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DENIBAN

Principio attivo: AMISULPRIDE · ATC N05AL05 · MEDIFARM S.R.L.

💊 Vedi alternative con lo stesso principio attivo

Principio attivo: AMISULPRIDE
Forma farmaceutica: Compressa
Dosaggio: 50 mg COMPRESSA
Via di somministrazione: ORALE
Titolare AIC: MEDIFARM S.R.L.
Codice ATC: N05AL05
Regime di fornitura: Soggetto a Prescrizione Medica
Foglietto ufficiale AIFA: Consulta sulla Banca Dati Farmaci AIFA
Medicinali equivalenti con lo stesso principio attivo
Questi medicinali contengono lo stesso principio attivo e possono essere usati come alternative, dopo il consiglio del farmacista:
· AMISULPRIDE AUROBINDO - AUROBINDO PHARMA (ITALIA) S.R.L.
· AMISULPRIDE MYLAN - MYLAN S.P.A.
· AMISULPRIDE DOC - DOC GENERICI SRL
· AMISULPRIDE EG - EG S.P.A.
· DENIBAN - GMM FARMA S.R.L.
· DENIBAN - FARMA 1000 S.R.L.
· DENIBAN - BB FARMA S.R.L.
· SOLIAN - GMM FARMA S.R.L.
· SOLIAN - SANOFI S.R.L.
· SULAMID - SANOFI S.R.L.
· DENIBAN - SANOFI S.R.L.
· GEALEVIDE - ECUPHARMA S.R.L.
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Rimborsabilita: A totale carico del cittadino - fascia C - A TOTALE CARICO DELL'ASSISTITO

A cosa serve questo medicinale?

Come conservare Deniban Contenuto della confezione e altre informazioni

Cos’è Deniban e a cosa serve Deniban contiene amisulpride, che appartiene ad una classe di medicinali chiamata “Psicolettici, benzamidi”.

Deniban è indicato per il trattamento (a breve – medio termine) di forme di malattie mentali

derivanti da un grave disturbo del tono affettivo, caratterizzato da stati di pessimismo o depressione (distimia).

Cosa deve sapere prima di usarlo

Non prenda Deniban:
- se è allergico all'amisulpride o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale
(elencati al paragrafo 6);
- se ha un tumore della ghiandola che si trova sopra i reni (feocromocitoma);
- se ha un tumore al seno (tumore mammario) o un disturbo chiamato "tumore prolattino-

dipendente";
- se è per un bambino; Deniban non può essere assunto prima del termine dell’età dello sviluppo
(pubertà);
- se sta prendendo uno dei seguenti medicinali, perché potrebbero provocare gravi disturbi del
battito cardiaco (insorgenza di torsione di punta):

- medicinali usati nel trattamento dell’irregolarità del battito cardiaco quali: o antiaritmici di classe Ia quali chinidina, disopiramide; o antiaritmici di classe III quali amiodarone, sotalolo;

- altri medicinali quali bepridil (per il trattamento del battito cardiaco irregolare), cisapride (per il trattamento dei disturbi gastrici), sultopride, tioridazina (per il trattamento dei disturbi mentali), metadone somministrato per iniezione (per il trattamento del dolore grave o per contrastare la tossicodipendenza), vincamina somministrata per iniezione (per

aumentare il flusso di sangue al cervello), alofantrina (per il trattamento della malaria), eritromicina, pentamidina, sparfloxacina (per il trattamento delle infezioni batteriche) (vedere “Altri medicinali e Deniban“);

- levodopa, un medicinale utilizzato per il trattamento del morbo di Parkinson (vedere “Altri medicinali e Deniban”).

Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Deniban. Faccia particolare attenzione prima di prendere Deniban soprattutto se:

- è anziano in quanto ha maggiore probabilità di manifestare pressione bassa e sonnolenza. Può
anche essere richiesta una riduzione del dosaggio in caso di insufficienza renale;
- soffre di un disturbo della funzionalità renale perchè il medico le ridurrà la dose o le
prescriverà un trattamento intermittente (“Come prendere Deniban”);

- soffre di epilessia. In corso di trattamento con Deniban potrebbe essere soggetto ad attacchi
convulsivi più frequenti. Pertanto il suo medico la monitorerà durante il trattamento;
- soffre del morbo di Parkinson perchè questo medicinale potrebbe peggiorare le sue condizioni;
- soffre di iperglicemia. Pertanto i pazienti con diagnosi certa, o fattori di rischio, per diabete
dovranno essere sottoposti a un appropriato controllo degli zuccheri nel sangue.

Con medicinali usati per curare le psicosi, compreso Deniban, sono state segnalate diminuzioni di alcuni tipi di globuli bianchi nel sangue (leucopenia, neutropenia e agranulocitosi). Infezioni inspiegabili o febbre possono indicare uno squilibrio della composizione del sangue (discrasia ematica - vedere “Possibili effetti indesiderati”), che richiedono immediati esami del sangue. Come con altri medicinali che agiscono sul Sistema Nervoso Centrale può manifestarsi un insieme di disturbi denominato Sindrome Neurolettica Maligna, una malattia potenzialmente mortale, caratterizzata da ipertermia (aumento della temperatura corporea), rigidità muscolare, acinesia (disturbi dei movimenti), irregolarità del battito e della pressione arteriosa,

sudorazione, aumento della frequenza cardiaca, alterazioni del ritmo del cuore, elevati valori di creatinfosfochinasi (una sostanza prodotta dall’organismo che indica un possibile danno muscolare ), rabdomiolisi (danno muscolare) disturbi dello stato di coscienza che possono progredire fino al torpore e al coma.

In caso di elevata temperatura corporea, in modo particolare quando le dosi giornaliere sono elevate, il medico le sospenderà la somministrazione di qualunque medicinale antipsicotico, compreso Deniban.

