 200 mg al giorno; oppure

una capsula da 100 mg due volte al giorno.

Dose massima giornaliera: Non deve prendere più di 400 mg di celecoxib al giorno.

Problemi al fegato o ai reni Si assicuri che il medico sappia se ha problemi al fegato o ai reni poiché può aver bisogno di una dose più bassa.

Pazienti anziani, in particolare quelli con peso inferiore a 50 kg Se ha più di 65 anni di età e soprattutto se pesa meno di 50 kg, il medico può decidere di monitorarla più da vicino.

Uso nei bambini COXART deve essere usato solo negli adulti; non deve essere usato nei bambini.

Se prende più COXART di quanto deve: Non deve prendere più capsule di quelle indicate dal medico. Se prend e troppe capsule contatti il medico, il farmacista o l’ospedale e porti con sé il medicinale.

Se dimentica di prendere COXART: Se dimentica di prendere un capsula, la prenda non appena se ne ricorda. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con COXART: L’interruzione improvvisa del trattamento con COXART può peggiorare i suoi sintomi. Non interrompa l’assunzione di COXART a meno che il medico non le dica di farlo. Il medico può dirle di ridurre la dose nell’arco di alcuni giorni prima di interrompere del tutto il trattamento.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Gli effetti indesiderati elencati sotto sono stati osservati nei pazienti affetti da artrite in trattamento con celecoxib. Gli effetti indesiderati marcati con un’asterisco (*) s ono elencati sotto nella frequenza maggiore verificatasi nei pazienti in trattamento con celecoxib per la prevenzione dei polipi al colon. I pazienti di questi studi hanno assunto celecoxib a dosi elevate e per un lungo periodo.

Interrompa immediatamente l’assunzione di COXART e informi immediatamente il medico se manifesta:
- una reazione allergica come eruzione cutanea, gonfiore del volto, affanno o difficoltà a respirare
- disturbi cardiaci come dolore al petto
- forte dolore allo stomaco o qualsiasi segno di sanguinamento allo stomaco o all’intestino, come feci
scure o contenenti sangue, o vomito con sangue
- una reazione della pelle come eruzione, vesciche o desquamazione della pelle

- insufficienza epatica (i sintomi possono includere nausa (malessere), diarrea, ittero (pelle o bianco degli occhi di colore giallo).

Molto comune: può riguardare più di 1 persona su 10

 pressione sanguigna elevata, incluso peggioramento di pressione sanguigna già elevata*

Comune: può riguardare fino a 1 persona su 10  attacco di cuore*  accumulo di liquidi con gonfiore di caviglie, gambe e/o mani  infezioni urinarie  fiato corto*, sinusite (infiammazione dei seni nasali, infezione dei seni nasali, seni nasali bloccati o dolenti), naso chiuso o che cola, mal di gola, tosse, raffreddo re, sintomi simil-influenzali

 capogiri, difficoltà a dormire  vomito*, mal di stomaco, diarrea, indigestione, aria  eruzione cutanea, prurito  rigidità muscolare

 difficoltà a deglutire*  mal di testa  nausea (sensazione di malessere)  dolore alle articolazioni  peggioramento di allergie in corso  lesione accidentale

Non comune: può riguardare fino a 1 persona su 100  ictus*  insufficienza cardiaca, palpitazioni (percezione del battito cardiaco), battito cardiaco veloce  anomalie nei valori degli esami del sangue relativi al fegato  anomalie nei valori degli esami del sangue relativi ai reni

 anemia (alterazioni nei globuli rossi che possono causare affaticamento e mancanza di fiato)  ansia, depressione, stanchezza, sonnolenza, sensazioni di formicolio  livelli elevati di potassio nei risultati degli esami del sangue (possono causare nausea (sensazione di malessere), affaticamento, debolezza muscolare o palpitazioni)  visione compromessa o offuscata, ronzio nelle orecchie, dolore e lesioni alla bocca, difficoltà a sentire* peggioramento dell’infiammazione allo stomaco o all’intestino crampi alle gambe aumento delle eruzioni cutanee con prurito (orticaria) infiammazione degli occhi stitichezza, eruttazione, infiammazione dello stomaco (indigestione, mal di stomaco o vomito),

 difficoltà a respirare  alterazione della colorazione della pelle (lividi)  dolore al petto (dolore generalizzato non collegato al cuore)  gonfiore del viso

Raro: può riguardare fino a 1 persona su 1.000  ulcere (sanguinamento) allo stomaco, all’esofago o all’intestino; oppure ernia dell’intestino (può

causare dolore, febbre, nausea, vomito, blocco intestinale), feci scure o nere, infiammazione del pancreas (può portare a dolore di stomaco), infiammazione dell’esofago (può causare difficoltà a deglutire)  bassi livelli di sodio nel sangue (una condizione nota come iponatriemia)  ridotto numero di globuli bianchi (che aiutano a proteggere l’organismo dalle infezioni) o delle piastrine

nel sangue (maggiore possibilità di sanguinare o di procurarsi lividi)  difficoltà a coordinare i movimenti muscolari  sentirsi confusi, alterazione del gusto  aumentata sensibilità alla luce  perdita dei capelli  allucinazioni

 sanguinamento dell’occhio  reazione acuta che può portare a infiammazione dei polmoni  battito cardiaco irregolare  vampate  coagulo di sangue nei vasi sanguigni dei polmoni. I sintomi possono includere mancanza di fiato, dolori

acuti quando si respira o collasso  sanguinamento dello stomaco o dell’intestino (può portare a feci con sangue o vomito), infiammazione dell’intestino o del colon  grave infiammazione del fegato (epatite). I sintomi possono includere nausea (sensazione di malessere), diarrea, ittero (pelle e bianco degli occhi di colore giallo), urine scure, feci pallide, sanguinare facilmente, prurito

o brividi  insufficienza renale acuta  disturbi mestruali  gonfiore del volto, delle labbra, della bocca, della lingua o della gola, o difficoltà a respirare

Molto raro: può riguardare fino a 1 persona su 10.000  gravi reazioni allergiche (incluso shock anafilattico potenzialmente fatale)  gravi condizioni della pelle quali sindrome di Stevens -Johnson, dermatite esfoliativa e necrolisi epidermica tossica (possono causare eruzione, vesciche o desquamazione della pelle) e pustolosi esantematica acuta generalizzata (i sintomi includono pelle arrossata con zone gonfie coperte di numerosi pustole di piccole dimensioni)

una reazione allergica ritardata con possibili sintomi quali eruzione, gonfiore del volto, febbre, ghiandole gonfie e risultati anomali degli esami (ad es. fegato, cellule del sangue (eosinofilia, un tipo di conta elevata dei globuli bianchi))  sanguinamento all’interno del cervello che può causare la morte  meningite (infiammazione della membrana intorno al cervello e al midollo spinale)  insufficienza epatica, danno epatico e grave infiammazione del fegato (epatite fulminante) (a volte fatale o che necessita di trapianto di fegato). I sintomi possono includere nausea (sensazione di

malessere), diarrea, ittero (pelle e bianco degli occhi di colore giallo), urine scure, feci pallide, sanguinare facilmente, prurito o brividi  problemi al fegato (quali colestasi ed epatite colestatica, che può essere accompagnata da sintomi quali feci scolorite, nausea e ingiallimento della pelle o degli occhi)  Infiammazione dei reni e altri problemi ai reni (quali sindrome nefrotica e la glomerulopatia a lesioni

minime, che possono essere accompagnate da sintomi quali ritenzione dei liquidi (edema), urine schiumose, affaticamento e perdita del’appetito)  peggioramento dell’epilessia (possibili attacchi epilettici più frequenti e/o gravi)  blocco di un’arteria o di una vena dell’occhio che porta a perdita parziale o completa della vista  vasi sanguigni infiammati (possono causare febbre, dolore, macchie rossastre sulla pelle)  una riduzione del numero di globuli rossi e bianchi e piastrine (può causare stanchezza, procurarsi lividi

dolore muscolare e debolezza senso dell’olfatto compromesso perdita del gusto con maggiore facilità, sangue dal naso frequente e aumentato rischio di infezioni)

