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DIMETILFUMARATO DR. REDDY'S

Principio attivo: DIMETILFUMARATO · ATC L04AX07 · DR. REDDY'S S.R.L.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Principio attivo: DIMETILFUMARATO
Forma farmaceutica: Capsula rigida gastroresistente
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 240 MG CAPSULE RIGIDE GASTRORESISTENTI
  • 120 MG CAPSULE RIGIDE GASTRORESISTENTI
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: DR. REDDY'S S.R.L.
Codice ATC: L04AX07
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica Limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· DIMETILFUMARATO ABDI - ABDI FARMA GMBH
· DIMETILFUMARATO ACCORD - ACCORD HEALTHCARE, S.L.U.
· DIMETILFUMARATO AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· DIMETILFUMARATO MYLAN - MYLAN PHARMACEUTICALS LIMITED
· SCLERYDA - MYLAN S.P.A.
· DIMETILFUMARATO EG - EG S.P.A.
· DIMETILFUMARATO SUN - SUN PHARMACEUTICAL INDUSTRIES (EUROPE) B.V.
· DIMETILFUMARATO ZENTIVA ITALIA - ZENTIVA ITALIA S.R.L.
· DIMETILFUMARATO TEVA ITALIA - TEVA ITALIA S.R.L.
· DIMETILFUMARATO AEQUILIBRIUM PHARMA - AEQUILIBRIUM PHARMA S.R.L.
· DIMETILFUMARATO PIRAMAL - PIRAMAL CRITICAL CARE ITALIA S.P.A.
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Rimborsabilita: Cnn - C NON NEGOZIATA

A cosa serve questo medicinale?

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Cosa deve sapere prima di prendere Dimetilfumarato Dr. Reddy’s
Come prendere Dimetilfumarato Dr. Reddy’s
Possibili effetti indesiderati
Come conservare Dimetilfumarato Dr. Reddy’s
6. Contenuto della confezione e altre informazioni
1. Cos’è Dimetilfumarato Dr. Reddy’s e a cosa serve

Cos’è Dimetilfumarato Dr. Reddy’s

Dimetilfumarato Dr. Reddy’s è un medicinale che contiene il principio attivo dimetilfumarato.

A cosa serve Dimetilfumarato Dr. Reddy’s

Dimetilfumarato Dr. Reddy’s è utilizzato per trattare la sclerosi multipla (SM) recidivanteremittente in pazienti di età pari o superiore a 13 anni.

La sclerosi multipla è una malattia cronica che interessa il sistema nervoso centrale (SNC), cioè il cervello e il midollo spinale. La sclerosi multipla recidivante-remittente è caratterizzata da attacchi

ripetuti (recidive) di sintomi che interessano il sistema nervoso. I sintomi variano da paziente a paziente, ma comprendono in genere difficoltà di deambulazione, sensazione di squilibrio e difficoltà della vista (ad es. vista offuscata o doppia). Questi sintomi possono scomparire completamente quando la recidiva

si risolve, ma alcuni problemi possono rimanere.

Come funziona Dimetilfumarato Dr. Reddy’s Sembra che Dimetilfumarato Dr. Reddy’s agisca impedendo al sistema di difesa del corpo di danneggiare il cervello e il midollo spinale. Questo può anche contribuire a ritardare il peggioramento futuro della SM.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Dimetilfumarato Dr. Reddy’s
• se è allergico al dimetilfumarato o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale
(elencati al paragrafo 6).
• se si sospetta che lei soffra di una rara infezione cerebrale chiamata leucoencefalopatia
multifocale progressiva (PML) o se la diagnosi di PML è stata confermata.

Avvertenze e precauzioni

Dimetilfumarato Dr. Reddy’s può influire sul numero di globuli bianchi nel sangue, sui reni e sul fegato. Prima di iniziare a prendere Dimetilfumarato Dr. Reddy’s, il medico la sottoporrà ad un esame del sangue per contare il numero dei suoi globuli bianchi e controllerà che i suoi reni e il suo fegato funzionino correttamente. Il medico effettuerà gli esami periodicamente durante il trattamento. Nel caso in cui il numero dei suoi globuli bianchi si riduca durante il trattamento, il medico può prendere in

considerazione ulteriori esami o l’interruzione della terapia.

Si rivolga al medico prima di prendere Dimetilfumarato Dr. Reddy’s se ha:
• una malattia grave ai reni
• una malattia grave al fegato

• una malattia allo stomaco o all’intestino
• un’infezione grave (come la polmonite)

Con il trattamento con dimetilfumarato si possono verificare casi di infezione da herpes zoster (fuoco di S. Antonio). In alcuni casi si sono verificate gravi complicanze. Informi il medico immediatamente, se sospetta di avere qualsiasi sintomo dell'infezione da herpes zoster.

Se lei crede che la SM stia peggiorando (ad esempio, se avverte debolezza o alterazioni visive della vista) o se nota nuovi sintomi, si rivolga immediatamente al medico perché questi potrebbero essere sintomi di una rara infezione al cervello chiamata leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML). La PML è una condizione seria che può portare a disabilità grave o alla morte. Con un medicinale contenente dimetilfumarato in combinazione con altri esteri dell'acido fumarico, utilizzato per il trattamento della psoriasi (una malattia della pelle), si è osservato un disturbo renale raro, ma grave, chiamato sindrome di Fanconi. Se nota di urinare in modo più abbondante, se ha più sete e se beve più del normale, i muscoli sono più deboli, oppure in caso di frattura o solo di dolore, contatti il

medico il prima possibile in modo che siano intraprese indagini approfondite.

Bambini e adolescenti Non dia questo medicinale a bambini di età inferiore a 10 anni perché non sono disponibili dati in questa fascia d’età.

Altri medicinali e Dimetilfumarato Dr. Reddy’s Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale, in particolare: • medicinali che contengono esteri dell’acido fumarico (fumarati) utilizzati per il trattamento della

psoriasi; • medicinali che influiscono sul sistema immunitario, compresi chemioterapici, immunosoppressori o altri medicinali utilizzati per il trattamento della SM;

• medicinali che influiscono sui reni, compresi alcuni antibiotici (utilizzati per il trattamento
delle infezioni), diuretici, alcuni tipi di analgesici (come ibuprofene e altri anti-infiammatori
simili e medicinali acquistati senza la prescrizione di un medico) e medicinali che contengono
litio;
• l’assunzione di Dimetilfumarato Dr. Reddy’s con certi tipi di vaccini (vaccini vivi) potrebbe
provocarle un’infezione e deve essere quindi evitata. Il medico le comunicherà se debbano essere

somministrati altri tipi di vaccini (vaccini non vivi).

Dimetilfumarato Dr. Reddy’s con alcol Il consumo di bevande ad alto tasso alcolico (più del 30% di alcol in volume, ad es. liquori) maggiore di una piccola quantità (più di 50 mL) deve essere evitato entro un’ora dall'assunzione di dimetilfumarato, poiché l'alcol può interagire con questo medicinale. Ciò potrebbe causare un’infiammazione dello stomaco (gastrite), soprattutto nelle persone già soggette a gastrite. Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Ci sono informazioni limitate sugli effetti di questo medicinale sul nascituro se utilizzato durante la gravidanza. Non utilizzi il dimetilfumarato se è in gravidanza, a meno che non ne abbia discusso con il medico e che questo medicinale sia chiaramente necessario per lei.

Allattamento

Non è noto se il dimetilfumarato passi nel latte materno. Il medico le consiglierà se deve interrompere l’allattamento con latte materno o il trattamento con dimetilfumarato. Ciò comporta la valutazione del beneficio dell'allattamento per il suo bambino rispetto al beneficio della terapia per lei.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Non si prevede che Dimetilfumarato Dr. Reddy’s influisca sulla capacità di guidare veicoli e di utilizzare macchinari.

Dimetilfumarato Dr. Reddy’s contiene sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per capsula, cioè essenzialmente "senza sodio".

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi consulti il medico. Dose iniziale: 120 mg due volte al giorno. Prenda questa dose iniziale per i primi 7 giorni, e prenda poi la dose regolare.

Dose regolare: 240 mg due volte al giorno.

Dimetilfumarato Dr. Reddy’s è per uso orale.

Ingerisca ogni capsula intera, con un po’ d’acqua. Non deve dividere, schiacciare, disciogliere,

succhiare o masticare la capsula, perché questo potrebbe aumentare alcuni effetti indesiderati.

Prenda Dimetilfumarato Dr. Reddy’s con il cibo – può aiutare a ridurre alcuni effetti indesiderati più comuni (elencati al paragrafo 4).

Se prende più Dimetilfumarato Dr. Reddy’s di quanto deve Se ha preso troppe capsule, si rivolga immediatamente al medico. Potrebbe manifestare effetti indesiderati simili a quelli descritti di seguito nel paragrafo 4.

Se dimentica di prendere Dimetilfumarato Dr. Reddy’s Se dimentica o salta una dose, non prenda una dose doppia. Può prendere la dose saltata se lascia trascorrere almeno 4 ore tra le dosi. Altrimenti attenda fino alla dose programmata successiva.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. Effetti indesiderati gravi

Dimetilfumarato può ridurre i livelli di linfociti (un tipo di globulo bianco). Il perdurare di livelli bassi di globuli bianchi può aumentare il rischio di infezioni, compreso il rischio di una rara infezione

cerebrale chiamata leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML). La PML può provocare disabilità grave o decesso. La PML si è manifestata dopo 1 - 5 anni di trattamento, per cui il medico deve continuare a monitorare i globuli bianchi per tutta la durata del trattamento. Faccia attenzione a osservare attentamente ogni potenziale sintomo di PML, come descritto di seguito. Il rischio di PML può essere più alto se ha precedentemente assunto medicinali che compromettono la funzionalità del sistema immunitario.

I sintomi della PML possono essere simili a quelli di una recidiva della SM. I sintomi possono comprendere l’insorgenza o il peggioramento di una debolezza di un lato del corpo; goffaggine; alterazioni della vista, del pensiero, o della memoria; o confusione o cambiamenti della personalità o difficoltà di linguaggio e di comunicazione di durata superiore a qualche giorno.

Pertanto, se ritiene che la sua SM stia peggiorando o se nota qualsiasi nuovo sintomo durante la terapia con dimetilfumarato, è molto importante che si rivolga al medico il prima possibile. Inoltre informi il suo partner o chi la assiste del suo trattamento. Potrebbero insorgere sintomi di cui lei potrebbe non rendersi conto.

→ Se manifesta qualcuno di questi sintomi, chiami immediatamente il medico

Reazioni allergiche gravi del La frequenza delle reazioni allergiche gravi non può essere definita sulla base dei dati disponibili (non nota).

L’arrossamento del viso o del corpo (flushing) è un effetto indesiderato molto comune. Se tuttavia
l’arrossamento dovesse essere accompagnato da eruzione cutanea di colore rosso o orticaria e lei ha uno
qualsiasi di questi sintomi:
• gonfiore del viso, delle labbra, della bocca o della lingua (angioedema)
• respiro affannoso, difficoltà respiratorie o respiro corto (dispnea, ipossia)

• capogiri o perdita di coscienza (ipotensione)

questo può rappresentare una reazione allergica grave (anafilassi)

→ Smetta di assumere Dimetilfumarato Dr. Reddy’s e chiami immediatamente un medico

Altri effetti indesiderati Molto comune (possono interessare più di 1 persona su 10) • arrossamento del viso o del corpo, sensazione di caldo, di forte calore, di bruciore o di prurito (flushing)

• feci molli (diarrea)
• sensazione di vomito imminente (nausea)
• mal di stomaco o crampi allo stomaco

→ L’assunzione del medicinale con il cibo può contribuire a ridurre gli effetti indesiderati sopra menzionati

La presenza di sostanze chiamate chetoni, che sono prodotte naturalmente dal corpo, viene rivelata molto comunemente negli esami delle urine durante l’assunzione di dimetilfumarato.

