1. Denominazionedel medicinale
Ezetimibe Aristo 10 mg compresse
2. Composizione qualitativa e quantitativa
Ogni compressa contiene 10 mg di ezetimibe. Eccipiente(i) con effetto noto: Ogni compressa contiene 57 mg di lattosio (come monoidrato). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1
3. Forma farmaceutica
Compressa. Compresse rotonde, da bianco a biancastro con un diametro di 6 mm e spessore di 3 mm.
4. Informazioni cliniche
4.1 Indicazioni terapeutiche
Ipercolesterolemia primaria Ezetimibe Aristo somministrato con un inibitore della HMG-CoA reduttasi (statina), è indicato come terapia aggiuntiva alla dieta in pazienti con ipercolesterolemia primaria (eterozigote familiare e nonfamiliare) che non sono controllati adeguatamente con le statine da sole. La monoterapia con Ezetimibe Aristo è indicata come terapia aggiuntiva alla dieta in pazienti con ipercolesterolemia primaria (eterozigote familiare e non-familiare) per i quali le statine sono considerate inappropriate o non sono tollerate. Prevenzione di eventi cardiovascolari Ezetimibe Aristo, quando aggiunto alla terapia in corso con statine o iniziato in concomitanza con una statina, è indicato per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari (vedere paragrafo 5.1) in pazienti con malattia coronarica (CHD) e anamnesidi sindrome coronarica acuta (ACS). Ipercolesterolemia familiare omozigote (IF omozigote) Ezetimibe Aristo somministrato con una statina, è indicato come terapia aggiuntiva alla dieta in pazienti con ipercolesterolemia familiare omozigote. I pazienti possono anche ricevere trattamenti terapeutici aggiuntivi (ad es l’aferesidelle LDL). Sitosterolemia familiare omozigote (Fitosterolemia) Ezetimibe Aristo è indicato come terapia aggiuntiva alla dieta in pazienti con sitosterolemia familiare omozigote.
4.2 Posologia e modo di somministrazione
Posologia Il paziente deve seguire una dieta ipolipidica appropriata e deve proseguire con questa dieta durante il trattamento con Ezetimibe Aristo. Il medicinale deve essere somministrato per via orale. La dose raccomandata di Ezetimibe Aristo 10 mg è di una compressa algiorno. Ezetimibe Aristo può essere somministrato a qualsiasi ora del giorno, indipendentemente dai pasti. Quando si aggiunge Ezetimibe Aristo ad una statina, si deve proseguire la terapia con il comune dosaggio iniziale indicato per quella specifica statina oppure si deve continuare ad utilizzare il dosaggio più elevato della statina già stabilito in precedenza. In tale circostanza, devono essere consultate le istruzioni di dosaggio di quella particolare statina. Uso in pazienti con malattia coronarica e con storia di eventi ACS Per la riduzione dell'evento cardiovascolare incrementale nei pazienti con malattia coronarica e storia di eventi ACS,Ezetimibe Aristo 10 mg può essere somministrato con una statina con comprovato beneficio cardiovascolare. Somministrazione concomitante con sequestranti degli acidi biliari La somministrazione di Ezetimibe Aristo deve avvenire almeno 2 ore prima o 4 ore dopo la somministrazione di un sequestrante degli acidi biliari. Anziani Non è richiesto aggiustamento del dosaggio nei pazienti anziani (vedere paragrafo 5.2). Popolazione pediatrica L'inizio del trattamento deve essere effettuato sotto il controllo di uno specialista. Bambini e adolescenti ≥ 6 anni: la sicurezza e l’efficacia di ezetimibe nei bambini di età compresa tra i 6 e i 17 anni non sono state stabilite. Gli attuali dati disponibili sono descritti nelle sezioni 4.4, 4.8, 5.1 e 5.2 ma non è possibile formulare raccomandazioni sulla posologia. Quando Ezetimibe Aristo viene somministrato con una statina, si devono consultare le istruzioni per il dosaggio della statina nei bambini. Bambini <6 anni: la sicurezza e l’efficazia di Ezetimibe nei bambini di età <6 non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili. Pazienti con compromissione epatica Non è richiesto aggiustamento del dosaggio in pazienti con compromissione epatica lieve (punteggio di Child-Pugh da 5 a 6). Il trattamento con Ezetimibe Aristo non è raccomandato in pazienti con disfunzione epatica moderata (punteggio di Child-Pugh da 7 a 9) o grave (punteggio di Child-Pugh >9), (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Pazienti con danno renale Non è richiesto aggiustamento del dosaggio nei pazienti con danno renale (vedere paragrafo 5.2).
4.3 Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
Quando Ezetimibe Aristo è somministrato insieme ad una statina, fare riferimento al riassunto delle caratteristiche del prodotto di quello specifico medicinale. La terapia con Ezetimibe Aristo somministrato insieme ad una statina è controindicata durante la gravidanza e l’allattamento. Ezetimibe Aristo somministrato insieme ad una statina è controindicato nei pazienti con patologia epatica attiva o con valori elevati persistenti non spiegabili delle transaminasi sieriche.
4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego
Quando Ezetimibe Aristo è somministrato insieme ad una statina, fare riferimento al riassunto delle caratteristiche del prodotto di quello specifico medicinale. Enzimi epatici In studi clinici controllati in cuii pazientivenivano trattaticon ezetimibe ed una statina,sono statiosservati aumenticonsecutividelle transaminasi(≥3 volte illimite superiore della norma [LSN]). In caso di somministrazione concomitante diezetimibe con una statina,devono essere eseguititest difunzionalità epatica all’inizio deltrattamento e secondo quanto raccomandato per la statina (vedere paragrafo 4.8). Nello studio IMProved Reduction of Outcomes: Vytorin Efficacy International Trial (IMPROVE-IT), 18.144 pazienti con malattia coronarica e storia di sindrome coronarica acuta sono stati randomizzati a ricevere ezetimibe/simvastatina 10/40 mg al giorno (n = 9.067) o simvastatina 40 mg al giorno (n = 9.077). Durante un follow-up mediano di 6,0 anni, l’incidenza di aumenti consecutivi delle transaminasi (≥ 3 di LSN) è stata del 2,5% per ezetimibe/simvastatina e del 2,3% per simvastatina (vedere paragrafo 4.8) In uno studio clinico controllato nel quale oltre 9.000 pazienti con malattia renale cronica sono stati randomizzati a ricevere ezetimibe 10 mg in associazione con simvastatina 20 mg al giorno (n=4.650) o placebo (n=4.620) (periodo di follow-up mediano di 4,9 anni), l’incidenza di aumenti consecutivi delle transaminasi (≥ 3 il LSN) è stata dello 0,7% per ezetimibe in associazione con simvastatina e dello 0,6% per il placebo (vedere paragrafo 4.8). Apparato Muscoloscheletrico Sono statisegnalaticasidimiopatia e rabdomiolisi nell’esperienza post-marketing con ezetimibe. La maggior parte deipazientiche ha sviluppato rabdomiolisi era in terapia concomitante con ezetimibe ed una statina.La rabdomiolisi è stata tuttavia segnalata molto raramente con ezetimibe in monoterapia e molto raramente con l’aggiunta di ezetimibe ad altriagentinoti per essere associatiad un incremento delrischio dirabdomiolisi. Se si sopetta una miopatia sulla base disintomimuscolarioppure essa viene confermata da livelli di creatinfosfochinasi(CPK) >10 volte illimite superiore della norma,l’assunzione diezetimibe, di qualsiasi statina e diun qualunque altro medicinale di questo tipo che il paziente sta assumendo in concomitanza,deve