1. Denominazione del medicinale
ESOMENAR 20 mg compresse gastroresistenti
2. Composizione qualitativa e quantitativa
Una compressa gastroresistentecontiene20 mg di esomeprazolo (equivalentea 21,75 mg di esomeprazolo magnesio diidrato). Eccipiente con effetti noti: Ogni compressa contiene non più di 5,65 mg di saccarosio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
3. Forma farmaceutica
Compressa gastroresistente 20 mg: compressa rosa chiaro, di forma ellittica, biconvessa, rivestita con film, 6,55 x 13,6 mm.
4. Informazioni cliniche
4.1 Indicazioni terapeutiche
ESOMENAR è indicato negli adulti per il trattamento a brevetermine dei sintomi da reflusso (es. pirosi e rigurgito acido).
4.2 Posologia e modo di somministrazione
Posologia La dose raccomandata è di 20 mg di esomeprazolo (una compressa) al giorno. Potrebbeessere necessario assumerelecompresseper 2-3 giorni consecutivi per ottenere il miglioramento dei sintomi. La durata del trattamento è fino a 2 settimane. Una volta ottenuta la completa scomparsa dei sintomi, il trattamento deve essere interrotto. Se non si ottiene la risoluzione dei sintomi entro 2 settimane di trattamento continuo, il paziente deve consultare un medico. Popolazioni particolari Popolazione pediatrica Non esiste alcuna indicazione per un uso specifico di ESOMENAR nella popolazione pediatrica di età inferiore a 18 anni nell’indicazione: “trattamento a breve termine dei Formattato: Non Evidenziat
sintomi da reflusso (es. pirosi e rigurgito acido)”. Compromissione della funzionalità renale Nei pazienti con funzionalità renale compromessa non è richiesto un aggiustamento della dose. In ragionedell’esperienza limitata nei pazienti con insufficienza renale grave, questi pazienti devono essere trattati con cautela (vedere paragrafo 5.2). Compromissione della funzionalità epatica Nei pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata non è necessario un aggiustamento della dose. Tuttavia, i pazienti con compromissione epatica grave devono essere consigliati da un medico prima di assumere ESOMENAR (vedere paragrafo 4.4 e 5.2). Anziani (≥65 anni) Negli anziani non è necessario un aggiustamento della dose. Modo di somministrazione Le compressedevono essereingeriteinterecon mezzo bicchieredi acqua. Le compresse non devono essere masticate o frantumate. Per i pazienti che hanno difficoltà di ingestione, le compresse possono essere disperse in mezzo bicchiere d’acqua non gassata. Non deve essere utilizzato nessun altro liquido in quanto il rivestimento enterico può dissolversi. Mescolare fino a che la compressa non si è disintegrata eberel’acqua con i granuli immediatamente o entro 30 minuti. Sciacquare il bicchiere riempiendolo a metà d’acqua e bere. I granuli non devono essere masticati o frantumati.
4.3 Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo , ai sostituti benzimidazolici o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Esomeprazolo non deveessere usato in concomitanza con nelfinavir (vedere paragrafo 4.5).
4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego
I pazienti devono essere istruiti a consultare un medico se: - Hanno una significativa perdita di peso non intenzionale, vomito ricorrente, disfagia, ematemesi o melena e quando si sospetta o è confermata la presenza di un’ulcera gastrica, la natura maligna dell’ulcera deve essere esclusa in quanto la terapia con esomeprazolo potrebbe alleviare i sintomi e ritardare la diagnosi. - Hanno avuto un’ulcera gastrica pregressa o interventi chirurgici gastrointestinali. - Sono stati in trattamento sintomatico continuo delladispepsia o della pirosi per 4 o più settimane. - Hanno ittero o malattia epatica grave. - Hanno età superiore a 55 anni con sintomi nuovi o recentemente cambiati. I pazienti con sintomi a lungo terminericorrenti di dispepsia o pirosi, devono consultare il loro medico ad intervalli regolari. I pazienti di età superiore a 55 anni che assumono giornalmente trattamenti per la dispepsia e la pirosi senza prescrizione medica, devono informare il medico o il farmacista.
