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EPTADONE

Principio attivo: METADONE, METADONE CLORIDRATO · ATC N07BC02 · L. MOLTENI & C. DEI F.LLI ALITTI SOCIETA' DI ESERCIZIO S.P.A.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Principio attivo: METADONE, METADONE CLORIDRATO
Forma farmaceutica: Soluzione iniettabile, Sciroppo
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 10 mg/ml SOLUZIONE INIETTABILE
  • 20 mg / 20 ml SCIROPPO
  • 5 mg / 20 ml SCIROPPO
  • 10 mg / 20 ml SCIROPPO
  • 1 mg/ml SCIROPPO
Via di somministrazione: INTRAMUSCOLARE, SOTTOCUTANEA
Titolare AIC: L. MOLTENI & C. DEI F.LLI ALITTI SOCIETA' DI ESERCIZIO S.P.A.
Codice ATC: N07BC02
Regime di fornitura: Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· OMTISA - G.L. PHARMA GMBH
· METADONE CLORIDRATO MOLTENI - L. MOLTENI & C. DEI F.LLI ALITTI SOCIETA' DI ESERCIZIO S.P.A.
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Rimborsabilita: Uso ospedaliero - fascia H - A CARICO DEL SSN AMBITO OSPED.

A cosa serve questo medicinale?

Eptadone contiene il principio attivo metadone cloridrato, che appartiene ad un gruppo di medicinali che agiscono sul Sistema Nervoso, gli analgesici oppioidi.

Questo medicinale viene utilizzato per il trattamento del dolore grave, che non risponde ad altri medicinali

antidolorifici.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Eptadone - se è allergico al metadone o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al

paragrafo 6);
- se soffre di grave stitichezza;
- se ha problemi al cuore (cardiopatie organiche);

- se ha gravi problemi al fegato ed ai reni;
- se soffre di sbalzi della quantità di glucosio nel sangue (diabete non compensato);
- se è affetto da porfiria (una malattia rara del sangue);
- se ha una bassa pressione del sangue (ipotensione);
- se ha un’alta pressione all’interno del cranio (ipertensione intracranica);
- se ha dei traumi alla testa (traumi cranioencefalici);

- se soffre di attacchi di asma acuti o di altre malattie al polmone (broncopneumopatie croniche
ostruttive);
- se ha problemi respiratori (insufficienza respiratoria);
- se ha un ingrossamento del cuore dovuto a malattie del polmone (cuore polmonare);
- se ha un basso volume di sangue in circolo (ipovolemia).
L’uso del metadone non è indicato durante la gravidanza, durante l’allattamento e nel trattamento dei dolori
del parto, poiché la sua lunga durata d´azione aumenta la probabilità di problemi respiratori nel neonato. Inoltre
l’uso di questo medicinale non è indicato nei bambini.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Eptadone.

Tolleranza e dipendenza Questo medicinale contiene metadone, che è un medicinale oppioide. L’uso ripetuto di oppioidi può far sì che

il farmaco diventi meno efficace (si diventa abituati, fenomeno noto come tolleranza). L’uso ripetuto di Eptadone può anche causare dipendenza e abuso, che possono portare a un sovradosaggio potenzialmente letale. Il rischio di questi effetti indesiderati può aumentare con una dose più alta e una più lunga durata di impiego.

La dipendenza può fare sì che lei perda il controllo di quanto medicinale deve prendere o di quanto spesso lo deve prendere. Quando il medicinale è usato per il trattamento del dolore, potrebbe sentire che deve continuare a prenderlo anche quando non l’aiuta ad alleviare il dolore.

Il rischio di diventare dipendente varia da una persona all’altra. Potrebbe presentare un rischio maggiore di
diventare dipendente da Eptadone se:
- Lei o qualcuno della sua famiglia ha mai abusato o ha avuto una dipendenza da alcol, medicinali con obbligo
di prescrizione o droghe illegali (“dipendenza”).
- Fuma.
- Ha mai avuto problemi di umore (depressione, ansia o un disturbo della personalità) o è stato in cura da uno
psichiatra per altre malattie mentali.
Se nota uno qualsiasi di questi segni mentre prende Eptadone, potrebbe essere un segno che ne è diventato
dipendente.
- Deve prendere il medicinale per più tempo di quanto consigliato dal medico

- Deve prendere una dose superiore a quella raccomandata
- Sta usando il medicinale per motivi diversi da quelli per cui era stato prescritto, ad esempio per “restare
calmo” o “aiutarla a dormire”
- Ha fatto tentativi ripetuti e non riusciti di interrompere o controllare l’uso del medicinale

- Quando smette di prendere il medicinale si sente male e si sente meglio quando riprende il medicinale (“effetti di astinenza”).

Se nota uno qualsiasi di questi segni, si rivolga al medico e discuta della migliore modalità di trattamento per lei, incluso quando è appropriato interromperlo e come interromperlo in sicurezza (vedere paragrafo 3 Se interrompe il trattamento con Eptadone).

Disturbi della respirazione correlati al sonno Eptadone può causare disturbi della respirazione correlati al sonno come l’apnea nel sonno (pause della

respirazione durante il sonno) e ipossiemia correlata al sonno (basso livello di ossigeno nel sangue). I sintomi possono includere pause della respirazione durante il sonno, risvegli notturni dovuti a respiro affannoso, difficoltà nel mantenere il sonno o eccessiva sonnolenza durante il giorno. Se lei o un’altra persona osserva questi sintomi, si rivolga al medico, che potrebbe considerare una riduzione della dose.

Faccia particolare attenzione all’uso del metadone ed informi il suo medico:
- se prende farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale (analgesici narcotici, fenotiazine, altri
tranquillanti, sedativi ipnotici, antidepressivi triciclici), o anche sostanze come l’alcool perché possono
causare problemi respiratori (depressione respiratoria), abbassamento della pressione del sangue
(ipotensione), sedazione profonda o coma;
- se compaiono stati ansiosi nel corso del trattamento. Questo medicinale non ha azione anti-ansia, per
cui eviti di assumerne dosi maggiori;
- se ha problemi acuti all’addome;

- se ha un basso volume del sangue in circolo (ipovolemia) o è in trattamento con fenotiazina o
anestetici perché può avere un grave abbassamento della pressione del sangue;
- se avverte una sensazione di vertigine quando si alza, dovuta ad un rapido abbassamento della
pressione (ipotensione ortostatica);
- se è anziano o debilitato;
- se ha un malfunzionamento della tiroide (ipotiroidismo);

- se ha una malattia alle ghiandole surrenali (morbo di Addison);
- se ha la prostata ingrossata (ipertrofia prostatica);
- se ha difficoltà ad urinare a causa di un restringimento dell’uretra;
- se soffre o ha sofferto di alterazioni del battito del cuore (aritmie), di malattie cardiache gravi, di una

abbassata concentrazione di potassio e magnesio nel sangue (ipokalemia e ipomagnesiemia), ha in famiglia casi di morte improvvisa in giovane età, è in trattamento con sotalolo, amiodarone, flecainide (antiaritmici), tioridazina, aloperidolo, sertindolo (antipsicotici) o eritromicina e claritromicina (antibiotici), perché possono alterare la frequenza cardiaca (prolungamento dell’intervallo QT).