essere immediatamente interrotta. Tuttiipazienti che iniziano la terapia con ezetimibe devono essere informati del rischio di miopatia e devono essere avvisatidiriferire prontamente qualsiasidolore,dolorabilità o debolezza muscolare non spiegabilialtrimenti (vedere paragrafo 4.8). Nello studio IMPROVE-IT,18.144 pazienticon malattia coronarica e storia disindrome coronarica acuta sono statirandomizzatia ricevere ezetimibe/simvastatina 10/40 mg algiorno (n = 9.067) o simvastatina 40 mg algiorno (n = 9.077). Durante un follow-up mediano di6,0 anni, l'incidenza di miopatia è stata dello 0,2% per ezetimibe/simvastatina e dello 0,1% per simvastatina, laddove la miopatia è stata definita come debolezza muscolare non spiegabile o dolore con un livello sierico di creatinchinasi [CK] ≥10 volte il limite superiore della norma o con due osservazioniconsecutive diCK ≥5 e <10 volte il LSN. L'incidenza dirabdomiolisi è stata dello 0,1% per ezetimibe/simvastatina e 0,2% per simvastatina, laddove la rabdomiolisiè stata definita come debolezza muscolare inspiegabile o dolore con un livello sierico di CK ≥10 volte il LSN con evidenza d
danno renale,≥5 volte il LSN e <10 volte il LSN in due occasioniconsecutive con evidenza didanno renale o CK ≥10.000 UI/L senza evidenza didanno renale (vedere paragrafo 4.8.). In uno studio clinico nel quale oltre 9.000 pazienti con malattia renale cronica sono stati randomizzati a ricevere ezetimibe 10 mg in associazione con simvastatina 20 mg al giorno (n=4.650) o placebo (n=4.620) (periodo di follow-up mediano di 4,9 anni), l’incidenza di miopatia/rabdomiolisi è stata dello 0,2% per ezetimibe in associazione con simvastatina e dello 0,1 % per il placebo (vedere paragrafo 4.8). Pazienti con compromissione epatica A causa degli effettinon noti dell’aumento dell’esposizione all’ezetimibe in pazienti con compromissione epatica moderata o grave, ezetimibe non è raccomandato (vedere paragrafo 5.2). Popolazione pediatrica La sicurezza e l'efficacia di ezetimibe in pazienti da 6 a 10 anni di età con ipercolesterolemia eterozigote familiare o non familiare sono state valutate in uno studio clinico controllato con placebo della durata di 12 settimane. In questo gruppo di età non sono statistudiati gli effettidi ezetimibe per periodi di trattamento > 12 settimane (vedere paragrafi4.2, 4.8, 5.1 e 5.2). Ezetimibe non è stato studiato in pazienti di età inferiore a 6 anni (vedere paragrafi4.2 e 4.8). La sicurezza e l'efficacia di ezetimibe co-somministrato con simvastatina in pazienti da 10 a 17 anni di età con ipercolesterolemia familiare eterozigote sono state valutate in uno studio clinico controllato effettuato in ragazzi adolescenti (stadio di Tanner II e stadi superiori) e in ragazze in post-menarca da almeno un anno. In questo studio controllato, di dimensione limitata, generalmente non è stato individuato alcun effetto rilevabile sulla crescita o sulla maturazione sessuale nei ragazzi o nelle ragazze adolescenti, nè alcun effetto sulla durata del ciclo mestruale nelle ragazze. Tuttavia, non sono stati studiati gli effetti di ezetimibe per un periodo di trattamento > 33 settimane sulla crescita o sulla maturazione sessuale (vedere paragrafi 4.2 e 4.8). La sicurezza e l'efficacia di ezetimibe co-somministrato con dosi di simvastatina superiori a 40 mg al giorno non sono stati studiati nei pazienti pediatrici da 10 a 17 anni di età. La sicurezza e l'efficacia di ezetimibe co-somministrato con simvastatina non sono state studiate in pazienti pediatrici di età <10 anni (vedere paragrafi4.2 e 4.8). Nei pazienti di età inferiore a 17 anni non è stata studiata l'efficacia a lungo termine della terapia con ezetimibe nel ridurre morbidità e mortalità in età adulta. Fibrati La sicurezza e l’efficacia di ezetimibe somministrato con i fibrati non sono state stabilite. Se si sospetta colelitiasi in un paziente trattato con ezetimibe e fenofibrato, sono indicati esami della colecisti ed il trattamento deve essere interrotto (vedere paragrafi 4.5 e 4.8). Ciclosporina Si deve agire con cautela all’inizio della terapia con ezetimibe in contesti terapeutici che includono l’uso di ciclosporina. Le concentrazioni di ciclosporina devono essere monitorate nei pazienti trattati con ezetimibe e ciclosporina (vedere paragrafo 4.5). Anticoagulanti Se ezetimibe viene aggiunto a warfarin, ad un altro anticoagulante cumarinico, o a fluindione, l’International Normalized Ratio (INR) deve essere appropriatamente monitorato (vedere paragrafo 4.5).
Eccipienti Questo medicinale contiene lattosio (come monoidrato). I pazienti affettida rariproblemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.
4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione
In studi preclinici, è stato dimostrato che ezetimibe non induce gli enzimi delcitocromo P450 coinvolti nel metabolismo dei farmaci. Non sono state osservate interazionifarmacocinetiche clinicamente significative fra l’ezetimibe ed i medicinali soggettia metabolismo da parte deicitocromiP450 1A2,2D6,2C8,2C9 e 3A4,o N-acetiltransferasi. In studi clinici di interazione, nel corso della somministrazione concomitante, ezetimibe non ha avuto effetti sulla farmacocinetica didapsone,destrometorfano, digossina,contraccettiviorali(etinilestradiolo e levonorgestrel),glipizide, tolbutamide o midazolam. La cimetidina,in somministrazione concomitante con ezetimibe,non ha avuto effetto sulla biodisponibilità di ezetimibe. Antiacidi La somministrazione concomitante di antiacidi ha diminuito il tasso di assorbimento di ezetimibe ma non ha avuto effetto sulla biodisponibilità di ezetimibe. Tale diminuzione di assorbimento non è considerata significativa dal punto di vista clinico. Colestiramina La somministrazione concomitante di colestiramina ha diminuito la media dell’area sotto la curva (AUC) dell’ezetimibe totale (ezetimibe + ezetimibe-glucuronide) di circa il 55%. L’ulteriore riduzione del colesterolo delle lipoprotene a bassa densità (C-LDL) dovuta all’aggiunta di ezetimibe alla colestiramina può essere diminuita da questa interazione (vedere paragrafo 4.2). Fibrati In pazienti trattaticon fenofibrato ed ezetimibe,i medici devono tenere in considerazione ilpossibile rischio di colelitiasi e dipatologia della colecisti(vedere paragrafi4.4 e 4.8). Se sisospetta colelitiasiin un paziente trattato con ezetimibe e fenofibrato,sidevono effettuare esamidella colecistied il trattamento deve essere interrotto (vedere paragrafo 4.8). La somministrazione concomitante difenofibrato o gemfibrozilha aumentato moderatamente le concentrazioni totali di ezetimibe (circa 1,5 ed 1,7 volte rispettivamente). La somministrazione concomitante diezetimibe con altri fibratinon è stata studiata. I fibratipossono aumentare l’escrezione delcolesterolo nella bile, che porta alla colelitiasi. In studi sull'animale, ma non in tutte le specie,l’ezetimibe ha talvolta aumentato ilcolesterolo nella bile della colecisti (vedere paragrafo 5.3).Non può essere escluso un rischio dilitogenicità associato all'uso terapeutico di ezetimibe. Statine Non sono state osservate interazioni farmacocinetiche clinicamente significative quando ezetimibe è stato somministrato in concomitanza ad atorvastatina, simvastatina, pravastatina, lovastatina, fluvastatina, o rosuvastatina.
