Foglietti illustrativi e RCP, principi attivi, verificatore di interazioni, posologie ufficiali e orari delle farmacie — nello stesso posto.

DEFLAN

Principio attivo: DEFLAZACORT · ATC H02AB13 · LABORATORI GUIDOTTI S.P.A.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Principio attivo: DEFLAZACORT
Forma farmaceutica: Gocce orali, sospensione, Compressa
Confezioni e dosaggi disponibili:
  • 22.75 mg GOCCE ORALI, SOSPENSIONE
  • 6 mg COMPRESSA
  • 30 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: LABORATORI GUIDOTTI S.P.A.
Codice ATC: H02AB13
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· DEFLAZACORT EG - EG S.P.A.
· DEFLAZACORT PHARMEG - PHARMEG S.R.L.
· DEFLAZACORT FG - FG S.R.L.
· DECOR - LABORATORIO CHIMICO DECA DR.CAPUANI S.R.L.
· FLANTADIN - TEOFARMA S.R.L.
· SURRENOL - EPIFARMA S.R.L
Verifica la disponibilita e il prezzo esatto presso la tua farmacia.
Rimborsabilita: A totale carico del cittadino - fascia C - A TOTALE CARICO DELL'ASSISTITO

A cosa serve questo medicinale?

DEFLAN contiene il principio attivo deflazacort, un glucocorticoide sintetico con attività antinfiammatoria ed immunosoppressiva (che blocca la risposta del sistema immunitario).

Questo medicinale è utilizzato nel trattamento di:

- Insufficiente attività primaria e secondaria delle ghiandole surrenali (da solo o in

associazione con mineralcorticoidi che, come i glucocorticoidi, sono dei corticosteroidi ma che concorrono alla regolazione dell'equilibrio idrico e salino). - Malattie reumatiche (patologie che causano disturbi a carico dell'apparato locomotore e dei tessuti di sostegno dell'organismo) quali artropatia psoriasica (infiammazione cronica delle articolazioni, associata spesso a psoriasi), artrite reumatoide, spondilite anchilosante (grave patologia reumatica invalidante), artropatia gottosa acuta (patologia che insorge a seguito

della deposizione di microcristalli nei pressi delle strutture articolari, dei tendini e nelle zone circostanti), osteoartrite post-traumatica (malattia degenerativa delle articolazioni che insorge in seguito ad un trauma), borsite (infiammazione delle piccole sacche contenenti liquido sinoviale che costituiscono un cuscino tra le ossa ed i tendini e/o i muscoli circostanti una articolazione) acuta e subacuta, tenosinovite (infiammazione delle struttura anatomica

che riveste il tendine) acuta non specifica, epicondilite (infiammazione dei tendini che gravano sul gomito). - Malattie del collageno (proteina strutturale presente nel tessuto connettivale e osseo) quali lupus eritematoso sistemico (LES, malattia autoimmune di lunga durata), cardite

(infiammazione del cuore) reumatica acuta, dermatomiosite sistemica (polimiosite) (malattia muscolare, con possibile interessamento cutaneo, dovuta a cause non ancora del tutto note, caratterizzata da un processo infiammatorio a carico della muscolatura scheletrica). - Malattie dermatologiche (della pelle) quali pemfigo (rara malattia autoimmune che colpisce la pelle e/o le mucose), dermatite erpetiforme bollosa (infiammazione della pelle che si evidenzia con la formazione di cavità dentro o sotto l'epidermide), eritema polimorfo grave (sindrome di Stevens-Johnson), dermatite esfoliativa (grave infiammazione di tutta la superficie della pelle) , micosi fungoide (tumore della pelle), psoriasi grave (malattia infiammatoria della pelle di lunga durata), dermatite seborroica (infiammazione della pelle con produzione eccessiva di sebo) grave.

- Stati allergici quali rinite allergica (patologia infiammatoria acuta e ricorrente a carico della
mucosa nasale) stagionale o permanente, asma bronchiale, dermatite da contatto,
dermatite atopica, malattia da siero (reazione del sistema immunitario a determinati
medicinali), iperreattività ai medicinali.
- Malattie respiratorie quali sarcoidosi (patologia infiammatoria che può coinvolgere tutti gli
organi, in particolar modo i polmoni, i linfonodi, gli occhi e la cute) si ntomatica, berilliosi

(patologia scatenata dall’esposizione al berillio), tubercolosi polmonare fulminante o disseminata (in associazione con appropriata chemioterapia), polmonite da aspirazione (infiammazione dei polmoni che si sviluppa a causa dell'ingresso di materiali estranei nell'albero bronchiale). - Malattie oculari (processi infiammatori e allergici gravi, acuti e cronici) quali ulcere allergiche

corneali marginali (lesioni della superficie trasparente dell’occhio), Herpes zoster oculare (o “fuoco di Sant’Antonio”, virus dell’occhio), infiammazione del segmento anteriore del globo oculare, coroidite (infiammazione della coroide, sottile membrana dell'occhio situata tra la sclera e la retina) e uveite (infiammazione dell’uvea) diffusa posteriore, oftalmite simpatica (infiammazione continua e grave che provoca la perdita della visione dell'occhio),

congiuntivite (infiammazione della congiuntiva) allergica, cheratite (infiammazione della cornea), corioretinite (infiammazione della coroide e della retina), nevrite dell'ottico (infiammazione dei nervi oculari), irite (infiammazione dell’iride) e iridociclite (processo infiammatorio a carico del corpo ciliare). - Disordini ematologici (a livello del sangue) e malattie ematologiche ad evoluzione maligna quali piastrinopenia (diminuzione del numero di piastrine nel sangue) secondaria dell'adulto, anemia emolitica autoimmune (diminuzione del livello di emoglobina nel sangue causata dalla distruzione dei globuli rossi), eritroblastopenia (diminuzione del numero di globuli rossi), anemia congenita ipoplastica (anemia caratterizzata dall'insufficiente produzione nel midollo osseo di cellule del sangue), morbo di Hodgkin (malattia caratterizzata da un

processo tumorale maligno che colpisce i tessuti linfoidi), linfomi non-Hodgkin (tumori maligni del sistema linfatico), leucemia (tumore delle cellule del sangue) linfatica cronica, leucemia acuta dell'infanzia, etc. - Stati edematosi (da accumulo di liquidi) quali sindrome nefrosica idiopatica (insieme di

sintomi e segni clinici causati da alterazioni a livello renale) secondaria a LES. - Malattie gastrointestinali (dello stomaco e dell’intestino) quali colite ulcerativa e enterite regionale o morbo di Crohn (malattie infiammatorie a lunga durata di una parte dell’intestino).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda DEFLAN
- Se è allergico al deflazacort o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale
(elencati al paragrafo 6).
- Se soffre di tubercolosi attiva (infezione dei polmoni provocata da micobatteri)

- In caso di ulcera peptica (erosione del rivestimento interno dello stomaco e dell’intestino).
- In caso di Herpes simplex oculare (comune infezione a carico dell’occhio).
- Se ha infezioni micotiche sistemiche (infezioni da funghi che colpiscono tutto l’organismo).
- Se soffre di psicosi.

