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FILGRASTIM HEXAL

Principio attivo: FILGRASTIM · ATC L03AA02

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Principio attivo: FILGRASTIM
Codice ATC: L03AA02
Autorizzazione: Medicinale autorizzato a livello europeo (procedura centralizzata EMA), valido anche in Italia.
Foglietto ufficiale: Consulta su EMA

1. Cos’è Filgrastim HEXAL e a cosa serve

Filgrastim HEXAL è un fattore di crescita dei globuli bianchi (fattore stimolante le colonie di
granulociti) e appartiene a un gruppo di proteine dette citochine. I fattori di crescita sono proteine
sintetizzate normalmente dall’organismo, ma che possono anche essere prodotte con le biotecnologie e
utilizzate come medicinale. Filgrastim HEXAL stimola il midollo osseo a produrre un numero
maggiore di globuli bianchi.

Il numero dei globuli bianchi può diminuire (neutropenia) per diverse ragioni, rendendo meno efficaci
le difese dell’organismo contro le infezioni. Filgrastim HEXAL stimola il midollo osseo a produrre
rapidamente nuovi globuli bianchi.

Filgrastim HEXAL può essere utilizzato:

• per aumentare il numero di globuli bianchi dopo una chemioterapia e migliorare quindi la
prevenzione delle infezioni;
• per aumentare il numero di globuli bianchi dopo un trapianto di midollo osseo e migliorare
quindi la prevenzione delle infezioni;
• prima di una chemioterapia a dosi elevate per indurre il midollo osseo a produrre un numero
maggiore di cellule staminali, che possono esserle prelevate e somministrate nuovamente dopo
il trattamento. Queste cellule possono essere prelevate a lei o a un donatore. Le cellule staminali
re-infuse arrivano nel midollo osseo e producono le cellule del sangue;
• per aumentare il numero di globuli bianchi in caso di neutropenia cronica grave e migliorare
quindi la prevenzione delle infezioni;
• nei pazienti con infezione da HIV in stadio avanzato per ridurre il rischio di infezioni.

2. Cosa deve sapere prima di usare Filgrastim HEXAL

Non usi Filgrastim HEXAL
- se è allergico a filgrastim o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale
(elencati al paragrafo 6).

Avvertenze e precauzioni
Si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere prima di usare Filgrastim HEXAL.

Informi il medico prima di iniziare il trattamento se soffre di:
- osteoporosi (una malattia delle ossa);
- anemia a cellule falciformi, perché Filgrastim HEXAL può scatenare una crisi falciforme.

Informi immediatamente il medico durante il trattamento con Filgrastim HEXAL se:
- avverte dolore alla parte superiore sinistra del ventre (dolore addominale), dolore a sinistra sotto
le costole o all’apice della spalla sinistra [questi possono essere sintomi di ingrossamento della
milza (splenomegalia) o di una possibile rottura della milza].
- nota sanguinamenti o lividi inusuali [questi possono essere sintomi di una riduzione delle
piastrine nel sangue (trombocitopenia), con ridotta capacità del sangue di coagulare].
- sviluppa segni improvvisi di allergia come eruzione, prurito o orticaria sulla pelle, gonfiore del
viso, delle labbra, della lingua o di altre parti del corpo, respiro corto, sibili o problemi a
respirare, dal momento che possono essere i segni di una reazione allergica grave
(ipersensibilità).
- ha il viso o le caviglie gonfie, sangue nelle urine o urine di colore marrone o nota che urina
meno del solito (glomerulonefrite).
- presenta sintomi di infiammazione dell’aorta (il grande vaso sanguigno che trasporta il sangue
dal cuore al resto dell’organismo); questo effetto è stato riportato in rari casi in pazienti
oncologici e in donatori sani. I sintomi possono includere febbre, dolore addominale, malessere,
dolore alla schiena e aumento dei marcatori dell’infiammazione. Informi il medico se si
presentano tali sintomi.

Perdita di risposta a filgrastim

Se con il trattamento con filgrastim riscontra una perdita di risposta o l’impossibilità di mantenere la
risposta, il medico indagherà i motivi, compresa la possibilità che lei abbia sviluppato anticorpi che
neutralizzano l’attività di filgrastim.

È possibile che il medico desideri controllarla con particolare attenzione, vedere paragrafo 4 del foglio
illustrativo.

Se lei è un paziente affetto da grave neutropenia cronica può essere esposto al rischio di sviluppare un
tumore del sangue (leucemia, sindrome mielodisplastica [MDS]). Consulti il medico in merito al
rischio di sviluppare tumori del sangue e alle analisi necessarie. Se sviluppa o se è probabile che
sviluppi tumori del sangue non deve utilizzare Filgrastim HEXAL, salvo su indicazione del medico.

Se è un donatore di cellule staminali deve avere un’età compresa tra 16 e 60 anni.

Faccia particolare attenzione ad altri prodotti che stimolano i globuli bianchi.
Filgrastim HEXAL appartiene al gruppo dei medicinali che stimolano la produzione di globuli bianchi.
L’operatore sanitario deve registrare sempre il nome esatto del medicinale che sta usando.

Altri medicinali e Filgrastim HEXAL
Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere
qualsiasi altro medicinale.

Gravidanza e allattamento
Filgrastim HEXAL non è stato studiato in donne in gravidanza o che allattano.
Filgrastim HEXAL non è raccomandato durante la gravidanza.

È importante che informi il medico se
• è in corso una gravidanza o l'allattamento con latte materno;
• sospetta una gravidanza; o
• sta pianificando una gravidanza.

Se rimane incinta durante il trattamento con Filgrastim HEXAL, informi il medico.

A meno che il medico non la consigli diversamente, se utilizza Filgrastim HEXAL deve interrompere
l’allattamento.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari
Filgrastim HEXAL può alterare lievemente la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.
Questo medicinale può causare capogiri. Prima di guidare o usare macchinari, è opportuno attendere e
vedere come si sente dopo la somministrazione di Filgrastim HEXAL.

Filgrastim HEXAL contiene sorbitolo e sodio

Filgrastim HEXAL contiene sorbitolo (E420).

Sorbitolo è una fonte di fruttosio. Se il medico ha diagnosticato a lei (o al bambino) l'intolleranza
ereditaria al fruttosio, una rara malattia genetica, lei (o il bambino) non deve prendere questo
medicinale. I pazienti con intolleranza ereditaria al fruttosio non riescono a trasformare il fruttosio, il
cui accumulo può causare gravi effetti collaterali.

Prima di prendere questo medicinale, informi il medico se lei (o il bambino) soffre di intolleranza
ereditaria al fruttosio o se il bambino si sente male, vomita o ha reazioni sgradevoli come gonfiore e
crampi allo stomaco o diarrea quando assume cibi o bevande dolci.

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente ‘senza
sodio’.

3. Come usare Filgrastim HEXAL

Usi questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi consulti il
medico, l’infermiere o il farmacista.

Come viene somministrato Filgrastim HEXAL e quanto ne devo usare?

Normalmente, Filgrastim HEXAL viene somministrato tramite iniezione quotidiana nel tessuto situato
direttamente sotto la pelle (iniezione sottocutanea). Può anche essere somministrato tramite lenta
iniezione quotidiana in una vena (infusione endovenosa). La dose abituale dipende dalla malattia di
cui soffre e dal suo peso corporeo. Il medico le dirà quale dose di Filgrastim HEXAL dovrà prendere.

Pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo dopo la chemioterapia:
Normalmente riceverà la prima dose di Filgrastim HEXAL almeno 24 ore dopo la chemioterapia e
almeno 24 ore dopo il trapianto di midollo osseo.

Lei o le persone che l’assistono potete farvi insegnare come eseguire le iniezioni sottocutanee in modo
da poter proseguire il trattamento a domicilio. Tuttavia non deve fare dei tentativi prima di avere
ricevuto un adeguato addestramento da parte dell’operatore sanitario.
Per quanto tempo devo prendere Filgrastim HEXAL?

Deve prendere Filgrastim HEXAL finché la conta dei globuli bianchi non si sia normalizzata. A
intervalli regolari verranno effettuate analisi del sangue per controllare il numero dei globuli bianchi.
Il medico le dirà per quanto tempo dovrà prendere Filgrastim HEXAL.

Uso nei bambini

Filgrastim HEXAL viene utilizzato per il trattamento dei bambini sottoposti a chemioterapia o che
soffrono di una grave riduzione della conta dei globuli bianchi (neutropenia). La dose da utilizzare nei
bambini sottoposti a chemioterapia è identica a quella degli adulti.

Somministrazione di dosi piccole

Non si deve iniettare una dose inferiore a 0,3 mL con la siringa preriempita, poiché non è in grado di
misurarla con precisione in quanto gli indicatori sulla scala graduata da 0,1 e 0,2 mL non sono visibili.
Se necessario, la soluzione iniettabile può essere diluita.

Se usa più Filgrastim HEXAL di quanto deve

Non aumenti la dose che il medico le ha fornito. Se crede di essersi iniettato più Filgrastim HEXAL di
quanto deve, contatti il medico il prima possibile.

Se dimentica di usare Filgrastim HEXAL

Se ha saltato un’iniezione, o si è iniettato troppo poco farmaco, contatti il medico il prima possibile.
Non prenda una dose doppia per compensare la dose persa.
Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico, al farmacista o
all’infermiere.

4. Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone
li manifestino.

