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DALACIN C

Principio attivo: CLINDAMICINA, CLINDAMICINA CLORIDRATO · ATC J01FF01 · PFIZER ITALIA S.R.L.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Principio attivo: CLINDAMICINA, CLINDAMICINA CLORIDRATO
Forma farmaceutica: Capsula rigida
Dosaggio: 150 mg CAPSULA RIGIDA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: PFIZER ITALIA S.R.L.
Codice ATC: J01FF01
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· CLINDAMICINA FOSFATO HIKMA - HIKMA ITALIA S.P.A.
· CLINDAMICINA FOSFATO BIOINDUSTRIA LIM - BIOINDUSTRIA LABORATORIO ITALIANO MEDICINALI S.P.A.
· CLINDAMICINA KALCEKS - AS KALCEKS
· DALACIN C FOSFATO - PFIZER ITALIA S.R.L.
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Dalacin C contiene il principio attivo clindamicina, un antibiotico che appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati lincosamidi. Clindamicina è usata nel trattamento di infezioni gravi causate da batteri.

Dalacin C è utilizzato negli adulti per il trattamento di:
• infezioni gravi causate da batteri sensibili come stafilococchi, streptococchi e pneumococchi;
• infezioni ginecologiche causate da Chlamydia trachomatis (un batterio), dopo che si è concluso il
trattamento con antibiotici somministrati per iniezione in vena;

• infezioni causate da Toxoplasma gondii e Pneumocystis jiroveci (due tipi di batteri) nei pazienti con basse difese immunitarie.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Dalacin C • se è allergico alla clindamicina, ad altri medicinali simili come la lincomicina o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6);

• se sta allattando;
• se ha la diarrea o un’infiammazione all’intestino.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Dalacin C.

Informi il medico o il farmacista prima di prendere questo medicinale se:
• lei è anziano o è gravemente malato;
• ha avuto in passato malattie allo stomaco o all’intestino;
• ha la tendenza a sviluppare facilmente delle reazioni allergiche;
• ha gravi problemi al fegato;
• ha gravi problemi al rene.

Possono insorgere disturbi renali acuti. Informi il medico riguardo a qualsiasi farmaco che sta assumendo e a eventuali problemi renali. Se manifesta produzione di urina diminuita, ritenzione di liquidi che causa gonfiore

delle gambe, delle caviglie o dei piedi, respiro affannoso o nausea, contatti immediatamente il medico.

A causa del rischio di infiammazione dell’esofago (esofagite) e di ulcera esofagea, è importante assumere Dalacin C sempre esattamente come descritto nel paragrafo 3.

Informi il medico se una qualsiasi delle seguenti condizioni si manifesta o peggiora durante il trattamento con

Dalacin C (vedere anche paragrafo 4 “Possibili effetti indesiderati”): • insorgenza di diarrea. Se manifesta crampi addominali e diarrea grave e prolungata con presenza di sangue e muco nelle feci, interrompa il trattamento con questo medicinale e si rivolga al medico. Questi, infatti, potrebbero essere i sintomi di un’infiammazione intestinale (colite pseudomembranosa) causata dall’utilizzo di antibiotici. Informi immediatamente il medico se manifesta questi sintomi

anche dopo diversi mesi dall’interruzione del trattamento con Dalacin C;
• nuove infezioni o persistenza di infezioni in corso. Questa situazione potrebbe essere causata da germi che
non sono sensibili a Dalacin C.
• reazioni allergiche o reazioni cutanee gravi. In questo caso interrompa il trattamento con questo
medicinale e si rivolga al medico.

Esami di laboratorio Durante il trattamento con Dalacin C, il medico eseguirà regolari controlli del funzionamento del fegato, dei reni ed esami del sangue, soprattutto se è stato sottoposto a un trattamento di lunga durata con questo medicinale.

Altri medicinali e Dalacin C Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

I seguenti medicinali influiscono sull’efficacia di Dalacin C oppure Dalacin C influisce sull’efficacia dei

seguenti medicinali:
• antagonisti della vitamina K (es. warfarin, acenocumarolo e fluindione), medicinali utilizzati per
fluidificare il sangue;
• antibiotici quali metronidazolo, gentamicina, lincomicina e rifampicina;

• contraccettivi orali, medicinali utilizzati per evitare una gravidanza. Dalacin C può ridurre l’efficacia
dei contraccettivi orali. Pertanto lei deve utilizzare dei metodi contraccettivi alternativi (es. preservativo)
durante il trattamento con questo medicinale;
• bloccanti neuromuscolari (es. etere, tubocurarina, pancuronio), medicinali utilizzati per rilassare i
muscoli durante un intervento chirurgico.