I pazienti non devono assumere ESOMENAR come farmaco preventivo a lungo termine. Il trattamento con gli inibitori dellapompa protonica (IPP) può portare a un lieve aumento delleinfezioni gastrointestinali quali Salmonella eCampylobacter, e possibilmente anche da Clostridium difficile nei pazienti ospedalizzati (vedere paragrafo 5.1). I pazienti devono consultareil loro medico prima di assumere questo medicinale se devono essere sottoposti ad endoscopia o urea breath test. Combinazione con altri medicinali La somministrazione concomitante di esomeprazolo con atazanavir non è raccomandata (vedere paragrafo 4.5). Se si giudica inevitabilel’associazionedi atazanavir con un inibitoredella pompa protonica, si raccomanda uno stretto monitoraggio in associazionead un aumento delladosedi atazanavir a 400 mg con 100 mg di ritonavir. La dose di esomeprazolo non deve superare i 20 mg. L’esomeprazolo, cometutti i medicinali acido-bloccanti, può ridurre l'assorbimento della vitamina B12 (cianocobalamina) a causa di ipoo acloridria. Questo deve essere tenuto in considerazione in pazienti con ridotte riserve corporee o fattori di rischio per ridotto assorbimento della vitamina B12 nella terapia a lungo termine. Esomeprazolo èun inibitoredel CYP2C19. Al momento di iniziare o terminare il trattamento con esomeprazolo, occorre considerare la possibilità di interazioni con medicinali metabolizzati attraverso il CYP2C19. È stata osservata un’interazione tra clopidogrel e esomeprazolo (vedereparagrafo 4.5). La rilevanza clinica di detta interazionenon ècerta. Per precauzione, l’uso concomitante di esomeprazolo e clopidogrel deve essere scoraggiato. I pazienti non devono assumere in concomitanza un altro IPP o H2 antagonista. L’ipomagnesiemia graveèstata riportata nei pazienti trattati con gli inibitori della pompa protonica (IPP), comeesomeprazolo, per almeno 3 mesi, enella maggiorpartedei casi dopo 1 anno di terapia. Manifestazioni gravi di ipomagnesemia, quali affaticamento, tetania, delirio, convulsioni, capogiri e aritmia ventricolare possono insorgere insidiosamente ed essere sottovalutati. Nella maggior partedei pazienti colpiti, l’ipomagnesiemia migliora dopo l’assunzionedi magnesio ela sospensionedella somministrazionedegli inibitori della pompa protonica. Per i pazienti che si prevede dovranno assumere per lungo periodo o che assumono gli inibitori della pompa protonica (IPP) con digossina o farmaci che possono causare ipomagnesiemia (ad esempio, diuretici), gli operatori sanitari devono prendere in considerazioneil monitoraggio dei livelli di magnesiemia prima di iniziare il trattamento con gli inibitori della pompa protonica e periodicamente durante il trattamento. Lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS) Gli inibitori della pompa protonica sono associati a casi estremamente infrequenti di LECS. In presenza di lesioni, soprattutto sulleparti cutaneeesposteai raggi solari, e se accompagnate da artralgia, il paziente deve rivolgersi immediatamente al medico e l'operatore sanitario deve valutarel'opportunità di interrompereil trattamento con ESOMERNAR. La comparsa di LECS in seguito a un trattamento con un inibitore della pompa protonica può accrescere il rischio di insorgenza di LECS con altri inibitori della pompa protonica. Formattato: Non Evidenziato Formattato: Non Evidenziat
Interferenza con esami di laboratorio Un livello aumentato di Cromogranina A (CgA) può interferire con gli esami diagnostici per tumori neuroendocrini. Per evitare tale interferenza, il trattamento con ESOMENAR deve essere sospeso per almeno cinquegiorni prima dellemisurazioni dellaCgA (vedere paragrafo 5.1). Se i livelli di CgA e di gastrina non sono tornati entro il range di riferimento dopo la misurazione iniziale, occorre ripetere le misurazioni 14 giorni dopo l’interruzione del trattamento con inibitore della pompa protonica. Saccarosio Questo prodotto contienesaccarosio. I pazienti affetti da problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, malassorbimento di glucosio-galattosio o carenza di sucrasi -isomaltasi non devono assumerequesto medicinale.