Informi immediatamente il medico durante il trattamento
• se si manifesta una reazione allergica comprendente debolezza, calo della pressione arteriosa,
difficoltà a respirare, gonfiore al viso (anafilassi), eruzione cutanea, eruzione cutanea
accompagnata da prurito (orticaria), gonfiore del viso, delle labbra, della bocca, della lingua o
della gola (angioedema) e respiro corto (dispnea).
• se si manifestano tosse, febbre e difficoltà a respirare (dispnea), perché questo può essere un
segno di sindrome da sofferenza respiratoria acuta (ARDS).
• se compare dolore alla parte superiore sinistra del ventre (dolore addominale), dolore a sinistra
sotto le costole o dolore all’apice della spalla, poiché può esservi un problema a carico della
milza [ingrossamento della milza (splenomegalia) o rottura della milza].
• se viene trattato a causa di una neutropenia cronica grave e ha sangue nelle urine (ematuria). Se
manifesta questo effetto indesiderato o se ha proteine nelle urine (proteinuria), il medico potrà
effettuare l'analisi delle urine a intervalli regolari.
• se lei manifesta qualcuno o una combinazione dei seguenti effetti indesiderati:
- tumefazione o gonfiore, che può essere associata al fatto che l'acqua passa meno
frequentemente, difficoltà respiratorie, gonfiore addominale e sensazione di pienezza, e
una sensazione generale di stanchezza. Questi sintomi di solito si sviluppano in modo
rapido.
Questi possono essere i sintomi di una condizione chiamata "sindrome da perdita capillare", che
causa la fuoriuscita di sangue dai piccoli vasi sanguigni all’interno del corpo e che necessita di
cure mediche urgenti.
• se lei manifesta una combinazione di qualsiasi dei seguenti sintomi:
- febbre o brividi, o intensa sensazione di freddo, frequenza cardiaca elevata, confusione o
disorientamento, respiro corto, dolore o fastidio estremi e cute umida o sudata.
Questi possono essere sintomi di una condizione chiamata "sepsi" (detta anche "setticemia"),
una grave infezione con risposta infiammatoria dell’intero organismo, che può essere pericolosa
per la vita e che necessita di cure mediche urgenti.
• se manifesta un danno renale (glomerulonefrite). Nei pazienti che ricevono filgrastim è stato
osservato danno renale. Si rivolga subito al medico se ha il viso o le caviglie gonfie, sangue
nelle urine o urine di colore marrone o se nota che urina meno del solito.

Un effetto indesiderato comune dovuto all’uso di filgrastim è il dolore ai muscoli o alle ossa (dolore
muscoloscheletrico), che può essere alleviato con l’assunzione di normali antidolorifici (analgesici).
Nei pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali o di midollo osseo può verificarsi la malattia del
trapianto contro l’ospite (GvHD), cioè una reazione delle cellule del donatore nei confronti del
paziente che riceve il trapianto; i segni e sintomi comprendono eruzione cutanea sul palmo delle mani
o sulla pianta dei piedi e ulcere e lesioni nella bocca, nell’intestino, nel fegato, sulla pelle o negli occhi,
nei polmoni, nella vagina e nelle articolazioni. Nei donatori sani di cellule staminali si osservano
molto comunemente un aumento dei globuli bianchi (leucocitosi) e una riduzione delle piastrine, che
riduce la capacità del sangue di coagulare (trombocitopenia); il medico controllerà queste reazioni.

Effetti indesiderati molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10)
• diminuzione delle piastrine che riduce la capacità del sangue di coagulare (trombocitopenia)
• bassa conta dei globuli rossi (anemia)
• mal di testa
• diarrea
• vomito
• nausea
• inusuale caduta o assottigliamento dei capelli (alopecia)
• stanchezza (affaticamento)
• lesioni e gonfiore del rivestimento del tratto digerente compreso tra la bocca e l’ano
(infiammazione della mucosa)
• febbre (piressia)

Effetti indesiderati comuni (possono interessare fino 1 persona su 10)
• infiammazione dei polmoni (bronchite)
• infezione del tratto respiratorio superiore
• infezione del tratto urinario
• riduzione dell’appetito
• difficoltà a dormire (insonnia)
• capogiri
• riduzione della sensibilità, specialmente della cute (ipoestesia)
• formicolio o intorpidimento delle mani o dei piedi (parestesia)
• bassa pressione del sangue (ipotensione)
• elevata pressione del sangue (ipertensione)
• tosse
• emissione di sangue con la tosse (emottisi)
• dolore in bocca e in gola (dolore orofaringeo)
• sanguinamento dal naso (epistassi)
• stitichezza
• dolore orale
• aumento di volume del fegato (epatomegalia)
• eruzione cutanea
• arrossamento della cute (eritema)
• spasma muscolare
• dolore alla minzione (disuria)
• dolore al torace
• dolore
• debolezza generalizzata (astenia)
• generale sensazione di malessere
• gonfiore delle mani e dei piedi (edema periferico)
• aumento di determinati enzimi nel sangue
• alterazioni della composizione chimica del sangue
• reazione da trasfusione

Effetti indesiderati non comuni (possono interessare fino 1 persona su 100)
• aumento dei globuli bianchi (leucocitosi)
• reazione allergica (ipersensibilità)
• rigetto del trapianto di midollo osseo (malattia del trapianto contro l’ospite)
• elevati livelli di acido urico nel sangue, che possono causare la gotta (iperuricemia) (aumento
dell’acido urico nel sangue)
• danno al fegato causato dal blocco delle piccole vene del fegato (malattia veno-occlusiva)
• funzione insufficiente dei polmoni, che causa affanno (insufficienza respiratoria)
• gonfiore e/o accumulo di liquido nei polmoni (edema polmonare)
• infiammazione dei polmoni (pneumopatia interstiziale)
• anomalie alla radiografia dei polmoni (infiltrazione polmonare)
• sanguinamento dal polmone (emorragia polmonare)
• difetto dell’assorbimento di ossigeno nel polmone (ipossia)
• eruzione cutanea con pustole (esantema maculopapuloso)
• malattia che rende le ossa meno dense e quindi più deboli, più fragili e propense alle fratture
(osteoporosi)
• reazione della sede di iniezione

Effetti indesiderati rari (possono interessare fino 1 persona su 1 000):
• grave dolore alle ossa, al torace, all’intestino o alle articolazioni (anemia a cellule falciformi con
crisi)
• improvvisa reazione allergica potenzialmente fatale (reazione anafilattica)
• dolore e gonfiore alle articolazioni, simile alla gotta (pseudogotta)
• un’alterazione della regolazione dei liquidi nell’organismo, che può causare gonfiori (disturbi
del volume idrico)
• infiammazione dei vasi sanguigni della pelle (vasculite cutanea)
• lesioni rilevate violacee, dolorose, sugli arti e talvolta sul viso e sul collo, con febbre (sindrome
di Sweet)
• peggioramento dell’artrite reumatoide
• alterazioni inusuali delle urine
• ridotta densità ossea
• infiammazione dell’aorta (il grande vaso sanguigno che trasporta il sangue dal cuore al resto
dell’organismo), vedere paragrafo 2
• formazione di cellule del sangue al di fuori del midollo osseo (ematopoiesi extramidollare)

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga
al medico, al farmacista o all’infermiere. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente
tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V. Segnalando gli effetti
indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

5. Come conservare Filgrastim HEXAL

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.
Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola e sull’etichetta della
siringa dopo Scad./EXP. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Conservare in frigorifero (2 °C - 8 °C).
Tenere la siringa preriempita nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.
Un congelamento accidentale non danneggerà Filgrastim HEXAL.

La siringa può essere tenuta fuori dal frigorifero e lasciata a temperatura ambiente per una sola volta e
per massimo 8 giorni (tuttavia, non al di sopra di 25 °C). Al termine di questo periodo, il prodotto non
deve essere rimesso in frigorifero e deve essere eliminato.

Non usi questo medicinale se nota alterazioni del colore, un aspetto torbido o la presenza di particelle;
il medicinale deve presentarsi come liquido limpido da incolore a colore giallo pallido.
Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come
eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

6. Contenuto della confezione e altre informazioni

Cosa contiene Filgrastim HEXAL

- Il principio attivo è filgrastim.
Filgrastim HEXAL 30 MU/0,5 mL soluzione iniettabile o per infusione in siringa preriempita:
ogni siringa preriempita contiene 30 MU di filgrastim in 0,5 mL, corrispondenti a 60 MU/mL.
Filgrastim HEXAL 48 MU/0,5 mL soluzione iniettabile o per infusione in siringa preriempita:
ogni siringa preriempita contiene 48 MU di filgrastim in 0,5 mL, corrispondenti a 96 MU/mL.
- Gli altri componenti sono acido glutammico, sorbitolo (E420), polisorbato 80, idrossido di sodio
e acqua per preparazioni iniettabili. Vedere paragrafo 2 “Filgrastim HEXAL contiene sorbitolo
e sodio”.

Descrizione dell’aspetto di Filgrastim HEXAL e contenuto della confezione

Filgrastim HEXAL è una soluzione iniettabile o per infusione, limpida, da incolore a color giallo
pallido, in siringa preriempita contenente 0,5 mL di soluzione.

Filgrastim HEXAL è disponibile in confezioni contenenti 1, 3, 5 o 10 siringhe preriempite in vetro
(vetro di tipo I) con un tappo dello stantuffo (gomma bromobutilica), un ago in acciaio inossidabile
calibro 29 con un dispositivo automatico di sicurezza per l’ago e un cappuccio dell’ago (elastomero
termoplastico).

