Foglietti illustrativi e RCP, principi attivi, verificatore di interazioni, posologie ufficiali e orari delle farmacie — nello stesso posto.

DIAGLIMET

Principio attivo: METFORMINA CLORIDRATO, METFORMINA, GLIBENCLAMIDE · ATC A10BD02 · ABIOGEN PHARMA S.P.A.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Principio attivo: METFORMINA CLORIDRATO, METFORMINA, GLIBENCLAMIDE
Forma farmaceutica: Compressa rivestita con film
Dosaggio: 5 mg ,500 mg COMPRESSA RIVESTITA CON FILM
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: ABIOGEN PHARMA S.P.A.
Codice ATC: A10BD02
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· GLICOREST - ABIOGEN PHARMA S.P.A.
· GLIBOMET - LABORATORI GUIDOTTI S.P.A.
· GLICONORM - ABIOGEN PHARMA S.P.A.
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

Come conservare DIAGLIMET Contenuto della confezione e altre informazioni

Cos’è DIAGLIMET e a cosa serve
DIAGLIMET è un medicinale ipoglicemizzante (abbassa i livelli di glucosio nel sangue) per uso orale,
che contiene due principi attivi:
• metformina cloridrato (appartenente alla classe delle biguanidi)
• glibenclamide (appartenente alla classe delle sulfaniluree).

DIAGLIMET è indicato negli adulti nel trattamento del diabete mellito non insulinodipendente (anche chiamato di tipo 2), non chetoacidosico (cioè che non comporta un aumento dei livelli di sostanze chiamate “corpi chetonici” nelle urine o nel sangue) quando i livelli di glucosio non sono controllabili con la sola dieta o il trattamento combinato con la dieta e le

sulfaniluree (medicinali usati per trattare il diabete).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda DIAGLIMET

- se è allergico alla metformina, alla glibenclamide o ad uno qualsiasi degli altri componenti di
questo medicinale (elencati al paragrafo 6);
- se è allergico ad altri medicinali contenenti sostanze simili alla metformina (come glibenclamide

e sulfonamidi);
- se soffre di diabete “latente” (che non si è ancora manifestato) o sospetta di avere il diabete;
- se soffre di una forma di diabete che appare durante la gravidanza (gestazionale);
- se soffre di una forma di diabete per cui necessita la somministrazione di insulina (insulino-
dipendente);
- se soffre di diabete non controllato associato, ad esempio, a iperglicemia grave (alti livelli di

glucosio nel sangue), nausea, vomito, diarrea, rapida perdita di peso, acidosi lattica (vedere di
seguito “Rischio di acidosi lattica”) o chetoacidosi. La chetoacidosi è una condizione nella quale
sostanze chiamate “corpi chetonici” si accumulano nel sangue e possono portare al precoma
diabetico. I sintomi comprendono dolore allo stomaco, respirazione accelerata e profonda,
sonnolenza e alito dall’odore insolitamente fruttato;
- se soffre di perdita di conoscenza o sensazione di perdita di conoscenza dovuta al diabete (coma
o precoma diabetico);
- se soffre di gravi problemi al fegato (insufficienza epatica);
- se ha una funzione renale gravemente ridotta;

- se sta assumendo medicinali diuretici (per aumentare la produzione di urina) o antiipertensivi
(per abbassare la pressione del sangue) che potrebbero modificare la funzione dei suoi reni;
- se deve sottoporsi ad un esame per valutare la funzionalità dei reni (urografia endovenosa);
- se soffre di malattie che possono modificare il modo in cui lavorano i suoi reni (ad es. se ha

perso molti liquidi, se ha un’infezione grave in corso o soffre di un diminuito afflusso di sangue
a tutti gli organi);
- se soffre di gravi problemi al cuore o ai vasi sanguigni (scompenso cardiaco, insufficienza
cardiaca, recente attacco di cuore, shock cardiogeno o tossinfettivo, disturbi della circolazione
arteriosa periferica);
- se soffre di gravi problemi respiratori (insufficienza respiratoria);

- se soffre di una malattia dei surreni (ghiandole poste sopra i reni);
- se fa abuso di alcol o ne ha abusato recentemente (vedere paragrafo “DIAGLIMET con cibi e
alcol”);
- se mangia poco (regimi fortemente ipocalorici) o soprattutto, se digiuna (vedere paragrafo
“DIAGLIMET con cibi e alcol”);

- se soffre di gravi malattie dei nervi e dei muscoli (distrofiche);
- se soffre di sanguinamenti acuti gravi;
- se soffre di un diminuito afflusso di sangue a tutti gli organi (shock);
- se soffre di processi distruttivi localizzati ad alcuni tessuti, che vanno incontro a morte
(gangrena);
-

-
-
-
se è in gravidanza;
se sta allattando al seno;
se ha subito o se dovrà subire un intervento chirurgico, non prenda DIAGLIMET nei due giorni
precedenti o seguenti l’intervento;

se deve essere sottoposto ad esami che prevedono l’iniezione di agenti di contrasto contenenti iodio (vedere paragrafo “Altri medicinali e DIAGLIMET”). Avvertenze e precauzioni

Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere DIAGLIMET.

L’assunzione di DIAGLIMET può esporla ad un maggiore rischio di malattie mortali del cuore e dei vasi sanguigni (mortalità cardiovascolare), specialmente se soffre anche di disturbi alle arterie del cuore (malattie coronariche), in confronto al trattamento con altri medicinali per diabete come metformina o gliclazide.

Pazienti con età pari o superiore ai 65 anni sono particolarmente sensibili all’azione ipoglicemica della glibenclamide e sono di conseguenza più a rischio di ipoglicemia. Nell’anziano bassi livelli di glicemia possono essere in qualche modo difficili da riconoscere. La dose iniziale di glibenclamide e quella di mantenimento devono essere stabilite attentamente dal medico curante per evitare reazioni ipoglicemiche.