Si rivolga al medico per informazioni su come gestire questi effetti indesiderati. Il medico può ridurre la sua dose. Non riduca la dose a meno che il medico non le dica di farlo.

Comune (possono interessare fino a 1 persona su 10)
• infiammazione del rivestimento dell’intestino (gastroenterite)
• sensazione di malessere (vomito)
• indigestione (dispepsia)
• infiammazione dello stomaco (gastrite)
• malattia gastrointestinale
• sensazione di bruciore

• vampata di calore, sensazione di calore
• prurito
• eruzione cutanea
• macchie rosa o rosse sulla pelle (eritema)
• perdita di capelli (alopecia)

Effetti indesiderati che possono emergere dagli esami del sangue o delle urine • bassi livelli di globuli bianchi (linfocitopenia, leucopenia) nel sangue. La riduzione del numero dei globuli bianchi nel sangue potrebbe indicare che lei non è in grado di combattere un’infezione in modo adeguato. Se ha un’infezione grave (come la polmonite), si rivolga immediatamente al medico

• proteine (albumina) nelle urine
• aumento dei livelli degli enzimi del fegato (alanina-aminotransferasi, ALTe aspartato-
aminotransferasi, AST) nel sangue

Non comune (possono interessare fino a 1 persona su 100)
•
•

• reazioni allergiche (ipersensibilità) riduzione delle piastrine nel sangue

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
infiammazione del fegato e aumento dei livelli degli enzimi del fegato (ALT o AST in
combinazione con bilirubina)
•
infezione da herpes zoster (fuoco di S. Antonio) con sintomi quali vesciche, bruciore, prurito o
dolore cutaneo, in genere su un lato del torso o del viso, e altri sintomi, quali febbre e debolezza
nelle prime fasi dell'infezione, seguiti da intorpidimento, macchie rosse o pruriginose con dolore
forte
•

naso che cola (rinorrea)

Bambini (13 anni di età e oltre) e adolescenti Gli effetti indesiderati sopra elencati valgono anche per i bambini e gli adolescenti. Alcuni effetti indesiderati sono stati segnalati con maggiore frequenza nei bambini e negli adolescenti

rispetto agli adulti, ad esempio mal di testa, mal di stomaco o crampi allo stomaco, vomito, mal di gola, tosse e mestruazioni dolorose.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema

nazionale di segnalazione riportato all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse . Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sul blister e sulla scatola dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all'ultimo giorno di quel mese.

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Dimetilfumarato Dr. Reddy’s

Il principio attivo è dimetilfumarato. Dimetilfumarato Dr. Reddy’s 120 mg: ogni capsula contiene 120 mg di dimetilfumarato.

Dimetilfumarato Dr. Reddy’s 240 mg: ogni capsula contiene 240 mg di dimetilfumarato.

Gli altri componenti sono cellulosa microcristallina (E460), croscarmellosa sodica (E468), povidone K30 (E1201), talco (E553b), magnesio stearato (E1505), acido metacrilico–metile metacrilato copolimero (1:1) (E1205), sodio laurilsolfato (E470a), trietile citrato (E1505), acido metacrilico–etile

acrilato copolimero (1:1) dispersione 30% (E1205), polisorbato 80 (E433), gelatina, titanio diossido (E171), Blu Brillante FCF (E133), ossido di ferro giallo (E172), gomma lacca, idrossido di potassio e ossido di ferro nero (E172).

Descrizione dell’aspetto di Dimetilfumarato Dr. Reddy’s e contenuto della confezione Dimetilfumarato Dr. Reddy’s 120 mg capsule rigide gastroresistenti (dimensione 1, circa 19,3 mm) sono

Ogni blister contiene 14 o 56 capsule. Ogni blister divisibile per dose unitaria contiene 14 x 1 capsule. di colore verde e bianco e riportano la scritta "RDY" sulla testa e "429" sul corpo.

Dimetilfumarato Dr. Reddy’s 240 mg capsule rigide gastroresistenti (dimensione 0, circa 21,4 mm) sono di colore verde e riportano la scritta "RDY" sulla testa e "430" sul corpo. Ogni blister contiene 14, 56, 112, 168 o 196 capsule. Ogni blister divisibile per dose unitaria contiene 56 x 1 capsule.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio

Dr. Reddy’s S.r.l. Piazza Santa Maria Beltrade, 1 Milano (MI) 20123

Italia

Produttore

betapharm Arzneimitteln GmbH, Kobelweg 95, Augusta, 86156, Germania

Pharmadox Healthcare Ltd., KW20A Kordin Industrial Park, Paola PLA 3000, Malta

Rual Laboratories S.R.L., Splaiul Unirii nr. 313, Building H, 1st floor, sector 3, Bucarest, 030138,

Romania

Laboratori Fundacio Dau, Calle Lletra C De La Zona Franca 12-14, Poligono Industrial De La Zona Franca De Barcelona, Barcellona, 08040, Spagna Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con le seguenti denominazioni

Austria Dimethylfumarat Reddy 120 mg magensaftresistente Hartkapseln

Dimethylfumarat Reddy 240 mg magensaftresistente Hartkapseln Germania Dimethylfumarat beta 120 mg magensaftresistente Hartkapseln Dimethylfumarat beta 240 mg magensaftresistente Hartkapseln Italia Dimetilfumarato Dr. Reddy’s Paesi Bassi Dimethylfumaraat Reddy 120 mg harde maagsapresistente capsules

Dimethylfumaraat Reddy 240 mg harde maagsapresistente capsules Polonia Dimethyl fumarate Reddy Portogallo Dimethyl fumarate Reddy 120 mg cápsulas gastrorresistentes Dimethyl fumarate Reddy 240 mg cápsulas, gastrorresistentes

Repubblica ceca Dimethyl fumarate Reddy Romania Dimetil fumarat Dr. Reddy’s 120 mg capsule gastrorezistente Dimetil fumarat Dr. Reddy’s 240 mg capsule gastrorezistente Slovacchia Dimethyl fumarate Reddy 120 mg tvrdé gastrorezistentné kapsuly Dimethyl fumarate Reddy, 240 mg tvrdé gastrorezistentné kapsuly Spagna

Svezia Fumarato de Dimetilo Dr. Reddys 120 mg cápsulas duras gastrorresistentes EFG Fumarato de Dimetilo Dr. Reddys 240 mg cápsulas duras gastrorresistentes EFG Dimethyl fumarate Reddy Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

Domande frequenti su DIMETILFUMARATO DR. REDDY'S

Come si usa DIMETILFUMARATO DR. REDDY'S?

DIMETILFUMARATO DR. REDDY'S si presenta in forma di Capsula rigida gastroresistente e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

DIMETILFUMARATO DR. REDDY'S e disponibile senza ricetta?

No, DIMETILFUMARATO DR. REDDY'S e soggetto a prescrizione medica.

Qual e il principio attivo di DIMETILFUMARATO DR. REDDY'S?

Il principio attivo di DIMETILFUMARATO DR. REDDY'S e DIMETILFUMARATO.

Quali sono gli equivalenti di DIMETILFUMARATO DR. REDDY'S?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: DIMETILFUMARATO ABDI, DIMETILFUMARATO ACCORD, DIMETILFUMARATO AUROBINDO, DIMETILFUMARATO MYLAN. Il farmacista puo proporle un equivalente.

Chi produce DIMETILFUMARATO DR. REDDY'S?

DIMETILFUMARATO DR. REDDY'S e prodotto da DR. REDDY'S S.R.L..

Da quando DIMETILFUMARATO DR. REDDY'S e autorizzato in Italia?

DIMETILFUMARATO DR. REDDY'S ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2025-01-18.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Dimetilfumarato Dr. Reddy’s 120 mg capsule rigide gastroresistenti Dimetilfumarato Dr. Reddy’s 240 mg capsule rigide gastroresistenti

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Dimetilfumarato Dr. Reddy’s 120 mg capsule rigide gastroresistenti Ogni capsula rigida gastroresistente contiene 120 mg di dimetilfumarato. Dimetilfumarato Dr. Reddy’s 240 mg capsule rigide gastroresistenti Ogni capsula rigida gastroresistente contiene 240 mg di dimetilfumarato Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Capsula rigida gastroresistente Dimetilfumarato Dr. Reddy’s 120 mg capsule rigide gastroresistenti Capsule rigide gastroresistenti verdi e bianche (misura 1, circa 19,3 mm), con la scritta ‘RDY’ sul cappuccio e ‘429’ sul corpo, contenenti microcompresse. Dimetilfumarato Dr. Reddy’s 240 mg capsule rigide gastroresistenti Capsule rigide gastroresistenti verdi (misura 0, circa 21,4 mm), con la scritta ‘RDY’ sul cappuccio e ‘430’ sul corpo, contenenti microcompresse.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Dimetilfumarato Dr. Reddy’s è indicato per il trattamento di pazienti adulti e pediatrici di età pari o superiore a 13 anni affetti da sclerosi multipla recidivante-remittente (SM-RR).

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Il trattamento deve essere iniziato sotto la supervisione di un medico esperto nel trattamento della sclerosi multipla. Posologia La dose iniziale è di 120 mg due volte al giorno. Dopo 7 giorni, la dose deve essere aumentata alla dose di mantenimento raccomandata di 240 mg due volte al giorno (vedere paragrafo 4.4). Se un paziente dimentica una dose, non deve prendere una dose doppia. Il paziente può prendere la dose dimenticata solo rispettando un intervallo di 4 ore tra le dosi. In caso contrario, deve attendere fino alla dose successiva programmata. La riduzione temporanea della dose a 120 mg due volte al giorno può ridurre l'insorgenza di rossore (flushing) e di reazioni avverse gastrointestinali. Entro 1 mese, deve essere ripresa la dose di mantenimento raccomandata di 240 mg due volte al giorno.

Dimetilfumarato Dr. Reddy’s deve essere assunto con il cibo (vedere paragrafo 5.2). L’assunzione di Dimetilfumarato Dr. Reddy’s con il cibo può migliorare la tollerabilità in quei pazienti che possono essere soggetti a rossore o a reazioni avverse gastrointestinali (vedere paragrafi 4.4, 4.5 e 4.8). Popolazioni speciali Anziani Gli studi clinici sul dimetilfumarato hanno incluso un numero limitato di pazienti di età pari o superiore a 55 anni e non hanno incluso un numero sufficiente di pazienti di età pari o superiore a 65 anni per poter determinare se questi rispondano in modo diverso rispetto ai pazienti più giovani (vedere paragrafo 5.2). Sulla base del meccanismo d’azione del principio attivo, non vi è alcuna ragione teorica per cui siano necessari aggiustamenti della dose negli anziani. Compromissione renale ed epatica Il dimetilfumarato non è stato studiato in pazienti con compromissione renale o epatica. Sulla base degli studi di farmacologia clinica, non sono necessari aggiustamenti della dose (vedere paragrafo 5.2). Si deve usare cautela nel trattamento dei pazienti con compromissione renale severa o compromissione epatica severa (vedere paragrafo 4.4). Popolazione pediatrica La posologia è identica negli adulti e nei pazienti pediatrici di età pari o superiore a 13 anni. Sono disponibili dati limitati nei bambini di età compresa tra 10 e 12 anni. I dati al momento disponibili sono riportati nei paragrafi 4.8 e 5.1, ma non può essere fatta alcuna raccomandazione riguardante la posologia. La sicurezza e l'efficacia del dimetilfumarato nei bambini di età inferiore a 10 anni non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili. Modo di somministrazione Per uso orale. La capsula deve essere ingerita intera. La capsula o il suo contenuto non devono essere schiacciati, divisi, disciolti, succhiati o masticati poiché il rivestimento enterico delle microcompresse previene gli effetti irritanti sull’apparato gastrointestinale.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Leucoencefalopatia multifocale progressiva (Progressive multifocal leukoencephalopathy, PML) sospetta o confermata.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d'impiego

Esami del sangue/analisi di laboratorio Funzionalità renale Negli studi clinici sono state osservate alterazioni delle analisi di laboratorio per la funzionalità renale in pazienti trattati con dimetilfumarato (vedere paragrafo 4.8). Le implicazioni cliniche di queste alterazioni non sono note. Una valutazione della funzionalità renale (ad esempio creatinina, valori ematici di azoto ureico e analisi delle urine) è raccomandata prima dell'inizio della terapia, dopo 3 e 6 mesi di terapia e successivamente ogni 6-12 mesi, come clinicamente indicato.