Amisulpride determina un disturbo del cuore chiamato “prolungamento dell’intervallo QT” (vedere “Possibili effetti indesiderati”) che aumenta il rischio di disturbi del battito del cuore

(aritmie ventricolari gravi, quali torsioni di punta). Il medico controllerà lo stato del suo cuore, in particolare se lei ha altre malattie cardiovascolari o parenti con “prolungamento dell’intervallo QT”. È necessario evitare una terapia concomitante con altri medicinali neurolettici.

Deniban deve essere usato con cautela se sono presenti fattori di rischio per disturbi vascolari al

cervello (ictus).

Pazienti anziani con psicosi correlate alla demenza

Nei pazienti anziani con demenza, l’aumento del rischio di morte è maggiore.

Malattia del sistema circolatorio chiamata “Tromboembolia venosa”(TEV) Prima e durante il trattamento con Deniban il medico la sottoporrà a dei controlli per

evidenziare eventuali fattori di rischio per una malattia del sistema circolatorio chiamata “Tromboembolia venosa”.

Tumore al seno Deniban può aumentare i livelli di prolattina (un ormone che agisce sulla mammella). Se lei ha una storia personale o familiare di tumore al seno, durante la terapia con Deniban, il suo medico la terrà sotto controllo.

Tumore pituitario benigno Deniban può aumentare i livelli di prolattina (un ormone che agisce sulla mammella). Durante la terapia con Deniban sono stati osservati casi di crescita anormale di una ghiandola detta pituitaria o ipofisi (tumore pituitario benigno come il prolattinoma). In caso di quantità molto elevate di prolattina o segni clinici di tumore pituitario (come difetti del campo visivo e mal di

testa), il suo medico la sottoporrà a dei controlli. Se la diagnosi di tumore pituitario è confermata, il suo medico interromperà il trattamento con Deniban.

Dopo la brusca interruzione di alte dosi terapeutiche di medicinali antipsicotici sono stati descritti disturbi da mancanza di assunzione del medicinale (astinenza), che comprendono nausea, vomito e insonnia. Possono anche ripresentarsi disturbi mentali (psicotici) e, con Deniban, è stata riportata l’insorgenza di disordini del movimento involontari (quali acatisia, distonia e discinesia). Pertanto il medico le sospenderà gradualmente l’assunzione di Deniban.

In seguito all’uso di Deniban è stata segnalata una grave tossicità epatica. Contatti immediatamente il suo medico se manifesta fatica, perdita di appetito, nausea, vomito, dolore addominale o colorazione giallastra degli occhi e della pelle.

Bambini e adolescenti

Deniban non deve essere dato ai bambini fino alla pubertà e comunque non è raccomandato fino all’età di 18 anni.

Altri medicinali e Deniban

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto, o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale.

Gli effetti di Deniban possono essere influenzati o influenzare gli effetti dei seguenti medicinali.

L'associazione con altri medicinali della stessa classe di Deniban (psicofarmaci) richiede

particolare cautela e vigilanza da parte del medico per evitare inattesi effetti indesiderati. Quando farmaci denominati neurolettici sono somministrati in concomitanza con farmaci che “prolungano il QT” (come Deniban) il rischio di insorgenza di alterazioni del ritmo del cuore (aritmie cardiache) aumenta.

Associazioni controindicate  Alcuni medicinali che possono causare gravi disturbi del battito cardiaco (torsioni di punta) non devono essere usati con Deniban. Questi includono:

- medicinali usati per il trattamento del battito cardiaco irregolare come antiaritmici di classe Ia (ad esempio chinidina, disopiramide) e gli antiaritmici di classe III (ad esempio amiodarone, sotalolo);

- altri medicinali quali bepridil (per il trattamento del battito cardiaco irregolare), cisapride (per il trattamento dei disturbi gastrici), sultopride, tioridazina (per il trattamento dei disturbi mentali), metadone somministrato per iniezione (per il trattamento del dolore

grave o per contrastare la tossicodipendenza), vincamina, somministrata per iniezione (per aumentare il flusso di sangue al cervello), alofantrina (per il trattamento della malaria), eritromicina, pentamidina e sparfloxacina (per il trattamento delle infezioni batteriche).  levodopa, un medicinale utilizzato per il trattamento del morbo di Parkinson in quanto gli effetti di levodopa e Deniban potrebbero influenzarsi reciprocamente.

 medicinali classificati come “agonisti dopaminergici” come bromocriptina e ropinirolo (per il trattamento del morbo di Parkinson) poiché Deniban può contrastarne l’effetto.  medicinali che potrebbero provocare abbassamenti dei livelli di potassio nel sangue (ipokalemia) quali: diuretici ipokalemici, lassativi stimolanti, amfotericina B somministrata

per iniezioni (per il trattamento delle infezioni da funghi), glicocorticoidi (per curare i disturbi infiammatori), tetracosactidi (per curare una grave forma di epilessia). La riduzione del potassio nel sangue sarà corretta con adeguata terapia del medico.

Associazioni sconsigliate

 Medicinali che possono causare gravi disturbi del battito cardiaco (aumentano il rischio di
torsione di punta o possono prolungare l’intervallo QT):
- medicinali che possono ridurre il battito cardiaco: beta-bloccanti, bloccanti del canale
del calcio, quali diltiazem, verapamil, guanfacina, clonidina (per il trattamento della
pressione alta) e digitalici (per migliorare la forza di pompaggio del cuore);
- medicinali con forte azione sedativa sul sistema nervoso (neurolettici quali pimozide,
aloperidolo), antidepressivi (imipraminici, litio);
- alcuni medicinali per il trattamento delle allergie (antistaminici);
- alcuni medicinali per il trattamento della malaria (per esempio la meflochina).