Ciclosporina In uno studio condotto su otto pazienti post-trapianto renale con clearance della creatinina >50 ml/min a e trattaticon dosistabili di ciclosporina,la somministrazione di una dose singola da 10 mg di ezetimibe ha dato luogo ad un incremento di3,4 volte (range 2,3 – 7,9 volte) della AUC media per l’ezetimibe totale rispetto ad una popolazione sana dicontrollo proveniente da un altro studio (n=17) trattata con ezetimibe da solo. In uno studio differente,un paziente con trapianto renale con insufficienza renale grave in terapia con ciclosporina e con diversialtri medicinali, ha mostrato una esposizione all’ezetimibe totale 12 volte superiore rispetto a quella dei relativicontrolli trattaticon ezetimibe da solo. In uno studio di crossover a due periodiin dodici individui sani,la somministrazione giornaliera di 20 mg di ezetimibe per 8 giorni con una dose singola di 100 mg di ciclosporina al7° giorno ha dato luogo ad un aumento medio del15% della AUC della ciclosporina (intervallo compreso tra una diminuzione del 10% ed un aumento del51%) rispetto a una dose singola di100 mg di ciclosporina da sola. Non è stato condotto uno studio controllato sull’effetto della somministrazione concomitante diezetimibe sull’esposizione alla ciclosporina in pazienti con trapianto renale.E’ necessario agire con cautela quando siinstaura un trattamento con ezetimibe nelcontesto diterapie che includono l’uso di ciclosporina. Le concentrazionidi ciclosporina devono essere monitorate neipazientitrattaticon ezetimibe e ciclosporina (vedere paragrafo 4.4). Anticoagulanti La somministrazione concomitante diezetimibe (10 mg in mono-somministrazione giornaliera) non ha avuto effettisignificativi sulla biodisponibilità di warfarin e sultempo diprotrombina in uno studio su dodici uomini adulti sani. Visono state tuttavia segnalazionipost-marketing diincrementidella International Normalised Ratio (INR) in pazientiche avevano aggiunto ezetimibe alwarfarin o alfluindione. Se ezetimibe viene aggiunto alwarfarin,ad un altro anticoagulante cumarinico,o alfluindione, il valore dell’INR deve essere adeguatamente monitorato (vedere paragrafo 4.4). Popolazione pediatrica Studi di interazione sono statieffettuatisolo negliadulti.
4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento
La somministrazione concomitante di ezetimibe con una statina è controindicata in gravidanza e durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.3),fare riferimento al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto della statina specifica. Gravidanza Ezetimibe deve essere somministrato a donne in gravidanza solo in caso di effettiva necessità. Non sono disponibili dati clinici sull’uso di ezetimibe in gravidanza. Gli studi sugli animali sull’uso di ezetimibe in monoterapia non hanno mostrato alcuna evidenza di effetti nocivi diretti od indiretti sulla gravidanza, lo sviluppo embriofetale, la nascita o lo sviluppo postnatale (vedere paragrafo 5.3). Allattamento Ezetimibe non deve essere utilizzato durante l’allattamento. Studi sui ratti hanno mostrato che ezetimibe viene secreto nel latte. Non è noto se ezetimibe sia secreto nel latte umano. Fertilità Non sono disponibili dati di studi clinici sugli effetti di ezetimibe sulla fertilità umana. Ezetimibe non ha avuto alcun effetto sulla fertilità dei ratti maschio o femmina (vedere paragrafo 5.3).
4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari. Tuttavia, quando si guidano veicoli o si usano macchinari, si deve tenere in considerazione che sono stati segnalati casid
capogiro.
4.8 Effetti indesiderati
Tabella delle reazioni avverse (studi clinici ed esperienza post-marketing) In studi clinici di durata fino a 112 settimane, ezetimibe 10 mg/die è stato somministrato a 2.396 pazientida solo, con una statina a 11.308 pazienti,o con fenofibrato a 185 pazienti. Le reazioniavverse sono state disolito lievi e transitorie. L'incidenza globale deglieffettiindesideratifra ezetimibe e placebo è risultata simile. Allo stesso modo,il tasso diinterruzioni dovute agli eventiavversiè stato paragonabile fra ezetimibe e placebo. Ezetimibe somministrato da solo o in associazione con una statina: Le seguenti reazioni avverse sono state osservate in pazienti trattati con ezetimibe (N=2.396) e con una incidenza maggiore rispetto al placebo (N=1.159) o in pazienti trattati con ezetimibe in associazione con una statina (N=11.308) e con una incidenza maggiore rispetto alla statina somministrata da sola (N=9.361). Le reazioni avverse post-marketing sono state derivate da segnalazioni che includono ezetimibe somministrato da solo o con una statina. Le frequenze sono definite come: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1.000, <1/100); raro (≥1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Ezetimibe in monoterapia Classificazione per sistemi e organi Reazioni avverse Frequenza Disturbi del metabolismo e della nutrizione Appetito ridotto Non comune Patologie vascolari Vampate di calore; ipertensione Non comune Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Tosse Non comune Patologie gastrointestinali Dolore addominale; diarrea; flatulenza Comune Dispepsia; malattia da reflusso gastroesofageo; nausea Non comune Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Artralgia; spasmi muscolari; dolore al collo Non comune Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Affaticamento Comune Dolore toracico; dolore Non comune Esami diagnostici ALT e/o AST aumentate; CPK ematica aumentata; gamma-glutamiltransferasi aumentata; prova difunzionalità epatica anormale Non comune Ulteriori reazioni avverse con ezetimibe somministrato in concomitanza con una statina Classificazione per sistemi e organi Reazioni avverse Frequenza Patologie del sistema nervoso Cefalea Comune Parestesia Non comune Patologie gastrointestinali Bocca secca; gastrite Non comune Patologie della cute e del tessuto Prurito; eruzione cutanea; orticaria Non comun
sottocutaneo Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Mialgia Comune Dolore dorsale; debolezza muscolare; dolore agli arti Non comune Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Astenia; edema periferico Non comune Esami diagnostici ALT e/o AST aumentate Comune Esperienza post-marketing (con o senza una statina) Classificazione per sistemi e organi Reazioni avverse Frequenza Patologie del sistema emolinfopoietico Trombocitopenia Non nota Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità, compresi eruzione cutanea,orticaria, anafilassi e angioedema Non nota Disturbi psichiatrici Depressione Non nota Patologie del sistema nervoso Capogiro; parestesia Non nota Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Dispnea Non nota Patologie gastrointestinali Pancreatite; stipsi Non nota Patologie epatobiliari Epatite; colelitiasi; colecistite Non nota Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eritema multiforme Non nota Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Mialgia; miopatia/rabdomiolisi (vedere paragrafo 4.4) Non nota Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Astenia Non nota Ezetimibe somministrato in concomitanza con fenofibrato: Patologie gastrointestinali: dolore addominale (comune) In uno studio clinico multicentrico,in doppio cieco,controllato con