- In caso di somministrazione di vaccino vivo attenuato (quando cioè si utilizzano per la vaccinazione microorganismi vivi).

Avvertenze e precauzioni
Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere DEFLAN.
Informi il medico prima di prendere DEFLAN:
- Se ha mai sviluppato una grave eruzione cutanea o desquamazione della pelle, vesciche e/o
ulcere della bocca dopo aver assunto DEFLAN o altri medicinali a base di deflazacort.
Faccia particolare attenzione con DEFLAN :
- Gravi reazioni cutanee tra cui necrolisi epidermica tossica, sono state riportate in

associazione al trattamento con DEFLAN. Interrompa l'uso di DEFLAN e consulti immediatamente un medico se nota uno qualsiasi dei sintomi des critti al paragrafo 4. Se soffre di tubercolosi attiva prenda DEFLAN solo nei casi di malattia fulminante o disseminata, in associazione ad appropriata terapia antitubercolare.

Se è in terapia con corticosteroidei, quali i glucocorticoidi (DEFLAN):

- Presti cautela se è sottoposto a particolari stress; in queste circostanze è indispensabile un
adattamento della dose in rapporto all'entità della condizione stressante.
- Tenga presente che uno stato di insufficienza surrenale (riduzione della funzionalità delle
ghiandole surrenali) secondaria, indotta da cortisonico, può essere contenuto con una
riduzione graduale delle dosi. Questo tipo di insufficienza relativa può persistere per mesi

dopo la sospensione della terapia. Quindi, in qualsiasi situazione di stress che si manifestasse
in questo periodo, dovrebbe essere istituita un’adeguata terapia ormonale sostitutiva.
Inoltre in tale situazione la secrezione di mineralcorticoidi (corticosteroidi che concorrono
alla regolazione dell'equilibrio idro-salino) può essere compromessa e quindi sarebbe
opportuno somministrare, in concomitanza, sale e/o mineralcorticoidi.
-
Sappia che non deve essere vaccinato contro il vaiolo e non deve intraprendere altri
procedimenti immunizzanti, specialmente in caso di assunzione di alte dosi di corticosteroidi,
a causa di aumento del rischio di complicazioni neurologiche (nervose) e di diminuita
risposta anticorpale.
- Deve essere avvisato di prestare particolare attenzione per evitare il contatto con persone
affette da morbillo e di consultare immediatamente un medico se ciò si dovesse verificare.
- Consulti immediatamente il medico se entra in contatto con persone affette da varicella o
Herpes zoster e non ha già contratto la varicella.
- Deve tenere presente che i corticosteroidi possono mascherare alcuni segni di infezione e
durante il loro impiego si possono verificare infezioni intercorrenti. In questi casi va sempre

valutata l'opportunità di istituire un’adeguata terapia antibiotica. - Deve sapere che durante la corticoterapia possono manifestarsi alterazioni psichiche di vario genere quali euforia, insonnia, cambiamenti dell'umore o della personalità, depressione grave o sintomi di vere e proprie psicosi. Una preesistente instabilità emotiva o tendenze

psicotiche possono essere aggravate dai corticosteroidi.

Assuma DEFLAN con cautela:
- Se soffre di colite ulcerativa non specifica con pericolo di perforazione.
- Se ha ascessi (accumulo di pus in un tessuto) e infezioni piogene (responsabili di
infiammazione purulenta) in genere.

- Se soffre di diverticolite (patologia dell'apparato digerente, caratterizzata dall'infiammazione
di uno o più diverticoli).
- In caso di anastomosi intestinali (suture che mettono in comunicazione due vasi sanguigni)
recenti.
- In caso di insufficienza renale (diminuzione della funzionalità dei reni).

- Se soffre di ipertensione (pressione arteriosa alta).
- Se ha il diabete (aumento della concentrazione degli zuccheri nel sangue).
- In caso di osteoporosi (malattia dello scheletro).
- Se soffre di miastenia grave (malattia che colpisce i muscoli facendo perdere

progressivamente tono e forza).
- In caso di ipotiroidismo (diminuzione della funzionalità della tiroide) o cirrosi epatica
(malattia cronica e degenerativa del fegato); in questi casi la risposta ai corticosteroidi può
essere aumentata.
- In caso di tubercolosi latente o con risposta positiva alla tubercolina (esame utile per
saggiare la presenza in un individuo di un’infezione anche latente causata dal micobatterio
della tubercolosi); in questi casi è necessaria una stretta sorveglianza in quanto si può
verificare un'attivazione della malattia e, in caso di terapia prolungata con corticosteroidi, è
necessario sottoporsi ad una specifica chemioprofilassi (prevenzione della malattia).
- In caso di trattamento concomitante con diuretici (cioè medicinali che aumentano la
produzione di urina come tiazidici, furosemide, etc.) e beta-2-agonisti (medicinali usati nel

trattamento di malattie polmonari, quale reproterolo, etc.) che inducono perdita di potassio; in questi casi è necessario controllare la potassiemia (livello di potassio nel sangue) ed il pH del sangue.

In corso di terapia prolungata e con dosi elevate, se si dovesse verificare un’alterazione del bilancio elettrolitico, è opportuno adeguare l'apporto di sodio e di potassio. I corticosteroidi

possono aumentare l'eliminazione del calcio per cui potrebbe rendersi necessario il monitoraggio della calcemia (concentrazione di calcio nel sangue).

Contatti il medico se si presentano visione offuscata o altri disturbi visivi.

Per chi svolge attività sportiva l’uso del medicinale senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test antidoping.

Bambini e adolescenti DEFLAN è utilizzabile anche nei bambini in virtù delle sue proprietà antinfiammatorie e

immunosoppressive per il trattamento di condizioni responsive alla terapia cortisonica. Nella primissima infanzia però il prodotto va somministrato solo nei casi di effettiva necessità, sotto il diretto controllo del medico. I bambini sottoposti a prolungata terapia a base di corticosteroidi devono essere strettamente sorvegliati dal punto di vista della crescita e dello sviluppo. Consulti immediatamente il medico se il suo bambino entra in contatto con persone affette da varicella o Herpes zoster e non ha già contratto la varicella.

Altri medicinali e DEFLAN Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere

qualsiasi altro medicinale, inclusi medicinali ottenuti senza prescrizione medica.

Non sono note interazioni e incompatibilità di altri medicinali con DEFLAN; tuttavia è necessario utilizzare particolari precauzioni nei casi elencati sotto.

Si consiglia di aumentare la dose di mantenimento di DEFLAN in corso di trattamento
contemporaneo con:
- Anticonvulsivanti (fenobarbital, difenilidantoina).
- Rifampicina e rifabutina (antibiotici del gruppo delle rifamicine).
- Anticoagulanti (warfarin).

- Broncodilatatori (efedrina).
- Carbamazepina, primidone e fenitoina (medicinali anticonvulsivanti utilizzati nella terapia
dell’epilessia).
- Aminoglutetimide.

