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CEFAZOLINA GIT

Principio attivo: CEFAZOLINA, CEFAZOLINA SODICA · ATC J01DB04 · S.F. GROUP S.R.L.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Principio attivo: CEFAZOLINA, CEFAZOLINA SODICA
Forma farmaceutica: Polvere e solvente per soluzione iniettabile
Dosaggio: 1 g / 4 ml POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE
Via di somministrazione: INTRAMUSCOLARE
Titolare AIC: S.F. GROUP S.R.L.
Codice ATC: J01DB04
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· CEFAZOLINA PHAGECON - PHAGECON SERVIÇOS E CONSULTORIA FARMACEUTICA LDA
· CEFAZOLINA QILU - QILU PHARMA SPAIN S.L.
· CROMEZIN - SO.SE.PHARM S.R.L. SOCIETA' DI SERVIZIO PER L'INDUSTRIA FARMACEUTICA ED AFFINI
· CEFAZOLINA PHARMACARE - PHARMACARE S.R.L.
· CEFAZOLINA TEVA - TEVA ITALIA S.R.L.
· NEFAZOL - NEW RESEARCH S.R.L.
· CEFAZOLINA K24 PHARMACEUTICALS - K24 PHARMACEUTICALS S.R.L.
· CEFAZIL - ITALFARMACO S.P.A.
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Rimborsabilita: Rimborsabile SSN - fascia A - A TOTALE CARICO DEL SSN.

A cosa serve questo medicinale?

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Cosa deve sapere prima che le venga somministrato Cefazolina GIT
Come viene somministrato Cefazolina GIT
Possibili effetti indesiderati
Come conservare Cefazolina GIT
Contenuto della confezione e altre informazioni
1. Cos’è Cefazolina GIT e a cosa serve
Cefazolina GIT contiene cefazolina sodica, una sostanza che appartiene ad un gruppo di medicinali chiamati
cefalosporine, che agisce contro le infezioni da batteri che possono colpire diverse parti dell’organismo.

Cefazolina GIT viene utilizzato per il trattamento delle seguenti infezioni: ▪ infezioni delle vie respiratorie ▪ infezioni delle vie urinarie ▪ infezioni degli organi genitali

▪ infezioni della pelle e dei tessuti molli ▪ infezioni delle vie biliari ▪ infezioni delle ossa e delle articolazioni ▪ infezioni del sangue (setticemia) ▪ infezioni della superficie interna del cuore (endocardite)

Cefazolina GIT può essere utilizzato prima, durante e dopo un intervento chirurgico per prevenire le infezioni.

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non le deve essere somministrato Cefazolina GIT
- se è allergico alla cefazolina sodica, o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati
al paragrafo 6);
- se è allergico alla lidocaina o ad altri anestetici locali, di tipo amidico;
- se è allergico ad altri antibiotici in particolare penicilline, cefalosporine e altri antibiotici beta-lattamici;

- nei nati prematuri e nei neonati al di sotto di 1 mese.

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere prima che le venga somministrato Cefazolina GIT.

Faccia particolare attenzione e informi il medico:

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▪ Se ha avuto in passato una reazione allergica ai medicinali, in particolare a cefazolina, cefalosporine, penicilline, altri antibiotici beta-lattamici, lidocaina o altri anestetici locali di tipo amidico, perché in questo caso potrebbe essere allergico anche a Cefazolina GIT (rischio di gravi reazioni di tipo

anafilattico). Se manifesta una qualsiasi reazione di tipo allergico in seguito alla somministrazione di Cefazolina GIT, interrompa immediatamente il trattamento e si rivolga al medico; le reazioni allergiche gravi, ed in particolare l’anafilassi, possono necessitare interventi terapeutici di emergenza. ▪ Se ha una storia di malattie dello stomaco e/o dell’intestino, in particolare infiammazione del colon (colite). ▪ Se durante il trattamento manifesta diarrea. Si rivolga immediatamente al medico, poiché può portare ad

una condizione grave chiamata colite pseudomembranosa. ▪ Se è in trattamento con medicinali che fluidificano il sangue (anticoagulanti), per il rischio di disturbi della coagulazione. Il medico potrebbe considerare necessario aggiustare il dosaggio degli anticoagulanti orali. ▪ Se ha o è sospetto di avere problemi ai reni, poiché in questo il medico può ridurre il dosaggio di Cefazolina GIT in base alle sue condizioni. Questo medicinale può causare danni ai reni e questi effetti

sono più probabili se ha un’età superiore a 50 anni, se già soffre di problemi ai reni oppure se sta assumendo allo stesso tempo altri medicinali che possono causare danni ai reni (vedi “Altri medicinali e Cefazolina GIT”). ▪ Se ha la pressione del sangue alta (ipertensione) oppure se ha problemi al cuore (insufficienza cardiaca), poiché il medicinale contiene sodio (Vedi “Cefazolina GIT contiene sodio”).

Con cefazolina sono stati riferiti segni di reazione allergica al medicinale, tra cui problemi respiratori e dolore al torace. Interrompa immediatamente l’assunzione di cefazolina e contatti il medico o si rechi in pronto soccorso se nota uno qualsiasi di questi segni.

Esami di laboratorio Informi il medico se è in trattamento con Cefazolina GIT poiché questo medicinale può alterare il risultato di alcuni esami di laboratorio (falsa positività al test di Coombs, falsa positività al test del glucosio urinario con i metodi di Benedict, Fehling e “Clinitest”).

L’uso contemporaneo di medicinali che favoriscono l’accumulo delle feci deve essere assolutamente evitato.

Bambini Cefazolina GIT non deve essere somministrata nei prematuri e nei neonati al di sotto di un mese di età (vedere paragrafo “Non le deve essere somministrato Cefazolina GIT”).

Nella primissima infanzia, il farmaco verrà somministrato solo nei casi di effettiva necessità e sotto il diretto controllo del medico.

Altri medicinali e Cefazolina GIT Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

In particolare informi il medico se sta assumendo: - probenecid (usato nel trattamento della gotta per ridurre i livelli di acido urico), poiché aumenta la concentrazione di Cefazolina GIT nel sangue;

- medicinali antibiotici che possono causare danni ai reni, ad esempio aminoglicosidi, colistina, polimixina
B o vancomicina. L’uso concomitante con Cefazolina GIT dovrebbe essere evitata, se possibile;
- altri antibiotici come penicilline o cloramfenicolo;
- medicinali che fluidificano il sangue (anticoagulanti orali o eparina), per il rischio di disturbi della
coagulazione. In questi casi è ilmedico deve attentamente monitorarla ed eventualmente aggiustare il

dosaggio dei medicinali anticoagulanti; - contraccettivi orali in quanto Cefazolina GIT può influenzarne l’efficacia. Per questo motivo metodi contraccettivi alternativi sono consigliati in aggiunta ai contraccettivi ormonali durante il trattamento con cefazolina.