Associazioni da considerare con attenzione  medicinali che agiscono sul Sistema Nervoso Centrale (compresi: ipnotici, tranquillanti, anestetici, analgesici, antistaminici H1 con effetto sedativo), medicinali che calmano, inducono il sonno o rilassano i muscoli (barbiturici, benzodiazepine e altri ansiolitici).

 medicinali per regolare la pressione del sangue (anti-ipertensivi, come clonidina e derivati, e altri medicinali ipotensivi).  clozapina, perché può portare ad un aumento dei livelli di amisulpride nel sangue.

Deniban con alcool

Deniban può aumentare alcuni disturbi causati dall’alcool.

Gravidanza, allattamento e fertilità Se è in corso una gravidanza o se sta allattando con latte materno, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, chieda consiglio al medico o al farmacista prima di prendere questo medicinale.

Gravidanza Non prenda Deniban se è in gravidanza, o se sospetta di esserlo e se è in età fertile e non fa uso di mezzi contraccettivi efficaci.

Se ha usato Deniban durante gli ultimi tre mesi di gravidanza, il bambino può manifestare agitazione, aumento della tensione muscolare, tremore involontario del corpo, sonnolenza, problemi di respirazione o difficoltà nell’assunzione di cibo.

Se il suo bambino mostra uno qualsiasi di questi sintomi contatti il medico.

Allattamento

Durante la terapia con Deniban non deve allattare con latte materno. Chieda consiglio al medico se sta prendendo Deniban.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari Deniban può causare sonnolenza e visione offuscata e quindi può essere alterata la capacità di guidare autoveicoli o di utilizzare macchinari (vedere “Possibili effetti indesiderati”).

Deniban compresse contiene lattosio. Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

Come usarlo

farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista. Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del

La dose raccomandata è di una compressa da 50 mg al giorno, o secondo prescrizione medica.

Uso negli anziani Se è anziano, il medico valuterà attentamente la dose raccomandata, in quanto c’è un possibile rischio di abbassamento della pressione del sangue (ipotensione) e sonnolenza eccessiva (sedazione). Se necessario, il medico potrà considerare un’eventuale riduzione della dose, in particolare nei pazienti con problemi ai reni.

Bambini e adolescenti Deniban non deve essere dato ai bambini fino alla pubertà. L'uso di Deniban dallo sviluppo (pubertà) fino all'età di 18 anni, non è raccomandato.

Funzionalità renale compromessa (insufficienza renale) Il medico le prescriverà una dose più bassa, a seconda del grado di compromissione renale.

Se prende più Deniban di quanto deve Nel caso avesse assunto più Deniban di quanto le ha prescritto il medico, è possibile che lei

avverta sonnolenza o sedazione, abbassamento della pressione del sangue (ipotensione), tremori, rigidità, aumento della saliva, disturbi dei movimenti (sintomi extrapiramidali) e coma. Casi con esito mortale sono stati riportati soprattutto in associazione con altri medicinali per le malattie mentali (agenti psicotropi). In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di Deniban avverta

immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale.

Se dimentica di prendere Deniban

Non prenda una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di questo medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

Possibili effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, Deniban può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

Molto comuni (possono interessare più di una persona su 10)  tremore  rigidità  rallentamento o riduzione dei movimenti spontanei del corpo (ipocinesi)

 aumento della salivazione (ipersalivazione)  sensazione di irrequietezza (acatisia)  alterazioni del movimento (discinesia) Questi disturbi sono generalmente lievi ai dosaggi raccomandati e parzialmente reversibili con la somministrazione di medicinali antiparkinson, anche senza la sospensione di Deniban.

Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10)  crampi muscolari, soprattutto al collo (torcicollo spasmodico), agli occhi (crisi oculogire) e alla mascella (trisma) che sono reversibili con la somministrazione di medicinali opportuni, prescritti dal medico, anche senza sospendere la terapia con Deniban  sonnolenza o insonnia  ansia  agitazione  eccitabilità a livello psicomotorio  anomalie dell’orgasmo  visione offuscata (vedere “Guida di veicoli e utilizzo di macchinari”)  disturbi del battito cardiaco (prolungamento del QT)  costipazione (stipsi)  nausea  vomito

 secchezza della bocca  difficoltà di digestione (dispepsia)  aumento dei valori di un ormone nel sangue chiamato prolattina che può provocare: - insolita produzione di latte nelle donne e negli uomini (galattorrea)

- assenza di mestruazioni (amenorrea)
- ingrossamento del seno negli uomini (ginecomastia)
- dolore al seno (mastodinia)
- disfunzioni nell’erezione
Questi disturbi scompaiono dopo la sospensione della terapia con Deniban.

 pressione bassa (ipotensione)  aumento di peso.

Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100)  diminuzione di alcuni tipi di cellule presenti nel sangue (leucopenia, neutropenia)

 disturbi del movimento tra i quali movimenti incontrollabili della lingua, della bocca e del viso (discinesia tardiva). Questi si possono verificare durante o dopo un periodo di trattamento prolungato

 convulsioni  elevato livello di zuccheri nel sangue  rallentamento del battito cardiaco (bradicardia)

 palpitazioni  aumento dei valori degli enzimi del fegato (in particolare delle transaminasi)  reazioni allergiche

 aumento dei trigliceridi e del colesterolo nel sangue (ipertrigliceridemia e ipercolesterolemia)  confusione  aumento della pressione sanguigna  naso chiuso

 polmonite dovuta ad aspirazione di materiale estraneo (principalmente in associazione ad altri psicofarmaci e farmaci che agiscono sul Sistema Nervoso Centrale)  osteopenia e osteoporosi (aumento della fragilità delle ossa)  incapacità di svuotare completamente la vescica (ritenzione urinaria)  danno del tessuto epatico (traumatismo epatocellulare).