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico prima di prendere questo medicinale.

Se lei è in gravidanza, il medico le prescriverà Dalacin C solo se strettamente necessario. Dalacin C passa nel latte materno e può causare effetti indesiderati nei neonati allattati con latte materno, come diarrea, sangue nelle feci, infezioni da funghi (candidosi) o eruzioni sulla pelle. Pertanto non prenda Dalacin C se sta allattando al seno (vedere paragrafo “Non prenda Dalacin C”).

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Dalacin C non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

Dalacin C contiene lattosio Dalacin C contiene lattosio, un tipo di zucchero. Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Per evitare possibili irritazioni dell’esofago, ingerisca le capsule intere con un bicchiere pieno d’acqua, almeno 30 minuti prima di coricarsi.

La dose raccomandata negli adulti è di 600-1200 mg al giorno suddivisi in 3 o 4 somministrazioni a seconda della gravità dell’infezione. In caso di infezioni causate da Streptococco beta-emolitico (un batterio), il trattamento con Dalacin C deve durare per almeno 10 giorni, per evitare problemi al cuore e ai reni.

Terapia di mantenimento nelle infezioni ginecologiche La dose raccomandata è 450 mg ogni 6 ore per 10-14 giorni.

Infezioni causate da Toxoplasma gondii in pazienti con basse difese immunitarie La dose raccomandata è 600-1200 mg ogni 6 ore per 2 settimane, in seguito la dose viene ridotta a 300-600 mg ogni 6 ore per 8-10 settimane.

Il medico stabilirà se associare Dalacin C ad altri medicinali in base alla gravità dell’infezione.

Infezioni causate da Pneumocystis jiroveci in pazienti con basse difese immunitarie La dose raccomandata è di 300-450 mg ogni 6 ore per 21 giorni associati a 15-30 mg di primachina somministrata per via orale una volta al giorno per 21 giorni. Se prende più Dalacin C di quanto deve Informi immediatamente il medico se ritiene di aver preso più Dalacin C del necessario.

Se dimentica di prendere Dalacin C

Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se interrompe il trattamento con Dalacin C Se interrompe il trattamento con il medicinale troppo presto, l'infezione potrebbe ripresentarsi o peggiorare.

Non interrompa il trattamento con Dalacin C a meno che non glielo prescriva il medico.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Contatti il medico immediatamente se si presentano: • ritenzione di liquidi che causa gonfiore delle gambe, delle caviglie o dei piedi, respiro affannoso o nausea

Interrompa immediatamente il trattamento con questo medicinale e si rivolga al medico se manifesta:

• diarrea grave, persistente o con presenza di sangue e muco nelle feci (che può essere associata a mal di
stomaco o febbre). Questi possono essere i sintomi di una grave infiammazione intestinale (colite
pseudomembranosa) (vedere paragrafo 2 “Avvertenze e precauzioni”);
• grave reazione allergica caratterizzata da gonfiore in diverse parti del corpo e difficoltà a respirare;
• reazione allergica caratterizzata da eruzione cutanea, febbre e sintomi che coinvolgono diversi organi
(Reazione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS));
• gravi reazioni acute da ipersensibilità che coinvolgono la pelle e le mucose (sindrome di Stevens-

Johnson, necrolisi epidermica tossica, pustolosi esantematica acuta generalizzata, angioedema)

Si rivolga al medico se manifesta i seguenti effetti indesiderati:

Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10):
• dolori addominali
• diarrea
• alterazione degli esami medici che valutano il funzionamento del fegato

Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100):
• nausea
• vomito
• eruzione cutanea caratterizzata dalla comparsa di chiazze rosse sulla pelle circondate da piccole bolle

