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DEXTRADOL

Principio attivo: TRAMADOLO CLORIDRATO, DEXKETOPROFENE, TRAMADOLO · ATC N02AJ14 · MENARINI INTERNATIONAL OPERATIONS LUXEMBOURG S.A.

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Principio attivo: TRAMADOLO CLORIDRATO, DEXKETOPROFENE, TRAMADOLO
Forma farmaceutica: Compressa rivestita con film, Granulato per soluzione orale
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 25 mg , 75 mg COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
  • 25 mg , 75 mg GRANULATO PER SOLUZIONE ORALE
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: MENARINI INTERNATIONAL OPERATIONS LUXEMBOURG S.A.
Codice ATC: N02AJ14
Regime di fornitura: Medicinali soggetti a prescrizione medica da rinnovare
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· LENIZAK - MENARINI INTERNATIONAL OPERATIONS LUXEMBOURG S.A.
· LENIZAK - FARMED S.R.L.
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Rimborsabilita: Cnn - C NON NEGOZIATA

A cosa serve questo medicinale?

Come conservare Dextradol Contenuto della confezione e altre informazioni

Cos’è Dextradol e a cosa serve Dextradol contiene i principi attivi tramadolo cloridrato e dexketoprofene. Il tramadolo cloridrato è un antidolorifico che appartiene ad un gruppo di farmaci chiamati oppioidi, i quali agiscono sul sistema nervoso centrale. Esso allevia il dolore agendo su specifiche cellule nervose cerebrali e del midollo spinale. Il dexketoprofene è un antidolorifico che appartiene al gruppo di farmaci chiamati antinfiammatori non

steroidei (FANS).

Dextradol viene utilizzato per il trattamento sintomatico a breve termine del dolore acuto da moderato a grave nell’adulto.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Dextradol: • se è allergico al dexketoprofene, al tramadolo cloridrato o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6);

• se è allergico all’acido acetilsalicilico o ad altro FANS;
• se ha l’asma o ha sofferto di attacchi di asma, rinite allergica acuta (infiammazione di breve durata della
mucosa nasale), polipi nasali (noduli all’interno della cavità nasale causati da un’allergia), orticaria

(eruzione cutanea), angioedema (gonfiore del viso, degli occhi, delle labbra o della lingua o difficoltà respiratorie) o respiro sibilante dopo aver assunto acido acetilsalicilico o altri farmaci antinfiammatori non steroidei; • se ha avuto reazioni fotoallergiche o fototossiche (arrossamento della pelle e/o formazione di vescicole sulla pelle in seguito ad esposizione alla luce solare) durante una terapia con ketoprofene (un FANS) o con fibrati (medicinali utilizzati per diminuire il livello dei lipidi nel sangue);

• se soffre di ulcera peptica, sanguinamento gastrico o intestinale, oppure se ha sofferto in passato di
sanguinamento gastrico o intestinale, compresi gli episodi associati ad un precedente utilizzo di FANS.
• se ha disturbi digestivi cronici (ad es. indigestione, bruciore di stomaco);
• se soffre di una malattia intestinale con infiammazione cronica (morbo di Crohn o colite ulcerosa);
• se soffre di insufficienza cardiaca grave, patologie renali moderate o gravi o patologie epatiche gravi;
• se soffre di disordini emorragici, della coagulazione o di altre emorragie in corso;
• se è gravemente disidratato (ossia se ha perso molti liquidi) a causa di vomito, diarrea o assunzione
insufficiente di liquidi;
• se ha avuto episodi acuti di intossicazione da alcol, sonniferi, antidolorifici o medicinali che influenzano
il tono dell’umore e l’emotività;
• se sta assumendo inibitori delle monoammino ossidasi (IMAO) (medicinali utilizzati per il trattamento
della depressione) o se li ha assunti negli ultimi 14 giorni prima del trattamento con questo medicinale

(vedere “Altri medicinali e Dextradol”);
• se soffre di epilessia o convulsioni, perché il rischio di attacchi può aumentare;
• se respira con difficoltà;
• se è in gravidanza o in allattamento.

Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al suo medico prima di prendere Dextradol:
• se ha un’allergia o se ha avuto allergie in passato;
• se soffre di disturbi renali, epatici o cardiaci (ipertensione e/o insufficienza cardiaca) o di ritenzione idrica
oppure se ha sofferto di uno qualsiasi di questi problemi in passato;
• se sta assumendo diuretici (sostanze che aumentano la produzione di urina);

• se soffre di patologie cardiache, se ha avuto un ictus o se pensa di poter essere a rischio per tali patologie (ad esempio, se soffre di pressione alta, diabete o se ha valori elevati di colesterolo o se è un fumatore), deve parlare con il suo medico prima di iniziare questa terapia in quanto medicinali come questo possono associarsi ad un lieve aumento del rischio di attacchi cardiaci (infarto del miocardio) o ictus. Questi rischi sono più probabili con dosaggi elevati e in caso di trattamento prolungato; non superare la dose

•

• raccomandata o la durata del trattamento consigliata;

se è anziano, in quanto il rischio di effetti indesiderati può essere maggiore (vedere paragrafo 4). Se si
presenta un qualsiasi effetto indesiderato, si rivolga immediatamente al suo medico;
se è una donna con problemi di fertilità, questo medicinale può influire sulla fertilità, pertanto non deve
assumerlo se sta programmando una gravidanza o se si sta sottoponendo ad accertamenti sulla fertilità;
• se soffre di disturbi della formazione del sangue e delle cellule ematiche;
• se soffre di lupus eritematoso sistemico o di connettivite mista (disturbi del sistema immunitario che
interessano il tessuto connettivo);
• se ha sofferto in passato di una patologia infiammatoria cronica dell’intestino (colite ulcerosa, morbo di
Crohn);
• se ha o ha sofferto in passato di altre patologie gastriche o intestinali;

• se ha un’infezione – vedere paragrafo “Infezioni” di seguito;
• se sta assumendo altri medicinali che aumentano il rischio di ulcera peptica o emorragia, come gli steroidi
orali, alcuni antidepressivi (per esempio gli SSRI, cioè gli inibitori selettivi della ricaptazione della
serotonina), gli agenti antiaggreganti come l’acido acetilsalicilico o anticoagulanti come il warfarin; in

questi casi consulti il suo medico prima di assumere questo medicinale perché può prescriverle un
medicinale aggiuntivo per proteggere il suo stomaco;
• se soffre di depressione e sta assumendo antidepressivi, perché alcuni di essi possono interagire con
tramadolo (vedere “Altri medicinali e Dextradol”);
• se sta assumendo altri medicinali contenenti le stesse sostanze attive di questo medicinale, non superi le
dosi massime giornaliere di dexketoprofene o tramadolo;

• se pensa di essere assuefatto ad altri antidolorifici (oppioidi);
• se soffre di disturbi della coscienza (si sente svenire);
• se si trova in stato di shock (condizione che può manifestarsi con sudorazione fredda);

• se ha una pressione cerebrale aumentata (dopo un eventuale ferita alla testa o una malattia cerebrale);
• se ha difficoltà respiratorie;
• se soffre di porfiria (una patologia caratterizzata da un metabolismo anomalo dell’eme).

Tolleranza, dipendenza e tossicodipendenza

Questo medicinale contiene tramadolo, che è una sostanza oppioide. Può provocare dipendenza e/o tossicodipendenza.

Questo medicinale contiene tramadolo, che è una sostanza oppioide. L’uso ripetuto di oppioidi può rendere il medicinale meno efficace (ci si abitua ad esso, un fenomeno noto come tolleranza al farmaco). L’uso ripetuto di Dextradol può anche portare a dipendenza, abuso e tossicodipendenza, che possono provocare un sovradosaggio rischioso per la vita. Il rischio di questi effetti indesiderati può aumentare con una dose più elevata e una prolungata durata d’uso. La dipendenza o la tossicodipendenza può darle la sensazione di non avere più il controllo della quantità di medicinale necessaria o della frequenza con cui deve usarlo.

Il rischio di sviluppare dipendenza o tossicodipendenza varia da persona a persona. Può avere un rischio maggiore di diventare dipendente o tossicodipendente da Dextradol se: – lei o un suo familiare ha sofferto in passato di abuso o dipendenza da alcol, farmaci da prescrizione o sostanze illegali («tossicodipendenza») – è un fumatore.

– ha avuto in passato problemi dell’umore (depressione, ansia o un disturbo della personalità) o è stato in trattamento da uno psichiatra per altre malattie mentali. Se nota la comparsa di uno qualsiasi dei seguenti sintomi durante l’uso di Dextradol, questo può essere un segnale di dipendenza o tossicodipendenza:

- ha la necessità di usare il medicinale per un periodo più lungo di quello indicato dal medico
- ha la necessità di usare una dose maggiore rispetto a quella raccomandata può avvertire la necessità di
continuare a usare il medicinale, anche se ciò non aiuta ad alleviare il dolore.
- usa il medicinale per ragioni diverse da quelle della prescrizione, ad esempio, «per restare calmo» o

-
-
«per favorire il sonno»
ha tentato ripetutamente di interrompere o di controllare l’uso di questo medicinale, senza successo
quando interrompe il trattamento con il medicinale si sente male, e si sente meglio quando riprende a
usarlo («effetti da astinenza»)
Se nota uno qualsiasi di questi sintomi/segnali, si rivolga al medico per discutere il miglior percorso terapeutico
per lei, inclusi i casi in cui è opportuno interrompere il trattamento e come interromperlo in modo sicuro
(vedere paragrafo 3, Se interrompe il trattamento con Dextradol).

Si rivolga al medico se osserva uno qualsiasi dei seguenti sintomi durante l'assunzione di Dextradol: stanchezza

estrema, inappetenza, forte dolore addominale, nausea, vomito o pressione arteriosa bassa. Questi sintomi possono essere indicativi di insufficienza surrenalica (bassi livelli di cortisolo). Se presenta questi sintomi, contatti il suo medico, che deciderà se necessita di un’integrazione ormonale.

Tramadolo viene trasformato nel fegato da un enzima. Alcune persone presentano una variazione di questo enzima, il che può avere su di loro effetti diversi. Alcune persone potrebbero non ottenere un sufficiente sollievo dal dolore, ma altre persone potrebbero presentare gravi effetti indesiderati. Se nota uno dei seguenti effetti indesiderati, deve interrompere l’assunzione di questo medicinale e consultare immediatamente un medico: respiro rallentato o superficiale, confusione, sonnolenza, pupille contratte, sensazione di star male o malessere, stipsi, mancanza di appetito.

Sussiste un rischio seppur lieve che Lei possa sviluppare la cosiddetta sindrome da serotonina che può insorgere dopo l’assunzione di tramadolo insieme a determinati antidepressivi o tramadolo in monoterapia.

Consulti immediatamente il medico se presenta uno qualsiasi dei sintomi associati a questa sindrome grave (vedere paragrafo 4 “Possibili effetti indesiderati”).

Disturbi della respirazione correlati al sonno Dextradol può causare disturbi della respirazione correlati al sonno quali apnea del sonno (pause nella respirazione durante il sonno) e ipossiemia (bassi livelli di ossigeno nel sangue) correlata al sonno. I sintomi

possono includere pause nella respirazione durante il sonno, risvegli notturni dovuti a respiro affannosi, difficoltà nel mantenere il sonno o sonnolenza eccessiva durante il giorno. Se lei o un'altra persona osserva questi sintomi, contatti il suo medico, che potrebbe prendere in considerazione una riduzione della dose.

Infezioni Dextradol può nascondere i sintomi di infezioni quali febbre e dolore. È pertanto possibile che Dextradol possa ritardare un trattamento adeguato dell’infezione, cosa che potrebbe aumentare il rischio di complicanze. Ciò è stato osservato nella polmonite causata da batteri e nelle infezioni cutanee batteriche correlate alla varicella. Se prende questo medicinale mentre ha un’infezione e i sintomi dell’infezione persistono o peggiorano, si rivolga immediatamente al medico. Si sconsiglia l'utilizzo di questo medicinale in corso di infezione da virus della varicella.

Sindrome di Kounis Con dexketoprofene sono state segnalate manifestazioni di una reazione allergica a questo medicinale, inclusi problemi respiratori, gonfiore del viso e della regione del collo (angioedema) e dolore al torace. Se nota uno di questi segni, interrompa immediatamente Dextradol e contatti immediatamente il medico o il servizio di emergenza sanitaria.

Bambini e adolescenti Questo medicinale non è stato studiato nei bambini e negli adolescenti. Di conseguenza non essendone state stabilite né la sicurezza, né l’efficacia non deve essere utilizzato nei bambini e negli adolescenti.

Uso nei bambini con problemi respiratori

Tramadolo non è raccomandato nei bambini con problemi respiratori, poiché in questi bambini i sintomi di tossicità da tramadolo potrebbero essere peggiori.

Altri medicinali e Dextradol Informi il suo medico se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale, compresi i medicinali ottenuti senza prescrizione medica. Alcuni medicinali non devono essere

concomitante. del assunti in associazione, mentre altri possono richiedere un aggiustamento del dosaggio in caso di uso

Informi sempre il suo medico se sta usando o le hanno prescritto uno qualsiasi dei seguenti medicinali oltre a Dextradol.

Uso non raccomandato con Dextradol:
• acido acetilsalicilico, corticosteroidi o altri farmaci antinfiammatori;
• warfarin, eparina o altri medicinali anticoagulanti;
• litio, usato per trattare alcune tipologie di disturbi dell’umore;
• metotressato, usato per l’artrite reumatoide e il cancro;

• idantoina e fenitoina, usati per l’epilessia;
• sulfametoxazolo, usato per le infezioni batteriche e altre sulfonamidi;
• inibitori della monoamino-ossidasi (IMAOI) (medicinali utilizzati per il trattamento della depressione).

Uso che richiede alcune precauzioni con Dextradol:
• ACE inibitori, diuretici e antagonisti dell’angiotensina II, usati per l’ipertensione arteriosa e patologie
cardiache;
• pentossifillina, usata per trattare le ulcere venose croniche;
• zidovudina, usata per trattare le infezioni virali;
• sulfoniluree come clorpropamide e glibenclamide, usati per il diabete;

• antibiotici aminoglicosidi, usati per trattare le infezioni batteriche;
• l’uso concomitante di Dextradol e farmaci ad azione sedativa come benzodiazepine o farmaci
benzodiazepino-correlati aumenta il rischio di sonnolenza, difficoltà nella respirazione (depressione

respiratoria), coma e può mettere in pericolo di vita. A causa di questi rischi, l’utilizzo concomitante di questi farmaci deve essere considerato solo quando non sono possibili trattamenti alternativi. Tuttavia, se il suo medico le prescrive Dextradol insieme a farmaci ad azione sedativa, la dose e la durata del trattamento concomitante devono essere limitate dal suo medico. Informi il medico di qualsiasi medicinale ad effetto sedativo lei sta assumendo e segua scrupolosamente la dose raccomandata dal suo medico. Può essere utile informare amici e familiari dei segni e sintomi descritti sopra. Informi il suo medico quando si

verificano tali sintomi.

Uso che richiede cautela con Dextradol:
• antibiotici chinolonici (ad es. ciprofloxacina, levofloxacina) usati per le infezioni batteriche;
• ciclosporina o tacrolimus, usati per trattare le malattie del sistema immunitario e nei trapianti d’organo;
• streptochinasi e altri medicinali trombolitici o fibrinolitici, come i medicinali usati per rompere i coaguli
di sangue;
• probenecid, usato per il trattamento della gotta;
• digossina, usata per trattare l’insufficienza cardiaca cronica;
• mifepristone, usato per l’interruzione di gravidanza;
• antidepressivi del tipo inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI);
• agenti antipiastrinici usati per ridurre l’aggregazione piastrinica e la formazione dei coaguli nel sangue;

• tenofovir, deferasirox, pemetrexed;
• beta-bloccanti, usati per la pressione alta e i problemi cardiaci.

L’effetto analgesico del tramadolo può essere ridotto e la lunghezza del suo tempo d'azione può essere più breve, se prende anche medicinali contenenti: • carbamazepina (per le crisi epilettiche);

• buprenorfina, nalbufina o pentazocina (antidolorifici);
• ondansetron (contro la nausea).

Il rischio di effetti indesiderati aumenta • se sta assumendo gabapentin o pregabalin per il trattamento dell'epilessia o del dolore dovuto a problemi

ai nervi (dolore neuropatico);
• se assume tranquillanti, sonniferi, altri antidolorifici come morfina e codeina (anche per la tosse) o alcol
durante il trattamento con Dextradol. Può avere sonnolenza o sensazione di svenimento; se succede, ne
parli con il suo medico;
• se sta prendendo medicinali che possono causare convulsioni (attacchi epilettici), come alcuni

•
antidepressivi o antipsicotici. Il rischio di avere un attacco può aumentare se prende Dextradol in
concomitanza con questi medicinali; il suo medico le dirà se Dextradol è adatto o meno per lei;
se assume determinati antidepressivi. Dextradol può interagire con questi medicinali ed è possibile che
manifesti sindrome da serotonina (vedere paragrafo 4 “Possibili effetti indesiderati”);
• se prende anticoagulanti (medicinali che fluidificano il sangue), ad es. warfarin, insieme a questo
medicinale; l’effetto di questi medicinali sulla coagulazione del sangue può esserne alterato e si può
incorrere in emorragie.

Dextradol con alcol Non beva alcol durante la terapia con Dextradol in quanto può aumentare l’effetto del medicinale.

Per le istruzioni su come prendere Dextradol vedere il paragrafo 3.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno, chieda consiglio al suo medico prima di prendere questo medicinale.

Dexketoprofene può causare problemi ai reni e al cuore del feto. Inoltre, potrebbe influire sulla tendenza sua e del suo bambino al sanguinamento e ritardare o prolungare più del previsto il travaglio. Dalla 20 a settimana di gravidanza, dexketoprofene può causare problemi renali al feto, i quali possono a loro volta comportare una riduzione dei livelli del liquido amniotico che circonda il bambino (oligoidramnios), o il restringimento di un vaso sanguigno (dotto arterioso) nel cuore del bambino.

Tramadolo viene escreto nel latte materno. Dextradol non deve essere usato in gravidanza e durante l’allattamento.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Dextradol può influenzare la capacità di guidare veicoli e utilizzare macchinari perché può dare, come effetti indesiderati della terapia, capogiri, visione offuscata o sonnolenza. Questo vale soprattutto se Dextradol viene assunto insieme a medicinali che agiscono sul tono dell’umore o insieme ad alcolici. Se nota questi effetti, non guidi e non usi macchinari fino alla scomparsa dei sintomi.

Dextradol contiene saccarosio Dextradol contiene 2.7 g di saccarosio per dose. Ciò deve essere tenuto in considerazione in persone affette da diabete mellito. Se le è stata diagnosticata un’intolleranza ad alcuni zuccheri, contatti il suo medico prima di prendere questo medicinale.

Per chi svolge attività sportiva L'uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test anti-doping.

Come usarlo

Usi sempre questo medicinale esattamente come le ha indicato il medico. Se ha dubbi consulti il suo medico.

Deve essere usata la dose efficace più bassa per il periodo più breve necessario ad alleviare i sintomi. Se ha un’infezione, si rivolga immediatamente al medico qualora i sintomi (per esempio febbre e dolore) persistano o peggiorino (vedere paragrafo 2).

La dose di Dextradol di cui ha bisogno dipende dal tipo, dalla gravità e dalla durata del suo dolore.

Prima di iniziare il trattamento e, in maniera regolare durante il trattamento, il medico discuterà con lei cosa potrebbe aspettarsi dall’uso di Dextradol, quante bustine assumere ogni giorno, quando e per quanto tempo è necessario usarlo, quando contattare il medico e quando deve interrompere il trattamento (vedere anche “Se si interrompe il trattamento con Dextradol”).

In genere, la dose raccomandata è di 1 bustina (che corrisponde a 75 mg di tramadolo cloridrato e 25 mg di dexketoprofene) ogni 8 ore, per un massimo di 3 bustine al giorno (che corrispondono a 225 mg di tramadolo cloridrato e 75 mg di dexketoprofene) senza superare i 5 giorni di trattamento.

Uso nei bambini e negli adolescenti Dextradol non è indicato nei bambini e negli adolescenti.

Pazienti anziani Se ha 75 anni o più, il suo medico può consigliarle di prolungare l’intervallo di tempo tra le assunzioni perché il suo corpo può eliminare il medicinale più lentamente. Malattia (insufficienza) renale o epatica grave/pazienti in dialisi: Se è affetto da insufficienza epatica grave e/o insufficienza renale da moderata a grave non deve prendere Dextradol. Se è affetto da insufficienza renale, se questa è di grado lieve, il suo medico può consigliarle di prolungare

l’intervallo tra le assunzioni. Se è affetto da insufficienza epatica, se questa è di grado lieve-moderato, il suo medico può consigliarle di prolungare l’intervallo tra le assunzioni.