Gravidanza e allattamento

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Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Durante la gravidanza Ceftazolina GIT deve essere somministrato solo in casi di effettiva necessità e sotto diretto controllo del medico.

Allattamento Questo medicinale è presente in concentrazioni bassissime nel latte materno; presti comunque cautela durante

il periodo di allattamento.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Cefazolina GIT non influisce sulla capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

Cefazolina GIT contiene sodio Questo medicinale contiene 50,5 mg di sodio (componente principale del sale da cucina) per flaconcino. Questo equivale a 2,5% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata con la dieta di un adulto.

Come usarlo

consulti il medico o il farmacista.

Adulti Usi questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi

Il dosaggio raccomandato di cefazolina per la somministrazione nel muscolo è di 1-3 g al giorno, da suddividere in 2-3 somministrazioni uguali a seconda del tipo e della gravità dell’infezione. Uso nei bambini

La dose giornaliera per la somministrazione nel muscolo nei bambini varia da 25 a 50 mg per Kg di peso

corporeo da suddividere in 3-4 somministrazioni uguali. A seconda della gravità dell’infezione, il medico può aumentare la dose fino a 100 mg per Kg di peso corporeo. Cefazolina GIT non deve essere somministrata nei prematuri e nei neonati al sotto di 1 mese di età (vedere paragrafo “Non le deve essere somministrato Cefazolina GIT”).

Nella primissima infanzia, Cefazolina GIT verrà somministrato solo nei casi di effettiva necessità e sotto il diretto controllo del medico.

La fiala solvente inclusa nella confezione contenente lidocaina, un anestetico locale, deve essere utilizzata solo per uso intramuscolare.

Uso nella profilassi perioperatoria Se deve sottoporsi a un intervento chirurgico, le può essere somministrata nel muscolo o direttamente in vena una dose di 1 g, 3060 minuti prima dell’inizio dell’intervento.

Per interventi prolungati è possibile somministrare una dose supplementare da 500 mg a 1 g nel corso dell’intervento. Il trattamento con Cefazolina GIT può essere continuato ogni 6-8 ore per 24 ore dopo l’intervento per scongiurare il rischio di infezioni. La fiala solvente inclusa nella confezione contenente lidocaina, un anestetico locale, deve essere utilizzata solo per uso intramuscolare.

Uso nei pazienti con problemi ai reni Se soffre di insufficienza renale, lei deve ricevere una dose di Cefazolina GIT più bassa rispetto a quella generalmente consigliata. Il medico le aggiusterà la dose del medicinale in base alle sue condizioni.

Se prende più Cefazolina GIT di quanto deve Se le viene accidentalmente somministrata più Cefazolina GIT della dose prescritta, si rivolga immediatamente al medico o al più vicino ospedale.

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Se dimentica di prendere Cefazolina GIT Se è stata dimenticata un’iniezione, avverta immediatamente il medico.

Se interrompe il trattamento con Cefazolina GIT Non smetta di prendere Cefazolina GIT a meno che non glielo prescriva il medico. Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

- grave reazione allergica (anafilattica) con problemi di respirazione, problemi circolatori (collasso cardiovascolare) o shock, prurito ed orticaria con o senza gonfiore della pelle e delle mucose e nausea,

vomito, dolori addominali con crampi e diarrea;
- aumento del numero delle piastrine (trombocitemia), riduzione del numero dei globuli bianchi (neutropenia,
leucopenia, agranulocitosi) o delle piastrine (trombocitopenia), riduzione del numero dei globuli rossi
(anemia, anemia emolitica), riduzione di tutte le cellule presenti nel sangue (anemia aplastica, pancitopenia)
ed emorragia;
- problemi ai reni (insufficienza renale acuta associata a nefrite interstiziale);

La colite può insorgere anche dopo l’interruzione del trattamento; del - grave infezione del colon associata all’uso di antibiotici (colite pseudomembranosa), che può essere fatale.

- orticaria, prurito, eruzioni cutanee di vario tipo (maculopapulari, eritematose o morbilliformi);
- febbre e brividi;
- reazioni simili alla malattia da siero (febbre, orticaria, dolori articolari, gonfiore e ingrossamento dei
linfonodi);
- aumento del numero dei globuli bianchi (eosinofilia);
- dolori articolari;
- gonfiore;
- arrossamento della pelle;

- prurito anale e genitale;
- gonfiore della pelle e delle mucose (angioedema);
- gravi reazioni allergiche della pelle, possibilmente fatali (sindrome di Stevens-Johnson, eritema
multiforme, necrolisi epidermica tossica);

- desquamazione della pelle (dermatite esfoliativa);
Le reazioni di ipersensibilità si possono verificare soprattutto nei pazienti che hanno già manifestato
reazioni allergiche in passato, in particolare alla penicillina.
- aumento dei valori di alcuni enzimi che denotano difetti di funzionalità del fegato, ad esempio transaminasi
(AST/SGOT, ALT/SGPT), fosfatasi alcalina, latticodeidrogenasi (LDH), gamma-glutamil-transpeptidasi
(GGTP) o aumenti della bilirubina, oppure disfunzioni del fegato, compreso il blocco dell’escrezione biliare

(colestasi). Questi effetti sono generalmente lievi e scompaiono con la sospensione della terapia;
- aumento transitorio dei valori di azotemia e creatininemia;
- nausea, vomito, diarrea;

- mughetto (candidiasi orale);
- dolore addominale;
- bisogno continuo di defecare;
- cattiva digestione;
- infiammazione della lingua;
- bruciore allo stomaco;

- reazioni nella sede d’iniezione, ad esempio dolore, indurimento dei tessuti, gonfiore;
- infiammazione della vena (flebite) in seguito a somministrazione del medicinale in vena;
- senso di costrizione al torace;
- vertigini, mal di testa;
- malessere, stanchezza;
- positività al test di Coombs (test di laboratorio utilizzato per rilevare la presenza di malattie autoimmuni);
- infezione da funghi e infiammazioni della vagina, con prurito nella zona genitale e anale.

