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DORYX

Principio attivo: ALENDRONATO SODICO TRIIDRATO, ACIDO ALENDRONICO · ATC M05BA04 · EBERLIFE FARMACEUTICI S.P.A.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Principio attivo: ALENDRONATO SODICO TRIIDRATO, ACIDO ALENDRONICO
Forma farmaceutica: Compressa
Dosaggio: 70 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: EBERLIFE FARMACEUTICI S.P.A.
Codice ATC: M05BA04
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· ACIDO ALENDRONICO TECNIGEN - TECNIGEN S.R.L.
· ACIDO ALENDRONICO ALTER - LABORATORI ALTER S.R.L.
· ACIDO ALENDRONICO AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· ALENDRONATO MYLAN GENERICS - MYLAN S.P.A.
· ALENDRONATO DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· ALENDRONATO ALMUS - ALMUS S.R.L.
· ALENDRONATO EG - EG S.P.A.
· FOSAMAX - GMM FARMA S.R.L.
· FOSAMAX - BB FARMA S.R.L.
· ACIDO ALENDRONICO FG - FG S.R.L.
· ACIDO ALENDRONICO ZENTIVA - ZENTIVA ITALIA S.R.L.
· GENALEN - NEOPHARMED GENTILI S.P.A.
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

DORYX contiene il principio attivo acido alendronico e appartiene ad un gruppo di medicinali non ormonali denominati bisfosfonati.

DORYX è usato per il trattamento dell’osteoporosi (assottigliamento ed indebolimento delle ossa) che si

verifica nelle donne dopo la menopausa.

DORYX riduce il rischio di fratture vertebrali e dell’anca.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda DORYX − se è allergico all’acido alendronico o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6).

− Se ha alcune malattie dell’esofago (il canale che unisce la bocca con lo stomaco), come restringimenti (stenosi) e difficoltà ad inghiottire (acalasia). − Se non può stare in piedi o seduto con il busto eretto per almeno 30 minuti.

− Se presenta bassi livelli di calcio nel sangue.

Se pensa di rientrare in uno di questi casi, non prenda le compresse. Consulti il medico e segua le indicazioni date.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere DORYX se:

- Soffre di problemi renali.
- Presenta difficoltà ad inghiottire (disfagia).
- Presenta problemi dell’apparato digerente: patologie dell’esofago, gastrite (infiammazione dello
stomaco), duodenite (infiammazione del primo tratto dell’intestino), ulcera (lesione).

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- Ha sofferto da poco (entro l’anno) di patologie gastrointestinali (malattie dello stomaco e
dell’intestino) importanti come ulcera peptica (lesione dello stomaco), o emorragia gastrointestinale
(sanguinamento dello stomaco o dell’intestino).
- Ha fatto un intervento chirurgico nel tratto gastrointestinale.

- Presenta l'esofago di Barrett (una malattia associata a modificazioni delle cellule che rivestono
internamente il tratto inferiore dell’esofago).
- Le è stato detto che ha un problema dell’assorbimento dei minerali a livello dello stomaco e
dell’intestino (sindrome da malassorbimento).
- Presenta bassi livelli di calcio nel sangue.
- Ha una condizione di salute dentale scadente, una malattia delle gengive, ha in previsione un’estrazione

dentale, sta per essere sottoposto ad un intervento di chirurgia dentaria o non si sottopone regolarmente a controlli dal dentista. Durante il trattamento è necessario mantenere una buona igiene orale, ricevere periodicamente check-up dentali e riferire al medico curante qualsiasi sintomo allo bocca o ai denti quale gonfiore, dolore o perdita di denti. Le può essere richiesto di sottoporsi ad un controllo odontoiatrico prima di iniziare il trattamento con

DORYX.

Sono state riportate fratture atipiche del femore. E’ importante segnalare qualsiasi dolore alla coscia, all’anca o all’inguine al medico curante.

di due ossa della faccia) nei pazienti trattati che:
-
-
-
Hanno il cancro
Fanno chemioterapia o radioterapia
È stato osservato un aumento del rischio di sviluppare l’osteonecrosi della mandibola e/o mascella (malattia

Assumono inibitori dell’angiogenesi (quali bevacizumab o talidomide) che sono usati nel
trattamento del cancro. Sono in terapia con corticosteroidi (un tipo di anti-infiammatorio).
- Fumano.
- Hanno una storia di malattie dei denti.
- Hanno malattie delle gengive.
- Hanno scarsa igiene orale.
- Hanno effettuato procedure dentali invasive.

- Hanno una protesi con scarsa aderenza.

Se Lei presenta questi fattori di rischio, il medico li prenderà in considerazione per valutare il suo rischio di sviluppare l’osteonecrosi della mandibola e/o mascella.

È necessario rivolgersi ad un medico nel caso in cui in corso di terapia si verifichino sintomi di irritazione, infiammazione o ulcerazione dell’esofago (il canale che unisce la bocca allo stomaco) come disfagia (difficoltà a deglutire), odinofagia (deglutizione dolorosa), dolore retro sternale (dolore al torace), insorgenza o peggioramento di pirosi (bruciore alla parte alta dello stomaco). Questi effetti possono maggiormente verificarsi se non assume DORYX in maniera appropriata (non beve un bicchiere pieno d’acqua e/o se si

stende durante i primi 30 minuti dopo aver preso DORYX). Questi effetti indesiderati possono peggiorare se lei continua a prendere DORYX dopo aver accusato questi sintomi.

Bambini e adolescenti DORYX non deve essere assunto da bambini ed adolescenti di età inferiore a 18 anni.