Si rivolga al medico o al farmacista qualora manifesti uno dei seguenti sintomi durante l'assunzione di Eptadone: debolezza, stanchezza, mancanza di appetito, nausea, vomito o pressione bassa. Ciò può essere un sintomo che le ghiandole surrenali producono una quantità troppo bassa dell’ormone cortisolo e potrebbe essere necessario assumere un integratore ormonale. Dolore o aumentata sensibilità al dolore (iperalgesia) che non risponde a un aumento della dose del medicinale. L'uso a lungo termine può causare una diminuzione dei livelli di ormoni sessuali e un aumento dei livelli dell’ormone prolattina. Contatti il medico in presenza di sintomi quali diminuzione della libido, impotenza o assenza di mestruazioni (amenorrea).

Contatti il medico in caso di dolore intenso nella parte superiore dell’addome, eventualmente irradiato alla schiena, nausea, vomito o febbre poiché questi sintomi potrebbero essere associati a un’infiammazione del pancreas (pancreatite) o delle vie biliari.

Se ha una dipendenza fisica da narcotici, la somministrazione degli antagonisti deve avvenire con cautela perché può scatenare una crisi di astinenza.

Per chi svolge attività sportiva: l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test antidoping.

Bambini L’uso di questo medicinale è controindicato nei bambini.

Altri medicinali e Eptadone Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale, anche i medicinali senza ricetta, perché Eptadone può influenzare il modo con cui alcuni medicinali funzionano oppure perché altri medicinali possono influenzare il modo in cui Eptadone agisce.

L’uso concomitante di Eptadone e medicinali sedativi quali benzodiazepine o medicinali correlati ad esse aumenta il rischio di sonnolenza, difficoltà nella respirazione (depressione respiratoria), coma e può essere pericoloso per la vita. Per questo motivo, l’uso concomitante deve essere considerato solo quando le altre opzioni di trattamento non sono possibili. Tuttavia se il medico le prescrive Eptadone insieme a medicinali sedativi, la dose e la durata del trattamento concomitante devono essere limitate dal medico. Informi il medico riguardo a tutti i medicinali sedativi che sta prendendo e segua attentamente la

raccomandazione sulla dose del medico. Può essere utile informare amici o parenti di prestare attenzione ai segni e sintomi sopra elencati. Si rivolga al medico qualora manifesti tali sintomi.

Il rischio di effetti collaterali aumenta se si utilizza il metadone in concomitanza con antidepressivi (come citalopram, duloxetina, escitalopram, fluoxetina, fluvoxamina, paroxetina, sertralina, venlafaxina, amitriptilina, clomipramina, imipramina, nortriptilina).

Contatti il medico in presenza di sintomi quali:
- cambiamenti dello stato mentale (ad es. agitazione, allucinazioni, coma)
- tachicardia, instabilità della pressione, febbre
- riflessi esagerati, compromissione della coordinazione, rigidità muscolare

- sintomi gastrointestinali (ad es. nausea, vomito, diarrea)

Il suo medico potrebbe decidere di aumentare la dose di metadone, per evitare crisi di astinenza, se sta
assumendo altri medicinali quali:
- medicinali per l’epilessia come barbiturici, carbamazepina, fenitoina, fenobarbital;
- medicinali per il trattamento dell’AIDS come nevirapina ed efavirenz;
-
-
-
-
medicinali per la tubercolosi come la rifampicina;
medicinali usati per acidificare l’urina come il cloruro di ammonio; del
medicinali usati per il trattamento delle infiammazioni e delle allergie come desametasone;
medicinali per il trattamento della depressione come hypericum perforatum (erba di San Giovanni);
- metamizolo, un medicinale usato per trattare dolore e febbre.
Il suo medico potrebbe decidere di diminuire la dose di metadone se sta assumendo:
- medicinali utilizzati per regolare il battito del cuore (chinidina);
- medicinali per abbassare la pressione del sangue (verapamil);
- cannabinoidi;

- cannabidiolo (un medicinale usato per trattare le convulsioni);
- medicinali contro i batteri come la claritromicina, l’eritromicina e la telitromicina;
- medicinali per il trattamento dell’AIDS come delavirdina e ritonavir;
- antidepressivi come nefazodone, desipramina ed inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina

come fluoxetina, fluvoxamina, paroxetina e sertralina;
- medicinali usati per il trattamento delle infezioni da funghi, quali itraconazolo, ketoconazolo e
fluconazolo;
- gabapentin e pregabalin (medicinali usati per trattare l’epilessia, il dolore neuropatico o l’ansia)
possono aumentare il rischio di sovradosaggio di oppioidi, depressione respiratoria (respirazione
difficoltosa) e possono essere potenzialmente letali.

Il metadone può interferire sull’attività di altri medicinali, informi il medico se sta assumendo: - medicinali per la terapia dell’AIDS come didanosina, stavudina, zidovudina, amprenavir, nelfinavir,

lopinavir/ritonavir e ritonavir/saquinavir;
- medicinali che influenzano la conduzione cardiaca o farmaci che possano influenzare la
concentrazione di sali;
- antagonisti degli oppioidi, naloxone e naltrexone, usati per la dipendenza da droghe e alcol;
- medicinali usati nella terapia del dolore come butorfanolo, nalbufina, pentazocina;
- medicinali che esercitano un´azione depressiva sul SNC come analgesici, tranquillanti;

- medicinali usati nel trattamento della diarrea come difenossilato, loperamide e octreotide;
- medicinali antimuscarinici;
- medicinali usati per la depressione come gli inibitori della monoaminossidasi (MAO);
- medicinali usati per il controllo del ritmo del cuore come sotalolo, amiodarone, flecainide;
- medicinali usati per disturbi della mente (tioridazina, aloperidolo, sertindolo).
Eptadone con bevande e alcol
Durante il trattamento con metadone non beva sostanze alcoliche, che potrebbero causare sonnolenza, ed
eviti l’assunzione di succo di pompelmo, che va ad interagire con l’attività di questo medicinale.

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale. Il metadone è controindicato in gravidanza, per i possibili effetti sullo sviluppo del feto, e durante l’allattamento. Alcuni studi hanno riportato malformazioni congenite o problemi di sviluppo neurologico

(problemi legati allo sviluppo nella prima infanzia) nei bambini nati da madri che hanno assunto metadone durante la gravidanza per trattare la dipendenza da oppioidi. Tuttavia, non è possibile stabilire se tali effetti siano causati dall’uso di metadone o da altri fattori, come lo stato di salute della madre e le condizioni sociali e ambientali associate alla dipendenza da oppioidi.