Non nota: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili  ridotta fertilità nelle donne, solitamente reversibile con l’interruzione del medicinale Negli studi clinici non associati all’artrite o ad altre condizioni artritiche, nei quali celecoxib è stato preso a dosi di 400 mg al giorno fino a 3 anni, sono stati osservati i seguenti effetti indesiderati:

Comune: può riguardare fino a 1 persona su 10  disturbi cardiaci: angina (dolore al petto)  disturbi allo stomaco: sindrome del colon irritabile (può includere mal di stomaco, diarrea, indigestione, aria)  calcoli renali (che possono portare a mal di stomaco o di schiena, sangue nelle urine), difficoltà al

passaggio dell’urina  aumento di peso

Non comune: può riguardare fino a 1 persona su 100  trombosi venosa profonda (coaguli di sangue, solitamente nelle gambe, che possono causare dolore o arrossamento del polpaccio o problemi a respirare)

 problemi allo stomaco: infezione allo stomaco (che può causare irritazione e ulcere allo stomaco e all’intestino)  frattura degli arti inferiori  Herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio), infezione della pelle, eczema (eruzione con pelle secca e prurito), polmonite (infezione del torace (possibile tosse, febbre, difficoltà a respirare))

 corpuscoli nell’occhio che causano vista offuscata o compromessa, vertigini dovute a problemi all’orecchio interno, gengive doloranti, infiammate o sanguinanti, lesioni della bocca  eccessiva urinazione notturna, sangue dalle emorroidi, movimenti intestinali frequenti  noduli di grasso sulla pelle o altrove, cisti gangliare (rigonfiamenti innocui sulle articolazioni e sui tendini delle mani e dei piedi o intorno ad essi), difficoltà a parlare, sanguinamento anomalo o molto intenso

dalla vagina, dolore del seno  elevati livelli di sodio nei risultati degli esami del sangue

Segnalazione degli effetti indesiderati Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite l’Agenzia Italiana del Farmaco all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sostetta-reazione-avversa..

Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sul blister e sul cartone esterno dopo Scad. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene COXART - Il principio attivo è celecoxib. Ogni capsula rigida di COXART 100 mg contiene 100 mg di celecoxib.

- Ogni capsula rigida di COXART 200 mg contiene 200 mg di celecoxib.

Gli altri componenti sono: del Sodio lauril solfato, lattosio monoidrato, crospovidone, povidone K29-32, magnesio stearato. L’involucro della capsula contiene: titanio diossido (E171), gelatina, sodio laurilsolfato. L’inchiostro contiene: gommalacca, etanolo, alcool isopropilico, alcool butilico, glicole propilenico, idrossido di ammonio, indaco carminio (E132) (capsule da 100 mg) oppure ferro ossido giallo (E172) (capsule da 200 mg). Descrizione dell’aspetto di COXART e contenuto della confezione COXART 100 mg capsule rigide sono capsule di gelatina rigida composte da un cappuccio bianco opaco con una striscia blu e un corpo bianco opaco con “100” scritto all’inverso su una striscia blu, contenenti polvere

granulata di colore bianco. COXART 200 mg capsule rigide sono capsule di gelatina rigida composte da un cappuccio bianco opaco con una striscia gialla e un corpo bianco opaco con “200” scritto all’inverso su una striscia gialla, contenenti polvere granulata di colore bianco.

COXART 100 mg capsule rigide sono confezionate in blister in PVC/Alluminio trasparente o bianco opaco in confezioni da 20, 60 capsule. COXART 200 mg capsule rigide sono confezionate in blister in PVC/Allumin io trasparente o bianco opaco in confezioni da 20, 30 capsule.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio S.F. Group S.r.l. Via Tiburtina 1143 00156 Roma Italia

Produttore Balkanpharma – Dupnitsa AD 3 Samokovsko Shosse Str., Dupnitza

2600 Bulgaria

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Domande frequenti su COXART

Come si usa COXART?

COXART si presenta in forma di Capsula rigida e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

COXART e disponibile senza ricetta?

No, COXART e soggetto a prescrizione medica.

Qual e il principio attivo di COXART?

Il principio attivo di COXART e CELECOXIB.

Quali sono gli equivalenti di COXART?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: CELECOXIB TECNIGEN, CELECOXIB ALTER, CELECOXIB MYLAN, CELECOXIB DOC GENERICI. Il farmacista puo proporle un equivalente.

Chi produce COXART?

COXART e prodotto da S.F. GROUP S.R.L..

Da quando COXART e autorizzato in Italia?

COXART ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2019-11-15.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazionedel medicinale

COXART 100 mg capsule rigide. COXART 200 mg capsule rigide.

2. Composizionequalitativa e quantitativa

Ogni capsula rigida da 100 mg contiene 100 mg di celecoxib. Ogni capsula rigida da 200 mg contiene 200 mg di celecoxib. Eccipiente con effetti noti: Ogni capsula rigida da 100 mg contiene 24,200 mg di lattosio monoidrato. Ogni capsula rigida da 200 mg contiene 48,400 mg di lattosio monoidrato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Capsula rigida. COXART 100 mg capsule rigide sono capsule di gelatina rigida composte da un cappuccio bianco opaco con una striscia blu e un corpo bianco opaco con “100” scritto all’inverso su una striscia blu, contenenti polvere granulata di colore bianco. COXART 200 mg capsule rigide sono capsule di gelatina rigida composte da un cappuccio bianco opaco con una striscia gialla e un corpo bianco opaco con “200” scritto all’inverso su una striscia gialla, contenenti polvere granulata di colore bianco.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Adulti Trattamento sintomatico dell’osteoartrosi, dell’artrite reumatoide e della spondilite anchilosante. La decisione di prescrivere un inibitore selettivo della ciclossigenasi 2 (COX-2) deve essere basata su una valutazione dei rischi globali del singolo paziente (vedere paragrafi 4.3, 4.4).

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Poiché i rischi cardiovascolari di celecoxib possono aumentare con il dosaggio e con la durata dell’esposizione, la durata del trattamento deve essere la più breve possibile e deve essere utilizzato il dosaggio giornaliero minimo efficace. La necessità del sollievo dei sintomi e la risposta alla terapia da parte del paziente devono essere rivalutati periodicamente, specialmente nei pazienti con osteoartrosi (vedere paragrafi 4.3, 4.4, 4.8 e 5.1). Osteoartros

La dose giornaliera raccomandata è di 200 mg una volta al giorno o in due dosi divise. In pazienti in cui il sollievo dei sintomi non si è dimostrato sufficiente, una dose da 200 mg due volte al giorno può aumentare l’efficacia. Dopo due settimane di trattamento, in assenza di un maggiore beneficio terapeutico, si devono valutare altre alternative terapeutiche. Artrite Reumatoide La dose iniziale giornaliera raccomandata è di 200 mg in due dosi divise. Se necessario, la dose può essere successivamente incrementata fino a 200 mg due volte al giorno. Dopo due settimane di trattamento, in assenza di un maggiore beneficio terapeutico, si devono valutare altre alternative terapeutiche. Spondilite Anchilosante La dose giornaliera raccomandata è di 200 mg una volta al giorno o in due dosi divise. In pochi pazienti in cui il sollievo dei sintomi non si è dimostrato sufficiente, una dose da 400 mg una volta al giorno o in due dosi divise può aumentare l’efficacia. Dopo due settimane di trattamento, in assenza di un maggiore beneficio terapeutico, si devono valutare altre alternative terapeutiche. La dose massima giornaliera raccomandata è pari a 400 mg per tutte le indicazioni. Popolazioni speciali Anziani Come negli adulti più giovani, inizialmente si devono utilizzare 200 mg al giorno. Se necessario, la dose può essere successivamente incrementata fino a 200 mg due volte al giorno. Si richiede particolare attenzione nei pazienti anziani con peso corporeo inferiore ai 50 kg (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Metabolizzatori lenti del CYP2C9 Ai pazienti che presentano una riduzione accertata o sospetta dell’attività metabolica per il CYP2C9 sulla base del genotipo o di storia/esperienze precedenti con altri substrati del CYP2C9, bisogna somministrare celecoxib con cautela, poiché il rischio di effetti indesiderati dose-dipendenti è aumentato. In questi casi si deve considerare di dimezzare la dose minima raccomandata (vedere paragrafo 5.2). Pazienti con compromissione epatica In pazienti con moderata compromissione epatica accertata con albumina sierica compresa tra 25-35 g/l il trattamento deve essere iniziato con un dosaggio pari alla metà di quello raccomandato. L’esperienza clinica in questo gruppo è limitata ai pazienti con cirrosi epatica (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.2). Pazienti con compromissione renale L’esperienza in pazienti con compromissione renale lieve o moderata trattati con celecoxib è limitata; pertanto si consiglia di trattare questi pazienti con cautela (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.2). Popolazione pediatrica L’uso di celecoxib non è indicato nei bambini. La sicurezza e l’efficacia di COXART non è stata stabilita nei bambini. Non ci sono dati disponibili. Modo di somministrazione Uso orale. COXART può essere preso con o senza cibo.