4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione
Sono stati effettuati studi di interazione solo negli adulti. Effetti di esomeprazolo sulla farmacocinetica di altri medicinali Poichéesomeprazolo èun enantiomero dell’omeprazolo è consigliabile considerare le interazioni osservate con omeprazolo. Inibitori delle proteasi È stato segnalato che l’omeprazolo interagisce con alcuni inibitori della proteasi. L’importanza clinica ei meccanismi dietro queste interazioni riferite non sono sempre noti. L’aumento del pH gastrico duranteil trattamento con omeprazolo può modificare l’assorbimento degli inibitori della proteasi. Altri possibili meccanismi di interazione avvengono tramite inibizione del CYP 2C19. Per atazanavirenelfinavir, sono stati riferiti livellisierici ridotti quando somministrati con omeprazolo e la somministrazione concomitante non è raccomandata. La somministrazione concomitante di omeprazolo (40 mg una volta al giorno) con atazanavir300 mg/ritonavir 100 mg a volontari sani ha dato luogo a una sostanziale riduzionedell’esposizioneall’atazanavir (riduzione di circa il 75% di AUC, Cmax e Cmin). L’aumento della dose di atazanavir a 400 mg non ha compensato l’impatto dell’omeprazolo sull’esposizione all’atazanavir. La somministrazione concomitante di omeprazolo (20 mg una volta al giorno) con atazanavir 400 mg/ritonavir 100 mg in volontari sani ha dato luogo a una riduzionedi circa il 30% dell’esposizioneall’atazanavir rispetto all’esposizioneosservata con atazanavir 300 mg/ritonavir 100 mg una volta al giorno senza omeprazolo 20 mg una volta al giorno. La somministrazione concomitante di omeprazolo (40 mg una volta al giorno) ha ridotto AUC, Cmax eCmin medi del nelfinavir del 36-39% eAUC, Cmax e Cmin medi del metabolita farmacologicamente attivo M8 erano ridotti del 75-92%. Per il saquinavir (in concomitanza con il ritonavir), sono stati riferiti aumenti dei livelli sierici (80-100%) duranteil trattamento concomitantecon omeprazolo (40 mg una volta al giorno). Il trattamento con omeprazolo 20 mg una volta al giorno non ha avuto effetti sull’esposizione al darunavir (in concomitanza con ritonavir) e all’amprenavir (i
concomitanza con ritonavir). Il trattamento con esomeprazolo 20 mg una volta al giorno non ha avuto effetti sull’esposizione all’amprenavir (con o senza ritonavir in concomitanza). Il trattamento con omeprazolo 40 mg una volta al giorno non ha avuto effetti sull’esposizione al lopinavir (in concomitanza con ritonavir). A causa degli effetti farmacodinamici e delle proprietà farmacocinetiche simili dell’omeprazolo e dell’esomeprazolo, la somministrazione concomitante di esomeprazolo eatazanavir non èraccomandata ela somministrazione concomitante di esomeprazolo e nelfinavir è controindicata. Metotrexato È stato segnalato chei livelli di metotrexato, quando somministrato insieme agli inibitori della pompa protonica, sono aumentati in alcuni pazienti. In caso di somministrazione di metotrexato a dosi elevate può essere necessario prendere in considerazione una temporanea sospensione di esomeprazolo. TacrolimusÈ stato segnalato che la somministrazione concomitante di esomeprazolo aumenta i livellisierici di tacrolimus. Deve essere eseguito un monitoraggio rafforzato delle concentrazioni di Tacrolimus, così comedella funzionerenale(clearancedella creatinina), eil dosaggio di tacrolimus aggiustato, se necessario. Medicinali con assorbimento dipendente dal pH La soppressionedell’ acidità gastrica duranteil trattamento con esomeprazolo ealtri IPP può ridurreo aumentarel’assorbimento di medicinali con assorbimento dipendente dal pH gastrico. Comeosservato con altri medicinali che riducono l’acidità intragastrica, l’assorbimento di medicinali comeketoconazolo, itraconazolo e erlotinib può diminuire mentre l’assorbimento di digossina può aumentare durante il trattamento con esomeprazolo. Il trattamento concomitante con omeprazolo (20 mg/die) e digossina in soggetti sani aumenta la biodisponibilità di digossina del 10% (fino al 30% in due su dieci soggetti). Raramenteè stata segnalata la tossicità delladigossina. Tuttavia, si raccomanda cautela in caso di somministrazione di dosi elevate di esomeprazolo nei pazienti anziani. Si raccomanda inoltredi attenersi ad uno stretto monitoraggio terapeutico della digossina. Medicinali metabolizzati dalCYP2C19 L’esomeprazolo inibisceil CYP2C19, il principaleenzima metabolizzante l’esomeprazolo. Quindi, quando l’esomeprazolo èassociato ad altri medicinalimetabolizzati attraverso il CYP2C19, comewarfarin, fenitoina, citalopram, imipramina, clomipramina, diazepam, ecc., leconcentrazioni plasmatichedi questi medicinali potrebbero essere aumentate e potrebbe essere necessaria una riduzione della dose. Nel caso del clopidogrel, un profarmaco trasformato nel suo metabolita attivo dal CYP2C19, la concentrazione plasmatica del metabolita attivo potrebbe essere ridotta. Warfarin La somministrazioneconcomitantedi 40 mg di esomeprazolo in pazienti trattati con warfarin in studi clinici ha mostrato chei tempi di coagulazionerientravano nell’intervallo accettato. Tuttavia, dopo la commercializzazione del farmaco, durante il trattamento concomitante sono stati riferiti alcuni casi isolati di un aumento clinicamente rilevante dell’INR. S