Parli con il suo medico se sta allattando al seno o se sta pensando di allattare mentre assume il metadone in quanto ciò può nuocere al bambino. Monitori il suo bambino per rilevare segni e sintomi anomali come l'aumento della sonnolenza (più del solito), difficoltà respiratorie o fiacchezza. Consulti immediatamente il suo medico se nota uno di questi sintomi.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Eptadone può alterare la capacità di guidare veicoli e di utilizzare macchinari.

Eptadone contiene saccarosio, etanolo e para-idrossibenzoati Eptadone contiene 13 g di saccarosio per dose. Da tenere in considerazione se ha problemi di instabilità dei livelli di glucosio nel sangue (diabete mellito). Il medicinale può essere dannoso per i denti. Questo medicinale contiene 12 vol% di etanolo (alcol), ad es. fino a 1,9 g per dose, equivalenti a 48 ml di birra o 20 ml di vino per dose. Può essere dannoso per gli alcolisti. Da tenere in considerazione nelle donne in gravidanza o in allattamento, nei bambini e nei gruppi ad alto rischio come le persone affette da patologie del fegato o epilessia. Questo medicinale contiene para-idrossibenzoati che possono causare reazioni allergiche (anche ritardate).

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista. Prima di iniziare il trattamento e regolarmente durante il trattamento, il medico discuterà con lei di cosa potrebbe aspettarsi dall’uso di Eptadone, di quando e per quanto tempo deve prenderlo, quando rivolgersi al medico e quando deve interromperlo (vedere anche Se interrompe il trattamento con Eptadone).

Questo medicinale è una soluzione da assumere per bocca (via orale), non lo utilizzi per iniezione.

La posologia sarà opportunamente regolata dal medico a seconda della gravità del dolore e della sua risposta alla terapia.

La dose media varia da 5 a 20 mg per una o più volte al giorno, secondo le indicazioni del medico. Talvolta, in casi di dolore eccezionalmente intenso o nei casi in cui la dose usuale risulti essere inefficace, il medico può prescriverle una dose superiore.

Le confezioni sono munite di chiusura a prova di bambino. Per aprire: premere e contemporaneamente ruotare in senso antiorario. Per chiudere: premere e contemporaneamente ruotare in senso orario.

Se prende più Eptadone di quanto deve In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di Eptadone avvertire immediatamente il medico o rivolgersi al più vicino ospedale. Il sovradosaggio si manifesta con i seguenti sintomi:

- difficoltà respiratoria (respirazione irregolare e superficiale, colorazione bluastra della pelle a causa
della mancanza di ossigeno)
- estrema sonnolenza che giunge fino allo stupore o al coma
- restringimento delle pupille (miosi)
- cute fredda e viscida
- flaccidità dei muscoli

- battito cardiaco rallentato (bradicardia)
- abbassamento della pressione sanguigna (ipotensione)
- un disturbo del cervello (noto come leucoencefalopatia tossica).

Può provocare glicemia bassa.

Nell´iperdosaggio grave, specialmente per via endovenosa si possono avere:
- interruzione della respirazione (apnea)
- collasso circolatorio
-
-
arresto cardiaco
morte.

Se dimentica di prendere Eptadone Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose. Se interrompe il trattamento con Eptadone Interrompere il trattamento con questo farmaco bruscamente può provocare effetti indesiderati, anche gravi. Segua attentamente le istruzioni del medico su come diminuire gradualmente l’uso di questo medicinale.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati che si possono manifestare. Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei singoli effetti elencati. I rischi principali del metadone sono rappresentati da:

- gravi problemi respiratori (depressione e arresto respiratorio);
- gravi problemi alla circolazione (depressione circolatoria);
- gravi problemi al cuore (shock ed arresto cardiaco);

- malattie del cuore che possono alterare la frequenza cardiaca (prolungamento dell´intervallo QT e
torsione di punta);
- apnea nel sonno (pause della respirazione durante il sonno);
- può diventare dipendente da Eptadone (per maggiori informazioni vedere paragrafo 2 Avvertenze e
precauzioni).

Gli altri effetti indesiderati osservati sono:
- senso di vuoto alla testa, vertigini e sonnolenza;
- nausea, vomito, sudorazione;
- sensazione di vertigine quando ci si alza dovuto ad un abbassamento di pressione (ipotensione
ortostatica);
- disturbi dell’umore (euforia, disforia);
- debolezza, mal di testa, insonnia, agitazione;
- disorientamento e disturbi visivi;

- bocca secca, perdita dell’appetito (anoressia), aumento di peso, stitichezza e problemi alla cistifellea;
- rossore al viso, abbassamento dei battiti cardiaci (bradicardia), percezione del battito cardiaco
(palpitazioni);
- sensazione di svenimento e perdita di coscienza (sincope);
- ritenzione urinaria o difficoltà ad urinare, ritenzione di liquidi;
- perdita del desiderio sessuale (libido) e/o impotenza sessuale, assenza di mestruazioni (amenorrea);

- prurito, orticaria (anche di tipo emorragico), altre reazioni cutanee anche transitorie (rash cutaneo
transitorio);
- rigonfiamenti dovuti ad accumulo di liquidi (edema).

Frequenza non nota:

- glicemia bassa;
- sintomi associati all’infiammazione del pancreas (pancreatite) e delle vie biliari (un problema
che interessa una valvola dell’intestino noto come disfunzione dello sfintere di Oddi), ad
esempio forte dolore nella parte superiore dell’addome eventualmente irradiato alla schiena,
nausea, vomito o febbre.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Conservi questo medicinale in un luogo sicuro, a cui non abbiano accesso altre persone. Può causare gravi danni ed essere letale per le persone a cui non è stato prescritto.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione dopo “Scad”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Eptadone Il principio attivo è metadone cloridrato. Gli altri componenti sono: glicerolo, etanolo 96%, metile paraidrossibenzoato sodico, etile paraidrossibenzoato sodico, propile paraidrossibenzoato sodico, balsamo del Tolù estratto idroglicerico, vanillina, saccarosio, acqua depurata.

Descrizione dell’aspetto di Eptadone e contenuto della confezione EPTADONE 5 mg/20 ml sciroppo: contenitore monodose da 20 ml EPTADONE 10 mg/20 ml sciroppo: contenitore monodose da 20 ml EPTADONE 20 mg/20 ml sciroppo: contenitore monodose da 20 ml EPTADONE 1 mg/ml sciroppo: flacone da 40 ml EPTADONE 1 mg/ml sciroppo: flacone da 80 ml Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

L. Molteni & C. dei F.lli Alitti Società di Esercizio S.p.A., S.S. 67, Fraz. Granatieri, Scandicci (FI).

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il 05/2026

Domande frequenti su EPTADONE

Come si usa EPTADONE?

