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FLECTORFLAM

Principio attivo: DICLOFENAC IDROSSIETILPIRROLIDINA, DICLOFENAC · ATC M01AB05 · IBSA FARMACEUTICI ITALIA S.R.L.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Principio attivo: DICLOFENAC IDROSSIETILPIRROLIDINA, DICLOFENAC
Forma farmaceutica: Granulato
Dosaggio: 65 mg GRANULATO
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: IBSA FARMACEUTICI ITALIA S.R.L.
Codice ATC: M01AB05
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· DICLOFENAC MYLAN - MYLAN S.P.A.
· DICLOFENAC MYLAN GENERICS - MYLAN S.P.A.
· DICLOFENAC DOC GENERICI - DOC GENERICI SRL
· DICLOFENAC DOC - DOC GENERICI SRL
· DICLOFENAC ALMUS - ALMUS S.R.L.
· DICLOFENAC EG - EG S.P.A.
· VOLTFAST - NOVARTIS FARMA S.P.A.
· VOLTAREN - NOVARTIS FARMA S.P.A.
· VOLTAREN - BB FARMA S.R.L.
· DEALGIC - FARMA GROUP S.R.L.
· VOLTAREN - GMM FARMA S.R.L.
· MUSCADVANCE - DOC GENERICI SRL
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A cosa serve questo medicinale?

FLECTORFLAM contiene il principio attivo diclofenac idrossietilpirrolidina ed appartiene alla classe dei farmaci contro il dolore e l’infiammazione (antinfiammatori non steroidei, FANS). Altri FANS includono aspirina ed ibuprofene.

FLECTORFLAM è usato per il trattamento sintomatico di condizioni quali:  infiammazioni delle articolazioni (quali artrite reumadoide, periartriti) o dei muscoli (fibromiosite);  dolore delle articolazioni dovuto a gotta;  dolore dovuto ad artrosi;

 mal di schiena.

Si rivolga al medico se, quando usa FLECTORFLAM, non si sente meglio o se si sente peggio dopo un breve periodo di trattamento.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda FLECTORFLAM:  se è allergico al principio attivo (diclofenac), all’aspirina, all’ibuprofene o ad altri FANS;

 se è allergico ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6);  se ha un’ulcera, un sanguinamento o una perforazione dello stomaco e/o dell’intestino (gastrointestinale);  se ha avuto sanguinamento o perforazioni allo stomaco o all’intestino causati dall’assunzione di

FANS;  se ha avuto due o più distinti episodi di ulcera o sanguinamento allo stomaco o al duodeno (peptica) o all’intestino (inclusi sangue nel vomito o durante l’evacuazione o feci nere e catramose);

 se ha avuto asma, orticaria o un’infiammazione del naso (rinite acuta) causate dall’uso di FANS o aspirina;  se ha problemi gravi al fegato;

 se ha problemi gravi ai reni;  se ha problemi al cuore (cardiopatia conclamata) o ai vasi del sangue che vanno al cervello (vasculopatia cerebrale), ad esempio ha avuto un infarto (attacco cardiaco), ictus, un mini-ictus (TIA) o un’ostruzione dei vasi sanguigni diretti al cuore o al cervello o ha subito un intervento per eliminare o evitare tali ostruzioni;  se soffre o ha sofferto di problemi di circolazione del sangue (arteriopatia periferica);

 se ha un sanguinamento in atto, ha problemi di coagulazione del sangue o sta usando farmaci che fluidificano il sangue (anticoagulanti);  se prende farmaci che aumentano la diuresi, in alte dosi o in associazione (terapia diuretica intensiva);  dal sesto mese di gravidanza o sta allattando al seno.

FLECTORFLAM non deve essere usato nei bambini e negli adolescenti con meno di 14 anni di età.

Faccia attenzione con FLECTORFLAM Si rivolga al medico prima di prendere FLECTORFLAM se:

 pensa di essere allergico a diclofenac, ad aspirina, a ibuprofene o a qualsiasi altro FANS, o a qualsiasi altro componente di FLECTORFLAM. (L’elenco dei componenti è disponibile in fondo al foglio illustrativo.) Segni di una reazione di ipersensibilità includono tumefazione del viso e della bocca (angioedema), problemi respiratori, dolore toracico, naso che cola, eruzione cutanea o qualsiasi altra reazione di tipo allergico  ha avuto ulcera o sanguinamento allo stomaco o al duodeno (peptica) o all’intestino, i cui sintomi possono comprendere sangue nel vomito o durante l’evacuazione o feci nere e catramose;  ha malattie intestinali, fra cui colite ulcerosa e morbo di Crohn;  ha o ha avuto problemi ai reni;  ha problemi al fegato (ed esempio porfiria epatica);

 ha sofferto o soffre di disordini ematici;  soffre o ha sofferto di asma, bronco pneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), polipi nasali o rinite allergica;  sta pianificando una gravidanza, poiché FLECTORFLAM potrebbe interferire con il

concepimento.  di recente è stato sottoposto o è in procinto di sottoporsi a un intervento chirurgico allo stomaco o al tratto intestinale prima di ricevere/assumere/utilizzare FLECTORFLAM, in quanto FLECTORFLAM può talvolta peggiorare la guarigione della ferita nell’intestino a seguito di un intervento chirurgico.

Avvertenze e precauzioni  I medicinali come FLECTORFLAM potrebbero essere associati a un modesto aumento del rischio di attacco cardiaco (infarto miocardico) o ictus. Il rischio aumenta con alti dosaggi e trattamenti prolungati. Non superi la dose raccomandata o la durata di trattamento stabilita. Prima di assumere FLECTORFLAM si assicuri che il suo medico sia al corrente:

- se fuma;
- se soffre di diabete;
- se soffre di dolore al petto (angina), coaguli del sangue (ematici), pressione del sangue
elevata, colesterolo aumentato o trigliceridi aumentati.