Funzionalità epatica Un danno epatico da farmaci, inclusi l’aumento degli enzimi epatici (≥ 3 volte il limite superiore della normalità (ULN)) e l’incremento dei livelli di bilirubina totale (≥ 2 volte ULN), può derivare dal trattamento con dimetilfumarato. Il tempo all’insorgenza può essere di giorni, di diverse settimane o più lungo. La risoluzione delle reazioni avverse è stata osservata dopo l'interruzione del trattamento. Si raccomanda di valutare i livelli sierici delle aminotransferasi (ad esempio alanina aminotransferasi (ALT), aspartato aminotransferasi (AST)) e della bilirubina totale prima di iniziare e durante il trattamento, come clinicamente indicato. Linfociti I pazienti trattati con dimetilfumarato possono sviluppare linfopenia (vedere paragrafo 4.8). Prima di iniziare il trattamento con dimetilfumarato, deve essere eseguito un nuovo emocromo completo, compresi i linfociti. Qualora si riscontri una conta linfocitaria al di sotto del range normale, deve essere condotta un’attenta valutazione delle possibili cause prima di iniziare la terapia con dimetilfumarato. Dimetilfumarato non è stato studiato nei pazienti con una conta linfocitaria bassa pre-esistente ed è necessario prestare attenzione durante il trattamento di questi pazienti. La terapia non deve essere iniziata in pazienti con linfopenia severa (conte linfocitarie < 0,5 × 109 /L). Dopo l'inizio della terapia, è necessario effettuare una valutazione dell’emocromo completo, compresi i linfociti, ogni 3 mesi. Si raccomanda una maggior vigilanza dei pazienti con linfopenia a causa di un maggior rischio di PML, come indicato di seguito: • Nei pazienti con linfopenia severa e prolungata (conte linfocitarie < 0,5 × 109 /L) che persiste per oltre 6 mesi deve essere interrotta la terapia. • In pazienti con sostenute riduzioni moderate della conta assoluta dei linfociti da ≥ 0,5 × 109 /L a < 0,8 × 109 /L per oltre 6 mesi, si deve rivalutare il rapporto beneficio/rischio della terapia con dimetilfumarato. • In pazienti con conte linfocitarie al di sotto del limite inferiore di normalità (lower limit of normal, LLN), definito dall'intervallo di riferimento del laboratorio locale, si raccomanda un periodico monitoraggio della conta assoluta dei linfociti. Altri fattori che possono ulteriormente aumentare il rischio individuale di PML devono essere presi in considerazione (vedere sottosezione sulla PML). È necessario monitorare le conte linfocitarie fino al loro recupero (vedere paragrafo 5.1). A seguito del recupero e in assenza di opzioni terapeutiche alternative, le decisioni riguardo all’eventualità di ricominciare o meno la terapia con dimetilfumarato dopo l'interruzione del trattamento si devono fondare sul giudizio clinico. Risonanza magnetica per immagini (RMI) Prima di iniziare il trattamento con dimetilfumarato, deve essere disponibile una RMI basale (solitamente entro 3 mesi) da usare come riferimento. La necessità di ulteriori esami di RMI deve essere valutata in accordo alle raccomandazioni nazionali e locali. La MRI può essere presa in considerazione nell’ambito dell’aumento del livello di vigilanza nei pazienti considerati a maggior rischio di PML. In caso di sospetto clinico di PML, è necessario eseguire immediatamente una RMI a fini diagnostici. Leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML) In pazienti trattati con dimetilfumarato sono stati riportati casi di PML (vedere paragrafo 4.8). La PML è un'infezione opportunistica causata dal virus di John-Cunningham (JCV), che può essere fatale o comportare una severa disabilità.

Con dimetilfumarato e altri medicinali contenenti fumarati, si sono verificati casi di PML nell’ambito di una linfopenia (conte linfocitarie inferiori al l’LLN). La linfopenia prolungata da moderata a severa sembra aumentare il rischio di PML con dimetilfumarato, tuttavia, il rischio non può essere escluso neanche in pazienti con linfopenia lieve. Altri fattori che possono contribuire all’aumento del rischio di PML nell’ambito della linfopenia sono: • durata della terapia con dimetilfumarato. Casi di PML si sono verificati dopo circa 1-5 anni di trattamento, anche se non si conosce l'esatta relazione con la durata del trattamento. • rilevante riduzione della conta dei linfociti T CD4+ e specialmente CD8+, che sono importanti per la difesa immunitaria (vedere paragrafo 4.8) e • precedente terapia immunosoppressiva o immunomodulante (vedere sotto). I medici devono valutare i loro pazienti per stabilire se i sintomi siano indicativi di disfunzione neurologica e, in tal caso, se questi sintomi sono tipici della sclerosi multipla o se possono suggerire la PML. Al primo segno o sintomo indicativo di PML, il dimetilfumarato deve essere sospeso e devono essere eseguite appropriate valutazioni diagnostiche, inclusa la determinazione del DNA del JCV nel liquido cerebrospinale (CSF) mediante la metodologia della reazione a catena della polimerasi (PCR) quantitativa. I sintomi della PML possono essere simili a quelli di una recidiva di sclerosi multipla. I sintomi tipicamente associati alla PML sono vari, progrediscono nell’arco di giorni o settimane e comprendono debolezza progressiva di un lato del corpo o scarsa coordinazione degli arti, disturbi della vista e alterazioni del pensiero, della memoria e dell'orientamento che provocano confusione e cambiamenti di personalità. I medici devono essere particolarmente attenti a sintomi indicativi di PML che il paziente potrebbe non notare. Inoltre si deve raccomandare ai pazienti di informare del trattamento il partner o chi li assiste, poiché questi ultimi potrebbero notare sintomi di cui il paziente non è consapevole. La PML può verificarsi soltanto in presenza di un'infezione da JCV. Si deve considerare che nei pazienti trattati con dimetilfumarato non è stata studiata l'influenza della linfopenia sull'accuratezza dell’analisi degli anticorpi sierici anti-JCV. Inoltre si deve considerare che un test negativo per gli anticorpi antiJCV (in presenza di conte linfocitarie normali) non esclude la possibilità di una successiva infezione da JCV. Se un paziente sviluppa la PML, la terapia con il dimetilfumarato deve essere interrotta definitivamente. Precedente trattamento con terapie immunosoppressive o immunomodulanti Non sono stati effettuati studi per valutare l'efficacia e la sicurezza del dimetilfumarato in pazienti che passano da altre terapie che modificano il decorso della malattia al dimetilfumarato. Il contributo di precedenti terapie immunosoppressive nello sviluppo della PML nei pazienti trattati con dimetilfumarato è possibile. Sono stati segnalati casi di PML in pazienti trattati in precedenza con natalizumab, per cui è noto il rischio di PML. I medici devono essere a conoscenza del fatto che i casi di PML verificatisi dopo recente interruzione di natalizumab possono non presentare linfopenia. Inoltre, la maggioranza dei casi confermati di PML con dimetilfumarato si è verificata in pazienti sottoposti a precedente trattamento immunomodulante. Quando i pazienti passano da un'altra terapia che modifica il decorso della malattia al dimetilfumarato, è necessario tenere in considerazione l'emivita e la modalità d'azione dell'altra terapia per evitare un effetto additivo sul sistema immunitario e, al contempo, ridurre il rischio di riattivazione della sclerosi multipla. Si consiglia un emocromo completo prima di iniziare il trattamento con dimetilfumarato e a intervalli regolari durante il trattamento (vedere Esami del sangue/analisi di laboratorio sopra).

Compromissione renale o epatica severa Dimetilfumarato non è stato studiato nei pazienti con compromissione renale severa o con compromissione epatica severa ed è perciò necessario usare cautela in questi pazienti (vedere paragrafo 4.2). Malattia gastrointestinale attiva severa Dimetilfumarato non è stato studiato nei pazienti affetti da malattia gastrointestinale attiva severa ed è perciò necessario usare cautela in questi pazienti. Rossore (flushing) Negli studi clinici, il 34% dei pazienti trattati con dimetilfumarato ha manifestato rossore. Nella maggior parte dei pazienti che hanno manifestato rossore, questo è stato di grado lieve o moderato. I dati derivati da studi condotti in volontari sani suggeriscono che il rossore associato a dimetilfumarato è probabilmente mediato dalle prostaglandine. Un breve ciclo di trattamento con 75 mg di acido acetilsalicilico senza rivestimento enterico può essere di beneficio nei pazienti che manifestano rossore intollerabile (vedere paragrafo 4.5). In due studi condotti in volontari sani, l’insorgenza e la gravità del rossore (flushing) si sono ridotti durante il periodo di somministrazione. Negli studi clinici, 3 pazienti su un totale di 2 560 trattati con dimetilfumarato hanno presentato gravi sintomi di rossore, probabilmente riconducibili a reazioni di ipersensibilità o anafilattoidi. Queste reazioni avverse non sono state pericolose per la vita, ma hanno richiesto l’ospedalizzazione. I medici prescrittori e i pazienti devono essere consapevoli di questa possibilità nel caso di reazioni di rossore severe (vedere paragrafi 4.2, 4.5 e 4.8). Reazioni anafilattiche Casi di anafilassi/reazione anafilattoide sono stati segnalati dopo la somministrazione di dimetilfumarato nel periodo post-marketing (vedere paragrafo 4.8). I sintomi possono comprendere dispnea, ipossia, ipotensione, angioedema, eruzione cutanea o orticaria. Non è noto il meccanismo dell'anafilassi indotta da dimetilfumarato. Queste reazioni si verificano generalmente dopo la prima dose, ma possono comparire anche in qualsiasi momento durante il trattamento e possono essere gravi e potenzialmente pericolose per la vita. I pazienti devono essere avvertiti di sospendere il dimetilfumarato e di chiedere assistenza medica immediata nel caso in cui si manifestino segni o sintomi di anafilassi. Il trattamento non deve essere ripreso (vedere paragrafo 4.8). Infezioni Negli studi di fase 3 controllati verso placebo, l'incidenza di infezioni (60% rispetto a 58%) e di infezioni gravi (2% rispetto a 2%) è risultata simile nei pazienti trattati rispettivamente con dimetilfumarato o placebo. Tuttavia, a causa delle proprietà immunomodulatorie del dimetilfumarato (vedere paragrafo 5.1), se un paziente sviluppa un'infezione grave deve essere presa in considerazione la sospensione del trattamento con dimetilfumarato e si devono rivalutare i benefici e i rischi prima di iniziare nuovamente la terapia. I pazienti in trattamento con dimetilfumarato devono essere avvisati di segnalare i sintomi di infezioni al medico. I pazienti con infezioni gravi non devono iniziare il trattamento con dimetilfumarato fino alla risoluzione della/e infezione/i. Non è stato osservato alcun incremento dell’incidenza di infezioni gravi in pazienti con conta linfocitaria < 0,8 × 109 /L o < 0,5 × 109 /L (vedere paragrafo 4.8). Qualora si prosegua la terapia in presenza di linfopenia prolungata da moderata a severa, non si può escludere il rischio di un'infezione opportunistica, compresa la PML (vedere la sezione riguardante la PML al paragrafo 4.4).

