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BINOFENUM

Principio attivo: IBUPROFENE · ATC M01AE01 · MEDREG S.R.O.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Principio attivo: IBUPROFENE
Forma farmaceutica: Compressa rivestita con film
Dosaggio: 400 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: MEDREG S.R.O.
Codice ATC: M01AE01
Regime di fornitura: Non Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· VELITIX - ARISTO PHARMA GMBH
· IBUPROFENE ALTER - LABORATORI ALTER S.R.L.
· IBUPROFENE LABORATORI ALTER - LABORATORI ALTER S.R.L.
· SAKITOL - LABORATORI ALTER S.R.L.
· DOLZAN - LABORATORI ALTER S.R.L.
· IBUPROFENE AUROBINDO PHARMA - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· IBUPROFENE AUROBINDO PHARMA ITALIA - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· IBUPROFENE LIVSANE - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· BRUFEN ANALGESICO - MYLAN S.P.A.
· BRUFENLIK - MYLAN S.P.A.
· BRUFEACT - MYLAN S.P.A.
· IBUPROFENE DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
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Rimborsabilita: C-bis - A TOTALE CARICO DELL'ASSISTITO

A cosa serve questo medicinale?

Binofenum appartiene ad una classe di medicinali detti FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) che agiscono riducendo la febbre (antipiretico), come antidolorifico (analgesico) ed effetto antinfiammatorio.

Binofenum è utilizzato per il trattamento sintomatico a breve termine del dolore da lieve a moderato come mal di testa inclusa emicrania, mal di schiena, mal di denti, dolore mestruale, dolore postoperatorio, dolore muscolare e articolare che accompagna l'influenza, per il trattamento sintomatico

di lesioni dei tessuti molli come distorsioni e stiramenti muscolari, e febbre.

Binofenum è indicato per il trattamento di adulti e adolescenti con peso corporeo pari o superiore a 40 kg (di età superiore a 12 anni).

Si rivolga al medico se non si sente meglio o se si sente peggio dopo 3 giorni negli adolescenti e dopo

3 giorni negli adulti in caso di febbre e 5 giorni in caso di dolore.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Binofenum
- se è allergico all’ibuprofene o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale
(elencati al paragrafo 6).
- se ha avuto reazioni allergiche come asma, naso che cola, orticaria o gonfiore delle labbra, del

viso, della lingua o della gola dopo aver assunto medicinali contenenti acido acetilsalicilico o altri
medicinali per il dolore e l'infiammazione (FANS),
- se ha sofferto di perforazione o sanguinamento nello stomaco o dell'intestino tenue (duodeno) in
relazione al precedente uso di medicinali per il dolore e l'infiammazione (FANS),
- se soffre di ulcera o sanguinamento allo stomaco o all'intestino tenue (duodeno) o se ha avuto due
o più episodi in passato,

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- se soffre di gravi problemi al fegato, ai reni o al cuore,
- se è negli ultimi 3 mesi di gravidanza,
- se soffre di grave disidratazione (causata da vomito, diarrea o assunzione insufficiente di liquidi),

- se ha qualsiasi sanguinamento attivo (incluso sanguinamento cerebrale).

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico prima di prendere Binofenum: - se soffre di malattie infiammatorie croniche intestinali come infiammazione del colon con ulcere (colite ulcerosa), infiammazioni che colpiscono il tratto digestivo (morbo di Crohn), questi

disturbi possono peggiorare. Se soffre di malattie dell'apparato digerente, può usare il medicinale solo con cautela, poiché potrebbe aumentare il rischio di sanguinamento e altre complicazioni a livello dell'apparato digerente. I pazienti che hanno avuto un'ulcera allo stomaco o al duodeno corrono un rischio maggiore di sanguinamento gastrointestinale.

- se soffre di asma, il rischio di sviluppare broncospasmo (una costrizione convulsiva dei bronchi)
può aumentare.
- se sta assumendo medicinali che influenzano il meccanismo di coagulazione del sangue,
Binofenum o altri medicinali di questo gruppo possono prolungare il tempo di sanguinamento o
causare ulcere.
- se soffre di raffreddore da fieno, polipi nasali o malattie respiratorie croniche, il rischio di una

-
reazione allergica può aumentare.
se soffre di malattie renali, Binofenum deve essere usato solo con cautela e sempre alla dose
efficace più bassa, poiché i medicinali di questo gruppo possono compromettere la funzionalità
renale. Le stesse avvertenze si applicano se si soffre di malattie del fegato.
- se ha un'infezione – veda la sezione “Infezioni” di seguito.
Il rischio di effetti collaterali aumenta con l'aumentare della dose e negli anziani. È quindi necessario
iniziare il trattamento con la dose più bassa possibile e proseguire il trattamento per il minor tempo
necessario a trattare i sintomi.

Ulcere, perforazione e sanguinamento nello stomaco o nell'intestino Occasionalmente, durante il trattamento possono verificarsi sanguinamento gastrointestinale, ulcerazione o perforazione. Se nota disturbi insoliti al tratto digestivo, parli immediatamente con il suo medico.

Reazioni cutanee Reazioni cutanee gravi tra cui dermatite esfoliativa, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, reazione al farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG) sono state segnalate in associazione al trattamento con ibuprofene. Smetta di usare Binofenum e consulti immediatamente il medico se

nota uno qualsiasi dei sintomi correlati a queste gravi reazioni cutanee descritte nel paragrafo 4.

Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari

I medicinali antinfiammatori/antidolorifici come l’ibuprofene possono essere associati ad un lieve aumento del rischio di attacco cardiaco o ictus, in particolare se usati a dosi elevate. Non superare la dose raccomandata o la durata del trattamento.

Dovrebbe discutere del trattamento con il medico o il farmacista prima di prendere Binofenum se: • ha problemi cardiaci tra cui insufficienza cardiaca, angina pectoris (dolore al petto), o se ha avuto

un attacco di cuore, un intervento di bypass, una malattia delle arterie periferiche (scarsa circolazione alle gambe o nei piedi a causa di arterie ristrette o bloccate), o qualsiasi tipo di ictus (incluso “mini-ictus” o attacco ischemico transitorio “TIA”). • ha la pressione alta, il diabete, il colesterolo alto, o ha una storia familiare di malattie cardiache o ictus, o se è un fumatore.

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Con ibuprofene sono stati segnalati segni di una reazione allergica a questo medicinale, inclusi problemi respiratori, gonfiore della regione del viso e del collo (angioedema) e dolore toracico. Interrompere

immediatamente Binofenum e contatti immediatamente il medico o il pronto soccorso se nota uno qualsiasi di questi segni.

Meningite asettica (infiammazione della membrana cerebrale senza infezione batterica). Raramente è stata segnalata meningite “asettica” in pazienti trattati con ibuprofene. Tuttavia, questa malattia è più probabile che si manifesti in pazienti affetti da malattie del tessuto connettivo, appartenenti

alle cosiddette "collagenosi", come il lupus eritematoso.

Infezioni Binofenum può nascondere i sintomi di infezioni quali febbre e dolore. È pertanto possibile che Binofenum possa ritardare un trattamento adeguato dell’infezione, con conseguente aumento del rischio

di complicanze. Ciò è stato osservato nella polmonite causata da batteri e nelle infezioni cutanee batteriche correlate alla varicella. Se prende questo medicinale mentre ha un'infezione e i sintomi dell'infezione persistono o peggiorano, consulti immediatamente un medico. Si consiglia di non assumere Binofenum in caso di varicella.