Si raccomanda invece di ridurre la dose di DEFLAN in caso di associazione con:
- Eritromicina e troleandomicina (antibiotici macrolidi).
- Estrogeni (ormoni sessuali femminili usati come contraccettivi) o preparazioni contenenti
estrogeni; l'uso concomitante di glucocorticoidi e contraccettivi orali deve essere

attentamente monitorato poiché i livelli di glucocorticoidi nel sangue possono essere aumentati a causa di un cambiamento nel metabolismo o nel legame alle proteine nel sangue.

Assuma con prudenza DEFLAN in associazione a:
- Acido acetilsalicilico (medicinale antinfiammatorio) se ha ipoprotrombinemia (difetto nella
coagulazione del sangue).
- Antiacidi (medicinali utilizzati per ridurre l’acidità a livello dello stomaco); se somministrati
contemporaneamente per diminuire la dispepsia (dolore addominale) indotta dai
corticosteroidi portano ad una riduzione dell'assorbimento intestinale dei glucocorticoidi,
peggiorando il controllo dei sintomi di malattia.

- Quetiapina (antipsicotico); l’assunzione di deflazacort potrebbe causare una diminuita
concentrazione di quetiapina nel sangue.
- Antinfettivi (medicinali utilizzati nelle infezioni di origine batterica); poiché i glucocorticoidi
come DEFLAN possono sopprimere le normali risposte dell'organismo alle infezioni
batteriche, è importante garantire che qualsiasi terapia antinfettiva sia efficace, pertanto
dovrà sottoporsi ad un attento controllo medico.

- Medicinali che inibiscono gli enzimi epatici (es. ketoconazolo); si consiglia di ridurre la dose
di mantenimento di deflazacort.
- Alcuni medicinali possono aumentare gli effetti di DEFLAN e il medico potrebbe volerla
tenere sotto stretta osservazione se sta assumendo questi medicinali (compresi alcuni
medicinali per il trattamento dell’HIV (es. ritonavir, cobicistat).

- Medicinali ipoglicemizzanti (medicinali che diminuiscono il livello di zuccheri nel sangue,
inclusa insulina).
- Antipertensivi e diuretici (medicinali utilizzati per diminuire la pressione arteriosa); l’attività
di questi medicinali può essere contrastata dai corticosteroidi e l’effetto ipopotassiemico
(riduzione dei livelli di potassio nel sangue) di diuretici quali acetazolamide, diuretici

-
dell'ansa, diuretici tiazidici, beta-2-agonisti, xantine (medicinali usati soprattutto per
patologie polmonari) e carbenoxolone (medicinale antiulcera) può risultare aumentato.
Anticoagulanti cumarinici (medicinali che diminuiscono la coagulazione del sangue);
l'efficacia degli anticoagulanti cumarinici può essere aumentata in caso di terapia
concomitante con corticosteroidi. È necessario monitorare attentamente il tempo di
protrombina o INR (indici che permettono di valutare la coagulazione del sangue) per evitare
emorragie spontanee (sanguinamenti).
- Rilassanti muscolari non depolarizzanti; in pazienti trattati con corticosteroidi sistemici, l'uso
di rilassanti muscolari non depolarizzanti può provocare rilassamento prolungato e miopatia
(malattia del muscolo) acuta.

Gravidanza e allattamento Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Nelle donne in stato di gravidanza il prodotto va somministrato solo nei casi di effettiva necessità, sotto il diretto controllo del medico.

Deflazacort attraversa la placenta. La somministrazione di corticosteroidi negli animali gravidi può

causare anomalie dello sviluppo del feto quali la palatoschisi (malformazione del palato), ritardo di crescita intrauterino ed effetti sulla crescita e sullo sviluppo cerebrale. Non ci sono prove che l’uso di corticosteroidi si traduca in un aumento dell'incidenza di anomalie congenite, come la labio/palatoschisi nell'uomo. Tuttavia, quando somministrati per periodi prolungati o ripetutamente durante la gravidanza, i corticosteroidi possono aumentare il rischio di

ritardo di crescita intrauterino. Dopo esposizione prenatale ai corticosteroidi, nel neonato può verificarsi iposurrenalismo (diminuzione della funzionalità delle ghiandole surrenali) ma di solito si risolve spontaneamente dopo la nascita e raramente è clinicamente importante.

Allattamento Durante l'allattamento il prodotto va somministrato solo nei casi di effettiva necessità, sotto il diretto controllo del medico. I corticosteroidi sono escreti nel latte materno anche se per deflazacort non ci sono dati a disposizione per stabilire se tale sostanza è eliminata nel latte materno. Dosi fino a 50 mg al giorno di deflazacort non provocano effetti sistemici nel neonato. Nei neonati di madri trattate con dosi superiori al dosaggio indicato si potrebbe verificare soppressione surrenalica , ma i benefici dell'allattamento al seno possono superare qualsiasi rischio teorico.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

DEFLAN non altera la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

DEFLAN 6 mg e 30 mg compresse contengono lattosio. Se il medico le ha diagnosticato un’intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di assumere questi medicinali.

DEFLAN 22,75 mg/ml gocce orali, sospensione contiene 276.92 mg di sorbitolo per dose

(considerando la dose massima giornaliera iniziale pari a 90 mg) equivalente a 70 mg/ml. Sorbitolo è una fonte di fruttosio. Se il medico le ha detto che lei (o il bambino) è intollerante ad alcuni zuccheri, o se ha una diagnosi di intolleranza ereditaria al fruttosio, una rara malattia genetica per cui i pazienti non riescono a trasformare il fruttosio, parli con il medico prima che lei (o il bambino) prenda questo medicinale.

DEFLAN 22,75 mg/ml gocce orali, sospensione contiene 0.04 mg di alcol benzilico per dose (considerando la dose massima giornaliera iniziale pari a 90 mg) equivalente a 0.010mg/ml. Alcol benzilico può causare reazioni allergiche. Alcool benzilico è stato associato al rischio di gravi effetti indesiderati inclusi problemi respiratori (sindrome da respiro agonico) nei bambini piccoli. Non somministri a neonati fino a 4 settimane di età se non diversamente raccomandato dal medico. Non usi per più di una settimana nei bambini piccoli (meno di 3 anni di età) se non diversamente raccomandato dal medico o dal farmacista. Chieda consiglio al medico o al farmacista se è in gravidanza o sta allattando. Questo perchè grandi quantità di alcol benzilico possono accumularsi nel corpo e causare effetti indesiderati (come l'acidosi metabolica). Chieda consiglio al medico o al farmacista se ha una patologia al fegato o ai reni. Questo perchè grandi quantità di alcol benzilico possono accumularsi nel corpo e causare effetti indesiderati

(come l'acidosi metabolica).

DEFLAN 22,75 mg/ml gocce orali, sospensione contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose (considerando la dose massima giornaliera iniziale pari a 90 mg), cioè essenzialmente

‘senza sodio’.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

DEFLAN è un medicinale che va somministrato per via orale.