Infezioni da herpes zoster Con dimetilfumarato sono stati segnalati casi di infezione da herpes zoster (vedere paragrafo 4.8). La maggior parte dei casi non era grave; tuttavia, sono stati riportati casi gravi, inclusi herpes zoster diffuso, herpes zoster oftalmico, herpes zoster otico, infezione neurologica da herpes zoster, meningoencefalite da herpes zoster e meningomielite da herpes zoster. Queste reazioni avverse si possono verificare in qualsiasi momento durante il trattamento. I pazienti devono essere monitorati per la presenza di segni e sintomi di infezione da herpes zoster, soprattutto in caso di linfocitopenia concomitante. Nel caso in cui si manifesti infezione da herpes zoster, deve essere somministrato un trattamento appropriato. Deve essere presa in considerazione l’opportunità di sospendere il trattamento nei pazienti con infezioni gravi fino alla risoluzione dell'infezione (vedere paragrafo 4.8). Inizio del trattamento Il trattamento deve essere iniziato gradualmente, per ridurre l’insorgenza di rossore (flushing) e di reazioni avverse gastrointestinali (vedere paragrafo 4.2). Sindrome di Fanconi Sono stati riportati casi di sindrome di Fanconi con l’uso di un medicinale contenente dimetilfumarato in combinazione con altri esteri dell'acido fumarico. La diagnosi precoce della sindrome di Fanconi e l'interruzione del trattamento con dimetilfumarato sono importanti per prevenire l'insorgenza di compromissione renale e osteomalacia, poiché la sindrome è generalmente reversibile. I segni più importanti sono proteinuria, glicosuria (con livelli glicemici normali), iperaminoaciduria e fosfaturia (possibilmente concomitante con ipofosfatemia). La progressione può coinvolgere sintomi quali poliuria, polidipsia e debolezza muscolare prossimale. In rari casi, si possono verificare osteomalacia ipofosfatemica con dolore osseo non localizzato, livelli elevate di fosfatasi alcalina nel siero e fratture da stress. Ancor più importante, la sindrome di Fanconi può manifestarsi senza essere accompagnata da livelli elevati di creatinina o velocità di filtrazione glomerulare bassa. In caso di sintomi dubbi, si deve prendere in considerazione la sindrome di Fanconi e devono essere eseguiti esami appropriati. Eccipienti Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per capsula, cioè essenzialmente "senza sodio".

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Terapie antineoplastiche, immunosoppressive o con corticosteroidi Dimetilfumarato non è stato studiato in associazione con terapie antineoplastiche o immunosoppressive ed è perciò necessario usare cautela durante la somministrazione concomitante. Negli studi clinici sulla sclerosi multipla, il trattamento concomitante delle recidive con un breve ciclo di corticosteroidi somministrati per via endovenosa non è stato associato ad un aumento clinicamente rilevante dell'infezione. Vaccini La co-somministrazione di vaccini non vivi, secondo il programma di vaccinazione nazionale, può essere presa in considerazione durante la terapia con dimetilfumarato. In uno studio clinico che ha coinvolto in totale 71 pazienti con SMRR, nei pazienti trattati con dimetilfumarato 240 mg due volte al giorno per almeno 6 mesi (n=38) o interferone non pegilato per almeno 3 mesi (n=33) è insorta una risposta immunitaria paragonabile (definita come un aumento ≥2 volte dal titolo pre-vaccinazione a quello post-vaccinazione) al tossoide tetanico (antigene di richiamo) e a un vaccino antimeningococcico polisaccaridico C coniugato (neoantigene), mentre la risposta immunitaria a diversi sierotipi di un vaccino antipneumococcico polisaccaridico 23-valente non coniugato (antigene indipendente dalle cellule T) variava in entrambi i gruppi di trattamento. Una risposta immunitaria positiva definita come un aumento ≥ 4 volte del titolo anticorpale ai tre vaccini, è stata raggiunta da un numero inferiore d

7 soggetti in entrambi i gruppi di trattamento. Piccole differenze numeriche nella risposta al tossoide tetanico e al polisaccaride pneumococcico sierotipo 3 sono state notate a favore dell'interferone non pegilato. Non sono disponibili dati clinici sull'efficacia e la sicurezza di vaccini vivi attenuati nei pazienti trattati con dimetilfumarato. I vaccini vivi potrebbero comportare un rischio aumentato di infezione clinica e non devono essere somministrati a pazienti trattati con dimetilfumarato a meno che, in casi eccezionali, questo rischio potenziale non sia considerato meno importante del rischio della mancata vaccinazione per l'individuo. Altri derivati dell'acido fumarico Durante il trattamento con dimetilfumarato, deve essere evitato l'utilizzo concomitante di altri derivati dell'acido fumarico (topici o sistemici). Nell’uomo, il dimetilfumarato viene ampiamente metabolizzato dalle esterasi prima di raggiungere la circolazione sistemica e un ulteriore metabolismo avviene attraverso il ciclo dell'acido tricarbossilico, senza alcun coinvolgimento del sistema del citocromo P450 (CYP). Non sono stati identificati potenziali rischi di interazioni dagli studi in vitro dell’inibizione e dell’induzione del CYP, da uno studio delle pglicoproteine o dagli studi del legame con le proteine del dimetilfumarato e del monometilfumarato (il metabolita primario del dimetilfumarato). Effetti di altre sostanze su dimetilfumarato Medicinali comunemente utilizzati nei pazienti con sclerosi multipla, quali l'interferone beta-1a somministrato per via intramuscolare e il glatiramer acetato, sono stati testati clinicamente per le interazioni potenziali con il dimetilfumarato e non hanno modificato il profilo farmacocinetico del dimetilfumarato. Le evidenze derivate da studi condotti in volontari sani suggeriscono che il rossore associato al dimetilfumarato è probabilmente mediato dalle prostaglandine. In due studi condotti su volontari sani, la somministrazione di 325 mg (o equivalente) di acido acetilsalicilico senza rivestimento enterico, 30 minuti prima del dimetilfumarato, con assunzione rispettivamente nel corso di 4 giorni e nel corso di 4 settimane, non ha modificato il profilo farmacocinetico del dimetilfumarato. I potenziali rischi associati alla terapia con acido acetilsalicilico devono essere considerati prima della co-somministrazione con dimetilfumarato in pazienti con SM-RR. L'uso continuativo a lungo termine (> 4 settimane) di acido acetilsalicilico non è stato studiato (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). La terapia concomitante con medicinali nefrotossici (come aminoglicosidi, diuretici, farmaci antinfiammatori non steroidei o litio) può aumentare potenziali reazioni avverse renali (ad es. proteinuria vedere paragrafo 4.8) in pazienti che assumono dimetilfumarato (vedere paragrafo 4.4 Esami del sangue/analisi di laboratorio). Il consumo di quantità moderate di alcol non ha modificato l'esposizione al dimetilfumarato e non è stato associato ad un aumento delle reazioni avverse. Il consumo di elevate quantità di bevande ad alto tasso alcolico (oltre il 30% di alcol in volume) deve essere evitato entro un'ora dall'assunzione di dimetilfumarato, poiché l'alcol può provocare un aumento della frequenza di reazioni avverse gastrointestinali. Effetti del dimetilfumarato su altre sostanze Gli studi in vitro sull'induzione del CYP non hanno dimostrato un'interazione tra dimetilfumarato e i contraccettivi orali. In uno studio in vivo, la co-somministrazione di dimetilfumarato con un contraccettivo orale combinato (norgestimato ed etinilestradiolo) non ha determinato variazioni rilevanti nell'esposizione al contraccettivo orale. Studi di interazione con contraccettivi orali contenenti altri progestinici non sono stati effettuati, tuttavia non è atteso un effetto del dimetilfumarato sulla loro esposizione.

Popolazione pediatrica Sono stati effettuati studi d’interazione solo negli adulti.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza È disponibile un moderato numero di dati è in donne in gravidanza (tra 300 e 1 000 esiti da donne in gravidanza), basati su un registro delle gravidanze e su segnalazioni spontanee post-marketing. Nel registro delle gravidanze con dimetilfumarato, sono stati documentati 289 esiti da donne in gravidanza raccolti in modo prospettico in pazienti con sclerosi multipla che erano state esposte al dimetilfumarato. La durata mediana dell'esposizione al dimetilfumarato è stata di 4,6 settimane di gestazione con esposizione limitata dopo la sesta settimana di gestazione (44 esiti da donne in gravidanza). L'esposizione a dimetilfumarato durante fasi così precoci della gravidanza non indica alcuna tossicità malformativa o feto/neonatale rispetto alla popolazione generale. Il rischio di un'esposizione più lunga a dimetilfumarato o di un'esposizione in fasi successive della gravidanza non è noto. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). A scopo precauzionale, è preferibile evitare l'uso di dimetilfumarato durante la gravidanza. Il dimetilfumarato deve essere utilizzato durante la gravidanza solo se chiaramente necessario e se il beneficio potenziale giustifica il rischio potenziale per il feto. Allattamento Non è noto se il dimetilfumarato o i suoi metaboliti siano escreti nel latte materno. Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso. Deve essere presa la decisione se interrompere l'allattamento o interrompere la terapia con dimetilfumarato tenendo in considerazione il beneficio dell'allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna. Fertilità Non sono disponibili dati sugli effetti di dimetilfumarato sulla fertilità umana. I dati forniti dagli studi preclinici non suggeriscono che il dimetilfumarato possa essere associato ad un aumento del rischio di riduzione della fertilità (vedere paragrafo 5.3).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Il dimetilfumarato non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza Le reazioni avverse più comuni sono il rossore (flushing) (35%) e gli eventi gastrointestinali (ad es. diarrea, (14%), nausea (12%), dolore addominale (10%), dolore addominale superiore 10%)). Rossore ed eventi gastrointestinali tendono a insorgere agli inizi della terapia (soprattutto durante il primo mese) e nei pazienti soggetti a rossore ed eventi gastrointestinali, questi eventi possono continuare a verificarsi in modo intermittente durante l’intero trattamento con dimetilfumarato. Le reazioni avverse più comunemente segnalate che hanno condotto all'interruzione della terapia sono il rossore (3%) e gli eventi gastrointestinali (4%). Negli studi clinici di fase 2 e 3 controllati con placebo e non controllati, 2 513 pazienti in totale hanno ricevuto dimetilfumarato per periodi fino a 12 anni con un'esposizione complessiva equivalente a 11 318 anni-persona. Un totale di 1 169 pazienti hanno ricevuto per almeno 5 anni la terapia con dimetilfumarato e 426 pazienti hanno ricevuto per almeno 10 anni la terapia con dimetilfumarato.