Ulteriori precauzioni L’uso prolungato di antidolorifici per il mal di testa può peggiorarli. Se si verifica o sospetta questa situazione, deve interrompere l'assunzione di Binofenum e contattare il medico.

L’ibuprofene può inibire temporaneamente la funzione piastrinica. Bambini e adulti Esiste il rischio di insufficienza renale nei bambini e negli adolescenti disidratati. A causa dell'elevata quantità di principio attivo, Binofenum non è destinato ai bambini di età inferiore a 12 anni e agli adolescenti di peso inferiore a 40 kg.

Altri medicinali e Binofenum Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Binofenum può influenzare o essere influenzato da altri medicinali. Per esempio:
- acido acetilsalicilico – può aumentare il rischio di effetti collaterali
- altri FANS (inclusi gli inibitori della COX-2) – possono aumentare il rischio di sanguinamento
gastrointestinale e ulcere
- anticoagulanti (ad esempio warfarin): l’ibuprofene può potenziare l’effetto di questi medicinali

- metotrexato (usato per trattare il cancro e le malattie autoimmuni): l'ibuprofene può influenzarne
l'eliminazione
- litio (usato per trattare la depressione e la mania) e fenitoina (usata per prevenire l'insorgenza di

crisi epilettiche) – l'ibuprofene può aumentarne i livelli plasmatici
- glicosidi cardiaci (ad esempio digossina): l'ibuprofene può aumentarne i livelli nel sangue e può
peggiorare l'insufficienza cardiaca
- diuretici (compresse per urinare): possono aumentare gli effetti collaterali dell'ibuprofene,
l'ibuprofene può ridurre l'effetto di questi medicinali
- medicinali che riducono la pressione sanguigna (ACE-inibitori come captopril, beta-bloccanti

come atenololo, antagonisti dei recettori dell’angiotensina II come losartan) – l’ibuprofene può ridurre l’effetto di questi medicinali - colestiramina (usata nel trattamento del colesterolo alto) – l’uso concomitante con ibuprofene può ridurre l’assorbimento dell’ibuprofene nel tratto gastrointestinale

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- aminoglicosidi (medicinali contro alcuni tipi di batteri): l'escrezione degli aminoglicosidi può
essere prolungata e l'ibuprofene può aumentarne la tossicità
- agenti antipiastrinici (usati per prevenire la coagulazione del sangue, ad es. acido acetilsalicilico,

ticlopidina) e SSRI (medicinali contro la depressione) come paroxetina, sertralina, citalopram –
possono aumentare il rischio di sanguinamento gastrointestinale
- ciclosporina e tacrolimus (per l’immunosoppressione dopo trapianto d’organo) – l’ibuprofene può
aumentare il rischio di nefrotossicità
- zidovudina (usata per trattare pazienti affetti da HIV): l'ibuprofene può aumentare il rischio di
effetti indesiderati

- mifepristone (usato per interrompere la gravidanza): l'ibuprofene può ridurne l'efficacia
- probenecid o sulfinpirazone (per il trattamento della gotta) – l’ibuprofene può ridurre l’effetto di
questi medicinali
- antibiotici chinolonici (medicinali contro alcuni tipi di batteri): può aumentare il rischio di

convulsioni
- sulfoniluree (per il trattamento del diabete di tipo 2): l'ibuprofene può potenziare gli effetti di
questi medicinali. Con l'uso simultaneo di questi farmaci raramente sono stati segnalati casi di
ipoglicemia (bassi livelli di zucchero nel sangue).
- corticosteroidi (usati contro le infiammazioni) – possono aumentare il rischio di effetti collaterali
gastrointestinali (ulcerazione o sanguinamento gastrointestinale)
-

- l'esposizione all'ibuprofene del voriconazolo o fluconazolo (un tipo di farmaci antifungini): l'uso concomitante può aumentare

medicinale a base di erbe gingko biloba – può potenziare il rischio di sanguinamento

Anche alcuni altri medicinali possono influenzare o essere influenzati dal trattamento di Binofenum. Pertanto, consulti sempre il suo medico o il farmacista prima di usare Binofenum con altri medicinali. Binofenum con alcol Non dovrebbe bere alcol durante l'assunzione di Binofenum poiché potrebbe aumentare gli effetti collaterali di Binofenum, specialmente quelli che colpiscono il tratto gastrointestinale o il sistema

nervoso centrale.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Non prenda Binofenum se è negli ultimi 3 mesi di gravidanza poiché potrebbe danneggiare il feto o causare problemi nel parto. Può causare problemi ai reni e al cuore del feto. Potrebbe influenzare la tendenza sua e del suo bambino a sanguinare e causare un travaglio più tardivo o più lungo del previsto.

Non deve assumere Binofenum durante i primi 6 mesi di gravidanza a meno che non sia assolutamente necessario e consigliato dal medico. Se ha bisogno di un trattamento durante questo periodo o mentre sta cercando di rimanere incinta, si deve utilizzare la dose più bassa per il minor tempo possibile. Se

assunto per più di qualche giorno dalla 20a settimana di gravidanza in poi, Binofenum può causare problemi renali nel feto che possono portare a bassi livelli di liquido amniotico che circonda il bambino (oligoidramnios) o al restringimento di un vaso sanguigno (dotto arterioso) nel cuore del bambino. Se ha bisogno di un trattamento per più di qualche giorno, il medico può raccomandare un monitoraggio aggiuntivo.

Allattamento Il trattamento a lungo termine non è raccomandato nelle donne che allattano. L’ibuprofene e i suoi metaboliti passano nel latte materno in quantità molto piccole e solitamente non è necessario interrompere l’allattamento se l’ibuprofene viene utilizzato alla dose raccomandata e per il più breve tempo possibile.

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Fertilità Binofenum appartiene ad un gruppo di medicinali (FANS) che possono compromettere la fertilità nelle donne. Tale effetto è reversibile con la sospensione del medicinale.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Binofenum non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare e di usare macchinari. Tuttavia, se avverte vertigini, sonnolenza, affaticamento, alterazioni della vista o altri sintomi a carico del sistema nervoso centrale mentre assume questo medicinale, non deve guidare o utilizzare macchinari. Ciò vale soprattutto in combinazione con l'alcol

Binofenum contiene lattosio Se il medico le ha diagnosticato un'intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Binofenum contiene sodio Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè è essenzialmente “senza di sodio”.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Solo per uso a breve termine. Deve essere utilizzata la dose efficace più bassa per il periodo più breve necessario per alleviare i sintomi. Se ha un'infezione, consulti immediatamente un medico qualora i sintomi (come febbre e dolore) persistano o peggiorino (vedere paragrafo 2).

Adulti e adolescenti con peso corporeo pari o superiore a 40 kg (di età superiore a 12 anni)

La dose raccomandata utilizzata per il trattamento del dolore acuto o della febbre è 1 compressa (400 mg) somministrata in dose singola o fino a 3 volte al giorno, se necessario, con un intervallo di 46 ore tra le dosi. La dose massima giornaliera non deve superare le 3 compresse (1 200 mg).