placebo in pazienti con iperlipidemia mista, 625 pazientisono statitrattatifino a 12 settimane e 576 pazientifino ad 1 anno. In questo studio,172 pazienti trattaticon ezetimibe e fenofibrato hanno completato le 12 settimane diterapia e 230 pazientitrattaticon ezetimibe e fenofibrato (inclusi109 trattaticon ezetimibe da solo per le prime 12 settimane) hanno completato 1 anno di terapia. Questo studio non era stato disegnato per confrontare igruppidi trattamento per eventinon frequenti. I tassidiincidenza (IC 95%) per aumenticlinicamente rilevantidelle transaminasisieriche (> 3 del LSN,consecutivi) sono statidel4,5% (1,9,8,8) e del2,7% (1,2, 5,4) per fenofibrato in monoterapia e per ezetimibe in somministrazione concomitante con fenofibrato,rispettivamente,aggiustatiper l'esposizione al trattamento.I corrispondentitassidiincidenza per colecistectomia sono stati0,6% (0,0, 3,1) e 1,7% (0,6,4,0) per fenofibrato in monoterapia e per ezetimibe in somministrazione concomitante con fenofibrato, rispettivamente (vedere paragrafi4.4 e 4.5). Pazienti pediatrici (da 6 a 17 anni di età) In uno studio effettuato in pazienti pediatrici (da 6 a 10 anni di età) con ipercolesterolemia familiare eterozigote o non familiare (n = 138), aumenti dei valori delle ALT e/o AST (≥3 del LSN, consecutivi) sono stati osservatinell’1,1% (1 paziente) dei pazienti del gruppo ezetimibe rispetto allo 0% dei pazient
del gruppo placebo. Non ci sono stati aumenti dei valori di CPK (≥10 del LSN). Non sono statiriportati casidi miopatia. In uno studio separato effettuato in pazienti adolescenti (da 10 a 17 anni di età) con ipercolesterolemia familiare eterozigote (n = 248), aumenti dei valori delle ALT e/o AST (≥ 3 del LSN, consecutivi) sono stati osservatinel 3% dei pazienti (4 pazienti) del gruppo ezetimibe/simvastatina rispetto al 2% dei pazienti (2 pazienti) del gruppo simvastatina in monoterapia; le percentuali relative agli aumenti dei valori di CPK (≥ 10 del LSN) sono state rispettivamente del 2% (2 pazienti) e dello 0%. Non sono stati riportati casidi miopatia. Questi studi non sono adatti per confrontare reazioni avverse al medicinale rare. Pazienti con malattia coronarica e anamnesi per episodi di sindrome coronarica acuta Nello studio IMPROVE-IT (vedere paragrafo 5.1), che ha coinvolto 18.144 pazienti trattati con ezetimibe/simvastatina 10/40 mg (n = 9.067; dei quali il 6% è stato titolato a ezetimibe/simvastatina profili di sicurezza sono risultati simili nel corso di un periodo mediano di follow-up di 6,0 anni. I tassi di interruzione dovuta a eventi avversi sono stati il 10,6% nei pazienti trattati con ezetimibe/simvastatina e 10,1% nei pazienti trattati con simvastatina. L'incidenza di miopatia è stata dello 0,2% per ezetimibe/simvastatina e 0,1% per simvastatina, laddove la miopatia è stata definita come debolezza muscolare non-spiegabile o dolore con un livello sierico di creatinchinasi CK ≥10 volte il LSN o con due osservazioni consecutive di CK ≥5 e <10 volte LSN. L'incidenza di rabdomiolisi è stata dello 0,1% per ezetimibe/simvastatina e 0,2% per simvastatina, laddove la rabdomiolisi è stata definita come debolezza muscolare inspiegabile o dolore con un livello sierico di CK ≥10 volte il LSN con evidenza di danno renale ≥5 volte il LSN e <10 volte il LSN in due occasioni consecutive con evidenza di danno renale o CK ≥10.000 UI/L senza evidenza di danno renale. L'incidenza di aumenti consecutivi delle transaminasi (≥3 del LSN) è stata del 2,5% per ezetimibe/simvastatina e del 2,3% per simvastatina (vedere paragrafo 4.4). Reazioni avverse a carico della colecisti sono state riportate nel 3,1% vs 3,5% dei pazienti trattati rispettivamente con ezetimibe/simvastatina e simvastatina. L'incidenza di ospedalizzazione per colecistectomia è stata di 1,5% in entrambi i gruppi di trattamento. Durante lo studio è stato diagnosticato cancro (definendo tale qualsiasi nuovo tumore maligno) rispettivamente nel 9,4% e 9,5% dei pazienti. Pazienti con malattia renale cronica Nello Study of Heart and RenalProtection (SHARP) (vedere paragrafo 5.1),che ha coinvolto oltre 9.000 pazienti trattaticon una combinazione a dose fissa di ezetimibe 10 mg e simvastatina 20 mg al giorno (n=4.650) o placebo (n=4.620), i profili di sicurezza sono stati comparabili durante un periodo di follow-up mediano di 4,9 anni. In questo studio sono stati registrati soltanto i gravi eventi avversi e le interruzioni dovute a qualsiasi evento avverso. I tassi di interruzione dovuta a eventi avversisono risultati comparabili (10,4% nei pazienti trattaticon ezetimibe in associazione con simvastatina, 9,8% nei pazienti trattaticon placebo). L’incidenza di miopatia/rabdomiolisi è stata dello 0,2 % nei pazienti trattaticon ezetimibe in associazione con simvastatina e dello 0,1 % nei pazienti trattati con placebo. Aumenti consecutivi delle transaminasi (>3 il LSN) si sono verificati nello 0,7% dei pazienti trattati con ezetimibe in associazione con simvastatina rispetto allo 0,6% dei pazienti trattati con placebo (vedere paragrafo 4.4). In questo studio, non ci sono stati aumenti statisticamente significativi dell’incidenza di eventi avversipre-specificati, tra cui cancro (9,4% per ezetimibe in associazione con simvastatina, 9,5% per il placebo), epatite, colecistectomia o complicazioni di calcolosi biliare o pancreatite. Indagini diagnostiche In studi clinici controllati in monoterapia,l'incidenza degli aumentidelle transaminasisieriche importantidal punto di vista clinico (ALT e/o AST ≥3 delLSN,valoriconsecutivi) è risultata simile fra ezetimibe (0,5%)
placebo (0,3 %). Neglistudiclinici in somministrazione concomitante,l'incidenza è risultata dell'1,3 % per i pazienti trattaticon ezetimibe in associazione con una statina e dello 0,4 % per ipazienti trattaticon una statina da sola. Taliaumentisono statigeneralmente asintomatici,non associatia colestasi,e sono rientratiaivalori basalidopo interruzione della terapia o con trattamento continuato (vedere paragrafo 4.4). Negli studi clinici, valori di CPK >10 X LSN sono stati segnalati per 4 pazienti su 1.674 (0,2%) trattati con ezetimibe da solo rispetto a 1 paziente su 786 (0,1%) ai quali era stato somministrato placebo, e per 1 paziente su 917 (0,1%) in somministrazione concomitante con ezetimibe ed una statina rispetto a 4 pazienti su 929 (0,4%) trattaticon una statina da sola. Non vi è stato alcun eccesso dimiopatia o rabdomiolisi associato con ezetimibe al confronto con il relativo braccio di controllo (placebo o statina da sola) (vedere paragrafo 4.4). Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazione-avversa.
4.9 Sovradosaggio
Negli studiclinici, la somministrazione di ezetimibe, 50 mg/die a 15 individui saniper un periodo fino a 14 giorni, o di 40 mg/die a 18 pazienti con ipercolesterolemia primaria fino a 56 giorni è stata generalmente ben tollerata. Neglianimali non è stata osservata alcuna tossicità dopo dosisingole per via orale di 5.000 mg/Kg di ezetimibe in rattie topi e di 3.000 mg/Kg neicani. Sono statisegnalatialcunicasidisovradosaggio con ezetimibe; la maggioranza diessinon sono statiassociati ad esperienze avverse. Le esperienze avverse segnalate non sono state serie.In caso disovradosaggio devono essere utilizzate misure sintomatiche e disupporto.