 FLECTORFLAM è un farmaco anti-infiammatorio, per cui potrebbe ridurre i sintomi di un’infezione, quali cefalea o febbre. Se non si sente bene e necessita di essere visitato, si ricordi di comunicare al medico che sta usando FLECTORFLAM.  I pazienti anziani sono più soggetti ad effetti indesiderati associati ad FLECTORFLAM: avverta il medico in caso di sintomi insoliti.

FACCIA ATTENZIONE poiché:  durante il trattamento con tutti i farmaci contro l’infiammazione (FANS), in qualsiasi momento,

con o senza sintomi di preavviso, anche in pazienti senza precedenti problemi gravi allo stomaco o all’intestino (gastrointestinali), sono stati riportati sanguinamenti, ulcerazione o perforazione dello stomaco o dell’intestino, che possono essere mortali;  anche se molto raramente, sono state riportate gravi reazioni della pelle, alcune delle quali mortali, che si manifestano con arrossamento, formazione di bolle ed esfoliazione (ad esempio dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica). Nelle prime fasi della

terapia, i pazienti sembrano essere a più alto rischio: tali reazioni si verificano nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento.

Gli effetti indesiderati possono essere ridotti al minimo usando la minima dose efficace per la minima

durata necessaria. Non ecceda con la dose di FLECTORFLAM e non lo prenda per lunghi periodi; segua sempre attentamente le indicazioni del medico.

SOSPENDA il trattamento e contatti il medico se:  nota qualsiasi sintomo a carico dello stomaco e dell’intestino (gastrointestinale), soprattutto se si tratta di sanguinamenti;

 compare un’eruzione della cute, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di reazione allergica (esempio arrossamento, prurito, gonfiore del viso e della gola, brusco abbassamento della pressione).

Altri medicinali e FLECTORFLAM Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale, inclusi quelli senza obbligo di prescrizione (ad esempio farmaci da banco o sostanze per uso ricreativo). Alcuni medicinali potrebbero interferire con il suo trattamento.

Informi il medico se sta assumendo uno dei seguenti medicinali:

 altri FANS o inibitori della ciclo-ossigenasi-2, come ad esempio aspirina o ibuprofene (antidolorifici);  antidiabetici;  anticoagulanti (fluidificanti del sangue come warfarin o eparina);

 antiaggreganti (per prevenire la formazione di trombi);  diuretici (medicinali che aumentano il flusso urinario);  litio (un medicinale per trattare alcuni tipi di depressione);  fenitoina (un medicinale per trattare l’epilessia);  glicosidi cardiaci (ad esempio digossina; medicinale per problemi cardiaci);  metotrexato (medicinale per alcuni tipi di infiammazione e cancro);

 ciclosporina (per alcuni tipi di infiammazione e immunosoppressori dopo trapianti d’organo);  antibiotici chinolonici (medicinali usati per trattare alcune infezioni);  steroidi (medicinali per infiammazioni e per il trattamento di problemi al sistema immunitario);  colestipolo (un medicinale usato per la riduzione del colesterolo);  colestiramina (un medicinale usato per la riduzione del colesterolo e per il trattamento di problemi

epatici e morbo di Crohn);  sulfinpirazone (un medicinale usato per il trattamento della gotta);  voriconazolo (un medicinale usato per il trattamento di infezioni micotiche);  farmaci per insufficienze cardiache o ipertensione, come betabloccanti o ACE inibitori;

 ansiolitici o antidepressivi noti come inibibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs).

Gravidanza, allattamento e fertilità Chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale.

 FLECTORFLAM potrebbe rendere difficoltoso il concepimento. Informi il medico se ha difficoltà di concepimento.  Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, chieda consiglio al

medico, il quale valuterà se usare FLECTORFLAM.  Non prenda FLECTORFLAM negli ultimi 3 mesi di gravidanza, in quanto potrebbe nuocere al feto o causare problemi durante il parto. Può causare problemi ai reni e al cuore del feto. Potrebbe influire sulla tendenza Sua e del bambino al sanguinamento e ritardare o prolungare più del previsto il travaglio. Non dovrebbe assumere FLECTORFLAM nei primi 6 mesi di gravidanza, se non assolutamente necessario e sotto consiglio del medico. Laddove necessiti del trattamento in

tale periodo o durante i tentativi di concepimento, dovrebbe essere utilizzata la dose minima per il minor tempo possibile. Dalla 20a settimana di gravidanza in poi, FLECTORFLAM può causare problemi renali al feto, se assunto per più di qualche giorno, riducendo così i livelli di liquido amniotico che circonda il bambino (oligoidramnios) o causare un restringimento di un vaso sanguigno (dotto arterioso) nel cuore del bambino. Laddove necessiti del trattamento per più di

qualche giorno, il medico potrebbe consigliare un monitoraggio aggiuntivo..  Non prenda FLECTORFLAM se sta allattando con latte materno, poiché può causare effetti indesiderati al lattante.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

FLECTORFLAM potrebbe provocare capogiri, vertigini, sonnolenza, disturbi della vista o disturbi al sistema nervoso. Si astenga dal guidare veicoli o utilizzare macchinari se accusa questi disturbi.

