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DEPAMIDE

Principio attivo: VALPROMIDE · ATC N03AG02 · SANOFI S.R.L.

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Principio attivo: VALPROMIDE
Forma farmaceutica: Compressa gastroresistente
Dosaggio: 300 mg COMPRESSA GASTRORESISTENTE
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: SANOFI S.R.L.
Codice ATC: N03AG02
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Depamide contiene il principio attivo valpromide che appartiene alla categoria di medicinali chiamati “antiepilettici derivati degli acidi grassi”.

Depamide è indicato per:

- Nel trattamento di: epilessia generalizzata e focalizzata, piccolo male tipo assenza, piccolo male

mioclonico, epilessia psicomotoria, disturbi del comportamento (turbe del carattere).

- Nel trattamento degli episodi di stati di eccitazione (mania), dovuti ad una malattia che provoca alternanza di stati di eccitazione e depressione (disturbo bipolare), quando il litio è controindicato o non tollerato. La continuazione della terapia dopo l’episodio di eccitazione (mania) può essere

presa in considerazione nei pazienti che hanno risposto positivamente al valproato negli attacchi di eccitazione (mania acuta).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Depamide
• se è allergico alla valpromide o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale
(elencati al paragrafo 6)
• se ha un’infiammazione acuta del fegato (epatite acuta)
•
•

•
se ha un’infiammazione cronica del fegato (epatite cronica)
se lei o i suoi familiari avete o avete mai avuto gravi problemi al fegato (grave epatopatia),
soprattutto se provocati da medicinali
se ha una malattia rara chiamata porfiria epatica
• se ha delle perdite di sangue (emorragie)
• nei bambini di età inferiore ai tre anni Depamide non deve essere somministrata (salvo
situazioni eccezionali, decise dal medico)
• se soffre di problemi genetici che causano una malattia a carico di specifici organi cellulari
chiamati mitocondri (per esempio, la sindrome di Alpers-Huttenlocher)

• se soffre di disturbi di origine genetica causati da una diminuzione di un enzima coinvolto nel
ciclo dell’urea, che si manifestano con alterazioni, in genere gravi, del sistema nervoso (vedere
“Avvertenze e precauzioni”)
•

se ha una carenza di carnitina (una malattia metabolica molto rara) che non è trattata.

Disturbo bipolare
• Se lei è incinta, non deve utilizzare Depamide per il disturbo bipolare.
• Per il disturbo bipolare, se lei è una donna in età fertile non deve prendere Depamide, a meno

che non stia utilizzando un efficace metodo di controllo delle nascite (contraccettivo) durante l’intero trattamento con Depamide. Non smetta di prendere Depamide né il suo contraccettivo, a meno che non ne abbia discusso con il suo medico. Il suo medico la consiglierà ulteriormente

(vedere sotto in “Gravidanza, allattamento e fertilità – Avviso importante per le donne”).
Epilessia
• Se lei è incinta, non deve utilizzare Depamide per l’epilessia, a meno che niente altro sia
efficace per lei.
• Per l’epilessia, se lei è una donna in età fertile non deve prendere Depamide, a meno che non

stia utilizzando un efficace metodo di controllo delle nascite (contraccettivo) durante l’intero trattamento con Depamide. Non smetta di assumere Depamide né il suo contraccettivo, a meno che non ne abbia discusso con il suo medico. Il suo medico la consiglierà ulteriormente (vedere sotto in “Gravidanza, allattamento e fertilità – Avviso importante per le donne”).

Avvertenze e precauzioni

CONTATTI IMMEDIATAMENTE IL MEDICO:

• Se presenta disturbi al fegato. Vedere il paragrafo “PROBLEMI AL FEGATO (EPATOPATIE)” Il rischio di danno epatico aumenta se Depamide viene assunto da bambini di età inferiore a 3 anni, in persone che assumono contemporaneamente altri medicinali antiepilettici o che soffrono di altre malattie neurologiche o metaboliche e di forme gravi di epilessia. Se lei o il suo bambino prendete Depamide e sviluppate problemi di equilibrio e coordinazione, vi

sentite sonnolenti o meno vigili, vomitate, informi immediatamente il medico. Ciò può essere dovuto all'aumento della quantità di ammoniaca nel sangue. • In associazione al trattamento con valproato sono state segnalate reazioni cutanee gravi inclusa sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, reazione da farmaco con eosinofilia e

sintomi sistemici (DRESS), eritema multiforme e angioedema. Si rivolga immediatamente al medico se nota uno qualsiasi dei sintomi correlati a queste gravi reazioni cutanee descritte al paragrafo 4.

•
Si rivolga al medico prima di prendere Depamide:
Prima di assumere Depamide perché il medico potrebbe richiedere degli esami per verificare la
funzionalità del suo fegato, sia prima dell'inizio della terapia (vedere "Non prenda Depamide") che
ad intervalli ripetuti durante i primi 6 mesi. Se il suo stato di salute è simile a quelli presenti nel
paragrafo “Non prenda Depamide” e “Avvertenze speciali” avrà più probabilità che il medico la
sottoponga ad esami di controllo. In funzione delle analisi e del suo stato di salute il medico potrà
decidere di modificare la dose di Depamide o di sottoporla ad ulteriori analisi.
• Se è un bambino di età inferiore ai 3 anni non deve prendere Depamide con altri medicinali ed il

medico valuterà il rapporto rischio-beneficio (problemi al fegato ed al pancreas) prima di iniziare la terapia. Se è un bambino con meno di 3 anni di età, non prenda Depamide se sta assumendo farmaci che contengono acido salicilico o suoi derivati perché potrebbe aumentare la possibilità di avere

tossicità a livello del fegato (epatotossicità).
• Se nella sua famiglia sono presenti problemi genetici che causano una malattia a carico di specifici
organi cellulari chiamati mitocondri, per un possibile rischio di danno al suo fegato.
• Se ha una elevata quantità di ammoniaca nel sangue (iperammoniemia) perché valproato può
aumentare la quantità di ammoniaca nel sangue (vedere “Non prenda Depamide” e “Possibili effetti

indesiderati”). • Se si sospetta che lei soffra di disturbi metabolici, in particolare di disturbi ereditari da carenza di

enzimi come il “disturbo del ciclo dell'urea”, per un possibile rischio di aumento del livello di
ammoniaca nel sangue.
• Se soffre di una malattia che riduce la quantità di un enzima chiamato carnitina palmitoiltransferasi
(CPT) di tipo II, perché valproato potrebbe aumentare la possibilità di avere una malattia delle
cellule dei muscoli chiamata rabdomiolisi.
•

Se ha un apporto dietetico ridotto di carnitina, presente nella carne e nei latticini, specialmente nei
bambini di età inferiore a 10 anni.
• Se ha una carenza di carnitina e sta assumendo carnitina.
• Se ha una riduzione dell’attività dei reni (insufficienza renale) o riduzione della quantità di proteine

nel sangue (ipoproteinemia) il medico potrà decidere di modificare la terapia in funzione degli esiti del controllo clinico. • Se soffre di una malattia a carico della pelle e dei tessuti chiamata “lupus eritematoso sistemico”, perché il medico dovrà valutare il rapporto rischio-beneficio durante l’assunzione di valproato, per

la possibilità di provocare malattie chiamate immunitarie.
• Se ha mai sviluppato una grave eruzione cutanea o desquamazione della pelle, vescicole e/o afte in
bocca dopo aver assunto valproato.
• Se ha un improvviso dolore addominale, perché il medico potrebbe sospendere l’assunzione della
terapia e sottoporla a dei controlli per escludere la possibilità che lei abbia un’infiammazione al

pancreas (pancreatite).
• Se sta seguendo delle diete alimentari, perché Depamide potrebbe darle un aumento del peso
all’inizio della terapia (vedere “Possibili effetti indesiderati”).
• Se sta assumendo antibiotici appartenenti ad una classe chiamata carbapenemi perché l’assunzione

contemporanea di valpromide non è consigliata (vedere “Altri medicinali e Depamide”).
• Se è una donna in età fertile (vedere “Gravidanza, allattamento e fertilità”).
• Se ha delle malattie a carico del sangue perché il medico potrebbe sottoporla a degli esami prima di
un intervento chirurgico o del dentista ed in caso di ematomi spontanei o perdite di sangue
improvvise (emorragie) (vedere “Possibili effetti indesiderati”); il medico la sottoporrà comunque

ad analisi del sangue prima dell'inizio della terapia o prima di un intervento chirurgico e nel caso di ematomi o sanguinamenti spontanei.

Se prende questo medicinale per l’epilessia, così come con altri farmaci antiepilettici, può avere un peggioramento reversibile nella frequenza e nella gravità delle convulsioni (fino allo stato epilettico) oppure può manifestare nuovi tipi di convulsioni (vedere “Possibili effetti indesiderati”). In questo caso deve avvertire immediatamente il medico. Se durante il trattamento con Depamide ha pensieri che la portano a desiderare di farsi del male o a togliersi la vita, avverta immediatamente il medico, perché questo tipo di disturbi sono stati osservati

in una classe di medicinali chiamati “antiepilettici”, come ad esempio valpromide.

L’assunzione di alcol è fortemente sconsigliata durante il trattamento con valpromide perché si può avere un aumento degli effetti dell’alcol.

Se soffre di una malattia chiamata diabete, perché se deve fare delle analisi per la ricerca dei corpi chetonici, Depamide potrebbe alterare i risultati.

I pazienti anziani e i pazienti con malattie gravi possono presentare scarsa tollerabilità a valpromide.

Pertanto in queste condizioni il medico la sottoporrà a controlli adeguati, in particolare quando valpromide viene somministrata a dosi relativamente alte o in associazione con alte dosi di altri medicinali per trattare malattie della mente o epilessia (psicotropi o antiepilettici).

PROBLEMI AL FEGATO (EPATOPATIE) - Come si manifesta La somministrazione di Depamide ha portato eccezionalmente ad un grave danno al fegato (danno epatico), che talvolta si è rivelato mortale.

Se è un neonato o un bambino sotto i 3 anni con gravi forme di una malattia chiamata epilessia, in particolare se ha un danno al cervello (cerebrale), un ritardo di sviluppo mentale (psichico) e (o) una malattia del metabolismo (metabolica) o degenerativa dalla nascita (congenita) ed in terapia con più medicinali, avrà una maggiore possibilità di avere gravi disturbi al fegato.

Se il bambino ha più di 3 anni avrà meno possibilità di avere queste complicazioni, perché la probabilità diminuisce con l’aumentare dell'età. Nella maggior parte dei casi il danno al fegato (epatico) si è verificato durante i primi 6 mesi di terapia.

- Disturbi
Soprattutto se lei è un paziente a rischio, i disturbi clinici sono essenziali per una diagnosi precoce. In
particolare devono essere presi in considerazione due tipi di disturbi che possono precedere la
colorazione gialla della pelle (ittero: vedere “Come si manifesta”):
- se lei soffre di epilessia ricompariranno gli attacchi epilettici

- disturbi non specifici dell’epilessia, che compaiono rapidamente, quali stanchezza (astenia), grave perdita di appetito (anoressia), stato eccessivo di sonno (letargia), stanchezza eccessiva (sonnolenza), a volte associati a vomito ripetuto e dolore a livello dell’addome (addominale). Se durante la terapia avverte uno dei disturbi riportati sopra avverta immediatamente il medico che le

farà fare dei controlli. - Controlli durante il trattamento Se lei assume Depamide, il medico le farà dei controlli del fegato, tra cui bilirubina e transaminasi (funzionalità epatica) prima dell’inizio della terapia e ad intervalli stabiliti per i primi 6 mesi, e altre analisi del sangue denominate tempo di protrombina e fibrinogeno, per controllare la coagulazione del

sangue. L’aumento di alcuni di questi esami potrebbe richiedere l’interruzione della terapia con valproato e come precauzione, in caso essi siano assunti contemporaneamente, devono essere interrotti anche i salicilati.

INFIAMMAZIONE AL PANCREAS (PANCREATITI) Sono possibili, anche se molto rare, gravi infiammazioni al pancreas (pancreatiti) che possono essere anche mortali.

Altri medicinali e Depamide

Informare il medico o il farmacista se si sta assumendo o si è recentemente assunto o si potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale, anche quelli senza prescrizione medica. Alcuni medicinali possono influenzare l’effetto di valproato e viceversa.

Una parte della valpromide assunta viene trasformata in una sostanza chiamata acido valproico, che ha un effetto terapeutico (metabolita attivo). Per questo motivo la valpromide può presentare le stesse interazioni che si hanno con l’acido valproico o i valproati.

Effetti del valproato su altri farmaci

Neurolettici, anti-MAO, antidepressivi e benzodiazepine Se assume valpromide con medicinali utilizzati per i disturbi del comportamento ed appartenenti a

delle classi chiamate neurolettici, anti-MAO, antidepressivi e benzodiazepine si potrebbe verificare un aumento dell’effetto. Per questo motivo il medico la sottoporrà a dei controlli e, quando necessario, le modificherà la terapia.

Fenobarbital

Se assume un medicinale chiamato fenobarbital deve comunicarlo al medico perché il valproato aumenta la quantità di fenobarbital nel sangue e può verificarsi un’eccessiva sedazione, soprattutto nei bambini. Il medico farà dei controlli nei primi 15 giorni del trattamento combinato e potrebbe ridurre le dosi di fenobarbital, in caso di sedazione, e potrebbe controllare la quantità di fenobarbital nel

sangue.

Primidone Se assume un medicinale chiamato primidone il valproato può aumentarne la quantità nel sangue, con

possibile aumento dei suoi effetti indesiderati (quali sedazione); questa interazione cessa con il trattamento a lungo termine, per questo motivo il medico effettuerà dei controlli specialmente all'inizio della terapia, con modifiche della dose di primidone quando necessario.

Fenitoina

Se assume valproato in concomitanza con un farmaco a base di fenitoina il medico provvederà ad effettuare dei controlli perché il valproato modifica la quantità di fenitoina nel sangue, con possibili disturbi di sovradosaggio.

Carbamazepina Se assume valproato con un medicinale a base di carbamazepina il medico provvederà a farle dei controlli, specialmente all’inizio della terapia. Tali controlli vengono effettuati perché la valpromide aumenta la tossicità della carbamazepina.

Lamotrigina Se assume Depamide in concomitanza con dei medicinali a base di lamotrigina potrebbe avere un aumento della possibilità di avere effetti indesiderati da aumentata tossicità della lamotrigina (gravi disturbi della pelle). Il medico provvederà a sottoporla a controlli ed a diminuire la dose di lamotrigina, se necessario. Etosuccimide Se assume la valpromide con un medicinale contenente etosuccimide può aumentare la quantità di quest’ultima nel sangue.

Zidovudina Ponga attenzione ad assumere il valproato con medicinali a base di zidovudina perché l’associazione può portare ad un aumento della quantità nel sangue di quest’ultimo e relativi fenomeni di tossicità.

Felbamato L’acido valproico può diminuire il metabolismo del felbamato.

Olanzapina

Se assume Depamide con medicinali a base di olanzapina (utilizzato in alcune malattie mentali), può aumentare la quantità di quest’ultima nel sangue.