5. Proprietà farmacologiche
5.1 Proprietà farmacodinamiche
Categoria farmacoterapeutica:altre sostanze modificatrici dei lipidi. Codice ATC: C10AX09 Meccanismo d’azione Ezetimibe fa parte di una nuova classe di sostanze ipolipemizzanti che inibiscono selettivamente l'assorbimento intestinale del colesterolo e dei relativi steroli vegetali. Ezetimibe è attivo per via orale ed ha un meccanismo d'azione specifico che differisce da quello delle altre classi di sostanze ipocolesterolemizzanti (per es.: statine, sequestranti degli acidi biliari [resine], derivati dell'acido fibrico e stanoli vegetali). Il bersaglio molecolare di ezetimibe è il trasportatore degli steroli, Niemann-Pick C1Like 1 (NPC1L1), responsabile della captazione intestinale di colesterolo e fitosteroli. Ezetimibe si localizza sull'orletto a spazzola dell'intestino tenue e inibisce l'assorbimento del colesterolo determinando una diminuzione del passaggio del colesterolo intestinale nel fegato; le statine riducono la sintesi del colesterolo nel fegato e questi meccanismi distinti producono insieme una riduzione complementare del colesterolo. In uno studio clinico di 2 settimane su 18 pazienti ipercolesterolemici, ezetimibe ha inibito l'assorbimento del colesterolo intestinale del 54% rispetto al placebo. Effetti farmacodinamici E' stata eseguita una serie di studi preclinici per determinare la selettività dell’ezetimibe nell’inibizion
dell'assorbimento del colesterolo. Ezetimibe ha inibito l'assorbimento del [14 C]-colesterolo senza alcun effetto sull'assorbimento di trigliceridi, acidi grassi, acidi biliari, progesterone, etinilestradiolo, o le vitamine liposolubili A e D. Studi epidemiologici hanno stabilito che morbilità e mortalità cardiovascolare variano in misura diretta con i livelli di colesterolo totale e colesterolo LDL ed in misura inversa con i livelli di colesterolo HDL. La somministrazione di ezetimibe con una statina si è dimostrata efficace nel ridurre il rischio di eventi cardiovascolari in pazienti con malattia coronarica e una storia di sindrome coronarica acuta. Efficacia e sicurezza clinica In studi clinici controllati, ezetimibe somministrato sia in monoterapia che in associazione ad una statina ha ridotto significativamente il colesterolo totale (C-totale), il colesterolo delle lipoproteine a bassa densità (C-LDL),l'apolipoproteina B (Apo B) e i trigliceridi (TG), e ha aumentato il colesterolo delle lipoproteine ad alta densità (C-HDL) neipazienti con ipercolesterolemia. Ipercolesterolemia primaria In uno studio in doppio cieco, controllato con placebo, di 8 settimane, 769 pazienti con ipercolesterolemia già in monoterapia con statine e che non avevano raggiunto l'obiettivo per il C-LDL secondo il National Cholesterol Education Program (NCEP) (da 2,6 a 4,1 mmol/l [da 100 a 160 mg/dl] a seconda delle caratteristiche al basale) sono stati randomizzati a ricevere o ezetimibe 10 mg o placebo in aggiunta alla loro preesistente terapia con statine. Fra i pazienti trattati con statine che non raggiungevano l'obiettivo di C-LDL al basale (~82%),un numero significativamente maggiore di pazienti randomizzati a ezetimibe hanno raggiunto l'obiettivo di C-LDL all'endpoint dello studio rispetto ai pazienti randomizzati a placebo, 72% e 19%, rispettivamente. Le riduzioni corrispondenti del C-LDL sono state significativamente differenti (25% e 4% per ezetimibe vs placebo, rispettivamente). Inoltre l’ezetimibe, aggiunto ad una terapia con statine ha diminuito in misura significativa il C-totale, l'Apo B, i TG, ed ha aumentato il C-HDL rispetto al placebo. L’ezetimibe o il placebo aggiunti ad una terapia con statine hanno ridotto il valore mediano della proteina C-reattiva rispettivamente del 10% o dello 0% dal basale. In due studi della durata di 12 settimane, controllati con placebo, randomizzati, a doppio cieco, su 1.719 pazienti con ipercolesterolemia primaria, ezetimibe 10 mg ha diminuito significativamente il C-totale (13%), il C-LDL (19%), l'Apo B (14%) e i TG (8%) ed ha aumentato il C-HDL (3%) rispetto al placebo. Ezetimibe non ha inoltre avuto alcun effetto sulle concentrazioni plasmatiche delle vitamine liposolubili A, D ed E, sul tempo di protrombina e, come altri farmaci ipolipemizzanti, non ha alterato la produzione di adrenocorticosteroidi. In uno studio clinico multicentrico, in doppio cieco, controllato (ENHANCE),720 pazienti con ipercolesterolemia familiare eterozigote sono stati randomizzati a ricevere ezetimibe 10 mg in associazione con simvastatina 80 mg (n=357) o simvastatina 80 mg (n= 363) per 2 anni. L'obiettivo primario dello studio era quello di investigare l'effetto della terapia di associazione ezetimibe/ simvastatina sullo spessore delle tuniche intima e media (IMT) dell'arteria carotide rispetto alla simvastatina in monoterapia. Non è ancora dimostrato l'impatto di questo marker surrogato su morbilità e su mortalità cardiovascolare. L'endpoint primario, il cambiamento dell'IMT medio di tutti i sei segmenti della carotide, non è risultato significativamente differente (p=0,29) tra i due gruppi di trattamento in base alle misurazioni effettuate con la ultrasonografia B-mode. Con ezetimibe 10 mg in associazione con simvastatina 80 mg o con simvastatina 80 mg da sola, lo spessore delle tuniche intima e media è aumentato rispettivamente di 0,0111 mm e 0,0058 mm, nel corso dei 2 anni di durata dello studio (al basale la misura media dell'IMT della carotide era rispettivamente di 0,68 mm e 0,69 mm).
Ezetimibe 10 mg in associazione con simvastatina 80 mg ha diminuito il C-LDL,il C-totale, l'Apo B, e i TG in modo significativamente superiore rispetto alla simvastatina 80 mg. Per i due gruppi di trattamento l'aumento percentuale del C-HDL è stato simile. Le reazioni avverse segnalate con ezetimibe 10 mg in associazione con simvastatina 80 mg sono state consistenti con il suo profilo di sicurezza noto. Popolazione pediatrica In uno studio multicentrico, in doppio cieco, controllato, 138 pazienti (59 ragazzi e 79 ragazze), da 6 a 10 anni di età (età media di 8,3 anni) con ipercolesterolemia familiare eterozigote (IF eterozigote) o non familiare con valori basali di C-LDL compresi tra 3,74 e 9,92 mmol/l sono stati randomizzati a ezetimibe 10 mg o placebo per 12 settimane. Alla settimana 12, ezetimibe ha diminuito significativamente il C-totale (-21% vs. 0%), il C-LDL (-28% vs. -1%), l'Apo-B (-22% vs. -1%) e il C-non-HDL (-26% vs. 0%) rispetto al placebo. I risultati sono stati simili tra i due gruppi di trattamento per i TG ed il C-HDL (-6% vs. +8%, e +2% vs. +1%, rispettivamente). In uno studio multicentrico, in doppio cieco, controllato, 142 ragazzi (stadio di Tanner II e stadi superiori) e 106 ragazze in post-menarca, da 10 a 17 anni di età (età media di 14,2 anni) con ipercolesterolemia familiare eterozigote (IF eterozigote) con valori basali di C-LDL compresi tra 4,1 e 10,4 mmol/l sono stati randomizzati a ezetimibe 10 mg co-somministrato con simvastatina (10, 20 o 40 mg) o simvastatina (10, 20 o 40 mg) da sola per 6 settimane, ezetimibe e simvastatina 40 mg co-somministrati o simvastatina 40 mg da sola per le successive 27 settimane, e successivamente ezetimibe e simvastatina (10 mg, 20 mg o 40 mg) co-somministrati in aperto per 20 settimane. Alla settimana 6, ezetimibe co-somministrato con simvastatina (tutte le dosi) ha diminuito significativamente il C-totale (38% vs 26%), il C-LDL (49% vs 34%), l'Apo B (39% vs 27%) ed il C-nonHDL (47% vs 33%) rispetto alla simvastatina da sola (tutte le dosi). I risultati sono stati simili tra i due gruppi di trattamento per i TG ed il C-HDL (-17% vs -12% e +7% vs +6%, rispettivamente). Alla settimana 33, i risultati sono stati consistenti con quelli della settimana 6 e significativamente più pazienti in trattamento con ezetimibe e simvastatina 40 mg (62%) hanno raggiunto l’obiettivoterapeutico ideale secondo NCEP AAP (<2,8 mmol/L [110 mg/dL]) per quanto riguarda i valori di C-LDL rispetto ai pazienti in trattamento con simvastatina 40 mg (25%). Alla settimana 53, fine del periodo di estensione in aperto, sono stati mantenuti gli effetti sui parametrilipidici. La sicurezza e l'efficacia di ezetimibe co-somministrato con dosi di simvastatina superiori a 40 mg al giorno non sono stati studiati nei pazienti pediatrici da 10 a 17 anni di età. La sicurezza e l'efficacia di ezetimibe cosomministrato con simvastatina non sono state studiate nei pazienti pediatrici di età inferiore a 10 anni. Nei pazienti di età inferiore a 17 anni non è stata stabilita l'efficacia a lungo termine della terapia con ezetimibe nel ridurre morbidità e mortalità in età adulta. Prevenzione degli eventi cardiovascolari IMProved Reduction of Outcomes: Vytorin Efficacy International Trial (IMPROVE-IT) era uno studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, con controllo attivo condotto su 18.144 pazienti ospedalizzati per sindrome coronarica acuta (SCA; infarto miocardico acuto [MI] o angina instabile [UA]) negli ultimi 10 giorni. I pazienti mostravano livelli di colesterolo LDL ≤125 mg/dL (≤3,2 mmol/L) al momento dell’instaurarsi della SCA se non si erano sottoposti a terapia ipolipidemizzante oppure ≤ 100 mg/dL (≤2,6 mmol/L) se si erano sottoposti a terapia ipolipidemizzante. Tutti i pazienti sono stati randomizzati in un rapporto 1:1 a ricevere ezetimibe/simvastatina 10/40 mg (n=9.067) o simvastatina 40 mg (n. 9.077) e seguiti per un periodo mediano di 6,0 anni. I pazienti avevano un’età media di 63,6 anni: il 76% erano di sesso maschile, l’84% di origine caucasic