EPTADONE si presenta in forma di Soluzione iniettabile e si somministra per via intramuscolare, sottocutanea. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

EPTADONE e disponibile senza ricetta?

No, EPTADONE e soggetto a prescrizione medica.

Qual e il principio attivo di EPTADONE?

Il principio attivo di EPTADONE e METADONE, METADONE CLORIDRATO.

Quali sono gli equivalenti di EPTADONE?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: OMTISA, METADONE CLORIDRATO MOLTENI. Il farmacista puo proporle un equivalente.

Chi produce EPTADONE?

EPTADONE e prodotto da L. MOLTENI & C. DEI F.LLI ALITTI SOCIETA' DI ESERCIZIO S.P.A..

Da quando EPTADONE e autorizzato in Italia?

EPTADONE ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1952-03-11.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

EPTADONE 5 mg/20 ml sciroppo EPTADONE 10 mg/20 ml sciroppo EPTADONE 20 mg/20 ml sciroppo EPTADONE 1 mg/ml sciroppo EPTADONE 10 mg/1ml soluzione iniettabile

2. Composizione qualitativa e quantitativa

EPTADONE 5 mg/20 ml sciroppo contenitore monodose da 20 ml Principio attivo Metadone cloridrato 5 mg EPTADONE 10 mg/20 ml sciroppo contenitore monodose da 20 ml Principio attivo Metadone cloridrato 10 mg EPTADONE 20 mg/20 ml sciroppo contenitore monodose da 20 ml Principio attivo Metadone cloridrato 20 mg EPTADONE 1 mg/ml sciroppo flacone da 40 ml Principio attivo Metadone cloridrato 40 mg EPTADONE 1 mg/ml sciroppo flacone da 80 ml Principio attivo Metadone cloridrato 80 mg Eccipienti: saccarosio, etanolo 96%, metile paraidrossibenzoato sodico, etile paraidrossibenzoato sodico, propile paraidrossibenzoato sodico EPTADONE 10 mg/1ml soluzione iniettabile 5 fiale da 1 ml Principio attivo Metadone cloridrato 10 m

2 di 15 Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Sciroppo. Soluzione iniettabile.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Forme orali: Sindromi dolorose di entità severa in pazienti che non rispondono più ad un trattamento sequenziale con farmaci analgesici, antinfiammatori non steroidei, oppioidi deboli. Forme iniettive: Per il trattamento sintomatico dei dolori intensi, soprattutto di natura neoplastica e post-operatoria.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Forme orali: Per il sollievo del dolore, la posologia deve essere regolata a seconda della gravità del dolore e della risposta del paziente. Talvolta, in caso di dolore eccezionalmente intenso o nei pazienti che sono diventati tolleranti all'effetto analgesico dei narcotici, può essere necessario superare la dose usuale raccomandata. La posologia media per gli adulti varia da 5 a 20 mg una o più volte al giorno, secondo le indicazioni del medico. Istruzioni per l’uso della chiusura di sicurezza 1. Premere sulla capsula e girare in senso antiorario. 2. Per richiudere il flacone, avvitare a fondo in senso orario. Forme iniettive. La posologia deve essere regolata a seconda della gravità del dolore e della risposta del paziente. Talvolta, in casi di dolore eccezionalmente intenso o nei pazienti che sono diventati tolleranti all'effetto analgesico dei narcotici, può essere necessario superare la dose usuale raccomandata. Sebbene la somministrazione sottocutanea sia adatta per l'uso occasionale, l'iniezione intramuscolare è preferita quando sono necessarie dosi ripetute. La posologia abituale per gli adulti è di 2,5-10 mg per via intramuscolare o sottocutanea ogni 3-4 ore, a seconda della necessità. Obiettivi e interruzione del trattament

3 di 15 Prima di iniziare il trattamento con Eptadone, deve essere concordata con il paziente una strategia di trattamento che includa la durata e gli obiettivi del trattamento, in conformità con le linee guida per la gestione del dolore. Durante il trattamento, devono avvenire frequenti contatti tra il medico e il paziente per valutare la necessità di proseguire il trattamento, prendere in considerazione la sua interruzione o adeguare la posologia, se necessario. Quando un paziente non necessita più della terapia con metadone, può essere consigliabile ridurre gradualmente la dose per prevenire i sintomi da astinenza (vedere paragrafo 4.4). In assenza di un adeguato controllo del dolore, deve essere presa in considerazione la possibilità di iperalgesia, che si sia sviluppata una tolleranza o che la malattia pre-esistente sia progredita (vedere paragrafo 4.4).

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Stipsi grave. Cardiopatie organiche. Compromissione della funzionalità epatica e renale grave. Diabete non compensato. Porfiria. Ipotensione. Ipertensione intracranica. Traumi cranioencefalici. Attacco asmatico acuto. Broncopneumopatie croniche ostruttive. Insufficienza respiratoria. Cuore polmonare. Ipovolemia. Il metadone è controindicato in gravidanza, per i possibili effetti sullo sviluppo fetale e durante l’allattamento. Il metadone non è indicato nell'analgesia ostetrica poiché la sua lunga durata d'azione aumenta la probabilità di depressione respiratoria nel neonato. Il metadone non è raccomandato come analgesico nei bambini dato che l'esperienza clinica documentata è stata insufficiente a stabilire uno schema di dosaggio adatto per i soggetti in età pediatrica.

4.4 Speciali avvertenze e precauzioni di impiego

Disturbo da uso di oppioidi (abuso e dipendenza) Come con altri oppioidi, in seguito a somministrazione ripetuta di metadone possono svilupparsi tolleranza e dipendenza fisica e/o psicologica. Quando usato per il trattamento del dolore, l’uso ripetuto di Eptadone può portare a disturbo da uso di oppioidi (Opioid Use Disorder, OUD). Una dose superiore e una durata maggiore del trattamento con oppioidi possono aumentare il rischio di sviluppare un OUD. Prima di iniziare il trattamento con Eptadone e durante tale trattamento devono essere concordati con il paziente gli obiettivi del trattamento e un piano di interruzione (vedere paragrafo 4.2). Prima e durante il trattamento, il paziente deve anche essere informato dei rischi e dei segni di OUD. Ai pazienti deve essere consigliato di rivolgersi al medico in caso di comparsa di segni relativi a OUD. L’abuso o l’uso inappropriato intenzionale di Eptadone può causare un sovradosaggio e/o i