(esantema maculo-papulare) • orticaria

Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili):
• infezione della vagina
• diminuzione del numero di globuli bianchi e piastrine nel sangue
•
•
•
•
aumento del numero degli eosinofili (un tipo di globuli bianchi) nel sangue
alterazione del gusto
lesione e infiammazione dell’esofago*
colorazione gialla/giallastra della pelle e della parte bianca dell’occhio (ittero)
• reazioni a livello della pelle e delle mucose caratterizzate da formazione di bolle, pustole (bolle ripiene
di pus), chiazze rosse e squame (eritemi, dermatiti)
• infiammazione dei vasi sanguigni della pelle
• prurito
• reazione cutanea caratterizzata da arrossamento simmetrico, nettamente delimitato nelle pieghe della
pelle, in particolare glutei, inguine e ascelle

* Effetti indesiderati che possono manifestarsi con maggiore probabilità se Dalacin C viene assunto in posizione sdraiata e/o senza sufficiente quantità di acqua.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola e sul blister dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non conservare a temperatura superiore ai 25° C. Non utilizzare in caso di evidenti segni di deterioramento.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Dalacin C

- Il principio attivo è la clindamicina (come clindamicina cloridrato). Ogni capsula da 150 mg contiene 162,86 mg di clindamicina cloridrato (pari a 150 mg di clindamicina).

- Gli altri componenti sono: magnesio stearato, talco, amido di mais, lattosio monoidrato (vedere paragrafo 2 “Dalacin C contiene lattosio”). La capsula rigida è costituita da titanio diossido e gelatina.

Descrizione dell’aspetto di Dalacin C e contenuto della confezione Le capsule rigide di Dalacin C sono confezionate in blister di PVC/alluminio. Dalacin C 150 mg capsule rigide è disponibile in confezioni da 12 capsule.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Pfizer Italia S.r.l. via Isonzo, 71 04100 Latina

Produttore Fareva Amboise Zone Industrielle – 29 Route des Industries 37530 Pocé-sur-Cisse, Francia

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Domande frequenti su DALACIN C

Come si usa DALACIN C?

DALACIN C si presenta in forma di Capsula rigida e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

DALACIN C e disponibile senza ricetta?

No, DALACIN C e soggetto a prescrizione medica.

Qual e il principio attivo di DALACIN C?

Il principio attivo di DALACIN C e CLINDAMICINA, CLINDAMICINA CLORIDRATO.

Quali sono gli equivalenti di DALACIN C?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: CLINDAMICINA FOSFATO HIKMA, CLINDAMICINA FOSFATO BIOINDUSTRIA LIM, CLINDAMICINA KALCEKS, DALACIN C FOSFATO. Il farmacista puo proporle un equivalente.

Chi produce DALACIN C?

DALACIN C e prodotto da PFIZER ITALIA S.R.L..

Da quando DALACIN C e autorizzato in Italia?

DALACIN C ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1985-04-30.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

DALACIN C 150 mg capsule rigide

2. Composizione qualitativa e quantitativa

DALACIN C 150 mg capsule rigide Ogni capsula rigida contiene: Principio attivo: clindamicina cloridrato 162,86 mg (equivalenti a clindamicina base 150 mg). Eccipiente(i) con effetti noti: lattosio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Capsule rigide

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

DALACIN C capsule è indicato nel trattamento delle gravi infezioni sostenute da germi anaerobi sensibili, nonché nel trattamento delle gravi infezioni sostenute da stafilococchi, streptococchi e pneumococchi. DALACIN C capsule si è dimostrato efficace nel trattamento di infezioni sostenute da stafilococchi resistenti ad altri antibiotici: essendo però stati isolati ceppi di stafilococchi resistenti alla clindamicina, in corso di terapia con questo antibiotico dovrebbero essere eseguiti dei test di sensibilità. La clindamicina per via orale può essere utilizzata nelle infezioni ginecologiche e pelviche da Chlamydia trachomatis solo come terapia di mantenimento nei soggetti già trattati per via endovenosa. La clindamicina è efficace nel trattamento delle infezioni opportunistiche da Toxoplasma gondii e Pneumocystis jiroveci in pazienti immunocompromessi. L'impiego della clindamicina dovrebbe essere riservato a pazienti allergici alla penicillina o a pazienti per i quali a giudizio del medico la penicillina non sia indicata. Il farmaco può essere somministrato insieme ad altri antibiotici se necessario. In considerazione della possibile insorgenza di gravi coliti, il medico prima di iniziare una terapia con DALACIN C capsule, dovrebbe valutare attentamente la possibilità, anche in relazione alla natura dell'infezione da trattare, di utilizzare in alternativa farmaci meno tossici.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Adulti 600-1200 mg/die suddivisi in 3 o 4 somministrazioni a seconda della gravità dell'infezione. Nella terapia di mantenimento delle infezioni ginecologiche e pelviche, dopo trattamento per via endovenosa, somministrare 450 mg ogni 6 ore per 10-14 giorni. Toxoplasmosi cerebrale in pazienti immunocompromessi: 600-1200 mg ogni 6 ore per due settimane, seguiti da 300-600 mg ogni 6 ore fino a completare il ciclo terapeutico di 8-10 settimane.