FLECTORFLAM contiene: sorbitolo: questo medicinale contiene 1.703 mg di sorbitolo per bustina, equivalenti a 3.406 mg per la dose giornaliera raccomandata di 2 bustine. Sorbitolo è una fonte di fruttosio. Se il medico le ha detto che lei (o il bambino) è intollerante ad alcuni zuccheri, o se ha una diagnosi di intolleranza ereditaria al fruttosio, una rara malattia genetica per cui i pazienti non riescono a trasformare il fruttosio, parli con il medico prima che lei (o il bambino) prenda questo medicinale. aspartame: questo medicinale contiene 50 mg di aspartame per bustina, equivalenti a 100 mg per la

dose giornaliera raccomandata di 2 bustine. Aspartame è una fonte di fenilalanina. Può esserle dannoso se è affetto da fenilchetonuria, una rara malattia genetica che causa l’accumulo di fenilalanina perché il corpo non riesce a smaltirla correttamente.

Come usarlo

Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.

Adulti e adolescenti con più di 14 anni: 1 bustina di FLECTORFLAM, 2 volte al giorno (a

colazione ed a cena). Sciolga il granulato in metà bicchiere d’acqua e lo assuma a stomaco pieno.

Pazienti anziani: il medico potrebbe stabilire una dose minore rispetto a quella raccomandata per un adulto se sei anziano.

Bambini: non usare nei bambini con meno di 14 anni.

Se prende più FLECTORFLAM di quanto deve può avvertire i seguenti sintomi: vomito, emorragia gastrointestinale, diarrea, capogiri, tinnito (ronzii, sibili, squilli, fischi o altri suoni

persistenti nelle orecchie) e convulsioni. Nei casi più gravi, danni renali o epatici (i sintomi includono difficoltà urinarie o aumento della minzione, crampi muscolari, stanchezza, gonfiore delle mani, dei piedi e del viso, nausea o vomito, ingiallimento della pelle (ittero)). In caso di assunzione di dosi elevate di FLECTORFLAM avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale, poiché potrebbero essere necessarie misure adeguate (es. carbone attivo, lavanda gastrica).

Se dimentica di prendere FLECTORFLAM Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, FLECTORFLAM può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Alcuni effetti indesiderati possono essere gravi.

Interrompa l’assunzione di FLECTORFLAM e informi immediatamente il medico se nota:  Lievi crampi e dolorabilità addominali che si manifestano poco dopo l’inizio del trattamento con FLECTORFLAM, seguiti da sanguinamento rettale o diarrea sanguinolenta solitamente entro 24

ore dalla comparsa del dolore addominale (frequenza non nota, non può essere stimata dai dati disponibili).

Informi immediatamente il medico se avverte i seguenti sintomi:

 reazioni allergiche gravi, che includono: gonfiore (angiedema) del viso, gola o lingua, difficoltà respiratorie, affanno ed eruzione della cute con possibile brusco abbassamento della pressione del sangue (reazioni anafilattiche e anafilattoidi);  dolore o bruciore di stomaco o all’intestino dovuti ad ulcera o perforazione;  ogni sintomo di sanguinamenti dello stomaco o dell’intestino (emorragia gastrointestinale), come presenza di sangue durante l’evacuazione (diarrea emorragica), colorazione nerastra delle feci (melena), sangue nel vomito (ematemesi) o affaticamento anomalo con ridotta eliminazione delle urine (dovuto a sanguinamenti non visibili);  gravi eruzioni cutanee, arrossamento e dolore, eruzioni bollose o esfoliazione della pelle (esempio Sindrome di Steven-Johnson, necrolisi tossica epidermica, dermatite esfoliativa);  problemi al fegato, che possono causare nausea, inappetenza, malessere generale, dolore

addominale, ingiallimento della pelle o della sclera degli occhi (ittero), possibile segni di insufficienza o necrosi del fegato o epatite (anche fulminante);  cambiamenti insoliti nella quantità di urina prodotta e/o del suo aspetto: presenza di sangue nelle urine (ematuria), che possono essere segno di gravi problemi al rene (necrosi papillare, sindrome

nefrosica), infiammazione del rene (nefrite interstiziale), alterazioni della funzionalità del rene (insufficienza renale acuta), perdita di proteine con le urine (proteinuria);  attacco cardiaco (infarto del miocardio) o ictus, pressione del sangue alta (ipertensione), ridotta funzionalità (insufficienza) del cuore, palpitazioni, dolore al petto, infiammazione dei vasi del sangue (vasculite);

 infiammazione delle meningi (meningite asettica), che si manifesta con rigidità del collo, mal di testa, nausea, vomito, febbre o disorientamento ed estrema sensibilità alla luce;  dolore toracico, che può essere segno di una reazione allergica potenzialmente grave denominata sindrome di Kounis.

Altri effetti indesiderati

Effetti indesiderati comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10)  nausea, vomito, diarrea, gas intestinali (flatulenza), cattiva digestione (dispepsia), dolore

all’addome, mancanza o riduzione di appetito (anoressia);  comparsa più o meno improvvisa di lesioni della pelle, ad esempio cambiamenti di colore a macchie o diffusi (rash);  mal di testa, capogiri, vertigini;  aumento delle transaminasi.

Effetti indesiderati rari (possono interessare fino a 1 persona su 1.000)  orticaria;  asma o dispnea;

 infiammazione della mucosa dello stomaco (gastrite) con dolore vomito ed inappetenza;  sonnolenza;  gonfiore (edema).