Rufinamide Se assume Depamide con medicinali contenenti rufinamide (utilizzata nell’epilessia), può aumentare la quantità di quest’ultima nel sangue. L’aumentata quantità di rufinamide nel sangue dipende dalla dose di Depamide utilizzata. Quest’effetto è maggiore nei bambini.

Propofol Se assume il valproato insieme a propofol (utilizzato per l’anestesia) il medico prenderà in considerazione una riduzione della dose del propofol poiché il valproato può aumentarne la quantità nel sangue.

Nimodipina Depamide può aumentare gli effetti della nimodipina.

Clozapina (per trattare problemi di salute mentale).

Effetti di altri farmaci sulla valpromide

Se assume medicinali per la cura dell’epilessia (in particolare fenitoina, fenobarbital e carbamazepina)

in concomitanza ad acido valproico il medico potrebbe sottoporla a controlli perché la quantità di acido valproico nel sangue potrebbe risultare diminuita. La terapia verrà modificata in funzione dei risultati.

L’associazione di felbamato e valproato aumenta la quantità di acido valproico nel sangue. Si deve quindi controllare la quantità di valproato nel sangue. Se assume Depamide con medicinali a base di fenitoina o fenobarbital deve prestare particolare attenzione ai sintomi di iperammoniemia (nausea, vomito, agitazione, confusione, convulsioni, sonnolenza, disturbi nella coordinazione muscolare).

Se assume un medicinale utilizzato per curare la malaria chiamato meflochina in concomitanza con acido valproico il medico potrebbe sottoporla a controlli perché potrebbe avere degli attacchi epilettici.

In caso di uso concomitante di valpromide e di sostanze che si legano altamente alle proteine (acido acetilsalicilico), possono aumentare la quantità di acido valproico nel sangue.

Il medico le farà dei controlli della coagulazione del sangue se sta assumendo Depamide con medicinali per rendere il sangue più fluido e appartenenti alla classe dei “vitamina K dipendenti".

Se assume Depamide con medicinali a base di cimetidina, eritromicina, rifampicina, il medico le farà fare dei controlli perché la quantità di acido valproico nel sangue potrebbe risultare modificata.

Non assuma Depamide in concomitanza con antibiotici appartenenti alla classe dei carbapenemi (utilizzati per trattare le infezioni batteriche) (vedere “Avvertenze e precauzioni”).

Inibitori della proteasi Se assume Depamide con medicinali come lopinavir e ritonavir (medicinali utilizzati in gravi malattie

da virus), diminuisce la quantità nel sangue di Depamide.

Colestiramina

Se assume Depamide con medicinali a base di colestiramina (utilizzata per abbassare il colesterolo del sangue), la quantità nel sangue di Depamide può diminuire.

Metamizolo Se assume Depamide con il metamizolo, usato per trattare dolore e febbre, la quantità di Depamide nel

sangue può diminuire.

Metotressato (utilizzato per trattare i tumori e le malattie infiammatorie).

Altre interazioni Alcuni farmaci antinfettivi che contengono pivalato (ad es. pivampicillina, adefovir dipivoxil).

Se assume medicinali contenenti acido valproico in concomitanza con medicinali per la cura delle

convulsioni contenenti topiramato oppure in concomitanza con acetazolamide (utilizzato contro la pressione alta) il medico la sottoporrà a controlli perché aumenta la probabilità che ci sia un aumento della quantità di ammoniaca nel sangue e/o una infiammazione del cervello (encefalopatia iperammoniemica).

Prodotti contenenti estrogeni I prodotti contenenti estrogeni (incluse alcune pillole per il controllo delle nascite) possono diminuire i livelli di valproato nel sangue. Parli con il suo medico per il metodo di contraccezione (controllo delle nascite) più appropriato per lei.

Il valproato generalmente non ha un effetto di induzione enzimatica; di conseguenza non riduce l’efficacia degli estroprogestinici in caso di contraccezione ormonale.

Quetiapina Se assume valproato in associazione ad un medicinale antipsicotico chiamato quetiapina, può

(neutropenia/leucopenia).

Cannabidiolo (utilizzato per trattare l’epilessia ed altre condizioni). aumentare la possibilità di avere una diminuzione di determinate cellule del sangue Depamide con cibi, bevande e alcol L’assunzione di alcol è fortemente sconsigliata durante il trattamento con valpromide perché si può avere un aumento degli effetti dell’alcol.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Avviso importante per le donne

Disturbo bipolare
• Se lei è incinta, non deve utilizzare Depamide per il disturbo bipolare.
• Per il disturbo bipolare, se lei è una donna in età fertile non deve prendere Depamide, a meno

che non stia utilizzando un efficace metodo di controllo delle nascite (contraccettivo) durante l’intero trattamento con Depamide. Non smetta di prendere Depamide né il suo contraccettivo,

a meno che non ne abbia discusso con il suo medico. Il suo medico la consiglierà ulteriormente.

Epilessia • Se lei è incinta, non deve utilizzare Depamide per l’epilessia, a meno che niente altro sia efficace per lei.

• Per l’epilessia, se lei è una donna in età fertile non deve prendere Depamide, a meno che non stia utilizzando un efficace metodo di controllo delle nascite (contraccettivo) durante l’intero trattamento con Depamide. Non smetta di assumere Depamide né il suo contraccettivo, a meno che non ne abbia discusso con il suo medico. Il suo medico la consiglierà ulteriormente.

Rischi dell’assunzione di valproato in gravidanza (a prescindere dalla malattia per la quale viene utilizzato)

• Parli immediatamente con il suo medico se sta programmando di avere un bambino o è
incinta.
• Il valproato comporta dei rischi se preso in gravidanza. Il rischio è maggiore per le dosi più
elevate, ma tutte le dosi comportano un rischio, compreso l’utilizzo di valproato in
associazione ad altri medicinali che trattano l’epilessia.

• Può causare gravi difetti alla nascita e può avere conseguenze sullo sviluppo fisico e mentale e sulla crescita del bambino dopo la nascita. I difetti alla nascita più frequentemente segnalati comprendono: spina bifida (sviluppo incompleto di alcune ossa della colonna vertebrale); malformazioni del viso e del cranio; malformazioni del cuore, dei reni, del tratto urinario e

degli organi sessuali; difetti agli arti e molteplici malformazioni associate che colpiscono
diversi organi e parti del corpo. I difetti alla nascita possono portare a disabilità che possono
essere gravi.
• In bambini esposti al valproato durante la gravidanza sono stati segnalati problemi di udito o
sordità.
•

•
In bambini esposti al valproato durante la gravidanza sono state segnalate malformazioni agli
occhi in associazione ad altre malformazioni congenite. Queste malformazioni agli occhi
possono influenzare la vista.
Le donne che prendono valproato in gravidanza, rispetto alle altre donne, hanno un rischio più
alto di avere un bambino con difetti alla nascita che richiedono un trattamento medico. Poiché
valproato viene usato da molti anni, sappiamo che in donne che prendono valproato circa 11
bambini su 100 hanno difetti alla nascita, rispetto ai 2-3 bambini su 100 nati da donne che non
soffrono di epilessia.
• Si stima che fino al 30-40% dei bambini in età prescolare, le cui madri hanno preso valproato

in gravidanza, possono manifestare problemi di sviluppo nella prima infanzia. Tali bambini possono iniziare in ritardo a camminare e parlare, risultare intellettualmente svantaggiati rispetto ad altri bambini e presentare difficoltà di linguaggio e di memoria. •

I disturbi dello spettro autistico sono più spesso diagnosticati in bambini esposti al valproato in gravidanza e ci sono alcune prove che indicano che i bambini esposti al valproato in gravidanza hanno un rischio maggiore di sviluppare il disturbo da deficit d’attenzione e iperattività (ADHD). • Se assume valproato durante la gravidanza, il suo bambino potrebbe avere un peso alla nascita

inferiore rispetto a quello atteso per la sua età gestazionale. Nelle donne che assumono valproato, circa 11-15 bambini su 100 possono presentare un peso inferiore rispetto all’età gestazionale. Questo dato equivale a 5-10 bambini su 100 nati da donne della popolazione

generale. • Prima di prescriverle questo medicinale, il suo medico le spiegherà cosa potrebbe accadere al suo bambino se rimane incinta mentre prende valproato. Se in un momento successivo decide di voler avere un bambino, non deve smettere di prendere il medicinale, né il metodo contraccettivo, prima di averne discusso con il suo medico.

• Se lei è il genitore o colui che si prende cura di una bambina trattata con valproato, deve contattare il medico non appena la bambina che assume valproato ha il primo ciclo mestruale.

• Alcune pillole anticoncezionali (pillole anticoncezionali contenenti estrogeni) possono
diminuire i livelli di valproato nel sangue. Si assicuri di parlare con il suo medico del metodo
di contraccezione (controllo delle nascite) più adatto per lei.
• Consulti il medico riguardo l’assunzione di acido folico mentre cerca di rimanere incinta.

L’acido folico può ridurre il rischio generale di spina bifida e aborto, possibili in tutte le gravidanze. Tuttavia, è improbabile che riduca il rischio di difetti alla nascita associati all’utilizzo di valproato.

Legga e scelga le situazioni valide per lei tra quelle descritte di seguito:

O STO INIZIANDO IL TRATTAMENTO CON DEPAMIDE O STO PRENDENDO DEPAMIDE E NON HO IN PROGRAMMA DI AVERE UN BAMBINO O STO PRENDENDO DEPAMIDE E HO IN PROGRAMMA DI AVERE UN BAMBINO

O SONO INCINTA E STO PRENDENDO DEPAMIDE

STO INIZIANDO IL TRATTAMENTO CON DEPAMIDE Se Depamide le viene prescritto per la prima volta, il suo medico le spiegherà i rischi per il feto in caso di gravidanza. Se lei è in età fertile, deve assicurarsi di utilizzare un metodo contraccettivo

efficace, senza interruzioni, per l’intera durata del trattamento con Depamide. Parli con il suo medico
o si rivolga ad un consultorio familiare se ha bisogno di consigli sulla contraccezione.
Messaggi chiave:
• prima di iniziare il trattamento con Depamide si deve escludere una gravidanza attraverso un
test di gravidanza confermato dal suo medico;
• durante l’intero trattamento con Depamide, deve utilizzare un efficace metodo di controllo
delle nascite (contraccettivo);
• deve discutere insieme al suo medico riguardo gli adeguati metodi di controllo delle nascite
(contraccettivi). Il medico le spiegherà come prevenire una gravidanza e la può indirizzare ad

uno specialista per consigli sul controllo delle nascite; • deve prendere regolarmente appuntamento (almeno una volta l’anno) con uno specialista esperto nella gestione del disturbo bipolare o dell’epilessia. In occasione di questa visita, il suo

medico si assicurerà che lei sia perfettamente consapevole ed abbia compreso tutti i rischi e i
consigli relativi all’utilizzo di valproato in gravidanza;
• informi il suo medico se desidera avere un bambino;
• informi immediatamente il suo medico se è incinta o se ritiene di poterlo essere.

STO PRENDENDO DEPAMIDE E NON HO IN PROGRAMMA DI AVERE UN BAMBINO. Se sta continuando il trattamento con Depamide ma non ha in programma di avere un bambino, si assicuri di utilizzare un efficace metodo contraccettivo, senza interruzioni, per l’intera durata del

trattamento con Depamide. Parli con il suo medico o con un consultorio familiare se ha bisogno di
consigli sulla contraccezione.
Messaggi chiave:
• deve utilizzare un efficace metodo di controllo delle nascite (contraccettivo) durante l’intero
trattamento con Depamide;
• deve discutere insieme al suo medico della contraccezione (controllo delle nascite). Il medico

le spiegherà come prevenire una gravidanza e può indirizzarla ad uno specialista per consigli sul controllo delle nascite;

• deve regolarmente prendere appuntamento (almeno una volta l’anno) con uno specialista esperto nella gestione del disturbo bipolare o dell’epilessia. Durante questa visita, il suo medico si assicurerà che lei sia perfettamente consapevole e abbia compreso tutti i rischi e i consigli relativi all’utilizzo di valproato in gravidanza;

• informi il suo medico se desidera avere un bambino;
• informi immediatamente il suo medico se è incinta o pensa di poterlo essere.

STO PRENDENDO DEPAMIDE E HO IN PROGRAMMA DI AVERE UN BAMBINO Se sta programmando di avere un bambino, prenda prima appuntamento con il suo medico.

Non smetta di prendere Depamide né il suo contraccettivo, a meno che non ne abbia discusso con il suo medico. Il suo medico la consiglierà ulteriormente. I bambini nati da madri trattate con valproato presentano un elevato rischio di difetti alla nascita e problemi dello sviluppo che possono risultare gravemente invalidanti. Il medico la indirizzerà ad uno

specialista esperto nella gestione del disturbo bipolare o dell’epilessia, in modo da valutare subito
opzioni terapeutiche alternative. Lo specialista può intraprendere varie misure per agevolare il più
possibile il decorso della gravidanza e ridurre al minimo i rischi per lei e per il bambino.
Lo specialista può decidere di modificare la dose di Depamide o di passare ad un altro medicinale,
oppure di interrompere il trattamento con Depamide molto prima della gravidanza, in modo da
accertarsi che la malattia sia stabile.
Chieda al suo medico riguardo l’assunzione di acido folico quando pianifica di avere un bambino.
L’acido folico può ridurre il rischio generale di spina bifida e aborto, possibili in tutte le gravidanze.
Tuttavia, è improbabile che riduca il rischio di difetti alla nascita associati all’utilizzo di valproato.
Messaggi chiave:
• non smetta di prendere Depamide a meno che non glielo abbia detto il suo medico;
• non smetta di utilizzare i metodi di controllo delle nascite (contraccettivi) prima di averne
discusso con il suo medico e aver concordato insieme un piano per assicurare il controllo della
sua malattia e ridurre i rischi per il bambino;

• prima prenda appuntamento con il suo medico. In occasione di questa visita, il medico si
assicurerà che lei sia perfettamente consapevole e abbia compreso tutti i rischi e i consigli
correlati all’utilizzo di valproato in gravidanza;
• il suo medico cercherà di cambiarle il medicinale o di interrompere il trattamento con

Depamide molto tempo prima della gravidanza; • richieda un appuntamento urgente al suo medico se è incinta o pensa di poter essere incinta.

SONO INCINTA E STO PRENDENDO DEPAMIDE

Non smetta di prendere Depamide a meno che non lo abbia stabilito il suo medico, perché la sua malattia potrebbe peggiorare. Richieda un appuntamento urgente al suo medico se è incinta o ritiene di poter essere incinta. Il suo medico la consiglierà ulteriormente.