4 di 15 decesso. Il rischio di sviluppare il disturbo da uso di oppioidi è maggiore nei pazienti con anamnesi personale o familiare (genitori o fratelli) di disturbi da uso di sostanze (incluso il disturbo da uso di alcol), nei fumatori o nei pazienti con anamnesi personale di altri disturbi della salute mentale (ad es. depressione maggiore, ansia e disturbi della personalità). I pazienti dovranno essere monitorati per segni di craving: ricerca compulsiva del farmaco (ad es. richieste troppo anticipate di nuove somministrazioni). Il monitoraggio include il riesame di oppioidi e farmaci psicoattivi concomitanti (come le benzodiazepine). Per i pazienti con segni e sintomi di OUD, deve essere preso in considerazione un consulto con uno specialista in dipendenze. Disturbi della respirazione correlati al sonno Gli oppioidi possono causare disturbi della respirazione correlati al sonno, tra cui apnea centrale nel sonno (CSA) e ipossiemia correlata al sonno. L’uso di oppioidi aumenta il rischio di CSA in modo dose-dipendente. Nei pazienti che presentano CSA, bisogna considerare la riduzione del dosaggio totale di oppioidi. Interazione con altri depressori del sistema nervoso centrale. Il metadone deve essere usato con cautela e a dose ridotta in pazienti che ricevono contemporaneamente altri analgesici narcotici, anestetici generali, fenotiazine, altri tranquillanti, sedativi ipnotici, antidepressivi triciclici ed altri depressori del sistema nervoso centrale compreso l'alcool. Si possono avere depressione respiratoria, ipotensione e sedazione profonda o coma. Si deve osservare cautela in caso di uso concomitante di MAO-inibitori e nelle due settimane successive alla fine di un trattamento con MAO-inibitori irreversibili. Rischio dall’uso concomitante di medicinali sedativi quali benzodiazepine o medicinali correlati ad esse: L’uso concomitante di Eptadone e medicinali sedativi quali benzodiazepine o medicinali correlati ad esse può causare sedazione, depressione respiratoria, coma e morte. A causa di questi rischi, la prescrizione concomitante con questi medicinali sedativi deve essere riservata ai pazienti per i quali le opzioni di un trattamento alternativo non sono possibili. Se si decide di prescrivere Eptadone in concomitanza a medicinali sedativi, deve essere usata la dose efficace più bassa possibile e la durata del trattamento deve essere la più breve possibile. I pazienti devono essere attentamente valutati per i segni e i sintomi di depressione respiratoria e sedazione. A tale riguardo, è fortemente raccomandato di informare i pazienti e le persone che se ne prendono cura (dove applicabile) di prestare attenzione a questi sintomi (vedere paragrafo 4.5).

5 di 15 Ansia. Il metadone non ha azione anti-ansia, per cui i sintomi ansiosi che compaiono nel corso dei trattamenti non vanno trattati aumentando la dose di metadone. L'azione del metadone nei trattamenti è limitata al controllo dei sintomi da narcotici ed è inefficace per il sollievo dell'ansia. Iperalgesia. Come per altri oppioidi, in caso di controllo del dolore insufficiente nonostante l’aumento della dose di metadone, deve essere considerata la possibilità di iperalgesia indotta da oppioidi. Può essere indicata una riduzione della dose o una rivalutazione del trattamento. Lesioni craniche ed aumentata pressione intracranica. Gli effetti di depressione respiratoria del metadone e la sua capacità di aumentare la pressione del liquido cerebrospinale possono essere notevolmente aumentati in presenza di un aumento della pressione intracranica; inoltre i narcotici producono effetti collaterali che possono confondere il decorso clinico di pazienti con lesioni craniche (vedere il paragrafo 4.3 Controindicazioni). Asma ed altre affezioni respiratorie. In pazienti con attacco asmatico acuto, in quelli con pneumopatie croniche ostruttive o cuore polmonare ed in individui con una riserva respiratoria sostanzialmente ridotta nella depressione respiratoria pre-esistente, nell'ipossia o nell'ipercapnia, anche le dosi terapeutiche usuali di narcotici possono ridurre gli stimoli respiratori ed aumentare per contro le resistenze delle vie aeree fino all'apnea (vedere paragrafo 4.3 “Controindicazioni”). Affezioni addominali acute. La somministrazione di metadone o di altri narcotici può confondere la diagnosi ed il decorso clinico in pazienti con affezioni addominali acute. Patologie epatobiliari. Il metadone può causare disfunzione e spasmo dello sfintere di Oddi, aumentando il rischio di sintomi a carico delle vie biliari e di pancreatite. Pertanto, il metadone deve essere somministrato con cautela nei pazienti con pancreatite e con patologie delle vie biliari. Effetto ipotensivo. La somministrazione di metadone può determinare una grave ipotensione in soggetti ipovolemici o in contemporaneo trattamento con farmaci come la fenotiazina o certi anestetici. Insufficienza surrenale Gli analgesici oppioidi possono causare un'insufficienza surrenale reversibile che richiede un monitoraggio e una terapia sostitutiva dei glucocorticoidi. I sintomi dell'insufficienza surrenale possono includere nausea, vomito, perdita di appetito, stanchezza, debolezza, vertigini o bassa pressione sanguigna. Diminuzione degli ormoni sessuali e aumento della prolattina L'uso a lungo termine di analgesici oppiacei può essere associato a una diminuzione dei livelli di ormoni sessuali e a un aumento della prolattina. I sintomi includono diminuzione della libido, impotenza o amenorrea.

6 di 15 Ipoglicemia L'ipoglicemia è stata osservata nel contesto di un sovradosaggio di metadone o di un aumento del dosaggio. Si raccomanda un regolare monitoraggio della glicemia durante l’aumento del dosaggio (vedere paragrafo 4.8 e paragrafo 4.9). Impiego in pazienti ambulatoriali. Nei pazienti ambulatoriali il metadone può provocare ipotensione ortostatica. Uso degli antagonisti dei narcotici. In un individuo con dipendenza fisica da narcotici, la somministrazione della dose abituale di un antagonista dei narcotici scatenerà una sindrome acuta di astinenza. La gravità di questa sindrome dipenderà dal grado di dipendenza fisica e dalla dose di antagonista somministrata. L’uso di antagonisti dei narcotici in questo soggetto deve essere possibilmente evitato. Se esso deve essere usato per trattare una grave depressione respiratoria nel paziente fisicamente dipendente, l’antagonista deve essere somministrato con estrema cautela e graduandolo con dosi inferiori a quelle abituali. Pazienti a rischio particolare. Il metadone deve essere somministrato con cautela e la dose iniziale deve essere ridotta nei pazienti anziani e debilitati e in pazienti affetti da ipotiroidismo, morbo di Addison, ipertrofia prostatica e stenosi uretrale. Nel corso del trattamento con metadone sono stati riportati casi di prolungamento dell’intervallo QT e torsione di punta, particolarmente ad alte dosi > 100 mg/die. Il metadone deve essere somministrato con cautela a pazienti a rischio per l’insorgenza di prolungamento dell’intervallo QT, ad esempio in caso di: precedenti aritmie, gravi malattie cardiache o in caso di ischemie cardiache, anamnesi familiare di morte improvvisa in giovane età, anomalie elettrolitiche (ipokalemia, ipomagnesiemia), trattamento concomitante con medicinali che possono prolungare l’intervallo QT, con medicinali che possono causare anomalie elettrolitiche e con antagonisti del citocromo P450 CYP 3A4 (vedere paragrafo 4.5 “Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione”). Il controllo tramite elettrocardiogramma deve essere preso in considerazione nei pazienti a rischio noto di sviluppare un prolungamento del QT, specialmente nelle donne. Il medicinale contiene saccarosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, malassorbimento di glucosio-galattosio, o da insufficienza di sucrasi-maltasi non devono assumere il medicinale. Il medicinale contiene 13 g di saccarosio per dose: da tenere in considerazione in persone affette da diabete mellito. Può essere dannoso per i denti. Per chi svolge attività sportiva. L'uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test antidoping.