Il dosaggio giornaliero iniziale di deflazacort nell'adulto può variare da 6 mg (1 compressa da 6 mg o 6 gocce) a 90 mg (3 compresse da 30 mg o 90 gocce al giorno), in considerazione della gravità e

della evoluzione della malattia specifica da trattare.

Il dosaggio iniziale dovrà essere mantenuto o modificato fino ad ottenere una soddisfacente risposta clinica. È importante sottolineare che il fabbisogno corticosteroideo è variabile e quindi la

posologia deve essere personalizzata tenendo conto della malattia e della risposta terapeutica del paziente.

La posologia di mantenimento deve essere sempre la minima capace di controllare la sintomatologia: la riduzione posologica va fatta sempre gradualmente. È consigliabile assumere la dose giornaliera di DEFLAN in una singola somministrazione, al mattino, insieme a piccole quantità di cibo.

DEFLAN 22,75 mg/ml gocce orali, soluzione

Il contagocce della sospensione eroga in media 1 mg di deflazacort per goccia. Agiti il flacone prima dell'uso e diluisca la sospensione, immediatamente prima della somministrazione, in acqua zuccherata o in bevande non addizionate di anidride carbonica (non gassate).

Se prende più DEFLAN di quanto deve

In caso di assunzione accidentale di una dose eccessiva del medicinale avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale. In caso di assunzione di una dose eccessiva del medicinale si raccomanda di effettuare, in concomitanza con le misure abituali per l'eliminazione del medicinale non assorbito quali lavanda gastrica (svuotamento e pulizia dello stomaco) e utilizzo di carbone vegetale, il controllo clinico

delle funzioni vitali del paziente.

Se dimentica di prendere DEFLAN Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Possibili effetti indesiderati

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. Interrompere l'assunzione del medicinale e consultare urgentemente un medico: Interrompa l'uso di DEFLAN e consulti immediatamente un medico se nota uno qualsiasi dei seguenti sintomi:

- chiazze rossastre sul tronco, le chiazze sono macule a bersaglio o circolari, spesso con vescicole centrali, desquamazione della pelle, ulcere della bocca, della gola, del naso, dei genitali e degli occhi. Queste gravi eruzioni cutanee possono essere precedute da febbre e sintomi simil-influenzali (necrolisi epidermica tossica) (frequenza non nota) entro 8

settimane dall’inizio del trattamento.

In corso di terapia corticosteroidea, specie per trattamenti intensi e prolungati, possono manifestarsi i seguenti effetti indesiderati:

- Aumento di peso, aumento dell’appetito, diminuita tolleranza agli zuccheri con possibile

manifestazione di diabete mellito latente (aumento del livello di zuccheri nel sangue) nonché di aumentata necessità di medicinali ipoglicemizzanti nei diabetici, da stabilire a giudizio del medico; alterazioni del bilancio elettrolitico che, raramente ed in pazienti particolarmente predisposti, possono portare all'ipertensione e all’insufficienza cardiaca congestizia

(incapacità del cuore di fornire il sangue in quantità adeguata rispetto alle esigenze dell’organismo).

- Aumento della suscettibilità alle infezioni e della loro gravità, con soppressione dei sintomi e

segni clinici, ricorrenza di tubercolosi latente, candidiasi (infezione da funghi).

- Osteoporosi (patologia dello scheletro), fragilità ossea, miopatie (malattie dei muscoli),
fratture vertebrali e delle ossa lunghe, necrosi avascolare (morte del tessuto osseo a causa
dell’arresto del flusso di sangue), tendinite, rottura del tendine in caso di somministrazione
concomitante di chinoloni (antibatterici).
- Vertigini, cefalea (mal di testa) e aumento della pressione endocranica (intorno al cervello),
aggravamento dell’epilessia (condizione neurologica caratterizzata da ricorrenti e improvvise
manifestazioni con improvvisa perdita della coscienza e violenti movimenti convulsivi dei

muscoli), disturbi psichiatrici di vario genere come irritabilità, ansia, pensieri suicidari, mania, delusione, allucinazioni, aggravamento della schizofrenia, euforia, insonnia, mutamenti dell'umore o della personalità, depressione grave, disturbi cognitivi inclusa confusione e amnesia (perdita della memoria).

- Ritardi nei processi di cicatrizzazione, assottigliamento e fragilità della pelle, irsutismo (crescita anomala di peli), acne, strie cutanee, ecchimosi (ematoma causato da un trauma), telangectasia (dilatazione di alcuni vasi sanguigni sulla superficie della pelle), edema (accumulo di liquidi).

- Cataratta posteriore subcapsulare (processo di progressiva perdita di trasparenza del cristallino) ed aumentata pressione endoculare (all’interno dell’occhio), corioretinopatia (malattia della retina), assottigliamento corneale o della sclera, peggioramento di malattie virali o micotiche (fungine) oftalmiche (degli occhi).

-

-
Visione offuscata (frequenza non nota). del
Ulcera peptica (erosione del rivestimento interno dello stomaco e dell’intestino); dispepsia
(dolore addominale), emorragia (sanguinamento), nausea.
- Irregolarità mestruali.

- Insufficienza cardiaca.

- Negativizzazione del bilancio dell'azoto, alterazioni del bilancio elettrolitico, tra cui ipopotassiemia (diminuzione del livello di potassio nel sangue) e ipersodiemia (aumento del livello di sodio nel sangue).

- Interferenza con la funzionalità dell'asse ipofisi-surrene particolarmente in momenti di stress; alterazione della funzionalità endocrina (alterata produzione di ormoni), modificazioni della fisionomia (“faccia di luna”), disturbi della crescita nei bambini e adolescenti.

- Leucocitosi (aumento del numero di leucociti nel sangue).

- Ipersensibilità (allergia).

- Tromboembolismo (formazioni di coaguli nel sangue) in particolare in pazienti con patologie di base associate ad un aumento della tendenza alla trombosi, rara incidenza di ipertensione endocranica benigna, ipertensione.

- Singhiozzo (frequenza non nota).

Il rispetto delle istruzioni contenute nel foglio illustrativo riduce il rischio di effetti indesiderati. Effetti indesiderati aggiuntivi nei bambini e negli adolescenti Come altri medicinali a base di cortisonici, DEFLAN può causare disturbi della crescita nei bambini e negli adolescenti.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema di segnalazione nazionale all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini. Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese e al prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato. Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene DEFLAN DEFLAN 6 mg compresse Una compressa contiene:

Principio attivo: deflazacort 6 mg. Altri componenti: lattosio, magnesio stearato, amido di mais, cellulosa microcristallina.

DEFLAN 30 mg compresse

Una compressa contiene: Principio attivo: deflazacort 30 mg. Altri componenti: lattosio, magnesio stearato, amido di mais, cellulosa microcristallina.

DEFLAN 22,75 mg/ml gocce orali, sospensione 1 ml di sospensione contiene:

Principio attivo: deflazacort 22,75 mg. Altri componenti: silicato di alluminio e magnesio, carmellosa sodica, alcool benzilico, sorbitolo 70% soluzione, polisorbato 80, acido acetico, acqua depurata.