I bambini nati da madri trattate con valproato presentano un elevato rischio di difetti alla nascita e problemi dello sviluppo che possono risultare gravemente invalidanti. Lei sarà indirizzata ad uno specialista esperto nella gestione del disturbo bipolare o dell’epilessia, in modo da valutare opzioni terapeutiche alternative. In circostanze eccezionali, se Depamide è l’unica opzione di trattamento disponibile in gravidanza, lei

verrà sottoposta ad un attento monitoraggio sia per la gestione della sua malattia di base, sia per tenere sotto controllo lo sviluppo del feto. Lei e il suo compagno potreste ricevere consulenza e supporto relativi all’esposizione al valproato in gravidanza. Chieda consiglio al suo medico riguardo l’assunzione di acido folico. L’acido folico può ridurre il

rischio generale di spina bifida e aborto, possibili in tutte le gravidanze. Tuttavia, è improbabile che riduca il rischio di difetti alla nascita associati all’utilizzo di valproato. Messaggi chiave: • richieda un appuntamento urgente al suo medico se è incinta o ritiene di poter essere incinta;

• non smetta di assumere Depamide a meno che non glielo abbia detto il suo medico;
• si assicuri di essere indirizzata ad uno specialista esperto nel trattamento dell’epilessia, del
disturbo bipolare, per valutare la necessità di opzioni di trattamento alternative;
• deve ricevere una consulenza dettagliata in merito ai rischi di Depamide in gravidanza,
compresa la teratogenicità (difetti alla nascita) e i disturbi dello sviluppo fisico e mentale nei

bambini; • si assicuri di essere indirizzata ad uno specialista in monitoraggio prenatale, per identificare possibili casi di malformazione.

Si assicuri di leggere la guida per la paziente che riceverà dal suo medico. Il suo medico discuterà il Modulo Annuale di Accettazione del Rischio e le chiederà di firmarlo e conservarlo. Le verrà inoltre consegnata dal farmacista la Carta per il Paziente per ricordarle i rischi del valproato in gravidanza.

Ulteriori rischi per il neonato
- Se assume valproato durante la gravidanza, il neonato potrà avere, anche se raramente, delle gravi
perdite di sangue (sindrome emorragica) dovuta alla riduzione di diversi fattori della coagulazione.
Queste riduzioni dei fattori della coagulazione possono talvolta essere mortali ed è per questo che
il medico la sottoporrà a diversi controlli.
- Se assume valproato nel terzo trimestre di gravidanza, il neonato potrebbe avere una riduzione
dello zucchero nel sangue (ipoglicemia).
- Se assume valproato durante la gravidanza il neonato potrà avere disturbi provocati dalla riduzione
della quantità nel sangue di ormoni prodotti dalla tiroide (ipotiroidismo).

- Se assume valproato durante l’ultimo trimestre di gravidanza, il neonato potrà avere dei disturbi provocati da “sindrome da astinenza” (ad esempio: agitazione, irritabilità, ipereccitabilità, nervosismo, aumento dei movimenti (ipercinesia), disturbi dell’attività muscolare (tonicità),

tremore, convulsioni e disturbi alimentari).

Avviso importante per i pazienti di sesso maschile

Rischio potenziale associato all’assunzione di valproato nei 3 mesi precedenti il concepimento Uno studio suggerisce un possibile rischio di disturbi del movimento e dello sviluppo mentale (problemi che interessano lo sviluppo nella prima infanzia) nei bambini nati da padri trattati con

valproato nei 3 mesi precedenti il concepimento. In questo studio, circa 5 bambini su 100 presentavano tali disturbi quando nati da padri trattati con valproato, rispetto a circa 3 bambini su 100 nati da padri trattati con lamotrigina o levetiracetam (altri medicinali che possono essere utilizzati per trattare la sua malattia). Il rischio per i bambini nati da padri che hanno interrotto il trattamento con valproato da 3 mesi (il tempo necessario per formare nuovi spermatozoi) o più a lungo prima del

concepimento non è noto. Lo studio presenta limitazioni e pertanto non è del tutto chiaro se l’aumento del rischio di disturbi del movimento e dello sviluppo mentale suggerito da questo studio sia causato da valproato. Lo studio non era sufficientemente ampio per poter mostrare quale particolare tipo di disturbo del movimento e dello sviluppo mentale i bambini possono essere a rischio di sviluppare.

Come misura precauzionale, il suo medico discuterà con lei:

• Il rischio potenziale per i bambini nati da padri che assumono valproato

• La necessità di considerare una contraccezione efficace (controllo delle nascite) per lei e per la sua partner durante il trattamento e per 3 mesi dopo aver sospeso la terapia

• La necessità di consultare lo specialista se sta pianificando di concepire un figlio e prima di interrompere la contraccezione (controllo delle nascite)

• La possibilità di altri trattamenti che possono essere utilizzati per trattare la sua malattia, a seconda della sua situazione individuale

Non doni sperma mentre assume valproato e per i 3 mesi successivi alla sospensione di valproato.

Parli con il suo medico se sta pensando di avere un bambino.

Se la sua compagna rimane incinta mentre lei ha assunto valproato nei 3 mesi precedenti il

concepimento e ha domande, contatti il suo medico. Non interrompa il trattamento senza averne parlato con il suo medico. Se interrompesse il trattamento, i suoi sintomi possono peggiorare.

Deve pianificare appuntamenti regolari con il suo medico prescrittore. Durante questa visita, il suo medico discuterà con lei le precauzioni associate all’uso di valproato e la possibilità di altri trattamenti che possono essere utilizzati per trattare la sua malattia, a seconda della sua situazione individuale. Si assicuri di leggere la guida per il paziente che riceverà dal suo medico. Le verrà inoltre consegnata dal farmacista la Carta per il Paziente per ricordarle i potenziali rischi del valproato.

Allattamento Se lei sta assumendo valproato durante l’allattamento il medico valuterà se sospendere o meno il trattamento perché il medicinale viene rilasciato nel latte e perché può causare disturbi al sangue

(ematologici) (vedere “Possibili effetti indesiderati”). Il medico valuterà attentamente se interrompere l’allattamento al seno o interrompere la terapia o astenersi dalla terapia con Depamide, tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna.

Fertilità Se è una donna in età fertile il medicinale può aumentare la possibilità che lei abbia una sospensione del flusso mestruale (amenorrea), la presenza di molte cisti all’ovaio (ovaio policistico) ed un aumento

della quantità nel sangue di testosterone (vedere “Possibili effetti indesiderati”). Se è un uomo, la somministrazione di valproato può compromettere la sua fertilità (vedere “Possibili effetti indesiderati”). Questi disturbi della fertilità sono reversibili dopo l’interruzione del trattamento.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Se assume Depamide con una classe di farmaci chiamati “barbiturici” o altri farmaci che provocano una riduzione dell’attività del sistema nervoso centrale si possono riscontrare, in alcuni soggetti, manifestazioni di stanchezza (astenia) e sonnolenza. Le stesse manifestazioni si possono osservare dopo assunzione di bevande alcoliche. Il medico le

illustrerà i problemi che potrà avere nel condurre veicoli o nello svolgimento di quelle operazioni che richiedono un normale stato di attenzione.

Depamide contiene sodio

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa gastroresistente, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Bambine e donne in età fertile

Il trattamento con Depamide deve essere iniziato e supervisionato da un medico specializzato nel trattamento dell’epilessia o dei disturbi bipolari.

Pazienti di sesso maschile Si raccomanda che il trattamento con Depamide sia iniziato e supervisionato da uno specialista con

per i pazienti di sesso maschile.

• Epilessia e turbe del carattere esperienza nella gestione dell’epilessia o disturbo bipolare – vedere paragrafo 2. Avviso importante La dose raccomandata è: da 2 a 6 compresse al giorno, secondo prescrizione medica. Prima di iniziare il trattamento con Depamide tenga presente che:

• Se è un paziente non trattato con altri medicinali per la cura dell’epilessia (antiepilettici), il medico
aumenterà la dose ad intervalli di 2-3 giorni, per raggiungere quella indicata in una settimana
circa.
• Se è un paziente che assume medicinali per disturbi mentali (psicotropi), il medico aumenterà la

dose di Depamide in maniera graduale, raggiungendo la dose migliore in circa due settimane, riducendo se necessario la dose degli altri trattamenti.

Depamide, per la sua forma di presentazione in compresse rivestite di 300 mg, è indicata essenzialmente nel trattamento degli adolescenti e degli adulti. Non è raccomandato nei bambini.

• Episodi di mania correlati al disturbo bipolare

Adulti La dose raccomandata è: quella che il medico valuterà adeguata per ogni singolo paziente. La dose giornaliera iniziale raccomandata è di 750 mg. La dose deve essere aumentata il più rapidamente possibile in modo da raggiungere la dose terapeutica

più bassa con cui si ottiene l’effetto clinico desiderato. La dose giornaliera deve essere adattata alla risposta clinica per stabilire la dose minima efficace per il singolo paziente. La dose giornaliera media solitamente varia fra 1000 e 2000 mg di valproato. I pazienti che ricevono una dose giornaliera superiore a 45 mg/kg di peso corporeo devono essere attentamente controllati.

Se soffre di una malattia che le provoca gravi modifiche dell’umore (episodi di mania correlati al disturbo bipolare), il medico valuterà la dose minima efficace.

Pazienti con problemi ai reni Il medico può decidere di regolare la dose.

Uso nei bambini e negli adolescenti Bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di età:

Depamide non deve essere usata in bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di età per il trattamento della mania.

Se prende più Depamide di quanto deve

In caso di ingestione/assunzione di una dose eccessiva di Depamide avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale.

Segni e sintomi da sovradosaggio I segni di grave sovradosaggio acuto generalmente comprendono: coma, con riduzione del tono

muscolare (ipotonia), riduzione dei riflessi (iporeflessia), diminuzione del diametro delle pupille (miosi), compromissione della funzione respiratoria, modifica dell’acidità del sangue (acidosi metabolica), diminuzione della pressione del sangue (ipotensione), disturbi al cuore, collasso/shock circolatorio e aumento della quantità di sodio nel sangue (ipernatriemia). In seguito ad un grave sovradosaggio si è verificata la morte dei pazienti, anche se l’esito delle intossicazioni è generalmente favorevole. I sintomi comunque possono essere variabili e attacchi epilettici sono stati segnalati in presenza di quantità di valpromide nel sangue molto alte. Sono stati segnalati casi di pressione alta nella testa (ipertensione intracranica).

Se dimentica di prendere Depamide Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose. Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di Depamide si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, DEPAMIDE può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista.

Informi immediatamente il medico se nota uno qualsiasi dei seguenti effetti indesiderati gravi.
Potrebbe avere bisogno di cure mediche urgenti:
- Problemi di equilibrio e di coordinazione, sensazione di letargia o sentirsi meno vigili, associati a
vomito. Ciò può essere dovuto all'aumento della quantità di ammoniaca nel sangue.
- Malattie renali (insufficienza renale, nefrite tubulointerstiziale) che possono manifestarsi come

ridotta emissione di urina. - Non comune: difficoltà respiratorie, dolore o pressione al petto (soprattutto durante l'inspirazione), mancanza di respiro e tosse secca dovuti all'accumulo di liquido attorno ai polmoni (versamento pleurico).

Informi il medico o il farmacista se uno qualsiasi dei seguenti effetti indesiderati si aggrava o dura più di qualche giorno; potrebbe avere bisogno di cure mediche: Raro: urinare molto e avere sete (sindrome di Fanconi).

Frequenza non nota: diminuzione dei livelli di carnitina (evidenziata da esami del sangue o muscolari). Frequenza non nota: aree più scure della pelle e delle mucose (iperpigmentazione).

Effetti indesiderati molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10): - Nausea.

- Tremore.

Effetti indesiderati comuni (possono interessare da 1 a 10 persone su 100): - Un malfunzionamento del fegato (disfunzione epatica): si può avere un lieve aumento delle analisi

del sangue del fegato (enzimi epatici), soprattutto all’inizio del trattamento; tale aumento è momentaneo (transitorio) e non dà disturbi (senza evidenze cliniche). Sono stati segnalati casi di infiammazione al fegato (epatiti) (vedere “Avvertenze e precauzioni”). - Vomito, disturbi gengivali, principalmente rigonfiamento delle gengive (iperplasia gengivale), infiammazione della mucosa della bocca (stomatite), dolori alla parte superiore dell’addome, diarrea;

questi effetti si verificano frequentemente in alcuni pazienti all'inizio del trattamento, ma
generalmente scompaiono dopo qualche giorno senza interrompere il trattamento.
- Disturbi ad una parte del sistema nervoso chiamati extrapiramidali (incapacità di stare fermi, rigidità,
tremori, movimenti lenti, movimenti involontari, contrazioni muscolari), stupore, tremore quando si
tenta di mantenere una posizione fissa (tremore posturale), sonnolenza, convulsioni, memoria
insufficiente, mal di testa, movimenti involontari dell’occhio (nistagmo), capogiri pochi minuti dopo
iniezione in vena (endovenosa), che si risolvono in modo spontaneo entro pochi minuti.
- Stato confusionale, allucinazioni, aggressività*, agitazione*, disturbi dell’attenzione* (* Questi
effetti indesiderati sono stati osservati principalmente nei bambini).

- Riduzione dell’emoglobina nel sangue (anemia), ridotta quantità di piastrine nel sangue
(trombocitopenia).
- Aumento di peso dose-dipendente o perdita di peso, aumento o perdita dell’appetito. Poiché
l’aumento di peso costituisce un fattore di rischio per una malattia a carico dell’ovaio detta

“sindrome dell’ovaio policistico” deve venire attentamente controllato (vedere “Cosa deve sapere
prima di prendere Depamide”).
- Ipersensibilità, perdita dei capelli transitoria (alopecia transitoria) e (o) dose-correlata.
- Ciclo mestruale doloroso (dismenorrea).
- Perdita di sangue (emorragia) (vedere “Cosa deve sapere prima di prendere Depamide” e

“Avvertenze e precauzioni”).
- Sordità.
- Riduzione della quantità di sodio nel sangue (iponatriemia).

- Disturbi alle unghie.
- Perdita involontaria di urina (incontinenza urinaria).

Effetti indesiderati non comuni (possono interessare da 1 a 10 persone su 1.000): - Infiammazione del pancreas (pancreatite), talvolta mortale (vedere "Avvertenze e precauzioni” e

“Cosa deve sapere prima di prendere Depamide”). - Sindrome da inappropriata secrezione dell’ormone ADH (SIADH), aumento della produzione di ormoni maschili (iperandrogenismo) caratterizzato da aumento della peluria (irsutismo), presenza di caratteri maschili nelle donne (virilismo), acne, alopecia maschile e/o aumento degli ormoni maschili

(androgeni). - Difficoltà di fare movimenti volontari (atassia), stato di confusione (encefalopatia), coma, aumento del sonno (letargia), segni simili alla malattia di Parkinson che possono essere risolti o eliminati (parkinsonismo reversibile), alterazione della sensibilità degli arti o di altre parti del corpo

(parestesia). Peggioramento delle convulsioni (vedere “Avvertenze e precauzioni”).
- Irritabilità, (occasionalmente aggressività, iperattività e disturbi comportamentali).
- Alterazione del numero o della forma delle cellule del sangue (leucopenia o pancitopenia, ipoplasia
dei globuli rossi).
- Gonfiore al viso, alle mani e ai piedi, alle labbra, alla lingua o alla gola (angioedema), arrossamento

della pelle (eruzione cutanea), alterazioni dei capelli (come struttura anomala dei capelli, cambi nel
colore dei capelli, crescita anomala dei capelli).
- Assenza di ciclo mestruale (amenorrea) e mestruazioni irregolari.
- Infiammazione a carico dei vasi sanguinei (vasculiti).