raccomanda il monitoraggio quando si inizia o si termina il trattamento concomitante con esomeprazolo durante il trattamento con warfarin o con altri derivati cumarinici. Clopidogrel I risultati di studi in soggetti sani hanno mostrato un’interazione farmacocinetica(PK)/farmacodinamica(PD) tra clopidogrel (dosedi carico di 300 mg/dose di mantenimento di 75 mg/die) eesomeprazolo (40 mg per os al giorno) chehanno dato luogo ad una ridotta esposizione al metabolita attivo di clopidogrel in media del 40% e ad una ridotta inibizione massima dell’aggregazione piastrinica (ADP-indotta) in media del 14%. In uno studio in soggetti sani, quando clopidogrel è stato somministrato insieme ad un’associazionea dosi fissedi esomeprazolo 20 mg + acido acetilsalicilico 81 mg, c’è stata esposizione ridotta di almeno il 40% del metabolita attivo di clopidrogrel rispetto al clopidogrel in monoterapia. Tuttavia i livelli massimi di inibizionedell’aggregazionepiastrinica (ADP-indotta) in questi soggetti è stata la stessa per i gruppi trattati con clopidogrel e clopidogrel + l’associazione (esomeprazolo + acido acetilsalicilico). Dati inconsistenti sulleimplicazioni clinichedi questa interazione PK/PD in termini di eventi cardiovascolari maggiori sono stati riportati sia in studi osservazionali e clinici. Come misura precauzionale, l’uso concomitante di clopidogrel deve essere scoraggiato. Fenitoina La somministrazioneconcomitantedi 40 mg di esomeprazolo ha causato un aumento del 13% dei valori plasmatici di valledella fenitoina in pazienti epilettici. Si raccomanda di monitorare le concentrazioni plasmatiche di fenitoina quando viene introdotto o sospeso il trattamento con esomeprazolo. Voriconazolo L’omeprazolo (40 mg una volta al giorno) ha aumentato Cmax eAUCτ del voriconazolo (un substrato del CYP2C19) rispettivamente del 15% e del 41%. Cilostazolo Omeprazolo così come esomeprazolo agiscono come inibitori di CYP2C19. Omeprazolo, somministrato in dosi di 40 mg in soggetti sani in uno studio con disegno cross-over, ha aumentato Cmax e AUC di cilostazolo rispettivamente del 18% e 26%, e di uno dei suoi metaboliti attivi rispettivamente del 29% e 69%. Cisapride Nei volontari sani, la somministrazioneconcomitantedi 40 mg di esomeprazolo ha dato luogo a un aumento del 32% dell’area sotto la curva concentrazione/tempo (AUC) e un prolungamento del 31% dell’emivita di eliminazione (t½) ma nessun aumento significativo dei livelli plasmatici massimi di cisapride. Il lieve prolungamento dell’intervallo QTc osservato dopo la somministrazionedi cisapridein monoterapia non è stato ulteriormenteprolungato quando la cisaprideèstata somministrata in associazione con esomeprazolo. Diazepam La somministrazioneconcomitantedi 30 mg di esomeprazolo ha causato una riduzione del 45% della clearance del diazepam substrato del CYP2C19. Medicinali studiati con interazioni cliniche non rilevanti Formattato: Non Evidenziat
Amoxicillina e chinidina L’esomeprazolo non ha mostrato effetti clinicamente rilevanti sulla farmacocinetica di amoxicillina o chinidina. Naprossene e rofecoxib Gli studi di valutazione della somministrazione concomitante di esomeprazolo con naprossene o rofecoxib non hanno identificato alcuna interazione farmacocinetica clinicamente rilevante durante gli studi a breve termine. Effetti di altri medicinali sulla farmacocinetica di esomeprazolo Medicinali inibitori del CYP2C19 e/o del CYP3A4 L’esomeprazolo viene metabolizzato dal CYP2C19 e dal CYP3A4. La somministrazione concomitantedi esomeprazolo eun inibitoredel CYP3A4, la claritromicina (500 mg due volte al giorno) ha dato luogo a un raddoppio dell’esposizione (AUC) all’esomeprazolo. La somministrazione concomitante di esomeprazolo e un inibitore combinato di CYP2C19 e CYP3A4 può dar luogo a un’esposizione all’esomeprazolo più che raddoppiata. Il voriconazolo, inibitoredel CYP2C19 e del CYP3A4 ha aumentato l’AUCτ dell’omeprazolo del 280%. In nessuna di questesituazioni èregolarmenterichiesto un aggiustamento della dose di esomeprazolo. Tuttavia, deveessere preso in considerazioneun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissioneepatica gravee qualora siaindicato il trattamento a lungo termine. Medicinali che inducono CYP2C19 e/o del CYP3A4 I medicinali notoriamente in grado di indurre CYP2C19 o CYP3A4 o entrambi (quali rifampicina ed erba di San Giovanni)possono determinareuna diminuzione dei livelli sierici di esomeprazolo aumentando il metabolismo dell’esomeprazolo.