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Questi effetti indesiderati richiedono l’adozione delle necessarie misure terapeutiche e l’attenta considerazione del medico che, se del caso, deciderà sull’opportunità di interrompere il trattamento.

Altri possibili effetti indesiderati

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Dolore al torace, che può essere segno di una reazione allergica potenzialmente grave denominata sindrome di Kounis.

Segnalazione degli effetti indesiderati Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o, al farmacista o all’infermiere. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo

medicinale.

Come conservarlo

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese. del Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione dopo “Scad”. La data di

La data di scadenza si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato.

La soluzione deve essere utilizzata immediatamente dopo la ricostituzione. Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Cefazolina GIT Flaconcino polvere:

- il principio attivo è cefazolina sodica. Ogni flaconcino contiene 1,048 g di cefazolina sodica (pari a cefazolina 1 g)

Fiala solvente: - la fiala di solvente per uso intramuscolare contiene: lidocaina cloridrato monoidrato

acqua per preparazioni iniettabili

Descrizione dell’aspetto di Cefazolina GIT e contenuto della confezione

Cefazolina GIT si presenta sotto forma di polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare. Confezione da 1 flacone di polvere da 1 g + 1 fiala solvente da 4 ml.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio e produttore

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

SF GROUP S.r.l. – Via Tiburtina 1143, 00156 Roma Produttore Esseti Farmaceutici S.r.l. - Via Campobello, 15 – 00040 Pomezia (Roma) La.Fa.Re. S.r.l. - Via Sac. Benedetto Cozzolino, 77 – 80056 Ercolano (NA)

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il Maggio 2026.

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------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente agli operatori sanitari:

Legga attentamente anche le informazioni contenute nelle sezioni 1-6.

Avvertenze e precauzioni L’insorgenza di una qualsiasi reazione di tipo allergico impone la sospensione del trattamento. Le reazioni di ipersensibilità gravi, ed in particolare l'anafilassi, possono richiedere la somministrazione di adrenalina ed altri interventi terapeutici di emergenza.

E’ importante considerare la possibilità di colite pseudomembranosa nella diagnosi differenziale dei pazienti che presentano diarrea dopo l’uso di un antibiotico. Casi lievi di colite pseudomembranosa possono regredire con l’interruzione del trattamento. Nelle forme di media e grave entità il trattamento di elezione è rappresentato dalla vancomicina per uso orale integrato dalla somministrazione di fluidi, elettroliti e proteine.

Nei pazienti con sospetta patologia renale, in particolare, un’attenta valutazione della funzione renale, clinica e di laboratorio, deve essere condotta prima e durante la terapia con cefalosporine. Gli effetti nefrotossici sono più probabili nei pazienti di età superiore a 50 anni, in quelli con precedenti patologie renali e nel caso di concomitanti somministrazioni di altri farmaci nefrotossici In caso di infezioni, il microrganismo responsabile

dovrebbe sempre essere isolato e la terapia antibatterica dovrebbe essere basata su test di sensibilità condotti su campioni raccolti prima dell’inizio della terapia. La sensibilità alla cefazolina deve essere confermata con metodi standardizzati (dischi per antibiogramma contenenti 30 mg di principio attivo – Test di Kirby Bauer). La terapia con cefazolina può comunque essere iniziata in attesa dei risultati di queste analisi. Prima di impiegare Cefazolina GIT in associazione con altri antibiotici, dovrebbero essere attentamente valutate le relative interazioni, controindicazioni, avvertenze, precauzioni ed effetti indesiderati. Gravidanza La somministrazione di cefazolina prima dell’intervento di parto cesareo determina livelli ematici nel cordone ombelicale variabili da ¼ a ⅓ delle concentrazioni ematiche presenti nella madre. La cefazolina non sembra

capace di procurare effetti collaterali sul feto. In ogni caso la cefazolina può essere somministrata soltanto dopo la legatura del cordone ombelicale.

Cefazolina GIT contiene sodio

Questo medicinale contiene 50,5 mg di sodio (come cefazolina sodica) per flaconcino equivalente a 2,5% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.

Come somministrare Cefazolina GIT

Uso negli adulti Il dosaggio usuale di cefazolina è di 1-3 g/die, da suddividere in 2-3 somministrazioni uguali a seconda del tipo e della gravità dell’infezione, come riportato nella seguente tabella:

DOSAGGIO NEGLI ADULTI

Tipo di infezione Dose Frequenza

Polmonite pneumococcica 500 mg ogni 12 ore

Infezioni lievi causate da ceppi sensibili di cocchi gram-positivi 500 mg ogni 8 ore

Infezioni acute e non complicate del tratto urinario 1g ogni 12 ore

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Infezioni da moderate a gravi 0,5-1 g ogni 6-8 ore

Infezioni molto gravi, con pericolo di

vita (es. endocarditi e setticemie)* 1-1,5 g ogni 6 ore

* in casi eccezionali sono state utilizzate dosi di cefazolina fino a 12 g/die Uso nei bambini Il dosaggio totale giornaliero è di 25-50 mg/kg di peso corporeo, da suddividere in 3-4 somministrazioni uguali; ciò risulta efficace nel trattamento della maggior parte delle infezioni lievi o moderatamente gravi. Il dosaggio

totale giornaliero può essere aumentato fino a 100 mg/kg di peso corporeo nelle infezioni gravi. Il medicinale è controindicato nei prematuri e nei neonati al di sotto del mese di età. Nella primissima infanzia il prodotto va somministrato nei casi di effettiva necessità, sotto il diretto controllo del medico.

Uso nella profilassi perioperatoria
Per prevenire le infezioni post-chirurgiche in interventi a rischio di potenziale contaminazione batterica, il
dosaggio raccomandato è:
- 1 g EV o IM somministrato da 30 a 60 minuti prima dell’intervento.
- Per interventi lunghi (es. 2 ore o più), 0,5-1 g EV o IM durante l’intervento (da modificare in
accordo con la durata dell’operazione).
- 0,5-1 g EV o IM ogni 6-8 ore per 24 ore dopo l’operazione.
È importante che: del
1. la dose iniziale venga somministrata da mezz’ora ad un’ora prima dell’inizio dell’intervento per
garantire adeguati livelli ematici e tissutali dell’antibiotico al momento dell’incisione;
2. se è molto probabile l’esposizione ad agenti patogeni, la cefazolina venga somministrata ad
intervalli regolari durante l’intervento, per garantire livelli ematici costanti;
3. l’impiego di cefazolina a scopo profilattico termini entro 24 ore dalla fine dell’intervento;
4. negli interventi chirurgici dove il prodursi dell’infezione può risultare particolarmente devastante
(es. operazioni a cuore aperto, impianti di artroprotesi), la profilassi con cefazolina possa
continuare per 3-5 giorni dopo l’intervento.