Non è richiesto alcun aggiustamento della dose per i pazienti anziani (oltre i 65 anni di età).

Se negli adulti è richiesto questo medicinale per più di 3 giorni in caso di febbre o 5 giorni in caso di dolore, o se i sintomi peggiorano, è necessario consultare un medico. Se negli adolescenti è richiesto questo medicinale per più di 3 giorni o se i sintomi peggiorano, è

necessario consultare un medico.

Uso nei bambini e negli adolescenti

Binofenum non è indicato per i bambini di età inferiore a 12 anni e agli adolescenti di peso inferiore a 40 kg. Per questo gruppo sono disponibili altre formulazioni e dosaggi di ibuprofene.

Metodo di somministrazione La compressa di Binofenum deve essere deglutita intera con abbondante acqua. Non masticare, dividere a metà o frantumare le compresse per evitare disturbi alla bocca o irritazioni alla gola.

Si può ottenere un'azione più rapida somministrando la dose a stomaco vuoto. I pazienti con sensibilità gastrica devono assumere Binofenum con il cibo.

Se prende più Binofenum di quanto deve

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Se ha preso più Binofenum di quanto doveva, o se il bambino ha preso questo medicinale per errore, contatti sempre il medico o l'ospedale più vicino per avere un parere sul rischio e consigli sulle azioni da intraprendere.

I sintomi di sovradosaggio possono includere nausea, mal di stomaco, vomito (con eventuale presenza di tracce di sangue), mal di testa, ronzio nelle orecchie, confusione e movimento oscillatorio degli occhi. A dosi elevate sono stati segnalati sonnolenza, dolore toracico, palpitazioni, perdita di coscienza, convulsioni (soprattutto nei bambini), debolezza e vertigini, sangue nelle urine, bassi livelli di potassio nel sangue, sensazione di freddo e problemi respiratori. Altri sintomi di sovradosaggio includono letargia o secchezza delle fauci. In caso di sovradosaggio grave, possono verificarsi insufficienza renale

e danni al fegato.

Se dimentica di prendere Binofenum Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se ha ulteriori domande sull'uso di questo medicinale si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

li manifestino. del Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone

Gli effetti indesiderati riportati con Binofenum sono gli stessi associati ad altri farmaci antinfiammatori non steroidei. Smetta di usare Binofenum se sviluppa questi sintomi e consulti immediatamente il medico (vedere anche paragrafo 2): • macchie rossastre non in rilievo, a forma di bersaglio o circolari sul tronco, spesso con vescicole centrali, desquamazione della pelle, ulcere della bocca, della gola, del naso, dei genitali e degli

occhi. Queste gravi eruzioni cutanee possono essere precedute da febbre e sintomi similinfluenzali [dermatite esfoliativa, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica], molto raro (può interessare fino a 1 paziente su 10 000), • un'eruzione cutanea diffusa, rossa e squamosa, con pustole sotto la pelle e vesciche localizzate

principalmente sulle pieghe della pelle, sul tronco e sulle estremità superiori, accompagnata da febbre all'inizio del trattamento (pustolosi esantematica acuta generalizzata), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili dati), • può verificarsi una grave reazione cutanea nota come sindrome DRESS. I sintomi della DRESS includono: eruzione cutanea, febbre, gonfiore dei linfonodi e aumento degli eosinofili (un tipo di globuli bianchi), frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati

disponibili).

I seguenti effetti indesiderati possono verificarsi con l'ibuprofene, in ordine di frequenza:

Comuni (possono interessare fino a 1 paziente su 10):
• sensazione di malessere, vomito, diarrea, stitichezza, flatulenza, indigestione, dolore addominale,
sanguinamento gastrointestinale (feci nere o vomito con sangue)
• sensazione di vertigini o stanchezza
• mal di testa

• eruzione cutanea

Non comune (può interessare fino a 1 paziente su 100):
• varie forme di disturbi renali, come infiammazione dei reni, sindrome nefrosica (un insieme di
sintomi di una malattia renale) e insufficienza renale
• naso che cola (rinite)

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• infiammazione dello stomaco
• ulcera allo stomaco o all'intestino, perforazione nella parete del tubo digerente
• ulcere della bocca

• epatite, ittero, insufficienza epatica
• dispnea, asma bronchiale, broncocostrizione
• sensazione di formicolio o di "spilli e aghi"
• difficoltà a dormire
• sensazione di sonnolenza
• sensazione di ansia

• orticaria, prurito, porpora (sanguinamento a macchie della pelle)
• angioedema (gonfiore che si manifesta in varie parti del corpo come il tessuto sottocutaneo del
viso, le mucose del tratto respiratorio e digestivo, causando problemi alla zona interessata)
• sensibilità della pelle alla luce
•

visione offuscata o disturbata (compromissione visiva)
• disturbi dell'udito, ronzio nelle orecchie (tinnito)
• disturbi dell'equilibrio

Raro (può interessare fino a 1 paziente su 1 000):
• meningite asettica (infiammazione della membrana protettiva che circonda il cervello)
•
•
•
sensazione di depressione o confusione
neurite ottica (infiammazione del nervo ottico), neuropatia ottica tossica (lesione del nervo ottico)
rigonfiamento

Molto raro (può interessare fino a 1 paziente su 10 000):
• infiammazione del pancreas
• insufficienza epatica
• insufficienza cardiaca
• attacco di cuore
• ipertensione

• grave danno renale (necrosi papillare), soprattutto in caso di uso a lungo termine
• gravi forme di reazione cutanea
• grave reazione allergica che causa gonfiore del viso, della lingua o della gola, dispnea, tachicardia,
ipotensione (anafilassi o shock grave)

• alteraziomi dell'emocromo – i primi segni sono: febbre, mal di gola, ulcere alla bocca, sintomi simil-influenzali, sensazione di grande stanchezza, sanguinamento dal naso e lividi

Non nota (la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili):
• peggioramento della malattia di Crohn o della colite
• dolore al petto, che può essere un segno di una reazione allergica potenzialmente grave chiamata

sindrome di Kounis.

Se manifesta reazioni più gravi come gonfiore del viso o mancanza di respiro, disturbi visivi o feci nere,

interrompa l'assunzione del medicinale e consulti immediatamente un medico.

I medicinali come Binofenum possono essere associati ad un lieve aumento del rischio di attacco cardiaco (infarto del miocardio) o ictus.

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato all’indirizzohttps://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

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Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola e sul blister dopo “Scad” o “EXP”. La data di scadenza si riferisce all'ultimo giorno di quel mese.

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Non getti alcun medicinale nell'acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chiedi al suo farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l'ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Binofenum
- Il principio attivo è l'ibuprofene. Ogni compressa rivestita con film contiene 400 mg di
ibuprofene.
- Gli altri ingredienti sono:

Nucleo della compressa: cellulosa microcristallina, lattosio monoidrato, croscarmellosa sodica, silice colloidale anidra, povidone, amido di mais, sodio laurilsolfato, magnesio stearato (E 470) Rivestimento con film: idrossipropilcellulosa (E 463), ipromellosa 2910/3 (E 464), ipromellosa 2910/6 (E 464), macrogol 400, titanio biossido (E 171)

Descrizione dell’aspetto di Binofenum e contenuto della confezione Compresse rivestite con film, bianche, a forma di capsula, lisce su entrambi i lati con dimensioni di circa 16,7 x 7,8 mm.