4.3 Controindicazioni

- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. - Ipersensibilità alle sulfonamidi. - Ulcera peptica attiva o sanguinamento gastrointestinale. - Soggetti nei quali si sono verificati asma, rinite acuta, polipi nasali, edema angioneurotico, orticaria o reazioni di tipo allergico dopo l’assunzione di acido acetilsalicilico (aspirina) o di altri farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) inclusi gli inibitori della COX-2.

- Gravidanza e donne in età fertile che non fanno uso di adeguate misure contraccettive (vedere paragrafo 4.6). Sono state osservate malformazioni nelle due specie animali studiate con celecoxib (vedere paragrafi 4.6 e 5.3). Il potenziale rischio in gravidanza è sconosciuto, ma non può essere escluso. - Allattamento (vedere paragrafi 4.6 e 5.3). - Grave disfunzione epatica (albumina sierica < 25 g/l o punteggio Child-Pugh ≥10). - Pazienti con clearance stimata della creatinina renale <30 ml/min. - Infiammazione cronica dell’intestino. - Insufficienza cardiaca congestizia (NYHA II-IV). - Cardiopatia ischemica, arteriopatia periferica e/o vasculopatia cerebrale accertate.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d'impiego

Effetti gastrointestinali Complicazioni a carico del tratto gastrointestinale superiore ed inferiore (perforazioni, ulcere o sanguinamenti), alcune delle quali fatali, sono state riscontrate in pazienti trattati con celecoxib. Si consiglia cautela nel trattamento di pazienti che presentano un rischio maggiore di complicanze gastrointestinali associate all’impiego di FANS: gli anziani, i pazienti che assumono contemporaneamente qualsiasi altro FANS o acido acetilsalicilico, glucocorticoidi, pazienti che assumono alcool o i pazienti con anamnesi positiva per malattie gastrointestinali, quali ulcere e sanguinamento gastrointestinale. Quando celecoxib viene assunto insieme all’acido acetilsalicilico (anche a basse dosi) si osserva un ulteriore aumento del rischio di eventi avversi gastrointestinali (ulcerazione gastrointestinale o altre complicazioni gastrointestinali). Negli studi clinici a lungo termine non è stata dimostrata una differenza significativa nella sicurezza gastrointestinale tra gli inibitori selettivi della COX-2 + acido acetilsalicilico e FANS + acido acetilsalicilico (vedere paragrafo 5.1). Uso concomitante di FANS L’uso concomitante di celecoxib e FANS diversi dall’aspirina deve essere evitato. Effetti cardiovascolari In uno studio clinico a lungo termine controllato verso placebo in pazienti con poliposi adenomatosa sporadica trattati con celecoxib alle dosi di 200 mg due volte al giorno e 400 mg due volte al giorno rispetto al placebo è stato osservato un aumento del numero degli eventi cardiovascolari gravi, principalmente infarto del miocardio (vedere paragrafo 5.1). Poiché i rischi cardiovascolari di celecoxib possono aumentare con il dosaggio e con la durata dell’esposizione, la durata del trattamento deve essere la più breve possibile e deve essere utilizzato il dosaggio giornaliero minimo efficace. Durante il trattamento a lungo termine, i FANS, inclusi gli inibitori selettivi della COX-2, sono stati associati ad un rischio aumentato di eventi avversi cardiovascolari e trombotici. L’entità esatta del rischio dopo dose singola non è stata stabilita. Non è stata stabilita nemmeno la durata esatta di trattamento associata all’aumento del rischio. La necessità di trattamento e la risposta alla terapia devono essere rivalutati periodicamente, specialmente nei pazienti con osteoartrosi (vedere paragrafi 4.2, 4.3, 4.8 e 5.1). I pazienti con fattori di rischio significativi per eventi cardiovascolari (per es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, abitudine al fumo di sigaretta) devono essere trattati con celecoxib solo dopo attenta valutazione (vedere paragrafo 5.1). Gli inibitori selettivi della COX-2 non sono un sostituto dell’acido acetilsalicilico per la profilassi delle malattie tromboemboliche di origine cardiovascolare perché non hanno effetti antipiastrinici. Pertanto, la terapia antipiastrinica non deve essere interrotta (vedere paragrafo 5.1). Ritenzione dei liquidi ed edem

Analogamente a quanto riscontrato con altri farmaci che inibiscono la sintesi delle prostaglandine, in pazienti trattati con celecoxib sono stati riscontrati ritenzione di liquidi ed edemi. Pertanto, celecoxib deve essere usato con cautela nei pazienti con anamnesi positiva per insufficienza cardiaca, disfunzione ventricolare sinistra o ipertensione e nei pazienti con edema preesistente di altra natura, poiché l’inibizione delle prostaglandine può causare un peggioramento della funzionalità renale e ritenzione di liquidi. È inoltre richiesta cautela nei pazienti che assumono diuretici o che sono a rischio di ipovolemia. Ipertensione Analogamente agli altri FANS, celecoxib può portare alla comparsa di ipertensione o al peggioramento dell’ipertensione preesistente, che possono entrambe contribuire all’aumento dell’incidenza degli eventi cardiovascolari. La pressione arteriosa deve quindi essere monitorata attentamente all’inizio della terapia con celecoxib e durante tutto il corso del trattamento. Effetti epatici e renali La compromissione della funzione renale o epatica e soprattutto la disfunzione cardiaca sono più probabili negli anziani e pertanto un’appropriata supervisione medica deve essere mantenuta. I FANS, incluso celecoxib, possono causare tossicità renale. Studi clinici condotti con celecoxib hanno dimostrato effetti a carico della funzionalità renale simili a quelli osservati con i FANS di confronto. I pazienti con rischio più elevato di tossicità renale sono quelli con funzionalità renale compromessa, scompenso cardiaco, disfunzione epatica, quelli che assumono diuretici, ACE inibitori e antagonisti del recettore dell’angiotensina II, e gli anziani (vedere paragrafo 4.5). Tali pazienti devono essere attentamente monitorati durante il trattamento con celecoxib. Durante il trattamento con celecoxib sono stati segnalati alcuni casi di reazioni epatiche gravi, tra cui epatite fulminante (alcuni casi con esito fatale), necrosi epatica e insufficienza epatica (alcuni casi con esito fatale o che hanno richiesto trapianto del fegato). Tra i casi per i quali è noto il tempo di insorgenza, la maggior parte degli eventi avversi epatici gravi si sono sviluppati entro un mese dall’inizio della terapia con celecoxib (vedere paragrafo 4.8). Se nel corso del trattamento si verifica un deterioramento delle condizioni cliniche del paziente di uno qualsiasi dei sistemi d’organo descritti sopra, devono essere adottate misure appropriate e deve essere presa in considerazione l’interruzione della terapia con celecoxib. Inibizione di CYP2D6 Celecoxib inibisce il citocromo CYP2D6. Sebbene non sia un forte inibitore di questo enzima, una riduzione della dose, su base individuale, può rendersi necessaria per i farmaci metabolizzati dal citocromo CYP2D6 (vedere paragrafo 4.5). Metabolizzatori lenti del CYP2C9 I pazienti che hanno un’attività metabolica ridotta per il CYP2C9 devono essere trattati con cautela (vedere paragrafo 5.2). Reazioni di ipersensibilità cutanee e sistemiche Gravi reazioni cutanee, alcune delle quali fatali, tra cui dermatiti esfoliative, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica sono state segnalate molto raramente in associazione all’uso di celecoxib (vedere paragrafo 4.8). I pazienti sembrano essere maggiormente a rischio per queste reazioni avverse nelle fasi iniziali del trattamento: nella maggior parte dei casi l’insorgenza della reazione si verifica entro il primo mese di trattamento. In pazienti in trattamento con celecoxib sono state segnalate gravi reazioni di ipersensibilità (inclusi anafilassi, angioedema e rash dovuto al farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) o sindrome da ipersensibilità) (vedere paragrafo 4.8). I pazienti con anamnesi di allergia alle sulfonamidi o altre allergie da farmaci possono presentare un rischio maggiore di reazioni cutanee gravi o reazioni di ipersensibilità (vedere paragrafo 4.3). Il trattamento con celecoxib deve essere interrotto alla comparsa dei primi segni di eruzione cutanea, lesioni a livello delle mucose o di qualsiasi altro segno di ipersensibilità.