Altri medicinali e DORYX Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

È probabile che integratori di calcio, antiacidi (usati per abbassare l’acidità dello stomaco), ed alcuni medicinali per via orale interferiscano con l’assorbimento di DORYX se presi allo stesso tempo. Pertanto è necessario far trascorrere almeno 30 minuti dall’assunzione di DORYX prima dell’assunzione orale di qualsiasi altro farmaco (vedere paragrafo 3 “Come prendere DORYX”).

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Alcuni medicinali per il reumatismo o per il dolore a lungo termine chiamati FANS (ad es. acido acetilsalicilico o ibuprofene) potrebbero causare problemi digestivi. Pertanto, si deve usare cautela quando questi medicinali vengono presi contemporaneamente con DORYX.

DORYX con cibi e bevande È probabile che alimenti e bevande (inclusa l’acqua minerale), interferiscono con l’assorbimento di DORYX se presi allo stesso tempo. È dunque importante seguire le istruzioni date nel paragrafo 3 “Come prendere DORYX”.

Gravidanza e allattamento

DORYX è indicato solo per le donne dopo la menopausa. Non prenda DORYX se è in corso o sospetta una gravidanza o se sta allattando.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Con DORYX sono stati riportati effetti indesiderati (per esempio visione annebbiata, capogiro e grave dolore

osseo, muscolare o articolare) che possono interferire sulla capacità di guidare veicoli o sull'utilizzo di macchinari (vedere paragrafo 4).

DORYX contiene lattosio Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

DORYX contiene sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

La dose raccomandata è una compressa di DORYX una volta alla settimana.

Per ottenere benefici dal trattamento con DORYX è necessario agire come descritto qui di seguito:

1. Scelga il giorno della settimana che meglio si concilia con le sue attività. Prenda una compressa di DORYX una volta a settimana nel giorno prescelto. È molto importante che lei segua le istruzioni 2), 3), 4), e 5) per facilitare l'ingresso veloce della compressa di DORYX nello stomaco e contribuire a ridurre la possibilità di irritare l'esofago (il canale che collega la bocca allo stomaco).

2. prendere DORYX dopo essersi alzati dal letto per iniziare la giornata, e almeno 30 minuti prima di assumere qualsiasi alimento, bevanda o altro farmaco della giornata.

Ingoiare la compressa di DORYX intera con un bicchiere pieno di acqua, preferibilmente di rubinetto (non acqua minerale) (non meno di 200 ml), in modo che DORYX sia adeguatamente assorbito a. Non prendere con acqua minerale (naturale o gassata). b. Non prendere con caffè o tè. c. Non prendere con succhi o latte. Non deve frantumare, masticare o permettere che si sciolga in bocca, a causa della possibile formazione di

ulcere nella cavità orale.

3. Non deve distendersi. Mantenga il busto in posizione eretta (sia seduto, che in piedi, che camminando) – per almeno 30 minuti dopo aver inghiottito la compressa. Non si distenda finché non ha mangiato qualcosa.

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4. Non prenda DORYX al momento di coricarsi o prima di alzarsi dal letto all'inizio della giornata.

5. Nel caso compaia difficoltà o dolore quando ingoia, dolore toracico o insorga o peggiori un

bruciore alla parte alta dello stomaco, interrompa l'assunzione di DORYX e contatti il medico.

6. Dopo aver ingerito la compressa di DORYX, attenda almeno 30 minuti prima di mangiare, bere o prendere gli altri medicinali della giornata, inclusi antiacidi, integratori di calcio e vitamine. DORYX è efficace solo quando viene preso a stomaco vuoto.

Se prende più DORYX di quanto deve Se per errore prende troppe compresse, beva un bicchiere pieno di latte e contatti immediatamente il medico. Non provochi il vomito e non si distenda. In caso di sovradosaggio possono verificarsi: ipocalcemia (riduzione della concentrazione di calcio nel

sangue), ipofosfatemia (riduzione della concentrazione di fosfato nel sangue), disturbi gastrici, pirosi gastrica (bruciore di stomaco), esofagite (infiammazione dell’esofago), gastrite (infiammazione dello stomaco) e ulcera (lesione).

Se dimentica di prendere DORYX

Se dimentica di prendere la compressa, è sufficiente prendere una compressa di DORYX il mattino successivo. Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose. Successivamente, ricominci a prendere la compressa nel giorno della settimana prescelto.

Se interrompe il trattamento con DORYX È importante continuare a prendere DORYX fino a quando prescritto dal medico. Dal momento che non si sa per quanto tempo deve prendere DORYX, deve verificare periodicamente con il medico la necessità di rimanere in terapia con questo medicinale per determinare se DORYX sia ancora la terapia giusta per lei.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. Si rechi immediatamente dal medico se nota uno qualsiasi dei seguenti effetti indesiderati, che possono essere gravi, e per i quali potrebbe aver bisogno di un trattamento medico urgente.

Comune (può interessare fino a 1 persona su 10): • Bruciore di stomaco; difficoltà ad ingoiare; dolore nell'ingoiare; ulcere dell'esofago (il canale che collega la bocca allo stomaco) che può causare dolore al torace, bruciore di stomaco o difficoltà o dolore ad ingoiare.

Raro (può interessare fino a 1 persona su 1.000):
• reazioni allergiche come l'orticaria; gonfiore del volto, delle labbra, della lingua e/o della gola,
possibile causa di difficoltà a respirare o ad ingoiare; gravi reazioni della pelle,
• dolore alla bocca, e/o alla mandibola/mascella, gonfiore o ulcere all'interno della bocca,
intorpidimento o una percezione di pesantezza alla mandibola/mascella o perdita di un dente. Questi
potrebbero essere segni di danno osseo nella mandibola/mascella (osteonecrosi) generalmente associati a
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ritardo della guarigione e infezione, spesso dopo estrazione dentale. Contatti il medico e il dentista se accusa tali sintomi, • raramente può verificarsi una frattura insolita del femore in particolare in pazienti in trattamento da lungo tempo per l'osteoporosi. Contatti il medico se manifesta dolore, debolezza o malessere alla coscia,

all'anca o all'inguine in quanto potrebbe essere un'indicazione precoce di una possibile frattura del femore,

Altri effetti indesiderati comprendono Molto comune (può interessare più di 1 persona su 10): • dolore osseo, muscolare e/o articolare che talvolta è grave.