L'esperienza negli studi clinici non controllati è coerente con l'esperienza negli studi clinici controllati con placebo. Tabella delle reazioni avverse Nella tabella di seguito sono riportate le reazioni avverse emerse dagli studi clinici, dagli studi di sicurezza post-autorizzazione e dalle segnalazioni spontanee. Le reazioni avverse sono presentate secondo la terminologia MedDRA raccomandata nella classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA. L'incidenza delle reazioni avverse riportate di seguito è espressa secondo la seguente convenzione: - Molto comune (≥ 1/10) - Comune (da ≥ 1/100 a < 1/10) - Non comune (da ≥ 1/1 000 a <1/100) - Raro (da ≥ 1/10 000 a <1/1 000) - Molto raro (< 1/10 000) - Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Reazione avversa Categoria di frequenza Infezioni e infestazioni Gastroenterite Comune Leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML) Non nota Herpes zoster Non nota Patologie del sistema emolinfopoietico Linfopenia Comune Leucopenia Comune Trombocitopenia Non comune Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità Non comune Anafilassi Non nota Dispnea Non nota Ipossia Non nota Ipotensione Non nota Angioedema Non nota Patologie del sistema nervoso Sensazione di bruciore Comune Patologie vascolari Rossore (flushing) Molto comune Vampata di calore Comune Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Rinorrea Non nota Patologie gastrointestinali Diarrea Molto comune Nausea Molto comune Dolore addominale superiore Molto comune Dolore addominale Molto comune Vomito Comune Dispepsia Comune Gastrite Comune Disturbo gastrointestinale Comune Patologie epatobiliari Aspartato aminotransferasi aumentata Comune Alanina aminotransferasi aumentata Comune Danno epatico da farmaci Non nota Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Prurito Comune Eruzione cutanea Comune Eritema Comune Alopecia Comune Patologie renali e urinarie Proteinuria Comun

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Sensazione di calore Comune Esami diagnostici Chetoni nelle urine Molto comune Albumina urinaria presente Comune Conta dei leucociti diminuita Comune Descrizione di reazioni avverse selezionate Rossore Negli studi clinici controllati con placebo, l'incidenza del rossore (flushing) (34% verso 4%) e delle vampate di calore (7% verso 2%) è risultata aumentata nei pazienti trattati con dimetilfumarato rispetto a quelli trattati con il placebo, rispettivamente. Il flushing è in genere descritto come rossore o vampate di calore, ma può includere altri eventi (ad es. calore, arrossamento, prurito e sensazione di bruciore). Gli eventi di flushing tendono a insorgere agli inizi della terapia (soprattutto durante il primo mese) e, nei pazienti che li manifestano, questi eventi possono continuare a verificarsi in modo intermittente durante l’intero trattamento con dimetilfumarato. La maggior parte dei pazienti con rossore ha avuto eventi di grado lieve o moderato. Complessivamente, il 3% dei pazienti trattati con dimetilfumarato ha interrotto il trattamento a causa di rossore. L'incidenza di rossore grave, che può essere caratterizzato da eritema generalizzato, eruzione cutanea e/o prurito, è stata osservata in meno dell'1% dei pazienti trattati con dimetilfumarato (vedere paragrafi 4.2, 4.4 e 4.5). Reazioni avverse gastrointestinali L'incidenza degli eventi gastrointestinali (ad es. diarrea [14% verso 10%], nausea [12% verso 9%], dolore addominale superiore [10% verso 6%], dolore addominale [9% verso 4%], vomito [8% verso 5%] e dispepsia [5% verso 3%]) è risultata aumentata nei pazienti trattati con dimetilfumarato rispetto a quelli trattati con placebo, rispettivamente. Le reazioni avverse gastrointestinali tendono a insorgere agli inizi della terapia (soprattutto durante il primo mese) e, nei pazienti che manifestano eventi gastrointestinali, questi eventi possono continuare a verificarsi in modo intermittente durante l’intero trattamento con dimetilfumarato. Nella maggior parte dei pazienti che hanno manifestato eventi gastrointestinali, questi sono stati di grado lieve o moderato. Il quattro percento (4%) dei pazienti trattati con dimetilfumarato ha interrotto la terapia a causa di reazioni avverse gastrointestinali. L'incidenza di eventi gastrointestinali gravi, comprese gastroenterite e gastrite, è stata osservata nel1% dei pazienti trattati con dimetilfumarato (vedere paragrafo 4.2). Funzione epatica Sulla base dei dati derivati da studi controllati verso placebo, nella maggior parte dei pazienti in cui si sono verificati aumenti delle transaminasi epatiche, queste erano < 3 volte l'ULN. La maggiore incidenza degli incrementi delle transaminasi epatiche nei pazienti trattati con dimetilfumarato rispetto al placebo è stata osservata soprattutto durante i primi 6 mesi di terapia. Incrementi dell'alanina aminotransferasi e dell'aspartato aminotransferasi (AST) ≥ 3 volte l'ULN, sono stati osservati rispettivamente nel 5% e nel 2% dei pazienti trattati con placebo e nel 6% e nel 2% dei pazienti trattati con dimetilfumarato. Le interruzioni della terapia dovute a transaminasi epatiche elevate sono state < 1% e simili nei pazienti trattati con dimetilfumarato o placebo. Incrementi delle transaminasi ≥ 3 volte l'ULN con incrementi concomitanti della bilirubina totale > 2 volte l'ULN non sono stati osservati negli studi controllati verso placebo. Un aumento degli enzimi epatici e casi di danno epatico da farmaci (incrementi delle transaminasi ≥ 3 volte ULN con incrementi concomitanti della bilirubina totale > 2 volte ULN) sono stati riportati nell'esperienza post-marketing dopo la somministrazione di dimetilfumarato; tali reazioni si sono risolte con l'interruzione del trattamento. Linfopenia Negli studi clinici controllati verso placebo, nella maggior parte dei pazienti (> 98%) le conte linfocitarie erano normali prima di iniziare la terapia. Una volta iniziato il trattamento con dimetilfumarato, le conte linfocitarie medie sono diminuite nel corso del primo anno e successivamente si sono stabilizzate. In media, le conte linfocitarie sono diminuite del 30% circa rispetto al valore basale. Le conte linfocitari

11 media e mediana sono rimaste entro i limiti normali. Conte linfocitarie < 0,5 ×109 /L sono state osservate in < 1% dei pazienti trattati con il placebo e nel 6% dei pazienti trattati con dimetilfumarato. Una conta linfocitaria < 0,2 × 109 /L è stata osservata in 1 paziente trattato con dimetilfumarato e in nessun paziente trattato con placebo. In studi clinici (sia con controllo sia senza), il 41% dei pazienti trattati con dimetilfumarato presentava linfopenia (definita in questi studi come conte < 0,91 × 109 /L). Nel 28% dei pazienti si è osservata linfopenia lieve (conte ≥ 0,8 × 109 /L e < 0,91 × 109 /L), nel11% dei pazienti linfopenia moderata (conte ≥ 0,5 × 109 /L a < 0,8 × 109 /L) che persisteva per almeno sei mesi e nel 2% dei pazienti è stata osservata linfopenia severa (conte < 0,5 × 109 /L) che persisteva per almeno sei mesi. Nel gruppo con linfopenia severa la maggioranza delle conte linfocitarie rimaneva < 0,5 × 109 /L con la terapia continuata. In aggiunta, in uno studio non controllato, prospettico, post-marketing, alla settimana 48 di trattamento con dimetilfumarato (n=185), le cellule T CD4+ risultavano diminuite in maniera moderata (conte da ≥ 0,2 × 109 /L a < 0,4 × 109 /L) o severa (<0,2 × 109 /L) rispettivamente nel 37% o 6% massimo dei pazienti. Le cellule T CD8+ invece si sono ridotte con maggiore frequenza con conte < 0,2 × 109 /L nel 59% massimo dei pazienti e conte < 0,1 × 109 /L nel 25% massimo dei pazienti. In studi clinici controllati e non controllati, i pazienti che hanno interrotto la terapia con dimetilfumarato con conte linfocitarie al di sotto dell’LLN sono stati monitorati per il recupero della conta linfocitaria all’LLN (vedere paragrafo 5.1). Leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML) Sono stati riportati casi di infezioni da virus di John Cunningham (JCV) che avevano causato PML con dimetilfumarato (vedere paragrafo 4.4). La PML può essere fatale o provocare disabilità severa. In uno degli studi clinici, 1 paziente che assumeva dimetilfumarato ha sviluppato la PML nel quadro di linfopenia severa prolungata (conte linfocitarie prevalentemente < 0,5 × 109 /L per 3,5 anni), con esito fatale. Nel contesto post-marketing, la PML si è verificata anche in presenza di linfopenia lieve e moderata (> 0,5 × 109 /L a < LLN, definita dall'intervallo di riferimento del laboratorio locale). In diversi casi di PML con determinazione delle conte dei sottotipi di cellule T al momento della diagnosi di PML, è emerso che le conte delle cellule T CD8+ erano diminuite a < 0,1 × 109 /L, mentre le conte delle cellule T CD4+ si erano ridotte in misura variabile (da < 0,05 a 0,5 × 109 /L) ed erano correlate soprattutto con la severità globale della linfopenia (da < 0,5 × 109 /L a < LLN). Di conseguenza, il rapporto CD4+/CD8+ era aumentato in questi pazienti. La linfopenia prolungata da moderata a severa sembra aumentare il rischio di PML con dimetilfumarato. Tuttavia, la PML si è verificata anche in pazienti con linfopenia lieve. Inoltre, la maggioranza dei casi di PML nel contesto post-marketing si è verificata in pazienti di età > 50 anni. Infezioni da herpes zoster Con dimetilfumarato sono stati segnalati casi di infezioni da herpes zoster. Nello studio di estensione a lungo termine, in cui sono stati trattati 1 736 pazienti con sclerosi multipla, circa il 5% dei soggetti ha manifestato uno o più eventi di infezione da herpes zoster, il 42% dei quali era lieve, il 55% moderato e il 3% severo. Il tempo all’insorgenza dalla prima dose di dimetilfumarato variava da circa 3 mesi a 10 anni. Quattro pazienti hanno manifestato eventi gravi, che si sono tutti risolti. La maggioranza dei soggetti, inclusi coloro che hanno manifestato una grave infezione da herpes zoster, presentava conte linfocitarie superiori al limite inferiore di normalità. Nella maggioranza dei soggetti con concomitanti conte linfocitarie inferiori all’ LLN, la linfopenia è stata classificata come moderata o severa. Nel contesto post-marketing, la maggioranza dei casi di infezione da herpes zoster non è stata grave e si è risolta con il trattamento. Sono disponibili dati limitati sulla conta linfocitaria assoluta (absolute lymphocyte count - ALC) nei pazienti con infezione da herpes zoster nel contesto post-marketing. Tuttavia, quando i dati sono stati riportati, la maggior parte dei pazienti manifestava linfopenia moderata (da ≥ 0,5 × 109 /L a < 0,8 × 109 /L) o severa (da < 0,5 × 109 /L a 0,2 × 109 /L) (vedere paragrafo 4.4).

Anormalità di laboratorio Negli studi clinici controllati con placebo, la misurazione dei chetoni nelle urine (1+ o superiore) è risultata superiore nei pazienti trattati con dimetilfumarato (45%) rispetto al placebo (10%). Non sono state osservate conseguenze impreviste negli studi clinici. I livelli di 1,25-diidrossivitamina D sono diminuiti nei pazienti trattati con dimetilfumarato rispetto a quelli trattati con placebo (diminuzione della percentuale mediana dal basale a 2 anni del 25% rispetto al 15%, rispettivamente) e i livelli di paratormone (PTH) sono saliti nei pazienti trattati con dimetilfumarato rispetto a quelli trattati con il placebo (aumento della percentuale mediana dal basale a 2 anni del 29% rispetto al 15%, rispettivamente). I valori medi per entrambi i parametri sono rimasti entro il range normale. Durante i primi 2 mesi di terapia è stato osservato un aumento transitorio delle conte medie degli eosinofili. Popolazione pediatrica In uno studio clinico in aperto randomizzato, con controllo attivo, della durata di 96 settimane, pazienti pediatrici affetti da SM-RR (n=7 di età compresa tra 10 e meno di 13 anni e n=71 di età compresa tra 13 e meno di 18 anni) sono stati trattati con 120 mg due volte al giorno per 7 giorni, seguiti da 240 mg due volte al giorno per il restante periodo di trattamento. Il profilo di sicurezza dei pazienti pediatrici è apparso simile a quello precedentemente osservato nei pazienti adulti. Il disegno dello studio clinico pediatrico era diverso da quello degli studi clinici controllati verso placebo condotti negli adulti. Pertanto, non è possibile escludere che il disegno dello studio clinico abbia contribuito alle differenze numeriche osservate negli eventi avversi tra la popolazione pediatrica e quella adulta. Le patologie gastrointestinali, così come le patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche e gli eventi avversi di cefalea e dismenorrea, sono stati segnalati con maggiore frequenza (≥10%) nella popolazione pediatrica rispetto alla popolazione adulta. Questi eventi avversi sono stati segnalati nei pazienti pediatrici con le percentuali seguenti: • La cefalea è stata segnalata nel 28% dei pazienti trattati con dimetilfumarato rispetto al 36% dei pazienti trattati con interferone beta-1a. • Le patologie gastrointestinali sono state segnalate nel 74% dei pazienti trattati con dimetilfumarato rispetto al 31% dei pazienti trattati con interferone beta-1a. Tra queste, il dolore addominale e il vomito sono stati i più frequenti eventi segnalati con dimetilfumarato • Le patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche sono state segnalate nel 32% dei pazienti trattati con dimetilfumarato rispetto all’11% dei pazienti trattati con interferone beta-1a. Tra queste, il dolore orofaringeo e la tosse sono stati i più frequenti eventi segnalati con dimetilfumarato. • La dismenorrea è stata segnalata nel 17% dei pazienti trattati con dimetilfumarato rispetto al 7% dei pazienti trattati con interferone beta-1a. In un piccolo studio in aperto non controllato, della durata di 24 settimane, condotto in pazienti pediatrici affetti da SM-RR di età compresa tra 13 e 17 anni (120 mg due volte al giorno per 7 giorni seguiti da 240 mg due volte al giorno per il restante periodo di trattamento; n=22), seguito da uno studio di estensione di 96 settimane (240 mg due volte al giorno; n=20), il profilo di sicurezza è apparso simile a quello osservato nei pazienti adulti. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse .

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4.9 Sovradosaggio

Sono stati segnalati casi di sovradosaggio con dimetilfumarato. I sintomi descritti in questi casi erano coerenti con il profilo di sicurezza noto del dimetilfumarato. Non esistono interventi terapeutici noti per aumentare l'eliminazione del dimetilfumarato né esistono antidoti noti. In caso di sovradosaggio, si raccomanda di iniziare un trattamento sintomatico di supporto come clinicamente indicato.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Immunosoppressori, altri immunosoppressori, codice ATC: L04AX07 Meccanismo d'azione Il meccanismo con cui il dimetilfumarato esercita gli effetti terapeutici nella sclerosi multipla non è pienamente compreso. Gli studi preclinici indicano che le risposte farmacodinamiche del dimetilfumarato risultano principalmente mediate attraverso l’attivazione della via di trascrizione del fattore nucleare 2 eritroide 2-correlato (Nrf2). È stato dimostrato che nei pazienti il dimetilfumarato provoca la sovraregolazione (up-regulation) dei geni antiossidanti dipendenti da Nrf2 (ad es. NAD(P)H deidrogenasi, chinone 1; [NQO1]). Effetti farmacodinamici Effetti sul sistema immunitario Negli studi preclinici e clinici, dimetilfumarato ha dimostrato proprietà antinfiammatorie e immunomodulatorie. Il dimetilfumarato e il monometilfumarato, il principale metabolita del dimetilfumarato, hanno ridotto significativamente l'attivazione delle cellule del sistema immunitario e il successivo rilascio di citochine pro-infiammatorie in risposta agli stimoli infiammatori nei modelli preclinici. Negli studi clinici condotti su pazienti affetti da psoriasi, il dimetilfumarato ha influito sui fenotipi linfocitari tramite una sottoregolazione (down-regulation) dei profili delle citochine proinfiammatorie (TH1, TH17), e ha favorito la produzione delle citochine antinfiammatorie (TH2). Il dimetilfumarato ha dimostrato un’attività terapeutica in molteplici modelli di lesione infiammatoria e neuroinfiammatoria. Negli studi di fase 3 nei pazienti con sclerosi multipla (DEFINE, CONFIRM ed ENDORSE), durante il trattamento con dimetilfumarato, la conta linfocitaria media è diminuita in media di circa il 30% rispetto al valore basale nel corso del primo anno con una successiva fase di stabilizzazione. In questi studi, i pazienti che hanno interrotto il trattamento con il dimetilfumarato con conte linfocitarie al di sotto del limite inferiore di normalità (LLN, 0,9 × 109 /L) sono stati monitorati per il recupero delle conte linfocitarie al LLN. La Figura 1 mostra la proporzione di pazienti senza linfopenia severa prolungata con raggiungimento stimato del LLN sulla base del metodo di Kaplan-Meier. Il basale di recupero (recovery baseline, RBL) è stato definito come l'ultima ALC in corso di trattamento prima dell'interruzione del dimetilfumarato. La proporzione stimata di pazienti con recupero all’ LLN (ALC ≥ 0,9 × 109 /L) alla settimana 12 e alla settimana 24, in seguito a linfopenia lieve, moderata o severa all’ RBL, è riportata nella Tabella 1, nella Tabella 2 e nella Tabella 3 con intervalli di confidenza (IC) puntuali al 95%. L'errore standard dello stimatore di Kaplan-Meier della funzione di sopravvivenza è calcolato mediante la formula di Greenwood.

Figura 1: metodo di Kaplan-Meier; proporzione di pazienti con recupero all’LLN di ≥ 910 cellule/mm3 (0,9 × 109 /L) dal basale di recupero (RBL) settimane Numero di pazienti a rischio RBL: ALC < 500 cellule/mm3 18 6 4 RBL: ALC da ≥500 a < 800 cellule/mm3 124 33 17 RBL: ALC da ≥800 a < 910 cellule/mm3 86 12 4 Nota: 500 cellule/mm3 , 800 cellule/mm3 , 910 cellule/mm3 corrispondono rispettivamente a 0,5 × 109 /L, 0,8 × 109 /L e 0,9 × 109 /L. Tabella 1: Metodo di Kaplan-Meier; proporzione di pazienti con raggiungimento stimato dell’LLN, linfopenia lieve al basale di recupero (RBL), esclusi i pazienti con linfopenia severa prolungata Numero di pazienti con linfopenia lievea a rischio Basale N=86 Settimana 12 N=12 Settimana 24 N=4 Proporzione che raggiunge l’LLN (IC 95%) 0,81 (0,71; 0,89) 0,90 (0,81; 0,96) a Pazienti con ALC < 0,9 × 109 /L e ≥ 0,8 × 109 /L a RBL, esclusi i pazienti con linfopenia severa prolungata. Tabella 2: Metodo di Kaplan-Meier; proporzione di pazienti con raggiungimento stimato dell’LLN, linfopenia moderata al basale di recupero (RBL), esclusi i pazienti con linfopenia severa prolungata Numero di pazienti con linfopenia moderataa a rischio Basale N=124 Settimana 12 N=33 Settimana 24 N=17 Proporzione che raggiunge l’LLN (95% IC) 0,57 (0,46; 0,67) 0,70 (0,60; 0,80) a Pazienti con ALC < 0,8 × 109 /L e ≥ 0,5 × 109 /L a RBL, esclusi i pazienti con linfopenia severa prolungata. Tabella 3: Metodo di Kaplan-Meier; proporzione di pazienti con raggiungimento stimato dell’LLN, linfopenia severa al basale di recupero (RBL), esclusi i pazienti con linfopenia severa prolungata Numero di pazienti con linfopenia severaa a rischio Basale N=18 Settimana 12 N=6 Settimana 24 N=4 Proporzione che raggiunge l’LLN (95% IC) 0,43 (0,20; 0,75) 0,62 (0,35; 0,88) a Pazienti con ALC < 0,5 × 109 /L a RBL, esclusi i pazienti con linfopenia severa prolungata.

Efficacia e sicurezza clinica Sono stati condotti due studi randomizzati, in doppio cieco, controllati verso placebo, della durata di 2 anni, (DEFINE con 1 234 pazienti e CONFIRM con 1 417 pazienti) su pazienti con SM-RR. In questi studi non sono stati inclusi pazienti con forme progressive di sclerosi multipla L'efficacia (vedere la Tabella 4) e la sicurezza sono state dimostrate in pazienti con punteggi della scala EDSS (expanded disability status scale, scala espansa dello stato di disabilità) compresi tra 0 e 5 incluso, che avevano avuto almeno 1 recidiva durante l'anno precedente la randomizzazione o, nelle 6 settimane precedenti la randomizzazione avevano una MRI dell’encefalo che dimostrasse almeno una lesione captante gadolinio (Gd+). Nello studio CONFIRM è stato incluso un braccio di confronto a singolo cieco (rater-blinded, cioè il medico/lo sperimentatore che valuta la risposta al trattamento nello studio era in condizioni di cecità) di trattamento con glatiramer acetato. Nello studio DEFINE, i pazienti avevano le seguenti caratteristiche basali mediane: età 39 anni, durata della patologia 7,0 anni, punteggio EDSS 2,0. Inoltre, il 16% dei pazienti aveva un punteggio della scala EDSS > 3,5, il 28% aveva avuto ≥ 2 ricadute nell'anno precedente e il 42% aveva precedentemente ricevuto altri trattamenti approvati per la sclerosi multipla. Nella coorte MRI, il 36% dei pazienti inclusi nello studio aveva lesioni captanti gadolinio (Gd+) al basale (numero medio di lesioni Gd+ 1,4). Nello studio CONFIRM, i pazienti avevano le seguenti caratteristiche mediane basali: età 37 anni, durata della patologia 6,0 anni, punteggio della scala EDSS 2,5. Inoltre, il 17% dei pazienti aveva un punteggio della scala EDSS > 3,5, il 32% aveva avuto ≥ 2 ricadute nell'anno precedente e il 30% aveva precedentemente ricevuto altri trattamenti approvati per la sclerosi multipla. Nella coorte MRI il 45% dei pazienti inclusi nello studio aveva lesioni captanti gadolinio (Gd+) al basale (numero medio di lesioni Gd+ 2,4). Rispetto al placebo, i pazienti trattati con dimetilfumarato hanno avuto una riduzione clinicamente rilevante e statisticamente significativa su: la proporzione di pazienti con ricaduta a 2 anni, endpoint primario dello studio DEFINE, il tasso annualizzato di ricaduta (ARR, annualised relapse rate) a 2 anni, endpoint primario dello studio CONFIRM. Tabella 4: Endpoint clinici e di MRI per gli studi DEFINE e CONFIRM DEFINE CONFIRM Placebo Dimetilfumarato 240 mg due volte al giorno Placebo Dimetilfumarato 240 mg due volte al giorno Glatiramer acetato Endopoint clinicia N. pazienti 408 410 363 359 350 Tasso annualizzato di ricaduta 0,364 0,172*** 0,401 0,224*** 0,286* Rate ratio (RR, rapporto tra i tassi) (95% IC) 0.47 (0.37, 0.61) 0,56 (0,42; 0,74) 0,71 (0,55; 0,93) Proporzione di pazienti con ricaduta 0,461 0,270*** 0,410 0,291** 0,321** Hazard ratio (HR, rapporto tra i rischi) (95% IC) 0,51 (0,40; 0,66) 0,66 (0,51; 0,86) 0,71 (0,55; 0,92) Proporzione con progressione della disabilità confermata dopo 12 settimane 0,271 0,164** 0,169 0,128# 0,156#