Rischio di acidosi lattica DIAGLIMET può causare un effetto indesiderato molto raro ma molto grave chiamato acidosi lattica,

in particolare se i reni non funzionano correttamente. Il rischio di sviluppare acidosi lattica è maggiore in presenza di diabete non controllato, infezioni gravi, digiuno prolungato o consumo di alcol, disidratazione (vedere qui sotto per ulteriori informazioni), problemi al fegato e di qualsiasi altra condizione medica caratterizzata da un ridotto apporto di ossigeno a una parte dell’organismo (come nel caso di gravi malattie cardiache).

Se ha una qualsiasi delle condizioni mediche sopra descritte, si rivolga al medico per ulteriori istruzioni.

Interrompa l’assunzione di DIAGLIMET per un breve periodo di tempo se ha una condizione medica che può essere associata a disidratazione (notevole perdita di liquidi organici) come grave vomito, diarrea, febbre, esposizione al calore o se beve meno liquidi del normale. Si rivolga al medico per ulteriori istruzioni.

Se manifesta alcuni dei sintomi di acidosi lattica, interrompa l’assunzione di DIAGLIMET e si rivolga subito al medico o all’ospedale più vicino, perché l’acidosi lattica può portare al coma.

Pag. dei Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativi all’AIC 2 di 7

I sintomi di acidosi lattica comprendono:
- vomito
- mal di stomaco (dolore addominale)
- crampi muscolari

- una sensazione generalizzata di malessere associata a stanchezza grave
- respirazione difficoltosa
- ridotta temperatura corporea e battito cardiaco più lento

L’acidosi lattica è un’emergenza medica e deve essere trattata in ospedale.

Si rivolga immediatamente al medico per maggiori istruzioni se: • sa di avere una malattia genetica ereditaria che interessa i mitocondri (i componenti che producono energia all’interno delle cellule), come la sindrome MELAS (Mitochondrial Encephalopathy, myopathy, Lactic Acidosis and Stroke-like episodes, encefalomiopatia mitocondriale con acidosi lattica ed episodi ictus-simili) o il diabete e sordità a trasmissione materna (MIDD, Maternal Inherited

Diabetes and Deafness); • manifesta uno qualsiasi di questi sintomi dopo avere iniziato a prendere metformina: convulsioni, diminuzione delle capacità cognitive, difficoltà nei movimenti corporei, sintomi che indicano un danno ai nervi (ad es. dolore o intorpidimento), emicrania e sordità.

-se è anziano e/o se la funzione renale peggiora Durante il trattamento con DIAGLIMET, il medico controllerà il funzionamento dei suoi reni almeno una volta all’anno o con maggiore frequenza:

-se sta assumendo medicinali diuretici o antiipertensivi (per aumentare la produzione di urina o per
abbassare la pressione del sangue) o farmaci antiinfiammatori non steroidei FANS (per trattare
l’infiammazione) che potrebbero modificare la funzione dei suoi reni
-se presenta sintomi di ipoglicemia (bassi livelli di zucchero nel sangue) come mal di testa,
irritabilità, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, tremori, nausea, forte sudorazione,
senso di fame.

Se avverte questi sintomi assuma carboidrati (zuccheri) e INFORMI IMMEDIATAMENTE IL SUO

MEDICO: potrebbe essere necessario sottoporsi a degli esami del sangue, sospendere la terapia o ricoverarla in ospedale per riportare di nuovo la glicemia sotto controllo.

I sintomi di ipoglicemia possono manifestarsi, sebbene raramente, soprattutto:

- se è debilitato
- se è in età avanzata
- se compie sforzi fisici inconsueti
- se ha un’alimentazione irregolare
- se fa uso di bevande alcoliche
- se ha problemi ai reni o al fegato

Informi il medico anche in caso di traumi, interventi chirurgici, malattie infettive e febbrili. Il medico potrebbe temporaneamente prescriverle la terapia con insulina per un maggior controllo dei livelli di

zucchero nel sangue.

Inoltre informi il medico: - se deve essere sottoposto ad un intervento di chirurgia maggiore. In tal caso dovrà interrompere l’assunzione di DIAGLIMET durante l’intervento e per un determinato periodo di tempo ad esso successivo. Il medico deciderà quando deve interrompere e quando deve riprendere il trattamento con

DIAGLIMET.
- se soffre di carenza di un enzima chiamato glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD). In questo caso
il suo medico le somministrerà questo medicinale con cautela o le consiglierà un altro medicinale per
evitare il rischio di anemia emolitica (malattia dei globuli rossi, un tipo di cellule del sangue);
- se soffre di una malattia del sangue chiamata anemia megaloblastica, causata da ridotto assorbimento
della vitamina B12 (vedere paragrafo 4. “Possibili effetti indesiderati”).

Continui la dieta che le ha prescritto il medico e si sottoponga regolarmente ad esami del sangue anche durante il trattamento con DIAGLIMET.

Pag. dei Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativi all’AIC 3 di 7

Bambini e adolescenti

Non dia DIAGLIMET a bambini o adolescenti poiché non è indicato per loro.

Altri medicinali e DIAGLIMET Se deve sottoporsi all’iniezione di un mezzo di contrasto iodato nella circolazione sanguigna, ad esempio per effettuare una radiografia, deve interrompere l’assunzione di DIAGLIMET prima o durante l’iniezione. Il medico deciderà quando deve interrompere e quando deve riprendere il

trattamento con DIAGLIMET.

Informi il medico se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale. Potrebbe aver bisogno di effettuare più spesso le analisi della glicemia e della funzionalità dei reni, oppure il medico potrebbe decidere di aggiustare il dosaggio di DIAGLIMET.