Effetti generali Celecoxib può mascherare gli stati febbrili e altri segni di infiammazione. Uso con anticoagulanti orali In pazienti in terapia concomitante con warfarin sono stati segnalati gravi episodi di sanguinamento, alcuni dei quali fatali. È stato segnalato un tempo di protrombina aumentato (INR) con la terapia concomitante. Pertanto, questo deve essere monitorato da vicino in pazienti trattati con warfarin/anticoagulanti orali di tipo cumarinico, in particolare quando la terapia con celecoxib viene iniziata o la dose di celecoxib viene modificata (vedere paragrafo 4.5). L’uso concomitante di anticoagulanti con i FANS potrebbe aumentare il rischio di sanguinamento. Si raccomanda cautela quando si associa celecoxib con il warfarin o altri anticoagulanti orali, inclusi i nuovi anticoagulanti (ad es. apixaban, dabigatran e rivaroxaban). Eccipienti Le capsule rigide di COXART contengono lattosio monoidrato. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Interazioni farmacodinamiche Anticoagulanti L’attività anticoagulante deve essere monitorata particolarmente nei primi giorni successivi all’inizio del trattamento o alla modifica del dosaggio di celecoxib in pazienti che assumono warfarin o altri anticoagulanti perché questi pazienti presentano un rischio maggiore di complicanze da sanguinamento. Pertanto, i pazienti in trattamento con anticoagulanti orali devono essere attentamente monitorati per il tempo di protrombina (INR), in particolare nei primi giorni di terapia quando inizia il trattamento con celecoxib o quando il dosaggio di celecoxib viene modificato (vedere paragrafo 4.4.). Sono stati segnalati episodi di sanguinamento, alcuni dei quali fatali, associati ad incrementi del tempo di protrombina, soprattutto in pazienti anziani trattati in concomitanza con celecoxib e warfarin. Antipertensivi I FANS possono ridurre l’effetto degli antipertensivi inclusi gli ACE-inibitori, gli antagonisti dei recettori dell’angiotensina II, i diuretici e i betabloccanti. Come per i FANS, il rischio di insufficienza renale acuta, che generalmente è reversibile, può aumentare in alcuni pazienti con funzionalità renale compromessa (per es. pazienti disidratati, pazienti in trattamento con diuretici o anziani) quando gli ACE-inibitori, gli antagonisti dei recettori dell’angiotensina II e/o diuretici vengono associati insieme ai FANS, incluso celecoxib (vedere paragrafo 4.4). Pertanto, la somministrazione di questi medicinali in associazione deve essere effettuata con cautela, specialmente nei pazienti anziani. I pazienti devono essere idratati in modo adeguato e si deve prendere in considerazione il monitoraggio della funzionalità renale dopo l’inizio del trattamento concomitante e successivamente su base periodica. In uno studio clinico di 28 giorni effettuato su pazienti con ipertensione di stadio I e II controllata con lisinopril, la somministrazione di 200 mg due volte al giorno di celecoxib non ha portato, rispetto al placebo, ad aumenti clinicamente significativi dei valori medi giornalieri della pressione arteriosa sistolica o diastolica, come risulta dal controllo pressorio ambulatoriale delle 24 ore. Tra i pazienti trattati con celecoxib 200 mg due volte al giorno, 48% sono stati considerati non rispondenti al lisinopril alla visita clinica finale (pazienti che presentavano o una pressione arteriosa diastolica >90 mmHg oppure un aumento della pressione arteriosa diastolica >10% rispetto al basale), in confronto al 27% dei pazienti trattati con placebo; questa differenza è risultata statisticamente significativa. Ciclosporina e tacrolimu

La co-somministrazione di FANS e ciclosporina o tacrolimus può aumentare l’effetto nefrotossico rispettivamente di ciclosporina o tacrolimus. La funzionalità renale deve essere monitorata quando il celecoxib viene somministrato insieme ad uno di questi farmaci. Acido acetilsalicilico Celecoxib può essere utilizzato in associazione a bassi dosaggi di acido acetilsalicilico ma non è un sostituto dell’acido acetilsalicilico per la profilassi cardiovascolare. Negli studi registrativi, così come con altri FANS, la somministrazione concomitante di bassi dosaggi di acido acetilsalicilico ha evidenziato un aumento del rischio di ulcere gastrointestinali o di altre complicanze gastrointestinali se confrontato all’uso di celecoxib da solo (vedere paragrafo 5.1). Interazioni farmacocinetiche Effetti di celecoxib su altri medicinali Inibizione di CYP2D6 Celecoxib è un inibitore del citocromo CYP2D6. Le concentrazioni plasmatiche dei medicinali che interagiscono con questo enzima possono aumentare in caso di somministrazione contemporanea di celecoxib. Gli antidepressivi (triciclici e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina), neurolettici, antiaritmici, ecc. sono esempi di farmaci metabolizzati da CYP2D6. La dose determinata individualmente di tali medicinali, substrati del citocromo CYP2D6, può richiedere una riduzione quando è iniziato il trattamento con celecoxib, o un aumento quando viene interrotto. La somministrazione concomitante di celecoxib 200 mg al giorno ha dato luogo ad aumenti di 2,6 e 1,5 volte nelle concentrazioni plasmatiche di destrometorfano e metoprololo (substrati di CYP2D6), rispettivamente. Questi aumenti sono dovuti all’inibizione del metabolismo dei substrati del CYP2D6 da parte di celecoxib. Inibizione di CYP2C19 Studi in vitro hanno dimostrato che celecoxib possiede un certo potenziale di inibizione nei confronti del metabolismo catalizzato dal citocromo CYP2C19. La rilevanza clinica di tale fenomeno, rilevato in vitro, non è nota. Diazepam, citalopram ed imipramina sono esempi di farmaci metabolizzati dal citocromo CYP2C19. Metotrexato In pazienti con artrite reumatoide celecoxib non ha alterato in misura statisticamente significativa la farmacocinetica (clearance plasmatica o renale) del metotrexato (alle dosi utilizzate in questa patologia). Tuttavia, un adeguato monitoraggio della tossicità del metotrexato deve essere considerato in caso di associazione con celecoxib. Litio Nel volontario sano la co-somministrazione di celecoxib 200 mg due volte al giorno e di litio 450 mg due volte al giorno ha comportato un incremento medio dei valori della Cmax e della AUC del litio rispettivamente del 16% e del 18%. Pertanto i pazienti in terapia con litio devono essere strettamente monitorati quando viene iniziato o sospeso il trattamento con celecoxib. Contraccettivi orali Nel corso di uno studio di interazione, celecoxib non ha evidenziato alcun effetto clinicamente rilevante sulla farmacocinetica dei contraccettivi orali (1 mg noretisterone/ 35 microgrammi etinilestradiolo). Glibenclamide/tolbutamide Celecoxib non altera in misura clinicamente rilevante la farmacocinetica di tolbutamide (substrato del citocromo CYP2C9) o glibenclamide. Effetti di altri medicinali su celecoxi