il 27% erano diabetici. Il valore medio di LDL-C,al momento dell’evento qualificante lo studio era di 80 mg/dL (2,1 mmol/L) per coloro in terapia ipolipemizzante (n = 6.390) e 101 mg/dL (2,6 mmol/L) per coloro che non si erano sottoposti in precedenza a terapia ipolipemizzante (n = 11.594). Prima del ricovero in ospedale a causa dell’evento di SCA qualificante, il 34% dei pazienti era in terapia con statine. Ad un anno, la media di LDL-C per i pazienti che avevano continuato la terapia era 53,2 mg/dL (1,4 mmol/L) per il gruppo simvastatina /ezetimibe e 69,9 mg/dL (1,8 mmol/L) per il gruppo in monoterapia con simvastatina. In genere si sono ottenuti i valori lipidici nei pazienti che hanno continuato la terapia oggetto dello studio. L'endpoint primario composito era costituito da morte cardiovascolare, eventi coronarici maggiori (MCE; definiti come infarto del miocardio non fatale, angina instabile che ha richiesto il ricovero in ospedale, o qualsiasi procedura di rivascolarizzazione coronarica verificatisi almeno 30 giorni dopo l'assegnazione al trattamento con metodo causale) e ictus non-fatale. Lo studio ha dimostrato che il trattamento con ezetimibe quando aggiunto alla simvastatina ha fornito un beneficio incrementale nel ridurre l'endpoint primario composito di morte cardiovascolare, MCE, e ictus non fatale rispetto alla sola simvastatina (riduzione del rischio relativo del 6,4%, p = 0,016). L'endpoint primario si è verificato in 2.572 dei 9.067 pazienti (7 anni tasso Kaplan-Meier [KM] 32,72%) nel gruppo ezetimibe/simvastatina e in 2.742 dei 9.077 pazienti (7 anni tasso KM 34,67%) nel gruppo simvastatina da sola (vedere Figura 1 e Tabella 1). Ci si aspetta che questo beneficio incrementale risulti simile in seguito alla somministrazione concomitante di altre statine che si siano dimostrate efficaci nel ridurre il rischio di eventi cardiovascolari. La mortalità totale è rimasta inalterata in questo gruppo ad alto rischio (vedere Tabella 1). E’ stato osservato un beneficio complessivo per tutti gli ictus; tuttavia si è verificatoun lieve aumento non significativo di ictus emorragico nel gruppo ezetimibe in associazione consimvastatina rispetto al gruppo trattato con simvastatina da sola (vedere Tabella 1). Non è stato studiato il rischio di ictus emorragico per somministrazione concomitante di ezetimibe con statine di potenza più elevata in studi con risultati a lungo termine. L'effetto del trattamento con ezetimibe/simvastatina è stato generalmente in linea con i risultati complessivi all’interno di molti sottogruppi, tra cui sesso, età, etnia, anamnesi di diabete mellito, valori lipidici al basale, precedente terapia con statine, ictus pregresso e ipertensione.
Figura 1 Effetto di ezetimibe/simvastatina sull’endpoint primario composito di morte cardiovascolare,maggiore evento coronarico o ictus non fatale Tabella 1 Eventi cardiovascolari maggiori per gruppo di trattamento in tutti i pazienti randomizzati nello studio IMPROVE-IT Esito Ezetimibe/Simvastatina (N=9.067) Simvastatina 40 mgb (N=9.077) Rapporto di rischio (95 % IC) Valore p n K-M %c n K-M %c Endpoint composito primario di efficacia MorteCV, eventi coronarici maggiori e ictus non fatale) 2.572 32,72 % 2.742 34,67 % 0,936 (0,887 , 0,988) 0,016 Endpoint compositi secondari di efficacia Morteper malattia coronarica, infarto miocardico non fatale, rivascolarizzazione coronarica urgente dopo 30 giorni 1.322 17,52 % 1,448 18,88 % 0,912 (0,847 , 0,983) 0,016 Eventi cardiovascolari maggiori, ictus non fatale, morte (per tuttele cause) 3.089 38,65 % 3.246 40,25 % 0,948 (0,903 , 0,996) 0,035 MorteCV, infarto del miocardio non fatale, angina instabile che richiede il ricovero in ospedale, qualsiasi tipo di rivascolarizzazione, ictus non fatale 2.716 34,49 % 2.869 36,20 % 0,945 (0,897 , 0,996) 0,035 Componenti dell’endpoint Composito Primario e Selezionedi Endpoint di Efficacia (prime manifestazionidi un evento specifico in qualsiasi momento) Mortecardiovascolare 537 6,89 % 538 6,84 % 1,000 (0,887 , 1,127) 0,997 Evento coronarico maggiore: Infarto del miocardio non fatale 945 12,77 % 1.083 14,41 % 0,871 (0,798 , 0,950) 0,002 Angina instabile che richiede ricovero in ospedale 156 2,06 % 148 1,92 % 1,059 (0,846 , 1,326) 0,618
Rivascolarizzazionecoronarica dopo 30 giorni 1.690 21,84 % 1.793 23,36 % 0,947 (0,886 , 1,012) 0,107 Ictus non fatale 245 3,49 % 305 4,24 % 0,802 (0,678 , 0,949) 0,010 Tuttiitipidiinfarto delmiocardio (fatalee non fatale) 977 13,13 % 1.118 14,82 % 0,872 (0,800 , 0,950) 0,002 Tuttiitipidiictus (fataleenon fatale) 296 4,16 % 345 4,77 % 0,857 (0,734 , 1,001) 0,052 Ictus non emorragicod 242 3,48 % 305 4,23 % 0,793 (0,670 , 0,939) 0,007 Ictus emorragico 59 0,77 % 43 0,59 % 1,377 (0,930 , 2,040) 0,110 Morteper qualsiasicausa 1.215 15,36 % 1.231 15,28 % 0,989 (0,914 , 1,070) 0,782 a 6 % sono statititolati a ezetimibe/simvastatina 10/80 mg. b 27 % sono statititolati a simvastatina 80 mg. c Stima Kaplan-Meier al settimo anno. d Include ictus ischemico o ictus di tipo indeterminato. Prevenzione di eventi vascolari maggiori nella malattia renale cronica (MRC) Lo Study of Heart and Renal Protection (SHARP) è stato uno studio multinazionale, randomizzato, controllato con placebo, in doppio cieco condotto su 9.438 pazienti con malattia renale cronica, un terzo dei quali era in dialisi al basale. Un totale di 4.650 pazienti sono stati assegnati ad una combinazione a dose fissa di ezetimibe 10 mg con simvastatina 20 mg e 4.620 a placebo, e sono stati seguiti per un periodo mediano di 4,9 anni. I pazienti avevano un'età media di 62 anni e 63% erano di sesso maschile, 72% caucasici, 23% diabetici e, per quelli non in dialisi, la velocità media stimata di filtrazione glomerulare (eGFR) era 26,5 ml/min/1,73 m2 . Non c’era alcun criterio d’inclusione nello studio basato sui lipidi. Il C-LDL medio al basale era 108 mg/dl. Dopo un anno, includendo i pazienti che non assumevano più il medicinale in studio, il C-LDL è stato ridotto del 26% rispetto al placebo dalla simvastatina 20 mg da sola e del 38% da ezetimibe 10 mg in associazione con simvastatina 20 mg. Il confronto primario specificato nel protocollo SHARP era un’analisi per intention-to-treat degli “eventi vascolari maggiori” (MVE; definiti come infarto del miocardio non fatale o morte cardiaca,ictus o qualsiasi procedura di rivascolarizzazione) solo in quei pazienti inizialmente randomizzati a ezetimibe in associazione con simvastatina (n = 4.193) o placebo (n = 4.191). Analisi secondarie comprendevano lo stesso composito analizzato per l'intera coorte randomizzata (al basale dello studio o a 1 anno) a ezetimibe in associazione con simvastatina (n = 4.650) o placebo (n = 4.620) così come i componenti di questo composito. L’analisi dell'endpoint primario ha mostrato che ezetimibe in associazione con simvastatina ha ridotto significativamente il rischio di eventi vascolari maggiori (749 pazienti con eventi nel gruppo placebo vs. 639 nel gruppo ezetimibe in associazione con simvastatina) con una riduzione del rischio relativo del 16% (p=0,001). Tuttavia, il disegno di questo studio non consentiva un contributo separato del monocomponente ezetimibe sull’efficacia nel ridurre significativamente il rischio di eventi vascolari maggiori in pazienti con MRC. Le singole componenti degli MVE in tutti i pazienti randomizzati sono mostrate nella Tabella 2. Ezetimibe in associazione con simvastatina ha ridotto in modo significativo il rischio di ictus e di qualsiasi procedura di rivascolarizzazione, con differenze numeriche non significative in favore di ezetimibe in associazione con simvastatina per infarto del miocardio non fatale e morte cardiaca.