È particolarmente importante menzionare quanto segue:
• i seguenti farmaci che possono aumentare l’azione di DIAGLIMET:
- dicumarolo e derivati (medicinali per rendere il sangue più fluido)
- inibitori delle monoaminossidasi (medicinali per trattare la depressione)
- antibiotici (medicinali per trattare le infezioni, come ad esempio sulfamidici, chinoloni

(principalmente fluorochinoloni come gatifloxacina, ciprofloxacina, ecc.) e
cloramfenicolo)
- fenilbutazone e derivati (medicinali per trattare l’infiammazione e il dolore)
- ciclofosfamide (medicinale per trattare i tumori)
- probenecid (medicinale per trattare la gotta, una malattia che provoca infiammazione e
dolore delle articolazioni)
- fibrati (medicinali per abbassare il colesterolo)
- feniramidolo (medicinale per trattare il dolore)
- salicilati (medicinali per trattare le infiammazioni)
- miconazolo orale (medicinale usato per trattare le infezioni da funghi)
- sulfinpirazone (medicinale per prevenire gli attacchi di cuore)

- perexilina (medicinale per trattare le malattie del cuore)
- medicinali contenenti alcol (vedere paragrafo “DIAGLIMET con cibi e alcol”)
• i seguenti farmaci che possono diminuire l’azione di DIAGLIMET:
- adrenalina (medicinale usato per trattare le gravi reazioni allergiche)

- corticosteroidi (medicinali usati per trattare le infiammazioni)
- contraccettivi orali (pillola)
- diuretici tiazidici (medicinali usati per aumentare la produzione di urina) diazossido
(medicinale usato per abbassare la pressione del sangue)
- derivati fenotiazinici (medicinali ad azione tranquillante)
- fenitoina e barbiturici (medicinali usati per trattare l’epilessia)

- farmaci H2-antagonisti (medicinali usati nella cura delle ulcere, perforazioni dello stomaco)

- ß-bloccanti (medicinali usati per il trattamento della pressione del sangue alta)
- clonidina (medicinale usato per abbassare la pressione del sangue)
- guanetidina o reserpina (medicinali usati per abbassare la pressione del sangue o trattare
i disturbi mentali)
- mezzi di contrasto contenenti iodio.
Inoltre, informi il medico se sta assumendo i seguenti medicinali, poiché il loro uso con

DIAGLIMET richiede cautela:
• glucocorticoidi (ad esempio in crema, in compresse o tramite un’iniezione) (medicinali usati
per trattare le infiammazioni)
• simpaticomimetici (medicinali che agiscono sul sistema nervoso, stimolando il cuore e
aumentando la pressione del sangue)
• medicinali che aumentano la produzione di urina (diuretici)
• medicinali come ranolazina (medicinale usato per trattare l'angina pectoris, disturbo che si
manifesta con un dolore o un fastidio al petto, spesso scatenato dall'esercizio fisico o da
un'attività eccessiva) o cimetidina (medicinale usato per trattare l’ulcera). Il medico potrebbe

Pag. dei Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativi all’AIC 4 di 7

chiederle di controllare spesso i livelli di zucchero nel sangue e modificarle conseguentemente il dosaggio di DIAGLIMET o di altri medicinali per il diabete che lei sta assumendo • medicinali utilizzati per il trattamento del dolore e dell’infiammazione (FANS e inibitori

della COX-2, come ibuprofene e celecoxib) • alcuni medicinali per il trattamento della pressione sanguigna alta (ACE-inibitori e antagonisti del recettore dell’angiotensina II)

DIAGLIMET con cibi e alcol

Prenda questo medicinale ai pasti e non lo prenda se si alimenta poco o se digiuna.

Eviti il consumo eccessivo di alcol durante il trattamento con DIAGLIMET poiché questo può aumentare il rischio di acidosi lattica (vedere paragrafo “Avvertenze e precauzioni”, può aumentare l’azione ipoglicemizzante (che abbassa i livelli di zucchero nel sangue), e causare la sensazione di

percepire il battito del proprio cuore (palpitazioni), mal di testa e vomito (reazioni antabuse simili) (vedere paragrafo 2. “Non prenda DIAGLIMET”), specialmente se soffre di una malattia del fegato (insufficienza epatica).

Gravidanza e allattamento

Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Non prenda DIAGLIMET se è in stato di gravidanza o se sta allattando al seno (vedere paragrafo 2. “Non prenda DIAGLIMET”).

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Non guidi e non utilizzi macchinari se avverte una riduzione della prontezza dei riflessi oppure se ha delle difficoltà a concentrarsi. Ciò può essere conseguente ad un episodio di abbassamento dei livelli di zuccheri nel sangue (ipoglicemia).

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se

ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Ogni trattamento (primo trattamento o passaggio da altri medicinali) deve esserle prescritto dal medico. Il suo medico stabilirà la dose migliore per lei in base alla sua condizione. Rispetti sempre attentamente le raccomandazioni del medico circa la posologia, la modalità di assunzione, il regime alimentare e l'attività fisica.

La dose raccomandata negli adulti è di 1-3 compresse al giorno, suddivise ai pasti principali. La linea di incisione sulla compressa serve per agevolarne la rottura al fine d’ingerire la compressa più

facilmente e non per dividerla in dosi uguali.

Se ha la funzione renale ridotta, il medico le potrà prescrivere una dosa più bassa.

Se prende più DIAGLIMET di quanto deve

In caso di ingestione/assunzione di una dose eccessiva di DIAGLIMET avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale.

In caso di dosaggio eccessivo potrebbe manifestare:
- ipoglicemia, che può arrivare a causare disturbi del comportamento o perdita di coscienza (coma).
In tal caso, assuma carboidrati per bocca (zuccheri) o si rechi in ospedale dove, se del caso, le
somministreranno zuccheri attraverso una vena o un’idonea terapia.
- disturbi dello stomaco

Pag. dei Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativi all’AIC 5 di 7

- acidosi lattica (difficoltà a respirare, dolori alla pancia, abbassamento della temperatura e perdita di coscienza - vedere paragrafo 2. “Avvertenze e precauzioni”). In questo caso si rechi in ospedale dove verrà sottoposto ad adeguati trattamenti (ad es. emodialisi, un sistema di filtrazione del sangue).

Se dimentica di prendere DIAGLIMET

Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della compressa.

Se interrompe il trattamento con DIAGLIMET

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

DIAGLIMET può causare un effetto indesiderato molto raro (può manifestarsi fino a 1 persona su 10.000) ma molto grave chiamato acidosi lattica (vedere paragrafo “Avvertenze e precauzioni”). Se questa si verifica, deve interrompere l’assunzione di DIAGLIMET e deve rivolgersi subito al

medico o all’ospedale più vicino, perché l’acidosi lattica può portare al coma.