Uso nei pazienti con insufficienza renale Nei pazienti con insufficienza renale le dosi vanno opportunamente ridotte in funzione del grado di compromissione renale, come riportato nella seguente tabella:

DOSAGGIO NELL’INSUFFICIENZA RENALE

Insuff.renale Clearance Creatininemia Dosaggio Intervallo Creatinina (mg%) di somm. (ml/min)

ADULTI Lieve > 55 < 1,5 Dosi piene 6-8 h Moderata 35-54 1,6-3,0 Dosi piene >8h Marcata 11-34 3,1-4,5 50% dose 12 h

Grave < 10 > 4,6 50% dose 18-24 h BAMBINI Lieve-moderata 40-70 60% dose 12 h Moderata 20-39 25% dose 12 h Grave 5-19 10% dose 24 h

N.B. Nelle infezioni di particolare gravità si consiglia una dose di carico appropriata prima di procedere alla riduzione dei dosaggi come sopra riportato. Modalità di somministrazione Una volta ricostituita la soluzione, la cefazolina può essere somministrata per via intramuscolare ed endovenosa. I dosaggi totale giornalieri sono gli stessi per entrambe le vie di somministrazione.

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Somministrazione intramuscolare La cefazolina va ricostituita sciogliendo il contenuto del flacone con la fiala di diluente (4 ml) annessa alla confezione, oppure con cloruro di sodio allo 0,9% per iniezioni, acqua per preparazioni iniettabili, come

illustrata nella tabella sottostante; agitare bene fino a completa dissoluzione. La soluzione va utilizzata immediatamente dopo la ricostituzione.

SCHEMA DI DILUIZIONE

Flacone Diluente Volume approssimativo Concentrazione

da aggiungere della soluzione media

1g* 2,5 ml 3 ml 350 mg/ml

*Se non si utilizza la fiala di diluente (4 ml) annessa alla confezione, il flacone da 1 g deve essere ricostituito

solo con acqua per preparazioni iniettabili.

Attenzione: la fiala di diluente da 4 ml, contenente lo 0,5% di lidocaina cloridrato come anestetico e annessa alla confezione, deve essere usata esclusivamente per somministrazioni intramuscolari.

Somministrazione endovenosa

possono essere somministrate per infusione endovenosa continua o intermittente. - Infusione endovenosa continua Le soluzioni di cefazolina, ricostituite senza utilizzare la fiala di diluente annessa alla confezione

Le soluzioni già ricostituite devono essere ulteriormente diluite in almeno 10 ml di acqua per preparazioni iniettabili ed infuse lentamente in un periodo di 3-5 minuti direttamente in vena o mediante cannula. Non impiegare mai meno di 3 minuti per completare l’infusione. - Infusione endovenosa intermittente La cefazolina può essere somministrata insieme ad altri liquidi usati per il programma di supporto emodinamico, oppure utilizzando un flacone separato. Le soluzioni già ricostituite di cefazolina da 500 mg o 1 g devono essere ulteriormente diluite in 50-100

ml di una delle seguenti soluzioni:
- Cloruro di sodio allo 0,9% per iniezioni;
- Destrosio al 5% o al 10% per iniezioni;
- Destrosio al 5% in Ringer lattato per iniezioni

- Destrosio al 5% e Cloruro di sodio allo 0,9% per iniezioni (può essere usato anche Destrosio al 5% e
cloruro di sodio allo 0,45% o allo 0,2% per iniezioni).
- Ringer lattato per iniezioni;
- Zucchero invertito al 5% o al 10% in acqua sterile per iniezioni;
- Ringer per iniezioni;
- Normosol-M in D5-W;

- Ionosol B con Destrosio al 5%;
- Plasma-Lyte con Destrosio al 5%;
Le soluzioni per uso endovenoso preparate estemporaneamente possono essere conservate al riparo dalla

luce e a bassa temperatura; in tali condizioni possono essere usate non oltre le 48 ore dalla preparazione. Per l’uso endovenoso o per infusione lenta, il prodotto va somministrato ogni 6 ore.

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Domande frequenti su CEFAZOLINA GIT

Come si usa CEFAZOLINA GIT?

CEFAZOLINA GIT si presenta in forma di Polvere e solvente per soluzione iniettabile e si somministra per via intramuscolare. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

CEFAZOLINA GIT e disponibile senza ricetta?

No, CEFAZOLINA GIT e soggetto a prescrizione medica.

Qual e il principio attivo di CEFAZOLINA GIT?

Il principio attivo di CEFAZOLINA GIT e CEFAZOLINA, CEFAZOLINA SODICA.

Quali sono gli equivalenti di CEFAZOLINA GIT?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: CEFAZOLINA PHAGECON, CEFAZOLINA QILU, CROMEZIN, CEFAZOLINA PHARMACARE. Il farmacista puo proporle un equivalente.

Chi produce CEFAZOLINA GIT?

CEFAZOLINA GIT e prodotto da S.F. GROUP S.R.L..

Da quando CEFAZOLINA GIT e autorizzato in Italia?

CEFAZOLINA GIT ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2001-02-26.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

CEFAZOLINA GIT 1 g/ 4 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni flaconcino di polvere contiene: Cefazolina sodica 1,048 g pari a Cefazolina 1 g Ogni fiala solvente contiene: Lidocaina cloridrato monoidrato Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

3. Forma farmaceutica

Polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

CEFAZOLINA GIT è indicata per il trattamento delle seguenti infezioni causate da germi sensibili come: infezioni del tratto respiratorio; infezioni del tratto genito-urinario; infezioni della pelle e dei tessuti molli; infezioni delle vie biliari; infezioni delle ossa e delle articolazioni; setticemie, endocarditi. Profilassi perioperatoria. La somministrazione di CEFAZOLINA GIT a scopo profilattico prima, durante e dopo l’intervento chirurgico può ridurre l’incidenza di alcune infezioni post-chirurgiche sia in pazienti sottoposti ad interventi a rischio di potenziale contaminazione batterica, sia in pazienti sottoposti ad interventi in cui l’infezione potrebbe costituire un grave rischio (vedere paragrafo “Posologia e modo di somministrazione”).