Confezioni da: 24, 30, 36, 48, 50 e 100 compresse rivestite con film.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

Il titolare dell’autorizzazione in commercio in commercio: Medreg s.r.o. Na Florenci 2139/2 Nové Město 110 00 Praga 1

Repubblica Ceca

Produttore

Medis International a.s. Průmyslová 961/16 747 23 Bolatice Repubblica Ceca

Dr. Max Pharma s.r.o.

Na Florenci 2116/15 Nové Město 110 00 Praga 1 Repubblica Ceca

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Questo medicinale è autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo con le seguenti denominazioni:

Italia Binofenum Polonia: Ibuprofen Dr. Max Pharma Repubblica Ceca: Ibuprofen Dr. Max Pharma Romania: Ibuprofen Dr. Max Pharma 400 mg comprimate filmate Slovacchia: Ibuprofen Dr. Max Pharma 400 mg filmom obalené tablety

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

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Domande frequenti su BINOFENUM

Come si usa BINOFENUM?

BINOFENUM si presenta in forma di Compressa rivestita con film e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

BINOFENUM e disponibile senza ricetta?

BINOFENUM e disponibile senza obbligo di ricetta. Chieda comunque consiglio al farmacista.

Qual e il principio attivo di BINOFENUM?

Il principio attivo di BINOFENUM e IBUPROFENE.

Quali sono gli equivalenti di BINOFENUM?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: VELITIX, IBUPROFENE ALTER, IBUPROFENE LABORATORI ALTER, SAKITOL. Il farmacista puo proporle un equivalente.

Chi produce BINOFENUM?

BINOFENUM e prodotto da MEDREG S.R.O..

Da quando BINOFENUM e autorizzato in Italia?

BINOFENUM ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2025-05-27.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

Binofenum 400 mg compresse rivestite con film

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa rivestita con film contiene 400 mg di ibuprofene. Eccipiente con effetto noto: Ogni compressa rivestita con film contiene 15,2 mg di lattosio. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compressa rivestita con film (compressa) Compresse rivestite con film, bianche, a forma di capsula, lisce su entrambi i lati con dimensioni di circa 16,7 x 7,8 mm.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Binofenum è indicato per il trattamento sintomatico a breve termine del dolore da lieve a moderato, come dolori mestruali, dolore postoperatorio, mal di schiena, mal di testa inclusa emicrania, dolore dentale, dolore muscolare e articolare che accompagna l'influenza, per il trattamento sintomatico di lesioni dei tessuti molli come come distorsioni e stiramenti muscolari e nella febbre. Binofenum è destinato al trattamento di adulti e adolescenti con peso corporeo pari o superiore a 40 kg (di età superiore a 12 anni).

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Deve essere utilizzata la dose efficace più bassa per il periodo più breve necessario ad alleviare i sintomi (vedere paragrafo 4.4). Questo medicinale è solo per uso a breve termine. Adulti e adolescenti con peso corporeo pari o superiore a 40 kg (di età superiore a 12 anni) Per il trattamento del dolore acuto e della febbre, la dose raccomandata è 400 mg, somministrata in dose singola o fino a 3 volte al giorno, se necessario, con un intervallo di 4-6 ore tra le dosi. La dose massima giornaliera è di 1 200 mg. La dose di ibuprofene dipende dall'età e dal peso corporeo del paziente. Se negli adolescenti è necessario questo medicinale per più di 3 giorni o se i sintomi peggiorano, è necessario consultare il medico. Se negli adulti questo medicinale è necessario per più di 3 giorni in caso di febbre o 5 giorni in caso di dolore, o se i sintomi peggiorano, deve essere consultato un medico.

Popolazione pediatrica Binofenum non è indicato per i bambini di età inferiore a 12 anni e agli adolescenti di peso inferiore a 40 kg. Per la popolazione pediatrica sono disponibili dosaggi inferiori o altre forme di dosaggio. Anziani Gli anziani corrono un rischio maggiore di gravi reazioni avverse (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). Se si ritiene necessario un FANS, deve essere utilizzata la dose efficace più bassa e per la durata più breve possibile. Il paziente deve essere monitorato a causa della possibilità di sanguinamento gastrointestinale. Nei pazienti con insufficienza renale o epatica il dosaggio deve essere determinato individualmente. Compromissione renale Nei pazienti con riduzione lieve o moderata della funzionalità renale non è richiesto alcun aggiustamento della dose, tuttavia si deve prestare cautela (vedere paragrafo 4.4). Nei pazienti con insufficienza renale grave questo medicinale è controindicato (vedere paragrafo 4.3). Compromissione epatica Nei pazienti con riduzione lieve o moderata della funzionalità epatica non è richiesto alcun aggiustamento della dose, tuttavia si deve prestare cautela (vedere paragrafo 4.4). Nei pazienti con grave insufficienza epatica questo medicinale è controindicato (vedere paragrafo 4.3). Metodo di somministrazione Per uso orale. La compressa deve essere deglutita con abbondante acqua. La compressa non deve essere masticata, divisa a metà o frantumata per evitare disturbi alla bocca o irritazioni alla gola. Si può ottenere un'azione più rapida somministrando la dose a stomaco vuoto. I pazienti con sensibilità gastrica devono assumere l'ibuprofene con il cibo.

4.3 Controindicazioni

- ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 - precedenti reazioni di ipersensibilità (ad esempio asma, rinite, orticaria o angioedema) in risposta all'acido acetilsalicilico o ad altri FANS - storia di sanguinamento o perforazione gastrointestinale, correlata a precedente terapia con FANS - ulcera peptica/emorragia ricorrente in atto o pregresse (due o più episodi distinti di provata ulcerazione o sanguinamento) - grave insufficienza epatica - grave insufficienza renale (velocità di filtrazione glomerulare inferiore a 30 ml/min) - grave insufficienza cardiaca (classe NYHA IV) - terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.6) - disidratazione significativa (causata da vomito, diarrea o assunzione insufficiente di liquidi) - sanguinamento cerebrovascolare o altro sanguinamento attivo