Se durante il trattamento presenta i sintomi dell’acidosi lattica (mancanza di appetito, nausea, febbre, vomito, crampi muscolari, aumento dell'ampiezza e della frequenza del respiro, malessere, dolori all’addome, diarrea, eventuale intorpidimento o perdita di coscienza) INTERROMPA il trattamento e si rechi al più vicino ospedale. I possibili effetti indesiderati sono di seguito elencati secondo la seguente frequenza: molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10) • nausea

• perdita dell’appetito (anoressia)
• vomito
• diarrea
• dolore addominale

Per prevenire questi effetti indesiderati assuma DIAGLIMET in 1-3 dosi giornaliere durante o dopo i pasti.

comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10)
• mal di testa
• alterazioni del gusto

molto rari (possono interessare fino a 1 persona su 10.000) • arrossamento della pelle (eritema)

• prurito
• arrossamenti della pelle accompagnati da prurito (orticaria)
• grave reazione cutanea (eritema multiforme)
• infiammazione dei vasi sanguigni dovuta ad un’allergia (vasculite allergica)
• abbassamento dei livelli di zucchero nel sangue (ipoglicemia) (vedere paragrafo “Avvertenze e
precauzioni”)

• acidosi lattica (accumulo di acido lattico nell’organismo) (vedere paragrafo “Avvertenze e precauzioni”) livelli ridotti o bassi di vitamina B12 nel sangue (i sintomi possono includere stanchezza estrema (affaticamento), lingua arrossata e dolorante (glossite), formicolio (parestesie) o pelle pallida o giallastra). Il medico può prescrivere alcuni test per scoprire la causa dei sintomi perché alcuni di questi possono essere causati anche dal diabete o da altri problemi di salute non correlati, diminuzione dell’assorbimento e dei livelli di vitamina B12 nel sangue durante l'utilizzo a lungo termine di GLICONORM. Informi il medico se soffre di una malattia del sangue (anemia megaloblastica). (vedere paragrafo “Avvertenze e precauzioni”)

Pag. dei Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativi all’AIC 6 di 7

• riduzione del numero di globuli bianchi nel sangue (leucopenia)
• riduzione del numero di piastrine nel sangue (trombocitopenia)
• riduzione del numero di granulociti del sangue, un tipo di globuli bianchi (agranulocitosi)
• malattia dovuta alla distruzione di alcune cellule del sangue, i globuli rossi (anemia emolitica)

• ridotta funzionalità del midollo osseo, il tessuto che produce le cellule del sangue (aplasia
midollare)
• riduzione del numero di tutti i tipi di cellule presenti nel sangue (pancitopenia)
• alterazioni nei test di funzionalità del fegato
• compromissione del flusso della bile (sostanza utile per la digestione) (colestasi)
• infiammazione del fegato (epatite)

• reazioni allergiche

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione al sito https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola dopo SCAD. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come

eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene DIAGLIMET

- I principi attivi sono glibenclamide 5 mg e metformina cloridrato 500 mg.
- Gli altri componenti sono: amido di mais, silice colloidale anidra, cellulosa microcristallina,
gelatina, glicerolo 85 per cento, talco, magnesio stearato, ipromellosa, titanio diossido, macrogol

400.

Descrizione dell’aspetto di DIAGLIMET e contenuto della confezione

DIAGLIMET si presenta sotto forma di compresse rivestite con film. È disponibile in astuccio da 36 compresse.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

ABIOGEN PHARMA S.p.A.

Via Meucci, 36 – Ospedaletto – Pisa

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Pag. dei Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativi all’AIC 7 di 7

Domande frequenti su DIAGLIMET

Come si usa DIAGLIMET?

DIAGLIMET si presenta in forma di Compressa rivestita con film e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

DIAGLIMET e disponibile senza ricetta?

No, DIAGLIMET e soggetto a prescrizione medica.

Qual e il principio attivo di DIAGLIMET?

Il principio attivo di DIAGLIMET e METFORMINA CLORIDRATO, METFORMINA, GLIBENCLAMIDE.

Quali sono gli equivalenti di DIAGLIMET?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: GLICOREST, GLIBOMET, GLICONORM. Il farmacista puo proporle un equivalente.

Chi produce DIAGLIMET?

DIAGLIMET e prodotto da ABIOGEN PHARMA S.P.A..

Da quando DIAGLIMET e autorizzato in Italia?

DIAGLIMET ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2001-05-28.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

DIAGLIMET 5 mg+500 mg compresse rivestite con film

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa rivestita con film contiene: Principi attivi: Glibenclamide 5,00 mg Metformina cloridrato 500,00 mg Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

3. Forma farmaceutica

Compresse rivestite con film. La linea di incisione sulla compressa serve per agevolarne la rottura al fine d’ingerire la compressa più facilmente e non per dividerla in dosi uguali.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Diabete mellito non insulino-dipendente, non chetoacidosico, che non sia controllabile con la sola dieta o con la dieta e sulfaniluree.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Adulti con normale funzione renale (GFR ≥ 90 mL/min) La posologia giornaliera, le modalità e la durata del trattamento vanno stabilite dal medico curante in base alla situazione glicometabolica del paziente. In linea di massima la posologia è di 1-3 compresse al giorno, suddivise ai pasti principali. Anziani Pazienti con età pari o superiore a 65 anni: le dosi iniziali e di mantenimento di glibenclamide devono essere attentamente aggiustate per ridurre il rischio di ipoglicemia. Il trattamento deve iniziare con la dose disponibile più bassa e se necessario aumentarla gradualmente (vedere paragrafo 4.4) Compromissione renale La GFR deve essere valutata prima di iniziare il trattamento con medicinali contenenti metformina e, successivamente, almeno una volta all’anno. Nei pazienti con aumentato rischio di ulteriore progressione della compromissione renale e negli anziani, la funzione renale deve essere valutata con maggior frequenza, ad es. ogni 3-6 mesi. La dose massima giornaliera di metformina deve essere preferibilmente suddivisa in 2-3 dosi giornaliere. I fattori che possono aumentare il rischio di acidosi lattica (vedere paragrafo 4.4) devono essere riesaminati prima di prendere in considerazione l’inizio del trattamento con metformina in pazienti con GFR < 60 mL/min. Qualora non fosse disponibile un dosaggio adeguato di DIAGLIMET i singoli monocomponenti devono essere utilizzati al posto dell’associazione a dose fissa.