Descrizione dell’aspetto di DEFLAN e contenuto della confezione

DEFLAN 6 mg compresse Compresse di forma circolare, non rivestite, bianche, con una croce su un lato e il n. 6 sull’altro. Astuccio di 10 compresse da 6 mg in blister.

DEFLAN 30 mg compresse Compresse di forma circolare, non rivestite, bianche, con croce su un lato e il n. 30 sull’altro. Astuccio di 10 compresse da 30 mg in blister.

DEFLAN 22,75 mg/ml gocce orali, sospensione
Sospensione di colore bianco o quasi bianco, leggermente viscosa e omogenea dopo agitazione.
- Flacone da 8 ml di sospensione con contagocce.
- Flacone da 13 ml di sospensione con contagocce.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio LABORATORI GUIDOTTI S.p.A. – Via Livornese 897 – PISA – La Vettola.

Concessionario per la vendita: F.I.R.M.A. S.p.A., Via di Scandicci, 37 – Firenze

Produttore Laboratorios Menarini S.A. – C/. Alfonso XII, 587 – Badalona – Barcelona (Spagna).

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato a

en zia

Domande frequenti su DEFLAN

Come si usa DEFLAN?

DEFLAN si presenta in forma di Gocce orali, sospensione e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

DEFLAN e disponibile senza ricetta?

No, DEFLAN e soggetto a prescrizione medica.

Qual e il principio attivo di DEFLAN?

Il principio attivo di DEFLAN e DEFLAZACORT.

Quali sono gli equivalenti di DEFLAN?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: DEFLAZACORT EG, DEFLAZACORT PHARMEG, DEFLAZACORT FG, DECOR. Il farmacista puo proporle un equivalente.

Chi produce DEFLAN?

DEFLAN e prodotto da LABORATORI GUIDOTTI S.P.A..

Da quando DEFLAN e autorizzato in Italia?

DEFLAN ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 1994-11-14.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

DEFLAN 6 mg compresse DEFLAN 30 mg compresse DEFLAN 22,75 mg/ml gocce orali, sospensione

2. Composizione qualitativa e quantitativa

 DEFLAN 6 mg compresse Una compressa contiene: Principio attivo: deflazacort 6 mg Eccipienti con effetti noti: lattosio.  DEFLAN 30 mg compresse Una compressa contiene: Principio attivo: deflazacort 30 mg Eccipienti con effetti noti: lattosio.  DEFLAN 22,75 mg/ml gocce orali, sospensione 1 ml di sospensione contiene: Principio attivo: deflazacort 22,75 mg Eccipienti con effetti noti: sorbitolo e alcol benzilico. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compresse da 6 mg di forma circolare, non rivestite, bianche, con una croce su un lato e il n. 6 sull’altro. Compresse da 30 mg di forma circolare, non rivestite, bianche, con una croce su un lato e il n. 30 sull’altro. Gocce orali, sospensione di colore bianco o quasi bianco, leggermente viscosa o omogenea dopo agitazione.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Insufficienza corticosurrenalica primaria e secondaria (da solo o in associazione con mineralcorticoidi). Malattie reumatiche: artropatia psoriasica, artrite reumatoide, spondilite anchilosante, artropatia gottosa acuta, osteoartrite post-traumatica, borsite acuta e subacuta, tenosinovite acuta non specifica, epicondilite. Malattie del collageno: lupus eritematoso sistemico (LES), cardite reumatica acuta (reumatismo cardiaco), dermatomiosite sistemic

2 di 10 (polimiosite). Malattie dermatologiche: pemfigo, dermatite erpetiforme bollosa, eritema polimorfo grave (sindrome di Stevens-Johnson), dermatite esfoliativa, micosi fungoide (linfoma cutaneo), psoriasi grave, dermatite seborroica grave. Stati allergici: rinite allergica stagionale o permanente, asma bronchiale, dermatite da contatto, dermatite atopica, malattia da siero, iperreattività ai farmaci. Malattie respiratorie: sarcoidosi sintomatica, berilliosi, tubercolosi polmonare fulminante o disseminata (in associazione con appropriata chemioterapia), polmonite da aspirazione. Malattie oculari (processi infiammatori e allergici gravi, acuti e cronici): ulcere allergiche corneali marginali, herpes zooster oculare, infiammazione del segmento anteriore del globo oculare, coroidite e uveite diffusa posteriore, oftalmite simpatica, congiuntivite allergica, cheratite, corioretinite, nevrite dell'ottico, irite e iridociclite. Disordini ematologici e malattie ematologiche ad evoluzione maligna: piastrinopenia secondaria dell'adulto, anemia emolitica autoimmune, eritroblastopenia, anemia congenita ipoplastica; morbo di Hodgkin, linfomi nonHodgkin, leucemia linfatica cronica, leucemia acuta dell'infanzia, etc. Stati edematosi: sindrome nefrosica idiopatica o secondaria a LES. Malattie gastro-intestinali: colite ulcerativa, enterite regionale. 4.2. Posologia e modo di somministrazione Posologia Il dosaggio giornaliero iniziale nell'adulto può variare da 6 a 90 mg in considerazione della gravità e della evoluzione della malattia specifica da trattare. Il dosaggio iniziale dovrà essere mantenuto o modificato fino ad ottenere una soddisfacente risposta clinica. E' importante sottolineare che il fabbisogno corticosteroideo e' variabile e quindi la posologia deve essere individualizzata tenendo conto della malattia e della risposta terapeutica del paziente. La posologia di mantenimento deve essere sempre la minima capace di controllare la sintomatologia, minimizzando il rischio di effetti secondari: la riduzione della posologia va attuata sempre gradualmente. Modo di somministrazione Relativamente alla presentazione in gocce si segnala che il contagocce della sospensione eroga in media 1 mg di deflazacort per goccia. SI SUGGERISCE DI AGITARE IL FLACONE PRIMA DELL'USO E DILUIRE LA SOSPENSIONE, IMMEDIATAMENTE PRIMA DELLA SOMMINISTRAZIONE, IN ACQUA ZUCCHERATA O IN BEVANDE NON ADDIZIONATE DI ANIDRIDE CARBONICA. È consigliabile assumere la dose giornaliera di DEFLAN in una singola somministrazione, al mattino, insieme a piccole quantità di cibo. 4.3. Controindicazioni Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Tubercolosi attiva, ulcera peptica, herpes oculare simplex, infezioni micotiche sistemiche, psicosi. Somministrazione di vaccino vivo attenuato.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Nei pazienti in terapia corticosteroidea, sottoposti a particolari stress, è indispensabile un adattamento della dose del glucocorticoide in rapporto all'entità della condizione stressante.