Rari (possono interessare più di 1 persona su 1000)  diminuzione di alcuni tipi di cellule presenti nel sangue (agranulocitosi)  tumore pituitario benigno come il prolattinoma  riduzione della concentrazione di sodio nel plasma (iponatriemia), inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico (SIADH)  combinazione di febbre, respirazione accelerata, sudorazione, rigidità muscolare e riduzione dello stato di coscienza associati ad un disturbo grave noto come “sindrome neurolettica maligna”, talvolta fatale (vedere “Avvertenze e precauzioni”)  disturbi del battito cardiaco (prolungamento intervallo QT, aritmie ventricolari come torsione di punta, tachicardia ventricolare che possono portare a fibrillazione ventricolare o arresto cardiaco e morte improvvisa) (vedere “Avvertenze e precauzioni”)  coaguli di sangue nelle vene (tromboembolia venosa, inclusa embolia polmonare, anche mortale e trombosi venosa profonda)

 rapido gonfiore di gambe, braccia, viso o lingua (angioedema)  orticaria.

Frequenza non nota (la frequenza non può essere stabilita sulla base dei dati disponibili)  disturbi da astinenza da medicinale nei neonati di madri che hanno assunto Deniban

(sindrome da astinenza neonatale, disturbi extrapiramidali)  sensazione di disagio nelle gambe temporaneamente alleviata dal movimento e sintomi che peggiorano a fine giornata (sindrome delle gambe senza riposo)  aumento della sensibilità della pelle al sole e ai raggi ultravioletti (reazione di fotosensibilità)

 cadute dovute ad un ridotto equilibrio del corpo, che possono comportare delle fratture  rabdomiolisi (rottura dei muscoli associata a dolore muscolare)  livelli elevati di creatinfosfochinasi (esame del sangue che indica un danno muscolare).

Sono stati osservati anche brividi di debole intensità, difficoltà respiratorie (dispnea), dolori muscolari.

Segnalazione degli effetti indesiderati

Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione, all’indirizzo

https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.

Come conservarlo

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Conservi questo medicinale fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Non usi questo medicinale dopo la data di scadenza che è riportata sulla scatola e sul blister dopo “Scad.”. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno di quel mese.

Non getti alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.

Informazioni supplementari

Cosa contiene Deniban

Deniban 50 mg compresse del
- Il principio attivo è amisulpride. Ogni compressa contiene 50 mg di amisulpride.
- Gli altri componenti sono: carbossimetilamido sodico (tipo A), lattosio monoidrato,
cellulosa microcristallina, ipromellosa, magnesio stearato.
Descrizione dell’aspetto di Deniban e contenuto della confezione

Deniban 50 mg compresse si presenta in forma di compresse:

- scatola da 12 compresse.

Titolare dell'autorizzazione all’immissione in commercio Sanofi S.r.l. – Viale L. Bodio, 37/B - Milano

Produttore Delpharm Dijon – 6, Boulevard de l’Europe, 21800 Quétigny - Francia

Questo foglio illustrativo è stato aggiornato il: en zia

Domande frequenti su DENIBAN

Come si usa DENIBAN?

DENIBAN si presenta in forma di Compressa e si somministra per via orale. Rispetti la posologia indicata dal medico o dal farmacista e legga attentamente il foglietto illustrativo.

DENIBAN e disponibile senza ricetta?

No, DENIBAN e soggetto a prescrizione medica.

Qual e il principio attivo di DENIBAN?

Il principio attivo di DENIBAN e AMISULPRIDE.

Quali sono gli equivalenti di DENIBAN?

Tra i medicinali con lo stesso principio attivo: AMISULPRIDE AUROBINDO, AMISULPRIDE MYLAN, AMISULPRIDE DOC, AMISULPRIDE EG. Il farmacista puo proporle un equivalente.

Chi produce DENIBAN?

DENIBAN e prodotto da MEDIFARM S.R.L..

Da quando DENIBAN e autorizzato in Italia?

DENIBAN ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) il 2018-07-25.

📄 Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) — scheda tecnica

1. Denominazione del medicinale

DENIBAN 50 mg compresse

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Una compressa contiene 50 mg di amisulpride. Eccipienti con effetti noti: lattosio monoidrato 34,8 mg. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compresse. 4 INFORMAZIONI CLINICHE

4.1 Indicazioni Terapeutiche

Trattamento (a breve-medio termine) della distimia.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Una compressa al giorno o secondo parere medico. Pazienti anziani: La sicurezza di amisulpride è stata valutata in un numero limitato di pazienti anziani. Amisulpride deve essere usata con particolare attenzione a causa di un possibile rischio di ipotensione e sedazione. La posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che dovrà valutare una eventuale riduzione del dosaggio sopraindicato. Può anche essere richiesta una riduzione del dosaggio in caso di insufficienza renale. Popolazione pediatrica: l’efficacia e la sicurezza di amisulpride dalla pubertà all’età di 18 anni non sono state stabilite. Pertanto, l’uso di amisulpride dalla pubertà all’età di 18 anni non è raccomandato. Amisulpride è controindicato nei bambini fino alla pubertà poiché la sua sicurezza non è stata ancora stabilita (vedere sezione 4.3). Insufficienza renale: amisulpride viene eliminata per via renale. In caso di insufficienza renale, la dose deve essere ridotta della metà nei pazienti con clearance della creatinina compresa tra 30 e 60 ml/min e a un terzo nei pazienti con clearance compresa tra 10 e 30 ml/min. Non essendo disponibili dati in pazienti con grave insufficienza renale (clearance creatinina <10 ml/min) si raccomanda la massima cautela in questi pazienti (vedere sezione 4.4). Insufficienza epatica: amisulpride è scarsamente metabolizzata. Non è pertanto necessaria una riduzione della dose.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Feocromocitoma. Concomitanza di tumori prolattino-dipendenti come ad esempio i prolattinomi dell’ipofisi e i tumori mammari (vedere paragrafo 4.4 e 4.8).