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Adulti Il dosaggio usuale di cefazolina è di 1-3 g/die, da suddividere in 2-3 somministrazioni uguali a seconda del tipo e della gravità dell’infezione, come riportato nella seguente tabella: DOSAGGIO NEGLI ADULTI Tipo di infezione Dose Frequenza Polmonite pneumococcica 500 mg Ogni 12 ore Infezioni lievi causate da ceppi sensibili di cocchi gram-positivi 500 mg Ogni 8 ore Infezioni acute e non complicate del tratto urinario 1 g Ogni 12 ore Infezioni da moderate a gravi 0,5-1 g Ogni 6-8 ore Infezioni molto gravi, con pericolo di vita (es. endocarditi e setticemie)* 1-1,5 g Ogni 6 ore * in casi eccezionali sono state utilizzate dosi di cefazolina fino a 12 g/die.

Popolazione pediatrica Il dosaggio totale giornaliero è di 25-50 mg/kg di peso corporeo, da suddividere in 3-4 somministrazioni uguali; ciò risulta efficace nel trattamento della maggior parte delle infezioni lievi o moderatamente gravi. Il dosaggio totale giornaliero può essere aumentato fino a 100 mg/kg di peso corporeo nelle infezioni gravi. Il medicinale è controindicato nei prematuri e nei neonati di età inferiore a 1 mese (vedere par. 4.3). Nella primissima infanzia, il farmaco verrà somministrato solo nei casi di effettiva necessità e sotto il diretto controllo del medico. Aggiustamento della posologia in pazienti con insufficienza renale Nei pazienti con insufficienza renale le dosi vanno opportunamente ridotte in funzione del grado di compromissione renale, come riportato nella seguente tabella: DOSAGGIO NELL’INSUFFICIENZA RENALE Insuff. renale Clearance Creatinina (ml/min) Creatininemia (mg%) Dosaggio Intervallo di somm. ADULTI lieve  55  1,5 Dosi piene 6-8 h moderata 35-54 1,6-3,0 Dosi piene  8 h marcata 11-34 3,1-4,5 50% dose 12 h grave  10  4,6 50% dose 18-24 h BAMBINI live-moderata 40-70 60% dose 12 h moderata 20-39 25% dose 12 h grave 5-19 10% dose 24 h N.B.: nelle infezioni di particolare gravità si consiglia una dose di carico appropriata prima di procedere alla riduzione dei dosaggi come sopra riportato. Uso nella profilassi perioperatoria Per prevenire le infezioni post-chirurgiche in interventi a rischio di potenziale contaminazione batterica, il dosaggio raccomandato è: - 1 g EV o IM somministrato da 30 a 60 minuti prima dell’intervento. - Per interventi lunghi (es. 2 ore o più), 0,5-1 g EV o IM durante l’intervento (da modificare in accordo con la durata dell’operazione). - 0,5-1 g EV o IM ogni 6-8 ore per 24 ore dopo l’operazione. E’ importante che: 1. la dose iniziale venga somministrata da mezz’ora ad un’ora prima dell’inizio dell’intervento per garantire adeguati livelli ematici e tissutali dell’antibiotico al momento dell’incisione; 2. se è molto probabile l’esposizione ad agenti patogeni, la cefazolina venga somministrata ad intervalli regolari durante l’intervento, per garantire livelli ematici costanti; 3. l’impiego di cefazolina a scopo profilattico termini entro 24 ore dalla fine dell’intervento; 4. negli interventi chirurgici dove il prodursi dell’infezione può risultare particolarmente devastante (es. operazioni a cuore aperto, impianti di artroprotesi), la profilassi con cefazolina possa continuare per 3-5 giorni dopo l’intervento. Per le istruzioni sulla ricostituzione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6. Attenzione: la fiala di diluente, contenente lo 0,5% di lidocaina cloridrato ed annessa alla confezione, è riservata al solo impiego intramuscolare.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

La cefazolina è controindicata nei pazienti che abbiano manifestato in precedenza allergia alle cefalosporine o altre sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico, come penicilline e altri antibiotici beta-lattamici. La fiala solvente annessa alla confezione contiene lidocaina, pertanto il prodotto è controindicato in caso di ipersensibilità alla lidocaina e agli anestetici locali di tipo amidico. Controindicato nei prematuri e nei neonati al di sotto di 1 mese.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Prima di iniziare la terapia con CEFAZOLINA GIT occorre accertare che il paziente non abbia avuto in precedenza reazioni di ipersensibilità verso la cefazolina o altre cefalosporine, penicillina, altri antibiotici beta-lattamici o altri farmaci. E’ verosimile l’esistenza di un’allergia crociata parziale tra le cefalosporine e le penicilline. Sono stati riportati, infatti, casi di pazienti che hanno manifestato reazioni di ipersensibilità gravi (inclusa l’anafilassi) ad entrambe queste classi di farmaci. È stato accertato, inoltre, che pazienti allergici alla penicillina possono essere allergici ad altri antibiotici beta-lattamici comprese le cefalosporine. Occorre anche accertare che il paziente non abbia avuto in precedenza reazioni di ipersensibilità verso la lidocaina o gli altri anestetici locali di tipo amidico. Per quanto rari, infine, sono stati segnalati casi di pazienti che hanno presentato gravi reazioni di tipo anafilattico, specialmente dopo somministrazione di medicinali iniettabili. Se dovessero verificarsi reazioni allergiche alla cefazolina, la somministrazione del farmaco deve essere interrotta ed il paziente deve essere trattato con farmaci appropriati (ad es. adrenalina ed altre amine pressorie, antistaminici o corticosteroidi). Le cefalosporine dovrebbero essere usate con cautela nei pazienti con una storia di malattie gastrointestinali ed in particolare di colite. La terapia antibatterica può provocare lo sviluppo di germi non sensibili e, raramente, un'alterazione della normale flora del colon con possibile selezione di clostridi responsabili di colite pseudomembranosa. E' importante considerare questa patologia nella diagnosi differenziale dei pazienti che presentano diarrea dopo l'uso di un antibiotico. Colite pseudomembranosa è stata riportata durante terapia con quasi tutti gli antibiotici ad ampio spettro (inclusi i macrolidi, le penicilline semisintetiche e le cefalosporine). La colite può variare da lieve a molto grave, con rischio di morte del paziente. Le dovute misure di trattamento devono essere adottate nei casi di gravità moderata o severa. Casi lievi di colite pseudomembranosa possono regredire con l’interruzione del trattamento. Nelle forme di media e grave entità il trattamento di elezione è rappresentato dalla vancomicina per uso orale integrato dalla somministrazione di fluidi, elettroliti e proteine. L’uso contemporaneo di farmaci che favoriscono la stasi fecale deve essere assolutamente evitato. Sono stati segnalati casi di disturbi della coagulazione in pazienti in trattamento con cefazolina. Un appropriato monitoraggio deve essere effettuato nel caso di somministrazione concomitante di anticoagulanti. Per mantenere il livello desiderato di anticoagulazione possono essere necessari aggiustamenti del dosaggio degli anticoagulanti orali (vedere paragrafo 4.5). In corso di trattamento con cefalosporine sono state segnalate positività dei test di Coombs (sia diretto che indiretto) talora false; ciò può verificarsi anche in neonati le cui madri hanno ricevuto cefalosporine prima del parto. Attenzione: la fiala di diluente, contenente lo 0,5% di lidocaina cloridrato ed annessa alla confezione, è riservata al solo impiego intramuscolare. In pazienti con bassa escrezione urinaria dovuta ad insufficienza renale, il dosaggio giornaliero di cefazolina deve essere opportunamente ridotto (vedere paragrafo 4.2).