Sulla siringa preriempita sono riportati indicatori da 0,1 mL a 1 mL; tuttavia, la siringa non è
progettata per misurare volumi inferiori a 0,3 mL a causa del meccanismo a molla.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Hexal AG
Industriestr. 25
83607 Holzkirchen
Germania
Produttore

Sandoz GmbH
Biochemiestr. 10
6336 Langkampfen
Austria

Novartis Pharmaceutical Manufacturing GmbH
Biochemiestrasse 10
6336 Langkampfen
Austria

Per ulteriori informazioni su questo medicinale, contatti il rappresentante locale del titolare
dell’autorizzazione all’immissione in commercio:

België/Belgique/Belgien Lietuva
Hexal AG Hexal AG
Tél/Tel: +49 8024 908 0 Tel: +49 8024 908 0

България Luxembourg/Luxemburg
Hexal AG Hexal AG
Тел.: +49 8024 908 0 Tél/Tel: +49 8024 908 0

Česká republika Magyarország
Hexal AG Hexal AG
Tel: +49 8024 908 0 Tel.: +49 8024 908 0

Danmark/Norge/Ísland/Sverige Malta
Hexal AG Hexal AG
Tlf/Sími/Tel: +49 8024 908 0 Tel: +49 8024 908 0

Deutschland Nederland
Hexal AG Hexal AG
Tel: +49 8024 908 0 Tel: +49 8024 908 0

Eesti Österreich
Hexal AG Sandoz GmbH
Tel: +49 8024 908 0 Tel: +43 5338 2000

Ελλάδα Polska
SANDOZ HELLAS ΜΟΝΟΠΡΟΣΩΠΗ Α.Ε. Hexal AG
Τηλ: +30 216 600 5000 Tel.: +49 8024 908 0

España Portugal
Hexal AG Hexal AG
Tel: +49 8024 908 0 Tel: +49 8024 908 0

France România
Hexal AG Hexal AG
Tél: +49 8024 908 0 Tel: +49 8024 908 0

Hrvatska Slovenija
Hexal AG Hexal AG
Tel: +49 8024 908 0 Tel: +49 8024 908 0
Ireland Slovenská republika
Hexal AG Hexal AG
Tel: +49 8024 908 0 Tel: +49 8024 908 0
Italia Suomi/Finland
Hexal AG Hexal AG
Tel: +49 8024 908 0 Puh/Tel: +49 8024 908 0

Κύπρος United Kingdom (Northern Ireland)
SANDOZ HELLAS ΜΟΝΟΠΡΟΣΩΠΗ Α.Ε. Hexal AG
(Ελλάδα) Tel: +49 8024 908 0
Τηλ: +30 216 600 5000

Latvija
Sandoz d.d. Latvia filiāle
Tel: +371 67 892 006

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato .

Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia europea
per i medicinali, http://www.ema.europa.eu.
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7. Istruzioni per l’uso

Per evitare possibili infezioni, attenersi a queste istruzioni.

È importante non tentare di iniettarsi il medicinale da soli né effettuare l’iniezione ad altre persone
prima di aver ricevuto le istruzioni dal medico, dall’infermiere o dal farmacista. Leggere attentamente
le istruzioni prima di effettuare l’iniezione. Ogni blister sigillato contiene una siringa preriempita.

Ogni siringa preriempita contiene 30 MU/0,5 mL o 48 MU/0,5 mL di filgrastim.

Figura 7-1 Filgrastim HEXAL in siringa preriempita con dispositivo di sicurezza per
l’ago

Dopo l’iniezione del farmaco, il dispositivo di sicurezza per l’ago verrà attivato per coprirlo. Tale
dispositivo è destinato a proteggere gli operatori sanitari, i caregiver e i pazienti da punture accidentali
dopo l’iniezione.

Altri materiali necessari per l’iniezione:

• 1 tampone imbevuto Figura 7-2 Altri materiali necessari
d’alcol
• 1 batuffolo di cotone o
garza
• Contenitore per lo
smaltimento di
materiale tagliente
• 1 cerotto adesivo
Informazioni importanti sulla sicurezza

Attenzione: tenere la siringa preriempita fuori dalla portata dei bambini.
1. Non aprire la confezione esterna fino al momento esatto dell’utilizzo della siringa preriempita.
2. Non utilizzare la siringa preriempita se il sigillo del blister è rotto, poiché potrebbe non essere
sicura per l’uso.
3. In presenza di liquido nella vaschetta di plastica, non utilizzare la siringa preriempita. In assenza
del cappuccio dell’ago o se questo non è fissato saldamente, non utilizzare la siringa
preriempita. In tutti questi casi, restituire l’intera confezione del prodotto alla farmacia.
4. Non tentare di iniettare una dose inferiore a 0,3 mL con una siringa preriempita. Non è possibile
misurare con precisione una dose inferiore a 0,3 mL utilizzando Filgrastim HEXAL siringa
preriempita poiché gli indicatori di graduazione da 0,1 e 0,2 mL sul corpo della siringa non sono
visibili.
5. Non lasciare mai la siringa preriempita incustodita dove altri potrebbero manometterla.
6. Non agitare la siringa preriempita.
7. Fare attenzione a non toccare le alette di protezione dell’ago prima dell’uso, altrimenti il
dispositivo di sicurezza per l’ago potrebbe attivarsi prematuramente.
8. Non rimuovere il cappuccio dell’ago prima di effettuare l’iniezione.
9. Non è possibile riutilizzare la siringa preriempita. Smaltire la siringa preriempita usata
immediatamente dopo l’uso in un contenitore per materiale tagliente.
10. Non utilizzare se la siringa è caduta su una superficie dura o è caduta dopo aver rimosso il
cappuccio dell’ago.

Conservazione di Filgrastim HEXAL siringa preriempita
1. Conservare la siringa preriempita nel suo imballaggio esterno per proteggerla dalla luce.
Conservare in frigorifero a una temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C (36 °F e 46 °F). Non
congelare.
2. Prima di preparare la siringa per l’iniezione, ricordarsi di togliere il blister dal frigorifero e
lasciare che raggiunga la temperatura ambiente per 15-30 minuti.
3. Non utilizzare la siringa preriempita dopo la data di scadenza indicata sulla confezione esterna o
sull’etichetta della siringa. Se il medicinale è scaduto, restituire l’intera confezione alla
farmacia.
4. La siringa può essere tenuta fuori dal frigorifero e lasciata a temperatura ambiente per una sola
volta e per massimo 8 giorni (tuttavia, non al di sopra di 25 °C). Al termine di questo periodo, il
prodotto non deve essere rimesso in frigorifero e deve essere eliminato.

Sede di iniezione

Figura 7-3 Sedi di iniezione

La sede di iniezione è la parte del corpo in cui verrà
utilizzata la siringa preriempita.
• La zona consigliata è la parte anteriore della coscia.
Può essere usata anche la parte inferiore
dell’addome, tuttavia evitando l’area di 5 cm
(2 pollici) attorno all’ombelico.

• Se l’iniezione viene effettuata da un caregiver, può
essere usata anche la parte superiore esterna delle
braccia e la parte superiore dei glutei.
• Scegliere un sito diverso per ogni autoiniezione.
• Non praticare l’iniezione in aree in cui la pelle è
sensibile, contusa, arrossata, desquamata o dura.
Evitare le zone in cui sono presenti cicatrici o
smagliature.
Preparazione di Filgrastim HEXAL siringa preriempita pronta per l’uso
1. Estrarre dal frigorifero il blister contenente la siringa preriempita e lasciarlo chiuso per circa
15-30 minuti, in modo che possa raggiungere la temperatura ambiente.
2. Al momento di utilizzare la siringa preriempita, aprire il blister e lavare accuratamente le mani
con acqua e sapone.
3. Pulire la sede scelta per l’iniezione con un tampone imbevuto d’alcol.
4. Estrarre la siringa preriempita dal blister afferrandola al centro come illustrato nella Figura 7-4.
Non afferrare lo stantuffo. Non afferrare il cappuccio dell’ago.

Figura 7-4 Estrarre la siringa preriempita dal blister

5. Controllare che il dispositivo di sicurezza trasparente in plastica per l’ago sia posizionato sopra
il corpo della siringa di vetro. Se il dispositivo di sicurezza per l’ago trasparente copre il
cappuccio dell’ago (come illustrato nella Figura 7-5 sottostante), la siringa è stata attivata. NON
utilizzare questa siringa e utilizzarne una nuova. La Figura 7-6 illustra una siringa pronta
all’uso.

Figura 7-5 NON USARE

In questa configurazione il dispositivo di sicurezza per
l’ago è ATTIVATO: NON UTILIZZARE la siringa
preriempita

Figura 7-6 Pronta all’uso

In questa configurazione il dispositivo di sicurezza per
l’ago NON È ATTIVATO e la siringa preriempita è pronta
per l’uso

6. Ispezionare la siringa preriempita. Il liquido deve essere limpido. Può essere incolore o
leggermente giallastro. NON UTILIZZARE se si osservano altre particelle e/o alterazioni del
colore e restituire la siringa preriempita e la relativa confezione alla farmacia.

7. NON UTILIZZARE se la siringa preriempita è rotta o se il dispositivo di sicurezza per l’ago è
attivato. In tutti questi casi, restituire l’intera confezione del prodotto alla farmacia.
Come usare Filgrastim HEXAL siringa preriempita

Figura 7-7 Rimuovere il cappuccio dell’ago Tirare con cautela il cappuccio dell’ago per
rimuoverlo dalla siringa preriempita.
Eliminare il cappuccio dell’ago. Si potrebbe
osservare una goccia di liquido all’estremità
dell’ago. È normale.

Tenendo la siringa come illustrato, premere lentamente sullo stantuffo per far uscire il medicinale in
eccesso finché il bordo della base conica del tappo dello stantuffo non si allinea con l’indicatore sulla
siringa relativo alla dose prescritta. Di seguito un esempio per una dose pari a 0,4 mL.

Fare attenzione a non toccare le alette di protezione dell’ago prima dell’uso, altrimenti il dispositivo di
sicurezza per l’ago potrebbe attivarsi prematuramente.

Controllare nuovamente che nella siringa preriempita sia presente la dose corretta di
Filgrastim HEXAL.

Se si riscontrano problemi nel misurare o iniettare la dose di Filgrastim HEXAL, contattare il medico
o l’infermiere.
Figura 7-8 Esempio di dose parziale per una dose pari a 0,4 mL

Figura 7-9 Inserire l’ago Pizzicare delicatamente la pelle in sede di iniezione
e inserire l’ago come illustrato. Per garantire la
somministrazione di tutto il medicinale, spingere
l’ago fino in fondo.

Figura 7-10 Premere lo stantuffo Tenendo la siringa preriempita come illustrato in
figura, premere lentamente lo stantuffo fino in
fondo, in modo che la testa dello stantuffo finisca
completamente tra le alette di protezione dell’ago.