Hazard ratio (95% IC) 0,62 (0,44; 0,87) 0,79 (0,52; 1,19) 0,93 (0,63; 1,37) Proporzione con progressione della disabilità confermata dopo 24 settimane 0,169 0,128# 0,125 0,078# 0,108# Hazard ratio (95% IC) 0,77 (0,52; 1,14) 0,62 (0,37; 1,03) 0,87 (0,55; 1,38) Endopoint di risonanza magnetica (MRI)b N. pazienti 165 152 144 147 161 Numero medio (mediano) di lesioni, nuove o recentemente ingranditesi in T2 nel corso di 2 anni 16,5 (7,0) 3,2 (1,0)*** 19,9 (11,0) 5,7 (2,0)*** 9,6 (3,0)*** Mean Ratio (MR, rapporto tra le medie) delle lesioni (IC 95%) 0,15 (0,10; 0,23) 0,29 (0,21; 0,41) 0,46 (0,33; 0,63) Numero medio (mediano) di lesioni captanti Gadolinio (Gd) a 2 anni 1,8 (0) 0,1 (0)*** 2,0 (0,0) 0,5 (0,0)*** 0,7 (0,0)** Odds ratio (OR, rapporto degli odds) (IC 95%) 0,10 (0,05; 0,22) 0,26 (0,15; 0,46) 0,39 (0,24; 0,65) Numero medio (mediano) di nuove lesioni ipointense in T1 nel corso di 2 anni 5,7 (2,0) 2,0 (1,0)*** 8,1 (4,0) 3,8 (1,0)*** 4,5 (2,0)** Mean Ratio delle lesioni (IC 95%) 0,28 (0,20; 0,39) 0,43 (0,30; 0,61) 0,59 (0,42; 0,82) a Tutte le analisi degli endpoint clinici erano secondo intenzione di trattamento (ITT, intent-to-treat); b L'analisi MRI ha utilizzato la coorte MRI *Valore P < 0,05; **Valore P < 0,01; ***Valore P < 0,0001; #non statisticamente significativo Uno studio di estensione in aperto, non controllato, della durata di 8 anni (ENDORSE) ha arruolato 1 736 pazienti con SM-RR eleggibili dagli studi registrativi (DEFINE e CONFIRM). L'obiettivo primario dello studio era valutare la sicurezza a lungo termine del dimetilfumarato nei pazienti affetti da SM-RR. Dei 1 736 pazienti, circa la metà (909, 52%) è stata trattata per 6 anni o più. 501 pazienti sono stati trattati continuativamente con dimetilfumarato 240 mg due volte al giorno in tutti e 3 gli studi e 249 pazienti che erano stati precedentemente trattati con il placebo negli studi DEFINE e CONFIRM hanno ricevuto il trattamento alla dose di 240 mg due volte al giorno nello studio ENDORSE. I pazienti che hanno ricevuto il trattamento due volte al giorno continuativamente sono stati trattati per un massimo di 12 anni. Durante lo studio ENDORSE, più della metà di tutti i pazienti trattati con dimetilfumarato 240 mg due volte al giorno non ha avuto una ricaduta. Per i pazienti trattati continuativamente due volte al giorno in tutti e 3 gli studi, l'ARR aggiustato era 0,187 (IC 95%: 0,156; 0,224) negli studi DEFINE e CONFIRM e 0,141 (IC 95%: 0,119; 0,167) nello studio ENDORSE. Per i pazienti precedentemente trattati co

17 placebo, l'ARR aggiustato è diminuito da 0,330 (IC 95%: 0,266; 0,408) negli studi DEFINE e CONFIRM a 0,149 (IC 95%: 0,116; 0,190) nello studio ENDORSE. Nello studio ENDORSE, la maggioranza dei pazienti (> 75%) non ha avuto una progressione della disabilità confermata (misurata come progressione sostenuta della disabilità a 6 mesi). I risultati combinati dei tre studi hanno dimostrato che i pazienti trattati con dimetilfumarato avevano tassi bassi e coerenti di progressione della disabilità confermata con un lieve aumento dei punteggi medi della scala EDSS nello studio ENDORSE. Le valutazioni alla MRI (fino al 6° anno, che comprendono 752 pazienti che erano stati precedentemente inclusi nella coorte MRI degli studi DEFINE e CONFIRM), hanno dimostrato che la maggior parte dei pazienti (circa il 90%) non presentava lesioni captanti gadolinio (Gd +). Nel corso di 6 anni, il numero medio aggiustato annuale di lesioni nuove o recentemente ingranditesi in T2 e di nuove lesioni in T1 è rimasto basso. Efficacia nei pazienti con alta attività di malattia Negli studi DEFINE e CONFIRM, un effetto consistente del trattamento sulle ricadute è stato osservato in un sottogruppo di pazienti con alta attività di malattia, mentre non è stato stabilito chiaramente l'effetto sul tempo alla progressione sostenuta della disabilità a 3 mesi. A causa del disegno degli studi, l'alta attività di malattia era definita come segue: • Pazienti con 2 o più ricadute in un anno e con una o più lesioni captanti gadolinio (Gd +), alla MRI dell’encefalo (n=42 nello studio DEFINE; n=51 nello studio CONFIRM) o, • Pazienti che non hanno risposto ad un ciclo completo e adeguato (almeno un anno di trattamento) di beta-interferone, avendo avuto almeno 1 ricaduta nell'anno precedente in corso di terapia e almeno 9 lesioni iperintense in T2 alla MRI del cranio o almeno 1 lesione captante gadolinio (Gd +), o pazienti con un tasso di recidiva invariato o maggiore nell'anno precedente rispetto ai 2 anni precedenti (n=177 nello studio DEFINE; n=141 nello studio CONFIRM). Popolazione pediatrica La sicurezza e l'efficacia del dimetilfumarato nella SM-RR pediatrica sono state valutate in uno studio randomizzato, in aperto, con controllo attivo (interferone beta-1a) a gruppi paralleli in pazienti affetti da SM-RR di età compresa tra 10 e meno di 18 anni. Centocinquanta pazienti sono stati randomizzati a dimetilfumarato (240 mg due volte al giorno per via orale) o interferone beta-1a (30 μg per via intramuscolare una volta alla settimana) per 96 settimane. L'endpoint primario era la percentuale di pazienti senza lesioni iperintense in T2 alla MRI cerebrale nuove o di nuova espansione alla settimana 96. L'endpoint secondario principale era il numero di lesioni iperintense in T2 alla MRI cerebrale nuove o di nuova espansione alla settimana 96. Sono state presentate statistiche descrittive poiché non era stata pianificata in anticipo alcuna ipotesi di conferma per l'endpoint primario. La percentuale di pazienti nella popolazione ITT (intenzione al trattamento) senza lesioni iperintense in T2 alla MRI nuove o di nuova espansione alla settimana 96 rispetto al basale era del 12,8% per il gruppo trattato con dimetilfumarato rispetto al 2,8% nel gruppo trattato con interferone beta-1a. Il numero medio di lesioni in T2 nuove o di nuova espansione alla settimana 96 rispetto al basale, aggiustato per il numero di lesioni in T2 al basale e per l'età (popolazione ITT escludendo i pazienti senza misurazioni di MRI) era del 12,4 per il dimetilfumarato e del 32,6 per l'interferone beta-1a. La probabilità di recidiva clinica era del 34% nel gruppo trattato con dimetilfumarato e del 48% nel gruppo trattato con interferone beta-1a al termine del periodo di studio in aperto di 96 settimane. Il profilo di sicurezza nei pazienti pediatrici (da 13 a meno di 18 anni di età) trattati con dimetilfumarato era coerente dal punto di vista qualitativo con quello precedentemente osservato nei pazienti adulti (vedere paragrafo 4.8).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Somministrato per via orale, dimetilfumarato subisce una rapida idrolisi presistemica mediata daesterasi e viene convertito nel, in monometilfumarato, il suo metabolita primario, anch'esso attivo. Il dimetilfumarato non è quantificabile nel plasma a seguitodi somministrazione orale di dimetilfumarato.

Pertanto, tutte le analisi farmacocinetiche relative al dimetilfumarato sono state effettuate con concentrazioni plasmatiche di monometilfumarato. I dati farmacocinetici sono stati ottenuti in soggetti con sclerosi multipla e in volontari sani. Assorbimento Il Tmax del monometilfumarato è compreso tra 2e 2,5 ore. Poiché le capsule rigide gastroresistenti di dimetilfumarato contengono microcompresse, che sono protette da un rivestimento enterico, l'assorbimento non inizia fino a quando queste non lasciano lo stomaco (in genere meno di 1 ora). Dopo la somministrazione con il cibo di 240 mg due volte al giorno, il picco mediano (Cmax) è stato di 1,72 mg/L e l'esposione complessiva (AUC, area sotto la curva) è stata di 8,02 h.mg/l in soggetti con sclerosi multipla. Complessivamente, la, Cmax e l’AUC sono aumentate approssimativamente in modo proporzionale alla dose nel range di dosi studiato (da 120 mg a 360 mg). In soggetti con sclerosi multipla, sono state somministrate due dosi di 240 mg a distanza di 4 ore nell’ambito di un regime posologico di somministrazione tre volte al giorno. Questo ha prodotto un accumulo minimo di esposizione, con conseguente aumento della Cmax mediana del 12% rispetto alla somministrazione due volte al giorno (1,72 mg/l per due volte al giorno rispetto a 1,93 mg/l per tre volte al giorno) senza implicazioni per la sicurezza. Il cibo non ha un effetto clinicamente significativo sull'esposizione del dimetilfumarato. Tuttavia, il dimetilfumarato deve essere assunto con il cibo a causa della migliore tollerabilità relativamente al rossore o agli eventi avversi gastrointestinali (vedere paragrafo 4.2). Distribuzione Il volume apparente di distribuzione dopo la somministrazione orale di dimetilfumarato 240 mg varia tra 60 L e 90 L. Il legame del monometilfumarato alle proteine plasmatiche umane è in genere compreso tra il 27% e il 40%. Biotrasformazione Nell’uomo, il dimetilfumarato viene ampiamente metabolizzato con meno dello 0,1% della dose escreta nelle urine come dimetilfumarato non modificato. Il dimetilfumarato viene inizialmente metabolizzato dalle esterasi, che sono ubiquitarie nell’apparato gastrointestinale, nel sangue e nei tessuti, prima di raggiungere la circolazione sistemica. Un ulteriore metabolismo avviene attraverso il ciclo dell'acido tricarbossilico, senza alcun coinvolgimento del sistema del citocromo P450 (CYP). Uno studio sulla singola dose di 240 mg di 14 C-dimetilfumarato ha identificato il glucosio come il metabolita predominante nel plasma umano. Altri metaboliti circolanti comprendevano l’acido fumarico, l’acido citrico e il monometilfumarato. Il metabolismo dell'acido fumarico a valle del suddetto percorso metabolico avviene attraverso il ciclo dell'acido tricarbossilico, con esalazione di anidride carbonica (CO2) che funge da via principale di eliminazione. Eliminazione L'esalazione di CO2 è la principale via di eliminazione del dimetilfumarato e rappresenta il 60% della dose. L'eliminazione renale e fecale sono vie di eliminazione secondarie, e rappresentano rispettivamente il 15,5% e lo 0,9% della dose. L'emivita terminale del monometilfumarato è breve (circa 1 ora) e nessuna quantità di monometilfumarato circolante è presente a 24 ore nella maggior parte dei soggetti. L'accumulo del didimetilfumarato o del monometilfumarato non avviene con dosi multiple di dimetilfumarato al regime terapeutico. Linearità L'esposizione al dimetilfumarato aumenta in modo approssimativamente proporzionale alla dose con dosi singole e multiple nel range posologico studiato compreso tra 120 mg e 360 mg.

Farmacocinetica in gruppi speciali di pazienti In base ai risultati dell'analisi della varianza (ANOVA), il peso corporeo è la principale covariata di esposizione (secondo la Cmax e l’AUC) nei soggetti con sclerosi multipla recidivante-remittente, ma non ha influito sulle misurazioni della sicurezza e dell’efficacia valutate negli studi clinici. Il sesso e l'età non hanno avuto un impatto clinicamente significativo sulla farmacocinetica del dimetilfumarato. La farmacocinetica nei pazienti di età pari o superiore ai 65 anni non è stata studiata. Popolazione pediatrica Il profilo farmacocinetico di dimetilfumarato 240 mg due volte al giorno è stato valutato in un piccolo studio in aperto, non controllato su pazienti con SM-RR di età compresa tra 13 e 17 anni (n=21). La farmacocinetica del dimetilfumarato in questi pazienti adolescenti era coerente con quella precedentemente osservata nei pazienti adulti (Cmax: 2,00±1,29 mg/L; AUC0-12hr: 3,62±1,16 h.mg/L, che corrisponde ad un'AUC giornaliera complessiva di 7,24 h.mg/L). Compromissione renale Poiché la via renale è una via secondaria di eliminazione per il dimetilfumarato che rappresenta meno del 16% della dose somministrata, non è stata effettuata la valutazione della farmacocinetica nei soggetti con compromissione renale. Compromissione epatica Poiché il dimetilfumarato e il monometilfumarato vengono metabolizzati dalle esterasi, senza il coinvolgimento del sistema del CYP450, non è stata effettuata la valutazione della farmacocinetica nei soggetti con compromissione epatica.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Le reazioni avverse descritte ai paragrafi di seguito sulla Tossicologia e sulla Tossicità riproduttiva non sono state osservate negli studi clinici, ma sono state riscontrate in animali esposti a livelli analoghi a quelli dell’esposizione clinica. Genotossicità Il dimetilfumarato e il monometilfumarato sono risultati negativi in una batteria di test in vitro (test di Ames, test delle aberrazioni cromosomiche nelle cellule dei mammiferi). Il dimetilfumarato è risultato negativo nel test del micronucleo nei ratti in vivo. Carcinogenesi Gli studi di carcinogenicità del dimetilfumarato sono stati condotti per un massimo di 2 anni nei topi e nei ratti. Il dimetilfumarato è stato somministrato per via orale a dosi di 25, 75, 200 e 400 mg/kg/die ai topi e a dosi di 25, 50, 100 e 150 mg/kg/die ai ratti. Nei topi, l'incidenza di carcinoma tubulare renale è risultata aumentata alla dose di 75 mg/kg/die, un’esposizione equivalente (AUC) alla dose umana raccomandata. Nei ratti, l'incidenza di carcinoma tubulare renale e adenoma testicolare a cellule di Leydig è risultata aumentata alla dose di 100 mg/kg/die, un’esposizione circa 2 volte superiore alla dose umana raccomandata. Non è nota la rilevanza di questi risultati per l’uomo. L'incidenza di papilloma e carcinoma a cellule squamose nella parte non ghiandolare dello stomaco (prestomaco) è risultata aumentata ad un’esposizione equivalente alla dose umana raccomandata nei topi e ad un’esposizione al di sotto della dose umana raccomandata nei ratti (in base all’AUC). Non esiste una controparte umana del prestomaco nei roditori.