Nei pazienti con sospetta patologia renale, in particolare, un’attenta valutazione della funzione renale, clinica e di laboratorio, deve essere condotta prima e durante la terapia con cefalosporine. Gli effetti nefrotossici sono più probabili nei pazienti di età superiore a 50 anni, in quelli con precedenti patologie renali e nel caso di concomitanti somministrazioni di altri farmaci nefrotossici (vedere Paragrafo 4.5). CEFAZOLINA GIT non deve essere somministrata per via intratecale. A seguito di somministrazione intratecale di cefazolina, infatti, sono stati riportati casi di gravi tossicità a livello del sistema nervoso centrale, incluse convulsioni. In caso di infezioni, il microrganismo responsabile dovrebbe sempre essere isolato e la terapia antibatterica dovrebbe essere basata su test di sensibilità condotti su campioni raccolti prima dell’inizio della terapia. La sensibilità alla cefazolina deve essere confermata con metodi standardizzati (dischi antibiogramma contenenti 30 mcg di principio attivo - Test di Kirby Bauer). La terapia con cefazolina può comunque essere iniziata in attesa dei risultati di queste analisi. Prima di impiegare CEFAZOLINA GIT in associazione con altri antibiotici, dovrebbero essere attentamente valutate le relative interazioni, controindicazioni, avvertenze, precauzioni ed effetti indesiderati. La somministrazione delle cefalosporine può interferire con i risultati di alcune prove di laboratorio causando falsa positività della glicosuria con i metodi di Benedict, Fehling e "Clinitest", ma non con i metodi enzimatici (vedere paragrafo 4.5). Ipersensibilità Sono stati segnalati casi di sindrome di Kounis in pazienti trattati con cefazolina. La sindrome di Kounis è stata definita come sintomi cardiovascolari secondari a una reazione allergica o di ipersensibilità associata a costrizione delle arterie coronarie, che può potenzialmente portare a infarto miocardico. CEFAZOLINA GIT contiene sodio Questo medicinale contiene 50,5 mg di sodio (come cefazolina sodica) per flaconcino equivalente a 2,5% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’ interazione

Probenecid La concomitante somministrazione di Probenecid può ridurre l’escrezione renale delle cefalosporine, i cui livelli ematici risulterebbero perciò aumentati e persisterebbero più a lungo. Farmaci nefrotossici L'uso concomitante di farmaci nefrotossici come aminoglicosidi, colistina, polimixina B o vancomicina può aumentare il rischio di nefrotossicità con alcune cefalosporine e, se possibile, dovrebbe essere evitato. Alcool Non sono stati riportati effetti disulfiram-simili in pazienti che hanno assunto alcool durante il trattamento con cefazolina. Altri antibatterici Studi in vitro indicano che aminoglicosidi, penicilline o cloramfenicolo possono avere un effetto additivo o sinergico sull'attività antibatterica delle cefalosporine verso alcuni microrganismi. Anticoagulanti orali Le cefalosporine molto raramente possono portare a disturbi della coagulazione (vedere paragrafo 4.4).

Se è necessaria la co-somministrazione di anticoagulanti orali o eparina a dosi elevate, il tempo di protrombina o il rapporto internazionale normalizzato (INR) devono essere attentamente monitorati nel caso di aggiunta o sospensione di cefazolina. Inoltre, possono essere necessari aggiustamenti del dosaggio degli anticoagulanti. Contraccettivi orali Cefazolina può influenzare l'efficacia dei contraccettivi ormonali. Per questo motivo metodi contraccettivi alternativi sono consigliati in aggiunta ai contraccettivi ormonali durante il trattamento con cefazolina. Interazioni di laboratorio Una reazione falsamente positiva per la glicosuria può verificarsi impiegando le soluzioni di Benedict o di Feeling, o con le compresse di Clinitest; ciò non si verifica con i test enzimatici, come il Clinistix ed il Tes-tape (cartina per la determinazione della glicosuria).