GFR mL/min Metformina Glibenclamide 60-89 La massima dose giornaliera è 3.000 mg. Una riduzione della dose può essere presa in considerazione a fronte del peggioramento della funzione renale. Una ridotta funzione renale può dare luogo a fenomeni di accumulo del prodotto e quindi a maggiore frequenza di fenomeni ipoglicemici. 45-59 La massima dose giornaliera è 2.000 mg. La dose iniziale non deve superare metà della dose massima. 30-44 La massima dose giornaliera è 1.000 mg. La dose iniziale non deve superare metà della dose massima. <30 Metformina è controindicata. Glibenclamide è controindicata.

4.3 Controindicazioni

• Ipersensibilità nota verso uno qualsiasi degli eccipienti, verso la metformina, verso la glibenclamide o altre sulfonamidi ed i loro derivati (possibili fenomeni di sensibilità crociata); • diabete latente; diabete sospetto; diabete gestazionale, diabete insulino-dipendente, diabete chetoacidosico; coma e precoma diabetico; • qualsiasi tipo di acidosi metabolica acuta (come acidosi lattica, chetoacidosi diabetica); • insufficienza renale severa (GFR < 30 mL/min); • condizioni acute con possibilità di alterazione della funzione renale come: - disidratazione, - infezione grave, - shock; • trattamento in corso con diuretici o con agenti antipertensivi suscettibili di provocare alterazioni della funzione renale o durante una urografia endovenosa; • affezioni cardiocircolatorie gravi (scompenso cardiaco, stato di shock cardiogeno o tossinfettivo, turbe della circolazione arteriosa periferica); • malattie acute o croniche che possano provocare ipossia tissutale come: - insufficienza cardiaca o respiratoria, - recente infarto miocardico, - shock; • insufficienza surrenale; • insufficienza epatica, intossicazione acuta da alcol, alcoolismo; • regimi fortemente ipocalorici e, soprattutto, stati di digiuno; • gravi malattie distrofiche; emorragie acute gravi; • shock; • gangrena; • durante i due giorni precedenti o seguenti un intervento chirurgico; • gravidanza e allattamento; • somministrazione intravascolare di agenti di contrasto iodati (vedi sezione 4.4 “Avvertenze speciali e opportune precauzioni di impiego”).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Per la presenza di un derivato sulfanilureico l'uso deve essere limitato ai pazienti con diabete mellito sintomatico insorto in età adulta e non chetogenico che non possa essere controllato con la dieta, e nei quali la somministrazione di insulina non è indicata. Il trattamento con sulfaniluree di pazienti con deficienza di G6PD può portare ad anemia emolitica. DIAGLIMET, contenendo glibenclamide come principio attivo, deve essere pertanto utilizzato con cautela in tali pazienti e deve essere considerata un’alternativa terapeutica. La somministrazione di glibenclamide, in confronto al trattamento con metformina o gliclazide, è stata associata ad un aumentato rischio di mortalità cardiovascolare secondo quanto emerso dai risultati di studi epidemiologici. È stato osservato un aumento del rischio di mortalità cardiovascolare specialmente in pazienti affetti da patologie coronariche. Anziani Pazienti anziani: un’età pari o superiore a 65 anni è stata indentificata come un fattore di rischio per l’ipoglicemia in pazienti trattati con sulfaniluree. L’ipoglicemia può essere difficile da riconoscere nell’anziano. Le dosi iniziali e di mantenimento di glibenclamide devono essere attentamente aggiustate per ridurre il rischio di ipoglicemia (vedere paragrafo 4.2). Ipoglicemia Fenomeni ipoglicemici possono manifestarsi, sebbene raramente, soprattutto in soggetti debilitati, in età avanzata, in caso di sforzi fisici inconsueti, in caso di alimentazioni irregolari o assunzione di bevande alcooliche, in caso di compromissione della funzionalità renale e/o epatica. In caso di manifestazioni ipoglicemiche (vedere sez. 4.8 “Effetti indesiderati”) somministrare carboidrati (zucchero); nei casi più gravi, che raramente possono arrivare fino alla perdita della coscienza, è necessario effettuare un'infusione lenta i.v. di soluzione glucosata. In concomitanza con traumi, interventi chirurgici, malattie infettive e febbrili, può rendersi necessario instaurare temporaneamente la terapia insulinica per mantenere un adeguato controllo metabolico. È opportuno tenere presente la possibilità di reazioni antabuse-simili dopo l'ingestione di bevande alcooliche. Il trattamento deve essere sospeso 48 ore prima dell'esecuzione di una angiografia o di una urografia riprendendolo, se necessario, 48 ore dopo l'esame. Ogni trattamento (primo trattamento o passaggio da altri ipoglicemizzanti) deve essere prescritto dal medico. Il paziente deve attenersi rigorosamente alle prescrizioni mediche circa la posologia, le modalità di assunzione, il concomitante regime dietetico e l'attività fisica. I pazienti trattati devono essere frequentemente studiati al fine di individuare eventuali fattori o condizioni capaci di indurre o di aggravare uno stato di ipossia cellulare e quindi di favorire la comparsa di una lattacidosi. Acidosi lattica L’acidosi lattica è una complicanza metabolica molto rara ma grave (alto tasso di mortalità in assenza di rapido trattamento) che insorge con maggior frequenza in caso di peggioramento acuto della funzione renale o di malattia cardiorespiratoria o sepsi. L’accumulo di metformina si manifesta con il peggioramento acuto della funzionalità renale e aumenta il rischio di acidosi lattica. In caso di disidratazione (diarrea o vomito severi, febbre o ridotta assunzione di liquidi), la somministrazione di metformina deve essere interrotta temporaneamente e si deve raccomandare al paziente di rivolgersi a un operatore sanitario. Deve essere prestata cautela nell’iniziare il trattamento con medicinali che possano compromettere in modo acuto la funzione renale (come antipertensivi, diuretici e FANS) in pazienti trattati con metformina. Altri fattori di rischio di acidosi lattica sono l’eccessivo consumo di alcol, la compromissione epatica, il diabete scarsamente controllato, la chetosi, il digiuno prolungato e qualsiasi altra condizione associata ad ipossia, nonché l’uso in concomitanza di medicinali che possono causare acidosi lattica (vedere paragrafi 4.3 e 4.5).