Comune (possono interessare fino a 1 persona su 10):
• mal di testa (cefalea)
• Capogiri.
• Dolore addominale, dispepsia (digestione difficile), stitichezza, diarrea, flatulenza (emissione di gas

dall’intestino, sensazione di pienezza o gonfiore allo stomaco.
• Alopecia (perdita di capelli).
• Prurito.
• Gonfiore delle articolazioni.
• Stanchezza, gonfiore delle mani e delle gambe.

Non comune (possono interessare fino a 1 persona su 100):
•
•
infiammazione degli occhi (uveite, sclerite, episclerite).
Nausea, vomito; irritazione o infiammazione dell’esofago (il canale che unisce la bocca allo stomaco) o
dello stomaco; feci nere o scure.
• Eruzione cutanea, arrossamento della pelle (eritema).
• Sintomi simil-influenzali passeggeri, come dolori muscolari, sensazione di malessere generale e talvolta
con febbre, di solito all’inizio del trattamento.
• Disturbo del gusto.

Raro (può interessare fino a 1 persona su 1.000): • sintomi dovuti a bassi livelli di calcio nel sangue inclusi crampi muscolari o spasmi e/o formicolio alle dita o intorno alla bocca.

• Ulcere peptiche o dello stomaco (talvolta gravi o con sanguinamento).
• Restringimento dell'esofago (il canale che collega la bocca allo stomaco).
• Eruzione cutanea peggiorata dall'esposizione alla luce solare.
• Ulcere della bocca.

Molto raro (possono interessare fino a 1 persona su 10.000): • si rivolga al medico in caso di dolore all'orecchio, secrezioni dall'orecchio e/o infezione dell'orecchio. Questi episodi potrebbero essere segni di danno osseo all'orecchio.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il

sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

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Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola dopo SCAD. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare a temperatura non superiore a 25°C. Non togliere le compresse dal blister prima del momento di prenderle.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene DORYX

− Il principio attivo è l’alendronato sodico triidrato. Ogni compressa contiene l’equivalente di acido

alendronico 70 mg, come alendronato sodico triidrato. − Gli altri componenti sono cellulosa microcristallina, lattosio anidro, croscarmellosa sodica, magnesio stearato.

Descrizione dell’aspetto di DORYX e contenuto della confezione 4 e 12 compresse in blister in alluminio.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio Eberlife Farmaceutici S.p.A., Via G. Porzio snc, 80143 Napoli Produttore Genetic S.p.A., Contrada Canfora, 84084 Fisciano (SA), Italia

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il Settembre 2024

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Domande frequenti su DORYX

Come si usa DORYX?

DORYX si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

DORYX e disponibile senza ricetta?

No, DORYX e soggetto a prescrizione medica.

Qual e il principio attivo di DORYX?

Il principio attivo di DORYX e ALENDRONATO SODICO TRIIDRATO, ACIDO ALENDRONICO.

Quali sono gli equivalenti di DORYX?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: ACIDO ALENDRONICO TECNIGEN, ACIDO ALENDRONICO ALTER, ACIDO ALENDRONICO AUROBINDO, ALENDRONATO MYLAN GENERICS. Il farmacista puo proporle un equivalente.

Chi produce DORYX?

DORYX e prodotto da EBERLIFE FARMACEUTICI S.P.A..

Da quando DORYX e autorizzato in Italia?

DORYX ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2020-07-10.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

DORYX 70 mg compresse

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Una compressa contiene l'equivalente di acido alendronico 70 mg, come alendronato sodico triidrato 91,37 mg. Eccipiente con effetti noti: lattosio anidro. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

DORYX è indicato negli adulti per il rattamento dell'osteoporosi postmenopausale. Riduce il rischio di fratture vertebrali e dell'anca.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Il dosaggio raccomandato è di una compressa da 70 mg in mono somministrazione settimanale. I pazienti devono essere informati che in caso di mancata assunzione della dose settimanale di DORYX 70 mg, devono assumere una compressa al mattino successivo al giorno in cui se ne sono accorti. Non si devono prendere due compresse lo stesso giorno ma si deve ricominciare ad assumere una compressa una volta a settimana, nel giorno prescelto come stabilito in precedenza. Anziani: Negli studi clinici non è stata dimostrata nessuna differenza legata all'età nei profili di efficacia o di sicurezza dell'alendronato. Non è pertanto necessario alcun aggiustamento del dosaggio nei pazienti anziani. Danno renale: Non è necessario aggiustare il dosaggio nei pazienti con clearance della creatinina maggiore di 35 ml/min. L'alendronato non è raccomandato in pazienti con danno renale quando la clearance della creatinina è minore di 35 ml/min, in quanto non sono disponibili informazioni in proposito. Popolazione pediatrica: La sicurezza e l’efficacia di DORYX non sono state stabilite nei bambini di età inferiore ai 18 anni. Questo medicinale non deve essere usato nei bambini di età inferiore a 18 anni. I dati attualmente disponibili per l’acido alendronico nella popolazione pediatrica sono descritti nel paragrafo 5.1. Modo di somministrazione Uso orale. Per ottenere un adeguato assorbimento dell'alendronato:

DORYX deve essere deglutito almeno 30 minuti prima di qualsiasi alimento, bevanda o farmaco della giornata insieme solo ad acqua di rubinetto. È probabile che altre bevande (inclusa l'acqua minerale), alimenti e alcuni farmaci riducano l'assorbimento di alendronato (vedere paragrafo 4.5 “Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione"). Per facilitare il rilascio a livello gastrico e ridurre il potenziale di irritazione/eventi indesiderati locali ed esofagei (vedere paragrafo 4.4 "Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego"): DORYX deve essere deglutito solo dopo essersi alzati dal letto per iniziare la giornata, con un bicchiere colmo d'acqua di rubinetto (non meno di 200 ml). I pazienti devono deglutire interamente DORYX. Il paziente non deve frantumare o masticare la compressa o permettere che la compressa si sciolga in bocca, a causa del rischio potenziale che si verifichino ulcerazioni orofaringee. Il paziente non deve distendersi per almeno 30 minuti dopo aver assunto DORYX e fintanto che non abbia mangiato qualcosa. DORYX non deve essere assunto al momento di coricarsi o prima di alzarsi dal letto all'inizio della giornata. I pazienti devono assumere integratori di calcio e vitamina D se l'introito dietetico non è adeguato (vedere paragrafo 4.4 "Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego"). DORYX 70 mg non è stato studiato nel trattamento dell'osteoporosi indotta dai glicocorticoidi.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Patologie dell'esofago e altri fattori che ritardano lo svuotamento esofageo, come stenosi e acalasia. Impossibilità a stare in piedi o seduti con il busto eretto per almeno 30 minuti. Ipocalcemia (vedere anche paragrafo 4.4 "Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego").

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Reazioni avverse del tratto gastrointestinale superiore L'alendronato può causare irritazione locale della mucosa del tratto gastrointestinale superiore. A causa del potenziale peggioramento della patologia di base, si deve agire con cautela nel somministrare l'alendronato a pazienti con patologie attive a livello del tratto gastro-intestinale superiore, quali disfagia, patologie esofagee, gastrite, duodenite, ulcere o con storia recente (entro l'anno precedente) di patologie gastrointestinali importanti quali ulcera peptica o sanguinamento gastrointestinale attivo o chirurgia del tratto gastrointestinale superiore esclusa la piloroplastica (vedere paragrafo 4.3 "Controindicazioni"). Nei pazienti con accertato esofago di Barrett, il medico deve considerare i benefici e i potenziali rischi dell'alendronato nei singoli pazienti. In pazienti in trattamento con alendronato sono state riportate reazioni indesiderate (alcune gravi e con necessità di ospedalizzazione) a carico dell'esofago quali esofagite, ulcere esofagee ed erosioni esofagee, raramente seguite da stenosi esofagee. Il medico deve, pertanto, fare attenzione alla comparsa di qualsiasi segno o sintomo che indichi una possibile reazione esofagea ed avvisare il paziente di interrompere l'alendronato e rivolgersi ad un medico nel caso si verifichino sintomi di irritazione esofagea quali disfagia, odinofagia, dolore retrosternale, insorgenza o peggioramento di pirosi (vedere paragrafo 4.8). Il rischio di eventi indesiderati gravi a livello esofageo sembra essere maggiore nei pazienti che non assumono l'alendronato in maniera appropriata e/o che continuano ad assumere l'alendronato dopo l

sviluppo di sintomi riferibili ad irritazione esofagea. È molto importante che il paziente conosca e comprenda bene le modalità di assunzione del farmaco (vedere paragrafo 4.2 "Posologia e modo di somministrazione"). Il paziente deve essere informato che se non vengono seguite queste precauzioni, può aumentare il rischio di problemi esofagei. Mentre in ampi studi clinici non è stato osservato un aumento del rischio, sono stati segnalati (dopo l'immissione in commercio del farmaco) rari casi di ulcere gastriche e duodenali, alcuni dei quali gravi ed associati a complicanze (vedere paragrafo 4.8). Osteonecrosi della mandibola/mascella L’osteonecrosi della mandibola e/o mascella, generalmente associata ad estrazione dentale e/o ad infezione locale (osteomielite inclusa), è stata riportata in pazienti con cancro in trattamento con regimi comprendenti i bifosfonati somministrati principalmente per via endovenosa. Molti di questi pazienti erano trattati anche con chemioterapia e corticosteroidi. L’osteonecrosi della mandibola e/o mascella è stata anche riportata in pazienti con osteoporosi in trattamento con i bifosfonati orali. I seguenti fattori di rischio devono essere considerati quando si valuta il rischio individuale dello sviluppo di osteonecrosi della mandibola e/o mascella • Potenza dei bifosfonati (maggiore per acido zoledronico), via di somministrazione (vedere sopra) e dose cumulativa. • Cancro, chemioterapia, radioterapia, corticosteroidi, inibitori dell’angiogenesi, fumo. • Anamnesi di malattia dentale, scarsa igiene orale, malattia paradontale, procedure dentali invasive e protesi con scarsa aderenza. Un esame odontoiatrico con le appropriate procedure odontoiatriche preventive deve essere considerato prima del trattamento con bifosfonati orali nei pazienti in condizione di salute dentale scadente. Durante il trattamento, questi pazienti devono, se possibile, evitare procedure dentarie invasive. Nei pazienti che hanno sviluppato osteonecrosi della mandibola e/o mascella durante la terapia con i bifosfonati, la chirurgia dentaria può esacerbare la condizione. Per i pazienti che necessitano di chirurgia dentaria, non ci sono dati disponibili per suggerire che l’interruzione del trattamento con i bifosfonati riduca il rischio di osteonecrosi della mandibola e/o mascella. Il giudizio clinico del medico deve guidare il programma di gestione di ciascun paziente, sulla base della valutazione individuale del rapporto rischio/beneficio. Durante il trattamento con bifosfonati, tutti i pazienti devono essere sollecitati a mantenere una buona igiene orale, a ricevere periodicamente dei check-up dentali e riferire qualsiasi sintomo orale come mobilità, dolore o gonfiore dentale. Dolore muscoloscheletrico Nei pazienti trattati con bifosfonati sono stati riportati dolori ossei, articolari e/o muscolari. Nell’esperienza post-marketing questi sintomi sono stati raramente gravi e/o hanno causato disabilità (vedere paragrafo 4.8 “Effetti indesiderati”). I tempi di esordio dei sintomi sono risultati variabili da un giorno a diversi mesi dall’inizio del trattamento. Nella maggior parte dei pazienti l’interruzione del trattamento ha dato luogo a un sollievo dai sintomi. A seguito di una nuova somministrazione dello stesso farmaco o di un altro bifosfonato, un sottogruppo di pazienti è andato incontro ad una ricaduta dei sintomi. Osteonecrosi del canale uditivo esterno È stata riferita osteonecrosi del canale uditivo esterno in concomitanza con l'uso di bifosfonati, prevalentemente in associazione a terapie di lungo termine. Tra i possibili fattori di rischio dell'osteonecrosi del canale uditivo esterno sono inclusi l'uso di steroidi e la chemioterapia e/o fattori di rischio locali quali infezione o trauma. L'eventualità di osteonecrosi del canale uditivo esterno deve essere valutata in pazient