Metabolizzatori lenti del CYP2C9 Nei pazienti che presentano una riduzione dell’attività metabolica del CYP2C9 e che mostrano un aumento dell’esposizione sistemica al celecoxib, il trattamento concomitante con gli inibitori del CYP2C9 come fluconazolo può aumentare ulteriormente l’esposizione al celecoxib. Nei pazienti con accertata riduzione dell’attività metabolica per il CYP2C9 bisogna evitare queste associazioni (vedere paragrafi 4.2 e 5.2). Inibitori e induttori di CYP2C9 Poiché celecoxib viene metabolizzato principalmente dal citocromo CYP2C9, i pazienti in trattamento con fluconazolo devono essere trattati con un dosaggio pari alla metà di quello raccomandato. L’uso concomitante di una dose singola di celecoxib 200 mg e di 200 mg/die di fluconazolo, un potente inibitore del CYP2C9, ha causato un aumento medio della Cmax e della AUC di celecoxib rispettivamente del 60% e del 130%. L’uso concomitante degli induttori del citocromo CYP2C9 quali rifampicina, carbamazepina e barbiturici può ridurre le concentrazioni plasmatiche di celecoxib. Ketoconazolo e antiacidi Il ketoconazolo o gli antiacidi non hanno prodotto alcuna alterazione della farmacocinetica di celecoxib. Popolazione pediatrica Sono stati effettuati studi d’interazione solo negli adulti.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Studi sugli animali (ratti e conigli) hanno mostrato tossicità riproduttiva, incluse malformazioni (vedere paragrafi 4.3 e 5.3). L’inibizione della sintesi delle prostaglandine può avere effetti avversi sulla gravidanza. Dati provenienti dagli studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto spontaneo dopo l’uso di inibitori della sintesi delle prostaglandine nei primi tre mesi di gravidanza. Il rischio potenziale derivante dalla somministrazione durante la gravidanza è sconosciuto, ma non può essere escluso. Analogamente ad altri farmaci inibitori della sintesi delle prostaglandine, celecoxib può causare inerzia uterina e chiusura prematura del dotto arterioso durante il terzo trimestre di gravidanza. L’uso dei FANS, incluso celecoxib, durante il secondo o terzo trimestre di gravidanza, può causare disfunzione renale fetale, che può determinare, nei casi gravi, la riduzione del volume del liquido amniotico o oligoidramnios. Tali effetti possono verificarsi subito dopo l’inizio del trattamento e sono di solito reversibili. Celecoxib è controindicato nelle donne in gravidanza e nelle donne che possono iniziare una gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). In caso di gravidanza nel corso del trattamento, celecoxib deve essere sospeso. Allattamento Celecoxib viene escreto nel latte di ratto in fase di allattamento in concentrazioni simili a quelle riscontrabili nel plasma. La somministrazione di celecoxib a un numero ristretto di donne in allattamento ha dimostrato un’escrezione molto bassa di celecoxib nel latte materno. Le donne in trattamento con celecoxib non devono allattare. Fertilità Sulla base del meccanismo d’azione, l’uso di FANS, incluso celecoxib, può ritardare o prevenire la rottura dei follicoli ovarici. Ciò è stato associato a sterilità reversibile in alcune donne.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

I pazienti che avvertono capogiri, vertigini o sonnolenza durante il trattamento con celecoxib devono evitare di guidare o usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Le reazioni avverse sono elencate secondo la classificazione per sistemi e organi e suddivise per frequenza nella Tabella 1, in base ai dati emersi dalle fonti seguenti: - Reazioni avverse segnalate in pazienti affetti da osteoartrosi e artrite reumatoide, con incidenze maggiori di 0,01% e maggiori di quelle riportate per il placebo, nel corso di 12 studi clinici vs placebo e/o altro controllo attivo della durata massima di 12 settimane, con dosaggi giornalieri di celecoxib che variavano da 100 mg a 800 mg. In altri studi condotti con FANS non selettivi come farmaci di confronto, circa 7.400 pazienti affetti da osteoartrosi e artrite reumatoide sono stati trattati con dosi giornaliere di celecoxib fino a un massimo di 800 mg, compresi i circa 2.300 pazienti in trattamento per un anno o più. Le reazioni avverse riscontrate con celecoxib in questi ulteriori studi sono risultate in linea con quelle segnalate nei pazienti affetti da osteoartrosi o artrite reumatoide elencate nella Tabella 1. - Reazioni avverse segnalate con incidenze maggiori rispetto al placebo per soggetti trattati con dosi giornaliere di 400 mg di celecoxib negli studi a lungo termine della durata di 3 anni sulla prevenzione della poliposi (studi Adenoma Prevention with Celecoxib (APC) e Prevention of Colorectal Sporadic Adenomatous Polyp (PreSAP); vedere paragrafo 5.1, Proprietà farmacodinamiche: Sicurezza cardiovascolare - Studi a lungo termine su pazienti con polipi adenomatosi sporadici). - Reazioni avverse risultanti dalla farmacovigilanza post-marketing segnalate spontaneamente in un arco di tempo in cui si stima siano stati trattati con celecoxib (con diverse dosi, durate e indicazioni) oltre 70 milioni di pazienti. Anche se queste sono state identificate come reazioni da segnalazioni post-marketing, per stimarne la frequenza sono stati consultati i dati degli studi clinici. Le frequenze sono basate su una meta-analisi cumulativa con raggruppamenti di studi che rappresentano l’esposizione di 38.102 pazienti. Tabella 1: Reazioni avverse al farmaco negli studi clinici e nell’esperienza post-marketing con celecoxi

Frequenza delle Reazioni Avverse al Farmaco Classificazione per sistemi e organi Molto comune (≥1/10) Comune (≥1/100, <1/10) Non comune (≥1/1.000, <1/100) Raro (≥1/10.000, <1/1.000) Molto raro (<1/10.000) Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Infezioni ed infestazioni Sinusite, infezioni delle vie respiratorie superiori, faringite, infezioni delle vie urinarie Patologie del sistema emolinfopoietico Anemia Leucopenia, trombocitope nia Pancitopenia4 Disturbi del sistema immunitario Ipersensibil ità Shock anafilattico 4 , reazione anafilattica 4 Disturbi del metabolismo e della nutrizione Iperkalie mia Disturbi psichiatrici Insonnia Ansia, depressio ne, affaticam ento Stato confusionale, allucinazioni 4

Frequenza delle Reazioni Avverse al Farmaco Classificazione per sistemi e organi Molto comune (≥1/10) Comune (≥1/100, <1/10) Non comune (≥1/1.000, <1/100) Raro (≥1/10.000, <1/1.000) Molto raro (<1/10.000) Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Patologie del sistema nervoso Capogiri, ipertonia, cefalea4 Infarto cerebrale 1 , parestesia , sonnolenz a Atassia, disgeusia Emorragia intracranica (inclusa emorragia intracranica fatale)4 , meningite asettica4 , epilessia (inclusa epilessia aggravata)4 , ageusia4 , anosmia4 Patologie dell'occhio Visione offuscata, congiunti vite4 Emorragia oculare 4 occlusione delle arterie della retina 4 , occlusione delle vene della retina 4 Patologie dell'orecchio e del labirinto Tinnito, ipoacusia1 Patologie cardiache Infarto del miocardio1 Insufficie nza cardiaca, palpitazio ni, tachicardi a Aritmia 4

Frequenza delle Reazioni Avverse al Farmaco Classificazione per sistemi e organi Molto comune (≥1/10) Comune (≥1/100, <1/10) Non comune (≥1/1.000, <1/100) Raro (≥1/10.000, <1/1.000) Molto raro (<1/10.000) Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Patologie vascolari Ipertensi one1 (inclusa ipertensi one aggravat a) Embolia polmonare 4 , vampate 4 Vasculite 4 Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Rinite, tosse, dispnea1 Broncosp asmo4 Polmonite4 Patologie gastrointestinali Nausea4 , dolore addominale , diarrea, dispepsia, flatulenza, vomito1 , disfagia1 Stipsi, gastrite, stomatite, infiamma zione gastrointe stinale (incluso aggravam ento dell’infia mmazione gastrointe stinale), eruttazion e Emorragia gastrointestinale4 , ulcera duodenale, ulcera gastrica, ulcera esofagea, ulcera intestinale, ulcera dell’intestino crasso; perforazione intestinale; esofagite, melena; pancreatite; colite4