I pazienti e/o le persone che li assistono devono essere informati in merito al rischio di acidosi lattica. L’acidosi lattica è caratterizzata da dispnea acidotica, dolore addominale, crampi muscolari, astenia e ipotermia seguiti da coma. In presenza di sintomi sospetti, il paziente deve interrompere l’assunzione di metformina e richiedere immediatamente assistenza medica (vedi paragrafo 4.9 Sovradosaggio). I risultati di laboratorio di valore diagnostico sono pH ematico ridotto (< 7,35), aumentati livelli di lattato plasmatico (> 5 mmol/L) e aumentato gap anionico e rapporto lattato/piruvato. I medici devono avvertire i pazienti sul rischio e sui sintomi dell’acidosi lattica. Il rischio di tale inconveniente è più frequente nei pazienti di età superiore ai 60 anni, negli stati di insufficienza epatica e/o renale, di insufficienza cardiorespiratoria, di intossicazione etilica, di digiuno prolungato, in caso di trattamento con diuretici ed in caso di turbe gastrointestinali. I pazienti devono essere istruiti a riconoscere i sintomi premonitori dell'acidosi lattica (anoressia, nausea, febbre, vomito, crampi muscolari, aumento dell'ampiezza e della frequenza del respiro, malessere, dolori addominali, diarrea, eventuale obnubilamento o perdita della coscienza) e dell'ipoglicemia (cefalea, irritabilità, turbe del sonno, depressione nervosa, tremori, forte sudorazione) onde avvertire tempestivamente il medico che deve essere altresì informato anche in caso di malattie febbrili o disturbi digestivi intercorrenti. In questo caso il medico stesso deve istituire tempestivamente i necessari accertamenti. Visto che la lattacidosi può avere esito infausto, non appena si abbia il sospetto che essa si sta instaurando è necessario interrompere la somministrazione e ricoverare d'urgenza il paziente. L'osservazione di un'acidosi metabolica con evidenza di chetoacidosi in un diabetico senza particolare stato di intossicazione esogena (da salicilici, da alcool ecc.) è da considerarsi sospetta. Pazienti con malattie mitocondriali note o sospette: In pazienti con malattie mitocondriali note, come encefalomiopatia mitocondriale con acidosi lattica ed episodi ictus-simili (sindrome MELAS, Mitochondrial Encephalopathy with Lactic Acidosis, and Stroke-like episodes) e diabete e sordità a trasmissione materna (MIDD, Maternal Inherited Diabetes and Deafness), metformina non è raccomandata a causa del rischio di esacerbazione dell’acidosi lattica e di complicanze neurologiche che possono determinare un peggioramento della malattia. In caso di segni e sintomi indicativi di sindrome MELAS o di MIDD dopo l’assunzione di metformina, il trattamento con metformina deve essere interrotto immediatamente e deve essere effettuata una valutazione diagnostica tempestiva. Somministrazione di agenti di contrasto iodati La somministrazione intravascolare di agenti di contrasto iodati può portare a nefropatia indotta da mezzo di contrasto. Questo causa l’accumulo di metformina e aumenta il rischio di acidosi lattica. La somministrazione di metformina deve essere interrotta prima o nel momento in cui viene effettuata l’indagine di imaging e non deve essere ripresa finché non siano trascorse almeno 48 ore dall’esame, a condizione che la funzione renale sia stata rivalutata e riscontrata stabile, vedere paragrafi 4.2 e 4.5. Funzione renale La GFR deve essere valutata prima di iniziare il trattamento e, successivamente, a intervalli regolari, vedere paragrafo 4.2. Metformina è controindicata in pazienti con GFR < 30 mL/min e deve essere interrotta temporaneamente in presenza di condizioni patologiche che alterano la funzione renale, vedere paragrafo 4.3. Poiché un disturbo anche lieve della funzionalità renale può accrescere considerevolmente il rischio della lattacidosi, essendo la metformina escreta dai reni, è opportuno determinare la clearance della creatinin

(questa può essere definita sulla base dei livelli di creatinina sierica mediante la formula di CockcroftGault) prima di iniziare il trattamento e in seguito, con frequenza regolare: • almeno una volta l’anno nei pazienti con funzione renale normale, • almeno due-quattro volte l’anno nei pazienti con clearance della creatinina sierica al limite inferiore del normale e nei soggetti anziani. La diminuzione della funzione renale nei soggetti anziani è frequente e asintomatica. Un’attenzione speciale va riservata alle situazioni in cui può venire compromessa la funzione renale, ad esempio quando si inizia una terapia antipertensiva o una terapia con diuretici e quando s’inizia una terapia con FANS. Interventi chirurgici Metformina deve essere interrotta al momento di un intervento chirurgico in anestesia generale, spinale o epidurale. La terapia può essere ripresa non prima delle 48 ore successive all’intervento chirurgico o al riavvio della nutrizione orale, sempre che la funzionalità renale sia stata rivalutata e riscontrata stabile. Altre precauzioni I pazienti devono continuare il loro regime alimentare distribuendo regolarmente l’introito di carboidrati durante il giorno. I pazienti in sovrappeso devono continuare il regime alimentare ipocalorico. I test di laboratorio normalmente previsti nei casi di diabete devono essere eseguiti regolarmente. Metformina può ridurre i livelli sierici di vitamina B12. Il rischio di bassi livelli di vitamina B12 aumenta con l'aumento della dose di metformina, della durata del trattamento e/o in pazienti con fattori di rischio noti per causare carenza di vitamina B12. In caso di sospetto di carenza di vitamina B12 (come anemia o neuropatia), i livelli sierici di vitamina B12 devono essere monitorati. Il monitoraggio periodico della vitamina B12 potrebbe essere necessario nei pazienti con fattori di rischio per carenza di vitamina B12. La terapia con metformina deve essere continuata fino a quando è tollerata e non controindicata e deve essere fornito un trattamento correttivo appropriato per la carenza di vitamina B12 in linea con le attuali linee guida cliniche.