- Riduzione della temperatura corporea (ipotermia).
- Riduzione della funzionalità del rene (insufficienza renale).
- Raccolta di liquido non grave a livello periferico (edema periferico non grave).

Effetti indesiderati rari (possono interessare da 1 a 10 persone su 10.000):

precauzioni”). del - Ridotta produzione di ormoni della ghiandola tiroidea (ipotiroidismo) (vedere “Avvertenze e

- Aumento della quantità di ammoniaca nel sangue (iperammoniemia). Può presentarsi un moderato e isolato aumento della quantità di ammoniaca nel sangue (iperammoniemia isolata), senza alterazione delle analisi del fegato (funzionalità epatica) e ciò non deve essere causa di interruzione del trattamento. Tuttavia in corso di monoterapia o di terapia con altri farmaci (con: fenobarbitale, carbamazepina, fenitoina, topiramato) si può avere alterazione della coscienza dovuta ad aumento della quantità di ammoniaca nel sangue (encefalopatia iperammoniemica), con normale funzione del fegato (funzione epatica) ed assenza di danno alle cellule (citolisi). La sindrome di alterazione della

coscienza dovuta ad aumento della quantità di ammoniaca nel sangue (encefalopatia iperammoniemica) indotta dal valproato si manifesta in forma acuta ed è caratterizzata da perdita della coscienza, e disturbi del sistema nervoso con aumento della frequenza degli attacchi epilettici. Può comparire dopo alcuni giorni o alcune settimane dall’inizio della terapia e regredisce con la

sospensione del valproato. Lo stato di confusione (encefalopatia) non è dose-dipendente.
- Malattia del sangue dovuta a problemi al midollo osseo (sindrome mielodisplastica).
- Demenza reversibile associata ad alterazioni del cervello (atrofia cerebrale) reversibili, disturbi
dell’apprendimento (cognitivi), stati confusionali, particolare stato di incoscienza chiamato ”stato
stuporoso” e aumento del sonno “letargia” che qualche volta hanno portato a coma transitorio

(encefalopatia): questi effetti sono rari o associati con un aumento del numero di attacchi epilettici durante la terapia e sono regrediti con l'interruzione del trattamento o con la diminuzione della dose. Questi casi sono stati segnalati principalmente durante la terapia con altri farmaci (in particolare con

fenobarbital) o dopo un brusco aumento delle dosi di valproato. Sono stati segnalati riduzione del
tono muscolare (ipotonia) e sedazione.
- Comportamento anomalo*, iperattività psicomotoria*, disturbi nell’apprendimento* (* Questi effetti
indesiderati sono stati osservati principalmente nei bambini).
- Ridotta funzionalità del midollo osseo (insufficienza midollare inclusa aplasia midollare pura a

carico dei globuli rossi). Alterazione del numero o della forma delle cellule del sangue (agranulocitosi, anemia macrocitica, macrocitosi). - Diminuzione dei fattori della coagulazione, test della coagulazione anormali (come prolungamento del tempo di protrombina, prolungamento del tempo di tromboplastina parziale attivato,

prolungamento del tempo di trombina, INR prolungato) (vedere anche “Gravidanza, allattamento e fertilità”). Sono stati segnalati casi isolati di riduzione del fibrinogeno. Carenza di vitamina H (biotina) e dell’enzima chiamato biotinidasi. - Gravi disturbi della pelle (necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson, eritema

multiforme). Reazioni allergiche, in particolare quelle tipiche da farmaci (DRESS) con aumento di alcuni tipi di globuli bianchi (eosinofilia) e disturbi generali in tutto il corpo. - Infertilità maschile, che è generalmente reversibile dopo interruzione del trattamento e può essere reversibile dopo riduzione della dose. Non interrompa il trattamento senza avere parlato prima con il proprio medico. Ovaio policistico.

- Perdita di urina durante la notte (enuresi), malattie dei reni (nefrite tubulo interstiziale, sindrome di
Fanconi reversibile).
- Malattia a carico della pelle e dei tessuti, come il Lupus eritematoso sistemico, disturbi ai muscoli
(rabdomiolisi); (vedere “cosa deve sapere prima di prendere Depamide”).

- Obesità.
- Visione doppia.

Effetti indesiderati con frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

precauzioni – Gravidanza, allattamento e fertilità"). del - Malformazioni presenti dalla nascita (congenite) e disturbi dello sviluppo (vedere "Avvertenze e

- Diminuzione della densità minerale ossea (osteopenia e osteoporosi) e fratture nei pazienti in terapia
a lungo termine con Depamide.
- Reazioni allergiche.
Ulteriori effetti indesiderati nei bambini
Alcuni effetti indesiderati del valproato si verificano più frequentemente nei bambini o sono più gravi
rispetto agli adulti. Questi includono danni al fegato, infiammazione del pancreas (pancreatite),

aggressività, agitazione, disturbi dell'attenzione, comportamento anomalo, iperattività e disturbi dell'apprendimento.

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Non conservare a temperatura superiore a 30°C. Conservare nel contenitore originale. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come

eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Depamide
- Il principio attivo è: valpromide. Una compressa gastroresistente contiene 300 mg di valpromide.
- Gli altri componenti sono: sodio docusato, carbossimetilamido sodico (tipo A), silice colloidale
anidra, talco, magnesio stearato, acido metacrilico/etile acrilato copolimero (1:1), sodio idrossido,

trietile citrato, titanio diossido, ferro ossido giallo.

Descrizione dell’aspetto di Depamide e contenuto della confezione Depamide si presenta in forma di compresse gastroresistenti.

Un astuccio contiene 30 compresse gastroresistenti da 300 mg.

Titolare dell'autorizzazione all’immissione in commercio Sanofi S.r.l. – Viale L. Bodio, 37/B - Milano

Produttore SANOFI WINTHROP INDUSTRIE - 1, rue de la Vierge - 33440 Ambares (F) SANOFI-AVENTIS S.A. - Carretera de la Batlloria a Hostalric - Riells - (E) Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il Informazioni dettagliate e aggiornate su questo medicinale sono disponibili puntando il QR code presente su questo foglio illustrativo e sulla confezione esterna con uno smartphone. Le stesse informazioni sono disponibili anche al seguente URL:

https://qr.Ioevalproato.it/it-IT/depamide

Domande frequenti su DEPAMIDE

Come si usa DEPAMIDE?

DEPAMIDE si presenta in forma di Compressa gastroresistente e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

DEPAMIDE e disponibile senza ricetta?

No, DEPAMIDE e soggetto a prescrizione medica.

Qual e il principio attivo di DEPAMIDE?

Il principio attivo di DEPAMIDE e VALPROMIDE.

Chi produce DEPAMIDE?

DEPAMIDE e prodotto da SANOFI S.R.L..

Da quando DEPAMIDE e autorizzato in Italia?

DEPAMIDE ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2016-03-22.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

DEPAMIDE 300 mg compresse gastroresistenti

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Una compressa contiene 300 mg di Valpromide. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

3. Forma farmaceutica

Compresse gastroresistenti.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Epilessia generalizzata e focalizzata, piccolo male tipo assenza, piccolo male mioclonico, epilessia psicomotoria, turbe del carattere. Trattamento degli episodi di mania correlati al disturbo bipolare quando il litio è controindicato o non tollerato. La continuazione della terapia dopo l’episodio di mania può essere presa in considerazione nei pazienti che hanno risposto alla valpromide per la mania acuta.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Epilessia e turbe del carattere Da 2 a 6 compresse rivestite al giorno, secondo prescrizione medica. Prima di iniziare la terapia con DEPAMIDE tenere presente che: - Se DEPAMIDE viene prescritta da sola, la posologia va aumentata per stadi successivi di 2-3 giorni, per raggiungere quella ottimale nel giro di una settimana circa. - Nel caso in cui il paziente sia già in trattamento con altri farmaci psicotropi, occorre aumentare la dose di DEPAMIDE progressivamente, in modo da raggiungere quella ottimale nel giro d

due settimane circa e contemporaneamente, se necessario, ridurre gradualmente la posologia degli psicotropi associati per portarla alla metà o anche ad un terzo delle dosi iniziali. DEPAMIDE, per la sua forma di presentazione in compresse rivestite di 300 mg, è indicata essenzialmente nel trattamento degli adolescenti e degli adulti. Non è raccomandato nei bambini. Episodi di mania correlati al disturbo bipolare Adulti La dose giornaliera deve essere stabilita e controllata individualmente dal medico. La dose giornaliera iniziale raccomandata è di 750 mg. Inoltre, negli studi clinici una dose iniziale di 20 mg di valpromide/kg di peso corporeo ha mostrato anch’essa un profilo di sicurezza accettabile. Le formulazioni a rilascio prolungato possono essere somministrate una o due volte al giorno. La dose deve essere aumentata il più rapidamente possibile in modo da raggiungere la dose terapeutica più bassa con cui si ottiene l’effetto clinico desiderato. La dose giornaliera deve essere adattata alla risposta clinica per stabilire la dose minima efficace per il singolo paziente. La dose giornaliera media solitamente varia fra 1000 e 2000 mg di valpromide. I pazienti che ricevono una dose giornaliera superiore a 45 mg/kg di peso corporeo devono essere attentamente monitorati. La continuazione del trattamento negli episodi di mania correlati al disturbo bipolare deve essere stabilita su base individuale, alla dose minima efficace. Popolazione pediatrica e adolescenti: L’efficacia di Depamide nel trattamento degli episodi di mania correlati al disturbo bipolare non sono state valutate nei pazienti di età inferiore ai 18 anni. Per quanto riguarda le informazioni di sicurezza nei bambini vedere il paragrafo 4.8. Bambine e donne in età fertile Il trattamento con valproato deve essere iniziato e supervisionato da uno specialista esperto nella gestione dell’epilessia o del disturbo bipolare. Il valproato non deve essere utilizzato nelle bambine e nelle donne in età fertile, eccetto il caso in cui gli altri trattamenti siano inefficaci o non tollerati. Valproato viene prescritto e dispensato in base al Programma di prevenzione delle gravidanze con valproato (paragrafi 4.3 e 4.4). Il beneficio e il rischio devono essere riconsiderati attentamente in occasione delle regolari revisioni del trattamento. Il valproato deve essere prescritto preferibilmente in monoterapia e alla dose minima efficace, se possibile nella formulazione a rilascio prolungato. La dose giornaliera deve essere suddivisa in almeno due dosi singole (vedere paragrafo 4.6.). Uomini Si raccomanda che il trattamento con Depamide venga avviato e supervisionato da uno specialista esperto nel trattamento dell'epilessia o del disturbo bipolare (vedere paragrafi 4.4 e 4.6). Pazienti con insufficienza renal

Può essere necessario ridurre la dose nei pazienti con insufficienza renale o aumentare la dose nei pazienti in emodialisi. Valpromide è dializzabile (vedere paragrafo 4.9). La dose deve essere modificata in base al monitoraggio clinico del paziente (vedere paragrafo 4.4).

4.3 Controindicazioni

Depamide è controindicato nelle seguenti situazioni: - Ipersensibilità al principio attivo o ad uno dei suoi metaboliti o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 -Epatite acuta -Epatite cronica -Anamnesi personale o familiare di grave epatopatia, soprattutto indotta da farmaci -Porfiria epatica. -Emorragie in atto. -Generalmente controindicato nei neonati e nei bambini al di sotto dei tre anni di età. -Il valproato è controindicato nei pazienti affetti da patologie mitocondriali causate da mutazioni nel gene nucleare che codifica per l’enzima mitocondriale polimerasi gamma (POLG), come per esempio la sindrome di Alpers-Huttenlocher e nei bambini al di sotto dei 2 anni di età in cui si sospetta una patologia correlata al gene POLG (vedere paragrafo 4.4). -Pazienti con disturbi noti del ciclo dell’urea (vedere paragrafo 4.4). - Pazienti con deficit primitivo sistemico di carnitina non corretto (vedere paragrafo 4.4 “Pazienti a rischio di ipocarnitinemia”). Trattamento dell’epilessia • in gravidanza, eccetto il caso in cui non vi siano trattamenti alternativi adeguati (vedere paragrafi 4.4 e 4.6); • in donne in età fertile, eccetto in presenza dei requisiti previsti dal programma di prevenzione delle gravidanze (vedere paragrafi 4.4 e 4.6). Trattamento del disturbo bipolare • in gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.6); • in donne in età fertile, eccetto in presenza dei requisiti previsti dal programma di prevenzione delle gravidanze (vedere paragrafi 4.4 e 4.6).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Avvertenze speciali Programma di prevenzione delle gravidanze Il valproato ha un elevato potenziale teratogeno e i bambini esposti in utero al valproato presentano un alto rischio di malformazioni congenite e di disturbi del neurosviluppo (vedere paragrafo 4.6). Depamide è controindicato nelle seguenti situazioni: Trattamento dell’epilessia • in gravidanza, eccetto il caso in cui non vi siano trattamenti alternativi adeguati (vedere paragrafi 4.3 e 4.6);

• in donne in età fertile, eccetto in presenza dei requisiti previsti dal programma di prevenzione delle gravidanze (vedere paragrafi 4.3 e 4.6). Trattamento del disturbo bipolare • in gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 4.6); • in donne in età fertile, eccetto in presenza dei requisiti previsti dal programma di prevenzione delle gravidanze (vedere paragrafi 4.3 e 4.6). Condizioni del Programma di prevenzione delle gravidanze: Il medico prescrittore deve accertarsi che • vengano valutate in ciascun caso le circostanze individuali, coinvolgendo la paziente nel colloquio, per garantire che partecipi attivamente, per discutere le opzioni terapeutiche e assicurarsi che comprenda i rischi e le misure necessarie per minimizzare i rischi; • la potenziale fertilità sia valutata in tutte le pazienti di sesso femminile; • la paziente abbia compreso e preso atto dei rischi relativi alle malformazioni congenite e ai disturbi del neuro sviluppo inclusa la portata di tali rischi per i bambini esposti in utero al valproato; • la paziente comprenda la necessità di sottoporsi ad un test di gravidanza prima di iniziare il trattamento e durante il trattamento, se necessario; • la paziente riceva una consulenza sulla contraccezione e sia in grado di rispettare la necessità di utilizzare metodi contraccettivi efficaci, senza interruzione, per tutta la durata del trattamento con valproato (per ulteriori dettagli, consultare il sottoparagrafo sulla contraccezione in questo riquadro sulle precauzioni); • la paziente comprenda la necessità di una rivalutazione periodica del trattamento (almeno una volta l’anno) da parte di uno specialista esperto nella gestione dell’epilessia o dei disturbi bipolari; • la paziente comprenda la necessità di consultare il proprio medico non appena stia programmando una gravidanza, in modo da garantire un colloquio per tempo e passare ad opzioni terapeutiche alternative prima del concepimento e prima di interrompere la contraccezione; • la paziente comprenda la necessità di consultare urgentemente il proprio medico in caso di gravidanza; • la paziente abbia ricevuto la guida per la paziente; • la paziente abbia ammesso di comprendere i rischi e le necessarie precauzioni associate all’utilizzo del valproato (Modulo Annuale di Accettazione del Rischio). Queste condizioni valgono anche per le donne non sessualmente attive al momento, salvo il caso in cui il medico prescrittore individui ragioni convincenti che escludano il rischio di gravidanza. Bambine • I medici prescrittori devono accertarsi che i genitori/coloro i quali si prendono cura delle bambine comprendano la necessità di contattare lo specialista non appena la bambina che utilizza valproato abbia il menarca. • Il medico prescrittore deve accertarsi che i genitori/coloro i quali si prendono cura delle bambine che abbiano avuto il menarca ricevano informazioni esaustive sui rischi di malformazioni congenite e di disturbi del neurosviluppo, inclusa la portata di tali rischi, per i bambini esposti in utero al valproato. • Nelle pazienti che abbiano avuto il menarca, lo specialista prescrittore deve rivalutare ogni anno la necessità della terapia con valproato e considerare opzioni terapeutiche alternative.