trattati con bifosfonati che presentano sintomi a carico dell'orecchio, come dolore o secrezione, o infezioni croniche dell'orecchio. Fratture atipiche del femore Sono state riportate fratture atipiche sottotrocanteriche e diafisarie del femore, principalmente in pazienti in terapia da lungo tempo con bifosfonati per l’osteoporosi. Queste fratture trasversali o oblique corte, possono verificarsi in qualsiasi parte del femore a partire da appena sotto il piccolo trocantere fino a sopra la linea sovracondiloidea. Queste fratture si verificano spontaneamente o dopo un trauma minimo e alcuni pazienti manifestano dolore alla coscia o all’inguine, spesso associato con reperti di diagnostica per immagini a evidenze radiografiche di fratture da stress, settimane o mesi prima del verificarsi di una frattura femorale completa. Le fratture sono spesso bilaterali; pertanto nei pazienti trattati con bifosfonati che hanno subito una frattura della diafisi femorale deve essere esaminato il femore controlaterale. È stata riportata anche una limitata guarigione di queste fratture. Nei pazienti con sospetta frattura atipica femorale si deve prendere in considerazione l’interruzione della terapia con bifosfonati in attesa di una valutazione del paziente basata sul rapporto beneficio rischio individuale. Durante il trattamento con bifosfonati i pazienti devono essere informati di segnalare qualsiasi dolore alla coscia, all’anca o all’inguine e qualsiasi paziente che manifesti tali sintomi deve essere valutato per la presenza di un’incompleta frattura del femore. Nell’esperienza post-marketing, sono stati riportati rari casi di gravi reazioni cutanee inclusa sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica. Danno renale Non si raccomanda l'uso di alendronato in pazienti con renale quando la clearance della creatinina è minore di 35 ml/min (vedere paragrafo 4.2 "Posologia e modo di somministrazione"). Metabolismo osseo e minerale Si devono considerare con attenzione cause di osteoporosi diverse dalla carenza di estrogeni, dall'età e dall’uso di glucocorticoidi. L'ipocalcemia deve essere corretta prima di iniziare la terapia con alendronato (vedere paragrafo 4.3 "Controindicazioni"). Anche altri disordini riguardanti il metabolismo minerale (come una carenza di vitamina D e ipoparatiroidismo) devono essere trattati adeguatamente prima di iniziare la terapia con questo medicinale. In pazienti affetti da queste condizioni cliniche deve essere effettuato il monitoraggio dei livelli del calcio sierico e dell'ipocalcemia nel corso del trattamento con DORYX. A causa dell'effetto positivo dell'alendronato sull'incremento della mineralizzazione dell'osso, possono verificarsi diminuzioni dei livelli sierici del calcio e dei fosfati soprattutto in pazienti che assumono glucocorticoidi nei quali l’assorbimento di calcio può diminuire. Tali diminuzioni sono usualmente limitate ed asintomatiche. Vi sono state tuttavia rare segnalazioni di ipocalcemia sintomatica, occasionalmente gravi e spesso a carico di pazienti con condizioni predisponenti (es.: ipoparatiroidismo, deficit di vitamina D e malassorbimento del calcio). È particolarmente importante assicurare un adeguato apporto di calcio e vitamina D in pazienti in terapia con glucocorticoidi. Eccipienti Lattosio Il medicinale contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale. Sodi