Da non usarsi nell'età pediatrica e, comunque, impiegare solo a pubertà terminata. Associazione con i seguenti farmaci, per la possibile insorgenza di torsioni di punta:  antiaritmici di classe Ia quali chinidina, disopiramide;  antiaritmici di classe III quali amiodarone, sotalolo;  altri farmaci quali bepridil, cisapride, sultopride, tioridazina, metadone e.v., eritromicina e.v., vincamina e.v., halofantrina, pentamidina, sparfloxacina (vedere sezione 4.5). Associazione con levodopa (vedere sezione 4.5).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

 Come con altri neurolettici, può insorgere la Sindrome Neurolettica Maligna (SNM). Tale condizione è caratterizzata da: ipertermia, rigidità muscolare, acinesia, disfunzioni autonomiche (irregolarità del polso e della pressione arteriosa, sudorazione, tachicardia, aritmia), alterazioni dello stato di coscienza, rabdomiolisi ed elevati valori della creatinfosfochinasi, ed è potenzialmente fatale. Se il paziente sviluppa segni e sintomi indicativi di SNM o manifesta un’ipertermia inspiegata, particolarmente ad alte dosi, il trattamento con tutti i farmaci antipsicotici, compresa amisulpride, deve essere sospeso.  La rabdomiolisi è stata anche osservata in pazienti senza Sindrome Neurolettica Maligna.  Come per gli altri antidopaminergici, particolare cautela è richiesta nella prescrizione di amisulpride a pazienti parkinsoniani, in quanto si può avere un peggioramento della malattia. Amisulpride deve essere utilizzata soltanto quando il trattamento neurolettico non può essere evitato.  Prolungamento dell’intervallo QT Usare con cautela nei pazienti con malattie cardiovascolari o con una storia familiare di prolungamento QT. Evitare una terapia concomitante con altri neurolettici. Amisulpride determina un prolungamento dose-dipendente dell’intervallo QT (vedere sezione 4.8). È noto che questo effetto aumenta il rischio di aritmie ventricolari gravi, quali torsioni di punta. Prima della somministrazione e, se possibile, in funzione dello stato clinico del paziente, si raccomanda il monitoraggio dei fattori che potrebbero favorire l’insorgenza di tale disturbo del ritmo, quali ad esempio:  bradicardia inferiore a 55 battiti al minuto;  squilibrio elettrolitico, in particolare ipokaliemia;  intervallo QT prolungato congenito o acquisito;  trattamento in corso con farmaci in grado di indurre marcata bradicardia (<55 bpm), ipokaliemia, diminuzione della conduzione intracardiaca o prolungamento dell’intervallo QTc (Vedere sezione 4.5).  Eventi cerebrovascolari In studi clinici randomizzati versus placebo condotti in una popolazione di pazienti anziani con demenza trattati con alcuni antipsicotici atipici è stato osservato un aumento di circa tre volte del rischio di eventi cerebrovascolari. Il meccanismo di tale aumento del rischio non è noto. Non può essere escluso un aumento del rischio per altri antipsicotici o in altre popolazioni di pazienti. Deniban deve essere usato con cautela in pazienti con fattori di rischio per ictus.

3  Pazienti anziani con demenza: Pazienti anziani con psicosi correlate alla demenza trattati con farmaci antipsicotici presentano un aumento del rischio di morte. Le analisi di diciassette studi clinici controllati verso placebo (durata modale 10 settimane), su pazienti che, in gran parte, assumevano farmaci antipsicotici atipici, hanno rivelato un rischio di morte, nei pazienti trattati con il farmaco, da 1,6 a 1,7 volte rispetto a quello rilevato nei pazienti trattati con placebo. Nel corso di uno studio controllato, di 10 settimane, la percentuale dei decessi nei pazienti trattati con il farmaco è stata di circa il 4,5%, rispetto al 2,6% di quella del gruppo trattato con placebo. Sebbene le cause di morte durante gli studi clinici con antipsicotici atipici siano state varie, la maggior parte è sembrata essere o di natura cardiovascolare (ad es. insufficienza cardiaca, morte improvvisa) o infettiva (ad es. polmonite). Studi osservazionali suggeriscono che, come con i farmaci antipsicotici atipici, anche il trattamento con farmaci antipsicotici convenzionali possa incrementare la mortalità. La misura in cui il rilievo di una maggiore mortalità negli studi osservazionali può essere attribuita ai farmaci antipsicotici piuttosto che ad alcune caratteristiche peculiari dei pazienti non è chiara.  Tromboembolia venosa Casi di tromboembolia venosa (TEV) sono stati riportati con farmaci antipsicotici. Dal momento che i pazienti trattati con antipsicotici presentano spesso fattori di rischio acquisiti per la TEV, tutti i possibili fattori di rischio per la TEV devono essere identificati, prima e durante il trattamento con Deniban e devono essere adottate delle misure preventive (vedere paragrafo 4.8).  In pazienti trattati con alcuni antipsicotici atipici, fra cui amisulpride, è stata osservata iperglicemia. Pertanto i pazienti con diagnosi certa di diabete mellito o con fattori di rischio per diabete dovranno essere sottoposti a un appropriato monitoraggio glicemico se in terapia con amisulpride.  Amisulpride può abbassare la soglia epilettogena. Pertanto i pazienti con anamnesi positiva per episodi epilettici devono venire strettamente seguiti durante il trattamento.  Poiché il farmaco è eliminato per via renale, in caso di insufficienza renale la dose deve essere ridotta o può essere prescritto un trattamento intermittente (vedere sezione 4.2).  Nei pazienti anziani amisulpride, come gli altri farmaci neurolettici, deve essere utilizzata con particolare cautela per il possibile rischio di ipotensione e sedazione. Può anche essere richiesta una riduzione del dosaggio in caso di insufficienza renale.  Dopo interruzione repentina di alte dosi terapeutiche di farmaci antipsicotici sono stati descritti sintomi da astinenza, che comprendono nausea, vomito e insonnia. Possono anche ripresentarsi sintomi psicotici e, con amisulpride è stata riportata l’insorgenza di disordini del movimento involontario (quali acatisia, distonia e discinesia). Pertanto si raccomanda l’interruzione graduale di amisulpride.