Se il valproato è l’unico trattamento adeguato, è necessario discutere della necessità di una contraccezione efficace e di tutte le altre condizioni previste dal programma di prevenzione delle gravidanze. Lo specialista deve compiere ogni sforzo per garantire il passaggio ad un trattamento alternativo prima che la bambina raggiunga l’età adulta. Test di gravidanza Prima di iniziare il trattamento con valproato si deve escludere una gravidanza. Il trattamento con valproato non deve essere iniziato in donne in età fertile senza un test di gravidanza con esito negativo (test di gravidanza plasmatico), confermato da un operatore sanitario, in modo da escludere un utilizzo non intenzionale in gravidanza. Contraccezione Le donne in età fertile cui è stato prescritto il valproato devono utilizzare metodi contraccettivi efficaci, senza interruzione, per l’intera durata del trattamento con valproato. Queste pazienti devono ricevere informazioni esaustive sulla prevenzione della gravidanza, nonché una consulenza sulla contraccezione qualora non stiano utilizzando metodi contraccettivi efficaci. Si deve utilizzare almeno un metodo contraccettivo efficace (preferibilmente un tipo indipendente dalla paziente, come un dispositivo intrauterino o un impianto), oppure due metodi contraccettivi complementari, incluso un metodo barriera. Nella scelta del metodo contraccettivo devono essere valutate in ciascun caso le circostanze individuali, coinvolgendo la paziente nella discussione, per assicurare la sua partecipazione e aderenza ai metodi scelti. Anche in caso di amenorrea deve attenersi a tutte le indicazioni relative ad una contraccezione efficace. Prodotti contenenti estrogeni L’uso concomitante con prodotti che contengono estrogeni, inclusi contraccettivi ormonali contenenti estrogeni, può potenzialmente ridurre l’efficacia del valproato (vedere paragrafo 4.5). I medici prescrittori devono monitorare la risposta clinica (controllo delle crisi o controllo dell’umore) quando si inizia o si interrompe l’utilizzo di prodotti contenenti estrogeni. Al contrario, il valproato non riduce l’efficacia dei contraccettivi ormonali. Revisioni annuali del trattamento da parte di uno specialista Lo specialista deve rivalutare almeno una volta l’anno se il valproato sia il trattamento più adeguato per la paziente. Lo specialista deve discutere il Modulo Annuale di Accettazione del Rischio, sia all’inizio sia durante ogni rivalutazione annuale, e accertarsi che la paziente ne abbia compreso il contenuto. Pianificazione di una gravidanza Per l’indicazione epilessia, se una donna pianifica una gravidanza uno specialista esperto nella gestione dell’epilessia deve valutare nuovamente la terapia con valproato e considerare le opzioni terapeutiche alternative. Si deve compiere ogni sforzo per passare ad un trattamento alternativo adeguato prima del concepimento e prima di interrompere la contraccezione (vedere paragrafo 4.6). Se il passaggio non è possibile, la donna deve ricevere un’ulteriore consulenza sui rischi del valproato per il feto, in modo da garantire una decisione consapevole sulla pianificazione familiare. Per l‘indicazione disturbo bipolare, se una donna pianifica una gravidanza, deve consultare uno specialista esperto nella gestione del disturbo bipolare e il trattamento con valproato deve essere interrotto e, se necessario, sostituito con un trattamento alternativo prima del concepimento e prima di interrompere la contraccezione. In caso di gravidanza Se una donna che assume valproato rimane incinta, deve essere immediatamente indirizzata ad uno specialista, per rivalutare il trattamento con valproato e prendere in considerazione opzioni alternative. Le pazienti con gravidanza esposta al valproato e i loro compagni devono esser

indirizzati ad uno specialista prenatale per una valutazione e una consulenza in merito alla gravidanza esposta (vedere paragrafo 4.6). Il farmacista deve assicurarsi che • insieme a ciascuna dispensazione di valproato venga consegnata la Carta per il Paziente e che la paziente ne comprenda il contenuto; • le pazienti vengano istruite a non interrompere l’assunzione di valproato e a contattare immediatamente uno specialista in caso di gravidanza pianificata o sospetta. Materiale educazionale Al fine di assistere gli operatori sanitari e le pazienti nell’evitare l’esposizione al valproato in gravidanza, il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio ha fornito il materiale educazionale per rimarcare le avvertenze e fornire indicazioni sull’uso del valproato da parte di donne in età fertile, nonché dettagli sul programma di prevenzione delle gravidanze. A tutte le donne in età fertile che utilizzano il valproato devono essere consegnate la guida per la paziente e la Carta per il paziente. All’inizio del trattamento e ad ogni revisione annuale del trattamento con valproato da parte dello specialista, deve essere compilato il Modulo Annuale di Accettazione del rischio. Uso nei pazienti di sesso maschile Uno studio osservazionale retrospettivo suggerisce un aumento del rischio di disturbi del neurosviluppo (NDD) nei bambini nati da uomini trattati con valproato nei 3 mesi precedenti il concepimento rispetto a quelli nati da uomini trattati con lamotrigina o levetiracetam (vedere paragrafo 4.6). Come misura precauzionale, il medico prescrittore deve informare i pazienti di sesso maschile di questo potenziale rischio (vedere paragrafo 4.6) e discutere della necessità di prendere in considerazione una contraccezione efficace, anche per la propria partner, durante l’utilizzo di valproato e per almeno 3 mesi dopo l’interruzione del trattamento. I pazienti di sesso maschile non devono donare sperma durante il trattamento e per almeno 3 mesi dopo la sospensione della terapia I pazienti di sesso maschile trattati con valproato devono essere rivalutati regolarmente dal proprio medico prescrittore per valutare se il valproato rimane il trattamento più appropriato per il paziente. Per i pazienti di sesso maschile che stanno pianificando di concepire un bambino, si devono considerare e discutere con il paziente le alternative terapeutiche più adeguate. Le circostanze personali devono essere valutate caso per caso. Si raccomanda di chiedere il parere di uno specialista esperto nella gestione dell’epilessia o del disturbo bipolare se appropriato. Sono disponibili materiali educazionali per gli operatori sanitari e i pazienti di sesso maschile. Ai pazienti di sesso maschile che utilizzano valproato deve essere fornita una guida per il paziente. Poiché il principale metabolita attivo della valpromide è l’acido valproico, le avvertenze da seguire sono le stesse segnalate per l’acido valproico o i valproati. Ideazione e comportamento suicidari Casi di ideazione e comportamento suicidari sono stati segnalati in pazienti in trattamento con farmaci antiepilettici nelle loro diverse indicazioni. Una meta-analisi di studi clinici randomizzati verso placeb

ha, inoltre, evidenziato un modesto aumento del rischio di ideazione e comportamento suicidari. Il meccanismo di tale rischio non è noto e i dati disponibili non escludono la possibilità di un aumentato rischio con valpromide. Pertanto, i pazienti devono essere monitorati per eventuali segni di ideazione e comportamento suicidari ed in tal caso deve essere preso in considerazione un appropriato trattamento. I pazienti (e chi li assiste) devono essere avvisati di informare subito il medico qualora emergano segni di ideazione o comportamento suicidari. GRAVE DANNO EPATICO - Condizioni di insorgenza È stato eccezionalmente segnalato un grave danno epatico che talvolta si è rivelato fatale. I pazienti più a rischio soprattutto in casi di terapia anticonvulsiva multipla sono i neonati ed i bambini sotto i 3 anni con gravi forme di epilessia, in particolare quelli con danno cerebrale, ritardo psichico e (o) con disturbi metabolici congeniti inclusi disturbi mitocondriali come carenza di carnitina, disturbi del ciclo dell'urea, mutazioni di POLG (vedere paragrafi 4.3 e 4.4) o malattia degenerativa. Dopo il compimento dei 3 anni l'incidenza si riduce significativamente e diminuisce progressivamente con l'età. Nella maggior parte dei casi il danno epatico si è verificato durante i primi 6 mesi di terapia. - Sintomatologia I sintomi clinici sono essenziali per una diagnosi precoce. In particolare, soprattutto nei pazienti a rischio (vedere condizioni di insorgenza), devono essere prese in considerazione due tipi di manifestazioni che possono precedere l'ittero: - ricomparsa degli attacchi epilettici - sintomi non specifici, generalmente a rapida insorgenza, quali astenia, anoressia, letargia, sonnolenza, a volte associati a vomito ripetuto e dolore addominale. I pazienti (o i loro genitori, se si tratta di bambini) devono essere avvertiti di informare immediatamente il proprio medico qualora si verifichi uno qualsiasi dei segni soprariportati. Oltre ai controlli clinici dovrà essere intrapreso il controllo ematochimico immediato della funzionalità epatica. - Rilevazione La funzionalità epatica deve essere controllata periodicamente durante i primi 6 mesi di terapia, specialmente nei pazienti a rischio. In caso di modifiche nei medicinali concomitanti (aumento della dose o aggiunte) che sono noti per avere un impatto sul fegato, si deve ricominciare il monitoraggio della funzionalità epatica in modo appropriato (vedere anche il paragrafo 4.5 sul rischio di danno epatico con salicilati, altri anticonvulsivanti incluso il cannabidiolo). Tra le analisi abituali, le più pertinenti sono quelle che riflettono la sintesi proteica, soprattutto il tempo di protrombina. La conferma di una percentuale di attività protrombinica particolarmente bassa, soprattutto se associata ad altri rilievi biologici anormali (significativa diminuzione del fibrinogeno e dei fattori della coagulazione; aumento dei livelli di bilirubina e aumento delle transaminasi) richiede l’interruzione della terapia con valproato. Come precauzione e in caso essi siano assunti contemporaneamente, devono essere interrotti anche i salicilati, poiché metabolizzati per la stessa via. PANCREATITI Sono state segnalate molto raramente pancreatiti gravi che possono avere esito fatale. PAZIENTI CON PATOLOGIA MITOCONDRIALE NOTA O SOSPETTA Il valproato può scatenare o aggravare i segni clinici delle patologie mitocondriali sottostanti causate da mutazioni del DNA mitocondriale o del gene POLG codificato a livello nucleare. In particolare, son

stati segnalati con maggiore frequenza casi di insufficienza epatica acuta e morte per cause epatiche indotte da valproato in pazienti con sindromi neuro-metaboliche ereditarie causate da mutazioni a carico del gene dell’enzima mitocondriale polimerasi gamma (POLG), come per esempio la Sindrome di Alpers-Huttenlocher. Le patologie correlate al gene POLG devono essere sempre sospettate in pazienti con storia familiare o sintomi suggestivi di patologia correlate al gene POLG, inclusi (ma non limitati a) encefalopatia di natura indeterminata, epilessia resistente (focale, mioclonica), stato di male epilettico all’esordio, ritardi dello sviluppo, regressione psicomotoria, neuropatia sensitivo-motoria assonale, miopatia, atassia cerebellare, oftalmoplegia o emicrania complicata con aura occipitale. Il test per la mutazione POLG deve essere eseguito sulla base delle attuali indicazioni cliniche per la valutazione diagnostica di queste patologie (vedere paragrafo 4.3). Disturbi del ciclo dell’urea e rischio di iperammoniemia Qualora si sospetti un ciclo dell’urea alterato, prima del trattamento si deve valutare l’iperammoniemia poiché con valproato è possibile un peggioramento (vedere paragrafi 4.3, 4.4 “Pazienti a rischio di ipocarnitinemia” e “Grave danno epatico” e 4.8). Pazienti a rischio di ipocarnitinemia La somministrazione di valproato può innescare la comparsa o il peggioramento di ipocarnitinemia che può provocare iperammoniemia (che può portare a encefalopatia iperammoniemica). Sono stati osservati altri sintomi come tossicità epatica, ipoglicemia ipochetotica, miopatia inclusa cardiomiopatia, rabdomiolisi, sindrome di Fanconi, principalmente in pazienti con fattori di rischio per ipocarnitinemia o ipocarnitinemia preesistente. I pazienti ad aumentato rischio di ipocarnitinemia sintomatica quando trattati con valproato includono pazienti con disordini metabolici, inclusi disturbi mitocondriali correlati alla carnitina (vedere anche paragrafo 4.4 “Pazienti con malattia mitocondriale nota o sospetta” e “Disturbi del ciclo dell'urea e rischio di iperammoniemia”), compromissione dell'assunzione nutrizionale di carnitina, pazienti di età inferiore ai 10 anni, uso concomitante di medicinali coniugati con pivalato o di altri antiepilettici. I pazienti devono essere avvertiti di segnalare immediatamente qualsiasi segno di iperammoniemia come atassia, coscienza alterata, vomito. Si deve prendere in considerazione un supplemento di carnitina quando si osservano sintomi di ipocarnitinemia. I pazienti con deficit primitivo sistemico di carnitina e corretti per ipocarnitinemia possono essere trattati con valproato solo se in questi pazienti i benefici del trattamento con valproato superano i rischi e non vi è alcuna alternativa terapeutica. In questi pazienti si deve implementare il monitoraggio della carnitina. I pazienti con un deficit sottostante di carnitina palmitoiltransferasi (CPT) di tipo II devono essere avvertiti del maggiore rischio di rabdomiolisi quando assumono valproato. In questi pazienti si deve prendere in considerazione un supplemento di carnitina. Vedere anche i paragrafi 4.5, 4.8 e 4.9. PEGGIORAMENTO DELLE CONVULSIONI Come con altri farmaci antiepilettici assumendo valproato alcuni pazienti, invece di un miglioramento, possono avere un peggioramento, reversibile, nella frequenza e nella gravità delle convulsioni (compreso lo stato epilettico) o manifestare l’insorgenza di nuovi tipi di convulsioni (vedere paragrafo 4.8). I pazienti devono essere avvertiti che, in caso di aggravamento delle convulsioni, devono consultare immediatamente il proprio medico. Reazioni avverse cutanee gravi ed angioedem