Quando la clindamicina viene associata alla pirimetamina la dose di quest'ultima è di 25-75 mg per via orale per 8-10 settimane. Con le dosi più elevate di pirimetamina si consiglia di somministrare 10-20 mg/die di acido folinico. Polmonite da Pneumocystis jiroveci in pazienti immunocompromessi: 300-450 mg ogni 6 ore per 21 giorni associati a 15-30 mg di primachina somministrata per via orale una volta al giorno per 21 giorni. Per evitare possibili irritazioni esofagee, le capsule di DALACIN C devono essere ingerite intere con un bicchiere pieno d'acqua, almeno 30 minuti prima di coricarsi. Nota: in caso di infezioni da streptococco beta-emolitico, è raccomandabile continuare il trattamento per almeno 10 giorni per diminuire la probabilità di febbre reumatica o glomerulonefrite.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo, alla lincomicina, ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Allattamento. DALACIN C non deve essere somministrato a pazienti con diarrea o con patologie infiammatorie dell’intestino (vedere paragrafo 4.4).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

In pazienti sottoposti a terapia con clindamicina sono state riportate reazioni da ipersensibilità gravi, comprese reazioni cutanee gravi come reazione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (NET) e pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP). Qualora si verifichi una reazione da ipersensibilità o una reazione cutanea grave, il trattamento con clindamicina deve essere interrotto e deve essere istituita una terapia adeguata (vedere paragrafi 4.3 e 4.8). Il trattamento con gli antibiotici altera la normale flora del colon e porta a una crescita eccessiva di Clostridioides difficile. Ciò è stato riferito con l'uso di quasi tutti gli antibiotici, compresa la clindamicina. Il Clostridioides difficile produce le tossine A e B che contribuiscono allo sviluppo della diarrea associata a Clostridioides difficile (CDAD) ed è una causa primaria di “colite da antibiotici”. E’ inoltre necessaria un’attenta anamnesi poiché i casi di diarrea associata a C. difficile sono stati segnalati anche oltre due mesi dopo la somministrazione di antibiotici. Nei pazienti che presentano diarrea dopo somministrazione di antibiotici è importante prendere in considerazione la diagnosi di CDAD. Essa può evolvere in colite, compresa la colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.8), la cui gravità può variare da colite lieve a fatale. La colite è usualmente caratterizzata da grave e persistente diarrea con crampi addominali e può esservi presenza di sangue e muco nelle feci. La colite se non è diagnosticata e trattata tempestivamente può evolvere a peritonite, shock e megacolon tossico. L'esame endoscopico può rivelare colite pseudomembranosa. Se esiste un sospetto di colite si raccomanda un esame rectosigmoidoscopico. La presenza di colite può essere ulteriormente confermata dall'esame colturale delle feci per il Clostridioides difficile in un media selettivo e dal saggio per la tossina del Clostridioides difficile. Se si sospetta o viene confermata la presenza di diarrea da antibiotici o di colite da antibiotici, si deve interrompere il trattamento in corso con antibiotici, compresa la clindamicina, e si devono prendere immediatamente provvedimenti terapeutici adeguati. In questa situazione sono controindicati i farmaci che inibiscono la peristalsi. Gli antiperistaltici, gli oppiacei e il difenossilato più atropina possono prolungare e/o peggiorare le condizioni. La vancomicina è risultata efficace nel trattamento delle coliti pseudomembranose antibiotico dipendenti prodotte dal Clostridioides difficile. Il dosaggio per gli adulti è da 500 mg a 2 g/die di vancomicina per via orale suddivisa in tre-quattro somministrazioni per un periodo di 7-10 giorni. La colestiramina si lega alla tossina in vitro: però questa resina si lega anche alla vancomicina. Pertanto nel caso di somministrazione contemporanea di colestiramina e vancomicina è consigliabile somministrare ciascun farmaco ad orari diversi.