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4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Interazioni farmacocinetiche. Il metadone è un substrato della glicoproteina-P, pertanto i farmaci che la inibiscono (chinidina, verapamil) possono aumentare le concentrazioni seriche di metadone. Il metadone viene metabolizzato ad opera dell’isoenzima CYP3A4. Gli induttori di tale isoenzima (barbiturici, carbamazepina, fenitoina, fenobarbital, nevirapina, rifampicina, efavirenz, desametasone, hypericum perforatum (erba di San Giovanni) e cocaina) possono indurre il metabolismo epatico del metadone, che risulterà più significativo se l’induttore viene aggiunto dopo che è stata iniziata la terapia con metadone. A seguito di tale interazione, sono stati riportati casi di sindrome d’astinenza, per cui si è reso necessario aumentare la dose di metadone. Quando la terapia con farmaci induttori del CYP3A4 viene sospesa, la dose di metadone deve essere ridotta. La somministrazione concomitante di metadone con metamizolo, un induttore di enzimi metabolizzanti inclusi CYP3A4 e CYP2B6, può causare una riduzione della concentrazione plasmatica del metadone, con potenziale diminuzione dell’efficacia clinica. Pertanto, deve essere usata cautela quando metamizolo e metadone sono somministrati contemporaneamente; la risposta clinica e/o i livelli di farmaco devono essere monitorati a seconda dei casi. Gli inibitori del CYP3A4 (cannabinoidi, claritromicina, delavirdina, eritromicina, fluconazolo, succo di pompelmo, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, itraconazolo, ketoconazolo e nefazodone) possono provocare aumento delle concentrazioni di metadone. L’escrezione del metadone diminuisce in caso di co-somministrazione con farmaci che inibiscono il CYP3A4, come ad esempio alcuni agenti anti-HIV, antibiotici macrolidi, cimetidina, antifungini azolici (dal momento che il metabolismo del metadone è mediato dall’isoenzima CYP3A4). Trattamento concomitante di infezione da HIV: ci sono evidenze che alcuni inibitori delle proteasi (amprenavir, nelfinavir, lopinavir/ritonavir e ritonavir/saquinavir) possano abbassare i livelli serici del metadone. In caso di somministrazione di solo ritonavir, è stato notato un raddoppio dell’AUC del metadone. La zidovudina (un analogo dei nucleosidi) inibisce il metabolismo del metadone. Il metadone può ridurre l’AUC e la Cmax della didanosina e della stavudina, soprattutto a causa di una ridotta biodisponibilità di tali farmaci. Si suggerisce di aumentare la dose di didanosina quando si usi in combinazione con metadone. Il metadone aumenta la concentrazione plasmatica della zidovudina sia per via orale che per via endovenosa, inoltre provoca un aumento dell’AUC della zidovudina per via orale superiore a quello per via endovenosa. Tali effetti sono dovuti all’inibizione della glucuronidazione della zidovudina e sua ridotta clearance renale. Durante trattamento con metadone, i pazienti devono essere monitorat

8 di 15 per una possibile tossicità da zidovudina, per cui può essere necessario ridurre la dose di zidovudina. I pazienti che ricevono entrambi i farmaci possono sviluppare sintomi tipici della sindrome d’astinenza da oppioidi (cefalea, mialgia, fatica e irritabilità). Gli inibitori delle proteasi antiretrovirali possono inibire il metabolismo del metadone a diversi gradi, ma le reazioni più significative si verificano con il ritonavir, mentre la possibile interazione con l’abacavir in genere non richiede aggiustamenti della dose. L’efavirenz induce il metabolismo del metadone attraverso la via del citocromo P4503A4. In seguito ad una terapia di 3 settimane con efavirenz, le concentrazioni medie di picco di metadone e l’AUC si sono ridotte rispettivamente del 48% e del 57%. Alcune segnalazioni suggeriscono che se viene aggiunto efavirenz in un paziente in terapia con metadone, si può sviluppare una sindrome d’astinenza, che di solito inizia dopo due settimane di terapia con efavirenz, ma che si può protrarre fino a 28 giorni. Per tale motivo può essere necessario aggiustare la dose. Alcuni antibiotici (claritromicina, eritromicina, telitromicina), antimicotici azolici (ad esempio ketonazolo, itraconazolo, fluconazolo), nefazodone, fluoxetina, fluvoxamina, paroxetina e sertralina inibiscono il metabolismo del metadone. Ciò causa un aumento del livello serico del metadone. È stato riscontrato un aumento del 40-100% del rapporto tra la concentrazione plasmatica e la dose di metadone, in caso di concomitante somministrazione con fluvoxamina. Se si prescrivono queste sostanze a pazienti in trattamento di mantenimento con metadone, si deve tenere conto del rischio di un’overdose. Metadone può raddoppiare la concentrazione plasmatica della desipramina. Metadone non deve essere somministrato in concomitanza con medicinali che possono prolungare l’intervallo QT, quali antiaritmici (sotalolo, amiodarone, flecainide), antipsicotici (tioridazina, aloperidolo, sertindolo) o antibiotici (eritromicina, claritromicina). Il metadone è una base debole. Gli acidificatori urinari (cloruro di ammonio) possono aumentare la clearance renale del metadone. In questa situazione, le dosi di metadone devono essere aumentate. Interazioni farmacodinamiche. Gli antagonisti oppioidi (naloxone e naltrexone) svolgono un’azione farmacologica opposta a quella del metadone. Tali farmaci possono bloccarne l’azione e provocare sindrome d’astinenza. Gli agonisti/antagonisti (butorfanolo, nalbufina, pentazocina) possono bloccare parzialmente l’analgesia, la depressione respiratoria e la depressione del sistema nervoso centrale (SNC) dovute al metadone. Usati contemporaneamente possono provocare un aumento degli effetti neurologici, respiratori ed ipotensivi. Gli effetti additivi o antagonisti dipendono dalla dose del metadone, gl