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Non esistono studi adeguati e ben controllati effettuati su donne gravide per cui questo farmaco, durante la gravidanza, dovrebbe essere usato solo in casi di effettiva necessità e sotto diretto controllo medico. La somministrazione di cefazolina prima dell’intervento di parto cesareo determina livelli ematici nel cordone ombelicale variabili da 1/4 a 1/3 delle concentrazioni ematiche presenti nella madre. La cefazolina non sembra capace di procurare effetti collaterali sul feto. In ogni caso la cefazolina può essere somministrata soltanto dopo la legatura del cordone ombelicale. Allattamento La cefazolina è presente in concentrazioni bassissime nel latte materno: è bene comunque usare cautela nel somministrare la cefazolina a donne che allattano al seno. Tuttavia, se si manifesta diarrea o candidosi nel neonato durante l'allattamento, la madre deve interrompere l'allattamento oppure il trattamento con cefazolina.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’ uso di macchinari

CEFAZOLINA GIT non interferisce sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono elencati di seguito per classificazione sistemica organica (SOC) Disturbi del sistema immunitario Orticaria, prurito, eruzioni cutanee (maculopapulari, eritematose o morbilliformi), febbre e brividi, reazioni simil malattia da siero (febbre, orticaria, artralgia, edema e linfoadenopatia), eosinofilia, artralgia, edema, eritema, prurito anale e genitale, angioedema, sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, necrolisi epidermica tossica, dermatite esfoliativa. Le reazioni di ipersensibilità si verificano nei pazienti con una storia di allergia, in particolare verso la penicillina. Sono state riportate reazioni anafilattiche: gravi reazioni acute e generalizzate causate da dispnea, spesso seguita da collasso cardiovascolare o da shock, manifestazioni cutanee (essenzialmente prurito ed orticaria con o senza angioedema) e gastrointestinali (nausea, vomito, dolori addominali crampiformi e diarrea).

Patologie del sistema emolinfopoietico Nel 3% e oltre dei pazienti trattati con una cefalosporina è riscontrabile un test di Coombs positivo, diretto ed indiretto. In forma lieve e transitoria, neutropenia, trombocitemia o trombocitopenia e leucopenia. Sono state riferite anemia e agranulocitosi, così come anemia aplastica, pancitopenia, anemia emolitica ed emorragia. Patologie epatobiliari Aumento di transaminasi (AST/SGOT, ALT/SGPT), fosfatasi alcalina, lattico deidrogenasi (LDH), gammaglutamiltranspeptidasi (GGTP) o bilirubina e disfunzioni epatiche, compresa la colestasi. Questi effetti sono generalmente lievi e scompaiono con la sospensione della terapia. Patologie renali e urinarie Aumento transitorio di azotemia e creatininemia. Insufficienza renale acuta associata a nefrite interstiziale. Patologie gastrointestinali Gli effetti indesiderati di più frequente riscontro dopo somministrazione orale di cefalosporine sono: nausea, vomito e diarrea e candidiasi orale (mughetto). Generalmente sono lievi e transitori ma raramente possono essere tali da richiedere la sospensione del farmaco. Altri effetti osservati sono: dolore addominale, tenesmo, dispepsia, glossite e pirosi gastrica. Durante e dopo l’antibiotico-terapia può manifestarsi la sintomatologia della colite pseudomembranosa. Gli effetti gastrointestinali delle cefalosporine possono verificarsi anche dopo somministrazione intramuscolare. Durante il trattamento con cefalosporina o dopo la sua sospensione, è stata riferita la comparsa di colite pseudomembranosa causata da clostridi antibiotico-resistenti produttori di tossine (es. C. difficile); sono stati riportati alcuni casi letali. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Reazioni locali sono piuttosto comuni con alcune cefalosporine: dolore, indurimento dei tessuti e dolorabilità dopo somministrazione intramuscolare, alcune volte con edema indurativo. Flebiti in corrispondenza della sede di iniezione. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Senso di costrizione toracica. Patologie del sistema nervoso Dopo somministrazione intramuscolare è possibile la comparsa di vertigini, cefalea, malessere, stanchezza. Patologie cardiache Non nota: Sindrome di Kounis. Infezioni e infestazion

Moniliasi e vaginite, con prurito in sede genitale ed anale. Gli effetti indesiderati sopra elencati possono richiedere l'adozione delle necessarie misure terapeutiche e l'attenta considerazione del medico che, se del caso, dovrà decidere sull'opportunità di interrompere il trattamento. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato all'indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

4.9 Sovradosaggio

Segni e sintomi Segni e sintomi di tossicità per sovradosaggio di cefazolina possono includere: dolore, infiammazione e flebite nel sito di iniezione, senso di mancamento, parestesie, cefalea. Il sovradosaggio con alcune cafalosporine può scatenare convulsioni, particolarmente in pazienti con insufficienza renale nei quali può verificarsi un accumulo del farmaco. Alterazioni dei parametri di laboratorio: aumento della creatininemia, dell’azotemia, degli enzimi epatici e della bilirubina, positività al test di Coombs, trombocitosi, trombocitopenia, eosinofilia, leucopenia ed allungamento del tempo di protrombina. Trattamento Nel trattamento del sovradosaggio, considerare sempre la possibilità che possa trattarsi di sovradosaggi multipli, di interazione tra farmaci o di una particolare farmacocinetica nel paziente. Se insorgono convulsioni, interrompere immediatamente la somministrazione del farmaco e, se clinicamente indicato, effettuare una terapia anticonvulsivante. Garantire la pervietà delle vie aeree del paziente e sostenere la ventilazione e la perfusione. Monitorare attentamente e mantenere, entro limiti accettabili, i segni vitali del paziente, l’emogasanalisi, gli elettroliti sierici, e ogni altro parametro ritenuto rilevante. In casi di grave sovradosaggio, specialmente nel paziente con insufficienza renale, può essere utile l’impiego combinato dell’emodialisi e dell’emoperfusione, dopo il fallimento di terapie più conservative. Non esistono, comunque, dati certi a supporto dell’efficacia di tale approccio terapeutico.

5. Proprieta' farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: antibatterico per uso sistemico, cefalosporina di prima generazione, codice ATC: JO1DB04. Test in vitro hanno dimostrato che l’azione battericida della cefazolina si esplica, come per altre cefalosporine, mediante inibizione della sintesi della parete cellulare. La cefazolina è attiva sia in vitro che nelle infezioni cliniche sostenute dai seguenti microrganismi: Staphylococcus aureus (inclusi i ceppi produttori di penicillinasi) ed epidermidis, Streptococchi b-emolitici di gruppo A ed altri ceppi di streptococchi, Streptococcus pneumoniae, Escherichia coli, Proteus mirabilis, Klebsiella sp., Haemophilus influenzae ed Enterobacter aerogenes. La maggior parte dei ceppi di enterococchi, di Proteus indolo-positivi (Proteus vulgaris), Enterobacter cloacae, Morganella marganii e Providencia rettgeri risultano resistenti. Gli stafilococchi meticillino-resistenti, Serratia, Pseudomonas e Acinetobacter calcoaceticus (già specie Mima ed Herelleae) sono quasi sempre resistenti alla cefazolina.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