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati utilizzando la dose efficace più bassa per il periodo più breve necessario per controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.2 e Rischi gastrointestinali e cardiovascolari di seguito). Mascheramento dei sintomi delle infezioni sottostanti Binofenum può mascherare i sintomi dell'infezione, il che può portare a ritardare l'inizio di un trattamento appropriato e quindi a peggiorare l'esito dell'infezione. Ciò è stato osservato nella polmonite batterica acquisita in comunità e nelle complicanze batteriche della varicella. Quando Binofenum viene somministrato per alleviare la febbre o il dolore correlato a un'infezione, si consiglia il monitoraggi

dell'infezione. In ambito non ospedaliero, il paziente deve consultare un medico se i sintomi persistono o peggiorano. Anziani Gli anziani hanno un’aumento della frequenza delle reazioni avverse ai FANS, in particolare sanguinamento e perforazione gastrointestinale che possono essere fatali (vedere paragrafi 4.2 e 4.8). Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari È necessario un monitoraggio e una consulenza adeguata per i pazienti con una storia di ipertensione e/o insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata poiché in associazione alla terapia con FANS sono stati segnalati ritenzione di liquidi ed edema. Studi clinici suggeriscono che l’uso di ibuprofene, soprattutto ad una dose elevata (2 400 mg/die), può essere associato ad un lieve aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (ad esempio infarto del miocardio o ictus). Nel complesso, studi epidemiologici non suggeriscono che basse dosi di ibuprofene (ad esempio ≤ 1 200 mg/die) siano associate ad un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi. I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia (NYHA II-III), cardiopatia ischemica accertata, malattia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con ibuprofene soltanto dopo attenta valutazione e si devono evitare dosi elevate (2 400 mg/die). Un'attenta considerazione deve essere esercitata anche prima di iniziare il trattamento a lungo termine di pazienti con fattori di rischio per eventi cardiovascolari (ad esempio ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo), soprattutto se sono necessarie dosi elevate (2 400 mg/die). Sono stati segnalati casi di sindrome di Kounis in pazienti trattati con Binofenum. La sindrome di Kounis è stata definita come sintomi cardiovascolari secondari a una reazione allergica o di ipersensibilità associata alla costrizione delle arterie coronarie e che potenzialmente portano all'infarto del miocardio. Sanguinamento gastrointestinale, ulcerazione e perforazione Sanguinamento, ulcerazione o perforazione gastrointestinale, che può essere fatale, sono stati segnalati con tutti i FANS in qualsiasi momento durante il trattamento, con o senza sintomi di preavviso o una precedente storia di gravi eventi gastrointestinali. Il rischio di sanguinamento, ulcerazione o perforazione gastrointestinale è maggiore con l'aumento delle dosi di FANS, nei pazienti con anamnesi di ulcera, in particolare se complicata da emorragia o perforazione (vedere paragrafo 4.3), e negli anziani. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la dose più bassa disponibile. Per questi pazienti, e anche per i pazienti che necessitano di una terapia concomitante con agenti protettivi (ad esempio misoprostolo o inibitori della pompa protonica), deve essere presa in considerazione la terapia di associazione con basse dosi di acido acetilsalicilico o altri medicinali che potrebbero aumentare il rischio gastrointestinale (vedere di seguito e paragrafo 4.5). I pazienti con una storia di malattie gastrointestinali, in particolare se anziani, devono segnalare qualsiasi sintomo addominale inusuale (soprattutto sanguinamento gastrointestinale) soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento. Si deve prestare cautela nei pazienti che assumono farmaci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o sanguinamento, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin o eparina, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o agenti antipiastrinici come l'acido acetilsalicilico (vedere paragrafo 4.5). Quando si verifica sanguinamento o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono ibuprofene, il trattamento deve essere sospeso.

I FANS devono essere somministrati con cautela ai pazienti con anamnesi di ulcera peptica o di un’altra malattia gastrointestinale (ad esempio colite ulcerosa o morbo di Crohn) poiché queste condizioni possono essere esacerbate (vedere paragrafo 4.8). Disturbi respiratori È necessaria cautela se l’ibuprofene viene somministrato a pazienti affetti da, o con una precedente storia di asma bronchiale, poiché è stato segnalato che i FANS possono peggiorare il broncospasmo in tali pazienti. Effetti renali Esiste il rischio di insufficienza renale soprattutto nei bambini, negli adolescenti e negli anziani disidratati. In generale, l'assunzione abituale di analgesici, in particolare l'uso combinato di diverse sostanze analgesiche, può causare danni renali permanenti e rischio di insufficienza renale (nefropatia da analgesici). Questo rischio può aumentare in caso di sforzo fisico associato a perdita di sale e disidratazione. Pertanto, è necessario evitare lo sforzo fisico. È richiesta cautela nei pazienti con ipertensione e/o insufficienza cardiaca poiché può verificarsi compromissione renale (vedere paragrafi 4.3 e 4.8). Reazioni avverse cutanee gravi (SCAR) Reazioni avverse cutanee gravi (SCAR), tra cui dermatite esfoliativa, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (NET), reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRESS) e pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG), che possono essere pericolose per la vita o fatali, sono state segnalate in associazione all'uso di ibuprofene (vedere paragrafo 4.8). La maggior parte di queste reazioni si sono verificate entro il primo mese. Se compaiono segni e sintomi indicativi di queste reazioni, l'ibuprofene deve essere sospeso immediatamente e deve essere preso in considerazione un trattamento alternativo (a seconda dei casi). Eccezionalmente, la varicella può causare di gravi complicazioni infettive cutanee e dei tessuti molli. Ad oggi non è possibile escludere il ruolo dei FANS nel peggioramento di queste infezioni. Pertanto, è consigliabile evitare l'uso dell'ibuprofene in caso di varicella. LES e malattia mista del tessuto connettivo Nei pazienti con lupus eritematoso sistemico (LES) e disturbi misti del tessuto connettivo può esserci un aumento del rischio di meningite asettica (vedere di seguito e paragrafo 4.8). Reazioni allergiche Molto raramente si osservano gravi reazioni acute di ipersensibilità (ad esempio shock anafilattico). Ai primi segni di reazione di ipersensibilità dopo l'assunzione/somministrazione di ibuprofene la terapia deve essere interrotta. Le misure necessarie dal punto di vista medico, in linea con i sintomi, devono essere avviate da personale specializzato. È necessario prestare cautela durante la somministrazione di ibuprofene in pazienti che manifestano reazioni di ipersensibilità ad altre sostanze poiché anche per loro esiste un aumento del rischio di reazioni di ipersensibilità con l'uso di ibuprofene. Un rischio maggiore di reazione allergica esiste anche nei pazienti che soffrono di raffreddore da fieno, polipi nasali o disturbi respiratori cronici ostruttivi. Questi possono presentarsi come attacchi d’asma (il cosiddetto asma analgesico), edema di Quincke o orticaria. Altre precauzioni L'uso prolungato di qualsiasi tipo di antidolorifico per il mal di testa può peggiorarlo. Se si verifica o si sospetta questa situazione, è necessario consultare un medico e il trattamento deve essere interrotto. La diagnosi di cefalea da uso eccessivo di farmaci (MOH) deve essere sospettata nei pazienti che soffron

di mal di testa frequenti o quotidiani nonostante (o a causa di) l’uso regolare di farmaci per il mal di testa. Il consumo di alcol dovrebbe essere evitato poiché potrebbe intensificare gli effetti collaterali dei FANS, soprattutto se interessano il tratto gastrointestinale o il sistema nervoso centrale. L’uso di ibuprofene in concomitanza con FANS inclusi gli inibitori selettivi della cicloossigenasi 2 deve essere evitato a causa del loro possibile effetto additivo (vedere paragrafo 4.5). L'ibuprofene, come altri FANS, può interferire con l'aggregazione piastrinica e prolungare il tempo di sanguinamento nei soggetti normali. È richiesta cautela nei pazienti con insufficienza renale, epatica o cardiaca, poiché l'uso di medicinali FANS può portare ad una compromissione di queste funzioni. Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit totale di lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale. Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa, cioè è essenzialmente “senza di sodio”.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