9 di 15 effetti antagonisti sono più frequenti quando il metadone è usato a dosi basse o moderate. In pazienti in terapia cronica con metadone, tali farmaci possono causare sindrome d’astinenza. La somministrazione concomitante di metadone e di farmaci che esercitano un’azione depressiva sul SNC può provocare un aumento della depressione respiratoria, pertanto si può rendere necessario ridurre la dose di uno dei farmaci o di entrambi. Medicinali sedativi quali benzodiazepine o medicinali correlati ad esse L’uso concomitante di oppioidi con medicinali sedativi quali le benzodiazepine o correlati ad esse aumenta il rischio di sedazione, depressione respiratoria, coma e morte a causa dell’effetto depressivo aggiuntivo sul SNC. La dose e la durata del trattamento combinato devono essere limitate (vedere paragrafo 4.4). In pazienti che assumono farmaci che influenzano la conduzione cardiaca o farmaci che possano influenzare l’equilibrio elettrolitico si può verificare il rischio di eventi cardiaci con l’assunzione concomitante di metadone. In tali casi può essere utile l’esecuzione di un ECG. L’uso concomitante di metadone e antidiarroici (difenoxilato, loperamide) può portare a stipsi severa e possibilmente ad aumento della depressione del SNC. Gli analgesici oppioidi combinati con antimuscarinici possono causare severa stipsi o ileo paralitico, specialmente con l’impiego cronico. L’octreotide può ridurre l’effetto analgesico del metadone e della morfina, pertanto se si verifica una perdita o una riduzione del controllo del dolore, bisogna prendere in considerazione la sospensione dell’octreotide. Si deve osservare cautela in caso di concomitante uso di MAO-inibitori e nelle due settimane successive alla fine di un trattamento con MAO-inibitori irreversibili. Farmaci serotoninergici: La sindrome serotoninergica può verificarsi con la somministrazione concomitante di metadone e petidina, inibitori della monoammino ossidasi (MAO) e agenti serotoninici come l’inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (SSRI), l’inibitore della ricaptazione della serotoninanoradrenalina (SNRI) e gli antidepressivi triciclici (TCA). I sintomi della sindrome serotoninergica possono includere cambiamenti dello stato mentale, instabilità autonomica, anomalie neuromuscolari, e/o sintomi gastrointestinali. Cannabidiolo La somministrazione concomitante di cannabidiolo può causare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di metadone.

10 di 15 L’uso concomitante di oppioidi e gabapentinoidi (gabapentin e pregabalin) aumenta il rischio di sovradosaggio di oppioidi, depressione respiratoria e decesso.

4.6 Gravidanza e allattamento

Il medicinale è controindicato in gravidanza e nell’allattamento. Alcuni studi osservazionali hanno riportato malformazioni congenite e compromissione dello sviluppo neurologico nei bambini nati da donne trattate con metadone per disturbo da uso di oppioidi durante la gravidanza. Tuttavia, a causa dei limiti degli studi e dei fattori confondenti materni, familiari e socio ambientali associati ai disturbi da uso di oppioidi, non è possibile trarre conclusioni riguardo al contributo specifico del metadone. Allattamento Il metadone viene escreto nel latte materno a bassi livelli. La decisione di raccomandare l'allattamento al seno deve tenere conto del parere di uno specialista clinico e si deve considerare se la donna sta assumendo una dose stabile di metadone e se fa un uso continuato di sostanze illecite. Se si considera l'allattamento al seno, la dose di metadone deve essere la più bassa possibile. I prescrittori devono consigliare alle donne che allattano al seno di monitorare il neonato per individuare eventuali sintomi di sedazione e di difficoltà respiratorie e, in tal caso, di rivolgersi immediatamente a un medico. Sebbene la quantità di metadone escreto nel latte materno non sia sufficiente ad eliminare completamente i sintomi dell'astinenza nei neonati allattati al seno, può attenuare la gravità della sindrome da astinenza neonatale. Qualora fosse necessario interrompere l'allattamento al seno, ciò deve avvenire gradualmente, poiché un brusco svezzamento potrebbe aumentare i sintomi dell'astinenza nel neonato.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Il metadone può alterare le capacità mentali e/o fisiche necessarie per compiere lavori potenzialmente pericolosi come la guida di un autoveicolo od il funzionamento di macchine. Il paziente deve essere quindi avvisato.

4.8 Effetti indesiderati

I rischi principali del metadone sono rappresentati dalla depressione respiratoria, che può intercorrere durante la fase di stabilizzazione. Sono stati segnalati casi di depressione circolatoria, arresto respiratorio, shock e arresto cardiaco. Sono stati riportati rari casi di prolungamento dell’intervallo QT e di torsione di punta. Gli effetti indesiderati osservati più frequentemente comprendono: Patologie vascolari: ipotensione ortostatica.

11 di 15 Patologie gastrointestinali: stipsi, aumento di peso, nausea e vomito Disturbi psichiatrici: euforia Patologie del sistema nervoso: senso di vuoto alla testa, vertigini e sedazione Disturbi della cute e del tessuto sottocutaneo: rash cutaneo transitorio Disturbi generali e al sito di somministrazione: ritenzione di liquidi e sudorazione Alcuni di questi effetti, più frequenti in soggetti in trattamento ambulatoriale, sono ovviabili tenendo i pazienti sdraiati. Altri effetti indesiderati comprendono: Disturbi psichiatrici: disforia, agitazione, dipendenza (frequenza non nota). Patologie del sistema nervoso: debolezza, mal di testa, insonnia, disorientamento e disturbi visivi Patologie gastrointestinali: secchezza delle fauci, anoressia, stipsi, pancreatite acuta (frequenza non nota). Patologie epatobiliari: spasmo delle vie biliari, disfunzione dello sfintere di Oddi (frequenza non nota). Patologie vascolari: rossore al viso, svenimenti e sincope Patologie cardiache: bradicardia e palpitazione. Casi di prolungamento del QT e di torsione di punta sono stati descritti durante il trattamento con metadone, specialmente quando somministrato in alte dosi. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: sindrome di apnea centrale nel sonno (frequenza non nota) Patologie renali e urinarie: ritenzione urinaria ed effetto antidiuretico Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella: ridotta libido e/o impotenza, amenorrea Disturbi della cute e del tessuto sottocutaneo: prurito, orticaria, altre eruzioni cutanee, edema e, raramente, orticaria emorragica. Disturbi del metabolismo e della nutrizione Ipoglicemia (frequenza non nota). In una terapia prolungata con metadone, come nel caso di un programma di mantenimento, si evidenzia una graduale ma progressiva scomparsa degli effetti indesiderati in un lasso di tempo di alcune settimane. Stipsi e sudorazione tendono a persistere. Alcuni studi hanno messo in evidenza che il trattamento di mantenimento con metadone mostra pochissimi effetti indesiderati, e si dimostra essere non sedativo.