3 di 10 I corticosteroidi possono mascherare alcuni segni di infezione e durante il loro impiego si possono verificare infezioni intercorrenti (opportunità di istituire adeguata terapia antibiotica). Uno stato di insufficienza surrenalica secondaria, indotta da cortisonico, può essere contenuto con una riduzione graduale delle dosi. Questo tipo di insufficienza relativa può persistere per mesi dopo la sospensione della terapia. Quindi in qualsiasi situazione di stress, che si manifestasse in questo periodo, dovrebbe essere istituita una adeguata terapia ormonale sostitutiva. In tale situazione la secrezione mineralcorticoide può essere compromessa e quindi sarebbe opportuno somministrare, in concomitanza, sale e/o mineralcorticoidi. Nei pazienti ipotiroidei o affetti da cirrosi epatica la risposta ai corticosteroidi può essere aumentata. Durante la corticoterapia possono manifestarsi alterazioni psichiche di vario genere: euforia, insonnia, mutamenti dell'umore o della personalità, depressione grave o sintomi di vere e proprie psicosi. Una preesistente instabilità emotiva o tendenze psicotiche possono essere aggravate dai corticosteroidi. I pazienti in trattamento con deflazacort che non abbiano già contratto la varicella se entrano in contatto con persone affette da varicella o herpes zoster devono consultare immediatamente il medico. Se il paziente è un bambino, i genitori devono essere avvertiti di questa precauzione. I pazienti devono essere avvisati di prestare particolare attenzione per evitare l'esposizione al morbillo e di consultare immediatamente un medico se ciò si dovesse verificare. I pazienti sotto terapia corticosteroidea non devono essere vaccinati contro il vaiolo. Altri procedimenti immunizzanti non vanno intrapresi in pazienti che ricevono corticosteroidi specialmente ad alte dosi, a causa di aumento del rischio di complicazioni neurologiche e di diminuita risposta anticorpale. L'uso di DEFLAN nella tubercolosi attiva va limitato ai casi di malattia fulminante o disseminata, nei quali il corticosteroide va usato con appropriata terapia antitubercolare. Se i corticosteroidi vengono somministrati nei pazienti con tubercolosi latente o con risposta positiva alla tubercolina, è necessaria una stretta sorveglianza in quanto si può verificare un'attivazione della malattia. Nella corticoterapia prolungata questi pazienti devono ricevere una chemioprofilassi. I corticosteroidi devono essere somministrati con cautela nei seguenti casi: colite ulcerativa non specifica con pericolo di perforazione, ascessi e infezioni piogene in genere, diverticolite, anastomosi intestinali recenti, insufficienza renale, ipertensione, diabete, osteoporosi, miastenia grave. Disturbi visivi Con l’uso di corticosteroidi sistemici e topici possono essere riferiti disturbi visivi. Se un paziente si presenta con sintomi come visione offuscata o altri disturbi visivi, è necessario considerare il rinvio a un oculista per la valutazione delle possibili cause che possono includere cataratta,

4 di 10 glaucoma o malattie rare come la corioretinopatia sierosa centrale (CSCR), che sono state segnalate dopo l’uso di corticosteroidi sistemici e topici. Gravi reazioni cutanee Reazioni avverse cutanee gravi (SCAR) inclusa la Necrolisi Epidermica Tossica, che può essere potenzialmente fatale, è stata segnalata in concomitanza all’uso di deflazacort nel corso dell’esperienza post-marketing. Al momento della prescrizione i pazienti devono essere informati dei segni e dei sintomi e monitorati attentamente per le reazioni cutanee. Se compaiono segni e sintomi indicativi di queste reazioni come eruzione cutanea, lesioni delle mucose o ogni altro segno di ipersensibilità, il Deflan deve essere sospeso immediatamente e deve essere preso in considerazione un trattamento alternativo (se appropriato). È stata segnalata necrolisi epidermica tossica con l'uso di deflazacort con sintomi entro 8 settimane dall'inizio del trattamento Se il paziente ha sviluppato una reazione grave come la necrolisi epidermica tossica con l'uso di Deflan, il trattamento con deflazacort non deve mai essere ripreso in questo paziente. Popolazione pediatrica I bambini sottoposti a prolungata corticoterapia devono essere strettamente sorvegliati dal punto di vista della crescita e dello sviluppo. In caso di trattamento concomitante con diuretici (tiazidici, furosemide, etc.) e beta2 agonisti (reproterolo, etc.) che inducono perdita di potassio, controllare la potassiemia ed il pH ematico. DEFLAN 6 mg e 30 mg compresse contengono lattosio quindi i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di lattasi, o da malassorbimento di glucosiogalattosio, non devono assumere questo medicinale. DEFLAN 22,75 mg/ml gocce orali, sospensione, contiene sorbitolo quindi i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, non devono assumere questo medicinale. DEFLAN 22,75 mg/ml gocce orali, sospensione, contiene alcol benzilico. Alcool benzilico è stato associato al rischio di gravi effetti indesiderati inclusi problemi respiratori (sindrome da respiro agonico) nei bambini piccoli. Non somministri a neonati fino a 4 settimane di età se non diversamente raccomandato dal medico. 4.5. Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione Sebbene non siano note interazioni medicamentose e incompatibilità con DEFLAN, tuttavia in corso di trattamento contemporaneo con:  anticonvulsivanti (fenobarbital, difenilidantoina), alcuni antibiotici (rifampicina), anticoagulanti (warfarin) o broncodilatatori (efedrina), rifabutina, carbamazepina, fenitoina primidone e aminoglutetimide, si suggerisce di aumentare la dose di mantenimento del glucocorticoide  altri antibiotici (eritromicina, troleandomicina), estrogeni o preparazioni contenenti estrogeni, si raccomanda di ridurre la dose di glucocorticoide  acido acetilsalicilico: nei pazienti con ipoprotrombinemia si consiglia prudenza nell'associare l'acido acetilsalicilico ai corticosteroid