Sciogliere l’intero contenuto di ciascuna bustina in un bicchier d'acqua; agitare/mescolare bene per aiutare la

dissoluzione.

La soluzione ottenuta deve essere assunta immediatamente dopo ricostituzione. L'assunzione concomitante di cibo rallenta l’assorbimento di Dextradol, dunque, per un effetto più rapido, prenda granulato per soluzione orale in bustina almeno 30 minuti prima dei pasti.

Se prende più Dextradol di quanto deve Se assume una quantità eccessiva di questo medicinale, informi immediatamente il suo medico oppure si rechi

al pronto soccorso dell’ospedale più vicino, ricordandosi di portare con sé la confezione di questo medicinale o questo foglio.

I sintomi di un sovradosaggio con questo medicinale sono: • vomito, perdita di appetito, mal di stomaco, capogiri, sonnolenza/sensazione di perdita dell’equilibrio, disorientamento, cefalea (per il dexketoprofene);

• contrazione della pupilla, vomito, insufficienza cardiaca, perdita di coscienza, convulsioni e difficoltà respiratorie (per il tramadolo).

Se dimentica di prendere Dextradol Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose. Prenda la dose successiva regolarmente alla solita ora (vedere paragrafo 3 “Come prendere Dextradol”).

Se interrompe il trattamento con Dextradol In genere non ci sono effetti successivi all’interruzione della terapia con Dextradol. Tuttavia, in rare occasioni i pazienti che hanno assunto Dextradol granulato per soluzione orale in bustina per qualche tempo possono non sentirsi bene se smettono improvvisamente di assumerlo. Possono sentirsi agitate, ansiose, nervose o deboli, confuse, iperattive, avere difficoltà a dormire e avere disturbi gastrici o intestinali.

Raramente alcune persone possono avere attacchi di panico, allucinazioni, illusioni, paranoia o un senso di perdita di identità. Possono sperimentare percezioni insolite come prurito, formicolio e intorpidimento e ronzio auricolare (tinnito). Raramente sono stati osservati altri sintomi insoliti come confusione, illusione, un senso di distacco da se stessi (depersonalizzazione) e una diversa percezione della realtà (derealizzazione) e manie di persecuzione (paranoia). Se sperimenta uno qualsiasi di questi sintomi dopo l’interruzione della terapia con Dextradol, consulti il suo medico.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al suo medico.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. I possibili effetti indesiderati sono elencati di seguito in base alla loro frequenza di comparsa.

Deve consultare immediatamente un medico se sperimenta i sintomi di una reazione allergica come gonfiore

della faccia, della lingua e/o della gola e/o difficoltà a deglutire o orticaria insieme a difficoltà respiratorie.

Smetta di prendere Dextradol in caso notasse la comparsa di rash cutaneo o lesioni all’interno della bocca o sulle membrane mucose o segni di allergia.

Molto comuni (possono colpire più di 1 persona su 10):
nausea/malessere;
•
• capogiri

Effetti indesiderati comuni (possono colpire fino a 1 persona su 10): vomito;

•
• mal di stomaco;
• diarrea;
• problemi digestivi;
• cefalea;

• sonnolenza, affaticamento;
• stipsi;
• bocca secca;
• sudorazione aumentata.

Effetti indesiderati non comuni (possono colpire fino a 1 persona su 100):

• aumento del numero di piastrine;
• effetti sul cuore e sulla circolazione del sangue (palpitazioni, tachicardia, sensazione di svenimento o
collasso), pressione sanguigna bassa. Questi effetti avversi possono verificarsi soprattutto quando i pazienti

si trovano in posizione eretta o sotto sforzo fisico;
• pressione sanguigna alta o molto alta;
• gonfiore (edema) della laringe;
• ridotti livelli di potassio nel sangue;
• disturbi psicotici;
gonfiore nella zona oculare;

•
• respirazione lenta e/o poco profonda;
• fastidio, sensazioni anomale;
• sangue nell’urina;
• sensazione di capogiro;
• insonnia o difficoltà ad addormentarsi;
• nervosismo/ansia;
• rossore;
• flatulenza;
• stanchezza;
• dolore;
• sensazione di febbre e brividi, sensazione generale di malessere;

• test ematici anomali;
• conati di vomito;
• sensazione di pressione allo stomaco, gonfiore addominale;
• infiammazione gastrica;
• reazioni cutanee (per es. prurito, rash);
• amnesia

• gonfiore del viso.

Effetti indesiderati rari (possono colpire fino a 1 persona su 1.000):
• gonfiore alle labbra e alla gola;
• ulcera peptica, perforazione o sanguinamento da ulcera peptica, che può essere rivelato dalla presenza di

sangue nel vomito o da feci nere;
• disturbi della prostata;
• infiammazione del fegato (epatite), danno epatico;
• insufficienza renale acuta;
• battito cardiaco rallentato (bradicardia);
•
•

• attacchi epilettici;

shock anafilattico (improvvisa insufficienza circolatoria); perdita di coscienza transitoria (sincope); reazioni allergiche/anafilattiche (per es. difficoltà respiratoria, respiro sibilante, gonfiore della pelle) e

• allucinazioni;
• ritenzione dei liquidi o caviglie gonfie;
• perdita dell’appetito, alterazioni dell’appetito;
• acne;
• mal di schiena;
• minzione frequente o meno frequente del normale, con difficoltà o dolore;

• disturbi mestruali;
• sensazioni anomale (come prurito, formicolio, intorpidimento);
• tremolio, spasmi muscolari, movimento non coordinato, debolezza muscolare;
• confusione;
disturbi del sonno e incubi;

•
• disturbi della percezione;
• visione offuscata, restringimento della pupilla;
• respiro affannoso.

Dopo il trattamento con Dextradol può accusare effetti indesiderati psicologici. Possono essere di diversa

intensità e natura (a seconda della personalità del paziente e della durata della terapia):
• alterazioni dell’umore (principalmente aumento del tono dell’umore, occasionalmente irritazione);
• alterazioni dell’attività (rallentamento, ma a volte un aumento di attività);

• ridotta consapevolezza;
• ridotta capacità di prendere decisioni, che può portare a compiere errori di giudizio.

È stato riportato un peggioramento dell'asma. Quando si interrompe improvvisamente il trattamento, possono comparire segni di astinenza (vedere "Se interrompe il trattamento con Dextradol").

Si sono osservati attacchi epilettici soprattutto con alte dosi di tramadolo o quando il tramadolo veniva assunto insieme ad altri medicinali che possono indurre tali attacchi.

Molto rari (possono colpire fino ad 1 persona su 10.000):
• infiammazione del pancreas;
• problemi renali;
• ridotto numero di globuli bianchi (neutropenia);
• ridotto numero di piastrine nel sangue (trombocitopenia);
• lesioni su pelle, bocca, occhi e zone genitali (sindromi di Stevens Johnson e di Lyell);
• affanno dovuto a restringimento delle vie aeree;
• ronzio auricolare (tinnito);

• pelle sensibile;
• fotosensibilità.

Non noti (la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili):
• dolore al torace, che può essere un segno di una reazione allergica grave chiamata sindrome di Kounis;
• reazione cutanea allergica, nota come eruzione fissa da farmaci, che può manifestarsi sotto forma di

chiazze rotonde o ovali con arrossamento e gonfiore cutaneo, eruzione cutanea con vescicole e sensazione di prurito. Si può manifestare anche uno scurimento della cute nelle zone interessate che potrebbe persistere anche dopo la guarigione. In caso di nuova esposizione al medicinale, generalmente, l’eruzione fissa da farmaci si ripresenta nella stessa sede (o nelle stesse sedi); • sindrome da serotonina, che può manifestarsi sotto forma di cambiamento dello stato mentale (per esempio

agitazione, allucinazioni, coma) e altri effetti, quali febbre, incremento del battito cardiaco, pressione
arteriosa instabile, contrazione involontaria, rigidità muscolare, mancanza di coordinazione e/o sintomi
gastrointestinali (per esempio nausea, vomito, diarrea) (vedere paragrafo 2 “Cosa deve sapere prima di
prendere Dextradol”);
• disturbi del linguaggio;
•
•
•
estrema dilatazione della pupilla;
riduzione dei livelli di glucosio nel sangue;
singhiozzo.
Contatti immediatamente il suo medico se sperimenta effetti indesiderati a livello gastrico/intestinale all’inizio
della terapia (come mal di stomaco, bruciore o sanguinamento), se ha precedentemente sofferto di questi effetti
indesiderati a causa di un’assunzione prolungata di medicinali antinfiammatori e soprattutto se è anziano.

Gli effetti indesiderati più comuni durante la terapia con Dextradol sono nausea e sonnolenza, che si verificano in più di 1 paziente su 10.

Durante la terapia con FANS sono state osservate ritenzione dei liquidi e gonfiori (soprattutto a livello delle caviglie e delle gambe), un aumento della pressione sanguigna ed insufficienza cardiaca.

I medicinali come Dextradol possono essere associati con un rischio leggermente aumentato di attacco cardiaco

o ictus.

Nei pazienti affetti da disturbi del sistema immunitario che interessano il tessuto connettivo (lupus eritematoso sistemico o malattia mista del tessuto connettivo), i medicinali antinfiammatori possono raramente causare febbre, cefalea e rigidità del collo.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al

medico. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Conservi questo medicinale in un luogo sicuro e protetto, inaccessibile ad altre persone. L’assunzione da parte di altre persone a cui non è stato prescritto può provocare danni gravi ed essere fatale. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione e sulla bustina dopo Scad. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Questo medicinale non richiede alcuna condizione o temperatura particolare di conservazione. Conservi nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Dextradol
• I principi attivi sono tramadolo cloridrato e dexketoprofene.
Ogni bustina contiene: 75 mg di tramadolo cloridrato e 25 mg di dexketoprofene (come dexketoprofene
trometamolo).
• Gli altri componenti sono Saccarosio, Aroma limone, Acesulfame potassio (E-950).

Descrizione dell’aspetto di Dextradol e contenuto della confezione Granulato per soluzione orale da bianco a quasi bianco, fornito in bustine termosaldate di carta/alluminio/fogli di polietilene multistrato (come copolimero con vinilacetato) in una scatola di cartone.

Dextradol è disponibile in confezioni da 2, 3, 10, 15, 20, 50, 100 e 500 bustine.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio: Menarini International Operations Luxembourg S.A. 1, Avenue de la Gare, L-1611 - Lussemburgo Concessionario per la vendita: Malesci Istituto Farmacobiologico S.p.A. – Via Lungo l’Ema, 7 – Bagno a Ripoli – Firenze Produttore: E-Pharma Trento S.p.A. Frazione Ravina – Via Provina, 2

Trento, 38123 Italia

Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio economico europeo con le seguenti

denominazioni:

Italia: Dextradol Spagna: Takudex

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato a Dicembre 2025

Domande frequenti su DEXTRADOL

Come si usa DEXTRADOL?

DEXTRADOL si presenta in forma di Compressa rivestita con film e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

DEXTRADOL e disponibile senza ricetta?

No, DEXTRADOL e soggetto a prescrizione medica.

Qual e il principio attivo di DEXTRADOL?

Il principio attivo di DEXTRADOL e TRAMADOLO CLORIDRATO, DEXKETOPROFENE, TRAMADOLO.

Quali sono gli equivalenti di DEXTRADOL?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: LENIZAK, LENIZAK. Il farmacista puo proporle un equivalente.

Chi produce DEXTRADOL?

DEXTRADOL e prodotto da MENARINI INTERNATIONAL OPERATIONS LUXEMBOURG S.A..

Da quando DEXTRADOL e autorizzato in Italia?

DEXTRADOL ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2016-04-19.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Dextradol 75 mg/25 mg granulato per soluzione orale in bustina

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni bustina contiene: 75 mg di tramadolo cloridrato e 25 mg di dexketoprofene (come dexketoprofene trometamolo). Eccipienti con effetti noti: saccarosio 2.7 g per bustina. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Granulato per soluzione orale in bustina. I granuli sono di colore bianco o quasi bianco.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento sintomatico a breve termine del dolore acuto da moderato a grave in pazienti adulti il cui dolore è considerato idoneo a una combinazione di tramadolo e dexketoprofene.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia La dose raccomandata è una bustina (che corrisponde a 75 mg di tramadolo cloridrato e 25 mg di dexketoprofene). È possibile assumere altre dosi, secondo necessità, con un intervallo tra le assunzioni di almeno 8 ore. La dose giornaliera totale non deve superare le tre bustine (che corrispondono a 225 mg di tramadolo cloridrato e 75 mg di dexketoprofene). Dextradol è indicato solo per un utilizzo a breve termine e il trattamento deve essere rigorosamente limitato al periodo sintomatico e in ogni caso per un periodo non superiore ai 5 giorni. Il passaggio ad un’analgesia basata su di un singolo agente deve essere considerato in base all’intensità del dolore e alla risposta del paziente. È possibile ridurre al minimo gli effetti indesiderati utilizzando il minimo numero di dosi per il più breve periodo di tempo necessario per controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.4). Anziani:

Nei pazienti anziani la dose iniziale raccomandata è una bustina; è possibile assumere ulteriori dosi secondo necessità con un intervallo minimo tra le assunzioni di 8 ore e senza superare la dose giornaliera totale di 2 bustine (che corrisponde a 150 mg di tramadolo cloridrato e 50 mg di dexketoprofene). La dose può essere aumentata fino ad un massimo di 3 bustine giornaliere, come raccomandato per la popolazione generale, solo dopo che sia stata accertata una buona tolleranza. Nei pazienti con più di 75 anni sono disponibili dati limitati, dunque Dextradol deve essere usato con cautela in questi pazienti (vedere paragrafo 4.4). Compromissione epatica: I pazienti affetti da compromissione epatica da lieve a moderata devono iniziare la terapia con un ridotto numero di dosi (dose giornaliera totale 2 bustine di Dextradol) ed essere monitorati con rigore. Dextradol non deve essere usato nei pazienti affetti da compromissione epatica grave (vedere paragrafo 4.3). Compromissione renale: La dose giornaliera totale iniziale deve essere ridotta a 2 bustine di Dextradol nei pazienti con compromissione renale di grado lieve (clearance della creatinina 60 - 89 ml/min) (vedere paragrafo 4.4). Dextradol non deve essere usato nei pazienti affetti da compromissione renale da moderata a grave (clearance della creatinina ≤59 ml / min) (vedere paragrafo 4.3). Popolazione pediatrica: La sicurezza e l’efficacia di Dextradol nei bambini e negli adolescenti non è stata stabilita. Non sono disponibili dati. Quindi Dextradol non deve essere usato nei bambini e negli adolescenti. Modo di somministrazione Per uso orale. Sciogliere l’intero contenuto di ciascuna bustina in un bicchier d'acqua; agitare/mescolare bene per aiutare la dissoluzione. La soluzione ottenuta è incolore, opalescente. La soluzione ottenuta deve essere assunta immediatamente dopo ricostituzione. La somministrazione concomitante con il cibo rallenta il tasso di assorbimento del farmaco (vedere paragrafo 5.2), di conseguenza, per un effetto più rapido, Dextradol può essere assunto almeno 30 minuti prima dei pasti. Obiettivi del trattamento e interruzione Prima di iniziare il trattamento con Dextradol, deve essere concordata con il paziente una strategia di trattamento che includa la durata e gli obiettivi del trattamento stesso, nonché un piano per la fine del trattamento, in conformità con le linee guida per la gestione del dolore. Durante il trattamento, deve esserci un contatto frequente tra il medico e il paziente al fine di valutare la necessità di proseguire il trattamento, considerarne l’interruzione e, se necessario, adeguarne la posologia. Quando un paziente non necessita più della terapia con Dextradol, può essere consigliabile ridurre gradualmente la dose pe

3 prevenire i sintomi da astinenza. In assenza di un adeguato controllo del dolore, si deve considerare la possibilità di iperalgesia, tolleranza e progressione della malattia di base (sottostante) (vedere paragrafo 4.4).

4.3 Controindicazioni

Si raccomanda di fare riferimento alle controindicazioni riportate per il dexketoprofene e il tramadolo come agenti singoli. Il dexketoprofene non deve essere somministrato nei seguenti casi: • ipersensibilità al dexketoprofene, ad altri FANS o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; • pazienti nei quali sostanze con un’azione simile (ad es. acido acetilsalicilico o altri FANS) provocano attacchi di asma, broncospasmo, rinite acuta o causano polipi nasali, orticaria o edema angioneurotico; • reazioni fotoallergiche o fototossiche note durante il trattamento con ketoprofene o fibrati; • pazienti con ulcera peptica/emorragia gastrointestinale attiva o una storia di ulcerazione o perforazione con sanguinamento gastrointestinale; • pazienti con una storia di sanguinamento o perforazione gastrointestinale legata ad una precedente terapia con FANS; • pazienti affetti da dispepsia cronica; • pazienti che hanno altri sanguinamenti attivi o disturbi emorragici; • pazienti affetti da morbo di Crohn o colite ulcerosa; • pazienti con insufficienza cardiaca grave; • pazienti con compromissione renale da moderata a grave (clearance della creatinina ≤59 ml/min); • pazienti con funzione epatica gravemente compromessa (Child-Pugh C); • pazienti con diatesi emorragica e altri disturbi della coagulazione; • pazienti con grave disidratazione (causata da vomito, diarrea o insufficiente assunzione di liquidi). Il tramadolo non deve essere somministrato nei seguenti casi: • ipersensibilità al tramadolo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; • nell’intossicazione acuta da alcol, ipnotici, analgesici, oppioidi o medicinali ad azione psicotropa; • in pazienti che stanno assumendo inibitori MAO o che li hanno assunti negli ultimi 14 giorni (vedere paragrafo 4.5); • in pazienti affetti da epilessia non adeguatamente controllata mediante una terapia (vedere paragrafo 4.4); • grave depressione respiratoria. Dextradol è controindicato in gravidanza e durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.6).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Si raccomanda di fare riferimento alle avvertenze speciali e alle precauzioni riportate per il dexketoprofene e per il tramadolo come agenti singoli. Dexketoprofene Somministrare con cautela in pazienti con una storia di condizioni allergiche. L’uso del dexketoprofene in concomitanza con altri FANS, compresi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi-2 deve essere evitato (vedere paragrafo 4.5). È possibile ridurre al minimo gli effetti indesiderati utilizzando la dose minima efficace per la più breve durata necessaria per controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.2 e “Rischi gastrointestinali e cardiovascolari” più avanti). Sicurezza gastrointestinale Emorragie, ulcerazioni o perforazioni gastrointestinali, anche fatali, sono state riportate in seguito all’utilizzo dei FANS in qualsiasi momento durante il trattamento, con o senza sintomi di avvertimento o una precedente storia di gravi episodi gastrointestinali. Quando si manifesta sanguinamento o ulcerazione gastrointestinale in pazienti sotto trattamento con dexketoprofene, la terapia deve essere interrotta. Il rischio di sanguinamento, ulcerazione o perforazione gastrointestinale è maggiore con l’aumentare delle dosi di FANS, nei pazienti con una storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione (vedere paragrafo 4.3), e negli anziani. Come con tutti i FANS, occorre ricercare una eventuale storia di esofagite, gastrite e/o ulcera peptica per assicurarsi che siano totalmente guarite prima di iniziare una terapia con dexketoprofene. I pazienti che presentano sintomi gastrointestinali o che hanno una storia di patologia gastrointestinale devono essere monitorati per tenere sotto controllo eventuali disturbi digestivi, soprattutto il sanguinamento gastrointestinale. I FANS devono essere usati con cautela in pazienti con una storia di patologia gastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn), perché la loro condizione può peggiorare (vedere paragrafo 4.8). In questi pazienti si deve prendere in considerazione una terapia combinata con agenti protettivi (ad es. misoprostolo o inibitori della pompa protonica), ma anche nei pazienti che necessitano di trattamento concomitante con basse dosi di acido acetilsalicilico o di altri medicinali passibili di aumentare il rischio gastrointestinale (vedere più avanti e paragrafo 4.5). I pazienti che hanno una storia di tossicità gastrointestinale, soprattutto se anziani, devono segnalare eventuali sintomi addominali insoliti (in particolare il sanguinamento gastrointestinale), soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento. Si consiglia cautela nei pazienti che stanno assumendo una terapia concomitante che può aumentare il rischio di ulcerazioni o sanguinamento, come i corticosteroidi orali, gli anticoagulanti come il warfarin, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o i farmaci antiaggreganti piastrinici come l’acido acetilsalicilico (vedere paragrafo 4.5). Sicurezza renale Si consiglia cautela nei pazienti con compromissione della funzionalità renale. In questi pazienti, l’uso di FANS può provocare un deterioramento della funzione renale, la ritenzione dei liquidi e la comparsa di edemi. Si consiglia cautela anche nei pazienti che assumono diuretici e in coloro che possono sviluppare ipovolemia, perché vi è un maggior rischio di nefrotossicità.