12 di 15 L’uso prolungato di metadone può comportare una dipendenza di tipo morfinico. I sintomi di astinenza sono simili, ma di minore intensità e più prolungati di quelli causati dalla morfina o dall’eroina. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Sintomi: in seguito a notevole sovradosaggio di metadone si manifesta depressione respiratoria (diminuzione della frequenza respiratoria e/o della capacità vitale, respiro di Cheyne-Stokes, cianosi), estrema sonnolenza che giunge fino allo stupore o al coma, notevole miosi, flaccidità dei muscoli scheletrici, cute fredda e viscida e talvolta bradicardia e ipotensione. Nell'iperdosaggio grave, specialmente per via endovenosa, si possono avere: apnea, collasso circolatorio, arresto cardiaco e morte. E’ stata segnalata ipoglicemia. In caso di sovradosaggio di metadone è stata osservata leucoencefalopatia tossica. Trattamento: bisogna rivolgere soprattutto attenzione a ripristinare un adeguato scambio respiratorio liberando le vie aeree e istituendo una ventilazione assistita e controllata. Se una persona non tollerante, specialmente un bambino, prende o assume per sbaglio una grande dose di metadone, sono disponibili efficaci antagonisti dei narcotici per contrastare la depressione respiratoria, che è potenzialmente letale. Il medico deve ricordare, però, che il metadone è un depressore ad azione protratta (da 36 a 48 ore), mentre gli antagonisti utilizzati per il trattamento del sovradosaggio agiscono per periodi assai più brevi (da 1 a 3 ore). Pertanto il paziente deve essere continuamente controllato per accertare una ricomparsa della depressione respiratoria e deve essere trattato ripetutamente con l'antagonista dei narcotici, a seconda delle necessità. Se la diagnosi è esatta e la depressione respiratoria è dovuta soltanto ad un iperdosaggio di metadone, l'uso di altri stimolanti del respiro non è indicato. Un antagonista non deve essere somministrato in assenza di depressione respiratoria o cardiovascolare clinicamente significativa. Gli antagonisti dei narcotici somministrati per via endovenosa (naloxone, nalorfina e levallorfano) sono farmaci di elezione per eliminare i sintomi di intossicazione.

13 di 15 Questi farmaci devono essere somministrati ripetutamente fino a quando le condizioni del paziente non restano soddisfacenti. Il rischio che l’antagonista dei narcotici deprima ulteriormente la respirazione è meno probabile se si usa il naloxone. A seconda dell'indicazione, dovranno essere impiegati ossigeno, liquidi endovena, vasopressori ed altre misure di sostegno.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Derivati della difenilpropilamina - Metadone. Il metadone cloridrato è un analgesico oppioide di sintesi, avente attività qualitativamente simili a quelle della morfina, verso la quale mostra tollerabilità crociata. Il metadone provoca una sindrome di astinenza simile alla morfina, diversificandosi per l’inizio più graduale, un decorso mediamente più duraturo e con sintomi meno gravi. L’utilizzo per via orale provoca un inizio graduale, una diminuzione del livello massimo ed una maggiore durata dell’effetto analgesico.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Il metadone viene rapidamente assorbito dal tratto gastrointestinale (grazie ad una azione mediata dalla glicoproteina-P, vedi “Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione”) e si ritrova nel plasma entro 30 minuti dalla somministrazione per via orale, raggiungendo le massime concentrazioni ematiche nelle 3-4 ore successive. Circa l’85% del metadone presente nel plasma circola legato alle proteine: in vitro si è osservato che il 44% si lega all’albumina, per il 17% alle gammaglobuline, per cui dal confronto con il dato per le proteine totali, ne deriva che una frazione si lega anche alle alfa-globuline e beta-globuline. Il metadone viene metabolizzato soprattutto a livello epatico (ad opera dell’isoenzima CYP3A4, vedi “Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione”): i principali metaboliti sono escreti con le urine e nella bile insieme a piccole quantità di farmaco non metabolizzato. In soggetti non tolleranti, l’emivita media apparente dopo una singola dose è di circa 15 ore, mentre dopo somministrazione cronica l’emivita apparente è di 22 ore.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Il metadone cloridrato racemo ha mostrato nel ratto DL50 pari a 95 mg/kg per via orale, mentre per via endovenosa la DL50 è risultata di 32 mg/kg nel topo e 29 mg/kg nel cane. La somministrazione in gravidanza può provocare, nei neonati, effetti a carico del sistema nervoso centrale e dell’accrescimento. In particolare la dose minima alla quale si evidenziano effetti tossic

14 di 15 sul neonato è, per via intraperitoneale nel ratto gravido, pari a 135 mg/kg complessivi, somministrati tra il 1° e il 22° giorno della gestazione.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Sciroppo Glicerolo, etanolo 96%, metile paraidrossibenzoato sodico, etile paraidrossibenzoato sodico, propile paraidrossibenzoato sodico, balsamo Tolù estratto idroglicerico, vanillina, saccarosio, acqua depurata. Soluzione iniettabile Acqua per preparazioni iniettabili

6.2 Incompatibilità

Nessuna per quanto noto.

6.3 Periodo di validità

Sciroppo: anni 4 Soluzione iniettabile: anni 5

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna particolare condizione per la conservazione.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Sciroppo: flacone con chiusura di sicurezza in politene/polipropilene. EPTADONE 5 mg/20 ml sciroppo contenitore monodose da 20 ml EPTADONE 10 mg/20 ml sciroppo contenitore monodose da 20 ml EPTADONE 20 mg/20 ml sciroppo contenitore monodose da 20 ml EPTADONE 1 mg/ml sciroppo flacone da 40 ml EPTADONE 1 mg/ml sciroppo flacone da 80 ml Soluzione iniettabile: fiala incolore di vetro di tipo I° Confezione contenente 5 fiale da 1 ml.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

L.Molteni & C. dei F.lli Alitti Società di Esercizio S.p.A.

15 di 15 Strada Statale 67 Frazione Granatieri Scandicci (FI)

8. Numeri dell’autorizzazione all’immisione in commercio

Eptadone 5 mg/20 ml sciroppo contenitore monodose da 20 ml – AIC n. 006105047 Eptadone 10 mg/20 ml sciroppo contenitore monodose da 20 ml – AIC n. 006105035 Eptadone 20 mg/20 ml sciroppo contenitore monodose da 20 ml – AIC n. 006105023 Eptadone 1 mg/ml sciroppo flacone da 40 ml – AIC n. 006105050 Eptadone 1 mg/ml sciroppo flacone da 80 ml - AIC n. 006105062 Eptadone 10 mg/1ml soluzione iniettabile 5 fiale da 1 ml – AIC n. 006105011

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Marzo 1952 Rinnovo: Gennaio 2013

10. Data di revisione del testo

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.