4.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

L'azione ipoglicemizzante della sulfanilurea può essere aumentata dal dicumarolo e derivati, dagli inibitori delle monoaminossidasi, dai sulfamidici, dai chinoloni (principalmente fluorochinoloni come gatifloxacina, ciprofloxacina, ecc.), dal fenilbutazone e derivati, dal cloramfenicolo, dalla ciclofosfamide, dal probenecid, dai fibrati, dal feniramidolo e dai salicilati, dal miconazolo orale, dal sulfinpirazone, dalla perexilina e dall'ingestione di alcool in quantità elevata; essa può invece essere diminuita dall'adrenalina, dai corticosteroidi, dai contraccettivi orali, dai diuretici tiazidici, dal diazossido, dai derivati fenotiazinici, dalla fenitoina, dai barbiturici; cautela deve essere anche posta nel somministrare contemporaneamente β-bloccanti. In casi rari è stato osservato indesiderato potenziamento o diminuzione dell’attività ipoglicemizzante della sulfanilurea in caso di concomitante trattamento con farmaci H2-antagonisti. Occorre tenere presente che le biguanidi possono potenziare l'azione degli anticoagulanti. In corso di trattamento con β-bloccanti ed anche con clonidina, guanetidina o reserpina, la percezione dei sintomi premonitori di una crisi ipoglicemica può essere compromessa. Uso concomitante non raccomandato Alcol L’intossicazione acuta da alcol è associata a un aumentato rischio di acidosi lattica, in particolare nei casi di digiuno, malnutrizione o compromissione epatica. Evitare il consumo di alcol e di farmaci contenenti alcol (Vedi paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e opportune precauzioni di impiego”).

Agenti di contrasto iodati La somministrazione di metformina deve essere interrotta prima o nel momento in cui viene effettuata l’indagine di imaging e non deve essere ripresa finché non siano trascorse almeno 48 ore dall’esame, a condizione che la funzione renale sia stata rivalutata e riscontrata stabile, vedere paragrafi 4.2 e 4.4. La somministrazione intravascolare di agenti di contrasto iodati può provocare un’insufficienza renale, con conseguente accumulo di metformina e rischio di acidosi lattica. Associazioni che richiedono precauzione per l’uso Alcuni medicinali possono influire negativamente sulla funzione renale, aumentando quindi il rischio di acidosi lattica, ad es. FANS, compresi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi (COX) II, gli ACEinibitori, gli antagonisti del recettore dell’angiotensina II e i diuretici, in particolare i diuretici dell’ansa. Quando questi medicinali vengono utilizzati in associazione a metformina, si rende necessario un attento monitoraggio della funzione renale. Glucocorticoidi (per via sistemica e locale) e simpaticomimetici hanno attività iperglicemizzante intrinseca. Informare il paziente ed eseguire controlli più frequenti della glicemia, soprattutto all’inizio del trattamento. Se necessario adeguare il dosaggio del farmaco antidiabetico durante la terapia con l’altro farmaco e all’interruzione di quest’ultimo. I diuretici, in particolare i diuretici dell’ansa, possono aumentare il rischio di acidosi lattica a causa della loro capacità di ridurre la funzione renale. Medicinali trasportati dal Trasportatore Cationico Organico-2 (OCT2), es. ranolazina, o cimetidina. In soggetti con diabete mellito di tipo II la somministrazione concomitante di metformina (1000 mg due volte al giorno) e ranolazina 500 mg e 1000 mg due volte al giorno ha aumentato l’esposizione plasmatica di metformina di 1.4 e 1.8 volte rispettivamente. Uno studio condotto su sette volontari sani ha mostrato che la cimetidina, somministrata alla dose di 400 mg due volte al giorno, ha aumentato l’esposizione sistemica di metformina (AUC) del 50% e la Cmax dell’81%. Quindi durante la somministrazione contemporanea di metformina e farmaci cationici che vengono eliminati mediante secrezione tubulare renale devono essere presi in considerazione uno stretto monitoraggio del controllo glicemico, l’adeguamento del dosaggio nell’ambito della posologia raccomandata e modifiche nel trattamento della patologia diabetica.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza DIAGLIMET è controindicato in gravidanza. Il diabete non controllato durante la gravidanza (gestazionale o permanente) è associato ad un aumento del rischio di anomalie congenite e mortalità perinatale. Una quantità limitata di dati sull’impiego di metformina in gravidanza non indica un aumento del rischio di anomalie congenite. Studi sugli animali non indicano effetti dannosi per la gravidanza, lo sviluppo embrionale o fetale, il parto o lo sviluppo post-natale. Quando la paziente programma una gravidanza e durante la gravidanza, si raccomanda di non trattare il diabete con metformina, ma con insulina per mantenere i livelli di glicemia il più vicino possibile ai livelli normali, in modo da ridurre il rischio di malformazioni fetali. Allattamento DIAGLIMET è controindicato durante l’allattamento. La metformina è secreta nel latte materno umano. Non è stato osservato alcun effetto della metformina in neonati/lattanti. Tuttavia, poiché è disponibile soltanto un numero limitato di dati, l’allattamento durante il trattamento con metformina non è raccomandato.