Effetti indesiderati molto rari (possono interessare fino a 1 persona su 10.000)  prurito, lesioni della pelle, anche dopo esposizione al sole (reazione di fotosensibilità), ad esempio

formazioni di bolle (eruzione bollose), arrossamenti (eczema, eritema, eritema multiforme), o macchie rosso-violacee (porpora, porpora allergica);  perdita di capelli;  infiammazione della mucosa della bocca anche con ulcere (stomatiti), infiammazione della lingua (glossite), problemi all’esofago, difficoltà di evacuazione (costipazione), problemi all’intestino

quali restringimenti (stenosi diaframma-simili), disordini del colon (tra cui infiammazione intestinale e peggioramento della colite ulcerativa o del morbo di Crohn);  infiammazione del pancreas, che si manifesta con severi dolori di stomaco che possono estendersi alla schiena o alla spalla;  patologie del sangue quali: ridotto numero delle piastrine (trombocitopenia), che si manifesta con tendenza a sanguinare; ridotto numero dei globuli bianchi (leucopenia) e dei granulociti

 disturbi della vista, quali offuscamento o visione doppia (diplopia); (agrunolocitosi), che si manifesta con tendenza alle infezioni; ridotto numero e dei globuli rossi (anemia), i cui sintomi includono stanchezza cefalea, capogiri e pallore;

 tinnito (ronzii, sibili, squilli, fischi o altri suoni persistenti nelle orecchie), peggioramento dell’udito;  alterazioni della sensibilità (parestesie), disturbi della memoria, convulsioni, ansia, tremori, alterazioni del gusto;  disorientamento, depressione, disturbi del sonno (insonnia, incubi), irritabilità, perdita di contatto con la realtà (reazioni psicotiche);  infezione dei polmoni (polmonite).

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Lei può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il

sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo “https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse”. Segnalando gli effetti indesiderati lei può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Tenere questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non prenda questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese. Tale data si intende per il prodotto in

confezionamento integro, correttamente conservato.

Conservare a temperatura non superiore ai 25° C.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene FLECTORFLAM Il principio attivo è diclofenac idrossietilpirrolidina.

Una bustina contiene 65 mg di diclofenac idrossietilpirrolidina (pari a 50 mg di diclofenac sodico).

Gli altri componenti sono: aspartame, potassio acesulfame, polivinilpirrolidone, aroma pesca, aroma menta, sorbitolo e aerosil 200 (silice colloidale anidra).

Descrizione dell’aspetto di FLECTORFLAM e contenuto della confezione

Questo medicinale è disponibile in confezione contenente 30 bustine accoppiate.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio IBSA Farmaceutici Italia, Via Martiri di Cefalonia, 2 26900 Lodi

Produttore IBSA Farmaceutici Italia, Via Martiri di Cefalonia, 2 26900 Lodi

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il

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Domande frequenti su FLECTORFLAM

Come si usa FLECTORFLAM?

FLECTORFLAM si presenta in forma di Granulato e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

FLECTORFLAM e disponibile senza ricetta?

No, FLECTORFLAM e soggetto a prescrizione medica.

Qual e il principio attivo di FLECTORFLAM?

Il principio attivo di FLECTORFLAM e DICLOFENAC IDROSSIETILPIRROLIDINA, DICLOFENAC.

Quali sono gli equivalenti di FLECTORFLAM?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: DICLOFENAC MYLAN, DICLOFENAC MYLAN GENERICS, DICLOFENAC DOC GENERICI, DICLOFENAC DOC. Il farmacista puo proporle un equivalente.

Chi produce FLECTORFLAM?

FLECTORFLAM e prodotto da IBSA FARMACEUTICI ITALIA S.R.L..

Da quando FLECTORFLAM e autorizzato in Italia?

FLECTORFLAM ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2015-04-02.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

FLECTORFLAM 50 mg granulato per soluzione orale

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Una bustina contiene: Diclofenac idrossietilpirrolidina mg 65 corrispondenti a Diclofenac sodico mg 50. Eccipienti con effetti noti:  sorbitolo;  aspartame. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Granulato per soluzione orale

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento sintomatico di episodi dolorosi acuti nel corso di affezioni infiammatorie dell'apparato muscolo-scheletrico e di spasmi della muscolatura liscia (artrosi a varia localizzazione, artrite reumatoide, artropatia gottosa, periartriti, fibromiositi, lombalgie).

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia Una bustina, disciolta in ½ bicchiere d'acqua, 2 volte al dì, a stomaco pieno (a colazione ed a cena); l'uso del prodotto andrà limitato al trattamento a breve termine degli stati dolorosi acuti (vedere paragrafo 4.1.). Nel trattamento di pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che dovrà valutare una eventuale riduzione dei dosaggi sopra indicati. Gli effetti indesiderati possono essere ridotti al minimo somministrando la minima dose efficace per la minima durata necessaria per controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni di impiego).

4.3 Controindicazioni

 Ipersensibilità nota al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.  Ulcera, sanguinamento o perforazione gastrointestinale in atto.