Sono stati descritti alcuni rari casi di ricaduta dopo il trattamento con vancomicina. I dati finora disponibili mettono in luce che i pazienti anziani e/o gravemente ammalati tollerano meno bene la diarrea; qualora questi pazienti dovessero essere trattati con clindamicina occorre prestare particolare attenzione alle variazioni della frequenza dell'evacuazione. DALACIN C capsule deve essere prescritto con cautela ad individui con anamnesi positiva per malattie gastro-intestinali, particolarmente coliti, ed agli individui atopici. Talvolta l'uso di antibiotici può provocare lo sviluppo di germi resistenti, in particolare lieviti. Qualora dovesse manifestarsi una superinfezione intraprendere le misure terapeutiche adeguate. Durante una terapia prolungata si devono effettuare esami periodici della funzionalità epatica e renale ed esami emocromocitometrici. A causa del rischio di esofagite e ulcera esofagea, è importante garantire il rispetto delle raccomandazioni per la corretta somministrazione (vedere paragrafi 4.2 e 4.8). Compromissione della funzionalità epatica e renale L'emivita del farmaco è risultata solo lievemente modificata negli epatonefro pazienti. Pertanto in caso di compromissione della funzionalità epatica e renale di lieve o media gravità non è necessaria di norma una riduzione della dose che può essere richiesta nei casi di grave deterioramento della funzione del fegato e del rene. In caso di terapia prolungata si devono effettuare esami della funzionalità epatica e renale. Sono state riferite non frequentemente lesioni traumatiche renali acute, inclusa insufficienza renale acuta. Nei pazienti affetti da compromissione renale preesistente o che assumono in concomitanza farmaci nefrotossici deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale (vedere paragrafo 4.8). Non si raggiungono livelli significativi di clindamicina nel liquido cefalorachidiano, pertanto il farmaco non deve essere impiegato per il trattamento delle meningiti. I dati sull’uso di DALACIN C in donne in gravidanza sono limitati pertanto l’uso deve essere effettuato solo se strettamente necessario (vedere paragrafo 4.6). Informazioni importanti su alcuni eccipienti: DALACIN C contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di lattasi o da un malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Antagonisti della vitamina K Test di coagulazione aumentati (PT/INR) e/o emorragie sono stati riportati in pazienti trattati con clindamicina in associazione con antagonisti della vitamina K (es. warfarin, acenocumarolo e fluindione). Pertanto, i test di coagulazione nei pazienti in trattamento con antagonisti della vitamina K devono essere frequentemente monitorati. La clindamicina somministrata per via iniettiva si è dimostrata in grado di indurre un blocco neuromuscolare che potrebbe potenziare l'attività di altri farmaci bloccanti neuromuscolari (per esempio: etere, tubocurarina, pancuronio). Deve essere quindi utilizzata con cautela nei pazienti che assumono tali farmaci. È stata riportata un'azione sinergica con il metronidazolo nei confronti del Bacteroides fragilis. L'associazione con gentamicina può determinare occasionalmente un sinergismo e mai un antagonismo. E' stata dimostrata una reattività crociata fra clindamicina e lincomicina. La clindamicina viene metabolizzata principalmente da CYP3A4 e, in misura minore, da CYP3A5, nel metabolita maggiore clindamicina solfossido e nel metabolita minore N-desmetilclindamicina. Pertanto, gl