4  Con gli antipsicotici, compreso Deniban, sono state segnalate leucopenia, neutropenia e agranulocitosi. Infezioni inspiegabili o febbre possono indicare discrasia ematica (vedere sezione 4.8), che richiedono un’immediata indagine ematologica.  Tumore al seno L’amisulpride può aumentare i livelli di prolattina. È necessario prestare attenzione e monitorare i pazienti con una storia personale o familiare di tumore al seno, durante la terapia con amisulpride.  Tumore pituitario benigno L’amisulpride può aumentare i livelli di prolattina. Durante la terapia con amisulpride sono stati osservati casi di tumore pituitario benigno come il prolattinoma (vedere paragrafo 4.8). In caso di livelli molto elevati di prolattina o segni clinici di tumore pituitario (come difetti del campo visivo e cefalea), devono essere effettuati esami di diagnostica per immagini dell’ipofisi. Se la diagnosi di tumore pituitario è confermata, il trattamento con amisulpride deve essere interrotto.  In seguito all’uso di amisulpride è stata segnalata una grave tossicità epatica. I pazienti devono essere informati di avvertire immediatamente il medico se compaiono sintomi quali astenia, anoressia, nausea, vomito, dolore addominale o ittero. Le indagini che includono l'esame clinico e la valutazione biologica della funzionalità epatica devono essere intraprese immediatamente (vedere paragrafo 4.8). Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale. Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

4.5 Interazioni con altri farmaci ed altre forme di interazione

L'associazione con altri psicofarmaci richiede particolare cautela e vigilanza da parte del medico onde evitare inattesi effetti indesiderati da interazione. Quando i neurolettici sono somministrati in concomitanza con farmaci che prolungano il QT il rischio di insorgenza di aritmie cardiache aumenta. Associazioni controindicate Farmaci in grado di provocare torsioni di punta: - antiaritmici di classe Ia, quali chinidina, disopiramide; - antiaritmici di classe III, quali amiodarone, sotalolo; - altri farmaci quali bepridil, cisapride, sultopride, tioridazina, metadone e.v., eritromicina e.v., vincamina e.v., halofantrina, pentamidina, sparfloxacina. Levodopa: antagonismo reciproco degli effetti tra levodopa e neurolettici. Amisulpride può contrastare l’effetto degli agonisti dopaminergici come bromocriptina e ropinirolo. Non somministare in concomitanza con farmaci che determinano alterazioni degli elettroliti, come ad esempio farmaci che provocano ipokalemia quali diuretici ipokalemici, lassativi stimolanti, amfotericina B e.v., glicocorticoidi, tetracosactidi. L’ipokalemia deve essere corretta.

Associazioni sconsigliate Amisulpride può aumentare gli effetti centrali dell’alcol. Farmaci che aumentano il rischio di torsioni di punta o possono prolungare il QT: - farmaci che inducono bradicardia: beta-bloccanti, bloccanti del canale del calcio quali diltiazem e verapamil, clonidina, guanfacina; digitalici - neurolettici quali pimozide, aloperidolo, antidepressivi imipraminici, litio  alcuni antistaminici  alcuni antimalarici (per esempio la meflochina) Associazioni da considerare con attenzione - depressivi del SNC: ipnotici, tranquillanti, anestetici, analgesici, antistaminici H1 sedanti, barbiturici, benzodiazepine e altri ansiolitici, clonidina e derivati. - farmaci antiipertensivi e altri medicamenti ipotensivi. - la somministrazione concomitante di amisulpride e clozapina può portare ad un aumento dei livelli plasmatici di amisulpride.

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza Ci sono soltanto dati limitati relativamente all’uso di amisulpride in gravidanza. La sicurezza di amisulpride durante la gravidanza non è stata stabilita. Amisulpride attraversa la placenta. Gli studi sugli animali hanno mostrato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). L’uso di amisulpride non è raccomandato durante la gravidanza e in donne in età fertile che non usino metodi contraccettivi efficaci, a meno che i benefici non giustifichino i rischi potenziali. I neonati esposti agli antipsicotici, incluso Deniban, durante il terzo trimestre di gravidanza sono a rischio di effetti indesiderati inclusi sintomi extrapiramidali e/o di astinenza che possono variare per gravità e durata dopo il parto (vedere paragrafo 4.8). Ci sono state segnalazioni di agitazione, ipertonia, ipotonia, tremore, sonnolenza, stress respiratorio, o disturbi dell’assunzione di cibo. Pertanto i neonati dovrebbero essere attentamente monitorati. Allattamento Amisulpride viene escreta nel latte materno in quantità piuttosto elevate, in alcuni casi al di sopra del valore accettato del 10% del dosaggio materno adattato al peso, ma le concentrazioni ematiche nei neonati allattati al seno non sono state valutate. Non ci sono informazioni sufficienti sugli effetti di amisulpride nei neonati/bambini. È necessario decidere se interrompere l’allattamento o astenersi dal trattamento con amisulpride, tenendo in considerazione il beneficio dell'allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna. Fertilità Una diminuzione della fertilità legata agli effetti farmacologici del farmaco (effetto mediato dalla prolattina) è stata osservata negli animali trattati.