 Storia di emorragia gastrointestinale o perforazione relativa a precedenti trattamenti con FANS o storia di emorragia/ulcera peptica ricorrente (due o più episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento).  Ultimo trimestre di gravidanza e durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.6).  Grave insufficienza epatica, grave insufficienza renale o grave insufficienza cardiaca (vedere paragrafo 4.4).  Insufficienza cardiaca congestizia conclamata (classe II-IV dell’NYHA), cardiopatia ischemica, arteriopatia periferica e/o vasculopatia cerebrale.  Come altri antinfiammatori non steroidei (FANS), diclofenac è anche controindicato in pazienti nei quali si sono verificati, dopo assunzione di acido acetilsalicilico o di altri FANS, attacchi asmatici, orticaria o riniti acute.  L’uso nei bambini e negli adolescenti di eta’ inferiore ai 14 anni è controindicato.  Il farmaco è controindicato, inoltre, in corso di terapia diuretica intensiva, in soggetti con emorragia in atto o diatesi emorragica, in caso di alterazione dell'emopoiesi, in corso di trattamento con anticoagulanti, in quanto ne sinergizza l'azione.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Informazioni generali Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della più bassa dose efficace per la più breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.2 ed i paragrafi sottostanti sui rischi gastrointestinali e cardiovascolari). L'uso di diclofenac in concomitanza con altri FANS sistemici, inclusi gli inibitori selettivi della ciclo-ossigenasi-2, deve essere evitato a causa della mancanza di qualsiasi evidenza che dimostri benefici sinergici e sulla base di potenziali effetti indesiderati additivi. Sul piano medico di base è richiesta cautela negli anziani. In particolare, nei pazienti anziani fragili o in quelli con un basso peso corporeo, si raccomanda l’utilizzo della più bassa dose efficace. Come con altri FANS, possono in rari casi verificarsi anche reazioni allergiche, comprese reazioni anafilattiche/anafilattoidi, senza una precedente esposizione al diclofenac. Le reazioni di ipersensibilità possono anche evolversi in sindrome di Kounis, una grave reazione allergica che può provocare un infarto miocardico. Gli attuali sintomi di tali reazioni possono includere dolore toracico che si manifesta in associazione a una reazione allergica a diclofenac. Come altri FANS, il diclofenac può mascherare i segni e i sintomi di infezioni a causa delle sue proprietà farmacodinamiche. Informazioni importanti su alcuni eccipienti FLECTORFLAM contiene 50 mg di aspartame per bustina, equivalenti a 100 mg per la dose giornaliera raccomandata di 2 bustine . Aspartame è una fonte di fenilalanina e può quindi essere dannoso per pazienti affetti da fenilchetonuria.

FLECTORFLAM contiene 1.703 mg di sorbitolo per bustina, equivalenti a 3.406 mg per la dose giornaliera raccomandata di 2 bustine. Sorbitolo è una fonte di fruttosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio non devono assumere questo medicinale. Effetti gastrointestinali Durante il trattamento con tutti i FANS, incluso il diclofenac, sono state riportate e possono comparire in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione, che possono essere fatali. Esse hanno in genere conseguenze più gravi negli anziani. Se in pazienti in terapia con diclofenac compaiono sanguinamento gastrointestinale o ulcerazione, il medicinale deve essere interrotto. Come con tutti i FANS, incluso il diclofenac, è obbligatoria una stretta sorveglianza medica e particolare cautela deve essere usata nel prescrivere diclofenac a pazienti con sintomi indicativi di disordini gastrointestinali (GI) o con una storia indicativa di ulcerazioni gastriche o intestinali, sanguinamento o perforazione (vedere paragrafo 4.8). Il rischio di sanguinamento GI è più alto con dosi aumentate di FANS e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione. Gli anziani hanno una frequenza maggiore di reazioni avverse, soprattutto sanguinamento gastrointestinale e perforazione che possono essere fatali. Per ridurre il rischio di tossicità GI in pazienti con una storia di ulcera, in particolare se complicata da emorragia o perforazione, e negli anziani il trattamento dovrebbe essere iniziato e mantenuto con la più bassa dose efficace. L'uso concomitante di agenti protettori (inibitori di pompa protonica o misoprostolo) deve essere considerato per questi pazienti e anche per pazienti che richiedono l’uso concomitante di medicinali contenenti basse dosi di acido acetilsalicilico (ASA)/aspirina o altri farmaci che possono aumentare il rischio gastrointestinale (vedere sotto e paragrafo 4.5). Pazienti con storia di tossicità GI, in particolare anziani, devono riferire qualsiasi sintomo addominale inusuale (soprattutto emorragia GI). E’ raccomandata cautela in pazienti che assumono medicinali concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o sanguinamento, come corticosteroidi sistemici, anticoagulanti, agenti antiaggreganti o inibitori selettivi del reuptake della serotonina (vedere paragrafo 4.5). Anche in pazienti con colite ulcerosa o morbo di Crohn deve essere esercitata una stretta sorveglianza medica e cautela poiché tali condizioni possono essere esacerbate (vedere paragrafo 4.8). I FANS, compreso diclofenac, possono essere associati a un aumento del rischio di perdite da anastomosi gastrointestinali. Si raccomanda una stretta sorveglianza medica e cautela quando si utilizza diclofenac a seguito di un intervento chirurgico gastrointestinale. Effetti epatici In caso di prescrizione di diclofenac a pazienti affetti da insufficienza epatica è necessaria stretta sorveglianza medica, in quanto la loro condizione può essere esacerbata.