4 inibitori di CYP3A4 e CYP3A5 possono ridurre la clearance della clindamicina e gli induttori di questi isoenzimi possono aumentarla. In presenza di forti induttori di CYP3A4 come la rifampicina, monitorare l’eventuale perdita di efficacia. Studi in vitro indicano che la clindamicina non inibisce CYP1A2, CYP2C9, CYP2C19, CYP2E1 o CYP2D6 e inibisce solo moderatamente CYP3A4. Pertanto, sono improbabili interazioni clinicamente importanti tra clindamicina e farmaci co-somministrati metabolizzati da questi enzimi CYP. La somministrazione di clindamicina e primachina in volontari HIV-positivi non ha influito significativamente sui parametri farmacocinetici della zidovudina. Alcuni antibiotici possono ridurre l’efficacia delle pillole contraccettive orali. Precauzioni contraccettive addizionali devono essere prese in considerazione durante il trattamento.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Gli studi sulla tossicità riproduttiva condotti su ratti e conigli a seguito di somministrazione per via orale e sottocutanea non hanno mostrato segni di compromissione della fertilità o di danni al feto causati dalla clindamicina, se non a dosi tali da indurre tossicità nella madre. Non sempre gli studi sulla riproduzione negli animali sono predittivi della risposta nella specie umana. Nella specie umana la clindamicina attraversa la placenta. Dopo dosi ripetute, le concentrazioni nel liquido amniotico sono risultate pari al 30% circa delle concentrazioni nel sangue materno. Negli studi clinici su donne in gravidanza, la somministrazione sistemica di clindamicina nel secondo e nel terzo trimestre non è risultata associata a un aumento della frequenza di anomalie congenite. Non esistono studi adeguati e ben controllati su donne nel primo trimestre di gravidanza. In gravidanza la clindamicina deve essere utilizzata solo se strettamente necessaria. Allattamento La clindamicina, a seguito di somministrazione per via orale e parenterale, è stata rinvenuta nel latte materno umano in concentrazioni comprese tra < 0,5 e 3,8 mcg/ml. La clindamicina può causare effetti collaterali sulla flora gastrointestinale del neonato allattato con latte materno come diarrea, sangue nelle feci, candidosi o eruzioni cutanee. Pertanto, non deve essere utilizzata nelle donne che allattano (vedere paragrafo 4.3). Se per una madre che allatta è necessaria la clindamicina per via orale o endovenosa, deve essere utilizzato un medicinale alternativo o deve essere sospeso l’allattamento. I benefici dell'allattamento al seno sullo sviluppo e sulla salute del bambino devono essere considerati insieme al bisogno clinico di clindamicina per la madre. Fertilità Gli studi sulla fertilità nei ratti trattati con clindamicina per via orale non hanno mostrato effetti sulla fertilità o sulla capacità riproduttiva.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

La clindamicina non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

La seguente tabella presenta le reazioni avverse individuate attraverso gli studi clinici e la sorveglianza post-marketing, ordinate in base alla classificazione per sistemi e organi e alla frequenza. I gruppi d

5 frequenza sono definiti in base alla seguente convenzione: molto comune (≥1/10); comune (1/100, <1/10); non comune (1/1.000, <1/100); raro (≥1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All'interno di ogni gruppo di frequenza gli effetti indesiderati vengono presentati in ordine decrescente di gravità. Classificazione per sistemi e organi Molto comune ≥1/10 Comune ≥1/100, <1/10 Non comune ≥1/1.000, <1/100 Raro ≥1/10.000, <1/1.000 Molto raro <1/10.000 Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Infezioni ed infestazioni Colite pseudomembran osa* (vedere paragrafo 4.4) Colite da Clostridioides difficile* Infezione della vagina* Patologie del sistema emolinfopoietico Agranulocitosi* Neutropenia* Trombocitopenia* Leucopenia* Eosinofilia Disturbi del sistema immunitario Shock anafilattico* Reazione anafilattoide* Reazione anafilattica* Ipersensibilità* Patologie del sistema nervoso Disgeusia Patologie gastrointestinali Diarrea Dolore addominale Vomito Nausea Ulcera esofagea*≠ Esofagite*≠ Patologie epatobiliari Ittero* Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Esantema maculopapulare Orticaria Necrolisi epidermica tossica (TEN)* Sindrome di Stevens - Johnson (SJS)* Reazione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS)* Pustolosi esantematica acuta generalizzata(AGE P)* Angioedema* Dermatite esfoliativa* Dermatite bollosa* Vasculite cutanea* Eritema multiforme Prurito Esantema morbilliforme*

Classificazione per sistemi e organi Molto comune ≥1/10 Comune ≥1/100, <1/10 Non comune ≥1/1.000, <1/100 Raro ≥1/10.000, <1/1.000 Molto raro <1/10.000 Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Esantema flessurale intertriginoso simmetrico correlato a farmaco (SDRIFE)* Esami diagnostici Parametri di funzionalità epatica anormali Patologie renali e urinarie Lesione traumatica renale acuta# *Reazioni avverse individuate nell’esperienza post-immissione in commercio. # Vedere paragrafo 4.4 ≠ Possibile insorgenza di esofagite e ulcera esofagea, soprattutto se assunto in posizione sdraiata e/o con ridotta quantità di acqua. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse.