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4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Anche quando impiegato secondo quanto raccomandato, amisulpride può causare sonnolenza e visione offuscata e quindi può essere alterata la capacità di guidare autoveicoli o di utilizzare macchinari (vedere sezione 4.8).

4.8 Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono stati ordinati in classi di frequenze, utilizzando la seguente convenzione: molto comune (> 1/10); comune (> 1/100; < 1/10); non comune (> 1/1000; < 1/100); raro (> sulla base dei dati disponibili).  Patologie del sistema emolinfopoietico Non comune: leucopenia, neutropenia (vedere sezione 4.4). Raro: agranulocitosi (vedere sezione 4.4).  Disturbi del sistema immunitario Non comune: reazioni allergiche.  Patologie endocrine Comune: amisulpride causa un aumento dei livelli di prolattina plasmatica reversibile dopo la sospensione del farmaco. Tale aumento può essere associato alla comparsa di galattorrea, amenorrea, ginecomastia, mastodinia e disfunzione erettile. Raro: tumore pituitario benigno come il prolattinoma (vedere paragrafo 4.3 e 4.4)  Disturbi del metabolismo e della nutrizione Non comune: iperglicemia (vedere paragrafo 4.4), ipertrigliceridemia e ipercolesterolemia. Raro: iponatriemia, sindrome da inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico (SIADH).  Disturbi psichiatrici Comune: insonnia, ansia, agitazione, eccitabilità psicomotoria, anomalie dell’orgasmo. Non comune: confusione.  Patologie del sistema nervoso Molto comune: possono comparire sintomi extrapiramidali: tremore, rigidità, ipocinesi, ipersalivazione, acatisia, discinesia. Questi sintomi sono generalmente lievi ai dosaggi ottimali e parzialmente reversibili con la somministrazione di farmaci antiparkinson, anche senza la sospensione di amisulpride. L’incidenza di sintomi extrapiramidali, correlata alla dose, rimane estremamente bassa nel trattamento di pazienti con sintomi negativi predominanti, a dosi comprese fra 50 e 300 mg/die. Comune: può comparire distonia acuta (torcicollo spasmodico, crisi oculogire, trisma), che è reversibile con la somministrazione di un farmaco antiparkinson, anche senza sospendere la terapia con amisulpride. Sonnolenza. Non comune: è stata riportata discinesia tardiva caratterizzata da movimenti ritmici involontari prevalentemente a carico della lingua e/o del viso, solitamente in seguito a somministrazione protratta di amisulpride. Il trattamento con farmaci antiparkinson è inefficace o può indurre l’aggravamento dei sintomi. Convulsioni. Raro: Sindrome Neurolettica Maligna, che è una complicanza potenzialmente fatale (vedere paragrafo 4.4). Non nota: sindrome delle gambe senza riposo.  Patologie dell’occhio Comune: visione offuscata (vedere paragrafo 4.7).

7  Patologie Cardiache Non comune: bradicardia e palpitazione. Raro: prolungamento dell’intervallo QT, aritmie ventricolari come torsione di punta, tachicardia ventricolare, che possono portare a fibrillazione ventricolare o arresto cardiaco, morte improvvisa (vedere paragrafo 4.4.).  Patologie vascolari Comune: ipotensione. Non comune: aumento della pressione sanguigna. Raro: tromboembolia venosa, inclusa embolia polmonare, qualche volta fatale, e trombosi venosa profonda (vedere paragrafo 4.4).  Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune: congestione nasale, polmonite da aspirazione (principalmente in associazione con altri antipsicotici e depressori del SNC).  Patologie gastrointestinali Comune: Stipsi, nausea, vomito, secchezza delle fauci, dispepsia.  Patologie epatobiliari Non comune: traumatismo epatocellulare.  Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Raro: angioedema, orticaria. Non nota: reazione di fotosensibilità.  Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Non comune: osteopenia, osteoporosi. Non nota: rabdomiolisi.  Patologie renali e urinarie Non comune: ritenzione urinaria.  Condizioni di gravidanza, puerperio e condizioni perinatali Frequenza non nota: sindrome da astinenza neonatale, sintomi extrapiramidali (vedere sezione 4.6).  Esami diagnostici Comune: Aumento di peso. Non comune: innalzamento degli enzimi epatici soprattutto transaminasi. Non nota: aumento della creatinfosfochinasi ematica.  Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura: Frequenza non nota: caduta come conseguenza di reazioni avverse che compromettono l'equilibrio del corpo. Sono stati anche osservati: tendenza a brividi di debole intensità, dispnea di debole intensità, dolori muscolari. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazionireazioni-avverse.

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4.9 Sovradosaggio

L’esperienza con amisulpride in caso di sovradosaggio è limitata. È stata riportata una accentuazione degli effetti farmacologici noti del farmaco. Questi includono sonnolenza, sedazione, ipotensione, sintomi extrapiramidali e coma. Casi con esito fatale sono stati riportati soprattutto in combinazione con altri agenti psicotropi. In caso di sovradosaggio acuto, si deve considerare la possibilità di assunzione di più farmaci. Poiché amisulpride è scarsamente dializzata, l’emodialisi non è utile per eliminare il farmaco. Non esiste un antidoto specifico. Devono pertanto essere istituite appropriate misure terapeutiche ed una stretta sorveglianza delle funzioni vitali: continuo monitoraggio cardiaco (rischio prolungamento intervallo QT) fino a quando il paziente non si sia stabilizzato. Se compaiono sintomi extrapiramidali gravi, devono essere somministrati farmaci anticolinergici.