Mantenere lo stantuffo premuto fino in fondo
mentre si tiene ferma la siringa per 5 secondi.
Figura 7-11 Ritirare l’ago Mantenere lo stantuffo completamente premuto
mentre si estrae con cautela l’ago dalla sede di
iniezione.

Figura 7-12 Rilasciare lo stantuffo Rilasciare lentamente lo stantuffo e lasciare che il
dispositivo di sicurezza per l’ago copra
automaticamente l’ago esposto.

Potrebbe essere presente una piccola quantità di
sangue in sede di iniezione. È possibile premere un
batuffolo di cotone o una garza sulla sede di
iniezione, tenendo premuto per 10 secondi. Non
strofinare la sede di iniezione. Se necessario, è
possibile coprire la sede di iniezione con un
piccolo cerotto adesivo.

Istruzioni per lo smaltimento

Figura 7-13 Smaltimento Smaltire la siringa usata in un apposito contenitore
per materiale tagliente (contenitore richiudibile e
antiperforazione). Per la sua sicurezza e salute e
quelle delle altre persone, gli aghi e le siringhe
usate non devono mai essere riutilizzati.

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente agli operatori sanitari:

La soluzione deve essere ispezionata a vista prima dell’uso. Devono essere utilizzate solo le soluzioni
limpide e prive di particelle. L’esposizione accidentale a temperature di congelamento non ha effetti
negativi sulla stabilità di Filgrastim HEXAL.

Filgrastim HEXAL non contiene conservanti: a causa del rischio di contaminazione batterica, le
siringhe di Filgrastim HEXAL sono esclusivamente monouso.

Diluizione prima della somministrazione (facoltativa)

Se necessario, Filgrastim HEXAL può essere diluito in soluzione di glucosio 50 mg/mL (5%).
Filgrastim HEXAL non deve essere diluito con soluzioni di cloruro di sodio.
Si sconsiglia la diluizione a concentrazioni finali < 0,2 MU/mL (2 microgrammi/mL).

Nei pazienti trattati con filgrastim diluito a concentrazioni < 1,5 MU/mL (15 microgrammi/mL) deve
essere aggiunta albumina sierica umana (HSA) a una concentrazione finale di 2 mg/mL.

Esempio: per un volume finale di 20 mL, le dosi totali di filgrastim inferiori
a 30 MU (300 microgrammi) devono essere addizionate di 0,2 mL di soluzione di albumina sierica
umana Ph. Eur 200 mg/mL (20%).

Diluito con soluzione di glucosio 50 mg/mL (5%), filgrastim è compatibile con il vetro e con diversi
materiali plastici quali polivinilcloruro, poliolefina (un copolimero di polipropilene e polietilene) e
polipropilene.

Dopo diluizione: la stabilità chimica e fisica in-use della soluzione per infusione diluita è stata
dimostrata per 24 ore a temperatura compresa tra 2 °C - 8 °C. Dal punto di vista microbiologico, il
prodotto deve essere usato immediatamente. Se il medicinale non viene usato immediatamente,
l’utente è responsabile della durata e delle condizioni di conservazione prima dell’uso; il medicinale
può essere conservato per un massimo di 24 ore a temperatura compresa tra 2 °C - 8 °C, a meno che la
diluizione non sia stata effettuata in condizioni asettiche controllate e validate.

Uso della siringa preriempita con dispositivo di sicurezza per l’ago

Il dispositivo di sicurezza per l’ago ricopre l’ago dopo l’iniezione e impedisce all’operatore di ferirsi.
Il dispositivo non interferisce con l'uso normale della siringa. Premere lentamente e in maniera
uniforme sullo stantuffo fino al rilascio dell’intera dose e fino a quando lo stantuffo non può essere
premuto ulteriormente. Rimuovere la siringa dal paziente continuando a premere sullo stantuffo. Il
dispositivo di sicurezza ricopre l’ago non appena lo stantuffo viene rilasciato.

Smaltimento

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità
alla normativa locale vigente.

Domande frequenti su FILGRASTIM HEXAL

FILGRASTIM HEXAL e disponibile senza ricetta?

FILGRASTIM HEXAL e disponibile senza obbligo di ricetta. Chieda comunque consiglio al farmacista.

Qual e il principio attivo di FILGRASTIM HEXAL?

Il principio attivo di FILGRASTIM HEXAL e FILGRASTIM.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

4.1 Indicazioni terapeutiche

-

Riduzione della durata della neutropenia e dell’incidenza di neutropenia febbrile nei pazienti
trattati con chemioterapia citotossica standard per patologie maligne (con l’eccezione della
leucemia mieloide cronica e delle sindromi mielodisplastiche) e riduzione della durata della
neutropenia nei pazienti sottoposti a terapia mieloablativa seguita da trapianto di midollo osseo
considerati ad alto rischio di neutropenia severa prolungata.
La sicurezza e l’efficacia di filgrastim sono simili negli adulti e nei bambini sottoposti a
chemioterapia citotossica.

-

Mobilizzazione delle cellule progenitrici del sangue periferico (PBPC).

-

Nei pazienti, bambini o adulti, con severa neutropenia congenita, ciclica o idiopatica, con una
conta assoluta di neutrofili (ANC) ≤ 0,5 × 109/L e una storia di infezioni severe o ricorrenti, la
somministrazione a lungo termine di filgrastim è indicata per incrementare la conta dei
neutrofili e ridurre l’incidenza e la durata degli eventi correlati alle infezioni.

-

Trattamento della neutropenia persistente (ANC ≤ 1,0 × 109/L) nei pazienti con infezione
avanzata da HIV, per ridurre il rischio di infezioni batteriche quando altre opzioni per il
trattamento della neutropenia siano inadeguate.