Come con altri FANS, incluso diclofenac, possono aumentare i valori di uno o più enzimi epatici. Durante trattamenti prolungati con diclofenac sono indicati come misura precauzionale regolari controlli della funzionalità epatica. Se i parametri di funzionalità epatica risultano persistentemente alterati o peggiorati, se si sviluppano segni clinici o sintomi consistenti di epatopatia, o se si verificano altre manifestazioni (per es. eosinofilia, rash), il trattamento con diclofenac deve essere interrotto. Un’epatite con l’uso di diclofenac può verificarsi senza sintomi prodromici. Particolare cautela deve essere posta nell’uso di diclofenac nei pazienti con porfiria epatica, in quanto potrebbe scatenare un attacco. Effetti renali Poiché in associazione alla terapia con FANS, incluso diclofenac, sono stati riportati ritenzione di fluidi ed edema è richiesta particolare cautela in caso di insufficienza cardiaca o renale, storia di ipertensione, negli anziani, in pazienti in trattamento concomitante con diuretici o con medicinali che possano influire significativamente sulla funzionalità renale e in quei pazienti con una sostanziale deplezione del volume extracellulare dovuta a qualsiasi causa (per es. prima o dopo interventi chirurgici maggiori) (vedere paragrafo 4.3). In tali casi, quando si somministra diclofenac si raccomanda per precauzione il monitoraggio della funzionalità renale. L’interruzione della terapia è normalmente seguita da un ritorno alle condizioni pretrattamento. Effetti cutanei Gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali, compresa la dermatite esfoliativa, la sindrome di Stevens-Johnson e la necrolisi tossica epidermica, sono state riportate molto raramente in associazione con l'uso dei FANS (vedere paragrafo 4.8). Nelle prime fasi della terapia i pazienti sembrano essere a più alto rischio per queste reazioni: l'insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. FLECTORFLAM deve essere interrotto alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità. Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari Un adeguato monitoraggio ed opportune istruzioni sono necessarie nei pazienti con storia di ipertensione e/o insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata poiché in associazione al trattamento con FANS sono stati riscontrati ritenzione di liquidi, ed edema. Sperimentazioni cliniche e dati epidemiologici indicano in modo coerente un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (per esempio infarto miocardico o ictus) associati all’uso di diclofenac, soprattutto ad alte dosi (150 mg/di) e al trattamento a lungo termine. I pazienti che presentano significativi fattori di rischio per eventi cardiovascolari (ad esempio ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo) devono essere trattati con diclofenac solo dopo attenta considerazione. Dato che i rischi cardiovascolari del diclofenac possono aumentare con la dose e la durata dell’esposizione, si devono usare la minima durata possibil

e la minima dose giornaliera efficace. La risposta alla terapia e la necessità del miglioramento dei sintomi devono essere rivalutate periodicamente. Effetti ematologici L’uso di FLECTORFLAM granulato per soluzione orale è raccomandato solo per trattamenti a breve termine. Durante trattamenti prolungati con diclofenac, come con altri FANS, sono raccomandati controlli della crasi ematica. Come altri FANS, il diclofenac può inibire temporaneamente l’aggregazione piastrinica. Pazienti con difetti di emostasi devono essere attentamente monitorati. Asma preesistente In pazienti con asma, rinite allergica stagionale, rigonfiamento della mucosa nasale (p. es. polipi nasali), malattie polmonari ostruttive croniche o infezioni croniche del tratto respiratorio (specialmente se collegate a sintomi simili alla rinite allergica), sono più frequenti che in altri pazienti reazioni ai FANS quali esacerbazioni dell’asma (cosiddetta intolleranza agli analgesici/asma da analgesici), edema di Quincke o orticaria. Si raccomanda pertanto speciale precauzione in tali pazienti (predisporsi all’emergenza). Questo vale anche per i pazienti allergici ad altre sostanze, per es. con reazioni cutanee, prurito o orticaria.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’ interazione

Le seguenti interazioni comprendono quelle osservate con diclofenac compresse gastroresistenti e/o altre forme farmaceutiche di diclofenac. Litio: se somministrato in concomitanza, diclofenac può elevare le concentrazioni plasmatiche di litio. Si raccomanda il monitoraggio dei livelli sierici di litio. Digossina: se somministrato in concomitanza, diclofenac può elevare le concentrazioni plasmatiche di digossina. Si raccomanda il monitoraggio dei livelli sierici di digossina. Diuretici ed agenti antipertensivi: come altri FANS, l’uso concomitante di diclofenac con diuretici o agenti antipertensivi (es.: betabloccanti, inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE)) può causare una diminuzione del loro effetto antipertensivo. Quindi, l’ associazione deve essere assunta con cautela ed i pazienti, soprattutto anziani, devono ricevere il monitoraggio periodico della loro pressione sanguigna. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l’inizio della terapia concomitante e in seguito periodicamente, in particolare per i diuretici e gli ACE inibitori a causa di un aumentato rischio di nefrotossicità. Il trattamento concomitante con farmaci risparmiatori di potassio può essere associato con aumento dei livelli sierici di potassio che devono essere quindi monitorati frequentemente (vedere paragrafo 4.4)

Altri FANS e corticosteroidi: l'uso concomitante di diclofenac e di altri antinfiammatori non steroidei sistemici o corticosteroidi può aumentare l'incidenza di effetti indesiderati gastrointestinali (vedere paragrafo 4.4). Anticoagulanti e agenti antipiastrinici: si raccomanda cautela, poichè la somministrazione concomitante potrebbe aumentare il rischio di sanguinamento. Sebbene le indagini cliniche non sembrino indicare un’influenza di diclofenac sull’azione degli anticoagulanti, vi sono segnalazioni di un aumento del rischio di emorragia nei pazienti che assumono concomitantemente diclofenac e anticoagulanti. Si raccomanda pertanto un attento monitoraggio di tali pazienti. Inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs): la somministrazione contemporanea di FANS sistemici, incluso diclofenac, e SSRIs può aumentare il rischio di sanguinamento gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). Antidiabetici: gli studi clinici hanno dimostrato che il diclofenac può essere somministrato insieme ad antidiabetici orali senza che ne influenzi l'effetto clinico. Tuttavia, sono stati riportati casi isolati di effetto sia iposia iperglicemizzante, con la necessità di modificare la posologia degli agenti antidiabetici somministrati durante il trattamento con diclofenac. Per questo motivo, in caso di terapia concomitante, si raccomanda come misura precauzionale il monitoraggio dei livelli ematici di glucosio. Non influenza negativamente il metabolismo del glucosio in diabetici e soggetti sani. Methotrexate: il diclofenac può inibire la liberazione tubulare renale di methotrexate aumentandone i livelli. E’ raccomandata cautela in caso di somministrazione di FANS, incluso diclofenac, 24 ore prima o dopo un trattamento con methotrexate poichè le concentrazioni ematiche di methotrexate e di conseguenza la tossicità di questa sostanza possono aumentare. Ciclosporina: per il suo effetto sulle prostaglandine renali, il diclofenac, come altri FANS, può aumentare la nefrotossicità della ciclosporina. Pertanto, il diclofenac va somministrato a dosaggi inferiori a quelli che sarebbero utilizzati in pazienti non in terapia con ciclosporina. Antibatterici chinolonici: sono stati segnalati casi isolati di convulsioni, probabilmente dovuti all'uso concomitante dei chinoloni e dei FANS. Fenitoina: Quando si utilizza fenitoina insieme a diclofenac, si raccomanda il monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche di fenitoina. Colestipolo e colestiramina: Questi agenti possono indurre un ritardo o una diminuzione nell’assorbimento di diclofenac. Quindi, si raccomanda di somministrare il diclofenac almeno un’ora prima o 4-6 ore dopo la somministrazione di colestipolo/colestiramina. Potenti inibitori del CYP2C9: Si raccomanda cautela quando si prescrive il diclofenac insieme a potenti inibitori del CYP2C9 (come sulfinpirazone e voriconazolo); ciò potrebbe portare ad un incremento significativo delle concentrazioni plasmatiche di picco e dell’esposizione al diclofenac, dovuti all’inibizione del metabolismo dello stesso.