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

È probabile che cibo e bevande (inclusa l'acqua minerale), integratori di calcio, antiacidi e altri farmaci per somministrazione orale, se assunti contemporaneamente all'alendronato, interferiscano con l'assorbimento di quest'ultimo. Di conseguenza, i pazienti devono lasciare trascorrere almeno 30 minuti dall'assunzione dell'alendronato prima dell'assunzione orale di qualsiasi altro medicinale per via orale (vedere paragrafi 4.2 "Posologia e modo di somministrazione" e 5.2 "Proprietà farmacocinetiche"). Non si prevedono altre interazioni farmacologiche di rilevanza clinica. Negli studi clinici, ad alcuni pazienti sono stati somministrati estrogeni (intravaginali, transdermici o orali) durante il trattamento con l'alendronato. Non sono stati identificati eventi indesiderati attribuibili all'uso degli estrogeni durante il trattamento con l'alendronato. Dato che i FANS provocano irritazione gastrointestinale, bisogna prestare cautela durante l’uso concomitante con alendronato. Sebbene non siano stati condotti studi specifici di interazione, negli studi clinici l'alendronato è stato usato con una vasta gamma di farmaci comunemente prescritti senza dare luogo ad eventi indesiderati di rilevanza clinica.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza I dati relativi all’uso di alendronato in donne in gravidanza non esistono o sono in numero limitato. Gli studi su animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva. L'alendronato ha causato distocia dovuta all'ipocalcemia nei ratti in gravidanza (vedere paragrafo 5.3 "Dati preclinici di sicurezza"). Alendronato non deve essere somministrato durante la gravidanza. Allattamento Non è noto se l'alendronato/metaboliti siano escreti nel latte materno. Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso. Data l'indicazione, l'alendronato non deve essere utilizzato durante l'allattamento. Fertilità I bifosfonati sono incorporati nella matrice dell’osso, dalla quale sono gradualmente rilasciati nell’arco di anni. Il quantitativo di bifosfonati incorporati nell’osso dell’adulto, e quindi, il quantitativo disponibile per il rilascio nella circolazione sistemica, è direttamente correlato alla dose e alla durata dell’uso di bifosfonati (vedere paragrafo 5.2). Non ci sono dati sul rischio fetale nell’uomo. Tuttavia, vi è un rischio teorico di danno fetale, principalmente scheletrico, se una donna rimane incinta dopo aver completato un ciclo di terapia con bifosfonati. Non è stato studiato l’impatto sul rischio di variabili quali il tempo che intercorre tra la cessazione della terapia con bifosfonati e il concepimento, il tipo di bifosfonato usato e la via di somministrazione (via endovenosa nei confronti della via orale).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

DORYX non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. I pazienti possono manifestare alcune reazioni avverse (per esempio visione annebbiata, capogiro e grave dolore osseo, muscolare o articolare (vedere paragrafo 4.8)) che possono alterare la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza In uno studio clinico della durata di un anno, nelle donne in post-menopausa con osteoporosi, i profili globali di sicurezza di alendronato 70 mg in monosomministrazione settimanale (n=519) e alendronato 10 mg/die (n=370), sono risultati simili. In due studi della durata di tre anni di disegno sostanzialmente identico, nelle donne in post-menopausa (alendronato 10 mg: n=196, placebo: n=397) i profili globali di sicurezza di alendronato 10 mg/die e placebo sono risultati simili. Gli eventi indesiderati segnalati dagli investigatori come possibilmente, probabilmente o sicuramente correlati al farmaco sono presentati nella tabella che segue se si sono verificati in ≥ 1% per ciascun gruppo di trattamento nello studio ad un anno, oppure se si sono verificati in ≥ 1% dei pazienti trattati con alendronato 10 mg/die e ad un'incidenza superiore al placebo negli studi a tre anni: Studio ad un anno Studi a tre anni Alendronato 70 mg (n = 519) % Alendronato 10 mg/die (n = 370) % Alendronato 10 mg/die (n = 196) % Placebo (n = 397) % Gastro-intestinali Dolore addominale 3,7 3,0 6,6 4,8 Dispepsia 2,7 2,2 3,6 3,5 Rigurgito acido 1,9 2,4 2,0 4,3 Nausea 1,9 2,4 3,6 4,0 Distensione addominale 1,0 1,4 1,0 0,8 Stipsi 0,8 1,6 3,1 1,8 Diarrea 0,6 0,5 3,1 1,8 Disfagia 0,4 0,5 1,0 0,0 Flatulenza 0,4 1,6 2,6 0,5 Gastrite 0,2 1,1 0,5 1,3 Ulcera gastrica 0,0 1,1 0,0 0,0 Ulcera esofagea 0,0 0,0 1,5 0,0 Muscoloscheletrici Dolore muscoloscheletrico (osseo, muscolare o articolare) 2,9 3,2 4,1 2,5 Crampi muscolari 0,2 1,1 0,0 1,0 Neurologici Cefalea 0,4 0,3 2,6 1,5 Negli studi clinici e/o con l’uso commerciale del farmaco sono state riportate anche le seguenti reazioni avverse: le frequenze sono definite come: Molto comune (≥ 1/10), Comune (≥1/100, <1/10), Non comune (≥1/1.000, <1/100), Raro (≥1/10.000, <1/1.000), Molto raro (<1/10.000 inclusi casi isolati). Disturbi del sistema immunitario: Raro: reazioni di ipersensibilità inclusi orticaria e angioedema. Disturbi del metabolismo e della nutrizione:

Raro: ipocalcemia sintomatica, spesso in associazione con condizioni predisponenti§ . Patologie del sistema nervoso: Comune: cefalea, capogiri † Non comune: disgeusia† Patologie dell’occhio: Non comune: infiammazione degli occhi (uveite, sclerite, episclerite). Patologie dell’orecchio e del labirinto: Comune: vertigini† Molto raro: osteonecrosi del canale uditivo esterno (reazione avversa per la classe dei bifosfonati). Patologie gastrointestinali: Comune: dolore addominale, dispepsia, stipsi, diarrea, flatulenza, ulcera esofagea*, disfagia*, distensione addominale, rigurgito acido. Non comune: nausea, vomito, gastrite, esofagite*, erosioni esofagee*, melena† . Raro: restringimento del lume esofageo*, ulcera orofaringea*, SUP del tratto gastrointestinale superiore (perforazione, ulcere, sanguinamento)§ . Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Comune: alopecia† , prurito† . Non comune: eruzione cutanea, eritema. Raro: eruzione cutanea con fotosensibilità, reazioni cutanee gravi incluse sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica‡ . Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: Molto comune: dolore muscoloscheletrico (ossa, muscoli o articolazioni) a volte grave†§ Comune: gonfiore delle articolazioni† Raro: osteonecrosi della mandibola e/o mascella‡§ . La maggioranza delle segnalazioni riguarda pazienti con cancro, ma alcuni casi sono stati riportati anche in pazienti trattati per osteoporosi. L’osteonecrosi della mandibola e/o mascella è generalmente associata ad estrazione dentaria e/o infezione locale (osteomielite inclusa). Diagnosi di cancro, chemioterapia, radioterapia, corticosteroidi e scarsa igiene orale sono anche ritenuti come fattore di rischio. Fratture atipiche del femore sottotrocanteriche e diafisarie (effetti indesiderati dei bifosfonati). Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: Comune: astenia† , edema periferico† Non comune: sintomi transitori come in una risposta di fase acuta (mialgia, malessere e raramente febbre), tipicamente in associazione con l’inizio del trattamento† , §vedere paragrafo 4.4 † la frequenza negli studi clinici è risultata simile nel gruppo con il farmaco e con il placebo. * vedere paragrafi 4.2 e 4.4 ‡ questi effetti indesiderati sono stati identificati attraverso vigilanza post-marketing. La frequenza rara è stata stimata sulla base di rilevanti studi clinici. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato all’indirizzo: www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Sintomi L'ipocalcemia, l'ipofosfatemia e gli eventi indesiderati del tratto gastrointestinale superiore, quali disturbi gastrici, pirosi gastrica, esofagite, gastrite o ulcera, possono essere la conseguenza di un sovradosaggio orale. Gestione Non sono disponibili informazioni specifiche sul trattamento di un sovradosaggio con alendronato. Somministrare latte o antiacidi che si legano all'alendronato. A causa del rischio di irritazione esofagea, non indurre il vomito e tenere il paziente rigorosamente con il busto eretto.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: bifosfonato, per il trattamento delle malattie delle ossa, codice ATC: M05BA04. Il principio attivo di DORYX, alendronato sodico triidrato, è un bifosfonato che agisce come un inibitore specifico del riassorbimento osseo mediato dagli osteoclasti senza effetto diretto sulla formazione dell'osso. Studi preclinici hanno mostrato che l'alendronato si localizza in maniera preferenziale nei siti di riassorbimento attivo. Viene inibita l'attività, ma il reclutamento e l'adesione degli osteoclasti non sono alterati. Il tessuto osseo formatosi durante il trattamento con l'alendronato è qualitativamente normale. Trattamento dell'osteoporosi post-menopausale L'osteoporosi viene definita come valore della DMO del rachide o dell'anca inferiore di 2,5 DS rispetto al valore medio di una popolazione giovane normale o come anamnesi di frattura patologica, indipendentemente dalla DMO. L'equivalenza terapeutica di alendronato 70 mg in monosomministrazione settimanale (n=519) e alendronato 10 mg/die (n=370) è stata dimostrata in uno studio multicentrico di un anno su donne in post-menopausa con osteoporosi. Gli aumenti medi di DMO dal basale a livello del tratto lombare del rachide ad un anno sono stati del 5,1% (95% CI 4,8, 5,4%) nel gruppo trattato con 70 mg in monosomministrazione settimanale e del 5,4% (95% CI: 5,0, 5,8%) nel gruppo trattato con 10 mg/die. Gli aumenti medi della DMO sono stati del 2,3% e del 2,9% a livello del collo del femore e del 2,9% e 3,1% in tutta l'anca, rispettivamente per i gruppi trattati con 70 mg in monosomministrazione settimanale e 10 mg una volta al giorno. I due gruppi sono risultati simili anche riguardo agli incrementi di DMO in altri distretti ossei. Gli effetti dell'alendronato sulla massa ossea e sull'incidenza di fratture nelle donne in post-menopausa sono stati esaminati in due studi iniziali sull'efficacia, di disegno identico (n=994), e nel Fracture Intervention Trial (FIT: n=6.459). Negli studi iniziali sull'efficacia, gli aumenti medi della densità minerale ossea (DMO) con alendronato 10 mg/die confrontati con il placebo a tre anni sono stati dell'8,8%, 5,9% e 7,8% a livello del rachide, del collo del femore e del trocantere, rispettivamente. Anche la DMO dell'organismo in toto è aumentata in maniera significativa. C'è stata una riduzione del 48% (alendronato 3,2% vs placebo 6,2%) nella proporzione di pazienti trattati con alendronato con una o più fratture vertebrali rispetto a quelli trattati con il placebo. Nell'estensione a due anni di questi studi, la DMO ha continuato ad aumentare a livello del rachide e del trocantere e si è mantenuta stabile a livello del collo del femore e dell'organismo in toto. Il FIT (Fracture Intervention Trial) è stato costituito da due studi controllati con placebo su alendronato una volta al giorno (5 mg al giorno per due anni e 10 mg al giorno per uno o due ulteriori anni): FIT 1: uno studio a tre anni su 2.027 pazienti con almeno una frattura vertebrale (da compressione) al basale. In questo studio, l'alendronato una volta al giorno ha ridotto l'incidenza di ≥1 nuova frattura vertebrale de