2

4.2 Posologia e modo di somministrazione

La terapia con filgrastim deve essere effettuata unicamente in collaborazione con un centro oncologico
con esperienza nel trattamento con il G-CSF e in campo ematologico, e che disponga delle attrezzature
diagnostiche necessarie. Le procedure di mobilizzazione e aferesi devono essere effettuate in
collaborazione con un centro di oncologia-ematologia con esperienza accettabile nel campo e presso il
quale possa essere correttamente effettuato il monitoraggio delle cellule progenitrici emopoietiche.
Chemioterapia citotossica standard
Posologia
La dose raccomandata di filgrastim è di 0,5 MU/kg/die (5 μg/kg/die). La prima dose di filgrastim deve
essere somministrata almeno 24 ore dopo la chemioterapia citotossica. Nelle sperimentazioni cliniche
randomizzate è stata utilizzata una dose sottocutanea di 230 μg/m2/die (4,0 -8,4 μg/kg/die).
La somministrazione giornaliera di filgrastim deve proseguire fino a quando l’atteso nadir dei
neutrofili non sia stato superato e la conta dei neutrofili non sia tornata ad un livello normale. Dopo
chemioterapia standard per tumori solidi, linfomi e leucemia linfoide, si prevede che la durata del
trattamento richiesta per soddisfare questi criteri sia di un massimo di 14 giorni. Dopo il trattamento di
induzione e consolidamento nella leucemia mieloide acuta (LMA), la durata del trattamento può essere
considerevolmente più lunga (fino a 38 giorni) in funzione del tipo, della dose e dello schema di
chemioterapia citotossica utilizzata.
Nei pazienti sottoposti a chemioterapia citotossica, si osserva tipicamente un aumento transitorio della
conta dei neutrofili 1 - 2 giorni dopo l’inizio della terapia con filgrastim. Tuttavia, per ottenere una
risposta terapeutica prolungata, il trattamento con filgrastim deve proseguire fino a quando l’atteso
nadir dei neutrofili non sia stato superato e la conta dei neutrofili non sia tornata ad un livello normale.
Si sconsiglia l’interruzione prematura della terapia con filgrastim prima del raggiungimento dell’atteso
nadir dei neutrofili.
Modo di somministrazione
Filgrastim può essere somministrato tramite iniezione sottocutanea quotidiana o tramite infusione
endovenosa quotidiana diluita in soluzione di glucosio al 5% e somministrata in 30 minuti (vedere
paragrafo 6.6). Nella maggior parte dei casi è preferibile la via sottocutanea. Esistono evidenze
ottenute da uno studio con somministrazione di dosi singole che l’uso endovenoso possa ridurre la
durata dell’effetto. La rilevanza clinica di tale dato per la somministrazione di dosi multiple non è
chiara. La scelta della via di somministrazione deve essere basata sulle condizioni cliniche del singolo
paziente.
In pazienti sottoposti a terapia mieloablativa seguita da trapianto di midollo osseo
Posologia
La dose iniziale raccomandata di filgrastim è di 1,0 MU/kg/die (10 µg/kg/die). La prima dose di
filgrastim deve essere somministrata almeno 24 ore dopo la chemioterapia citotossica e almeno 24 ore
dopo l’infusione di midollo osseo.
Una volta superato il nadir dei neutrofili, la dose giornaliera di filgrastim deve essere titolata in base
alla risposta dei neutrofili come riportato di seguito:
Conta dei neutrofili
Aggiustamento posologico per filgrastim
> 1,0 × 109/L per 3 giorni consecutivi
Ridurre a 0,5 MU/kg/die (5 μg/kg/die)
Quindi, se l’ANC rimane > 1,0 × 109/L per
Sospendere filgrastim
altri 3 giorni consecutivi
Se l’ANC scende a valori < 1,0 × 109/L durante il trattamento, la dose di filgrastim deve
essere ripristinata in modo scalare in base alle indicazioni precedenti
ANC = conta assoluta dei neutrofili (absolute neutrophil count)
Modo di somministrazione
Filgrastim può essere somministrato tramite infusione endovenosa in 30 minuti o in 24 ore o tramite
infusione sottocutanea continua in 24 ore. Filgrastim deve essere diluito in 20 mL di soluzione di
glucosio al 5% (vedere paragrafo 6.6).
Per la mobilizzazione delle PBPC nei pazienti sottoposti a terapia mielosoppressiva o mieloablativa
seguita da trapianto di PBPC autologhe
Posologia
La dose raccomandata di filgrastim per la mobilizzazione delle PBPC, quando usato da solo, è
di 1,0 MU/kg/die (10 μg/kg/die) per 5 - 7 giorni consecutivi. Programmazione delle leucaferesi: spesso
sono sufficienti 1 o 2 leucaferesi nei giorni 5 e 6. In altri casi possono essere necessarie ulteriori
leucaferesi. La somministrazione di filgrastim deve essere proseguita fino all’ultima leucaferesi.
La dose raccomandata di filgrastim per la mobilizzazione delle PBPC dopo chemioterapia
mielosoppressiva è di 0,5 MU/kg/die (5 μg/kg/die), dal primo giorno successivo al completamento
della chemioterapia fino a quando l’atteso nadir dei neutrofili non sia stato superato e la conta dei
neutrofili non sia tornata a un livello normale. La leucaferesi deve essere effettuata nel periodo in cui
l’ANC aumenta da < 0,5 × 109/L a > 5,0 × 109/L. Nei pazienti non sottoposti a chemioterapia estensiva,
un’unica leucaferesi è spesso sufficiente. In altri casi sono raccomandate ulteriori leucaferesi.
Modo di somministrazione
Filgrastim per la mobilizzazione delle PBPC quando utilizzato da solo:
Filgrastim può essere somministrato tramite infusione sottocutanea continua in 24 ore o tramite
iniezione sottocutanea. Per le infusioni, filgrastim deve essere diluito in 20 mL di soluzione di
glucosio al 5% (vedere paragrafo 6.6).
Filgrastim per la mobilizzazione delle PBPC dopo chemioterapia mielosoppressiva:
Filgrastim deve essere somministrato tramite iniezione sottocutanea.
Per la mobilizzazione delle PBPC nei donatori sani prima del trapianto di PBPC allogeniche
Posologia
Per la mobilizzazione delle PBPC nei donatori sani, filgrastim deve essere somministrato a dosi
di 1,0 MU/kg/die (10 μg/kg/die) per 4 - 5 giorni consecutivi. La leucaferesi deve iniziare il giorno 5 e
proseguire, se necessario, fino al giorno 6, in modo da ottenere 4 × 106 cellule CD34+/kg di peso
corporeo del ricevente.
Modo di somministrazione
Filgrastim deve essere somministrato tramite iniezione sottocutanea.
In pazienti con neutropenia cronica severa (NCS)
Posologia
Neutropenia congenita:
La dose iniziale raccomandata è di 1,2 MU/kg/die (12 μg/kg/die) in dose singola o in dosi frazionate.
Neutropenia idiopatica o ciclica:
La dose iniziale raccomandata è di 0,5 MU/kg/die (5 µg/kg/die) in dose singola o in dosi frazionate.
Aggiustamento posologico:
Filgrastim deve essere somministrato giornalmente tramite iniezione sottocutanea fino a quando la
conta dei neutrofili non abbia raggiunto e possa essere mantenuta a valori superiori a 1,5 × 109/L.
Quando si è ottenuta la risposta, deve essere determinata la dose minima efficace per mantenere tale
livello. Per mantenere una conta dei neutrofili adeguata è necessaria una somministrazione giornaliera
a lungo termine. Dopo 1 - 2 settimane di terapia, la dose iniziale può essere raddoppiata o dimezzata in
base alla risposta del paziente. Successivamente, la dose può essere modificata individualmente
ogni 1 - 2 settimane per mantenere una conta dei neutrofili media compresa tra 1,5 × 109/L
e 10 × 109/L. Nei pazienti con infezioni severe può essere preso in considerazione uno schema più
rapido di incremento progressivo della dose. Nelle sperimentazioni cliniche, il 97% dei pazienti
responsivi ha ottenuto una risposta completa a dosi ≤ 24 μg/kg/die. La sicurezza a lungo termine della
somministrazione di filgrastim a dosi superiori a 24 μg/kg/die nei pazienti con NCS non è stata
stabilita.
Modo di somministrazione
Neutropenia congenita, idiopatica o ciclica: filgrastim deve essere somministrato tramite iniezione
sottocutanea.
In pazienti con infezione da HIV
Posologia
Per la reversione della neutropenia:
La dose iniziale raccomandata di filgrastim è di 0,1 MU/kg/die (1 μg/kg/die), con titolazione fino a un
massimo di 0,4 MU/kg/die (4 μg/kg/die) fino a quando non sia stata raggiunta e possa essere
mantenuta una conta dei neutrofili normale (ANC > 2,0 × 109/L). Negli studi clinici, > 90% dei
pazienti ha risposto a queste dosi, ottenendo la reversione della neutropenia in un periodo mediano
di 2 giorni.
In un piccolo numero di pazienti (< 10%) sono state necessarie dosi fino
a 1,0 MU/kg/die (10 μg/kg/die) per ottenere la reversione della neutropenia.
Per il mantenimento di una conta dei neutrofili normale:
Quando si è ottenuta la reversione della neutropenia, deve essere determinata la dose minima efficace
per mantenere una conta dei neutrofili normale. Si consiglia un aggiustamento posologico iniziale con
somministrazione a giorni alterni di 30 MU/die (300 μg/die). Possono essere necessari ulteriori
aggiustamenti posologici, a seconda dell’ANC del paziente, al fine di mantenere la conta dei neutrofili
a valori > 2,0 × 109/L. Negli studi clinici sono state necessarie dosi di 30 MU/die (300 μg/die)
da 1 a 7 giorni alla settimana per mantenere l’ANC > 2,0 × 109/L, con una frequenza mediana di
somministrazione di 3 giorni alla settimana. Può essere necessaria una somministrazione a lungo
termine per mantenere l’ANC > 2,0 × 109/L.
Modo di somministrazione
Reversione della neutropenia o mantenimento della conta dei neutrofili normale: filgrastim deve essere
somministrato tramite iniezione sottocutanea.
Anziani
Gli studi clinici condotti con filgrastim hanno incluso un piccolo numero di pazienti anziani. Tuttavia,
non sono stati effettuati studi particolari in questo gruppo e pertanto non possono essere formulate
raccomandazioni specifiche sulla dose.
Compromissione renale
Gli studi condotti con filgrastim nei pazienti con severa compromissione renale o epatica dimostrano
che il suo profilo farmacocinetico e farmacodinamico è simile a quello osservato nei soggetti sani. In
questi casi non è necessario alcun aggiustamento posologico.
Utilizzo pediatrico in NCS e patologie maligne
Il 65% dei pazienti inclusi nel programma di studio NCS aveva un’età inferiore a 18 anni. L’efficacia
del trattamento è stata evidente in questa fascia di età, comprendente soprattutto pazienti con
neutropenia congenita. Non sono state osservate differenze nei profili di sicurezza dei pazienti
pediatrici trattati a causa di NCS.
I dati ottenuti negli studi clinici con pazienti pediatrici indicano che la sicurezza e l’efficacia di
filgrastim sono simili negli adulti e nei bambini sottoposti a chemioterapia citotossica.
Posologia
Le raccomandazioni posologiche nei pazienti pediatrici sono identiche alle raccomandazioni valide per
gli adulti sottoposti a chemioterapia citotossica mielosoppressiva.
Modo di somministrazione
A causa del meccanismo a molla, la siringa preriempita non è progettata per misurare volumi inferiori
a 0,3 mL. Con questo prodotto non devono essere somministrate dosi inferiori a 0,3 mL.
Se necessario, la soluzione iniettabile può essere diluita (vedere paragrafo 6.6).