Anche se largamente legato alle proteine non interferisce per esempio con il legame proteico dei salicilati e del prednisolone.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza L’inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell’1% fino a circa l’1,5 %. E’ stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e postimpianto e di mortalità embrio-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni , inclusa quella cardiovascolare, è stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori della sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Dalla 20a settimana di gravidanza in poi, l’utilizzo di diclofenac potrebbe causare oligoidramnios derivante da disfunzione renale fetale. Questa condizione potrebbe essere riscontrata poco dopo l’inizio del trattamento ed è in genere reversibile con l’interruzione del trattamento. Inoltre, sono stati riportati casi di costrizione del dotto arterioso a seguito del trattamento nel secondo trimestre di gravidanza, la maggior parte dei quali scompariva dopo l’interruzione del trattamento. Pertanto, durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, il diclofenac non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari. Se il diclofenac è usato da una donna che sta pianificando una gravidanza, o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere mantenuta più bassa possibile e la durata del trattamento più breve possibile. In seguito all’esposizione a diclofenac per diversi giorni dalla 20a settimana di gestazione in poi, dovrebbe essere considerato un monitoraggio antenatale dell’oligoidramnios e della costrizione del dotto arterioso. In caso di oligoidramnios o di costrizione del dotto arterioso, il trattamento con diclofenac deve essere interrotto. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: - tossicità cardiopolmonare (costrizione /chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); - disfunzione renale (vedere sopra); la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a : - possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto antiaggregante che può occorrere anche a dosi molto basse; - inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio.

Conseguentemente, il diclofenac è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 5.3). Allattamento Come altri FANS, il diclofenac passa nel latte materno in piccole quantità. Pertanto, il diclofenac non deve essere somministrato durante l’allattamento per evitare effetti indesiderati nel lattante. Fertilità Come per altri FANS, l’uso di diclofenac può alterare la fertilità femminile e non è raccomandato in donne che desiderino concepire. Deve essere considerata la sospensione di diclofenac in donne che abbiano difficoltà di concepimento o che siano sottoposte ad accertamenti sull’infertilità.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

I pazienti nei quali si fossero verificati disturbi della visione, capogiri, vertigini, sonnolenza o altri disturbi del sistema nervoso centrale con l’uso di diclofenac dovrebbero astenersi dal guidare veicoli o utilizzare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Le reazioni avverse (Tabella 1) sono presentate in base alla frequenza, la maggiore per prima, con la seguente convenzione: molto comune: (≥1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1.000, < 1/100); raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000), non nota: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili. I seguenti effetti indesiderati includono quelli riportati con l’uso a breve o a lungo termine. Tabella 1 Patologie del sistema emolinfopoietico Molto raro Trombocitopenia, leucopenia, anemia (compresa l’anemia emolitica e aplastica), agranulocitosi. Disturbi del sistema immunitario Raro Molto raro Ipersensibilità, reazioni anafilattiche e anafilattoidi (comprese ipotensione e shock). Edema angioneurotico (incluso edema facciale). Disturbi psichiatrici Molto raro Disorientamento, depressione, insonnia, incubi, irritabilità, reazioni psicotiche.

Patologie del sistema nervoso Comune Raro Molto raro Cefalea, capogiri. Sonnolenza Parestesie, compromissione della memoria, convulsioni, ansietà, tremori, meningite asettica, alterazioni del gusto, accidenti cerebrovascolari. Patologie dell’occhio Molto raro Disturbi della visione, visione offuscata, diplopia. Patologie dell’orecchio e del labirinto Comune Molto raro Vertigini Tinnito, peggioramento dell’udito. Patologie cardiache Molto raro Non nota Palpitazioni, dolore toracico, insufficienza cardiaca, infarto miocardico. Sindrome di Kounis Patologie vascolari Molto raro Ipertensione, vasculite. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Raro Molto raro Asma (compresa dispnea) Polmonite Patologie gastrointestinali Comune Raro Molto raro Nausea, vomito, diarrea, dispepsia, dolore addominale, flatulenza, anoressia. Gastrite, emorragia gastrointestinale, ematemesi, diarrea emorragica, melena, ulcera gastrointestinale (con o senza sanguinamento o perforazione). Colite (compresa colite emorragica ed esacerbazione di colite ulcerativa o morbo di Crohn), costipazione, stomatite (inclus