4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento
Gravidanza Per quanto riguarda l’esomeprazolo, i dati clinici sulle gravidanze esposte sono insufficienti. Con la miscela racemica, omeprazolo, i dati provenienti da studi epidemiologici su un numero maggiore di gravidanze esposte non indicano effetti di malformazioneo fetotossici. Studi sugli animali con esomeprazolo non indicano effetti dannosi diretti o indiretti riguardo lo sviluppo embrionale/fetale. Gli studi su animali con la miscela racemica non indicano effetti dannosi diretti o indiretti riguardo la gravidanza, il parto o lo sviluppo post-natale. A scopo precauzionale, è preferibile evitare l’uso di ESOMENAR durante la gravidanza. Allattamento Non è noto sel’esomeprazolo sia escreto nel lattematerno. Non sono stati condotti studi su donnein allattamento. Pertanto ESOMENAR non deve essere usato durante l’allattamento.
4.7 Effetti sullacapacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari
Non sono stati osservati effetti.
4.8 Effetti indesiderati
Formattato: Non Evidenziato Formattato: Non Evidenziat
Riassunto del profilo di sicurezza Mal di testa, dolori addominali, diarrea e nausea sono tra le reazioni avverse più comunemente riportatenegli studi clinici (e anche dall’uso dopo la commercializzazione). Inoltre, il profilo di sicurezza èsimileper lediverseformulazioni, indicazioni di trattamento, gruppi di età epopolazionedi pazienti. Non sono stateidentificatereazioni avverse correlate alla dose. Le reazioni avversedi seguito elencatesono stateidentificate o sospettate durante gli studi clinici condotti con esomeprazolo edopo la commercializzazione. Le reazioni sono classificate in baseallafrequenza (molto comune≥1/10), (comune≥1/100, <1/10), (non comune≥1/1000, <1/100), (raro ≥1/10.000, <1/1.000), (molto raro <1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologiedel sistema emolinfopoietico Raro Leucopenia, trombocitopenia Molto raro Agranulocitosi, pancitopenia Disturbi del sistema immunitario Raro Reazioni di ipersensibilità, p.es. febbre, angioedema e reazione/shock anafilattico Disturbi del metabolismo e della nutrizione Non comune Edema periferico Raro Iponatriemia Non nota Ipomagnesemia (vedere paragrafo 4.4.) L’ipomagnesemia gravepuò essere correlata a ipocalcemia. L’ipomagnesemia può inoltre essere correlata a ipopotassiemia. Disturbi psichiatrici Non comune Insonnia Raro Agitazione, confusione, depressione Molto raro Aggressività, allucinazioni Patologiedel sistema nervoso Comune Mal di testa Non comune Capogiri, parestesia, sonnolenza Raro Alterazioni del gusto Patologiedell’occhio Raro Visioneoffuscata Patologiedell’orecchio edel labirinto Non comune Vertigini Patologierespiratorie, toracicheemediastiniche Raro Broncospasm
Patologiegastrointestinali Comune Doloreaddominale, stipsi, diarrea, flatulenza, nausea/vomito, polipi dellaghiandola fundica (benigni) Non comune Secchezza della bocca Raro Stomatite, candidosi gastrointestinale Frequenza non nota Colitemicroscopica Patologieepatobiliari Non comune Aumento degli enzimi epatici Raro Epatitecon o senza ittero Molto raro Insufficienza epatica, encefalopatia in pazienti con malattia epatica pre-esistente Patologiedella cuteedel tessuto sottocutaneo Non comune Dermatite, prurito, eruzione cutanea, orticaria Raro Alopecia, fotosensibilità Molto raro Eritema multiforme, sindromedi Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (TEN) Non nota Lupus eritematosus cutaneo subacuto (vedereparagrafo 4.4) Patologiedel sistema muscoloscheletrico edel tessuto connettivo Non comune Frattura dell’anca, del polso o della colonna vertebrale(vedere paragrafo 4.4.) Raro Artralgia, mialgia Molto raro Debolezza muscolare Patologierenali eurinarie Molto raro Nefrite interstiziale; in alcuni pazienti èstata segnalata insufficienza renaleconcomitante Patologiedell’apparato riproduttivo edella mammella Molto raro Ginecomastia Patologiesistemichee condizioni relativeallasede di somministrazione Raro Malessere, aumento della sudorazione Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazionedellereazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
4.9 Sovradosaggio
Formattato: Non Evidenziato Codice campo modificat
L’esperienza sul sovradosaggio intenzionaleèattualmentemolto limitata. I sintomi descritti relativamentea 280 mg sono stati sintomi gastrointestinali edebolezza. Dosi singoledi 80 mg di esomeprazolo sono state prive di conseguenze. Non si conosce un antidoto specifico. L’esomeprazolo si lega estensivamente alle proteine plasmatiche e pertanto non è velocemente dializzabile. Comein qualsiasi caso di sovradosaggio, il trattamento deve essere sintomatico e devono essere utilizzate misure di supporto generali.