In associazione al trattamento con valproato sono state segnalate reazioni avverse cutanee gravi (SCAR), quali sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN) e reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), eritema multiforme e angioedema. I pazienti devono essere informati sui segni e sintomi di manifestazioni cutanee gravi e monitorati attentamente. Nel caso in cui si osservino segni di SCAR o angioedema, è necessaria una valutazione tempestiva e il trattamento deve essere interrotto se viene confermata la diagnosi di SCAR o angioedema. Precauzioni per l’uso - I pazienti anziani e i pazienti con malattie organiche gravi possono presentare scarsa tollerabilità a valpromide. Pertanto è necessario un monitoraggio speciale di questi pazienti, in particolare quando valpromide viene somministrata a dosi relativamente alte o in associazione con alte dosi di altri psicotropi o antiepilettici. - Valpromide potenzia gli effetti dell’alcol. L’uso di bevande alcoliche è quindi formalmente sconsigliato. Poiché il principale metabolita attivo della valpromide è l’acido valproico, le precauzioni da adottare sono le stesse raccomandate per l’acido valproico o i valproati. - Prima dell'inizio della terapia devono essere eseguiti test di funzionalità epatica (vedere 4.3 "Controindicazioni"), che periodicamente devono essere ripetuti durante i primi 6 mesi, soprattutto nei pazienti a rischio (vedere "Avvertenze speciali"). Come per la maggior parte dei farmaci antiepilettici si possono notare aumenti degli enzimi epatici, particolarmente all'inizio della terapia; essi sono transitori e isolati, non accompagnati da segni clinici. In questi pazienti si raccomandano indagini di laboratorio più approfondite (compreso il tempo di protrombina), si può inoltre prendere in considerazione un aggiustamento della posologia e, se necessario, si devono ripetere le analisi. - La prescrizione di una monoterapia è raccomandata nei bambini al di sotto dei 3 anni, ma il beneficio potenziale deve essere valutato prima dell'inizio della terapia in confronto al rischio di danno epatico o di pancreatite in questi pazienti (vedere 4.4 " Grave danno epatico” ed anche il paragrafo 4.5). L'uso concomitante di salicilati deve essere evitato nei bambini al di sotto dei 3 anni di età per il rischio di epatotossicità (vedere anche paragrafo 4.5). - Si raccomanda di eseguire le analisi del sangue (emocromo completo con conta delle piastrine, tempo di sanguinamento e prove di coagulazione) prima dell'inizio della terapia o prima di un intervento chirurgico, e nel caso di ematomi o sanguinamenti spontanei (vedere 4.8 "Effetti indesiderati"). -Nei pazienti con insufficienza renale può essere necessario diminuire la dose. Poiché il monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche può indurre in errore, la dose deve essere adattata in accordo al monitoraggio clinico (vedere 5.2 “Proprietà farmacocinetiche”). -Sebbene siano state solo eccezionalmente riscontrate malattie immunitarie durante l'uso di valproato, è bene considerare il potenziale beneficio del valproato rispetto al potenziale rischio in pazienti con lupus erythematosus sistemico. - Poiché sono stati segnalati dei casi eccezionali di pancreatite, i pazienti con dolore addominale acuto devono venire immediatamente sottoposti a esame medico. In caso di pancreatite si deve interrompere il trattamento. - Prima dell’inizio della terapia i pazienti devono essere avvertiti del rischio di aumento del peso e devono essere adottate le opportune misure per minimizzare tale rischio (vedere 4.8 “Effetti Indesiderati”) - Non si consiglia l’uso concomitante di valpromide e medicinali contenenti carbapenemi (vedere paragrafo 4.5).

- Poiché il valproato è escreto principalmente per via renale, in parte come corpi chetonici, il test dell’escrezione dei corpi chetonici può dare risultati falsi positivi nei pazienti diabetici. Depamide contiene sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa gastroresistente, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Poiché il principale metabolita attivo della valpromide è l’acido valproico, possono presentarsi le stesse interazioni che si hanno con l’acido valproico o i valproati. Effetti della valpromide su altri farmaci - Neurolettici, anti-MAO e antidepressivi e benzodiazepine. Valpromide può potenziare l'effetto di altri farmaci psicotropi come i neurolettici, gli anti-MAO, gli antidepressivi e le benzodiazepine; quindi si consiglia di eseguire un monitoraggio clinico e, quando necessario, un aggiustamento della dose. - Litio Depamide non influenza i livelli sierici del litio. - Clozapina Il trattamento concomitante di valproato e clozapina può aumentare il rischio di neutropenia e miocardite indotta da clozapina. Se è necessario l'uso concomitante di valproato con clozapina, è richiesto un attento monitoraggio per entrambi gli eventi. - Fenobarbital Poiché il valproato aumenta le concentrazioni plasmatiche di fenobarbital (per inibizione del catabolismo epatico) può verificarsi sedazione soprattutto nei bambini. Si raccomanda quindi un monitoraggio clinico per i primi 15 giorni del trattamento combinato, con immediata riduzione delle dosi di fenobarbital in caso di sedazione, e controllo eventuale dei livelli plasmatici di fenobarbital. - Primidone Il valproato aumenta i livelli plasmatici di primidone con potenziamento dei suoi effetti indesiderati (sedazione); questa interazione cessa con il trattamento a lungo termine. Si raccomanda il monitoraggio clinico specialmente all'inizio della terapia combinata con un aggiustamento della dose del primidone quando necessario. - Fenitoina Inizialmente valpromide diminuisce la concentrazione plasmatica totale della fenitoina aumentandone però la frazione libera, con possibili sintomi di sovradosaggio (l’acido valproico sposta la fenitoina dai suoi siti di legame proteico e rallenta il suo catabolismo epatico). Si raccomanda pertanto il monitoraggio clinico; in caso di dosaggio plasmatico della fenitoina si deve tenere in considerazione soprattutto la frazione libera. Successivamente, in seguito a trattamento cronico, le concentrazioni di fenitoina tornano ai valori iniziali pre-valproato. Carbamazepina È stata segnalata tossicità a livello clinico in caso di somministrazione contemporanea di valpromide e carbamazepina poiché la valpromide può potenziare la tossicità della carbamazepina (aumento del livello plasmatico del metabolita attivo della carbamazepina). È quindi raccomandato un monitoraggio clinico soprattutto all’inizio del trattamento con l’associazione dei due farmaci, con un aggiustamento della posologia, se necessario.

Lamotrigina Depamide riduce il metabolismo della lamotrigina e ne aumenta l’emivita media di quasi 2 volte. Questa interazione può portare ad un aumento della tossicità della lamotrigina, in particolare gravi eruzioni cutanee. Quindi si raccomanda un monitoraggio clinico e, quando necessario, è opportuno diminuire la dose di lamotrigina. Etosuccimide Il valproato può causare aumento delle concentrazioni plasmatiche della etosuccimide. Zidovudina La valpromide può aumentare la concentrazione plasmatica di zidovudina con il conseguente aumento di rischi di tossicità di quest’ultima. Felbamato L’acido valproico può diminuire la clearance media del felbamato fino al 16%. Olanzapina L’acido valproico può diminuire la concentrazione plasmatica dell’olanzapina. Rufinamide L’acido valproico può indurre un aumento del livello plasmatico della rufinamide. Questo aumento è correlato alla concentrazione dell’acido valproico. Prestare attenzione in particolare nei bambini, poiché in questa popolazione l’effetto è maggiore. Propofol L’acido valproico può indurre un aumento del livello ematico del propofol. Si deve prendere in considerazione una riduzione della dose del propofol quando somministrato in concomitanza a valproato. Nimodipina Nei pazienti trattati contemporaneamente con sodio valproato e nimodipina, l’esposizione a nimodipina può aumentare del 50 %. Pertanto in caso di ipotensione la dose di nimodipina deve essere ridotta. Effetti di altri farmaci sulla valpromide Gli antiepilettici con effetto di induzione enzimatica (in particolare fenitoina, fenobarbital e carbamazepina) diminuiscono le concentrazioni sieriche dell’acido valproico. Nel caso di terapia combinata le dosi vanno aggiustate in base ai livelli ematici. D’altra parte l’associazione di felbamato e valproato diminuisce la clearance dell’acido valproico dal 22% al 50% e di conseguenza aumenta la concentrazione plasmatica di acido valproico. È necessario un monitoraggio dei tassi plasmatici del valproato, principale metabolita della valpromide. I livelli dei metaboliti dell’acido valproico possono aumentare in caso di utilizzo concomitante con fenitoina o fenobarbital. Quindi segni e sintomi di iperammoniemia devono essere attentamente monitorati nei pazienti trattati con questi due farmaci. La meflochina aumenta il metabolismo dell'acido valproico ed ha effetto convulsivante; quindi nei casi di terapia combinata possono verificarsi attacchi epilettici. In caso di uso concomitante di valpromide e di sostanze che si legano altamente alle proteine (acid

acetilsalicilico), i livelli sierici liberi di acido valproico possono aumentare. Un attento monitoraggio dell’attività protrombinica deve essere effettuato in caso di uso concomitante di fattori anticoagulanti vitamina K dipendenti. I livelli sierici di acido valproico possono aumentare (per effetto di un metabolismo epatico ridotto) in caso di uso concomitante di cimetidina o eritromicina. - Medicinali contenenti carbapenemi In caso di somministrazione concomitante con medicinali contenenti carbapenemi è stata segnalata una diminuzione dei livelli ematici di acido valproico, che si è evidenziata con una riduzione del 60-100% di tali livelli ematici in circa due giorni. Per la rapida insorgenza e per la notevole diminuzione, non si considera fattibile la somministrazione concomitante di medicinali contenenti carbapenemi in pazienti stabilizzati con acido valproico e pertanto deve essere evitata (vedere paragrafo 4.4). La rifampicina può diminuire i livelli plasmatici di acido valproico portando ad un’assenza di effetto terapeutico. Quindi può essere necessario, in caso di co-somministrazione con rifampicina, un aggiustamento della dose del valproato. Inibitori della proteasi In caso di co-somministrazione gli inibitori della proteasi, come il lopinavir e il ritonavir, diminuiscono il livello plasmatico del valproato. Colestiramina In caso di co-somministrazione la colestiramina può portare ad una diminuzione del livello plasmatico del valproato. Metamizolo Il metamizolo può ridurre i livelli sierici di valproato quando somministrato in concomitanza, questo può comportare una potenziale diminuzione dell'efficacia clinica del valproato. I medici prescrittori devono monitorare la risposta clinica (controllo delle convulsioni o controllo dell'umore) e prendere in considerazione il monitoraggio dei livelli sierici di valproato, come appropriato. Metotressato Alcuni casi clinici descrivono una diminuzione significativa dei livelli sierici di valproato, con insorgenza di crisi convulsive, dopo somministrazione di metotressato. I medici prescrittori devono monitorare la risposta clinica (controllo della crisi convulsiva o controllo dell'umore) e prendere in considerazione il monitoraggio dei livelli sierici di valproato, come appropriato. Altre interazioni Rischio di danno epatico Si deve evitare l'uso concomitante di salicilati nei bambini di età inferiore a 3 anni per il rischio di tossicità epatica (vedere paragrafo 4.4). L'uso concomitante di valproato e di terapia anticonvulsivante multipla aumenta il rischio di danno epatico, specialmente nei bambini piccoli (vedere paragrafo 4.4). L'uso concomitante con cannabidiolo aumenta l'incidenza dell'incremento delle transaminasi. In studi clinici su pazienti di tutte le età che ricevevano in concomitanza cannabidiolo a dosi tra 10 e 25 mg/kg e valproato, nel 19% dei pazienti sono stati riportati aumenti dell’alanina aminotransferasi (ALT) 3 volte superiori al limite superiore della norma. Si deve effettuare un appropriato monitoraggio dell

funzionalità epatica quando il valproato è usato in concomitanza con altri anticonvulsivanti con potenziale epatotossicità, incluso il cannabidiolo, e si deve prendere in considerazione la riduzione della dose o l'interruzione del trattamento, in caso di anomalie significative dei parametri epatici (vedere paragrafo 4.4). Medicinali coniugati con pivalato La somministrazione concomitante di valproato e di medicinali coniugati con pivalato (come cefditoren pivoxil, adefovir dipivoxil, pivmecillinam e pivampicillina) deve essere evitata a causa dell'aumento del rischio di deplezione di carnitina (vedere paragrafo 4.4 “Pazienti a rischio di ipocarnitinemia”). I pazienti nei quali la somministrazione concomitante non può essere evitata devono essere attentamente monitorati per segni e sintomi di ipocarnitinemia. La somministrazione concomitante di valproato e topiramato o acetazolamide è stata associata all’insorgenza di encefalopatia e/o iperammoniemia. I pazienti trattati con questi due farmaci devono essere monitorati con particolare attenzione per segni e sintomi di encefalopatia iperammoniemica. Prodotti contenenti estrogeni, inclusi contraccettivi ormonali contenenti estrogeni Gli estrogeni sono induttori delle isoforme UDP-glucuronosiltransferasi (UGT) coinvolte nella glucuronazione del valproato e possono aumentare la clearance del valproato, che potrebbe portare ad una diminuzione della concentrazione sierica del valproato e potenzialmente della sua efficacia (vedere paragrafo 4.4). Prendere in considerazione il monitoraggio dei livelli sierici del valproato. Al contrario, il valproato non ha un effetto di induzione enzimatica; di conseguenza non riduce l'efficacia degli estroprogestinici in caso di contraccezione ormonale. Quetiapina La somministrazione concomitante di valproato e quetiapina può aumentare il rischio di neutropenia/leucopenia.

4.6 Fertilità, gravidanza ed allattamento

Gravidanza e donne in età fertile Trattamento dell’epilessia • Il valproato è controindicato durante la gravidanza, a meno che non vi sia un trattamento alternativo adeguato • Il valproato è controindicato nelle donne in età fertile, eccetto in presenza dei requisiti previsti dal programma di prevenzione delle gravidanze (vedere paragrafi 4.3 e 4.4) Trattamento del disturbo bipolare • Il valproato è controindicato durante la gravidanza • Il valproato è controindicato nelle donne in età fertile, eccetto in presenza dei requisiti previsti dal programma di prevenzione delle gravidanze (vedere paragrafi 4.3 e 4.4) Teratogenicità ed effetti sullo sviluppo da esposizione in utero Poiché il principale metabolita attivo della valpromide è l’acido valproico, le avvertenze da seguire sono le stesse segnalate per l’acido valproico o i valproati.