Frequenza delle Reazioni Avverse al Farmaco Classificazione per sistemi e organi Molto comune (≥1/10) Comune (≥1/100, <1/10) Non comune (≥1/1.000, <1/100) Raro (≥1/10.000, <1/1.000) Molto raro (<1/10.000) Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Patologie epatobiliari Alterata funzionali tà epatica, Enzimi epatici aumentati (inclusi SGOT e SGPT) Epatite4 Insufficienza epatica 4 (talvolta fatale o che ha richiesto trapianto del fegato) epatite fulminante 4 (talvolta con esito fatale), necrosi epatica 4 , colestasi4 , epatite colestatica4 , ittero 4

Frequenza delle Reazioni Avverse al Farmaco Classificazione per sistemi e organi Molto comune (≥1/10) Comune (≥1/100, <1/10) Non comune (≥1/1.000, <1/100) Raro (≥1/10.000, <1/1.000) Molto raro (<1/10.000) Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea, prurito (incluso prurito generalizza to) Orticaria, ecchimosi 4 Angioedema4 , alopecia, fotosensibilit à Dermatite esfoliativa 4 , eritema multiforme4 , sindrome di StevensJohnson4 , necrolisi epidermica tossica 4 , reazione a farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) 4 , pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP)4 , dermatite bollosa4 Patologie del sistema muscoloscheletri co e del tessuto connettivo Artralgia4 Spasmo muscolare (crampi alle gambe) Miosite4 Patologie renali e urinarie Creatina ematica aumentata , azotemia aumentata Insufficienza renale acuta4 , iponatriemia4 Nefrite tubulointerstizi ale 4 , sindrome nefrotica4 , glomerulonefri te con lesioni minime4

Frequenza delle Reazioni Avverse al Farmaco Classificazione per sistemi e organi Molto comune (≥1/10) Comune (≥1/100, <1/10) Non comune (≥1/1.000, <1/100) Raro (≥1/10.000, <1/1.000) Molto raro (<1/10.000) Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella Disturbo mestruale4 Infertilità femminile (fertilità femminile ridotta)3 Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazion e Malattia similinfluenzale, edema periferico/ ritenzione dei liquidi Edema della faccia, dolore al petto4

Frequenza delle Reazioni Avverse al Farmaco Classificazione per sistemi e organi Molto comune (≥1/10) Comune (≥1/100, <1/10) Non comune (≥1/1.000, <1/100) Raro (≥1/10.000, <1/1.000) Molto raro (<1/10.000) Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura Lesione (lesione accidentale ) 1 Reazioni avverse che si sono verificate negli studi sulla prevenzione della poliposi, con soggetti trattati con dosi giornaliere di 400 mg di celecoxib in 2 studi clinici della durata massima di 3 anni (studi APC e PreSAP). Le reazioni avverse sopra elencate per gli studi sulla prevenzione della poliposi sono soltanto quelle che erano state precedentemente identificate nella farmacovigilanza post-marketing, o che si sono verificate con maggior frequenza rispetto agli studi su osteoartrosi e artrite reumatoide. 2 Inoltre, le seguenti reazioni avverse precedentemente non note sisono verificate negli studi sulla prevenzione della poliposi, con soggetti trattati con 400 mg di celecoxib in 2 studi clinici della durata massima di 3 anni (studi APC e PreSAP): Comuni: angina pectoris, sindrome del colon irritabile, nefrolitiasi, aumento della creatininemia, ipertrofia prostatica benigna, incremento ponderale. Non comuni: infezione da helicobacter, herpes zoster, erisipela, broncopolmonite, labirintite, infezione gengivale, lipoma, mosche volanti, emorragia congiuntivale, trombosi venosa profonda, disfonia, emorragia emorroidale, movimenti intestinali frequenti, ulcere della bocca,dermatite allergica, ganglio, nocturia, emorragia vaginale, dolorabilità mammaria, frattura degli arti inferiori, incremento del sodio ematico. 3 Le donne che intendevano entrare in gravidanza sono state escluse da tutti gli studi, pertanto non era ragionevole consultare database per la frequenza di questo evento. 4 Le frequenze sono basate su una meta-analisi cumulativa dell’insieme degli studi, che rappresentano l’esposizione di 38.102 pazienti. Nei dati finali (aggiudicati) risultanti dagli studi APC e PreSAP nei pazienti trattati con dosi giornaliere di 400 mg di celecoxib per un periodo massimo di 3 anni (dati combinati di entrambi gli studi - vedere paragrafo 5.1 per i risultati dei singoli studi), l’incidenza maggiore dell’infarto miocardico rispetto al placebo era pari a 7,6 eventi per 1.000 pazienti (non comune), e non è stata riscontrata un’incidenza maggiore rispetto al placebo per quanto riguarda l’ictus (tipologie non differenziate).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazioneavversa.

4.9 Sovradosaggio

Non sono stati evidenziati casi di sovradosaggio. Dosi singole fino a 1200 mg e dosi multiple fino a 1200 mg due volte al giorno sono state somministrate in volontari sani per 9 giorni senza che si siano verificati eventi avversi clinicamente significativi. In caso di sospetto sovradosaggio occorre fornire assistenza medica appropriata, ad esempio lavanda gastrica, supervisione medica e, se necessario, l’istituzione di un trattamento sintomatico. Non si ritiene che la dialisi possa essere un metodo efficace per l’eliminazione del farmaco dato il suo elevato legame con le proteine plasmatiche.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Antinfiammatori e antireumatici non steroidei, FANS, Coxib Codice ATC: M01AH01 Meccanismo d’azione Celecoxib è un inibitore selettivo della cicloossigenasi-2 (COX-2), efficace per via orale, quando somministrato nell’intervallo di efficacia clinica (200-400 mg/die). A queste dosi non è stato osservato nel volontario sano un effetto inibitorio statisticamente significativo sulla COX-1 (misurato come inibizione exvivo della formazione del trombossano B2[TxB2]). Effetti farmacodinamici La cicloossigenasi è responsabile della formazione di prostaglandine. Sono state identificate due isoforme della cicloossigenasi, la COX-1 e la COX-2. È stato dimostrato che la COX-2 è l’isoforma dell’enzima indotta in risposta a stimoli pro-infiammatori e si ritiene che sia primariamente responsabile della sintesi dei prostanoidi che causano dolore, infiammazione e febbre. La COX-2 è anche coinvolta nei processi di ovulazione, impianto dell’ovulo e chiusura del dotto arterioso, nella regolazione della funzionalità renale e nell’attività del sistema nervoso centrale (induzione della febbre, percezione del dolore e funzionalità cognitiva). Può avere un ruolo anche nella cicatrizzazione delle ulcere: è stata infatti isolata nei tessuti circostanti ulcere gastriche nell’uomo, ma la sua importanza nel processo di cicatrizzazione delle ulcere non è stata stabilita. La differenza nell’attività antipiastrinica tra alcuni FANS inibitori della COX-1 e gli inibitori selettivi della COX-2 può essere clinicamente significativa in pazienti a rischio di reazioni tromboemboliche. Gli inibitori della COX-2 riducono la formazione della prostaciclina sistemica (e quindi forse anche di quella endoteliale) senza agire sul trombossano piastrinico. Celecoxib è un pirazolo diaril-sostituito, chimicamente simile ad altre sulfonamidi non-arilaminiche (es. tiazidici, furosemide) ma che differisce dalle sulfonamidi arilaminiche (es. sulfametossazolo e altri antibiotici sulfonamidici). Un effetto dose-dipendente sul TxB2 è stato osservato in seguito alla somministrazione di alte dosi di celecoxib. Tuttavia, in studi di dimensioni ridotte, condotti su volontari sani con dosi multiple da 600 mg due volte al giorno (3 volte il dosaggio massimo raccomandato), celecoxib non ha evidenziato alcun effetto sull’aggregazione piastrinica e sul tempo di sanguinamento rispetto al placebo. Efficacia e sicurezza clinic