Durante la terapia va assicurato un adeguato apporto di liquidi per evitare la disidratazione e l’aumento della tossicità renale eventualmente associato. Come tutti i FANS, questo medicinale può causare un aumento dell'azotemia e della creatinina. Come accade con altri inibitori della sintesi delle prostaglandine, anche questo medicinale può essere associato alla comparsa di effetti avversi a carico del rene che possono condurre a nefrite glomerulare, nefrite interstiziale, necrosi papillare renale, sindrome nefrosica e insufficienza renale acuta. Sicurezza epatica Si consiglia cautela nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica. Come con gli altri FANS, la compromissione della funzione epatica può causare piccoli incrementi transitori di alcuni parametri epatici e anche aumenti significativi delle aspartato transaminasi (AST), conosciuta anche come transaminasi glutammicoossalacetica sierica (SGOT) e alanina aminotransferasi (ALT), nota anche come transaminasi sierica glutammico-piruvica (SGPT). In caso di un aumento significativo di tali parametri, interrompere la terapia. Sicurezza cardiovascolare e cerebrovascolare Nei pazienti con una storia di ipertensione e/o insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata si raccomanda un attento monitoraggio e opportune istruzioni perché in associazione con le terapie a base di FANS sono stati osservati ritenzione dei liquidi e edema. Si consiglia particolare cautela nei pazienti con pregresse cardiopatie, in particolare in chi ha avuto precedenti episodi di insufficienza cardiaca, perché vi è un maggior rischio di scatenare un’insufficienza cardiaca. Gli studi clinici ed epidemiologici suggeriscono che l’uso di certi FANS (soprattutto ad alte dosi e per trattamenti di lunga durata) può essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (come, ad esempio, infarto miocardico o ictus). I dati a disposizione non sono sufficienti per escludere tale rischio per il dexketoprofene. I pazienti affetti da ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia, cardiopatia ischemica accertata, patologia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con dexketoprofene solo dopo attenta valutazione. Considerazioni simili devono essere fatte prima di iniziare una terapia a lungo termine in pazienti con fattori di rischio per malattie cardiovascolari (come ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo). In pazienti trattati con dexketoprofene, sono stati segnalati casi di sindrome di Kounis. La sindrome di Kounis è stata definita come sintomi cardiovascolari, secondari ad una reazione allergica o di ipersensibilità associata alla costrizione delle arterie coronarie e che potenzialmente può provocare l'infarto miocardico. Tutti i FANS non selettivi possono inibire l’aggregazione piastrinica e prolungare il tempo di sanguinamento tramite l’inibizione della sintesi delle prostaglandine. Pertanto, l’uso del dexketoprofene in pazienti che stanno assumendo altri farmaci che interferiscono con l’emostasi, come il warfarin o altri cumarinici o eparine, non è raccomandato (vedere paragrafo 4.5).

Reazioni cutanee Gravi reazioni cutanee, alcune delle quali letali, incluse dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica, sono state riportate molto raramente in associazione con l'uso di FANS (vedere paragrafo 4.8). Sembra che i pazienti corrano un rischio maggiore di avere tali reazioni nelle prime fasi della terapia, con esordio della reazione nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. Il dexketoprofene deve essere sospeso alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità. Anziani Nei pazienti anziani si osserva una maggiore frequenza di reazioni avverse ai FANS, soprattutto di sanguinamento e perforazione gastrointestinale, che possono essere fatali (vedere paragrafo 4.2). Questi pazienti devono iniziare il trattamento con il dosaggio più basso possibile. Nell’anziano è anche più probabile che si verifichi una compromissione della funzione epatica, renale o cardiovascolare (vedere paragrafo 4.2). Mascheramento dei sintomi di infezioni sottostanti Dexketoprofene può mascherare i sintomi di infezione, cosa che potrebbe ritardare l’avvio di un trattamento adeguato e peggiorare pertanto l’esito dell’infezione. Ciò è stato osservato nella polmonite batterica acquisita in comunità e nelle complicanze batteriche della varicella. Quando questo medicinale è somministrato per il sollievo dal dolore correlato a infezione, è consigliato il monitoraggio dell’infezione. In contesti non ospedalieri, il paziente deve rivolgersi al medico se i sintomi persistono o peggiorano. In casi eccezionali, la varicella può essere all’origine di complicanze infettive serie a livello cutaneo e dei tessuti molli. Ad oggi non è possibile escludere un ruolo dei FANS nel peggioramento di queste infezioni. Pertanto, si consiglia di evitare l’uso di dexketoprofene in caso di varicella. Altre informazioni Si consiglia particolare cautela nei pazienti con: - disturbi congeniti del metabolismo delle porfirine (come la porfiria intermittente acuta); - disidratazione; - subito dopo interventi di chirurgia maggiore. Molto raramente sono state osservate reazioni di ipersensibilità acuta grave (come, per esempio, shock anafilattico). La terapia deve essere sospesa ai primi segni di reazioni da ipersensibilità gravi comparse in seguito ad assunzione di dexketoprofene. A seconda dei sintomi, tutte le procedure mediche necessarie devono essere avviate da operatori sanitari specializzati. I pazienti affetti da asma combinata con rinite cronica, sinusite cronica e/o poliposi nasale presentano un maggior rischio di allergia all’acido acetilsalicilico e/o ai FANS rispetto al resto della popolazione. La somministrazione di questo medicinale può causare attacchi d’asma o broncospasmi, soprattutto in soggetti allergici all’acido acetilsalicilico o ai FANS (vedasi sezione 4.3). Il dexketoprofene deve essere somministrato con cautela nei pazienti che soffrono d

7 disturbi ematopoietici, lupus eritematoso sistemico o malattia mista del tessuto connettivo. Questo medicinale contiene 2.7 g di saccarosio per dose, da tenere in considerazione in persone affette da diabete mellito. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio, o da insufficienza di sucrasi isomaltasi, non devono assumere questo medicinale. Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di Dextradol nei bambini e negli adolescenti non è stata stabilita. Pertanto, Dextradol non deve essere usato nei bambini e negli adolescenti. Tramadolo Il tramadolo deve essere usato con particolare cautela nei pazienti con tossicodipendenze, traumi cranici, shock, con ridotti livelli di coscienza di origine incerta, disturbi del centro o della funzione respiratoria e con incremento della pressione intracranica. Il prodotto deve essere usato con cautela nei pazienti sensibili agli oppiacei. Inoltre, si deve prestare particolare attenzione nel trattamento di pazienti affetti da depressione respiratoria o ai quali viene somministrata una terapia concomitante con medicinali che inducono depressione del sistema nervoso centrale (vedere paragrafo 4.5) o se la dose raccomandata è stata superata in modo significativo (vedere paragrafo 4.9), perché in queste situazioni non è possibile escludere l’insorgenza di depressione respiratoria. Nei pazienti che assumevano tramadolo ai dosaggi raccomandati è stata riportata la comparsa di convulsioni. Il rischio può essere incrementato quando le dosi di tramadolo superano il limite superiore giornaliero raccomandato (400 mg). Inoltre, il tramadolo può aumentare il rischio di convulsioni nei pazienti che assumono altri medicinali che abbassano la soglia convulsiva (vedere paragrafo 4.5.). I pazienti che soffrono di epilessia o che sono suscettibili a crisi epilettiche devono essere trattati con tramadolo solo in caso di assoluta necessità. Tolleranza e disturbo da uso di oppioidi (abuso e dipendenza) A seguito della somministrazione ripetuta di oppioidi come Dextradol, si possono sviluppare tolleranza, dipendenza fisica e psicologica e disturbo da uso di oppioidi (OUD). La somministrazione di dosi elevate e una durata prolungata del trattamento con oppioidi possono aumentare il rischio di sviluppare OUD. L'abuso o l'uso improprio intenzionale di Dextradol può provocare sovradosaggio e/o morte. Il rischio di sviluppare OUD è aumentato nei pazienti con anamnesi personale o familiare (genitori o fratelli) di disturbi da uso di sostanze (incluso il disturbo da uso di alcol), nei consumatori di tabacco o in pazienti con una storia personale di altri disturbi della salute mentale (ad es., depressione maggiore, ansia e disturbi della personalità). Prima di iniziare il trattamento con Dextradol e nel corso del trattamento, si devono concordare con il paziente gli obiettivi del trattamento e un piano di interruzione del trattamento stesso (vedere paragrafo 4.2). Prima e durante il trattamento, il paziente deve anche essere tenuto informato circa i rischi e i sintomi dell’OUD. Se si manifestano tali sintomi, i pazienti devono essere avvisati di contattare il medico.

I pazienti dovranno essere monitorati al fine di individuare possibili segnali di un comportamento di ricerca di sostanza da abuso (ad es., richieste di nuove somministrazioni troppo ravvicinate), in particolare nei pazienti a rischio aumentato. Ciò include un riesame per individuare un uso concomitante di oppioidi e farmaci psicoattivi (come le benzodiazepine). Per i pazienti con segni e sintomi di OUD, si deve prendere in considerazione il consulto con uno specialista delle dipendenze. Rischio derivante dall’uso concomitante di farmaci ad azione sedativa, come benzodiazepine o farmaci benzodiazepino-correlati L’uso concomitante di Dextradol e farmaci ad azione sedativa come benzodiazepine o farmaci benzodiazepino-correlati può causare sedazione, depressione respiratoria, coma e morte. A causa di questi rischi, la prescrizione concomitante di questi farmaci ad azione sedativa deve essere limitata ai pazienti per i quali non sono possibili trattamenti alternativi. Se Dextradol viene prescritto insieme a farmaci ad azione sedativa, deve essere utilizzata la più bassa dose efficace e la durata del trattamento deve essere la più breve possibile. I pazienti devono essere attentamente monitorati per riconoscere segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione. A tal proposito è fortemente raccomandato di mettere al corrente i pazienti e chi si prende cura di loro di questi sintomi (vedere paragrafo 4.5). Sindrome da serotonina La sindrome da serotonina, un’affezione potenzialmente letale, è stata segnalata in pazienti trattati con tramadolo in abbinamento ad altri agenti serotoninergici o tramadolo in monoterapia (vedere paragrafi 4.5, 4.8 e 4.9). Nel caso in cui sia clinicamente giustificato un trattamento concomitante con altri agenti serotoninergici, si consiglia un’attenta osservazione del paziente, in particolare all’inizio del trattamento e agli incrementi di dose. Tra i sintomi della sindrome da serotonina possono annoverarsi alterazioni dello stato mentale, instabilità autonomica, anomalie neuromuscolari e/o sintomi gastrointestinali. Se si sospetta la sindrome da serotonina, è necessario considerare una riduzione della dose o una sospensione della terapia, a seconda della severità dei sintomi. La sospensione dei farmaci serotoninergici solitamente favorisce un rapido miglioramento. Disturbi della respirazione correlati al sonno Gli oppioidi possono causare disturbi della respirazione correlati al sonno, tra cui apnea centrale nel sonno (Central Sleep Apnea, CSA) e ipossiemia correlata al sonno. L’uso di oppioidi aumenta il rischio di CSAin modo dose-dipendente. Nei pazienti che presentano CSA, bisogna prendere in considerazione la riduzione del dosaggio totale di oppioidi. Insufficienza surrenalica Gli analgesici oppioidi possono occasionalmente causare insufficienza surrenalica reversibile che richiede monitoraggio e terapia sostitutiva con glucocorticoidi. I sintomi di insufficienza surrenalica acuta o cronica possono includere ad esempio forte dolore addominale, nausea e vomito, pressione arteriosa bassa, stanchezza estrema, appetito ridotto e calo ponderale.

Metabolismo del CYP2D6 Il tramadolo viene metabolizzato dall’enzima epatico CYP2D6. Se un paziente mostra una carenza di questo enzima o ne è completamente privo, potrebbe non ottenere un adeguato effetto analgesico. Le stime indicano che fino al 7 % della popolazione caucasica potrebbe presentare questa carenza. Tuttavia, se il paziente è un metabolizzatore ultra rapido, esiste il rischio di sviluppare tossicità da oppioidi anche a dosaggi comunemente prescritti. Sintomi generali di tossicità da oppioidi comprendono confusione, sonnolenza, respiro superficiale, pupille contratte, nausea, vomito, stipsi e mancanza di appetito. Nei casi gravi, ciò può includere sintomi di depressione circolatoria e respiratoria, che possono mettere in pericolo la vita e molto raramente essere fatali. Le stime sulla prevalenza di metabolizzatori ultra rapidi in diverse popolazioni sono riassunte di seguito: Popolazione Prevalenza % Africana/Etiope 29 % Afroamericana da 3,4 % a 6,5 % Asiatica da 1,2 % a 2 % Caucasica da 3,6 % a 6,5 % Greca 6,0 % Ungherese 1,9 % Nordeuropea da 1 % a 2 % Uso post-operatorio nei bambini Nella letteratura pubblicata ci sono state segnalazioni relative al fatto che tramadolo somministrato in ambito post-operatorio nei bambini a seguito di tonsillectomia e/o adenoidectomia per apnea ostruttiva nel sonno, ha portato al verificarsi di eventi avversi rari ma pericolosi per la vita. Occorre adottare estrema cautela quando tramadolo viene somministrato ai bambini per alleviare il dolore post-operatorio e deve essere accompagnata da un attento monitoraggio dei sintomi di tossicità da oppioidi, inclusa la depressione respiratoria. Bambini con funzione respiratoria compromessa L’uso di tramadolo non è raccomandato nei bambini in cui la funzione respiratoria potrebbe essere compromessa, tra cui patologie neuromuscolari, gravi patologie cardiache o respiratorie, infezioni delle vie respiratorie superiori o polmonari, traumi multipli o procedure chirurgiche complesse. Questi fattori possono peggiorare i sintomi di tossicità da oppioidi. Per chi svolge attività sportiva L'uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test anti-doping.

4.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme d’interazione

Non sono stati eseguiti studi clinici per valutare il possibile impatto delle interazioni farmacologiche sul profilo di sicurezza di Dextradol. Tuttavia, si consiglia di tenere conto di quelle riportate per il dexketoprofene e il tramadolo come agenti singoli.

Dexketoprofene Le seguenti interazioni si riferiscono ai farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) in generale: Uso concomitante non raccomandato: • altri FANS (tra cui gli inibitori selettivi della cicloossigenasi-2), comprese alte dosi di salicilati (≥ 3 g/die); la somministrazione concomitante di diversi FANS può aumentare il rischio di ulcere e sanguinamento gastrointestinali attraverso un effetto sinergico; • anticoagulanti; i FANS possono potenziare gli effetti degli anticoagulanti, come il warfarin, a causa del forte legame alle proteine plasmatiche del dexketoprofene, dell’inibizione della funzione piastrinica e del danneggiamento della mucosa gastroduodenale; se non è possibile evitare la combinazione, si consiglia uno stretto monitoraggio clinico ed il controllo costante dei valori di laboratorio; • eparine; maggior rischio di emorragia, dovuto all’inibizione della funzione piastrinica e al danneggiamento della mucosa gastroduodenale; se non è possibile evitare la combinazione, si consiglia uno stretto monitoraggio clinico ed il controllo costante dei valori di laboratorio; • corticosteroidi; vi è un maggior rischio di ulcerazione o sanguinamento gastrointestinale; • litio (descritto con alcuni FANS); i FANS aumentano i livelli ematici del litio, che possono raggiungere valori tossici (minore escrezione renale del litio); questo parametro, dunque, necessita di monitoraggio durante la fase iniziale, l’aggiustamento e la sospensione del trattamento con dexketoprofene; • metotressato, usato ad alte dosi di 15 mg/settimana o più; maggiore tossicità ematologica del metotressato a causa della diminuzione della sua clearance renale ad opera degli agenti antinfiammatori in genere; • idantoine (compresa la fenitoina) e sulfonamidi, gli effetti tossici di queste sostanze possono essere accresciuti. Associazioni che richiedono precauzioni: • diuretici, inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE), aminoglicosidi antibatterici e antagonisti del recettore dell’angiotensina II; il dexketoprofene può ridurre l’effetto dei medicinali diuretici e anti-ipertensivi; in alcuni pazienti con una funzione renale compromessa (ad es. pazienti disidratati o pazienti anziani con una funzione renale compromessa), la co-somministrazione di agenti che inibiscono la cicloossigenasi e di ACE inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aminoglicosidi antibatterici può risultare in un ulteriore deterioramento della funzione renale, in genere reversibile; in caso di prescrizione combinata di dexketoprofene e un diuretico, è essenziale garantire che il paziente sia adeguatamente idratato e occorre monitorare la funzione renale all’inizio della terapia e, in seguito, periodicamente. La co-somministrazione di dexketoprofene e diuretici risparmiatori di potassio può dare ipercalemia. E’ necessario monitorare le concentrazioni di potassio nel sangue (vedere paragrafo 4.4); • metotressato, usato a basse dosi, inferiori ai 15 mg/settimana: incremento della tossicità ematologica del metotressato a causa della diminuzione della sua clearance renale ad opera degli agenti antinfiammatori in genere. E’ necessario il monitoraggio settimanale dell’emocromo durante le prime settimane della terapia di associazione ed una maggior

11 sorveglianza anche in presenza di una funzione renale lievemente compromessa, soprattutto nell’anziano; • pentossifillina; incremento del rischio di sanguinamento; è necessario un più attento monitoraggio clinico ed il controllo più frequente del tempo di sanguinamento; • zidovudina; rischio di maggiore tossicità per i globuli rossi per la sua azione sui reticolociti, con comparsa di grave anemia una settimana dopo l’inizio della terapia con il FANS; è necessario eseguire emocromo completo e conta dei reticolociti da una a due settimane dopo l’inizio del trattamento con i FANS; • sulfoniluree; i FANS possono aumentare l’effetto ipoglicemico delle sulfoniluree per spostamento dai siti di legame con le proteine plasmatiche. Associazioni di cui tener conto • beta-bloccanti: il trattamento con un FANS può diminuire il loro effetto anti-ipertensivo inibendo la sintesi delle prostaglandine; • ciclosporina e tacrolimus: la nefrotossicità può essere potenziata dai FANS mediante effetti mediati dalle prostaglandine renali. Durante la terapia di associazione è, pertanto, necessario monitorare la funzionalità renale; • trombolitici: maggior rischio di sanguinamento; • agenti antipiastrinici e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): maggior rischio di sanguinamento gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4); • probenecid: le concentrazioni plasmatiche di dexketoprofene possono aumentare; questa interazione può essere dovuta ad un meccanismo d’inibizione che coinvolge il sito della secrezione tubulare renale e della glucorono-coniugazione e richiede un aggiustamento della dose del dexketoprofene; • glicosidi cardiaci: i FANS possono aumentare la concentrazione plasmatica dei glicosidi; • mifepristone: a causa di un rischio teorico che gli inibitori della sintetasi delle prostaglandine possano alterare l’efficacia di mifepristone, è sconsigliata la somministrazione di FANS per 8-12 giorni dopo aver assunto mifepristone. Esistono evidenze limitate che suggeriscono che la co-somministrazione di FANS il giorno della somministrazione della prostaglandina non influenza negativamente gli effetti del mifepristone o della prostaglandina sulla maturazione cervicale o sulla contrattilità uterina e non riduce l’efficacia clinica dell’interruzione medica della gravidanza; • antibiotici chinolonici: dati sugli animali indicano che alte dosi di chinoloni in associazione con FANS possono aumentare il rischio di convulsioni; • tenofovir: l’uso concomitante con FANS può aumentare l’azotemia e la creatinina, di conseguenza va monitorata la funzione renale per tenere sotto controllo una possibile influenza sinergica sulla funzione renale; • deferasirox: l’uso concomitante con FANS può aumentare il rischio di tossicità gastrointestinale. Quando si somministra deferasirox con queste sostanze è necessario effettuare un rigoroso monitoraggio clinico. • pemetrexed: l’uso concomitante con FANS può ridurre l’eliminazione del pemetrexed, pertanto occorre esercitare cautela nel somministrare dosi più alte di FANS. Nei pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata (clearance della creatinina compresa tra 45 e 79 ml/min), la somministrazione concomitante di pemetrexed con FANS deve essere evitata per 2 giorni prima e 2 giorni dopo la somministrazione di pemetrexed.