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Tracciabilità
Al fine di migliorare la tracciabilità dei fattori stimolanti le colonie di granulociti (G-CSF), il nome e il
numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.
Avvertenze speciali e precauzioni per le indicazioni
Ipersensibilità
Reazioni da ipersensibilità, comprese le reazioni anafilattiche, sono state segnalate in pazienti trattati
con filgrastim, in occasione del trattamento iniziale o di trattamenti successivi. Interrompere
Filgrastim HEXAL definitivamente nei pazienti con ipersensibilità clinicamente significativa. Non
somministrare Filgrastim HEXAL ai pazienti con precedenti di ipersensibilità a filgrastim o a
pegfilgrastim.
Effetti avversi polmonari
In seguito a somministrazione di G-CSF sono stati descritti effetti avversi a carico dei polmoni, in
particolare malattia polmonare interstiziale. I pazienti con anamnesi recente di infiltrati polmonari o
polmonite possono essere a maggior rischio. La comparsa di segni polmonari come tosse, febbre e
dispnea in associazione a segni radiologici di infiltrati polmonari e deterioramento della funzionalità
polmonare possono essere segni preliminari della sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS). In
questi casi, la somministrazione di filgrastim deve essere interrotta e deve essere avviato un
trattamento adeguato.
Glomerulonefrite
Nei pazienti che ricevono filgrastim e pegfilgrastim sono stati segnalati casi di glomerulonefrite. In
genere, gli eventi glomerulonefritici si sono risolti dopo la riduzione della dose o la sospensione di
filgrastim e pegfilgrastim. Si raccomanda il monitoraggio tramite analisi delle urine.
Sindrome da perdita capillare
La sindrome da perdita capillare, che può essere pericolosa per la vita se il trattamento viene ritardato,
è stata riportata a seguito di somministrazione di fattori stimolanti le colonie di granulociti, ed è
caratterizzata da ipotensione, ipoalbuminemia, edema ed emoconcentrazione. I pazienti che
sviluppano sintomi della sindrome da perdita capillare devono essere strettamente monitorati e
ricevere il trattamento sintomatico standard, che può comprendere la necessità di terapia intensiva
(vedere paragrafo 4.8).
Splenomegalia e rottura splenica
Dopo la somministrazione di filgrastim, nei pazienti e nei donatori normali sono stati osservati casi
generalmente asintomatici di splenomegalia e casi di rottura splenica. Alcuni casi di rottura splenica
sono stati fatali. Pertanto, il volume della milza deve essere controllato con attenzione (ad es. mediante
esame fisico, ecografia). La diagnosi di rottura splenica deve essere presa in considerazione nei
donatori e/o nei pazienti che presentino dolore al quadrante addominale superiore sinistro o all’apice
della spalla. È stato osservato che le riduzioni della dose di filgrastim hanno rallentato o arrestato la
progressione dell'ingrossamento della milza nei pazienti affetti da neutropenia cronica severa e nel 3%
dei pazienti è stata necessaria una splenectomia.
Proliferazione di cellule maligne
Il G-CSF può favorire la proliferazione di cellule mieloidi in vitro ed effetti simili possono essere
osservati su alcune cellule non mieloidi in vitro.
Sindrome mielodisplastica o leucemia mieloide cronica
La sicurezza e l’efficacia della somministrazione di filgrastim ai pazienti con sindrome
mielodisplastica o leucemia mieloide cronica non sono state stabilite. L’uso di filgrastim non è
indicato in tali situazioni. Particolare attenzione deve essere posta nella diagnosi differenziale tra
trasformazione blastica nella leucemia mieloide cronica e LMA.
Leucemia mieloide acuta
A causa dei dati limitati sulla sicurezza ed efficacia nei pazienti con LMA secondaria, filgrastim deve
essere somministrato con cautela. La sicurezza e l’efficacia della somministrazione di filgrastim nei
pazienti di età < 55 anni con LMA de novo e citogenetica favorevole [t(8;21), t(15;17) e inv(16)] non
sono state stabilite.
Trombocitopenia
La trombocitopenia è stata segnalata nei pazienti che ricevono filgrastim. La conta piastrinica deve
essere monitorata attentamente, in particolare durante le prime settimane della terapia con filgrastim.
L'interruzione temporanea del trattamento o la riduzione della dose di filgrastim devono essere prese
in considerazione nei pazienti con neutropenia cronica severa che sviluppano trombocitopenia (conta
piastrinica < 100 × 109/L).
Leucocitosi
In meno del 5% dei pazienti affetti da cancro trattati con filgrastim a dosi superiori
a 0,3 MU/kg/die (3 μg/kg/die) è stata osservata una conta leucocitaria pari o superiore a 100 × 109/L.
Non sono stati osservati effetti indesiderati direttamente attribuibili a un tale grado di leucocitosi.
Tuttavia, in considerazione dei potenziali rischi associati a una leucocitosi severa, durante la terapia
con filgrastim devono essere effettuati controlli a intervalli regolari della conta leucocitaria. Il
trattamento con filgrastim deve essere interrotto immediatamente se la conta leucocitaria supera il
valore di 50 × 109/L dopo il nadir atteso. Quando somministrato per la mobilizzazione delle PBPC, il
trattamento con filgrastim deve essere interrotto o il dosaggio deve essere ridotto se la conta
leucocitaria raggiunge valori > 70 × 109/L.
Immunogenicità
Come con tutte le proteine terapeutiche, esiste un rischio di immunogenicità. Il tasso di produzione di
anticorpi nei confronti di filgrastim è generalmente basso. Come con tutti i farmaci biologici è prevista
la formazione di anticorpi leganti, che tuttavia al momento non sono stati associati a un'attività
neutralizzante.
Avvertenze speciali e precauzioni associate a co-morbosità
Precauzioni speciali per tratto falciforme e malattia a cellule falciformi
Nei pazienti con tratto falciforme o malattia a cellule falciformi, con l'uso di filgrastim sono state
descritte crisi falciformi, in alcuni casi letali. Nei pazienti con tratto falciforme o malattia a cellule
falciformi i medici devono usare cautela nel prescrivere filgrastim.
Osteoporosi
Il monitoraggio della densità ossea può essere indicato nei pazienti con osteoporosi sottostante
sottoposti a terapia continua con filgrastim per più di 6 mesi.
Precauzioni speciali nei pazienti oncologici
Filgrastim non deve essere utilizzato per aumentare la dose della chemioterapia citotossica oltre il
regime di dose standard.
Rischi associati alla chemioterapia ad alte dosi
Deve essere prestata particolare attenzione nel trattamento dei pazienti con chemioterapia ad alte dosi,
perché una risposta tumorale più favorevole non è stata dimostrata e perché la somministrazione di
chemioterapici ad alte dosi può aumentare gli effetti tossici, compresi gli effetti cardiaci, polmonari,
neurologici e dermatologici (fare riferimento alle informazioni prescrittive degli specifici agenti
chemioterapici utilizzati).
Effetto della chemioterapia su eritrociti e trombociti
Il trattamento con solo filgrastim non impedisce la comparsa di trombocitopenia e anemia in seguito
alla chemioterapia mielosoppressiva. A seguito della possibilità di ricevere dosi più alte di
chemioterapia (ad es. dosi piene secondo lo schema posologico previsto), il paziente può essere
esposto a un rischio maggiore di trombocitopenia e anemia. Si raccomandano pertanto controlli
regolari della conta piastrinica e dell'ematocrito. Particolare attenzione deve essere prestata durante la
somministrazione, sia in monoterapia sia in associazione, di agenti chemioterapici che notoriamente
inducono trombocitopenia severa.
È stato dimostrato che l'impiego delle PBPC mobilizzate con filgrastim riduce la gravità e la durata
della trombocitopenia in seguito a chemioterapia mielosoppressiva o mieloablativa.
Sindrome mielodisplastica e leucemia mieloide acuta in pazienti con carcinoma mammario e
polmonare
Nello studio osservazionale post-marketing, l’insorgenza di sindrome mielodisplastica (MDS) e di
leucemia mieloide acuta (LMA) è risultata associata all’uso di pegfilgrastim, un medicinale G-CSF
alternativo, abbinato alla chemioterapia e/o alla radioterapia in pazienti con carcinoma mammario o
polmonare. Non è stata osservata un’associazione simile tra filgrastim e la MDS/LMA. Ciononostante,
i pazienti con carcinoma mammario o polmonare devono essere monitorati per i segni e sintomi di
MDS/LMA.
Altre precauzioni speciali
Non è stato studiato l'effetto di filgrastim nei pazienti con riduzione significativa dei progenitori
mieloidi. Per aumentare la conta dei neutrofili, filgrastim agisce principalmente sui precursori dei
neutrofili. Pertanto, nei pazienti con numero ridotto di precursori (ad es., pazienti trattati con
radioterapia o chemioterapia estensive o pazienti con infiltrazione tumorale del midollo osseo), la
risposta dei neutrofili può essere ridotta.
Nei pazienti trattati con dosi elevate di chemioterapia seguita da trapianto sono stati osservati
occasionalmente disturbi vascolari, comprendenti la malattia veno-occlusiva e disturbi del volume
idrico.
Nei pazienti trattati con il G-CSF dopo trapianto allogenico di midollo osseo sono stati descritti casi di
malattia del trapianto contro l’ospite (GvHD) e decessi (vedere paragrafo 4.8 e 5.1).
L’aumento dell’attività emopoietica del midollo osseo in risposta alla terapia con fattore di crescita è
stato associato a referti anomali transitori nelle scansioni ossee. Tale circostanza deve essere tenuta in
considerazione quando si interpretano i referti di immagini ossee.
È stata segnalata aortite in seguito a somministrazione di G-CSF in soggetti sani e in pazienti
oncologici. Tra i sintomi vi sono febbre, dolore addominale, malessere, dolore dorsale e aumento dei
marcatori dell’infiammazione (per es., proteina C-reattiva e conta dei leucociti). Nella maggior parte
dei casi, l’aortite è stata diagnosticata con tomografia computerizzata (TC) e si è generalmente risolta
dopo l’interruzione del G-CSF. Vedere anche il paragrafo 4.8.
Precauzioni particolari nei pazienti sottoposti a mobilizzazione delle PBPC
Mobilizzazione
Non vi sono studi comparativi prospettici randomizzati riguardo ai due metodi di mobilizzazione
raccomandati (solo filgrastim o filgrastim associato a chemioterapia mielosoppressiva) nella stessa
popolazione di pazienti. Il grado di variabilità tra i singoli pazienti e tra i metodi di determinazione in
laboratorio delle cellule CD34+ rende difficile il confronto diretto tra studi differenti. È pertanto
difficile consigliare un metodo ottimale. La scelta del metodo di mobilizzazione deve tener conto degli
obiettivi generali del trattamento in ogni singolo paziente.
Esposizione pregressa ad agenti citotossici
Nei pazienti estensivamente pretrattati con terapia mielosoppressiva, è possibile che la mobilizzazione
di PBPC non sia sufficiente a ottenere il numero minimo raccomandato di cellule
(≥ 2,0 × 106 cellule CD34+/kg) o che l’accelerazione del recupero piastrinico sia meno marcata.
Alcuni agenti citotossici mostrano una tossicità particolare sulle cellule progenitrici emopoietiche e
possono contrastarne la mobilizzazione. Sostanze quali melfalan, carmustina (BCNU) e carboplatino,
se somministrate per un periodo prolungato prima dei tentativi di mobilizzazione di cellule
progenitrici, possono ridurre il numero di cellule raccolte. Comunque, la somministrazione di melfalan,
carboplatino o BCNU in associazione a filgrastim si è dimostrata efficace nella mobilizzazione delle
cellule progenitrici. Qualora sia previsto un trapianto di PBPC, è opportuno programmare la
mobilizzazione delle cellule staminali nella fase iniziale del trattamento previsto per il paziente.
Occorre prestare particolare attenzione al numero di cellule progenitrici mobilizzate in tali pazienti
prima della somministrazione della chemioterapia ad alte dosi. Se la raccolta cellulare è inadeguata
secondo i criteri di valutazione precedentemente indicati, devono essere presi in considerazione
trattamenti alternativi che non richiedano l’impiego di cellule progenitrici.
Valutazione della raccolta di cellule progenitrici
Nella valutazione quantitativa delle cellule progenitrici ottenute nei pazienti trattati con filgrastim deve
essere prestata particolare attenzione al metodo di conta. I risultati della conta delle cellule CD34+
mediante citometria a flusso variano a seconda della metodologia utilizzata; le raccomandazioni
relative a numeri ricavati da studi condotti in altri laboratori devono essere interpretate con cautela.
L'analisi statistica del rapporto tra il numero di cellule CD34+ reinfuse e la velocità di recupero delle
piastrine dopo chemioterapia ad alte dosi indica una relazione complessa, ma costante.
La raccomandazione di raccogliere un numero minimo ≥ 2,0 × 106 di cellule CD34+/kg si basa sulle
esperienze pubblicate, che indicano che in tal modo il recupero ematologico è adeguato. Quantità
superiori a questa appaiono correlate a un recupero più rapido, quantità inferiori a un recupero più
lento.
Precauzioni speciali nei donatori sani sottoposti alla mobilizzazione delle PBPC
La mobilizzazione delle PBPC non comporta un beneficio clinico diretto nei donatori sani e deve
essere presa in considerazione soltanto con l’obiettivo di un trapianto di cellule staminali allogeniche.
La mobilizzazione delle PBPC deve essere presa in considerazione solo nei donatori che soddisfino i
normali criteri di eleggibilità, clinici e di laboratorio, per la donazione di cellule staminali, prestando
particolare attenzione ai parametri ematologici e alla presenza di malattie infettive.
La sicurezza e l’efficacia di filgrastim non sono state valutate in donatori sani di età < 16 anni o
> 60 anni.
Nel 35% dei soggetti studiati è stata riscontrata una trombocitopenia transitoria (piastrine
< 100 × 109/L) dopo somministrazione di filgrastim e leucaferesi. Tra questi, sono stati descritti due
casi con piastrine < 50 × 109/L attribuiti alla procedura di leucaferesi.
Se fosse richiesta più di una leucaferesi, i donatori con piastrine < 100 × 109/L prima della leucaferesi
devono essere controllati con particolare attenzione; in generale, l'aferesi non deve essere effettuata se
il numero di piastrine è < 75 × 109/L.
Non deve essere effettuata la leucaferesi nei donatori in terapia con anticoagulanti o che presentino
alterazioni note dell’emostasi.
I donatori che ricevono il G-CSF per la mobilizzazione delle PBPC devono essere controllati fino alla
normalizzazione dei parametri ematologici.
Precauzioni speciali nei riceventi di PBPC allogeniche mobilizzate con filgrastim
I dati attuali indicano che le interazioni immunologiche tra le PBPC allogeniche e il ricevente possono
essere associate a un aumento del rischio di GvHD acuta e cronica, in confronto al trapianto di midollo
osseo.
Precauzioni speciali nei pazienti con NCS
Filgrastim non deve essere somministrato ai pazienti affetti da NCS che sviluppano una leucemia o
presentano evidenza di evoluzione leucemica
Emocromo
Possono verificarsi altre alterazioni del quadro ematologico, tra cui anemia e incrementi transitori dei
progenitori mieloidi, che richiedono un attento monitoraggio dell’emocromo.
Trasformazione in leucemia o in sindrome mielodisplastica
Particolare attenzione deve essere prestata alla diagnosi differenziale tra NCS e altre patologie
ematologiche quali anemia aplastica, mielodisplasia e leucemia mieloide. Prima dell'inizio del
trattamento devono essere effettuati un emocromo completo con conta differenziale e conta piastrinica,
nonché una valutazione della morfologia del midollo osseo e un cariotipo.
In un numero esiguo (circa il 3%) di pazienti con NCS trattati con filgrastim in sperimentazioni
cliniche sono state osservate sindromi mielodisplastiche (SMD) o leucemia. Tale evenienza è stata
osservata solo nei pazienti con neutropenia congenita. Le SMD e le leucemie sono complicanze
naturali della malattia e non sono da porsi con certezza in relazione al trattamento con filgrastim. In
circa il 12% dei pazienti con citogenetica nella norma al basale sono state successivamente riscontrate
anomalie, compresa la monosomia 7, nel corso di ripetute analisi di routine. Attualmente non è chiaro
se il trattamento a lungo termine dei pazienti con NCS possa predisporre i pazienti ad anomalie
citogenetiche, a SMD o a una trasformazione leucemica. In questi pazienti si raccomandano analisi
morfologiche e citogenetiche del midollo osseo a intervalli regolari (approssimativamente
ogni 12 mesi).
Altre precauzioni speciali
Le cause di neutropenia transitoria, come le infezioni virali, devono essere escluse.
L’ematuria è stata comune e in un numero esiguo di pazienti si è verificata proteinuria. L’esame delle
urine deve essere effettuato a intervalli regolari allo scopo di rilevare tali eventi.
La sicurezza e l’efficacia nei neonati e nei pazienti con neutropenia autoimmune non sono state
stabilite.
Precauzioni speciali nei pazienti con infezione da HIV
Emocromo
La conta assoluta dei neutrofili (ANC) deve essere monitorata attentamente, in particolare durante le
prime settimane della terapia con filgrastim. Alcuni pazienti possono rispondere molto rapidamente e
con un considerevole incremento della conta dei neutrofili alla dose iniziale di filgrastim. Si
raccomanda di determinare quotidianamente l’ANC durante i primi 2 - 3 giorni di somministrazione di
filgrastim. Successivamente, si consiglia di determinare l’ANC almeno due volte alla settimana
durante le prime 2 settimane e, successivamente, una volta alla settimana o a settimane alterne durante
la terapia di mantenimento. In caso di somministrazione intermittente di 30 MU/die (300 μg/die) di
filgrastim si possono verificare ampie fluttuazioni nel tempo dell’ANC. Per determinare il valore
minimo o nadir dell’ANC di un paziente, si raccomanda di prelevare i campioni di sangue destinati
alla determinazione dell’ANC immediatamente prima della somministrazione prevista di filgrastim.
Rischi associati ad alte dosi di medicinali mielosoppressivi
Il trattamento con solo filgrastim non impedisce la comparsa di trombocitopenia e anemia in seguito a
terapia mielosoppressiva. Poiché, con l’impiego di filgrastim, è possibile somministrare dosi maggiori
o un numero maggiore di agenti mielosoppressivi, il paziente può andare incontro a un rischio
aumentato di trombocitopenia e anemia. Si raccomanda un monitoraggio regolare dell’emocromo
(vedere sopra).
Infezioni e neoplasie maligne causa di mielosoppressione
Una neutropenia può essere dovuta all’infiltrazione midollare da infezioni opportunistiche, come
Mycobacterium avium complex, o a neoplasie maligne, come i linfomi. Nei pazienti con infezioni o
neoplasie maligne note infiltranti il midollo osseo occorre prendere in considerazione un adeguato
trattamento della malattia di base in aggiunta alla somministrazione di filgrastim per il trattamento
della neutropenia. Non sono stati definitivamente stabiliti gli effetti di filgrastim sulla neutropenia
dovuta a infezioni o neoplasie maligne infiltranti il midollo osseo.
Eccipienti
Filgrastim HEXAL contiene sorbitolo (E420). Ai pazienti con intolleranza ereditaria al fruttosio non
deve essere somministrato questo medicinale se non strettamente necessario.
Nei bambini con meno di 2 anni di età può non essere ancora diagnosticata l'intolleranza ereditaria al
fruttosio. I medicinali contenenti fruttosio somministrati per via endovenosa possono mettere in
pericolo la vita e devono essere controindicati in questi pazienti a meno che il bisogno clinico sia
evidente e non ci siano alternative terapeutiche disponibili.
Deve essere raccolta la storia clinica dei pazienti con particolare attenzione ai sintomi di intolleranza
ereditaria al fruttosio prima di somministrare questo medicinale.
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente ‘senza
sodio’.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