Sono stati effettuati numerosi studi clinici che hanno confermato l’efficacia e la sicurezza di celecoxib nell’osteoartrosi, nell’artrite reumatoide e nella spondilite anchilosante. Celecoxib è stato valutato nel trattamento degli stati infiammatori e dolorosi nell’osteoartrosi del ginocchio e dell’anca in circa 4.200 pazienti arruolati in studi clinici fino a 12 settimane, controllati verso placebo e farmaci attivi. Celecoxib è stato valutato anche per il trattamento degli stati infiammatori e dolorosi nell’artrite reumatoide in circa 2.100 pazienti arruolati in studi clinici fino a 24 settimane controllati verso placebo e farmaci attivi. Con l’impiego di celecoxib in dosi giornaliere di 200-400 mg è stata ottenuta una riduzione del dolore in meno di 24 ore dalla somministrazione. Celecoxib è stato valutato inoltre per il trattamento sintomatico della spondilite anchilosante in 896 pazienti arruolati in studi clinici fino a 12 settimane controllati verso placebo e farmaci attivi. In questi studi, somministrato in dosi di 100 mg due volte al giorno, 200 mg una volta al giorno, 200 mg due volte al giorno e 400 mg una volta al giorno, celecoxib ha dimostrato un significativo miglioramento del dolore, dell’attività globale di malattia e della funzionalità nella spondilite anchilosante. Cinque studi controllati, randomizzati in doppio cieco, hanno previsto il controllo endoscopico del tratto gastrointestinale superiore su circa 4.500 pazienti (a dosi di 50 - 400 mg due volte al giorno di celecoxib) che all’inizio dello studio non presentavano ulcerazioni. Negli studi endoscopici a 12 settimane celecoxib (100800 mg/die) è stato associato ad un rischio significativamente inferiore di ulcere gastroduodenali rispetto a naprossene (1000 mg/die) ed ibuprofene (2400 mg/die). I dati non sono risultati significativi rispetto al diclofenac (150 mg/die). In due degli studi a 12 settimane la percentuale di pazienti con ulcerazione gastroduodenale endoscopicamente rilevata non è stata significativamente diversa rispetto al placebo e a celecoxib 200 mg due volte al giorno e 400 mg due volte al giorno. In uno studio prospettico a lungo termine condotto per valutare la sicurezza del trattamento (durata 6-15 mesi, studio CLASS), 5.800 pazienti con osteoartrosi e 2.200 pazienti con artrite reumatoide sono stati trattati con celecoxib 400 mg due volte al giorno (rispettivamente 4 volte e 2 volte le dosi raccomandate per l’osteoartrosi e l’artrite reumatoide), ibuprofene 800 mg tre volte al giorno o diclofenac 75 mg due volte al giorno (entrambi a dosi terapeutiche). Il 22 % dei pazienti arruolati assumeva contemporaneamente bassi dosaggi di acido acetilsalicilico (≤ 325 mg/die), principalmente per la profilassi cardiovascolare. Per quanto concerne l’endpoint primario, ovvero il numero di ulcere complicate (definite come sanguinamento gastrointestinale, perforazione o ostruzione), celecoxib non si è dimostrato significativamente diverso dall’ibuprofene o dal diclofenac valutati singolarmente. Anche quando il confronto è stato effettuato con i FANS nel loro complesso non è stata osservata una differenza statisticamente significativa per le ulcere complicate (rischio relativo 0.77, 95 % IC 0.41-1.46, basato sull’intera durata del trattamento). Per quanto riguarda l’endpoint combinato, ovvero le ulcere complicate e sintomatiche, l’incidenza è stata significativamente inferiore nel gruppo trattato con celecoxib rispetto al gruppo in trattamento con FANS, rischio relativo 0.66, 95 % IC 0.45-0.97, anche se questa differenza non è stata riscontrata tra celecoxib e diclofenac. Nei pazienti in trattamento con celecoxib e basse dosi di acido acetilsalicilico è stata segnalata una frequenza di ulcere complicate 4 volte maggiore rispetto ai pazienti che assumevano solo celecoxib. L’incidenza di riduzioni clinicamente significative dei livelli di emoglobina (>2 g/dl), confermata da test ripetuti, è stata significativamente inferiore nei pazienti in trattamento con celecoxib rispetto al gruppo di pazienti in trattamento con i FANS, rischio relativo 0.29, 95 % IC 0.17-0.48. L’incidenza significativamente inferiore di questo evento è rimasta inalterata sia con o senza l’uso di acido acetilsalicilico. In uno studio di sicurezza prospettico randomizzato di 24 settimane in pazienti di età ≥60 anni o che presentavano un’anamnesi di ulcere gastroduodenali (esclusi quelli che facevano uso di acido acetilsalicilico), le percentuali di pazienti con diminuzione dell’emoglobina (≥2 g/dl) e/o dell’ematocrito (≥10%) di origine gastrointestinale accertata o presunta erano più basse nei pazienti trattati con celecoxib 200 mg due volte al giorno (N=2238) rispetto ai pazienti trattati con diclofenac a rilascio prolungato 75 mg due volte al giorno più omeprazolo 20 mg una volta al giorno (N=2246) (0.2% vs. 1.1% in caso di origine gastrointestinale accertata, p=0.004; 0.4% vs. 2.4% in caso di origine gastrointestinale presunta, p=0.0001). Le percentuali di complicanze gastrointestinali clinicamente manifeste quali perforazione, ostruzione o emorragia erano molto basse, senza differenze tra i gruppi di trattamento (4-5 per gruppo). Sicurezza cardiovascolare - Studi a lungo termine su pazienti con polipi adenomatosi sporadic

Con celecoxib sono stati condotti due studi su pazienti con polipi adenomatosi sporadici: lo studio APC (Adenoma Prevention with Celecoxib) e lo studio PreSAP (Prevention of Spontaneous Adenomatous Polyps). Nello studio APC, con celecoxib è stato riportato un aumento dose-correlato dell’endpoint combinato (aggiudicato) di morte cardiovascolare, infarto miocardico o ictus rispetto al placebo, nel corso dei 3 anni di trattamento. Per lo stesso endpoint combinato, lo studio PreSAP non ha mostrato un aumento statisticamente significativo del rischio. Nello studio APC i rischi relativi rispetto al placebo per l’endpoint combinato (aggiudicato) di morte cardiovascolare, infarto miocardico o ictus sono stati di 3,4 (95% IC 1,4-8,5) con dose di 400 mg due volte al giorno di celecoxib e di 2,8 (95% IC 1,1-7,2) con dose di 200 mg due volte al giorno di celecoxib. Le percentuali cumulate nell’arco di 3 anni per questo endpoint combinato sono risultate pari a 3,0% (20/671 pazienti) e a 2,5% (17/685 pazienti) rispettivamente, rispetto allo 0,9 % (6/679 pazienti) per il placebo. Gli aumenti per entrambi i gruppi in trattamento con celecoxib rispetto al placebo sono stati dovuti principalmente a una maggiore incidenza dell’infarto miocardico. Nello studio PreSAP, il rischio relativo rispetto al placebo per questo stesso endpoint combinato (aggiudicato) è stato di 1,2% (95% IC 0,6 - 2,4) con dose singola giornaliera di 400 mg di celecoxib, rispetto al placebo. Le percentuali cumulate nei 3 anni per questo endpoint combinato sono state 2,3% (21/933 pazienti) e 1,9% (12/628 pazienti), rispettivamente. L’incidenza di infarto miocardico (aggiudicato) è risultata pari a 1,0% (9/933 pazienti) con dose singola giornaliera di 400 mg di celecoxib e a 0.6% (4/628 pazienti) con placebo. I dati provenienti da un terzo studio a lungo termine, ADAPT (The Alzheimer’s Disease Anti-inflammatory Prevention Trial), non hanno mostrato un aumento significativo del rischio cardiovascolare con celecoxib 200 mg due volte al giorno rispetto al placebo. Il rischio relativo rispetto al placebo per un endpoint combinato simile (morte cardiovascolare, infarto miocardico, ictus) è stato pari a 1,14 (95% IC 0,61 - 2,12) con 200 mg due volte al giorno di celecoxib. L’incidenza di infarto miocardico è risultata pari a 1,1% (8/717 pazienti) con celecoxib 200 mg due volte al giorno e a 1,2% (13/1070) con placebo.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Celecoxib è ben assorbito e raggiunge il picco plasmatico dopo circa 2-3 ore. L’assunzione a stomaco pieno (pasto ricco di grassi) ritarda l’assorbimento di celecoxib di circa 1 ora con un Tmax di circa 4 ore e aumenta la biodisponibilità di circa il 20%. Nei volontari sani adulti, l’esposizione sistemica globale (AUC) di celecoxib è stato equivalente quando celecoxib è stato somministrato come capsula intatta o contenuto della capsula cosparso su purea di mela. Non ci sono state alterazioni significative in Cmax, Tmax o T1/2 dopo la somministrazione del contenuto della capsula su purea di mela. Distribuzione Alle concentrazioni plasmatiche che corrispondono alle dosi terapeutiche il legame con le proteine plasmatiche è pari a circa il 97 % e il farmaco non si lega in modo preferenziale agli eritrociti. Biotrasformazione Il metabolismo del celecoxib è mediato principalmente dal citocromo P450 2C9. Nel plasma umano sono stati identificati tre metaboliti, inattivi come inibitori della COX-1 o della COX-2, cioè un alcol primario, il corrispondente acido carbossilico e il suo glicuroconiugato. L’attività del citocromo P450 2C9 è ridotta nei soggetti con polimorfismi genetici che portano a una riduzione dell’attività enzimatica, come quelli omozigoti per il polimorfismo del CYP2C9*3. In uno studio farmacocinetico con monosomministrazione giornaliera di 200 mg di celecoxib a volontari sani, con diversi genotipi come CYP2C9*1/*1, CYP2C9*1/*3 o CYP2C9*3/*3, la Cmax e l’AUC0-24 median