Rischio di esposizione in gravidanza legato al valproato Nelle pazienti di sesso femminile, sia il valproato in monoterapia che il valproato in politerapia con altri antiepilettici sono frequentemente associati a esiti anomali della gravidanza. I dati disponibili mostrano un aumento del rischio di malformazioni congenite maggiori e disturbi dello sviluppo neurologico sia in monoterapia che in politerapia con valproato rispetto alla popolazione non esposta al valproato. È stato dimostrato che il valproato attraversa la barriera placentare sia nella specie animale che in quella umana (vedere paragrafo 5.2). Negli animali sono stati dimostrati effetti teratogeni su topi, ratti e conigli (vedere paragrafo 5.3). Negli studi preclinici è stata evidenziata una riduzione del peso fetale correlata alla dose negli animali esposti al valproato in utero rispetto agli animali non esposti (vedere paragrafo 5.3). Malformazioni congenite da esposizione in utero Una meta-analisi (che includeva registri e studi di coorte) ha dimostrato che circa l’11% dei figli di donne epilettiche esposte a valproato in monoterapia in gravidanza ha avuto malformazioni congenite maggiori. Questo è maggiore del rischio di malformazioni maggiori nella popolazione generale, (circa il 2-3%). Il rischio di malformazioni congenite maggiori nei bambini dopo esposizione in utero alla politerapia con farmaci antiepilettici, valproato incluso, è superiore a quello della politerapia con farmaci antiepilettici che non include il valproato. Questo rischio è dose-dipendente nella monoterapia con valproato, e i dati disponibili suggeriscono che è dose-dipendente nella politerapia con valproato. Tuttavia non può essere stabilita una dose soglia al di sotto della quale non esiste alcun rischio. I dati disponibili dimostrano un’accresciuta incidenza di malformazioni maggiori e minori. I tipi di malformazioni più comuni includono difetti del tubo neurale, dismorfismo facciale, labiopalatoschisi, craniostenosi, difetti cardiaci, renali e urogenitali, difetti a carico degli arti (inclusa l’aplasia bilaterale del radio) e anomalie multiple a carico dei vari sistemi dell’organismo. L’esposizione in utero al valproato può anche portare a compromissione dell’udito o a sordità dovute a malformazioni dell’orecchio e/o del naso (effetto secondario) e/o a tossicità diretta sulla funzionalità uditiva. I casi descrivono sia la sordità unilaterale e bilaterale che la compromissione uditiva. Non sono stati segnalati gli esiti per tutti i casi. Quando gli esiti sono stati riportati, la maggior parte dei casi non si era risolta. L'esposizione in utero al valproato può provocare malformazioni oculari (inclusi colobomi e microftalmo) che sono state segnalate insieme ad altre malformazioni congenite. Queste malformazioni oculari possono influenzare la vista. Disturbi del neurosviluppo da esposizione in utero I dati hanno dimostrato che l’esposizione a valproato in utero può avere effetti avversi sullo sviluppo mentale e fisico dei bambini esposti. Il rischio dei disturbi dello sviluppo neurologico (incluso quello dell'autismo) sembra dipendere dalla dose quando il valproato è usato in monoterapia, ma in base ai dati disponibili, non può essere stabilita una dose soglia al di sotto della quale non esiste alcun rischio. Quando il valproato viene somministrato in politerapia con altri farmaci antiepilettici durante la gravidanza, i rischi di disturbi dello sviluppo neurologico nella prole sono anche significativamente aumentati rispetto a quelli nei bambini della popolazione generale o nati da madri epilettiche non trattate. Il preciso periodo di gestazione a rischio per tali effetti non è certo e la possibilità di rischio nell’intero corso della gravidanza non può essere esclusa. Quando il valproato viene somministrato in monoterapia, gli studi su bambini in età prescolare esposti in utero a valproato dimostrano che fino al 30-40% manifesta ritardi nella fase iniziale dello sviluppo,

ad esempio parlare e camminare in ritardo, minori capacità intellettive, scarse capacità di linguaggio (parlare e comprendere) e problemi di memoria. Il quoziente intellettivo (QI) misurato nei bambini in età scolare (6 anni) con anamnesi di esposizione a valproato in utero era in media inferiore di 7-10 punti rispetto a quello dei bambini esposti ad altri antiepilettici. Sebbene non possa essere escluso il ruolo dei fattori confondenti, vi sono evidenze nei bambini esposti al valproato che il rischio di compromissione intellettiva possa essere indipendente dal QI materno. Esistono dati limitati sugli esiti a lungo termine. I dati disponibili provenienti da uno studio basato sulla popolazione dimostrano che i bambini esposti al valproato in utero sono a maggior rischio di sviluppare disturbi dello spettro autistico (3 volte circa) e di autismo infantile (5 volte circa) rispetto alla popolazione non esposta dello studio. I dati disponibili provenienti da un altro studio basato sulla popolazione dimostrano che i bambini esposti al valproato in utero sono a maggiore rischio di sviluppare il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (attention deficit/hyperactivity disorder, ADHD) (circa 1,5 volte) rispetto alla popolazione non esposta dello studio. Basso peso per l’età gestazionale da esposizione in utero Alcuni studi epidemiologici hanno suggerito un rischio maggiore di nascita con peso inferiore rispetto all’età gestazionale (SGA, definito come peso alla nascita inferiore al 10° percentile corretto per l’età gestazionale e stratificato per sesso) nei bambini esposti al valproato in utero, rispetto ai bambini non esposti o esposti a lamotrigina. La condizione SGA è stata osservata in circa l’11-15% dei bambini esposti al valproato in utero, nell’89% dei bambini esposti a lamotrigina e nel 5-10% dei bambini non esposti. I dati disponibili nell’uomo non permettono di confermare l’esistenza di un potenziale effetto dosedipendente. Se una donna pianifica una gravidanza Per l’indicazione epilessia, se una donna pianifica una gravidanza, uno specialista esperto nella gestione dell’epilessia deve rivalutare la terapia con valproato e prendere in considerazione opzioni terapeutiche alternative. Deve essere messo in atto ogni sforzo per passare ad un trattamento alternativo adeguato prima del concepimento e prima di interrompere la contraccezione (vedere paragrafo 4.4). Se il passaggio non è possibile, la donna deve ricevere un’ulteriore consulenza sui rischi del valproato per il feto, in modo da garantire una decisione consapevole sulla pianificazione familiare. Per l’indicazione disturbo bipolare, se una donna pianifica una gravidanza, si deve consultare uno specialista esperto nella gestione del disturbo bipolare e il trattamento con valproato deve essere interrotto e, se necessario, sostituito con un trattamento alternativo prima del concepimento e prima e di interrompere la contraccezione. Donne in gravidanza Il valproato è controindicato in gravidanza come trattamento per il disturbo bipolare. Il valproato è controindicato in gravidanza come trattamento per l’epilessia, eccetto il caso in cui non vi sia un trattamento alternativo adeguato (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Se una donna che assume valproato rimane incinta, deve essere immediatamente indirizzata ad uno specialista, per prendere in considerazione opzioni di trattamento alternative. Durante la gravidanza, attacchi tonico-clonici e stato epilettico con ipossia della madre possono comportare un particolare rischio di decesso per la madre e per il feto. Qualora in circostanze eccezionali, nonostante i rischi noti del valproato in gravidanza e dopo un’attenta valutazione dei trattamenti alternativi, una donna incinta debba assumere il valproato per l’epilessia, s

raccomanda di: - Utilizzare la dose efficace minima e suddividere la dose giornaliera di valproato in diverse piccole dosi, da assumere nel corso della giornata. L’uso di una formulazione a rilascio prolungato può essere preferibile rispetto ad altre formulazioni per evitare alti picchi di concentrazioni plasmatiche (vedere paragrafo 4.2). - Tutte le pazienti con gravidanza esposta al valproato, e i loro compagni, devono essere indirizzati ad uno specialista prenatale per una valutazione e una consulenza in merito alla gravidanza esposta. Per individuare la possibile presenza di difetti del tubo neurale o di altre malformazioni, si deve effettuare un monitoraggio prenatale specialistico. L’integrazione di folati prima della gravidanza può ridurre il rischio di difetti del tubo neurale, che possono verificarsi in tutte le gravidanze. Tuttavia, i dati disponibili non suggeriscono che prevenga difetti alla nascita o malformazioni dovute all’esposizione al valproato. Bambine, ragazze e donne in età fertile Prodotti contenenti estrogeni I prodotti contenenti estrogeni, inclusi contraccettivi ormonali contenenti estrogeni, possono aumentare la clearance del valproato, comportando una diminuzione della concentrazione sierica di valproato e potenzialmente della sua efficacia (vedere paragrafi 4.4 e 4.5). Rischi per il neonato - Molto raramente, sono stati segnalati casi di sindrome emorragica in neonati le cui madri hanno assunto valproato in gravidanza. Tale sindrome emorragica è correlata a trombocitopenia, ipofibrinogenemia e/o a una riduzione di altri fattori della coagulazione. È stata segnalata anche afibrinogenemia che potrebbe essere fatale. Tuttavia, questa sindrome deve essere distinta dalla diminuzione dei fattori della vitamina K indotta da fenobarbital e induttori enzimatici. Di conseguenza, occorre esaminare nei neonati la conta piastrinica, il livello di fibrinogeno plasmatico, i test di coagulazione e i fattori della coagulazione. - Sono stati segnalati casi di ipoglicemia in neonati le cui madri hanno assunto valproato nel terzo trimestre di gravidanza. - Sono stati segnalati casi di ipotiroidismo in neonati le cui madri hanno assunto valproato durante la gravidanza. - Può insorgere sindrome da astinenza (ad es., in particolare, agitazione, irritabilità, ipereccitabilità, nervosismo, ipercinesia, disturbi della tonicità, tremore, convulsioni e disturbi alimentari) in neonati le cui madri hanno assunto valproato nell’ultimo trimestre di gravidanza. Pazienti di sesso maschile e potenziale rischio di disturbi del neurosviluppo in bambini di padri trattati con valproato nei 3 mesi precedenti il concepimento Uno studio osservazionale retrospettivo condotto in 3 paesi del Nord Europa suggerisce un aumento del rischio di disturbi del neurosviluppo (NDD, neuro developmental disorders) nei bambini (da 0 a 11 anni) nati da uomini trattati con valproato in monoterapia nei 3 mesi precedenti il concepimento rispetto a quelli nati da uomini trattati con lamotrigina o levetiracetam in monoterapia, con un rapporto di rischio (HR, hazard ratio) aggiustato aggregato di 1,50 (IC al 95%: 1,09-2,07). Il rischio cumulativ

aggiustato di NDD variava tra 4,0% e 5,6% nel gruppo valproato rispetto a tra 2,3% e 3,2% nel gruppo composito lamotrigina/levetiracetam. Lo studio non era sufficientemente ampio per indagare le correlazioni con specifici sottotipi di NDD e i limiti dello studio includevano elementi potenziali di confondimento per indicazione e per le differenze nel tempo di follow-up tra i gruppi di esposizione. Il tempo medio di follow-up dei bambini nel gruppo valproato variava tra 5,0 e 9,2 anni rispetto a 4,8 e 6,6 anni per i bambini nel gruppo lamotrigina/levetiracetam. In generale un aumento del rischio di NDD nei bambini nati da padri trattati con il valproato nei 3 mesi precedenti il concepimento è possibile, tuttavia il ruolo causale del valproato non è confermato. Inoltre, lo studio non ha valutato il rischio di NDD nei bambini nati da uomini che avevano interrotto il trattamento con valproato per più di 3 mesi prima del concepimento (cioè consentendo una nuova spermatogenesi senza esposizione al valproato). Come misura precauzionale, il medico prescrittore deve informare i pazienti di sesso maschile di questo potenziale rischio e discutere della necessità di prendere in considerazione una contraccezione efficace, anche per la propria partner, durante l’utilizzo di valproato e per almeno 3 mesi dopo l’interruzione del trattamento (vedere paragrafo 4.4). I pazienti di sesso maschile non devono donare sperma durante il trattamento e per almeno 3 mesi dopo la sospensione della terapia. I pazienti di sesso maschile trattati con valproato devono essere rivalutati regolarmente dal proprio medico prescrittore per valutare se il valproato rimane il trattamento più appropriato per il paziente. Per i pazienti maschi che stanno pianificando di concepire un bambino, si devono considerare e discutere con il paziente le alternative terapeutiche più adeguate. Le circostanze personali devono essere valutate caso per caso. Si raccomanda di chiedere il parere di uno specialista esperto nella gestione dell’epilessia o del disturbo bipolare se appropriato. Allattamento Il valproato viene escreto nel latte umano con una concentrazione che va dall’1% al 10% dei livelli sierici materni. Nei neonati allattati al seno di donne trattate sono stati osservati disturbi ematologici (vedere paragrafo 4.8). Occorre decidere se interrompere l’allattamento al seno o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con Depamide tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna. Fertilità Sono stati segnalati amenorrea, ovaio policistico e livelli aumentati di testosterone nelle donne che utilizzano valproato (vedere paragrafo 4.8). La somministrazione di valproato può inoltre compromettere la fertilità negli uomini (vedere paragrafo 4.8). Le disfunzioni della fertilità sono in alcuni casi reversibili almeno nei 3 mesi dopo l'interruzione del trattamento. Un numero limitato di segnalazioni di casi suggerisce che una forte riduzione della dose può migliorare la funzione della fertilità. Tuttavia, in alcuni altri casi, non era nota la reversibilità dell'infertilità maschile.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

In caso di somministrazione contemporanea con barbiturici o altri farmaci ad attività depressiva del sistema nervoso centrale si possono riscontrare, in alcuni soggetti, manifestazioni di astenia e sonnolenza. Le stesse manifestazioni si possono osservare dopo assunzione di bevande alcoliche. Di ciò devono essere avvertiti quei soggetti che durante il trattamento potrebbero condurre veicol

attendere ad operazioni richiedenti integrità del grado di vigilanza.

4.8 Effetti indesiderati

Con valpromide sono stati segnalati i seguenti eventi avversi: Molto comune: ≥ 1/10 Comune: ≥ 1/100, < 1/10 Non comune: ≥ 1/1000, < 1/100 Raro: ≥ 1/10000, < 1/1000 Molto raro: < 1/10000 Non nota: La frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili • Patologie congenite, familiari e genetiche Malformazioni congenite e disturbi dello sviluppo (vedere paragrafo 4.4 e paragrafo 4.6). • Patologie epatobiliari Comune: disfunzione epatica: si può notare un lieve aumento degli enzimi epatici, soprattutto all’inizio della terapia; tale aumento è transitorio e isolato, senza evidenze cliniche. Sono stati segnalati anche casi di epatite (vedere "Avvertenze speciali") • Patologie del sistema nervoso Molto comune: tremore Comune: disturbi extrapiramidali che possono non essere reversibili, stupore, tremore posturale, sonnolenza, convulsioni, carenza di memoria, mal di testa, nistagmo, capogiri (dopo iniezione endovenosa, entro pochi minuti possono presentarsi capogiri che generalmente si risolvono in modo spontaneo entro pochi minuti). Non comune: coma, encefalopatia, letargia, parkinsonismo reversibile, atassia, parestesie, peggioramento delle convulsioni (vedere paragrafo 4.4). Raro: demenza reversibile associata ad atrofia cerebrale reversibile, disturbi cognitivi, stati confusionali. Stato stuporoso o letargia, che qualche volta ha portato a coma transitorio (encefalopatia) è stato descritto anche durante la terapia con sodio valproato; erano casi isolati o associati ad un aumento dell'incidenza di attacchi epilettici durante la terapia e sono regrediti con l'interruzione del trattamento o con la diminuzione della dose. Questi casi sono stati segnalati soprattutto durante la terapia combinata (in particolare con fenobarbital) o dopo un brusco aumento delle dosi di valproato. Sono stati descritti durante la terapia ipotonia, e sedazione. Diplopia. • Patologie gastrointestinali Molto comune: nausea Comune: vomito, disturbi gengivali (principalmente iperplasia gengivale), stomatite, dolori alla parte superiore dell’addome e diarrea si verificano frequentemente in alcuni pazienti all'inizio del trattamento, ma generalmente scompaiono dopo qualche giorno senza interrompere il trattamento. Non comune: pancreatite, talvolta letale.