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà Farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Psicolettici, benzamidi - Codice ATC: N05AL05 Amisulpride è una molecola appartenente al gruppo delle benzamidi sostituite. Amisulpride si lega selettivamente con alto grado di affinità ai sottotipi dei recettori dopaminergici umani D2 e D3 mentre non ha alcuna affinità per i sottotipi dei recettori D1, D4 e D5. Amisulpride non ha affinità per i recettori serotoninergici, -adrenergici, H1 istaminergici e colinergici, inoltre non si lega ai siti sigma. Nell’animale, amisulpride, a dosi elevate, blocca principalmente i recettori D2 post-sinaptici situati nelle strutture limbiche rispetto a quelli situati nel corpo striato. Essa non induce catalessi e dopo trattamento ripetuto non si sviluppa ipersensibilità dei recettori dopaminergici D2. A basse dosi, amisulpride blocca preferenzialmente i recettori pre-sinaptici D2/D3, inducendo un rilascio di dopamina responsabile degli effetti disinibenti del farmaco. Inoltre, la ridotta tendenza di amisulpride a produrre effetti indesiderati extrapiramidali può essere in relazione alla sua attività preferenziale a livello limbico.

5.2 Proprietà Farmacocinetiche

Nell’uomo, amisulpride presenta due picchi di assorbimento, il primo si raggiunge rapidamente un’ora dopo la somministrazione e il secondo dopo 3-4 ore. Le concentrazioni plasmatiche corrispondenti sono 39  3 e 54  4 ng/ml dopo somministrazione di 50 mg. Il volume di distribuzione è di 5,8 litri/Kg. Dal momento che il legame proteico è basso (16%) le interazioni con altri farmaci sono improbabili. La biodisponibilità assoluta è del 48%. Amisulpride è poco metabolizzata: sono stati identificati due metaboliti inattivi, corrispondenti approssimativamente al 4% della dose. Non si verifica accumulo e la cinetica resta immodificata dopo somministrazione di dosi ripetute. Dopo una somministrazione orale l’emivita di eliminazione di amisulpride è approssimativamente di 12 ore. Amisulpride viene eliminata nelle urine in forma immodificata. Il 50% di una dose endovenosa viene escreta nelle urine, il 90% del quale viene eliminato nelle prime 24 ore. La clearance renale è dell’ordine di 20 l/h o di 330 ml/min.

Un pasto ricco di carboidrati (con la parte liquida pari al 68%) diminuisce in modo significativo le AUC, Tmax e Cmax di amisulpride, mentre nessuna modifica si evidenzia dopo un pasto a alto contenuto di grassi. Tuttavia non è noto il significato di tali dati nella pratica clinica. Insufficienza renale: l’emivita di eliminazione è immodificata nei pazienti con insufficienza renale, mentre la clearance sistemica si riduce di 2,5-3 volte. L’AUC di amisulpride aumenta di due volte in caso di insufficienza renale lieve e di circa 10 volte in caso di insufficienza renale moderata. L’esperienza è tuttavia limitata e non esistono dati relativi a dosi superiori a 50 mg. Amisulpride è scarsamente dializzata. Nel paziente anziano (>65 anni) i dati farmacocinetici sono limitati e dimostrano che si verifica un aumento del 10-30% a livello di Cmax, T1/2 e AUC, dopo somministrazione di una dose orale di 50 mg. Non sono disponibili dati a dosi ripetute.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Una valutazione globale degli studi di tollerabilità condotti indica che amisulpride è priva di rischi generali, organo-specifici, teratogeni, mutageni e carcinogeni. Le alterazioni osservate nel ratto e nel cane a dosi inferiori alla massima tollerata sono, nelle condizioni previste dalla sperimentazione, o dipendenti dall’effetto farmacologico o prive di significato tossicologico rilevante. È stato verificato che le dosi massime tollerate nel ratto (200 mg/Kg/die) e nel cane (120 mg/Kg/die) espresse come AUC, sono rispettivamente 2 e 7 volte maggiori in confronto ai dosaggi massimi raccomandati nell’uomo. Nessun rischio carcinogeno, rilevante per l’uomo, è stato identificato nel topo (fino a 120 mg/Kg/die) e nel ratto (fino a 240 mg/Kg/die), che corrisponde per il ratto a 1,5-4,5 volte la AUC attesa per l’uomo. Negli studi su animali, l'amisulpride ha provocato un effetto sulla crescita e lo sviluppo fetale con dosi corrispondenti a una dose equivalente umana di 2000 mg/die e più per una paziente di 50 kg. Non c'era evidenza di potenziale teratogeno dell'amisulpride. Non sono stati condotti studi sull'impatto di amisulpride sul comportamento della prole. Amisulpride è altresì sprovvista di potenziale mutageno (5 test di mutagenesi). Gli effetti rincontrati sono quelli attribuibili a tutti i prodotti antidopaminergici. La loro azione antagonista si manifesta sui recettori dell’adenopofisi favorendo la liberazione di prolattina che influenza a distanza l’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi. 6 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

6.1 Elenco degli eccipienti

Carbossimetilamido sodico (tipo A), lattosio monoidrato, cellulosa microcristallina, ipromellosa, magnesio stearato.

6.2 Incompatibilità

Non pertinente.

6.3 Periodo di validità

3 anni

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

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6.5 Natura e contenuto del contenitore

Scatola di 12 compresse in blister opacizzato PVC/alluminio.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

7. Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio

Sanofi S.r.l. – Viale L. Bodio, 37/B - Milano

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

A.I.C. n. 027491012

9. Data della prima autorizzazione / rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 5 marzo 1993 Data del rinnovo più recente: 16 marzo 2008

10. Data di revisione del testo:

Fonte: banca dati AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Le informazioni non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.