Non Nota stomatite ulcerativa), glossite, disturbi esofagei, stenosi intestinale diaframma-simile, pancreatite. Colite ischemica Patologie epatobiliari Comune Raro Molto raro Aumento delle transaminasi. Epatite, ittero, disturbi epatici. Epatite fulminante, necrosi epatica, insufficienza epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune Raro Molto raro Rash Orticaria Eruzioni bollose, eczema, eritema, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi tossica epidermica (sindrome di Lyell), dermatite esfoliativa, perdita di capelli, reazione di fotosensibilità, porpora, porpora allergica, prurito. Patologie renali e urinarie Molto raro Insufficienza renale acuta, ematuria, proteinuria, sindrome nefrotica, nefriti interstiziali, necrosi papillare renale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Raro Edema Sperimentazioni cliniche e dati epidemiologici indicano in modo coerente un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (per esempio infarto miocardico o ictus) associati all’uso di diclofenac, soprattutto ad alte dosi (150 mg/di) e al trattamento a lungo termine (per controindicazioni e avvertenze speciali e precauzioni d’impiego, vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse .

4.9 Sovradosaggio

Sintomi Non esiste un tipico quadro clinico risultante da un sovradosaggio di diclofenac. Il sovradosaggio può causare sintomi quali vomito, emorragia gastrointestinale, diarrea, capogiri, tinnito o convulsioni. Nel caso di avvelenamento significativo sono possibili insufficienza renale acuta e danni epatici. Misure terapeutiche Il trattamento dell'avvelenamento acuto da FANS, incluso il diclofenac, consiste essenzialmente in misure di supporto e trattamento sintomatico. In caso di complicazioni come ipotensione, insufficienza renale, convulsioni, disturbi gastrointestinali e depressione respiratoria dovrebbero essere adottate le misure di supporto e trattamento sintomatico. Terapie specifiche, come una diuresi forzata, dialisi o emoperfusione, non sono probabilmente di aiuto nell'eliminare i FANS, incluso il diclofenac, a causa del loro forte legame alle proteine plasmatiche e del loro elevato metabolismo. Dopo l'ingestione di un sovradosaggio potenzialmente tossico si può considerare l’utilizzo di carbone attivo, mentre dopo l'ingestione di un sovradosaggio potenzialmente pericoloso per la vita si può considerare uno svuotamento gastrico (p. es. vomito, lavanda gastrica).

5. Proprieta’ farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria Farmacoterapeutica: farmaci antinfiammatori/antireumatici, non steoridei-derivati dell’acido aceticodiclofenac. Codice ATC:M01AB05. FLECTORFLAM granulato per soluzione orale contiene un sale di diclofenac, noto farmaco antinfiammatorio non steroideo dotato di attività antiflogistica, analgesica ed antipiretica, il cui meccanismo d'azione si esplica in parte attraverso l'inibizione competitiva ed irreversibile della biosintesi delle prostaglandine ed in parte attraverso l'inibizione degli enzimi lisosomiali. Il diclofenac sale di idrossietilipirrolidina (DIEP), peraltro, come tutti i sali, una volta disciolto in acqua si dissocia ionizzandosi e pertanto anche con questo sale il principio attivo è sempre disponibile come ione diclofenamico. La solubilità in acqua del nuovo sale è molto più elevata (sempre > 25%) di quella del sale sodico, il che consente di accelerare grandemente il tempo di permanenza del principio attivo nell'apparato gastroenterico e di renderlo più precocemente disponibile per esplicare la propria azione farmacologica.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Gli studi di biodisponibilità nel volontario sano hanno messo in evidenza una netta diversità nella cinetica di assorbimento del sale di idrossietilpirrolidina rispetto al sale sodico: il primo infatti induce concentrazioni ematiche efficaci di diclofenac già dopo 15 minuti, il secondo dopo circa 1 ora.

Per quanto riguarda invece il tempo di emivita, i valori di concentrazione ematica al picco ed i tempi di eliminazione, i due sali di diclofenac si sono dimostrati bioequivalenti.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Nei test di tossicità sull'animale il prodotto ha dimostrato, in relazione alle dosi farmacologicamente attive, un ampio margine di tollerabilità sia nei trattamenti acuti che in quelli cronici. Somministrato alla dose di 50 mg/kg/os non ha evidenziato alterazioni dei parametri ematochimici ed ematologici, né variazioni dello stato macro-microscopico dei principali organi. Non vi sono ulteriori informazioni su dati preclinici oltre a quelle già riportate in altre parti di questo Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto ( vedere paragrafo 4.6)

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Aspartame, potassio acesulfame, polivinilpirrolidone, aroma pesca, aroma menta, sorbitolo e aerosil 200 (silice colloidale anidra). .

6.2 Incompatibilità

Non sono note incompatibilità.

6.3 Periodo di validità

3 anni. La data di scadenza indicata si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare a temperatura non superiore ai 25° C.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Astuccio di cartone contenente 30 bustine in accoppiato a 3 strati (carta/alluminio/polietilene) termosaldate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in

COMMERCIO IBSA Farmaceutici Italia, Via Martiri di Cefalonia, 2 26900 Lodi

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

A.I.C. n. 036058030

9. Data di prima autorizzazione /rinnovo

DELL’AUTORIZZAZIONE Data della prima autorizzazione: 29.10.1994 Data del rinnovo più recente: Novembre 2007

10. Data di revisione del testo

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.