4.9 Sovradosaggio

Non essendo gli effetti indesiderati dose-correlati, il sovradosaggio è un problema raro, soprattutto se il farmaco viene somministrato secondo quanto indicato. L'emodialisi e la dialisi peritoneale non sono efficaci nel rimuovere la clindamicina dal siero.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Antibatterici per uso sistemico - Lincosamidi. Codice ATC: J01FF01. DALACIN C capsule contiene clindamicina cloridrato, antibiotico semisintetico ottenuto mediante sostituzione con un atomo di cloro del gruppo 7-idrossilico nella molecola della lincomicina. Meccanismo d’azione La clindamicina è un antibiotico della classe dei lincosamidi che inibisce la sintesi proteica batterica. Si lega alla subunità ribosomiale 50S e influenza sia l’assemblaggio dei ribosomi sia il processo di traduzione. Sebbene la clindamicina fosfata sia inattiva in vitro, l'idrolisi rapida in vivo converte questo composto nella clindamicina attiva dal punto di vista antibatterico. A dosi comuni, la clindamicina mostra un’attività batteriostatica in vitro. Relazione PK-P

L'efficacia è legata al periodo di tempo in cui il livello dell'agente è superiore alla concentrazione inibitoria minima (MIC) del patogeno (%T/MIC). Resistenza La resistenza alla clindamicina è spesso dovuta a mutazioni del sito di legame dell’antibiotico sull’rRNA o alla metilazione di nucleotidi specifici nell’RNA 23S della subunità ribosomiale 50S. Queste alterazioni possono determinare una resistenza crociata in vitro a macrolidi e streptogramine B (fenotipo MLSB). La resistenza è occasionalmente dovuta ad alterazioni delle proteine ribosomiali. La resistenza alla clindamicina può essere indotta dai macrolidi in isolati batterici resistenti ai macrolidi. La resistenza inducibile può essere dimostrata con un test del disco (D-zone test) o in brodo. I meccanismi di resistenza meno frequentemente incontrati comportano la modifica dell'antibiotico e dell'efflusso attivo. Vi è una resistenza crociata completa tra clindamicina e lincomicina. Come con molti antibiotici, l'incidenza della resistenza varia in base alle specie batteriche e all'area geografica. L'incidenza della resistenza alla clindamicina è maggiore tra gli isolati stafilococcici resistenti alla meticillina e gli isolati pneumococcici resistenti alla penicillina rispetto agli organismi sensibili a questi agenti. Efficacia clinica contro patogeni specifici È stato dimostrato che la clindamicina ha attività in vitro contro la maggior parte degli isolati dei seguenti organismi: Batteri aerobici Batteri gram-positivi • Staphylococcus aureus (isolati sensibili alla meticillina) • Stafilococchi coagulasi-negativi (isolati sensibili alla meticillina) • Streptococcus pneumoniae (isolati sensibili alla penicillina) • Gruppi streptococchi beta-emolitici A, B, C e G • Streptococchi del gruppo viridans • Corynebacterium spp. Batteri gram-negativi • Chlamydia trachomatis Batteri anaerobici Batteri gram-positivi • Actinomyces spp. • Clostridium spp. (tranne Clostridioides difficile) • Eggerthella (Eubacterium) spp. • Peptococcus spp. • Peptostreptococcus spp. (Finegoldia magna, Micromonas micros) • Propionibacterium acnes Batteri gram-negativ