Tramadolo L’uso concomitante non è raccomandato: • Tramadolo non va associato con gli inibitori della monoamino-ossidasi (MAO) (vedere paragrafo 4.3). Nei pazienti trattati con IMAO nei 14 giorni precedenti all’uso dell’oppioide petidina sono state osservate interazioni potenzialmente letali sul sistema nervoso centrale e sulla funzione respiratoria e cardiovascolare. Durante la terapia con tramadolo non è possibile escludere che si verifichino le stesse interazioni con gli inibitori IMAO; • si consiglia cautela nel trattamento concomitante con tramadolo e derivati della cumarina (es. warfarin) in quanto, in alcuni pazienti, sono stati riportati alti indici INR (International Normalized Ratio) con sanguinamento importante ed ecchimosi; • l'associazione tra agonisti/antagonisti misti dei recettori oppioidi (come, ad es., buprenorfina, nalbufina, pentazocina) e tramadolo non è consigliabile poiché, in tali circostanze, l’effetto analgesico di un agonista puro può teoricamente essere ridotto. Associazioni che richiedono precauzioni: • il tramadolo può indurre convulsioni e aumentare il rischio che gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori della ricaptazione della serotonina-norepinefrina (SNRI), gli antidepressivi triciclici, gli antipsicotici e altri medicinali destinati ad abbassare la soglia epilettogena (come il bupropione, la mirtazapina, il tetraidrocannabinolo) causino convulsioni; • l’uso terapeutico concomitante di tramadolo e farmaci serotonergici, quali inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), inibitori della ricaptazione della serotonina-norepinefrina (SNRI), inibitori delle MAO (vedere paragrafo 4.3), antidepressivi triciclici e mirtazapina, può provocare la sindrome da serotonina, una condizione potenzialmente letale (vedere paragrafi 4.4 e 4.8); • l’uso concomitante di oppioidi e farmaci ad azione sedativa come gabapentinoidi (gabapentin e pregabalin), benzodiazepine o farmaci benzodiazepino-correlati può provocare depressione respiratoria, ipotensione, sedazione profonda, coma o morte a causa di un effetto depressivo additivo sul SNC. La dose e la durata del trattamento concomitante dovrebbero essere limitate (vedere paragrafo 4.4). Associazioni di cui tener conto: • la somministrazione concomitante di tramadolo con altri medicinali che inducono depressione del sistema nervoso centrale o alcol può potenziare gli effetti sul sistema nervoso centrale (vedere paragrafo 4.8); • i risultati degli studi farmacocinetici ad oggi hanno dimostrato che è improbabile che si verifichino interazioni importanti dal punto di vista clinico con la somministrazione concomitante o precedente di cimetidina (inibitore enzimatico); • la somministrazione contemporanea o precedente di carbamazepina (induttore enzimatico) può ridurre l’effetto analgesico e accorciare la durata dell’azione; • in un numero limitato di studi la somministrazione pre o postoperatoria dell’antagonista antiemetico 5-HT3 ondansetrone ha aumentato il fabbisogno di tramadolo in pazienti con dolore postoperatorio; • altre sostanze attive conosciute per la loro capacità di inibire il CYP3A4, come il ketoconazolo e l’eritromicina, possono inibire il metabolismo del tramadolo (N

13 demetilazione) e probabilmente anche il metabolismo del metabolita attivo Odemetilato; l’importanza clinica di tale interazione non è stata studiata.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Durante lo sviluppo clinico del Dextradol non si sono verificati casi di gravidanza. Il profilo di sicurezza di Dextradol durante la gravidanza non è stato stabilito negli studi clinici inclusi in questa sezione. Si raccomanda di fare riferimento ai dati relativi al dexketoprofene e al tramadolo come agenti singoli. Dexketoprofene L’inibizione della sintesi delle prostaglandine può avere effetti negativi sulla gravidanza e/o sullo sviluppo dell’embrione o del feto. I dati ottenuti dagli studi epidemiologici sollevano preoccupazioni relative ad un possibile maggior rischio di aborto e di malformazioni cardiache e gastroschisi in seguito all’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nei primi mesi di gravidanza. Il rischio assoluto di malformazione cardiovascolare risultava aumentato da meno dell’1% fino circa all’1,5%. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. Negli animali è stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore della sintesi delle prostaglandine è in grado di determinare un aumento della probabilità di perdita pre e post impianto e della mortalità embrio-fetale. Inoltre, negli animali a cui è stato somministrato un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante il periodo dell'organogenesi è stata osservata una maggiore incidenza di varie malformazioni, tra cui quelle cardiovascolari. Nonostante ciò, gli studi animali con dexketoprofene non hanno mostrato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Dalla 20a settimana di gravidanza in poi, l’utilizzo di dexketoprofene può causare oligoidramnios derivante da disfunzione renale fetale. Questa condizione potrebbe essere riscontrata poco dopo l’inizio del trattamento ed è in genere reversibile con l’interruzione del trattamento. Inoltre, vi sono state segnalazioni di costrizione del dotto arterioso in seguito al trattamento nel secondo trimestre; la maggior parte di tali casi si è risolta in seguito alla sospensione del trattamento. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a: • tossicità cardiopolmonare (costrizione/chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); • disfunzione renale (vedere sopra); Alla fine della gravidanza la madre e il neonato possono essere esposti a: • possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto antipiastrinico che può verificarsi anche a dosi molto basse del medicinale; • inibizione delle contrazioni uterine, con conseguente ritardo o prolungamento del travaglio. Tramadolo Studi su animali di laboratorio condotti con tramadolo a dosi molto alte hanno messo in evidenza effetti sullo sviluppo degli organi, sull’ossificazione e sulla mortalità neonatale.

Non sono stati osservati effetti teratogeni. Il tramadolo attraversa la placenta. Nell’uomo non sono disponibili evidenze sufficienti sulla sicurezza del tramadolo in gravidanza. Il tramadolo, somministrato prima o durante il parto, non influenza la contrattilità uterina. Nei neonati può indurre alterazioni del ritmo respiratorio, in genere non clinicamente rilevanti. L’uso cronico durante la gravidanza può dare sintomi di astinenza neonatale. Considerando quanto sopra, Dextradol è controindicato in gravidanza (vedere paragrafo 4.3). Allattamento Non sono stati condotti studi controllati sull’escrezione di Dextradol nel latte umano. Si raccomanda di fare riferimento ai dati relativi al dexketoprofene e al tramadolo come agenti singoli. Dexketoprofene Non è noto se il dexketoprofene viene escreto nel latte umano. Tramadolo Il tramadolo e i suoi metaboliti vengono trovati in piccole quantità nel latte materno. Circa lo 0,1 % della dose di tramadolo assunto dalla madre viene escreto nel latte materno. Nell’immediata fase puerperale, per un dosaggio giornaliero materno per via orale fino a 400 mg, ciò corrisponde a una quantità media di tramadolo ingerito dai neonati allattati al seno pari al 3 % della dose aggiustata per il peso della madre. Per questo motivo, tramadolo non deve essere usato durante l’allattamento o, in alternativa, l’allattamento deve essere interrotto durante il trattamento con tramadolo. L’interruzione dell’allattamento non è generalmente necessaria a seguito di una singola dose di tramadolo. Considerando quanto sopra, Dextradol è controindicato durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.3). Fertilità Come con altri FANS, l'uso di dexketoprofene può compromettere la fertilità femminile e non è raccomandato nelle donne che intendono concepire. Nelle donne che hanno difficoltà di concepimento o che si stanno sottoponendo ad indagini sull’infertilità si deve prendere in considerazione l’ipotesi di sospendere l’uso di dexketoprofene.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Gli effetti noti per i singoli componenti di Dextradol valgono anche per l'associazione fissa. Dexketoprofene Il dexketoprofene ha un’influenza da lieve a moderata sulla capacità di guidare veicoli e utilizzare macchinari, a causa della possibile comparsa di vertigine o sonnolenza. Tramadol

Anche se assunto rispettando le istruzioni, il tramadolo può causare effetti come sonnolenza e vertigine, e dunque può compromettere le reazioni di autisti e operatori di macchinari. Ciò vale soprattutto in congiunzione con altre sostanze psicotrope e alcol.

4.8 Effetti indesiderati

Gli eventi avversi che possono essere legati a questo medicinale segnalati negli studi clinici eseguiti con Dextradol e le reazioni avverse riportate nei Riassunti delle Caratteristiche del Prodotto di dexketoprofene e tramadolo in formulazioni orali sono elencate nella tabella fornita qui di seguito, secondo la classificazione per sistemi e organi. Le frequenze sono definite qui di seguito: Molto comune (≥ 1/10) Comune (da ≥ 1/100 a <1/10) Non comune (da ≥1/1.000 a <1/100) Raro (da ≥ 1/10.000 a <1/1.000) Molto raro (< 1/10.000) Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) CLASSIFICAZIONE PER SISTEMI E ORGANI MedDRA Reazione avversa Frequenza Dextradol Dexketoprofene Tramadolo Patologie del sistema emolinfopoietico Trombocitosi Non comune Neutropenia, - Molto raro - trombocitopenia - Molto raro - Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità (ad es. dispnea, broncospasmo, sibilo, angioedema) - Molto raro Raro Reazione anafilattica, compreso lo shock anafilattico - Molto raro Raro Edema laringeo Non comune Raro - Disturbi del metabolismo e della nutrizione Disturbi dell’appetito Raro Ridotto appetito - Raro - Ipoglicemia Non nota Ipokalemia Non comune Disturbi psichiatrici Ansia Non comune Raro Disturbo cognitivo Raro Stato confusionale Raro Dipendenza Rar

Allucinazioni Raro Insonnia Non comune Alterazioni dell’umore Raro Incubo Raro Disturbo psicotico Non comune Disturbi del sonno Raro Patologie del sistema nervoso Coordinazione anomala Raro Amnesia Non comune Vertigini Comune Non comune Molto comune Epilessia Raro Cefalea Non comune Non comune Comune Contrazioni involontarie dei muscoli Raro Parestesia Raro Raro Disturbo sensoriale Raro Sindrome da serotonina Non noto Sonnolenza Comune Non comune Comune Disturbo del linguaggio Non noto Sincope Raro Raro Tremore Raro Patologie dell’occhio Disturbi della vista Molto raro Raro Midriasi Non noto Miosi Raro Edema periorbitale Non comune Patologie dell’orecchio e del labirinto Tinniti Molto raro Vertigini Non comune Non comune Patologie cardiache Bradicardia Raro Palpitazioni Non comune Non comune Sindrome di Kounis Non nota Tachicardia Non comune Molto raro Non comune Patologie vascolari Collasso circolatorio Non comune Vampate di calore Non comune Crisi ipertensiva No

17 comune Ipotensione Non comune Molto raro Ipotensione ortostatica Non comune Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Bradipnea, Raro Broncospasmo Molto raro Dispnea Molto raro Raro Depressione respiratoria Non comune Singhiozzo Non nota Patologie gastrointestinali Fastidio addominale Non comune Non comune Distensione addominale Non comune Non comune Dolore addominale Comune Costipazione Non comune Non comune Comune Diarrea Comune Non comune Secchezza delle fauci Non comune Comune Dispepsia Non comune Comune Flatulenza Non comune Gastrite Non comune Irritazione del tratto gastrointestinale Non comune Nausea Comune Comune Molto comune Pancreatite Molto raro Emorragia da ulcera peptica Raro Perforazione da ulcera peptica Raro Ulcera peptica, Raro Conati di vomito Non comune Vomito Comune Comune Comune Patologie epatobiliari Epatite Raro Traumatismo epatocellulare Raro Aumento degli enzimi epatici compresi esami della funzionalità epatica anomali e gammaNon comune Raro Molto rar

18 glutamil transferasi aumentata Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Acne Raro Edema facciale Non comune Molto raro Iperidrosi Non comune Raro Comune Reazione di fotosensibilità Molto raro Prurito Molto raro Non comune Eruzione cutanea (rash) Non comune Non comune Sindrome di Stevens Johnson Molto raro Necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell) Molto raro Orticaria Non comune Raro Non comune Eruzione fissa da farmaci Non nota Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Mal di schiena Raro Debolezza Raro Patologie renali e urinarie Disuria Raro Ematuria Non comune Disturbi della minzione Raro Nefrite Molto raro Sindrome nefrotica Molto raro Poliuria Raro Insufficienza renale acuta Raro Ritenzione urinaria Raro Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella Disturbi mestruali Raro Patologie della prostata Raro Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Astenia Non comune Non comune Brividi di freddo Non comune Non comune Fastidio Non comune Sensazioni anomale No

19 comune Sindrome da astinenza da farmaci (agitazione, ansia, nervosismo, insonnia, ipercinesia, tremore e sintomi gastrointestinali: rari; attacchi di panico, ansia grave, allucinazioni, parestesie, tinniti e sintomi insoliti del SNC come confusione, illusioni, depersonalizzazione, derealizzazione, paranoia) Raro/molto raro Affaticamento Non comune Comune Malessere Non comune Non comune Edema periferico Raro Dolore Non comune Esami diagnostici Aumento della pressione sanguigna Non comune Raro Raro Aumento della fosfatasi alcalina nel sangue Non comune Aumento della lattato deidrogenasi nel sangue Non comune Dexketoprofene-tramadolo Negli studi clinici le reazioni avverse osservate con maggior frequenza sono state nausea, sonnolenza, vomito e capogiro (3.8%, 3.6%, 3.0% e 2.8% dei pazienti, rispettivamente). Dipendenza da farmaco (sostanze d’abuso) L'uso ripetuto di Dextradol può portare alla dipendenza da farmaco (sostanze d’abuso), anche a dosi terapeutiche. Il rischio di dipendenza dal farmaco (sostanze d’abuso) può variare in dei fattori di rischio individuali del paziente, della dose e della durata del trattamento con oppioidi (vedere paragrafo 4.4). Dexketoprofene Gastrointestinale: gli eventi avversi osservati con maggior frequenza sono di natura gastrointestinale. Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o sanguinament

20 gastrointestinale, a volte fatale, soprattutto negli anziani (vedere paragrafo 4.4). In seguito a somministrazione sono stati osservati nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione, dispepsia, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatite ulcerosa, esacerbazione della colite e del morbo di Crohn (vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego”). Meno frequentemente è stata osservata gastrite. In associazione con terapie a base di FANS sono stati osservati edema, ipertensione e insufficienza cardiaca. Come con altri FANS, possono comparire i seguenti effetti indesiderati: meningite asettica, che può verificarsi soprattutto nei pazienti affetti da lupus eritematoso sistemico o malattia mista del tessuto connettivo; reazioni ematologiche (porpora, anemia aplastica ed emolitica, raramente agranulocitosi e ipoplasia midollare). Reazioni bollose, tra cui sindrome di Stevens Johnson e necrolisi epidermica tossica (molto rare). I dati degli studi clinici ed epidemiologici suggeriscono che l’uso di certi FANS (soprattutto ad alte dosi e in terapie a lungo termine) può associarsi ad un rischio leggermente incrementato di eventi trombotici arteriosi (come, ad esempio, infarto miocardico o ictus) (vedere paragrafo 4.4). Tramadolo Le reazioni avverse al tramadolo segnalate più frequentemente sono nausea e capogiri, entrambe verificatesi in più del 10% dei pazienti. Se le dosi raccomandate vengono superate abbondantemente e vengono somministrate in concomitanza con altre sostanze che deprimono il sistema nervoso centrale (vedere paragrafo 4.5), si può avere depressione respiratoria. È stato riportato peggioramento dell’asma, anche se non è stata stabilita una relazione causale. Si sono osservate crisi epilettiformi soprattutto in seguito alla somministrazione di alte dosi di tramadolo o con trattamento di associazione con medicinali che abbassano la soglia delle convulsioni o essi stessi suscettibili di indurre convulsioni cerebrali (vedere paragrafi 4.4 e 4.5). I sintomi che possono manifestarsi a seguito dell’interruzione del trattamento con il medicinale, simili a quelli che si verificano a seguito dell’interruzione di oppiacei, sono agitazione, ansia, nervosismo, insonnia, ipercinesia, tremore e sintomi gastrointestinali. Altri sintomi osservati molto raramente in seguito a sospensione della terapia con tramadolo sono stati: attacchi di panico, ansia grave, allucinazioni, parestesie, tinnito e sintomi insoliti del SNC (come confusione, illusioni, depersonalizzazione, derealizzazione, paranoia). Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema di segnalazione nazionale all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

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4.9 Sovradosaggio

Negli studi clinici non si sono osservati casi di sovradosaggio. Si raccomanda di fare riferimento ai dati relativi al dexketoprofene e al tramadolo come agenti singoli. Sintomi Dexketoprofene La sintomatologia conseguente a sovradosaggio di dexketoprofene non è nota. I prodotti medicinali che contengono dexketoprofene hanno causato disturbi gastrointestinali (vomito, anoressia, dolore addominale) e neurologici (sonnolenza, vertigini, disorientamento, cefalea). Tramadolo Nel sovradosaggio da tramadolo, in linea di principio, si devono verificare gli stessi sintomi che si hanno con tutti gli altri analgesici ad azione centrale (oppioidi). In particolare, tali sintomi includono miosi, vomito, collasso cardiovascolare, disturbi della coscienza fino al coma, convulsioni e depressione respiratoria fino all’arresto respiratorio. È stata riferita anche la sindrome da serotonina. Gestione Dexketoprofene In caso di assunzione accidentale o eccessiva, iniziare immediatamente una terapia sintomatica in base alla condizione clinica del paziente. Se sono stati ingeriti più di 5 mg/kg da un adulto o da un bambino, si deve somministrare carbone attivo entro un’ora dall’ingerimento. Il dexketoprofene può essere eliminato mediante dialisi. Tramadolo Tenere aperto il tratto respiratorio (evitando l’aspirazione), mantenere la respirazione e la circolazione a seconda dei sintomi. L’antidoto per la depressione respiratoria è il naloxone. Negli esperimenti su animali il naloxone non ha avuto effetto sulle convulsioni. In tal caso si inietti diazepam per via endovenosa. In caso di intossicazione orale, si consiglia la decontaminazione gastrointestinale con carbone attivo entro due ore dall’assunzione del tramadolo. Il tramadolo può essere rimosso tramite dialisi, ma viene eliminato in minima parte dal siero per emodialisi o emofiltrazione. Dunque, il trattamento dell’intossicazione acuta da tramadolo con la sola emodialisi o emofiltrazione non è idoneo per la detossificazione.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Oppioidi in associazione con analgesici non oppioidi, codice ATC: N02AJ14

Meccanismo d’azione Il dexketoprofene è il sale di trometamina dell'acido S-(+)-2-(3-benzoilfenil) propionico, un medicinale analgesico, antinfiammatorio e antipiretico appartenente alla classe dei farmaci antinfiammatori non steroidei (M01AE). Il meccanismo d’azione dei farmaci antinfiammatori non steroidei consiste nella riduzione della sintesi delle prostaglandine mediante inibizione dell'enzima ciclossigenasi. Più specificamente, si ha una inibizione della trasformazione dell’acido arachidonico negli endoperossidi ciclici PGG2 e PGH2, che producono le prostaglandine PGE1, PGE2, PGF2α e PGD2 ed anche la prostaciclina PGI2 e i trombossani (TxA2 e TxB2). Inoltre, l’inibizione della sintesi delle prostaglandine può influenzare anche altri mediatori dell’infiammazione come le chinine, che hanno un’azione indiretta che si aggiunge all’azione diretta. In studi sperimentali sugli animali e sull’uomo è stato dimostrato che il dexketoprofene inibisce l’attività della COX-1 e della COX-2. Il tramadolo cloridrato è un analgesico oppiaceo di natura sintetica che agisce a livello centrale. È un agonista parziale non selettivo dei recettori μ, δ e κ degli oppiacei con un’affinità maggiore per i recettori μ. L’attività degli oppiacei è dovuta sia alla bassa affinità di legame del composto progenitore che alla maggiore affinità di legame del metabolita O-demetilato M1 con i loro recettori µ. Nei modelli animali, l’M1 è fino a 6 volte più potente del tramadolo nel produrre analgesia e 200 volte più potente nel legame con i recettori oppioidi µ. L’analgesia indotta da tramadolo è stata antagonizzata solo parzialmente dall’antagonista oppiaceo naloxone in vari test su animali. Il relativo contributo sia del tramadolo che dell’M1 all’analgesia nell’uomo dipende dalle concentrazioni plasmatiche di ciascun composto. È stato dimostrato che il tramadolo inibisce la ricaptazione della norepinefrina e della serotonina in vitro, così come altri analgesici oppioidi. Questi meccanismi possono contribuire in modo indipendente al profilo analgesico complessivo del tramadolo. Il tramadolo ha un’azione antitussiva. Diversamente dalla morfina, un’ampia gamma di dosaggi analgesici di tramadolo non hanno un effetto depressivo sulla respirazione. Inoltre, la motilità gastrointestinale risente di meno dell’effetto. Gli effetti sul sistema cardiovascolare tendono ad essere leggeri. La potenza del tramadolo va da 1/10 (un decimo) ad 1/6 (un sesto) di quella della morfina. Effetti farmacodinamici Studi preclinici hanno mostrato un’interazione sinergica tra i principi attivi osservata in modelli di infiammazione sia acuta che cronica e suggeriscono che dosi minori di ogni principio attivo permettono di ottenere un’analgesia efficace. Efficacia e sicurezza clinica Studi clinici condotti su vari modelli di dolore nocicettivo da moderato a grave (tra cui dolore dentale, somatico e viscerale) hanno mostrato che Dextradol ha un’attività analgesica efficace. In uno studio a dose multipla, in doppio cieco, randomizzato, a gruppi paralleli su 606 pazienti con dolore da moderato a grave in seguito ad isterectomia addominale, con un’età media di 47,6 anni (range da 25 a 73 anni), è stata valutata l’efficacia analgesica dell’associazione rispetto a quella dei singoli componenti sommando i valori della differenza dell’intensità del dolore in un intervallo di 8 ore (SPID8) dopo l’assunzion