Tabella 2 Eventi vascolari maggiori per gruppo di trattamento in tutti i pazienti randomizzati nello studio SHARPa Esito ezetimibe 10 mg in associazione con simvastatina 20 mg (N=4.650) Placebo (N=4.620) Rapporto di rischio (95% IC) Valore p Eventi vascolari maggiori 701 (15,1 %) 814 (17,6 %) 0,85 (0,77-0,94) 0,001 Infarto del miocardio non fatale 134 (2,9 %) 159 (3,4 %) 0,84 (0,66-1,05) 0,12 Morte cardiaca 253 (5,4 %) 272 (5,9 %) 0,93 (0,78-1,10) 0,38 Qualsiasi tipo di ictus 171 (3,7 %) 210 (4,5 %) 0,81 (0,66-0,99) 0,038 Ictus non emorragico 131 (2,8 %) 174 (3,8 %) 0,75 (0,60-0,94) 0,011 Ictus emorragico 45 (1,0 %) 37 (0,8 %) 1,21 (0,78-1,86) 0,40 Qualsiasi tipo di rivascolarizzazione 284 (6,1 %) 352 (7,6 %) 0,79 (0,68-0,93) 0,004 Eventi aterosclerotici maggiori (MAE)b 526 (11,3 %) 619 (13,4 %) 0,83 (0,74-0,94) 0,002 a Analisi intention-to-treat su tutti i pazienti dello SHARP randomizzati a ezetimibe in associazione con simvastatina o placebo al basale o a 1 anno b MAE; definiti come il composito di infarto del miocardio non fatale, morte coronarica, ictus non emorragico o qualsiasi tipo di rivascolarizzazione La riduzione assoluta del colesterolo LDL ottenuta con ezetimibe in associazione con simvastatina è stata più bassa tra i pazienti con un C-LDL più basso al basale (<2,5 mmol/l) e i pazienti in dialisi al basale rispetto agli altri pazienti e le corrispondenti riduzioni del rischio in questi due gruppi sono state attenuate. Ipercolesterolemia familiare omozigote (IF omozigote) Uno studio in doppio cieco, randomizzato, di 12 settimane, ha arruolato 50 pazienti con una diagnosi clinica e/o genotipica di IF omozigote che sono stati trattati con atorvastatina o simvastatina (40 mg) con o senza concomitante aferesidelle LDL. Ezetimibe somministrato con atorvastatina (40 o 80 mg) o simvastatina (40 o 80 mg), ha ridotto in maniera significativa il C-LDL del 15% rispetto all’aumento del dosaggio della monoterapia con simvastatina o atorvastatina da 40 ad 80 mg. Sitosterolemia omozigote (fitosterolemia) In uno studio, in doppio cieco, controllato con placebo di 8 settimane, 37 pazienti con sitosterolemia omozigote sono stati randomizzati a ricevere ezetimibe 10 mg (n=30) o placebo (n=7). Alcuni pazienti erano in corso di trattamento con altri farmaci(per es., statine, resine). Ezetimibe ha diminuito in maniera significativa i due principali steroli vegetali, sitosterolo e campesterolo, del 21% e del 24% dal basale, rispettivamente. Gli effetti della riduzione dei livelli di sitosterolo sulla morbilità e la mortalità in questa popolazione non sono noti. Stenosi aortica Lo studio Simvastatin and Ezetimibe for the Treatment of Aortic Stenosis (SEAS) era uno studio multicentrico, in doppio cieco, controllato con placebo con una durata mediana di 4,4 anni condotto su 1.873 pazienti con stenosi aortica asintomatica (AS), documentata tramite una velocità di picco del flusso aortico misurata mediante Doppler compresa tra 2,5 e 4,0 m/s. Sono stati arruolati soltanto pazienti per i quali non si riteneva necessario il trattamento con statine al fine di ridurre il rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica. I pazienti sono stati randomizzati con rapporto 1:1 a ricevere placebo o ezetimibe 10 mg e simvastatina 40 mg al giorno in co-somministrazione.
L'endpoint primario era il composito di eventi cardiovascolari maggiori (MCE) consistente in morte cardiovascolare, sostituzione chirurgica della valvola aortica (AVR),insufficienza cardiaca congestizia (CHF) risultante dalla progressione della AS, infarto del miocardio non-fatale, bypass aortocoronarico (cabG), intervento coronarico percutaneo (PCI),ospedalizzazione per angina instabile, e ictus nonemorragico. Gli endpoint secondarichiave erano compositi di sottoinsiemi delle categorie di evento dell'endpoint primario. Rispetto al placebo, ezetimibe/simvastatina 10/40 mg non ha ridotto in modo significativo il rischio di MCE. L’outcome primario si è verificato in 333 pazienti (35,3%) nel gruppo ezetimibe/simvastatina ed in 355 pazienti (38,2 %) nel gruppo placebo (hazard ratio nel gruppo ezetimibe/simvastatina, 0,96; intervallo di confidenza al 95%, da 0,83 a 1,12; p=0,59). La sostituzione della valvola aortica è stata effettuata in 267 pazienti (28,3%) nel gruppo ezetimibe/simvastatina e in 278 pazienti (29,9%) nel gruppo placebo (hazard ratio, 1,00; IC 95%, da 0,84 a 1,18; p =0,97). Un numero inferiore di pazienti ha avuto eventi cardiovascolari ischemici nel gruppo ezetimibe/simvastatina (n=148) rispetto al gruppo placebo (n=187) (hazard ratio, 0,78; IC 95%, da 0,63 a 0,97; p=0,02), principalmente a causa del minor numero di pazienti che erano stati sottoposti a bypass aortocoronarico. Il cancro si è verificato più frequentemente nel gruppo ezetimibe/simvastatina (105 versus 70,p=0,01). La rilevanza clinica di questa osservazione è incerta perché nello studio più grande SHARP il numero totale di pazienti con qualsiasi tipo di cancro incidente (438 nel gruppo ezetimibe/simvastatina versus 439 nel gruppo placebo) non era differente. Inoltre, nello studio IMPROVE-IT il numero totale di pazienti con qualsiasi nuova diagnosi di tumore maligno (853 nel gruppo ezetimibe/simvastatina versus 863 nel gruppo simvastatina) non differiva in modo significativo e pertanto il risultato dello studio SEAS non è stato confermato da SHARP o da IMPROVE-IT.