5. Proprietà farmacologiche
5.1 Proprietàfarmacodinamiche
Categoria farmacoterapeutica: inibitori della pompa protonica, Codice ATC: A02B C05 Esomeprazolo èl’S-isomero dell’omeprazolo eriducela secrezionedi acidi gastrici attraverso un meccanismo di azione specifico e selettivo. È un inibitore specifico della pompa acida nella cellula parietale. L’R-isomero e l’S-isomero dell’omeprazolo hanno un’attività farmacodinamica simile. Sito e meccanismo di azione Esomeprazolo è una base debole e si concentra e viene convertito in forma attiva nell’ambientealtamenteacido dei canalicoli secretori della cellula parietale, dove inibisce l’enzima H+ K+ -ATPasi –la pompa acida e inibisce la secrezione dell’acido sia al basale che stimolata. Effetto sulla secrezione acida gastrica Dopo la somministrazioneoraledi esomeprazolo 20 mg e 40 mg la comparsa dell’effetto si verifica entro un’ora. Dopo somministrazione ripetuta di esomeprazolo 20 mg una volta al giorno per cinque giorni, la produzione massima media di acido dopo stimolazione con pentagastrina si èridotta del 90% quando misurata 6-7 ore dopo la dose del quinto giorno. Dopo cinque giorni di somministrazione orale di 20 mg e 40 mg di esomeprazolo, il pH intragastrico era mantenuto a valori superiori a 4 rispettivamente per un tempo medio di 13 e 17 ore nell’arco delle 24 ore in pazienti con malattia da reflusso gastroesofageo sintomatica. La percentualedei pazienti chemantenevano un pH superiorea 4 per almeno 8, 12 e 16 ore rispettivamente con l’esomeprazolo 20 mg era 76%, 54% e 24%. Le corrispondenti percentuali per l’esomeprazolo 40 mg erano 97%, 92% e 56%. Utilizzando l’AUC come parametro surrogato per la concentrazione plasmatica, è stata dimostrata una relazionetra l’inibizione della secrezione acida e l’esposizione al farmaco. Duranteil trattamento con medicinalianti-secretori, la gastrina sierica aumenta in risposta alla diminuzionedellasecrezioneacida. Anchela CgA aumenta a causa della ridotta acidità gastrica. Il livello aumentato di CgA può interferire con gli esami diagnostici per tumori neuroendocrini. Leprovedisponibili pubblicate suggeriscono che gli inibitori della pompa protonica devono essere sospesi tra i 5 giorni e le due settimane prima delle misurazioni della CgA. Questo per consentireai livellidi CgA, chepotrebbero essere falsamente elevat
seguito del trattamento con IPP, di tornare entro il range di riferimento. Un aumento nel numero di celluleECL, possibilmentecollegato all’aumento dei livelli sierici di gastrina, èstato osservato in alcuni pazienti durante il trattamento a lungo termine con esomeprazolo. La ridotta acidità gastrica dovuta a qualsiasi motivo, compreso l’utilizzo di inibitori della pompa protonica, aumenta il numero di batteri gastrici normalmente presenti nel tratto gastrointestinale. Il trattamento con inibitori della pompa protonica può portare ad un lieve aumento delleinfezioni gastrointestinali, quali Salmonella e Campylobacter, e nei pazienti ospedalizzati, possibilmente anche Clostridium difficile. Efficacia clinica È stato dimostrato che esomeprazolo 20 mg è efficace nel trattare la pirosi frequente in soggetti che ricevono una dose ogni 24 ore per 2 settimane. In due studi pivotal, multicentrici, randomizzati, in doppio cieco, placebo-controllati 234 soggetti con storia recente di pirosi sono stati trattati con 20 mg di esomeprazolo per 4 settimane. I sintomi associati al reflusso acido (comepirosi e rigurgito acido) erano valutati retrospettivamente nell’arco delle24 ore. In entrambi gli studi esomeprazolo 20 mg è risultato significativamente migliorerispetto al placebo, per l’endpoint primario di completa risoluzione della pirosi, definito comeassenza di episodi di pirosi nei 7 giorni precedenti la visita finale(33,9%-41,6% vs. placebo 11,9%-13,7%, (p<0,001). L’endpoint secondario riferito allarisoluzione completa della pirosi, definito come 7 giorni consecutivi senza pirosi sul diario del paziente, era statisticamentesignificativo sia alla settimana 1 (10,0%-15,2% vs placebo 0,9%-2,4%, p = 0,014, p<0,001) sia alla settimana 2 (25,2%-35,7% vs placebo 3,4%-9,0%, p<0,001). Altri endpoint secondari hanno avvalorato l’endpoint primario, tra questi il sollievo dalla pirosi allesettimane1 e2, la percentualedi giorni senza pirosi nelle24 oreallesettimane 1 e 2, la gravità media della pirosi alle