23 della prima dose del medicinale sperimentale, con valutazione dell’intensità del dolore su una scala analogica visiva di 100 mm (VAS). Un valore SPID più alto indicava un maggior sollievo dal dolore. Il trattamento con Dextradol ha dato un effetto analgesico significativamente maggiore di quello dei singoli componenti somministrati alla stessa dose (dexketoprofene 25 mg) o ad una dose più alta (tramadolo 100 mg), con i seguenti risultati: Dextradol (241,8), dexketoprofene 25 mg (184,5), tramadolo 100 mg (157,3). Nelle prime 8 ore dopo l'assunzione di Dextradol i pazienti hanno riportato un’intensità del dolore significativamente più bassa (PI-VAS medio = 33,6) con una differenza statisticamente significativa (p< 0,0001) rispetto a quella ottenuta con 25 mg di dexketoprofene (PI-VAS medio = 42,6) e con 100 mg di tramadolo (PI-VAS medio = 42,9). È stata dimostrata un’analgesia superiore anche nelle successive 56 ore con somministrazione di altre dosi in base allo schema posologico per una popolazione ITT in cui sono stati esclusi i pazienti che non avevano ricevuto il trattamento attivo come prima dose singola, con una differenza statisticamente significativa (p< 0,0001) tra Dextradol e dexketoprofene 25 mg (-8,4) e tramadolo 100 mg (-5,5). I pazienti trattati con Dextradol hanno avuto bisogno di meno medicinali di soccorso per il controllo del dolore [rispettivamente l’11,8% dei pazienti rispetto al 21,3% (p= 0,0104) e al 21,4% (p= 0,0097) dei pazienti sotto terapia con 25 mg di dexketoprofene e con 100 mg di tramadolo]. Se si considera l’impatto del medicinale di soccorso, l’effetto analgesico superiore di Dextradol con più somministrazioni nell’arco delle 56 ore diventa più evidente e raggiunge una differenza del PI-VAS che favorisce Dextradol rispetto a dexketoprofene (-11,0) e a tramadolo (-9,1) con una significatività statistica di p= <0,0001. In uno studio a dose multipla, in doppio cieco, randomizzato, a gruppi paralleli su 641 pazienti con dolore da moderato a grave in seguito ad artroplastica totale dell’anca, con un’età media di 61,9 anni (range da 29 a 80 anni), è stata valutata l’efficacia analgesica dell’associazione rispetto a quella dei singoli componenti nell'arco di 8 ore dopo l’assunzione della prima dose del medicinale sperimentale (SPID8). Il trattamento con Dextradol ha dato un effetto analgesico significativamente maggiore di quello dei singoli componenti somministrati alla stessa dose (dexketoprofene 25 mg) o ad una dose più alta (tramadolo 100 mg); Dextradol (246,9), dexketoprofene 25 mg (208,8), tramadolo 100 mg (204,6). Nelle prime 8 ore dopo l'assunzione di Dextradol i pazienti hanno riportato un’intensità del dolore significativamente più bassa (PI-VAS medio = 26,3) con una differenza statisticamente significativa (p< 0,0001) rispetto a quella ottenuta con 25 mg di dexketoprofene (PI-VAS medio = 33,6) e con 100 mg di tramadolo (PI-VAS medio = 33,7). È stata dimostrata un’analgesia superiore anche nelle successive 56 ore con somministrazione di altre dosi in base allo schema posologico per una popolazione ITT in cui sono stati esclusi i pazienti che non avevano ricevuto il trattamento attivo come prima dose singola, con una differenza statisticamente significativa (p< 0,0001) tra Dextradol e dexketoprofene 25 mg (-8,1) e tramadolo 100 mg (-6,3). Il medicinale di soccorso per il controllo del dolore è stato chiesto dal 15,5% dei pazienti che stavano assumendo Dextradol rispetto al 28,0% (p=0,0017) e al 25,2% (p=0,0125) di quelli sotto terapia con 25 mg di dexketoprofene e con 100 mg di tramadolo, rispettivamente. Se si considera l’impatto del medicinale di soccorso, l’effetto analgesic

24 superiore di Dextradol con più somministrazioni nell’arco delle 56 ore diventa più evidente e raggiunge una differenza statistica (p=<0,0001) del PI-VAS che favorisce Dextradol rispetto a dexketoprofene (-10,4) e a tramadolo (-8,3). Popolazione pediatrica L’Agenzia Europea dei Medicinali ha tolto l’obbligo di presentare i risultati degli studi con Dextradol in tutte le sottoserie della popolazione pediatrica nel trattamento del dolore acuto da moderato a grave (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

La somministrazione concomitante di dexketoprofene e tramadolo non ha avuto effetti sui parametri farmacocinetici di entrambi i componenti nei soggetti sani. È stato condotto uno studio di bioequivalenza in volontari sani allo scopo di comparare Dextradol 75 mg/25 mg granulato per soluzione orale in bustina con le compresse rivestite con film. Per quanto riguarda il dexketoprofene, le due formulazioni sono risultate bioequivalenti in termini di valore della biodisponibilità (AUC); le concentrazioni di picco (Cmax) sono risultate approssimativamente del 15% più elevate per il granulato per soluzione orale rispetto alle compresse rivestite con film. Per quanto riguarda il tramadolo, le due formulazioni sono risultate bioequivalenti in termini sia di velocità che di entità di assorbimento. Dexketoprofene Assorbimento Il dexketoprofene è assorbito rapidamente a seguito di somministrazione orale. Quando viene dato come Dextradol 75 mg/25 mg granulato per soluzione orale in bustine, concentrazioni plasmatiche rilevabili sono raggiunte in meno di 5 minuti (848.5 ng/ml, SD=459.51 ng/ml) e la Cmax (3192.0 ng/ml) si ottiene dopo 17 minuti (in un range di 15 - 50 minuti). Se il farmaco viene assunto insieme al cibo, l’AUC non cambia, ma il Cmax del dexketoprofene diminuisce e il suo tasso di assorbimento viene ritardato (tmax maggiore). Distribuzione I valori dell’emivita di distribuzione e di eliminazione del dexketoprofene sono rispettivamente 0,35 e 1,65 ore. Come con altri medicinali con un alto legame con le proteine plasmatiche (99%), il suo volume di distribuzione ha un valore medio inferiore allo 0,25 l/kg. Negli studi farmacocinetici a dose multipla, si è osservato che l’AUC successiva all’ultima somministrazione non era diversa da quella ottenuta dopo una singola dose, suggerendo dunque che non si ha accumulo del medicinale. Biotrasformazione ed eliminazione In seguito a somministrazione di dexketoprofene, nell’urina si ottiene solo l’enantiomero S-(+), a dimostrazione del fatto che nell’uomo non avviene la conversione nell’enantiomero R-(-). La via di eliminazione principale del dexketoprofene è la coniugazione con glucoronide seguita da escrezione renale.

Tramadolo Assorbimento Nella somministrazione per via orale viene assorbito più del 90% del tramadolo. La biodisponibilità media assoluta è circa del 70%, indipendentemente dalla concomitante ingestione di cibo. La differenza tra tramadolo assorbito e tramadolo non metabolizzato è probabilmente dovuta ad un basso effetto di primo passaggio. L’effetto di primo passaggio in seguito a somministrazione orale è al massimo del 30%. Il tramadolo ha un’alta affinità con i tessuti (Vd,β=203±40l). Il legame con le proteine si aggira attorno al 20%. Il tramadolo è somministrato come racemato ed entrambi gli enantiomeri [+] e [-] sono rilevati nella circolazione. Quando somministrato come Dextradol 75 mg/25 mg granulato per soluzione orale in bustine, le massime concentrazioni plasmatiche degli enantiomeri di tramadolo [+] e [-] sono rispettivamente di 158.9 e 142.0 ng/ml, e si ottengono entro 38 minuti (in un range di 15 minuti - 2 ore). Distribuzione Il tramadolo oltrepassa la barriera emato-encefalica e placentare. Nel latte materno si trovano quantità molto ridotte della sostanza e del suo derivato O-desmetile (rispettivamente lo 0,1% e lo 0,02% della dose applicata). Biotrasformazione Nell’uomo il tramadolo viene principalmente metabolizzato per Ne O-demetilazione e coniugazione dei prodotti dell’O-demetilazione con acido glucoronico. Solo l’Odesmetiltramadolo è farmacologicamente attivo. Vi sono notevoli differenze quantitative interindividuali tra gli altri metaboliti. Ad oggi sono stati trovati 11 metaboliti nell’urina. Esperimenti su animali hanno dimostrato che l’O-desmetil tramadolo è più potente della sostanza progenitrice per un fattore di 2–4. L’emivita t½β (6 volontari sani) è di 7,9 h (range 5,4 – 9,6 h) ed è circa come quella del tramadolo. L’inibizione di uno o di entrambi gli isoenzimi del citocromo P450, il CYP3A4 e il CYP2D6, coinvolti nel metabolismo del tramadolo, può influenzare la concentrazione plasmatica del tramadolo o del suo metabolita attivo. Eliminazione L’emivita di eliminazione t½β è di circa 6 h, indipendentemente dalla modalità di somministrazione. Nei pazienti con più di 75 anni di età può essere prolungata di un fattore di circa 1,4. Il tramadolo e i suoi metaboliti sono quasi completamente escreti dai reni. L’escrezione urinaria cumulativa è del 90% della radioattività totale della dose somministrata. In casi di funzione renale ed epatica compromessa l’emivita può essere leggermente prolungata. Nei pazienti affetti da cirrosi epatica sono state determinate emivite di eliminazione rispettivamente di 13,3 ± 4,9 h (per il tramadolo) e di 18,5 ± 9,4 h (per l’O-dismetil tramadolo) e, in un caso estremo, di 22,3 h e di 36 h. In pazienti affetti da insufficienza renale (clearance della creatinina < 5 ml/min) sono stati rispettivamente rilevati valori di 11 ± 3,2 h e di 16,9 ± 3 h, in un caso estremo di 19,5 h e di 43,2 h.

Linearità/non linearità Nel range delle dosi terapeutiche, il tramadolo ha un profilo farmacocinetico lineare. Il rapporto tra concentrazioni sieriche ed effetto analgesico è dose-dipendente, ma varia notevolmente in casi isolati. Di solito è efficace una concentrazione sierica di 100 – 300 ng/ml.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Associazione tra tramadolo cloridrato e dexketoprofene Dati preclinici sull’associazione non hanno rivelato alcun rischio particolare per l’uomo in base agli studi convenzionali sulla farmacologia della sicurezza e sulla tossicità delle dosi ripetute. L'associazione di dexketoprofene e tramadolo non ha evidenziato effetti significativi sul sistema cardiovascolare, secondo prove eseguite in vitro e in vivo. È stato osservato un minor effetto sul transito gastrointestinale con l'associazione rispetto al tramadolo assunto da solo. Uno studio di 13 settimane sulla tossicità cronica nel ratto non ha riscontrato alcun livello definibile come effetto avverso (NOAEL) con 6 mg/kg/giorno di dexketoprofene e 36 mg/kg/giorno di tramadolo (dosi più alte testate) somministrati sia singolarmente che in associazione (dunque con esposizioni basate su AUC al NOAEL in seguito a singole dosi rispettivamente di 25,10 volte e 1,38 volte l’esposizione umana al dexketoprofene e al tramadolo ad una singola dose clinica di 25 mg di dexketoprofene e 75 mg di tramadolo). Non sono state osservate nuove tossicità diverse da quelle descritte in precedenza per il dexketoprofene o il tramadolo. Dexketoprofene Dati preclinici sul dexketoprofene non hanno rivelato alcun rischio particolare per l’uomo in base a studi convenzionali sulla farmacologia della sicurezza, sulla tossicità delle dosi ripetute, sulla genotossicità, sulla tossicità per la riproduzione e sull’immunofarmacologia. Gli studi sulla tossicità cronica svolti sul topo e sulla scimmia non hanno mostrato alcun livello di effetto avverso (NOAEL) per la dose di 3 mg/kg/giorno. I principali effetti avversi osservati ad alte dosi sono stati erosione gastrointestinale e ulcere, che si sono manifestati in misura dipendente dalla dose. Tramadolo In ripetute somministrazioni orali e parenterali di tramadolo per un periodo compreso tra le 6 e le 26 settimane nel ratto e nel cane e somministrazioni orali per 12 mesi nel cane, le indagini ematologiche, clinico-chimiche ed istologiche non hanno prodotto evidenze di alcuna modifica correlata alla sostanza. Solo in seguito ad alte dosi, molto al di sopra della gamma terapeutica, si sono avute manifestazioni a livello nervoso centrale come irrequietezza, salivazione, convulsioni e ridotto aumento del peso. I ratti e i cani hanno tollerato dosi orali rispettivamente di 20 mg/kg e 10 mg/kg di peso corporeo e i cani hanno tollerato dosi rettali di 20 mg/kg di peso corporeo senza reazioni. Nel ratto il tramadolo in dosi che andavano dai 50 mg/kg/giorno in su ha dato effetti tossici nelle madri e aumentato la mortalità neonatale. Nella prole si sono avuti casi di ritardo nello sviluppo che hanno preso la forma di disturbi dell’ossificazione e ritardata apertura della vagina e degli occhi. La fertilità maschile non è risultata alterata. In seguit

27 a dosi più alte (da 50 mg/kg/giorno in su) le femmine hanno presentato un ridotto tasso di gravidanze. Nel coniglio si sono osservati effetti tossici nelle madri a partire dai 125 mg/kg di dosaggio e anomalie dello scheletro nella prole. In alcuni test in vitro si sono osservati effetti mutageni. Gli studi in vivo non hanno invece mostrato tali effetti. Sulla base delle conoscenze disponibili ad oggi, si può classificare il tramadolo come non mutageno. Sono stati svolti studi sul potenziale tumorigenico del tramadolo cloridrato nel ratto e nel topo. Lo studio sul ratto non ha dato prova di alcun aumento nell’incidenza dei tumori in relazione alla sostanza. Nello studio sul topo invece si è vista una maggiore incidenza di adenomi delle cellule epatiche negli animali maschi (un aumento dose-dipendente non significativo a partire dai 15 mg/kg di dosaggio) e un aumento dei tumori polmonari nelle femmine di tutti i gruppi di dosaggio (significativo, ma non dose dipendente).

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Saccarosio Aroma limone Acesulfame potassio (E-950)

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

3 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione o temperatura particolare di conservazione. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Bustine termosaldate di carta/alluminio/fogli di polietilene multistrato (come copolimero con vinilacetato) in una scatola di cartone. Confezioni contenenti 2, 3, 10, 15, 20, 50, 100 e 500 bustine. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare per lo smaltimento.

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Menarini International Operations Luxembourg S.A. 1, Avenue de la Gare, L-1611 – Lussemburgo Concessionario per la vendita: Malesci Istituto Farmacobiologico S.p.A. Via Lungo l’Ema, 7 – Bagno a Ripoli – Firenze

8. Numeri dell’autorizzazione all’immissione in commercio

AIC. n. 044090280 - "75 mg/25 mg granulato per soluzione orale in bustina" 2 bustine in Carta/AL/PE AIC. n. 044090292 - "75 mg/25 mg granulato per soluzione orale in bustina" 3 bustine in Carta/AL/PE AIC. n. 044090304 - "75 mg/25 mg granulato per soluzione orale in bustina" 10 bustine in Carta/AL/PE AIC. n. 044090316 - "75 mg/25 mg granulato per soluzione orale in bustina" 15 bustine in Carta/AL/PE AIC. n. 044090328 - "75 mg/25 mg granulato per soluzione orale in bustina" 20 bustine in Carta/AL/PE AIC. n. 044090330 - "75 mg/25 mg granulato per soluzione orale in bustina" 50 bustine in Carta/AL/PE AIC. n. 044090342 - "75 mg/25 mg granulato per soluzione orale in bustina" 100 bustine in Carta/AL/PE AIC. n. 044090355- "75 mg/25 mg granulato per soluzione orale in bustina" 500 bustine in Carta/AL/PE

9. Data della prima autorizzazione/ rinnovo dell’

AUTORIZZAZIONE Data della prima autorizzazione: 2 ottobre 2018 Data del rinnovo più recente: 22 gennaio 2023

10. Data di revisione del testo

Dicembre 2025

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO

1. Denominazione del medicinale

Dextradol 75 mg/25 mg compresse rivestite con film

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene: 75 mg di tramadolo cloridrato e 25 mg di dexketoprofene. Eccipienti con effetti noti: ogni compressa contiene 33,07 mg di sodio croscarmelloso e 1,83 mg di sodio stearil fumarato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compresse rivestite con film. Dextradol: compresse rivestite con film, oblunghe, di colore da quasi bianco a leggermente giallo con una linea d’incisione su un lato che serve per dividere la compressa ed una “M” incisa sugli altri lati. La dimensione della compressa rivestita con film è circa 14 mm di lunghezza e circa 6 mm di larghezza. La linea d’incisione sulla compressa serve per agevolarne la rottura al fine d’ingerire la compressa più facilmente e non per dividerla in dosi uguali.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento sintomatico a breve termine del dolore acuto da moderato a grave in pazienti adulti il cui dolore è considerato idoneo a una combinazione di tramadolo e dexketoprofene.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia La dose raccomandata è una compressa rivestita con film (che corrisponde a 75 mg di tramadolo cloridrato e 25 mg di dexketoprofene). È possibile assumere altre dosi, secondo necessità, con un intervallo tra le assunzioni di almeno 8 ore. La dose giornaliera totale non deve superare le tre compresse rivestite con film (che corrispondono a 225 mg di tramadolo cloridrato e 75 mg di dexketoprofene). Dextradol è indicato solo per un utilizzo a breve termine e il trattamento deve essere rigorosamente limitato al periodo sintomatico e in ogni caso per un periodo non superiore ai 5 giorni. Il passaggio ad un’analgesia basata su di un singolo agente deve essere considerato in base all’intensità del dolore e alla risposta del paziente. È possibile ridurre al minimo gli effetti indesiderati utilizzando il minimo numero di dos

30 per il più breve periodo di tempo necessario per controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.4). Anziani: Nei pazienti anziani la dose iniziale raccomandata è una compressa rivestita con film; è possibile assumere ulteriori dosi secondo necessità con un intervallo minimo tra le assunzioni di 8 ore e senza superare la dose giornaliera totale di 2 compresse rivestite con film (che corrisponde a 150 mg di tramadolo cloridrato e 50 mg di dexketoprofene). La dose può essere aumentata fino ad un massimo di 3 compresse rivestite con film giornaliere, come raccomandato per la popolazione generale, solo dopo che sia stata accertata una buona tolleranza. Nei pazienti con più di 75 anni sono disponibili dati limitati, dunque Dextradol deve essere usato con cautela in questi pazienti (vedere paragrafo 4.4). Compromissione epatica: I pazienti affetti da compromissione epatica da lieve a moderata devono iniziare la terapia con un ridotto numero di dosi (dose giornaliera totale 2 compresse rivestite con film di Dextradol) ed essere monitorati con rigore. Dextradol non deve essere usato nei pazienti affetti da compromissione epatica grave (vedere paragrafo 4.3). Compromissione renale: La dose giornaliera totale iniziale deve essere ridotta a 2 compresse rivestite con film di Dextradol nei pazienti con compromissione renale di grado lieve (clearance della creatinina 60 - 89 ml/min) (vedere paragrafo 4.4). Dextradol non deve essere usato nei pazienti affetti da compromissione renale da moderata a grave (clearance della creatinina ≤59 ml / min) (vedere paragrafo 4.3). Popolazione pediatrica: La sicurezza e l’efficacia di Dextradol nei bambini e negli adolescenti non è stata stabilita. Non sono disponibili dati. Quindi Dextradol non deve essere usato nei bambini e negli adolescenti. Modo di somministrazione Per uso orale. Dextradol deve essere ingerito con una sufficiente quantità di liquido (ad es. un bicchiere d'acqua). La somministrazione concomitante con il cibo rallenta il tasso di assorbimento del farmaco (vedere paragrafo 5.2), di conseguenza, per un effetto più rapido, la compressa può essere assunta almeno 30 minuti prima dei pasti. Obiettivi del trattamento e interruzione Prima di iniziare il trattamento con Dextradol, deve essere concordata con il paziente una strategia di trattamento che includa la durata e gli obiettivi del trattamento stesso, nonché un piano per la fine del trattamento, in conformità con le linee guida per la gestione del dolore. Durante il trattamento, deve esserci un contatto frequente tra il medico e il paziente al fine di valutare la necessità di proseguire il trattamento, considerarn

31 l’interruzione e, se necessario, adeguarne la posologia. Quando un paziente non necessita più della terapia con Dextradol, può essere consigliabile ridurre gradualmente la dose per prevenire i sintomi da astinenza. In assenza di un adeguato controllo del dolore, si deve considerare la possibilità di iperalgesia, tolleranza e progressione della malattia di base (sottostante) (vedere paragrafo 4.4).