5 di 10  antiacidi: gli antiacidi somministrati contemporaneamente per diminuire la dispepsia da essi indotta, riducono l'assorbimento intestinale dei glucocorticoidi, peggiorando il controllo dei sintomi di malattia  quetiapina: l’assunzione di deflazacort potrebbe causare una diminuita concentrazione sierica di quetiapina  estrogeni: l'uso concomitante di glucocorticoidi e contraccettivi orali deve essere attentamente monitorato, i livelli plasmatici di glucocorticoidi possono essere aumentati. Questo effetto può essere dovuto ad un cambiamento nel metabolismo o nel legame alle proteine sieriche  antinfettivi: dato che i glucocorticoidi possono sopprimere le risposte normali dell'organismo agli attacchi di microrganismi, è importante garantire che qualsiasi terapia antinfettiva sia efficace e si raccomanda di monitorare attentamente i pazienti  medicinali che inibiscono gli enzimi epatici (es. ketoconazolo): si deve considerare la riduzione della dose di mantenimento di deflazacort  inibitori di CYP3A, compresi i medicinali contenenti cobicistat: si ritiene che il trattamento concomitante con questi medicinali possa aumentare il rischio di effetti indesiderati sistemici. L’associazione deve essere evitata a meno che il beneficio non superi il maggior rischio di effetti indesiderati sistemici dovuti ai corticosteroidi; in questo caso è necessario monitorare i pazienti per verificare l’assenza di effetti indesiderati sistemici dovuti ai corticosteroidi  ipoglicemizzanti (inclusa insulina), antiipertensivi e diuretici possono essere antagonizzati dai corticosteroidi e l’effetto ipopotassiemico di acetazolamide, diuretici dell'ansa, diuretici tiazidici, beta-2-agonisti, xantine e carbenoxolone può risultare aumentato  anticoagulanti cumarinici: l'efficacia di anticoagulanti cumarinici può essere aumentata in caso di terapia concomitante con corticosteroidi. E’ necessario monitorare attentamente il tempo di protrombina o INR per evitare emorragie spontanee  rilassanti muscolari non depolarizzanti: in pazienti trattati con corticosteroidi sistemici, l'uso di rilassanti muscolari non depolarizzanti può provocare rilassamento prolungato e miopatia acuta. 4.6. Fertilità, gravidanza e allattamento Nelle donne in stato di gravidanza, in allattamento e nella primissima infanzia il prodotto va somministrato nei casi di effettiva necessità, sotto il diretto controllo del medico. Gravidanza La capacità dei corticosteroidi di attraversare la placenta varia tra i diversi farmaci. Deflazacort attraversa la placenta. La somministrazione di corticosteroidi negli animali gravidi può causare anomalie dello sviluppo fetale quali la palatoschisi, ritardo di crescita intrauterino ed effetti sulla crescita e sullo sviluppo cerebrale. Non ci sono prove che l’uso di corticosteroidi si traduca in un aumento dell'incidenza di anomalie congenite, come la labio/palatoschisi nell'uomo. Tuttavia, quando somministrato per periodi prolungati o ripetutamente durante la gravidanza, i corticosteroidi possono aumentare il rischio di ritardo di crescita intrauterino.

6 di 10 Iposurrenalismo può, in teoria, verificarsi nel neonato dopo esposizione prenatale ai corticosteroidi, ma di solito si risolve spontaneamente dopo la nascita e raramente è clinicamente importante. Allattamento I corticosteroidi sono escreti nel latte materno, anche se per deflazacort non ci sono dati a disposizione. Dosi fino a 50 mg al giorno di deflazacort non provocano effetti sistemici nel neonato. Nei neonati di madri trattate con dosi superiori al dosaggio indicato si potrebbe verificare soppressione surrenalica, ma i benefici dell'allattamento al seno possono superare qualsiasi rischio teorico. 4.7. Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari DEFLAN non altera la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. 4.8. Effetti indesiderati Riepilogo del profilo di sicurezza Reazioni avverse cutanee gravi (SCAR), tra cui la necrolisi epidermica tossica è stata riportata in associazione con il trattamento con deflazacort (vedere paragrafo 4.4). Va tenuto presente che in corso di terapia corticosteroidea, specie per trattamenti intensi e prolungati, possono manifestarsi alcuni tra i seguenti effetti: Disturbi del metabolismo e della nutrizione: aumento di peso aumento dell’appetito diminuita tolleranza ai glucidi con possibile manifestarsi di diabete mellito latente nonché di aumentata necessità di farmaci ipoglicemizzanti nei diabetici, da stabilire a giudizio del medico; alterazioni del bilancio elettrolitico che, raramente ed in pazienti particolarmente predisposti, possono portare all'ipertensione e alla insufficienza cardiaca congestizia; Infezioni e infestazioni: aumento della suscettibilità alle infezioni e della gravità con soppressione dei sintomi e segni clinici, ricorrenza di tubercolosi latente, candidiasi; Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo: osteoporosi, fragilità ossea, miopatie, fratture vertebrali e delle ossa lunghe necrosi avascolare, tendinite, rottura del tendine in caso di somministrazione concomitante con chinoloni; Patologie del sistema nervoso: vertigini, cefalea e aumento della pressione endocranica aggravamento dell’epilessia disturbi psichiatrici di vario genere: irritabilità, ansia, pensieri suicidari, mania, delusione, allucinazioni, aggravamento della schizofrenia, euforia, insonnia, mutamenti dell'umore o della personalità, depressione grave, disturbi cognitivi inclusa confusione e amnesia; Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: ritardi nei processi di cicatrizzazione, assottigliamento e fragilità della cut

7 di 10 irsutismo, acne, strie, ecchimosi, telangectasia edema; Necrolisi epidermica tossica: Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Patologie dell’occhio: cataratta posteriore subcapsulare ed aumentata pressione endoculare, corioretinopatia; assottigliamento corneale o della sclera, esacerbazione di malattie virali o micotiche oftalmiche; visione offuscata (frequenza non nota, vedere anche il paragrafo 4.4); Patologie gastrointestinali: ulcera peptica; dispepsia, emorragia, nausea; Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella: irregolarità mestruali; Patologie cardiache: insufficienza cardiaca; Esami diagnostici: negativizzazione del bilancio dell'azoto alterazioni del bilancio elettrolitico tra cui ipopotassiemia e ipersodiemia; Patologie endocrine: interferenza con la funzionalità dell'asse ipofisi-surrene particolarmente in momenti di stress; alterazione della funzionalità endocrina, modificazioni della fisionomia (“faccia di luna”), disturbi della crescita nei bambini e adolescenti; Patologie del sistema emolinfopoietico: leucocitosi; Disturbi del sistema immunitario: ipersensibilità; Patologie vascolari: tromboembolismo in particolare in pazienti con patologie di base associate ad un aumento della tendenza alla trombosi, rara incidenza di ipertensione endocranica benigna ipertensione nei soggetti predisposti; Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: Singhiozzo (frequenza non nota). Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsias

8 di 10 reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. 4.9. Sovradosaggio In corso di terapia prolungata e con dosi elevate, se si dovesse verificare un'alterazione del bilancio elettrolitico, è opportuno adeguare l'apporto di sodio e di potassio. I corticosteroidi aumentano l'escrezione urinaria di calcio. In caso di sovradosaggio si raccomanda di effettuare, in concomitanza con le misure abituali per l'eliminazione del farmaco non assorbito (lavanda gastrica, carbone vegetale, ecc.), il controllo clinico delle funzioni vitali del paziente.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Corticosteroidi sistemici, non associati; glicocorticoidi Codice ATC: H02AB13 Lo studio di differenti modelli sperimentali indica che il DEFLAN è un efficace inibitore della fase essudativa precoce dell'infiammazione (edema indotto da carragenina e da nystatin), nonchè della formazione di tessuto infiammatorio granulomatoso a lenta evoluzione (granuloma da cotton pellet). DEFLAN ha dimostrato inoltre di inibire le manifestazioni infiammatorie croniche (articolari) indotte sperimentalmente (artrite da adjuvante). Lo studio della capacità dei glucocorticoidi di indurre deposito di glicogeno nel fegato di ratti surrenectomizzati, ha mostrato che DEFLAN è in grado di produrre un aumento della gliconeogenesi e glicogenosintesi epatica circa 10 volte quella del prednisolone somministrato in dosi equiattive. La potenza antiinfiammatoria del DEFLAN, stimata sulla base di questi modelli sperimentali consolidati, è circa 10-20 volte quella del prednisolone o 40 volte quella del cortisolo (idrocortisone), mentre la sua durata di effetti antiinfiammatori è maggiore di quella di altri glucocorticoidi somministrati in dosi equiattive (prednisolone, triamcinolone, etc.). Lo studio della capacità dei glucocorticoidi di indurre una riduzione dell'escrezione renale di Na+ in animali surrenectomizzati (effetto mineralcorticoide), ha mostrato che il DEFLAN non induceva, al contrario di un tipico ormone mineralcorticoide quale il DOCA, ritenzione tessutale di Na+, mentre provocava come il prednisolone un'aumentata escrezione renale di fluidi e di K+. Lo studio della capacità dei glucocorticoidi di indurre iperglicemia a digiuno e dopo carico di glucosio, ha mostrato che DEFLAN somministrato per os nel ratto, induceva livelli iperglicemici a digiuno e dopo carico di glucosio paragonabili a quelli prodotti dal prednisolone, mentre per via intraperitoneale produceva una riduzione della tolleranza al glucosio dopo carico, significativamente inferiore rispetto a quella indotta dal prednisolone in dosi equiattive. Lo studio degli effetti secondari del DEFLAN a livello di altri sistemi di apparati, ha mostrato che esso interferisce in maniera irrilevante sul sistema nervoso centrale e cardiovascolare durante somministrazioni ripetute (alcuni giorni) nel ratto.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Lo studio della farmacocinetica, distribuzione tessutale e metabolismo del DEFLAN, è stato effettuato nel ratto, cavia, scimmia ed uomo, utilizzando metodi di determinazione analitica sul composto come tale e su quello marcato (C14). Il deflazacort dopo essere stato rapidamente assorbito a livello intestinale (picco plasmatico tra 1 e 2 h), viene immediatamente idrolizzato ne

9 di 10 suoi metaboliti, il 21-desacetil deflazacort (il principale o metabolita II attivo) e il 6-beta idrossiderivato (o metabolita III inattivo), non riscontrandosi più tracce del composto come tale in circolo (pro-farmaco). I metaboliti attivi del DEFLAN seguono poi lo stesso destino metabolico del prednisolone e degli altri glucocorticoidi sintetici. L'emivita plasmatica del metabolita II è compresa tra le 2 h nell'uomo e le 4 h nella scimmia. Lo studio della distribuzione tessutale del farmaco marcato, nel ratto, avendo rivelato che i suoi "organi bersaglio" preferenziali sono costituiti dal rene e dalle cellule ematiche, suggerisce che la maggiore persistenza del farmaco in questi compartimenti sia responsabile della sua maggiore durata di effetti. L'eliminazione dei metaboliti avviene nell'uomo in 24 h, prevalentemente attraverso le urine. 5.3. Dati preclinici di sicurezza Lo studio degli effetti derivanti dalla somministrazione di dosi singole indica che le DL50 sono: dopo somministrazione orale 5200 mg/kg nel topo e >4000 mg/kg nel cane; dopo somministrazione s.c. 1610 mg/kg nel topo, 109 mg/kg nel ratto e 50 mg/kg nel cane. Lo studio degli effetti derivanti dalla somministrazione ripetuta per via orale nel ratto (1,75 - 7,0 mg/kg/die), cane (0,1 - 1 mg/kg/die) e scimmia (0,5 - 1,5 mg/kg/die), di durata di 6-12 mesi, ha mostrato che DEFLAN è soddisfacentemente tollerato, osservandosi effetti secondari a carico di organi, sovrapponibili a quelli abitualmente rilevati con altri glucocorticoidi, nelle stesse condizioni sperimentali. Lo studio degli effetti sulla riproduzione (fertilità, embriotossicità e peripostnatale) ha mostrato che DEFLAN induceva alterazioni secondarie paragonabili a quelle abitualmente osservate con altri glucocorticoidi, nelle stesse condizioni sperimentali. DEFLAN non ha mai prodotto effetti mutageni. Studi di cancerogenesi condotti nei roditori hanno dimostrato nessun effetto tumorigeno nel topo, mentre nel ratto sono stati osservati taluni effetti neoplastici simili a quelli già noti per altri corticosteroidi, senza alcun riscontro con l'impiego di questi composti nell'uomo.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

 DEFLAN 6 mg compresse Lattosio; Magnesio stearato; Amido di mais; Cellulosa microcristallina.  DEFLAN 30 mg compresse Lattosio; Magnesio stearato; Amido di mais; Cellulosa microcristallina.  DEFLAN 22,75 mg/ml gocce orali, sospensione Silicato di alluminio e magnesio; Carmellosa sodica; Alcool benzilico; Sorbitolo 70% soluzione; Polisorbato 80; Acido acetico; Acqua depurata.

6.2 Incompatibilità

I pazienti sotto terapia corticosteroidea non devono essere vaccinati contro il vaiolo. Altri procedimenti immunizzanti non vanno intrapresi in pazienti che ricevono corticosteroidi specialmente ad alte dosi, a causa di aumento del rischio di complicazioni neurologiche e di diminuita risposta anticorpale.

10 di 10 Gli antiacidi somministrati contemporaneamente per diminuire la dispepsia da essi indotta, riducono l'assorbimento intestinale dei glucocorticoidi, peggiorando il controllo dei sintomi di malattia. 6.3. Periodo di validità Compresse: 3 anni. Gocce orali, sospensione: 3 anni. 6.4. Precauzioni particolari per la conservazione Questo medicinale non richiede alcuna particolare precauzione per la conservazione. 6.5. Natura e contenuto del contenitore - Astuccio di 10 compresse da mg 6 in blister - Astuccio di 10 compresse da mg 30 in blister - Gocce orali, sospensione: Flacone da ml 13 di sospensione con contagocce - Gocce orali, sospensione: Flacone da ml 8 di sospensione con contagocce È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate. 6.6. Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione E’ importante ricordare di agitare bene il flacone della sospensione orale prima dell’uso.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Titolare AIC: LABORATORI GUIDOTTI S.p.A. - Via Livornese 897 – PISA – La Vettola Concessionario per la vendita: F.I.R.M.A. S.p.A., Via di Scandicci, 37 - Firenze

8. Numeri dell'autorizzazione all'immissione in commercio

- DEFLAN 6 mg compresse AIC n. 026046019 - DEFLAN 30 mg compresse AIC n. 026046021 - DEFLAN 22,75 mg/ml gocce orali, sospensione: Flacone da ml 13 AIC n. 026046033 Flacone da ml 8 AIC n. 026046045

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell'autorizzazione

Data della prima autorizzazione - DEFLAN 6 mg compresse e 30 mg compresse: 1 ottobre 1985 - DEFLAN 22,75 mg/ml gocce orali, sospensione: Flacone da ml 13: 15 novembre 1994 Flacone da ml 8: 27 maggio 2000 Data del rinnovo più recente: 31 maggio 2010

10. Data di revisione del testo

11 di 10

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.