La decisione di interrompere l’allattamento deve essere presa dopo aver valutato il vantaggio dell’allattamento al seno e il rischio potenziale di effetti avversi sul bambino. Fertilità La fertilità dei ratti maschi e femmine non è stata influenzata dalla metformina quando somministrata a dosi fino a 600 mg/kg/die, che corrisponde approssimativamente a tre volte la dose giornaliera massima raccomandata nell’uomo, basata sul confronto dell’area di superficie del corpo.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Il paziente deve essere informato del rischio di ipoglicemia e conseguente riduzione della capacità di concentrazione e di reazione e avvertito di tenerne conto prima di guidare o di usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

I seguenti effetti indesiderati possono verificarsi durante il trattamento con l’associazione glibenclamidemetformina. La loro frequenza è definita come segue: − molto comuni:  1/10; − comuni:  1/100, < 1/10; − non comuni: 1/1.000, < 1/100; − rari:  1/10.000, < 1/1.000; − molto rari: < 1/10.000 e casi isolati. Patologie gastrointestinali: Molto comuni: Alterazioni dell’apparato gastrointestinale come nausea, vomito, diarrea, dolore addominale, perdita dell’appetito. Questi effetti indesiderati si verificano più frequentemente durante l'inizio della terapia e si risolvono spontaneamente nella maggior parte dei casi. Per prevenirli si raccomanda di assumere DIAGLIMET in 13 dosi giornaliere durante o dopo i pasti. Anche un lento aumento del dosaggio può migliorare la tollerabilità gastrointestinale. Patologie del sistema nervoso: Comuni: Cefalea, Alterazioni del gusto. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Molto rari: Reazioni cutanee quali eritema, prurito, orticaria. Eritema multiforme, vasculite allergica. Disturbi del metabolismo e della nutrizione: Molto rari: Ipoglicemia (vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni di impiego”). Acidosi lattica (vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni di impiego”). Diminuzione/carenza di vitamina B12. Diminuzione dell’assorbimento di vitamina B12 con diminuzione dei livelli sierici durante l'utilizzo a lungo termine. Si raccomanda di prendere in considerazione tale eziologia nei pazienti con anemia megaloblastica (vedere paragrafo 4.4).. Patologie del sistema emolinfopoietico Molto rari: Leucopenia, trombocitopenia, agranulocitosi, anemia emolitica, aplasia midollare, pancitopenia.

Patologie epatobiliari: Molto rari: Casi isolati di alterazioni nei test di funzionalità epatica o epatite che si risolvono in seguito a interruzione del trattamento con DIAGLIMET. Colestasi. Disturbi del sistema immunitario: Molto rari: Reazioni da ipersensibilità. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio si può incorrere in ipoglicemia che può arrivare sino a dare luogo a turbe del comportamento o a coma. A seconda della gravità somministrare glucosio per via orale o per via endovenosa (soluzione glucosata ipertonica) ed ospedalizzare. Si possono manifestare inoltre disturbi gastrointestinali. Forti sovradosaggi di metformina o rischi concomitanti della metformina possono portare all’acidosi lattica. L’acidosi lattica rappresenta un caso medico di emergenza e va trattata in ospedale. Il metodo più efficace per eliminare lattato e metformina è l’emodialisi.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Associazioni di antidiabetici orali. Codice ATC: A10BD02 Nel prodotto DIAGLIMET si trovano associate la glibenclamide, sulfanilurea della seconda generazione, attiva a bassi dosaggi ed in grado di agire sulla cinetica secretiva dell'insulina per periodi di tempo non eccessivamente prolungati e ripetutamente ad ogni somministrazione, e la metformina, biguanide in grado di indurre una sensibilizzazione periferica all'azione dell'insulina (incremento del binding recettoriale dell'insulina, potenziamento dell'effetto post-recettoriale), un controllo dell'assorbimento enterico del glucosio, un'inibizione della neoglucogenesi e un riequilibrio del metabolismo lipidico, una riduzione dell'eccesso di peso del diabetico obeso, un'azione antiadesività piastrinica ed un'attività fibrinolitica, effetti tutti accompagnati da una maggiore tollerabilità e maneggevolezza, con ridotto rischio di iperlattacidemia, rispetto ad altre biguanidi. La complementarietà di azione esistente tra questi due principi attivi, azione stimolante sulla secrezione di insulina endogena indotta dalla sulfanilurea (punto d'attacco pancreatico), integrata dall'azione diretta della biguanide sul tessuto muscolare che promuove un netto incremento dell'utilizzazione del glucosio (punto d'attacco extra-pancreatico), ha permesso di ottenere, per un determinato rapporto posologico, un autentico effetto sinergico che ha consentito la riduzione delle dosi dei singoli componenti, grazie alla quale si evita una troppo intensa stimolazione delle β-cellule pancreatiche, cui consegue un ridotto pericolo di esaurimento funzionale dell'organo, nonché una maggiore sicurezza d'impiego e minore incidenza di effetti collaterali.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

La glibenclamide è assorbita per l'84% dal tratto gastrointestinale e viene eliminata per via digestiva ed urinaria dopo essere stata trasformata dal fegato in metaboliti inattivi; l'emivita di eliminazione è di 5 ore; si lega alle proteine plasmatiche per il 97%. La metformina, assorbita attraverso il tratto gastrointestinale, viene rapidamente eliminata per via urinaria e con le feci; non si lega alle proteine plasmatiche; non viene metabolizzata dall'organismo; la sua emivita plasmatica è di circa 2 ore.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I risultati degli studi di tossicità acuta effettuati nel topo e nel ratto hanno evidenziato l'assenza di sinergismo di tossicità dei due principi attivi. Il trattamento per via orale del ratto e del cane per 26 settimane non ha determinato mortalità, alterazioni dello stato di salute né diminuzione del consumo di acqua e di cibo. Il trattamento non ha influito sulla curva di crescita, sulla crasi ematica, sulla funzionalità epatica, sugli esami biochimici del sangue, sull'esame delle urine, sul peso e sull'aspetto macromicroscopico dei vari organi ed apparati. Gli studi di teratogenesi non hanno evidenziato alcun effetto tossico sulla gestazione e sui feti.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Amido di mais, silice colloidale anidra, cellulosa microcristallina, gelatina, glicerolo 85 per cento, talco, magnesio stearato, ipromellosa, titanio diossido, macrogol 400.

6.2 Incompatibilità

Non sono state riscontrate incompatibilità.

6.3 Periodo di validità

5 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna particolare condizione per la conservazione.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Le compresse vengono confezionate in blister. Ogni confezione contiene 36 compresse rivestite con film.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare. Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell'autorizzazione all’immissione in commercio

ABIOGEN PHARMA S.p.A. Via Meucci, 36 – Ospedaletto - PISA.

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/ RINNOVO DELL’AUTORIZZAZIONE Maggio 2001/Maggio 2011 10 DATA DI REVISIONE DEL TEST

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.