4.3 Controindicazioni

Si raccomanda di fare riferimento alle controindicazioni riportate per il dexketoprofene e il tramadolo come agenti singoli. Il dexketoprofene non deve essere somministrato nei seguenti casi: • ipersensibilità al dexketoprofene, ad altri FANS o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; • pazienti nei quali sostanze con un’azione simile (ad es. acido acetilsalicilico o altri FANS) provocano attacchi di asma, broncospasmo, rinite acuta o causano polipi nasali, orticaria o edema angioneurotico; • reazioni fotoallergiche o fototossiche note durante il trattamento con ketoprofene o fibrati; • pazienti con ulcera peptica/emorragia gastrointestinale attiva o una storia di ulcerazione o perforazione con sanguinamento gastrointestinale; • pazienti con una storia di sanguinamento o perforazione gastrointestinale legata ad una precedente terapia con FANS; • pazienti affetti da dispepsia cronica; • pazienti che hanno altri sanguinamenti attivi o disturbi emorragici; • pazienti affetti da morbo di Crohn o colite ulcerosa; • pazienti con insufficienza cardiaca grave; • pazienti con compromissione renale da moderata a grave (clearance della creatinina ≤59 ml/min); • pazienti con funzione epatica gravemente compromessa (Child-Pugh C); • pazienti con diatesi emorragica e altri disturbi della coagulazione; • pazienti con grave disidratazione (causata da vomito, diarrea o insufficiente assunzione di liquidi). Il tramadolo non deve essere somministrato nei seguenti casi: • ipersensibilità al tramadolo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; • nell’intossicazione acuta da alcol, ipnotici, analgesici, oppioidi o medicinali ad azione psicotropa; • in pazienti che stanno assumendo inibitori MAO, o che li hanno assunti negli ultimi 14 giorni (vedere paragrafo 4.5); • in pazienti affetti da epilessia non adeguatamente controllata mediante una terapia (vedere paragrafo 4.4); • grave depressione respiratoria. Dextradol è controindicato in gravidanza e durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.6).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Si raccomanda di fare riferimento alle avvertenze speciali e alle precauzioni riportate per il dexketoprofene e per il tramadolo come agenti singoli. Dexketoprofene Somministrare con cautela in pazienti con una storia di condizioni allergiche. L’uso del dexketoprofene in concomitanza con altri FANS, compresi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi-2 deve essere evitato (vedere paragrafo 4.5). È possibile ridurre al minimo gli effetti indesiderati utilizzando la dose minima efficace per la più breve durata necessaria per controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.2 e “Rischi gastrointestinali e cardiovascolari” più avanti). Sicurezza gastrointestinale Emorragie, ulcerazioni o perforazioni gastrointestinali, anche fatali, sono state riportate in seguito all’utilizzo dei FANS in qualsiasi momento durante il trattamento, con o senza sintomi di avvertimento o una precedente storia di gravi episodi gastrointestinali. Quando si manifesta sanguinamento o ulcerazione gastrointestinale in pazienti sotto trattamento con dexketoprofene, la terapia deve essere interrotta. Il rischio di sanguinamento, ulcerazione o perforazione gastrointestinale è maggiore con l’aumentare delle dosi di FANS, nei pazienti con una storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione (vedere paragrafo 4.3), e negli anziani. Come con tutti i FANS, occorre ricercare una eventuale storia di esofagite, gastrite e/o ulcera peptica per assicurarsi che siano totalmente guarite prima di iniziare una terapia con dexketoprofene. I pazienti che presentano sintomi gastrointestinali o che hanno una storia di patologia gastrointestinale devono essere monitorati per tenere sotto controllo eventuali disturbi digestivi, soprattutto il sanguinamento gastrointestinale. I FANS devono essere usati con cautela in pazienti con una storia di patologia gastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn), perché la loro condizione può peggiorare (vedere paragrafo 4.8). In questi pazienti si deve prendere in considerazione una terapia combinata con agenti protettivi (ad es. misoprostolo o inibitori della pompa protonica), ma anche nei pazienti che necessitano di trattamento concomitante con basse dosi di acido acetilsalicilico o di altri medicinali passibili di aumentare il rischio gastrointestinale (vedere più avanti e paragrafo 4.5). I pazienti che hanno una storia di tossicità gastrointestinale, soprattutto se anziani, devono segnalare eventuali sintomi addominali insoliti (in particolare il sanguinamento gastrointestinale), soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento. Si consiglia cautela nei pazienti che stanno assumendo una terapia concomitante che può aumentare il rischio di ulcerazioni o sanguinamento, come i corticosteroidi orali, gli anticoagulanti come il warfarin, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o i farmaci antiaggreganti piatrinici come l’acido acetilsalicilico (vedere paragrafo 4.5). Sicurezza renale Si consiglia cautela nei pazienti con danno della funzionalità renale. In questi pazienti, l’uso di FANS può provocare un deterioramento della funzione renale, la ritenzione dei liquidi e la comparsa di edemi. Si consiglia cautela anche nei pazienti che assumono diuretici e in coloro che possono sviluppare ipovolemia, perché vi è un maggior rischi

33 di nefrotossicità. Durante la terapia va assicurato un adeguato apporto di liquidi per evitare la disidratazione e l’aumento della tossicità renale eventualmente associato Come tutti i FANS, questo medicinale può causare un aumento dell'azotemia e della creatinina. Come accade con altri inibitori della sintesi delle prostaglandine, anche questo medicinale può essere associato alla comparsa di effetti avversi a carico del rene che possono condurre a nefrite glomerulare, nefrite interstiziale, necrosi papillare renale, sindrome nefrosica e insufficienza renale acuta. Sicurezza epatica Si consiglia cautela nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica. Come con gli altri FANS, la compromissione della funzione epatica può causare piccoli incrementi transitori di alcuni parametri epatici e anche aumenti significativi delle aspartato transaminasi (AST), conosciuta anche come transaminasi glutammicoossalacetica sierica (SGOT) e alanina aminotransferasi (ALT), nota anche come transaminasi sierica glutammico-piruvica (SGPT). In caso di un aumento significativo di tali parametri, interrompere la terapia. Sicurezza cardiovascolare e cerebrovascolare Nei pazienti con una storia di ipertensione e/o insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata si raccomanda un attento monitoraggio e opportune istruzioni perché in associazione con le terapie a base di FANS sono stati osservati ritenzione dei liquidi e edema. Si consiglia particolare cautela nei pazienti con pregresse cardiopatie, in particolare in chi ha avuto precedenti episodi di insufficienza cardiaca, perché vi è un maggior rischio di scatenare un’insufficienza cardiaca. Gli studi clinici ed epidemiologici suggeriscono che l’uso di certi FANS (soprattutto ad alte dosi e per trattamenti di lunga durata) può essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (come, ad esempio, infarto miocardico o ictus). I dati a disposizione non sono sufficienti per escludere tale rischio per il dexketoprofene. I pazienti affetti da ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia, cardiopatia ischemica accertata, patologia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con dexketoprofene solo dopo attenta valutazione. Considerazioni simili devono essere fatte prima di iniziare una terapia a lungo termine in pazienti con fattori di rischio per malattie cardiovascolari (come ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo). In pazienti trattati con dexketoprofene, sono stati segnalati casi di sindrome di Kounis. La sindrome di Kounis è stata definita come sintomi cardiovascolari, secondari ad una reazione allergica o di ipersensibilità associata alla costrizione delle arterie coronarie e che potenzialmente può provocare l'infarto miocardico. Tutti i FANS non selettivi possono inibire l’aggregazione piastrinica e prolungare il tempo di sanguinamento tramite l’inibizione della sintesi delle prostaglandine. Pertanto, l’uso del dexketoprofene in pazienti che stanno assumendo altri farmaci che interferiscono con l’emostasi, come il warfarin o altri cumarinici o eparine, non è raccomandato (veder

34 paragrafo 4.5). Reazioni cutanee Gravi reazioni cutanee, alcune delle quali letali, incluse dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica, sono state riportate molto raramente in associazione con l'uso di FANS (vedere paragrafo 4.8). Sembra che i pazienti corrano un rischio maggiore di avere tali reazioni nelle prime fasi della terapia, con esordio della reazione nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. Il dexketoprofene deve essere sospeso alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità. Anziani Nei pazienti anziani si osserva una maggiore frequenza di reazioni avverse ai FANS, soprattutto di sanguinamento e perforazione gastrointestinale, che possono essere fatali (vedere paragrafo 4.2). Questi pazienti devono iniziare il trattamento con il dosaggio più basso possibile. Nell’anziano è anche più probabile che si verifichi una compromissione della funzione epatica, renale o cardiovascolare (vedere paragrafo 4.2). Mascheramento dei sintomi di infezioni sottostanti Dexketoprofene può mascherare i sintomi di infezione, cosa che potrebbe ritardare l’avvio di un trattamento adeguato e peggiorare pertanto l’esito dell’infezione. Ciò è stato osservato nella polmonite batterica acquisita in comunità e nelle complicanze batteriche della varicella. Quando questo medicinale è somministrato per il sollievo dal dolore correlato a infezione, è consigliato il monitoraggio dell’infezione. In contesti non ospedalieri, il paziente deve rivolgersi al medico se i sintomi persistono o peggiorano. In casi eccezionali, la varicella può essere all’origine di complicanze infettive serie a livello cutaneo e dei tessuti molli. Ad oggi non è possibile escludere un ruolo dei FANS nel peggioramento di queste infezioni. Pertanto, si consiglia di evitare l’uso di dexketoprofene in caso di varicella. Altre informazioni Si consiglia particolare cautela nei pazienti con: - disturbi congeniti del metabolismo delle porfirine (come la porfiria intermittente acuta); - disidratazione; - subito dopo interventi di chirurgia maggiore. Molto raramente sono state osservate reazioni di ipersensibilità acuta grave (come, per esempio, shock anafilattico). La terapia deve essere sospesa ai primi segni di reazioni da ipersensibilità gravi comparse in seguito ad assunzione di dexketoprofene. A seconda dei sintomi, tutte le procedure mediche necessarie devono essere avviate da operatori sanitari specializzati. I pazienti affetti da asma combinata con rinite cronica, sinusite cronica e/o poliposi nasale presentano un maggior rischio di allergia all’acido acetilsalicilico e/o ai FANS rispetto al resto della popolazione. La somministrazione di questo medicinale può causare attacchi d’asma o broncospasmi, soprattutto in soggetti allergici all’acido acetilsalicilico o ai FANS (vedasi sezione 4.3).

Il dexketoprofene deve essere somministrato con cautela nei pazienti che soffrono di disturbi ematopoietici, lupus eritematoso sistemico o malattia mista del tessuto connettivo. Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di Dextradol nei bambini e negli adolescenti non è stata stabilita. Pertanto, Dextradol non deve essere usato nei bambini e negli adolescenti. Tramadolo Il tramadolo deve essere usato con particolare cautela nei pazienti con tossicodipendenze, traumi cranici, shock, con ridotti livelli di coscienza di origine incerta, disturbi del centro o della funzione respiratoria e con incremento della pressione intracranica. Il prodotto deve essere usato con cautela nei pazienti sensibili agli oppiacei. Inoltre, si deve prestare particolare attenzione nel trattamento di pazienti affetti da depressione respiratoria o ai quali viene somministrata una terapia concomitante con medicinali che inducono depressione del sistema nervoso centrale (vedere paragrafo 4.5) o se la dose raccomandata è stata superata in modo significativo (vedere paragrafo 4.9), perché in queste situazioni non è possibile escludere l’insorgenza di depressione respiratoria. Nei pazienti che assumevano tramadolo ai dosaggi raccomandati è stata riportata la comparsa di convulsioni. Il rischio può essere incrementato quando le dosi di tramadolo superano il limite superiore giornaliero raccomandato (400 mg). Inoltre, il tramadolo può aumentare il rischio di convulsioni nei pazienti che assumono altri medicinali che abbassano la soglia convulsiva (vedere paragrafo 4.5.). I pazienti che soffrono di epilessia o che sono suscettibili a crisi epilettiche devono essere trattati con tramadolo solo in caso di assoluta necessità. Tolleranza e disturbo da uso di oppioidi (abuso e dipendenza) A seguito della somministrazione ripetuta di oppioidi come Dextradol, si possono sviluppare tolleranza, dipendenza fisica e psicologica e disturbo da uso di oppioidi (OUD). La somministrazione di dosi elevate e una durata prolungata del trattamento con oppioidi possono aumentare il rischio di sviluppare OUD. L'abuso o l'uso improprio intenzionale di Dextradol può provocare sovradosaggio e/o morte. Il rischio di sviluppare OUD è aumentato nei pazienti con anamnesi personale o familiare (genitori o fratelli) di disturbi da uso di sostanze (incluso il disturbo da uso di alcol), nei consumatori di tabacco o in pazienti con una storia personale di altri disturbi della salute mentale (ad es., depressione maggiore, ansia e disturbi della personalità). Prima di iniziare il trattamento con Dextradol e nel corso del trattamento, si devono concordare con il paziente gli obiettivi del trattamento e un piano di interruzione del trattamento stesso (vedere paragrafo 4.2). Prima e durante il trattamento, il paziente deve anche essere tenuto informato circa i rischi e i sintomi dell’OUD. Se si manifestano tali sintomi, i pazienti devono essere avvisati di contattare il medico. I pazienti dovranno essere monitorati al fine di individuare possibili segnali di un comportamento di ricerca di sostanza da abuso (ad es., richieste di nuove somministrazioni troppo ravvicinate), in particolare nei pazienti a rischio aumentato. Ciò include un riesam

36 per individuare un uso concomitante di oppioidi e farmaci psicoattivi (come le benzodiazepine). Per i pazienti con segni e sintomi di OUD, si deve prendere in considerazione il consulto con uno specialista delle dipendenze. Rischio derivante dall’uso concomitante di farmaci ad azione sedativa, come benzodiazepine o farmaci benzodiazepino-correlati L’uso concomitante di Dextradol e farmaci ad azione sedativa come benzodiazepine o farmaci benzodiazepino-correlati può causare sedazione, depressione respiratoria, coma e morte. A causa di questi rischi, la prescrizione concomitante di questi farmaci ad azione sedativa deve essere limitata ai pazienti per i quali non sono possibili trattamenti alternativi. Se Dextradol viene prescritto insieme a farmaci ad azione sedativa, deve essere utilizzata la più bassa dose efficace e la durata del trattamento deve essere la più breve possibile. I pazienti devono essere attentamente monitorati per riconoscere segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione. A tal proposito è fortemente raccomandato di mettere al corrente i pazienti e chi si prende cura di loro di questi sintomi (vedere paragrafo 4.5). Sindrome da serotonina La sindrome da serotonina, un’affezione potenzialmente letale, è stata segnalata in pazienti trattati con tramadolo in abbinamento ad altri agenti serotoninergici o tramadolo in monoterapia (vedere paragrafi 4.5, 4.8 e 4.9). Nel caso in cui sia clinicamente giustificato un trattamento concomitante con altri agenti serotoninergici, si consiglia un’attenta osservazione del paziente, in particolare all’inizio del trattamento e agli incrementi di dose. Tra i sintomi della sindrome da serotonina possono annoverarsi alterazioni dello stato mentale, instabilità autonomica, anomalie neuromuscolari e/o sintomi gastrointestinali. Se si sospetta la sindrome da serotonina, è necessario considerare una riduzione della dose o una sospensione della terapia, a seconda della severità dei sintomi. La sospensione dei farmaci serotoninergici solitamente favorisce un rapido miglioramento. Disturbi della respirazione correlati al sonno Gli oppioidi possono causare disturbi della respirazione correlati al sonno, tra cui apnea centrale nel sonno (Central Sleep Apnea, CSA) e ipossiemia correlata al sonno. L’uso di oppioidi aumenta il rischio di CSAin modo dose-dipendente. Nei pazienti che presentano CSA, bisogna prendere in considerazione la riduzione del dosaggio totale di oppioidi. Insufficienza surrenalica Gli analgesici oppioidi possono occasionalmente causare insufficienza surrenalica reversibile che richiede monitoraggio e terapia sostitutiva con glucocorticoidi. I sintomi di insufficienza surrenalica acuta o cronica possono includere ad esempio forte dolore addominale, nausea e vomito, pressione arteriosa bassa, stanchezza estrema, appetito ridotto e calo ponderale. Metabolismo del CYP2D6 Il tramadolo viene metabolizzato dall’enzima epatico CYP2D6. Se un paziente mostra una carenza di questo enzima o ne è completamente privo, potrebbe non ottenere u

37 adeguato effetto analgesico. Le stime indicano che fino al 7 % della popolazione caucasica potrebbe presentare questa carenza. Tuttavia, se il paziente è un metabolizzatore ultra rapido, esiste il rischio di sviluppare tossicità da oppioidi anche a dosaggi comunemente prescritti. Sintomi generali di tossicità da oppioidi comprendono confusione, sonnolenza, respiro superficiale, pupille contratte, nausea, vomito, stipsi e mancanza di appetito. Nei casi gravi, ciò può includere sintomi di depressione circolatoria e respiratoria, che possono mettere in pericolo la vita e molto raramente essere fatali. Le stime sulla prevalenza di metabolizzatori ultra rapidi in diverse popolazioni sono riassunte di seguito: Popolazione Prevalenza % Africana/Etiope 29 % Afroamericana da 3,4 % a 6,5 % Asiatica da 1,2 % a 2 % Caucasica da 3,6 % a 6,5 % Greca 6,0 % Ungherese 1,9 % Nordeuropea da 1 % a 2 % Uso post-operatorio nei bambini Nella letteratura pubblicata ci sono state segnalazioni relative al fatto che tramadolo somministrato in ambito post-operatorio nei bambini a seguito di tonsillectomia e/o adenoidectomia per apnea ostruttiva nel sonno, ha portato al verificarsi di eventi avversi rari ma pericolosi per la vita. Occorre adottare estrema cautela quando tramadolo viene somministrato ai bambini per alleviare il dolore post-operatorio e deve essere accompagnata da un attento monitoraggio dei sintomi di tossicità da oppioidi, inclusa la depressione respiratoria. Bambini con funzione respiratoria compromessa L’uso di tramadolo non è raccomandato nei bambini in cui la funzione respiratoria potrebbe essere compromessa, tra cui patologie neuromuscolari, gravi patologie cardiache o respiratorie, infezioni delle vie respiratorie superiori o polmonari, traumi multipli o procedure chirurgiche complesse. Questi fattori possono peggiorare i sintomi di tossicità da oppioidi. Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per dose, cioè essenzialmente “senza sodio”. Per chi svolge attività sportiva L'uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test anti-doping.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

Non sono stati eseguiti studi clinici per valutare il possibile impatto delle interazioni farmacologiche sul profilo di sicurezza di Dextradol. Tuttavia, si consiglia di tenere conto di quelle riportate per il dexketoprofene e il tramadolo come agenti singoli.