La sicurezza e l’efficacia di filgrastim somministrato lo stesso giorno della chemioterapia citotossica
mielosoppressiva non sono state stabilite in modo definitivo. Dal momento che le cellule mieloidi in
rapida divisione sono sensibili alla chemioterapia citotossica mielosoppressiva, l’uso di filgrastim non
è consigliato nel periodo compreso tre le 24 ore precedenti e le 24 ore successive alla chemioterapia.
Dati preliminari ottenuti in un piccolo numero di pazienti trattati congiuntamente con filgrastim
e 5-fluorouracile indicano che la neutropenia può peggiorare.
Le possibili interazioni con altri fattori di crescita emopoietici e citochine non sono state ancora
studiate nell’ambito di sperimentazioni cliniche.
Poiché il litio favorisce il rilascio dei granulociti neutrofili, è probabile che potenzi l’effetto di
filgrastim. Sebbene questa interazione non sia stata studiata formalmente, non vi è evidenza che sia
nociva.

12

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza
I dati relativi all’uso di filgrastim in donne in gravidanza non esistono o sono in numero limitato. Gli
studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva. Nel coniglio è stato osservato un
aumento dell’incidenza della perdita di embrioni a livelli di esposizione molto più alti di quelli
osservati in clinica, e in presenza di tossicità materna (vedere paragrafo 5.3). In letteratura sono
descritti casi nei quali è stato dimostrato il passaggio transplacentare di filgrastim in donne in
gravidanza.
Filgrastim HEXAL non è raccomandato durante la gravidanza.
Allattamento
Non è noto se filgrastim/metaboliti siano escreti nel latte materno. Il rischio per i neonati/lattanti non
può essere escluso. Deve essere presa la decisione se interrompere l’allattamento o interrompere la
terapia/astenersi dalla terapia con Filgrastim HEXAL tenendo in considerazione il beneficio
dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna.
Fertilità
Filgrastim non ha avuto effetti sulle prestazioni riproduttive o sulla fertilità nei ratti maschi e femmine
(vedere paragrafo 5.3).

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Filgrastim può alterare lievemente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Può presentarsi
capogiro a seguito della somministrazione di filgrastim (vedere paragrafo 4.8).

4.8 Effetti indesiderati

a.