8 • Bacteroides spp. • Fusobacterium spp. • Gardnerella vaginalis • Prevotella spp. Funghi • Pneumocystis jirovecii Protozoi • Toxoplasma gondii • Plasmodium falciparum Valori soglia dei test di suscettibilità I criteri interpretativi della MIC (concentrazione minima inibente) per i test di suscettibilità sono stati stabiliti dal Comitato europeo sui test di suscettibilità antimicrobica (EUCAST) per la clindamicina e sono elencati al seguente indirizzo: https://www.ema.europa.eu/documents/other/minimum-inhibitoryconcentration-mic-breakpoints_en.xlsx. Prevalenza della resistenza acquisita La prevalenza della resistenza acquisita può variare geograficamente e con il tempo per specie selezionate e sono auspicabili informazioni locali sulla resistenza, in particolare nei casi di infezioni gravi. Se necessario, è opportuno consultare un esperto quando la prevalenza locale della resistenza è tale che l'utilità dell'agente in almeno alcuni tipi di infezioni è discutibile. In particolare, ciò è raccomandato nelle infezioni gravi o nella diagnosi microbiologica del fallimento della terapia con verifica del patogeno e della sua sensibilità alla clindamicina.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Studi di farmacocinetica, condotti nel volontario sano (24 soggetti adulti) hanno evidenziato che dopo somministrazione orale di una dose di 150 mg di clindamicina cloridrato, il farmaco viene rapidamente assorbito. E' stato raggiunto un picco medio sierico di 2,50 mcg/ml in 45 minuti; i livelli sierici medi dopo 3 ore e dopo 6 ore erano rispettivamente 1,51 mcg/ml e 0,70 mcg/ml. Assorbimento L'assorbimento dopo somministrazione orale è praticamente completo (90%) e l'assunzione concomitante di cibo non modifica in modo apprezzabile le concentrazioni sieriche; i livelli ematici sono risultati uniformi e prevedibili in tutti i soggetti ed alle varie dosi. Somministrazioni ripetute di DALACIN C capsule per un periodo sino a 14 giorni non hanno evidenziato accumulo o modificazioni del metabolismo del farmaco. L'emodialisi e la dialisi peritoneale non sono efficaci nel rimuovere la clindamicina dal siero. Le concentrazioni di clindamicina nel siero aumentano linearmente con l'incremento del dosaggio e superano la MIC (concentrazione minima inibente) per la maggior parte degli organismi indicati, per un periodo di almeno 6 ore dopo la somministrazione delle dosi terapeutiche indicate. Distribuzione La clindamicina si distribuisce ampiamente nei fluidi corporei e nei tessuti (compreso il tessuto osseo). L'emivita media è di 2,4 ore.

Studi in vitro sui microsomi di fegato e intestino umani hanno indicato che la clindamicina è prevalentemente ossidata da CYP3A4, con contributi minori da CYP3A5, per formare clindamicina solfossido e un metabolita minore, N-desmetilclindamicina. Eliminazione Il 10% circa del farmaco è escreto in forma biologicamente attiva nelle urine e il 3,6% nelle feci; il resto viene escreto sotto forma di metaboliti bioinattivi. La somministrazione di clindamicina e primachina in volontari HIV-positivi non ha influito significativamente sui parametri farmacocinetici della zidovudina. Nel latte materno la clindamicina è presente in quantità compresa tra 0,7 e 3,8 mcg/ml.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati di tossicità acuta relativi all'animale da esperimento sono i seguenti: Specie animale Somministrazione DL50 (mg/kg) Topo Topo Ratto i.p. e.v. o.s. 361 245 2618 La clindamicina cloridrato, somministrata al ratto Spartan Sprague Dawley ed al cane Beagle per via orale per un anno alle dosi di 30-100 e 300 mg/kg/die (3 g/die per il cane) è stata ben tollerata. L'esame istopatologico non ha evidenziato differenze significative tra i gruppi di animali trattati con il farmaco e i controlli. La dose di 600 mg/kg/die somministrata per OS per 6 mesi è stata ben tollerata dal ratto mentre nel cane si sono osservate manifestazioni tossiche a livello gastrointestinale (vomito, anoressia e calo ponderale). In studi sullo sviluppo embriofetale a seguito di somministrazione per via orale del prodotto in ratti e in studi sullo sviluppo embriofetale a seguito di somministrazione per via sottocutanea del prodotto in ratti e conigli non è stata osservata alcuna tossicità dello sviluppo, se non a dosi tali da causare tossicità materna.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Magnesio stearato, talco, amido di mais, lattosio monoidrato; costituenti della capsula: titanio diossido, gelatina.

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

5 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C.

10

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Blister in accoppiato di PVC trasparente e alluminio, laccato con vernice termosaldante. “DALACIN C 150 mg capsule rigide” 12 capsule

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

PFIZER ITALIA S.r.l. via Isonzo, 71 - 04100 Latina (LT)

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

022633059 “DALACIN C 150 mg capsule rigide” 12 capsule

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 23 novembre 1973 Data del rinnovo più recente: 31 maggio 2010

10. Data di revisione del testo

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.