La seguente tabella illustra i livelli di concentrazione sierica che si ottengono dopo somministrazione intramuscolare di 500 mg e di 1 g di cefazolina: Concentrazioni sieriche dopo somministrazione intramuscolare Dose Concentrazioni sieriche (mg/ml) 30 min. 1 h 2 h 4 h 6 h 8 h 500 mg 36,2 36,8 37,9 15,5 6,3 3 1 g* 60,1 63,8 54,3 29,3 13,2 7,1 * Media di 2 studi La cefazolina viene eliminata immodificata con le urine principalmente per filtrazione glomerulare ed in piccola parte per secrezione tubulare dopo somministrazione IM di 500 mg di cefazolina, il 56-89% della dose iniettata è eliminata entro 6 ore e tra l’80% e il 100% in 24 ore. In pazienti sottoposti a dialisi peritoneale (2L/h) le concentrazioni ematiche di cefazolina sono risultate in media di 10 e 30 mg/ml dopo istillazione per 24 ore di una soluzione dializzante contenente, rispettivamente, 50 mg/L e 150 mg/L del farmaco. I picchi ematici sono stati di 29 mg/ml (da 13 a 44 mg/ml) con 50 mg/L (3 pazienti) e di 72 mg/ml (da 26 a 142 mg/ml) con 150 mg/L (6 pazienti). La somministrazione intraperitoneale di cefazolina è generalmente ben tollerata. In pazienti con il tratto biliare non ostruito, concentrazioni di gran lunga superiori ai livelli sierici si riscontrano nel tessuto colecistico e nella bile; comunque, in presenza di ostruzione, le concentrazioni di cefazolina nella bile sono considerevolmente inferiori ai livelli sierici. La cefazolina attraversa rapidamente le membrane sinoviali infiammate e le concentrazioni dell’antibiotico che si ottengono negli spazi articolari sono paragonabili ai livelli sierici. La cefazolina attraversa rapidamente la barriera placentare, passando nel sangue del cordone ombelicale e nel liquido amniotico. La cefazolina è presente in concentrazioni molto basse nel latte materno.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Non sono stati effettuati studi a lungo termine negli animali per determinare i potenziali effetti mutageni o cancerogenetici della cefazolina. Studi sulle capacità riproduttive sono stati effettuati sui ratti a dosi di 500 mg o 1 g di cefazolina/kg; non è stata evidenziata alcuna alterazione della fertilità o danno fetale.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Fiala solvente: lidocaina cloridrato monoidrato - acqua per preparazioni iniettabili

6.2 Incompatibilità

E' stata riscontrata incompatibilità chimico-fisica con farmaci antinfiammatori non steroidei del gruppo dei derivati dell’acido fenil-propionico.

6.3 Periodo di validità

2 anni. 6.4. Precauzioni particolari per la conservazion

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. La soluzione deve essere utilizzata immediatamente dopo la ricostituzione.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Flacone vetro neutro da 1 g di cefazolina + fiala solvente da 4 ml acqua per preparazioni iniettabili contenente 20 mg di lidocaina cloridrato monoidrato.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Una volta ricostituita la soluzione, la cefazolina può essere somministrata per via intramuscolare ed endovenosa. I dosaggi totali giornalieri sono gli stessi per entrambe le vie di somministrazione. Somministrazione intramuscolare La cefazolina va ricostituita sciogliendo il contenuto del flacone con la fiala di diluente (4 ml) annessa alla confezione, oppure con cloruro di sodio allo 0,9% per iniezione, acqua per preparazioni iniettabili, come illustrato nella tabella sottostante; agitare bene fino a completa dissoluzione. SCHEMA DI DILUIZIONE Flacone Diluente da aggiungere Volume approssimativo della soluzione Concentrazione Media 1 g* 2,5 ml 3 ml 350 mg/ml *Se non si utilizza la fiala di diluente (4 ml) annessa alla confezione, il flacone da 1 g deve essere ricostituito solo con acqua per preparazioni iniettabili. Attenzione: La fiala di diluente da 4 ml, contenente lo 0,5% di lidocaina cloridrato monoidrato come anestetico e annessa alla confezione, deve essere usata esclusivamente per somministrazioni intramuscolari. Somministrazione endovenosa Le soluzioni di cefazolina, ricostituite senza utilizzare la fiala di diluente annessa alla confezione possono essere somministrate per infusione endovenosa continua o intermittente. - Infusione endovenosa continua Le soluzioni già ricostituite devono essere ulteriormente diluite in almeno 10 ml di acqua per preparazioni iniettabili ed infuse lentamente in un periodo di 3-5 minuti direttamente in vena o mediante cannula. Non impiegare mai meno di 3 minuti per completare l’infusione. - Infusione endovenosa intermittente La cefazolina può essere somministrata insieme ad altri liquidi usati per il programma di supporto emodinamico, oppure utilizzando un flacone separato. le soluzioni già ricostituite di cafazolina da 500 mg o 1 g devono essere ulterioremente diluite in 50-100 ml di una delle seguenti soluzioni: - Cloruro di sodio allo 0,9% per iniezioni; - Destrosio al 5% o al 10% per iniezioni; - Destrosio al 5% in Ringer lattato per iniezioni; - Destrosio al 5% e Cloruro di sodio allo 0,9% per iniezioni (può essere usato anche Destrosio al 5% e Cloruro di sodio allo 0,45% o allo 0,2% per iniezioni); - Ringer lattato per iniezioni; - Zucchero invertito al 5% o al 10% in acqua sterile per iniezioni; - Ringer per iniezioni; - Normosol-M in D5-W; - Ionosol B con Destrosio al 5%; - Plasma-Lyte con Destrosio al 5%.

Le soluzioni per uso endovenoso preparate estemporaneamente possono essere conservate al riparo della luce e a bassa temperatura; in tali condizioni esse possono essere usate non oltre le 48 ore dalla preparazione. Per l’uso endovenoso o per infusione lenta, il prodotto va somministrato ogni 6 ore.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

SF GROUP S.r.l. – Via Tiburtina 1143, 00156 Roma

8. Numero dell'autorizzazione all'immissione in commercio

A.I.C. n° 033575010 1 g/4 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare – 1flacone polvere 1 g+ 1 fiala solvente 4 ml

9. Data dellaprima autorizzazione/rinnovo dell'autorizzazione

Ottobre 2000 – GU 48 del 27 febbraio 2001 / Rinnovo del 27/02/2011

10. Data di revisione del testo

Maggio 2026

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.