5.2 Proprietà farmacocinetiche
Assorbimento A seguito di somministrazione orale, ezetimibe viene assorbito rapidamente e coniugato ampiamente al glucuronide fenolico farmacologicamente attivo (ezetimibe-glucuronide). I valori medi delle concentrazioni plasmatiche di picco (Cmax) si osservano entro 1-2 ore per ezetimibe-glucuronide e 4-12 ore per ezetimibe. La biodisponibilità assoluta di ezetimibe non può essere determinata poiché il composto è virtualmente insolubile in un mezzo acquoso adatto ad iniezione. La somministrazione concomitante di cibo (pasti ad alto contenuto di grassi o senza contenuto di grassi) non ha avuto effetto sulla biodisponibilità orale di ezetimibe somministrato come ezetimibe compresse 10 mg. Ezetimibe Aristo può essere somministrato indipendentemente dai pasti. Distribuzione Ezetimibe ed ezetimibe-glucuronide sono legati alle proteine del plasma umano per il 99,7% e per l’8892%, rispettivamente. Metabolismo Ezetimibe viene metabolizzato principalmente nell'intestino tenue e nel fegato attraverso la coniugazione a glucuronide (una reazione di fase II) con successiva escrezione biliare. È stato osservato un minimo metabolismo ossidativo (una reazione di fase I) in tutte le specie valutate. Ezetimibe ed ezetimibeglucuronide sono i principali composti farmacoderivati rinvenuti nel plasma, e costituiscono circa il 1020% e l'80-90% del totale del farmaco presente nel plasma, rispettivamente. Sia ezetimibe che ezetimibeglucuronide vengono lentamente eliminati dal plasma con evidenza di significativo ciclo enteroepatico. L’emivita di ezetimibe ed ezetimibe-glucuronide è di circa 22 ore.
Eliminazione A seguito di somministrazione orale di 14 C ezetimibe (20 mg) nell'uomo, l’ezetimibe totale era di circa il 93% della radioattività totale del plasma. Circa il 78% e l’11% della radioattività somministrata è stata rinvenuta nelle feci e nelle urine, rispettivamente, nel corso di un periodo di 10 giorni di raccolta dei campioni. Dopo 48 ore, non vi erano livelli rilevabili di radioattività nel plasma. Popolazioni speciali Popolazione pediatrica La farmacocinetica di ezetimibe è simile tra bambini ≥6 anni e adulti. I dati di farmacocinetica nella popolazione pediatrica < 6 anni di età non sono disponibili. L'esperienza clinica in pazienti pediatrici e in pazienti adolescenti comprende pazienti con IF omozigote, IF eterozigote, o sitosterolemia. Anziani Le concentrazioni plasmatiche dell'ezetimibe totale sono di circa due volte maggiori negli anziani (≥65 anni) rispetto ai giovani (18-45 anni). La riduzione del C-LDL ed il profilo di sicurezza sono paragonabili fra individui anziani e giovani trattaticon ezetimibe. Non è pertanto necessario alcun aggiustamento posologico nei pazienti anziani. Compromissione epatica A seguito della somministrazione di una dose singola di 10 mg di ezetimibe, l’AUC media per l’ezetimibe totale è aumentata di circa 1,7 volte nei pazienti con compromissione epatica lieve (punteggio di Child Pugh 5 o 6), rispetto a soggetti sani. In uno studio di 14 giorni a dose multipla (10 mg/die) in pazienti con compromissione epatica moderata (punteggio di Child Pugh da 7 a 9), l’AUC media per l’ezetimibe totale è aumentata di circa 4 volte al giorno 1 ed al giorno 14 rispetto ai soggetti sani. Non è necessario alcun aggiustamento del dosaggio in pazienti con compromissione epatica lieve. A causa degli effetti sconosciuti dell’aumentata esposizione ad ezetimibe in pazienti con compromissione epatica moderata o grave (punteggio di Child Pugh >9), ezetimibe non è raccomandato in questi pazienti (vedere paragrafo 4.4). Danno renale Dopo una singola dose da 10 mg di ezetimibe in pazienti con malattia renale grave (n=8; Cr Cl media ≤30 ml/min/1,73 m2 ), l’AUC media per l’ezetimibe totale è aumentata di circa 1,5 volte rispetto a soggetti sani (n=9). Tale risultato non viene considerato significativo dal punto di vista clinico. Non è necessario l’aggiustamento del dosaggio per i pazienti con danno renale. Un ulteriore paziente in questo studio (post trapianto del rene e trattato con terapia farmacologica multipla comprendente ciclosporina) ha avuto un’esposizione all'ezetimibe totale maggiore di 12 volte. Sesso Le concentrazioni plasmatiche dell’ezetimibe totale sono leggermente maggiori (circa 20%) nelle donne che negli uomini. La riduzione del C-LDL ed il profilo di sicurezza sono paragonabili fra uomini e donne trattati con ezetimibe. Non è pertanto necessario un aggiustamento del dosaggio in base al sesso genere.
5.3 Dati preclinici di sicurezza
Gli studi sugli animali sulla tossicità cronica di ezetimibe non hanno identificato organi bersaglio per gli effetti tossici. In cani trattati per quattro settimane con ezetimibe (≥0,03 mg/Kg/die) la concentrazione di colesterolo nella bile cistica è aumentata di un fattore da 2,5 a 3,5. In uno studio di un anno su cani trattati con dosi fino a 300 mg/Kg/die tuttavia, non sono stati osservati aumenti nell’incidenza di colelitiasi od altri effetti a livello epatobiliare. La rilevanza di questi dati per l’uomo non è nota. Non può essere escluso un rischio di effetto litogenico associato all’uso terapeutico di ezetimibe. In studi di somministrazione concomitante con ezetimibe e statine gli effettitossici osservatisono stat
essenzialmente quelli associati tipicamente con le statine. Alcuni degli effetti tossici sono stati più pronunciati di quelli osservatinel corso del trattamento con le statine da sole. Ciò viene attribuito alle interazioni farmacocinetiche e farmacodinamiche nella somministrazione concomitante. Interazioni di questo genere non si sono verificate negli studi clinici. Episodi di miopatia si sono verificati nei ratti solo a seguito dell’esposizione a dosaggi di diverse volte maggiori rispetto al dosaggio terapeutico nell’uomo (circa 20 volte il livello di AUC per le statine e da 500 a 2.000 volte il livello di AUC per i metaboliti attivi). In una serie di saggi in vivo ed in vitro ezetimibe, somministrato da solo o in somministrazione concomitante con le statine, non ha mostrato potenziale genotossico. I test di carcinogenesi a lungo termine sull’ezetimibe sono stati negativi. Ezetimibe non ha avuto effetto sulla fertilità dei ratti maschio o femmina, non è risultato teratogenico nei ratti o nei conigli, né ha avuto effetti sullo sviluppo prenatale o postnatale. Ezetimibe ha attraversato la barriera placentare in ratte e coniglie gravide trattate con dosi multiple di 1.000 mg/Kg/die. La somministrazione concomitante di ezetimibe e statine non è risultata teratogenica nei ratti. In coniglie gravide, è stato osservato un piccolo numero di deformità scheletriche (fusione delle vertebre toraciche e caudali, ridotto numero delle vertebre caudali). La somministrazione di ezetimibe in associazione con lovastatina ha mostrato di avere effettiletali per l'embrione.
6. Informazioni farmaceutiche
6.1 Elenco degli eccipienti
Lattosio monoidrato Cellulosa microcristallina, Croscarmellosa sodica Sodio laurilsolfato Povidone Silice, colloidale anidra Magnesio stearato
6.2 Incompatibilità
Non pertinente.
6.3 Periodo di validità
2 anni
6.4 Precauzioni particolari per la conservazione
Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità. Non conservare a temperatura superiore a 25°C
6.5 Natura e contenuto del contenitore
Blister in PVC/PE/PVdC//alluminio in confezioni da 14, 28, 30, 50, 98 e 100 compresse. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione
Nessuna precauzione particolare.
7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio
Aristo Pharma GmbH Wallenroder Straße 8-10 13435 Berlino Germania
8. Numero/i dell’autorizzazione all’immissione in commercio
046509016 - "10 mg Compresse" 14 Compresse In Blister Pvc/Pe/Pvdc/Al 046509028 - "10 mg Compresse" 28 Compresse In Blister Pvc/Pe/Pvdc/Al 046509030 - "10 mg Compresse" 30 Compresse In Blister Pvc/Pe/Pvdc/Al 046509042 - "10 mg Compresse" 50 Compresse In Blister Pvc/Pe/Pvdc/Al 046509055 - "10 mg Compresse" 98 Compresse In Blister Pvc/Pe/Pvdc/Al 046509067 - "10 mg Compresse" 100 Compresse In Blister Pvc/Pe/Pvdc/Al
9. Data della primaautorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione
<Data della prima autorizzazione: {GG mese AAAA}> <Data del rinnovo più recente:{GG mese AAAA}>
10. Data di revisione del testo
<{MM/AAAA}>