Dexketoprofene Le seguenti interazioni si riferiscono ai farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) in generale: Uso concomitante non raccomandato: • altri FANS (tra cui gli inibitori selettivi della cicloossigenasi-2), comprese alte dosi di salicilati (≥ 3 g/die); la somministrazione concomitante di diversi FANS può aumentare il rischio di ulcere e sanguinamento gastrointestinali attraverso un effetto sinergico; • anticoagulanti; i FANS possono potenziare gli effetti degli anticoagulanti, come il warfarin, a causa del forte legame alle proteine plasmatiche del dexketoprofene, dell’inibizione della funzione piastrinica e del danneggiamento della mucosa gastroduodenale; se non è possibile evitare la combinazione, si consiglia uno stretto monitoraggio clinico ed il controllo costante dei valori di laboratorio; • eparine; maggior rischio di emorragia, dovuto all’inibizione della funzione piastrinica e al danneggiamento della mucosa gastroduodenale; se non è possibile evitare la combinazione, si consiglia uno stretto monitoraggio clinico ed il controllo costante dei valori di laboratorio; • corticosteroidi; vi è un maggior rischio di ulcerazione o sanguinamento gastrointestinale; • litio (descritto con alcuni FANS); i FANS aumentano i livelli ematici del litio, che possono raggiungere valori tossici (minore escrezione renale del litio); questo parametro, dunque, necessita di monitoraggio durante la fase iniziale, l’aggiustamento e la sospensione del trattamento con dexketoprofene; • metotressato, usato ad alte dosi di 15 mg/settimana o più; maggiore tossicità ematologica del metotressato a causa della diminuzione della sua clearance renale ad opera degli agenti antinfiammatori in genere; • idantoine (compresa la fenitoina) e sulfonamidi, gli effetti tossici di queste sostanze possono essere accresciuti. Associazioni che richiedono precauzioni: • diuretici, inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE), aminoglicosidi antibatterici e antagonisti del recettore dell’angiotensina II; il dexketoprofene può ridurre l’effetto dei medicinali diuretici e anti-ipertensivi; in alcuni pazienti con una funzione renale compromessa (ad es. pazienti disidratati o pazienti anziani con una funzione renale compromessa), la co-somministrazione di agenti che inibiscono la cicloossigenasi e di ACE inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aminoglicosidi antibatterici può risultare in un ulteriore deterioramento della funzione renale, in genere reversibile; in caso di prescrizione combinata di dexketoprofene e un diuretico, è essenziale garantire che il paziente sia adeguatamente idratato e occorre monitorare la funzione renale all’inizio della terapia e, in seguito, periodicamente. La co-somministrazione di dexketoprofene e diuretici risparmiatori di potassio può dare ipercalemia. E’ necessario monitorare le concentrazioni di potassio nel sangue (vedere paragrafo 4.4); • metotressato, usato a basse dosi, inferiori ai 15 mg/settimana: incremento della tossicità ematologica del metotressato a causa della diminuzione della sua clearance renale ad opera degli agenti antinfiammatori in genere. E’ necessario il monitoraggio settimanale dell’emocromo durante le prime settimane della terapia di associazione ed una maggior

39 sorveglianza anche in presenza di una funzione renale lievemente compromessa, soprattutto nell’anziano; • pentossifillina: incremento del rischio di sanguinamento; è necessario un più attento monitoraggio clinico ed il controllo più frequente del tempo di sanguinamento; • zidovudina; rischio di maggiore tossicità per i globuli rossi per la sua azione sui reticolociti, con comparsa di grave anemia una settimana dopo l’inizio della terapia con il FANS; è necessario eseguire emocromo completo e conta dei reticolociti da una a due settimane dopo l’inizio del trattamento con i FANS; • sulfoniluree; i FANS possono aumentare l’effetto ipoglicemico delle sulfoniluree per spostamento dai siti di legame con le proteine plasmatiche. Associazioni di cui tener conto • beta-bloccanti: il trattamento con un FANS può diminuire il loro effetto anti-ipertensivo inibendo la sintesi delle prostaglandine; • ciclosporina e tacrolimus: la nefrotossicità può essere potenziata dai FANS mediante effetti mediati dalle prostaglandine renali. Durante la terapia di associazione è, pertanto, necessario monitorare la funzionalità renale; • trombolitici: maggior rischio di sanguinamento; • agenti antipiastrinici e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): maggior rischio di sanguinamento gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4); • probenecid: le concentrazioni plasmatiche di dexketoprofene possono aumentare; questa interazione può essere dovuta ad un meccanismo d’inibizione che coinvolge il sito della secrezione tubulare renale e della glucorono-coniugazione e richiede un aggiustamento della dose del dexketoprofene; • glicosidi cardiaci: i FANS possono aumentare la concentrazione plasmatica dei glicosidi; • mifepristone: a causa di un rischio teorico che gli inibitori della sintetasi delle prostaglandine possano alterare l’efficacia di mifepristone, è sconsigliata la somministrazione di FANS per 8-12 giorni dopo aver assunto mifepristone. Esistono evidenze limitate che suggeriscono che la co-somministrazione di FANS il giorno della somministrazione della prostaglandina non influenza negativamente gli effetti del mifepristone o della prostaglandina sulla maturazione cervicale o sulla contrattilità uterina e non riduce l’efficacia clinica dell’interruzione medica della gravidanza; • antibiotici chinolonici: dati sugli animali indicano che alte dosi di chinoloni in associazione con FANS possono aumentare il rischio di convulsioni; • tenofovir: l’uso concomitante con FANS può aumentare l’azotemia e la creatinina, di conseguenza va monitorata la funzione renale per tenere sotto controllo una possibile influenza sinergica sulla funzione renale; • deferasirox: l’uso concomitante con FANS può aumentare il rischio di tossicità gastrointestinale. Quando si somministra deferasirox con queste sostanze è necessario effettuare un rigoroso monitoraggio clinico. • pemetrexed: l’uso concomitante con FANS può ridurre l’eliminazione del pemetrexed, pertanto occorre esercitare cautela nel somministrare dosi più alte di FANS; nei pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata (clearance della creatinina compresa tra 45 e 79 ml/min), la somministrazione concomitante di pemetrexed con FANS deve essere evitata per 2 giorni prima e 2 giorni dopo la somministrazione di pemetrexed.

Tramadolo L’uso concomitante non è raccomandato: • Tramadolo non va associato con gli inibitori della monoamino-ossidasi (MAO) (vedere paragrafo 4.3). Nei pazienti trattati con IMAO nei 14 giorni precedenti all’uso dell’oppioide petidina, sono state osservate interazioni potenzialmente letali sul sistema nervoso centrale e sulla funzione respiratoria e cardiovascolare. Nella terapia con tramadolo non è possibile escludere che si verifichino le stesse interazioni con gli inibitori IMAO; • si consiglia cautela nel trattamento concomitante con tramadolo e derivati della cumarina (es. warfarin) in quanto, in alcuni pazienti, sono stati riportati alti indici INR (International Normalized Ratio) con sanguinamento importante ed ecchimosi; • l'associazione tra agonisti/antagonisti misti dei recettori oppioidi (come, ad es., buprenorfina, nalbufina, pentazocina) e tramadolo non è consigliabile poiché, in tali circostanze, l’effetto analgesico di un agonista puro può teoricamente essere ridotto. Associazioni che richiedono precauzioni: • il tramadolo può indurre convulsioni e aumentare il rischio che gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori della ricaptazione della serotonina-norepinefrina (SNRI), gli antidepressivi triciclici, gli antipsicotici e altri medicinali destinati ad abbassare la soglia epilettogena (come il bupropione, la mirtazapina, il tetraidrocannabinolo) causino convulsioni; • l’uso terapeutico concomitante di tramadolo e farmaci serotonergici, quali inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), inibitori della ricaptazione della serotonina-norepinefrina (SNRI), inibitori delle MAO (vedere paragrafo 4.3), antidepressivi triciclici e mirtazapina, può provocare la sindrome da serotonina, una condizione potenzialmente letale (vedere paragrafi 4.4 e 4.8); • l’uso concomitante di oppioidi e farmaci ad azione sedativa come gabapentinoidi (gabapentin e pregabalin), benzodiazepine o farmaci benzodiazepino-correlatipuò provocare depressione respiratoria, ipotensione, sedazione profonda, coma o morte a causa di un effetto depressivo additivo sul SNC. La dose e la durata del trattamento concomitante dovrebbero essere limitate (vedere paragrafo 4.4). Associazioni di cui tener conto: • la somministrazione concomitante di tramadolo con altri medicinali che inducono depressione del sistema nervoso centrale o alcol può potenziare gli effetti sul sistema nervoso centrale (vedere paragrafo 4.8); • i risultati degli studi farmacocinetici ad oggi hanno dimostrato che è improbabile che si verifichino interazioni importanti dal punto di vista clinico con la somministrazione concomitante o precedente di cimetidina (inibitore enzimatico); • la somministrazione contemporanea o precedente di carbamazepina (induttore enzimatico) può ridurre l’effetto analgesico e accorciare la durata dell’azione; • in un numero limitato di studi la somministrazione pre o postoperatoria dell’antagonista antiemetico 5-HT3 ondansetrone ha aumentato il fabbisogno di tramadolo in pazienti con dolore postoperatorio; • altre sostanze attive conosciute per la loro capacità di inibire il CYP3A4, come il ketoconazolo e l’eritromicina, possono inibire il metabolismo del tramadolo (N

41 demetilazione) e probabilmente anche il metabolismo del metabolita attivo Odemetilato; l’importanza clinica di tale interazione non è stata studiata.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Durante lo sviluppo clinico del Dextradol non si sono verificati casi di gravidanza. Il profilo di sicurezza di Dextradol durante la gravidanza non è stato stabilito negli studi clinici inclusi in questa sezione. Si raccomanda di fare riferimento ai dati relativi al dexketoprofene e al tramadolo come agenti singoli. Dexketoprofene L’inibizione della sintesi delle prostaglandine può avere effetti negativi sulla gravidanza e/o sullo sviluppo dell’embrione o del feto. I dati ottenuti dagli studi epidemiologici sollevano preoccupazioni relative ad un possibile maggior rischio di aborto e di malformazioni cardiache e gastroschisi in seguito all’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nei primi mesi di gravidanza. Il rischio assoluto di malformazione cardiovascolare risultava aumentato da meno dell’1% fino circa all’1,5%. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. Negli animali è stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore della sintesi delle prostaglandine è in grado di determinare un aumento della probabilità di perdita pre e post impianto e della mortalità embrio-fetale. Inoltre, negli animali a cui è stato somministrato un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante il periodo dell'organogenesi è stata osservata una maggiore incidenza di varie malformazioni, tra cui quelle cardiovascolari. Nonostante ciò, gli studi animali con dexketoprofene non hanno mostrato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Dalla 20a settimana di gravidanza in poi, l’utilizzo di dexketoprofene può causare oligoidramnios derivante da disfunzione renale fetale. Questa condizione potrebbe essere riscontrata poco dopo l’inizio del trattamento ed è in genere reversibile con l’interruzione del trattamento. Inoltre, vi sono state segnalazioni di costrizione del dotto arterioso in seguito al trattamento nel secondo trimestre; la maggior parte di tali casi si è risolta in seguito alla sospensione del trattamento. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a: • tossicità cardiopolmonare (costrizione/chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); • disfunzione renale (vedere sopra); Alla fine della gravidanza la madre e il neonato possono essere esposti a: • possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto antipiastrinico che può verificarsi anche a dosi molto basse del medicinale; • inibizione delle contrazioni uterine, con conseguente ritardo o prolungamento del travaglio. Tramadolo Studi su animali di laboratorio condotti con tramadolo a dosi molto alte hanno messo in evidenza effetti sullo sviluppo degli organi, sull’ossificazione e sulla mortalità neonatale.

Non sono stati osservati effetti teratogeni. Il tramadolo attraversa la placenta. Nell’uomo non sono diponibili evidenze sufficienti sulla sicurezza del tramadolo in gravidanza . Il tramadolosomministrato prima o durante il parto-non influenza la contrattilità uterina. Nei neonati può indurre alterazioni del ritmo respiratorio, in genere non clinicamente rilevanti. L’uso cronico durante la gravidanza può dare sintomi di astinenza neonatale. Considerando quanto sopra, Dextradol è controindicato in gravidanza (vedere paragrafo 4.3). Allattamento Non sono stati condotti studi controllati sull’escrezione di Dextradol nel latte umano. Si raccomanda di fare riferimento ai dati relativi al dexketoprofene e al tramadolo come agenti singoli. Dexketoprofene Non è noto se il dexketoprofene viene escreto nel latte umano. Tramadolo Il tramadolo e i suoi metaboliti vengono trovati in piccole quantità nel latte materno. Circa lo 0,1 % della dose di tramadolo assunto dalla madre viene escreto nel latte materno. Nell’immediata fase puerperale, per un dosaggio giornaliero materno per via orale fino a 400 mg, ciò corrisponde a una quantità media di tramadolo ingerito dai neonati allattati al seno pari al 3 % della dose aggiustata per il peso della madre. Per questo motivo, tramadolo non deve essere usato durante l’allattamento o, in alternativa, l’allattamento deve essere interrotto durante il trattamento con tramadolo. L’interruzione dell’allattamento non è generalmente necessaria a seguito di una singola dose di tramadolo. Considerando quanto sopra, Dextradol è controindicato durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.3). Fertilità Come con altri FANS, l'uso di dexketoprofene può compromettere la fertilità femminile e non è raccomandato nelle donne che intendono concepire. Nelle donne che hanno difficoltà di concepimento o che si stanno sottoponendo a indagini sull’infertilità si deve prendere in considerazione l’ipotesi di sospendere l’uso di dexketoprofene.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Gli effetti noti per i singoli componenti di Dextradol valgono anche per l'associazione fissa. Dexketoprofene Il dexketoprofene ha un’influenza da lieve a moderata sulla capacità di guidare veicoli e utilizzare macchinari, a causa della possibile comparsa di vertigine o sonnolenza. Tramadol

Anche se assunto rispettando le istruzioni, il tramadolo può causare effetti come sonnolenza e vertigine, e dunque può compromettere le reazioni di autisti e operatori di macchinari. Ciò vale soprattutto in congiunzione con altre sostanze psicotrope e alcol.

4.8 Effetti indesiderati

Gli eventi avversi che possono essere legati a questo medicinale segnalati negli studi clinici eseguiti con Dextradol e le reazioni avverse riportate nei Riassunti delle Caratteristiche del Prodotto di dexketoprofene e tramadolo in formulazioni orali sono elencate nella tabella fornita qui di seguito, secondo la classificazione per sistemi e organi. Le frequenze sono definite qui di seguito: Molto comune: ≥ 1/10 Comune: da ≥ 1/100 a <1/10 Non comune: da ≥1/1.000 a <1/100 Raro: da ≥ 1/10.000 a <1/1.000 Molto raro (< 1/10.000) Non nota: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili. CLASSIFICAZIONE PER SISTEMI E ORGANI MedDRA Reazione avversa Frequenza Dextradol Dexketoprofene Tramadolo Patologie del sistema emolinfopoietico Trombocitosi Non comune Neutropenia, - Molto raro - trombocitopenia - Molto raro - Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità (ad es. dispnea, broncospasmo, sibilo, angioedema) - Molto raro Raro Reazione anafilattica, compreso lo shock - Molto raro Raro Edema laringeo Non comune Raro - Disturbi del metabolismo e della nutrizione Disturbi dell’appetito Raro Ridotto appetito - Raro - Ipoglicemia Non nota Ipocalemia Non comune Disturbi psichiatrici Ansia Non comune Raro Disturbo cognitivo Raro Stato confusionale Raro Dipendenza Raro Allucinazioni Raro Insonnia Non comun

Alterazioni dell’umore Raro Incubo Raro Disturbo psicotico Non comune Disturbi del sonno Raro Patologie del sistema nervoso Coordinazione anomala Raro Amnesia Non comune Vertigini Comune Non comune Molto comune Epilessia Raro Cefalea Non comune Non comune Comune Contrazioni involontarie dei muscoli Raro Parestesia Raro Raro Disturbo sensoriale Raro Sindrome da serotonina Non noto Sonnolenza Comune Non comune Comune Disturbo del linguaggio Non noto Sincope Raro Raro Tremore Raro Patologie dell’occhio Disturbi della vista Molto raro Raro Midriasi Non noto Miosi Raro Edema periorbitale Non comune Patologie dell’orecchio e del labirinto Tinniti Molto raro Vertigini Non comune Non comune Patologie cardiache Bradicardia Raro Palpitazioni Non comune Non comune Sindrome di Kounis Non nota Tachicardia Non comune Molto raro Non comune Patologie vascolari Collasso circolatorio Non comune Vampate di calore Non comune Crisi ipertensiva Non comune Ipotensione Non Molto rar

45 comune Ipotensione ortostatica Non comune Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Bradipnea, Raro Broncospasmo Molto raro Dispnea Molto raro Raro Depressione respiratoria Non comune Singhiozzo Non nota Patologie gastrointestinali Fastidio addominale Non comune Non comune Distensione addominale Non comune Non comune Dolore addominale Comune Costipazione Non comune Non comune Comune Diarrea Comune Non comune Secchezza delle fauci Non comune Comune Dispepsia Non comune Comune Flatulenza Non comune Gastrite Non comune Irritazione del tratto gastrointestinale Non comune Nausea Comune Comune Molto comune Pancreatite Molto raro Emorragia da ulcera peptica Raro Perforazione da ulcera peptica Raro Ulcera peptica, Raro Conati di vomito Non comune Vomito Comune Comune Comune Patologie epatobiliari Epatite Raro Danno epatocellulare Raro Aumento degli enzimi epatici compresi esami della funzionalità epatica anomali e gammaglutamil transferasi aumentata) Non comune Raro Molto rar

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Acne Raro Edema facciale Non comune Molto raro Iperidrosi Non comune Raro Comune Reazione di fotosensibilità Molto raro Prurito Molto raro Non comune Eruzione (rash) Non comune Non comune Sindrome di Stevens Johnson Molto raro Necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell) Molto raro Orticaria Non comune Raro Non comune Eruzione fissa da farmaci Non nota Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Mal di schiena Raro Debolezza Raro Patologie renali e urinarie Disuria Raro Ematuria Non comune Disturbi della minzione Raro Nefrite Molto raro Sindrome nefrotica Molto raro Poliuria Raro Insufficienza renale acuta Raro Ritenzione urinaria Raro Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella Disturbi mestruali Raro Malattie della prostata Raro Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Astenia Non comune Non comune Brividi di freddo Non comune Non comune Disagio Non comune Sensazioni anomale Non comune Sindrome da Raro/molt

47 astinenza da farmaci (agitazione, ansia, nervosismo, insonnia, ipercinesia, tremore e sintomi gastrointestinali: rari; attacchi di panico, ansia grave, allucinazioni, parestesie, tinniti e sintomi insoliti del SNC come confusione, illusioni, depersonalizzazione, derealizzazione, paranoia) raro Affaticamento Non comune Comune Malessere Non comune Non comune Edema periferico Raro Dolore Non comune Esami diagnostici Aumento della pressione sanguigna Non comune Raro Raro Aumento della fosfatasi alcalina nel sangue Non comune Aumento della lattato deidrogenasi nel sangue Non comune Dexketoprofene-tramadolo Negli studi clinici le avverse reazioni osservate con maggior frequenza sono state vomito, nausea e vertigine (2,9%, 2,7% e 1,1% dei pazienti, rispettivamente). Dipendenza da farmaco (sostanze d’abuso) L'uso ripetuto di Dextradol può portare alla dipendenza da farmaco (sostanze d’abuso), anche a dosi terapeutiche. Il rischio di dipendenza dal farmaco (sostanze d’abuso) può variare in dei fattori di rischio individuali del paziente, della dose e della durata del trattamento con oppioidi (vedere paragrafo 4.4). Dexketoprofene Gastrointestinale: gli eventi avversi osservati con maggior frequenza sono di tipo gastrointestinale; si possono verificare ulcere peptiche, perforazione o sanguinamento gastrointestinale, a volte fatale, soprattutto negli anziani (vedere paragrafo 4.4). In seguito a somministrazione sono stati osservati nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione,

48 dispepsia, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatite ulcerosa, esacerbazione della colite e del morbo di Crohn (vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego”). Meno frequentemente è stata osservata gastrite. In associazione con terapie a base di FANS sono stati osservati edema, ipertensione e insufficienza cardiaca. Come con altri FANS, possono comparire i seguenti effetti indesiderati: meningite asettica, che può verificarsi soprattutto nei pazienti affetti da lupus eritematoso sistemico o malattia mista del tessuto connettivo; reazioni ematologiche (porpora, anemia aplastica ed emolitica, raramente agranulocitosi e ipoplasia midollare). Reazioni bollose, tra cui sindrome di Stevens Johnson e necrolisi epidermica tossica (molto rare). I dati degli studi clinici ed epidemiologici suggeriscono che l’uso di certi FANS (soprattutto ad alte dosi e in terapie a lungo termine) può associarsi ad un rischio leggermente incrementato di eventi trombotici arteriosi (come, ad esempio, infarto miocardico o ictus) (vedere paragrafo 4.4). Tramadolo Le reazioni avverse al tramadolo segnalate più frequentemente sono nausea e vertigini, entrambe verificatesi in più del 10% dei pazienti. Se le dosi raccomandate vengono superate abbondantemente e vengono somministrate in concomitanza con altre sostanze che deprimono il sistema nervoso centrale (vedere paragrafo 4.5), si può avere depressione respiratoria. È stato riportato peggioramento dell’asma, anche se non è stata stabilita una relazione causale. Si sono osservate crisi epilettiformi soprattutto in seguito alla somministrazione di alte dosi di tramadolo o con trattamento di associazione con medicinali che abbassano la soglia delle convulsioni o essi stessi suscettibili di indurre convulsioni cerebrali (vedere paragrafi 4.4 e 4.5). I sintomi che possono manifestarsi a seguito dell’interruzione del trattamento con il medicinale, simili a quelli che si verificano a seguito dell’interruzione di oppiacei, sono agitazione, ansia, nervosismo, insonnia, ipercinesia, tremore e sintomi gastrointestinali. Altri sintomi osservati molto raramente in seguito a sospensione della terapia con tramadolo sono stati: attacchi di panico, ansia grave, allucinazioni, parestesie, tinnito e sintomi insoliti del SNC (come confusione, illusioni, depersonalizzazione, derealizzazione, paranoia). Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema di segnalazione nazionale all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Negli studi clinici non si sono osservati casi di sovradosaggio. Si raccomanda di far