settimane 1 e 2 e il tempo per ottenere la prima risoluzione della pirosi nell’arco delle 24 ore e durante la notte nonché una risoluzione duratura della pirosi, rispetto al placebo. Circa il 78% dei pazienti in terapia con esomeprazolo 20 mg ha riportato la risoluzione della pirosi entro la prima settimana di trattamento rispetto al 52-58% del placebo. Il tempo per ottenere la risoluzione duratura della pirosi, definita come i primi 7 giorni consecutivi senza pirosi registrati, era significativamente più breve nel gruppo con esomeprazolo 20 mg (39,7%-48,7% entro il giorno 14 vs placebo 11,0%- 20,2%). Il tempo mediano alla prima risoluzione della pirosi notturna èstato di 1 giorno, statisticamentesignificativo rispetto al placebo in uno studio (p=0,048) evicino allasignificatività nell’altro (p=0,069). Circa l’80% delle notti era libero da pirosi in tutti i periodi di trattamento eil 90% dellenotti era libero da pirosi nella settimana 2 di ciascuno studio rispetto al 72,4-78,3% del gruppo placebo. Levalutazioni della risoluzione della pirosi da parte dei ricercatori erano coerenti con le valutazioni dei soggetti e mostravano differenze statisticamente significative tra esomeprazolo (34,7%-41,8%) e placebo (8,0%-11,4%). I ricercatori hanno riscontrato inoltre che l’esomeprazolo era significativamentepiù efficacedel placebo nella risoluzionedel rigurgito acido (58,5%-63,6% vs placebo 28,3%-37,4%) durante la valutazione eseguita alla settimana 2. A seguito della Valutazionedi Trattamento Complessiva (OTE) dei pazienti alla settimana 2 di Formattato: Non Evidenziat
terapia il 78,0-80,7% dei pazienti in terapia con esomeprazolo 20 mg ha riferito il miglioramento delle proprie condizioni rispetto al 72,4-78,3% del gruppo placebo. La maggior partedi questi ha considerato l’importanza di questo cambiamento da Importante a Estremamente Importantenello svolgimento delleproprieattività quotidiane (79 - 86% alla settimana 2).
5.2 Proprietà farmacocinetiche
Assorbimento L’esomeprazolo è acido-labile e viene somministrato per via orale in granuli gastroresistenti. La conversione in vivo nell’R-isomero è trascurabile. L’assorbimento dell’esomeprazolo èrapido, con livelliplasmatici massimi raggiunti entro 1-2 oredopo la somministrazione della dose. La biodisponibilità assoluta è del 64% dopo una dose singola di 40 mg e aumenta fino all’89% dopo la somministrazioneripetuta una volta al giorno. Per esomeprazolo 20 mg i valori corrispondenti sono rispettivamente50% e68%. L’assunzionedi cibo ritarda eriducel’assorbimento dell’esomeprazolo sebbene ciò non abbia influenza significativa sull’effetto dell’esomeprazolo sull’acidità intragastrica. Distribuzione Il volumeapparentedi distribuzioneallo stato stazionario in soggetti sani è di circa 0,22 l/kg di peso corporeo. Il 97% dell’esomeprazolo si lega alle proteine plasmatiche. Biotrasformazione L’esomeprazolo viene completamente metabolizzato dal sistema del citocromo P450 (CYP). La maggior parte del metabolismo dell’esomeprazolo dipende dal CYP2C19 polimorfico, responsabile della formazione degli idrossie desmetil-metaboliti dell’esomeprazolo. La restantepartedipendeda un’altra isoforma specifica, il CYP3A4, responsabile della formazione di esomeprazolo sulfone, il principale metabolita plasmatico. Eliminazione I parametri riportati sotto riflettono principalmentela farmacocinetica in individui con un enzima CYP2C19 funzionale, metabolizzatori rapidi. La clearance plasmatica totale è circa 17 l/h dopo dose singola e circa 9 l/h dopo somministrazione ripetuta. L’emivita di eliminazione plasmatica è circa 1,3 ore dopo dose ripetuta una volta al giorno. L’esomeprazolo ècompletamenteeliminato dal plasma enon ha tendenza all’accumulo quando somministrato una volta al giorno. I principali metaboliti dell’esomeprazolo non hanno effetti sulla secrezione di acidi gastrici. Quasi l’80% della dose orale di esomeprazolo viene escreto sotto forma di metaboliti nelle urine, il resto nelle feci. Meno dell’1% del composto di origine viene ritrovato nelle urine. Linearità/non linearità La farmacocinetica dell’esomeprazolo èstata studiata in dosi fino a 40 mg due volte al giorno. L’area sotto la curva di concentrazione plasmatica/tempo aumenta con la somministrazione ripetuta di esomeprazolo. Questo aumento è dose-dipendente e dà luogo a un aumento dell’AUC più che proporzionale alla dose dopo somministrazion