• Patologie del sistema emolinfopoietico Comune: anemia, trombocitopenia, Non comune: pancitopenia, leucopenia. Ipoplasia dei globuli rossi. Raro: insufficienza midollare inclusa aplasia midollare pura a carico dei globuli rossi. Agranulocitosi. Anemia macrocitica, macrocitosi. • Esami diagnostici Raro: diminuzione dei fattori della coagulazione (almeno uno), test della coagulazione anomali (come allungamento del tempo di protrombina, prolungamento del tempo di tromboplastina parziale attivato, prolungamento del tempo di trombina, INR prolungato) (vedere anche 4.4 e 4.6). Sono stati segnalati casi isolati di riduzione del fibrinogeno Carenza di biotina/biotinidasi. Non nota: anomalia acquisita di Pelger-Huet* *L'anomalia acquisita di Pelger-Huet è stata segnalata in casi con e senza sindrome mielodisplastica. • Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune: ipersensibilità, alopecia transitoria e/o dose-correlata, disturbi alle unghie e al letto ungueale. Non comune: angioedema, eruzione cutanea, alterazioni dei capelli (come struttura anomala dei capelli, cambi nel colore dei capelli, crescita anomala dei capelli). Raro: necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme. Eruzione cutanea da Farmaci con Eosinofilia e Sintomi Sistemici (DRESS). Non nota: iperpigmentazione. Inoltre con valpromide possono verificarsi i seguenti effetti avversi osservati con valproato, uno dei principali metaboliti attivi di valpromide. • Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Comune: dismenorrea Non comune: amenorrea e mestruazioni irregolari. Raro: infertilità maschile (vedere paragrafo 4.6), ovaio policistico. • Disturbi psichiatrici Comune: stato confusionale, allucinazioni, aggressività*, agitazione*, disturbi dell’attenzione*. Non comune: irritabilità, (occasionalmente aggressività, iperattività e disturbi comportamentali). Raro: comportamento anomalo*, iperattività psicomotoria*, disturbi nell’apprendimento*. * Questi effetti indesiderati sono stati osservati principalmente nei bambini • Patologie vascolari Comune: emorragia Non comune: vasculiti. • Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Non comune: ipotermia • Patologie dell’orecchio e del labirint

Comune: – sordità. • Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune: versamento pleurico (eosinofilo). • Patologie renali ed urinarie Comune: Incontinenza urinaria Non comune: insufficienza renale Raro: enuresi, nefrite tubulointerstiziale, sindrome di Fanconi reversibile, associata a terapia con valproato, ma il meccanismo di azione non è ancora chiaro. • Disturbi del sistema immunitario sono state segnalate reazioni allergiche. Raro: Lupus eritematoso sistemico, rabdomiolisi (vedere paragrafo 4.4). • Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Non comune: edema periferico non grave • Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Sono stati segnalati casi di diminuzione della densità minerale ossea, osteopenia, osteoporosi e fratture in pazienti in terapia a lungo termine con Depamide. Il meccanismo mediante il quale Depamide influenza il metabolismo osseo non è stato identificato. • Patologie endocrine Non comune: sindrome da Inappropriata Secrezione di ADH (SIADH), iperandrogenismo (irsutismo, virilismo, acne, alopecia maschile e/o aumento degli ormoni androgeni). Raro: ipotiroidismo (vedere 4.6). • Disturbi del metabolismo e della nutrizione Comune: iponatriemia, aumento di peso. L’aumento di peso deve essere attentamente monitorato poiché è un fattore di rischio per la sindrome dell’ovaio policistico (vedere paragrafo 4.4). Raro: iperammoniemia, obesità. Può presentarsi una moderata iperammoniemia isolata, senza alterazione dei test di funzionalità epatica e ciò non deve essere causa di interruzione del trattamento. Tuttavia in corso di monoterapia o di politerapia (fenobarbitale, carbamazepina, fenitoina, topiramato) si può avere una sindrome acuta di encefalopatia iperammoniemica, con normale funzione epatica ed assenza di citolisi. La sindrome encefalopatica iperammoniemica indotta dal valproato si manifesta in forma acuta ed è caratterizzata da perdita della coscienza e segni neurologici focali e generali con incremento della frequenza degli attacchi epilettici. Può comparire dopo alcuni giorni o alcune settimane dall’inizio della terapia e regredisce con la sospensione del valproato. L’encefalopatia non è dose-correlata, e i cambiamenti dell’EEG sono caratterizzati da comparsa di onde lente e incremento delle scariche epilettiche (vedere paragrafi 4.3 e 4.4 “Pazienti con malattia mitocondriale nota o sospetta” e “Disturbi del ciclo dell'urea e rischio di iperammoniemia” e “Pazienti a rischio di ipocarnitinemia”). Non nota: ipocarnitinemia (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).

• Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi) Raro: sindrome mielodisplastica. Popolazione pediatrica Il profilo di sicurezza del valproato nella popolazione pediatrica è paragonabile a quello degli adulti, ma alcuni effetti indesiderati sono più gravi o sono osservati principalmente nella popolazione pediatrica. Esiste un rischio particolare di grave danno al fegato nei neonati e nei bambini piccoli, specialmente di età inferiore ai 3 anni. I bambini piccoli sono particolarmente a rischio anche di pancreatite. Questi rischi diminuiscono con l'aumentare dell'età (vedere paragrafo 4.4). Disturbi psichiatrici come aggressività, agitazione, disturbi dell'attenzione, comportamento anomalo, iperattività psicomotoria e disturbi dell'apprendimento sono principalmente osservati nella popolazione pediatrica. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse.

4.9 Sovradosaggio

I segni clinici di massivo sovradosaggio acuto generalmente comprendono coma con ipotonia muscolare, iporeflessia, miosi, compromissione della funzione respiratoria, acidosi metabolica, ipotensione e collasso/shock circolatorio. La presenza di sodio nella formulazione della valpromide può portare a ipernatriemia, quando assunto in overdose. I sintomi comunque possono essere variabili e attacchi epilettici sono stati segnalati in presenza di livelli plasmatici molto elevati. Sono stati segnalati casi di ipertensione intracranica collegata a edema cerebrale. Le misure da intraprendere a livello ospedaliero devono essere sintomatiche: lavanda gastrica, che è utile fino a 10-12 ore dopo l'ingestione; diuresi osmotica; monitoraggio cardiaco e respiratorio. In casi molto gravi si può effettuare una dialisi o una exsanguino-trasfusione. Il naloxone è stato utilizzato con successo in un caso. In seguito a sovradosaggio massivo si sono verificati dei decessi, tuttavia la prognosi delle intossicazioni è generalmente favorevole. In caso di sovradosaggio di valproato con conseguente iperammoniemia, la carnitina può essere somministrata per via endovenosa per tentare di normalizzare i livelli di ammoniemia.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria Farmacoterapeutica: antiepilettici, derivati degli acidi grassi Codice ATC: N03AG02 La valpromide è uno psicofarmaco con struttura e meccanismo d’azione originali. Essa svolge, infatti, un’attività stabilizzante sulla evoluzione delle psicosi, sia nelle forme caratterizzate da attacchi depressivi ripetuti, sia negli stati di eccitamento ricorrente, sia, infine, nelle forme ciclotimiche tipiche che alternano fasi depressive e fasi di eccitamento psicomotorio. Esercita, inoltre, l’azione ansiolitica e

antiaggressiva dei tranquillanti minori a dosi che non comportano sedazione generale. DEPAMIDE è dotata di una buona attività anticomiziale in tutte le forme di epilessie generalizzate e focali. Tale attività non è dovuta ad una depressione totale delle funzioni del sistema nervoso centrale, ma è essenzialmente attribuibile all’intervento del farmaco nei meccanismi di inibizione fisiologica dell’impulso sinaptico legati all’attività del GABA. In alcuni studi in vitro, è stato dimostrato che il sodio valproato stimola la replicazione del virus HIV1; tuttavia questo effetto è modesto, incostante, non correlato alla dose e non segnalato nell’uomo.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento La concentrazione sierica massima di valpromide si raggiunge in media 4 ore dopo somministrazione orale e tale concentrazione diminuisce rapidamente nel sangue. Distribuzione L’emivita di uno dei suoi principali metaboliti attivi (l’acido valproico) è di circa 8-20 ore. Per ottenere un tasso sierico stabile di valpromide e dei suoi principali metaboliti attivi sono necessarie circa 48 ore. A livello cerebrale si osserva una buona diffusione della valpromide, valutata sulla base del rapporto tra concentrazione sierica e concentrazione nel liquido cefalorachidiano. Passaggio transplacentare (vedere paragrafo 4.6). Il valproato attraversa la barriera placentare nella specie animale e in quella umana: - nella specie animale il valproato attraversa la placenta in misura simile a quella dell'uomo. - nell'uomo diverse pubblicazioni hanno valutato la concentrazione di valproato nel cordone ombelicale dei neonati al momento del parto. La concentrazione sierica di valproato nel cordone ombelicale, che rappresenta quella dei feti, era simile o leggermente superiore a quella delle madri. Biotrasformazione/EliminazioneL’eliminazione della valpromide avviene essenzialmente per via renale, in parte in forma invariata e in parte sotto forma di acido valproico o di altri metaboliti. La via di biotrasformazione principale del valproato è la glucuronidazione (circa il 40%), principalmente attraverso UGT1A6, UGT1A9 e UGT2B7. Pazienti pediatrici Sopra ai 10 anni, i bambini e gli adolescenti hanno clearance del valproato simili a quelle riportate negli adulti. Nei pazienti pediatrici di età inferiore ai 10 anni, la clearance sistemica del valproato varia con l'età. Nei neonati e nei bambini fino a 2 mesi di età, la clearance del valproato è ridotta rispetto a quella degli adulti ed è minima subito dopo la nascita. In una revisione della letteratura scientifica, l'emivita del valproato nei bambini di età inferiore a due mesi ha mostrato una considerevole variabilità che va da 1 a 67 ore. Nei bambini di età compresa tra 2 e 10 anni, la clearance del valproato è del 50% superiore rispetto a quella degli adulti.

5.3 Dati di tossicità preclinica

Il valproato non era né mutageno nei batteri, né nel saggio del linfoma del topo in vitro e non ha indotto la riparazione del DNA nelle colture primarie di epatociti di ratto. Tuttavia, in vivo a dosi teratogene, sono stati ottenuti risultati contraddittori a seconda della via di somministrazione. Dop

somministrazione orale, la via prevalente nell'uomo, il valproato non ha indotto aberrazioni cromosomiche nel midollo osseo di ratto o effetti letali dominanti nei topi. L'iniezione intraperitoneale di valproato ha aumentato le rotture del filamento di DNA e il danno cromosomico nei roditori. Inoltre in studi pubblicati sono stati segnalati aumenti degli scambi dei cromatidi fratelli in pazienti epilettici esposti a valproato rispetto a soggetti sani non trattati. Tuttavia sono stati ottenuti risultati contrastanti confrontando i dati dei pazienti epilettici trattati con valproato con quelli dei pazienti epilettici non trattati. Non è nota la rilevanza clinica di questi risultati sul DNA/cromosoma. I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l'uomo sulla base di studi convenzionali di cancerogenicità. Tossicità riproduttiva Valproato ha indotto effetti teratogeni (malformazioni di molteplici sistemi di organi) in topi, ratti e conigli. Nei topi, ratti e conigli, l’esposizione in utero al valproato ha indotto una riduzione del peso fetale correlata alla dose, una restrizione della crescita intrauterina e una diminuzione della lunghezza craniococcigea rispetto agli animali non esposti. Dopo esposizione in utero sono state segnalate anomalie comportamentali nella prole di prima generazione di topi e ratti. Alcuni cambiamenti comportamentali sono stati osservati anche nella seconda generazione e meno pronunciati nella terza generazione di topi in seguito all'esposizione acuta in utero della prima generazione a dosi teratogene di valproato. Non sono noti i meccanismi sottostanti e la rilevanza clinica di questi risultati. Studi su animali dimostrano che l'esposizione al valproato in utero provoca alterazioni morfologiche e funzionali del sistema uditivo nei ratti e nei topi. Tossicità acuta La DL50 nel topo per i.p. è di 580 mg/kg, per os è di 995 mg/kg; nel ratto è di 480 mg/kg per i.p. e di 890 mg/kg per os. Tossicità cronica Studi effettuati sul topo, ratto e cavia sia per via orale che per via rettale, con dosi di 100, 200 e 400 mg/kg di DEPAMIDE, a seconda della specie, non hanno rivelato alcuna alterazione dell’aumento ponderale né della riproduzione. L’esame macro e microscopico degli organi presi in esame (polmone, fegato, milza, rene e surrene) non ha mostrato modificazioni istologiche né funzionali. In studi di tossicità a dosi ripetute, sono state riportate degenerazione/atrofia testicolare o anomalie della spermatogenesi e diminuzione del peso dei testicoli in ratti e cani adulti dopo somministrazione orale a dosi rispettivamente di 400 mg/kg/die e 150 mg/kg/die, con NOAELs per i risultati testicolari pari a 270 mg/kg/giorno nei ratti adulti e 90 mg/kg/giorno nei cani adulti. I confronti dei margini di sicurezza basati sull’AUC estrapolata nei ratti e nei cani indicano che potrebbe non esserci alcun margine di sicurezza. Nei giovani ratti è stata osservata una diminuzione del peso dei testicoli solo a dosi superiori alla dose massima tollerata (da 240 mg/kg/die per via intraperitoneale o endovenosa) e senza alterazioni istopatologiche associate. A dosi tollerate (fino a 90 mg/kg/die) non sono stati osservati effetti sugli organi riproduttivi maschili. Sulla base di questi dati, i giovani animali non sono stati considerati più suscettibili agli effetti testicolari rispetto agli adulti. Non è nota la rilevanza degli effetti testicolari nella popolazione pediatrica.

In uno studio sulla fertilità nei ratti, il valproato a dosi fino a 350 mg/kg/die non ha alterato la capacità riproduttiva maschile. Tuttavia, l'infertilità maschile è stata identificata come un effetto indesiderato nell'uomo (vedere paragrafi 4.6 e 4.8).

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Sodio docusato, carbossimetilamido sodico (tipo A), silice colloidale anidra, talco, magnesio stearato, acido metacrilico/etile acrilato copolimero (1:1), sodio idrossido, trietile citrato, titanio diossido, ferro ossido giallo.

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

3 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 30°C.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Astuccio di 30 compresse gastroresistenti in blister blister PA/AL/PVC/Al. Astuccio di 30 compresse gastroresistenti in blister PVC/Al.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Sanofi S.r.l. – Viale L. Bodio, 37/B – Milano

8. Numero dell'autorizzazione all'immissione in commercio

A.I.C. n° 023105036-blister PA/AL/PVC/AL. A.I.C. n° 023105048-blister PVC/AL.

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 27 marzo 1974

Data del rinnovo più recente: 01 giugno 2010

10. Data di revisione del testo

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.