47% (alendronato 7,9% vs placebo 15,0%). È stata inoltre rilevata una riduzione statisticamente significativa nell'incidenza di fratture dell'anca (1,1% vs 2,2%, una riduzione del 51%). FIT 2: uno studio a quattro anni su 4.432 pazienti con ridotta massa ossea ma senza fratture vertebrali al basale. In questo studio è stata osservata una differenza significativa nell'analisi del sottogruppo di donne osteoporotiche (37% della popolazione globale dello studio, con osteoporosi secondo la definizione di cui sopra) nell'incidenza di fratture dell'anca (alendronato 1,0% vs placebo 2,2%, una riduzione del 56%) e nell'incidenza di ≥ 1 frattura vertebrale (2,9% vs 5,8%, una riduzione del 50%). Esami di laboratorio: Negli studi clinici, sono state riportate riduzioni asintomatiche, lievi e transitorie del calcio e del fosfato sierici rispettivamente nel 18% e nel 10% circa dei pazienti trattati con alendronato 10 mg/die rispetto a 12% e 3% circa di quelli trattati con placebo. Tuttavia, le incidenze delle riduzioni del calcio sierico fino a valori <8,0 mg/dl (2,0 mmol/l) e del fosfato sierico fino a valori di ≤ 2,0 mg/dl (0,65 mmol/l) rilevate nei due gruppi di trattamento sono risultate simili. Popolazione pediatrica: l'alendronato sodico è stato studiato in un numero limitato di pazienti di età inferiore a 18 anni con osteogenesi imperfetta. I risultati sono insufficienti per supportare l’uso dell’alendronato sodico nei pazienti pediatrici con osteogenesi imperfetta.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento Rispetto ad una dose di riferimento somministrata per via endovenosa, la biodisponibilità orale media dell'alendronato nelle donne è stata dello 0,64% per dosi da 5 a 70 mg, somministrate dopo il digiuno notturno e 2 ore prima di una colazione standardizzata. Allo stesso modo, la biodisponibilità si è ridotta a circa lo 0,46% e lo 0,39% quando l'alendronato è stato somministrato un'ora o mezz'ora prima di una colazione standardizzata. Negli studi sull'osteoporosi alendronato è risutato efficace quando è stato somministrato almeno 30 minuti prima del primo alimento o bevanda della giornata. La biodisponibilità è stata trascurabile quando l'alendronato è stato somministrato con o entro le due ore da una colazione standardizzata. La somministrazione concomitante di caffè o succo di arancia con alendronato ne ha ridotto la biodisponibilità di circa il 60%. In soggetti sani, il prednisone somministrato per via orale (20 mg tre volte al giorno per cinque giorni) non ha prodotto cambiamenti clinicamente rilevanti nella biodisponibilità orale dell'alendronato (un incremento medio dal 20% al 44%). Distribuzione Studi sul ratto mostrano che in seguito alla somministrazione endovenosa di 1 mg/kg l'alendronato, inizialmente distribuito nei tessuti molli, viene rapidamente ridistribuito a livello osseo o escreto nelle urine. Nell'uomo il volume medio di distribuzione allo stato di equilibrio, esclusivo dell'osso, è almeno di 28 litri. Le concentrazioni plasmatiche di farmaco in seguito a dosi orali terapeutiche sono troppo basse per essere rilevate analiticamente (< 5 ng/ml). Nell'uomo il legame con le proteine plasmatiche è di circa il 78%. Biotrasformazione Sia nell'uomo che nell'animale non vi è evidenza che l'alendronato venga metabolizzato. Eliminazione In seguito a una dose endovenosa singola di alendronato marcato con 14C, circa il 50% della radioattività è stato escreto nelle urine entro 72 ore e non è stata riscontrata radioattività, se non minima, nelle feci. Dopo somministrazione endovenosa singola di 10 mg, la clearance renale dell'alendronato è stata 71 ml/min e la clearance sistemica non ha superato i 200 ml/min. Le concentrazioni plasmatiche si sono ridotte di oltre i

95% entro 6 ore dalla somministrazione endovenosa. È stato stimato che l'emivita terminale nell'uomo superi i dieci anni, riflettendo il rilascio dell'alendronato dallo scheletro. Nel ratto l'escrezione renale di alendronato non avviene mediante sistemi di trasporto acidobase e di conseguenza non si prevede che nell'uomo interferisca a questo livello con l'escrezione di altri farmaci. Danno renale Gli studi preclinici mostrano che il farmaco che non si deposita nell'osso è rapidamente escreto nelle urine. Non è stata rilevata evidenza di saturazione della captazione da parte del tessuto osseo a seguito di somministrazione cronica di dosi endovenose cumulative fino a 35 mg/kg negli animali. Sebbene non siano disponibili informazioni cliniche, è probabile che, come nell'animale, l'eliminazione dell'alendronato per via renale sia ridotta in pazienti con funzione renale compromessa. Di conseguenza si potrebbe prevedere un accumulo leggermente superiore di alendronato a livello osseo in pazienti con funzione renale compromessa (vedere paragrafo 4.2 "Posologia e modo di somministrazione").

5.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati preclinici non indicano alcun rischio specifico nell'uomo sulla base di studi convenzionali di sicurezza, tossicità a dose ripetuta, genotossicità e potenziale cancerogeno. Studi nei ratti hanno mostrato che il trattamento con alendronato durante la gravidanza è stato associato a distocia legata all'ipocalcemia nelle madri. Negli studi, i ratti ai quali sono state somministrate le dosi più alte hanno mostrato una maggiore incidenza di ossificazione fetale incompleta. Non è nota la rilevanza di tali reperti per l'uomo.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Cellulosa microcristallina, lattosio anidro, croscarmellosa sodica, magnesio stearato.

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

3 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Astuccio in cartone litografato e blister contenente 4 e 12 compresse.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare per lo smaltimento.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Eberlife Farmaceutici S.p.A., Via G. Porzio snc, 80143 Napoli

8. Numero(i) dell’autorizzazione all’immissione in commercio

DORYX – “70 mg compresse”, 4 compresse AIC n: 037644010 DORYX – “70 mg compresse”, 12 compresse AIC n: 037644022

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 9 Agosto 2007 Data del rinnovo più recente: 15 Marzo 2013

10. Data di revisione del testo

Aprile 2023

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.