Tossicologia Sono stati condotti studi pre-clinici nei roditori, nei conigli e nelle scimmie con una sospensione di dimetilfumarato (dimetilfumarato in 0,8% di idrossipropilmetilcellulosa) somministrata mediante gavaggio orale. Lo studio di tossicità cronica nei cani è stato condotto con la somministrazione della capsula di dimetilfumarato per via orale. Dopo la somministrazione orale ripetuta di dimetilfumarato nei topi, nei ratti, nei cani e nelle scimmie sono state osservate alterazioni renali. È stata osservata in tutte le specie la rigenerazione dell’epitelio tubulare renale, indicativa della lesione. L’iperplasia tubulare renale è stata osservata nei ratti che hanno ricevuto il trattamento per tutta la vita (studio di 2 anni). Nei cani che hanno ricevuto dosi giornaliere orali di dimetilfumarato per 11 mesi, il margine calcolato per l’atrofia corticale è stato osservato a 3 volte la dose raccomandata in base all’AUC. Nelle scimmie che hanno ricevuto dosi giornaliere orali di dimetilfumarato per 12 mesi, è stata osservata necrosi di singole cellule a 2 volte la dose raccomandata in base all’AUC. Fibrosi interstiziale e atrofia corticale sono state osservate a 6 volte la dose raccomandata in base all'AUC. Non è nota la rilevanza di questi risultati per l’uomo. Nei testicoli dei ratti e dei cani è stata osservata degenerazione dell'epitelio seminifero. I risultati sono stati osservati approssimativamente alla dose raccomandata nei ratti ed a 3 volte la dose raccomandata nei cani (in base all’AUC). Non è nota la rilevanza di questi risultati per l’uomo. I risultati nel prestomaco dei topi e dei ratti sono stati iperplasia epiteliale squamosa unita a ipercheratosi; infiammazione; e papilloma e carcinoma a cellule squamose in studi della durata di 3 mesi o superiore. Non esiste una controparte umana del prestomaco dei topi e dei ratti. Tossicità della riproduzione e dello sviluppo La somministrazione orale del dimetilfumarato a ratti maschi a 75, 250 e 375 mg/kg/die prima e durante l’accoppiamento non ha avuto effetti sulla fertilità maschile fino alla dose più alta testata (almeno 2 volte la dose raccomandata in base all’AUC). La somministrazione orale del dimetilfumarato alle femmine di ratto a 25, 100 e 250 mg/kg/die prima e durante l’accoppiamento, e continuando fino al 7° giorno di gestazione, ha indotto la riduzione del numero dei cicli di estro per 14 giorni e ha incrementato il numero di animali con diestro prolungato alla dose più alta testata (11 volte la dose raccomandata in base all’AUC). Queste alterazioni non hanno tuttavia avuto alcun effetto sulla fertilità o sul numero di feti vitali prodotti. È stato dimostrato che il dimetilfumarato attraversa la membrana placentare ed entra nel sangue fetale dei ratti e dei conigli, con rapporti di concentrazione plasmatica fetale/materna compresi tra 0,48 e 0,64 e 0,1, rispettivamente. Non sono state osservate malformazioni nei ratti o nei conigli a qualsiasi dose di dimetilfumarato. La somministrazione di dimetilfumarato a dosi orali di 25, 100 e 250 mg/kg/die alle ratte gravide durante il periodo di organogenesi ha prodotto effetti avversi materni a 4 volte la dose raccomandata in base all’AUC e basso peso fetale e ritardo dell’ossificazione (metatarsi e falangi degli arti posteriori) a 11 volte la dose raccomandata in base all’AUC. Il peso fetale inferiore e il ritardo dell’ossificazione sono stati considerati secondari alla tossicità materna (riduzione di peso corporeo e di consumo di cibo). La somministrazione orale di dimetilfumarato a 25, 75 e 150 mg/kg/die alle coniglie gravide durante l’organogenesi non ha avuto alcun effetto sullo sviluppo embrio-fetale e ha prodotto un peso materno ridotto a 7 volte la dose raccomandata e l’aumento dell'aborto a 16 volte la dose raccomandata, in base all’AUC. La somministrazione orale di dimetilfumarato a 25, 100 e 250 mg/kg/die alle ratte durante la gravidanza e l’allattamento ha prodotto pesi corporei ridotti nella prole F1 e ritardi nella maturazione sessuale nei maschi F1 a 11 volte la dose raccomandata in base all’AUC. Non sono emersi effetti sulla fertilità nella prole F1. Il peso corporeo inferiore della prole è stato considerato secondario alla tossicità materna.

Tossicità in animali giovani Due studi di tossicità su ratti giovani con somministrazione orale giornaliera di dimetilfumarato dal 28° giorno postnatale (PND, postnatal day) al 90°-93° PND (equivalente a circa 3 anni e oltre nell’uomo) hanno rivelato tossicità degli organi bersaglio nel rene e nel prestomaco simili a quelle osservate negli animali adulti. Nel primo studio, dimetilfumarato non ha avuto effetti sullo sviluppo, sul comportamento neurologico o sulla fertilità maschile e femminile fino alla dose massima di 140 mg/kg/die (circa 4,6 volte la dose umana raccomandata sulla base dei limitati dati dell’AUC disponibili nei pazienti pediatrici). Analogamente, nel secondo studio su ratti maschi giovani non sono stati osservati effetti sugli organi riproduttivi e accessori maschili fino alla dose massima di dimetilfumarato di 375 mg/kg/die (circa 15 volte l’AUC presunta alla dose pediatrica raccomandata). Tuttavia, una riduzione del contenuto minerale osseo e della sua densità nel femore e nelle vertebre lombari erano evidenti nei ratti maschi giovani. Alterazioni della densitometria ossea sono state inoltre osservate nei ratti giovani dopo la somministrazione orale di diroximel fumarato, un altro estere dell’acido fumarico che viene metabolizzato nello stesso metabolita attivo, monometilfumarato in vivo. Il NOAEL per le alterazioni della densitometria nei ratti giovani è circa 1,5 volte l’AUC presunta alla dose pediatrica raccomandata. È possibile una relazione tra effetti ossei e riduzione del peso corporeo, ma il coinvolgimento di un effetto diretto non si può escludere. I risultati a livello osseo sono di rilevanza limitata per i pazienti adulti. Non è nota la rilevanza per i pazienti pediatrici.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Contenuto della capsula (microcompresse con rivestimento enterico) Cellulosa microcristallina (E460) Croscarmellosa sodica (E468) Povidone K30 (E1201) Talco (E553b) Magnesio stearato (E470b) Acido metacrilicometile metacrilato copolimero (1:1) (E1205) Sodio laurilsolfato (470a) Trietile citrato (E1505) Acido metacrilicoetileacrilato copolimero (1:1) dispersione 30% (E1205) Polisorbato 80 (433) Involucro della capsula Ossido di ferro giallo (E172) Biossido di titanio (E171) Blu brillante FCF (E133) Gelatina Sodio laurilsolfato (470a) Stampa sulla capsula (inchiostro nero) Gomma lacca Potassio idrossido Ossido di ferro nero (E172)

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

22

6.3 Periodo di validità

30 mesi

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna particolare condizione di conservazione.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Blister in PVC/PCTFE-Alluminio Blister in PVC/PE/PVdC-Alluminio Capsule da 120 mg: Ogni blister contiene 14 o 56 capsule rigide gastroresistenti. Ogni blister divisibile per dose unitaria contiene 14 x 1 capsule rigide gastroresistenti. Capsule da 240 mg: Ogni blister contiene 14, 56, 112, 168 o 196 capsule rigide gastroresistenti. Ogni blister divisibile per dose unitaria contiene 56 x 1 capsule rigide gastroresistenti. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Dr. Reddy’s S.r.l. Piazza Santa Maria Beltrade, 1 Milano (MI) 20123 Italia

8. Numero(i) dell'autorizzazione all'immissione in commercio

050690015 - "120 MG CAPSULE RIGIDE GASTRORESISTENTI" 14 CAPSULE IN BLISTER PVC/PCTFE/AL 050690027 - "120 MG CAPSULE RIGIDE GASTRORESISTENTI" 14 X 1 CAPSULE IN BLISTER PVC/PCTFE/AL DIVISIBILE PER DOSE UNITARIA 050690039 - "120 MG CAPSULE RIGIDE GASTRORESISTENTI" 56 CAPSULE IN BLISTER PVC/PCTFE/AL 050690041 - "120 MG CAPSULE RIGIDE GASTRORESISTENTI" 14 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL 050690054 - "120 MG CAPSULE RIGIDE GASTRORESISTENTI" 14 X 1 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL DIVISIBILE PER DOSE UNITARIA 050690066 - "120 MG CAPSULE RIGIDE GASTRORESISTENTI" 56 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL 050690078 - "240 MG CAPSULE RIGIDE GASTRORESISTENTI" 14 CAPSULE IN BLISTER PVC/PCTFE/AL 050690080 - "240 MG CAPSULE RIGIDE GASTRORESISTENTI" 56 CAPSULE IN BLISTER PVC/PCTFE/AL 050690092 - "240 MG CAPSULE RIGIDE GASTRORESISTENTI" 56 X 1 CAPSULE IN BLISTER PVC/PCTFE/AL DIVISIBILE PER DOSE UNITARI

23 050690104 - "240 MG CAPSULE RIGIDE GASTRORESISTENTI" 112 CAPSULE IN BLISTER PVC/PCTFE/AL 050690116 - "240 MG CAPSULE RIGIDE GASTRORESISTENTI" 168 CAPSULE IN BLISTER PVC/PCTFE/AL 050690128 - "240 MG CAPSULE RIGIDE GASTRORESISTENTI" 196 CAPSULE IN BLISTER PVC/PCTFE/AL 050690130 - "240 MG CAPSULE RIGIDE GASTRORESISTENTI" 14 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL 050690142 - "240 MG CAPSULE RIGIDE GASTRORESISTENTI" 56 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL 050690155 - "240 MG CAPSULE RIGIDE GASTRORESISTENTI" 56 X 1 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL DIVISIBILE PER DOSE UNITARIA 050690167 - "240 MG CAPSULE RIGIDE GASTRORESISTENTI" 112 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL 050690179 - "240 MG CAPSULE RIGIDE GASTRORESISTENTI" 168 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL 050690181 - "240 MG CAPSULE RIGIDE GASTRORESISTENTI" 196 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell'autorizzazione

Data della prima autorizzazione:

10. Data di revisione del testo

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.