49 riferimento ai dati relativi al dexketoprofene e al tramadolo come agenti singoli. Sintomi Dexketoprofene La sintomatologia conseguente a sovradosaggio di dexketoprofene non è nota. I prodotti medicinali che contengono dexketoprofene hanno causato disturbi gastrointestinali (vomito, anoressia, dolore addominale) e neurologici (sonnolenza, vertigini, disorientamento, cefalea). Tramadolo Nel sovradosaggio da tramadolo, in linea di principio, si devono verificare gli stessi sintomi che si hanno con tutti gli altri analgesici ad azione centrale (oppioidi). In particolare, tali sintomi includono miosi, vomito, collasso cardiovascolare, disturbi della coscienza fino al coma, convulsioni e depressione respiratoria fino all’arresto respiratorio. È stata riferita anche la sindrome da serotonina. Gestione Dexketoprofene In caso di assunzione accidentale o eccessiva, iniziare immediatamente una terapia sintomatica in base alla condizione clinica del paziente. Se sono stati ingeriti più di 5 mg/kg da un adulto o da un bambino, si deve somministrare carbone attivo entro un’ora dall’ingerimento. Il dexketoprofene può essere eliminato mediante dialisi. Tramadolo Tenere aperto il tratto respiratorio (evitando l’aspirazione), mantenere la respirazione e la circolazione a seconda dei sintomi. L’antidoto per la depressione respiratoria è il naloxone. Negli esperimenti su animali il naloxone non ha avuto effetto sulle convulsioni. In tal caso si inietti diazepam per via endovenosa. In caso di intossicazione orale, si consiglia la decontaminazione gastrointestinale con carbone attivo entro due ore dall’assunzione del tramadolo. Il tramadolo può essere rimosso tramite dialisi, ma viene eliminato in minima parte dal siero per emodialisi o emofiltrazione. Dunque, il trattamento dell’intossicazione acuta da tramadolo con la sola emodialisi o emofiltrazione non è idoneo per la detossificazione.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Oppioidi in associazione con analgesici non oppioidi Codice ATC: N02AJ14 Meccanismo d’azione Il dexketoprofene è il sale di trometamina dell'acido S-(+)-2-(3-benzoilfenil) propionico,

50 un medicinale analgesico, antinfiammatorio e antipiretico appartenente alla classe dei farmaci antinfiammatori non steroidei (M01AE). Il meccanismo d’azione dei farmaci antinfiammatori non steroidei consiste nella riduzione della sintesi delle prostaglandine mediante inibizione dell'enzima ciclossigenasi. Più specificamente, si ha una inibizione della trasformazione dell’acido arachidonico negli endoperossidi ciclici PGG2 e PGH2, che producono le prostaglandine PGE1, PGE2, PGF2α e PGD2 ed anche la prostaciclina PGI2 e i trombossani (TxA2 e TxB2). Inoltre, l’inibizione della sintesi delle prostaglandine può influenzare anche altri mediatori dell’infiammazione come le chinine, che hanno un’azione indiretta che si aggiunge all’azione diretta. In studi sperimentali sugli animali e sull’uomo è stato dimostrato che il dexketoprofene inibisce l’attività della COX-1 e della COX-2. Il tramadolo cloridrato è un analgesico oppiaceo di natura sintetica che agisce a livello centrale. È un agonista parziale non selettivo dei recettori μ, δ e κ degli oppiacei con un’affinità maggiore per i recettori μ. L’attività degli oppiacei è dovuta sia alla bassa affinità di legame del composto progenitore che alla maggiore affinità di legame del metabolita O-demetilato M1 con i loro recettori µ. Nei modelli animali, l’M1 è fino a 6 volte più potente del tramadolo nel produrre analgesia e 200 volte più potente nel legame con i recettori oppioidi µ. L’analgesia indotta da tramadolo è stata antagonizzata solo parzialmente dall’antagonista oppiaceo naloxone in vari test su animali. Il relativo contributo sia del tramadolo che dell’M1 all’analgesia nell’uomo dipende dalle concentrazioni plasmatiche di ciascun composto. È stato dimostrato che il tramadolo inibisce la ricaptazione della norepinefrina e della serotonina in vitro, così come altri analgesici oppioidi. Questi meccanismi possono contribuire in modo indipendente al profilo analgesico complessivo del tramadolo. Il tramadolo ha un’azione antitussiva. Diversamente dalla morfina, un’ampia gamma di dosaggi analgesici di tramadolo non hanno un effetto depressivo sulla respirazione. Inoltre, la motilità gastrointestinale risente di meno dell’effetto. Gli effetti sul sistema cardiovascolare tendono ad essere leggeri. La potenza del tramadolo va da 1/10 (un decimo) ad 1/6 (un sesto) di quella della morfina. Effetti farmacodinamici Studi preclinici hanno mostrato un’interazione sinergica tra i principi attivi osservata in modelli di infiammazione sia acuta che cronica e suggeriscono che dosi minori di ogni principio attivo permettono di ottenere un’analgesia efficace. Efficacia e sicurezza clinica Studi clinici condotti su vari modelli di dolore nocicettivo da moderato a grave (tra cui dolore dentale, somatico e viscerale) hanno mostrato che Dextradol ha un’attività analgesica efficace. In uno studio a dose multipla, in doppio cieco, randomizzato, a gruppi paralleli su 606 pazienti con dolore da moderato a grave in seguito ad isterectomia addominale, con un’età media di 47,6 anni (range da 25 a 73 anni), è stata valutata l’efficacia analgesica dell’associazione rispetto a quella dei singoli componenti sommando i valori della differenza dell’intensità del dolore in un intervallo di 8 ore (SPID8) dopo l’assunzione della prima dose del medicinale sperimentale, con valutazione dell’intensità del dolore su una scala analogica visiva di 100 mm (VAS). Un valore SPID più alto indicava u

51 maggior sollievo dal dolore. Il trattamento con Dextradol ha dato un effetto analgesico significativamente maggiore di quello dei singoli componenti somministrati alla stessa dose (dexketoprofene 25 mg) o ad una dose più alta (tramadolo 100 mg), con i seguenti risultati: Dextradol (241,8), dexketoprofene 25 mg (184,5), tramadolo 100 mg (157,3). Nelle prime 8 ore dopo l'assunzione di Dextradol i pazienti hanno riportato un’intensità del dolore significativamente più bassa (PI-VAS medio = 33,6) con una differenza statisticamente significativa (p< 0,0001) rispetto a quella ottenuta con 25 mg di dexketoprofene (PI-VAS medio = 42,6) e con 100 mg di tramadolo (PI-VAS medio = 42,9). È stata dimostrata un’analgesia superiore anche nelle successive 56 ore con somministrazione di altre dosi in base allo schema posologico per una popolazione ITT in cui sono stati esclusi i pazienti che non avevano ricevuto il trattamento attivo come prima dose singola, con una differenza statisticamente significativa (p< 0,0001) tra Dextradol e dexketoprofene 25 mg (-8,4) e tramadolo 100 mg (-5,5). I pazienti trattati con Dextradol hanno avuto bisogno di meno medicinali di soccorso per il controllo del dolore [rispettivamente l’11,8% dei pazienti rispetto al 21,3% (p= 0,0104) e al 21,4% (p= 0,0097) dei pazienti sotto terapia con 25 mg di dexketoprofene e con 100 mg di tramadolo]. Se si considera l’impatto del medicinale di soccorso, l’effetto analgesico superiore di Dextradol con più somministrazioni nell’arco delle 56 ore diventa più evidente e raggiunge una differenza del PI-VAS che favorisce Dextradol rispetto a dexketoprofene (-11,0) e a tramadolo (-9,1) con una significatività statistica di p= <0,0001. In uno studio a dose multipla, in doppio cieco, randomizzato, a gruppi paralleli su 641 pazienti con dolore da moderato a grave in seguito ad artroplastica totale dell’anca, con un’età media di 61,9 anni (range da 29 a 80 anni), è stata valutata l’efficacia analgesica dell’associazione rispetto a quella dei singoli componenti nell'arco di 8 ore dopo l’assunzione della prima dose del medicinale sperimentale (SPID8). Il trattamento con Dextradol ha dato un effetto analgesico significativamente maggiore di quello dei singoli componenti somministrati alla stessa dose (dexketoprofene 25 mg) o ad una dose più alta (tramadolo 100 mg); Dextradol (246,9), dexketoprofene 25 mg (208,8), tramadolo 100 mg (204,6). Nelle prime 8 ore dopo l'assunzione di Dextradol i pazienti hanno riportato un’intensità del dolore significativamente più bassa (PI-VAS medio = 26,3) con una differenza statisticamente significativa (p< 0,0001) rispetto a quella ottenuta con 25 mg di dexketoprofene (PI-VAS medio = 33,6) e con 100 mg di tramadolo (PI-VAS medio = 33,7). È stata dimostrata un’analgesia superiore anche nelle successive 56 ore con somministrazione di altre dosi in base allo schema posologico per una popolazione ITT in cui sono stati esclusi i pazienti che non avevano ricevuto il trattamento attivo come prima dose singola, con una differenza statisticamente significativa (p< 0,0001) tra Dextradol e dexketoprofene 25 mg (-8,1) e tramadolo 100 mg (-6,3). Il medicinale di soccorso per il controllo del dolore è stato chiesto dal 15,5% dei pazienti che stavano assumendo Dextradol rispetto al 28,0% (p=0,0017) e al 25,2% (p=0,0125) di quelli sotto terapia con 25 mg di dexketoprofene e con 100 mg di tramadolo, rispettivamente. Se si considera l’impatto del medicinale di soccorso, l’effetto analgesico superiore di Dextradol con più somministrazioni nell’arco delle 56 ore diventa più evidente e raggiunge una differenza statistica (p=<0,0001) del PI-VAS che favorisc

Dextradol rispetto a dexketoprofene (-10,4) e a tramadolo (-8,3). Popolazione pediatrica L’Agenzia Europea dei Medicinali ha tolto l’obbligo di presentare i risultati degli studi con Dextradol in tutte le sottoserie della popolazione pediatrica nel trattamento del dolore acuto da moderato a grave (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

La somministrazione concomitante di dexketoprofene e tramadolo non ha avuto effetti sui parametri farmacocinetici di entrambi i componenti nei soggetti sani. Nell’adulto sano normale, le concentrazioni di picco plasmatico del dexketoprofene e del tramadolo vengono raggiunte rispettivamente in circa 30 minuti (range da 15 a 60 min) e in 1,6 - 2 ore. Dexketoprofene Assorbimento Dopo la somministrazione orale di dexketoprofene nell’uomo il Cmax viene raggiunto a 30 minuti (range da 15 a 60 minuti). Se il farmaco viene assunto insieme al cibo, l’AUC non cambia, ma il Cmax del dexketoprofene diminuisce e il suo tasso di assorbimento viene ritardato (tmax maggiore). Distribuzione I valori dell’emivita di distribuzione e di eliminazione del dexketoprofene sono rispettivamente 0,35 e 1,65 ore. Come con altri medicinali con un alto legame con le proteine plasmatiche (99%), il suo volume di distribuzione ha un valore medio inferiore agli 0,25 l/kg. Negli studi farmacocinetici a dose multipla, si è osservato che l’AUC successiva all’ultima somministrazione non era diversa da quella ottenuta dopo una singola dose, suggerendo dunque che non si ha accumulo del medicinale. Biotrasformazione ed eliminazione In seguito a somministrazione di dexketoprofene, nell’urina si ottiene solo l’enantiomero S-(+), a dimostrazione del fatto che nell’uomo non avviene la conversione nell’enantiomero R-(-). La via di eliminazione principale del dexketoprofene è la coniugazione con glucoronide seguita da escrezione renale. Tramadolo Assorbimento Nella somministrazione per via orale viene assorbito più del 90% del tramadolo. La biodisponibilità media assoluta è circa del 70%, indipendentemente dalla concomitante ingestione di cibo. La differenza tra tramadolo assorbito e tramadolo non metabolizzato è probabilmente dovuta ad un basso effetto di primo passaggio. L’effetto di primo passaggio in seguito a somministrazione orale è al massimo del 30%. Il tramadolo ha un’alta affinità con i tessuti (Vd,β=203±40l). Il legame con le proteine s

53 aggira attorno al 20%. In seguito a somministrazione di una singola dose orale di tramadolo da 100 mg in capsule o compresse in giovani volontari sani le concentrazioni plasmatiche erano rilevabili dopo circa 15-45 minuti all’interno di una Cmax media di 280-208 mcg/L ed un Tmax tra 1,6 e 2 h. Distribuzione Il tramadolo oltrepassa la barriera emato-encefalica e placentare. Nel latte materno si trovano quantità molto ridotte della sostanza e del suo derivato O-desmetile (rispettivamente lo 0,1% e lo 0,02% della dose applicata). Biotrasformazione Nell’uomo il tramadolo viene principalmente metabolizzato per Ne O-demetilazione e coniugazione dei prodotti dell’O-demetilazione con acido glucoronico. Solo l’O-desmetil tramadolo è farmacologicamente attivo. Vi sono notevoli differenze quantitative interindividuali tra gli altri metaboliti. Ad oggi sono stati trovati 11 metaboliti nell’urina. Esperimenti su animali hanno dimostrato che l’O-desmetil tramadolo è più potente della sostanza progenitrice per un fattore di 2–4. L’emivita t½β (6 volontari sani) è di 7,9 h (range 5,4 – 9,6 h) ed è circa come quella del tramadolo. L’inibizione di uno o di entrambi gli isoenzimi del citocromo P450, il CYP3A4 e il CYP2D6, coinvolti nel metabolismo del tramadolo, può influenzare la concentrazione plasmatica del tramadolo o del suo metabolita attivo. Eliminazione L’emivita di eliminazione t½β è di circa 6 h, indipendentemente dalla modalità di somministrazione. Nei pazienti con più di 75 anni di età può essere prolungata di un fattore di circa 1,4. Il tramadolo e i suoi metaboliti sono quasi completamente escreti dai reni. L’escrezione urinaria cumulativa è del 90% della radioattività totale della dose somministrata. In casi di funzione renale ed epatica compromessa l’emivita può essere leggermente prolungata. Nei pazienti affetti da cirrosi epatica sono state determinate emivite di eliminazione rispettivamente di 13,3 ± 4,9 h (per il tramadolo) e di 18,5 ± 9,4 h (per l’O-dismetil tramadolo) e, in un caso estremo, di 22,3 h e di 36 h. In pazienti affetti da insufficienza renale (clearance della creatinina < 5 ml/min) sono stati rispettivamente rilevati valori di 11 ± 3,2 h e di 16,9 ± 3 h, in un caso estremo di 19,5 h e di 43,2 h. Linearità/non linearità Nel range delle dosi terapeutiche, il tramadolo ha un profilo farmacocinetico lineare. Il rapporto tra concentrazioni sieriche ed effetto analgesico è dose-dipendente, ma varia notevolmente in casi isolati. Di solito è efficace una concentrazione sierica di 100 – 300 ng/ml.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Associazione tra tramadolo cloridrato e dexketoprofene Dati preclinici sull’associazione non hanno rivelato alcun rischio particolare per l’uomo in base agli studi convenzionali sulla farmacologia della sicurezza e sulla tossicità dell

54 dosi ripetute. L'associazione di dexketoprofene e tramadolo non ha evidenziato effetti significativi sul sistema cardiovascolare, secondo prove eseguite in vitro e in vivo. È stato osservato un minor effetto sul transito gastrointestinale con l'associazione rispetto al tramadolo assunto da solo. Uno studio di 13 settimane sulla tossicità cronica nel ratto non ha riscontrato alcun livello definibile come effetto avverso (NOAEL) con 6 mg/kg/giorno di dexketoprofene e 36 mg/kg/giorno di tramadolo (dosi più alte testate) somministrati sia singolarmente che in associazione (dunque con esposizioni basate su AUC al NOAEL in seguito a singole dosi rispettivamente di 25,10 volte e 1,38 volte l’esposizione umana al dexketoprofene e al tramadolo ad una singola dose clinica di 25 mg di dexketoprofene e 75 mg di tramadolo). Non sono state osservate nuove tossicità diverse da quelle descritte in precedenza per il dexketoprofene o il tramadolo. Dexketoprofene Dati preclinici sul dexketoprofene non hanno rivelato alcun rischio particolare per l’uomo in base a studi convenzionali sulla farmacologia della sicurezza, sulla tossicità delle dosi ripetute, sulla genotossicità, sulla tossicità per la riproduzione e sull’immunofarmacologia. Gli studi sulla tossicità cronica svolti sul topo e sulla scimmia non hanno mostrato alcun livello di effetto avverso (NOAEL) per la dose di 3 mg/kg/giorno. I principali effetti avversi osservati ad alte dosi sono stati erosione gastrointestinale e ulcere, che si sono manifestati in misura dipendente dalla dose. Tramadolo In ripetute somministrazioni orali e parenterali di tramadolo per un periodo compreso tra le 6 e le 26 settimane nel ratto e nel cane e somministrazioni orali per 12 mesi nel cane, le indagini ematologiche, clinico-chimiche ed istologiche non hanno prodotto evidenze di alcuna modifica correlata alla sostanza. Solo in seguito ad alte dosi, molto al di sopra della gamma terapeutica, si sono avute manifestazioni a livello nervoso centrale come irrequietezza, salivazione, convulsioni e ridotto aumento del peso. I ratti e i cani hanno tollerato dosi orali rispettivamente di 20 mg/kg e 10 mg/kg di peso corporeo e i cani hanno tollerato dosi rettali di 20 mg/kg di peso corporeo senza reazioni. Nel ratto il tramadolo in dosi che andavano dai 50 mg/kg/giorno in su ha dato effetti tossici nelle madri e aumentato la mortalità neonatale. Nella prole si sono avuti casi di ritardo nello sviluppo che hanno preso la forma di disturbi dell’ossificazione e ritardata apertura della vagina e degli occhi. La fertilità maschile non è risultata alterata. In seguito a dosi più alte (da 50 mg/kg/giorno in su) le femmine hanno presentato un ridotto tasso di gravidanze. Nel coniglio si sono osservati effetti tossici nelle madri a partire dai 125 mg/kg di dosaggio e anomalie dello scheletro nella prole. In alcuni tests in vitro si sono osservati effetti mutageni. Gli studi in vivo non hanno invece mostrato tali effetti. Sulla base delle conoscenze disponibili ad oggi, si può classificare il tramadolo come non mutageno. Sono stati svolti studi sul potenziale tumorigenico del tramadolo cloridrato nel ratto e nel topo. Lo studio sul ratto non ha dato prova di alcun aumento nell’incidenza dei tumori in relazione alla sostanza. Nello studio sul topo invece si è vista una maggiore incidenza di adenomi delle cellule epatiche negli animali maschi (un aumento dose-dipendente non significativo a partire dai 15 mg/kg di dosaggio) e un aumento dei tumori polmonari nell

55 femmine di tutti i gruppi di dosaggio (significativo, ma non dose dipendente).

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Contenuto della compressa: • Cellulosa microcristallina; • Amido di mais pregelatinizzato; • Sodio croscarmelloso; • Sodio stearil fumarato; • Silice colloidale anidra. Film di rivestimento: • Opadry II bianco 85F18422 composto da: Alcol polivinilico; Biossido di titanio; Macrogol/PEG 3350; Talco.

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

5 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione o temperatura particolare di conservazione. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Le compresse rivestite con film sono fornite in confezioni costituite da un blister in tre materiali alternativi: Blister in PA/Alluminio/PVC//Alluminio; Blister in PVC/PE/PVDC//Alluminio; Blister in PVC/PVDC//Alluminio. Dextradol: 2, 4, 10, 15, 20, 30, 50, 100 compresse rivestite con film/confezione o multiconfezione contenente 500 (5 confezioni da 100) compresse rivestite con film/confezione È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Nessuna istruzione particolare per lo smaltimento. Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Menarini International Operations Luxembourg S.A. 1, Avenue de la Gare, L-1611 – Lussemburgo Concessionario per la vendita: Malesci Istituto Farmacobiologico S.p.A. Via Lungo l’Ema, 7 – Bagno a Ripoli – Firenze

8. Numeri dell’autorizzazione all’immissione in commercio

PA/AL/PVC/AL PA/AL/PVC/AL PA/AL/PVC/AL PA/AL/PVC/AL PA/AL/PVC/AL PA/AL/PVC/AL PA/AL/PVC/AL Blister PA/AL/PVC/AL Blister PA/AL/PVC/AL PVC/PE/PVDC/AL PVC/PE/PVDC/AL PVC/PE/PVDC/AL PVC/PE/PVDC/AL PVC/PE/PVDC/AL PVC/PE/PVDC/AL PVC/PE/PVDC/AL blister PVC/PE/PVDC/AL blister PVC/PE/PVDC/AL PVC/PVDC/AL PVC/PVDC/AL PVC/PVDC/A

PVC/PVDC/AL PVC/PVDC/AL PVC/PVDC/AL PVC/PVDC/AL blister PVC/PVDC/AL blister PVC/PVDC/AL

9. Data della prima autorizzazione / rinnovo dell’

AUTORIZZAZIONE Data della prima autorizzazione: 30 marzo 2016 Data del rinnovo più recente: 22 dicembre 2020

10. Data di revisione del testo

Dicembre 2025

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.