di celecoxib al settimo giorno sono risultate rispettivamente circa 4 e 7 volte più elevate nei soggetti con genotipo CYP2C9*3/*3, rispetto agli altri genotipi. In tre studi distinti con dosi singole, su un totale di 5 soggetti con genotipo CYP2C9*3/*3, l’AUC0-24 per singola dose è quasi triplicata rispetto ai metabolizzatori normali. Si calcola che la frequenza del genotipo *3/*3 omozigote sia pari a 0,3-1,0% tra i diversi gruppi etnici. Ai pazienti con accertata o sospetta riduzione dell’attività metabolica per il CYP2C9 sulla base della storia/esperienze precedenti con altri substrati del CYP2C9 bisogna somministrare celecoxib con cautela (vedere paragrafo 4.2). Non sono state rilevate differenze clinicamente significative nei parametri di farmacocinetica del celecoxib tra i pazienti anziani di etnia afro-americana e quelli di etnia caucasica. La concentrazione plasmatica di celecoxib risulta quasi raddoppiata nelle donne anziane (età >65 anni). Rispetto ai soggetti con funzionalità epatica normale, i pazienti con lieve alterazione della funzionalità epatica hanno evidenziato un incremento medio della Cmax e della AUC di celecoxib rispettivamente del 53% e del 26%. I corrispondenti valori in pazienti con alterazione moderata della funzionalità epatica sono stati pari a 41% e 146% rispettivamente. La capacità metabolica in pazienti con alterazione da lieve a moderata è stata direttamente correlata ai valori dell’albumina. Nei pazienti con moderata alterazione della funzionalità epatica (albumina sierica compresa tra 25-35 g/l) il trattamento deve essere iniziato con un dosaggio pari alla metà di quello raccomandato. I pazienti con grave alterazione della funzionalità epatica (albumina sierica < 25 g/l) non sono stati studiati e pertanto celecoxib è controindicato in questa popolazione. L’esperienza sull’uso di celecoxib in pazienti con compromissione della funzionalità renale è limitata. La farmacocinetica del farmaco non è stata studiata in pazienti con alterazione della funzionalità renale ma è improbabile che questa possa subire variazioni significative in questi pazienti. Si raccomanda pertanto cautela nel trattare pazienti con alterazione della funzionalità renale. L’impiego di celecoxib in caso di grave alterazione della funzionalità renale è controindicato. Eliminazione Celecoxib viene principalmente eliminato dopo metabolizzazione. Meno dell’1% della dose è escreta in forma immodificata nelle urine. La variabilità inter-individuale nell’esposizione al celecoxib è di circa 10 volte. Celecoxib presenta un profilo farmacocinetico dose e tempo-indipendente nell’ambito dell’intervallo posologico terapeutico. L’emivita di eliminazione è pari a 8-12 ore. Le concentrazioni plasmatiche allo steady state sono raggiunte entro 5 giorni dall’inizio del trattamento.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati di sicurezza preclinici non hanno rivelato rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di tossicità a dosi ripetute, potenziale mutageno o cancerogeno oltre a quelli riferiti ai paragrafi 4.4, 4.6 e 5.1 dell’RCP. Celecoxib a dosi orali di ≥ 150 mg/kg/die (circa 2 volte l’esposizione nell’uomo di 200 mg due volte al giorno come misurata dalla AUC0-24), ha causato un’aumentata incidenza di difetti del setto ventricolare, un evento raro, e alterazioni fetali, come fusione delle costole, fusione delle sternebre, e sternebre malformate nel trattamento nei conigli durante l’organogenesi. Si è osservato un aumento dose-dipendente di ernia del diaframma in ratti trattati con celecoxib a dosi orali di ≥30 mg/kg/die (circa 6 volte l’esposizione nell’uomo sulla base di AUC0-24 a 200 mg due volte al giorno) durante l’organogenesi. Questi effetti sono attesi in seguito a inibizione della sintesi delle prostaglandine. Nei ratti, l’esposizione a celecoxib durante le prime fasi dello sviluppo embrionale ha avuto come effetto perdite pree post-impianto e ha ridotto la sopravvivenza dell’embrione/feto.

Celecoxib viene escreto nel latte di ratto. In uno studio peri-post natali sui ratti è stata osservata tossicità nei cuccioli. In uno studio di tossicità a due anni in ratti maschi a dosi elevate è stato osservato un aumento di trombosi in tessuti diversi dalla ghiandola surrenale.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Contenuto delle capsule sodio laurilsolfato lattosio monoidrato crospovidone povidone K29-32 magnesio stearato Involucro della capsula titanio diossido (E171) gelatina sodio laurilsolfato acqua purificata Inchiostro di stampa per le capsule rigide da 100 mg Inchiostro blu TekPrint SB-6018 contenente: gommalacca indaco carminio (E132) etanolo alcool isopropilico alcool butilico glicole propilenico idrossido di ammonio indaco carminio (E132) Inchiostro di stampa per le capsule rigide da 200 mg Inchiostro dorato TekPrint SB-3002 contenente: gommalacca etanolo alcool isopropilico alcool butilico glicole propilenico idrossido di ammonio ossido di ferro giallo (E172)

6.2 Incompatibilità

Non pertinente

6.3 Periodo di validità

3 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazion

6.5 Natura e contenuto del contenitore

COXART 100 mg capsule rigide sono confezionate in blister in PVC/Alluminio trasparente o bianco opaco in confezioni da 20, 60 capsule. COXART 200 mg capsule rigide sono confezionate in blister in PVC/Alluminio trasparente o bianco opaco in confezioni da 20, 30 capsule. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare. Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all'immissione in commercio

S.F. Group S.r.l. Via Tiburtina 1143 00156 Roma Italia

8. Numeri dell’ autorizzazione all'immissionein commercio

9. Data della primaautorizzazione/del rinnovo dell'autorizzazione

Data della prima autorizzazione: Novembre 2019

10. Data di revisione del testo

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.