ripetuta. Questa dipendenza da tempo e doseè dovuta a un aumento del metabolismo di primo passaggio edella clearancesistemica causata probabilmenteda una inibizione dell’enzima CYP2C19 da parte dell’esomeprazolo e/o del suo metabolita sulfone. Speciali popolazioni di pazienti Metabolizzatori lenti Circa il 2,9 ±1,5% della popolazioneècarentedell’ enzima CYP2C19 funzionale. Questi soggetti sono definiti metabolizzatori lenti. In questi individui il metabolismo dell’esomeprazolo è probabilmente catalizzato essenzialmente dal CYP3A4. Dopo somministrazioneripetuta una volta al giorno di 40 mg di esomeprazolo, l’area media sotto la curva della concentrazioneplasmatica/tempo era circa il 100% più elevata nei metabolizzatori lenti rispetto ai soggetti con enzima CYP2C19 funzionale (metabolizzatori rapidi). Leconcentrazioni plasmatichemassimemedie erano aumentate del 60% circa. Questi risultati non hanno implicazioni per la posologia dell’esomeprazolo. Sesso In seguito a una dose singola di 40 mg di esomeprazolo l’area media sotto la curva concentrazioneplasmatica/tempo è circa il 30% più elevata nelle donne rispetto agli uomini. Dopo somministrazioneripetuta una volta al giorno non sono state osservate differenzelegateal sesso di appartenenza. Questi risultati non hanno implicazioni per la posologia dell’esomeprazolo. Compromissione epatica Il metabolismo dell’esomeprazolo in pazienti con disfunzione epatica da lievea moderata può esserecompromesso. La velocità metabolica è ridotta in pazienti con disfunzione epatica grave causando un raddoppiamento dell’area sotto la curva concentrazione plasmatica/tempo di esomeprazolo. Pertanto, nei pazienti con gravedisfunzione epatica non si deve superare la dose massima di 20 mg. L’esomeprazolo o i suoi principali metaboliti non mostrano alcuna tendenza all’accumulo quando somministrati una volta al giorno. Compromissione renale Non sono stati condotti studi nei pazienti con funzionalità renaleridotta. Poiché il rene è responsabiledell’escrezionedei metaboliti dell’esomeprazolo ma non dell’eliminazione del composto di origine, non si prevede che il metabolismo dell’esomeprazolo sia modificato nei pazienti con funzionalità renale compromessa. Pazienti anziani (≥65 anni) Il metabolismo dell’esomeprazolo non è alterato in maniera significativa nei soggetti anziani (71-80 anni di età).
5.3 Dati preclinici di sicurezza
Studi preclinici “bridging” non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di tossicità a dosi ripetute, genotossicità etossicità riproduttiva. Studi di potenziale cancerogeno nei ratti trattati con la miscela racemica hanno mostrato iperplasia dellecelluleECLgastricheecarcinoidi. Questi effetti gastrici nel ratto sono il risultato di una ipergastrinemia intensa emarcata secondaria a una ridotta produzioned
acidi gastrici e sono stati osservati dopo il trattamento a lungo termine nel ratto con inibitori della secrezione acida gastrica.
6. Informazioni farmaceutiche
6.1 Eccipienti
Microgranuli: Copolimero dell’acido metacrilico-etil acrilato (1:1) dispersione al 30% Talco Trietilcitrato Ipromellosa 3cPs Sfere di zucchero Magnesio stearato Idrossipropil cellulosa Glicerolo monostearato 40-55 Polisorbato 80 Nucleo della compressa: Cellulosa microcristallina Povidone K29/32 Macrogol 6000 Crospovidone Tipo A Sodio stearil fumarato Rivestimento della compressa: Ipromellosa Titanio diossido (E171) Macrogol/PEG 400 Ferro ossido rosso (E172) Ferro ossido giallo (E172)
6.2 Incompatibilità
Non pertinente.
6.3 Periodo di validità
18 mesi.
6.4 Precauzioni particolari per la conservazione
Blisters alluminio/alluminio: Non conservare a temperatura superiore ai 30°C. Blisters alluminio/PVDC Tristar: Non conservare a temperatura superiore ai 25°C
6.5 Natura e contenuto del contenitore
Blister in alluminio-PVC/PVDC o OPA/Alluminio/PVC-foglio d’alluminio. Confezioni: 14 compresse
6.6 Precauzioni particolari per la conservazione e la manipolazione
Nessuna istruzione particolare
7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio -
F.I.R.M.A. S.p.A. Via di Scandicci 37 Firenze
8. Numeri delle autorizzazioni all'immissione in commercio -
AL-PVC/PVDC OPA/AL/PVC/AL
9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell'autorizzazione -
Data della prima autorizzazione: 13 Aprile 2015
10. Data di revisione del testo