In alcuni pazienti si sono verificate interazioni con l'uso concomitante dei seguenti medicinali: Acido acetilsalicilico: la somministrazione concomitante di ibuprofene e acido acetilsalicilico non è generalmente raccomandata a causa del potenziale aumento degli effetti avversi. I dati preclinici suggeriscono che l’ibuprofene può inibire in modo competitivo l’effetto dell’acido acetilsalicilico a basse dosi sull’aggregazione piastrinica quando vengono somministrati in concomitanza. Sebbene vi siano incertezze riguardo all’estrapolazione di questi dati alla situazione clinica, non si può escludere la possibilità che l’uso regolare e a lungo termine di ibuprofene possa ridurre l’effetto cardioprotettivo dell’acido acetilsalicilico a basse dosi. Non si ritiene probabile alcun effetto clinicamente rilevante per l’uso occasionale di ibuprofene (vedere paragrafo 5.1). Altri FANS inclusi i salicilati e gli inibitori selettivi della cicloossigenasi-2: come risultato degli effetti sinergici, l'uso concomitante di diversi FANS inclusi gli inibitori selettivi della cicloossigenasi-2 può aumentare il rischio di ulcere ed emorragie gastrointestinali. Pertanto la somministrazione concomitante di ibuprofene con altri FANS deve essere evitata (vedere paragrafo 4.4). Anticoagulanti: i FANS possono potenziare gli effetti degli anticoagulanti, come il warfarin (vedere paragrafo 4.4). Metotrexato: i FANS inibiscono la secrezione tubulare del metotrexato e possono verificarsi alcune interazioni metaboliche con conseguente diminuzione della clearance del metotrexato. Fenitoina, litio: la somministrazione concomitante di ibuprofene con preparati di fenitoina o litio può aumentare i livelli sierici di questi medicinali. I FANS possono rallentare l’eliminazione della fenitoina. È necessario controllare il livello sierico di litio e si raccomanda di monitorare i livelli sierici di fenitoina. Glicosidi cardiaci (ad esempio digossina): i FANS possono esacerbare l’insufficienza cardiaca, ridurre la velocità di filtrazione glomerulare e aumentare i livelli plasmatici dei glicosidi cardiaci (ad esempio digossina).

Diuretici e antipertensivi: i diuretici possono aumentare la nefrotossicità dei FANS. I FANS possono ridurre l’effetto dei diuretici e degli antipertensivi inclusi gli ACE-inibitori, gli antagonisti dell’angiotensina II e i beta-bloccanti. Nei pazienti con funzionalità renale ridotta (ad esempio pazienti disidratati o pazienti anziani con funzionalità renale ridotta), l'uso concomitante di un ACE inibitore, beta-bloccanti e antagonisti dell'angiotensina II con un medicinale che inibisce la cicloossigenasi può portare ad un'ulteriore compromissione della funzionalità renale e fino all’insufficienza renale acuta. Questo è solitamente reversibile. Tale associazione deve pertanto essere usata solo con cautela, soprattutto nei pazienti anziani. I pazienti devono essere istruiti a bere una quantità sufficiente di liquidi e si deve prendere in considerazione il monitoraggio periodico dei valori renali immediatamente dopo l'inizio della terapia di associazione. Aminoglicosidi: i FANS possono rallentare l’eliminazione degli aminoglicosidi e aumentarne la tossicità. Agenti antipiastrinici e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): aumento del rischio di sanguinamento gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). Ciclosporina: aumento del rischio di nefrotossicità. Colestiramina: il trattamento concomitante con colestiramina e ibuprofene determina un ridotto assorbimento dell'ibuprofene nel tratto gastrointestinale. Il significato clinico di questo effetto non è noto. Tacrolimus: rischio elevato di nefrotossicità. Zidovudina: esiste evidenza di un aumento del rischio di emartrosi ed ematoma nei pazienti emofilici HIV positivi che ricevono un trattamento concomitante con zidovudina e ibuprofene. Potrebbe verificarsi un aumento del rischio di ematotossicità durante l'uso concomitante di zidovudina e FANS. Mifepristone: teoricamente potrebbe verificarsi una diminuzione dell’efficacia dei medicinali a causa degli effetti antiprostaglandinici dei FANS, compreso l’acido acetilsalicilico. Dati limitati suggeriscono che, anche se un FANS viene utilizzato lo stesso giorno della prostaglandina, non influenza negativamente l’effetto del mifepristone o delle prostaglandine sulla maturazione cervicale o sulla contrattilità uterina e non riduce l’efficacia clinica dell’interruzione della gravidanza indotta dal farmaco. Antiuratici (probenecid o sulfinpirazone): l'azione uricosurica di queste sostanze è diminuita. Antibiotici chinolonici: i dati sugli animali indicano che i FANS possono aumentare il rischio di convulsioni associate agli antibiotici chinolonici. I pazienti che assumono FANS e chinoloni possono avere un rischio maggiore di sviluppare convulsioni. Sulfaniluree: i FANS possono potenziare gli effetti delle sulfaniluree. Sono stati segnalati rari casi di ipoglicemia in pazienti trattati contemporaneamente con sulfaniluree e ibuprofene. Corticosteroidi: aumento del rischio di effetti indesiderati, soprattutto nel tratto gastrointestinale (ulcerazione o sanguinamento gastrointestinale) (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Estratti erbali: il Ginkgo biloba può potenziare il rischio di sanguinamento con i FANS. Inibitori del CYP2C9: la somministrazione concomitante di ibuprofene con inibitori del CYP2C9 può aumentare l'esposizione all'ibuprofene (substrato del CYP2C9). In uno studio con voriconazolo e fluconazolo (inibitori del CYP2C9), è stato dimostrato un aumento dell’esposizione al S(+)-ibuprofene di circa l’80-100%. Si deve prendere in considerazione una riduzione della dose di ibuprofene quand