Riassunto del profilo di sicurezza

Le più gravi reazioni avverse che si possono verificare durante il trattamento con filgrastim includono:
reazione anafilattica, gravi eventi avversi polmonari (incluse polmonite interstiziale e ARDS),
sindrome da perdita capillare, splenomegalia severa/rottura splenica, trasformazione in sindrome
mielodisplastica o leucemia nei pazienti con NCS, GvHD nei pazienti che ricevono trasferimento
allogenico di midollo osseo o trapianto di cellule progenitrici del sangue periferico e crisi falciformi
nei pazienti con malattia a cellule falciformi.
Le reazioni avverse più comunemente segnalate sono piressia, dolore muscoloscheletrico (che include
dolore osseo, dolore dorsale, artralgia, mialgia, dolore a un arto, dolore muscoloscheletrico, dolore
toracico muscolo-scheletrico, dolore al collo), anemia, vomito e nausea. Negli studi clinici in pazienti
oncologici, il dolore muscoloscheletrico era lieve o moderato nel 10% dei pazienti e severo nel 3% dei
pazienti.
b.

Riassunto tabellare delle reazioni avverse

I dati riportati nelle tabelle in basso descrivono le reazioni avverse riferite negli studi clinici e nelle
segnalazioni spontanee. All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono
riportati in ordine decrescente di gravità.
Classificazione
per sistemi e
organi secondo
MedDRA

Reazioni avverse
Molto comune
Comune
(≥ 1/10)
(≥ 1/100, < 1/10)

Infezioni ed
infestazioni

Sepsi
Bronchite
Infezione delle vie
respiratorie
superiori
Infezione delle vie
urinarie
Trombocitopenia Splenomegaliaa
Anemiae
Emoglobina
diminuitae

Patologie del
sistema
emolinfopoietico

Disturbi del
sistema
immunitario

Cefaleaa

Patologie
vascolari
Patologie
respiratorie,
toraciche e
mediastiniche

Patologie
gastrointestinali

Raro
(≥ 1/10 000,
< 1/1 000)

Leucocitosia

Rottura splenicaa
Anemia a cellule
falciformi con
crisi
Ematopoiesi
extramidollare
Reazione
anafilattica

Ipersensibilità
Ipersensibilità a
farmacia
Malattia del
trapianto contro
l’ospiteb
Appetito ridottoe
Iperuricemia
Glucosio ematico
Latticodeidrogenasi Acido urico
diminuito
ematica aumentata ematico aumentato Pseudogottaa
(condrocalcinosi da
pirofosfato)
Disturbi del
volume idrico
Insonnia

Disturbi del
metabolismo e
della nutrizione

Disturbi
psichiatrici
Patologie del
sistema nervoso

Non comune
(≥ 1/1 000,
< 1/100)

Capogiro
Ipoestesia
Parestesia
Ipertensione
Ipotensione
Emottisi
Dispnea
Tossea
Dolore
orofaringeoa, e
Epistassi

Diarreaa, e
Vomitoa, e
Nauseaa

Dolore orale
Stipsie
Malattia
veno-occlusivad
Sindrome da
distress
respiratorio acutoa
Insufficienza
respiratoriaa
Edema polmonarea
Emorragia
polmonare
Malattia
polmonare
interstizialea
Infiltrazione
polmonarea
Ipossia

Sindrome da
perdita capillarea
Aortite

Classificazione
per sistemi e
organi secondo
MedDRA

Reazioni avverse
Molto comune
Comune
(≥ 1/10)
(≥ 1/100, < 1/10)

Patologie
epatobiliari

Patologie della
cute e del tessuto
sottocutaneo

Epatomegalia
Fosfatasi alcalina
ematica aumentata

Alopeciaa

Eruzione cutaneaa
Eritema

Patologie del
Dolore muscolo- Spasmi muscolari
sistema
scheletricoc
muscoloscheletric
o e del tessuto
connettivo
Patologie renali e
Disuria
urinarie
Ematuria

Non comune
(≥ 1/1 000,
< 1/100)
Aspartato aminotransferasi
aumentata
Gamma-glutamil
transferasi
aumentata
Eruzione maculopapulosa

Osteoporosi

Proteinuria

Raro
(≥ 1/10 000,
< 1/1 000)

Vasculite
cutaneaa
Sindrome di
Sweet (dermatosi
neutrofila
febbrile acuta)
Densità ossea
ridotta
Peggioramento dell’artrite
reumatoide
Glomerulonefrite
Alterazione
dell’urina

Patologie generali Stanchezzaa
Dolore toracicoa
Reazione in sede di
e condizioni
Infiammazione
Dolorea
iniezione
a
a
relative alla sede della mucosa
Astenia
Piressia
di
Malesseree
somministrazione
Edema perifericoe
Traumatismi,
Reazione da
intossicazioni e
trasfusione
complicazioni da
procedura
a
Vedere paragrafo c (Descrizione di reazioni avverse selezionate)
b
Nei pazienti sottoposti a trapianto allogenico di midollo osseo sono stati descritti casi di GvHD e
decessi (vedere paragrafo c)
c
Comprende dolore osseo, dolore dorsale, artralgia, mialgia, dolore a un arto, dolore
muscoloscheletrico, dolore toracico muscolo-scheletrico, dolore al collo
d
Sono stati osservati casi nell’esperienza post-marketing in pazienti sottoposti a trapianto di midollo
osseo o mobilizzazione delle PBPC
e
Eventi avversi con incidenza più elevata nei pazienti che assumono filgrastim rispetto a quelli che
assumono placebo e associati con le complicanze della neoplasia maligna sottostante o di
chemioterapia citotossica
c.

Descrizione di reazioni avverse selezionate

Ipersensibilità
Negli studi clinici e nell’esperienza post-marketing sono state segnalate reazioni tipo ipersensibilità
comprendenti anafilassi, eruzione cutanea, orticaria, angioedema, dispnea e ipotensione durante il
trattamento iniziale o successivo. In generale, le segnalazioni sono state più comuni dopo
somministrazione endovenosa. In alcuni casi, i sintomi si sono ripresentati con la ripresa del
trattamento: ciò è indicativo di una relazione causale. Nei pazienti che manifestano una grave reazione
allergica, il trattamento con filgrastim deve essere definitivamente interrotto.
Eventi avversi polmonari
Negli studi clinici e nell’esperienza post-marketing, in alcuni casi sono stati descritti effetti avversi
polmonari comprendenti malattia polmonare interstiziale, edema polmonare e infiltrazione polmonare,
talvolta con esito di insufficienza respiratoria o sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), che
possono essere fatali (vedere paragrafo 4.4).
Splenomegalia e rottura splenica
Casi di splenomegalia e rottura splenica sono stati segnalati dopo la somministrazione di filgrastim.
Alcuni casi di rottura splenica sono stati fatali (vedere paragrafo 4.4).
Sindrome da perdita capillare
Casi di sindrome da perdita capillare sono stati segnalati con l’utilizzo di fattori stimolanti le colonie
di granulociti. Questi sono generalmente accaduti in pazienti con malattie maligne avanzate, sepsi, che
stanno assumendo più farmaci chemioterapici o sottoposti ad aferesi (vedere paragrafo 4.4).
Vasculite cutanea
Nei pazienti trattati con filgrastim è stata segnalata vasculite cutanea. Il meccanismo della vasculite
nei pazienti che assumono filgrastim non è noto. Durante l’uso a lungo termine è stata segnalata
vasculite cutanea nel 2% dei pazienti con NCS.
Leucocitosi
Nel 41% dei donatori sani è stata riscontrata leucocitosi (leucociti > 50 × 109/L) e una trombocitopenia
transitoria (piastrine < 100 × 109/L) dopo somministrazione di filgrastim e leucaferesi è stata osservata
nel 35% dei donatori (vedere paragrafo 4.4).
Sindrome di Sweet
Sono stati segnalati casi di sindrome di Sweet (dermatosi neutrofila febbrile acuta) in pazienti trattati
con filgrastim.
Pseudogotta (condrocalcinosi da pirofosfato)
Nei pazienti oncologici trattati con filgrastim è stata osservata pseudogotta (condrocalcinosi da
pirofosfato).
GvHD
Nei pazienti trattati con il G-CSF dopo trapianto allogenico di midollo osseo sono stati descritti casi di
GvHD e decessi (vedere paragrafo 4.4 e 5.1).
d.

Popolazione pediatrica

I dati ottenuti negli studi clinici con pazienti pediatrici indicano che la sicurezza e l’efficacia di
filgrastim sono simili negli adulti e nei bambini sottoposti a chemioterapia citotossica: ciò depone per
l’assenza di differenze correlate all’età nella farmacocinetica di filgrastim. L’unico evento avverso
segnalato costantemente è stato il dolore muscoloscheletrico, non diverso da quanto osservato nella
popolazione adulta.
Non vi sono dati sufficienti per valutare ulteriormente l’uso di filgrastim in soggetti pediatrici.
e.

Altre popolazioni particolari

Uso geriatrico
Non sono state osservate differenze complessive di sicurezza o efficacia nei soggetti di età superiore
a 65 anni in confronto ai soggetti adulti più giovani (> 18 anni d’età) sottoposti a chemioterapia
citotossica e nell’esperienza clinica non sono state riscontrate differenze della risposta tra pazienti
adulti anziani e più giovani. Non vi sono dati sufficienti per valutare l’uso di filgrastim in soggetti
geriatrici per altre indicazioni approvate di filgrastim.
Pazienti pediatrici con NCS
Casi di ridotta densità ossea e osteoporosi sono stati segnalati in pazienti pediatrici con severa
neutropenia cronica sottoposti a trattamento cronico con filgrastim.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale
è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del
medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il
sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.

4.9 Sovradosaggio

Gli effetti di un sovradosaggio di filgrastim non sono stati stabiliti. Con l’interruzione della terapia con
filgrastim si ottiene generalmente una riduzione del 50% dei neutrofili circolanti entro 1 o 2 giorni,
con ritorno ai livelli normali entro 1-7 giorni.

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.