vengono somministrati contemporaneamente potenti inibitori del CYP2C9, in particolare quando l’ibuprofene ad alte dosi viene somministrato con voriconazolo o fluconazolo.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza L’inibizione della sintesi delle prostaglandine può influenzare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. I dati provenienti da studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto spontaneo, di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine all’inizio della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiovascolari è aumentato da meno dell'1% a circa l'1,5%. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. Negli animali, è stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore della sintesi delle prostaglandine determina un aumento delle perdite pre e post impianto e della mortalità embrio/fetale. Inoltre, è stato segnalato un aumento dell’incidenza di varie malformazioni, comprese quelle cardiovascolari, negli animali trattati con un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante il periodo organogenetico. Dalla 20a settimana di gravidanza in poi, l’uso di ibuprofene può causare oligoidramnios derivante da disfunzione renale fetale. Ciò può verificarsi subito dopo l’inizio del trattamento ed è solitamente reversibile con la sospensione. Inoltre, sono stati segnalati casi di costrizione del dotto arterioso in seguito al trattamento nel secondo trimestre, la maggior parte dei quali si è risolta dopo l’interruzione del trattamento. Pertanto, durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, l’ibuprofene non deve essere somministrato se non in caso di assoluta necessità. Se l'ibuprofene viene utilizzato da una donna che sta tentando di concepire, o durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere mantenuta la più bassa possibile e la durata del trattamento la più breve possibile. Il monitoraggio prenatale per oligoidramnios e costrizione del dotto arterioso deve essere preso in considerazione dopo l'esposizione all'ibuprofene per diversi giorni dalla 20a settimana di gestazione in poi. L'ibuprofene deve essere sospeso se si riscontrano oligoidramnios o costrizione del dotto arterioso. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a: - tossicità cardiopolmonare (costrizione/chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); - disfunzione renale (vedi sopra); la madre e il neonato, alla fine della gravidanza a: - possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, effetto antiaggregante che può verificarsi anche a dosi molto basse; - inibizione delle contrazioni uterine con conseguente ritardo o prolungamento del travaglio. Di conseguenza, l’ibuprofene è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.3). Allattamento al seno L'ibuprofene e i suoi metaboliti vengono escreti nel latte materno solo in concentrazioni estremamente basse (0,0008% della dose somministrata alla madre), ma poiché la quantità di ibuprofene nel latte materno è minima, la sua emivita di eliminazione è breve e non si sono verificati effetti collaterali, segnalati nei neonati allattati al seno, l'ibuprofene è considerato il farmaco di prima scelta per il trattamento dei sintomi del dolore e dell'infiammazione nelle madri che allattano, soprattutto per l'uso a breve termine. La sicurezza dopo l'uso a lungo termine non è stata stabilita. Fertilità Esistono evidenze che i medicinali che inibiscono la sintesi della cicloossigenasi/prostaglandine possono causare una compromissione della fertilità femminile attraverso un effetto sull’ovulazione. Ciò è reversibile con la sospensione del trattamento.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Binofenum non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare e di usare macchinari. Tuttavia, dopo l'assunzione di FANS sono possibili effetti indesiderati come vertigini, sonnolenza, affaticamento, disturbi visivi e altri disturbi del sistema nervoso centrale. Se colpiti, i pazienti non devono guidare o utilizzare macchinari. Ciò vale in misura maggiore in combinazione con l'alcol.

4.8 Effetti indesiderati

Patologie gastrointestinali: Le reazioni avverse più comunemente osservati sono di natura gastrointestinale. Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o sanguinamento gastrointestinale, talvolta fatali, soprattutto negli anziani (vedere paragrafo 4.4). Dopo la somministrazione sono stati riportati nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione, dispepsia, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatite ulcerosa, emorragia gastrointestinale ed esacerbazione di colite e morbo di Crohn (vedere paragrafo 4.4). Meno frequentemente la gastrite è stata osservata. Disturbi del sistema immunitario: Sono state segnalate reazioni di ipersensibilità in seguito al trattamento con ibuprofene. Questi possono consistere in (a) reazione allergica non specifica e anafilassi, (b) reattività del tratto respiratorio comprendente asma, asma aggravata, broncospasmo o dispnea, o (c) disturbi cutanei assortiti, inclusi eruzioni cutanee di vario tipo, prurito, orticaria, porpora , angioedema e, molto raramente, eritema multiforme, dermatosi bollose (comprese la sindrome di Stevens-Johnson e la necrolisi epidermica tossica). Infezioni ed infestazioni: È stata descritta l’esacerbazione di infiammazioni correlate all’infezione da virus dell’herpes varicellae (ad esempio sviluppo di fascite necrotizzante) in coincidenza con l’uso di ibuprofene. Se si verificano o peggiorano segni di infezione durante l'uso di ibuprofene, si consiglia pertanto al paziente di rivolgersi immediatamente a un medico. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: In casi eccezionali durante un'infezione da varicella possono verificarsi gravi infezioni cutanee e complicanze dei tessuti molli (vedere anche "Infezioni ed infestazioni" e paragrafo 4.4). Patologie cardiache e vascolari: Studi clinici suggeriscono che l’uso di ibuprofene, soprattutto ad una dose elevata (2.400 mg/die), può essere associato ad un lieve aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (ad esempio infarto del miocardio o ictus) (vedere paragrafo 4.4). Le seguenti categorie sono utilizzate per esprimere la frequenza delle reazioni avverse: Molto comune (1/10), Comune (1/100 a <1/10), Non comune (1/1 000 a <1/100), Raro (1/10 000 a <1/1 000), molto raro (<1/10 000) e non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Classificazione sistemica organica Frequenza Reazione Avversa Infezioni e infestazioni Non comune Rinite Raro Meningite asettica (vedere paragrafo 4.4) Patologie del sistema emolinfopoietico Molto raro Leucopenia, trombocitopenia, neutropenia,agranulocitosi Anemia aplastica, anemia emolitica Non comune Reazioni di ipersensibilit

Disturbi del sistema immunitario Molto raro Reazione anafilattica Disturbi psichiatrici Non comune Insonnia, ansia Raro Depressione, stato confusionario Disturbi del sistema nervoso Comune Mal di testa,capogiri Non comune Parestesia,sonnolenza Raro Neurite ottica Disturbo dell‘occhio Non comune Compromissione della vista Raro Neuropatia ottica tossica Patologie dell'orecchio e del labirinto Non comune Compromissione dell'udito,tinnito,vertigine Disturbi cardiaci Molto raro Insufficienza cardiaca, infarto del miocardio (vedere anche paragrafo 4.4) Non nota Sindrome di Kounis Disturbi vascolari Molto raro Ipertensione Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune Asma, broncospasmo, dispnea Disordini gastrointestinali Comune Dispepsia, diarrea , nausea, vomito, dolore addominale, flatulenza, stipsi, melena, ematemesi, emorragia gastrointestinale Non comune Gastrite, ulcera duodenale, ulcera gastrica, ulcere della bocca, perforazione gastrointestinale Molto raro Pancreatite Non nota Esacerbazione di colite e morbo di Crohn Patologie epatobiliari Non comune Epatite,ittero,funzionalità epatica anormale Molto raro Insufficienza epatica Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune Eruzione cutanea Non comune Orticaria, prurito, porpora, angioedema, reazione di fotosensibilità Molto raro Reazioni avverse cutanee gravi (SCAR) (inclusi eritema multiforme, dermatite esfoliativa, sindrome di StevensJohnson e necrolisi epidermica tossica) Non nota Reazione al farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRESS), pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG) Patologie renali e urinarie Non comune Nefrotossicità in varie forme, ad es. nefrite tubulo -interstiziale, sindrome nefrosica e insufficienza renale Molto raro Necrosi papillare renale (soprattutto per l'uso a lungo termine) Disturbi generali e condizioni del sito di somministrazione Comune Fatica Raro Edem

Segnalazione di sospette reazioni avverse È importante segnalare sospette reazioni avverse dopo l’autorizzazione del medicinale. Consente il monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Tossicità Segni e sintomi di tossicità generalmente non sono stati osservati a dosi inferiori a 100 mg/kg nei bambini o negli adulti. Tuttavia, in alcuni casi può essere necessaria una terapia di supporto. È stato osservato che i bambini manifestano segni e sintomi di tossicità dopo l'ingestione di 400 mg/kg o superiori. Negli adulti l’effetto dose-risposta è meno chiaro. L’emivita in caso di sovradosaggio è di 1,5–3 ore. Sintomi La maggior parte dei pazienti che hanno ingerito quantità significative di ibuprofene manifesteranno i sintomi entro 4-6 ore. I sintomi di sovradosaggio riportati più frequentemente comprendono nausea, vomito, dolore addominale, letargia e sonnolenza. Gli effetti sul sistema nervoso centrale (SNC) comprendono mal di testa, tinnito, vertigini, convulsioni e perdita di coscienza. Raramente sono stati segnalati anche nistagmo, ipotermia, effetti renali, sanguinamento gastrointestinale, coma, apnea, depressione del sistema nervoso centrale e del sistema respiratorio. Sono stati segnalati casi di tossicità cardiovascolare, inclusa ipotensione, bradicardia e tachicardia. In caso di sovradosaggio significativo sono possibili insufficienza renale, sviluppo di acidosi metabolica e danno epatico. Elevati sovradosaggi sono generalmente ben tollerati quando non vengono assunti altri farmaci. L'uso prolungato a dosi superiori a quelle raccomandate o il sovradosaggio possono provocare acidosi tubulare renale e ipokaliemia Trattamento Non è disponibile un antidoto specifico, i pazienti devono essere trattati sintomaticamente secondo necessità. Entro un'ora dall'ingestione di una quantità potenzialmente tossica, si dovrebbe prendere in considerazione il carbone attivo. Se necessario, il bilancio elettrolitico sierico deve essere aggiustato. Contatti il centro locale antiveleni per maggiori informazioni.

5. Proprieta' farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Gruppo farmacoterapeutico: prodotti antinfiammatori e antireumatici, non steroidei; derivati dell'acido propionico, codice ATC: M01AE01 Meccanismo di azione L'ibuprofene è un derivato dell'acido propionico che possiede attività antinfiammatoria, analgesica e antipiretica. Gli effetti antinfiammatori, analgesici e antipiretici dell'ibuprofene sono stati dimostrati in studi sia sugli animali che sull'uomo. L'ibuprofene esercita un effetto inibitorio sulla sintesi delle prostaglandine inibendo l'attività della cicloossigenasi. Di conseguenza, l'ibuprofene riduce il dolore eventualmente causato dall'infiammazione o ad essa correlato. Dati sperimentali suggeriscono che l’ibuprofene può inibire in modo competitivo l’effetto dell’acido acetilsalicilico a basse dosi sull’aggregazione piastrinica quando vengono somministrati in concomitanza. Alcuni studi di farmacodinamica mostrano che quando dosi singole di ibuprofene da 400 mg vengono assunte entro 8 ore prima o entro 30 minuti dopo la somministrazione di acid

acetilsalicilico a rilascio immediato (81 mg), si verifica una diminuzione dell’effetto dell’acido acetilsalicilico sulla formazione di trombossano o sull’aggregazione piastrinica. Sebbene vi siano incertezze sull'estrapolazione di questi dati alla situazione clinica, non si può escludere la possibilità che l'uso regolare ea lungo termine dell'ibuprofene possa ridurre l' effetto cardioprotettivo dell'acido acetilsalicilico a basse dosi. Non si ritiene probabile alcun effetto clinicamente rilevante per l'uso occasionale di ibuprofene (vedere paragrafo 4.5).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento L'ibuprofene viene rapidamente assorbito dal tratto gastrointestinale con una biodisponibilità dell'8090%. Le concentrazioni sieriche di picco si verificano 1-2 ore dopo la somministrazione della forma farmaceutica a rilascio immediato. Gli studi che includono alimenti standard mostrano che il cibo non influisce in modo significativo sulla biodisponibilità totale. Distribuzione Il legame con le proteine plasmatiche è pari a circa il 99%. L'ibuprofene ha un piccolo volume di distribuzione pari a circa 0,12–0,2 L/kg negli adulti. Biotrasformazione L'ibuprofene viene rapidamente metabolizzato nel fegato attraverso il citocromo P450, preferibilmente CYP2C9, in due metaboliti primari inattivi, 2-idrossiibuprofene e 3-carbossiibuprofene. Dopo l’ingestione orale del farmaco, poco meno del 90% di una dose orale di ibuprofene può essere presente nelle urine sotto forma di metaboliti ossidativi e loro coniugati glucuronici. Pochissimo ibuprofene viene escreto immodificato nelle urine. Eliminazione L'escrezione da parte del rene è rapida e completa. L'emivita di eliminazione nella forma farmaceutica a rilascio immediato è di circa 2 ore. L'escrezione dell'ibuprofene è praticamente completa 24 ore dopo l'ultima dose.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

La tossicità subcronica e cronica dell’ibuprofene è stata dimostrata principalmente da studi sugli animali sottoforma di danni al tratto gastrico e ulcere osservati principalmente a dosi elevate. È stato dimostrato che la LD50 dell'ibuprofene negli animali (800-1 600 mg/kg) è più di 60 volte superiore rispetto alle dosi singole più elevate di ibuprofene utilizzate negli esseri umani (<12 mg/kg). Il potenziale epatotossico dell'ibuprofene è stato valutato sulla base dell'esperienza con altri FANS. È stato dimostrato che l’ibuprofene ha un effetto minimo o nullo sul fegato. Gli studi in vitro e in vivo non hanno fornito prove clinicamente rilevanti del potenziale mutageno dell’ibuprofene. Negli studi su ratti e topi non è stata trovata evidenza di effetti cancerogeni dell’ibuprofene. L'ibuprofene ha causato l'inibizione dell'ovulazione nei conigli nonché disturbi dell'impianto in varie specie animali (coniglio, ratto, topo). Studi sperimentali hanno dimostrato che l’ibuprofene attraversa la placenta; per dosi tossiche per la madre è stato osservato un aumento dell’incidenza di malformazioni (ad esempio difetti del setto ventricolare).

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Nucleo della compressa: Cellulosa, microcristallina Lattosio monoidrat

Croscarmellosa sodica Silice colloidale anidra Povidone Amido di mais Laurilsolfato di sodio Stearato di magnesio (E 470) Rivestimento in film: Idrossipropilcellulosa (E463) Ipromellosa 2910/3 (E 464) Ipromellosa 2910/6 (E464) Macrogol 400 Biossido di titanio (E 171)

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

3 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Blister in PVC/Alluminio bianco opaco. Confezioni da: 10, 12, 20, 24, 30, 36, 48, 50 e 100 compresse rivestite con film. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Medreg s.r.o. Na Florenci 2139/2 Nové Město 110 00 Praga 1 Repubblica Ceca

8. Numeri dell’autorizzazione all’immissione in commercio

051595015 - "400 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 10 COMPRESSE IN BLISTER PVC/AL 051595027 - "400 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 12 COMPRESSE IN BLISTER PVC/A

051595039 - "400 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 20 COMPRESSE IN BLISTER PVC/AL 051595041 - "400 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 24 COMPRESSE IN BLISTER PVC/AL 051595054 - "400 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 30 COMPRESSE IN BLISTER PVC/AL 051595066 - "400 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 36 COMPRESSE IN BLISTER PVC/AL 051595078 - "400 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 48 COMPRESSE IN BLISTER PVC/AL 051595080 - "400 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 50 COMPRESSE IN BLISTER PVC/AL 051595092 - "400 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM" 100 COMPRESSE IN BLISTER PVC/AL

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 27 Maggio 2025

10. Data di revisione del testo

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.